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 nuvola temporalesca... di Admin
 
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"Pensare è più interessante di sapere, ma meno interessante di guardare."

Goethe
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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Questo è un doveroso arretrato, che si aggiunge gli eventi storici della vertenza della Magistratura italiana. Per la cronaca: oggi, nel clima torrido di questo autunno 2010, anche il Ministro ha ricevuto la sua lettera di minaccia..


Giustizia: Alfano, nessuna inchiesta su magistrati Palermo
Guardasigilli smentisce iniziativa contro giunta Anm


(ANSA) - PALERMO, 8 OTT - Il ministro della Giustizia Angelino Alfano smentisce di avere sollecitato un procedimento disciplinare nei confronti dell'Anm di Palermo. ''Non ho avviato alcuna inchiesta nei confronti dei magistrati di Palermo che si sono pronunciati negativamente su alcuni loro colleghi per il fatto che essi lavorano al ministero della Giustizia'', afferma il Guardasigilli in una nota.(ANSA).

GIUSTIZIA: ALFANO PROMUOVE AZIONE
CONTRO PRESIDENTE ANM PALERMO


11:34 08 OTT 2010

(AGI) - Palermo, 8 ott. - Il ministro della Giustizia, Angelino Alfano ha chiesto alla Procura generale della Cassazion la valutazione della posizione del pm di Palermo Nino Di Matteo, autore di alcune dichiarazioni nella sua qualita' di presidente distrettuale dell'Anm. La richiesta e' stata girata al pg di Palermo, Luigi Croce, e potrebbe portare all'avvio di un procedimento disciplinare. Soluzione, questa, che non e' pero' automatica. Il guardasigilli ha chiesto di approfondire alcune affermazioni di Di Matteo, riguardanti i colleghi magistrati distaccati al ministero: dopo avere criticato, il 13 giugno, il governo, sostenendo che "continua la sistematica e violenta offensiva di denigrazione e isolamento di quei magistrati che credono ancora nel principio dell'uguaglianza di tutti davanti alla legge: noi resisteremo perche' crediamo nella Costituzione sulla quale abbiamo giurato", il presidente di Anm aveva chiesto ai colleghi distaccati "con quale faccia" collaborassero con questo governo. Due di costoro avevano replicato risentiti: uno, in particolare, Roberto Piscitello, e' stato piu' volte minacciato per avere proposto i "41 bis" ai boss mafiosi, l'altro, Angelo Piraino, e' nipote di Paolo Borsellino. Nino Di Matteo conduce l'indagine sulla trattativa, segue le dichiarazioni di Massimo Ciancimino, e' il pm del processo Mori ed e' uno dei titolari dell'indagine sulle dichiarazioni di Gaspare Spatuzza, riguardanti il presidente del Senato Renato Schifani.


Giustizia: e' scontro tra Anm Palermo e Ministero Giustizia
Alfano sollecita chiarimenti su dichiarazioni presidente giunta

(ANSA) - PALERMO, 8 OTT - E' scontro tra la giunta palermitana dell'Associazione nazionale magistrati e il ministro della Giustizia. Il Guardasigilli, attraverso la Procura generale della Cassazione, ha chiesto chiarimenti al presidente del sindacato dei magistrati Nino Di Matteo, in merito ad alcune dichiarazioni rilasciate nella sua qualita' di presidente della Giunta, iter che in genere si adotta nei procedimenti disciplinari. Alla decisione del ministero replica la Giunta denunciando ''la singolarita' e la gravita' dell'iniziativa''.(ANSA).


Giustizia/ Ucp: Alfano-Anm Palermo, falsa polemica su fuori ruolo
Penalisti: problema va risolto

Roma, 11 ott. (Apcom) - Sui magistrati fuori ruolo c'è stata una falsa polemica tra il ministro della Giustizia e l'Anm di Palermo. Lo dichiara la Giunta dell'Unione delle Camere penali in una nota. "Apprendiamo che il Ministro Alfano ha smentito le voci di un'azione disciplinare contro i magistrati dell'ANM palermitana che si erano chiesti 'con quale faccia continuino a collaborare con questo Governo i colleghi distaccati al ministero della Giustizia'. Siamo rassicurati dalle tolleranti parole del Ministro il quale ha conclusivamente osservato che quei magistrati hanno solo espresso la loro opinione sulla 'vexata quaestio' dei magistrati fuori ruolo". Non ci sentiamo, tuttavia, di concludere che 'tutto è bene quel che finisce bene', poiché le due parti contendenti si son guardate bene dal risolvere la citata 'vexata quaestio', dimostrando che non di un confronto dialettico si trattava bensì dell'ennesimo atto della guerra tra Magistratura e Politica. Il problema dei magistrati fuori ruolo - si legge - (così come l'Unione delle Camere Penali ripete inascoltata da anni) va risolto in quanto alimenta il reciproco condizionamento tra potere politico ed ordine giudiziario, che da una parte provoca una pericolosa commistione tra i due, e dall'altra sottrae centinaia di magistrati al lavoro per il quale sono stati selezionati e vengono pagati. Trattandosi d'una relazione del tutto impropria, che mina alla base la distinzione dei poteri, essa affiora, come in questo caso, solo come strumento d'intimidazione e mai come argomento da approfondire. Ed allora non c'è una conclusione in questa vicenda ma semmai siamo noi a chiederci: "con quale faccia questi signori parlano di magistrati fuori ruolo?".

La Rassegna

Osce: Alfano, sfida a mafie e' globale

ANSA.it - ‎09/ott/2010‎
(ANSA) - PALERMO 9 OTT - 'La sfida delle mafie e' globale e la risposta non puo' che essere globale'. Lo ha detto Alfano a margine all'assemblea dell'Osce a ...

Enti locali: Alfano, rafforzeremo sistema controlli

Libero-News.it - ‎09/ott/2010‎
Palermo, 9 ott. (Adnkronos) - Per combattere la corruzione sara' "rafforzato il sistema dei controlli negli enti locali, verificando la gestione finanziaria ...

Osce: Alfano, sfida a mafie e' globale

ANSA.it - ‎09/ott/2010‎
(ANSA) - PALERMO, 9 OTT - ''La sfida delle mafie e' globale e la risposta non puo' che essere globale. Noi la stiamo facendo con una straordinaria ...

Giustizia: Alfano, nessuna inchiesta su magistrati Palermo

ANSA.it - ‎08/ott/2010‎
(ANSA) - PALERMO, 8 OTT - Il ministro della Giustizia Angelino Alfano smentisce di avere sollecitato un procedimento disciplinare nei confronti dell'Anm di ...

"Su processo breve largo consenso"

TGCOM - ‎08/ott/2010‎
"Sul testo del processo breve c'è largo consenso, eccetto che sulla norma transitoria; ma di quello discuteremo dopo aver affrontato il tema della riforma ...

GIUSTIZIA: ALFANO PROMUOVE AZIONE CONTRO PRESIDENTE ANM PALERMO

AGI - Agenzia Giornalistica Italia - ‎08/ott/2010‎
(AGI) - Palermo, 8 ott. - Il ministro della Giustizia, Angelino Alfano ha chiesto alla Procura generale della Cassazion la valutazione della posizione del ...

Giustizia: e' scontro tra Anm Palermo e Ministero Giustizia

ANSA.it - ‎08/ott/2010‎
(ANSA) - PALERMO, 8 OTT - E' scontro tra la giunta palermitana dell'Associazione nazionale magistrati e il ministro della Giustizia. ...

Giustizia/ Alfano: Il piano corruzione introdurrà due novità

Virgilio - ‎09/ott/2010‎
Palermo, 9 ott. (Apcom) - "La lotta alla corruzione deve svilupparsi nel tempo, deve potere diffondere una sempre più ampia consapevolezza culturale e ...

Osce, Alfano: sfida globale alle mafie

Giornale di Sicilia - ‎09/ott/2010‎
PALERMO. "La sfida delle mafie è globale e la risposta non può che essere globale. Noi la stiamo facendo con una straordinaria legislazione che è diventata ...

OSCE: ALFANO, LA SFIDA ALLE MAFIE DEVE ESSERE GLOBALE

Stato-oggi - ‎09/ott/2010‎
(AGI) - Palermo, 9 ott. - “La sfida delle mafie e' globale e la risposta non puo' essere locale. Noi la stiamo offrendo con una straordinaria legislazione ...

Mafia: Alfano, sfida a criminalita' sia globale

La Repubblica Palermo.it - ‎09/ott/2010‎
Palermo, 9 ott. (Adnkronos) - "La sfida della criminalita' organizzata e' mondiale e la risspota non puo' essere locale. Noi la stiamo offrendo con una ...

Giustizia/ Alfano: In nuovo 'piano corruzione' pene più gravi

Virgilio - ‎09/ott/2010‎
Intervenuto a Palermo nel corso della riunione autunnale dell'Osce, il ministro della Giustizia Angelino Alfano ha parlato del 'piano corruzione'. ...

OSCE: ALFANO, UN PIANO NAZIONALE CONTRO LA CORRUZIONE

Diritto-oggi - ‎09/ott/2010‎
(AGI) - Palermo, 9 ott. - “La corruzione contribuisce costituendone spesso la causa primaria alla violazione dei diritti umani. ...

Giustizia/ Sonia Alfano: Grave ritorsione contro pm Di Matteo

Virgilio - ‎08/ott/2010‎
"Denuncerò il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, per il delitto di abuso d'ufficio in danno del pubblico ministero Antonino Di Matteo. ...

Alfano: "Decisi ad andare avanti sul processo breve"

SKY.it - ‎08/ott/2010‎
"La nostra prorità è la riforma costituzionale della giustizia - dice il ministro a SkyTG24 - e anche le intercettazioni rientrano nel novero dei temi da ...

GIUSTIZIA: ALFANO, MAGGIORANZA C'E', PRIORITA' RESTA RIFORMA

Stato-oggi - ‎08/ott/2010‎
(AGI) - Roma, 8 ott. - “Cio' che il presidente del Consiglio ha detto in Parlamento e' stato convalidato dalla fiducia, abbiamo ottenuto una grande fiducia ...

ALFANO: VERSO GIUDICI NESSUNA RITORSIONE

Expoitalyonline - ‎08/ott/2010‎
By Redazione – 8 ottobre 2010 Posted in: Politica, Ultim'ora “Non abbiamo intenzioni ritorsive nei confronti della magistratura”. ...

Giustizia: Alfano, in arrivo prima tranche fondi da beni ...

University.it (Comunicati Stampa) - ‎08/ott/2010‎
Lussemburgo, 8 ott. (Adnkronos/Aki) - La giustizia e' un "settore privilegiato" perche' potra' compensare i tagli dovuti alle misure per risanare i conti ...

Il ministro Alfano promuove una azione disciplinare contro pm di ...

Trentinoweb - ‎08/ott/2010‎
Il Fatto Quotidiano – Il ministro della Giustizia Angelino Alfano, ha chiesto chiarimenti al presidente dell'Anm di Palermo, Nino Di Matteo, ...

- "Sanzioni più gravi contro la corruzione".

Tuscia Web - ‎09/ott/2010‎
Lo ha assicurato il ministro della Giustizia Angelino Alfano, intervenuto alla riunione autunnale dell'Osce. "Si tratta di un disegno di legge arrivato alla ...

Alfano all'Osce: "La sfida alla criminalità organizzata è mondiale ...

Italiainformazioni - ‎09/ott/2010‎
Nella lotta alla criminalita' transnazionale la legislazione italiana e' "un modello", ma non serve "l'autocompiacimento, sono necessari invece strumenti ...
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Di Loredana Morandi (del 16/10/2010 @ 09:06:58, in Osservatorio Famiglia, linkato 1354 volte)
Questo non è un "colpo di scena", anche se alla notizia a tutti prende un forte e sano "colpo al cuore". Però, attenzione, che la famiglia dell'uomo sapesse e che in qualche modo fosse complice si è intuito sempre, in tutti i momenti della tragica farsa.
Finanche dal volto della madre di Sarah, che dentro di se ha compreso tutto reprimendo una smorfia di odio durante la diretta di "Chi l'ha visto?", quando, proprio Sabrina, al telefono, si disperava per la confessione del padre.
Come quella madre abbia potuto recarsi ancora in quella casa a portare il perdono, non si sa. Probabilmente lo ha fatto nel tentativo supremo di far crollare il castello di menzogne di quelle donne. Che tutte sanno, anche la piccola.
Tutto ciò che state osservando sotto l'effetto dei riflettori dei media è da catalogarsi ai modi atavici della gente della terra, la tradizione rurale in cui l'uomo comanda e le donne obbediscono, e tutti insieme salvano la terra e la proprietà, da qualunque cosa. Anche fosse una cugina scomoda, perché ha resistito alle avance del maschio dominatore.
Quello che si intuisce ancora del non detto è terribile e inaccettabile. Le probabili violenze familiari, perpetrate negli anni, aleggiano in questa incriminazione per concorso nell'omicidio della quindicenne di Avetrana. L.M.

l'articolo

Sarah, fermata la cugina:
«Anche lei l’ha ammazzata»

16 ottobre 2010


Sabrina Misseri è stata sottoposta a fermo ed è stata rinchiusa nella notte nel carcere di Taranto. Con accuse assai pesanti: la cugina di Sarah Scazzi, quella che era di fatto l’amica del cuore della ragazzina, secondo la Procura avrebbe avuto un ruolo nel sequestro di persona e nell’omicidio della quindicenne, avrebbe concorso nei reati con il padre Michele, zio di Sarah, reo confesso per il delitto.

Nella notte, la notizia è arrivata come un macigno su questa angosciante vicenda, suonando quasi incredibile, se si ripensa a tutte le lacrime versate da Sabrina sulla morte di Sarah. Non basta: il suo fermo è la diretta conseguenza delle dichiarazioni accusatorie fatte nei suoi confronti dal padre, Michele Misseri, colui che sino a meno di 24 ore fa era per tutti il solo responsabile di una vicenda terribile, con i suoi strascichi di pedofilia e necrofilia.

Prima di essere sottoposta a fermo, Sabrina è stata interrogata a lungo, per quasi sei ore, nella caserma dei carabinieri di Manduria, dal procuratore di Taranto, Franco Sebastio, e dai pubblici ministeri inquirenti, Pietro Argentino e Mariano Buccoliero. Non ha ammesso responsabilità, ha respinto tutte le accuse: il suo fermo - ha detto anche il suo difensore, l’avvocato Vito Russo - è strettamente legato alle dichiarazioni fatte dal padre. Anche la sorella Valentina non crede alla sua colpevolezza e appena si diffonde la notizia del suo fermo scrive sms ai giornalisti: «Sabrina è innocente!!!».Per la prima volta, in questo interrogatorio, Sabrina è stata assistita da un legale e questo aveva, già nel pomeriggio, fatto diffondere la notizia che fosse indagata, anche se sembrava che le venisse contestato il reato di concorso in occultamento di cadavere.

L'articolo prosegue su Il Secolo XIX

La svolta è arrivata a conclusione di una giornata che si era aperta con i carabinieri del reparto Operativo di Taranto e del Ris che facevano un “esperimento giudiziale”, accompagnati da Misseri, nel garage di Avetrana nel quale la quindicenne è stata strangolata. L’esperimento è continuato poi nel casolare in cui - secondo il racconto iniziale dell’uomo - Michele Misseri avrebbe abusato sessualmente del cadavere di Sarah, sino al pozzo in cui il corpo della piccola è stato nascosto per 42 giorni: dalla scomparsa della ragazzina, il 26 agosto, alla sera della confessione dell’uomo, il 6 ottobre scorso.

Durante i sopralluoghi, lo zio-assassino avrebbe spiegato nei minimi particolari come ha strangolato Sarah, dove è caduto a terra il corpo della ragazza, dove è caduto il suo cellulare. Anche nel casolare, Misseri ha indicato ai carabinieri il posto in cui avrebbe abusato della nipote già morta e quello nel quale ha bruciato i suoi vestiti e i suoi effetti personali: le poche cose che Sarah aveva con sé per andare al mare, lo zainetto con un asciugamano, sandali infradito, pantaloncini e maglietta; e quasi certamente un “due pezzi” da bagno invece degli indumenti intimi. Il sopralluogo, come spesso accade in questi casi, sarebbe stato filmato dai carabinieri del Ris. Gli investigatori avrebbero anche cronometrato il tempo impiegato da Misseri per strangolare con una fune Sarah, per caricare il cadavere sulla sua Seat Marbella, e per compiere tutti gli spostamenti con l’autovettura: dalla casa al casolare e da qui al pozzo-cisterna dove ha gettato il cadavere della ragazzina, coprendolo poi con pietre e rami.

Concluso l’accertamento giudiziale, l’uomo è stato portato nella caserma di Manduria dei carabinieri, dove è stato nuovamente interrogato. E durante l’esperimento e in caserma, Michele Misseri ha tirato in ballo la sua figlia più piccola, Sabrina. Poi, poco dopo le 16, è stato condotto via a bordo di un mezzo della polizia Penitenziaria.

Gli investigatori hanno quindi incominciato ad ascoltare Sabrina, che era lì già da parecchie ore: più o meno da mezzogiorno, dopo che, con la testa coperta dal cappuccio di una felpa, aveva lasciato la sua casa a bordo di una vettura dei carabinieri. Dopo sei ore, uno scarno comunicato della Procura ha dato notizia del fermo di Sabrina e reso note le accuse: Sabrina - dice la nota - «è gravemente indiziata dei delitti di sequestro di persona e omicidio volontario in concorso».

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Di Loredana Morandi (del 15/10/2010 @ 19:58:54, in Osservatorio Famiglia, linkato 1437 volte)
Un prevedibile tristissimo epilogo, ora speriamo che si taccia per un po' sulla vicenda, lasciando finalmente lavorare in santa pace gli inquirenti. L.M.

Sarah, la cugina è indagata
per occultamento di cadavere

Per Sabrina Misseri, figlia del reo confesso, non si ipotizzerebbe il reato di omicidio ma sarebbe sospettata dalla procura di aver aiutato il padre a nascondere il corpo della ragazza di Avetrana. Per l'avvocato Vito Russo si tratta di "follia mediatica"

Sky Tg 24 - Ha sempre, e con decisione, condannato il padre, Michele Misseri, per quello di terribile che aveva fatto alla cugina, e sua migliore amica, Sara Scazzi, sostenendo allo stesso tempo che né lei, né la sorella Valentina, né la mamma Cosima avevano "coperto" l'uomo, o peggio aiutato nell'omicidio, violenza e occultamento del corpo delle piccola Sara.

Ma da oggi Sabrina Misseri, 22 anni, sarebbe invece indagata per occultamento del corpo della cugina. Certo è che Sabrina è sempre stata al centro della vicenda di Sara: è stata lei l'ultima ad avere contatti con la ragazza. Avevano appuntamento il 26 agosto scorso per andare al mare. Sara era uscita di casa alle 14,30 per raggiungerla presso la sua abitazione, a poche centinaia di metri di distanza, e ha fatto uno squillo sul cellulare di Sabrina per avvertirla che stava arrivando. Ma quando Sabrina l'ha chiamata a sua volta perché lei non arrivava, Sara non ha risposto e poi il telefonino è stato spento. Erano le 14.42.

Ed è stata Sabrina ad allertare tutti per la scomparsa di Sara, organizzando le prime ricerche, stampando i primi volantini. E fin dai primi giorni Sabrina è stata ascoltata con attenzione dagli investigatori. Ma la svolta arriva il 30 settembre, subito dopo il ritrovamento del telefonino di Sara, Sabrina fu messa tutto il giorno sotto interrogatorio, per farle ripetere il suo racconto incrociandolo anche con quello dell'amica Mariangela con cui le ragazze sarebbero dovute andare al mare.

Subito dopo la confessione del padre, con tutto quello che ne è seguito, l'attenzione si è spostata da Sabrina. Un altro aspetto della vicenda che ha coinvolto la ragazza è stato il litigio che le due cugine avrebbero avuto la sera precedente alla scomparsa: in un primo momento si parlò di una questione di gelosia per un amico comune, tale Ivano. Ma dopo il ritrovamento del corpo di Sara e la confessione dello zio Michele, almeno due persone, il fratello di Sara e un amico della famiglia Scazzi, Valentino Castriota, hanno detto che il litigio fu causato dalle presunte avance che Michele Misseri avrebbe fatto nei confronti della nipote, la sera del 24 agosto, poche ore prima della scomparsa.

"Sara - ha affermato Castriota - ha detto a Sabrina che il papà il giorno prima l'aveva molestata. Non è vero che hanno litigato per altro". D'altra parte, gli investigatori hanno ritenuto più volte che forse in famiglia fosse almeno stata intuita la verità di Michele Misseri. Il riferimento è ad una intercettazione ambientale nella quale Sabrina avrebbe detto durante un litigio con la madre: "se l'è portata lui...". Ma pubblicamente Sabrina ha sempre scaricato tutte le responsabilità: "Mio padre ha preso in giro tutta l'Italia. Noi non avevamo alcun sospetto... Mio padre deve pagare per quello che ha fatto".

Sky Tg 24  - guarda tutti i video sull'omicidio di Sarah Scazzi

TUTTE LE IMMAGINI SUL CASO DI SARAH SCAZZI
LE FOTO DI SABRINA MISSERI

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Sarah Scazzi, l'ultimo saluto di Avetrana
La cugina Sabrina: "Mio padre deve pagare"
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Di Loredana Morandi (del 15/10/2010 @ 18:05:28, in Osservatorio Famiglia, linkato 1407 volte)
Se c'è di mezzo Scientology, allora la Chiesa Cattolica non c'entra. Se mai, dato che i rapporti delle massonerie sono infiniti, si potrebbe parlare di rapporti tra i capitoli locali di rito scozzese con le logge anglosassoni gemellate. Personalmente non credo a teorie complottistiche tanto raffinate, se mai questa vicenda dovesse rassomigliare ad un evento analogo sul piano criminale, la cosa più vicina è la ricostruzione cinematografica del caso "Girolimoni" nel film con Mastroianni. Solo che in questo caso l'omicida ha ucciso ancora e ancora.  L.M.

Caso Claps, ecco il dossier su Restivo



L'avvocato italo inglese, Giovanni De Stefano, ha inviato al ministro dell giustizia, Alfano, un dossier su Danilo Restivo. Si avanzano sospetti anche su Scientology

13/10/2010 - Secondo il nostro ragionamento non è questione di “omertà” o “silenzi mafiosi”, ma di una cospirazione criminale di un numero di individui in Italia per proteggere Danilo Restivo permettendogli di trasferirsi dall'Italia all'Inghilterra, che ha causato direttamente l'omicidio di almeno un'altra persona per la quale è stato incriminato dalle autorità britanniche procedenti, e l'omicidio della studentessa coreana Oki».

Č questo il fulcro del dossier dell'avvocato Giovanni Di Stefano indirizzato lo scorso 21 settembre al ministro della Giustizia Angelino Alfano nel suo ufficio di Roma in via Arenula. Si tratta del prosieguo di una precedente comunicazione datata 23 maggio.

«Francamente siamo sorpresi - scrive il legale di Omar Benguit, condannato per l'omicidio di Oki Shin, avvenuto nel 2002 sempre a Bournemouth nella contea della Dorset, che è la cittadina inglese dove risiede da qualche anno Danilo Restivo - di non aver ricevuto la cortesia di un riconoscimento, tanto meno una risposta. Dobbiamo presumere che la comunicazione non le è stata inoltrata, perciò per questa volta abbiamo scelto la spedizione con raccomandata internazionale».

In totale sono sette i documenti allegati assieme a tre fotografie. La lingua utilizzata è quella della Regina. Per conoscenza l'avvocato Di Stefano invia al ministro anche una copia delle missive già spedite al Tribunale penale provinciale di Palma di Maiorca in Spagna, il 3 giugno, e al procuratore della Repubblica di Perpignan in Francia, il 5 giugno, più un sommario riassuntivo, l'atto d'incriminazione di Restivo per l'omicidio di Oki Shin, e la richiesta di revisione della sentenza di condanna per Omar Benguit.

«Sottoporre questi atti - prosegue Di Stefano - è a nostro avviso necessario per dettagliare il livello di protezione che Danilo Restivo ha ricevuto in Italia da numerose parti incluse la chiesa Cattolica, la massoneria italiana, e possibilmente la chiesa di Scientology».

L'avvocato ripercorre tutte le tappe della vicenda Claps dal 1993 a oggi con le false piste e i veri e propri depistaggi, che a volte riconduce a imprecisati «membri della famiglia Restivo», come le accuse a Eris Gega, arrestato sul finire di dicembre del 1993 per falsa testimonianza, e rilasciato solo dopo quindici giorni di galera.

Suggestivo un passaggio un po' più avanti, dove scrive della detenzione di Restivo nel 1994, quando un vigile urbano di Policoro disse in televisione di aver visto Elisa in Albania.

«Dopo queste dichiarazioni - sempre secondo Di Stefano - Danilo Restivo, in carcere e da oltre un mese in isolamento, chiese alla magistratura la revoca del regime di isolamento e intraprese un presunto sciopero della fame. Stesso quella sera i genitori di Restivo chiesero l'intervento del ministro della Giustizia Alfredo Biondi e si appellarono al procuratore generale della corte di Cassazione, al Consiglio superiore della magistratura e al procuratore generale della corte d'Appello per il rilascio di Danilo Restivo».

Per «coincidenza», scrive l'avvocato tra parentesi, Alfredo Biondi «è un sostenitore della chiesa di Scientology assieme a uno dei membri della famiglia Restivo». Non si capisce se poi sia potuta scattare davvero una forma di solidarietà tra fedeli. La cosa viene lasciata lì in sospeso.

Pesanti considerazioni vengono rivolte anche all'avvocato che difende Danilo Restivo, Mario Marinelli, accusato di aver passato il «gusto» (è scritto proprio così, in italiano) che ci si aspetterebbe da chi è impegnato in una difesa.

«Noi crediamo - conclude Di Stefano - che le autorità inquirenti italiane, o qualcuno dei suoi ufficiali, conoscessero bene quanto fosse pericoloso Restivo. Il fatto vero che in tre differenti città (Torino, Rimini, e Potenza) è stato segnalato per aver tagliato capelli alle donne, e che in Inghilterra è continuato questo atteggiamento psicotico, e il fatto che Heater Burnett sia stata ritrovata con dei capelli nelle mani deve aver mostrato alle autorità italiane che Danilo Restivo era estremamente pericoloso, e le autorità inglesi sarebbero dovute essere avvisate propriamente molto tempo prima che gli fosse permesso di uccidere una donna, o più».

In sostanza la partenza di Restivo per l'Inghilterra sarebbe stata la maniera in cui l'Italia si è «liberata del problema lavandosi le mani - «washing of hands» nel testo originale - di una situazione molto pericolosa».

Leo Amato per il Quotidiano della Basilicata
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Di Loredana Morandi (del 15/10/2010 @ 17:26:45, in Magistratura, linkato 2447 volte)
A richiedere la riesumazione della salma del "bandito Giuliano" è il giornalista Rai, che sta riscrivendo la "storia" del sanguinoso personaggio. Si ipotizza che egli non sia morto allora, ma ultraottantenne pochi anni fa. E tutto può essere nella antica leggenda, ma se davvero il cadavere non fosse quello, chi saranno gli accusati se non  i sanitari, la polizia, i carabinieri, la magistratura e la stampa del medesimo periodo dei fatti? L'omino che porta le salme al cimitero non potrà aver fatto tutto da solo, oh no!?  L.M.

http://www.giustiziaquotidiana.it/public/bandito_giuliano.jpg

Sicilia: Pm Ingroia,
riesumazione salma Giuliano
scelta obbligata


Palermo, 15 ott.- (Adnkronos) - "Prossimamente daremo ai medici legali del Policlinico di Palermo l'incarico per riesumare la salma di Salvatore Giuliano. Non sappiamo ancora quando avverra', certo non oggi, ma ci siamo resi conto che e' una scelta obbligata". Lo ha detto all'ADNKRONOS il Procuratore aggiunto di Palermo, Antonio Ingroia, parlando della nuova indagine aperta sulla morte del bandito di Montelepre, ucciso in circostanze misteriose nel luglio di sessant'anni fa. Un'inchiesta riaperta da poco per cercare di fare luce sull'intricata vicenda ancora avvolta nel mistero. La Procura di Palermo sta aspettando gli ultimi risultati e gli esiti degli accertamenti disposti dal procuratore aggiunto sul materiale a disposizione. "Continuo a dire che noi andiamo con i piedi di piombo, non escludiamo niente. Ma prima di fare ipotesi aspettiamo. Ci muoviamo solo sulla base di fatti concreti e non su congetture".

La Procura di Palermo e' chiamata a fare luce, in particolare, sull'ipotesi che il cadavere di Giuliano ripreso sul luogo del delitto, il cortile De Maria a Castelvetrano (Trapani), fosse lo stesso di quello fotografato nell'obitorio del cimitero di Castelvetrano. Ecco perche' e' stato disposto dalla magistratura un esame approfondito dei filmati e delle fotografie a disposizione. A mettere in dubbio la certezza che il cadavere mostrato ai giornalisti fosse davvero Salvatore Giuliano e' stato, tra gli altri, un docente di Medicina Legale, il professor Alberto Bellocco. "Dobbiamo fare un'attenta verifica del materiale a nostra disposizione - ribadisce Ingroia - per accertare se quanto affermato dal professor Bellocco sia plausibile". (segue)

http://www.giustiziaquotidiana.it/public/leuropeo_disicuro_giuliano_morto.jpg

Sicilia: Pm Ingroia, riesumazione salma Giuliano scelta obbligata (2)

(Adnkronos) - La Procura di Palermo sta cercando di stabilire se effettivamente il cadavere di cortile De Maria a Castelvetrano sia lo stesso del corpo di Salvatore Giuliano dell'obitorio. "Purtroppo abbiamo poche immagini a disposizione - spiega ancora il Procuratore aggiunto di Palermo - ma noi cerchiamo di fare luce grazie alle tecniche che abbiamo a disposizione nell'eseguire gli accertamenti". Un importante passo avanti lo dara' certamente la riesumazione del cadavere di Salvatore Giuliano.

"Non possiamo evitare la riesumazione - spiega il magistrato - perche' soltanto con questi ulteriori accertamenti sul Dna del cadavere potremo raggiungere dei risultati importanti". A chiedere la verifica sul cadavere e' stato un giornalista Rai, Franco Cuozzo, che sta scrivendo un libro sulla vicenda, l'ennesimo sul mistero di Montelepre. Un altro e' stato pubblicato di recente dal nipote di Giuliano, Giuseppe Sciortino Giuliano 'Via d'inferno. Cause ed affetti', in cui l'uomo racconta che il nonno sarebbe scappato negli Stati Uniti e che sarebbe morto solo pochi anni fa, ultraottantenne, dopo essere tornato due volte in Sicilia. "Una ricostruzione - spiega il nipote - frutto dell'immaginario popolare".

(Ter/Col/Adnkronos)

Le foto su Il Giornale di Sicilia online.
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Per amor del cielo, tenetevelo. Quando sono qua fuori, la prima collocazione politica è tra gli universitari a fomentare la violenza, poi passano al mobbing verso le associazioni cattoliche e nel frattempo qualcuno gli ha trovato uno stipendio pubblico alla faccia di tutti i precari in Italia. L.M.

Libertà condizionale a Gallinari


Polemiche sul parere chiesto dai magistrati di Bologna ai parenti delle vittime

venerdì, 15 ottobre 2010, 11:56


Sarà il Tribunale di Sorveglianza di Bologna a decidere sulla richiesta di libertà condizionale avanzata dall’ex br Prospero Gallinari. Condannato all’ergastolo per diversi omicidi tra cui quello di Aldo Moro, il carceriere del presidente della Democrazia Cristiana si trova ora agli arresti domiciliari nella sua casa di Reggio Emilia. La legge prevede che dopo 26 anni i condannati all’ergastolo possano chiedere la liberazione condizionale. Gallinari lo ha fatto circa un anno fa. A far discutere, però, non è solo la richiesta inoltrata dall’ex terrorista, ma anche il parere chiesto dai magistrati ai familiari delle vittime. Una prassi, non un obbligo di legge, spiegano i magistrati.

Gallinari non ha chiesto perdono e in più di un intervista ha ribadito che non è sua intenzione farlo. La richiesta del Tribunale non è piaciuta a Sabina Rossa. La deputata del PD, figlia di Guido Rossa, il sindacalista della Fiom-Cgil ucciso a Genova da un commando delle BR il 24 gennaio del 1979, ha contestato il coinvolgimento dei parenti in una procedura che spetta ai giudici. Sulla stessa linea anche Olga D’Antona, vedova del giuslavorista Massimo D’Antona ucciso dalle BR nel 1999. “ I magistrati si assumano le proprie responsabilità. Non è compito dei familiari delle vittime decidere sulla liberazione dei brigatisti. Tale prassi, per i familiari, è insopportabile e penosa” ha dichiarato la deputata del Pd. Concorde anche Luciano Violante. “Il perdono non e’ e non puo’ essere un passaggio procedurale” ha commentato l’ex presidente della Camera ed ex magistrato. Tesi che trovano d’accordo anche Gallinari.

fonte Tele San Remo

La Rassegna

L'ex brigatista Gallinari chiede la libertà condizionata

Il Resto del Carlino - ‎5 ore fa‎
Reggio Emilia, 15 ottobre 2010. L'ex brigatista Prospero Gallinari, condannato all'ergastolo per l'uccisione, fra gli altri, di Aldo Moro e Guido Rossa, ...

L'ex brigatista reggiano Prospero Gallinari chiede la libertà ...

Modena 2000 - ‎4 ore fa‎
Prospero Gallinari, l'ex brigatista reggiano condannato a numerosi ergastoli e che ha già scontato 26 anni di carcere, ha chiesto al Tribunale di ...

Libertà condizionale a Gallinari. Polemiche sul parere chiesto dai ...

Telesanterno - ‎5 ore fa‎
Sarà il Tribunale di Sorveglianza di Bologna a decidere sulla richiesta di libertà condizionale avanzata dall'ex br Prospero Gallinari. ...

“Non firmiamo una liberatoriaâ€

L'Opinione - ‎5 ore fa‎
Sabrina Rossa, deputato del Pd e figlia di Guido - ucciso dalla Brigate rosse nel 1979 - racconta la vicenda di cui sono involontariamente protagonisti i ...

«Chiedere perdono? Sarei ipocrita»

Gazzetta di Reggio - ‎9 ore fa‎
REGGIO. Prospero Gallinari, l'ex brigatista carceriere di Aldo Moro, ha chiesto la liberazione condizionale. Ha sulle spalle diversi ergastoli, ...

ANNI DI PIOMBO: D'ANTONA (PD), NON SPETTA AI FAMILIARI DECIDERE ...

AgenParl - Agenzia Parlamentare - ‎14/ott/2010‎
(AGENPARL) - Roma, 14 ott - “I magistrati si assumano le proprie responsabilità. Non è compito dei familiari delle vittime decidere sulla liberazione dei ...

Assassini per sempre

CronacaQui Milano - ‎7 ore fa‎
Tutte vittime del brigatista Prospero Gallinari che, per inciso, pur non essendosi mai pentito, già gode del privilegio degli arresti domiciliari. ...

Terrorismo: Violante, perdono non e' passaggio procedurale

Adnkronos/IGN - ‎22 ore fa‎
... familiari delle vittime del terrorismo per verificare la loro disponibilita' a concedere all'ex terrorista Prospero Gallinari la liberta' condizionale.

Il martirologio di Santoro che non conviene alla Rai

Giornalettismo - ‎13/ott/2010‎
... Rosse dallo Stato, per chiedere il perdono: alla base di tutto ci sarebbe la richiesta di liberazione condizionale da parte di Prospero Gallinari. ...

CASELLATI: Sentire i familiari delle vittime brigatiste via mail e ...

PDL - VotaBerlusconi.it - ‎14/ott/2010‎
... del terrorismo con l'obiettivo di verificare la loro disponibilita' ad una eventuale liberta' condizionale per l'ex terrorista Prospero Gallinari. ...

Per la prima volta, 40 anni fa, comparve la sigla Brigate Rosse

Panorama (Blog) - ‎12/ott/2010‎
Sapevano di Renato Curcio e Alberto Franceschini, di Corrado Simioni e Prospero Gallinari, di Mara Cagol e Lauro Azzolini… Insomma, Pci e ministero ...
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Di Loredana Morandi (del 15/10/2010 @ 17:07:58, in Osservatorio Famiglia, linkato 1129 volte)
Foggia, al palazzo di giustizia
si parla di tutela dei minori



giovedì 14 ottobre 2010 22:1:29
di  Redazione Il Grecale

FOGGIA - Un convegno sulla figura del Curatore speciale e del Tutore dei Minori è stato organizzato a Foggia al palazzo di giustizia per sabato prossimo. L’obiettivo è approfondire le competenze e i poteri di queste due figure giuridiche. La delicatezza della materia oggetto di analisi e lo spessore culturale dei relatori che interverranno, fanno del convegno un´occasione di studio approfondito delle norme regolanti il processo minorile ed all´assistenza legale del minore nei processi in cui è parte.

I lavori vedranno quale relatrice la presidente del tribunale per i minorenni di Bari Rosa Anna Depalo. Nell’occasione la Camera Minorile di Capitanata presenterà una guida pratica del curatore speciale. La compagine dei relatori offrirà la presenza di Giuseppe Trisorio Liuzzi e di Barbara Poliseno dell’università di Bari, del notaio Elena Calice, del segretario nazionale delle camere minorili Rita Perchiazzi e dell’assessore regionale Elena Gentile.

http://www.ilgrecale.it/news/dettaglio.asp?id=380
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Non sono d'accordo, la guerra tra le Procure non l'hanno fatta certo i due pm. L.M.

Potranno esercitare «solo la funzione giudicante»

Indagarono su De Magistris a Catanzaro
La Cassazione: «Non faranno più i Pm»

 

Nuzzi e Verasani, protagonisti dello scontro tra procure puniti per «comportamento deontologicamente deviante»

SALERNO - La Corte di Cassazione chiude definitivamente il caso degli ex pm di Salerno, Gabriella Nuzzi e Dionigio Verasani, trasferiti dal Csm dopo lo scontro con la Procura di Catanzaro sulle inchieste tolte a Luigi De Magistris. Gabriella Nuzzi resta a Latina, Dionigio Verasani a Cassino, ma solo in qualità di magistrati giudicanti. Non possono più indagare così come hanno fatto sul caso De Magistris prima della perquisizione e del sequestro alla Procura di Catanzaro dei fascicoli Why Not. Perché, dicono i magistrati romani a cui per legge spetta la decisione finale, quel provvedimento di 1.400 pagine, contestato anche dall'Anm, è «abnorme». Anzi, spiegano le sezioni unite del Palazzaccio è «un affastellamento di carte», una specie di copia e incolla delle inchieste condotte dall'allora sostituto procuratore di Catanzaro, Luigi De Magistris, su presunti collegamenti affaristici tra politica e magistratura calabrese che vide indagato anche l’ex Guardasigilli Clemente Mastella. La Corte di Cassazione contesta in toto il modus procedendi dei due ex pm. Gli ex pm di Salerno sarebbero andati, per la Cassazione, al di là dei doveri di un magistrato. Gabriella Nuzzi avrebbe dichiarato di non essere a conoscenza di un incontro previsto tra l'ex procuratore generale di Catanzaro, Enzo Iannelli, e l'ex procuratore capo di Salerno, Luigi Apicella. Eventualità, questa, ritenuta impossibile dalla Cassazione. La Suprema Corte contesta una sorta di pregiudizio da parte dei giudici di Palazzo dei Marescialli nel giudicare i ricorsi di Nuzzi e Verasani. Perché, a sentire gli ex pm, a giudicarli al Csm sarebbero stati gli stessi giudici che avevano trattato anche il caso disciplinare di De Magistris. Ma per la Suprema corte non c’è collegamento tra i due giudizi. E, infine, c'è un passaggio sull'opportunità di sentire lo stesso De Magistris come teste più di 60 volte, anche tramite «scambi non formali e quindi irrituali di informazioni tramite il mezzo telefonico»: se ne può discutere, scrive la Corte nel provvedimento del 24 settembre scorso che conferma il trattamento sanzionatorio disposto dal Csm, ma tutto questo non cosituisce reato. Condividendo, quindi, le decisioni del gip di Perugia.

I FATTI - È il 2 dicembre 2008 quando sette magistrati di Salerno, con i carabinieri del reparto operativo, arrivano negli uffici della Procura di Catanzaro con un decreto di sequestro e di perquisizione (anche domiciliare per Salvatore Curcio). Il giorno successivo i magistrati calabresi denunciano i colleghi salernitani per abuso d'ufficio e interruzione di pubblico servizio. Le accuse saranno archiviate qualche mese dopo dai giudici di Perugia, ma il procedimento disciplinare avviato dinanzi al Csm non fa sconti. Nuzzi e Verasani vengono trasferiti, Apicella viene sospeso dalle funzioni e dallo stipendio e l'inchiesta sul caso De Magistris viene assegnati ad altri pm che, a distanza di un anno, chiedono l'archiviazione della maggior parte dei capi di imputazione ipotizzati dagli ex colleghi. Restano in piedi solo due ipotesi di reato legate all'avocazione a De Magistris delle inchieste Why Not e Poseidone, di cui si discuterà il prossimo 3 novembre.

L'ACCUSA - È un faldone di 174 pagine quello con cui la Corte di Cassazione costringe gli ex pm di Salerno, Nuzzi e Verasani, a restare nelle sedi assegnate loro dal Csm. È una sentenza definitva quella emessa dai giudici del Palazzaccio in cui compaiono giudizi pesanti sul comportamento degli ex sostituti procuratori tenuti nel corso delle indagini sul caso De Magistris. La decisione del Csm «ha avuto per oggetto -scrivono i magistrati di piazza Cavour - non il risultato dell'attività giurisdizionale, ma il comportamento deontologicamente deviante posto in essere dal magistrato nella sua funzione istituzionale». Ed è sui comportamenti dei magistrati che si concentra il giudizio della Suprema Corte, perché se l'«inesattezza» del provvedimento di 1.400 pagine non è contestabile dal punto di vista disciplinare, l'atteggiamento che esso presuppone lo è. Tanto da «evidenziare scarsa ponderazione, approssimazione, frettolosità o limitata diligenza». Ed è questo aspetto che viene sindacato, solo per un motivo: «perché - continuano i giudici romani - è suscettibile di negativo riflesso sul piano del prestigio».

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Di Loredana Morandi (del 15/10/2010 @ 16:57:30, in Magistratura, linkato 1492 volte)
Giustizia, un "baratro" sempre più buio 

Inascoltati gli appelli del presidente del Tribunale Filocamo e del sindaco

Antonio Condò

Locri - La preoccupazione è tanta, ed è più che giustificata; la delusione è tantissima, ed anch'essa è più che legittima se si considerano i ripetuti appelli che negli anni sono stati lanciati da più parti senza che vi sia stata risposta alcuna. L'argomento è sempre lo stesso: la situazione in cui versano gli Uffici giudiziari di Locri a causa della risaputa carenza di personale. A riaccendere i riflettori sull'annosa questione, con un telegrafico ma allarmante comunicato stampa, è – ancora una volta – la Camera penale di Locri, con una nota a firma del suo presidente, l'avv. Antonio Mazzone. Questi con amarezza è costretto a rilevare che «non si sta dando corso alle richieste di assumere servizio negli Uffici giudiziari di Locri formulate da magistrati provenienti da altre sedi; i vuoti nell'organico in tali Uffici giudiziari continuano a non venire immediatamente coperti nonostante le continue rassicurazioni».
Decisamente chiaro e preoccupante l'incipit della nota stampa con la quale la Camera penale locrese prende anche atto che «la realizzazione del nuovo Palazzo di Giustizia non è ancora sostanzialmente iniziata» e – cosa ancora più allarmante – che «tutto ciò può costituire indice di non sufficiente attenzione per la Locride da parte dello Stato», anche da parte di alcuni network nazionali, che sembrano concentrarsi «esclusivamente sui problemi di altre sedi giudiziarie e non su quella di Locri». Da qui la «grande preoccupazione per l'insufficiente attenzione dedicata ai problemi della Locride» e la richiesta – da parte della Camera penale – «che gli organi centrali competenti attuino i necessari interventi per il potenziamento degli Uffici giudiziari locresi».
Si tratta dell'ennesimo appello che da anni l'organismo forense rivolge alle istituzioni; un'accorata denuncia delle problematiche e delle esigenze della Giustizia del distretto, le cui conseguenze gli avvocati, e prima di tutti i cittadini, subiscono sulla propria pelle. Sui problemi di carenza d'organico presso il Tribunale di Locri nei giorni scorsi era intervenuto il sindaco Francesco Macrì e – prima ancora (nel giugno scorso) – il movimento politico-culturale «LocrIdeAzione». In primavera aveva lanciato un preoccupante grido di allarme il presidente del Tribunale, Giovanni Filocamo, soprattutto con riferimento alla «forte carenza di organico sia di magistrati che di personale tecnico-amministrativo presso il Palazzo di Giustizia di Locri con la certa conseguenza di scarcerazione di molti imputati per decorrenza dei termini».
In quell'occasione da più parti venne, tra l'altro, auspicato che la terza Commissione del Consiglio superiore della magistratura in tempi brevi esaminasse la richiesta del dott. Salvatore Cosentino, sostituto orocuratore della Repubblica a Taranto, che aveva chiesto di essere trasferito dalla Procura pugliese a quella di Locri, trasferimento che però non ha avuto il via libera proprio dal Csm. Il problema venne poi riproposto da un articolo di stampa pubblicato dal quotidiano "Libero" e, proprio in quell'occasione, il sindaco Macrì parlò di una «misteriosa situazione che oggi a Locri determina una carenza in organico del 75%».
Secondo il primo cittadino oggi, «sebbene a Locri si viva un particolare momento storico in cui l'azione dello Stato ha riportato risultati oltremodo positivi nella lotta alla 'ndrangheta, lo svuotamento della Procura di Locri è un segnale negativo contro il quale sarebbe stato indispensabile predisporre un'immediata collocazione in organico di altri magistrati inquirenti. Alla luce del cambiamento avviato con duro lavoro, sarebbe stato a dir poco fondamentale non far passare agli occhi dei cittadini che lo Stato si sta allontanando».
Un momento particolare, commentò il primo cittadino, nel quale «viene invece a mancare il sostegno di tutte le istituzioni e del governo che, evidentemente, non hanno avvertito la necessità, non dico di evitare il verificarsi di una situazione di carenza dello Stato, (provvedendo magari prima del trasferimento dei pm alla loro sostituzione), ma almeno di colmare con urgenza il vuoto di organico presso la Procura di Locri».
www.gazettadelsud.it
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Di Loredana Morandi (del 15/10/2010 @ 16:53:34, in Magistratura, linkato 1307 volte)
Siena, evacuato Palazzo di giustizia
per falso allarme bomba



ultimo aggiornamento: 15 ottobre, ore 13:39 - Siena - (Adnkronos) - Poco dopo le 9, una telefonata anonima al 113 aveva avvertito della presenza di un ordigno nell'edificio, situato vicino al centro storico

Siena, 15 ott. - (Adnkronos) - Falso allarme bomba, stamani, al palazzo di giustizia di Siena. Poco dopo le 9, una telefonata anonima al 113 aveva avvertito della presenza di un ordigno nell'edificio, situato vicino al centro storico. La procura ha deciso l'evacuazione di personale e avvocati presenti. Dopo una serie di controlli da parte degli uomini della Digos, il palazzo di giustizia e' stato riaperto e sono riprese le normali attivita'.

La Rassegna

Siena, evacuato Palazzo di giustizia per falso allarme bomba

Adnkronos/IGN - ‎3 ore fa‎
Siena, 15 ott. - (Adnkronos) - Falso allarme bomba, stamani, al palazzo di giustizia di Siena. Poco dopo le 9, una telefonata anonima al 113 aveva avvertito ...

Allarme bomba al tribunale di Siena, palazzo evacuato

La Nazione - ‎5 ore fa‎
Siena, 15 ottobre - E' rientrato l'allarme bomba che era scattato questa mattina nel tribunale a Siena. La Procura aveva deciso per l'evacuazione del ...

Falso allarme bomba in tribunale a Siena

Toscana TV - ‎4 ore fa‎
15/10/2010 - Il tribunale di Siena e' stato evacuato poco dopo le 9 di stamani per un allarme bomba rivelatosi poi falso. Gli accertamenti della polizia ...

Falso allarme bomba al Tribunale di Siena

SienaFree.it (Blog) - ‎5 ore fa‎
Una telefonata anonima al 113, sembra effettuata da una donna dall'accento straniero, ha avvertito alle nove di questa mattina, venerdì 15 ottobre, ...

Allarme bomba in tribunale a Siena

Tg1 - www.tg1.rai.it - ‎6 ore fa‎
La Procura ha deciso l'evacuazione del palazzo. Sul posto è intervenuta la polizia e gli artificieri. SIENA - Allarme bomba in tribunale a Siena. ...
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