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La giustizia fa onore ad una nazione, ma il peccato segna il destino dei popoli.

Proverbi, 14, 34
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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Loredana Morandi (del 29/04/2011 @ 13:08:42, in Magistratura, linkato 1653 volte)

Convengo con la posizione della ANM di Palermo e so che Ingroia è un ottimo magistrato, quello che della vicenda Ciancimino resta ed è visibile solo per le persone che hanno un forte senso dello Stato ed altrettanto alta la soglia dell'allarme sociale, è l'ulteriore colpo di spugna dato dalla malavita alla sensibilità popolare verso il concetto di "reato". Grazie alla "creazione" di personaggi come Ciancimino la popolazione è ancor più indifesa di prima, ed in merito è la società civile che sdogana i miti mediatici a doversi interrogare. L.M.

L’Anm Palermo a fianco di Ingroia:
“Su Ciancimino attacchi alla Procura”

Il segretario ed i componenti della giunta distrettuale dell’Associazione nazionale magistrati di Palermo esprimono “solidarietà al collega Antonio Ingroia” che ha subito “pesanti attacchi personali, ed agli altri magistrati che con lui coordinano le indagini” su Massimo Ciancimino, e li “esortano a continuare nella loro opera di serena e rigorosa ricerca della verità nel pieno e rispettoso ossequio del principio di uguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla Legge”.

“Da giorni ormai quasi tutti gli organi di informazione italiani – si legge in un documento dell’Anm di Palermo – pubblicano e mandano in onda notizie e commenti inerenti le nuove vicende di Massimo Ciancimino, in relazione alla individuazione di un documento falsificato presentato dal predetto ai magistrati che sono impegnati nella difficile opera di ricerca, attenta e rigorosa, dei riscontri alle predette dichiarazioni. Le prese di posizione di personaggi dell’informazione e della politica rispecchiano le fisiologiche differenze ideologiche nel commentare i fatti, ai quali non può non riconoscersi un rilievo istituzionale di primissimo piano”. Il segretario e gli altri componenti della Giunta distrettuale dell’Anm di Palermo denunciano “i tentativi, da più parti pervenuti, di trasformare una delicatissima vicenda giudiziaria in un attacco personale e mirato contro quei magistrati che con meticolosa professionalità, svolgono il loro dovere di ricerca e verifica della verità, con l’evidente scopo di delegittimare il loro lavoro e di indebolire, agli occhi dell’opinione pubblica, l’accertamento giudiziario di importantissime vicende che potrebbero avere coinvolto in passato ampi settori delle istituzioni del nostro paese”.

http://www.livesicilia.it/2011/04/27/lanm-palermo-a-fianco-di-ingroia-su-ciancimino-attacchi-alla-procura/


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Io no, non mi siederei affatto accanto a Ciancimino, e questo personaggio dovrebbe proprio smetterla, perché non è una guida politica ed evidentemente non riesce proprio ad essere una guida morale, pur rimanendo parte di un simbolo degli anni stragisti di Cosa Nostra. La fabbrica del fango non è utile a nessuno, neppure contro B, se e quando le Procure sono messe in condizioni di non lavorare. Personalmente spero che non si voglia creare il fenomeno mediatico della nuova guerra tra le procure e non  mi pare il caso di alimentarlo. L.M.


“Mi siederei ancora
accanto a Ciancimino”



di Roberto Puglisi

Non è stato semplice trovare Salvatore Borsellino, fratello di Paolo. “Sa – quasi si scusa lui con una mail -. Io lavoro molto e non rispondo al cellulare. Cosa desiderava?”. Un’intervista via mail, magari. “Sono d’accordo”. D’accordo.

Salvatore Borsellino, lei disse pressapoco: non importa chi sia lo strumento della verità, basta che si trovi la verità. Si riferiva a Massimo Ciancimino. Qual è il suo giudizio sui recenti fatti che l’hanno coinvolto?
“Quando decisi di incontrare Massimo Ciancimino, e fu una mia libera scelta non sollecitata da nessuno e tantomeno da lui, che anzi ne rimase sorpreso, lo feci per poterlo guardare negli occhi e cercare di capire quali fossero i motivi che lo avevano spinto a parlare e quale contributo mi potessi aspettare sulla strada della verità sulle stragi dalle sue dichiarazioni. Mi disse, e allora mi sembrò sincero, che aveva preso questa decisione per fare sì che il suo cognome, Ciancimino, non dovesse pesare a suo figlio tanto quanto era pesato a lui. Dopo avergli parlato mi resi però conto che a me, sulla strada della verità, non doveva interessare il perché Massimo Ciancimino parlasse, non ero io a dovere valutare la veridicità delle sue dichiarazioni, dovevano essere magistrati come Antonio Ingroia, come Nino di Matteo, come Sergio Lari a valutarle, a cercare i necessari e indispensabili riscontri, a verificare l’autenticità dei documenti consegnati, seguendo l’esempio di Paolo Borsellino e Giovanni Falcone che del rigore sull’utilizzo dei collaboratori di Giustizia hanno mostrato a tutti la strada. In questi magistrati che stanno cercando di dissipare il pesante velo nero che finora ha coperto i veri responsabili e iveri motivi della stragi di Capaci e e soprattutto di via D’Amelio io ho una grandissima fiducia e su di loro poggio la mia speranza di arrivare a conoscere la verità. Per quanto riguarda Ciancimino quello che è davvero importante è il fatto che, grazie a quello che è venuto alla luce dalle sue dichiarazioni, diversi rappresentanti delle istituzioni hanno improvvisamente cominciato a parlare dopo lustri di silenzio, che i loro ricordi siano improvvisamente riaffiorati. Ma credo che mentre possa essere ammissibile che il figlio di un mafioso come Vito Ciancimino taccia per venti anni non è ammissibile che altrettanto facciano dei rappresentanti, e di quale livello, delle istituzioni. Questo credo sia il punto fondamentale davanti al quale ha poca importanza quale possa essere il mio giudizio sui recenti affari che hanno coinvolto Massimo Ciancimino. Queste ultime sono cose che riguardano i magistrati che su di lui stanno indagando e che si sono comportati come io mi aspettavo che si comportassero, facendo verificare accuratamente la validità dei documenti consegnati e traendone le necessarie conseguenze quando una parte, ripeto una parte, di uno, ripeto di uno, di questi documenti è risultata falsificata. Se poi sia stato Massimo Ciancimino a falsificarlo o se c’è dietro a tutto questo qualche ‘entità’, dello stesso tipo di quella che mise in gioco il falso pentito Scarantino, la quale tende a mescolare vero e falso in maniera che si possa dire che tutto sia falso, io aspetto che siano questi magistrati a dirmelo”.

Pensa che Massimo Ciancimino sia ancora una voce attendibile?
“Mi rifaccio a quanto detto sopra, ritengo che tanti, credo la maggior parte, dei documenti prodotti da Massimo Ciancimino siano autentici e che i magistrati dovranno valutare quali lo sono e possono essere prodotti come prove processuali, quali non sono riscontrabili e quindi non utilizzabili e quali siano stati falsificati e soprattutto chi li ha falsificati e perché. Ricordiamo che alcuni di questi documenti sono rimasti per anni a giacere anche negli archivi delle procure, di qualcuno sono spariti o sono fatti sparire dei pezzi, che non sono stati presi in considerazione da chi avrebbe potuto farlo e che chiunque interessato a farlo avrebbe, in questo lasso di tempo, potuto alterarli o farli sparire. Perché non si ricercano e si processano i responsabili almeno di queste omissioni? In ogni caso sono i magistrati ai quali prima ho fatto riferimento che dovranno, e lo stanno facendo nella maniera migliore, valutare l’attendibilità di questo testimone”.

Come valuta la polemica in corso tra la Procura di Palermo e la Procura di Caltanissetta?
“Penso che la diversità di vedute su alcuni punti tra procure che indagano su reati diversi avvalendosi in alcuni casi degli stessi testimoni sia fisiologica e non debba essere amplificata, così come viene fatta, dai media e dagli organi di stampa, sempre pronti a parlare di palazzi dei veleni, di guerra tra procure e iperboli e mistificazioni di questo tipo. Per mesi abbiamo sentito parlare di guerra tra le procure di Salerno e di Catanzaro quando invece si trattava di una procura (Salerno) che legittimamente indagava su eventuali reati che fossero stati commessi all’interno o nei confronti di magistrati di un’altra procura (Catanzaro) sulla quale la prima aveva la giurisdizione. Il fondato sospetto è che queste fisiologiche differenze di vedute vengano amplificate e montate ad arte nei confronti dell’opinione pubblica per avere il pretesto per sottrarre alla procura di Palermo l’indagine sulla trattativa, o meglio sulle trattative. Si teme evidentemente che queste indagini siano andate troppo avanti, che troppe prove siano state già raccolte e a questo punto occorre fare qualsiasi cosa pur di fermarle. Lo Stato non può processare se stesso, diceva Sciascia, e le indagini si fermano o con le stragi o con le avocazioni”.

Come valuta i giudizi sferzanti della politica sul dottore Ingroia?
“Non si tratta di giudizi sferzanti, si tratta di una vera e propria aggressione, di tentativi palesi di delegittimazione, della macchina del fango che si è messa in moto e che cerca di stritolare un giudice onesto che è arrivato nell’anticamera della verità. In quell’anticamera c’è ancora una porta da varcare e ormai forse è troppo tardi per tentare di chiuderla e allora si cerca di stritolare il magistrato che sta per varcarne la soglia ed accompagnarci sulia via della Giustizia e della Verità. E già successo ad un altro magistrato. Si chiamava Paolo Borsellino”.

Pensa che il Pdl – come si scrive e si accusa da sinistra – stia approfittando dell’occasione per chiudere i conti con alcuni magistrati scomodi?
“Non si tratta di una occasione, si tratta di un pretesto, un pretesto che è bastato a scatenare una muta di cani rabbiosi ossequenti agli ordini e agli stimoli del capobranco. Le parole di Giuliano Ferrara dal pulpito che gli è stato fornito sono inqualificabili, ricordano quelle di Vittorio Sgarbi che dava dell’assassino a Caselli e insultava quotidianamente i magistrati. Ferrara sa benissimo che è una assurdità, peggio un’oscenità, invocare l’arresto per Ingroia. L’arresto per quale reato? Per essere un magistrato che non arretra davanti a dei pretesi intoccabili? Per volere rispettare uno dei principi fondamentali della Costituzione, che la legge sia eguale per tutti e che non esista una legge per i potenti e una legge per i deboli? La genesi di quanto sta accadendo oggi risale a qualche tempo fa, quando ancora si cominciava appena a parlare di Spatuzza e di Ciancimino e il presidente del Consiglio disse che c’erano delle procure che volevano riaprire le indagini su delle vecchie storie, che volevano spendere i soldi degli italiani per riaprire le indagini su delle storie ormai dimenticate. Le vecchie storie erano delle storie di stragi avvenute nel ‘92 e nel ‘93, di un magistrato e della sua scorta fatti a pezzi per potere procedere senza più ostacoli sulla tarda di una infame trattativa tra Stato e antistato. Perché il presidente del consiglio temeva la riapertura di quelle indagini? Perché i suoi scherani stanno cercando di serrare definitivamente quella porta socchiusa nell’anticamera della verità?”.

Starebbe ancora in un pubblico dibattito accanto a Massimo Ciancimino?
“Perché non dovrei sedermi di nuovo accanto a Massimo Ciancimino? Potrebbe essere l’occasione per chiedergli davanti a tutti, come ho sempre fatto, alcune cose, ad esempio se sapesse se quel documento era stato falsificato, perché continua a centellinare le sue dichiarazioni. Forse mi verrebbe più difficile sedermi accanto a Nicola Mancino. A lui ho fatto più di una volta delle domande. Ma non mi ha ancora risposto”.

http://www.livesicilia.it/2011/04/28/mi-siederei-ancora-accanto-a-ciancimino/

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Di Loredana Morandi (del 28/04/2011 @ 06:47:02, in Magistratura, linkato 1903 volte)
“Cosa penso di Ciancimino jr?
La mia valutazione non è cambiata”


mercoledì 27 aprile 2011

”La valutazione su Massimo Ciacimino? Complessivamente non è cambiata”. Lo ha affermato il procuratore aggiunto di Palermo, Antonino Ingroia, a margine della presentazione a Catania del suo ultimo libro, ‘Nel labirinto degli dei: storie di mafia e antimafia’. ”Era già una fonte che noi valutavamo con molta cautela, attenzione e rigore – ha aggiunto il magistrato – e non appena si è evidenziato un elemento di falsità nelle sue dichiarazioni abbiamo proceduto a fermarlo. Ma tutto ciò non inficia di per sé l’attendibilità di tutte le sue dichiarazioni”.

Ingroia ha aggiunto ancora:  ”Non è un mistero che ci sono divergenze di vedute” tra le Procura di Palermo e Caltanissetta sulla posizione di Massimo Ciancimino. ”Contrasti forse è una parola grossa, ma è per certi versi fisiologico che si determino situazioni rispetto a indagini collegate rispetto alle quali ci sono posizioni diverse”.

http://www.livesicilia.it/2011/04/27/non-cambio-idea-su-ciancimino/

La Rassegna

Antonio Ingroia: il Pm che abbocca «come un tonno»

il Giornale - ‎1 ora fa‎
Caro Granzotto, a proposito dell'arresto per calunnia di Ciancimino junior - il pentito preferito di Ingroia e Santoro - per le sue accuse contro l'ex capo della Polizia De Gennaro, basate su documenti falsificati, mi risulta che il Gen. dei ...

“Mi siederei ancora accanto a Ciancimino”

Live Sicilia - ‎3 ore fa‎
Non è stato semplice trovare Salvatore Borsellino, fratello di Paolo. “Sa – quasi si scusa lui via mail -. Io lavoro molto e non rispondao al cellulare. Cosa desiderava?”. Un'intervista via mail, magari. “Sono d'accordo”. D'accordo. ...

Ingroia: su Ciancimino giudizio non muta

ANSA.it - ‎7 ore fa‎
(ANSA) - CATANIA, 27 APR - 'La valutazione su Massimo Ciacimino non e' cambiata'. Lo ha affermato il procuratore aggiunto di Palermo, Antonino Ingroia. 'Era gia' una fonte che noi valutavamo con molta cautela, attenzione e rigore - ha aggiunto - e non ...

Mafia: Ingroia, valutazione su Ciancimino non e' cambiata

Adnkronos/IGN - ‎8 ore fa‎
Catania, 27 apr. (Adnkronos)- "La valutazione su Massimo Ciacimino? Complessivamente non e' cambiata. Era gia' una fonte che noi valutavamo con molta cautela, attenzione e rigore. Non appena si e' evidenziato un elemento di falsita' delle dichiarazioni ...

LiveSicilia >> Cronaca > "Cosa penso di Ciancimino? Non ho ...

Live Sicilia - ‎8 ore fa‎
”La valutazione su Massimo Ciacimino? Complessivamente non è cambiata”. Lo ha affermato il procuratore aggiunto di Palermo, Antonino Ingroia, a margine della presentazione a Catania del suo ultimo libro, 'Nel labirinto degli dei: storie di mafia e ...

Mafia: Ingroia, non e' mistero divergenza vedute tra procure ...

La Repubblica Palermo.it - ‎8 ore fa‎
Catania, 27 apr. - (Adnkronos) - Tra le Procure di Caltanissetta e Palermo ''non e' un mistero che ci sono divergenze di vedute. Contrasti forse e' una parola grossa, ma e' per certi versi fisiologico che si determino situazioni rispetto a indagini ...

Stampa pataccara

Il Foglio (Abbonamento) - ‎8 ore fa‎
“Quando mi senti in televisione tu fottitene” (Massimo Ciancimino, registrato durante una conversazione con un inquisito per 'ndrangheta, da un'intercettazione ambientale della squadra mobile di Reggio Calabria, Verona, novembre 2010). ...
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Di Loredana Morandi (del 28/04/2011 @ 06:03:46, in Sindacato, linkato 2010 volte)
L'articolo, che io riporto alla voce "Sindacato", è una attenta ricostruzione del percorso mediatico di Massimo Ciancimino. Anche oltre agli incassi editoriali mi domando: è stato utile crearne il personaggio? Evidentemente si, ma le attuali conclusioni non fanno che confermare le mie analisi sul "circoletto di Palermo" e sulla assente solidità politica dei nuovi movimenti giustizialisti, ad iniziare con le agende rosse e i gruppi su facebook delle scorte civiche. In merito a queste ultime val la pena ricordare che gli stessi, che si prefigono di difendere alcuni magistrati, contro di me si sono avvalsi della collaborazione di un pregiudicato agli arresti domiciliari per reati di pedofilia, oggi in carcere a S. Maria Capua Vetere. Niente da dichiarare sulla figura di Antonio Ingroia, che per quanto mi riguarda è e continua ad essere una ottima persona, anche se e quando piango mentre sono costretta a vederlo intervistato dall'esponente di una loggia massonica ex kossiga. Questo accade, purtroppo, perché solo a Palermo vive ancora il retaggio della P2.  L.M.

Stampa pataccara


Come giornali e televisioni hanno bevuto e gonfiato le patacche rifilate dal giovane Ciancimino ai pm guidati da Antonio Ingroia

28 aprile 2011

“Quando mi senti in televisione tu fottitene” (Massimo Ciancimino, registrato durante una conversazione con un inquisito per ’ndrangheta, da un’intercettazione ambientale della squadra mobile di Reggio Calabria, Verona, novembre 2010).

E’ un giovedì sera di fine maggio e la centralissima via Maqueda, a Palermo, è chiusa al traffico. Manca poco alle nove, l’ora in cui, nell’aula magna della Facoltà di Giurisprudenza, si celebrerà il riscatto finale di Massimo Ciancimino. Il figlio di don  Vito, l’ex sindaco mafioso di Palermo, siederà di fianco al parente di una delle vittime più eccellenti delle stragi di mafia: Salvatore Borsellino, fratello di Paolo, ucciso nel luglio ’92 insieme alla sua scorta nella strage di via D’Amelio. Il fratello del pm eroe della lotta alla mafia ha scelto di partecipare alla presentazione di “Don Vito” (Feltrinelli, 2010), il libro con cui Massimo Ciancimino intende raccontare il romanzo della vita del padre e le ombre della sua carriera politica, avvitata tra la relazione con gli ex compaesani Bernardo Provenzano e Salvatore Riina e misteriosi uomini dei servizi segreti. Ormai Massimo è una voce che si fa sentire, scrive libri, frequenta regolarmente le tribune televisive – “Annozero”, ad esempio, gli ha già dedicato tre puntate intere. Tra poco arriverà trionfale, nella via Maqueda chiusa a tutti soltanto per lui, e diventerà a pieno titolo un divo dell’antimafia. Lo precederà la scorta, che gli farà strada, tra un autografo e l’altro, all’interno dell’aula magna di Giurisprudenza, la facoltà dove hanno studiato Falcone, Borsellino e anche il procuratore aggiunto Antonio Ingroia, che lo interroga da almeno due anni.
Organizzano la serata l’associazione culturale Falcone e Borsellino e l’associazione culturale universitaria Unidonne. “Potrei provare imbarazzo a sedere accanto a uomini dello stato come gli ex ministri Martelli e Violante, che hanno aspettato diciassette anni e le rivelazioni di Massimo Ciancimino per ricordare che la trattativa tra mafia e stato ci fu – dice Salvatore Borsellino – Certo non mi imbarazza sedere accanto a Massimo Ciancimino. Potrei imbarazzarmi accanto al vicepresidente del Csm Nicola Mancino che continua a non ricordare di aver incontrato mio fratello prima della strage”. Sarebbe stato proprio Salvatore Borsellino a suggerire al figlio dell’ex sindaco lo slogan “meglio un giorno da Borsellino che cento anni da Vito Ciancimino”.

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La sera del 20 maggio 2010, con il patrocinio dell’Università e la consacrazione di Salvatore Borsellino, stesso sangue della vittima di mafia, Massimo Ciancimino ripulisce il proprio nome, macchiato dall’onta delle complicità mafiose di don Vito. Niente male per uno condannato, tre anni prima, per riciclaggio del denaro sporco, accumulato dal padre. “E’ buona cosa che il più piccolo dei Ciancimino, dopo un processo per riciclaggio e una condanna a tre anni, abbia deciso di parlare con i magistrati”, commenta l’inviato del Corriere della Sera, Felice Cavallaro.
L’operazione era nata tre anni prima, negli ultimi mesi del 2007. Ciancimino jr, che era stato condannato il 10 marzo, in primo grado, a cinque anni e otto mesi, inizia a proporre alcuni documenti scottanti a giornali e tv. Il bagarinaggio di scoop pare essere una passione di famiglia: l’aveva già fatto il padre, che aveva offerto a più magistrati alcuni documenti che teneva in una cartellina in similpelle – li aveva offerti anche a Giovanni Falcone, che aveva gentilmente respinto le attenzioni.

Lo racconta lo stesso Ciancimino jr, rispondendo a una domanda del pm Sergio De Montis, al processo per la scomparsa del giornalista Mauro De Mauro: “Quando venni raggiunto da un’indagine anomala, perché riguardava soltanto me e nessuno dei miei quattro fratelli, pensai di rivolgermi a Enrico Mentana, che era al Tg5. Lo incontrai all’aeroporto a Roma e lui mi diede il numero della sua segretaria. Poi però non si fece più sentire. Così mi rivolsi a Belpietro”. Mentana conferma: “Fui il primo a essere contattato, a fine 2007, ma lasciai cadere”. Conferma anche Belpietro, che su Libero scrive:

“Ciancimino si era rivolto a me nel 2007. Prima d’allora non l’avevo mai visto, ma lui aveva pregato la mia segreteria di fissargli un appuntamento: in cambio avrebbe rivelato cose interessanti. Capii subito che il suo problema era il tesoro accumulato dal padre negli anni in cui era in società con la mafia e poi nascosto in Svizzera o Lussemburgo. Massimo avrebbe voluto poterne disporre a piacimento per dedicarsi alla bella vita e invece un paio di pm in gonnella lo avevano pizzicato mentre si comprava uno yacht e oltre a farlo condannare gli avevano imposto il confino e ritirato pure il passaporto”.

Massimo Ciancimino cerca le attenzioni anche di Francesco “Ciccio” La Licata, un giornalista che si è formato con anni di cronaca nera per l’Ora nella Palermo degli anni Settanta.

“Ho incontrato Massimo Ciancimino all’inizio del 2008 – scrive La Licata nell’introduzione del libro “Don Vito”, di cui sarebbe diventato co-autore – Mi venne a trovare alla redazione della Stampa, a Roma, e aveva tanta voglia di parlare delle sue ‘disgrazie’, cioè dei suoi guai giudiziari. Era finito in carcere, a suo dire, per il solo fatto di essere il figlio di don Vito, il sindaco mafioso di Palermo. Incurante del mio scetticismo sulle sue reali motivazioni ‘collaborative’ e sulle riserve legate al nome che porta, cominciò a raccontarmi la sua vita spericolata accanto al padre. Non nascondo che riuscì ad accendere un lampo nella mia testa. La sua storia era di per sé un romanzo: la mafia, i servizi segreti, la politica corrotta, la Sicilia. Gli spiegai però che, prima di pensare a un libro, sarebbe stato corretto ‘liberarsi’ di tanto fardello nella sede giusta: la magistratura. Onestamente non pensavo che ciò sarebbe avvenuto”.

L’unico a dare un po’ di credito a Ciancimino jr, alla fine, sarà Belpietro, all’epoca direttore di Panorama, che segnala la storia a un suo giornalista, Gianluigi Nuzzi – noto anche per il suo “Vaticano S.p.A.” (Chiarelettere, 2009). “La direzione mi ha chiesto di andare a vedere se c’era qualcosa di interessante – ricorda Nuzzi – Io c’ho fatto una lunga chiacchierata e, vista la quantità di materiale e le rivelazioni clamorose, ho deciso di fare un’intervista”. L’articolo di Nuzzi, pubblicato il 19 dicembre, è caricato a polvere pirica: Massimo Ciancimino parla di trattativa tra stato e mafia, lancia accuse pesanti al capitano dei carabinieri Giuseppe De Donno, lascia intendere di custodire molte altre rivelazioni da sballo, ma che nessuno l’ha mai interrogato.
Non ci vorrà tanto: il 7 aprile 2008 i magistrati palermitani Antonino Di Matteo e Antonio Ingroia lo prendono sotto la propria ala e lo sottopongono al primo di una lunga serie di interrogatori. La Licata sorveglia da vicino l’evoluzione del caso, al quale, a metà luglio, dedica un articolo, “L’importanza di chiamarsi Ciancimino”. “Oggi il giovane Massimo è come un pesce senza acquario”, scrive sulla Stampa, riportando i lamenti del novello testimone, che a questo stadio rivendica ancora di essere “completamente scagionato da ogni sospetto di mafiosità” – in effetti verrà iscritto tra gli indagati per mafia, inchiesta 11.609/08, soltanto a fine ottobre 2010. Quello descritto da La Licata è un “Massimo sotto scorta: addio barche, addio Ferrari. Il ragazzo che impazzava per discoteche, alla Cuba e al Brasil, i migliori anni della sua vita, poi sospettato di pericolosità sociale potrebbe finire in una delle grandi iatture palermitane: la vita sotto scorta”.
Pochi giorni prima, nell’interrogatorio del 9 luglio 2008, Ciancimino jr aveva fatto per la prima volta il nome del senatore Marcello Dell’Utri (Pdl, allora Forza Italia). Ma le sue confessioni detonano soltanto l’estate successiva, quando salta fuori il nome del presidente del Consiglio in carica, Silvio Berlusconi. La storia diventa un tormentone estivo: getta un’ombra mafiosa sulla genesi del governo, ci sarebbe un assegno misterioso del Cav. da 35 milioni di lire che permetterebbe alla mafia di tenere in scacco il premier, ci sarebbero documenti compromettenti custoditi all’estero ma che Ciancimino jr promette di portare al più presto ai magistrati, una volta sbrigate due inezie burocratiche. Per i media, Massimo Ciancimino si dimostra un amante lascivo. Lo ammette anche il pm che lo sta interrogando, Antonio Ingroia, nel suo “Nel labirinto degli dei” (Il saggiatore, 2010):

“Massimo Ciancimino non è certo attaccato alla cultura paterna dell’omertà. Il suo problema è, semmai, l’opposto: quello di parlare troppo, preferibilmente con i giornalisti, specie dei suoi interrogatori, per i quali è tenuto a rispettare la segretezza. Un imputato-testimone che scrive libri imbastiti con il contenuto delle sue dichiarazioni. E’ molto ‘americano’ Massimo Ciancimino, uomo dei media e per i media, nel bene e nel male”.

In un interrogatorio, a metà luglio 2009, persino Ingroia e Di Matteo arrivano a dirgli che sta per passare il segno. La Repubblica, il giorno prima, ha pubblicato una sua intervista intitolata “Ciancimino jr: ‘Ho tutte le carte segrete che spiegano il patto tra mafia e stato’”. Ciancimino nega finché può, dice che il giornalista Francesco Viviano si è inventato tutto, poi ripara su un “sì, sì, ho parlato proprio col dottore Abbate (Lirio, ndr), cioè col dottore Abbate ci ho scherzato, c’ho parlato, ma non è che ho fatto intervista…”. I verbali degli interrogatori sono lettissimi, tanto che il settimanale siciliano S ne pubblicherà un libro antologico.
Il salto di qualità avviene la sera dell’8 ottobre del 2009, ad “Annozero”. Si inizia sul tema della bocciatura del cosiddetto lodo Alfano da parte della Corte costituzionale, con l’ormai tradizionale duello fra Ghedini (Pdl) e Di Pietro (Idv). Ma giusto un quarto d’ora, e poi si passa a un’intervista di Sandro Ruotolo a Massimo Ciancimino. “Suo padre e Provenzano si vedevano spesso?”. “Sì, si vedevano spesso”. “Ha visto Riina anche lei a casa?”. “Sì ho visto Riina”. Poi Massimo Ciancimino, in studio, commenta l’intervista a Massimo Ciancimino appena trasmessa, e riparla di incontri tra suo padre e il boss mafioso Bernardo Provenzano fino al 2002. I brani dell’intervista iniziale vengono mostrati a più riprese, ma purtroppo l’attualità politica tende a trascinare Di Pietro e Ghedini su altri temi. Ciancimino jr fa però in tempo ad attaccare l’ex vicepresidente del Csm Nicola Mancino e l’ex ministro dell’Interno Virginio Rognoni. L’arte maieutica della levatrice Sandro Ruotolo è quella collaudata: “Il signor Franco è dei servizi segreti?”. “Sì, e il signor Franco risponde a mio padre che i carabinieri non sono così ingenui e sprovveduti, ma che c’erano due soggetti informati e costantemente tenuti al corrente di quelle che erano le fasi della trattativa, e nel caso in grado di poter attuare le richieste. Il ministro dell’Interno Mancino e un altro soggetto politico”. “Rognoni?”. “Sì”’. “Quindi suo padre sa questo dal signor Franco?”. “… che sono informati, cosa che non entusiasma mio padre per niente”. “E si fida del signor Franco?”. “Ne parla anche con i Carabinieri e loro stessi gli confermano la stessa cosa”. “Il colonnello Mori?”. “Sì, il colonnello Mori”.
Il supertestimone tornerà a sedersi nello studio di “Annozero” il 10 dicembre. Un’altra puntata cucita tutta attorno a lui, dal titolo “Minchiate”. La vera chiave della strategia comunicativa si ritrova invece in un’altra puntata, quella del 13 maggio 2010. Ciancimino jr deve promuovere il libro “Don Vito”, che è appena uscito, e si lancia nei migliori numeri del suo repertorio: Dell’Utri che “tiene per le palle” Berlusconi, il terrore del giovane Massimo che gira per Palermo con i documenti che svelano dov’è il covo di Riina, la figura del padre ingigantita fino al livello di grande orchestratore di Cosa nostra. Una selezione dei brani più intriganti del libro viene messa in scena in una fiction ad hoc. Si inizia con un’intervista di Sandro Ruotolo al fratello di Massimo, Giovanni Ciancimino, che racconta di un episodio che illustra i rapporti tra il padre e i mafiosi corleonesi. Poi si passa a Massimo, intervistato da Santoro secondo un copione ormai ordinario: il giornalista lancia la domanda in maniera allusiva e pressante, Ciancimino jr abbocca all’esca e dice quello che deve dire. Ne è un esempio la discussione sul numero di telefono che permetterebbe di dare un nome al signor Franco (o Carlo), il fantomatico agente dei servizi che avrebbe condotto la trattativa fra stato e mafia: “In questo telefonino che ci potrebbe dare la conferma dell’esistenza del signor Carlo o signor Franco, c’è una memoria ricca di numeri?”, domanda Santoro. “C’è una memoria ricca di numeri in grado di poter risalire a quelle che erano le utenze in mano a questa gente, non solo del signor Franco ma anche a soggetti a lui legati”. “Soggetti istituzionali?”. Ciancimino si impappina e Santoro incalza: “Importanti?”. Gli ascoltatori, questa volta, vanno a letto con la promessa di Massimo Ciancimino: “Presto si saprà chi è il signor Franco”.

Giusto il tempo di presenziare all’“Infedele” di Gad Lerner (ottobre 2010) e Ciancimino jr, il 25 novembre, torna ad “Annozero” per piangere in diretta non appena la madre, intervistata da Sandro Ruotolo, accenna alle minacce nei confronti del piccolo Vito Andrea, figlio di Massimo. Il tema della serata è la condanna in Appello del senatore Marcello Dell’Utri. Il figlio di don Vito è lì per raccontare a suo modo la nemesi di Dell’Utri: è Massimo Ciancimino a dire che l’ex manager di Publitalia ha “scavalcato” il padre nel ruolo di mediatore della trattativa con i mafiosi, così come a rivelare a singhiozzo i “pizzini” in cui si fa riferimento a un misterioso senatore – Dell’Utri, all’epoca dei fatti, non ricopriva ancora quella carica, ma poco importa.

Forse sui criptici “pizzini”, letti più volte, con grande trasporto, da alcuni attori durante la trasmissione, occorreva andare più cauti. Forse si poteva quantomeno accennare al fatto che, almeno da un mese, su quei dattiloscritti c’erano perplessità pesanti. Non era necessario citare la deposizione con la quale, a fine settembre, l’ex comandante del Ros dei carabinieri Mario Mori aveva spiegato ai giudici quant’era facile fabbricare documenti di questo tipo (“Con la tecnologia attuale la fotocopia di qualsiasi atto è una realtà virtuale”, aveva detto Mori). Sarebbe bastato citare l’articolo di Giovanni Bianconi, pubblicato il 27 ottobre a pagina 20 del Corriere della Sera:

“Gli esami della scientifica non sono stati in grado di indicare l’attribuzione dei manoscritti (le comparazioni con le calligrafie dei principali boss hanno dato tutte esito negativo) e hanno escluso che i ‘pizzini’ dattiloscritti consegnati da Massimo agli inquirenti (quasi sempre in fotocopia) provengano dalle macchine da scrivere trovate in possesso di Provenzano”.

Il percorso del divo dell’antimafia non trova ostacoli, gli autografi non diminuiscono, le richieste di intervista nemmeno e allora è arrivato il momento per un’altra fatica letteraria. E infatti, il giorno prima dell’arresto di Massimo Ciancimino, già diretto verso una Pasqua a Saint-Tropez, esce “Il quarto livello”, libro-intervista scritto da Maurizio Torrealta. Il tocco vincente è nella prefazione, scritta, con molta cautela, da Antonio Ingroia, il pm che indaga da tre anni su Ciancimino jr e che, poco dopo la pubblicazione, lo arresterà, perché la scientifica ha dimostrato nel frattempo che l’elenco dei protagonisti della presunta trattativa stato-mafia, è stato taroccato dal figlio dell’ex sindaco di Palermo. Un vero peccato per Torrealta, che ne aveva fatto il perno del libro, e per Ciancimino jr, fresco di autoincensazione al Festival del giornalismo di Perugia – lo stessa edizione cui partecipano Roberto Saviano e Scalfari.

Il caporedattore di RaiNews24 si è trasformato, con questo libro, nel paradigma dei giornalisti che hanno cavalcato le storie di Massimo Ciancimino: conosce il mestiere, sa mettere i condizionali dove servono, premette che “non è il compito di un giornalista sposare le tesi di alcuno, tantomeno quando la loro formulazione è talvolta imprecisa e frammentaria”. Ma intanto si serve della lista redatta dai Ciancimino come scheletro a cui appendere tutti i misteri d’Italia, dal tentato golpe Borghese all’enigmatica struttura paramilitare Gladio. Seminando interrogativi irrisolti, intrecci cabalistici, coincidenze evocative. Vale a dire, per usare le parole spese ieri dal procuratore di Torino, Gian Carlo Caselli, a difesa dei pm di Palermo, “la tecnica di presentare come verità anche le tesi più assurde”.

FOGLIO QUOTIDIANO
di Marco Pedersini
http://www.ilfoglio.it/soloqui/8663
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Una sentenza di eccezionale modernità dalla Prima sezione Penale della Suprema Corte di Cassazione, che dirime finalmente l'annosa questione della "partita doppia" e che forse, in futuro, impedirà che nella realtà il testo di una discussione divenga stalking ai danni di qualcuno a causa della sua permanenza in rete. Il riferimento personale è agli scritti del maculato, ritenuti inattendibili dal giudizio di un Tribunale, e all'uso fatto dei testi ai miei danni da persone al soldo di coloro che sfruttavano UniNa, il computer della Università Federico II di Napoli. Una situazione che prima o poi mi prenderò il tempo di curare. L.M.

Nella diffamazione via web
il reato si compie
dove le offese
sono viste dal maggior numero di persone



 
Corte di Cassazione - sezione I penale - sentenza 26 aprile 2011 n. 16307


Nella diffamazione via Web il luogo in cui viene commesso il reato va individuato nel punto in cui le offese e le denigrazioni siano percepite dal maggior numero di persone.

Lo ha ribadito la prima sezione penale della Corte di Cassazione con la sentenza 26 aprile 2011 n. 16307. I giudici di legittimità affrontando un caso di diffamazione in cui i server erano dislocati ad Arezzo e l’amministratore del sito era di Sassari hanno precisato che  “il locus commissi delicti della diffamazione telematica è da individuare in quello in cui le offese e le denigrazioni sono percepite da più fruitori della rete e, dunque nel luogo in cui il collegamento viene attivato e ciò anche nel caso in cui il sito web sia stato regitrato all’estero, perché l’offesa sia stata percepita da più fruitori che si trovano in Italia”.

E i giudici hanno ulteriormente precisato che “rispetto all’offesa della reputazione altrui realizzata via internet, ai fini dell’individuazione della competenza, sono inutilizzabili, in quanto di difficilissima se non impossibile individuazione, i criteri oggettivi unici, quali, ad esempio, quelli di prima pubblicazione, di immissione della notizia in rete, di accesso del primo visitatore”.  Non solo. “Per entrambe le ragioni esposte – concludono i giudici – non è neppure utilizzabile quello del luogo in cui è situato il server (che può trovarsi in qualsiasi parte del mondo), in cui il provider alloca la notizia”. 

Documenti e Approfondimenti
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Di Loredana Morandi (del 27/04/2011 @ 19:03:01, in Magistratura, linkato 1625 volte)
Martedì 26 Aprile 2011 09:48

GIUSTIZIA: PALAMARA (ANM), NON SIAMO IN GUERRA


(AGENPARL) - Roma, 26 apr - "Noi non ci sentiamo in guerra con nessuno. In uno Stato di diritto, la magistratura e un'istituzione neutrale che svolge compiti precisi: interpretare la legge, valutarne la conformità alla Costituzione, rivolgersi eventualmente alla Corte costituzionale. Colpisce che questi compiti vengano strumentalizzati e che anche il Ministro della Giustizia utilizzi gli argomenti del premier e di esponenti della maggioranza per attaccare la magistratura". Così Luca Palamara, presidente dell'Associazione nazionale magistrati, in un'intervista sul Sole 24 Ore.

"La gravità del momento impone di essere realisti - prosegue Palamara - La costante opera di delegittimazione della magistratura, fatta di attacchi, insulti, piazze, manifesti oltraggiosi, punta a portarci su un terreno di scontro, a trasformarci in un partito politico, in vista del voto amministrativo. Noi non intendiamo scendere su quel terreno. Intendiamo, invece, denunciare nel merito e nel metodo l'offensiva del governo esplosa dopo il caso-Ruby, così come intendiamo spiegare l'impatto negativo sui processi in corso di certe leggi. Ormai più nessuno nega che anche le recenti iniziative legislative sono dettate da fatti contingenti, ma quelle leggi cancelleranno migliaia di processi, sacrificando le aspettative delle vittime dei reati".

La Rassegna

GIUSTIZIA: PALAMARA, ALFANO SBAGLIA, MAGISTRATI NON IN GUERRA

Agenzia di Stampa Asca - ‎26/apr/2011‎
(ASCA) - Roma, 26 apr - ''I magistrati non sono in guerra con nessuno''. Replica cosi' il presidente dell'Anm, Luca Palamara, al Ministro della giusitizia Angelino Alfano, che ha parlato di ''guerra'' dei pm e della Consulta e di ''armistizio'' offerto ...

Giustizia/ Anm: Riforma puo' trasformare giudici in burocrati

Libero News - ‎26/apr/2011‎
I numeri dei processi contro Silvio Berlusconi "sono a disposizione di tutti e dimostrano che non c'è alcuna persecuzione". Lo ha detto il presidente dell'Associazione nazionale magistrati, intervistato dal Sole 24 Ore. Forse, si chiede il leader del ...

GIUSTIZIA: PALAMARA (ANM), NON SIAMO IN GUERRA

AgenParl - Agenzia Parlamentare - ‎26/apr/2011‎
(AGENPARL) - Roma, 26 apr - "Noi non ci sentiamo in guerra con nessuno. In uno Stato di diritto, la magistratura e un'istituzione neutrale che svolge compiti precisi: interpretare la legge, valutarne la conformità alla Costituzione, ...

Giustizia, Palamara contro Alfano: 'Sbaglia, i pm non sono in guerra'

Blitz quotidiano - ‎26/apr/2011‎
ROMA – ”I magistrati non sono in guerra con nessuno”: il presidente dell'Amn Luca Palamara, intervistato dal Sole 24 Ore, dice di non riconoscersi nel ”linguaggio” usato dal Guardasigilli Alfano, che parla di ”guerra” dei pm e della Consulta e di ...
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Di Loredana Morandi (del 27/04/2011 @ 18:06:00, in Osservatorio Famiglia, linkato 1993 volte)
Perché credete che Don Di Noto abbia scelto il 25 aprile per istituire la Giornata dei Bambini Vittime di Violenza? Ma per contrastare l'Alice Day, naturalmente. L.M.

25 aprile - Pedofilia, Don di Noto:
"segnali forti contro fenomeno indegno"


23/04/2011, ore 12:21


Avola (SR), 23 aprile 2011 - “Onorare degnamente questa Giornata significa non soltanto fare luce sulle condizioni dei minori laddove essi siano privati dei loro inalienabili diritti, ma anche rinnovare fattivamente il nostro impegno affinché siano garantiti, per ogni bambino, rispetto per la sua innocenza, attenzione per i suoi sogni, sostegno concreto per un'infanzia serena”. Ha le idee chiare il presidente della Camera Gianfranco Fini nel suo messaggio di saluto inviato oggi all'Associazione Meter (www.associazionemeter.org) di don Fortunato Di Noto in occasione della XV GBV – Giornata dei Bambini Vittime della Violenza, dell'indifferenza e dello sfruttamento che si aprirà il 25 aprile ad Avola e si chiuderà il 1° maggio prossimo. Il messaggio di Fini si aggiunge a quello del Presidente Giorgio Napolitano che ha “conferito una propria medaglia di rappresentanza” che onora l’evento nazionale e il patrocinio di tutto il Senato e anche la Camera. Per l’occasione 21, tra vescovi e cardinali (Scola, Sepe, Tettamanzi, Lanfranconi, Miccardi, Marcianò, Mondello, Forte, Monari, Mattiazzo ed altri) , hanno fatto arrivare in questi giorni un pensiero e una riflessione coinvolgendo le diocesi e le comunità cristiane.

“SFRUTTAMENTO, COLPA INFAMANTE” - E Fini sottolinea: “Le pratiche dello sfruttamento e della violenza contro i bambini, ancora purtroppo ampiamente diffuse nel mondo, costituiscono una delle più orribili e infamanti colpe di cui ci si possa macchiare”. Tanto che per la terza carica dello Stato, “Di fronte ai bambini soldato, ai piccoli costretti a lavorare in condizioni disumane, a coloro che sono vittime di violenza e soprusi, gli adulti non hanno giustificazioni plausibili e una società che non sia in grado di difenderli è una società fragile ed egoista, destinata alla decadenza civile, morale e culturale”.

“RITROVARE LA VITA E' DARE SPERANZA” - E sul tema della GBV, “Abbiamo ritrovato la vita”, Fini sottolinea: “Ritrovare la vita significa dare nuove speranze a tanti bambini che vivono in una oscura realtà fatta di terrore e di solitudine, di miseria, privazioni e rassegnazione, restituendo forza e vitalità alle loro aspettative di vivere un'esistenza ove non vi sia più spazio per la violenza e per le ingiustizie.

DON DI NOTO: RINGRAZIO NAPOLITANO, FINI E SCHIFANI – Per don Fortunato Di Noto le parole del presidente della Camera, gli attestati e messaggi di Napolitano e Schifani sono espressione “di coraggio e rispetto per i più piccoli. Don Di Noto, auspica che l'incoraggiamento e alla Giornata dei Bambini Vittime sia anche uno sprone affinchè nei lavori parlamentari possa esser presto approvata la ratifica della convenzione di Lanzarote, potente strumento di lotta contro la pedofilia, e la nostra proposta di legge contro la pedofilia culturale, riconfermando la competenze alle Procure Distrettuali per il coordinamento delle indagini, evitando, così come è stato proposto la frantumazione nelle procure territoriali.”, conclude.

http://www.julienews.it/
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Di Loredana Morandi (del 26/04/2011 @ 20:54:45, in Osservatorio Famiglia, linkato 1746 volte)
Le donne americane contro la P.A.S., la cd sindrome di alienazione genitoriale.

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25 Aprile: l'Alice Day e la
Sindrome di Alienazione Genitoriale


http://www.giustiziaquotidiana.it/public/gld_pas_april_25.gif

sono una cosa sola


 
Il 25 aprile in Italia si celebra la "Liberazione", in questa giornata sono molte le piazze e gli antichi saloni che ospitano anziani soldati americani per riascoltare, ancora una volta, il glorioso racconto della liberazione dal nemico nazifascista.

Poi vi è un altro mondo, un mondo nel quale l'uomo è così corrotto, da indirizzare l'intero suo operato verso la "distruzione della specie" e l'atto osceno di spezzare la "Vita", che fiorisce in un bambino. Purtroppo solo dal web sono visibili i luoghi oscuri  nei quali, oggi 25 aprile, si celebra il Child Love Day dedicato ai pedofili che "preferiscono le bambine", ovvero l'Alice Day. Si tratta dei pedofili di scelta "eterosessuale", diversi dai pedofili omosessuali e ancora differenti dalla tipologia più comune e brutale dell' "incestuoso".


E' il 25 aprile del 1856 quando la piccola Alice Liddell diviene l'ispiratrice del personaggio della fiaba "Alice nel paese delle Meraviglie", una data che diverrà la leggenda dello scrittore Lewis Carroll, pseudonimo di Charles Lutwidge Dodgson, nell'immaginario collettivo "culturale" delle comunità degli orchi dell'intero pianeta. Veritiere le accuse di pedofilia nei confronti del fotografo vittoriano Dodgson, per l'attenzione maniacale alla foto di nudo minorile. Tanto veritiere che a lui si ispirò *Lindsay* *Ashford*, il fotografo pedo-necrofilo del sito Puellula, il blog personale del precursore di tutti i siti del BLD/GLD/CLD, di cui resta traccia su di un forum che ne raccolse le oscene vestigia. Per il "simbolismo" delle giornate dell'orgoglio degli orchi cliccare qui.

Per tutto questo ed anche per i rilevanti interessi affaristici: Nambla, North American Men/Boy Love Association, ha scelto il 25 aprile di ogni anno per il pride dei pedofili eterosessuali.

Il perché "
palese" della scelta di celebrare durante il 25 aprile dell'Alice Day la giornata della P.A.S., la falsa Sindrome di Alienazione Genitoriale (Parental Alienation Syndrome), ed il suo celebratissimo autore: lo psichiatra forense "non universitario" e per sua stessa ammissione "pedofilo" Richard A. Gardner, morto suicida all'arma bianca ("letteralmente accoltellandosi con un coltello da macellaio),

ce lo facciamo spiegare dalle donne dell'American Mother Political Party e da un articolo della giornalista Linda Crystal, ripreso anche dalla blogger Claudine Dombrowski, che non può trattenersi ed espolde con un:

What a coincidence... or perhaps not—being that NAMBLA (batterers and Pedophiles) are the only supporters for Parental Alienation Syndrome-- (as this shuts up the victims) ...

Io, invece, assodato che la PAS oltre ad essere un efficace strumento giudiziario per imbavagliare le madri e le vittime dei pedofili è anche una ideologia, vorrei sapere perché, oltre al logo, questi criminali sono tanto presuntuosi quanto privi di ogni fantasia da rinnovare il rituale predatorio sui siti pro P.A.S., ove si trova il gadget dell'orsetto, proprio come si trova Pedobear l'orsetto pedofilo nelle "intenzioni" di ogni pedofilo noto (anche italiano).

Coincidenze? Non credo...

Loredana Morandi

Vedere per credere (e non perdete l'articolo della Crystal):



Pedophile Pride Day aka Alice Day -Is the same day as Parental Alienation Syndrome Awareness Day, April 25, 2011 WATCH YOUR CHILDREN!

What a coincidence... or perhaps not—being that NAMBLA (batterers and Pedophiles) are the only supporters for Parental Alienation Syndrome-- (as this shuts up the victims) see: Family Courts Helping Pedophiles and Batterers Get Custody, by Peter Jamison http://www.sfweekly.com/2011-03-02/news/family-court-parental-alienation-syndrome-richard-gardner-pedophilia-domestic-violence-child-abuse-judges-divorce/

Pedophile Pride Day is the same day as Parental Alienation Syndrome Awareness Day, coming up on April 25, 2011

http://www.paawarenessday.com/

Alice Day is April 25th, WATCH YOUR CHILDREN

A.K.A Pedophile Pride Day

By Linda Crystal

It's called Alice Day, named after Alice Liddell and "Alice In Wonderland", originally Pedophile Pride Day. There is a whole story circulating the net that this holiday was named after the story that we all love so much.

Wow, show you what twisted minds will do. This holiday for pedophiles is this upcoming week. On this holiday the pedophiles celebrate, rape and molestation of little girls. It is okay to celebrate by "loving" a female child that day.

Ugh, how disgusting is this, that we live in a society that allows this sick animals to go around saying these things about our loved ones.

April is also Child Abuse Awareness Month according to this site as well. "April is Child Abuse Awareness month and coincidentally (or karmically), it is also the month in which child rapists/molesters/"lovers" reserve for their special "it's okay to sexually assault children" day - "Alice Day." Alice Day is to sexual predators of children what Christmas is to Christians.

April 25th is Sunday. Please watch your children. This is the best defense against any predator out there. They are looking for latch key kids, kids neglected, kids from chemically abused parents, single parents, kids without rules.

Pink is NOT the color you want to dress your girls in either. Pink is their attraction, so do not dress your little girls in pink. Predators love colors that are sexual like pink, reds, oranges.

This is good news regarding pornography:
MICHAEL GORMLEY, Associated Press Writer 
ALBANY, N.Y. - Internet providers Verizon, Sprint and Time Warner Cable have agreed to block access to child pornography and eliminate the material from their servers, New York's attorney general said Tuesday.

http://tuecaa.wordpress.com/2009/07/07/pedophile-symbols-and-codes-an-update/
Pedophile Symbols and Codes. You need to see this.

  • A heart within a heart, or "GLogo" "GirlLover" is used by pedophiles attracted to girls. The heart in a heart, to them, represents a adult/ female child relationship.
  • A blue spiral-shaped triangle symbol, or "BLogo" "BoyLover", symbolizes a boy (small triangle) surrounded by an older male (larger triangle)- and is meant to show adult/male child relationships.
  • The butterfly CLogo a.k.a. "ChildLover" (commonly looks like four touching hearts) in pink/blue represents non-preferential gender pedophiles (girl or boy attracted, often both).
  • The yin-yang looking circle is CGlogo, used in reference to the website, Common Ground, which was created as a place for both girl and boy attracted pedophiles to meet and sympathize with each other.
  • The pink/blue triangles is "AmaroSymbol" is a variation of the CGLogo.

There are many ways pedophiles and sexual predators will celebrate today:

1. Find activities in their area involving children - such as parties, park outings, sporting events
- They will watch the children, photograph the children, and attempt to have a BM or GM, which stands for "Boy Moment" and "Girl Moment". This includes a conversation with the child, in which they could gain information to get to the child at a later date. However, this could also include just sitting back watching a particular child at play.

They appraise a child's form as if it were that of a stripper in a club, and they write the moment down later for their friends - online and in real life - with added feelings of desire they had while exploring the child's body with their eyes and filthy mind.

Please keep in mind that a child does not have to be nude or in a bathing suit to be visualized that way by these people. They are sick enough to imagine that for themselves.

2. Seek victims for themselves - either through the first option or by riding around looking for easy targets: children walking alone, children playing outside with no supervision, children wandering in a store with an inattentive parent... I don't have to tell you the rest as "victim" says it all.

3. Seek victims for others - through option 1 as well as option 2. The information they attain through their Boy or Girl moment is not always kept to themselves, especially on Alice Day. They get that information and share it to their pedophilia ring friends so that others will have a chance at acquiring a victim at a later date. The children they snare also often become shared sexual toys for themselves as well as others in their group.Al this information came from The Ultimate Evil Website. Everyone needs to read this website and know and understand what child abuse is all about. It is located at the link above, pedophile symbols and codes.

A lot of times, the person acquiring this information isn't even a pedophile, themselves. They are just in it for the money from the sales of the photos and information that a pedophile and child predator can use to get their target.

Also remember that men are not the only perpetrators. Women make up a small percentage of sexual predators and abusers, but they DO exist. Even so far as to pimp out their own children for drugs or other selfish reasons.

I'm sure you're wondering what can be done to spot or stop these people. You can't very well go accusing every person you see in a public venue of being a sexual predator, nor should you be paranoid. Just careful.

It's always better safe than sorry, but there is always common sense.

For instance: if you see a lone person with no children sitting nearby staring at the children at play, it's a pretty good chance he's there for less than honorable reasons. Particularly if he/she has a camera and no credentials to any claim of being a reporter - which should also be questioned and dealt with as any parent would by calling the editor of his paper to check his story should he say this.

If you are quite certain you've spotted someone with ulterior, twisted motives for watching your child or others at play, call the police immediately. Confrontation with a group of concerned parents also works. No violence is necessary as these people fear being caught at their private game and will quickly vacate the area. You also send a strong message that your children are protected and NOT easy targets!

ALWAYS teach children not to talk to strangers.
ALWAYS teach children to never give personal information to a stranger.
ALWAYS teach children to never give the information of another child to a stranger.
ALWAYS teach children to scream, "NO!" and "STRANGER!" very loudly if they encounter someone asking questions or trying to get them to come with them.
ALWAYS teach children to use a secret or safe word or password and to NEVER tell ANYONE, not even their friends, what this word is.People that want tto take photos of your children are especially suspicious. Teach your childen to watch for these types of people. They prey on the innocence of a child.

I know from experience and studying these creeps that they do in fact ride around looking for prey. They are predators. The child that is alone at the park is in trouble. Have your children use the buddy system. My previous article on "What Sexual Predators Don't Want You To Know"

Texting Codes Parents Should Know

Let's face it the kids are out texting us. We need to know what they are saying. Here is a list from The Ultimate Evil website against child abuse, just in case predators text our children. We need to know what these guys and our kids are saying. This is not for modest people. This is 2010, the language is rough. Then there is sexting. Yes sexting. Kids are having sex on the phone these days. Below is a list of codes for all of us parents to know what is being said to our children, especially if they are predators. Predators are always at a child's level and knows everything about children so they can communicate with them. There are many I have never seen before in my life. It reminds me of when we all learned pig latin. Now I am showing my age. However sexting is far more dangerous in the hands of kids. I know that I gave my grand children phones to be safe, but are they?

5 = High Five
121 = One to one 
143 = I love you
182 = I hate you
2moro = Tomorrow 
2nite = Tonight
411 = Information
420 = Marijuana
459 = I love you
4NR = Foreigner
4Q = Fuck you 
8 = oral sex
86 = Get rid of
9 = Parent is watching 
99 = Parent is no longer watching

A3 = Anyplace, anytime anywhere
AAF = As A Friend
ACORN = A Completely Obsessive Really Nutty Person
ADR = Address
AEAP = As Early As Possible 
AFAP = As Far As Possible
AIGHT = Allright
AITR = Adult In The Room 
AMAP = As Much As Possible 
AML = All My Love
AMRMTYFTS = All my roommates thank you for the show
A/S/L - age, sex, locationBJ = Blow job 
BOB = Battery Operated Boyfriend
BZ = Busy
BRB = Be right back
BTW = Back to work

CICYHW = Can I copy your homework
CM = Call me
C-P = Sleepy
C/S = Change subject
COS = Change of subject
CBJ = Covered blow job 
CD9 = Code 9, parents are around
CRB = Come right back
CRBT = Crying really big tears
CT = Can't talk
CTC = Care to chat?
CU = See you
CUL8R = See you later
CUNS = See you in school
CUOL = See you online
CYE = Check your e-mail
CYO = See you online
CYT = See you tomorrowDF = Dear friend
DGA = Don't go anywhere
DH = Dear husband 
DW = Dear wife 
DIKU = Do I know you? 
DL = Down Low (texts) Download (in context of attachments)
DLTM = Don't lie to me 
DNBL8 = Do not be late
DOC = Drug of choice 
DOE = Depends on experience 
DP = Domestic partner 
DUM = Do you masturbate? 
DURS = Damn you are sexy

DUSL = Do you scream loud? 
DWB = Don't write back 
DWPKOTL = Deep wet passionate kiss on the lips
DYHAB = Do you have a boyfriend 
DYHAG = Do you have a girlfriend

EMA = E-mail address
EML = E-mail me later
EMSG = E-mail message

F2F = Face to face 
FAB = Features Attributes Benefits
FB = Fuck buddy
FILF = Father I'd like to fuck
FMLTWIA = Fuck me like the whore I am
FMUTA = Fuck me up the ass
FOAF = Friend of a friend
FTF = Face to face 
FWB = Friends with benefits
FYF = From your friend

GTG = Got to go
G2G = Got to go
GAP = Got a pic? (pic = picture)
GBH = Great Big Hug
GF = Girlfriend 
GLBT = Gay Lesbian Bisexual Transgender 
GLG = Good looking girl 
GLB = Good looking boy 
GNOC = Get naked on cam 
GOS = Gay or straight 
GUD = Geographically undesirable 
GYPO - get your pants off

H&K = Hugs and kisses
H4Y = Hot for you
HBIB = Hot but inappropriate boy

I&I = Intercourse and Inebriation 
IBTC = Itty bitty titty committee
IDK = I don't know
IF/IB = In the front or in the back
IIT = Is it tight?
ILF/MD = I love female/male dominance
ILU = I love you
ILY = I love you
IRL = In real life 
IWSN - i want sex now 
ITS - intense text sex 
IWALU = I will always love you

J/O = Jacking off

KFU = kisses for you 
KFY = Kiss for you 
K4Y = Kiss for you
kitty = Vagina 
KK = Kiss kiss 
KOTC = Kiss on the cheek
KOTL = Kiss on the lips 
KPC - keep parents clueless 
KWSTA = Kiss with serious tongue action

L8R = Later
LB? = Like bondage?
LDR = Long distance relationship
LF = Let's fuck (pedophile lingo would be Little Friend)
LHOS - Let's have online sex 
LHSO = Let's have sex online 
LKITR = Little kid in the room
LOL = Laugh out loud/lots of laughs/lots of love
LMAO = Laugh my ass off
LMFAO = Laugh my f*cking ass off
LMIRL - Let's meet in real life 
LTTIC = Look the teacher is coming 
LUSM = Love you so much
LY = Love you
LY4E = Love you forever 
LYWAMH = Love you with all my heart

MA = Mature audience
MILF = Mother I'd like to fuck
MIRL = Meet in real life
MorF = Male or Female 
MOOS = Member of opposite sex 
MOSS = Member of same sex 
MOS = Mom over shoulder 
MPFB = My personal fuck buddy 
MSNUW = Mini-skirt no underwear 
MTLA = My true love always 
MUAH or MWAH = *it's the sound of a kiss*
MUSM = Miss you so much

NP = Nosy parents
N/T = No text 
NIFOC = Nude in front of computer 
NRN = No reply necessary

OLL = Online love
OMG = Oh my god
OMFG = Oh my fucking god

P = Partner
P&C = Private and confidential 
POS = Parents over shoulder 
PIR = Parents in room 
P911 = Parent alert 
PA = Parent alert 
PAW = Parents are watching 
PAL = Parents are listening 
PBB = Parent behind back
PHAT = Pretty hot and tempting 
PLOS = Parent looking over shoulder 
POM = Parent over my shoulder 
PRON = Porn 
pr0n = Porn (with a number 0 for O)
PRW = Parents are watching

QT = Cutie Q2C = Quick to cum

RL = Real life 
RLF = Real life friend
RNN = Reply not necessary
ROFL = Roll on floor laughing
ROTFL = Roll on the floor laughing
ROFLMAO = Roll on floor laughing my ass off
RPG = Roll playing games
RU? = Are you? 
RU/18 = Are you over 18?

STFU = Shut the fuck up

TTYL = Talk to you later
TTFN = Tata for now
TAW = Teachers are watching
TDTM = Talk dirty to me
TM = Trust Me
TMI = Too much information
TT = Big tease
TYVM = Thank you very much

U = You
U UP? = Are you up?
UR = You are or Your

WTF = What the fuck
WYFM = Will you fuck me? 
WYRN = What's your real name 
WYCM = Will you call me

XOX = Kiss Hug Kiss
XTC = Ecstacy

Y = Yes or Why?
YDKM = You don't know me 
YIWGP = Yes, I will go private
YW = You're welcome

ADDITIONAL INFORMATION

"Age Sex Location" translates to: "I want to know if you fit my age of attraction, if you are the gender I want, and where you live so I can find you" when texted by a predator. It's okay to tell the age and if you're a female or male - this establishes evidence if a predator later claims not to know he/she was talking to a minor. But it is NO ONE'S business where you live. If you want to state the country, that's fine, but not even naming a state is okay.

"Change subject/No text/No reply necessary" can be used to signal the other person that they are being watched.

"Come right back" or terms like "What took you so long?" or anything that makes the child feel rushed or obligated to respond is a warning sign of control, either by a predator or a peer. They should know they are under NO obligation to text/IM/E-mail anyone at any time, unless it is their parents. Anyone who makes them feel they have to report in should be left alone and exposed to parents or teachers immediately. This is a very unhealthy, controlling relationship. Even if it's just a friend.

"Dear Friend" is not acceptable for an adult to tell a child. "Dear Wife/Husband" when said by a teen is a warning sign of a relationship that has gotten way out of hand, particularly if it is with an adult.

"DL" Down low means keep it secret/private. Downloading is a dangerous thing to do with people someone doesn't know or trust. Kids should always know the risks involved in downloading something from another person, particularly someone they only know online. These can contain viruses, Trojans, worms, or even unsolicited pornography. Any of this activity can be brought the attention of law enforcement, particularly if anyone sends your child or teen a nude photograph - wanted or not, which can be considered a felony (depending upon the circumstances and evidence, plea bargaining etc...) when it is from an adult to a minor. (See Sexting for more of my thoughts on teen - to - teen behavior.)

"Do you masturbate/scream loud?" and any other personal questions regarding sex are no one's business! Teens should understand that no one has the right to inquire such things, and if they do, they are to be ignored immediately and reported to a parent, teacher, and ultimately the police, whether the sender is known or not. Such questions are geared toward having a sexual relationship, and should be viewed as a serious threat.

"Do you have a boyfriend/girlfriend?" when asked by a stranger online is intrusive and should be ignored. "I'm sorry but that's really none of your business," would be the appropriate response. A teen may think it's innocent curiosity, but they do not know who is asking that question. It is highly inappropriate for an adult to inquire that of a minor who they do not know, and if this is an online personality, there is no way the teen knows if this is an adult or an adult pretending to be a teen. The reason for an adult to ask this of a minor is because that adult wants to be that minor's bf/gf. Even if the teen says yes, this will not dissuade the adult predator, only let him/her know the teen may be sexually active and they need only find a way to come between her/him and the real life bf/gf.

"Friend of a friend" translates to: I Am A Stranger!

"Friends with benefits," "Fuck buddy," and similar are exactly what they sound like.

"Face to face" means the person wants to meet offline.

"Got a pic" - kids/teens should NEVER share their photos with anyone they don't know. They can never get them back and they never know who is doing the asking or for what purpose.

"In front" or "In back" refer to sexual positions.

"Is it tight" refers to a girl's vagina/virginity.

"I love you" is never okay for a stranger to tell a teen/child, or vice versa.

"Parent/Mom/Teacher/Kid in room" is a sure sign there is something that NEEDS to be monitored. Adults have to remember THEY pay the bills and the child is THEIR responsibility. By "respecting a child's privacy," you are hanging a sign around your child's neck saying, "Do what you want - I will completely ignore your sexual advances and illegal behavior that will ruin my child's life forever."

"Private" means that no one else can see the conversation, like if they were in a chat room. If it's in an IM that is being monitored, this could also refer to private e-mails that no one else can read.

"Real life" refers to offline life, so if someone wants to meet IRL (in real life), they want to take their relationship from cyberspace into the real world for physical contact.

"Roll playing games" on the internet more often than not involve online sex, and are highly addictive and emotional since the characters get to act out their deepest fantasies. RPG's almost always result in offline meetings when kids or teens are involved. It's a grooming tactic, a way for predators to help their victim become comfortable with sex. Please don't confuse this with real games out there that involve taking over castles or defeating enemy armies. Use your judgment when you see you child engaged in a RPG, but remember that games which allow interaction with other gamers are just as dangerous if not more than chatting with strangers. Gamers become close friends online, and this is a way for a predator to form a tight bond with the target.

"What's your real name?" and other questions asking address, private contact information, phone number etc.. are red light questions that someone is trying to get personal information to use in a way neither you nor your child will want.

"XTC" is a drug.

"XOX" is as we all know the symbols for kisses (x) and hugs (o); however, this has no place in the conversation between an adult and a minor.

"Take off your clothes," and "Get naked on cam" etc... Sexually explicit dialogue is NEVER okay, not even teen-to-teen, and should be ignored immediately and reported to parents, teachers, and most importantly, police. What happens on text always has the potential of happening in real life, especially if the person is known to the teen. If the person is a predator, this could lead up to abduction and rape.

Code can be and is often used in sentences, as well: 
"W4nt 2 go 2 the m411 t0d4y?" translates to: "Want to go to the mall today?"

To some, this list and the translations may seem reaching or even as the old adage goes: Seek and ye shall find, meaning if you're looking for something bad, you'll see it even if it's not there. This, simply, is not the case here. These codes and their meanings are quite popular and no secret at all. I, myself, have used some of these codes in adult conversations. Those of us who use them know quite well what we mean when we say them, and we know minors have no business using them and no adult has any right using them with a minor.

Makes me want to rally watch what letters I am typing while I text for sure, lol. :)

I cannot take the credit for all this information. I wanted to bring it to your attention because of Alice Day April 25th coming up. The website is Ultimate Evil and it is a Child Abuse Awareness Site. I have listed the web address above.

The website also talks about correct Wiccan rituals that are being altered and other rituals being used to molest even more children. Yes it happens in all religions so no one is exempt.

WATCH YOUR CHILDREN

More resources
  • What Predators Don't Want You To Know By Linda Crystal
  • 4 Safety Tips For Parents From NY State Division Of Pollce By Linda Crystal
  • Buffalo, NY Has 734 Sexual Offenders By Linda Crystal

http://kmfcj.blogspot.com/2011/03/pedophile-pride-day-aka-alice-day-is.html

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Di Loredana Morandi (del 24/04/2011 @ 09:01:34, in Redazionale, linkato 1768 volte)
risorto_pal_600

E' Risorto, è sempre con noi, Alleluia!




"Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli.
Beati gli afflitti, perché saranno consolati.
Beati i miti, perché erediteranno la terra.
Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia, perché saranno saziati.
Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia.
Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio.
Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio.
Beati i perseguitati per causa della giustizia, perché di essi è il regno dei cieli.
Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno
e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia.
Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli.
Cosí infatti hanno perseguitato i profeti prima di voi".

(Matteo 3:5-13)

Auguri di buona Pasqua!

Loredana Morandi
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