Immagine
 una rosa è una rosa, è una rosa ...... di Lunadicarta
 
"
Il sentimento di giustizia è così universalmente connaturato all’umanità da sembrare indipendente da ogni legge, partito o religione.

Voltaire
"
 
\\ Home Page : Storico per mese (inverti l'ordine)
Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Loredana Morandi (del 30/09/2011 @ 15:15:02, in Magistratura, linkato 1442 volte)
Giustizia, Camera, primo ok a legge
per giovani toghe in Procura

Opposizioni soddisfatte: Su efficienza sistema riforme possibili

TM News | 30/09/2011 - 10.02

ROMA - I magistrati di prima nomina potranno lavorare in Procura e anche assumere le funzioni di giudice monocratico per quanto riguarda i reati meno gravi: la legge, di iniziativa parlamentare (si basa su proposte di Udc, Pd e Idv), ha passato il primo scoglio oggi con il voto di tutti i gruppi nell'aula della Camera. Dopo lo scarso successo dei tentativi fatti attraverso norme su incentivi economici e trasferimenti d'ufficio, potrebbe trovare soluzione il problema dei vuoti d'organico delle cosiddette sedi disagiate: ci sono circa trecento magistrati che terminano il tirocinio e dovranno scegliere la destinazione a novembre. La palla passa ora al Senato, che visto il consenso bipartisan alla Camera, e l'urgenza della materia, potrebbe concedere al provvedimento una corsia preferenziale.

Si tratta di una materia sulla quale finora si era mosso il Governo attraverso alcune deroghe ai severi limiti che la legge vigente impone ai magistrati che terminano il tirocinio. Un tema sul quale sia l'Anm che il CSM avevano chiesto più volte l'intervento del legislatore. La nuova legge, comunque, mantiene il divieto per quanto riguarda l'assunzione delle delicate funzioni di giudice per le indagini preliminari o giudice per l'udienza preliminare.

La collaborazione fra maggioranza e opposizione è "un buon viatico - ha dichiarato in aula il relatore, Roberto Rao (Udc) - per provvedimenti di pari importanza e magari di impatto anche maggiore dal punto di vista mediatico per quanto riguarda l'opinione pubblica, come quello relativo alle intercettazioni, sul quale probabilmente ci confronteremo tra qualche giorno. E' la dimostrazione che questo Parlamento può risolvere ancora molti problemi della giustizia a partire dalla sua organizzazione, soprattutto se questi provvedimenti e questi problemi vengono affrontati senza pregiudizi e guardando magari soltanto all'efficienza del sistema giustizia". In una nota, anche Donatella Ferranti (Pd), promotrice di una delle proposte di legge confluite nel testo approvato, ha parlato di "un buon segnale" che "dimostra che anche sulla giustizia, se si accantonano le leggi ad personam, si possono ricercare intese costruttive".
Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Loredana Morandi (del 30/09/2011 @ 14:59:07, in Magistratura, linkato 1426 volte)
Sono interdetti ai giornalisti il terzo e i quarto piano del palazzo di Giustizia di Bari. Estremi rimedi, giustificati soprattutto dal fatto che ci sono già le vittime di questo scandalo tra i giornalisti, anche se non mi par di rilevare che le testate siano quelle che hanno lucrato realmente con l'affaire. L.M.

Escort: Atti Roma giunti a Bari

Pg Bari decidera' su assegnazione


30 settembre, 13:06

BARI - Sono arrivati a Bari, dalla procura di Roma, gli atti dell'indagine sui soldi che Gianpaolo Tarantini ha ricevuto dal premier Silvio Berlusconi tramite il faccendiere Valter Lavitola. Gli atti si trovano materialmente nella segreteria del procuratore aggiunto Pasquale Drago.

Sarà il procuratore generale presso la Corte d'appello di Bari, Antonio Pizzi, a decidere a chi dovrà essere assegnato il fascicolo sul caso Tarantini giunto stamani nel capoluogo pugliese da Roma. E' quanto viene fatto rilevare in ambienti giudiziari baresi dopo l'astensione del procuratore di Bari, Antonio Laudati.

Il pg Pizzi, probabilmente già oggi, dovrà decidere sulla dichiarazione di astensione del procuratore Laudati. Se dovesse accoglierla, dovrà individuare il pm che potrà seguire il caso. La scelta può ricadere anche su un pubblico ministero appartenente alla procura di Lecce (da applicare a Bari) poiché Laudati è indagato dalla procura salentina.

La procura di Bari è stata interdetta ai cronisti: lo hanno comunicato i carabinieri ai giornalisti che si trovavano nel palazzo di giustizia. I piani interdetti sono il terzo e quarto: a quest'ultimo piano si trovano anche le stanze del procuratore Antonio Laudati e degli aggiunti Anna Maria Tosto e Pasquale Drago. Nella segreteria di quest'ultimo sono da stamattina gli atti provenienti da Roma dell'indagine sui soldi che Berlusconi ha elargito a Tarantini tramite Valter Lavitola.

Il procuratore generale di Bari, Antonio Pizzi, ha risposto con una serie di 'no comment' alle domande dei cronisti che gli chiedevano informazioni a proposito dell'indagine sui soldi che Silvio Berlusconi, ha dato a Gianpaolo Tarantini tramite Lavitola. "Qualsiasi cosa dicessi potrebbe essere strumentalizzata", ha tagliato corto.

Nessuna risposta dal procuratore generale anche sui tempi riguardanti la sua decisione di indicare il magistrato che dovrà occuparsi dell'indagine. Pizzi ha ricordato ai cronisti il particolare momento in cui si trova la Procura pugliese e ha confermato di essere chiamato a pronunciarsi sulla astensione del procuratore di Bari solo sulla base della dichiarazione di astensione inviatagli da Laudati, e non sulla base degli atti, che non saranno trasmessi alla Procura Generale.
Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Pg: Sollecito-Knox,
pericolo fuga in caso di assoluzione

'Guede unico colpevole? Non crediamo a favole'

http://www.giustiziaquotidiana.it/public/meredith_kercher.jpg

30 settembre 2011, 13:56

PERUGIA - Cominciate le repliche nel processo d'appello a Raffaele Sollecito e ad Amanda Knox per l'omicidio di Meredith Kercher. In base al programma attuale la Corte d'assise d'appello entrerà in camera di consiglio lunedì. Sollecito e la Knox, entrambi detenuti dal 6 novembre del 2007, sono stati condannati in primo grado a 25 e 26 anni di reclusione (la sola americana deve rispondere anche di calunnia nei confronti di Patrick Lumumba). Nel processo d'appello i pg hanno chiesto per loro l'ergastolo. La loro assoluzione è stata invece sollecitata dalle difese. I due giovani si proclamano infatti innocenti.

PG, GUEDE UNICO COLPEVOLE? NON CREDIAMO A FAVOLE - ''Rudy Guede unico colpevole? Alle favole non ci crediamo e non ci dovete credere nemmeno voi'': lo ha detto, rivolgendosi alla Corte di Perugia, il pg Giuliano Mignini nella sua replica nel processo d'appello a Raffaele Sollecito e ad Amanda Knox per l'omicidio di Meredith Kercher in corso a Perugia. Il magistrato ha ribattuto cosi' alle tesi difensive secondo le quali la studentessa inglese sarebbe stata uccisa da un solo aggressore. Mignini ha tra l'altro ricordato che Guede frequentava il campo di basket antistante la casa del delitto e l'Universita' per stranieri, ma abitava anche non lontano da Sollecito.

''Quando ho sentito nei tg la frase 'crocifissa dai media' ho pensato alla Stefanoni...'': a dirlo e' stato il pg Giuliano Mignini replicando alla definizione utilizzata ieri dai difensori di Amanda Knox per la giovane americana. Il riferimento e' stato alla biologa della polizia scientifica Patrizia Stefanoni il cui operato nell'inchiesta sull'omicidio di Meredith Kercher e' stato al centro di intense polemiche.

''Per Amanda e' stato in parte cosi' - ha detto ancora Miginin - ma dopo la sentenza di primo grado a oggi ci vuole un coraggio da leone per sostenerlo. E' lei che ha a disposizione una struttura pubblicitaria costata un milione di dollari. Una cosa mai vista''. ''Si e' parlato di processo amandocentrico - ha sostenuto ancora il magistrato - ma sono stati loro (i due imputati - ndr) a stringere un patto d'acciaio per buttarla tutta contro il nero''. Mignini ha parlato di un terzetto formato ''da due ragazzi di buona famiglia, con le spalle coperte, e da Guede, il ragazzo che deve pagare per tutti''. Mignini ha infine parlato di un ''rischio di fuga all'estero al quale non sara' possibile rimediare piu''' in caso di assoluzione. ''A voi l'onere - ha concluso Mignini - di difendere lo Stato sovrano''.

PG: HANNO UCCISO PER NIENTE MA HANNO UCCISO - ''Hanno ucciso per niente, ma hanno ucciso'': lo ha ribadito il Pg Manuela Comodi nella sua replica nel processo a Raffaele Sollecito e ad Amanda Knox per l'omicidio di Meredith Kercher. ''Sono giovani - ha detto il magistrato riferendosi agli imputati - ma anche Meredith lo era. Meritano il massimo della pena che per fortuna nell'ordinamento italiano non e' quella di morte''.

Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Loredana Morandi (del 29/09/2011 @ 19:12:02, in Magistratura, linkato 1599 volte)

INCHIESTA ESCORT/ GLI SCENARI

 

Quattro procure per un'inchiesta
possibile il conflitto in Cassazione

Per i giudici del Riesame la competenza spetta a Bari, dove però il procuratore capo è indagato per i presunti tentativi di insabbiare la vicenda delle ragazze a pagamento portate da Tarantini a Berlusconi. Procedono i colleghi di Lecce, che potrebbero prendere in mano il fascicolo

di GIULIANO FOSCHINI e ALESSIA RIPANI


Davvero arriverà a Bari l'inchiesta sulle menzogne di Tarantini e Berlusconi nell'affare escort? O sarà Lecce a prendere in mano le carte? La decisione del Tribunale del Riesame di Napoli, che ieri ha individuato in quella di Bari la Procura competente a indagare sulle elargizioni di denaro fatte da Silvio Berlusconi a Gianpaolo Tarantini, ritenendo sussistente il reato di istigazione a rendere false dichiarazioni ai magistrati, apre una serie di scenari dove non si esclude il conflitto di competenza dinanzi alla Cassazione.

Sono quattro infatti le procure fin qui coinvolte: Napoli, Roma, Bari, e per finire Lecce, dove si procede proprio sul ruolo dei magistrati baresi nella gestione dell'inchiesta. Con il capo della procura Antonio Laudati indagato per favoreggiamento, abuso d'ufficio e violenza privata nei confronti dell'allora titolare delle inchiesta Giuseppe Scelsi, querelato per calunnia dallo stesso Laudati. Una vicenda finita anche davanti al Csm, che già la settimana prossima sulle stesse vicende sentirà altri pm baresi, compreso l'aggiunto Anna Maria Tosto. Insomma, una situazione quanto mai delicata, che nessuno nel palazzo di giustizia ora si sbilancia a commentare. "Aspettiamo di leggere le carte di Napoli".

Per i giudici campani l'approdo naturale dell'inchiesta dobrebbe essere Bari: è qui che Tarantini ha dichiarato davanti ai pm che il presidente del consiglio non sapeva che le ragazze da lui portate fossero escort. Per questo motivo la procura di Bari ha escluso ogni responsabilità di Berlusconi, considerato "l'utilizzatore finale" delle notti brave a base di escort procurate dall'amico Gianpi. L'inchiesta della procura di Napoli ipotizza però che le dichiarazioni di Tarantini fossero false perché istigate dal Cavaliere che aveva promesso a Gianpi utilità in cambio del suo silenzio. Questa nuova ipotesi accusatoria potrebbe ora però finire sulle scrivanie dei magistrati di Lecce. Secondo alcuni infatti, Bari non si potrebbe occupare più della vicenda perché il suo procuratore è indagato nel capoluogo salentino per un reato connesso al fascicolo Tarantini.

La decisione avverrà nelle prossime ore. E del caso potrebbe essere investita direttamente la Cassazione che qualche mese fa si è espressa su un caso simile (Toro-Appalti del G8) spostando la competenza da Firenze a Perugia. Se l'orientamento dovesse rimanere lo stesso, la guerra di competenze la dovrebbe vincere la procura di Lecce.

Per il momento negli uffici della procura barese nessuno parla. I pubblici ministeri che hanno ereditato il fascicolo da Scelsi (ora passato alla procura generale e diventato accusatore del suo ex capo) Eugenia Pontassuglia e Ciro Angelillis sono chiusi in una stanza a discutere di lavoro. Il procuratore è nei suoi uffici, ma non riceve i giornalisti. Il fascicolo napoletano trasmesso a Roma contiene anche gli interrogatori di Scelsi e della pm Pontassuglia sentiti in merito al presunto tentativo di insabbiamento dell'inchiesta, chiusa una decina di giorni fa, dopo circa tre anni, con la notifica di otto avvisi di conclusione delle indagini, tra cui quello per Sabina Began. Gli stessi verbali sono in possesso della procura di Lecce. E del Csm. Anche queste carte dunque arriverebbero a Bari. Sempre se Roma le manderà: a questo punto, infatti - si nota maliziosamente nei corridoi baresi - un conflitto di competenza dinanzi alla Cassazione, potrebbe sollevare da parecchi imbarazzi. 

TUTTE LE CARTE DELL'INCHIESTA
(27 settembre 2011)

CASO TARANTINI

Escort, tutte le carte dell'inchiesta

Atti, intercettazioni, approfondimenti dello scandalo sessuale che travolge Silvio Berlusconi



LE INTERCETTAZIONI
"Tutte sull'aereo presidenziale, faccio il premier a tempo perso"
"Ieri sera avevo la fila, qui ce ne sono quaranta"
"Le ragazze sono foraggiatissime, non prendiamole alte"
"Cancelliamo la Arcuri, è volgare"IL VIDEO
La selezione delle ragazze, "facili" o "d'immagine"
Began a Tarantini: "Pago tutto io ti prego, portami le ragazze"
Berlusconi in Cina, visto-lampo per Gianpi. "Devo organizzare una serata, lui si rompe"
"Quello è impazzito, organizziamo". Due parlamentari reclutavano escort
Da Finmeccanica ai gasdotti, così Berlusconi mediava per Gianpi
Il premier: "Una notte con Belen ma non facemmo l'amore"
Bilaterale Romania, nelle pause "organizzano". L'ok a Lady Asl
“Barbara da Silvio” e il boss approvò


GLI ATTI
Escort prigioniere a Palazzo Grazioli: "Berlusconi ti darà i soldi"
La pm e gli omissis per salvare la dignità delle donne
Escort anche per un magistrato, a cena con il manager Finmeccanica
Ricche e annoiate, le amiche di Nicla dal premier
Tarantini e De Santis 'puntavano' al gasdotto Italia-Albania
Ecco tutti i nomi baresi della rete di Gianpi
Cena a luci rosse per il pm Bottazzi: "Ma non lo conoscevo"
Le "spese" di Gianpi per le escort, oltre 80mila euro in 9 mesi
Indagini su appalti a Bari, nello stralcio l'associazione per turbativa d'asta


GLI INTERROGATORI

Gianpi ai pm: "Mi fidavo di Lavitola perché fu Berlusconi a dirlo"
Patto Scelsi-Gianpi: "Se parlo non mi arresta"
Nicla: "Il premier ci disse 'fidatevi di Lavitola'"
Gianpi, quegli incontri tra il legale e Laudati: intercettazioni e gossip
"Ho chiesto a Berlusconi perché i politici pugliesi li ho denunciati tutti"
Tarantini, interrogato in carcere "Soldi chiesti per necessità"
I magistrati baresi ai pm di Napoli e Lecce: Laudati sott'accusa


MULTIMEDIA

Le 'fidanzate' per il premier
Le dichiarazioni choc di Terry De Nicolò
La Arcuri alle Iene, l'intervista che irrita il premier
Sabina Began: "Silvio ci sfama tutte"
Montereale: "Così Gianpi ci reclutava"
D'Alema: "Forse usato per accusare il Pd
La Tarantineide diventa cartoon
Fotostoria: la guerra tra toghe
Il memoriale di Gianpi (.pdf)
Le Papi-girl
I fratelli Arcuri nell'inchiesta
Nicla, dal Billionaire all'incubo

(18 settembre 2011)

http://bari.repubblica.it/cronaca/2011/09/18/news/escort_le_carte_dell_inchiesta-21852644/

 

Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Loredana Morandi (del 29/09/2011 @ 19:08:16, in Magistratura, linkato 2398 volte)
CASO TARANTINO

Inchiesta escort, gli atti a Bari
Il procuratore Laudati si fa da parte

I pm baresi dovranno decidere se iscrivere Berlusconi nel registro degli indagati e se emettere una nuova ordinanza di custodia cautelare nei confronti di Lavitola. Il procuratore di Lecce: "Nessuna connessione"

di GIULIANO FOSCHINI

Inchiesta escort, gli atti a Bari Il procuratore Laudati si fa da parte Valter Lavitola
La Procura di Roma ha deciso di inviare gli atti dell'inchiesta sul caso escort alla magistratura di Bari, indicata dal Tribunale del Riesame di Napoli competente sul caso. La decisione è stata presa stamani nel corso di una riunione tra il Procuratore Giovanni Ferrara e l'aggiunto Pietro Saviotti. La decisione sarebbe legata alla necessità di definire la posizione di Valter Lavitola, il giornalista latitante nei confronti del quale pende un'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dai pm napoletani e che rischia di decadere se non rinnovata entro 20 giorni a partire dal deposito delle motivazioni del riesame di Napoli.

La procura di Bari aspetta di leggere ufficialmente gli atti. Ma ha già deciso - in una serie di incontri avuti nei giorni scorsi - di dichiararsi competente. Per evitare conflitti, infatti, si asterrà il procuratore Antonio Laudati che è indagato a Lecce. Del fascicolo se ne occuperà così uno degli aggiunti, probabilmente il sostituto Anna Maria Tosto. Una volta arrivato il fascicolo, i pm baresi dovranno decidere se iscrivere il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi. Ed eventualmente dovranno decidere anche se emettere una nuova ordinanza di custodia cautelare nei confronti di Lavitola.

Il procuratore di Lecce, Cataldo Motta, in merito alla posizione di Laudati e alla competenza dell'inchiesta tra le
diverse procure che si sono interessate del caso, ritiene che "non vi sia alcuna connessione" tra l'indagine istruita a Napoli sui soldi che Berlusconi ha elargito a Tarantini e l'inchiesta in corso nel capoluogo salentino sul procuratore di Bari. Secondo Motta, "sulla base degli articoli 11 e 12 del Codice di procedura penale la connessione è da escludere, noi pertanto non chiederemo gli atti" dell'inchiesta istruita a Napoli. Il procuratore fa anche notare che "non spetta al pubblico ministero, in questa fase, stabilire la competenza ad indagare, perchè vi sono già provvedimenti di magistrati giudicanti, che sono gli unici titolati a pronunciarsi sulla competenza dei pubblici ministeri".
 

(29 settembre 2011)
http://bari.repubblica.it/cronaca/2011/09/29/news/inchiesta_escort_gli_atti_a_bari-22407051/

****

INCHIESTA ESCORT

Il Riesame di Napoli accusa
“Sottovalutate le prove dei reati”

“Dalla D’Addario alla Montereale, il premier sapeva”. Le toghe di via Nazariantz: le donne erano lo scambio per la corruzione. Al vaglio l’iscrizione fra gli indagati del presidente del consiglio nel fascicolo stralcio sugli appalti relativi a Finmeccanica e Protezione civile

di GIULIANO FOSCHINI

Il Riesame di Napoli accusa “Sottovalutate le prove dei reati”
Le intercettazioni telefoniche contenute nel fascicolo di Bari "documentano incontrovertibilmente la consapevolezza del Presidente della natura mercenaria dei suoi rapporti sessuali", nonché "la qualità di escort delle ragazze presentategli dall'imprenditore barese". Non solo: dimostrano che Tarantini "nelle dichiarazioni rese all'autorità giudiziaria di Bari il 29 e 31 luglio del 2009 fu certamente reticente relativamente al coinvolgimento del Premier e, a tratti, addirittura mendace". E' questo il passaggio probabilmente più forte dell'ordinanza del tribunale del Riesame di Napoli con la quale i giudici l'altra notte hanno rimesso in libertà Tarantini e sua moglie Nicla. Ed è anche il passaggio che suona più di ogni altro come un atto di accusa per il lavoro dei colleghi baresi che non hanno ritenuto di iscrivere nel registro degli indaganti il presidente Silvio Berlusconi. "Nessun reato commesso dal premier" disse il procuratore Laudati il giorno del suo insediamento.

In realtà - spiegano oggi fonti investigative - l'impostazione della procura di Bari non è diversa da quella dei colleghi napoletani. I pm baresi sono consapevoli che Berlusconi sapesse che molte delle donne portate da Tarantini fossero escort, tanto che lui stesso le pagava. "Ma questo - è il ragionamento degli inquirenti - non basta a iscriverlo nel registro degli indagati per prostituzione, altrimenti dovremmo denunciare tutti i clienti di prostitute". L'ipotesi è più
raffinata e assai più preoccupante per il premier: quelle escort potrebbero rappresentare uno "scambio di favori" tra Berlusconi e Tarantini, la prova di una corruzione. Ecco perché i pm Ciro Angelillis ed Eugenia Pontassuglia stanno valutando l'iscrizione del presidente del consiglio nel fascicolo stralcio sugli appalti di Finmeccanica e Protezione civile. Fascicolo al quale sono allegate una serie di intercettazioni telefoniche nelle quali è evidente che il premier pagava le ragazze.

Berlusconi a Tarantini
Ad ammettere la circostanza era, d'altronde, lo stesso presidente del Consiglio al telefono con Tarantini. Siamo nei primi giorni del 2009, i due discutevano del capodanno passato a Villa Certosa dal Cavaliere insieme con una trentina di ragazze, tutte alloggiate nei bungalow della villa. "Ho la fila fuori..." si schermiva al telefono Berlusconi con Gianpi. Per poi spiegare: "Sai, sono ben foraggiate. Le devo m andare via con le cannonate: il prezzo è buono, il vitto anche".

Vanessa Di Meglio
"Chi paga?" chiede "l'amica" di Tarantini a Gianpi prima di trascorrere una "serata elegante" con il presidente del Consiglio. "Chiediamo a lui (ndr, Berlusconi) o a te?". La mattina dopo informa Gianpi: "Mi ha fatto un regalo. Ma le altre ragazze hanno chiesto. Io no"

Patrizia D'Addario
"Guarda mi dispiace io avrò portato almeno cento donne... Ma è la prima volta che succede, che non dà la busta". Gianpaolo Tarantini è mortificato con Patrizia D'Addario: il Cavaliere aveva dimenticato di ricompensarla dopo la notte d' amore. Patrizia era arrabbiatissima: "Tu avevi detto che c' era una busta, no? (...) Beh, a tutte ha lasciato la busta!".
Tarantini: "A tutte!".
D.: "Cinquemila euro?".
T.: "A chi 5, a chi 10, a chi 3, a chi 15, a chi 20, a chi gli ha regalato la macchina...".
D.: "Ah, la macchina addirittura ? A me mi ha lasciato questo.... Aspetta, te lo faccio vedere: la tartarughina".
Dino (autista di Tarantini): "Mò , è bellissima!".
D.: "E non vale un cazzo, che ci devo fare con questa ? (...) Sono gioielli rifatti, che lui spacciava per Tiffany (...)".
T.: "(...)Guarda mi dispiace io avrò portato almeno cento donne... Ma è la prima volta che succede, che non dà la busta".

Barabara Montereale
Parla di una busta anche Barbara Montereale, ospite a Villa Certosa.
 Tarantini: "Ma poi non abbiamo parlato, ma che ha detto lui, rimase contento si?".
Montereale: "Si è rimasto contento mi ha dato la busta.. e il pensierino che... il bracciale che io volevo che non c' era la sera prima alla festa ".

Ioana Visan
 Tarantini è intercettato in ambientale con Ioana Visan, una delle sue ragazze. E si informa com' è andata la serata.
Tarantini: "Pure a Barbara ha dato i soldi si? E alla brasiliana?". Visan: "Si, si".
T.: "E' generoso, lui comunque".
 

(28 settembre 2011)
http://bari.repubblica.it/cronaca/2011/09/28/news/il_riesame_di_napoli_accusa-22332718/
Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Una vicenda da seguire su Facebook a questo LINK ... L.M.

Angela Celentano, testimone:
E’ viva. Fu rapita e venduta a famiglia facoltosa

http://www.giustiziaquotidiana.it/public/angela_celentano_presunta.jpg


La scomparsa della piccola Angela Celentano è uno di quei gialli irrisolti che hanno segnato le cronache italiane. Angela aveva appena tre anni quando nel 1996, nel corso di una gita sul monte Faito (Napoli) in compagnia della propria famiglia, sparì nel nulla. Da allora nessuna notizia, ma solo una triste rassegnazione che con il passare degli anni è avanzata a spese della speranza.
Che fine abbia fatto la bambina non è stato dato sapere, almeno fino ad oggi.
Il settimanale Cronaca Vera, infatti, ha pubblicato un articolo in cui viene dato spazio alle parole di una donna che sostiene di sapere che Angela, oggi diciottenne, è in buono stato di salute, vive all'estero, ma soprattutto che, quindici anni fa, fu vittima di un rapimento pianificato. Angela sarebbe stata letteralmente prelevata da un'associazione criminale che è impegnata nella 'vendita' di bambini di piccola età a famiglie facoltose e desiderose di diventare genitori adottivi.
Il racconto shock della donna, che già tempo fa ci contattò per raccontare la propria storia, è al vaglio della Direzione distrettuale antimafia (Dda) di Napoli che ha aperto un fascicolo sul caso, avviando le opportune indagini. Per cercare di fare luce sulla vicenda si sarebbero mossi anche i Ros dei carabinieri di Roma.
A supportare l'ipotesi, la donna ha fornito prove fotografiche di una ragazza che somiglia in maniera impressionante ai familiari naturali della piccola Angela. La testimone oculare ha dichiarato di essersi diretta personalmente sul luogo che ospiterebbe la soluzione a un giallo dai contorni inquietanti.

L'organizzazione criminale - Queste le dichiarazioni che Vincenza Trentinella, questo il nome della coraggiosa donna, fece pervenire alla nostra redazione nel maggio scorso:

"Su segnalazione di un personaggio molto importante mi veniva fatta confidenza di ogni dettaglio riguardante la storia di Angela Celentano (dove fosse, con chi fosse ed il perché ci fosse). Li per li, mi incuriosì ma non più di tanto. Mi fece anche altre confidenze ma non diedi molta importanza. Poi causa una malattia venne a mancare e sei mesi dopo tutta la stampa italiana parlava di una Chiesa su cui il personaggio mi aveva rivelato determinate cose che ora venivano a combaciare esattamente con la realtà. Incominciai a pensare:  'Se tanto mi da tanto allora quello che mi fu detto era vero'.
Mi misi ad indagare fino a giungere sul luogo ove il personaggio mi aveva  rivelato si trovasse Angela. Ma la cosa più sconvolgente è che tutto quello che vedevo era esattamente come me lo aveva descritto. Dunque recatami sul luogo preciso, vidi Angela camminare con due coetanee. La seguii e la filmai (da cui la foto conosciuta). Rientrata in Italia mi recai alla Procura della Repubblica di Napoli, parlai con il Procuratore Capo sbagliato perché non mi informò che due tre giorni dopo sarebbe andato in pensione, quindi il verbale della mia deposizione rimase in un cassetto.
Il 22 settembre 2009 invece grazie ad una presentazione andai a deporre dal Sostituto Procuratore della DDA di Napoli che aprì un fascicolo ed iniziò le indagini. Indagini tuttora in corso perché l’inchiesta si è rivelata complessa. Ad occuparsi delle indagini c’è il raggruppamento dei Ros. Non meno importante è l’aver appreso la composizione della loro intera organizzazione. Questi bambini rapiti vengono portati in luoghi che non fanno parte della comunità europea, vengono venduti dagli intermediari. Questi bambini vengono cresciuti in famiglie apparentemente normali.

Le minacce - Recentemente a causa di una querela fattami dai Celentano per diffamazione (rivelatasi strumentale perché io non ho mai diffamato nessuno) tutto l’enturage napoletano dei Celentano ha appreso chi sono e dove vivo. Ebbene da quel giorno sono sotto tiro.
Al mercato di Ventimiglia mi si è avvicinato un signore dicendomi: 'Per te il cemento è pronto', per non parlare di squilli al citofono durante la notte ad ogni ora. Sempre sul citofono della porta hanno inciso la mia iniziale cerchiandola come una corona di fiori. Per non parlare del fatto che nel mio citofono non ci sono i nomi di tutti i condomini ma solo i numeri, quindi sono ben informati di tutto.
Ma il pezzo forte di tutta questa vicenda è un messaggio su Facebook da parte di Tony Celentano a suo dire nipote di Catello Celentano e di attività tatuatore. Costui, buttandomi una turpe maledizione in cui mi augurò di dover vivere presto la stessa vicenda dei Celentano concludeva dicendo di stare attenta perché io ho una bambina piccola. A questo punto ho presentato io querela contro quest'ultimo, così da rendere pubblica la mia situazione di testimone a rischio.
Chiedo dare diffusione alla mia vicenda prima che mi capiti qualcosa".

Il dubbio - Rimane da chiedersi dunque come mai la famiglia di Angela abbia deciso di rivalersi legalmente sulla signora Trentinella: nella denuncia di quest'ultima non si fa cenno a una possibile partecipazione o complicità dei Celentano nel rapimento. Eppure chi si rese protagonista delle minacce è qualcuno che dice di essere parente della bimba scomparsa.

Simone Olivelli
http://www.newnotizie.it/2011/09/27/angela-celentano-viva-fu-rapita/

Articoli correlati:  Angela Celentano, testimone: E’ viva, vive all’estero e fu rapita con il consenso della famiglia
Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
D'Alema certamente andava a Bari in gita di piacere ... L.M.

INCHIESTA SANITA’: BARI,

CHIUSURA INDAGINI PER TEDESCO E ALTRI 4O



http://www.giustiziaquotidiana.it/public/daddario.jpg

(AGI) - Bari, 28 set. - E’ stata notificata questa sera a Bari la chiusura delle indagini sulla sanita’ pugliese che vedono coinvolto il senatore Alberto tedesco ed altre 40 persone. Secondo la Procura della Repubblica di Bari, l’ipotesi di reato e’ associazione a delinquere finalizzata a realizzare “un numero indeterminato di reati contro la pubblica amministrazione, dalla turbativa di gara d’appalto, alla concussione all’abuso d’ufficio” come si legge nel provvedimento. Tra gli indagati dai PM di Bari Desiree Di Geronimo, Marcello Quercia e Francesco Bretone, vi sono numerosi dirigenti ed ex dirigenti delle Asl, oltre a esponenti politici come il capogruppo del Pd alla regione Puglia Francesco De Caro che, secondo i Pm avrebbe tentato di favorire un parente in un concorso pubblico all’Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente della Puglia.

Secondo l’atto degli inquirenti baresi, Tedesco, all’epoca dei fatti contestati assessore regionale alla Sanita’ nella prima giunta guidata da Nichi vendola orientava “l’esercizio della funzione pubblica degli uffici delle Asl pugliesi, inserendo ai vertici delle Asl direttori generali di propria fiducia i quali, in accordo con i referenti politici, nominavano a loro volta, su indicazione dei referenti politici, come direttori amministrativi e sanitari (secondo livello) e come primari (terzo livello) persone legate al Tedesco in modo da costituire urta rete che era in grado di controllare forniture e gare di appalto”. (AGI) Ba2

Su Tedesco pende richiesta d'arresto


BARI – Nell’ambito dell’inchiesta sugli appalti della sanità in Puglia, chiusa con 41 indagati, la Procura di Bari aveva chiesto per l’ex assessore regionale alla Sanità Alberto Tedesco l’autorizzazione a procedere all’arresto per i reati di concussione, abuso d’ufficio, turbativa d’asta e concorso in falso, ma la Giunta per le autorizzazioni a procedere del Senato, il 20 luglio scorso, non aveva accolto la richiesta.

Quando, l’8 agosto scorso, il Tribunale del riesame di Bari ha accolto l’appello dei pm, riconoscendo a carico del senatore il reato di associazione per delinquere e quindi emettendo una nuova ordinanza d’arresto ai domiciliari, gli atti sono stati inviati per la seconda volta al Senato per una nuova valutazione. I difensori di Tedesco, però, hanno presentato ricorso in Cassazione. Solo all’esito della decisione della Suprema Corte, laddove fosse confermata la tesi del Riesame e quindi della Procura, la Giunta potrà tornare ad esprimersi sull'autorizzazione a procedere.

http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/notizia.php?IDCategoria=2699&IDNotizia=458689

Puglia, appalti pilotati nella sanità
"Tedesco finanziava illecitamente il Pd"

Chiusa l'inchiesta dei pm di Bari: c'era un'associazione a delinquere. Rischiano il processo il senatore, ora iscritto al Gruppo misto, e altri 40. Inseriti ai vertici delle Asl manager di propria fiducia in modo da costituire una rete

di GIULIANO FOSCHINI

BARI - Per due anni, dal 2008 al 2009, la sanità pugliese è "stata gestita da un'associazione a delinquere guidata dall'allora assessore Alberto Tedesco, oggi senatore del Partito democratico". Un'associazione che - per il tramite di una sere di manager delle Asl - avrebbe gestito appalti, nominato dirigenti nelle aziende sanitarie, spostato primari come fossero pedine. Il tutto per favorire imprenditori amici, indirizzare pacchetti di voti e finanziare illecitamente i partiti del senatore Tedesco: prima una sua lista autonoma di socialisti e poi il Partito democratico, nel quale era confluito.

LEGGI "C'era lo statuto Tedesco"

È questa l'accusa durissima che muove la procura di Bari alla gestione della sanità nella prima parte dello scorso governo pugliese, guidato da Nichi Vendola. Ieri i carabinieri del comando provinciale di Bari hanno notificato quarantuno avvisi di conclusione delle indagini, firmate dai sostituti procuratori Desirèe Digeronimo, Francesco Bretone e Marcello Quercia, oltre che dal procuratore Antonio Laudati. Sedici pagine e una vera bufera giudiziaria che si abbatte su un management che la politica aveva comunque già provveduto a rimuovere nei mesi scorsi: nessuno dei manager (fatta eccezione per l'attuale commissario dell'Oncologico di Bari, Luciano Lovecchio) è ancora alla guida di una Asl. Secondo l'accusa il "gruppo Tedesco" era contrapposto a quello guidato da Gianpaolo Tarantini. Le due fazioni si sarebbero spartite (guerreggiando) la grande torta della sanità pugliese. Da una parte c'era quindi un politico che faceva pressioni sui dirigenti delle Aziende sanitarie per favorire imprenditori amici e guadagnare pacchetti di voti. Dall'altro, invece, imprenditori che corrompevano la politica per vincere appalti.

Tedesco e i suoi uomini avrebbero commesso "un numero indeterminato di reati contro la pubblica amministrazione (abuso di ufficio, concussione, turbativa delle gare di appalto) orientando l'esercizio della funzione pubblica degli uffici delle Asl pugliesi, inserendo ai vertici delle Asl direttori generali di propria fiducia i quali nominavano a loro volta, su indicazione dei referenti politici, come direttori amministrativi e sanitari (secondo livello) e come primari (terzo livello) persone legate al Tedesco".

L'obiettivo, sostengono gli investigatori, era "costituire una rete in grado di controllare forniture e gare di appalto che venivano pilotate verso imprese facenti capo ad imprenditori collegati da interessi familiari ed economici con i referenti politici e che erano in grado di controllare rilevanti pacchetti di voti elettorali da dirottare verso il Tedesco in occasione delle competizioni elettorali". In particolare Tedesco avrebbe favorito il genero (Elio Rubino), titolare di un'azienda di protesi sanitarie e il re dei rifiuti pugliesi (Carlo Colummella) per motivi "economici o familiari". L'organizzazione, secondo l'accusa, era capillare. "Da un lato l'assessore spingeva per nominare primari persone di sua fiducia, dall'altro influiva sui vertici amministrativi delle singole Asl per destituire dal loro incarico persone che non obbedivano ai suoi ordini".

I fatti citati sono una ventina. E riguardano le Asl di Bari (la più grande d'Italia), Lecce, Brindisi e quella della Bat: è indagato tutto il vecchio management, compresa Lea Cosentino, "Lady Asl", coinvolta (e per questo sostituita) anche nell'inchiesta su Tarantini. Ha ricevuto l'avviso di garanzia anche il capogruppo del Partito democratico in Regione, Antonio Decaro, accusato di aver procurato a un parente le tracce per un concorso all'Arpa, l'Agenzia regionale per l'ambiente. Ad accusarlo un'intercettazione ambientale nello studio di Tedesco. "Ma parlavamo - si difende Decaro - non del concorso ma di una banale occupazione di suolo pubblico".

Per gli stessi fatti per cui ora si appresta a chiedere il processo, la procura di Bari qualche mese fa aveva domandato l'arresto di Tedesco. Il Senato, però, aveva votato contro l'autorizzazione a procedere. "Sono contento che finalmente ora si potrà discutere di questa vicenda in un'aula di tribunale - ha commentato ieri il senatore, che dopo lo scandalo si è sospeso dal partito - Potrò finalmente dimostrare l'insussistenza delle accuse e dei fatti che mi vengono addebitati". (29 settembre 2011)

http://bari.repubblica.it/cronaca/2011/09/29/news/tedesco_sanit-22385132/




INCHIESTA SANITA'

Il Riesame: "C'era lo statuto Tedesco"
il senatore: "I vertici Asl sono diversi"

Le motivazioni della sentenza che ha portato alla nuova richiesta di domiciliari per il parlamentare

di FRANCESCA RUSSI

Esisteva un'associazione a delinquere con uno "statuto", una "gerarchia piramidale" e una "cabina di regia". Un accordo "stabile", "duraturo" e "necessario" per la gestione di tutte le forniture e le gare di appalto della sanità pugliese. È questa la tesi sostenuta dalla Procura di Bari e ribadita dal Tribunale del Riesame.

Il sodalizio criminale messo in piedi dall'ex assessore alla sanità pugliese Alberto Tedesco aveva le sue regole a cui tutti gli "adepti" dovevano obbedire. Primi fra tutti i manager Asl che costituivano il primo anello della catena di comando. "Al momento dell'accettazione della carica dirigenziale illecitamente ottenuta - scrivono i giudici del Tribunale del Riesame che hanno accolto il ricorso della Procura di Bari e hanno chiesto un nuovo arresto per Tedesco per l'accusa di associazione per delinquere - era necessario assicurare la disponibilità alla gestione della cosa pubblica in violazione di legge secondo gli ordini dell'assessore, rinunciando alla propria autonomia di giudizio, così in sostanza aderendo alla rete e al programma criminoso".

La presidente del Riesame Francesca La Malfa, nelle 45 pagine del provvedimento depositato lunedì mattina, ci va giù pesante. "Per quanto incredibile possa essere - scrive - ogni richiesta dell'assessore Tedesco veniva eseguita dai dirigenti suoi adepti". La cupola di cui il senatore ex Pd sarebbe stato a capo, aveva un vero e proprio "statuto dell'associazione

a delinquere" declamato il 21 novembre 2008 da un uomo dall'accento leccese rimasto non identificato. La teoria si basava su "una politica di occupazione delle poltrone". "Tu ti prendi - spiega la voce leccese in ufficio con l'assessore - non sto scherzando, 10, 15, 20 mila voti in più... oltre a quelli che prendi normalmente; siccome tra qui e quando faremo le elezioni c'è tempo, occorre che tu ti prendi una persona semplice di cui ti fidi (...) e devi avere un collegamento in ogni Asl e in ogni ospedale; (...) questa rete sarà utilizzata di persone, medici, infermieri, quelli che siano, quindi queste persone saranno, poi, la struttura, l'intelaiatura della tua campagna elettore immediatamente successiva".

Dai colloqui registrati nelle indagini, prosegue il Riesame, emerge "l'assoluta tracotanza di poter impunemente violare la legge nella presunzione di non essere soggetto ad alcun controllo". Emblematica, secondo i giudici, è un'intercettazione tra il braccio destro di Tedesco Mario Malcangi e l'imprenditore Diego Rana. "A Felice (De Pietro, direttore amministrativo della Asl) gli ho detto che noi abbiamo dei progetti... quindi tutto deve essere funzionale se riusciamo a raggiungere i nostri disegni (....) la Asl deve essere prona ai nostri desideri e voleri, piaccia o non piaccia chiaro?".

Intanto ieri il senatore Tedesco ha incontrato a Bari i suoi avvocati e ha annunciato il ricorso in Cassazione. "Nessuno dei vertici delle Asl che avrebbero fatto parte dell'associazione di cui sarei stato a capo, secondo i giudici del Riesame e la tesi della procura, guidava le Asl in cui sarebbero stati commessi i reati - spiega Tedesco - E allora dov'è la rete? E dove sono i reati? L'unica novità sono alcune dichiarazioni dell'ex direttore generale della Asl di Bari, Lea Cosentino sull'esistenza di un manuale Cencelli nella nomina dei manager della sanità ma di questo bisogna chiedere a Vendola. È singolare che mi si notifichi questo provvedimento l'8 agosto, così da costringere i miei legali a presentare ricorso praticamente a cavallo di Ferragosto. Dov'è l'urgenza? Non è forse anche questo fumus persecutionis?"
 
(09 agosto 2011)
http://bari.repubblica.it/cronaca/2011/08/09/news/tedesco-20242744/index.html?ref=search

 
Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Loredana Morandi (del 28/09/2011 @ 19:51:18, in Osservatorio Famiglia, linkato 1287 volte)
Una indaginetta sulla vita privata di questo autista qui ci starebbe proprio bene. Vedi tu che  l'uomo non abbia provato un intimo piacere nel tiranneggiare una bimba di 10 anni, quando tutti i giorni tace con uomini grandi e grossi o magari extracomunitari. L.M.

Bimba di dieci anni lasciata a terra dal bus
Aveva un «vecchio» biglietto. E' polemica


La madre la stava attendendo a Meduna. Ma lei è stata «scaricata» a Oderzo. Aveva pagato 30 centesimi in meno. La condanna di Alessandra Mussolini


TREVISO – Sta provocando dure reazioni di condanna il caso della bambina di dieci anni obbligata mercoledì scorso a scendere dalla corriera dal controllore. La bimba aveva con sé un biglietto acquistato prima dei recenti rincari, e quindi inferiore di 30 centesimi al nuovo prezzo della corsa. «Scaricata» a Oderzo, dunque, mentre la mamma la attendeva a Meduna. Solidarietà alla famiglia è già stata espressa dal Presidente della Provincia Leonardo Muraro. E al coro di disappunto si sono aggiunte due voci. «Forse il controllore non ha mai sentito parlare di Yara Gambirasio, di pedofilia e di quant’altro minaccia i bambini», ha dichiarato Antonio Marziale, presidente dell’Osservatorio sui Diritti dei Minori (Odm) e consulente della Commissione parlamentare per l’infanzia.

La stessa commissione presieduta da Alessandra Mussolini che ha aggiunto: « Per imporre il rispetto di una regola legittima si è fatto un danno maggiore, rischiando di mettere in pericolo la sicurezza della bambina». L’azienda di trasporto «La Marca» ha già avviato un’indagine interna. Ma resta una domanda: un passeggero che sale a bordo senza un corretto titolo di viaggio deve essere «scaricato» o multato? Senza contare che, in questo caso, un po' di buon senso non sarebbe guastato.


28 settembre 2011
http://corrieredelveneto.corriere.it/veneto/notizie/cronaca/2011/28-settembre-2011/bimba-dieci-anni-lasciata-terra-bus-aveva-vecchio-biglietto-polemica--1901663579137.shtml

Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Loredana Morandi (del 28/09/2011 @ 19:34:41, in Politica, linkato 1245 volte)
La vignetta/poster sui banchi di Montecitorio. L.M.

http://www.giustiziaquotidiana.it/public/vauro_porno_stato.jpg

ROMANO CONTRO I MAGISTRATI

"PARLAMENTO SOTTO RICATTO"


(AGI) - Roma, 28 set. - "Non possiamo tenere un parlamento sotto il ricatto delle inchieste giudiziarie". E' l'appello che il ministro dell'Agricoltura Saverio Romano ha lanciato in aula alla Camera intervenendo nel dibattito sulla mozione di sfiducia nei suoi confronti. "Quello che un tempo era l'ordine giudiziario e' diventato centrale nella vita democratica del nostro Paese, ha soverchiato il parlamento, ne vuole condizionare le scelte", ha insistito, "Non lo dico per citare ancora una volta sir Francis Bacon, ma perche' sono convinto che il potere deve corrispondere alla responsabilita'". "Stiamo molto attenti cari colleghi c'e' un principio che una volta disatteso diventa uno sbrego per la nostra democrazia ed e' il principio di legalita', cosa diversa dai principi giustizialisti cui non mi accomodo", ha insistito Romano. C'e' "una sparuta pattuglia di magistrati che, per loro stessa ammissione, insieme ad alcuni movimenti politici vorrebbero realizzare una democrazia etica anziche' una democrazia aritmetica", ha attaccato ancora Romano.

ROMANO: MOZIONE SFIDUCIA ODIOSA, SERVIVA ISPEZIONE

Saverio Romano ha duramente criticato la mozione di sfiducia presentata dall'opposizione nei suoi confronti. "Contesto questa mozione di sfiducia perche' e' odiosa", ha detto intervenendo in Aula alla Camera, "riguarda dei fatti cristallizzati ai tempi dell'indagine" iniziata nel 2003 e riguardante "fatti accaduti nel 1999, 2000 e 2001". "Se ci fosse stata un'indagine calda, un'iniziativa che mi avesse riguardato non ci avrei pensato due volte a inchinarmi al giudizio", ha assicurato. Invece dopo tre richieste di archiviazione e "con una posizione che e' ormai era destinata ad andare al macero, a un tratto un singolo magistrato riscopre non che c'e' la necessita' di approfondire le lacune dell'indagine, ma che quella stessa indagine attraverso una disquisizione logico-deduttiva puo' essere utilizzata per mandare Romano a processo".

Allora, "piu' che una mozione di sfiducia mi sarei aspettato un atto ispettivo per capire come mai e' potuto accadere questo", ha aggiunto, "come mai io sia stato tenuto otto anni sulla graticola con il rischio che in questo periodo un uomo politico con grandi responsabilita' abbia potuto offrire, cari colleghi dell'Udc, la sua azione alla collusione mafiosa". "Un uomo politico dopo 8 anni ha il diritto di conoscere quantomeno cosa realmente e' accaduto", ha insistito Romano, "perche' se stato fatto processo in mia assenza in altri processi e' ancora piu' grave". Questo, ha assicurato il ministro dell'Agricoltura, "dimostra la malattia del nostro sistema giudiziario. Se per 8 anni questo uomo politico che ha svolto funzioni importanti e' stato tenuto libero, la giustizia ha fallito". (AGI) .

.. e non è il solo.


Berlusconi insiste: Io perseguitato, ora lo spiegherò in tv

Previsto messaggio premier questa sera al Tg5


L'ira di Berlusconi contro i magistrati
«Un giorno vado in tv e esplodo»


POLITICA Ai parlamentari del Pdl: c'è una gara delle procure contro di me, prima mi vogliono come testimone ora come indagato. Ma al Tg5 risponde: «Basta scontri, bisogna ritrovare l'unità»

MILANO - Prima ha votato per respingere la mozione di sfiducia a Saverio Romano, poi si e trattenuto a parlare con alcuni deputati della situazione sulla giustizia. Silvio Berlusconi in Aula è tornato a ripetere di essere un perseguitato, è finito nel mirino della magistratura solo per fini politici. C'è una gara delle procure contro di me, prima mi vogliono come testimone ora come indagato. Non ce la faccio più, uno di questi giorni vado in tv ed esplodo, ha spiegato il Cavaliere ai parlamentari del Pdl. «Ora spiegherò tutto agli italiani».

I LEGALI - Berlusconi avrebbe detto che se fino ad ora non è andato in tv è perché lo hanno frenato i suoi legali. Gli avvocati mi hanno consigliato fino adesso di stare tranquillo e non fare dichiarazioni sull'argomento, avrebbe detto il premier per poi aggiungere rivolto ad alcuni deputati: ma voi immaginate quanta voglia ho di dire quello che penso veramente e prima o poi un giorno lo farò. Secondo quanto si apprende, il premier potrebbe parlare già questa sera in tv su Canale 5. L'intenzione di spiegare agli italiani quanto sta accadendo era stata espressa dallo stesso Berlusconi parlando con alcuni deputati del Pdl alla Camera. Le stesse fonti riferiscono che l'intervento sugli schermi del premier potrebbe avvenire già questa sera sulla rete Mediaset.

«BASTA SCONTRI,RITROVARE UNITÀ» - Ma con il Tg5 i toni sono diversi. Rispondendo alla domanda sul regalo che vorrebbe per il compleanno, giovedì compie 75 anni, ha detto .«In un momento così difficile per l'Occidente, per l'Europa e per l'Italia mi piacerebbe che si mettessero da parte i contrasti e gli scontri e si lavorasse tutti insieme per rilanciare l'economia e per portare l'Italia fuori da questa crisi» ha detto Berlusconi al Tg5

Redazione Online

Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 

Il lupo perde il pelo, ma non il vizio... L.M.

La rivolta degli avvocati di sinistra
«Pd, basta con il giustizialismo»

Ciruzzi, nuovo presidente dei penalisti: così non lo voto Botti, Larosa, Polidoro e Raja: partito appiattito sui pm

NAPOLI — Il primo a manifestare pubblicamente il proprio disagio è stato il penalista Bruno Larosa. Che, nel commentare la decisione della Camera di non autorizzare l'arresto del suo assistito Marco Milanese (Pdl), alle 12.47 del 22 settembre ha affidato al giornalista dell'Ansa Enzo La Penna questa riflessione: «Io, da uomo di sinistra, non ho e non so avere quelle certezze che sento provenire da parte del Partito democratico. Non comprenderò mai la deriva giustizialista nella quale si sono ormai smarriti i valori della tradizione progressista». Il dubbio è legittimo: il penalista parla più da «uomo di sinistra» o da difensore? Quella sua dichiarazione è espressione di un malessere reale dell'avvocatura o, piuttosto, va ascritta nel novero delle dichiarazioni difensive?

Il Corriere del Mezzogiorno, per capirlo, ha interpellato (oltre allo stesso avvocato) altri quattro penalisti dichiaratamente progressisti: Claudio Botti (ex vicepresidente nazionale dei penalisti), Domenico Ciruzzi (eletto ieri presidente della Camera penale di Napoli), Riccardo Polidoro (presidente dell'associazione «il Carcere possibile onlus») e Ugo Raja (ex consigliere comunale dei Ds a Napoli). Scoprendo che quello di Bruno Larosa è sentimento comune tra le toghe di sinistra: «La deriva giustizialista del Pd? Intollerabile. E questo spiare dal buco della serratura, strumentalizzando le inchieste a danno del nemico di turno, è un atteggiamento lontano anni luce dalla tradizione della gauche». Claudio Botti spiega che «l'atteggiamento della sinistra rispetto al problema della giustizia è conservativo». Ed è un atteggiamento «che non trova giustificazione nelle attuali vicende politico-giudiziarie di cui leggiamo», se è vero che «già dieci anni fa, quando noi appoggiammo il referendum dei Radicali sulla separazione delle carriere, la sinistra disse a tutti i suoi iscritti di non andare a votare».

Il problema, anche se visto dall'altro lato, è sempre Silvio Berlusconi. «Pur di schierarsi contro di lui, il Pd ha perso di vista la cultura della garanzia», dice Botti. «È vero che il premier agita la riforma della giustizia come una clava e che ci sono interessi personali dietro alcuni interventi previsti. È pur vero, però, che quella riforma prevede anche tantissimi aspetti condivisibili, solo che la sinistra non riesce più a scindere i piani, a valutare il contenuto». La dimostrazione? «Il caso della richiesta d'arresto per il senatore Alberto Tedesco, esperienza che ho vissuto come suo difensore. Una decisione adottata a prescindere dal merito della vicenda, in un ramo del Parlamento dove il partito vanta tra i suoi senatori un alto numero di ex magistrati». Già, i magistrati. Perché «non c'è alcun dubbio che siano diventati il riferimento culturale del Pd, partito che ormai ritiene tempo perso interloquire con gli avvocati. Le nostre battaglie vengono viste come difesa di interessi di bottega, non delle garanzie. E, in questo, i democratici hanno scavato un solco con il passato del Pci».

Quel passato che Domenico Ciruzzi ricorda con un episodio. «Quando ci fu il processo Tortora, il Pci invitò gli avvocati d'area a esprimere le proprie idee sul caso. Magari poi non ne tennero conto, ma almeno la consultazione esisteva: oggi invece il Pd parla solo con i pm». Il risultato, argomenta Ciruzzi, è «una sinistra che vede il processo come uno strumento di repressione. L'avviso di garanzia è già un'affermazione di responsabilità». E se prima c'era stata una «stagione di riforme garantiste», oggi siamo alla «deriva dell'insinuazione, l'indagine è diventata attacco aprioristico che non tiene conto della presunzione d'innocenza, non distingue il giudizio politico da quello di responsabilità. La sinistra mi aveva sempre insegnato che il processo era un percorso protetto dove si difendevano le garanzie, ora invece usa la denigrazione del nemico per attaccarlo strumentalmente». Insomma, questo «non distinguere l'indagine dalle responsabilità» provocherebbe un «giustizialismo dilagante», con un partito che «sposa solo le tesi delle Procure» e «urla la sua protesta contro il bavaglio alla stampa, non comprendendo che si tratta invece di un problema di democrazia».

Questa «scorciatoia giudiziaria», però, nel Pd c'è chi la rifiuta: «Emanuele Macaluso, che non ha mai smarrito la strada dei valori progressisti. Luigi Manconi. Adriano Sofri. Vincenzo Siniscalchi. E Andrea Orlando, uno che ha iniziato a capire la tragedia di questa deriva». Una «tragedia» che per Ciruzzi significa perdita di consensi: «Già, io un Pd così giustizialista non lo voto più». E Bruno Larosa, l'avvocato che non ha le «certezze» del Pd? «Io non esprimerò mai più il mio consenso in quella direzione. È grave che il partito pensi alle norme processuali come strumento di difesa sociale: il processo penale, per la sinistra, era sempre stato strumento di garanzia dell'individuo, non di repressione. Ecco perché, da uomo e giurista di sinistra, sono imbarazzato nell'ascoltare esponenti del Pd che predicano contro i valori che abbiamo sempre difeso. E l'imbarazzo aumenta quando sento che di quei valori pretendono il rispetto solo quando è coinvolto un loro esponente». Sarà che la vede dal banco della difesa, ma per Larosa è «imbarazzante» anche «l'azione non propria della magistratura inquirente, quella cioè che è un'azione propriamente politica. È sotto gli occhi di tutti, indipendentemente dal merito dei fatti, l'impressione di un'attività diretta a incidere sugli equilibri delle istituzioni politiche. Quest'azione, nella fase delle indagini e non all'esito di un processo, enfatizzata da una stampa alla ricerca di fatti sensazionali indipendentemente dalla loro verità, mina le fondamenta della democrazia. E ciò avviene nel silenzio assordante della sinistra. È un vulnus al quale il Pd non sa o non vuole rispondere per ragioni elettorali. Forse riuscirà ad avere consensi alle prossime elezioni, ma così rinnega la propria tradizione».

E non vota più per i democrat anche Riccardo Polidoro, una vita a sinistra. «Ma la sinistra, un tempo, era altro. Era rispetto delle garanzie. E allora come fa oggi un avvocato ad appoggiare un partito del genere?». C'è da sentirsi a «disagio», analizza Polidoro, «perché a seconda di chi è alla gogna gli atteggiamenti sono diversi, e a seconda del momento politico c'è un trattamento. Accade, ad esempio, che una decisione sull'autorizzazione all'arresto non segua principi fissi, ma la contingenza del momento. Ora, senza entrare nel merito delle vicende, ma secondo voi qualcuno in Italia ha capito perché Alfonso Papa è in carcere mentre il suo collega di partito Marco Milanese e il senatore del Pd Alberto Tedesco sono liberi?. Il garantismo è smarrito, si cavalca l'idea dell'opinione pubblica». E l'idea dell'opinione pubblica è «giustizialista». Un atteggiamento «inevitabile in un Paese dove le Procure fanno il bello e il cattivo tempo, con paginate sui giornali. No, dico, ma due pagine dedicate tutte alla difesa degli avvocati si sono mai lette? Macché, qui noi passiamo quasi per correi, per quelli colpevoli di difendere il criminale di turno e cercare di aiutarlo a eludere la legge. È per questo che non posso appoggiare il Pd. E men che meno m'è passato per la testa di partecipare alle primarie. Ecco, quella è un'altra strana storia. Giustizialisti con gli altri, assolutori con noi stessi. Possibile che per quel pasticcio nessuno abbia pagato politicamente? È venuta Rosy Bindi a Napoli a dire che il partito va rifondato. E c'era bisogno di Rosy Bindi per scoprirlo?». Ugo Raja, che del Comune di Napoli è stato consigliere per dieci anni, dice che sì, «un ripensamento sulla politica giudiziaria del Pd è necessario. Il problema è che negli ultimi vent'anni s'è sempre parlato di riforma della giustizia, ma s'è sempre proceduto o con leggi ad personam o rincorrendo le emergenze. Oggi è difficile tenere posizioni di garantismo, perché si rischia di passare per protettori della casta. Ci sono, però, dati oggettivi che non possono essere taciuti: una sovraesposizione delle Procure, complici anche i mass media, e una strumentalizzazione distorta dell'avviso di garanzia, che oggi è diventato quasi una sentenza di condanna. Sono patologie che vanno eliminate, ma consentendo nello stesso tempo ai magistrati di continuare a esercitare il controllo di legalità. E, in questo periodo, dopo gli anni in cui si sono seguite pedissequamente le tesi delle Procure, il Pd sta cercando di trovare un equilibrio tra queste due esigenze». Chi ha l'ago della bilancia in mano? «Il Presidente della Repubblica. Giorgio Napolitano oggi è l'unico che può mediare».

Gianluca Abate
28 settembre 2011
http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/lecce/notizie/cronaca/2011/28-settembre-2011/rivolta-avvocati-sinistra-pd-basta-il-giustizialismo-1901661281939.shtml
Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Pagine: 1 2 3 4 5 6
Ci sono  persone collegate

< maggio 2017 >
L
M
M
G
V
S
D
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
12
13
14
15
16
17
18
19
20
21
22
23
24
25
26
27
28
29
30
31
       
             






Cerca per parola chiave
 

Titolo
Ambiente (38)
Associazioni Giustizia (52)
Economia (86)
Estero (187)
Giuristi (134)
Gruppo Cellule Staminali (1)
Indagini (210)
Lavoratori Giustizia (1)
Magistratura (2170)
Osservatorio (1)
Osservatorio Famiglia (512)
Politica (926)
Redazionale (68)
Sindacati Giustizia (326)
Sindacato (221)
Telestreet (7)
Varie (82)

Catalogati per mese:
Novembre 2005
Dicembre 2005
Gennaio 2006
Febbraio 2006
Marzo 2006
Aprile 2006
Maggio 2006
Giugno 2006
Luglio 2006
Agosto 2006
Settembre 2006
Ottobre 2006
Novembre 2006
Dicembre 2006
Gennaio 2007
Febbraio 2007
Marzo 2007
Aprile 2007
Maggio 2007
Giugno 2007
Luglio 2007
Agosto 2007
Settembre 2007
Ottobre 2007
Novembre 2007
Dicembre 2007
Gennaio 2008
Febbraio 2008
Marzo 2008
Aprile 2008
Maggio 2008
Giugno 2008
Luglio 2008
Agosto 2008
Settembre 2008
Ottobre 2008
Novembre 2008
Dicembre 2008
Gennaio 2009
Febbraio 2009
Marzo 2009
Aprile 2009
Maggio 2009
Giugno 2009
Luglio 2009
Agosto 2009
Settembre 2009
Ottobre 2009
Novembre 2009
Dicembre 2009
Gennaio 2010
Febbraio 2010
Marzo 2010
Aprile 2010
Maggio 2010
Giugno 2010
Luglio 2010
Agosto 2010
Settembre 2010
Ottobre 2010
Novembre 2010
Dicembre 2010
Gennaio 2011
Febbraio 2011
Marzo 2011
Aprile 2011
Maggio 2011
Giugno 2011
Luglio 2011
Agosto 2011
Settembre 2011
Ottobre 2011
Novembre 2011
Dicembre 2011
Gennaio 2012
Febbraio 2012
Marzo 2012
Aprile 2012
Maggio 2012
Giugno 2012
Luglio 2012
Agosto 2012
Settembre 2012
Ottobre 2012
Novembre 2012
Dicembre 2012
Gennaio 2013
Febbraio 2013
Marzo 2013
Aprile 2013
Maggio 2013
Giugno 2013
Luglio 2013
Agosto 2013
Settembre 2013
Ottobre 2013
Novembre 2013
Dicembre 2013
Gennaio 2014
Febbraio 2014
Marzo 2014
Aprile 2014
Maggio 2014
Giugno 2014
Luglio 2014
Agosto 2014
Settembre 2014
Ottobre 2014
Novembre 2014
Dicembre 2014
Gennaio 2015
Febbraio 2015
Marzo 2015
Aprile 2015
Maggio 2015
Giugno 2015
Luglio 2015
Agosto 2015
Settembre 2015
Ottobre 2015
Novembre 2015
Dicembre 2015
Gennaio 2016
Febbraio 2016
Marzo 2016
Aprile 2016
Maggio 2016
Giugno 2016
Luglio 2016
Agosto 2016
Settembre 2016
Ottobre 2016
Novembre 2016
Dicembre 2016
Gennaio 2017
Febbraio 2017
Marzo 2017
Aprile 2017
Maggio 2017

Gli interventi più cliccati

Titolo
Bianco e nero (236)
I gatti di G.Q. (25)

Le fotografie più cliccate

Titolo
G.Q. Non ha mai pubblicato pubblicità in otto anni e se iniziasse ora?

 Si, a me non disturba
 No, non mi piace



Titolo






A.N.M.
A.N.M. new
A.D.M.I.
Argon News
A.I.M.M.F.
Argon News Redazione
Artists Against War
Articolo 3
BloggersPerLaPace
Comitato Sfruttatori ATU
Commissariato PS Online
dBlog.it Open Source
Erga Omnes
Eugius
Filo Diritto
Intesaconsumatori
Geopolitica
Giuristi Democratici
Giuristi Democratici Roma
Magistratura Democratica
M.D. Toscana
Medel
Medicina Democratica
Magistratura Indipendente
Movimento per la Giustizia
Nazionale Magistrati
Non Solo Giustizia
Osservatorio Bresciano
Osservatorio Romano
Sorgente D'Amore
Studio Cataldi
Studio Celentano
Studio Tidona
Toghe Lucane
Uguale per Tutti
Unità per la Costituzione
Unicost Milano
Unione Internazionale Magistrati
Morandi Senato
About me







http://www.wikio.it
Wikio
Iscriviti a GQ su FriendFeed
Blogstreet - dove il blog è di casa
Iscriviti a GQ su Twitter
Powered by FeedBurner


Blog Link










29/05/2017 @ 17.21.25
script eseguito in 485 ms