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Quando un uomo comune attinge alla conoscenza, è un saggio; quando un saggio attinge alla comprensione, è un uomo comune.

detto Zen ...
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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Loredana Morandi (del 31/10/2010 @ 19:53:30, in Magistratura, linkato 1354 volte)
Pm Nello Rossi: anche noi
amiamo vita e siamo buoni

Ma troppi quelli per cui nessuno telefona a polizia


(Ansa) NAPOLI, 31 ottobre 2010, 13:13 - ''Anche noi amiamo la vita e gli amori. Non siamo dei moralisti. E qualcuno si spinge sino all'estremo di avere buon cuore''. Ma ''non ci va bene che una posticcia filosofia dell'amore serva a coprire la faccia odiosa di uno Stato troppo spesso violento e feroce'' con gli ''ultimi, quelli per i quali nessuno telefona alla polizia''.

Il procuratore aggiunto di Roma Nello Rossi fa un'allusione indiretta alla vicenda di Ruby nel corso del suo intervento al congresso di Magistratura democratica, mentre punta l'indice contro uno Stato ''sistematicamente feroce nei confronti di tutti i detenuti'' e che ''a volte'' lo e' anche verso ''arrestati e custoditi: gli Aldovrandi, i Cucchi e gli altri che sono rimasti senza nome, sepolti da un burocratico disinteresse''.

Uno Stato ''che considera un successo ogni espulsione, anche se irrispettosa del diritto di asilo o della salute degli espulsi''. Testimonianza ne sono gli ''orrori grandi e piccoli'' ,dice ancora Rossi citando il caso del ''sequestro della somma di 3 euro e 15 centesimi a una mendicante'' per un ''fantasioso addebito: abuso della credulita' popolare perche' tremava nel chiedere l'elemosina e quindi ingannava il popolo dei passanti''.
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Di Loredana Morandi (del 31/10/2010 @ 19:24:42, in Magistratura, linkato 2923 volte)
Questa è una notizia da non fraintendere. Il magistrato, infatti, non è un dinamitardo stile post bellico, ma un collezionista. Alla luce delle sue ultime indagini e della storiografia personale tutta la storia, però, sembra un po' "persecutoria". L.M.

Rimesso in libertà il giudice di Molfetta,
aveva un’arma da guerra in casa



Interrogato dal Gip il magistrato, noto collezionista di armi, ha spiegato la vicenda, frutto di una sua leggerezza nell’acquisto della carabina, fatto in buona fede


BARI - Il gup del Tribunale di Bari Giuseppe De Benedictis,
posto agli arresti domiciliari giovedì, in flagranza di reato, con l'accusa di detenzione illegale di una carabina da guerra è tornato libero.
A prendere questa decisione è stato il gip del tribunale di Trani Maria Grazia Caserta che ha convalidato l'arresto. La decisione è stata condivisa dai Pm inquirenti Francesco Giannella e Antonio Savasta che hanno deciso di non chiedere più la misura cautelare perché De Benedictis avrebbe fornito "ampie spiegazioni" sull'acquisto dell'arma.
Infatti, il magistrato di Molfetta ha risposto a tutte le domande e dall’interrogatorio di garanzia è emersa una sua leggerezza e buona fede in questa vicenda che lo ha visto protagonista.
Il magistrato è un noto collezionista di armi, ne avrebbe oltre mille nella sua abitazione. Ed è proprio a casa sua che mercoledì notte è avvenuta la perquisizione dei carabinieri, che avevano trovato un’arma da guerra, la cui detenzione è illegale.
Il giudice avrebbe acquistato l’arma qualche giorno prima in un’armeria di Caserta. Accortosi subito che si trattava di una carabina illegale, De Benedictis avrebbe telefonato all’armeria affermando che si sarebbe trattato di un errore e che avrebbe provveduto a restituire l’oggetto. Ma la perquisizione è avvenuta prima che tale restituzione avvenisse e quindi è scattato l’ordine di arresto, anche perché l’armeria del casertano era sotto inchiesta.

Quindici online - Molfetta



- Il precedente -


Arrestato il giudice De Benedictis di Molfetta:
aveva in casa un’arma da guerra



Si trova ai domiciliari nella sua abitazione, dove in passato sostava sempre un’auto di scorta. Il magistrato aveva acquistato la carabina a Caserta, ma tornato a casa aveva scoperto che si trattva di un'arma da guerra e aveva telefonato all'armeria per restituirla

BARI, giovedì 28 ottobre 2010 – E’ stato arrestato oggi il giudice molfettese del Tribunale di Bari, Giuseppe De Benedictis (foto), su ordine della Procura di Santa Maria Capua Vetere. L’accusa è di detenzione di arma da guerra. Il magistrato si trova agli arresti domiciliari nella sua casa di Molfetta.
De Benedictis avrebbe dovuto decidere sulla questione dei suoli di Punta Perotti ed è noto per essere l’autore della sentenza che accusa gli ex ostaggi italiani in Iraq (Maurizio Aliana, Didri Forese e Umberto Cupertino) di essere dei mercenari.
Tra le inchieste di cui si è occupato in passato, anche quella del giugno del 2005 quando chiese l'arresto per l'ex governatore della Puglia Raffaele Fitto per una presunta tangente di 50mila euro che gli sarebbe stata data dall'imprenditore Gianpaolo Angelucci.
Il magistrato fece anche arrestare Filippo Pappalardi,  padre dei fratellini caduti nella cisterna, Francesco e Salvatore,  con l’accusa di omicidio e l'occultamento dei cadaveri dei suoi figli (poi l’uomo risultò estraneo ai fatti contestatigli).
Il magistrato era un noto collezionista di armi, ne avrebbe oltre mille nella sua abitazione. Ed è proprio a casa sua che questa notte è avvenuta la perquisizione dei carabinieri, che hanno trovato un’arma da guerra, la cui detenzione è illegale.
Da una prima ricostruzione dei fatti, sembra che il giudice avrebbe acquistato l’arma qualche giorno fa in un’armeria di Caserta. Accortosi subito che si trattava di una carabina illegale, De Benedictis avrebbe telefonato all’armeria affermando che si sarebbe trattato di un errore e che avrebbe provveduto a restituire l’oggetto. Ma la perquisizione è avvenuta prima che questa restituzione avvenisse e quindi è scattato l’ordine di arresto, anche perché l’armeria del casertano è sotto inchiesta.
"E' un episodio molto triste e che dimostra come il problema di organizzare la giustizia nasce dall'interno della magistratura" ha detto il procuratore capo della Repubblica del Tribunale di Bari, Antonio Laudati, rispondendo alle domande dei giornalisti a margine di un convegno sulla giustizia nel capoluogo pugliese.
"La magistratura - ha aggiunto - deve avere credibilità. Auspico che nel più breve tempo possibile le autorità preposte facciano la massima chiarezza. Sicuramente è un episodio doloroso che capita anche in un momento particolare".
L'inchiesta, ha spiegato Laudati, "come prevede il codice, in pochissime ore sarà trasferita alla Procura di Lecce".
L’udienza di convalida dell’arresto si terrà domani mattina davanti al Gip del Tribunale di Trani.

Quindici online Molfetta


La Rassegna

La cattiveria "storiografica" di Cossiga.

Arresto Gup, il presidente emerito della Repubblica
Francesco Cossiga disse: lo manderei in Iraq



BARI – Il giudice barese Giuseppe De Benedictis, arrestato oggi per detenzione illegale di un’arma da fuoco non comune, nel 2004 fu al centro di aspre polemiche per aver definito «fiancheggiatori delle forze della coalizione» anglo-americana e «mercenari» i quattro italiani sequestrati in Iraq: Salvatore Stefio, Umberto Cupertino, Maurizio Agliana e Fabrizio Quattrocchi. Il giudice rivolse pesanti critiche ai quattro italiani nell’applicare il divieto di espatrio a Giampiero Spinelli, accusato assieme a Salvatore Stefio di aver arruolato ed inviato in Iraq Didri Forese e gli ex ostaggi Agliana e Cupertino.

Il provvedimento fu poi annullato dal tribunale del Riesame e gli imputati sono stati assolti in primo grado dalla corte d’assise di Bari l’estate scorsa. Le critiche più aspre nei confronti di De Benedictis le rivolse nell’aprile 2008, dopo il rinvio a giudizio di Spinelli e Stefio, il presidente emerito della Repubblica Francesco Cossiga. «Se contassi qualcosa – disse il senatore a vita - prenderei il gup di Bari, il pm a lei collegato ed il gip Giuseppe De Benedictis, che vogliono sbattere in galera Salvatore Stefio con un’accusa ridicola, e li manderei in Iraq e in Afghanistan: pregando i taleban e Al Qaeda, in cambio della liberazione di qualche detenuto nelle carceri, di catturarli». Dopo di questo – secondo Cossiga – bisognerebbe «fingere di adoperarsi per la loro liberazione, in realtà fregandosene altamente. Sarebbe un ottimo avvio di riforma dell’ordinamento giudiziario».

La Gazzetta del mezzogiorno - 28 Ottobre 2010

Bari, rimesso in libertà il gup

TGCOM - ‎29/ott/2010‎
Giuseppe De Benedictis, il gup del tribunale di Bari arrestato giovedì con l'accusa di detenzione illegale di armi, è tornato in libertà. ...

Armi in casa, De Benedictis risponde e viene rimesso in libertà

La Repubblica - ‎29/ott/2010‎
E' tornato il libertà il gup del tribunale di Bari Giuseppe De Benedictis, posto agli arresti domiciliari ieri, in flagranza di reato, con l'accusa di ...

ALLARME BOMBA IN TRIBUNALE CASERTANO, BONIFICA IN CORSO

AGI - Agenzia Giornalistica Italia - ‎29/ott/2010‎
(AGI) - Caserta 29 ott. - Allarme bomba al tribunale casertano di Santa Maria Capua Vetere. Questa mattina le aule del tribunale sono state sgomberate ...

In cella il gip fissato con le armi Nella sua casa c'era un arsenale

il Giornale - ‎28/ott/2010‎
BariNella sua casa di Molfetta, una quarantina di chilometri da Bari, ha oltre mille armi da fuoco: forse 1200, forse di più, tutte comunque regolarmente ...

BARI - Il gup del Tribunale di Bari Giuseppe De Benedictis è stato ...

Corriere della Sera - ‎28/ott/2010‎
BARI - Il gup del Tribunale di Bari Giuseppe De Benedictis è stato arrestato per detenzione illegale di armi. Il provvedimento è stato disposto dalla ...

Arrestato il gip De Benedictis, aveva una carabina da guerra

ANSA.it - ‎28/ott/2010‎
(ANSA) - BARI, 28 OTT - Il gip del tribunale di Bari Giuseppe De Benedictis e' stato posto agli arresti domiciliari per detenzione di un'arma da guerra. ...

ARRESTATO GIP DI BARI: L'ACCUSA, DETENZIONE DI ARMI

AGI - Agenzia Giornalistica Italia - ‎28/ott/2010‎
(AGI) - Bari, 28 ott. - Il giudice Giuseppe De Benedictis, in servizio presso la Procura di Bari, e' stato arrestato in esecuzione di un provvedimento ...

Bari, arrestato il giudice De Benedictis. L'accusa è detenzione ...

Adnkronos/IGN - ‎28/ott/2010‎
Bari, 28 ott. (Adnkronos/Ign) - Il gup del Tribunale di Bari, Giuseppe De Benedictis, è stato arrestato per detenzione illegale di armi. ...

Il giudice con la passione per le armi

La Repubblica - ‎28/ott/2010‎
Giuseppe De Benedictis è un giudice molto noto a Bari. Portano la sua firma alcuni dei provvedimenti giudiziari più eclatanti degli ultimi anni. ...

Arrestato il giudice De Benedictis aveva delle armi nell'abitazione

La Repubblica - ‎28/ott/2010‎
Il giudice del Tribunale di Bari Giuseppe De Benedictis è stato arrestato su ordine della procura di Santa Maria Capua Vetere per detenzione di una pistola ...

TORNA LIBERO IL MAGISTRATO ACCUSATO DI DETENZIONE ILLEGALE DI ARMI

Go Bari - ‎30/ott/2010‎
BARI - Torna in libertà il gup del Tribunale di Bari Giuseppe De Benedictis, dopo essere stato posto agli arresti domiciliari con l'accusa di detenzione ...

Rimesso in libertà il giudice di Molfetta, Giuseppe De Benedictis ...

Quindici - Molfetta - ‎29/ott/2010‎
BARI - Il gup del Tribunale di Bari Giuseppe De Benedictis (foto), posto agli arresti domiciliari giovedì, in flagranza di reato, con l'accusa di detenzione ...

Torna in libertà il gup De Benedictis

MolfettaLive - ‎29/ott/2010‎
Nella serata di ieri l'interrogatorio di garanzia. Il magistrato molfettese era ai domiciliari per detenzione illegale di armi Giuseppe De Benedictis, ...

Liberato stasera il giudice barese De Benedictis arrestato ieri ...

BariSera - ‎29/ott/2010‎
TRANI – Il giudice del Tribunale di Bari, Giuseppe De Benedictis arrestato ieri per detenzione illegale di arma da fuoco su ordine della procura di Santa ...

non ferma il processo

La Gazzetta del Mezzogiorno - ‎29/ott/2010‎
BARI – E' confermata per il 4 novembre prossimo l'udienza del giudice del tribunale di Bari sulla richiesta di revoca della confisca dei suoli su cui ...

Gip rimette in liberta' Gup di Bari

euronews - ‎29/ott/2010‎
(ANSA) – TRANI, 29 OTT – E' tornato il liberta' il gup deltribunale di Bari Giuseppe De Benedictis, posto agli arrestidomiciliari ieri, in flagranza di ...

In casa un arsenale e armi da guerra, arrestato gip di Bari

Ultime Notizie - ‎29/ott/2010‎
Nella sua collezione di 1.350 armi – tutte perfettamente oleate e funzionanti – spiccavano una carabina che spara a raffica. Proprio a causa di quella ...

SICUREZZA: COMUNE DI SANTA MARIA CAPUA VETERE, RICONOSCIMENTO DI ...

AgenParl - Agenzia Parlamentare - ‎29/ott/2010‎
(AGENPARL) - Caserta, 29 ott - Santa Maria Capua Vetere scelto dalla Fondazione POLIS come Comune virtuoso nelle politiche integrate di sicurezza. ...

CASERTA: ALLARME BOMBA TRIBUNALE S. MARIA CV, EVACUAZIONE PER ...

CasertaSette.com - ‎29/ott/2010‎
SANTA MARIA CAPUA VETERE, CASERTA, 29 OTTOBRE 2010 - L'attività nel tribunale di Santa Maria Capua Vetere è rimasta interrotta per poco più di un'ora per un ...

Gip di Bari compra arma da guerra a Caserta: agli arresti domiciliari

Il Mattino - ‎29/ott/2010‎
S. MARIA CAPUA VETERE (29 ottobre) L'acquisto di una pistola, un'arma considerata da guerra perché spara a raffica, probabilmente avvenuto con leggerezza, ...

Allarme bomba al Tribunale di Santa Maria Capua Vetere

PUPIA - ‎29/ott/2010‎
SANTA MARIA CV. Allarme bomba al tribunale casertano di Santa Maria Capua Vetere. Venerdì mattina le aule del tribunale sono state sgomberate dopo una ...

Santa Maria Capua Vetere, falso allarme bomba al tribunale

NapoliToday - ‎29/ott/2010‎
Disposta l'immediata evacuazione della struttura per consentire a polizia e carabinieri di ispezionare l'intero edificio. L'attività è ripresa regolarmente ...

Minoranza vergognosa, Giudicianni giustamente esulta

Interno18 - ‎29/ott/2010‎
Tanti gli assenti (da Mattucci a Troianiello, da Russo ad Adelini) per una schiacciante vittoria della maggioranza. Bocciata la mozione sul Tribunale. ...

DETENZIONE ILLEGALE DI ARMI: GUP DEL TRIBUNALE DI BARI IN ARRESTO

Go Bari - ‎29/ott/2010‎
BARI - Giuseppe De Benedictis, il gup del Tribunale di Bari, è stato arrestato per detenzione illegale di armi. Il magistrato, che ora si trova ora ai ...

Bari, arrestato giudice De Benedictis per detenzione illegale armi

Notizie Fresche - ‎28/ott/2010‎
La passione per le armi lo ha fatto finire nei guai e questa volta si è trovato lui, magistrato, nei panni di chi viene arrestato in flagranza di reato. ...

Voleva restituire una pistola illegale ma non fa in tempo: i ...

BariSera - ‎28/ott/2010‎
Il giudice del Tribunale Di Bari, Giuseppe De Benedictis, è stato arrestato per detenzione illegale di armi e attualmente si trova ai domiciliari nella sua ...

Arrestato il gup Giuseppe De Benedictis per detenzione illegale di ...

InfoOggi - ‎28/ott/2010‎
Giuseppe De Benedictis, gup del tribunale di Bari, è stato arrestato per detenzione illegale di arma e ora è ai domiciliari. L'arresto è stato disposto ...

Arrestato il giudice De Benedictis di Molfetta: aveva in casa un ...

Quindici - Molfetta - ‎28/ott/2010‎
Si trova ai domiciliari nella sua abitazione, dove in passato sostava sempre un'auto di scorta. Il magistrato aveva acquistato la pistola a Casera, ...

Santa Maria Capua Vetere, il sindaco Giudicianni incassa il ...

www.lunaset.it - ‎28/ott/2010‎
(28 Ottobre) - Il sindaco di Santa Maria Capua Vetere Giancarlo Giudicianni ha incontrato questa mattina il coordinatore provinciale, nonché vice segretario ...

Bari, arrestato il giudice De Benedictis: detenzione illegale di ...

Barimia - ‎28/ott/2010‎
È destinata sicuramente a durare molto l'eco di quanto è accaduto oggi a Bari, dove il giudice per le udienze preliminari, Giuseppe De Benedictis, ...

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Di Loredana Morandi (del 31/10/2010 @ 19:07:26, in Magistratura, linkato 2849 volte)
31/10/2010 - il personaggio

L'ultima udienza del pm dei brigatisti

A 72 anni Alberto Bernardi
lascia la magistratura


Alberto Gaino

Torino - A mezzanotte e un minuto non sarò più un magistrato», ripeteva ieri Alberto Bernardi nel suo ufficio di ex procuratore capo di Cuneo aspettando l’ultima sentenza. Non importante come altre, tante altre nei 43 anni di vita con la toga sulle spalle. Ma pur sempre importante: gli è costata quattro anni di indagini per riuscire a far processare e condannare un colonnello della Guardia di Finanza, ex capo ufficio operazioni del comando di corso IV novembre (Maurizio Caboni), e l’attuale presidente della Federazione italiana sport invernali che a Torino era stato a capo della security Crt (Giovanni Morzenti).

L’orologio alla parete è fermo, alla porta c’è un’affettuosa fila di collaboratori che vogliono salutarlo. Bernardi: «E’ stata un’inchiesta per tangenti molto faticosa, non volevo lasciare un fardello così pesante ai più giovani colleghi, così sono tornato un semplice sostituto procuratore, il ruolo che avevo più di vent’anni fa. Mentre aspetto la sentenza metto via la mia roba. Vado in pensione lo stesso giorno di mia moglie Flora. La prima domenica da pensionati la festeggiamo con i nostri 4 figli e nipoti, dopo farò altro. Soprattutto farò il nonno di quattro bambini».

Finalmente sorride: a 72 anni attende con ansia vera anche quest’ultima sentenza, come un qualsiasi pm alle prime armi. Lui, che un qualsiasi magistrato non è lo è stato: pretore e dopo pochi anni alla Procura della Repubblica di Torino, è tra i primissimi ad occuparsi di terrorismo e continua a farlo per un decennio. Il 1° aprile 1980, nella caserma dei carabinieri di Cambiano, Giancarlo Caselli, Mario Griffey (giudici istruttori) e Alberto Bernardi (pm) si sedettero di fronte a Patrizio Peci, il capo della colonna torinese e componente della direzione nazionale delle Bierre. Aveva deciso di collaborare.

«Sono stati tre giorni e tre notti decisive per la lotta al terrorismo. Peci sapeva tutto e tutto cominciò a dirci. Noi avevamo pensato sino ad allora che dietro i killer ci fossero i grandi vecchi, scoprimmo che non esistevano. Ricordo ancora oggi con emozione la contabilità delle vittime che Peci ci andava snociolando con la meticolosità di un archivista. Cominciava: “Abbiamo ucciso quello, eravamo io... “. Poi, ci tracciava gli schizzi che comprendevano i dettagli degli agguati». Bernardi si interrompe per inseguire un suo pensiero. «Ricordando ho fissato ciò che anche oggi più mi colpisce di quei giorni: ascoltare un pentito che raccontava le sue “gesta” di morte in cui ancora credeva, tale era la vivacità delle sue terribili descrizioni».

Peci guidò i magistrati a Sandalo «che voleva passare da Prima Linea alle Br». Sandalo si pentì all’istante e rovesciò sui taccuini di Bernardi centinaia di nomi, fra cui quello del figlio di Carlo Donat Cattin, fra i leader storici della Dc. Fu uno scandalo di quegli anni: Cossiga ministro dell’Interno che avverte il collega di partito. Bernardi ricorda come fosse ieri anche quel fatto: «Da Torino inviammo gli atti alla Commissione Inquirente e in risposta ci misero sotto inchiesta disciplinare tutti, compresi i capi dell’ufficio istruzione, Mario Carassi, e della procura, Bruno Caccia. Ero talmente indignato che, convocato per rispondere della mia condotta, mi rifiutai. Scrissi una memoria che ho ancora qui, fra le mie carte», indica gli scatoloni in attesa come lui di lasciare il palazzo di giustizia di Cuneo.

L’ultima sua requisitoria è stata di 4 ore. Quella al maxi-processo dei Catanesi durò 15 giorni. In seguito diventò giuidice, presidente di sezione, la «volante rossa» definì scherzosamente l’avvocato Zancan il collegio formato da Bernardi, Paolo Borgna e dal compianto Franco Giordana, tutti di Magistratura democratica. «Ci assegnarono un solo processo contro uomini politici, di maggioranza e opposizione: l’unico che condannammo fu un esponente del pci». Personaggio di indiscussa verve, Bernardi si concede un po’ di polemica: «Ogni giorno sento e vedo in tv i vari Cicchitto gridare ai complotti politici della magistratura. Noi vorrei ricordare quanto e come siamo sempre stati liberi da condizionamenti».

Non dice altro, per pudore. Evoca appena, su nostra insistenza, un paio di episodi della lotta al terrorismo. Quando Sandalo rivelò di aver fatto visita ai portinai di Bernardi in preparazione ad un attentato contro il magistrato. Ad un secondo il neopensionato sfuggì per un soffio: un capo piellino, Zambianchi, fu casualmente arrestato poco prima di sparagli. «Lo seppi dopo, allora non si aveva nemmeno il tempo per pensare di avere paura».

http://www3.lastampa.it/torino/sezioni/cronaca/articolo/lstp/373321/
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Di Loredana Morandi (del 31/10/2010 @ 19:03:33, in Magistratura, linkato 1468 volte)
Il magistrato di turno:
Non ho mai autorizzato il rilascio di Ruby


di Gianni Trovati
31 ottobre 2010 alle ore 15:33.

Non solo la pm di turno non diede l'autorizzazione ad affidare Ruby alla consigliere regionale Pdl Nicole Minetti, ma nessuno gliela chiese. Dalle fonti giudiziarie emergono oggi nuovi particolari, che rendono ancora più intricata la ricostruzione della notte nella questura milanese vissuta dalla minorenne marocchina tra il 27 e il 28 maggio scorso.

Le versioni finora illustrate concordavano sul fatto che la giovane, priva di documenti, avrebbe dovuto essere portata in una comunità di accoglienza. A cambiare le carte intervenne la telefonata del premier da Parigi (seguita, come si è appreso oggi, da una successiva chiamata "di controllo" da parte del caposcorta), che sostenne la parentela di Ruby con il presidente egiziano Hosni Mubarak e chiese di consegnarla alla Minetti.

Il pm di Turno, Annamaria Fiorillo, secondo i nuovi particolari, non ha mai dato l'autorizzazione al rilascio di Ruby. In effetti a quanto è emerso, venne dapprima cercata per la giovane marocchina una sistemazione presso una comunità di accoglienza della zona, ma quella sera non fu possibile trovare un posto disponibile. In questi casi, le procedure prevedono che il fermato sia trattenuto presso la Questura, scelta che la Fiorillo confermò anche dopo aver appreso della telefonata in cui si sosteneva la parentela di Ruby con Mubarak. Le istruzioni date quella sera dalla pm si fermano lì, anche perché sembra che nessuno chiese al magistrato l'autorizzazione al rilascio della ragazza. Autorizzazione che non sarebbe potuta scattare nemmeno se nel frattempo fossero giunti in Questura i documenti, cosa che non è avvenuta.

L'articolo prosegue su Il Sole 24 ore

Dal momento che la versione del magistrato emerge dal rapporto di polizia, resta allora da comprendere chi, e in virtù di quale potere, abbia lasciato andare la ragazza assieme alla consigliere regionale Nicole Minetti. Tanto più che, come è stato confermato, la Minetti non ha condotto Ruby a casa con sé, ma l'ha lasciata nelle mani di una brasiliana con cui la ragazza pochi giorni dopo ha avuto un violento alterco, che ha richiesto un nuovo intervento della polizia.

I contatti di Ruby con le forze di sicurezza, del resto, non si fermano qui. A settembre è la volta della polizia di Genova, che identifica Ruby in piazza Caricamento in compagnia di un uomo di 44 anni, residente in Valbisagno. L'uomo ha giustificato la situazione dicendo di aver conosciuto la ragazza, credendola maggiorenne, in una discoteca di Nervi (l'Albikokka, per la precisione), e di averla anche accompagnata negli studi di Milano 2 dove la giovane avrebbe ricevuto 5mila euro in contanti dal segretario di Lele Mora. Busta che in effetti era nella borsa della ragazzina.

«Un'incredibile strumentalizzazione di una banale telefonata». Nelle parole di Niccolò Ghedini, parlamentare Pdl e avvocato di Berlusconi, l'intreccio del Rudy-gate assume invece una dimensione molto più modesta, quella di «una vicenda assolutamente priva di ogni connotazione negativa. Quando saranno resi noti gli atti documentali e testimoniali - promette Ghedini - sarà agevole comprendere la risibilità di alcuni assunti giornalistici». La sicurezza nell'approccio non impedisce però a Ghedini di temere qualche strascico giudiziario sulla vicenda: «Sarebbe gravissimo - conclude l'avvocato -, anche se contro il presidente Berlusconi si è assistito nel corso degli anni alle più assurde fantasie».

Sul versante politico, invece, gli strascichi sono certi e ad ampio raggio. Al di là delle scontate prese di posizione di Di Pietro («basta con il governo del bunga bunga») e Pd, che chiedono al premier di non rimanere a Palazzo Chigi «un minuto di più», è da registrare anche una durezza inedita in area centrista. «Le dimissioni del governo a questo punto sono inevitabili - chiarisce in una nota il segretario dell'Udc, Lorenzo Cesa -, perché bisogna al più presto uscire da questa melma. Dal 1994 a oggi i governi guidati da Silvio Berlusconi mai erano caduti così in basso: minimizzare non ci sembra intelligente, senz'altro non è utile all'Italia e agli italiani». Concorda nei toni anche il presidente della Camera Gianfranco Fini, che parlando domenica mattina ai circoli romani del Pdl inizialmente se la cava con un «speriamo che non sia vero», ma aggiunge subito che la vicenda rende «sconfortante l'immagine dell'Italia all'estero».

Il Sole 24 ore
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Di Loredana Morandi (del 31/10/2010 @ 16:14:49, in Osservatorio Famiglia, linkato 1537 volte)
Cos'altro c'è ad Avetrana?



Lo spunto a questo commento me lo fornisce Diaco de Il Foglio, con il suo articolo "
Il Piccolo Principe".

Diaco, a quanto si legge nel suo articolo, ha visitato il profilo di Valentino Castriota. E l'ex portavoce della famiglia Scazzi (non dei Misseri) è particolarmente risentito dal commento del giornalista. Così, anche io ho voluto tentare la navigazione su Facebook e, "ohibò", quel profilo è aperto ai sette venti e non conosce privacy.

E' vero, la foto del profilo lo ritrae berlusconianamente con Lele Mora, ma la stessa foto è un mistero avetranense: infatti reca la data del 28 agosto. Due giorni dopo la scomparsa di Sarah Scazzi. Un inquientante particolare, non trovate?

Su indicazione di Pierluigi Diaco ho constatato l'esistenza di una video foto (pochissimi secondi di filmato) in cui il "nostro" appare con Di Pietro. Da non perdere il video dei saluti di Lele Mora agli amici del Castriota.

In effetti, sotto un certo profilo, il personaggio ricalca proprio il target del dipietrista tipo, che si infila dove può, quando può e senza nessuna discrezione o scelta politica nell'agire. Infatti tra gli album del profilo ci sono: l'ultima manifestazione viola contro Berlusconi (c'è pure Mascia), l'abbraccio con Storace e Bontempo, la cena con Lele Mora, la foto con Belpiero, l'udienza papale, l'incontro a Roma con "il grande" Bossi (lo dice lui), la squadra del cuore, il cardinal Bagnasco, l'associazione ed in ultimo il convegno con i Radicali. Tanto che se non fosse per la stazza questo tipo farebbe pensare più al Fabrizio Corona di Avetrana, che all'amico di famiglia.


Si, i media e le grandi catene editoriali han seminato alcune centinaia di migliaia di euro sulla cittadinanza pugliese coinvolta nell'omicidio della piccola Sarah.  Il mistero però si infittisce e date le frequentazioni della amena cittadina e i fatti di cronaca a voi tutti noti, suggerirei agli avetranesi di optare per il metodo educativo degli Spartani. A sette anni tutti i bambini allontanati  dalle famiglie, come gli  Agoché spartiati, e affidati alla responsabilità diretta di un "magistrato" ad imparare la "lotta". Prima e dalla nascita fino ai sette anni ad intera pensione negli asili nido dello Stato.

Lo dico perché la Puglia mi preoccupa. Mi preoccupa parecchio, soprattutto perché la gente non ha capito la pesante batosta subita con lo scandalo della Sanità e i termini in cui si muove il commercio di sesso che cresce in seno alla Politica e arriva a Roma (tra l'altro anche la mia clonatrice ufficiale è barese e al porno attore da due anni ai miei danni qualcuno aveva addirittura trovato un "posto in banca") e perché su tutti incombe la cortina fumogena di Di Pietro. 

Loredana Morandi
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Di Loredana Morandi (del 31/10/2010 @ 09:43:58, in Magistratura, linkato 1526 volte)
GIUSTIZIA: MD, PREMIER EVERSIVO.
RIFORMA PLASMATA SU SUOI PROCESSI


 

(ASCA) - Roma, 29 ott - ''L'idea che oramai dilaga e' quella che lo 'scontro' tra politica e magistratura e' determinato non da comportamenti illeciti e dal loro doveroso perseguimento, ma da 'eccessi' posti in essere da entrambi le parti, a cui occorre porre rimedio con riforme tese a realizzare un non meglio precisato 'riequilibrio', attraverso nuovi modelli costituzionali che ridefiniscano l'ambito dei poteri e i limiti di rispettiva inferenza. C'e' invece una natura chiaramente strumentale nell'interesse della politica alla giustizia: l'affermazione di un progetto culturale, anche prima che politico, fondato sullo screditamento del modello costituzionale repubblicano, individuato come ostacolo al governo del cambiamento sociale''. E' quanto scrive il segretario nazionale di Magistratura democratica, Rita Sanlorenzo, nella relazione introduttiva del XVIII congresso nazionale di Md, apertosi oggi a Napoli, che si concludera' lunedi' prossimo, 1 novembre.

Il congresso, la cui esigenza e' nata all'indomani dell'esito delle elezioni per il Csm, che ha segnato una innegabile sconfitta di Magistratura democratica, con la perdita di un rappresentante su quattro e l'ulteriore riduzione della componente, si propone di affrontare alla radice le ragioni di questo trend negativo, escludendo fin da subito facili soluzioni, quali ''un semplice cambio della guardia al vertice del gruppo''.

Ma il congresso si propone anche come palestra di approfondimento ed analisi del quadro piu' generale in cui versa la giustizia, cosi' strettamente connessa alla situazione politica del Paese. Con una consapevolezza di fondo, come rimarca il segretario nella sua relazione introduttiva: ''La storia della politica della giustizia di questi anni e' in ogni caso ben lontana da un serio progetto riformatore. Un piano per la giustizia, capace di apportare il cambiamento non si vede all'orizzonte''. Al contrario gli interventi appaioni ''plasmati e calendarizzati a seconda delle scadenze processuali che vedono imputato il presidente del Consiglio'' mentre negli ultimi anni ''e' arrivata a livelli inverosimili la pratica del dileggio pubblico e della delegittimazione a cui sono stati sottoposti i singoli, come ad esempio il giudice milanese Raimondo Mesiano, e l'istituzione''.

''Diranno i prossimi mesi - insiste ancora Sanlorenzo nella relazione introduttiva - dove portera' la rottura oramai celebrata nella maggioranza''. Rottura che ''nasce dalla ribellione interna agli aspetti piu' macroscopicamente eversivi del sistema, insiti nel disegno di un 'nuovo' assetto istituzionale autoritario ed autocratico, che guarda al superamento del principio di divisione dei poteri, perseguito dal presidente del Consiglio con una insistita strategia di attacco alle istituzioni repubblicane, in particolare quelle di garanzia: Presidenza della Repubblica, Corte costituzionale e magistratura. L'esautoramento del Parlamento dalla funzione legislativa completa il quadro di una deriva verso una dimensione proprietaria delle istituzioni, agevolata dallo snaturamento della rappresentanza insito nell'attuale sistema elettorale''.

Il congresso dovra' eleggere il consiglio nazionale che avra' il compito di indicare il presidente ed il segretario dell'associazione. njb/mcc/lv


Giustizia/ Md a congresso,
basta riforme per interessi premier

Corrente toghe da venerdì a Napoli: Poteri forti vogliono impunità

Roma, 28 ott. (Apcom) - Il presidente del Consiglio punta ad "un nuovo assetto autoritario e autocratico", "fondato sullo screditamento del modello costituzionale repubblicano" e teso al "superamento del principio di divisione dei poteri", è questo l'obiettivo della sua "insistita strategia di attacco alle istituzioni repubblicane, in particolare quelle di garanzia: Presidenza della Repubblica, Corte costituzionale e magistratura". Non usa giri di parole per attaccare il governo Berlusconi la leader di Magistratura democratica, Rita Sanlorenzo, nella relazione con la quale dopodomani a Napoli aprirà il 18esimo congresso della corrente di sinistra delle toghe. I lavori, a Castel dell'Ovo, si chiuderanno lunedì 1 novembre.

Un intervento in cui si evidenzia la "grave, pericolosissima crisi" della politica in atto, della quale è "difficile vedere soluzioni", lamenta Sanlorenzo nella relazione pubblicata sul sito, denunciando anche la "natura strumentale" dell'interesse che la politica riserva ai temi della giustizia. "I progetti di riforma nel settore penale si plasmano e si calendarizzano a seconda delle scadenze che vedono imputato il presidente del Consiglio": dal lodo Alfano al legittimo impedimento, dal 'processo breve' alla riforma delle intercettazioni, elenca. E l'obiettivo è solo quello di "restringere il controllo di legalità ad ambiti meno invasivi e penetranti nei confronti dei poteri forti che rivendicano una sorta di diritto all'impunità". Riforme "devastanti", per la leader di Md, che coglie l'occasione per denunciare anche il "dileggio pubblico" e la "delegittimazione" nei confronti di singoli magistrati e dell'intera magistratura, ormai "a livelli inverosimili".

La Rassegna

Vietti: manca il clima per le riforme

Il Sole 24 Ore - ‎2 ore fa‎
Giudici macigno sulla democrazia? Semmai «risorsa per il paese», replicano al premier le "toghe rosse" e l'Anm. Di più, dice il numero due del Csm Michele ...

Giustizia, Csm: "Ai giudici si deve rispetto" Anm: "Non siamo ...

Adnkronos/IGN - ‎19 ore fa‎
Roma - (Adnkronos) - Il vicepresidente del Consiglio superiore della magistratura Vietti: "La nostra funzione è essenziale, siamo strumento di tutela dei ...

Silvio e Fini allo scontro finale sulla riforma della magistratura

il Giornale - ‎29/ott/2010‎
RomaNo, quei due non si sopportano, non si parlano più, non si vedono da tempo: l'ultimo incontro ravvicinato risale a quella protocollare stretta di mano a ...

Giustizia, altolà di Fini "Noi ai pm sotto l'esecutivo"

La Repubblica - ‎29/ott/2010‎
Nuovo attacco del premier: "Senza riforma è un macigno sulla democrazia". E annuncia un "forte intervento" alle Camere se i gruppi parlamentari non ...

GIUSTIZIA: VIETTI, NO A SEPARAZIONE CARRIERE

AGI - Agenzia Giornalistica Italia - ‎28/ott/2010‎
(AGI) - Bari, 28 ott. -"La contrarieta' alla separazione delle carriere, nei limiti in cui ha senso discuterne in termini astratti, come allo stato siamo ...

Giustizia: Vietti, nuovo concorso toghe non risolvera' problema ...

Libero-News.it - ‎28/ott/2010‎
Roma, 28 ott. - (Adnkronos) - "E' scoraggiante constatare che in magistratura vi sono oggi circa 1200 vacanze d'organico e che l'intervento finanziario del ...

Giustizia: Vietti, senza controllo del Csm pm mina vagante

Adnkronos/IGN - ‎28/ott/2010‎
Roma, 28 ott. (Adnkronos) - "Collocato all'interno della magistratura, nel nostro ordinamento il pm partecipa anche dell'autonomia e dell'indipendenza da ...

GIUSTIZIA: VIETTI, COLMARE VUOTI ORGANICO MAGISTRATURA

Agenzia di Stampa Asca - ‎28/ott/2010‎
(ASCA) - Bari, 28 ott - ''Le nostre circoscrizioni giudiziarie contano circa 1500 uffici giudiziari e sono il prodotto di una economia di societa' agricola ...

GIUSTIZIA: VIETTI(CSM), NO SEPARAZIONE CARRIERE EA DUE CSM

Agenzia di Stampa Asca - ‎28/ott/2010‎
(ASCA) - Bari, 28 ott - ''Sono contrario alla separazione delle carriere dei magistrati - tema attualmente molto astratto e surreale - e cosi' della nascita ...

Vietti: senza controllo Csm, Pm mina vagante

ANSA.it - ‎28/ott/2010‎
BARI - ''Anche attraverso l'unicità del Csm, il pm è ricondotto ad un ruolo di garante del rispetto della legge e della legalità che condivide con la ...

GIUSTIZIA: VIETTI, MAGISTRATO SIA GARANTE

Diritto-oggi - ‎20 ore fa‎
Bisogna trovare nuove regole che possano rafforzare la legittimazione democratica. La giurisdizione a capo a un corpo di magistrati a cui la Costituzione ...

Giustizia, Csm: "Ai giudici si deve rispetto" Anm: "Non siamo ...

Adnkronos/IGN - ‎19 ore fa‎
Lo ha affermato il vicepresidente del Csm, Michele Vietti, nel suo intervento al congresso di Magistratura democratica. Vietti ha sottolineato che la ...

Vietti: manca il clima per le riforme

Il Sole 24 Ore - ‎2 ore fa‎
Accade a Napoli, dove a Castel dell'Ovo è in corso da venerdì, e fino a domani, il XVIII Congresso nazionale di Magistratura democratica, la corrente di ...

Silvio e Fini allo scontro finale sulla riforma della magistratura

il Giornale - ‎29/ott/2010‎
«La giustizia - afferma - costituisce un macigno sulla vita democratica del nostro Paese. Non ho ancora deciso quando fare questo discorso. Perché? ...

"La soggezione dei Pm è ritorno al fascismo"

politicamentecorretto.com - ‎29/ott/2010‎
... giustizia e sulla magistratura italiana" perchè a giudizio del Premier "la giustizia costituisce un macigno sulla vita democratica del nostro Paese". ...
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Di Loredana Morandi (del 31/10/2010 @ 09:41:47, in Magistratura, linkato 1356 volte)
GIUSTIZIA: CASTELLI (MD),
SE CONDIVISI GRANDI OBIETTIVI IN TEMPI BREVI
 

(ASCA) - Napoli, 30 ott - ''La collaborazione e' doverosa, in ossequio all'art. 110 della Costituzione. Noi siamo assolutamente disponibili a trovare soluzioni per la riforma della giustizia. Se si trattera' di lavorare su progetti condivisi, nella massima trasparenza e si troveranno i modi per recepire risorse per gli uffici giudiziari si possono raggiungere grandi obiettivi in tempi brevi''. Cosi' Claudio Castelli, presidente di Magistratura Democratica, a margine del XVIII Congresso nazionale in corso di svolgimento a Castel dell'Ovo.

Il presidente di Md, riunita a Napoli fino a lunedi' 1* novembre per rieleggere i suoi vertici, si interroga su ''Le ragioni di un impegno. La forza dei valori costituzionali''.

Castelli preferisce non esprimere alcun giudizio sulle ultime dichiarazioni di Berlusconi secondo cui ''certa magistratura e' un macigno per la giustizia'' e chiarisce che la categoria non puo' agire se ''il ministero persiste nel procedere ad una centralizzazione e nell'imposizione dall'alto''. ''In questo modo - insiste - non si arriva a risultati''.

Impossibile, a suo avviso, trovare un'intesa sulla riforma della giustizia se ''il governo continua sulla strada di riforme costituzionali che nulla hanno a che vedere con la funzionalita'.

Il nodo riguarda la gestione quotidiana delle strutture, il depauperamento delle risorse che crea enormi difficolta' al funzionamento degli uffici''.

Quattro i pilastri che Castelli indica per la riforma: ''riorganizzazione degli uffici, nuove tecnologie, modifica dei riti e investimenti''. ''Dal 1996 ad oggi - ricorda - il personale, dai commessi fino ai dirigenti di cancelleria, e' passato da 56mila a 41mila unita'. Attualmente c'e' una scopertura dei dirigenti amministrativi pari al 50%. Ve ne sono 250. Ne servirebbero il doppio''.

dqu/did/ss
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Di Loredana Morandi (del 31/10/2010 @ 09:30:31, in Magistratura, linkato 1356 volte)
GIUSTIZIA: SANLORENZO (MD),
E' PREMIER MACIGNO SU EQUILIBRIO DEMOCRATICO


(ASCA) - Napoli, 30 ott - ''Se fossimo stati in un paese civile si sarebbe dovuto dimettere. Chi e' un 'macigno' sull'equilibrio democratico del Paese e' il presidente del Consiglio con il suo ocnflitto d'interessi e la reiterata volonta' di agire sugli equilibri istituzionali''. Non usa mezzi termini Rita Sanlorenzo, segretario nazionale di Md che si appresta a lasciare dopo due mandati consecutivi.

Sanlorenzo riconosce che sono tanti i problemi del mondo giudiziario e altrettanti i disagi cui vanno incontro i cittadini: ''C'e' una crisi di efficianza. Dovremmo chiedere scusa ai cittadini insoddisfatti e spiegare loro le ragioni del disservizio''. In termini concreti il segretario nazionale uscente si dice convinta che, sul fronte delle risorse, ''bisogna evitare quelle a pioggia, certamente, ma occorre che la politica faccia uno sforzo di avvicinamento''.

I punti nodali riguardano ''la riforma dei codici, lo snellimento delle procedure per evItare che il processo continui ad essere farraginoso, una sorta di percorso ad ostacoli''.

Fra le richieste avanzate dai magistrati, Sanlorenzo ne sottolinea una importante, la revisione delle circoscrizioni giudiziarie, e fornisce alcuni esempi: ''Dai dati 2005/2006 emerge una situazione, oggi pressocche' immutata, in cui mentre a Roma sono 63 i giudici del lavoro su un totale annuale di 36mila cause, a Bari ce ne sono 11 per complessive 32mila. E' una spropOrzione che non puo' reggere a lungo''.

''Non mi pare ci sia reale volonta' politica di riformare la giustizia - aggiunge - e questo caos generalizzato si finisce col perdere di vista le 'pecore nere'. Viviamo una situazione di per se' generatrice di lentezza che impedisce di far emergere i neghittosi''.

dqu/did/ss
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Di Loredana Morandi (del 31/10/2010 @ 09:28:51, in Magistratura, linkato 1374 volte)
GIUSTIZIA: PROCURATORE BARI,
SERVONO NUOVI MODELLI DI EFFICIENZA

(ASCA) - Bari, 28 ott - ''Siamo arrivati a pene che non vengono eseguite. Abbiamo una giustizia dalla parte del torto che ha per conseguenza l'acquisizione della consapevolezza dei limiti della giustizia stessa e questo produce non solo sfiducia nello Stato, ma anche consapevolezza della illegalita'''. Lo ha detto il procuratore capo della Repubblica di Bari, Antonio Laudati, aprendo il convegno ''Organizzare la giustizia'' che e' iniziato nel pomeriggio di oggi e terminera' il 30 ottobre. ''Scopo di questo convegno - ha concluso Laudati - e' verificare con l'aiuto di tutte le componenti la possibilita' di introdurre nuovi modelli di gestione delle Procure Distrettuali e di efficienza della giurisdizione''. rut/mcc/bra


GIUSTIZIA: UCPI, RIFORMA PARTE MALE
CON SEPARAZIONE CARRIERE SENZA 2 CSM
 
(ASCA) - Roma, 29 ott - Riformare il Csm dando corpo a due distinti consigli superiori della magistratura giudicante e dei pubblici ministeri e' imposto dalla norma costituzionale sul giusto processo. A sostenerlo e' l'Unione delle camere penali italiane (Ucpi). ''Siamo d'accordo con il presidente della Camera Gianfranco Fini sulla separazione delle carriere tra giudici e pm, ma occorre ribadire -afferma Valerio Spigarelli, presidente dell'Ucpi- che e' fondamentale per quanto riguarda la riforma costituzionale farla e farla adottando un modello compiuto. Un modello -rimarca il penalista- che non puo' che consistere in due consigli superiori distinti, che siano realmente autonomi dai condizionamenti esterni ma anche interni alla magistratura''. Un modello, assicura Spigarelli, che ''non indebolisce il pubblico ministero ne' lo assoggetta all'esecutivo, prospettiva che nessuno di noi vuole. Ma il punto -avverte- e' che se si parte con qualcosa di diverso si parte direttamente con il piede sbagliato, come e' gia' stato negli anni passati''. min/mcc/ss


GIUSTIZIA: FINI, NON DIMINUIRE
PREROGATIVE PM SU POLIZIA
 
(ASCA) - Roma, 29 ott - ''Diminuire le prerogative attuali del pubblico ministero nei confronti della polizia giudiziaria sarebbe un modo per intaccare la rilevanza della figura del magistrato nel nostro sistema''. Lo afferma il presidente della Camera, Gianfranco Fini, parlando da Bari nel corso di un convegno sulla giustizia. ''Non e' ancora ben chiara la portata dell'innovazione che si progetta su questo tema'', spiega Fini invitando a riflettere ''se il rafforzamento dell'autonomia della polizia giudiziaria avrebbe ripercussioni, e quali, in materia di garanzie per i cittadini''. 'Quel che mi sembra pero' evidente - conclude il presidente della Camera - e' che una simile riforma ridurrebbe il ruolo del magistrato, perno centrale dell'esercizio dell'azione penale''. jan/sam/alf


GIUSTIZIA: CICCHITTO A FINI,
NESSUNO VUOLE SOTTOMETTERE I PM
 
(ASCA) - Roma, 29 ott - ''Osserviamo all'on. Fini che nessuno vuole sottomette i pm all'esecutivo, il problema casomai e' quello di evitare che sia un nucleo di pm a sottomettere il resto della magistratura. Per il resto, affinche' la riforma abbia una sua gradualita', e' essenziale sia un equilibrato rapporto tra laici e togati nella composizione del Csm, sia lo sdoppiamento delle carriere e dello stesso Csm, sia la revisione dei rapporti tra pm e polizia giudiziaria''. Lo ha dichiarato Fabrizio Cicchitto, capogruppo Pdl alla Camera deputati. min/mcc/ss


GIUSTIZIA: PD, DA BERLUSCONI PAROLE EVERSIVE E INTIMIDATORIE MAGISTRATI
 
(ASCA) - Roma, 29 ott - ''Dopo le parole del premier, il silenzio del ministro Alfano lascia intendere che ormai il suo e' un dicastero acefalo, senza guida, legato piuttosto agli umori e alle sorti delle vicende personali del presidente del consiglio''. Lo dichiara la capogruppo del Pd nella commissione Giustizia della Camera, Donatella Ferranti stigmatizzando le ''parole dal contenuto eversivo tanto piu' gravi ed irresponsabili perche' pronunciate in un contesto europeo. Dire che la ''giustizia e' un macigno per la nostra democrazia' e' da irresponsabili. La giustizia serve a dare attuazione ai diritti dei cittadini, solo chi ne ha una visione personalistica la puo' definire in quel modo. Per non parlare del tono di sfida nei confronti della magistratura che ha tutto il sapore di un messaggio di intimidazione''. min/mcc/ss
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Di Loredana Morandi (del 30/10/2010 @ 17:58:43, in Magistratura, linkato 1356 volte)

Anm a premier: giustizia e' risorsa

Non vogliamo scontro. D'accordo con Fini su pm e fascismo


(ANSA) - NAPOLI, 30 OTT - 'La giustizia non e' macigno ma una risorsa per il paese'. Cosi' il presidente dell'Associazione nazionale magistrati, Luca Palamara, replica al presidente del consiglio.

Palamara aggiunge: 'Non vogliamo essere trascinati sul terreno dello scontro', 'rilanciamo la necessita' di urgenti e vere riforme per rendere piu' efficiente il servizio'.

'Non possiamo che trovarci d'accordo con' Fini, secondo cui sarebbe grave errore tornare alla soggezione del pm all'esecutivo come ai tempi del fascismo.


Giustizia, Csm: "Ai giudici si deve rispetto" Anm: "Non siamo macigno ma risorsa"

Roma - (Adnkronos) - Il vicepresidente del Consiglio superiore della magistratura Vietti: "La nostra funzione è essenziale, siamo strumento di tutela dei più deboli". Il presidente ddel sindacato Palamara: "Non vogliamo essere trascinati sul terreno dello scontro". Berlusconi: "La magistratura è un macigno". Fini: "No a pm sotto all'esecutivo come nel fascismo". Napolitano: "Per il lodo Alfano si va verso la giusta direzione"


Roma, 30 ott. (Adnkronos) - "La giustizia e' amministrata dai giudici e ad essi e alla loro funzione si deve rispetto, un rispetto talora troppo trascurato, in ossequio ad un malinteso senso di liberta' dai ruoli e dalle regole''. Lo ha affermato il vicepresidente del Csm, Michele Vietti, nel suo intervento al congresso di Magistratura democratica. Vietti ha sottolineato che la funzione della magistratura e' "essenziale" ed e' ''strumento di tutela dei piu' deboli''.

"Le polemiche non devono mai farci dimenticare - ha continuato Vietti - la funzione di protezione sociale che la magistratura svolge. Siamo talora inclini a pensare piu' agli errori e alle colpe, alle storture e alle lungaggini. Ma non dobbiamo mai dimenticare che esistono condotte cariche di disvalore, condotte che ci offendono, che toccano in modo illegittimo gli interessi della nostra vita quotidiana".

Vietti, poi, ammonisce: "Non e' immaginabile una convivenza sociale senza giustizia, perche' non vi potrebbe essere organizzazione sociale senza regole e la magistratura e' garante di questa convivenza e di questa continuita'''.

''La nostra Costituzione - continua il vicepresidente del Csm riguardo alla riforma della giustizia - e' stato frutto di un progetto largamente meditato e condiviso''. Per sostituirlo ''occorre un altro progetto non meno meditato e condiviso''. Vietti ha quindi sostenuto la necessita' di ''riforme organiche e di ampio respiro, non condizionate dalle contingenze", anche se ''non si coglie ancora, ne sembra prossimo, il clima politico per riflessioni serene ed equilibrate su snodi istituzionali di tale delicatezza''.

Il numero due di Palazzo dei Marescialli, ribadendo il proprio 'no' al doppio Csm e al pm sottoposto al potere esecutivo, ha spiegato: "nel nostro ordinamento costituzionale il pm e' posto all'interno della magistratura e partecipa dell'autonomia e dell'indipendenza da ogni altro potere dello Stato ed e' coerentemente sottoposto al controllo ed al governo del Csm al pari dei giudici''. Al di fuori di questo circuito, conclude, ''il pm cadrebbe facile preda di logiche del tutto autoreferenziali o securitarie o di contingenze politiche altrimenti non evitabili".

Da un convegno di Magistratura Democratica a Napoli, il presidente dell'Associazione nazionale magistrati Luca Palamara prende le distanze dallo scontro politico sull'eventuale riforma: "Noi non vogliamo essere trascinati sul terreno dello scontro che sta caratterizzando la discussione sul tema della giustizia''. E, indirizzandosi al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, dice: ''C'e' una reale necessita' di urgenti e concrete riforme per rendere piu' efficiente l'apparato giuridico. Come ho ribadito all'inizio del convegno, la giustizia - ha sottolineato Palamara - non e' un macigno ma una risorsa per il Paese''.


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