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 ..tempus fugit ...... di Admin
 
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Quando un uomo comune attinge alla conoscenza, è un saggio; quando un saggio attinge alla comprensione, è un uomo comune.

detto Zen ...
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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
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Radio Vaticana - Intervista a padre Brundage: accuse al New York Times, ricostruzione del caso Murphy imprecisa, sciatta e basata su menzogne



Un duro attacco contro il New York Times per l'inattendibilità e l'imprecisione dei suoi articoli contro il Papa è stato lanciato da padre Thomas Brundage, vicario giudiziale dell'arcidiocesi di Milwauke dal 1995 al 2003 e dunque presidente del collegio giudicante che avviò il processo contro il prete pedofilo Lawrence Murphy, morto nel 1998.

Padre Brundage accusa il quotidiano di aver fatto una ricostruzione assolutamente imprecisa e sciatta della vicenda fondandosi tra l’altro sulle menzogne di mons. Rembert Weakland, il grande accusatore, una persona fatta passare per testimone creedibile, costretto a lasciare la guida dell’arcidiocesi di Milwaukee dopo il coinvolgimento in una storia omosessuale con un’ex studente di teologia. Mons. Weakland – dice padre Brundage – mente quando afferma, come dichiarato dal New York Times, che dal Vaticano era partito l’ordine di sospendere il procedimento contro padre Murphy. Una cosa assolutamente falsa. “Se mi fosse stato chiesto di sospendere la procedura - afferma - certamente avrei insistito che si facesse appello alla Corte suprema della Chiesa, o a Giovanni Paolo II se necessario''. Il procedimento contro padre Murphy è dunque andato avanti fino a quando è sopraggiunta la sua morte. L’allora cardinale Ratzinger, che come prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede era competente sui casi di abuso, voleva andare assolutamente a fondo di tali vicende: mai nessuno nella Chiesa ha fatto quanto lui contro i casi di abusi. Padre Brundage accusa inoltre il New York Times di non averlo mai sentito – e ciò è piuttosto strano da un punto di vista professionale – in quanto lui è uno dei principali esperti del caso che ha seguito come presidente del collegio giudicante. Ma il quotidiano ha pensato bene di citarlo da fonti internet totalmente inaffidabili, facendogli dire cose che non ha mai detto. Imprecisa, inaccurata e basata su menzogne: ecco come, secondo padre Brundage, è stata costruita la campagna del New York Times contro il Papa. Il sacerdote affida queste sue parole al settimanale della diocesi dell'Alaska dove oggi risiede, il Catholic Anchor, dicendo di essere intervenuto per raccontare la vera storia del processo contro padre Murphy spinto dal dovere della verità. D’altra parte, l'attuale arcivescovo di Milwaukee, mons. Jerom E. Listecki, in una nota pubblicata dal sito della diocesi, sottolinea che nella vicenda Murphy gli errori sono stati fatti non in Vaticano, ma a Milwaukee da parte della Chiesa locale e delle autorità civili. Ma ascoltiamo l’intervista di Chris Altieri a padre Brundage che parte da una domanda sulla durata del procedimento contro padre Murphy:


R. – From 1996 until 1998...
Dal 1996 al 1998, il processo ha avuto una durata di 18 mesi e si è concluso con la morte di padre Murphy.
 
D. – A quei tempi, ha ricevuto pressioni di qualsiasi tipo da Roma, durante il processo, perché i procedimenti giudiziari venissero sospesi, per nasconderli o cose del genere?
 
R. – No, never. If anything...
No, mai, semmai il contrario. Roma ha rinunciato alla prescrizione in questo caso. Stavamo trattando questioni canoniche estremamente complesse, perché a quei tempi la legge canonica stava avendo un’evoluzione e, quindi, io ho dovuto sostenere delle discussioni pubbliche e private con esponenti ecclesiastici a Roma, per cercare di capire come giudicare un caso del genere, e, come ho detto, quindi, ho avuto degli incontri con i membri della Chiesa, a Roma e a Washington, e ho ricevuto un’assistenza completa. E neppure una volta mi è stato detto di interrompere il caso o di fare qualsiasi altra cosa che non quella di procedere verso la sua conclusione. Sfortunatamente, la morte di padre Murphy ha concluso il caso.
 
D. –In questo quadro, qual è stato all’epoca il ruolo, secondo lei, dell’allora cardinale Ratzinger? Per dirla più semplicemente, è stato parte del problema o parte della soluzione?
 
R. – He was part of the solution....
E’ stato parte della soluzione. Probabilmente è stata la figura religiosa di spicco più attiva nel cercare di occuparsi degli abusi sessuali nei confronti dei bambini in termini di prevenzione, nel cercare di riparare il più possibile dopo il fatto, e nel trovare giustizia per le vittime. C’è stato un notevole cambiamento dopo il 2001. Prima di quella data, la maggior parte dei casi di abuso sessuale in appello andavano a finire alla Sacra Rota Romana e i casi tendevano a restare sospesi lì a lungo e spesso non sembrava venissero risolti. Dopo il 2001, i casi sono stati inviati alla Congregazione per la Dottrina della Fede e c’è stata subito un’immediata differenza. I casi sono stati trattati velocemente e correttamente, rispettando i diritti di tutti. Come Papa nessuno ha fatto quello che ha fatto Benedetto XVI, parlando pubblicamente della vergogna della Chiesa a causa di tutto questo, dello schifo dell’intera questione dell’abuso dei bambini, specialmente da parte di un prete, e penso che storicamente, sarà apprezzato come figura straordinariamente forte, nell’aiutare la Chiesa a riprendersi da tutto questo.
 
D. – Cosa pensa di ciò che riporta il New York Times, che ha pubblicato la notizia, e degli altri che l’hanno ripresa?
 
R. – I have to admit...
Devo ammettere di essere rimasto indignato, particolarmente per il New York Times e per l’Associated Press. Nella versione online del New York Times si sono sentiti liberi di citarmi in un documento preso da Internet, che io alla fine ho trovato. Ho guardato attentamente il documento e le citazioni, che presumibilmente dovevano essere mie: la grafia era bellissima, la mia invece è orribile. Infatti, è persino difficile leggerla. Così, sono rimasto indignato dal fatto che non abbiano nemmeno avuto il senso giornalistico di cercare di contattare la fonte di una citazione come questa. Sono anche ben consci, avendo il file del caso in mano, del mio ruolo nel caso stesso, ed è stato incredibile per me, dato il ruolo che avevo, che nessuno abbia nemmeno tentato di contattarmi.

Radio Vaticana
http://www.radiovaticana.org/it1/Articolo.asp?c=368748
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Caso Masoumi Nejad: Enzo Bianco,
l’accusa rivolta al giornalista iraniano in Italia non esiste


Martedì 30 Marzo 2010 10:41

BANGKOK - Alla 122ma Assemblea interparlamentare la delegazione iraniana incontra quella italiana e il capo di quest’ultima, l’ex ministro dell’interno Enzo Bianco, afferma che l’accusa rivolta contro Hamid Masoumi Nejad non esiste nemmeno nel sistema giudiziario italiano.

Secondo l’agenzia IRNA, Enzo Bianco, politico e avvocato italiano, durante l’incontro avvenuto tra la delegazione iraniana e quella italiana, ha spiegato che l’accusa di azione contro la sicurezza nazionale, rivolta a Masoumi Nejad, non esiste nemmeno nel sistema giudiziario italiano.

Il parlamentare italiano ha espresso stupore per l’arresto del giornalista dell’IRIB a Roma ed ha promesso di informarsi sulla questione al rientro in Italia.

Enzo Bianco ha ribadito che ad ogni modo l’Italia mira allo sviluppo degli scambi con l’Iran in tutti i settori. I membri della delegazione iraniana presente all’Assemblea interparlamentare hanno ricordato che l’arresto di Masoumi Nejad è stato controproducente per l’immagine dell’Italia in Iran e che è chiaro alla gente che il giornalista iraniano svolgeva solo la sua attività professionale.

Il capo della delegazione iraniana Heshmat-Allah Falahat Pishe ha ricordato: “L’aspettativa del Parlamento iraniano è che l’Italia liberi Masoumi Nejad”. La 122ma Assemblea interparlamentare iniziata a Bankok il 27 Marzo si concluderà il primo aprile.

ItalianRadio

***

Italia: procuratore Spataro condanna
strumentalizzazione mediatica del 'caso Masoumi Nejad'


Martedì 30 Marzo 2010 10:35

MILANO - L’ambasciatore della Repubblica Islamica dell’Iran Seyyed Mohammad Ali Hosseini ha incontrato il procuratore aggiunto di Milano Armando Spataro a seguito dell’arresto in Italia del giornalista iraniano Hamid Masoumi Nejad.

Secondo l’agenzia IRNA, in questo incontro, avvenuto il 29 marzo, l’ambasciatore iraniano ha espresso prima di ogni cosa la sua protesta alla strumentalizzazione mediatica del caso Masoumi Nejad che come la giustizia italiana potrà presto appurare, non è altro che un grosso malinteso.

L’ambasciatore Hosseini ha poi chiesto la liberazione di Masoumi Nejad e dell’altro iraniano coinvolto nel caso in attesa che inizi il processo. Dal canto suo, Armando Spataro, ha esposto un resoconto sulle indagini e il caso ed ha condannato fermamente ogni sorta di strumentalizzazione mediatica del caso del giornalista ai danni della Repubblica Islamica dell’Iran.

ItalianRadio
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Di Loredana Morandi (del 31/03/2010 @ 15:54:05, in Politica, linkato 1617 volte)
PD: 49 SENATORI SCRIVONO A BERSANI,

"INCONTRIAMOCI, SERVE MAGGIORE GENEROSITA' DA PARTE DI TUTTI.  NOI SIAMO PRONTI".


Dopo il risultato delle regionali, il senatore Gian Piero Scanu ha inviato una lettera al segretario sottoscritta da altri colleghi del gruppo appartenenti a tutte le aree del partito.

Caro Segretario,

il passaggio elettorale di questi giorni ci consegna molteplici spunti di riflessione, che non mancheranno di essere approfonditi nelle settimane che verranno. A nostro avviso ci troviamo di fronte ad un momento della vita del nostro Paese rispetto al quale s’impongono, da parte di tutti noi, una maggiore generosità nell’impegno, una più partecipata attività politica ed una nuova consapevolezza riguardo l’effettiva portata dell’emergenza democratica in cui viviamo.

Il lavoro ordinario non basta più. I ritmi ortodossi sono troppo lenti. Le liturgie della casa sono stantie. I cartellini da timbrare sono sempre più falsati. L’imborghesimento ci tenta in continuazione ed arriva persino a coinvolgerci in scellerate trasversalità ammantate di riformismo. I nostri valori fondanti rischiano di vacillare sotto i colpi della sfiducia e di un neo relativismo che intossica le nostre coscienze per condurci verso la più colpevole accidia.


Bisogna cambiare passo. Bisogna muoversi subito. Bisogna accedere ad una nuova dimensione del nostro impegno politico che anche noi parlamentari spesso non esprimiamo con la necessaria efficacia.

Serve un supplemento d’anima.


Ti poniamo l’esigenza di incontrarci subito per riflettere insieme. Per trovare, dopo una leale discussione, la giusta strada da percorrere per servire degnamente il nostro Paese. Non intendiamo farci  consumare addosso i prossimi tre anni della legislatura, immersi in un attendismo fideistico che assegna al destino il compito di liberare l’Italia dal sultanato che la devasta. Aspettiamo con fiducia una tua puntuale risposta, convinti che non trascurerai, né sottovaluterai, il valore ed il significato delle nostre riflessioni e dei nostri propositi.

Con molta cordialità.

Gian Piero Scanu, Daniele Bosone, Gianrico Carofiglio, Marco Filippi, Giuseppe Lumia, Paolo Rossi, Alberto Tedesco, Claudio Molinari, Manuela Granaiola, Francesco Ferrante, Marilena Adamo, Vittoria Franco, Vincenzo  Vita, Paolo Giaretta, Achille Serra, Roberto Di Giovanpaolo, Vincenzo De Luca, Franca Biondelli, Mauro Del Vecchio, Adriano Musi, Silvio Sircana, Felice Casson, Massimo Livi Bacci, Mariapia Garavaglia, Alfonso Andria, Giovanni Procacci, Franca Donaggio, Emanuela Baio, Luigi Lusi, Roberta Pinotti, Luigi De Sena, Leana Pignedoli, Flavio Pertoldi, Teresa Armato, Antonio Rusconi, Marina Magistrelli, Andrea Marcucci, Daniela Mazzuconi, Maria Teresa Bertuzzi, Anna Serafini, Mauro Marino, Ignazio Marino, Maria Fortuna Incostante, Paolo Nerozzi, Anna Maria Carloni, Maria Leddi, Anna Rita Fioroni, Alberto Maritati, Tiziano Treu.


Nota: bellissima lettera e molto coraggiosa, che cosa avevo scritto a proposito di "scelleratezze trasversali" ? La sola nota dolente, la firma degli indagati del PD.

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Un benvenuto su queste pagine al Coisp, Coordinamento per l'Indipendenza Sindacale delle Forze di Polizia, di cui anni fa sono stata "corsista". L.M.

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SCORTE DELLA POLIZIA:
I POLITICI DOVRANNO PAGARLA DI TASCA PROPRIA
PREANNUNCIATA UNA CRISI DI GOVERNO!
 

La leggendaria flemma dell’immarcescibile ministro Brunetta messa a dura prova dall’ultima proposta di legge.

E’ di queste ore la notizia che l’imperturbabile Ministro Brunetta, ha minacciato di scatenare una crisi di governo, non appena ha appreso della proposta di legge formulata dal Ministro leghista Roberto Calderoli, peraltro salutata positivamente anche dall’austero Ministro Tremonti, in base alla quale (citiamo testualmente), “tutti gli esponenti politici di qualsiasi forza e/o coalizione sottoposti a tutela da parte delle forze dell’ordine, a far data dal 01-04-2010, sosterranno personalmente il costo del servizio di protezione mediante ritenuta mensile sugli emolumenti percepiti in ragione del proprio incarico ed ufficio”.

Da notizie pubblicate dalle agenzie, pare che il sempiterno serafico Brunetta informato della notizia poco dopo essere venuto a conoscenza della seconda debacle veneziana dopo quella del 2000, abbia scagliato a terra il pesce che stava mangiando all’interno di uno dei più lussuosi ristoranti lagunari, ove era ospite di alcuni amici in attesa del risultato delle urne.

Non contento si sarebbe poi arrampicato sul carrello dei dessert, e scusandosi, avrebbe tenuto davanti agli allibiti ed impauriti avventori un comizio post elettorale, lanciando (questa volta per fortuna in senso figurato) strali di fuoco all’indirizzo della Lega e dei suoi rappresentanti a livello locale e nazionale, minacciando ufficialmente di aprire una crisi di governo ed esponendo all’incredulo pubblico le ragioni di tanta rabbia, principalmente legate al fatto che ritiene la sua persona in grave pericolo di vita per le minacce ricevute a suo tempo (25 anni fa) dalle Brigate Rosse.
E pensare che fino a non molto tempo fa l’impavido Brunetta aveva dichiarato di sentirsi spossato da 25 anni di scorta (http://orientalia4all.net/post/il-ministro-brunetta-spossato-dalla-scorta).

Cosa farà adesso che dovrà pagarla di tasca propria?
 

Assolderà i bravi al pari di don Rodrigo? Sarà costretto a vendere una delle sue proprietà in centro a Roma, Ravello, Venezia o in Umbria? E come farà senza scorta ad affrontare i cittadini dissenzienti e provocatori che incontrerà per le strade di Napoli piuttosto che in quelle di Mestre?
Aldilà di tutto crediamo però che nell’occasione la sua flemma sia stata intaccata dalla seconda sconfitta all’interno della sua città natale, in cui da bambino si guadagnava da vivere vendendo gondole nel quartiere di Canareggio.

Il COISP in questa occasione esprime solidarietà al Ministro Brunetta, pugnalato alle spalle per la seconda volta dai suoi concittadini, che ancora una volta non lo hanno saputo valorizzare nemmeno come sindaco.
Infatti (come si legge nel sito internet http://pdmira.tumblr.com/post/348896668/brunetta-candidato-a-sindaco-di-venezia-i-precedenti) “già nel 2000 si presentò, candidato sindaco per il Polo delle libertà, e fu sconfitto al secondo turno da Paolo Costa (44% contro 56%). Di quella debacle non si trova traccia nella biografia ufficiale del Ministro (pubblicata sul sito web del suo ministero). Così come si tace la seguente esperienza di consigliere e di capogruppo di Forza Italia al consiglio comunale della città lagunare.
D’altronde Brunetta ha poco di cui vantarsi di quel periodo: secondo i dati ufficiali dell’amministrazione, in cinque anni ha partecipato a 87 sedute del Consiglio su 208, risultando il peggiore in assoluto tra i 47 consiglieri comunali.
Le sue rare apparizioni a Cà Farsetti sono ricordate più per l’ingombrante presenza della sua scorta (che lo seguiva fin sulla porta del bagno) e per la sua scarsa incisività piuttosto che per i risultati ottenuti.”
Veneziani ingrati ed orsi!!!...anzi no ORSONI!!!

Roma, 31 marzo 2010
La Segreteria Nazionale del COISP
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Di Loredana Morandi (del 31/03/2010 @ 13:07:28, in Politica, linkato 2123 volte)
Oggi abbiamo il Presidente in cui tutti speravano.. L.M.



Ddl lavoro, Napolitano non firma

Capo dello Stato lo rinvia alle Camere


Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, non ha firmato il ddl sul lavoro riguardante l'articolo 18 che contiene la norma sull'arbitrato, rinviandolo alle Camere. "Il capo dello Stato non ha firmato a causa della eterogeneità della legge e in particolare dalla complessità e problematicità di alcune disposizioni che disciplinano temi, attinenti alla tutela del lavoro, di indubbia delicatezza sul piano sociale", spiega una nota del Quirinale.

Il Capo dello Stato ha commentato che "la riforma va bene, ma con garanzie ed equilibrio", aggiunge il testo. ''Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano - si legge ancora nella nota del Quirinale - ha chiesto alle Camere, a norma dell'art. 74, primo comma, della Costituzione, una nuova deliberazione in ordine alla legge: "Deleghe al Governo in materia di lavori usuranti, di riorganizzazione degli enti, di congedi, aspettative e permessi, di ammortizzatori sociali, di servizi per l'impiego, di incentivi all'occupazione, di apprendistato, di occupazione femminile, nonché misure contro il lavoro sommerso e disposizioni in tema di lavoro pubblico e di controversie di lavoro".

"Il Capo dello Stato ha ritenuto opportuno un ulteriore approfondimento da parte delle Camere, affinché gli apprezzabili intenti riformatori che traspaiono dal provvedimento possano realizzarsi nel quadro di precise garanzie e di un più chiaro e definito equilibrio tra legislazione, contrattazione collettiva e contratto individuale", conclude il testo del Quirinale.

TGCOM

*****

Legge sul lavoro: Napolitano non firma


Il provvedimento rinviato alle Camere a causa, tra l'altro, della 'estrema eterogeneità' del testo

Ansa - 31 marzo, 13:14

ROMA  - Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, spiega una nota del Quirinale, non ha firmato a causa della "estrema eterogeneità della legge e in particolare dalla complessità e problematicità di alcune disposizioni - con specifico riguardo agli articoli 31 e 20 - che disciplinano temi, attinenti alla tutela del lavoro, di indubbia delicatezza sul piano sociale".

"Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano - si legge nella nota del Quirinale - ha chiesto alle Camere, a norma dell'art. 74, primo comma, della Costituzione, una nuova deliberazione in ordine alla legge: "Deleghe al Governo in materia di lavori usuranti, di riorganizzazione degli enti, di congedi, aspettative e permessi, di ammortizzatori sociali, di servizi per l'impiego, di incentivi all'occupazione, di apprendistato, di occupazione femminile, nonché misure contro il lavoro sommerso e disposizioni in tema di lavoro pubblico e di controversie di lavoro".

"Il Capo dello Stato - prosegue la nota - è stato indotto a tale decisione dalla estrema eterogeneità della legge e in particolare dalla complessità e problematicità di alcune disposizioni - con specifico riguardo agli articoli 31 e 20 - che disciplinano temi, attinenti alla tutela del lavoro, di indubbia delicatezza sul piano sociale. Ha perciò ritenuto opportuno un ulteriore approfondimento da parte delle Camere, affinché gli apprezzabili intenti riformatori che traspaiono dal provvedimento possano realizzarsi nel quadro di precise garanzie e di un più chiaro e definito equilibrio tra legislazione, contrattazione collettiva e contratto individuale".


REALIZZARE RIFORMA CON GARANZIE - Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha chiesto alle Camere, a norma dell'art. 74, primo comma, della Costituzione, una nuova deliberazione in ordine alla legge di riforma del lavoro "affinché gli apprezzabili intenti riformatori che traspaiono dal provvedimento possano realizzarsi nel quadro di precise garanzie e di un più chiaro e definito equilibrio tra legislazione, contrattazione collettiva e contratto individuale". Lo si legge nella nota del Quirinale.

MARONI, NULLA DA ECCEPIRE SU DECISIONE NAPOLITANO  - "E' nel suo potere rimandare alle Camere" una legge, "io non ho nulla da eccepire". Così il ministro dell'Interno Roberto Maroni ha commentato - nel corso di un'intervista a Sky Tg24 - la decisione del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano di rinviare alle Camere la legge di riforma del Lavoro. Il problema è quello dei cosiddetti decreti omnibus - ha aggiunto Maroni - ma io non ho seguito direttamente il provvedimento".

RINVIO NAPOLITANO PER NORMA SU ARBITRATO - Una delle due norme del ddl Lavoro al centro dei rilievi del Quirinale riguarda la nuova procedura di conciliazione e arbitrato che di fatto incide sulle norme dell'articolo 18 relative al licenziamento. In particolare l'articolo indicato nel comunicato del Quirinale prevede che già nel contratto di assunzione, in deroga dai contratti collettivi, si possa stabilire che in caso di contrasto le parti si affidino ad un arbitrato. Il timore, che era stato avanzato dai sindacati e dall'opposizione, è che al momento dell' assunzione il lavoratore accetti la via dell' arbitrato che lo garantisce di meno rispetto al contratto che prevede l'art. 18 che tutela chi é licenziato senza giusta causa. L'altro articolo sul quale il Quirinale ha mosso rilievi è il 20, che esclude dalle norme del 1955 sulla sicurezza del lavoro il personale a bordo dei navigli di Stato.

E' LA PRIMA LEGGE CHE NAPOLITANO RINVIA ALLE CAMERE - Il provvedimento sul lavoro e' la prima legge che il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano rinvia alle Camere, ai sensi dell'articolo 74 della Costituzione, da quando, a maggio del 2006, ha assunto la carica.


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Napolitano: "Ora riforme condivise contro astensionismo"

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Augurio di Giorgio Napolitano ai Presidenti e ai nuovi Consigli regionali usciti fuori dalle urne. In un messaggio del Quirinale, il Capo dello Stato auspica che dai nuovi eletti venga “un sostanziale impulso e contributo allo sviluppo del processo ...
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Di Loredana Morandi (del 31/03/2010 @ 10:09:05, in Politica, linkato 1707 volte)
Le Regioni nel Baratro: Indagini Bipartisan

Mi limito a citare le Regioni i cui casi sono "caldi" con il rilevare tristemente, che la gente non impara nulla neppure quando ha tutto e tutti gli attori sotto gli occhi, come in Puglia.

Informo coloro che volessero accusarmi di essere passata a destra che: nei confronti della  radicale Bonino e a causa della presenza dei due terroristi neri Fioravanti e Mambro nella segreteria politica, io ho applicato la scelta di opinione già operata nei confronti di Bertinotti e della Morgantini per la Cotone, ex irriducibile delle brigate rosse pagata con stipendio da portaborse europarlamentare.

Io sono di sinistra, ma la mia "legge morale e d'opinione" mi induce sempre a dissociarmi da qualsiasi forma di pubblico "pagamento" dato da Partiti ad esponenti di qualsiasi schieramento di destra o di sinistra provenienti dagli "Anni di Piombo".

Ciò che ieri si scriveva "terrorismo", oggi si legge "corruzione".

E quello che è giusto, è giusto.

Loredana Morandi



Lombardia
(Bancarotta Fraudolenta)


CronacaQui Milano - ‎12 minuti fa‎
MILANO 31/03/2010 - Rieletto in Regione da meno di ventiquattro ore, a fare la festa all'assessore alla Protezione Civile Massimo Ponzoni, ci ha pensato la guardia di Finanza che, su disposizione della Procura di Monza, ha eseguito perquisizioni nei ...
ANSA - Adnkronos/IGN - il Giornale - TGCOM tutte le notizie (67)

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Campania (Bassolino e i Rifiuti)

Bassolino esce di scena con un rinvio a giudizio

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NapoliUn addio peggiore alla sua poltrona di presidente della regione Campania, Antonio Bassolino, non poteva darlo: ieri mattina, l'ex in tutto (parlamentare, sindaco, ministro del Lavoro, presidente della Regione) è stato rinviato a giudizio dal ...

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Sicilia (Lombardo Storie di mafia)

La tempesta giudiziaria sulla Regione Siciliana

Giornale Radio Rai - ‎29/mar/2010‎
La Procura di Catania indaga il presidente Lombardo per rapporti con la mafia in cambio di appoggi elettorali. Il governatore riunisce la Giunta e decide di ...
Antimafia Duemila - Live Sicilia tutte le notizie (407)

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Puglia
(era Bari Escort e Sanità)

BARI - Dalle intercettazioni telefoniche disposte dalla ...

Corriere della Sera - ‎11 ore fa‎
... detenzione in carcere per l'ex vicepresidente della giunta regionale pugliese Frisullo è stato arrestato il 18 marzo scorso nell'ambito di un'indagine ...

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Lazio (Marrazzo e la prostituzione delle transessuali)

Il gip: «Cafasso ucciso perché sapeva troppo»

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La versione fornita dall'ex governatore, e smentita dalle indagini, «verosimilmente si spiega con la difficoltà di giustificare la consegna di una somma ...
La Stampa - La Gazzetta del Mezzogiorno
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Di Loredana Morandi (del 31/03/2010 @ 09:21:01, in Osservatorio Famiglia, linkato 1573 volte)
Pedofilia: Si allargano inchieste
su pedopornografia avviate in Alto Adige


Bolzano, 30 mar. - (Adnkronos) - Gli sviluppi delle indagini della polizia postale che nel luglio 2009 avevano portato all'arresto di un giovane di 22 anni della Val Venosta accusato di aver convinto una quindicina di minorenni, di eta' compresa tra gli 11 ed i 15 anni, ad inviargli foto ose' in cambio di soldi o ricariche telefoniche, hanno portato a 13 perquisizioni in tutta Italia, di cui 2 in Alto Adige a carico di persone che avevano scambiato via internet materiale pedopornografico con il giovane arrestato; le altre perquisizioni sono state compiute nelle province di Arezzo, Brescia, Como, Frosinone, Palermo, Pordenone, Savona, Varese, Venezia e Verona.

L'indagato, che si trova tuttora in carcere, sarebbe stato in contatto con le persone a carico delle quali, nelle ultime ore, sono state effettuate le perquisizioni. Questa ultime, da parte loro, sono accusate di aver scambiato attraverso chat e forum on line materiale multimediale realizzato mediante lo sfruttamento sessuale di minori. Sono stati denunciati a piede libero un 20enne che vive in un comune limitrofo a Bolzano e un 45enne meranese.

Cronaca | 30/03/2010 | ore 20.48 »

La brevissima rassegna

Pedofilia: Si allargano inchieste su pedopornografia avviate in ...

Libero-News.it - ‎12 ore fa‎
Bolzano, 30 mar. - (Adnkronos) - Gli sviluppi delle indagini della polizia postale che nel luglio 2009 avevano portato all'arresto di un giovane di 22 anni ...

Pedofilia online: 13 perquisizioni da Bolzano a Palermo

ANSA - ‎15 ore fa‎
(ANSA) - BOLZANO, 30 MAR - Si e' conclusa con tredici perquisizioni in otto regioni italiane una operazione contro la pedofilia in internet della polizia ...

Pedofilia: blitz polizia postale contro pedopornografia on line ...

Libero-News.it - ‎19 ore fa‎
Bolzano, 30 mar. - (Adnkronos) - Tredici perquisizioni in otto regioni italiane, 2 delle quali in Alto Adige, sono state eseguite nell'ambito ...

Blitz su pedopornografia on-line coinvolge anche Arezzo

Arezzo Notizie - ‎11 ore fa‎
Gli agenti della Polizia Postale e delle Comunicazioni hanno effettuato operazioni contro la pedopornografia on line anche in provincia di Arezzo, ...

PEDOPORNOGRAFIA: 13 PERQUISIZIONI IN 8 REGIONI ITALIANE

IRIS Press - Agenzia stampa nazionale - ‎18 ore fa‎
(IRIS) - ROMA, 30 MAR - "Tanja". Questo il nome della maxioperazione anti-pedofilia che ha portato a tredici perquisizioni in otto regioni italiane, ...

Pedopornografia/ Blitz in varie province italiane:13 perquisizioni

Virgilio - ‎18 ore fa‎
Blitz contro la pedopornografia: oltre 50 gli uomini della polizia postale e delle comunicazioni impiegati nelle operazioni in varie province d'Italia, ...
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Secondo le più recenti modalità di accettazione pubblica degli eventi sulla pedofilia che riguardano i laici alcune formazioni politiche e pseudo associative porteranno la gente in piazza. Prego affinché le autorità di Enna non autorizzino cortei e fiaccolate... L.

PEDOFILIA: NON DENUNCIARONO ABUSI,
DUE INSEGNANTI INDAGATE
AD ENNA


(AGI) - Enna, 30 mar. - Sono due le professoresse della scuola media di Valguarnera (Enna) indagate dalla procura di Enna perche', venute a conoscenza dei rapporti tra una loro alunna di 12 anni e due adulti non denunciarono i fatti all'autorita' giudiziaria. L'ipotesi che il procuratore di Enna Calogero Ferrotti contesta alle due docenti e' "omissione di atti d'ufficio" aggravata perche' commessa da pubblico ufficiale, per non avere presentato denuncia su fatti di rilevanza penale.

L'inchiesta a carico delle insegnati e' legata a quella che la scorsa settimana ha portato all'arresto di una guardia giurata e di un meccanico accusati di avere abusato sessualmente per almeno due anni di una bimba, fin da quando questa aveva 12 anni. Una delle professoresse si e' avvalsa della facolta' di non rispondere, mentre l'altra, sentita nella serata di ieri per oltre quattro ore e mezzo, ha risposto chiarendo la sua posizione. Sarebbe emerso che nel gennaio 2008 alcune compagne di classe della bambina dissero alla professoressa che la loro compagna "aveva un relazione con un adulto". La docente sostiene di avere informato dei fatti i docenti e la preside, il giorno successivo in consiglio di classe, ma sembra che di questa presunta "discussione" non vi sia alcuna traccia nel verbale della riunione. La professoressa avrebbe affermato dinanzi al magistrato di avere parlato con l'alunna che nego'.

Successivamente l'insegnate sarebbe anche venuta in possesso di un bigliettino sul quale erano scritte frasi a contenuto sessuale, informo' la preside e venne deciso l'intervento dell'assistente sociale. La vicenda sarebbe anche stata portata a conoscenza di un sacerdote, ma nessuno fece la dovuta segnalazione all'autorita' giudiziaria. Non si esclude a questo punto che la procura di Enna possa indagare anche altri soggetti che, informati, avrebbero avuto il dovere di denunciare quelli che si profilavano come abusi sessuali su una minore di 14 anni. Dall'inchiesta e' emerso che a Valguarnera i rapporti tra la bambina ed i due adulti che avevano con lei rapporti sessuali in auto ed in un garage sarebbero stati argomento di "chiacchiere" fin dal 2007.

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Di Loredana Morandi (del 31/03/2010 @ 08:51:41, in Magistratura, linkato 2824 volte)
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TEATRO DUSE

Via Crema 8 Roma

In collaborazione con

ADRAMELEK THEATER
EUGIUS (UNIONE EUROPEA GIUDICI SCRITTORI)

PRESENTANO

IL TEATRO DI GIUSTIZIA


A CURA DEL GIUDICE DRAMMATURGO GENNARO FRANCIONE


Il Teatro di Giustizia è il teatro che porta in scena azioni drammatu...rgiche connesse ai giudici e al loro mondo, fatto di situazioni drammatiche ma anche comiche e grottesche (G. Francione)


PROGRAMMAZIONE

DROGHE, ORGE, DEBITI E GALERA; lunedì 12 aprile h. 21

APHRA BEHN regia di Giuliana Adezio
KOROIBOS, IL DOPATO DI OLIMPIA regia di Alberto Ruocco
L’ORGIA DEL TERZO POTERE regia di Gianpiero Scurti

POLITICA E GALERA: PRIGIONIA DI DOSTOEVSKIJ;
Mercoledì 14 aprile h. 21

LA CELLA DI ALESSIO regia di Gennaro Francione

IL PROCESSO ANTICO: L’INQUISIZIONE E LE STREGHE;
Venerdì 16 aprile h. 21,30; sabato 17 aprile h. 17,30

LE STREGHETTE DI BENEVENTO regia di Antonio Faicchia

IL PROCESSO MODERNO: L’ASTRAGALOMANZIA LOGICA
sabato 17 aprile h. 21,00; domenica 19 aprile h. 18,00

I DADI DI TEMI regia di Giuliana Adezio

Leggi tutta la programmazione

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DROGHE, ORGE, DEBITI E GALERA

Lunedì 12 aprile 2010 h. 21

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APHRA BEHN, LA PROSTITUTA DELL'INTELLIGENZA
(Vita e morte di una spia, poetessa e drammaturga a pagamento del ‘600 inglese) di Gennaro Francione, recitato da Giuliana Adezio che cura la regia

Un monologo protofemminista e libertino su Aphra Behn (1640-1689).
Prima donna inglese che scrive per denaro, guadagnandosi l'appellativo di "poetessa prostituta": vende il suo ingegno, non il suo corpo.
Soprannominata Astrea, per il nome di copertura come agente segreto inglese ad Anversa, la commediografa descrive la sua vita avventurosa e soprattutto la battaglia per affermare la libertà della donna di scrivere letteratura, elevata - come da sempre facevano gli uomini - fino alle soglie di un universale anticopyright.
"E tutte le donne insieme dovrebbero cospargere di fiori la tomba di Aphra Behn, che si trova assai scandalosamente, ma direi giustamente, nell'abbazia di Westminster, perché fu lei a guadagnare loro il diritto di dar voce alla loro mente.
È lei - quella donna ombrosa e amorosa - che questa sera mi permette di dirvi abbastanza realisticamente: guadagnatevi cinquecento sterline l'anno col vostro talento"
Virginia Woolf, Una stanza tutta per sé, Newton Compton, Roma, p. 63.
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L'ORGIA DEL TERZO POTERE di Gennaro Francione recitato da Gian Piero Scurti che cura la regia.

Che la sessualità abbia effetti benefici e rasserenanti è cosa nota, ma che uno stimato e noto giudice ultrconservatore come Antonino Scaranzano
si esprima a favore delle orge come soluzione per disinnescare le tensioni sociali, disorienta e sorprende non poco. Il monologo descrive l'effetto liberatorio dell'orgia metaforizzata in verità sul mondo come è: caos.
L'amore per la verità del giudice Scaranzano, spinta all'eccesso, lo porta ad abbattere pubblicamente l'ipocrisia sociale del ruolo di agente di Temi, affrancandolo in prima persona dalle sue voglie forcaiole e dalle Pastoie del mascheramento togato. Il Terzo Potere, la Giustizia, diventa così faro di luce dissacratoria e rigenerante per tutti gli altri poteri dello stato. Nel tempo dei Grilli una satira quanto mai attuale.

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KOROIBOS IL DOPATO DI OLIMPIA di Gennaro Francione

Da Apoxiomenos è stato estratto KOROIBOS IL DOPATO DI OLIMPIA. Il pezzo verrà interpretato in modo del tutto singolare da ALBERTO RUOCCO, il quale reciterà il monologo a seguito di una performance ginnica su musica di Vangelis.
Nella piéce l'atleta Koroibos, ex cuoco, esprime i peggiori vizi della Grecia di un tempo, che sono quelli di adesso. Ovvero la ricerca di un arrivismo senza scrupoli che non esita a ricorrere al doping pur di primeggiare nello sport e nella vita sociale. Allora come ora, infatti, il primeggiare in una disciplina dava accesso alle più alte cariche politiche.
Fa da contrappunto a Koroibos la madre Callipatera, la sua coscienza, la quale gli rammenta l'onore del padre defunto, pescatore e persona giusta tanto da diventare capo del villaggio.
Il trait d'union è Pittaco, poeta cantore della semidivinità dell'atleta. Figura melliflua e amante di Koroibos, egli oscilla tra la poesia moralistica e la funzione di mistagogo, pronto a somministrare bevande che portino al contatto con l'Olimpo degli dei e dello sport.
La storia della vittoria si svolge fino al drammatico scontro di Koroibos con la madre invano protesa alla ricerca di una via di salvezza lontana dalla droga, dal lusso e dagli eccessi. Il ritorno all'isola della semplicità di Lussino rimarrà una vaga chimera aggirantesi tra il sangue sparso degli affetti primari elusi.
Tutto là tra Olimpia e i sacri misteri di Eleusi.
Per altre informazioni su Apoxiomenos:

http://www.antiarte.it/adramelekteatro/apoxiomenos.htm

Fonica e luci Sandro Torella

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POLITICA E GALERA: PRIGIONIA DI DOSTOEVSKIJ

Mercoledì 15 aprile 2010 h. 21

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LA CELLA DI ALESSIO di Gennaro Francione per la regia dello stesso con Vincenzo Sartini, Ilaria Sartini, Gennaro Francione. Aiuto regia Vincenzo Sartini. Fonico e tecnico luci: Carlo Di Odoardo.
Fëdor Dostoevsckij, nella cella tetra, s'imbatte nel suo doppio, il principe Myskin che immortalerà nell'Idiota. A lui rivela le sue ambasce, le sue visioni di futura sofferenza personale nel campo di concentramento siberiano, fino ad arrivare, attraverso incontri con altri personaggi delle sue opere come Raskolnikov uccisore dell'usuraia, a visioni apocalittiche di sterminio dell'intera razza umana. Sull'onda dell'aura sacra generatagli dell'epilessia egli godrà il miraggio finale di un mondo salvato dalla bellezza e dal sogno.
Successivamente verrà presentato il libro edito dalla Herald Editore (presente l'editore Roberto Boiardi) IL DIRITTO PENALE TRA REALTA' E UTOPIA di Francione sul nuovo diritto medicinale per far dialogare gli spettatori sull’argomento.
L’autore sottolinea la difficoltà della repressione puramente penalistica, proponendo il dialogo coi giovani e la nuova via medicinale che sostituisce al carcere la cura (preventiva e successiva), le sanzioni amministrative, le misure di sicurezza sul territorio.

http://www.antiarte.it/eugius/saggio_entropia_penale.htm


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IL PROCESSO ANTICO: L’INQUISIZIONE E LE STREGHE

venerdì 16 aprile 2010 h. 21,30 – sabato 17 aprile h. 17,30

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“LE STREGHETTE DI BENEVENTO” di Gennaro Francione

PERSONAGGI E INTERPRETI

VINCENZO CAPUTO, IL GIUDICE: Francesco Romeo
GERARDO MARTIELLO, L'INQUISITORE: Nino Mennella
GENNARO SPAVENTALAMORTE, IL CANCELLIERE: Luca B
GIOVANNI AZZECCAPAGLIETTA, IL DIFENSORE: Massimo Provinzano
DON TURZO FRANCO, IL TESTE…: Graziano Giordano

LE STREGHE:
MARIA JANARA, LA BIGOTTONA: Nicoletta Martuccio
ELENUCCIA ZUCCULARA, LA PROSTITUTA: Mariagrazia Casagrande
CARMILINA URIA, LA FATTUCCHIERA: Andreaceleste Pica
ROSARIA MANALONGA, L'ATTRICE: Paola Amelio Santamaria

Coreografia Aurora Pica
Scene costumi: Sara D’Agostin
Aiuto scenografia: Antonella Cordaro
Audio e luci: Luca Maria Rossi
Fotografo di scena: Francesco Cancellato (Photo style agency; www.photostyleagency.com)

Regia Antonio Faicchia

Commedia in lingua napoletana.
In un momento non ben definito del ‘700, gli echi della caccia alle streghe non sono del tutto dissolti e quattro povere donne, in un contesto di degrado sociale, conducono una vita miseranda. Senza essere vere esperte, ricorrono quotidianamente ad espedienti quali: raccogliere erbe per farne unguenti, prostituirsi, mascherarsi da uomo per fare teatro. Per un banale episodio tra le quattro donne nasce un diverbio che si conclude con l’uso delle mani. Vengono arrestate e trascinate in tribunale dove sono accusate, ad ogni costo, di stregoneria da una giuria ignorante ed arrogante.

NOTE DI REGIA

Nel trattare l’argomento, il regista intende puntare il dito contro i quatto uomini della corte, dei quali emerge il limite umano, ed essi pur trovandosi, per questo, sullo stesso piano delle imputate, solo per l’investitura dei loro ruoli riescono ad averla vinta.
Lo spettacolo è giocato in chiave comico-grottesca sull’eterno antagonismo uomo-donna. L’uomo arroccato sulle sue ridicole convinzioni di superiorità e la donna sempre indicata come portatrice di poteri solo funesti, mentre la natura sa essere molto più benevola nei confronti di tutti.
Sullo sfondo la parodia di ciò che potrebbe accadere, anche oggi, in un’aula di tribunale.

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IL PROCESSO MODERNO: L’ASTRAGALOMANZIA LOGICA

sabato 17 aprile 2010 h. 21 – domenica 18 aprile h. 18

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I DADI DI TEMI di Gennaro Francione

Spettacolo e dialogo finale con gli artisti, il pubblico e il giudice drammaturgo Francione per analizzare il processo di Cogne e i risultati a cui conducono le prove indiziarie, spesso foriere di ingiuste e negative interpretazioni.

Attori: Alberto Ruocco, Massimo Mirani, Monica Porcellato, Giuliana Adezio
Grafica: Maya Francione

Regia: Giuliana Adezio

Commedia grottesca in napoletano. Nasce dall'assemblaggio di un simulacro del processo Cogne e del metodo giudiziario adottato in Gargantua e Pantagruele di François Rabelais dal giudice Bridoye (ora Brigliadoca) il quale decideva le cause tirando a sorte con i dadi.
Il sistema, che riprende il tema delle ordalie (la prova della bara in Vespertiliones, quella del fuoco in Merimanga, quella della terra in Ordalia degl'interrati) rientra in quella che definii ordalia del caso, ovvero giudizio di Dio che rimetteva la decisione di un processo ad elementi casuali ( Vedi G. Francione, Processo agli animali - Il bestiario del giudice, Gangemi, Roma 1996).
Ne deriva nell' astragalomanzia una sorta di grottesca presa in giro dei sistemi dei soloni togati, i quali credono di scoprire la verità con la logica astratta, dimenticando che la logica non è una ma un mostro tentacolare che disperde i giudizi nella caverna delle ombre di Platone.
Alla messinscena della durata di un’ora circa seguirà un ampio dibattito, con Francione, la regista Adezio, gli attori e il pubblico per svelare attraverso l’analisi della piéce i segreti e i pericoli dei processi indiziari di cui ultimo esempio è il caso di Perugia.

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Note di Regia di Giuliana Adezio

Alcuni mesi fa ho conosciuto Gennaro Francione. Avevo già precedentemente assistito ad alcune rappresentazioni teatrali delle sue opere e quando mi ha proposto la regia della sua piece “I dadi di Temi – Soluzioni per un matricidio ” ho accettato volentieri. L’argomento tratta, anche se liberamente, il caso Cogne. Il giudice Brigliadoca, dopo un ultimo interrogatorio all’imputata Clara Panurga, si confronta con il suo cancelliere Triboulet per trovare una soluzione finale.
Il caso, però, risulta intricato e si chiederà anche l’aiuto di una sensitiva e, dopo una disquisizione a volte molto contraddittoria ed incerta, si arriverà ad una scelta di giudizio a dir poco originale.
I personaggi sono quattro: Il Giudice, Il Cancelliere, l’Imputata e la Sensitiva.
Ho subito scartato una impostazione naturalistica e mi sono orientata verso una soluzione registica ed una recitazione surreale, rarefatta ed a volte sottilmente grottesca.
Ho introdotto una colonna sonora con rumori tratti da apparecchiature medicali: raggi x, turbina dentistica, risonanza magnetica, per creare un effetto profondo ed allo stesso tempo allucinatorio. La scenografia, scarna ed essenziale: un tavolo coperto da fascicoli e tre sedie, fanno da contorno a questo dramma contraddittorio ed oscuro. La presenza continua e a volte silenziosa sulla scena dell’imputata rafforza la trama drammatica e rende ancor più inquietante la metodologia, ben argomentata, con cui il giudice arriverà al verdetto finale.

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Dall’opera è nato il libro omonimo per i caratteri di Arduino Sacco Editore di cui alleghiamo la quarta di copertina. “La pièce “I dadi di Temi” scritta e rappresentata in questi giorni dal giudice-drammaturgo Gennaro Francione rappresenta una forma nuova di scrittura a tema multiplo estetico, sociale, giurisprudenziale per svelare i retroscena del caso di Cogne ed i pericoli in genere sottesi alla giustizia indiziaria. Alla fine un'analisi multimediale, teatrale e spettacolare di un caso che ha diviso l'Italia.

http://www.arduinosacco.it/

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Fotografo di scena: Francesco Cancellato (Photo style agency; www.photostyleagency.com)

Per informazioni, locandina cliccare su
http://www.antiarte.it/adramelekteatro/teatro_di_giustizia.htm

Ingresso: euro 10

Per prenotazioni tel. 340 648 5291
direzione@duseteatro.it

ADRAMELEK THEATER:
http://www.antiarte.it/adramelekteatro

SU FACE BOOK:
http://www.facebook.com/group.php?gid=106617610104&ref=ts


UNIONE EUROPEA GIUDICI SCRITTORI(EUGIUS):
http://www.antiarte.it/eugius
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Tutto giustissimo quanto concerne l'Ispezione del Ministro. Ma il problema di Trani è stata la fuga di notizie, seguita poi dalla medesima fuga di notizie di ogni indagine istruita dal sud Italia. Pur comprendendo tutti i motivi, continuo a pensare che non sia salubre questo clima secessionista e di scontro frontale tra magistratura e politica, gestito dalle politiche economiche del Capitale. L.M.

La VI commissione di Palazzo dei Marescialli approva un documento sui rapporti tra poteri ispettivi del ministro della Giustizia e segreto istruttorio. Era stato sollecitato da diversi consiglieri dopo l'invio degli ispettori da parte di Alfano alla procura di Trani

Inchiesta Rai-Agcom, Csm contro Guardasigilli
"No a ispezioni con indagini penali in corso"

Voto contrario del laico del Pdl Anedda: "E' la sagra della banalità"

ROMA - "Non sono sindacabili il merito degli atti giudiziari, né le strategie di indagine adottate dal pubblico ministero". E' quanto ribadisce la VI commissione del Csm nella proposta di risoluzione inerente i rapporti tra poteri ispettivi del ministro della Giustizia e segreto istruttorio, sollecitata da diversi consiglieri all'indomani dell'invio di ispettori da parte del Guardasigilli Angelino Alfano alla procura di Trani. Il documento è stato approvato con il voto contrario del laico del Pdl Gianfranco Anedda.

Nel documento di una decina di pagine la Commissione ripercorre le posizioni assunte dal Csm dal 1988 a oggi sul tema delle ispezioni alle Procure da parte del ministero della Giustizia e ribadisce come vi sia "l'esigenza assoluta di non mettere a rischio l'indipendente esercizio della funzione giudiziaria", che rappresenta perciò il "limite" dell'attività degli ispettori, quando, come nel caso di Trani, vi siano "indagini penali in corso". Per questo i consiglieri di Palazzo dei Marescialli ribadiscono che i magistrati possono opporre agli ispettori il segreto investigativo per non "pregiudicare il positivo sviluppo delle indagini penali".

Nella proposta di risoluzione, che sarà discussa la settimana prossima dal plenum, non si fa mai esplicito riferimento alla ispezione di Trani. Il documento non ha comunque convinto il laico del Pdl Anedda che liquida la presa di posizione della Commissione come "sagra della banalità".
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