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 .. riflessi sull'acqua ..... di Lunadicarta
 
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Nessun colpevole può essere assolto dal tribunale della sua coscienza.

Giovenale
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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Loredana Morandi (del 31/08/2010 @ 14:07:44, in Osservatorio Famiglia, linkato 2384 volte)
Roma: morte bimbo a Policlinico Casilino, l'inchiesta


Roma, 31 ago. - (Adnkronos) - Un'equipe di tre sanitari (il medico legale Antonio Grande de 'La Sapienza' e due esperti in neonatologia e ostetricia) sono stati incaricati oggi dal pubblico ministero Francesco Caporale, il quale procede per omicidio colposo contro ignoti, di accertare le cause della morte del bambino deceduto al Policlinico Casilino. Dopo avere ricevuto ieri la denuncia dei genitori, Caporale ha preso una serie di iniziative. In particolare ha fatto sequestrare dai carabinieri le cartelle cliniche del bambino e della madre.

Il piccolo al momento della nascita secondo quanto e' stato accertato era perfettamente sano, pesava oltre 3 chilogrammi ed era lungo 50 centimetri. Sempre dai primi accertamenti e' poi risultato che si e' trattato di un parto regolare, senza che ci fossero problemi. Ma poi dopo qualche tempo il piccolo ha avuto difficolta' respiratorie tanto che si e' deciso di intubarlo e di metterlo in incubatrice. Durante la notte pero' il tubo si e' staccato e a quanto pare nessuno se ne sarebbe accorto. secondo la denuncia dei genitori il bambino avrebbe anche ingerito liquido amniotico.

Il pubblico ministero Caporale, che una volta compiuti gli atti urgenti affidera' il fascicolo al pool che si occupa delle colpe professionali, propende a ritenere che l'eventuale battibecco delle due ostetriche prima che la puerpera fosse sottoposta a taglio cesareo non abbia potuto avere conseguenze negative sulle condizioni del bambino.

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La Rassegna

Roma: morte bimbo a Policlinico Casilino, l'inchiesta

Libero-News.it - ‎28 minuti fa‎
Roma, 31 ago. - (Adnkronos) - Un'equipe di tre sanitari (il medico legale Antonio Grande de 'La Sapienza' e due esperti in neonatologia e ostetricia) sono stati incaricati oggi dal pubblico ministero Francesco Caporale, il quale procede per omicidio ...

13:02 Bimbo morto dopo parto a Roma, pm sequestra cartella clinica

APCOM - ‎54 minuti fa‎
Roma, 31 ago. (Apcom) - La Procura di Roma ha disposto il sequestro della cartella clinica del bimbo deceduto il 28 agosto scorso al Policlinico Casilino a meno di due giorni dalla nascita. Il fascicolo aperto dal pm Francesco Caporale, ...

Neonato morto, "omicidio colposo".Roma, reato ipotizzato dalla Procura

TGCOM - ‎32 minuti fa‎
E' il reato di omicidio colposo quello ipotizzato dalla Procura di Roma in relazione alla morte del neonato avvenuta il 28 agosto scorso al policlinico Casilino. Al momento nel registro degli indagati, nel fascicolo aperto dal pm di turno Francesco ...

Il pronto soccorso del Policlinico Casilino (Proto)ROMA -Omicidio ...

Corriere della Sera - ‎6 minuti fa‎
SEQUESTRATA CARTELLA CLINICA - Il pm Caporale, che ha fatto subito sequestrare la cartella clinica dai carabinieri, delegando loro i primi accertamenti, è dell'idea che quel diverbio, ammesso che ci sia stato, non abbia per nulla determinato la morte ...

SANITA': POLVERINI INVIA ISPETTORI AL POLICLINICO CASILINO

Agenzia di Stampa Asca - ‎1 ora fa‎
(ASCA) - Roma, 31 ago - Il presidente della Regione Lazio, Renata Polverini, ha disposto l'invio di ispettori regionali presso il Policlinico Casilino dopo il decesso di un bimbo a due giorni dalla nascita. ''Siamo pronti a collaborare con la ...

"Neonato morto dopo sul cesareo"

La Repubblica - ‎1 ora fa‎
I genitori accusano il personale del Policlinico di aver ritardato il parto cesario e parlano di gravi negligenze. Indaga la procura, la Regione dispone l'ispezione ROMA - Un neonato due giorni dopo essere venuto alla luce è morto al Policlinico ...

Roma: omicidio colposo, la Procura indaga sul neonato morto al ...

Il Salvagente - ‎44 minuti fa‎
Si è parlato di una lite tra ostetriche. Ma il primario nega qualunque legame con rissa. Omicidio colposo: la Procura di Roma indaga per la morte di un neonato al Policlinico Casilino. Un altro caso inquietante dopo quello di Messina. ...

Il Policlinico Casilino (Proto)ROMA - Il Presidente della ...

Corriere della Sera - ‎7 minuti fa‎
Il Policlinico Casilino (Proto)ROMA - Il Presidente della Commissione parlamentare di inchiesta sugli errori sanitari e i disavanzi sanitari regionali Leoluca Orlando ha disposto una richiesta di relazione alla Presidente della Regione Lazio con ...

Neonato muore a Roma, genitori: verita'

ANSA.it - ‎5 ore fa‎
(ANSA) - ROMA, 30 AGO - Vogliono la verita' i genitori di un neonato morto a Roma 2 giorni dopo il parto, denunciando un diverbio tra ostetriche prima del cesareo. Il piccolo e' morto al policlinico Casilino di Roma. I genitori, due romani di 30 e 26 ...

Neonato muore a Roma: ancora lite in sala parto?

Italia News - ‎4 ore fa‎
(IAMM) Dopo il caso che ha fatto scandalo della lite tra due medici in sala parto al Policlinico di Messina, si è diffusa la notizia di un nuovo presunto litigio conclusosi questa volta nel più tragico dei modi: la morte di un neonato. ...

Litigio in sala parto, bimbo muore dopo 2 giorni: i genitori ...

RomagnaOggi.it - ‎5 ore fa‎
Giallo al policlinico Casilino di Roma dove un neonato è morto dopo un diverbio tra le ostetriche. Il piccolo si è spento due giorni dopo il parto per effetto dei disturbi metabolici derivati dalle difficoltà del parto, sembrerebbe. ...

Nuovo giallo in sala parto: a Roma muore bimbo, "c'è stata lite"

APCOM - ‎6 ore fa‎
Roma, 31 ago. (Apcom) - Un altro giallo in sala parto, un altro litigio, questa volta fra le ostetriche: sarebbe successo a Roma il 28 agosto ei genitori, disperati per la morte del figlioletto, accusano e hanno presentato denuncia; ...

Roma, il neonato morto e il presunto litigio fra ostetriche: la ...

Il Messaggero - ‎2 ore fa‎
ROMA (31 agosto) - «Stamattina presto ho parlato con l'assessorato, abbiamo mandato gli ispettori per capire effettivamente che cosa è successo, se c'è stata qualche anomalia». Lo ha detto il presidente della Regione Lazio Renata Polverini a margine di ...

ROMA: NEONATO MUORE IN OSPEDALE. I GENITORI, LITE FRA OSTETRICHE

Agenzia di Stampa Asca - ‎5 ore fa‎
(ASCA) - Roma, 31 ago - Ancora un diverbio in sala parto, questa volta fra ostetriche, che sarebbe stato la causa della morte di un neonato il 28 agosto scorso a Roma. Sono i genitori ad accusare gli operatori del Policlinico Casilino, ...

Sangue, il caso Lazio finisce in Parlamento

La Repubblica - ‎29/ago/2010‎
Il parlamentare dell'Idv e presidente della Commissione d'inchiesta sugli errori nella Sanità Orlando chiede spiegazioni alla Polverini che assicura: "Presto soluzioni". La presidente promette una campagna di sensibilizzazione "Una relazione ...

Roma, muore neonato: al via inchiesta

L'Essenziale - ‎4 ore fa‎
Ancora un diverbio in sala parto, questa volta fra ostetriche, che sarebbe stato la causa della morte di un neonato il 28 agosto scorso a Roma. L'accusa arriva dai genitori del piccolo, che hanno presentato una denuncia per negligenze sulla sua morte, ...

Roma, neonato muore in ospedale. Il papà accusa: “Lite fra ostetriche”

Barimia - ‎5 ore fa‎
Dopo il caso di malasanità al Policlinico di Messina, dove il diverbio fra due medici avrebbe fatto ritardare un cesareo con pesanti conseguenze sia per la mamma che per il neonato, ecco che a pochi giorni di distanza c'è un altro triste episodio che ...

Mio figlio morto dopo una lite tra ostetriche

GD notizie - ‎5 ore fa‎
Pubblicato da redazione on ago 31st, 2010 Archiviato in Attualita. È possibile seguire tutte i commenti a questo articolo tramite il feed RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o trackback a questo articolo. Un'altra lite in sala parto, questa volta a Roma ...

Giallo al Casilino di Roma, muore un neonato

italiah24.it - ‎4 ore fa‎
Roma, 31 agosto 2010 - Un altro giallo ospedaliero estivo in Italia. Dopo la torbida vicenda di Messina, dove due medici per litigare durante un parto stavano rischiando le vite di mamma e bambino, a Roma all'ospedale Casilino succede più o meno la ...

Nuovo litigio in sala parto? Neonato muore a Roma

Giornale Radio Rai - ‎5 ore fa‎
Ancora un presunto caso di malasanità durante una nascita: un neonato è morto, a Roma, al policlinico Casilino, per problemi respiratori ma i genitori sospettano negligenze. Tra le ostetriche e la ginecologa, sostengono i genitori nella denuncia ...

Neonato muore a Roma, prima del cesareo lite tra ostetriche

L'Impronta L'Aquila - ‎4 ore fa‎
A pochi giorni dalla rissa tra medici a Messina, i genitori di un bambino morto a Roma poco dopo la nascita denunciano un diverbio tra ostetriche subito prima del parto, avvenuto con taglio cesareo. Il fatto è accaduto al policlinico Casilino della ...

Il pronto soccorso del Policlinico Casilino (dal web)ROMA - Un ...

Corriere della Sera - ‎16 ore fa‎
Il pronto soccorso del Policlinico Casilino (dal web)ROMA - Un neonato è morto al policlinico Casilino di Roma, due giorni dopo essere venuto alla luce per problemi respiratori. I genitori, due romani di 30 e 26 anni, sospettano che dietro al decesso ...

NEONATO MORTO/ Bambino muore in ospedale a Roma. I genitori ...

Il Sussidiario.net - ‎2 ore fa‎
NEONATO MORTO ROMA OSTETRICHE – Un neonato muore in ospedale a Roma due giorni dopo il parto. E' successo al Policlinico Casilino della capitale. I genitori hanno già denunciato il personale medico, in particolare le ostetriche “per negligenza”. ...

Donazione sangue, Orlando chiede relazione a Regione

Ultime Notizie - ‎21 ore fa‎
Carenza di sangue nel Lazio. E il presidente della commissione parlamentare d'inchiesta sugli errori sanitari e disavanzi sanitari regionali, Leoluca Orlando, ha chiesto al presidente della Regione, Renata Polverini, una relazione sulle modalità ...

Roma, neonato muore al Policlinico Casilino per lite tra ostetriche

NanoPress (Blog) - ‎5 ore fa‎
Dopo la storia di Messina, dove in ospedale mamma e neonato hanno rischiato di perdere la vita per una lite tra medici avvenuta in sala parto, ecco che da Roma, dal Policlinico Casilino, potrebbe arrivarci una storia analoga, con un epilogo ben piu' ...

RENATA POLVERINI/ Roma, a breve l'incontro con la madre del bimbo ...

DirettaNews.it (Blog) - ‎2 ore fa‎
RENATA POLVERINI – Il Governatore del Lazio Renata Polverini incontrera' nei prossimi giorni la madre del neonato morto ieri in sala parto al Casilino a Roma. La mamma e' stata contattata telefonicamente poco fa. ”Rispetto il momento di dolore della ...

Lite in sala parto: neonato muore al Policlinico di Roma, malasanità?

Job Fanpage (Blog) - ‎2 ore fa‎
Dopo una lite in sala parto tra due ostetriche e una ginecologa a Roma, è morto un neonato dopo due giorni dalla nascita. Un nuovo caso di malasanità? Dopo Messina, secondo le ultime news, ci sarebbe un nuovo presunto caso di malasanità, questa volta ...
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Di Loredana Morandi (del 31/08/2010 @ 09:29:22, in Osservatorio Famiglia, linkato 1712 volte)
Il mio è un modestissimo commento all'ottimo dossier di Don Di Noto, che inizia dalla "Premessa". Io sono una "web parrocchiana" di Don Di Noto, e nel corso degli anni ho appoggiato molte delle sue denunce (la prima il mostro fotografico Puellula, l'ultima il sito israeliano del boy love). Questo non ha potuto che acuire il mio fiuto naturale, e quella sensibilità innata che mi ha consentito come madre di "interporre il mio corpo" ed evitare la molestie di un pedofilo a mia figlia. Ebbene, dopo molti anni dalla diatriba delle fotografie pornografiche finite al Consiglio di Stato Americano, di cui certa gente "aveva già parlato"...

[Lury+SEGATA.bmp]

clicca per allargare e "occhio alle minacce di morte a Lory e alla nota sul lavoratori milanesi"

http://www.giustiziaquotidiana.it/public/2010-08-31_095115_luigiamico_massimopiscopo_bertocchi_girardelli_sorbi_RIT.jpg

E anche dopo le denunce e i processi milanesi: Oggi io posso rilevare, senza ombra di dubbio, che uno dei molti fans macchiaioli è un pedofilo dichiarato, ed in rete su FB fa della pedofilia culturale proprio sull'argomento del "Consenso".

L.M.

Premessa


E’ dal 2003 che con insistenza e con consapevolezza don Fortunato Di Noto e l’Associazione Meter parla di questa “nuova e grave emergenza rappresentata dall’espandersi della pedofilia culturale”. Infatti “aumentano quei siti che tentano di dipingere un volto pulito della pedofilia, abbozzandone una sorta di giustificazione filosofica. Non sono perseguibili, ma sono pericolosi: offrono auto-giustificazione; abbassano la consapevolezza di essere dei delinquenti; tolgono il senso di colpa che impedisce a molti di passare dal mondo virtuale all’adescamento e alla violenza”[1].

Che cos’è la pedofilia culturale

La situazione italiana e il caso del “signor P”

Negli ultimi anni stiamo assistendo allo sviluppo sottopelle di una nuova strategia d’attacco messa in atto dai pedofili di tutto il mondo per ottenere una vera e propria legittimazione – quantomeno implicita – da parte dell’opinione pubblica mondiale. Stiamo parlando della cosiddetta pedofilia culturale, fenomeno venuto alla ribalta in modo drammatico e clamoroso attorno al 2005 con la nascita dell’NVD, il “partito dei pedofili” fondato in Olanda, ma possiamo tranquillamente affermare che questa è solo la punta dell’iceberg.

ITALIA: UN FENOMENO IN EVOLUZIONE

Limitandoci per il momento all’Italia, possiamo già sottolineare come qui la lotta dei pedofili culturali sia cominciata da più di un decennio. È dal 1996, infatti, che l’associazione Meter di don Fortunato Di Noto, insieme ai suoi volontari, denuncia i tentativi striscianti di normalizzazione della pedofilia grazie a giustificazioni pseudoscientifiche (la vittima dimenticherebbe in fretta l’accaduto) o motivazioni pseudo culturali (la pederastia era praticata nell’antica Grecia). Le denunce di don Fortunato e Meter sono state ripetutamente segnalate, nel corso degli anni, alla Commissione Bicamerale per l’infanzia, al Parlamento europeo, ai ministri dell’Interno, alla magistratura, alla Polizia postale e delle comunicazioni. Centinaia, dal ’96 ad oggi, le denunce formali di siti o portali in lingua italiana, segno che l’offensiva pedofila è condivisa anche da chi abusa di bambini nel nostro Paese.

DENUNCE 2006-2008.

Se prendiamo in considerazione le denunce formali inoltrate alla Polizia Postale e delle Comunicazioni e all’Interpol, oltre a esposti al Ministero dell’Interno sono n. 15 contenenti espliciti riferimenti alla pedofilia culturale, alla sua normalizzazione e alla possibilità di vivere, perché naturale i rapporti sessuali con bambini al di sotto dei 12 anni, invitando questi ultimi a contattare e rispondere all’invito nei forum per giovani ragazzini e ragazzine.

Riportiamo come esempio un dialogo inedito (2006) estratta da conversazione MSN di pedofili italiani che si sono dati appuntamento in una città europea per “celebrare la loro pedofilia” stabilendo e discutendo sull’età di preferenza dei bambini:

- 02/11/06 11.48.47 (xxxx) ma tu ti fidi a mettere la tua foto lì? ---->

- 02/11/06 11.48.59 Mattia (xxxx) nn c'è alcun problema

-02/11/06 11.49.19 Mattia (xxxx) xkè se ti conoscessi sarei ancora più
contento.... scoprirei d'avere un amico pedofilo

- 02/11/06 11.49.28 Mattia (xxxx) e se invece nn mi conosci nn succede nulla
cmq

- 02/11/06 11.51.33 Mattia (xxxx) tanto anke se hanno la mia foto

- 02/11/06 11.51.38 Mattia (xxxx) devono prima trovarmi

- 02/11/06 11.52.00 Mattia (xxxx) e se mi trovano li uccido (...)

- 02/11/06 12.00.29 Mattia (xxxx) di ke etâ mi piacciono i bimbi....

- 02/11/06 12.01.38 Mattia (xxxx) bhe.. i numeri nn mi piacciono

- 02/11/06 12.01.56 Mattia (xxxx) dico semplicemente

- 02/11/06 12.02.04 Mattia (xxxx) prepuberi

-02/11/06 12.02.12 Mattia (xxxx) (non ancora entrati in pubertà)
-02/11/06 12.02.25 Mattia (xxxx) sì diciamo i bambini da 3 anni in su

- 02/11/06 12.02.32 (xxxx) Mattia e quindi fino ai 12?

- 02/11/06 12.02.54 Mattia (xxxx) bhe sì..... anke se in realtâ uno di 15 può essere impubero
-02/11/06 12.03.11 (xxxx) Mattia beh ma di aspetto è già molto diverso
da un dodicenne

- 02/11/06 12.03.15 Mattia (xxxx) però se vogliamo fare un media
- 02/11/06 12.03.18 Mattia (xxxx) allora fino a 12-13

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Per essere più chiari: lo scopo della pedofilia culturale è di ottenere un’acquiescenza della società verso i pedofili. L’abbassamento dell’età per il consenso sessuale a sei anni (come ventilato dall’NVD, su cui si dirà tra poco), il valore “culturale” dello stupro di un minorenne mascherato da “amore” e “cura” verso di lui, sono gli obiettivi di questa pressione – più o meno palese – nei confronti della società civile. In particolare, i pedofili amano “festeggiare” con i propri “amori” una giornata speciale, “La giornata dell’orgoglio pedofilo”, che si tiene tutti gli anni il 25 aprile con l’“Alice Day”, dedicato all’amore per le bambine; il “Boylove Day”, dedicato ai bambini, si tiene invece il 23 giugno e a dicembre.

Inutile dire che in Italia non vi è la giusta attenzione né un approccio adeguato nei confronti della pedofilia, culturale o meno: come dice don Fortunato Di Noto in “Corpi… da gioco” (EdiArgo, 2007), scritto insieme al giornalista Antonino D’Anna, “In Italia non si capisce che esiste un livello di criminalità all’interno della pedofilia”.

IL SIGNOR P – Un esempio di continua promozione e istigazione alla pedofilia. Il portale è sempre vivo e vegeto, anche se dai Server italiani non è possibile accedere perché inserito nella “black list” della Polizia Postale. Uno degli esponenti più importanti della pedofilia culturale italiana è il “Signor P”. Si tratta, spiega don Di Noto, “di un pedofilo, forse legato a tanti altri pedofili italiani e anche internazionali. Ha aperto un portale che fa le sue migrazioni annuali e va dal Canada al Principato del Liechtenstein, a volte nell’isola del Pacifico di Niue per evitare di farsi identificare. È un soggetto che si dichiara pedofilo: ha creato il portale in cui indica con molta lucidità la sua strategia culturale e per certi versi ‘politica’ a favore della pedofilia”. In particolare, P è autore di una lettera aperta, indirizzata a bambini e ragazzi, in cui spiega che cosa sia in effetti la pedofilia. Un documento in cui li invita a diffidare dai maestri, dai genitori perché parlano male dei pedofili mentre loro, al contrario, vogliono il bene dei bambini. E poi ci sono fumetti, beffe, velate minacce verso il sacerdote siciliano.

P è venuto alla ribalta nel maggio del 2007 per un inquietante caso di cronaca. Su “La Strangata”, giornalino del liceo scientifico “Francesco D’Assisi” di Roma, esce un articolo firmato da un diciassettenne che così scrive: P è “un pedofilo, una persona che ama i bambini e che ha speso tutta la sua vita per la loro felicità. Questa magistratura, che lo si voglia o no, è il cancro della nostra democrazia. La colpa di P? – prosegue – Provare attrazione sessuale per le acerbe bellezze delle ragazze molto più giovani”. Il ragazzo ha conosciuto, incontrato e – sembra – coamministrato un sito pedopornografico insieme a P, con il nick di “Signorminotauro”. In seguito il giovane chiede scusa per le sue affermazioni e fa marcia indietro a proposito di P.

Il “Sito di P.” riporta fedelmente, tradotta in italiano la celebrazione del BoyLove Day (la giornata dell’orgoglio pedofilo per gli italiani.)

a cura del Centro Studi Meter
associazionemeter.org

Consenso: è questa la parola chiave da tenere sempre presente, su cui i pedofili culturali giocano la loro infame battaglia. Secondo il dizionario compilato da Tullio De Mauro, questa parola significa: permettere, consentire qualcosa; giudizio favorevole, approvazione; adesione, partecipazione; conformità di voleri, opinioni o sentimenti tra più persone. E su tale conformità di voleri – ma non solo – è impostato il programma dell’Nvd, il “partito dei pedofili” olandese venuto drammaticamente alla ribalta attorno al 2005. Eccolo:

- La maggiore età sessuale dovrebbe essere abbassata a 12 anni;

- Chiunque abbia compiuto 16 anni dovrebbe poter interpretare film porno ;

- Sì al sesso con gli animali, no ai maltrattamenti;

- Dare a tutti la possibilità di viaggiare sempre gratis in treno;

- La legalizzazione di tutte le droghe, leggere e pesanti;

- L'ergastolo per gli omicidi recidivi;

- L'assoluta libertà di circolare nudi in pubblico, ovunque e di chiunque si tratti;

Sentiamo le dichiarazioni del fondatore di “Carità, libertà e diversità”, il nome – tradotto dall’olandese – dell’NVD: “Educare i bambini significa anche abituarli al sesso. Proibire rende i bambini ancora più curiosi”. E si lamenta: “Ci hanno zittiti, l’unico modo per farci sentire è attraverso il parlamento”. Risultato: il partito si presenta alle elezioni nazionali del 2006 nonostante i ricorsi presentati alla magistratura olandese da parte di associazioni cattoliche. E il giudice H. Hofhuis, all’Aia, ha stabilito che l’NVD si può presentare perché altrimenti si violerebbe la libertà di pensiero e perché in fondo “chiede una riforma costituzionale”. Fortunatamente gli elettori hanno bocciato il delirante partito, ma l’allarme resta alto e la guardia non va abbassata: per la prima volta i pedofili si presentano con nome e cognome nella speranza di partecipare alla vita politica di una nazione.

UN PARTITO FIGLIO DI INTERNET?

 "Lo sbarco in rete del Partito – spiegava in quell’anno a Punto Informatico Nicoletta Bressan, sociologa e specializzata in Criminologia, responsabile dei rapporti internazionali dell'associazione Meter - è solo questione di tempo". Che l'NVD si rivolga ad Internet non sarebbe in sé un'anomalia: qualsiasi forza politica che oggi voglia diffondere le proprie idee vede nella rete un formidabile strumento di propaganda. Eppure, spiegano gli esperti, la nascita stessa del Partito non sarebbe casuale: la sua presenza pubblica e la propria attività sarebbero nient'altro che il culmine di un processo di sviluppo delle Organizzazioni pedofile reso possibile dall'avvento di Internet.

"Non stiamo parlando di un'unica organizzazione – spiegava ancora la Bressan - ma di una grande e variegata tipologia di persone che già oggi producono siti a sfondo "culturale pedofilo", mediante i quali diffondono ricerche, articoli, in cui sostengono che "fare sesso con un minore" deve essere una pratica socialmente accettata. Si sta parlando di vere e proprie organizzazioni di pedofilia culturale: Meter ne ha denunciate, in questi anni, più di 500 nel mondo e in Europa. Tuttavia, non sempre le autorità dei vari paesi tendono ad oscurare tali siti e a perseguire, alla radice, tali associazioni, anche se azioni concrete di contrasto cominciano a notarsi".

"Il vero problema che sempre più va palesandosi e che con il nuovo Partito olandese si esplicita in tutta la sua drammaticità - sottolinea Bressan - è la possibilità per queste organizzazioni di diffondere, nei confronti della pedofilia, la tendenza alla normalizzazione, ovvero di riuscire nel tempo, attraverso una perpetua opera, prima culturale, e ora anche politica, a trasformare quello che oggi viene visto in modo pressoché unanime come il peggiore dei delitti, in una pratica possibile. Da ottenere con il riconoscimento di una presunta liberazione sessuale del minore. In tal senso, la pedofilia culturale è l'unica vera radice dell'NVD e l'NVD è l'umana e concreta sua espressione che ne eredita il fine supremo: portare, sul piano dell'arena politica, i contenuti di una tale cultura al fine di una futura, ma possibile, legalizzazione dei suoi principi. L'affronto, pertanto, che un partito di questo tipo lancia agli stati europei e ai suoi cittadini, è troppo grande e troppo assurdo".

A cura del Centro Studi Meter

LA PEDOFILIA COME “NORMALE” TENDENZA SESSUALE

Non è tutto. C’è chi ha avanzato certezze sulla pedofilia non più malattia, ma soltanto orientamento sessuale, uno status di diritto. L’Associazione psichiatrica americana (Apa), insieme a rami della scuola europea (cfr. l’inglese Richard Green, in “Archivies of Sexual Behavior”, dicembre 2002) e italiana, ha ritenuto che la pedofilia dovesse essere cancellata dall’elenco delle disfunzioni mentali e che gli stessi argomenti che avevano giustificato la cancellazione dal DSM (manuale scientifico di diagnostica) dell’omosessualità dovevano valere anche per la pedofilia. E così il consiglio direttivo dell’Apa ha tolto dal settore delle patologie la pedofilia: la pedofilia è un disordine soltanto se il pedofilo soffre per la sua pedofilia.

Tutto questo, è ovviamente, normalizzazione, o tentativo di normalità, del fenomeno e della pedofilia. Il tentativo di normalizzare la pedofilia passa dall’accettazione culturale del seguente concetto: i pedofili non sono nemici dei bambini, anzi, possono fare il loro bene.

Inoltre è impressionante pensare che alcuni esponenti della politica e della cultura italiana hanno sempre sostenuto: “la pedofilia al pari di qualunque orientamento e preferenza sessuale, non può essere considerata un reato".

LE GIUSTIFICAZIONI DEI PEDOFILI CULTURALI

Emblematica, nella “lotta” dei pedofili culturali, è la posizione di Giovanni Giusti, arrestato alla fine degli anni ’90 a Roma. Responsabile di uno dei maggiori network pedofili mondiali, così interveniva sul Corriere della Sera nel 1998: "La nostra battaglia è come quella antiproibizionista. Chiediamo libertà d'espressione per chi crede sia giusto amare i fanciulli. La nostra linea culturale, quando non c'è violenza, né sfruttamento, né prostituzione, va rispettata. Mettendoci in carcere fate di noi dei perseguitati". Visitato dall’allora parlamentare verde Alfonso Pecoraro Scanio, ecco come lo descriveva: "Ho trovato un ragazzo con la faccetta per bene. È dirigente di un'azienda di marketing, ma sembra uno studente, uno molto più giovane dei suoi 32 anni. Aria dimessa, inoffensiva, mingherlino, statura media, capelli castani sbiaditi, jeans e maglietta scuri. Insomma, il ragazzo della porta accanto. Non sembra uno capace di organizzare la pedofilia internazionale. Nemmeno capisce la gravità delle accuse che pesano sulla sua testa. Non so, forse simula".
E Giusti continua: “Non ho mai commesso atti di violenza, non ho mai prodotto materiali pornografici. Non ho mai lucrato. Noi non commettiamo atti condannabili. Noi propagandiamo un'idea. Può essere che, per farlo, si sia commessa qualche scorrettezza. Ma nulla di più”. Per poi spiegare: "Quando non c'è violenza, quando il bambino è consenziente, l'attenzione dell'adulto e il rapporto tra i due vanno considerati leciti". Tutto chiaro, insomma, tutto alla luce del sole.

a cura del Centro Studi Meter
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Rilancio questo articolo, trovato su FB, del quale non posso identificare l'autore (scrivetemi per la correzione) ma che mi sembra ben documentato e rispondente ai perché fraudolenti del commercio sulla "violenza sulle donne". Peculiare ai "nostri criminogeni personaggi" è che l'autore della teoria sulla PAS non fosse neppure laureato. Infatti, la narrazione di queste storie e la popolarità fraudolenta di esse sono tali da creare fin troppo spesso pericolose emulazioni. Ed è quel che sta accadendo sulle pagine italiane di Facebook, con in più l'arma criminale della clonazione. L.M.

UN ORCO SI AGGIRA PER I TRIBUNALI DEI MINORENNI:

La Sindrome di Alienazione Genitoriale


pubblicata da Andrea Mazzeo
il giorno domenica 29 agosto 2010 alle ore 18.30

Com'è ben noto, il concetto di sindrome di alienazione genitoriale, o parentale, all'americana (PAS) è stato introdotto da Richard Gardner, uno psichiatra statunitense (Child Psychiatrist) nel 1985. La PAS è stata utilizzata da alcuni tribunali statunitensi per dirimere questioni sull'affidamento di minori nel caso di separazione dei genitori e disaccordo sull'affidamento dei figli. Dopo i primi tempi di applicazione sia gli psichiatrie gli psicologi, sia gli avvocati e i magistrati, cominciarono ad accorgersi che qualcosa non andava per il verso giusto, divenendo più cauti e rigettando le tautologie di Gardner (es. se un figlio non vuole stare con un genitore è perché l'altro gli ha causato la PAS).

Cominciò a venir fuori che Gardner non era affatto il professore universitario per cui si spacciava, ma solo frequentatore volontario di una clinica universitaria americana; aveva pubblicato il libro in cui proponeva la PAS non tramite un editore di testi scientifici ma in proprio; i suoi articoli non erano accettati dalle riviste scientifiche più accreditate e li pubblicava autonomamente; il tutto gli aveva procurato fama e quattrini (il suo onorario professionale si aggirava sui 500 dollari l'ora).

Per non parlare delle sue idee favorevoli verso la pedofilia, più volte espresse nei suoi scritti.

Nonostante le pressioni esercitate sull'Associazione Psichiatrica Americana, responsabile della stesura dei DSM, la PAS non è stata mai ammessa tra i disturbi mentali ufficialmente riconosciuti dalla comunità scientifica; né tanto meno è riconosciuta dall'ICD, l'altra classificazione internazionale della malattie, quella dell'OMS.

Gradualmente cominciarono a venir fuori critiche a questo concetto (Paul Fink, Past-President della American Psychiatric Association parla di “pseudo-science”), a volte anche feroci (per Carol  Bruch, Docente e Ricercatrice di Discipline giuridiche alla University of California, si tratta addirittura di “junk-science” - "scienza-sapazzatura").

Un recente articolo in lingua spagnola (http://scielo.isciii.es/scielo.php?pid=S0211-57352008000200004&script=sci_arttext&tlng=es) si è proposto di indagare la tenuta scientifica dei concetti di Gardner; la ricerca svolta dagli autori nelle principali banche dati degli articoli scientifici ha dato risultati deludenti. Il numero di pubblicazioni trovate sulla PAS è scarso, nessuna pubblicazione risulta in alcune banche dati (BMJ, Cochrane, SciELO).

Gli autori spagnoli concludono per l'inconsistenza scientifica della PAS e la sua pericolosità quando usata nei tribunali, poiché si presta ad essere utilizzata strumentalmente dal genitore violento o abusante, o come ricatto verso le madri quando c'è violenza di genere.

Questo lavoro ha portato l'Associazione Spagnola di Neuropsichiatria a prendere una posizione ufficiale contro la PAS ed il suo uso giudiziario, definendola un "castello in aria" (http://www.aen.es/docs/Pronunciamiento_SAP.pdf)

Recentemente si sono anche pronunciati ufficialmente contro la PAS due organismi giudiziari nord-americani, dove il problema è evidentemente più sentito.

Il Dipartimento (Ministero) di Giustizia Canadese suggerisce che "In contrasto con la nozione empiricamente non supportata di Sindrome di alienazione parentale, modelli più complessi multidimensionali hanno ricevuto un supporto preliminare di ricerca". (http://www.justice.gc.ca/eng/pi/fcy-fea/lib-bib/rep-rap/2006/2005_3/p4.html)

L'Istituto di Ricerca dei Procuratori di Giustizia degli USA, più drasticamente afferma: "La PAS è una teoria non dimostrata in grado di minacciare l'integrità del sistema di giustizia penale e la sicurezza dei bambini vittime di abusi". (http://www.ndaa.org/ncpca_update_v16_no7.html)

E l'Italia? Bè, noi italiani ci dobbiamo sempre far conoscere. Cosa c'è di meglio che farne una legge? Così non se ne parla più (dura lex sed lex). Ed eccola la legge, o meglio la proposta: DDL n° 957/2008, a firma degli Onorevoli Senatori della Repubblica, Valentino, Ciarrapico, Cossiga (buonanima), Tofani, Bevilacqua, Thaler Ausserhofer, Giai, Santini, Ramponi, Izzo, Amoruso, Nicola Paolo Di Girolamo, Di Giacomo, Saccomanno, Giancarlo Serafini, Asciutti, De Gregorio, Speziali, Stradiotto, De Lillo, Amato e Boldi (http://www.senato.it/service/PDF/PDFServer/BGT/00326101.pdf).

Nella relazione introduttiva, i firmatari del DDL, si spendono calorosamente a favore della PAS, giungendo addirittura ad affermare, erronamente, che "La letteratura scientifica ha ormai ampiamente documentato sia l’esistenza di questa specifica sindrome che il principale suo rimedio, che consiste nel togliere potere al genitore condizionante, negandogli l’esercizio della potestà" sino a a prevedere, con l'art. 9 del DDL, che "Il comprovato condizionamento della volontà del minore, in particolare se mirato al rifiuto dell’altro genitore attivando la sindrome di alienazione genitoriale, costituisce inadempienza grave, che può comportare l’esclusione dall’affidamento".   La tautologia di Gardner (se rifiuti un genitore è perché l'altro ti ha condizionato) verrà santificata in una legge dello Stato Italiano.

Il DDL è in discussione alla Commissione Giustizia del Senato, per cui bisogna far sapere ai componenti della Commissione Giustizia che la PAS non esiste, come sindrome clinica, e che quindi è inopportuno prevederla addirittura in una legge dello Stato; darebbe luogo ad un contenzioso senza fine.

Bisogna fargli sapere che il sistema giudiziario statunitense la considera pericolosa per l'integrità della giustizia penale e la sicurezza dei bambini vittime di abusi.

Bisogna fargli sapere che un genitore che augura a suo figlio una malattia non è un buon genitore, si comporta contro natura; un genitore "sano" mai si mostrerebbe felice di una malattia del figlio, mai pagherebbe medici ed avvocati perchè dimostrino che suo figlio è malato. Un genitore che vuole i suoi figli malati dovrebbe essere escluso dall'affidamento e dalla patria potestà.

 Bisogna fargli sapere che la PAS viene di solito invocata proprio dal genitore violento e abusante, come argomento retorico per ottenere l'affidamento esclusivo del figlio che lo rifiuta e come arma di ricatto verso il coniuge quando nella coppia c'è violenza di genere. Dopo le leggi ad personam dobbiamo aspettarci pure le leggi "ad pedofilum"? Tanto vale chiudere prima e dichiarare il fallimento etico della Repubblica.

 I componenti della Commissione Giustizia del Senato si trovano qui:

http://www.senato.it/leg/16/BGT/Schede/Commissioni/0-00002.htm  

L'orco del terzo millennio, la PAS, sta cercando di entrare nei Tribunali dei Minorenni dalla porta principale, attraverso una legge dello Stato: chiudiamo quella porta e gettiamo via la chiave.

http://www.facebook.com/note.php?note_id=433286502759&id=1576015105

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Inizialmente la loro posizione era stata stralciata

Riciclaggio, giudizio immediato anche per
l'ex senatore Di Girolamo e Toseroni


Roma - (Adnkronos) - Salgono a quaranta gli imputati al processo del prossimo 2 novembre. Tra questi Gennaro Mokbel, l'ex presidente di Fastweb, Silvio Scaglia ai domiciliari e l'ex ad di Telecom Italia Sparkle, Stefano Mazzitelli. Dovranno rispondere, tra l'altro, di associazione per delinquere transnazionale pluriaggravata, evasione fiscale e reinvestimento di proventi illeciti. Scongiurato il pericolo commissariamento per l'azienda di telecomunicazioni

Roma, 30 ago. (Adnkronos) - Sono diventati 40 gli imputati dell'inchiesta sul riciclaggio di 2 miliardi di euro che saranno processati il 2 novembre prossimo con rito immediato secondo le decisioni del giudice Maria Luisa Paolicelli. All'iniziale elenco delle 38 persone tra le quali Gennaro Mokbel, l'ex presidente di Fastweb Silvio Scaglia e l'ex ad di Telecom Italia Sparkle Stefano Mazzitelli si sono aggiunti in questi giorni i nomi dell'ex senatore Nicola Di Girolamo e di Marco Toseroni, stretto collaboratore di Mokbel e considerato una delle menti dell'operazione di riciclaggio. La loro posizione era stata stralciata inizialmente considerata la 'collaborazione' offerta agli investigatori. Non è comunque escluso che i difensori nei prossimi giorni rinuncino al giudizio immediato e chiedano un rito alternativo come il patteggiamento o il rito abbreviato.

Associazione per delinquere transnazionale pluriaggravata, finalizzata al riciclaggio, evasione fiscale, reinvestimento di proventi illeciti ed altro sono i reati contestati agli imputati a seconda della loro posizione processuale. Non e' escluso che nei prossimi giorni l'ex senatore Di Girolamo possa essere riascoltato dal procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo anche nell'ambito degli accertamenti riguardanti operazioni finite nel mirino dei magistrati come quelle connese alla Digint, una societa' partecipata di Finmeccanica.

La Rassegna


Frode telefonia, a giudizio immediato anche Di Girolamo

Reuters Italia - ‎1 ora fa‎
ROMA (Reuters) - Anche l'ex senatore del Pdl Nicola Di Girolamo sarà tra gli imputati al processo per la presunta frode e riciclaggio da 2 miliardi di euro, che vede coinvolti ex dirigenti di Telecom Italia Sparkle e l'ex AD di Fastweb Silvio Scaglia. ...

Riciclaggio/ Ex senatore Di Girolamo a processo il 2 novembre

APCOM - ‎1 ora fa‎
Roma, 30 ago. (Apcom) - Per l'ex senatore del Pdl, Nicola Di Girolamo, è stato disposto il giudizio immediato nell'ambito dell'inchiesta su un presunto riciclaggio da 2 miliardi di euro. Il processo a carico suo e del manager Marco Toseroni, ...

Riciclaggio, giudizio immediato anche per l'ex senatore Di ...

Adnkronos/IGN - ‎24 minuti fa‎
Roma - (Adnkronos) - Salgono a quaranta gli imputati dell'inchiesta sul riciclaggio di due miliardi di euro che saranno processati il 2 novembre prossimo. Tra questi Gennaro Mokbel, l'ex presidente di Fastweb, Silvio Scaglia ai domiciliari e l'ex ad di ...

RICICLAGGIO: A GIUDIZIO ANCHE EX SENATORE DI GIROLAMO E TOSERONI

AGI - Agenzia Giornalistica Italia - ‎1 ora fa‎
(AGI) - Roma, 30 ago. - Si allunga la lista degli imputati che il 2 novembre prossimo compariranno davanti alla quarta sezione penale del tribunale di Roma per la prima udienza del processo su un presunto maxiriciclaggio di due miliardi di euro con il ...

RICICLAGGIO: GIUDIZIO IMMEDIATO PER DI GIROLAMO E TOSERONI

IMGpress - ‎1 ora fa‎
(30/08/2010) - Si aggiungono anche i nomi dell'ex senatore del Pdl, Nicola Di Girolamo, e di Marco Toseroni, alla lista delle 38 persone che il prossimo 2 novembre dovranno comparire davanti alla quarta sezione del tribunale di Roma per essere ...
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Di Loredana Morandi (del 30/08/2010 @ 15:51:20, in Osservatorio Famiglia, linkato 1437 volte)
Una pesante cortina fumogena sulla veridicità dei fatti. Magistrati non vi arrendete... L.M.

Delitto di garlasco, "C'è chi conosce il killer di Chiara"


Il legale di Stasi è convinto che un avvocato copra l'assassino: parli e scagioni Alberto innocente


Libero-news.it di Cristiana Lodi -

«È verosimile pensare che un avvocato sappia chi è il vero assassino di Chiara Poggi. Questo professionista, di conseguenza, sa anche che Alberto Stasi è innocente. Lo liberi dall’incubo».
Professore Angelo Giarda, il delitto di Garlasco è un mistero buio al centro della cronaca italiana, ormai da tre anni. Giornali e televisioni hanno dedicato e dedicano titoli a nove colonne e dibattiti. Per il suo assistito è arrivata la sentenza di assoluzione in primo grado lo scorso 17 dicembre, ma adesso ci sono tre appelli depositati per la Corte d’assise d’appello di Milano. L’assassino non è ancora stato scovato. Questa sua dichiarazione è molto rilevante oggi.
«Anzitutto una premessa necessaria e doverosa. La difesa di Alberto Stasi: ossia il sottoscritto e i colleghi avvocati Giuseppe e Giulio Colli, prende atto dei tre atti d’appello presentati dai pubblici ministeri di Vigevano, dal difensore della famiglia Poggi che si è costituita parte civile e dal sostituto procuratore generale di Milano, dottoressa Laura Barbaini. Questa difesa ne rispetta i contenuti e le intenzioni che saranno affrontati durante il processo, però…».
Però?
«Anche noi in tutto questo tempo abbiamo scrupolosamente esaminato la dinamica dei fatti. E ci siamo convinti che a uccidere Chiara non sia stato Alberto. Ho difeso dei colpevoli, sa? Ma mai e poi mai, sapendo che il mio cliente era responsabile, ho chiesto l’assoluzione. Qui, oggi, abbiamo di più: esiste la certezza che il nostro assistito  era a casa nei momenti in cui veniva consumato l’omicidio. Siamo convinti che questo ragazzo sia innocente, perciò davanti alla Corte d’assise d’appello di Milano motiveremo il nostro rispettoso ma fermo dissenso agli appellanti. E faremo anche di più».
Cosa significa “faremo di più”? Lei è un famoso avvocato, ordinario di diritto processuale penale all’Università Cattolica. Professore, è il maestro di almeno due generazioni di addetti ai lavori. Un padre del diritto. Chi la conosce sa bene che lei è pronto a tutto pur di salvare un innocente, anche se non è un suo cliente. Quando sferra l’attacco della difesa e in aula si alza bonario e solenne, incute soggezione perfino ai giudici. E alla fine vince. Cosa vuol dire adesso, con questo “ faremo di più”?
«Dico che l’estraneità di Alberto Stasi all’omicidio di Chiara Poggi è provata».
Da cosa è provata?
«Dalla condotta da lui tenuta la mattina del 13 agosto 2007, quando era a casa a scrivere la tesi di laurea al computer e/o a guardare per pochissimi istanti quelle foto di signorine seminude. E ancora: la sua innocenza si evince da lui che telefonava sul telefono fisso di casa Poggi e sul cellulare della fidanzata, senza muoversi mai da casa fino alle 13, 24. Solo a quell’ora va da Chiara e trova quel che ha sempre detto di avere trovato. Questa sua condotta non viene minimamente intaccata dagli argomenti esposti finora dagli appellanti. Sono stati portati solo  dati di contorno. Oltre a essere contraddittori e opinabili, essi non fanno perdere di rilievo alle prove con le quali è stato accertato il comportamento tenuto da Stasi quella mattina. Il suo alibi resta inscalfibile. Ma non finisce qui, perché si potrebbe fare di più, dicevamo».
In che senso?
«Dato l’enorme clamore giornalistico e la risonanza mediatica innescati da questo fatto delittuoso, dato che Chiara quella mattina ha aperto (in pigiama) la porta a una persona che conosceva, è verosimile credere che chi ha commesso il delitto si sia rivolto a un professionista per avere una consulenza, un aiuto. Succede. Ed è comprensibile che accada in casi come questi. Plausibile, dunque, pensare che qualche professionista, a conoscenza di fatti precisi, sia oggi nelle condizioni di fornire indicazioni utili al caso».
Cioè fare il nome dell’assassino?
«Non l’ho detto. Questa difesa sa benissimo che l’avvocato è tenuto al segreto professionale. Ma sottolinea anche che il superamento del segreto stesso non integra l’articolo 622 del Codice penale tutte le volte in cui questo avvenga per giusta causa: cioè per evitare la condanna a un innocente».
Intende dire che un avvocato, essendo a conoscenza del vero autore dell’omicidio di Chiara, potrebbe essere in grado di giurare sull’innocenza di Alberto Stasi, senza però incolpare qualcuno?
«Dico che non si può arrivare al punto di sollecitare il professionista a violare il segreto e a rivelare chi è stato, anche se ciò non costituirebbe reato; però si può chiedere di parlare a chi è a conoscenza di fatti che escludono la responsabilità di un imputato. Lanciamo dunque l’appello: chi è in grado di evitare la condanna a un innocente si decida a uscire dal riserbo. Esistono precedenti illustri nella storia della cronaca giudiziaria».
Quali?
«Mi viene in mente l’avvocato professore Giandomenico Pisapia. È stato uno dei più autorevoli e famosi professionisti italiani, praticamente il Padre del nuovo processo. Il prof era pronto a tutto pur di salvare un innocente. E un giorno piombò in aula davanti alla Corte d’assise di Milano: capitò 35 anni fa. “Un caso senza precedenti negli annali della giustizia”, ricordo che titolava così il Corriere della Sera. Pisapia telegrafò al presidente della Corte, annunciando il suo intervento. Il caso, famoso all’epoca, era l’omicidio del benzinaio di Piazzale Lotto (Milano). Per il delitto, a scopo di rapina, si giudicava tale Pasquale Virgilio: “Fermate il processo, state condannando un innocente”, tuonò il penalista. E poi  testimoniò in aula, sotto giuramento, di avere ricevuto la confessione del vero colpevole. Non poteva rivelarne il nome, senza mancare al segreto professionale. Ma sottolineò: «Mi ha rivelato fatti e circostanze tali da escludere che l’attuale imputato sia colpevole”. Fu creduto sulla parola e nemmeno il pubblico ministero osò chiedere la condanna per Pasquale Virgilio. Due anni più tardi, i responsabili dell’omicidio di piazzale Lotto furono catturati e confessarono davanti al magistrato Gerardo D’Ambrosio. Un precedente esemplare e illustre. Invitiamo dunque chi sa a fare la stessa cosa, oggi, per Alberto Stasi innocente».

Il 21 dicembre si torna in aula. Il fidanzato di Chiara è rinviato a giudizio per la detenzione di video pedopornografici. Quando comincerà invece l’altro procedimento per l’omicidio?

«Ancora non è stata fissata l’udienza. Il processo sarà celebrato davanti alla Corte d’assise  d’appello di Milano e ci saranno sei giudici polari più due togati. Si farà in camera di consiglio secondo la previsione di legge». E a porte chiuse.

30/08/2010
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Di Loredana Morandi (del 30/08/2010 @ 11:26:58, in Politica, linkato 1458 volte)
Processo breve: ecco il testo su cui punta governo

Alfano, uno 5 punti qualificanti verifica; Anm, non è priorità

Ansa di Paolo Cucchiarelli
28 agosto, 18:21


(ANSA) ROMA - Sono passati oltre sette mesi dal primo varo in Senato, tra molte polemiche, del processo breve. Ora il ministro della Giustizia Angelino Alfano fa proprio il testo su cui Palazzo Madama ha detto si' e lo inserisce, nel quadro del pacchetto giustizia, tra i punti qualificanti della verifica nella maggioranza. L'Anm promette una dura battaglia perche' il provvedimento non e' una priorita' - dice Luca Palamara - dato che ''nulla ha a che vedere con l'esigenza di affrontare le vere priorita' del sistema giustizia e con l'urgenza di contrastare piu' efficacemente la criminalita' organizzata''.

Il responsabile del dicastero di via Arenula prepara anche un piano straordinario di spesa da concordare con la magistratura. Un piano che mira a rendere attuabile lo ''sfoltimento'' previsto dal testo che mette dei ''paletti'' alla durata dei processi. Il cuore del provvedimento e' infatti questo: i processi 'lumaca' saranno rimborsati (anche se poi l'ultima parola spettera' al ministero dell'Economia) e potranno estinguersi dopo un periodo ben preciso che sara' di tre anni in primo grado, due in appello e un anno e sei mesi per la Cassazione. La 'tagliola' scatta pero' - secondo il testo approvato a palazzo Madama - dopo due anni per i processi in corso su reati commessi prima del maggio 2006. Ecco in dettaglio i punti qualificanti del provvedimento.

- EQUA RIPARAZIONE - La domanda di equa riparazione per il ritardo 'subito' con il processo dovra' essere presentata dalla parte interessata al presidente della Corte d'Appello del distretto in cui ha sede il magistrato competente. Ed entro quattro mesi, la Corte D'Appello dovra' pronunciarsi sul ricorso con decreto motivato. Se viene accolto il pagamento del rimborso questo dovra' avvenire entro 120 giorni. L'opposizione contro il ricorso dovra' essere presentata entro 60 giorni. La Corte d'Appello puo' sospendere il pagamento ''per gravi motivi''.

- PRESCRIZIONE PROCESSUALE ANCHE PER PROCEDIMENTI DAVANTI CORTE CONTI - Il processo dovra' considerarsi estinto se il giudizio di primo grado non sara' concluso entro tre anni (dall'esercizio dell'azione penale da parte del Pm); entro due per l'appello ed entro un anno e sei mesi per il giudizio in Cassazione. Ma questo riguardera' solo i processi relativi a reati con pene inferiori nel massimo a 10 anni. In caso di annullamento con rinvio disposto dalla Cassazione, ogni grado di giudizio che dovra' celebrarsi di nuovo non dovra' durare piu' di un anno.

I termini si allungano in presenza di reati piu' gravi: 4 anni per il primo grado; due per l'Appello; un anno e sei mesi per il giudizio di merito. Fino ad arrivare ai reati di mafia e terrorismo per i quali il primo grado dovra' durare cinque anni: tre per l'appello e due per la Cassazione. Il giudice puo' poi aumentare tali termini fino ad un terzo se il processo e' particolarmente complesso o se ci sono molti imputati. Il Pm deve esercitare l'azione penale entro tre mesi dalla fine delle indagini preliminari. Il corso dei termini e' sospeso in caso di autorizzazione a procedere; se c'e' impedimento dell'imputato o del difensore; per conseguire la presenza dell'imputato che deve essere estradato. Dal giorno in cui cessa la causa di sospensione i termini tornano a decorrere. Se si estingue il processo la parte civile trasferisce l'azione in sede civile e la sua azione dovra' avere priorita'. L'imputato puo' anche non avvalersi del cosiddetto processo breve. Le norme saranno applicabili anche ai processi in corso davanti alla Corte dei Conti.

- NORMA TRANSITORIA - L'estinzione processuale si applica ai processi in corso solo se sono relativi a reati indultati o indultabili, commessi cioe' prima del maggio 2006, e se hanno pene inferiori a 10 anni. Ma sara' piu' breve di quella per i processi futuri: la 'tagliola' scattera' dopo due anni e non dopo tre. In questo modo, aveva ricordato l'opposizione lo scorso gennaio, salteranno i processi Mediaset e Mills in cui e' imputato il premier. Il tetto dei due anni varra' anche per i processi in corso davanti alla magistratura contabile purche' siano ancora in primo grado e questo non si sia concluso in cinque anni. Non varra' invece se il giudizio contabile e' gia' in appello.
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.. una lunga estate calda.

Il processo breve agita
maggioranza e opposizione.
No dai finiani e da Casini



di Celestina Dominelli
29 agosto 2010

Nella maggioranza non si spengono le polemiche dopo la durissima contrapposizione registrata ieri sul processo breve tra il guardasigilli Angelino Alfano e l'Anm. Contro cui oggi si è scagliato il capogruppo del Pdl alla Camera, Fabrizio Cicchitto, che ha definito «inaccettabile» la posizione dei magistrati. «A fronte dell'impegno preso dal ministro Alfano per mobilitare risorse allo scopo di dare sostanza alla legge impropriamente detta del "processo breve", o meglio sulla ragionevole durata del processo, adesso l'Anm fa le barricate confermando la sua politicizzazione e la volontà di essere la controparte del governo e del Parlamento senza il cui assenso nulla si potrebbe fare sul terreno della giustizia».

Cicchitto ha quindi riassunto la linea del Pdl e la volontà di non fare passi indietro rispetto all'annuncio dato ieri da Alfano. Che ha indicato il processo breve come una delle priorità dell'esecutivo. «È indispensabile che, all'interno dei 5 punti programmatici, sul terreno della giustizia e del cosiddetto "processo breve" - avverte Cicchitto - vengano assunti impegni precisi e non si giochi a ripetere ciò che è avvenuto per il disegno di legge sulle intercettazioni. L'eccesso di furbizia può provocare disastri». Mentre il presidente dei senatori del Pdl, Maurizio Gasparri, ha chiamato in causa anche il Quirinale ricordando come nel 2006 il Pd, di cui Giorgio Napolitano era un esponente, «propose un'ampia amnistia a causa della quale si rischia di celebrare molti processi che poi non porteranno a condanne». Quindi, aggiunge, «sicuramente il presidente Napolitano ricorderà quelle scelte e saprà valutare con equilibrio le decisioni del Parlamento di oggi».

Un riferimento nemmeno troppo velato ai fedelissimi di Gianfranco Fini che hanno già fatto sapere di non essere disponibili ad accettare aut aut sul provvedimento. Il capogruppo alla Camera di Futuro e libertà, Italo Bocchino, lo aveva detto ieri (ricordando le perplessità del Colle sul ddl) e lo ha ribadito anche oggi dalle pagine di Repubblica. «Il testo approvato dal Senato è un'amnistia mascherata e dovrà essere corretto a Montecitorio». Affermazioni puntellate oggi anche da un altro falco finiano, Carmelo Briguglio, che ha confermato il suo no al provvedimento. «Così come è formulato, io non lo voto», ha detto l'esponente di Fli. «Il ministro Alfano, voglio sperare in buona fede, al tempo del voto in aula al Senato ci fornì delle cifre sui processi che sarebbero andati in prescrizione con l'approvazione del processo breve. Dati che si sono poi rivelati fortemente inesatti».

Lo stop dei finiani agita naturalmente il Pdl che risponde ai legionari dell'ex leader di An. Per il vicepresidente dei deputati, Osvaldo Napoli, «Bocchino sa che su questo terreno non ci sono riflessioni o approfondimenti da fare. Insistetre su questo punto significa sbarrare la strada alla legislatura». Mentre il ministro Gianfranco Rotondi prova a riportare la calma. «Più che di processo breve si potrebbe parlare di processo giusto cioè di una legge che punta a una durata ragionevole dell'iter processuale. L'auspicio è che la tensione di questi giorni tra politica e magistratura trovi un punto di equilibrio in una mediazione possibile».

Ma sul processo breve si appuntano anche le critiche dell'opposizione. A cominciare da quelle di Pierferdinando Casini che, in una intervista al Corriere della sera, ha ribadito il no dei centristi al ddl. «L'Udc non voterà quel testo. Se vogliamo pensare a una tutela per le alte cariche, siamo disponibili. Ma cancellare centinaia di processi per farne finire uno o due sarebbe una follia. Di tutto il Paese sente il bisogno, tranne che di un'amnistia». E anche il Pd è tornato a ribadire oggi, con il vicepresidente dei deputati Alessandro Maran, la sua netta contrarietà al provvedimento. Ieri era stato il segretario dei democratici, Pierluigi Bersani, a promettere una durissima battaglia parlamentare aprendo la festa democratica a Torino. Mentre il leader dell'Idv, Antonio Di Pietro, si dice pronto a occupare il Parlamento per impedire il via libera al ddl. «Sarà la nostra rivoluzione d'autunno - scrive l'ex pm sul suo blog - per la cacciata del Re Sola».

Il Sole 24 ore

Leggi anche:

È scontro tra il guardasigilli Alfano e l'Anm sul processo breve

È di nuovo polemica tra il guardasigilli Angelino Alfano e l'Anm, il sindacato delle toghe.

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Di Loredana Morandi (del 29/08/2010 @ 07:24:50, in Indagini, linkato 2043 volte)

Commercio, non è possibile definire con altro termine  la "frode" in corso sui gruppi sedicenti "Contro la Violenza sulle Donne". Tutti gestiti da uomini, intenzionati, più o meno, a far girare quattrini, organizzare convegni o altro, fino alla "vendetta personale":

Onnipresente e tentacolare Sissimo Neuro, al secolo probabilmente Gianni Furlanetto e/o un suo partner o collaboratore,  anche a pagamento (probabilmente il webmaster), personaggio presente su Facebook e su web H24 con dozzine e dozzine di pagine e gruppi, finanche personali, tra i quali mi limito a mostrare il link di quelli con la medesima "grafica" ed impostazione.

Gianni FurlanettoIl papa' è sempre il papa'! , Orfani di Stato  ; Riconosci la violenza , IL CORAGGIO DI ESSERE ONESTI , Gianni Furlanetto, Il Bagno di Notte , NO ALLA VIOLENZA SULLE DONNE , L'origine della vita non ha sesso.Affido Condiviso: un diritto dei figli e non dei genitori , ... A FARSI LE StrEGHE (femministe) SI DIVENTA CIECHI! ahahah )) , S.O.S. EMERGENZA SEPARAZIONI - Serve una legge che FERMI GLI AVVOLTOI! , BASTA ALLA VIOLENZA DELLE DONNE SU UOMINI E BAMBINI! ,

Non mancano gli autori pro pedofilia come la pagina al testo Presunto Colpevole e i gruppi falsamente intitolati all'antipedofilia e quelli che mirano a mostrare come "pedofile" solo le donne, come questo:  Chi NEGA la PAS opera con la STESSA MENTALITA’ DEL PEDOFILO: COMBATTIAMOLO! , No alla violenza delle donne sui BAMBINI - Foresta volutamente inesplorata Bollettino delle violenze femminili contro uomini e bambini 

L'odio più grande è poi riservato alla Giustizia e ai Magistrati dove questi sgradevoli personaggi si esprimono con simili gruppi:  Violenza Giudiziaria......... NO!COSTITUZIONE stravolta dalle LEGGI per L'INVERSIONE DELL'ONERE DELLA PROVA! , Inversione dell'onere della prova. Come è potuto accadere? , LA MAGISTRATURA APRA INCHIESTA SU DATI ISTAT VIOLENZA DONNE  , STOP alle SEPARAZIONI PREDATORIE: le denunce strumentali sono atti criminali! , Garanzie costituzionali violate da prassi giudiziarie "femministe" Affidamento Condiviso = Mantenimento Diretto dei Figli ,

Onnipresente il gruppo criminale noto come la versione facebook del famigerato I Falsi Abusi e Le False Accuse .

Tutti questi gruppi sono gestiti dalla GESEF (ass. genitori separati e figli http://www.gesef.org/) e sono un ampio stralcio della cd "campagna del fiocco azzurro". E devo dire che molti anni fa, io stessa firmai un documento di queste organizzazioni a me proposto dalla squisita persona dell'avv. Massimiliano Fiorin di Bologna. Oggi ho fondatissimi dubbi che lo stesso Fiorin possa tollerare una tale rivoltante deriva, ed il modus operandi predatorio di questi signori. Tutta la mia solidarietà alla ex signora Furlanetto sofferente perché, visto il cyberstalking, non aveva il reato di stalking cui appellarsi.

Poi c'è l'ultimo gruppo fondato dalla Strada per la vendita del libro dei tipi della Aliberti Editore (Gruppo Informativo su Loredana Morandi), che però nasce solo dopo il primo e più numeroso gruppo ancora esistente ma svuotato degli iscritti e dei contenuti a questo LINK e la pagina che fu proprio di Sissimo dai contenuti a ricalco del sito SessoChannel.it (tra i moderatori Sergio Murolo).

In ultimo su Facebook sono presenti organizzazioni nazionali ed internazionali che creano "contatti" per lo scambio di materiale pedopornografico ed incontri. Per primi i gruppi di Massimo Piscopo (già visto su Macchianera.net anno 2004 ed attivo sui gruppi contro Morandi) ed il suo amico Andrea Andy Vita. Poi i famosissimi italiani - internazionali dei gruppi del gay child.

Certamente io avevo tutti i requisiti per essere odiata da questi inquietanti personaggi: a) sono donna; b) combatto contro la pedopornografia in rete; c) sostengo la magistratura; d) sono una persona valida e capace di "scavalcare" le carenze anche gravi di Polizia Postale come nel caso del de-link di UNINA che non poteva essere sconosciuto al corpo amministrato da Domenico Vulpiani per otto lunghi anni e che, grazie a me, non ha rischiato di girare negli studios romani la propria pubblicità con Giannini e le chat da adescamento via brigde IRC unina.azzurra.org.

Naturalmente a questo personaggio non poteva che piacere l'iniziativa promossa dalla società Promotux in nome collettivo di Selargius Cagliari, titolare del dominio SessoChannel.it e la pagina falsa sul cyberbullismo della sottoscritta, che ritiene a ragione di avere ineludibili doti di investigatrice della rete.

Per delineare l'incontro tra l'organizzazione sarda del porno, nata per la distribuzione web del materiale prodotto a Campidano (Questura anno 2006 - stessa data di tutti i domini della Promotux), e questi signori la cui attività web ho appena illuminato è necessario ritornare indietro nel passato.

Precisamente è necessario ritornare indietro all'agosto 2008, quando l'interessamento del clone del prof. Massimiliano Frassi (MaxiFasso - http://maxifasso.wordpress.com) favorì l'incontro tra le "porno chat" di Pirate Bay e il gruppo Falsi Abusi, cioè gli inquilini stabili dei blog "il-giustiziere-lafabbricadeimostri" di Stefano Zanetti e "giustiziaintelligente" il blog di Ugo, al secolo Miraglia avv. Francesco.

(qui nella foto sono tutti insieme sul blog del clone di Frassi della Prometeo Onlus - da notare la mia foto e quella di Don Fortunato Di Noto sul blog filo pedofilo)



Questo è certamente lavoro per la Guardia di Finanza, per via dei molti volti noti del file sharing illegale (GdF sequestro ItaliaZip - anno 2004) e il fatto che personaggi come Sissimo Neuro siano di fatto anche sulla scrivania di pubblici ministeri del calibro del dott. Mancusi e della d.ssa Pantano aiuterà certamente me nel collaborare con la magistratura romana incaricata delle indagini.

Sono e resto sempre a disposizione come testimone per le indagini seguite dai due stimatissimi pubblici ministeri, in particolar modo per i reati accessori alle vicende della baia.

Gli avvocati e i consulenti tecnici abilitati presso i Tribunali denunciati nel caso Morandi. La loro posizione è gravissima, perché sono i responsabili nei miei confronti anche dell'istigazione e "procurato allarme"  a discapito della buona amministrazione della Giustizia suscitato nelle fasce psicologicamente e culturalmente deboli dell'utenza del web. Spiego il tecnicismo: per ogni denuncia ricevuta da animatrici di chat hard e user della pornografia, io scriverò una integrazione di denuncia nei confronti di questi consulenti da consegnare solo nella stanza del pm, con richiesta di inoltro alle Procure interessate, fornendo lumi e documenti provanti sui denuncianti le cui figure hanno allertato la mia attenzione.

E giusto qui ribadire che io e la mia famiglia tutta, allargata agli anziani, viviamo costantemente sotto minaccia e oggetti di violenza privata e stalking. Alla pubblicazione del nome di mia madre sul blog di Duna, corrisponde con esattezza un duplice intervento della PS a causa di un italiano con pronuncia del nord e di un rumeno (identificato Questura di Roma).

Dato che le minacce, tutte reali, e le molestie anche telefoniche hanno origine da oltre trenta clonazioni del mio nome e dalle attuali attività criminose poste in essere dal "gruppo dei prezzolati del Porno" e dall'ATU responsabile della appropriazione indebita del database email del Ministero di Giustizia (un totale di altri 5 o 6 blog su piattaforma Google):

SONO su WEB: parte delle indagini cui sono costretta da 24 mesi. Si trovano sul blog che è divenuto la mia Agenda ANTI - Stalking, a seguito del più recente orientamento promosso da illustrissimi membri uscenti del Consiglio Superiore della Magistratura, e tutti i dati ivi pubblicati sono a completa disposizione della A.G.

Avviso e modi d'uso per i pm: "Protestate sensibilmente, se un mio articolo dovesse esservi presentato senza gli allegati documenti", avete appena subito un raggiro. Loredana Morandi è, soprattutto, la scoperta dei reati sul Centro Elettronico dell'Università di Napoli, e tutti sanno che ha fatto lei il de-link del server universitario e chi sono coloro che invece hanno tollerato per quattro anni quattro.

Io, qui a Roma, devo già pulire una bocca e chiedere la punizione di un infedele dello Stato. Perché alla magistratura impegnata si scrive con maggiore rispetto, ed io sono intenzionata a far valere le mie ragioni anche a tutela della libertà di giurisdizione.

Loredana Morandi





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Di Loredana Morandi (del 28/08/2010 @ 18:52:45, in Varie, linkato 1716 volte)

L'avvocato Sarzana non poteva certo saperlo, quando mi ha risposto dal suo blog, ma quella foto con l'uomo iracheno imbavagliato con il nastro adesivo io l'ho pubblicata forse per prima in Italia a novembre del 2004 e ancora il 6 dicembre dello stesso anno, con lo sdegno di veder utilizzato comune materiale di imballaggio per legare ed imbavagliare i prigionieri iracheni ad opera dei soldati americani della Dod.

Con codesta, irrispettosa, trovata "pubblicitaria".

http://www.giustiziaquotidiana.it/public/naziscotch.jpg


Che che ne dicano personaggi uggiosi come quelli di Punto Informatico, oppure come la delinquenza web promossa dai legali di Pirate Bay: Loredana Morandi, portavoce nazionale di Artists Against War Italia ha scritto centinaia e centinaia di slogan attualmente ancora in voga. Ripresi in molti casi anche all'estero.

Come questa gif animata che realizzò un nostro artista e alla quale io, che scrissi anche per la liberazione di Giuliana Sgrena e delle due Simone coinvolgendo i blogger internazionali e quelli islamici, ho fatto fare il "giro del mondo".

http://www.giustiziaquotidiana.it/public/civilta.gif

L' articolo dove può vedere in originale la foto è questo che segue in immagine (clicca per ingrandire), ma può esser letto dal web a questo link. Allegata al mio post "Un nuovo prodotto commerciale ... il NAZI-SCOTCH di Sabato, 27 Novembre 2004", può trovare un altra foto in cui è celebrata dall'esercito americano la medesima gravissima violazione dei diritti umani.


http://www.giustiziaquotidiana.it/public/2010-08-28_185726.jpg


Non resta molto da dire all'avvocato Sarzana se non che, nel messaggio lasciato sul suo blog gli avevo consigliato di non sporcarsi le mani con gente legata all'agenzia pro pedofili "Falsi Abusi". Lui invece, con una certa dose di "coda di paglia", mi ha "censurata" proprio in fondo ad uno scritto con il quale egli intendeva difendere la "libertà di espressione" e il blog dell'apologia dell'apologia dei reati degli orchi e della diffamazione della magistratura impegnata su casi di pedofilia.

Per carità, la verità fa male, ma comportamenti simili sono poco razionali. Come di persone che non hanno la minima idea di cosa sia la vera "libertà di espressione", così come sancita dall'art. 21 della Costituzione della Repubblica.

Ribadisco: avvocato Sarzana non è da lei sporcarsi con questo genere di personaggi. La loro modernità è inesistente e a queste condizioni una persona per bene può tranquillamente rifiutare anche l'invito di Padellaro e Travaglio (io l'ho fatto con un personaggio al Parlamento europeo, perché si può divenire ex brigatisti ma non ex assassini), infatti prima o poi anche loro saranno costretti a "scaricare" tutta la feccia "pro pedofilia", che hanno accumulato nei mesi dal primo numero. Meglio attendere occasioni più favorevoli alle relazioni sociali.

Faccia come me, che attendo il fato comune della vita per veder finire asfittici tutti i professionisti dell'antiberlusconismo. Il Fatto lo leggo solo se per sbaglio vien pubblicato un articolo di pugno di un magistrato milanese. E ogni volta che capita prego che non accada più affatto.

Figurarsi poi se val la pena di regger lo strascico a fanciulle da marito, che fanno di Brunetta il "gigante dell'Innovazione". Il ministro, che ci stia simpatico o no, ha "carattere" e lo stile "radicale" di mostrar i "panni sporchi nazionali" anche al cittadino comune. La sposa invece è solita far la spesa "giù al ghetto" in quel delle botteghe di Trastevere e fa la lobby con le matrone madri raccomandate e le figlie popolane che fan gli affari di nascosto.

Cordialità

Loredana Morandi

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Di Loredana Morandi (del 28/08/2010 @ 18:19:48, in Magistratura, linkato 1627 volte)
Bomba a Di Landro,
assemblea generale ANM





Reggio Calabria - Una tempestiva risposta di solidarietà e vicinanza, un modo anche per esprimere la propria indignazione, l’ANM (Associazione Nazionale Magistrati) l’ha data convocando un’assemblea straordinaria al Ce.Dir. per riflettere sul gravissimo fatto di terrorismo mafioso compiuto ai danni del Procuratore Generale Salvatore Di Landro. L’incontro ha dato modo di discutere sulla situazione dell’ordine pubblico a Reggio e provincia. Si è invocata una precisa e decisa presa di posizione da parte di tutti e, in primis, delle istituzioni, chiamate ad assumere iniziative concrete ed efficaci per contrastare la ‘ndrangheta. “E’ ora di fare quadrato e dimostrare unità e compattezza, non servono sterili dichiarazioni di solidarietà fini a se stesse, ma fatti visibili e concreti”: è questo il coro unanime dei rappresentanti della giustizia reggina. Le tante personalità intervenute hanno tuonato: “non bisogna aspettare che uno di noi venga ammazzato!”. Affermazione, a dirla tutta, che fa pensare… come, del resto, fa pensare che l’organo di giustizia si trovi ad affrontare una situazione d’emergenza economica e normativa. È continua e ascendente, infatti, la richiesta agli altri organi istituzionalmente competenti di strumenti normativi e materiali per proseguire l’azione di contrasto ai poteri criminali organizzati e non. Durante l’assemblea dell’ANM è stato ribadito più volte: “no ai tagli esasperati alle spese!”. Come anche, costante, è stata l’affermazione di una compattezza fin qui mai vista all’interno del distretto magistratuale, a detta degli intervenuti e anche del PG oggetto dell’ultima intimidazione.

Tuttavia, l’impressione di un innalzamento spaventoso dello scontro tra forze della giustizia e criminalità è ormai consolidata. “Fare il proprio dovere a Reggio Calabria sta diventando sempre più difficile” ha dichiarato lo stesso Di Landro, che non si spiega l’innescarsi di tanta violenza: “Che cosa è successo alla Procura di Reggio?” ripete più volte nel suo emotivo “discorso a braccio”. Facendo riferimento agli altri tentativi di intimidazione, il PG ha detto: “Secondo le logiche mafiose doveva chiudersi lì la vicenda. E, invece, si è proseguito su quel solco”. Cosa avrà voluto dire Di Landro? Quello che è certo è che il procuratore originario di Bivongi ha tutta l’intenzione di continuare a fare bene il proprio lavoro. Come altrettanto certo, a detta di Enzo Macrì, ex Procuratore aggiunto della Dna, attualmente PG di Ancona, è che “vanno trovati rimedi più seri oltre alla solidarietà ed alle parole… vanno recisi i collegamenti con i poteri occulti, che tengono in vita la ‘ndrangheta! Altro che “bestia morente”, la ferocia è in crescendo! Attenzione a non cadere in errore!” ha tuonato ancora Macrì. Luciano Gerardis, Presidente del tribunale reggino, ha invece concentrato il suo intervento più che altro su un’analisi della situazione magistratuale, potendo contare in pianta organica “solo un terzo della dotazione normale”. Di alta rilevanza pure l’intervento del Procuratore di Palmi Giuseppe Creazzo: che ha sottolineato ai colleghi l’importanza, “al di là delle contingenze estive, di contarsi e capire se il grado di torpore, di sottovalutazione dei segnali, tutti inquietanti e univoci, il grado di negazione dell’evidenza che purtroppo serpeggia non solo all’esterno, ma addirittura all’interno delle istituzioni ed anche della magistratura, è finalmente diminuito”. L’atmosfera sicuramente è pesante ed il pericolo è vero, “bisogna rendersi conto – ha chiuso Creazzo – che stiamo andando dritti verso una deriva di tipo palermitano, della Palermo anni 80 e 90, per intenderci”.

Federico Lamberti
Reggio TV - venerdì 27 agosto 2010  ore 19:41
http://www.reggiotv.it/news.php?id=15961
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