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L'assoluzione del colpevole condanna il giudice.

Publilio Siro
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Di Loredana Morandi (del 31/03/2011 @ 17:31:01, in Magistratura, linkato 1458 volte)
Prescrizione, colpo mortale alla giustizia

Per l’Anm aumenteranno i casi di impunità per gli autori di gravi reati


mercoledì 30 marzo 2011


"La legge sulla prescrizione breve è un colpo mortale inferto al funzionamento della giustizia penale in Italia. Con la riforma oggi in discussione aumenterà a dismisura il numero di casi di denegata giustizia e di impunità per gli autori di gravi reati". Lo dichiara in un documento la Giunta esecutiva centrale dell'Anm. "L'Europa - prosegue -ci chiede invano da tempo interventi per assicurare un'effettiva ragionevole durata dei processi e di evitare che i processi si concludano con la prescrizione.

La prescrizione breve non riduce la durata dei processi, ma è un incentivo per gli imputati a cercare di far durare più a lungo il processo.

Oggi, dopo la riforma del 2005, sono già circa 150mila l'anno i processi che si chiudono con la prescrizione, senza un accertamento della responsabilità dell'imputato e senza una ri-sposta di giustizia alle istanze di chi ha subito un danno dal reato.

La prescrizione breve contrasta con le previsioni delle convenzioni internazionali in materia di lotta alla corruzione sottoscritte e ratificate dall'Italia.

La prescrizione breve per gli incensurati - conclude la Giunta - viola il principio costituzionale di eguaglianza".

Approfondimenti



Attività legislativa piegata a interessi particolari



venerdì 25 marzo 2011


"Nel giro di pochi giorni la maggioranza di governo ha dimostrato quale era il vero obiettivo dell'annunciata riforma epocale della giustizia: risolvere situazioni legate a singole vicende processuali, direttamente con una norma sulla prescrizione dichiaratamente destinata ad incidere sullo svolgimento di un processo in corso, e indirettamente con una modifica della legge sulla responsabilità civile dei magistrati punitiva e intimidatoria.
Non era mai successo che l'attività legislativa venisse piegata in maniera così esplicita ad interessi particolari".

E' il contenuto di un documento a firma del presidente dell'Anm Luca Palamara, del vicepresidente Antonello Ardituro e del segretario generale Giuseppe Cascini, in merito alla riduzione dei termini di prescrizione e all'emendamento alla legge comunitaria relativa alla responsabilità.

"La modifica della legge sulla responsabilità civile dei magistrati - si legge - appare talmente assurda e disorganica da potersi spiegare soltanto come atto di aggressione nei confronti della magistratura diretto ad influenzarne la serenità di giudizio. L'interpretazione della legge e la valutazione del fatto e delle prove rappresentano il cuore dell'attività giudiziaria. Pensare di sottoporre a censura tale attività con la generica e incomprensibile formula della 'manifesta violazione del diritto' è davvero irragionevole, prima ancora che profondamente sbagliato. Si pensa forse di sottoporre a giudizio di responsabilità civile il giudice di primo grado ogni volta che una sua decisione venga annullata in sede di appello e il giudice di appello ogni volta che la sua decisione sia annullata dalla Cassazione? E di sottoporre a giudizio di responsabilità i giudici che abbiano seguito un orientamento giurisprudenziale diverso da quello dominante? Si dimentica forse che i maggiori progressi per l'affermazione e la tutela dei diritti fondamentali si sono realizzati grazie a interpretazioni giurisprudenziali  prima minoritarie e poi via via consolidate?  Si dimentica forse quanto complesso e articolato sia il sistema delle fonti nazionali e sovranazionali e quanto proprio i contrasti di giurisprudenza tra corti nazionali e sovranazionali abbiano contribuito alla crescita e al consolidamento di un sistema di diritti e di garanzie? O forse semplicemente si finge di ignorarlo e si pretende di sostenere una concezione ottocentesca della funzione giudiziaria, antistorica e giacobina, al solo scopo di affermare una pretesa supremazia del potere politico sul potere giudiziario.

Ed infine quale giudice, da domani, sarà nella serenità d'animo di emettere una qualsiasi decisione con il rischio di veder avanzata, anche per ritorsione o pretestuosità, nei suoi confronti un'azione di responsabilità?"

Quanto alla riduzione dei termini di prescrizione i vertici dell'Anm sottolineano che "è un'offesa per tutti i cittadini onesti di questo paese.

Già nel 2005, con la cd legge ex Cirielli, i termini di prescrizione dei reati sono stati drasticamente ridotti, con il risultato che nel 2009 il numero dei reati estinti per prescrizione è stato di oltre 140mila. In un solo anno più di 140mila persone accusate di un reato hanno beneficiato della scappatoia della prescrizione.

E' evidente che un'ulteriore riduzione dei termini di prescrizione, in assenza di qualsiasi intervento diretto ad assicurare un migliore funzionamento del sistema giudiziario, determinerà soltanto un significativo incremento del numero dei processi destinati alla prescrizione.

Gli unici processi che potranno essere portati a termine - spiegano - saranno quelli nei confronti dei recidivi, mentre gli incensurati avranno ottime probabilità di restare tali per sempre.

La differenziazione del regime di prescrizione del reato in ragione della personalità dell'imputato appare palesemente in contrasto con i principi costituzionali di eguaglianza  e di ragionevolezza.

E' impensabile, infatti, che il processo per una truffa di milioni di euro nei confronti di un incensurato si estingua, mentre debba proseguire il processo per una truffa da 5 euro commessa da una persona già condannata, magari anni prima, per altro reato oppure che tra due imputati per lo stesso fatto, uno incensurato e l'altro no, il reato si estingua per l'uno e non per l'altro.

Il principio costituzionale della ragionevole durata del processo è un principio fondamentale cui l'ordinamento deve tendere con ogni mezzo, ma la riduzione dei termini di prescrizione nulla ha a che vedere con quel principio e rischia solo di determinare l'impunità per autori di gravi delitti.

La prescrizione del reato - conclude il documento - è una sconfitta per tutti: per lo Stato che non riesce ad accertare la responsabilità dei reati; per le vittime che non ottengono giustizia per il torto subito; per l'imputato che, se innocente, non vuole la scappatoia della prescrizione, ma un'assoluzione nel merito".

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Di Loredana Morandi (del 30/03/2011 @ 19:08:22, in Magistratura, linkato 1522 volte)

Gonnella certo più esperto di me ha certamente ragione, a me personalmente interessa soltanto che il bambino sia tutelato e dalla possibilità di finire nelle mani della criminalità e da quella di divenire oggetto delle attenzioni di un sistema assistenzialistico completamente impazzito e, come più volte ho scritto, fin divenuto criminale (si veda i falsi abusologi fautori della pas). L.M.

Carceri: ok senato, stop bimbi in cella è legge

Detenute con figli fino a sei anni in strutture alternative

(ANSA)  30 marzo, 13:06

ROMA - Il Senato approva con 178 voti a favore a favore e 93 astensioni il ddl che consente alle detenute incinta o con figli fino a sei anni di non stare chiuse in cella con i loro figli, a meno di particolari esigenze cautelari di ''eccezionale rilevanza'' e di andare in strutture apposite come gli istituti a custodia attenuata, gli Icam. Hanno votato a favore tutti i gruppi tranne il Pd che si e' astenuto.

Il provvedimento, gia' approvato alla Camera e non modificato al Senato, e' legge.

GONNELLA (ANTIGONE), LEGGE TROPPO CAUTA NON INCIDE - ''Il provvedimento sulle detenute madri, appena approvato definitivamente dal Parlamento, per una serie di cautele introdotte sulle norme originarie è stato molto depotenziato". Così Patrizio Gonnella, presidente dell'associazione 'Antigone' che si batte per i diritti nelle carceri, commenta il sì del Senato al ddl che consente alle detenute incinta o con figli fino a sei anni di non stare in cella con i loro bambini, a meno di particolari esigenze cautelari di "eccezionale rilevanza". "La buona volontà del legislatore - aggiunge Gonnella - rischia, per troppa cautela, di non incidere in alcun modo sulla situazione attuale nelle carceri".

Secondo Gonnella "durante la discussione parlamentare sono state introdotte modifiche restrittive al testo originario che rischiano di vanificarne i contenuti e lasciare più o meno invariato il numero di bambini sotto i 3 anni incarcerati con le loro mamme, ad poco più di 50". "La novità più sostanziosa presente nella legge è - secondo Gonnella - l'innalzamento da 3 a 6 anni dell'età del bambini al di sotto della quale non può essere disposta o mantenuta la custodia cautelare della madre in carcere (ovvero del padre, qualora la madre sia deceduta o assolutamente impossibilitata a dare assistenza alla prole), salvo che sussistano esigenze cautelari di eccezionale rilevanza". "In presenza di tali esigenze - aggiunge - il testo approvato prevede la possibilità di disporre la custodia cautelare della donna incinta e della madre di prole di età non superiore ai sei anni in un istituto a custodia attenuata per minori (Icam), del tipo funzionante a Milano dal 2007". "Sono state, invece - dice Gonnella - poco significativamente toccate le norme dell'ordinamento penitenziario relative alla detenzione domiciliare speciale per le madri con figli di età non superiore a 10 anni". "La legislazione vigente prevede che il primo terzo di pena vada comunque scontato in carcere. Con le modifiche apportate dalla nuova legge ora sarà possibile scontare a casa (o in un Icam) anche il primo terzo di pena".
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Di Loredana Morandi (del 30/03/2011 @ 18:08:06, in Politica, linkato 1731 volte)

http://www.giustiziaquotidiana.it/public/Incensurati_UDI.jpg

clicca per aprire l'immagine


Da "I Diari di Anna Franca",
ritrovati in una soffitta nel 2089:



30.03.11:

Funziona solo la radio. Ascolto diretta Camera Deputati. Chiamo per riunione urgente del Comitato di Liberazione delle Parole. La Treccani e la Crusca non rispondono. Il Devoto-Oli ha detto che richiama. Quelli del Dizionario giuridico sono assenti. I Codici sono tutti sfatti.

Mi dicono che qualcuno ha chiesto di cambiare il significato di INCENSURATO. Ho risposto no, MAI. Altrimenti, vado.

Magari, vi concedo di farlo entrare nella rubrica dei sinonimi, accanto a impunito. Volgarmente già in uso: es.: ancensurato! Con pochi riferimenti.

Incensurate e incensurati siano altrove. Reduci da discussioni su bunga bunga, quell’arma di distrazione di massa ritrovata poco fa. Poi, sono venuta qui…”

[NDR: Anna di mestiere faceva la franca redattrice, ha lavorato a lungo nel settore, intorno agli anni 2000 si sono perse le sue tracce]

Un avvocato dell'UDI

 


La Rassegna sul Bliz del Pdl

Processo breve, blitz Pdl: caos in Aula

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La maggioranza accelera sul processo breve ed è scontro con l'opposizione, alla quale Gianfranco Fini riconosce maggiori spazi di dibattito, il che finisce per allungare i tempi dei lavori in Aula. Il caso Ruby resta sotto i riflettori, e la prossima ...

Processo breve, si allungano i tempi del dibattito

TGCOM - ‎35 minuti fa‎
17:27 - Si allungano i tempi del dibattito sull'approvazione del testo per la "prescrizione breve". In Aula a Montecitorio, il presidente della Camera, Gianfranco Fini, ha infatti raddoppiato i tempi di intervento in aula dell'opposizione, ...

Il Pdl accelera sul processo breve, Napolitano: ''Basta tensioni''

Il Salvagente - ‎55 minuti fa‎
Le opposizioni: "Vergogna". Bersani: "A Lampedusa si è comprato la casa, qui il salvacondotto". Alle 18 sit in del Pd a Montecitorio. Bagarre alla Camera. Il Pdl e la Lega chiedono e ottengono l'inversione dell'ordine dei lavori dell'Aula per portare ...

Blitz maggioranza su processo breve, subito in aula. E' bagarre

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PROCESSO BREVE: RADDOPPIATI I TEMPI CONTIGENTI PER DISCUSSIONE IN AULA

Agenzia di Stampa Asca - ‎1 ora fa‎
(ASCA) - Roma, 30 mar - Il presidente della Camera, Gianfranco Fini, ha deciso di raddoppiare i tempi contingenti a disposizione delle opposizioni per intervenire nell'esame del testo sul processo breve. E' quanto comunicato dalla terza carica dello ...

Processo breve subito all'esame: è scontro in aula

Italia News - ‎2 ore fa‎
(IAMM) Oggi la Camera dei deputati è riuscita con 15 voti ad invertire l'ordine del giorno e passare così immediatamente all'esame del disegno di legge sul processo breve. Dai banchi dell'opposizione si è subito sollevata la polemica, ...

Processo breve: Pdl, subito in aula

Dottor Salute - ‎1 ora fa‎
E' scontro in aula in merito al processo breve che vede indagato il premier Silvio Berlusconi. In seguito alla votazione fatta, ha vinto con 15 voti di scarto la richiesta di Pdl e Lega. “Vergogna” grida l'opposizione. ...

Prescrizione breve: la maggioranza ingrana la marcia, ed è scontro ...

Corriere Informazione - ‎1 ora fa‎
Pdl e Lega palesano la volontà di accelerare l'approvazione del ddl sul processo breve, e in aula infuria la protesta. Proprio stamane, all'apertura dei lavori alla Camera, il deputato del Pdl Simone Boldetti, ha proposto l'inversione dell'ordine del ...

Processo breve: Fini raddoppia tempo interventi opposizione

Nuova Società - ‎30 minuti fa‎
di AP I partiti di opposizione avranno il doppio del tempo per i propri interventi sull'esame del testo sul processo breve. Questa la decisione del presidente della Camera Gianfranco Fini, che ha accolto la richiesta avanzata da Pd e Idv. Laconico il ...

Bufera a Montecitorio: alle 18:00 sit-in contro "prescrizione breve"

InfoOggi - ‎1 ora fa‎
La Camera ha approvato oggi per 15 voti favorevoli, la richiesta da parte del Pdl, di esaminare immediatamente e votare quanto prima, anche se fuori programma, il provvedimento sul processo breve a favore degli incensurati, mettendo da parte, ...

Processo breve/ Camera, raddoppiati tempi per opposizione

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Si allungano i tempi dell'approvazione alla Camera del processo breve. Il presidente Gianfranco Fini ha raddoppiato i tempi di intervento in aula dell'opposizione, che ne ha fatto richiesta durante la conferenza dei capigruppo di Montecitorio. ...

Caos alla Camera sul Processo breve Invertito odg, opposizione ...

ANSA.it - ‎5 ore fa‎
ROMA - L'Aula della Camera ha approvato l'inversione dell'ordine del giorno proposta dal Pdl per passare all'esame del testo sul processo breve. La proposta è passata per 15 voti di scarto. Contro la richiesta di inversione dell'ordine del giorno si ...

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Libero-News.it - ‎6 ore fa‎
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Processo breve, Pdl e Lega preparano il blitz

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La maggioranza chiede e ottiene di invertire l'ordine del giorno per dare un via libera immediato alla legge che sta a cuore al premier. Insorge l'opposizione. Franceschini: "Approfittano della tragedia di Lampedusa per coprire questo fatto gravissimo. ...

Processo breve alla Camera

Excite Italia - ‎3 ore fa‎
Ancora processo breve. E ancora scontro. Alla Camera Pdl e Lega hanno chiesto e ottenuto l'inversione dell'ordine del giorno per passare direttamente all'esame del testo del disegno di legge che contiene il taglio della prescrizione per gli incensurati ...

Processo breve, il PdL accelera. Il Pd: "Vergogna!"

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A Montecitorio la maggioranza accelera sul provvedimento volto a ridurre la durata dei processi, proponendo e incassando l'inversione dell'ordine del giorno, che prevedeva al primo punto l'esame della legge comunitaria. L'aula della Camera ha bocciato ...

Il PDL spinge sul processo breve

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Scontro alla Camera. PDL e Lega hanno chiesto e ottenuto l'inversione dell'ordine dei lavori dell'Aula per anticipare i lavori sul provvedimento sul processo breve. Immediata la reazione del PD, che attraverso Dario Franceschini, parla di “pagina nera ...

Processo breve: è scontro fra maggioranza ed opposizione

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(IAMM) ROMA – Quando alla Camera la maggioranza ha chiesto l'inversione dell'ordine del giorno per passare direttamente all'esame del testo del ddl che contiene il taglio della prescrizione per gli incensurati, il capogruppo del Pd, Dario Franceschini, ...

La maggioranza accelera sul processo breve, subito all'esame della ...

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(ANSA) - ROMA, 30 MAR - L'Aula della Camera ha approvato l'inversione dell'ordine del giorno proposta dal Pdl per passare all'esame del testo sul processo breve. E' passata per 15 voti. Contro si sono espressi i deputati di Pd,Idv, Fli e Udc.Dopo la ...

PROCESSO BREVE: OK CAMERA A INVERSIONE ODG. OPPOSIZIONE: ''VERGOGNA''

Agenzia di Stampa Asca - ‎5 ore fa‎
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Il Messaggero - ‎5 ore fa‎
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Processo breve,sì aula Camera inversione odg per esaminare testo

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Processo breve, Pdl accelera. Scoppia la bagarre alla Camera al ...

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Processo breve. Oggi la discussione a Montecitorio

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Processo breve/ Pdl chiede esame immediato Camera, Pd protesta

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Discussione Processo Breve: E' caos alla Camera

NotizieItaliane.it - ‎6 ore fa‎
PROCESSO BREVE CAOS ALLA CAMERA / ROMA – Giornata movimentata alla Camera. Dai banchi dell'opposizione si levano urla di protesta, subito coperte dalle urla della maggioranza, per la richiesta del deputato del PDL Baldelli, che vorrebbe l'inversione ...

BAGARRE ALLA CAMERA SUL PROCESSO BREVE

CNR Media - ‎5 ore fa‎
E' ancora scontro sulla giustizia. L'aula della Camera ha approvato la richiesta di Pdl e Lega di invertire l'ordine del giorno, e passare subito all' esame e al voto sul processo breve. Insorge l'opposizione. "Vergogna, l'unico scopo del provvedimento ...
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Di Loredana Morandi (del 30/03/2011 @ 17:49:32, in Politica, linkato 1526 volte)
Oggettivamente sembra Berlusconi e per essere un ex PD dice pure le stesse cose ... L.M.

Panorama: intervista ad Alberto Tedesco

http://www.giustiziaquotidiana.it/public/2011-03-30_Tedesco_su_Panorama.jpg

«Non posso accettare che la magistratura chieda il mio arresto e che il Senato mi salvi. Così quando il provvedimento giungerà in aula inviterò l’assemblea ad autorizzare il carcere. Ma non mi dimetterò: a Roma mi hanno mandato i cittadini». Alberto Tedesco, 62 anni, ex assessore alla Sanità della Regione Puglia, ha appena saputo che il gip di Bari Giuseppe De Benedictis ha confermato l’istanza di arresto per lui, dopo sette ore di interrogatorio, a cui il senatore del Pd si è sottoposto volontariamente per cercare di fare valere la propria verità.

Ora Tedesco, chioma candida, nel suo piccolo ufficio romano ha lo sguardo del pugile che prova a sgusciare dall’angolo, a pochi secondi dal gong. Socialista, tre figli adulti, amante dell’antiquariato e tifoso dell’Inter, ex assessore e uomo forte della sanità pugliese, vive queste ore in libertà condizionata. Il tribunale di Bari ha chiesto al Parlamento di mandarlo in carcere per corruzione, concussione, turbativa d’asta, falso: avrebbe favorito gli affari della sua famiglia impegnata da anni nella distribuzione di prodotti sanitari.

«Purtroppo, nel mio caso, è già stata emessa una sentenza definitiva. Si è svolto un processo breve in cui il pubblico ministero risponde al nome di Marco Travaglio, l’appello è nelle mani di Antonio Di Pietro e la Cassazione è rappresentata da Michele Santoro» dice Tedesco, che fa riferimento a due passate puntate di Annozero. Ma Tedesco di fronte alla condanna mediatica non si arrende: «Continuerò a difendermi nel processo con tutte le buone ragioni che credo di avere».

Leggi l'articolo su Panorama online
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Di Loredana Morandi (del 30/03/2011 @ 17:24:03, in Sindacato, linkato 1619 volte)
Mamma Rai son molti anni che fa la prostituta di mestiere, ogni singolo suo casalingo anfratto è subappaltato dai partiti. Ma da qualche tempo ne stiamo vedendo fin troppe: da Marrazzo e lo scandalo coca e transessuali, al regista Scancarello indagato per gli abusi all'asilo nido di Rignano Flaminio. In mezzo un Tiberio Timperi che, a costo di crearsi un profilo pubblico di estimatore pedofili e violenti, promuove in tv associazioni con presidenti in carcere per reati di pedofilia, ed un intero corpus associativo di pregiudicati per violenze familiari e altri abusi ai danni di donne e minori, fino e compresi i loro consulenti tecnici e i loro avvocati. Oggi abbiamo anche l'assassino, e speriamo che questo non lo rivendica nessuno ... L.M.


Omicidio a Milano, l'assassino è un ex conduttore Rai

Alessandro Cozzi ha colpito con trenta coltellate il suo socio. La lite per dei finanziamenti regionali

Libero-news.it

L'omicidio è avvenuto durante una lite per soldi. Così Alessandro Cozzi, 52 enne ed ex conduttore della trasmissione su Rai Educational "Diario di famiglia", ha scagliato una trentina di coltellate contro Ettore Vitiello, 57 anni. "E' stato lui a offendermi e a estrarre il coltello per colpirmi" si è giustificato col pm Maurizio Ascione. Il delitto risale alla serata di martedì 29 marzo.

LA DINAMICA - Cozzi si era recato nell'ufficio  dell'agenzia di formazione e lavoro della vittima al Corvetto, per chiedere una dilazione in merito al debito di 17 mila euro che aveva contatto. I due che lavoravano nello stesso settore e nella stessa azienda avevano ottenuto un finanziamento regionale di 34mila euro. La metà della cifra, però, non era mai finita nelle mani di Vitiello, che da alcune settimane insisteva nella richiesta dei soldi come dimostrato da uno scambio di sms. Ieri sera Cozzi si è presentato verso le 19 nell'ufficio di Vitiello per chiedere una dilazione, ma alla risposta negativa è scattata la lite che è sfociata nell'omicidio. Secondo la versione di Cozzi, sarebbe stato Vitiello ad estrarre la lama per primo minacciandolo . Di qui, la lite e l'assassinio.  Dopo averlo colpito, davanti agli occhi dei testimoni, l'uomo si è allontanato e si è liberato dell'arma e dei vestiti sporchi di sangue gettandoli nel Lambro.

LE INDAGINI - Cozzi è statao l'indiziato numero uno sin dall'inizio, proprio per lo scambio di sms che aveva avuto nelle scorse settimane con la vittima. Nonostante, Cozzi si sia detto assolutamente estraneo alla vicenda, glòo agenti non hanno creduto alle spiegazioni relative ai tagli che aveva sulle mani, inequivocabile segno di collutazione. Dopo 8 ore di interrogatorio, l'ex conduttore Rai è crollato confessando il tutto, pur sostenendo di aver agito per legittima difesa.

L'EX CONDUTTORE -  Da conduttore in trasmissioni che si occupano di famiglia, Cozzi si è trasformato in un assassino spietato che ha colpito con almeno 30 coltellate un suo ex collaboratore a cui doveva dei soldi.  Cozzi da anni lavora nello stesso settore della vittima ed è titolare dell’agenzia di formazione "Milano per la donna". Mesi fa hanno deciso di organizzare insieme dei corsi di formazione e  ha ottenuto per questo un finanziamento dalla Regione Lombardia di 34mila euro. Considerando che il corso era stato tenuto assieme a Vitiello, quest’ultimo chiedeva che gli venisse versata la metà del finanziamento. Ma Cozzi avrebbe temporeggiato, chiesto una dilazione perchè la sua azienda aveva debiti per 70mila euro e quindi era in difficoltà nel resituire il denaro.

30/03/2011
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Di Loredana Morandi (del 29/03/2011 @ 18:25:26, in Giuristi, linkato 1432 volte)
GIUSTIZIA, GLI AVVOCATI AL MINISTRO ALFANO:

http://www.giustiziaquotidiana.it/public/oua.jpg


10 DOMANDE DELL’OUA PER SAPERE DAVVERO
CHE GIUSTIZIA CIVILE SI STA COSTRUENDO
PER IL NOSTRO PAESE

 
Maurizio De Tilla, presidente Oua: “Visto che il ministro Alfano non viene a dialogare con gli avvocati italiani, allora ci rivolgiamo a lui in un modo più informale, rispettoso  ma diretto. Da cinque affermazioni dei giorni scorsi del ministro sulla mediaconciliazione obbligatoria e l’arretrato giudiziario, sorgono spontanee 10 domande su una riforma che ha tutta l’apparenza di una svendita e di una rottamazione della giustizia civile, con tanto di evidenti conflitti di interessi”

Il ministro di Giustizia Angelino Alfano nei giorni scorsi ha rilasciato delle dichiarazioni sulla media-conciliazione obbligatoria e sull’arretrato giudiziario, che aprono preoccupanti interrogativi sul futuro della giustizia civile. Ecco 10 domande poste dall’Oua al Guardasigilli, per fare davvero chiarezza.


I.  Il Ministro Alfano ha dichiarato che con la media-conciliazione obbligatoria “conta di tagliare 300 mila controversie nei prossimi 12 mesi e altre 700 mila dal 2012”.

Domande poste dall’Oua. 

1.  È proprio convinto il Ministro che “tagliare” significhi risolvere il problema dell’eccessiva durata dei processi o non invece “deviare” e quindi “ritardare” i tempi della giustizia impedendo ai cittadini di accedere subito al giudice per la tutela dei propri diritti? E poi, vista la continua mutabilità dei dati, siamo certi che i numeri indicati dal Guardasigilli siano davvero questi?
2.  Non crede il Ministro che sia esagerato prevedere, insieme, obbligatorietà e onerosità accollando ai cittadini che non vogliono conciliare costi coattivi e non giustificati? Vista l’assenza di criteri di competenza territoriale, come pensa il Ministro Alfano di tutelare i cittadini che vengono invitati a conciliare davanti ad una Camera di Conciliazione distante anche più di mille chilometri dal luogo di incardinamento della successiva probabile controversia?
                                                                                                                                                            

II.  Il Ministro Alfano ha dichiarato “che ha il sostegno di categorie quali “Commercialisti, Confindustria e Camere di Commercio”.

3.  Ma le riforme si fanno nell’interesse generale del Paese, o su richiesta e vantaggio di alcuni determinati soggetti?
4.  Non crede il Ministro che, con alcune delle componenti da lui citate, vi sia il rischio che prevalga una posizione di dominio che possa portare a calpestare i diritti dei cittadini-consumatori e a realizzare, anche nella giustizia, il dominio dei poteri forti, che il Ministro ha detto sempre di voler contrastare?
5.  Come pensa il Ministro di superare i possibili conflitti di interesse tra società costituenti e camere di conciliazione?
 

III.  Il Ministro Alfano ha dichiarato che “ci sono 630 Organismi di conciliazione operativi. Non c’è una sola provincia d’Italia che veda scoperta la propria zona”.

6.  Ha verificato il Ministro che tutti gli organismi indicati (ammesso che ci siano e siano operativi) siano dotati di terzietà, indipendenza e qualità, come prescrive la legge delega e il decreto legislativo n. 28/2010?
7.  Cosa pensa di fare il Ministro Alfano per evitare che la riforma  sulla mediazione sia solo un business?
8.  Cosa ha previsto il Ministro per evitare che nelle camere di conciliazione vi siano infiltrazioni mafiose e speculazioni?
 

IV.    Il Ministro ha dichiarato che “nell’ambito dei lavori parlamentari per discutere il disegno di legge sullo smaltimento dell’arretrato l’avvocatura reciterà un ruolo da protagonista”.

9.  Il Ministro dimentica che alcuni mesi fa si è reso promotore di un emendamento per lo smaltimento dell’arretrato e che l’avvocatura – non interpellata – si oppose costringendo il Ministero a rinunciare all’emendamento che realizzava una vera e propria “rottamazione della giustizia”, con seicento ausiliari, sentenze brevi e perenzione dei processi? Il Ministro Alfano non ricorda che ha presentato al Senato un disegno di legge sullo smaltimento dell’arretrato che ricalca il precedente emendamento, ed anche stavolta non ha interpellato preventivamente l’avvocatura, con ciò disconoscendone la funzione?
 

V.    Il Ministro ha dichiarato che è meglio risolvere le controversie “con una stretta di mano in 120 giorni anziché fare la boxe su un ring del processo”.

10.  Viene da chiedersi in che mondo vive il Ministro Alfano se non in quello dell’utopia, se pensa che con una “stretta di mano” si possa intervenire su materie complesse, quali successioni, diritti reali, responsabilità medica, patti di famiglia, divisioni, rapporti assicurativi e bancari, affidando il destino di un cittadino nelle mani di un conciliatore di primo pelo, senza esperienza, senza adeguato titolo di studio, senza competenza specifica, con una formazione di sole 50 ore (meno di una settimana)?
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Di Loredana Morandi (del 29/03/2011 @ 15:42:44, in Politica, linkato 1340 volte)
Giustizia, lo stop del Quirinale
sulla responsabilità dei giudici

Il centrodestra accelera sul processo breve: la prossima settimana il voto finale. Il Colle chiede correttivi. Csm, scontro Vietti-Pdl.

di LIANA MILELLA

ROMA - Non piace al Quirinale l'emendamento Pini sulla responsabilità civile dei giudici. Sbagliato nel metodo, nel merito, nei tempi. Destinato solo ad alimentare un gratuito scontro con la magistratura. E sono giorni che, con un paziente lavorio nel segno della migliore moral suasion, il Colle cerca di far capire a Lega e Pdl che quel testo non solo non può passare così, ma forse sarebbe meglio addirittura metterlo da parte. Non è una ritirata, quella che viene garbatamente suggerita, ma un consiglio che tiene conto anche dello stato dei testi legislativi, visto che da un lato, in commissione Giustizia, c'è da tempo una pratica aperta proprio sulla responsabilità, e dall'altro sta per arrivare la riforma costituzionale Alfano che la contiene. Questo è il punto su cui il Quirinale insiste, non si può liquidare nella legge comunitaria, senza alcun dibattito, senza cercare, se non in extremis, la benché minima condivisione, una questione fondamentale, sentita non solo dai giudici ma anche dalla gente. Non solo, è in dubbio anche fino a che punto il nodo della responsabilità non sia "estraneo per materia", come sostiene il finiano Nino Lo Presti, al resto del provvedimento.

Si deve partire da qui per capire cos'è successo ieri tra Montecitorio e palazzo dei Marescialli, la sede del Csm. Alla Camera parte la doppia discussione generale sulla legge comunitaria, che contiene la norma sulla responsabilità, e quella sul processo breve, che ha in sé la prescrizione breve.

Leggi l'articolo su La Repubblica


Che il relatore Maurizio Paniz difende strenuamente perché "non è stata scritta per Berlusconi, visto che il processo Mills comunque non sarebbe arrivato a sentenza definitiva prima della sua estinzione naturale a febbraio 2012". Due ddl importanti, sul primo si vota in settimana, il secondo slitta alla prossima.

La questione "calda" ora è la responsabilità. E la moral suasion del Colle pesa, tant'è che il leghista Gianluca Pini, "padre" dell'emendamento definitivo "punitivo e provocatorio" dall'Anm, non esclude una modifica. Due pidiellini come Manlio Contento e Francesco Paolo Sisto lavorano a cambiare il testo e ad attenuare la formula "violazione manifesta del diritto" che avrebbe dovuto sostituire quella "per dolo o colpa grave" integrandole entrambe. Il capogruppo Enrico Costa annuncia che si lavora "per arrivare a un buon testo che non mini l'indipendenza della magistratura". In realtà, la maggioranza sta cercando di tenere il punto giocando sulle parole.

Ma le maglie del Quirinale sono molto strette, anche se il testo dovrà poi andare al Senato. Ma non può essere sottovalutato, e siamo al secondo palazzo di questa storia e di questa giornata, quanto nel frattempo avviene al Csm. Dove, è fondamentale ricordarlo, nulla accade senza che il Quirinale ne sia al corrente, visto che il capo dello Stato è anche il presidente di quel Consiglio. Lì, autorizzato dal comitato di presidenza, ne fanno parte il vice presidente Michele Vietti e i due più alti magistrati in Italia, il primo presidente e il procuratore generale della Cassazione, è stato dato il via libera a discutere della responsabilità, giusto oggi, nella commissione per le Riforme, con l'ipotesi di tenere anche giovedì un plenum straordinario. I quattro laici del centrodestra (Zanon, Romano, Marini, Palumbo) sono saltati sulla sedia e hanno inviato un'inviperita lettera a Vietti per esprimere "radicale dissenso" sia per la convocazione ad horas via sms, sia per l'idea di dare un parere sull'emendamento Pini.

E qui va registrata una secchissima replica di Vietti, che definisce il tema "tanto rilevante quanto urgente", e ribadisce il diritto del Consiglio "a esprimersi in queste circostanze, secondo una prassi conforme a quella finora costantemente seguita". Quanto alla settimana bianca invocata dai quattro laici, essa "non è una settimana di vacanza, ma l'astensione dall'attività ordinaria per consentire il lavoro dei consiglieri nelle sedi di provenienza, tant'è che in passato è avvenuto abitualmente che essa sia stata dedicata a questioni di particolare urgenza o a questioni ordinarie arretrate". Sarà il Csm oggi a mettere su carta quelle stesse perplessità e quei dubbi che aleggiano al Quirinale. Con i quali la maggioranza deve fare i conti.
 

(29 marzo 2011)
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Di Loredana Morandi (del 29/03/2011 @ 15:08:22, in Osservatorio Famiglia, linkato 1729 volte)
La pornografia e la pedopornografia virtuale sono reato. E, come visibile, è punito il "collezionismo". I temi della mia battaglia contro gli sfruttatori del server UniNa sono premiati oggi dalla giurisprudenza che consente questi rinvii a giudizio. I miei complimenti ai pm di Siracusa e al dott. Puppo della Procura di Genova. Un plauso particolare alla Polpost di Catania, prima in Italia su questi reati. L.M.


PEDOFILIA: NEL PC FUMETTI PEDO-PORNO,
CHIESTO RINVIO A GIUDIZIO


(AGI) - Genova, 28 mar. - Nel suo pc sono stati trovati fumetti a carattere pedo-pornografico accanto a filmati della stessa natura, tutti condivisibili attraverso un sito "p2p". Per questo il pm della procura di Genova Stefano Puppo ha chiesto all'ufficio gip il rinvio a giudizio di un 53enne genovese residente in un appartamento con l'anziana madre in via Napoli.

Nel complesso la polizia giudiziaria, inizialmente inviata a casa dell'uomo dalla procura di Siracusa che aveva ricevuto una segnalazione a suo carico da parte di Telefono Arcobaleno. Dopo l'esito dell'indagine, la procura di Genova e' stata incaricata di procedere nelle indagini sul 53enne. I fumetti saranno utilizzati come fonte di prova, cosi' come previsto da una normativa comunitaria acquisita in giurisprudenza in Italia.
(AGI) Ge1/Mav
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Di Loredana Morandi (del 29/03/2011 @ 13:39:16, in Magistratura, linkato 1456 volte)

Giustizia, l'ex procuratore Borrelli
annuncia: "Diventerò un mediatore"

ultimo aggiornamento: 29 marzo, ore 09:28
Roma - (Adnkronos) - L'ex procuratore, già alla guida di "Mani pulite", oggi in pensione, in un'intervista al Corriere della Sera fa sapere che seguirà il corso di formazione per diventare mediatore e sottoscrive la riforma della giustizia civile, definendo la sua scelta "ennesima dimostrazione che le mie valutazioni non sono mai state dettate da valutazioni politiche"

Roma, 29 mar. (Adnkronos) - "Iniziero' il corso a maggio e non conosco ancora i passaggi tecnici di questa riforma ma approvo la filosofia e gli obiettivi della mediazione civile". Annuncio e giudizio sono dell'ex procuratore, gia' alla guida di "Mani pulite", Francesco Saverio Borrelli, oggi in pensione, che in un'intervista al Corriere della Sera fa sapere che seguira' il corso di formazione per diventare mediatore e sottoscrive la riforma della giustizia civile, definendo la sua scelta "ennesima dimostrazione che le mie valutazioni non sono mai state dettate da valutazioni politiche".

"In Italia esiste un tasso di litigiosita' molto alto e per riportare i tempi della giustizia in parametri ragionevoli serve un cambiamento profondo e credo che questo in corso sia un tentativo valido", osserva Borrelli che agli avvocati, in protesta da mesi sul tema e sicuri che per velocizzare la giustizia civile servo piu' magistrati replica cosi': "Per avere tempi accettabili nella giustizia civile servirebbe almeno il quadruplo dell'attuale organico di magistrati e non credo che le casse dello Stato possano sostenere un simile sforzo".

Quanto, invece, ad una riforma penale imperniata sul processo breve Borrelli e' "assolutamente contrario. E' un progetto che somiglia tanto al letto di Procuste, il brigante mitologico che faceva accomodare gli ospiti sul suo piccolo letto e a quelli che sporgevano tagliava i piedi. Non si puo' pensare a una riforma penale basandosi solo sul taglio dei tempi".

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Immigrati, l'emergenza giuridica. Procuratore di Agrigento: non abbiamo mezzi per indagare i clandestini

 
ultimo aggiornamento: 29 marzo, ore 12:56
Palermo - (Adnkronos) - Tecnicamente tutti i migranti sbarcati in questi giorni, al loro ingresso in Italia risultano clandestini e vanno iscritti obbligatoriamente nel registro degli indagati per immigrazione clandestina, come vuole la legge Bossi-Fini. Ma la Procura di Agrigento, competente per territorio, non ha potuto farlo perché, denuncia Di Natale, "mancano sia le risorse umane che i computer"

Palermo, 29 mar. - (Adnkronos) - La nuova massiccia ondata di sbarchi di immigrati sull'isola di Lampedusa, oltre 18.500 dal primo gennaio, non è solo un'emergenza umanitaria ma anche giuridica. Tecnicamente tutti i migranti arrivati dal Nordafrica e negli ultimi giorni anche dall'Eritrea e dalla Somalia al loro ingresso in Italia risultano clandestini, quindi vanno iscritti obbligatoriamente nel registro degli indagati per immigrazione clandestina, come vuole la legge Bossi-Fini. Ma la Procura di Agrigento, competente per territorio, non ha potuto farlo perché "mancano sia le risorse umane che i computer".

E' la denuncia del Procuratore di Agrigento, Renato Di Natale che spiega all'Adnkronos: "L'iscrizione nel registro degli indagati per gli oltre 18.000 immigrati è obbligatoria ma materialmente è impossibile. Non avremmo la capacità di poterli iscrivere tutti". Il Procuratore propone, quindi, di "scaglionare le iscrizioni dei migranti nelle varie Procure delle città in cui gli extracomunitari verranno smistati".

"E' un problema molto serio - aggiunge il Procuratore Di Natale - e non sappiamo come affrontarlo. D'altro canto, l'iscrizione è obbligatoria e dovuta, come prevede la legge, e non possiamo non farla perché sarebbe un'omissione d'ufficio. Noi cerchaimo di afrontare la situazione con tutte le nostre forze, ma come si fa?". Il procuratore Di Natale, che già deve fare i conti con una Procura all'osso, dice anche che "qualunque altra Procura in Italia, comprese quelle di Milano o di Roma, si sarebbero trovate nella nostra stessa situazione. Il problema va affrontato al più presto".

Molti degli immigrati non andrebbero iscritti nel registro degli indagati solo per immigrazione clandestina, ma anche per dichiarazioni di false generalità e omissione di documenti d'identità. Alcuni di loro avranno poi lo status di rifugiato politico, ma intanto tutti indagati. Ma 18.500 iscrizione "sono troppi, come si possono iscrivere nel registro?'', si chiede ancora il capo della Procura agrigentina.

AdnKronos
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