Immagine
 shutoku - hi izuru tokoro no tenshi.. ... di Lunadicarta
 
"
Il mondo di oggi ha bisogno di persone che abbiano amore e lottino per la vita almeno con la stessa intensità con cui altri si battono per la distruzione e la morte.

Mahatma Gandhi
"
 
Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Potete chiamarla la "Riforma delle tre 'C' ", le Carriere, il Consiglio e la Consulta. Aggiungendo l'ipotesi sulla Polizia giudiziaria otterremo l'acrostico inverso "P 3C" che, considerando inoltre il duplice richiamo al numero due (due carriere, due csm) e per l'omaggio al retaggio storico ex Gelli, otterrà applausi scroscianti in ogni buio anfratto dell'economia ove si nasconda una lobby para massonica.
L'attacco, naturalmente, è alla quarta 'C', quella che unifica l'Italia democratica: la Costituzione.
La 'C' di Cittadini? Neppure l'ombra nel programma della P4.
La "G" di Giustizia? Rinchiusa al centro, tra la squadra ed il compasso, in grado di "compagno".

(dixit il 15.10.2010) Loredana Morandi

http://www.giustiziaquotidiana.it/public/g-blu.jpg

GIUSTIZIA: IPOTESI 2/3 VOTI CONSULTA
PER BOCCIARE LEGGI
E' IN BOZZE RIFORMA COSTITUZIONALE
GIUDICI-PM SEPARATI E 2 CSM


(ANSA) - ROMA, 14 OTT - Per bocciare una legge o un atto avente forza di legge la Corte Costituzionale dovrebbe deliberare a maggioranza dei due terzi dei suoi componenti. E' questa una delle novita' dell'ultima ora entrate a far parte - secondo quanto si e' appreso da fonti qualificate - della riforma della giustizia per via costituzionale. Si tratta di una delle piu' recenti versioni di bozze su cui i tecnici del Pdl sono al lavoro e su cui pero' e' ancora aperto il confronto con Fli e Lega per tentare di arrivare a una sintesi in vista del Cdm della prossima settimana. Le bozze prevedono, tra l'altro, la separazione delle carriere di giudici e pm e la creazione di due distinti Csm.

Ecco, in sintesi, le principali novita' delle bozze piu' recenti di riforma della giustizia per via costituzionale su cui in questi giorni Pdl-Fli e Lega si confronteranno. Le linee generali della riforma sarebbero state illustrate stamani dal Guardasigilli Angelino Alfano al Capo dello Stato Giorgio Napolitano.

GIUDICI ORDINE AUTONOMO E INDIPENDENTE; PM SEGUIRA' PRIORITA'

I magistrati si distingueranno in giudici e pubblici ministeri (e' caduta l'ipotesi di ribattezzare questi ultimi 'avvocati dell'accusa'), e le loro carriere saranno separate per legge. Se i primi costituiranno un ordine autonomo e indipendente da ogni potere e soggetti solo alla legge, diverso sara' per i pm.
Secondo una delle ultime bozze dei tecnici del Pdl, l'ufficio del pm verrebbe organizzato secondo le norme sull'ordinamento giudiziario, che ne assicurerebbe l'autonomia e l'indipendenza, ma eserciterebbe l'azione penale secondo priorita' stabilite dalla legge ordinaria.

CSM DEI GIUDICI E CSM DEI PM.

Ciascuno dei due distinti Csm sara' composto da membri nominati per un terzo dal Presidente della Repubblica, per un terzo dal parlamento e per il restate terzo da giudici e pm. Ciascun Csm potrebbe eleggere il presidente, ma resta da vedere se la nomina avverra' solo tra i componenti scelti dal Capo dello Stato oppure diversamente (c'e' infatti chi ipotizza di far presiedere il Csm dei giudici scelti dal presidente della Repubblica e quello dei pm dal Pg della Cassazione).

PRINCIPIO DI RESPONSABILITA'.

Sara' ribadito con una norma  ad hoc quanto gia' previsto dall' art.28 della Costituzione sui dipendenti pubblici: i giudici e i pm saranno ritenuti direttamente responsabili degli atti compiuti in violazione di diritti. Una legge ordinaria stabilita' come accertare la loro responsabilita'.

INAPPELLABILITA' SENTENZE DI ASSOLUZIONE.

Torna, per via costituzionale, quanto previsto dalla legge Pecorella a suo tempo bocciata dalla Consulta. Per cui, modificando l'art.111 della Carta, contro la sentenza di condanna sara' sempre ammesso l'appello, mentre le sentenze di assoluzioni diventerebbero appellabili nei casi previsti dalla legge.  Nelle piu' recenti bozze dei tecnici del Pdl sulla riforma della giustizia si ipotizza anche che il

MINISTRO PUO' PARTECIPARE ALLE RIUNIONI DEI DUE CSM. 

Il Guardasigilli non avrebbe pero' diritto di voto, ma la possibilita' di presentare proposte o richieste. Ai Csm dei giudici e dei pm, inoltre, sarebbe vietata esplicitamente l'adozione di ''atti di indirizzo politico''

DUE CORTI DI DISCIPLINA.

Al posto dell'attuale sezione disciplinare, i due Csm potrebbero eleggere al loro interno una Corte di disciplina i cui componenti non parteciperebbero alle altre attivita' dei Csm.

POLIZIA GIUDIZIARIA.

L'attuale art.109 della Costituzione prevede che l'autorita' giudiziaria dispone direttamente della polizia giudiziaria. Nelle bozze di riforma si ipotizza che cio' avvenga non direttamente ma ''nelle forme stabilite dalla legge'', con il probabile intento di 'blindare' (dal punto di vista costituzionale) quanto gia' previsto dal ddl di riforma penale presentato due anni fa dal Guardasigilli Alfano che dava maggiore autonomia alla polizia giudiziaria.    (ANSA).

Leggi altro

http://www.giustiziaquotidiana.it/public/giudici.gif


GIUSTIZIA: FERRANTI, PIU' CHE RIFORMA E' AZIONE PUNITIVA
SIAMO ALL'INGERENZA, NEANCHE UNA RIGA PER I CITTADINI

   (ANSA) - ROMA, 14 OTT - "Dalle prime indiscrezioni che emergono sui contenuti della cosiddetta riforma della giustizia traspare un chiaro disegno per fiaccare l'autonomia e l'indipendenza della magistratura e dei pubblici ministeri, per aggredire l'obbligatorietà dell'azione penale e per controllare la polizia giudiziaria''. Lo afferma in una nota la capogruppo del Pd nella commissione Giustizia della Camera, Donatella Ferranti secondo cui ''il quadro si completa con un ritocco del tutto immotivato e incomprensibile al procedimento di voto e alle maggioranze richieste per dichiarare incostituzionale una legge''.
   ''E' chiaro - prosegue - che nessuna di queste riforme riguarderà direttamente i cittadini né avrà effetti sull'efficienza e la qualità della giustizia mentre tutte aumenteranno i costi per le casse dello stato. Più che una riforma sembra un'azione dagli intenti punitivi".(ANSA).

Giustizia: ipotesi 2/3 voti della Consulta per bocciare le leggi
E' in bozze riforma costituzionale giudici-pm separati e 2 csm

14 ottobre 2010, 21:13
di Alberto Spampinato
 
ROMA - La riforma della giustizia annunciata due settimane fa da Berlusconi in parlamento prevede numerose norme incisive. Le piu' rilevanti riguardano il potere della Consulta di abrogare le leggi (sara' necessario un quorum qualificato di due terzi, non bastera' quindi piu' la maggioranza assoluta), la nascita di un CSM separato per i pm (che non saranno piu' tenuti all'obbligo dell'azione penale per tutti i reati, ma dovranno rispettare priorita' fissate dal parlamento), la non appellabilita' delle sentenze di assoluzione. Non c'e' ancora un testo, ma le linee generali della riforma sono state fissate e il ministro della Giustizia Angelino Alfano le ha illustrate al Quirinale a Giorgio Napolitano.
 
E' stato un incontro di cortesia istituzionale in vista del consiglio dei ministri che la prossima settimana dovrebbe varare i primi provvedimenti. Il presidente della Repubblica si e' limitato ad ascoltare e a confermare la posizione che e' nota da tempo: il governo faccia la sua parte, il Parlamento approvi cio' che ritiene di approvare, il capo dello Stato valutera' i provvedimenti quando entrera' in gioco la sua competenza per promulgarle, ed esercitera' le sue prerogative costituzionali di garante della Costituzione. Il pacchetto comprendera' leggi costituzionali e ordinarie.
 
I testi saranno definiti nei prossimi giorni. Prima si devono sciogliere alcuni nodi di non poco conto che dividono la maggioranza. In base alle indiscrezioni circolate sembra comunque evidente che si va verso una attenuazione dei poteri attualmente conferiti alla magistratura e ad organi costituzionali quali la Corte Costituzionale e il CSM. Della Consulta si e' detto: per abrogare una legge per vizio di costituzionalita' non bastera' piu' il si' di meta' piu' uno dei suoi componenti. L'ordine giudiziario sara' diviso in due: giudici e pubblici ministeri, ognuno con un suo distinto CSM, nel quale i magistrati non saranno piu' la maggioranza dei consiglieri ma solo un terzo.
 
Al CSM dei giudici si vuole vietare espressamente di esprimere pareri su questioni di rilevanza politica (come ad esempio la pratica a tutela del pm de Pasquale pesantemente criticato dal premier Berlusconi, che sara' esaminata nei prossimi gironi a Palazzo dei Marescialli). Per i giudici e i pm sara' sancita la responsabilita' civile. Sara' riconosciuta maggiore autonomia alla polizia giudiziaria rispetto ai pubblici ministeri. E' scontato che le opposizioni daranno battaglia, ma e' incerto anche il pieno sostegno dei finiani a quella parte della riforma gia' battezzata ''colpo di spugna''. E la Lega? ''Quando verra' il momento opportuno ci giocheremo le nostre carte'', risponde enigmatico Umberto Bossi.

La Giustizia:Alfano al Colle spiega riforma
Ipotesi, sale quorum Consulta per bocciare leggi: servono i 2/3

(ANSA) - ROMA, 14 OTT - Perche' la Corte Costituzionale possa bocciare una legge servira' un quorum piu' alto: non piu' maggioranza semplice ma dei due terzi. E' una delle novita' della riforma della giustizia per via costituzionale contenute nella bozza su cui sono al lavoro i tecnici del Pdl sono al lavoro. Le linee guida di questa proposta che dovrebbe essere varata dal Consiglio dei ministri la prossima settimana sono state illustrate dal ministro della Giustizia Alfano al presidente della Repubblica.

Csm: lunedi' plenum con Alfano
Riunione straordinaria sul problema delle procure vuote

(ANSA) - ROMA, 13 OTT - Plenum straordinario del Csm, con il ministro Alfano, lunedi' prossimo sul problema delle carenze di organico nelle procure. Lunedi', ha riferito il vicepresidente Michele Vietti, saranno esaminate anche le difficolta' che potrebbero complicare ulteriormente il funzionamento degli uffici giudiziari in conseguenza delle numerose domande di pensionamento anticipato presentate dai magistrati per gli effetti della legge finanziaria sulle retribuzioni.

Csm: Brigandi' contro 'metodo Woodcock'
Consigliere Csm, cosi' si lede credibilita' della magistratura

(ANSA) - ROMA, 14 OTT - Il consigliere laico del Csm Matteo Brigandi' ha chiesto di aprire una pratica a tutela della magistratura contro il 'metodo Woodcock'.'Quello che ormai viene definito come il 'metodo Woodcock', nel senso di inchieste che poi si risolvono nel nulla - spiega Brigandi' - lede la credibilita' della magistratura. E ho chiesto che venga aperta la pratica'.Woodcock e' uno dei pm dell'inchiesta sui presunti dossier contro il presidente di Confindustria Emma Marcegaglia.

Vietti: toghe temono delegittimazione
Vicepresidente Csm al Quirinale da Napolitano

(ANSA) - ROMA, 13 OTT -'Le preoccupazioni del CSM per interventi che rischiano di delegittimare la magistratura tutta' sono stati riferiti da Vietti a Napolitano. Il Quirinale, in una nota, precisa che il presidente della Repubblica (che e' presidente del Csm) nel ringraziare il vicepresidente Vietti, ha richiamato e ribadito il suo costante impegno per l'esercizio rigoroso delle prerogative costituzionali del CSM.

Csm: Vietti al Quirinale per parlare della
preoccupazione delle toghe per accuse premier

(ANSA) - ROMA, 13 OTT - Il vice presidente del Csm Vietti e' al Quirinale per parlare della preoccupazione per le accuse del premier al pm del processo Mills. A chiedere a Vietti di affrontare l'argomento con Napolitano, che del Csm e' presidente, erano stati gli stessi consiglieri che hanno anche sollecitato l'apertura di una pratica a tutela di De Pasquale, dopo l'intervento del presidente del Consiglio alla festa del Pdl a Milano

Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Loredana Morandi (del 15/10/2010 @ 06:19:25, in Sindacato, linkato 1382 volte)
Federazione Nazionale della Stampa Italiana

Roma, 14 ottobre 2010
Prot. n. 227

La Federazione Nazionale della Stampa Italiana comunica:

Masi querela il Presidente della Fnsi:
un fatto grave e inaudito



«Non si è mai visto un dirigente di una grande azienda pubblica chiamare in Tribunale un dirigente sindacale di vertice che compete con lui sul piano delle idee e del diritto come controparte sociale e naturale. Si pensava ci fosse un limite a tutto ma il Direttore Generale della Rai, querelando il Presidente della Fnsi, Roberto Natale, ha voluto superare se stesso nel suo pervicace tentativo di  avviare un regolamento di conti giudiziario con quanti hanno espresso riserve, critiche, manifestando opposizione al suo operato. Le querele contro le opinioni ed i giudizi che non si condividono non sono espressione di buon governo di una azienda né di altra amministrazione. Cosi dopo alcuni direttori di giornali e il procedimento disciplinare per Anno Zero, Masi, confermando il suo annuncio di due mesi fa, ha querelato anche il Presidente del Sindacato dei giornalisti incrinando, definitivamente, il ruolo di guida del servizio pubblico, che certamente non può fondarsi su questi atteggiamenti.
Natale e il Sindacato dei giornalisti continueranno ad esprimere le proprie ragioni e a rilanciare l’allarme, oggi ancora più pesante di ieri, nei confronti di una gestione del servizio pubblico, che non riesce a vedere gli immensi valori professionali di cui dispone.
Il Sindacato esige chiarezza e trasparenza, nella certezza del diritto e fugando le ombre che, purtroppo, per un conflitto di interessi irrisolto, si intensificano sempre più. Una denuncia penale come quella destinata al Presidente della  Federazione della Stampa è una vera e propria fuga dalla realtà da parte del Direttore Masi.
Nonostante la gravità e la portata della provocazione il Sindacato risponderà in ogni sede, sostenendo e tutelando i propri colleghi, le ragioni del pluralismo dell’informazione e la qualità del servizio pubblico.
Avevamo invocato, a voce ferma, un confronto serio sulle cose che contano. Assistiamo invece ad azioni di vendetta che respingiamo al mittente ».


Federazione Nazionale della Stampa Italiana

Roma, 14 ottobre 2010
Prot 228 

Federazione Nazionale della Stampa Italiana comunica:

“ Sostegno e solidarietà del Sindacato dei giornalisti ai colleghi de L’Unità e de il Manifesto per la sconcertante raffica di querele che il direttore generale della Rai Masi ha annunciato nei confronti dei loro quotidiani nella giornata di oggi. La Federazione Nazionale della Stampa Italiana è, e sarà sempre, al fianco dei colleghi che fanno correttamente il loro mestiere e che non si fanno intimorire  da nessun potere”.


DICHIARAZIONE DEL SEGRETARIO ASR PAOLO BUTTURINI
"Mi associo al Presidente Natale, Masi quereli anche me"

"Esprimo la mia totale solidarietà dal presidente della Fnsi, Roberto  Natale che è stato querelato dal direttore generale della Rai, Mauro Masi. Si sta consolidando una prassi intimidatoria che risponde alle critiche con la carta bollata e i tribunali. Č la stessa filosofia che sta alla base dell'attacco alla libertà di informazione: o canti nel coro, sullo spartito che ti viene fornito, oppure vieni emarginato quando non epurato. non fa differenza che questo metodo si applichi a Santoro, all'ultimo degli iscritti all'Albo o al presidente della Fnsi, dimostra che a questa classe dirigente di governo, dà  fastidio anche soltanto la critica. Ma nel caso specifico c'è anche l'aggravante di querelare un sindacalista per affermazioni fatte nell'esercizio dei suoi doveri.
Mi associo e sottoscrivo tutte le affermazioni del presidente Natale su Masi. Di conseguenza chiedo lo stesso trattamento. Mi quereli, vedremo in tribunale chi calpesta un diritto fondamentale sancito dall'articolo 21 della Costituzione" .


I precedenti comunicati


SASSO IN BOCCA ALLA TRASMISSIONE DI SANTORO.
 
OGGI ALLE 15 DAVANTI ALLA SEDE RAI DI VIALE MAZZINI. SARANNO PRESENTI IL PRESIDENTE ED IL SEGRETARIO GENERALE DELLA FNSI ROBERTO NATALE E FRANCO SIDDI. VERGOGNOSA AZIONE DISCIPLINARE DEL DIRETTORE RAI MASI. LA RAI E' ANCORA SERVIZIO PUBBLICO?
LA FNSI INVITA A PARTECIPARE NUMEROSI ALL'APPUNTAMENTO DI OGGI A VIALE MAZZINI


Federazione Nazionale della Stampa Italiana

Roma, 14 ottobre 2010
Prot. n. 226

La Federazione Nazionale della Stampa Italiana comunica:

« Il diritto di informare non e’ piu’ importante di altri fondamentali diritti umani : la salute, il lavoro, l’istruzione. Ma se il giornalismo funziona male, se sceglie le notizie non sulla base della loro rilevanza sociale ma secondo criteri emotivi o obiettivi di audience, ogni altro diritto ne risulta indebolito, e costringe i soggetti sociali oscurati a forme di protesta di tipo eccezionale per ottenere attenzione ». E’ uno dei passaggi dell’intervento di Roberto Natale, Presidente Fnsi, alla conferenza internazionale sui servizi pubblici in corso a Ginevra. L’appuntamento e’ organizzato dal Consiglio dei sindacati globali, un insieme di organizzazioni che rappresenta piu’ di 176 milioni di lavoratori in tutto il mondo e che condivide la convinzione che i servizi pubblici siano la base essenziale per un lavoro dignitoso, per l’eguaglianza sociale, per la democrazia stessa e per la qualita’ della vita di tutti i cittadini. A nome del sindacato europeo dei giornalisti, il Presidente della Fnsi ha proposto alle altre organizzazioni sindacali e alle associazioni della societa’ civile di costruire un’alleanza per un’azione comune sui mezzi di informazione. La Conferenza di Ginevra si concludera’ in serata con l’adozione di un ‘programma d’azione’ che prevede tra l’altro lo sviluppo di una piu’ incisiva strategia dei sindacati nell’approccio ai mezzi di comunicazione ».


"Assemblea nazionale di Autonomia e solidarietà:
statuto dell'impresa editoriale e libertà di informazione.

Per Mauro Masi, revoca della sanzione a Santoro o dimissioni."



Da domani venerdì 15 a domenica 17 ottobre i giornalisti di "Autonomia e Solidarietà" si riuniranno a Fiuggi per la loro assemblea annuale.
Al centro della attenzione della componente sindacale, i problemi della trasparenza della informazione, moltiplicati dal crescente ricorso ad una comunicazione costruita sul dossieraggio e utilizzata come strumento di pressing politico. Ormai l'informazione è diventata una emergenza di livello costituzionale; ai soggetti che se ne occupano dovrebbe essere garantito uno "Statuto dell'imprersa editoriale" che ne tuteli  l'autonomia.
Si parlerà del precariato, dei diversi contratti di lavoro dei giornalisti italiani (quello con la Fieg, con le emittenti private, con la stampa periodica). Il tutto alla luce dell'imminente congresso della Fnsi.
Si ragionerà anche sulle emergenze del momento, a partire dal bavaglio imposto a Michele Santoro. Una scelta autolesionista del direttore generale della Rai, che ferisce la stessa che dirige, colpisce gli utenti, destabilizza gli inserzionisti pubblicitari. Un boomerang che impone al direttore Masi una alternativa secca: la revoca della sanzione o le dimissioni, a fronte di un provvedimento che somiglia ad un vicolo cieco, nel quale nessuno dei suoi predecessori si sarebbe mai cacciato.

Il coordinamento nazionale della componente sindacale "Autonomia e Solidarietà"

Roma, 14 Ottobre 2010 .
Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Osservatorio Europeo sulla Sicurezza:
Focus sui crimini violenti "ottobre 2010"



L'Osservatorio Europeo sulla Sicurezza, su iniziativa di Unipolis, Demos & Pi e Osservatorio di Pavia ha pubblicato il report numero 3 del 2010, incentrando la propria analisi sulla spettacolarizzazione dei crimini alla tv.

http://www.giustiziaquotidiana.it/public/2010-10-Casi_Criminali_in_TV.jpg

Segnalo  un interessante articolo di Ilvo Diamanti per La Repubblica, intitolato "Cara Televisione dacci la nostra ansia quotidiana". Bell'articolo sì, ma non lo condivido per la "coccodrillità" tecnica (dal "coccodrillo" ovvero il comune necrologio giornalistico). Il metodo del piangere per non assolvere alle proprie responsabilità. Responsabilità che, a mio avviso, sono condivise da tutti i media e dalle rispettive catene editoriali.

http://www.giustiziaquotidiana.it/public/2010-10-11_145313_crimine_notizie_totali.jpg

Vero, sempre a mio avviso, che se si parla troppo di crimine in tv la sola ragione non può essere che quella espressa dal dottor Tullio Morello, nella sua relazione di apertura a Napoli del 30 giugno 2009. Il magistrato, allora presidente della giunta ANM, prendendo ad esempio una comune prima pagina di quotidiano ed un totale di circa 20 notizie, mostrava come di fatto  più della metà delle notizie interessassero direttamente l'opera della magistratura e non soltanto quella penale. Da questo il numero di procedimenti pendenti in tutta Italia per il penale, idem per tutti i contenziosi e le liti del civile.

http://www.giustiziaquotidiana.it/public/2010-10-Tg_estero.jpg

La realtà vera è che in Italia ci sono più crimini che all'estero. Appartiene all'ovvio che se ne parli di più. Nello stesso modo, le grandi catene editoriali e televisive americane devono dare larghissimo spazio alle numerosissime missioni di guerra dell'esercito statunitense. L'equazione è di una semplicità aberrante: "italiani e crimine" è uguale ad "americani e guerre".

http://www.giustiziaquotidiana.it/public/2010-10-Agenda_italiani.jpg

Il dato espresso dalla tabella qui sopra è registrato negli anni dal 2005 ad oggi, il campione preso ad esame è di età superiore agli anni 18. Da questo dato si evince soprattutto come sia letteralmente "peggiorata" la qualità della vita in Italia e la "vivibilità" anche istituzionale del cittadino. Non c'è lavoro e la disoccupazione è la massima preoccupazione dell'oggi, seguita dal cattivo funzionamento della sanità e dei servizi insieme al caro vita.

La casalinga di oggi, sempre che sopravviva a suo marito che potrebbe trasformarsi in mostro da un momento all'altro, non teme più di essere scippata al mercato, perché non ha più soldi in tasca. Il crimine comune invece è divenuto più specialistico. Come per i ladri di appartamento che, prima compiono un sopralluogo, poi si appostano per qualche tempo onde accertare gli spostamenti delle vittime, quindi agiscono. Nel mio quartiere l'ultima moda è l'accesso dalle finestre dei terrazzi, che vengono letteralmente tagliate via a pezzi: vetro, legno e parte di muro.

Loredana Morandi
Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Loredana Morandi (del 11/10/2010 @ 12:42:30, in Magistratura, linkato 1629 volte)
UNITA’ PER LA COSTITUZIONE
UNICOST


IL RINNOVAMENTO DI UPC
 UN PATRIMONIO DA NON DISPERDERE



Dobbiamo prendere l’avvio da alcuni dati incontestabili.

Le recenti elezioni al Consiglio Superiore della Magistratura hanno confermato in maniera netta e chiara la fiducia della maggioranza dei magistrati italiani nei confronti della linea politica-associativa di UPC.

E’ un patrimonio che non va assolutamente disperso.

Nell’attuale fase storica della magistratura è imprescindibile la valorizzazione di tale risultato e proprio in forza dello stesso occorre interrogarsi senza infingimenti e tatticismi sul ruolo e sul futuro della nostra corrente.

Le scelte politiche adottate coraggiosamente dalla segreteria generale hanno segnato un punto di non ritorno.

Prima fra tutte, quella effettuata il 24 novembre 2007 con la quale si è deciso di rifiutare la logica del bipolarismo in magistratura, contribuendo in tal modo alla nascita della giunta monocolore di UPC e poi di quella attuale, cui partecipanomagistratura democratica e movimento per la giustizia.

E’ doveroso dare atto di come in questi anni le posizioni assunte dalla GEC, che spesso hanno determinato un forte dibattito interno, sono state nella loro totalità condivise dalla attuale segreteria, ivi comprese quelle relative alle c.d. primarie per la selezione dei rappresentanti al CSM e non da ultima quella sulla questione morale. 

Analogamente è stata condivisa e supportata dalla segreteria, la linea altrettanto innovativa adottata nell’ambito del consiglio uscente in relazione alla dirigenza degli uffici giudiziari, tesa a valorizzare il merito a scapito della anzianità, che pur ha suscitato fibrillazioni in seno alla precedente compagine consiliare.

Nell’ambito di questa rinnovata linea politica si inserisce la scelta degli attuali componenti del C.S.M., che è stata determinante nel conseguimento dell’importante risultato elettorale.     

In sostanza, la corrente si è posta il problema del rinnovamento della dirigenza, in tutti gli ambiti attraverso la valorizzazione del merito e della professionalità e nella direzione del superamento di una concezione clientelare, lobbistica e corporativa della magistratura.
 

DISCONTINUITA’ E RINNOVAMENTO

Occorre, però, fare un passo in avanti.

E’ necessario passare dalla parole ai fatti con coerenza e fornendo un ulteriore segnale di rinnovamento, anche attraverso comportamenti e prassi ‘nuove’.

Le ultime vicende hanno riproposto la “questione morale” quale tema centrale  per la credibilità della magistratura associata e anche o soprattutto della nostra corrente.

Non possiamo dimenticare che nel mese di luglio è stata la stessa segreteria generale a prendere posizione chiara su questo tema, così come il CDC, nell’intera componente di Unicost, con il documento del 14 luglio 2010.

Oggi avvertiamo l’esigenza di rivolgerci a tutti i magistrati italiani al fine di creare all’interno della magistratura un rinnovato spazio culturale teso ad affermare una nuova idea  di autogoverno e di associazione e fondato sui seguenti irrinunciabili principi.

1. Questione morale. Sul tema della questione morale non possono esservi ambiguità o  atteggiamenti gattopardeschi .

Non possiamo tollerare distinguo e sofismi: o si sta da una parte o dall’altra.

Occorre in primo luogo recuperare completamente la credibilità, quella credibilità che le recenti vicende, che hanno purtroppo riguardato esponenti che nel passato hanno ricoperto ruoli di vertice all’interno di Unicost, hanno per così dire offuscato. Si è trattato di una “sub-area” da sempre identificata ed identificabile all’interno della nostra corrente. Oggi vogliamo rispondere che non ci sono più spazi di compromesso  perchè il nostro modello di magistrato, non “entra ed esce dal mondo della politica senza seguire percorsi trasparenti”, “non frequenta lobby e salotti dove garantisce ciò che non può garantire”, “non fa pressioni per diventare capo di un ufficio” “non si ispira ad una logica clientelare”.

Soprattutto occorre una chiara presa di distanza nei confronti di coloro i quali hanno utilizzato lo schermo della corrente per affermare fittizie candidature indipendenti, dimostrando in tal modo di non condividere il rinnovamento che si andava affermando all’interno del gruppo. 

2. Autonomia dei consiglieri togati del CSM. Abbiamo bisogno di riaffermare, custodire e garantire l’autonomia del Consiglio Superiore della Magistratura, l’autonomia dei singoli consiglieri, anche dei consiglieri eletti con l’appoggio di Unità per la Costituzione. Autonomia dai localismi e anche da noi stessi. Va reso più moderno e rigoroso  il rapporto fra consiglieri e gruppo. Vanno tenuti comportamenti coerenti, vanno introdotte prassi nuove in grado di  allontanare il solo sospetto di una volontà, larvata o indiretta, di  possibile eterodirezione dei consiglieri togati del CSM. 

Solo in tal modo potremo essere credibili anche nei confronti della parte di magistratura che non si riconosce in noi, offrendo non solo un reale contributo al cambiamento, ma addirittura acquisendo legittimazione per guidarlo.

3. Intransigente difesa dei valori costituzionali e della indipendenza interna ed esterna della magistratura.

4. Autoriforma della magistratura. L’autoriforma deve attuarsi mediante la scelta della dirigenza, le valutazioni di professionalità, il funzionamento del sistema disciplinare e e gli standard medi di rendimento: occorre valorizzare il merito e la professionalità e non le logiche di appartenenza correntizia; affrontare senza demagogia ma efficacemente le problematiche relative alle condizioni di lavoro della magistratura e le questioni sindacali.

5.Tutela delle esigenze e delle problematiche dei magistrati giovani.

6. Rilancio dell’idea delle primarie per la selezione dei rappresentanti al CSM e agli organi di vertice dell’associazione.


UN RUOLO DIVERSO PER LA CORRENTE
 
Su queste idee vogliamo gettare le basi per la creazione di un nuovo spazio culturale che sappia comprendere le istanze di  cambiamento che oggi sono in atto all’interno della magistratura e che si propongono di realizzare una nuova idea di autogoverno e di associazionismo giudiziario che veda il coinvolgimento e faccia sentire protagonisti tutti i magistrati italiani.

In conclusione vogliamo affermare il modello di un magistrato nel quale riconoscersi: quello di persona onesta, preparata e qualificata professionalmente e che si legittima nelle aule di giustizia con il suo lavoro nella giurisdizione.  Ma per affermare tutto questo abbiamo oggi bisogno di un segnale. Quello della discontinuità che deve continuare anche attraverso un rinnovato patto ed un profondo rinnovamento culturale degli organi rappresentativi della corrente.


Luca Palamara, Silvana Sica, Gaetano Sgroia, Marco Canepa, Giuseppe Cernuto, Michele Consiglio, Vania Contrafatto, Giuseppe Creazzo, Giuseppe Di Giorgio, Liborio Fazzi, Massimo Forciniti, Giovanna Lebboroni, Sandra Recchione, Lanfranco Vetrone

Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Loredana Morandi (del 11/10/2010 @ 12:39:43, in Magistratura, linkato 1299 volte)
Associazione Nazionale Magistrati

 http://www.giustiziaquotidiana.it/public/anm_100_anni.jpg

L’ANM SULLA SITUAZIONE DEGLI
UFFICI GIUDIZIARI CALABRESI



Desideriamo ribadire la nostra profonda solidarietà a tutti i magistrati degli uffici giudiziari di Reggio Calabria e in particolare al procuratore della Repubblica, oggetto di gravi minacce e intimidazioni.

Le ultime vicende sono purtroppo solo l’ultima tappa di una pericolosa escalation intimidatoria, che dura ormai da mesi, attraverso una incredibile sequenza di lettere minatorie, spedizione di proiettili, allentamento di bulloni di vetture blindate, collocamento e scoppio di ordigni esplosivi.

E' stupefacente che criminali siano potuti accedere in maniera indisturbata alle sedi giudiziarie e alle abitazioni dei magistrati.

Appare evidente il tentativo di condizionare le iniziative giudiziarie della magistratura reggina sul versante del contrasto alla ‘ndrangheta, che nell’ultimo periodo, si sono caratterizzate per intensità ed efficacia.

In questa situazione la risposta delle istituzioni dovrebbe essere forte e corale: è giunto il momento di dimostrare concretamente impegno e sensibilità nell’azione di sostegno alla magistratura reggina e non limitarsi a sterili proclami di solidarietà. Gli uffici giudiziari del distretto di Reggio Calabria devono essere messi in condizioni di funzionare e di rispondere con efficacia alla domanda di legalità e di giustizia.

In un momento in cui il forte impegno della magistratura e delle forze dell’ordine, con il coinvolgimento della società civile, sta dando risultati concreti nel contrasto alla criminalità organizzata, sarebbe drammatico se lo Stato continuasse a disinteressarsi della Calabria e dei suoi cittadini.

Roma, 6 ottobre 2010

La Giunta esecutiva centrale
Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Loredana Morandi (del 11/10/2010 @ 12:37:38, in Magistratura, linkato 1277 volte)
Associazione Nazionale Magistrati

 
http://www.giustiziaquotidiana.it/public/anm_100_anni.jpg

L’ANM SUGLI EFFETTI DELLA MANOVRA ECONOMICA
 

Le disposizioni introdotte dalla manovra economica di recente approvazione, ed in particolare quella particolarmente penalizzante relativa alle modalità di erogazione dell’indennità di trattamento di fine rapporto, sta determinando un progressivo aumento delle domande di pensionamento anticipato dei magistrati.

La situazione è allarmante: allo stato risultano presentate oltre 200 domande di collocamento anticipato a riposo, più del triplo degli anni precedenti, numeri destinati con ogni probabilità ad aumentare in maniera esponenziale, anche in ragione dei dubbi interpretativi che le norme stanno suscitando.

La situazione di scopertura degli organici, già oggi particolarmente grave, rischia in tal modo di divenire incontrollabile.

E’ dunque assolutamente indifferibile che venga adottata ogni iniziativa diretta a garantire in tempi rapidi la copertura degli organici che si sono resi o che si renderanno vacanti: la magistratura non può permettersi ulteriori pericolose scoperture che finirebbero per incidere sul funzionamento del sistema giustizia con conseguenze disastrose per gli stessi operatori del settore e per i cittadini.

Roma, 6 ottobre 2010

La Giunta esecutiva centrale
Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 

CONTRATTO INTEGRATIVO:
VADEMECUM PER I LAVORATORI


http://www.giustiziaquotidiana.it/public/contratto_integr_lav_giustizia_ottobre_2010.jpg


In allegato un documento prodotto dalla RdB PI sul CONTRATTO INTEGRATIVO.


E' necessario che i lavoratori lo conoscano per difendersi.

La RdB PI resta a disposizione per ogni ulteriore chiarimento.


Saluto tutti
Pina Todisco
 
 

Rappresentanze di Base - Pubblico Impiego

 

Estratto da:


ll nuovo contratto integrativo del personale non dirigenziale
dipendente del Ministero della Giustizia

Conoscerlo per difendersi
Roma, ottobre 2010

Premessa

Il contratto integrativo stipulato il 29.07.2010 tra l’Amministrazione e, come tutti sanno, una minoranza sindacale disciplina il rapporto di lavoro del personale non dirigenziale del Ministero della Giustizia con una parte normativa che attribuisce, tra l’altro, le distinte mansioni ed una parte economica che regola la componente premiale del salario.
Com’è noto la RdB P.I. USB sin dalle prime battute ha manifestato una netta contrarietà al nuovo ordinamento professionale così come formulato perchè oltre a frustrare ogni legittima aspettativa per una vera progressione di carriera (giuridica ed economica) interviene pesantemente nella vita lavorativa dei dipendenti con notevole aggravio del carico di lavoro.
I corposi tagli all’organico intervenuti negli ultimi anni, il blocco decennale del turn over, l’esodo massiccio di lavoratori per raggiunti limiti di età rendono la situazione degli uffici giudiziari sempre più difficile. Non a caso l’Amministrazione, per permettere ad alcuni uffici giudiziari di funzionare, si badi bene a ranghi ridotti, ricorre sempre più frequentemente ad applicazioni di personale da una sede all’altra.
Inutile dire che in questo marasma i capi degli uffici (a torto o a ragione) pur di far funzionare la macchina utilizzano personale il più disparato; ma sarebbe, per alcuni, più giusto dire “disperato”.
Infatti nelle cancellerie ci sono: lavoratori cassa integrati; lavoratori di ditte esterne sottopagati, precari e flessibili; dipendenti degli ordini professionali; comandati da altri enti; appartenenti a forze di polizia, carabinieri, vigili urbani e guardia di finanza; stagisti; persone, addirittura, prelevate dal collocamento a cui non viene erogato alcun compenso ma rilasciato, alla fine, un semplice attestato.
Insomma un proliferare in alcuni casi di lavoro al nero ed un vero e proprio sfruttamento umano. Tutto questo gioco al massacro avviene, naturalmente, sulla pelle dei lavoratori e con la compiacenza di coloro che avrebbero dovuto tutelare i loro diritti.
L’assurdo è che questi sindacati che per anni hanno contribuito a determinare (con la concertazione prima e con la co-gestione poi) alla perdita dei diritti, all’impoverimento dei salari, alla cancellazione della dignità del lavoratore pubblico, oggi si spacciano per paladini e salvatori dei lavoratori salvo poi affermare che bisogna accontentarsi: di cosa poi, di un piatto di lenticchie? Infatti questo tanto sbandierato aumento stipendiale per effetto del passaggio alla fascia economica superiore viene finanziato con i soldi del F.U.A. che di conseguenza risulta quasi prosciugato. In pratica è stato compiuto un vero e proprio gioco delle tre carte: i lavoratori invece di percepire la produttività collettiva (alias 14° mensilità) avranno un aumento salariale mensile. Peccato che nel cambio, piaccia o no e al di là delle polemiche, moltissimi lavoratori avranno una perdita secca salariale. Quanto poi alla legge Brunetta che non permette più la distribuzione a pioggia del salario accessorio (sic!), richiamo che costantemente le OO.SS. firmatarie utilizzano nei loro comunicati, vogliamo ricordarlo ai lavoratori ma soprattutto agli stessi sindacati concertativi che la legge Brunetta, oltre ad essere figlia del famoso Memorandum, ha trovato tutti i sindacati d’accordo, seppur con dei distinguo sul metodo e non sul merito, tranne la RdB P.I. USB. Quanto poi al sempre più frequente richiamo della sottoscrizione del CCNL da parte di tutti i sindacati maggiormente rappresentativi, è necessario chiarire che esiste una normativa, scritta a 4 mani dalle OO.SS. concertative con il governo di turno, che impedisce la partecipazione alle trattative di secondo livello (per intendersi di ministero e di posto di lavoro) ai sindacati che non sottoscrivono il CCNL di comparto.
Quindi la firma “tecnica” di questa sigla sindacale al CCNL 2006-2009 è stata apposta, a seguito di una capillare consultazione tra i lavoratori ministeriali che hanno fortemente voluto la nostra partecipazione a tutte le trattative. La differenza è rilevante visto che le altre OO.SS. i contratti li redigono insieme al datore di lavoro.
Riteniamo pertanto questi attacchi del tutto strumentali e frutto di un calo di consensi a seguito delle scelte scellerate operate da alcuni sindacati a danno dei lavoratori. Una domanda ci poniamo e la giriamo ai sottoscrittori: come si può dire che il nuovo CCI Giustizia è un buon contratto se i fatti, si badi bene e non la RdB P.I., dicono che la maggioranza dei lavoratori ha visto dimezzato il proprio salario accessorio e con il nuovo ordinamento professionale è scoppiato il caos negli uffici giudiziari sulla “interpretazione” delle nuove mansioni del personale? Caos che ha spinto capi degli uffici e dirigenti amministrativi ad emettere pareri ed interpretazioni in alcuni casi discordanti e contrapposti, situazione mai verificatasi prima.
Quindi si poteva fare di meglio?: Sicuramente sì, si poteva fare di meglio e di più, bastava stare dalla parte dei lavoratori piuttosto che con il datore di lavoro. Il sindacato ha il dovere di difendere i lavoratori piuttosto che appiattirsi sulle logiche padronali. La crisi la sta pagando il lavoro dipendente e sono anni che la Pubblica Amministrazione viene usata come Bancomat a vantaggio dei poteri forti. Lo sanno i governanti di turno, lo sanno i sindacati concertativi e/o collaborativi.
La RdB P.I. USB con l’intento di informare i lavoratori e di tutelarli, visto il caos creato sui posti di lavoro dal nuovo ordinamento professionale e dalle nuove mansioni, ha stilato questo piccolo vademecum.
Ai lavoratori diciamo che la partita è lungi dall’essere conclusa e che sarà nostra cura assicurare ogni tutela, anche legale, derivante dalle difficoltà di attuazione di questo contratto. Invitiamo, pertanto, tutti i lavoratori a chiedere ordini di servizio dettagliati e a girarne copia degli stessi al delegato locale della nostra Organizzazione Sindacale. Ogni abuso, ogni contraddizione o contrasto tra le mansioni assegnate e quanto previsto nel contratto sarà analizzato al fine di ottenere, anche per via giudiziaria, il giusto ripristino dei diritti violati, anche sotto il profilo economico.


Le promesse, tra le tante, non mantenute.

- Art. 15 CCNL 1998 – 2001: 

PASSAGGI INTERNI: 1. I passaggi interni nel sistema di classificazione possono avvenire:

A) TRA LE AREE con le seguenti procedure:

a) I passaggi dei dipendenti da un’area alla posizione iniziale dell’area immediatamente superiore avviene dall’interno nel rispetto del punto 2, mediante procedure selettive volte all’accertamento dell’idoneità e/o della professionalità richiesta previo superamento di corso-concorso con appositi criteri stabiliti dall’amministrazione con le procedure indicate nell’art. 20.

b) Alle predette procedure selettive è consentita la partecipazione del personale dipendente in deroga ai relativi titoli di studio - fatti salvi i titoli abilitativi previsti da norme di legge - purché in possesso di requisiti professionali richiesti per l’ammissione al concorso pubblico indicati nelle declaratorie di cui all’allegato A) [….riconosceva una deroga ai titoli di studio necessari per l’accesso all’area o al profilo, in ragione dell’anzianità e della professionalità acquisita.]

· Art. 8 CCNL 2002 – 2005:

Nella prospettiva di pervenire ad una gestione ottimale delle risorse umane e sulla base dell’esperienza maturata ed in relazione alla maggiore flessibilità organizzativa attuata con i contratti collettivi del precedente quadriennio, le parti ritengono che la contrattazione integrativa debba valorizzare, in particolare, i seguenti principi già enunciati nel citato sistema classificatorio:

a) garanzia di un adeguato ed equilibrato accesso dall’esterno, ove previsto dal vigente sistema di classificazione, per la copertura dei posti;

b) valutazione ponderata di tutti i titoli presentati dai candidati, in relazione alle peculiarità professionali che caratterizzano le aree e i profili cui si riferiscono le selezioni. Pertanto, ai sensi dell’art. 15 del CCNL del 16 febbraio 1999, all’esperienza professionale, al titolo di studio, agli altri titoli culturali e professionali, ai corsi di aggiornamento e qualificazione professionale ed alle prove selettive finali è attribuito un peso equilibrato ai fini della determinazione del punteggio complessivo ottenuto nella graduatoria finale dai dipendenti che hanno partecipato alla selezione.

c) esplicito riconoscimento, nelle progressioni verticali, della prevalenza all’inquadramento del personale proveniente dalla posizione economica immediatamente inferiore.

· Art. 10, comma 4, CCNL 2006 – 2009:

Tutte le procedure per i passaggi all’interno del sistema di classificazione già programmate, concordate o attivate sulla base del precedente CCNL del 16 febbraio 1999 sono portate a compimento, con le modalità di finanziamento previste da tale contratto, secondo i criteri già stabiliti in contrattazione integrativa.


Chi ci guadagna, chi ci perde.

La risposta è molto semplice. Ci guadagna l’Amministrazione poiché incassa, dopo 10 anni di tagli al personale e che hanno ridotto le presenze di circa il 25%, un aumento di mansioni e una “flessibilità selvaggia”. In cambio i lavoratori riceveranno un semplice passaggio economico nell’ambito del profilo professionale di appartenenza; l’Amministrazione di tasca propria non ci rimetterà un euro dal momento che utilizzerà l’80 % dei fondi del FUA che lo ribadiamo è costituito dai mancati aumenti stipendiali e dai risparmi di gestione fatti sulle spalle dei lavoratori.

I firmatari, nonostante RdB P.I. USB avesse denunciato, sin dalle prime battute, le contraddizioni di questo contratto, hanno dimostrato di non conoscere in alcun modo la realtà degli uffici giudiziari; nelle pagine che seguiranno si comprenderanno le ragioni di questa affermazione.
In questi mesi ne abbiamo sentite di tutti i colori. I firmatari a turno si sono affannati a spiegarci, cose a noi incomprensibili. Infatti c’è chi ha detto che vista la crisi è già una gran cosa avere ottenuto questo contratto. Così confondendo il ruolo sindacale con quello di una televisione di Stato o di un giornale filo-governativo che imputa ai comuni mortali una crisi che non hanno provocato piuttosto la subiscono. Infatti lo Stato foraggia abbondantemente banche ed imprese a danno dei lavoratori. C’è chi invece ha detto che i soldi sarebbero stati perduti per effetto delle nefaste riforme di Brunetta, e contemporaneamente infonde speranze ed illusioni promettendo l’arrivo di fondi nuovi (ma chi ci crede più). Vaneggiano sulla possibilità di un passaggio nell’area superiore dimenticando (SIC!) che la manovra finanziaria ha bloccato gli stipendi dei lavoratori pubblici sino al 2014 (non si potrà superare l’importo dell’ultimo stipendio percepito il 31 dicembre 2010). C’è chi ha preteso di dare lezioni, non richieste, sul diritto alle mansioni, arrivando ad attribuirsi il merito di avere lottato le forme di flessibilità; smentendosi poi nei fatti con la sottoscrizione di un contratto in cui sono previste diverse forme di flessibilità, come dimostreremo nella parte relativa all’esame dei profili professionali.


Le nostre considerazioni

Come più volte denunciato dalla RdB P.I. USB, migliaia di colleghi hanno lavorato con sovraccarichi di lavoro individuali anche, e non solo, per effetto delle mansioni collocate su più aree, ovviamente con grossi vantaggi per l’Amministrazione. Quest’ultima, invece di riconoscere economicamente e giuridicamente lo sforzo, lo spirito di sacrificio e di abnegazione dei lavoratori, ha mortificato ulteriormente le loro legittime aspettative. I sindacati firmatari invece di difendere le ragioni dei lavoratori, pretendendo ed incassando il passaggio giuridico ed economico di tutti a titolo di parziale risarcimento, sostengono le ragioni dell’Amministrazione.
L’Amministrazione ha utilizzato lo stratagemma di non spalmare lo stesso profilo su aree diverse ma ha giocato sulla costituzione di nuovi profili quali: assistente giudiziario, informatico, linguistico, contabile ecc.; ufficiale giudiziario; cancelliere; funzionario giudiziario, amministrativo, unep, informatico ecc.; direttore amministrativo. Come dire “fatto il contratto trovato l’inganno”: In definitiva si assiste ad un vero e proprio sfruttamento dei dipendenti con un contratto integrativo che aumenta il carico di lavoro per ciascun profilo. Quello che fa specie in tutto ciò è che alcuni sindacati abbiano sottoscritto qualcosa di simile, nonostante la delusione e il dissenso dei lavoratori fosse oltremodo palpabile fin dalla prima bozza dell’ordinamento professionale. Questo menefreghismo dimostra da una parte la poco conoscenza di costoro della realtà degli uffici giudiziari e dall’altra il disinteresse totale per la “base”. Vogliosi di fare qualche “salto in avanti” hanno tradito il loro ruolo cioè fare sindacato.


Le differenze stipendiali

La tavola che segue illustra le differenze di stipendio al netto di tasse e contributi percepite annualmente, comprensive di tredicesima mensilità, dai lavoratori rispetto al FUA precedentemente percepito dai lavoratori al netto, calcolato per 250 giorni di presenza (dato medio). La tabella evidenzia dati corretti, smentendo talune tabelle che circolano contenenti artatamente importi lordi (e quindi più elevati) non confrontabili con il precedente FUA, il cui importo conosciuto dal lavoratore è stato sempre al netto.

http://www.giustiziaquotidiana.it/public/differenze_stipendiali.jpg

Le nuove mansioni

Occorre chiarire quali siano le confluenze tra i vecchi principali profili professionali e le nuove qualifiche. Successivamente confronteremo le vecchie mansioni con quelle del nuovo contratto non trascurando di evidenziare le stridenti contraddizioni e criticità che emergono per taluni profili.

http://www.giustiziaquotidiana.it/public/nuove_qualifiche.jpg

Con il nuovo contratto si delinea un aumento dei profili professionali, con una caratteristica: chi diviene assistente giudiziario (ad esempio) resterà sempre assistente giudiziario: nel tempo potrà solo avere un aumento salariale dovuto a seguito di bando di concorso a titoli per progressione economica, per i limitati posti banditi, senza che l’Amministrazione si sia impegnata ad una pianificazione del numero degli stessi negli anni. L’aumento delle mansioni è immediato, eventuali gratificazioni economiche ipotetiche e fumose.
Stesse considerazioni per l’ausiliario, il funzionario giudiziario, per il cancelliere, per l’operatore giudiziario ufficiale giudiziario, statistico, contabile etc. Un’ulteriore conseguenza di questo contratto: non sarà possibile il passaggio dall’area IIa all’area IIIa se non con un pubblico concorso, aperto agli esterni, e sempre che il dipendente sia in possesso di una laurea triennale.

Leggi tutto il Vademecum, clicca qui.


Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Loredana Morandi (del 11/10/2010 @ 06:42:55, in Osservatorio Famiglia, linkato 1503 volte)
Poveri genitori, purtroppo il figlio non è neppure da classificare malato. Perché si tratta di uno che ha scelto liberamente di porre in essere un comportamento corrotto. La cosa più grave è che quel ragazzo non prova nulla, niente di sociale, nessuna consapevolezza del reato commesso, niente di niente, ma non è malattia. L.M.

Abusi sulla bimba di 2 anni

I genitori del pedofilo: "Un ragazzo d'oro"


La madre dell'universitario arrestato è assessore nel comune di Vado: "E' una cosa inimmaginabile". In isolamento nel carcere di Marassi confessa: "Ho abusato della piccola almeno dieci volte in un mese". Si scava nel passato dello studente che avrebbe accudito altri bambini come baby sitter

"Non riusciamo ancora a capacitarci di quello che è accaduto. Nostro figlio è un ragazzo d'oro e non ha mai dato alcun problema. Abbiamo saputo del suo arresto solo parecchie ore dopo perchè Stefano aveva deciso di trascorrere la nottata a Carcare con la fidanzata. Per noi è una cosa inimmaginabile".

AUDIO: la cronaca dei carabinieri

Maria Teresa Abrate, assessore ai servizi sociali in Comune a Vado e funzionaria della Cassa di Risparmio di Savona e Floriano Ferrando, informatico, genitori di Stefano, lo studente ventunenne di pedagogia arrestato per pedofilia a Cairo Montenotte, non sono ancora riusciti a incontrare il figlio, arrestato per violenza sessuale su una bimba di 2 anni e chiuso in isolamento nel carcere di Marassi a Genova.

Il giovane, che almeno dieci volte in un mese, avrebbe abusato di una bambina di due anni, sorella della fidanzata a Carcare, in Valbormida, ora attende l'interrogatorio di convalida dell'arresto.

Nel frattempo si scava nel passato dello studente di Vado Ligure che avrebbe accudito altri bambini come baby sitter, per pagarsi gli studi universitari. Gli inquirenti vogliono capire se vi siano stati casi analoghi a quello scoperto dalla madre della bimba venerdì sera anche se Stefano Ferrando, al momento, ha confessato di aver avuto un atteggiamento perverso solo nei confronti della sorellina della sua fidanzata.

(La Repubblica - Genova - 10 ottobre 2010)


Abusi su bimba di 2 anni
Arrestato il baby-sitter

Cairo Montenotte, ha violentato la sorellina di 2 anni della sua fidanzata. Iscritto a Pedagogia, famiglia borghese, denunciato dalla madre della bimba che si è accorta di quanto stava accadendo. La confessione in caserma: "Aiutatemi a smettere". La fidanzata era invece ignara degli abusi sulla sorellina
di LUCIA MARCHIO'

Abusi su bimba di 2 anni Arrestato il baby-sitter

Faceva il baby-sitter, il ragazzo di 21 anni arrestato per aver compiuto atti di libidine su una bimba di 2 anni, sorellina della sua fidanzata. I carabinieri sono intervenuti ieri sera nella casa di Carcare, in provincia di Savona, chiamati dalla madre della piccola che ha sorpreso il ragazzo toccare la bambina mentre le cambiava il pannolino.

Interrogato in caserma, il giovane universitario, iscritto alla facoltà di Pedagogia, ha ammesso di avere una "certa propensione sessuale" per la bambina e ha implorato i carabinieri: "Aiutatemi a smettere. Ho fatto una cosa gravissima che non ha giustificazioni, ma vi prego aiutatemi a curarmi da queste mie perversioni".

AUDIO: la cronaca dei carabinieri

Gentile, sensibile, sembrava un ragazzo responsabile al punto che molte famiglie gli affidavano i loro figli nel tempo libero. Studente modello, frequentava la stessa facoltà a cui è iscritta la fidanzata. Di famiglia borghese, la madre impegnata in politica, "Stefano non ha mai dato alcun tipo di problema", racconta un amico di famiglia. La casa della sua fidanzata la frequentava da qualche anno. Si era fatto ben volere anche dai genitori della ragazza che gli permettevano di accudire la piccola.

Ma recentemente qualcosa aveva insospettito la madre della bambina: certi segni sulla pelle della piccola le avevano fatto temere che il ragazzo potesse aver abusato di suo figlia. Ha atteso che le cambiasse il pannolino e dalla porta socchiusa, ha spiato il baby-sitter. Ed ha avuto la drammatica conferma dei sospetti.

Il ragazzo è stato arrestato su disposizione del pm Danilo Ceccarelli e salvato dai genitori della piccola che volevano linciarlo. In casa, quando il pedofilo è stato scoperto, c'era anche la fidanzata che nulla aveva mai sospettato e, sconvolta dalla cruda realtà, è fuggita in strada e a lungo ha vagato per le strade piangendo prima di farsi convincere a ritornare dai genitori.

La Repubblica Genova - 9 ottobre 2010
Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Loredana Morandi (del 10/10/2010 @ 18:12:55, in Magistratura, linkato 4975 volte)

Sentite condoglianze alla famiglia. L.M.

Chiavari, morto il pubblico
ministero Margherita Ravera

http://www.giustiziaquotidiana.it/public/margherita_ravera.jpg

Il pubblico ministero Margherita Ravera è morta questa mattina nell’ospedale di Lavagna.

Questa notte, la donna ha avuto un malore mentre era nella sua abitazione di Sant’Andrea di Rovereto, sulle alture di Chiavari: il marito l’ha accompagnata in macchina al pronto soccorso di Lavagna, dove, nonostante le cure, la Ravera è deceduta. La notizia ha suscitato grande commozione nel palazzo di Giustizia di Genova. Fra i casi più celebri seguiti da Margherita Ravera, che aveva appena 46 anni, anche quello della morte a Portofino della contessa Francesca Vacca Agusta.

Il cordoglio dell’Anm ligure
Il segretario dell’Associazione nazionale magistrati della Liguria Francesco Pinto, a nome della giunta regionale, ha ricordato «con commozione» la collega Margherita Ravera: «Magistrato rigoroso, splendido esempio di deontologia professionale».

Il Secolo XIX


Un’inchiesta sulla morte
del pm Margherita Ravera



09 ottobre 2010
Simone Traverso

Sono da poco passate le 3, quando Margherita Ravera, sostituto procuratore della Repubblica di Chiavari, entra all’ospedale di Lavagna, accompagnata dal marito Luca Fertonani. Il magistrato chiavarese accusa difficoltà respiratorie, da giorni non si sente bene. I medici compiono alcuni accertamenti, quindi dispongono il trasferimento nel reparto di pneumologia, a Sestri Levante. Lì vengono eseguiti altri esami, ma la situazione precipita e si rende necessario un nuovo ricovero, questa volta in Terapia intensiva, ancora a Lavagna. Tutto vano, sette ore più tardi, alle 10.45 di ieri mattina, il cuore della pm si ferma per la terza e ultima volta.

Margherita Ravera è morta: aveva solo 46 anni. E adesso tutti, a palazzo di giustizia, in ospedale, a Lavagna, a Chiavari, perfino a Genova si interrogano: come è potuto accadere? Che cosa è successo?

Spetterà agli inquirenti della procura della Repubblica di Torino stabilirlo. I magistrati piemontesi, competenti per fatti che riguardano colleghi liguri, hanno subito aperto un fascicolo di inchiesta. Per il momento, secondo indiscrezioni, non è stato formulata alcuna ipotesi di reato. E però, i pm torinesi hanno già disposto il sequestro delle cartelle cliniche e l’autopsia. L’esame necroscopico sarà affidato a un consulente scelto tra i i migliori del Piemonte e sarà eseguito domani, alla presenza di personale dell’Azienda sanitaria locale 4 Chiavarese.

I vertici dell’ospedale di Lavagna, ieri pomeriggio si sono limitati a diffondere un comunicato stampa e non hanno voluto commentare in alcun modo la tragedia: «In data 9 ottobre 2010 è deceduta la dottoressa Margherita Ravera, pubblico ministero presso la procura della Repubblica di Chiavari. Il decesso è avvenuto alle ore 10.45 presso l’unità di terapia intensiva. La Direzione di questa Asl, non avendo ricevuto autorizzazioni da parte della famiglia, non rilascia ulteriori informazioni sanitarie».

Il Secolo XIX

La Rassegna

Giallo sulla morte del pm Ravera

Il Secolo XIX - ‎2 ore fa‎
Margherita Ravera, sostituto procuratore della Repubblica di Chiavari che nel 2001 aveva indagato sulla morte della contessa Francesca Vacca Agusta a ...

Un'inchiesta sulla morte del pm Margherita Ravera

Il Secolo XIX - ‎10 ore fa‎
Sono da poco passate le 3, quando Margherita Ravera, sostituto procuratore della Repubblica di Chiavari, entra all'ospedale di Lavagna, accompagnata dal ...

Morta Margherita Ravera pm nel processo Vacca Agusta

La Repubblica - ‎09/ott/2010‎
Accompagnata al pronto soccorso di Lavagna, è deceduta poco dopo Margherita Ravera, il pm nel processo per la morte a Portofino della contessa Francesca ...

Aperta un inchiesta sulla morte del Pm Ravera

Primocanale - ‎5 ore fa‎
La Procura di Torino ha aperto un'inchiesta sulla morte di Margherita Ravera, sostituto procuratore di Chiavari deceduta improvvisamente ieri a Lavagna. ...

Chiavari Muore la pm del caso Vacca Agusta

il Giornale - ‎10 ore fa‎
È morta all'improvviso, l'altra notte, Margherita Ravera, sostituto procuratore a Chiavari, 46 anni, la pm che coordinò le inchieste sulla scomparsa e sulla ...

Morta a Chiavari pubblico ministero del caso Vacca Agusta

ANSA.it - ‎09/ott/2010‎
(ANSA) - CHIAVARI (GENOVA), 9 OTT - E' morta all'improvviso, la notte scorsa, Margherita Ravera, sostituto procuratore a Chiavari (Genova), 46 anni, ...

Muore a 46 anni il PM Margherita Ravera

Radio Aldebaran Chiavari - ‎09/ott/2010‎
E' lutto a Chiavari e nel mondo della giustizia per la morte del PM Margherita Ravera. Il sostituto procuratore della Procura di Chiavari è mancata all'età ...

Il cordoglio del Coisp per la scomparsa di Margherita Ravera

Città di Genova - ‎09/ott/2010‎
... Cosip ha appreso della prematura scomparsa del stimato Sostituto Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Chiavari Dr.ssa Margherita Ravera. ...

E' morta Margherita Ravera, PM del tribunale di Chiavari

Primocanale - ‎09/ott/2010‎
E' morta, a causa di un improvviso malore, Margherita Ravera, 46enne pubblico ministero da diversi anni in servizio al tribunale di Chiavari. ...

E' morto il Pubblico Ministero Margherita Ravero, aveva 46 anni

Città di Genova - ‎09/ott/2010‎
Genova - Mondo della giustizia in lutto a Genova per la prematura scomparsa del pubblico ministero Margherita Ravera. La notte scorsa la donna aveva ...

Chiavari, «sospendete i finanzieri»

Il Secolo XIX - ‎08/ott/2010‎
Il pubblico ministero Margherita Ravera, che coordina gli accertamenti affidati ai militari delle Fiamme gialle in forza alla compagnia di Chiavari, ...
Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Loredana Morandi (del 10/10/2010 @ 07:22:49, in Osservatorio Famiglia, linkato 1637 volte)
Orrori italiani


Il più grave segno dell'involuzione di una società umana sono senz'altro i delitti contro la nuova generazione. Se alcuni dei fatti di violenza commessi in famiglia ai danni delle donne possono trovare una giustificazione minima dagli aspetti ambientali, niente giustifica i reati commessi dal "maschio" contro la propria progenie o quella altrui.

Gli orrori commessi contro la nuova generazione non sono solo italiani, certo.  La decadente involuzione ha colpito l'intera specie umana, ma è pur vero che sulle pagine di cronaca è possibile leggere la storia di un omicida seriale italiano in trasferta, che ha ucciso ancora in Gran Bretagna e forse più volte.

E' il caso dell'omicidio Elisa Claps, per il quale i pubblici ministeri Rosa Volpe e Luigi D'Alessio hanno chiesto ed ottenuto presso il gip Attilio Orio, che si provvedesse ad una nuova perizia sui reperti rinvenuti sul luogo  ove era occultato da 17 anni il corpo della giovane scomparsa. Il vulnus: la firma dell'assassino seriale e la ciocca di capelli recisa, ma nessuna traccia del dna del Restivo nella perizia del prof. Pascali. Il caso sarà affidato ai carabinieri del Ris di Parma.

L'elemento necrofilo anche voyeuristico, che sempre più spesso si accompagna ai casi di violenza contro i minori, è il male prodotto dai media. Il caso per me più famoso è emblema di tale sostanziale elemento criminologico: la denuncia di Don Di Noto al sito mostro puella (fondatore storico dell'Alice day e del BLD). Il pedofilo  del sito mostro era un "produttore di media", un fotografo collezionista che aveva messo in rete la sua bacheca con centinaia di foto "antichizzate" e gli scatti a dozzine di famiglie con minori inconsapevoli dello sfruttamento e degli scopi delle immagini rubate.

Così, se è giusto sollevare delle critiche alla conduzione della trasmissione "Chi l'ha visto?" sulla messa in onda dei volti "cannibalizzati in tv" proprio nei momenti tragici del ritrovamento del corpo della piccola Sarah (si veda Avvenire e le lettere al Direttore), ma anche all'intero operato dei media sulla vita della ragazza uccisa scandagliata senza nessun ritegno, è impossibile non ravvisare le ragioni dei pm che procedettero alla richiesta di addebito nei confronti dell'afghano 42 enne che fotografava minori sulle spiagge di Ostia richiedendo la posa "di spalle". La Cassazione lo ha assolto per i reati di pedopornografia con sentenza 10981/10, ed ora probabilmente l'uomo farà causa contro lo Stato per "l'ingiusta detenzione". Ma era davvero ingiusta? No, non lo era. Si trattava infatti di un evidente comportamento persecutorio ai danni di minori. E la pena per l'uomo, non ancora normata all'epoca dei fatti, doveva essere quella comminata per il reato introdotto nei nostri codici con Dl 11/2009, quindi maggiorata della metà degli anni della pena nel caso dei minori. In questa prospettiva il "fotografo" avrebbe ceduto, infrangendo il mandato dalle lobbies dei pedofili del litorale romano e della Capitale, cioè nella previsione di molti anni di galera avrebbe fornito agli inquirenti i nomi dei propri "mandanti".

Il trait d'union tra violenza, pedofilia e necrofilia è ovviamente l'aspetto più materiale di ogni voyeurismo, il peculiare comportamento umano che è capace di autoassolvere momentaneamente ogni onnipotenza del maschio stupratore. In ciò è grandissima la responsabilità dei media, specialmente dei media delle grandi catene editoriali. Anche oltre gli effetti di una pornografia sempre più dilagante.

L'opera incessante del minare alla radice la "fabbrica delle veline" produce oggi mostri peggiori di quelli che combatte. Così la bestia che si celava dentro al Messeri non ha ucciso nella piccola Sarah una velina qualsiasi, ma la stessa somigliante a Noemi Letizia, anche per la ricorrenza degli elementi "familiari" (il compleanno, gli eventi comuni della vita) della vicenda solo mediatica della bionda napoletana identici a quelli vissuti tra le mura domestiche.


Ancora l'effetto di ritorno della violenza televisiva torna nei delitti dei giovani contro i minori. Lo scrivo avendo già descritto il rituale ex cartoon dell'omicidio della quattordicenne di Niscemi, estrapolato da alcuni degli episodi più violenti della saga anime Dragonball. E anche dopo aver letto le analisi, criminologiche e giornalistiche, del manga cult degli autori efferati dell'omicidio Meredith. Blood +, come hanno rilevato anche gli inquirenti, non poteva essere ispiratore dei fatti di Perugia, perché nonostante sia esile nella trama il confine tra il bene ed il male, esso è pur sempre presente nel manga horror.

Anche oltre alla crudezza dei contenuti e delle immagini provenienti dall'industria del cinema di animazione giapponese, che è bene dire produca una vastissima programmazione di generi pornografici ed hard per tutti i gusti, vi è un particolare sempre presente in ogni singolo anime visto anche in Italia in tv. Il fan service.

Che cos'è il fan service? Avete mai visto in tv la trasformazione di una delle eroine di "Sailor Moon"?  Il corpo nudo che si riveste degli indumenti da "combattimento", ed a trasformazione ultimata con la tipica "giravolta con avvitamento" ricade in una posa apparentemente "marziale" mostrando di fatto ampie superficie di coscia e qualche volta anche le "mutandine"? Ecco, quello è il fan service, più o meno evidente a seconda della serie e dell'autore, ma onnipresente in ogni singolo cartoon anime made in Japan.

Sono certa che non lo vedrò mai. Ma anche ad occhi chiusi posso dire che il contenuto dell'hard disk del "baby sitter genovese", che ha seviziato la bimba di 2 anni sorellina della fidanzata, è pieno di immondizia proveniente da siti come 4chan e tra i temporary file del suo pc ci sono le tracce di altre iscrizioni a forum uso yumeshima.net (clicca sulla foto per ingrandire), la community porno nichilista che due anni fa sposava le politiche monopolistiche sul peer to peer di Pirate Bay e diveniva per volere dei "caporioni" lo strumento dello stalking ai miei danni, così come commissionato da un sito di stoccaggio e scambio di materiale pornografico in Selargius, provincia di Cagliari. Gli autori delle minacce a mia figlia.

http://img514.imageshack.us/img514/4779/20091008221015rit.jpg


Il genovese (anche Biagioilmistico lo è) ha confessato "una certa propensione sessuale verso i minori", ma dovete sapere che questa frase è solo la traduzione per la stampa nazionale data dai Carabinieri, che certo non hanno tempo di spiegare ai giornalisti. Il ventunenne ligure (Boogiepop sei tu?), infatti, deve aver confessato la pratica onanistica e quotidiana davanti al computer e di essere cultore del genere lolicon. Attenzione, qui ad un occhio inesperto potrebbe sembrare una mia diagnosi, invece in rete non uno solo dell'esercito dei militanti onanisti giappofili non esprime anche razionalizzando sospetti su se stesso.

Infatti, le foto di minori giapponesi ripresi di fronte alle loro scuole scattate da una trentenne novarese del circuito porno-nichilista e distribuite in rete, costituiranno l'eccellenza probatoria per tutti i reati di apologia contestati agli autori dello staking ai miei danni e a quelli della mia famiglia.

Non vi sembra strano, con tutto quel che c'è da vedere in Giappone, che l'obiettivo fotografico di uno degli attori si posi soprattutto sui soggetti tipici del Turismo sessuale e sulle "mutandine" di giovani donne e/o ragazzine uscite da scuola? E non vi è nel gesto un ravvisabile quanto tipico intento collezionistico e  contestualmente persecutorio ai danni di minori? Non vi sembra la stessa attività dell'afghano sulla spiaggia di Ostia?

La pedofilia è già esistita, purtroppo, ma nell'antichità era praticata nella sua forma di efebofilia e nonostante Atene abbia generato grandi menti e la cultura che giunge fino a noi era descritta come la "decadente" da popoli vicini come qli spartiati (per i colti vi sono riferimenti di ciò nell'Iliade, per chi preferisce qualcosa di leggero può rivedere il film "300"). Oggi, ed a distanza di 65 anni dall' "atomica di Hiroshima", il cinema di animazione giapponese ha introdotto nella decadenza occidentale la "pedofilia", colpendo proprio i giovani nella fascia di età tra i 20 e i 35 anni.

La pedofilia nei giovani è l'ultimo stadio dell'involuzione della società umana, la sopraffazione e la morte dei nuovi nati ad opera dei sessualmente attivi del branco.

Ultima sui socialnetwork e il loro uso criminale. Tra i seri operatori dell'antipedopornografia l'Italia annovera soltanto Don Di Noto, ed io non lo sono e non desidero diventarlo, tutti gli altri fanno "altro". Però è l'intelligenza che mi impone la "domanda stupida": Questo qui, chi è e perché vuole malmenare Loredana Morandi??? Qualcuno mi "ascolta" considerato che gli ultimi patrocinanti questo gruppo facebook sono gli autori della Aliberti Editore in Roma che derubavano ad agosto 2009 un disabile emiplegico e l'editore stesso, dopo il suo ultimo flop, dava corso alla pubblicazione di un testo che reclamizza il blog Biagioquotidiano?

http://www.giustiziaquotidiana.it/public/2010-10-10_154653_gianni_fasolini.jpg

L'apologia della cultura pedofila in rete deve assolutemente essere normata, nel frattempo auguro a tutti i pubblici ministeri di poter usare gli strumenti attualmente in loro possesso al meglio. Invito i magistrati del civile ad attivarsi finalmente per la difesa delle donne e del nucleo familiare, nonché a far fronte unito contro le politiche della "PAS", che obbligherebbero la giurisprudenza a retrocedere su posizioni già conquistate in tema di diritti sociali, in quanto il sistema "violato" potrebbe portare una ondata di ritorno di efferati delitti perpetrati ai danni dei minori, solo perché si è privileggiato il "genitore" che grida di più e acquista i servizi degli avvocati "mediatici".

Loredana Morandi
Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Pagine: 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 32 33 34 35 36 37 38 39 40 41 42 43 44 45 46 47 48 49 50 51 52 53 54 55 56 57 58 59 60 61 62 63 64 65 66 67 68 69 70 71 72 73 74 75 76 77 78 79 80 81 82 83 84 85 86 87 88 89 90 91 92 93 94 95 96 97 98 99 100 101 102 103 104 105 106 107 108 109 110 111 112 113 114 115 116 117 118 119 120 121 122 123 124 125 126 127 128 129 130 131 132 133 134 135 136 137 138 139 140 141 142 143 144 145 146 147 148 149 150 151 152 153 154 155 156 157 158 159 160 161 162 163 164 165 166 167 168 169 170 171 172 173 174 175 176 177 178 179 180 181 182 183 184 185 186 187 188 189 190 191 192 193 194 195 196 197 198 199 200 201 202 203 204 205 206 207 208 209 210 211 212 213 214 215 216 217 218 219 220 221 222 223 224 225 226 227 228 229 230 231 232 233 234 235 236 237 238 239 240 241 242 243 244 245 246 247 248 249 250 251 252 253 254 255 256 257 258 259 260 261 262 263 264 265 266 267 268 269 270 271 272 273 274 275 276 277 278 279 280 281 282 283 284 285 286 287 288 289 290 291 292 293 294 295 296 297 298 299 300 301 302 303 304 305 306 307 308 309 310 311 312 313 314 315 316 317 318 319 320 321 322 323 324 325 326 327 328 329 330 331 332 333 334 335 336 337 338 339 340 341 342 343 344 345 346 347 348 349 350 351 352 353 354 355 356 357 358 359 360 361 362 363 364 365 366 367 368 369 370 371 372 373 374 375 376 377 378 379 380 381 382 383 384 385 386 387 388 389 390 391 392 393 394 395 396 397 398 399 400 401 402 403 404 405 406 407 408 409 410 411 412 413 414 415 416 417 418 419 420 421 422 423 424 425 426 427 428 429 430 431 432 433 434 435 436 437 438 439 440 441 442 443 444 445 446 447 448 449 450 451 452 453 454 455 456 457 458 459 460 461 462 463 464 465 466 467 468 469 470 471 472 473 474 475 476 477 478 479 480 481 482 483 484 485 486 487 488 489 490 491 492 493 494 495 496 497 498 499 500 501 502 503
Ci sono  persone collegate

< agosto 2019 >
L
M
M
G
V
S
D
   
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
12
13
14
15
16
17
18
19
20
21
22
23
24
25
26
27
28
29
30
31
 
             






Cerca per parola chiave
 

Titolo
Ambiente (38)
Associazioni Giustizia (52)
Economia (86)
Estero (187)
Giuristi (134)
Gruppo Cellule Staminali (1)
Indagini (210)
Lavoratori Giustizia (1)
Magistratura (2170)
Osservatorio (1)
Osservatorio Famiglia (512)
Politica (926)
Redazionale (68)
Sindacati Giustizia (326)
Sindacato (221)
Telestreet (7)
Varie (82)

Catalogati per mese:
Novembre 2005
Dicembre 2005
Gennaio 2006
Febbraio 2006
Marzo 2006
Aprile 2006
Maggio 2006
Giugno 2006
Luglio 2006
Agosto 2006
Settembre 2006
Ottobre 2006
Novembre 2006
Dicembre 2006
Gennaio 2007
Febbraio 2007
Marzo 2007
Aprile 2007
Maggio 2007
Giugno 2007
Luglio 2007
Agosto 2007
Settembre 2007
Ottobre 2007
Novembre 2007
Dicembre 2007
Gennaio 2008
Febbraio 2008
Marzo 2008
Aprile 2008
Maggio 2008
Giugno 2008
Luglio 2008
Agosto 2008
Settembre 2008
Ottobre 2008
Novembre 2008
Dicembre 2008
Gennaio 2009
Febbraio 2009
Marzo 2009
Aprile 2009
Maggio 2009
Giugno 2009
Luglio 2009
Agosto 2009
Settembre 2009
Ottobre 2009
Novembre 2009
Dicembre 2009
Gennaio 2010
Febbraio 2010
Marzo 2010
Aprile 2010
Maggio 2010
Giugno 2010
Luglio 2010
Agosto 2010
Settembre 2010
Ottobre 2010
Novembre 2010
Dicembre 2010
Gennaio 2011
Febbraio 2011
Marzo 2011
Aprile 2011
Maggio 2011
Giugno 2011
Luglio 2011
Agosto 2011
Settembre 2011
Ottobre 2011
Novembre 2011
Dicembre 2011
Gennaio 2012
Febbraio 2012
Marzo 2012
Aprile 2012
Maggio 2012
Giugno 2012
Luglio 2012
Agosto 2012
Settembre 2012
Ottobre 2012
Novembre 2012
Dicembre 2012
Gennaio 2013
Febbraio 2013
Marzo 2013
Aprile 2013
Maggio 2013
Giugno 2013
Luglio 2013
Agosto 2013
Settembre 2013
Ottobre 2013
Novembre 2013
Dicembre 2013
Gennaio 2014
Febbraio 2014
Marzo 2014
Aprile 2014
Maggio 2014
Giugno 2014
Luglio 2014
Agosto 2014
Settembre 2014
Ottobre 2014
Novembre 2014
Dicembre 2014
Gennaio 2015
Febbraio 2015
Marzo 2015
Aprile 2015
Maggio 2015
Giugno 2015
Luglio 2015
Agosto 2015
Settembre 2015
Ottobre 2015
Novembre 2015
Dicembre 2015
Gennaio 2016
Febbraio 2016
Marzo 2016
Aprile 2016
Maggio 2016
Giugno 2016
Luglio 2016
Agosto 2016
Settembre 2016
Ottobre 2016
Novembre 2016
Dicembre 2016
Gennaio 2017
Febbraio 2017
Marzo 2017
Aprile 2017
Maggio 2017
Giugno 2017
Luglio 2017
Agosto 2017
Settembre 2017
Ottobre 2017
Novembre 2017
Dicembre 2017
Gennaio 2018
Febbraio 2018
Marzo 2018
Aprile 2018
Maggio 2018
Giugno 2018
Luglio 2018
Agosto 2018
Settembre 2018
Ottobre 2018
Novembre 2018
Dicembre 2018
Gennaio 2019
Febbraio 2019
Marzo 2019
Aprile 2019
Maggio 2019
Giugno 2019
Luglio 2019
Agosto 2019

Gli interventi piů cliccati

Titolo
Bianco e nero (236)
I gatti di G.Q. (25)

Le fotografie piů cliccate

Titolo
G.Q. Non ha mai pubblicato pubblicità in otto anni e se iniziasse ora?

 Si, a me non disturba
 No, non mi piace



Titolo






A.N.M.
A.N.M. new
A.D.M.I.
Argon News
A.I.M.M.F.
Argon News Redazione
Artists Against War
Articolo 3
BloggersPerLaPace
Comitato Sfruttatori ATU
Commissariato PS Online
dBlog.it Open Source
Erga Omnes
Eugius
Filo Diritto
Intesaconsumatori
Geopolitica
Giuristi Democratici
Giuristi Democratici Roma
Magistratura Democratica
M.D. Toscana
Medel
Medicina Democratica
Magistratura Indipendente
Movimento per la Giustizia
Nazionale Magistrati
Non Solo Giustizia
Osservatorio Bresciano
Osservatorio Romano
Sorgente D'Amore
Studio Cataldi
Studio Celentano
Studio Tidona
Toghe Lucane
Uguale per Tutti
Unitŕ per la Costituzione
Unicost Milano
Unione Internazionale Magistrati
Morandi Senato
About me







http://www.wikio.it
Wikio
Iscriviti a GQ su FriendFeed
Blogstreet - dove il blog č di casa
Iscriviti a GQ su Twitter
Powered by FeedBurner


Blog Link










24/08/2019 @ 4.33.41
script eseguito in 547 ms