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 uomo in bici ..... di Lunadicarta
 
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Se non state attenti, i media vi faranno odiare le persone che vengono oppresse e amare quelle che opprimono!

Malcom X
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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Loredana Morandi (del 28/02/2011 @ 19:02:19, in Giuristi, linkato 1641 volte)
ORGANISMO UNITARIO DELL’AVVOCATURA ITALIANA
LETTERA APERTA AI CITTADINI


http://www.giustiziaquotidiana.it/public/oua.jpg

MEDIACONCILIAZIONE OBBLIGATORIA:
LA SOLUZIONE  O  UNA GRANDE FREGATURA?
 

Caro cittadino,

sai che dal 21 marzo la giustizia civile verrà “svenduta” a privati e comincerà così la sua definitiva rottamazione, con un altro aumento ingiustificato di costi a tuo carico?

Probabilmente non sai che dal 21 marzo 2011, prima di poter richiedere al Giudice la tutela dei tuoi diritti, sarai costretto a subire una nuova pasticciata procedura che ti comporterà costi e ritardi?

Per legge avrai l’obbligo di rinvolgerti ad un mediatore (non adeguatamente selezionato), e solo per presentare la domanda dovrai versare €. 40,00.

Così è: prendere o lasciare, non hai scelta!

Dopodiché dovrai versare, per una causa di medio valore, da €. 240,00 a €. 432,00, qualunque sia la soluzione a cui perverrà il mediatore, somma che mai nessuno Ti rimborserà né mai potrai portare in detrazione fiscale.

Sai che il tuo mediatore potrebbe non essere “quello sotto casa”, perché potresti essere convocato anche a centinaia di chilometri di distanza, e che se non ti presenti lo farai a tuo rischio, perché un domani un Giudice potrebbe valutare negativamente la tua assenza?

E SE LA CONCILIAZIONE NON RIESCE, COSA SUCCEDE?

Avrai pagato inutilmente queste somme che nessuno ti restituirà; dovrai necessariamente ritornare dal tuo avvocato il quale potrà, finalmente (dopo 4/5 mesi!), accompagnarti avanti al Giudice.

È questa, secondo te, la legge che dovrebbe accelerare i tempi della giustizia, ridurre i costi e portare vantaggi ai cittadini?
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Di Loredana Morandi (del 28/02/2011 @ 18:59:19, in Magistratura, linkato 1888 volte)
Associazione Nazionale Magistrati

 
http://www.giustiziaquotidiana.it/public/anm_100_anni.jpg

L’ANM SULLA GIUSTIZIA CIVILE


La giustizia civile versa in una gravissima crisi di funzionalità per l’oggettiva impossibilità di far fronte all’imponente numero di procedimenti che sopravvengono annualmente con le attuali dotazioni di personale e di risorse materiali.

Un dato può ritenersi ormai acquisito: la capacità di smaltimento degli affari civili da parte dei giudici è elevatissima, sì da consentire una sensibile riduzione delle pendenze.

Tuttavia, è indubbio che per diminuire il contenzioso civile non basta l’aumento della produttività dei giudici, che non può ulteriormente richiedersi a scapito della qualità delle decisioni. 

Inoltre, è stato dimostrato che iniziative legislative frammentarie e disorganiche che operino esclusivamente sul piano delle modifiche processuali non servono a risolvere i problemi della giustizia civile in mancanza di interventi sul piano organizzativo, dei mezzi e delle strutture.

In tale prospettiva dobbiamo ribadire che, nonostante i facili ottimismi, le riforme adottate dal legislatore non hanno consentito affatto di dipanare i reali nodi del sistema.

Al riguardo, l’ANM ha formulato numerose proposte, sul piano normativo e organizzativo, riprese anche nel recente Congresso di Roma. In particolare:

a)     l’istituzione di un ufficio del giudice quale stabile struttura di supporto al magistrato, al quale resta affidato il compito istituzionale della decisione della causa, che rappresenterebbe uno strumento strategico per la riduzione degli arretrati e per una migliore funzionalità del sistema giudiziario.

b)     La revisione delle circoscrizioni giudiziarie, con l’abolizione dei tribunali minori e l’accorpamento alle sedi limitrofe, che consentirebbe di recuperare risorse umane e materiali.

c)     La informatizzazione degli uffici giudiziari, da realizzare uscendo dalla attuale fase delle sperimentazioni limitate ad alcune sedi e con investimenti in termini di risorse umane e materiali  estesi a tutto il territorio nazionale. In particolare è urgente e non più differibile la estensione a tutti gli uffici del processo civile telematico;

d)     La organica e completa semplificazione dei riti processuali, finora realizzata solo in maniera parziale e insufficiente.

e)     Interventi sul piano amministrativo e organizzativo per ridurre l’eccesso di contenzioso, tema sul quale l’ANM in occasione del recente Congresso ha presentato uno studio esemplificativo relativo alle controversie aventi come controparte l’INPS.

f)       Una riforma organica della magistratura onoraria, che riconosca il fondamentale ruolo nel sistema giudiziario dei giudici onorari.

In tale prospettiva il recente disegno di legge del Governo recante “Interventi in materia di efficienza del sistema giudiziario” pur contenendo alcune previsioni condivisibili, accanto ad altre sulle quali permangono forti perplessità, costituisce solo un timido passo del tutto provvisorio e insoddisfacente.

Più in particolare la previsione della redazione da parte dei capi degli uffici di un programma per la gestione del contenzioso civile pendente con l’indicazione degli obiettivi e delle priorità è certamente condivisibile, anche se la stessa è già oggetto di disposizioni contenute nelle circolari del C.S.M. in tema di formazione delle tabelle.

Analogamente è apprezzabile la disposizione che consente stabilmente ai capi degli uffici giudiziari la stipula di apposite convenzioni con le facoltà universitarie di giurisprudenza, con le scuole di specializzazione per le professioni legali e con i consigli degli ordini degli avvocati per lo svolgimento presso gli uffici giudiziari medesimi del primo anno del corso di dottorato di ricerca, del corso di specializzazione per le professioni legali o della pratica forense per l’ammissione all’esame di avvocato, con compiti di assistente di studio di un magistrato ordinario, sebbene sarebbe auspicabile una esplicitazione dei compiti da assegnare agli stessi.

Forti perplessità destano, invece, le disposizioni sulla c.d. motivazione a richiesta e sulla necessità della parte di presentare un’istanza di trattazione entro un termine perentorio, pena l’estinzione della procedura. Si tratta di previsioni che non consentiranno  una effettiva riduzione dei tempi di definizione delle controversie, essendo ampiamente prevedibile che la quasi totalità degli interessati avanzerà entrambe le  richieste e che rischiano comunque di determinare solo un aggravio per i cittadini che attendono una decisione ormai da lunghi anni.

Appare, infine, discutibile la introduzione di un giudice ausiliario per la definizione delle cause più risalenti, in assenza di una organica riforma della magistratura onoraria, con il rischio di introdurre una ulteriore anomala e indefinita figura professionale.

Roma, 23 febbraio 2011

La Giunta Esecutiva Centrale
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O dalla parte di Brunetta
o dalla parte dei lavoratori




L’accordo del 4 febbraio 2011 apre la porta alle fasce di merito e sancisce il blocco dei contratti.



    Fanno presto Cisl, Uil e Ugl a dire che con l’accordo del 4 febbraio hanno salvato i lavoratori. La realtà è ben altra: con quell’accordo hanno dato una grossa mano ad una riforma che aveva manifestato in pieno la sua inapplicabilità. Ai lavoratori interessa direttamente la questione delle fasce di merito che, se applicata così come la riforma prevede (25-50-25), lascerebbe un lavoratore su quattro escluso dal salario accessorio, dalle progressioni economiche e con il rischio concreto di essere passibile di licenziamento per scarso rendimento.

Dopo che numerose sentenze avevano ribadito l’inapplicabilità di pezzi importanti della riforma in assenza del rinnovo dei contratti, Cisl, Uil e Ugl hanno dato ossigeno ad una riforma che stava soffocando tra giurisprudenza contraria da un lato ed opposizione sindacale dall’altro. Opposizione che ha visto RdB-USB svolgere un indubbio ruolo di protagonista del conflitto, a fianco dei lavoratori.

    Oggi Cisl, Uil e Ugl continuano a sostenere che l’intesa del 4 febbraio fa gli interessi dei lavoratori, ma sono evidentemente in difficoltà perche nonostante l’impegno profuso nel tentare di imbrogliare i lavoratori, non riescono a spiegare come può essere giudicato buono un accordo che:

•  Sancisce il blocco dei contratti fino a tutto il 2013
•  Introduce la valutazione con le fasce di merito
•  Rivela l’assenza di risorse sulla contrattazione integrativa
•  Ipoteca i risparmi di spesa per finanziare le fasce di merito, invece di destinarle alle progressioni
   economiche come sarebbe necessario
•  Decreta la disapplicazione dei contratti integrativi

   Questi sono solo alcuni degli effetti dell’accordo  che Cisl, Uil e Ugl dicono di aver firmato per i lavoratori.  Nella circolare n°1/ 2011, emanata allo scopo di fornire indicazioni operative anche in relazione a quanto previsto dall’intesa del 4 febbraio, la Funzione Pubblica più concretamente afferma che:

• Tutti i contratti integrativi che non hanno recepito le tre fasce di merito sono inefficaci e pertanto non più applicabili 
•  Sono pienamente operativi ed attuabili tutti gli strumenti finalizzati a premiare  merito e  professionalità anche attraverso le fasce di merito

Difficile credere che quell’intesa sia stata un affare per i lavoratori! Difficile anche credere nella coerenza di quegli stessi sindacati firmatari che a parole ai lavoratori dichiarano la loro contrarietà alla legge Brunetta ma poi corrono in soccorso al ministro.
C’è un modo più coerente di fare sindacato come dimostra USB che il 18 febbraio ha organizzato una grande giornata di mobilitazione del settore pubblico contro la riforma Brunetta, in vista dello sciopero generale dell’11 marzo.
Non ci dovrebbero esser più dubbi, per scegliere da che parte stare: se con Brunetta ed i suoi compari sindacali, oppure, dalla parte giusta.

Esecutivo Nazionale USB Pubblico Impiego
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Di Loredana Morandi (del 28/02/2011 @ 18:36:07, in Sindacati Giustizia, linkato 2140 volte)
FPCGIL: 25 marzo 2011 Sciopero Nazionale


La FP CGIL proclama per il 25 marzo 2011 lo sciopero nazionale per l'intera giornata o turno di lavoro di tutti i Comparti. Comunicazione di Rossana Dettori Segretaria Generale FP CGIL Nazionale

Pubblichiamo il testo del comunicato di proclamazione per il 25 marzo prossimo dello sciopero nazionale dei Comparti della Sanità, delle Regioni e Autonomie Locali, dei Ministeri, degli Enti Pubblici non Economici, delle Agenzie Fiscali, della Presidenza del Consiglio, dell'Area 1 della dirigenza dei Ministeri, dell'Area 2 della dirigenza delle Regioni e Autonomie Locali, dell'Area 3 della dirigenza Amministrativa, Sanitaria, Tecnica e Professionale, dell'Area 4 della dirigenza medica e veterinaria, dell'Area 6 della dirigenza degli Enti Pubblici non Economici e delle Agenzie Fiscali, dell'Area 8 della dirigenza della Presidenza del Consiglio, del CNEL, dell'ENAC, di UNIONCAMERE, dei Segretari Comunali e Provinciali, dei Vigili del Fuoco e del CNIPA.
 
"La Segreteria Nazionale Fp Cgil, nell'ambito della vertenza per il rinnovo dei CCNL dei comparti pubblici e del loro mancato finanziamento nella legge finanziaria, sulla riorganizzazione e sulla riqualificazione dei servizi pubblici, sul mancato rinnovo delle RSU, nonché contro le politiche di espulsione dal lavoro del personale precario, rispetto alla quale ha preso atto del risultato negativo del tentativo di conciliazione di cui all'art.2, comma 2, della Legge n.146/90, così come modificata dalla Legge n.83/2000, esperito il 10 febbraio u.s. presso il Ministero del Lavoro, Salute e Politiche Sociali, proclama lo sciopero nazionale per l'intera giornata o turno di lavoro del 25 marzo 2011, dei Comparti e delle Aree in oggetto.

Nella predetta giornata saranno garantiti solo i servizi essenziali."

La Segretaria Generale FP CGIL Nazionale
Rossana DETTORI

Roma 15 febbraio 2011
- I volantini -

http://www.giustiziaquotidiana.it/public/fpcgil_accordoseparato.jpg

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http://www.giustiziaquotidiana.it/public/fpcgil_autonomielocali.jpg
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Di Loredana Morandi (del 27/02/2011 @ 20:00:46, in Magistratura, linkato 1866 volte)
A Napoli I pm Woodcock e Curcio indagano su una presunta associazione segreta

Manager e politici, sospetti su una loggia
Nell'inchiesta sfilano testimoni eccellenti
Il ruolo di Bisignani e di un carabiniere mai rientrato dall'Africa

ROMA - È arrivata a popolarsi di «testimoni eccellenti» l'inchiesta della Procura di Napoli su una presunta associazione segreta ribattezzata P4, costituita per «interferire sull'esercizio delle funzioni di organi costituzionali, di amministrazioni pubbliche, anche ad ordinamento autonomo, di enti pubblici anche economici, nonché di servizi pubblici essenziali di interesse nazionale».

Nei giorni scorsi i pubblici ministeri Francesco Curcio e Henry John Woodcock hanno ascoltato come persona informata sui fatti il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta. E sono andati a sentire il presidente del Copasir, comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica, Massimo D'Alema. Al quale hanno chiesto conto di alcuni lavori dell'organismo che controlla l'operato dei servizi segreti; dopo che è arrivata una formale richiesta, il Copasir ha trasmesso gli ordini del giorno della sua attività. Ancora, fra le persone interrogate c'è Italo Bocchino, il vicepresidente di Futuro e Libertà, la nuova formazione politica creata da Gianfranco Fini, per provare a chiarire alcune vicende legate alla cosiddetta «macchina del fango» da lui più volte denunciata, e i mancati finanziamenti al giornale Roma, di cui è editore. E dopo Bocchino è toccato al direttore generale della Rai Mauro Masi.

Intelligence e politica
Sembra dunque un'azione complessa e a vasto raggio quella dispiegata dai magistrati napoletani, destinata a proseguire nelle prossime settimane anche attraverso l'analisi del materiale sequestrato nelle perquisizioni disposte di recente. Uno dei principali personaggi intorno al quale ruota l'indagine napoletana è Luigi Bisignani, manager e uomo d'affari dalle importanti relazioni politiche ed economiche, considerato molto vicino a uomini di governo, dirigenti dei servizi segreti (fra i testimoni ascoltati a dicembre c'è anche il direttore dell'Agenzia informazione e sicurezza esterna, l'ex Sismi, Andriano Santini) e di enti pubblici strategici, come l'Eni. Nella settimana che s'è appena conclusa gli investigatori sono andati a cercare elementi utili all'inchiesta nelle case e negli uffici dell'autista, della segretaria e della madre di Bisignani.

Tra i nomi che compaiono agli atti dell'inchiesta c'è pure quello del deputato del Pdl Alfonso Papa, ex magistrato ed ex vice-capo di gabinetto del ministero della Giustizia quando Guardasigilli era il leghista Roberto Castelli. Dopo che il suo nome è comparso sui giornali, Papa s'è lamentato di essere vittima di violazioni delle sue prerogative parlamentari, e l'attuale sottosegretario alla Giustizia Elisabetta Alberti Casellati ha annunciato a Montecitorio la richiesta di accertamenti da parte del ministro Alfano. Il procuratore di Napoli Lepore ha già risposto «nei limiti della riservatezza imposta dal segreto investigativo», come ha pubblicamente spiegato aggiungendo: «Non abbiamo mai perseguitato nessuno, e non guardiamo in faccia nessuno; se sono stati consumati reati essi vanno perseguiti, se non ci sono stati ci saranno proscioglimenti o archiviazioni».

Istituzioni e «affari»
La composizione della presunta associazione segreta e le sue concrete attività e finalità non sono ancora state svelate dagli inquirenti. Il procedimento, di cui ha dato anticipazione un paio di mesi fa Il fatto quotidiano, è nella fase preliminare e non ha manifestato i suoi esatti contorni. Ma qualcosa è trapelato con il coinvolgimento di un maresciallo dei carabinieri in forza alla sezione anticrimine dei carabinieri di Napoli, Enrico la Monica. Il sottufficiale è uno degli indagati per violazione della legge Anselmi (quella che vieta, appunto, la costituzione di società segrete come la Loggia P2 di Licio Gelli), associazione a delinquere e concorso in rivelazione di segreto d'ufficio. A dicembre sono scattate le perquisizioni nei confronti suoi e di altre tre persone a lui legate. La Monica doveva rientrare da un viaggio in Senegal ma non è mai atterrato all'aeroporto di Fiumicino dove lo attendevano alcuni suoi colleghi dell'arma e della Guardia di Finanza; da allora non è tornato nemmeno in servizio, inviando certificati medici.

Il carabiniere, che aveva in animo di essere arruolato nei servizi segreti, è accusato di far parte di un «sodalizio criminoso, unitamente ad altri esponenti delle istituzioni dello Stato e del "mondo degli affari", costituito e mantenuto in vita allo scopo di commettere un numero indeterminato di reati contro la pubblica amministrazione e contro l'amministrazione della giustizia». Sul conto di La Monica c'è il sospetto che abbia rivelato «in più occasioni, notizie coperte da segreto, anche attinte da altri appartenenti all forze dell'ordine».

Tra le persone «legate» al carabiniere e perquisite alla ricerca di elementi di prova c'è pure Valter Lavitola editore e direttore del giornale Avanti! che s'è particolarmente distinto nella ricerca di notizie su chi si nasconde dietro le società off-shore proprietarie della casa di Montecarlo venduta da Alleanza nazionale e abitata dal cognato di Gianfranco Fini.

L'attività di dossieraggio
I pubblici ministeri napoletani sembrano sicuri della loro ipotesi d'accusa. E nel decreto di perquisizione a La Monica, Lavitola e altre due persone (tra cui un pregiudicato napoletano titolare di punti vendita di «schede telefoniche "coperte" ed illegali utilizzate dal sodalizio» nel tentativo di evitare intercettazioni) affermano di aver individuato «un articolato meccanismo illecito riconducibile a taluni soggetti impegnati nella gestione di un sistema preordinato alla acquisizione illegale e alla gestione, per scopi e finalità diversi e lontani da quelli istituzionali, di notizie riservate e secretate inerenti, tra l'altro, anche delicati procedimenti penali in corso». È la descrizione di un'attività di «dossieraggio» o diffusione di notizie allo scopo di screditare o delegittimare gli «obiettivi» prescelti. Secondo i magistrati «quello che emerge dalle indagini appare e si delinea come un vero e proprio "sistema parallelo" e surrettizio gestito sia da soggetti formalmente estranei alle istituzioni pubbliche e alla pubblica amministrazione sia, invece, da soggetti espressione delle istituzioni dello Stato». Tutto queste emergerebbe soprattutto dalle numerosissime intercettazioni telefoniche realizzate negli ultimi mesi. E proprio da una di queste è scaturito il frammento d'indagine che riguarda le attività del Copasir, sulle quali due interlocutori esprimevano forti preoccupazioni per le conseguenze che avrebbero potuto avere su persone «amiche». Di qui l'interesse per i lavori del comitato di controllo sui servizi segreti.

Giovanni Bianconi, Fiorenza Sarzanini
Corriere Sera - 27 febbraio 2011
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Di Loredana Morandi (del 26/02/2011 @ 18:39:53, in Osservatorio Famiglia, linkato 1567 volte)
Yara: il corpo ritrovato a 10 chilometri da casa


Sono sincera, scrivo ma mi viene da piangere per la sorte di questa piccolina, rapita al suo mondo e ai suoi affetti il 26 novembre scorso nel momento più bello, un giorno prima del saggio della scuola di atletica leggera.

Le agenzie narrano che, nonostante le prolungate e professionali ricerche, l'abbia ritrovata per caso un passante nella zona industriale di Chignolo di Isola (Bergamo), in località Madone, nei pressi di un corso d'acqua. L'uomo, estraneo ai fatti, ha avuto la prontezza di avvisare subito le forze dell'ordine.

Purtroppo non ci son dubbi sulla identità del povero corpicino, che indossa ancora gli abiti di quel giorno di tre mesi fa, le cui condizioni non lasciano pensare ad una qualche segregazione della bambina. Forse non sapremo mai cosa sia accaduto nel cantiere del supermercato, dove i cani molecolari fermavano cocciuti le loro ricerche, e se l'hanno uccisa lì per poi  caricarla in un auto e gettarla via come una bambola rotta poco lontano.

Per questo, adesso si attendono i referti della scientifica.

Yara è certamente addormentata tra le braccia di un angelo, ma temo che nulla possa lenire il dolore straziante dalla famiglia. Anche se migliaia di persone si sono riunite anche tramite socialnetwork per pregare per lei e per i suoi cari. 

Oggi tutti preghiamo affinché l'efferato assassino sia consegnato nelle braccia della Giustizia.

Loredana Morandi

La cronologia da Adnkronos

Yara, un giallo durato tre mesi


Roma, 26 feb. (Adnkronos) - Con il ritrovamento del cadavere di Yara Gambirasio nella zona industriale di Chignolo di Isola (Bergamo), si chiude nella maniera piu' drammatica un giallo che per tre mesi ha tenuto l'Italia con il fiato sospeso. Tutto inizia il 26 novembre 2010, quando a Brembate di Sopra, nel Bergamasco, si perdono le tracce della tredicenne Yara Gambirasio.

Attorno alle 18:30 Yara, atleta di ginnastica ritmica, esce dal palasport del paese, ma dopo 15 minuti il suo cellulare e' gia' spento. Gli investigatori ascoltano i familiari, gli amici, i compagni di scuola, ma non emergono elementi utili a ritrovarla. Un fascicolo per sequestro di persona viene aperto dalla Procura di Bergamo.

28 novembre: mentre le ricerche proseguono, anche la Rete si mobilita per Yara: su Facebook nasce un ''Gruppo per trovare Yara Gambirasio'' con l'intento di raccogliere qualsiasi informazione utile per le ricerche.

Un diciannovenne del paese, Enrico Tironi, racconta di aver visto la ragazzina parlare con due uomini vicino a un'auto rossa ammaccata la sera del 26 novembre. Gli inquirenti, pero', ritengono inattendibile il racconto del giovane.

30 novembre: le ricerche si concentrano in un cantiere a Mapello, comune al confine con Brembate, dove e' in costruzione un centro commerciale e dove gli inquirenti vengono condotti dal fiuto dei cani specializzati: il sospetto e' che la ragazza sia stata prelevata proprio in quel punto.

3 dicembre: dopo alcuni giorni dalla scomparsa, a Brembate di Sopra continuano le ricerche di Yara Gambirasio. Un giubbino nero simile a quello che indossava viene trovato su indicazione di una donna che racconta di aver visto gettare dal finestrino di un'auto in corsa un sacchetto.

5 dicembre: un marocchino di 22 anni viene fermato su una nave diretta in Marocco perche' sospettato del sequestro e dell'omicidio di Yara: e' Mohammed Fikri, un operaio del cantiere dove si erano concentrate le ricerche dopo che i cani avevano fiutato tracce della ragazza.

A insospettire gli investigatori la decisione di lasciare lavoro e casa all'improvviso e imbarcarsi per l'Africa.

6 dicembre: le accuse contro Fikri vacillano: da alcune frasi intercettate si pensava di aver trovato la soluzione del giallo, ma alcune parole in arabo mal tradotte e un biglietto per il Marocco gia' in tasca da tempo fanno cadere l'ipotesi di una fuga. Il 7 Mohammed Fikri esce dal carcere.

12 dicembre: emerge l'ipotesi investigativa di un possibile rapimento legato all'ambiente di lavoro di Fulvio Gambirasio, padre di Yara, la cui ditta avrebbe avuto rapporti con un'azienda coinvolta con la camorra. L'azienda sarebbe stata anche impiegata nel cantiere del centro commerciale di Mapello, dove le ricerche si erano indirizzate dall'inizio. Fulvio Gambirasio respinge l'ipotesi spiegando di non avere nemici o fatti da nascondere.

28 dicembre: Fulvio e Maura Gambirasio rivolgono un appello ai sequestratori: ''Noi vi preghiamo: ridateci nostra figlia. Aiutateci a ricostruire la via della nostra normalita'. Imploriamo la pieta' di quelle persone che trattengono Yara, desideriamo che nostra figlia faccia ritorno nel suo mondo, nel suo paese, nella sua casa, nelle braccia dei suoi cari''. Prima di leggere il suo discorso, il padre di Yara aveva ringraziato le forze dell'ordine e i volontari che si stanno adoperando nelle ricerche della figlia.

15 gennaio: I genitori di Yara chiedono il silenzio stampa. Lo annuncia il sindaco di Brembate di Sopra, Diego Locatelli, che incontrando la stampa ha dato lettura di un breve comunicato diffuso dalla famiglia della giovane scomparsa il 26 novembre scorso. "La famiglia -e' scritto nel comunicato- chiede, vista la situazione venutasi a creare con i comunicati non corrispondendti alla verita' e il coinvolgimento di persone che nulla hanno a che vedere con il grave fatto accaduto, l'assoluto silenzio stampa per dar modo agli inquirenti e alle forze dell'ordine di svolgere l'attivita' investigativa con maggior serenita' e tranquillita'".

20 gennaio: per due giorni Yara e' stata cercata in provincia di Udine, in una zona montana impervia nel comune di Socchieve. Lo confermano i carabinieri di Ampezzo, che hanno partecipato alle battute insieme ai colleghi del soccorso alpino di Tolmezzo e con l'appoggio di due unita' cinofile fatte arrivare da Padova. Le ricerche sono scattate a seguito di una segnalazione anonima pervenuta ai carabinieri di Bergamo, che l'hanno girata ai colleghi friulani.

Nel dettaglio, una sedicente veggente ha inviato un esposto scritto in cui affermava di aver sognato Yara, morta, distesa in un corso d'acqua non specificato. Le indicazioni geografiche della sensitiva hanno portata a Viaso, una frazione di Socchieve. I militari dell'Arma, in tutto una ventina, hanno setacciato i vari ruscelli e la boscaglia della zona, con esito negativo.

26 febbraio: il corpo di Yara Gambirasio viene ritrovato nella zona industriale di Chignolo di Isola (Bergamo).
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Di Loredana Morandi (del 26/02/2011 @ 09:42:59, in Sindacato, linkato 1769 volte)
Non val la pena di suicidarsi per Mister B.


Accade, purtroppo, alla autrice dell'articolo "Voglio ammazzare Berlusconi", Valentina Rossi del blog Savona e Ponente, attualmente oscurato dalla Polizia Postale su ordine della Procura della Repubblica di Bologna.

Ribadendo senza se e senza ma un particolare fondamentale, espresso con chiarezza anche dalla magistratura bolognese "resistente",  cioè che il premier non si "ammazza" neppure per scherzare, convengo sul fatto che probabilmente si tratti di un alieno "rettiliano" stile Visitors.   Nonostante ciò bisognerebbe chiedersi il perché "non è mai questo il giorno" della caduta dei governi Berlusconi.

Sono anni e anni che, rappresentando io una espressione avanzata del dissenso politico, predico contro questo antiberlusconismo sabbioso, che inquina i cervelli della popolazione con il suo "professionismo". Perchè no, non siamo tutti Tartaglia. E lui no, non è un eroe.

Di Valentina condivido la "delusione" di fondo che si legge nell'articolo, proprio di chi vede ancora il nemico inconsistente, ma soffre dello scotto che si paga per la personale inutilità alla battaglia se questa è sbagliata.

Infatti perché mai le novelle improvvisate femministe viola si son recate a manifestare ad Arcore con le mutandine di pizzo sulla testa e lui, il premier, non ha abbandonato subito il governo per assecondarle? Si renderanno conto quelle donne di aver partecipato ad un evento solo a carattere commerciale, in vero stile berlusconiano, visto che le mutandine di pizzo viola se le sono dovute tutte comprare a negozio? Chi sarà mai a guidarle, se ci appaiono così "senza testa" quando le osserviamo sfilare con le confederazioni sindacali delle prostitute, che dietro allo striscione  con su scritto "B. a noi non ci ha invitate" per ogni prostituta libero professionista nascondono 100 donne schiavizzate sui marciapiedi nazionali?

Cosa c'è davvero in questa nostra povera Italia che non funziona?

Berlusconi organizza festini con escort stagionate e giovani e giovanissime in vendita. E' vero. Adesso però bisogna domandarsi chi è che gliele vende, Regione per Regione, su 20 regioni italiane.

Alzatevi e sorgete, mie sorelle. Aprite gli occhi e controllate di aver inserito il cervello prima di tutto, solo così difenderete le vostre libertà e le vostre reali esigenze, perché in Italia non c'è governo, non ci sono istituzioni, non ci sono sindacati e non c'è neppure una opposizione, che sia moralmente degna di chiamarsi tale.

Non più pentole, ma secchio, straccio e spazzolone per ripulire il nostro mondo dalla feccia.

A Valentina, madre di famiglia come me, dedico questo video dove Charlie Brooker nel suo programma 10 O'Clock Live, descrive il premier come un "pene eiaculante". Il video sta spopolando su web e ha già fatto "cassetta" per il comico giornalista. A noi italiane, però, continua a fare del male...

Loredana Morandi 


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Di Loredana Morandi (del 26/02/2011 @ 09:01:33, in Indagini, linkato 1823 volte)
Visite dagli States ...


http://www.giustiziaquotidiana.it/public/2011-02-26_085746.jpg

A tutta vista questo sembra essere un malintenzionato. Perché ha fatto una buona dozzina di visite (come potete vedere nello screen shot sotto, sempre puntando ad articoli del sindacato RdB Cub (oggi USB).

Gli hackeraggi sui miei articoli inerenti alla vertenza ATU lo sono stati molte volte, a voi la scelta sul chi sia stato tra i tecnici informatici che soli rappresentano la categoria.

Perché ritengo si tratti di un malintenzionato? Naturalmente per l'utilizzo di un proxy che maschera un dominio italiano, con un altro statunitense. E per il fatto che si reca sul singolo articolo direttamente, con accesso al singolo link.

Altro particolare sorprendente è l'utilizzo di un sistema operativo obsoleto come Windows 2003 ed Explorer 8.0. Dovete sapere che sono pochissimi coloro che nel mondo utilizzano un sistema operativo tanto obsoleto, uno tra tutti il Ministero di Giustizia in via Arenula. Al nostro amico però disturbava l'idea di mostrarsi con un semplice "Roma", che mi avrebbe certamente tratta in inganno.

http://www.giustiziaquotidiana.it/public/2011-02-26_090042.jpg

Nello screen sopra gli unici statunitensi veri sono: quello proveniente da Mountain View, perché dall'ubicazione si comprende si tratti di Google stesso, mentre l'altro da Belmont ha come visibile una chiave di ricerca. L'altro invece va a colpo sicuro su link presi in precedenza...

Loredana Morandi

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Di Loredana Morandi (del 26/02/2011 @ 07:57:41, in Magistratura, linkato 1702 volte)
Dal blog di Liana Milella..

Prescrizione breve avvelenata


La chiamano prescrizione breve. Vogliono “regalarla” a Berlusconi per chiudere due dei suoi quattro processi, Mills e Mediaset. È la nuova trovata dell’avvocato Niccolò Ghedini. Ma l’ipotesi allo studio, un ulteriore taglio dei tempi in cui poter esercitare l’azione penale solo per chi è incensurato, un premio al pari della punizione per chi è recidivo la cui prescrizione fu raddoppiata dalla Cirielli del 2005, è una vera mela avvelenata. Per almeno una ragione, che rischia di riprodursi all’infinito, a cominciare proprio dal caso di Berlusconi.
Fatta la legge, il premier vedrà cadere prima un processo, Mills. E poi, a quel punto ancora incensurato, il secondo, Mediaset. La sua fedina penale resterà sempre pulita. E la futura Cirielli-bis gli varrà ancora, e ancora. All’infinito.
Ma che effetto potrà avere una legge simile sulla sicurezza? I suoi standard di certo non miglioreranno. Gli odiosi scippatori dei pensionati o i ladri d’appartamento potranno restare incensurati a lungo. Pare non preoccuparsene la Lega che, nonostante l’ossessione securitaria, concede a Berlusconi la licenza di “perseguitato giudiziario” che quindi merita una legge a sua misura.

25 febbraio 2011
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Di Loredana Morandi (del 26/02/2011 @ 07:28:02, in Magistratura, linkato 1652 volte)
A Vendola regaleremo una targa con su scritto "però non ho fatto niente per impedirlo", per celebrare il vero fallimento della politica. Ancora buon lavoro al gip Di Paola e ai pm il cui valore qui è indiscusso. L.M.

"Non ha commesso reati"

Sanità pugliese, archiviazione per Vendola

Si è autosospeso dal gruppo del Pd il senatore Alberto Tedesco, ex assessore alla Sanità pugliese, per il quale c'è una richiesta di autorizzazione a procedere alla cattura.

Bari, 25-02-2011 - Il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, non ha compiuto alcun reato. Non ha fatto ne' pressioni ne' ha costretto i direttori generali delle Asl pugliesi a nominare i direttori sanitari e amministrativi e i primari graditi al governo regionale. O perlomeno le presunte pressioni non hanno nulla di penalmente rilevante. E' contenuta in sette pagine la decisione del gip di Bari Sergio Di Paola che, accogliendo una richiesta della procura del marzo 2010, fa uscire definitivamente di scena Vendola dall'inchiesta sulla gestione delle nomine nella sanita' pugliese.

Una indagine scaturita da quella che ieri ha portato a cinque arresti, a due interdizioni e alla richiesta, inoltrata al Senato, di autorizzazione a procedere alla cattura del senatore del Pd, Alberto Tedesco, ex assessore pugliese alla sanita'.

Tedesco oggi si e' autosospeso dal gruppo del Pd al Senato e passera' al gruppo Misto.

Lo ha fatto - spiega - "per consentire al mio partito, al mio gruppo, e al Senato tutto di valutare con grande serenita' ed equita' le circostanze e le richieste che sono state avanzate a mio carico". Valutazioni che la giunta per le autorizzazioni a procedere di Palazzo Madama comincera' a fare il primo marzo quando sara' esaminata la richiesta di arresto per il senatore.

La magistratura barese ritiene che Tedesco debba essere condotto in carcere perche' e' capace di reiterare i reati che gli vengono contestati: concussione, corruzione, falso, turbativa d'asta e abuso d'ufficio. A suo carico - ragionano gli inquirenti - esistono esigenze cautelari perche' la sola circostanza che l'ex assessore Tedesco "sia oggi un senatore della Repubblica e' gia' di per se' sintomatica della notevole ed indiscussa influenza che l'indagato puo' a tutt'oggi esercitare sul tessuto politico e amministrativo, sia a livello locale che nazionale, perpetuando cosi' le medesime condotte illecite realizzate al tempo in cui lo stesso era ai vertici della sanita' regionale".

Il giudice che ha chiesto l'arresto di Tedesco, Giuseppe De Benedictis, nel provvedimento cautelare spiega che alla Regione Puglia non ha agito un'associazione per delinquere, cosi' come sostiene la procura, "ma solo un consolidato sistema di malaffare incancrenito nel 'sottosistema' della sanita' regionale". E sottolinea, a conferma del suo ragionamento, che "'i metodi' dell'ex assessore Tedesco erano spesso utilizzati (...) in maniera del tutto identica da altri assessori (regionali e comunali) e da altri uomini politici e, come nel caso di Tedesco, finalizzati a favorire altri gruppi imprenditoriali che, ovviamente, avrebbero pagato l'uomo politico con quello che maggiormente desiderava, ossia il sostegno elettorale".

Quello stesso sostegno elettorale che, almeno inizialmente, la procura riteneva che volesse cercare il presidente Vendola con le quattro presunte concussioni attribuitegli. Poi, dagli atti, non e' emerso nulla di tutto cio' e si e' deciso di chiedere al gip l'archiviazione. Il giudice Di Paola ha accolto ieri la richiesta dei pm spiegando che "in nessuna delle vicende scandagliate ed esaminate risulta positivamente l'esistenza di elementi di fatto riconducibili alle nozioni di 'minaccia' o 'costrizione' penalmente rilevante". Tutt'al piu' - conclude il gip - le nomine dei direttori amministrativi e sanitari "appaiono frutto di contrasti tra esponenti politici che si fronteggiano, non senza asprezza e commenti ironici, sulla capacita' di raggiungere determinati risultati".

Sullo sfondo dell'indagine restano i cinque arresti e le due interdizioni eseguite di ieri (sulle 24 richieste dalla procura) e le dichiarazioni degli indagati che, oggi, davanti al giudice, hanno protestato la propria innocenza.

http://www.rainews24.rai.it/it/news.php?newsid=150430
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