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La "domanda stupida" è il primo indizio di uno sviluppo totalmente nuovo.

Alfred North Whitehead
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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Loredana Morandi (del 25/12/2011 @ 11:24:42, in Varie, linkato 1707 volte)
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Il sito Giustizia Quotidiana

augura a Tutti i suoi Lettori

un felice Natale ed un buon inizio Anno Nuovo!



Loredana Morandi
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Affari Italiani. "Padri separati uniti contro le donne: boom di falsi siti, è allarme". La denuncia


Venerdì, 16 dicembre 2011 - 12:06:54

Gentile redazione,

faccio seguito all'articolo "Padri separati/Tre milioni sotto la soglia della povertà" (http://affaritaliani.libero.it/cronache/padri-separati111211.html?refresh_ce).

La pur buona pellicola televisiva di Rai Uno sulla vicenda del "padre separato" non vi induca nell'errore: Caritas ospita prevalentemente "genitori separati dai figli" tra gli extracomunitari o i comunitari soli in Italia per lavoro, quelli di fatto che si sottraggono al racket dell'impiego delle manovalanze in nero, ridotti in stato di povertà. I poveri "padri" sono così effettivamente separati dalle famiglie dai molti chilometri, che li separano fisicamente dal proprio paese di origine. Gli italiani hanno una incidenza minima, a Roma sono praticamente sconosciuti, mentre a Milano ce ne solo 5 o 6 in tutto tra i documentati che frequentino le "mense della carità".
 
Ciò è confermato inoltre dal dato fornito dalla ricerca Istat di recentissima pubblicazione, dedicata alle "condizioni di vita delle persone separate, divorziate e coniugate dopo un divorzio", che rileva come siano le donne a subire una involuzione economica personale e familiare dalla fine di un matrimonio. Altresì dal vostro articolo è scomparso completamente il contenuto del rapporto Eurispes 2011 sulla "condizione dell'Infanzia e dell'Adolescenza", cioè i figli, ad integrale favore di questi padri "certamente adulti" e interessati.
 
La mistificazione del dato della Caritas è manifattura di un pool di associazioni e di spregiudicati studi legali, interessati ad un obiettivo differenziato solo dall'oggetto statutario molto diverso da quello apparente e che non ha nulla di sociale. Le associazioni dei cd "padri separati" chiedono benefici per se stessi, gli avvocati mirano all'introduzione di una "mediaconciliazione familiare" obbligatoria che, come l'altra ormai in vigore, avrebbe come effetto immediato di far crescere a dismisura i costi di una separazione o di un divorzio per l'introduzione di altre professionalità da retribuire.   
 
L'intero comparto associativo, invece, è coautore della campagna per l'introduzione della "sindrome di alienazione genitoriale", la P.A.S. (Parental Alienation Syndrome), con il ddl 957 - gemello "cattivo" del ddl 2454 citato dal vostro articolo - per la modifica della L. 54/2006 sull'affidamento condiviso, che ha la presunzione di inserire l'accertamento obbligatorio dell'esistenza di una presunta malattia psichiatrica, per altro priva di alcun avallo medico dalla comunità scientifica internazionale e non inclusa nel DMS IV (Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders, la cd bibbia della psichiatria) direttamente nel nostro ordinamento giudiziario.
 
E' utile ribadire che l'introduzione di un pregiudizio a carattere medico psichiatrico nel nostro ordinamento giudiziario subirebbe un primissimo stop in Aula con la pregiudiziale di costituzionalità, ma anche qualora fosse votata con la fiducia o a colpi di maggioranza perirebbe miseramente di fronte alla Suprema Corte Costituzionale alla prima occasione. La presunta malattia, infatti, è tale fornire uno strumento paramedico giudiziario per definire "alienato" il minore e quindi renderne inefficace la "deposizione in Tribunale". L'effetto dell'introduzione di una presunta malattia nel nostro ordinamento imporrebbe una riduzione immediata del Diritto del Minore, alla stregua di dichiarare inabili alla testimonianza tutti coloro affetti dalla sindrome di Down di ogni ordine e grado (e ve ne sono anche di laureati).
 
Non è un caso che la PAS sia stata usata con una distruttiva efficacia nei Tribunali americani solo per casi di violenza o abuso di minore nelle dispute di affidamento tra i genitori. Richard Gardner autore della teoria, psichiatra forense tossicodipendente ammalatosi di distrofia simpatica riflessa e morto suicida autoinferendosi numerose coltellate al petto e al collo con una mannaia da macellaio, ebbe dalla esperimentazione solo giudiziaria anche il ritorno di alcuni suicidi tra le vittime strappate al genitore protettivo e collocate dal giudice presso il genitore violento o abusante. Fortunatamente molti dei casi trattati da Gardner furono rivisitati durante lo scandalo e sanate situazioni di inenarrabile violenza ai danni di bambini e bambine. Coloro che negli states sono stati bambini vittime di Gardner oggi sono divenuti associazioni, che combattono strenuamente l'applicazione giudiziaria della teoria criminogena ai casi di pedofilia o di violenza familiare.
 
Allego le bozze del Rapporto Caritas pubblicato nel 2011 e i link per rivedere l'Indagine Istat sulle "nuove povertà" che conclama la povertà delle "Donne" giovani e con figli, nonché le relazioni redatte ai fini dell'Audizione presso la Commissione Giustizia al Senato sui due ddl scritte dall'Avv. Girolamo Andrea Coffari, presidente del Movimento per l'Infanzia, e dal Dott. Andrea Mazzeo, psichiatra e dirigente medico della Asl di Lecce.
 
Concludo con il ribadire mestamente che in tempi di grave crisi, quale quello verso il quale si avvia il Paese, la partecipazione mediatica ad una campagna che apre ufficialmente le ostilità tra i "generi" maschile e femminile può, a livello sociale, produrre gravi danni per la popolazione. Istat infatti rileva che il 75% dei genitori maschi non è in regola con il pagamento dell'assegno vitalizio per i figli e, considerando l'ampiezza del dato nazionale prodotto da Istat, è bene sospettare che si celi ben altro oltre alla povertà. Sussiste inoltre il rischio che da questa impietosa campagna nasca inoltre una nuova "affittopoli" di partito.

Vedere: http://it-it.facebook.com/people/Locmi-Odc/100002995830906

Pagine come questa che vi mostro sono esclusivo appannaggio mediatico delle organizzazioni descritte sopra e non rappresentano certo l'immagine di una Italia onesta e impegnata a risollevarsi dalla crisi, informo inoltre che i contenuti diffusi dalla pagina sono riprodotti da ben oltre 500 pagine facebook di poco differenti  e un centinaio di siti web commissionati dalle Associazioni e dagli studi legali ad una società di marketing e web hosting fiorentina, la Geobox.IT Srl, il cui titolare è sotto processo presso il Tribunale di Firenze per gravi maltrattamenti familiari (il reato è stato determinato per effetto di una sentenza della Suprema Corte di Cassazione, a disposizione se occorre).
 
Inoltre, cosa gravissima fin in violazione della legge e contro la deontologia professionale di avvocati e medici cui è vietata la pubblicità, tutti i professionisti legati al circuito sono di fatto "pubblicizzati" da queste pagine e con ricca esposizione di indirizzi e altri recapiti.
 

Loredana Morandipresidente associazione Argon - Rete di artisti contro le guerre, e responsabile della comunicazione del Movimento per l'Infanzia


Gli Allegati

ISTAT - CONDIZIONI DI VITA DELLE PERSONE SEPARATE, DIVORZIATE E CONIUGATE DOPO UN DIVORZIO

CARITAS - RAPPORTO 2010 SU POVERTÀ ED ESCLUSIONE SOCIALE IN ITALIA

OSSERVAZIONI MOVIMENTO PER L'INFANZIA SULLA PAS

ADIANTUM - I  DOMINI AMMINISTRATI DALLA GEOBOX.IT SRL DI FIRENZE

 

Link originale all'articolo: http://affaritaliani.libero.it/sociale/falsi-movimenti-femminili-creati-da-padri-separati-contro-donne151211.html?


Gli screenshot

http://www.giustiziaquotidiana.it/public/2011-12-16_211602_AFFARI-ITALIANI.jpg

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http://www.giustiziaquotidiana.it/public/2011-12-17_135032_affari_italiani.jpg

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Contro ogni mistificazione: dopo il rapporto Caritas anche Istat conferma il dato sulla povertà delle Donne. Secondo l’Istat, infatti, dopo la separazione a veder peggiorare la propria condizione economica sono soprattutto le donne (il 50,9% contro il 40,1%), le donne che al momento dello scioglimento non avevano un’occupazione a tempo pieno (54,7%) e le donne con figli (52,9%). E ora Timperi, basta! Mi riprometto di scrivere alla Commissione di Vigilanza Rai e se non mi ascoltano mi metto in sciopero della fame. L.M.

il comunicato ufficiale Istat:

http://www.giustiziaquotidiana.it/public/istat.png

ISTAT: condizioni di vita delle persone separate,
divorziate e coniugate dopo un divorzio



Testo integrale  pdf (396 KB)
Prospetti e figure  zip (27 KB)

Nel 2009, le persone che hanno sperimentato la rottura di un matrimonio (separati legalmente o di fatto, divorziati, coniugati dopo un divorzio) sono 3 milioni 115 mila, il 6,1% della popolazione di 15 anni e più.

In seguito all'interruzione dell'unione coniugale, le donne ricoprono più spesso il ruolo di genitore solo (35,8%, contro il 7,3%), mentre gli uomini prevalentemente vivono da soli (43%, contro 25,4%) o formano una nuova unione (32%, contro 23,3%).


La quota di separate, divorziate o riconiugate in famiglie a rischio di povertà è più alta (24%) rispetto a quella degli uomini nella stessa condizione (15,3%) e a quella delle donne in totale (19,2%). Le percentuali più elevate di donne a rischio di povertà si trovano tra le single (28,7%) e tra le madri sole (24,9%).

Chi ha cambiato abitazione (41,3%) è tornato per lo più a casa dei genitori (il 32,5% degli uomini e il 39,3% delle donne), oppure ha preso un'altra abitazione in affitto (il 36,8% e il 30,5%).


Dopo la separazione, a veder peggiorare la propria condizione economica sono soprattutto le donne (il 50,9% contro il 40,1%), chi al momento dello scioglimento non aveva un'occupazione a tempo pieno (54,7%) e chi aveva figli (52,9%).

Il 19% di chi ha vissuto la rottura di un matrimonio ha ricevuto aiuti in denaro o in natura nei due anni successivi alla separazione. Si tratta, in gran parte, di donne e di persone che vivono al Sud.

La maggioranza delle madri che vivono con i figli riferisce che quest'ultimi non hanno dormito a casa del padre nei due anni successivi la separazione (52,8%); il 20,1% dichiara che, oltre a non aver dormito dal padre, non lo hanno mai frequentato.

A seguito della separazione, il rendimento scolastico dei figli peggiora nel 20,7% dei casi e nel 6% il peggioramento è tale da determinare una bocciatura o il rinvio di esami universitari.

Dopo la separazione i figli non vedono o vedono meno i genitori o i parenti del padre e della madre (rispettivamente, nel 18,6% e nel 8,7% dei casi).

Dopo la separazione, il 5% dei genitori non può più sostenere le spese mediche per i figli con la frequenza necessaria, o non riesce a fargli frequentare corsi extra-scolastici (14,7%), a mandarli in palestra (16,1%) o a mandarli in vacanza nei luoghi e per la durata che era loro abituale (24,1%).

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Il falso Movimento Femminile e il File Sharing illegale


http://www.giustiziaquotidiana.it/public/2011-12-07_155751_file_sharing.jpg


Alle ore 16:10 di oggi, 7 dicembre 2011, sul gruppo facebook del sedicente "Movimento femminile per la parità genitoriale" appaiono ben due link per la distribuzione illegale di file formato .AVI, contenenti presumibilmente due episodi della serie televisiva "Sarò sempre tuo padre" in violazione del copyright.

Il nome dei due file non lascia dubbi e presto probabilmente sarà in distribuzione anche la terza puntata. Si tratta infatti di un rip artigianale firmato: 

Saro.Sempre.Tuo.Padre.2011.EP01.iTALiAN.PDTV.XviDSiD.avi
Saro.Sempre.Tuo.Padre.2011.EP02.iTALiAN.PDTV.XviDSiD.avi

Naturalmente del rippaggio amatoriale non mi interessa discutere della produzione del file, bensì mi interessa discutere della sua distribuzione via Facebook a ben 4.084 utenti iscritti e partecipanti al gruppo del sedicente movimento femminile, invitati a vedere il filmino amatoriale.

Rammenteranno i miei lettori, che tempo fa avevo rilevato una distribuzione di pornografia virtuale a tema infantile, sempre sulla pagina del sedicente gruppo denominato "Movimento Femminile per la parità genitoriale". Potete rileggere e vedere i miei screen shot qui.

Come più volte ho rilevato gli ambienti criminogeni legati a queste iniziative di mera facciata sono in larga parte provenienti dal pianeta del file sharing illegale. Da ciò il mio consiglio di rivolgersi ai Carabinieri e/o addirittura alla Guardia di Finanza, perché la Polpost NON lavora il file sharing illegale, mentre i due corpi dell'esercito hanno i propri specialisti. 

Resta in ogni caso la brutta facciata di chi chiede giustizia e poi si esprime esclusivamente con performance censurabili, se non addirittura perseguibili come reati: dalla taglia sul ritrovamento della bimba dei Camparini al file sharing illegale.

Deontologia professionale portaci via, questa inoltre è una facciata bruttissima per i due o tre avvocatucci che si aggirano su quelle pagine, perché si rendono responsabili di concorso alle attività illegali dei loro clienti. 

Sarà pur vero che tutto fa "pubblicità", ma qui c'è più di una professionista che si gioca la reputazione per 4 assi di un colore solo (cifra Rimmel - De Gregori). Altra casistica che non è il caso di escludere è che si tratti addirittura di personaggi "senza alcuna reputazione".

Ultimo: non avete visto il telefilm "Sarò sempre tuo padre"?

a) non vi siete persi proprio niente,

b) non è il caso di commettere un reato.


Di seguito gli altri screen shot a disposizione dell'autorità preposta.


Loredana Morandi


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Di Loredana Morandi (del 06/12/2011 @ 14:02:59, in Indagini, linkato 2099 volte)
Ho telefonato a Gaetano Giordano, psichiatra pro PAS



Sì, ho telefonato al dr Gaetano Giordano, psichiatra assicurativo in Roma. Ho telefonato perché una sua vistosa pubblicità campeggia sul gruppo facebook "NO ALLA VIOLENZA SULLE DONNE", denunciato presso la Procura della Repubblica di Torino fin dall'agosto 2009 e successivamente nel corso dell'ultimo anno a seguito di ulteriori danneggiamenti ad una associazione.


Il progetto di un "Osservatorio contro gli abusi peritali" in se potrebbe essere nominalmente buono, anche se evidentemente gestito da professionisti contro professionisti della stessa materia in Tribunale, con risultato anche da definirsi fazioso e le mire tipiche dell'illecita concorrenza. Anche formalmente: i periti di parte si coalizzano contro i periti scelti dal giudice per "giudicarli"? Sì, ci vuol proprio poco a fare l'illecito commerciale. Fin qui potrebbero essere già sufficenti le ragioni che inducano a dubitare della legittimità di tale iniziativa, ma è il veicolo pubblicitario a suscitare lo sdegno delle persone per bene e il mio.

La pubblicità è vietata ai medici dalla legge, lo sappiamo tutti, ed il farne uso è anche contrario a quanto disposto dall'Ordine Nazionale dei Medici in tema pubblicistico nel codice deontologico.


Ciò detto il mio sdegno proviene dalla pubblicazione contestuale sulla stessa pagina facebook, di un ennesimo atto tipico dell'illecito commerciale: una "lista di proscrizione" degli specialisti contro la P.A.S. (la falsa sindrome di alienazione genitoriale), firmata sempre dalla Geobox.IT Srl di Firenze, in cui appare anche il mio nome.

Una tecnica pubblicitaria che lavora sullo sporco, già vista in quel della divulgazione dell'esposto Adiantum al CSM contro un giudice che sospendeva il proprio giudizio in merito all'affidamento condiviso di un minore perché, ovviamente, il padre era indagato per abusi e violenze familiari. Anche allora il mio nome e quello dei "proscritti" veniva utilizzato come veicolo pubblicitario per l'iniziativa, ben sapendo che nessuna accoglienza potrebbe trovare su questo sito una tal azione di disturbo al lavoro certamente retto e onesto del giudice in un difficile caso di minori. Qui, mi sento di garantire che: Voi lettori Non vedrete mai delinquere una azione di protesta strumentale nei confronti della rappresentanza istituzionale del Terzo potere dello Stato.

Per quanto mi riguarda, l'autore/società dello scritto è persona già denunciata e con un esposto Legge Stalking presso il Questore di Roma, ed un secondo per l'uso dei loghi della Ferrero Spa ai fini dell'abuso continuato della credulità popolare, insieme alla dirigenza della Associazione appaltatrice del servizio.


Così, pur comprendendo con chiarezza che il virtuale tv mal si coniuga con la fame di nuovi clienti del "nostro" nel real, pure non posso che dichiararmi disgustata dall'uso e dalla spendita personale fatta dal Giordano, cliente fisso di una società di webmarketing il cui titolare è prossimo alla condanna presso il Tribunale di Firenze, e con tanto di sentenza di Cassazione che ne delibera l'efficacia del "reato".

Ciò perché, come potete vedere, il dott. Gaetano Giordano è frequentatore assiduo dell'intera operazione marketing della Geobox.IT Srl per Adiantum. Infatti, a cavallo tra il 30 e il 31 dicembre dello scorso anno (a.D. 2010) egli scriveva testualmente:

Gaetano Giordano:  A mio avviso, CERTE MADRI, quando TROPPO OSSESSIONATE dal pericolo dei "pedofili" (ne vediamo MOLTE su FACEBOOK), in realtà vedono nel "pedofilo" quella volontà abusante del bambino che HANNO DENTRO DI SE' e che NON si manifesta come PEDOFILIA, ma COME seduzione AFFETTIVA del bambino che viene INCATENATO al suo ruolo di OGGETTO.

Oggettivamente, nel leggere scritti tanto sessisti e superficiali, si potrebbe far presto con il bollare il Gaetano Giordano come un cattivo prodotto, della pubblicistica spazzatura che sfrutta la televisione pubblica. Già dato il disamore per la deontologia professionale sul tema pubblicistico, e rammentando che Gardner scrisse la stessa cosa nei confronti di quel Giudice che condanna il pedofilo a scontare la pena per i suoi reati, non sembra appunto il caso di escludere a priori questa possibilità. 

Però, per l'esperienza di aver già visto negli stessi ambienti della Geobox.IT Srl, ex circuito "Falsi Abusi", dare il sostegno a parecchi famosi pedofili anche su facebook (i più noti sono già in carcere) e vista l'inequivocabile apologia di Gardner negli scritti della cultura pedofila internazionale, a fronte di tali dichiarazioni, ritengo sia opportuno domandarsi se non sia veramente "poco chiaro" e niente affatto "chiaroveggente" questo professionista minore delle assicurazioni.

In realtà in Italia l'unica cosa che han capito bene sulla P.A.S. è l'interesse pecuniario, che si accompagna  gioco forza alla devastante campagna marketing fondata sui famigerati otto sintomi di Gardner, posta in essere da persone a contratto e da una rete di associazioni di genere "scatole cinesi" (Fenbi a casa del Cismai, l'AIAF e l'Adiantum  residenti allo stesso indirizzo e così via).  Ad iniziare con lo scenario "preso in prestito" della mistificazione del dato sulla "Violenza contro le Donne".

Purtroppo per il Giordano e per quelli come lui: Tre indizi fanno una prova. Gardner era un pedofilo, dichiarato. Non sono in errore quindi gli apologi e cultori pedofili internazionali della sua opera, non v'è nessun errore d'attenzione nella rilevazione che il 25 aprile della alienazione genitoriale corrisponda esattamente al ricalco  del 25 aprile della giornata dell'Alice Day dei pedofili di genere etero sessuale, e non c'è alcun dubbio sulla tecnica del "ricalco" per la virulenza dell'opera di clonazione di nomi, associazioni e loghi commerciali fatta ad oggi per veicolare il prodotto giudiziario denominato P.A.S.

Concludendo, atteso l'ovvio della provocazione del "pensatore indipendente" che vi è solito, intimo la cessazione immediata delle attività dolose di stalking ai miei danni e l'atto deliberato di inquinare il servizio televisivo pubblico e facebook italiano con gli spot dei propri studi peritali.

Loredana Morandi

PS: Mi hanno fatto notare che non ho narrato degli esiti della conversazione. Mi scuso, ma ho ritenuto che fossero palesi. Appartiene al regno dell'ovvio che un professionista, avvezzo all'utilizzo dello strumento pubblicistico anche quando ha carattere criminogeno, o si voglia dire dell'azione di un "grato" psicopatico, non risponda di persona in merito alla propria responsabilità sociale, civile e penale, nonché medica. Altri del suo staff, sentiti nella stessa giornata, non erano neppure informati del genere di vespaio in cui sono stati infilati.
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Di Loredana Morandi (del 05/12/2011 @ 10:48:27, in Magistratura, linkato 1768 volte)
Comitato di Coordinamento
fra le Magistrature e l’Avvocatura di Stato



Manovra, Il Governo riceve il Comitato intermagistrature

 

Una delegazione del Comitato intermagistrature, guidata dal presidente dell'Anm Luca Palamara, è stata ricevuta oggi dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio dei ministriAntonio Catricalà, dal ministro della Giustizia Paola Severino e dal ministro della Funzione Pubblica Filippo Patroni Griffi.

Il Comitato ha illustrato come le manovre adottate nel recente passato abbiano già fortemente inciso sul trattamento retributivo del personale delle magistrature e dell’avvocatura dello Stato.

Con riferimento alle annunciate proposte governative di aumentare le aliquote Irpef, nella consapevolezza che la gravità della situazione finanziaria del Paese impone misure urgenti, il Comitato ha ribadito la propria disponibilità a partecipare ai sacrifici senza che pero' questi debbano travalicare la misura di una equa ripartizione tra tutti i cittadini.

In particolare, i rappresentanti delle magistrature hanno evidenziato che in caso di aumento delle aliquote Irpef per i redditi più elevati apparirebbe ancora più ingiustificato il mantenimento del contributo straordinario del 5 e del 10%, previsto dalle precedenti manovre per i dipendenti pubblici, e ne hanno chiesto, quindi, lacancellazione.

Il Comitato ha rappresentato, inoltre, la delicatezza,per quanto riguarda le magistrature, del passaggio al sistema contributivo perché, considerata l’elevata durata della vita lavorativa di un magistrato fino a 75 anni, con un periodo di contributi ben superiore ai 40 anni, rischia di diventare un incentivo ad andare anticipatamente in pensione.

Il Governo ha ascoltato con attenzione le osservazioni del Comitato e ha  preso atto della iniquità che deriverebbe, in caso di innalzamento delle aliquote Irpef,dal mantenimento del prelievo straordinario del 5 e del 10% sui redditi dei dipendenti pubblici.


Roma, 4 dicembre 2011
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Di Loredana Morandi (del 05/12/2011 @ 10:44:36, in Magistratura, linkato 1642 volte)
LA SOSPENSIONE DEL DOTT. VINCENZO GIGLIO DA MAGISTRATURA DEMOCRATICA
http://www.giustiziaquotidiana.it/public/Md_rosso.JPG
 

1. Il Consiglio Nazionale di Magistratura democratica ha, oggi, deliberato all’unanimità la sospensione dal gruppo associativo del dott. Vincenzo Giglio, arrestato in data 1 dicembre 2011 dalla autorità giudiziaria del capoluogo lombardo.

2. Al di là del caso specifico, l’autogoverno della magistratura  le associazioni dei magistrati devono tenere una linea di intransigenza verso magistrati sedotti da frequentazioni strumentali all’ottenimento di vantaggi personali di ogni tipo, anche per propri parenti.

Riteniamo che certe “disponibilità” ad assecondare intrecci tra interessi privati e funzione giudiziaria minano la credibilità della intera magistratura e contribuiscono a generare una sfiducia diffusa nelle istituzioni, suscettibile di rendere più forte il crimine organizzato.

Come magistrati siamo chiamati a creare le condizioni all’interno della nostra categoria per isolare e sanzionare condotte opache, indipendentemente dall’attivazione dei controlli penali.

 
Piergiorgio Morosini
Segretario Generale di Magistratura democratica 
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Di Loredana Morandi (del 03/12/2011 @ 15:11:53, in Magistratura, linkato 1571 volte)
Tribunali, «Con l’organico scoperto
 il territorio è penalizzato»


Riceviamo e pubblichiamo dall’associazione nazionale magistrati (Anm) - sezione distrettuale di Napoli, sottosezione di Sant’Angelo dei Lombardi.

“Questa sottosezione esprime amarezza per il contenuto della delibera del 24 novembre con la quale il Consiglio Superiore della magistratura ha escluso il Tribunale di Sant’Angelo dei Lombardi dall’elenco delle sedi da assegnare ai Magistrati nominati con d.m. 5 agosto 2010.
La determinazione di non coprire alcuno dei posti rimasti vacanti, nonostante la scopertura ormai raggiunta, prossima al 40 per cento dell’organico, non può che penalizzare profondamente il servizio di giustizia nel territorio di riferimento, al dichiarato scopo del coordinamento con i principi affermati dalla legge di delega 148/11, mediante l’anticipata individuazione delle sedi da sopprimere, in un quadro tuttavia ancora nient’affatto che definito da parte del Governo, non solo con riferimento ai tempi ed alle modalità di attuazione ma anche alla scelta dei tribunali interessati.
In tal modo, evidentemente sancendo, in via anticipata e di fatto, la soppressione di questo tribunale.
Pur condividendo l’opportunità di una revisione delle circoscrizioni giudiziarie di cui alla citata legge di delega, deve manifestarsi lo sconcerto per la scelta compiuta. Da essa rischia di conseguire, infatti, la disperazione di un riconosciuto patrimonio di elevata efficienza, costruito nel tempo con impegno corale dei magistrati, dipendenti di cancelleria, avvocati e che oggi vigorosamente si rivendica, contro le diffuse quanto immotivate opinioni di coloro che, con superficiale generalizzazione, attribuiscono alla stessa esistenza degli edifici sub-provinciali una delle cause della crisi della giustizia nel paese.
Si auspica, pertanto, che il Csm, fino alla effettiva attuazione della legge delega, ispiri le sue prossime determinazioni al mantenimento degli attuali livelli di funzionalità degli uffici periferici e che la stessa Anm si faccia portavoce, presso le sedi competenti, anche delle esigenze degli stessi e di dignità dei magistrati che vi sono impegnati”.



02 DICEMBRE 2011
http://www.ottopagine.net/common/interna.aspx?id=22270
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Di Loredana Morandi (del 03/12/2011 @ 15:05:26, in Magistratura, linkato 1693 volte)
Associazione Nazionale Magistrati

http://www.giustiziaquotidiana.it/public/Anm_Oro.jpg

Sezione di Reggio Calabria



La vicenda che riguarda i colleghi Vincenzo Giglio e Giancarlo Giusti ci sconcerta ed addolora.

La Giunta Escutiva dell'Associazione Nazionale Magistrati - sezione di Reggio Calabria - auspica che questi fatti non intacchino la credibilità dell'istituzione giudiziaria e non venga meno la fiducia dei cittadini  verso la magistratura reggina, da sempre impegnata sul versante della legalità.

Non ci compete entrare nel merito della vicenda, in attesa che la Giustizia faccia il suo corso e venga fatta chiarezza. E' nostro dovere, invece, richiamare l'attenzione sulla necessità che il magistrato sia rigoroso nello stile di vita e nelle frequentazioni, perchè non venga mai neanche appannata l'immagine di indipendenza e di imparzialità della magistratura nè compromessa la trasparenza dei comportamenti anche personali dei singoli componenti dell'Ordine Giudiziariario.

Ogni deviazione da questi principi va fermamente stigmatizzata.


Il segretario Tommasina Cotroneo
Il presidente Iside Russo
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Di Loredana Morandi (del 01/12/2011 @ 00:11:14, in Magistratura, linkato 1651 volte)
Associazione Nazionale Magistrati

http://www.giustiziaquotidiana.it/public/Anm_Oro.jpg

SUI FATTI DI REGGIO CALABRIA



I fatti che emergono dagli atti d’indagine della d.d.a. della Procura della Repubblica di Milano nei confronti anche di magistrati in servizio in uffici giudiziari calabresi appaiono oggettivamente gravi e suscitano sconcerto e indignazione.

Al di là di ogni valutazione sul merito delle accuse,  non si può ignorare l’inquietante rete di relazioni tra appartenenti all’ordine giudiziario, pubblici amministratori ed esponenti della criminalità organizzata che emerge dalle indagini, con evidente compromissione della funzione giudiziaria e dell’immagine della magistratura.

Ribadiamo ancora una volta che la magistratura è un corpo sano, capace di trovare al proprio interno i rimedi necessari ad individuare i comportamenti dei singoli contrari alla legge. Proprio per questo ha il dovere, come sempre ha fatto, di accertare con massimo rigore al proprio interno comportamenti quali quelli qui ipotizzati.

L’Associazione nazionale magistrati chiederà al collegio dei probiviri di valutare con la massima urgenza la compatibilità dei fatti contestati con l’appartenenza all’associazione.

Roma, 30 novembre 2011

La Giunta esecutiva centrale
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