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Io non posso nascondere reati.

Loredana Morandi
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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Loredana Morandi (del 17/11/2011 @ 20:14:10, in Magistratura, linkato 1381 volte)
Cascini: Spero con Monti cambi clima,
no Anm a amnistia

Emergenza carceri priorità ma le soluzioni sono altre


R/oma, 17 nov. (TMNews) - "Non diamo giudizi in maniera generica su un governo. Abbiamo vissuto negli ultimi tre anni e mezzo una certa tensione per i continui attacchi che esponenti del governo hanno fatto alla Magistratura e abbiamo registrato interventi legislativi dannosi per il funzionamento della Giustizia. Posso solo sperare che queste cose non si ripetano". Lo ha affermato il segretario dell'Anm Giuseppe Cascini sul nuovo Governo Monti che ha portato alla guida del dicastero di via Arenula l'avvocato Paola Severino, prima donna Guardasigilli nella storia della Repubblica.

"Con Berlusconi - ha affermato Cascini ad Affariitaliani. it abbiamo registrato interventi legislativi dannosi per il funzionamento della Giustizia. Posso solo sperare che queste cose non si ripetano". Mentre ora, "ci aspettiamo quello che aspettiamo da tutti i governi: riforme che facciano funzionare la Giustizia. Abbiamo indicato da tempo una serie di interventi necessari per assicurare una Giustizia che funzioni e continuiamo ad augurarci che governo e Parlamento si occupino di questa questione che è essenziale per i diritti dei cittadini e anche per l'economia del Paese. Senza una Giustizia che funzioni non vanno bene nemmeno l'economia, le imprese e gli investimenti".

In queste riforme Cascini inserisce l'emergenza carceri, che la stessa Severino ha indicato come esigenza prioritaria, ma con un secco e ribadito no dell'Anm all'amnistia. " "Ne sono state fatte una ogni quattro anni negli ultimi cinquant'anni e non hanno mai risolto il problema. Se il sistema penale è orientato in una direzione la situazione delle carceri si riproduce identitica nel giro di pochi mesi. I provvedimenti di clemenza servono nella misura in cui il Parlamento ritiene che siano necessari. Ma utilizzarli come strumento di contenimento del problema carcerario è sbagliato e inutile", ha detto.

"Da un lato - ha argomentato invece sul dramma delle carceri italiane- si devono eliminare tutte quelle norme che impediscono l'utilizzo delle misure alternative al carcere, che si sono ridotte a un decimo rispetto a dieci anni fa. E' uno strumento di reinserimento che aveva dato buoni frutti, quindi bisogna ripristinare la legge Gozzini che è stata cancellata. Dall'altro lato ci vuole un ripensamento complessivo sul modo di punire e di utilizzare la sanzione carceraria".

http://www.tmnews.it/web/sezioni/politica/PN_20111117_00076.shtml



Giustizia/ Cascini (Anm) ad Affaritaliani.it: no all'amnistia

Giovedì, 17 novembre 2011 - 10:36:19


"Riforme che facciano funzionare la Giustizia e ripristinare la legge Gozzini". Giuseppe Cascini, segretario d/ell'Associazione nazionale magistrati, sceglie Affaritaliani.it per la prima intervista dopo l'insediamento del governo Monti e del Guardasigilli Severino. "Con Berlusconi abbiamo registrato interventi legislativi dannosi per il funzionamento della Giustizia. Posso solo sperare che queste cose non si ripetano". E poi arriva un no secco all'ipotesi di amnistia: "Non ha mai risolto il problema. Utilizzarla come strumento di contenimento del problema carcerario è sbagliato e inutile".

Che cosa vi aspettate dal nuovo governo Monti e in particolare dal ministro della Giustizia Severino?
"E' una domanda da un milione di dollari... Quello che ci aspettiamo da tutti i governi: riforme che facciano funzionare la Giustizia. Abbiamo indicato da tempo una serie di interventi necessari per assicurare una Giustizia che funzioni e continuiamo ad augurarci che governo e Parlamento si occupino di questa questione che è essenziale per i diritti dei cittadini e anche per l'economia del Paese. Senza una Giustizia che funzioni non vanno bene nemmeno l'economia, le imprese e gli investimenti".

Come pensa si possa risolvere il problema del sovraffollamento delle carceri?
"Da un lato si devono eliminare tutte quelle norme che impediscono l'utilizzo delle misure alternative al carcere, che si sono ridotte a un decimo rispetto a dieci anni fa. E' uno strumento di reinserimento che aveva dato buoni frutti, quindi bisogna ripristinare la legge Gozzini che è stata cancellata. Dall'altro lato ci vuole un ripensamento complessivo sul modo di punire e di utilizzare la sanzione carceraria".
 
L'Anm sarebbe favorevole all'amnistia?
"Ne sono state fatte una ogni quattro anni negli ultimi cinquant'anni e non hanno mai risolto il problema. Se il sistema penale è orientato in una direzione la situazione delle carceri si riproduce identitica nel giro di pochi mesi. I provvedimenti di clemenza servono nella misura in cui il Parlamento ritiene che siano necessari. Ma utilizzarli come strumento di contenimento del problema carcerario è sbagliato e inutile".
 
Con Monti le cose andranno meglio rispetto a quando c'era Berlusconi?
"Non diamo giudizi in maniera generica su un governo. Abbiamo vissuto negli ultimi tre anni e mezzo una certa tensione per i continui attacchi che esponenti del governo hanno fatto alla Magistratura e abbiamo registrato interventi legislativi dannosi per il funzionamento della Giustizia. Posso solo sperare che queste cose non si ripetano".

http://affaritaliani.libero.it/politica/cascini_anm171111.html
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Di Loredana Morandi (del 16/11/2011 @ 18:43:22, in Magistratura, linkato 1366 volte)

Quando una italiana si reca in un paese mediorientale è costretta ad indossare il velo. Lo abbiamo visto centinaia di volte indosso alle inviate dei telegiornali. Il magistrato ha perfettamente ragione: integrazione significa reciproco rispetto. L.M.

"Si tolga il velo o esca dal tribunale"
il giudice contro l'interprete araba

Polemica a Torino. Il magistrato: la legge prevede che alle udienze si partecipi a capo scoperto. La donna ha preferito lasciare l'aula
TORINO - È andata via dall'aula perché non ha accettato di togliersi il velo. È accaduto al tribunale di Torino, dove un giudice ha invitato un'interprete di fede musulmana a levare il foulard perché in contrasto con la legge che prevede che si assista alle udienze "a capo scoperto". La donna, pur di non venire meno alle proprie convinzioni religiose, ha preferito allontanarsi.

La vicenda risale al 14 ottobre. Nell'aula 45 sta per iniziare un'udienza davanti alla prima sezione penale. La corte è presieduta da Giuseppe Casalbore, che è anche a capo anche di quella sezione, nonché presidente nel maxiprocesso Eternit. C'è una divergenza tra le parti riguardo a una traduzione e il pm Andrea Bascheri incarica un'interprete dall'arabo di dirimere la controversia. In aula si presenta Fatima M. È poco più che una ragazza, ha i capelli raccolti sotto un velo che le lascia completamente scoperto il volto. Lavora da qualche mese al palazzo di giustizia come fonica incaricata delle registrazioni delle udienze, ma non si sottrae a qualche traduzione per arrotondare il compenso di poche centinaia di euro al mese che le garantisce quella collaborazione precaria.

Ancora prima che l'udienza avesse inizio, però, il giudice la invita pubblicamente a scoprirsi perché il suo comportamento sarebbe in contrasto con la legge. Tuttavia lei preferisce lasciare l'aula e lasciare l'incarico. "Per tutti gli altri giudici questo non è un problema", si è sfogata con i colleghi.
Di per sé il processo è poca cosa: una tentata estorsione di 250 euro tra due soci magrebini. Ma potrebbe diventare un caso da manuale. Episodi come quello di Torino sono rari, quasi unici. Era accaduto a marzo al tribunale di Mantova: un'avvocatessa leghista aveva chiesto l'allontanamento di una donna velata in nome della legge antiterrorismo. Ed era accaduto nel 2006 a Londra, dove era un'avvocatessa a indossare il niquab. Il giudice le chiese di levarlo perché gli impediva di capire quel che diceva e al suo rifiuto sospese l'udienza. Ma in entrambe le circostanze il velo era integrale e copriva anche il volto, oltre i capelli.

"Non è una questione di integrazione - afferma il Giuseppe Casalbore - Ho applicato la legge, che per le udienze pubbliche prevede che si stia in aula a capo scoperto. La legge è uguale per tutti". L'obbligo di legge di assistere "a capo scoperto" deriverebbe dall'articolo 129 del codice di procedura civile, dopo l'abrogazione dell'articolo 434 del codice di procedura penale. E comunque "il rispetto dell'obbligo di assistere all'udienza a capo scoperto non è mai stato totale - è il parere del presidente del tribunale di Torino, Luciano Panzani - Nessun magistrato ha mai chiesto ad una suora di togliersi il velo o a un ebreo ortodosso la kippah e nemmeno è mai stato chiesto di scoprire il capo a una persona sottoposta a chemioterapia che abbia perso i capelli. La norma impone il capo scoperto soltanto per sottolineare il dovere di assistere all'udienza con rispetto, non per altri fini". Il presidente del tribunale torinese sull'argomento ha posto anche un quesito al Consiglio superiore della magistratura "data la difficoltà e delicatezza della materia, perché precisi a quali regole debba attenersi il magistrato che dirige l'udienza, sia civile che penale, onde poter fornire ai giudici del Tribunale indicazioni per una condotta uniforme e rispettosa dei diritti individuali della persona".

(15 novembre 2011)

http://www.repubblica.it/cronaca/2011/11/15/news/velo_tribunale-25018074/
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Di Loredana Morandi (del 16/11/2011 @ 14:24:37, in Politica, linkato 2221 volte)
L'articolo è datato marzo 2010, ve lo ripropongo per una visione d'insieme del curriculum della neo ministro della Giustizia. L.M.

Paola Severino: avvocato,
professoressa e perché no?
Anche attrice

http://www.giustiziaquotidiana.it/public/severino_paola.jpg

.. ed ora Ministro


Vanta un lunghissimo elenco di incarichi e competenze e nel 2001 ha vinto anche la classifica dei manager pubblici più ricchi. Prima donna della storia ad essere eletta vicepresidente del Consiglio della magistratura militare

Si  chiama Paola Severino, è napoletana e, tra le altre cose, penalista. Il suo curriculum, infatti, è un lunghissimo elenco di cattedre di diritto penale pubbliche e private, compresa quella presso la Scuola Ufficiali Carabinieri di Roma.

Nel 2001 ha vinto la classifica dei manager pubblici più ricchi. Nell'elenco era finita in quanto vicepresidente (e donna, per la prima volta nella storia), del Consiglio della magistratura militare. Il reddito allora dichiarato? Ben 3,3 miliardi di lire nel 1998.

La cifra dell'epoca non deve tuttavia stupire. Del resto la Severino avvocato è uno dei più noti penalisti della Penisola. Ha lavorato nell'entourage di Giovanni Maria Flick, che sarà poi nominato ministro della Giustizia nel governo di Romano Prodi. Ha difeso lo stesso Prodi nel processo Cirio. Ma anche Giovanni Acampora, legale della Fininvest coinvolto nel processo Imi-Sir. Fra i suoi importanti clienti figurano quindi l'Eni e il gruppo di Francesco Gaetano Caltagirone. E, perfino, l' Unione delle comunità ebraiche, che ha rappresentato contro Erich Priebke.

Come candidata dell'Udc ha addirittura sfiorato la nomina alla vicepresidenza del Consiglio superiore della magistratura. Nel 2007 è stata membro della Commissione, istituita dal Ministero della Giustizia, per la riforma della legge sulla responsabilità degli enti. E così via discorrendo.

Paola Severino professoressa vanta una carriera altrettanto prestigiosa. È stata infatti Preside della Facoltà di Giurisprudenza alla LUISS fino al 2007, dove attualmente ricopre l'incarico di Pro-rettore, oltre ad essere ordinario di Diritto penale e direttore del Master in Diritto penale di impresa.

Quest'anno, in virtù dei suoi innumerevoli incarichi, svolti tutti con passione ed entusiasmo, ha ricevuto, all'Auditorium della tecnica, il Premio Marisa Bellisario 2009, dedicato al tema delle "Donne per una giustizia giusta". L'importante riconoscimento della mela d'oro, dedicato alle donne che si sono distinte per capacità professionali e doti umane eccellenti, le è stato tributato anche per essere stata la prima donna ad essere nominata Ordinario di Diritto penale in Italia e a ricoprire la carica di vice presidente del Consiglio della Magistratura Militare.

Ed infine, Paola Severino è anche attrice. Nell'estate 2003 ha recitato al Festival dei Due Mondi di Spoleto nel processo a Charlotte Corday, l'assassina di Jean Paul Marat. Lei era l'avvocato difensore mentre Antonio Di Pietro la pubblica accusa. L'anno successivo, sul medesimo palcoscenico ha preso la difesa di Galeazzo Ciano. L'ultimo ruolo da lei interpretato è stato presso l'Auditorium di Roma, nello scorso maggio. Qui ha addirittura vestito i panni del difensore di Galileo Galilei nel famoso processo che lo ha visto protagonista.

Simona Tenentini per Manager online16 Marzo 2010
http://www.manageronline.it/articoli/vedi/2033/paola-severino-avvocato-professoressa-e-perche-no-anche-attrice/
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Di Loredana Morandi (del 16/11/2011 @ 10:21:23, in Osservatorio Famiglia, linkato 1303 volte)
Il Consiglio adotta la direttiva. Diventa crimine anche il turismo sessuale

Dall'Ue pene più severe contro la pedofilia

Dieci anni di carcere per abusi, tre per pedopornografia. Nasce il nuovo reato di adescamento online


MILANO - È stato formalmente adottato dal Consiglio, che rappresenta i 27 governi della Ue, il giro di vite dell'Europa contro la pedofilia e la pedopornografia. La direttiva era stata approvata praticamente all'unanimità (541 sì, 2 no, 31 astenuti) il 27 ottobre scorso dalla plenaria del Parlamento europeo. Impone di punire con il carcere una ventina di tipologie di crimini. In particolare costringere un bambino a compiere atti sessuali o a prostituirsi dovrà essere punito con almeno 10 anni di prigione. I produttori di pornografia minorile rischieranno 3 anni ed i siti web dovranno essere cancellati. Oltre all'inasprimento delle pene, la direttiva si preoccupa di definire nuove categorie di reati, come l'adescamento online ed il turismo sessuale, che nei 27 paesi della Ue potrà essere punito dai tribunali nazionali anche quando il reato viene commesso all'estero.

AGGRAVANTI - Una particolare aggravante è prevista quando gli abusi sui minori vengono compiuti da persone che abbiano la fiducia dei bambini, ricoprano una posizione di autorità o esercitino una qualche forma d'influenza su di loro (ad esempio familiari, tutori o insegnanti) o abusino di bambini particolarmente vulnerabili (per dipendenze da alcol o droghe, o per disabilità fisiche o mentali). Per quanto riguarda i siti web pedopornografici (dove, secondo le stime, ogni giorno vengono pubblicate 200 nuove immagini), se i server che li ospitano saranno sul suolo dell'Ue le autorità giudiziarie dovranno disporne la cancellazione delle pagine. Se invece il server sono fisicamente in paesi esterni alla Ue, le polizie postali dovranno agire per bloccare l'accesso ai siti. Gli Stati membri avranno due anni di tempo per adeguare le loro legislazioni (fonte: Ansa).

http://www.corriere.it/esteri/11_novembre_15/direttiva-ue-antipedofilia_c3b7661a-0f9e-11e1-a19b-d568c0d63dd6.shtml

La Rassegna

Dall'Ue pene più severe contro la pedofilia

Corriere della Sera - ‎17 ore fa‎
Dieci anni di carcere per abusi, tre per pedopornografia. Nasce il nuovo reato di adescamento online Consiglio adotta la direttiva. Diventa crimine anche il turismo sessuale Dieci anni di carcere per abusi, tre per pedopornografia. ...

Il turismo sessuale diventerà un crimine

GuidaViaggi - ‎23 minuti fa‎
È stato formalmente adottato dal Consiglio europeo il giro di vite della Ue contro la pedofilia e la pedopornografia. La direttiva era stata approvata praticamente all'unanimità il 27 ottobre scorso dalla plenaria del Parlamento europeo. ...

Pedofilia, da Unione europea pene più severe

Lettera43 - ‎11 ore fa‎
È stato formalmente adottato dal Consiglio, che rappresenta i 27 governi della Ue, il giro di vite dell'Europa contro la pedofilia e la pedopornografia. La direttiva era stata approvata praticamente all'unanimità (541 'sì', due no, 31 astenuti) il 27 ...
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Di Loredana Morandi (del 16/11/2011 @ 09:50:53, in Magistratura, linkato 1232 volte)
Questo sito solitamente condanna la pubblicizzazione di fatti che sono concernenti la vita privata della magistratura. Però i numerosissimi casi di omicidi e stalking ai danni delle donne danno il quadro "Italia". Che cosa potrà mai averle detto di insultante lo 007 per meritare una reazione sì violenta? Le borse da donna sono leggere e morbide, proprio per non stancare chi le trasporterà nel corso della giornata. E la donna, nonostante sia un magistrato e di questi tempi tacciabile quindi di ogni nefandezza, non è certo un lottatore di Sumo. Sarà nota a Trani, aspra terra di mafia, l'esistenza di medici compiacenti? L.M.

Insulti e gossip a luci rosse:
a Trani le toghe fanno a botte

di - Ristorante di Sassari. Luglio 2011. Scena, atto primo: un alto magistrato della città e un ispettore del ministero della Giustizia, già in servizio a Trani, degustano un piatto di pesce quando nel locale irrompe una donna che non sembra aver voglia di pranzare. È abbastanza su di giri, decisa a farsi giustizia di un qualche torto subito da uno dei due commensali. Il tempo di individuare il tavolo giusto e la borsa della signora finisce violentemente in faccia allo 007 di via Arenula, che crolla a terra, semisvenuto, una maschera di sangue. Seguono insulti e accuse. La toga padrona di casa prova a separare l'aggredito dall'aggressore. Intervengono i camerieri, mentre un cliente seduto vicino chiama l'ambulanza perché l'ispettore è conciato male. La rissa finisce lì: la signora, soddisfatta, se ne va. L'ispettore finisce immediatamente sotto i ferri dell'ospedale cittadino: 17 punti di sutura e interventi di chirurgia plastica a ricomporre il viso. Così, almeno, la racconta la vittima dell'aggressione in un esposto in procura e al Csm.
Lecce, atto secondo. Scena: di lì a poco l'aggredito prende carta e penna e denuncia l'aggressore, una signora magistrato di Trani, con la quale già da tempo è in attrito per varie questioni legate a complicati rapporti personali. L'esposto è dettagliato e agghiacciante. Le accuse sono incredibili quanto allucinanti. La procura leccese, competente sui magistrati del distretto tranese, apre immediatamente un fascicolo, altrettanto fa il Consiglio superiore della magistratura. Lei reagisce denunciando lui per stalking dando così vita a un altro fascicolo e non si capisce più se sia solo lei indagata, se lo sia anche lui, e se entrambi ricoprano pure la figura di parti offese. Un casino.
Un groviglio di accuse via sms, mail, telefonate, piazzate sotto casa, urla, schiaffi, liti furibonde, danneggiamenti di auto, addirittura un video, per non parlare delle minacce di morte a familiari e parenti. Per capire chi abbia cominciato prima e/o continuato poi, i pm di Lecce dispongono una perizia tecnica affidata a un consulente esperto di telefonia e computer chiamato a riesumare la memoria dei 5 telefonini sequestrati a lei e del pc sequestrato a lui.
La procura, intanto, interroga lei e interroga lui. A lui vengono fatti vedere documenti e chieste delucidazioni su alcuni fatti gravi: l'esistenza di filmini a luci rosse, alcune decisioni favorevoli adottate dal magistrato donna nei confronti di persone da lei conosciute, l'acquisto di autovetture e di case, i rapporti con uomini dell'Arma. Esce fuori di tutto, e tanto di più. Uno spaccato indescrivibile della realtà tranese che ruota intorno al tribunale. Anche storie pruriginose, oltre che di ripicche e di vendette con altri appartenenti all'ordine giudiziario, con avvocati, ufficiali dei carabinieri.
Il Csm, caso rarissimo nella sua storia, si muove alla velocità della luce. La donna ha chiesto, invano, di essere spostata a Lucera. Il procuratore generale presso la Cassazione ha invece sollecitato il provvedimento della sospensione dalla funzione e dallo stipendio tanto sarebbe grave, a suo avviso, il comportamento tenuto dal magistrato di Trani. Addirittura si vocifera di un intervento del Quirinale. Alla fine la sezione disciplinare di Palazzo dei Marescialli reputa la richiesta del pg esagerata ma prende comunque una decisione dura, senza se e senza ma: trasferimento d'urgenza, immediato, per la signora magistrato da Trani a Matera.
Ma non è tutto. Sullo sfondo, stando alle carte depositate, vi sarebbe anche una traccia che porterebbe a retroscena inquietanti sulla genesi dell'inchiesta della procura di Trani nei confronti di Berlusconi, quella nota come Agcom-Minzolini, sulle pressioni per bloccare la trasmissione televisiva di Michele Santoro, Annozero. Protagonista indiretta, anche qui, la signora in toga e un altro magistrato col quale la donna avrebbe avuto rapporti diventati col tempo più che conflittuali.
All'ufficialità della notizia dell'inchiesta e del provvedimento del Csm corrisponde l'ufficiosità del vortice di pettegolezzi che da mesi tiene banco negli uffici giudiziari di Trani e Lecce, per non dire dei commenti increduli al Csm a Roma. Gossip allo stato puro alimentato dalle voci sull'esistenza di esposti anonimi con gravi notizie di reato snocciolate con dovizia di particolari, video a luci rosse girati col telefonino, lettere, appunti, memorie, diari. Siamo all'inizio della «guerra dei Roses» fra toghe, all'inizio della verità dell'inchiesta che voleva colpire Berlusconi attraverso Minzolini e l'Agcom.

http://www.ilgiornale.it/interni/insulti_e_gossip_luci_rosse_trani_toghe_fanno_botte/16-11-2011/articolo-id=557143-page=0-comments=1
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Di Loredana Morandi (del 14/11/2011 @ 19:28:06, in Magistratura, linkato 1462 volte)

Quest'anno è stato costellato di ottime letture. Tra queste, attualissime, le ultime pubblicazioni di Livio Pepino e Armando Spataro. Il libro di Raffaello Magi sarà il mio libro di "Natale". L.M.

IL LIBRO

Raffaello Magi, giudice «panchinaro»
che incastrò Sandokan Schiavone

Con «Dentro la Giustizia» Raffaello Magi racconta la sua esperienza in tribunale a S. Maria Capua Vetere

 

CASERTA - Avevamo letto, sulle vicende criminali dei clan dei Casalesi, il punto di vista dello scrittore, Roberto Saviano. Poi è arrivato quello del Pubblico Ministero, Raffaele Cantone, ora è arrivato quello del giudice Raffaello Magi, per la precisione dell'estensore di quella storica sentenza che è stata «saccheggiata», nel corso degli anni, da tutti coloro che, per un verso o per l'altro, si sono imbattuti professionalmente in quelle vicende di camorra.

«Dentro la Giustizia», di Raffaello Magi, appunto, edito dall'ancora del Mediterraneo nella collana «Le gomene», non è però l'ennesimo libro su «Gomorra e dintorni». In primo luogo perché la sentenza cosiddetta «Spartacus» rappresenta, nella gerarchia delle fonti giornalistiche e storiche sull'argomento, una fonte di rango «Costituzionale», ovvero superiore a tutte le altre, comprese quelle di improvvisati inquirenti che vestono i panni del giornalista investigativo dall'analisi (anche logica) traballante e dalla scrittura claudicante. Il pregio più evidente del libro di Magi che, ripetiamo, chiude una sorta di trilogia sull'argomento, è quello di essere quasi un manuale di diritto e procedura penale a uso divulgativo, che si legge con scioltezza, ma nulla cede alla semplificazione o allo sconfinamento in campi non propri dell'autore. Che resta fedele alla sua personalità di giudice laborioso e silenzioso, sereno e semplice, anche di fronte a situazioni mostruose e complicate come, è lui a raccontarcelo nelle 135 pagine, si riveleranno quelle all'interno e all'esterno del processo più famoso della lotta alla delinquenza organizzata, insieme al maxiprocesso istruito da Giovanni Falcone contro Cosa Nostra.

Nel libro, insomma, Magi non parla e soprattutto non celebra se stesso, ma apre le pagine del suo personalissimo diario di quegli anni di lavoro «matto e disperatissimo» che capitano, quasi per caso, ad un magistrato figlio e fratello di magistrati che della toga, tuttavia, avverte più l'onere che l'onore e non se la toglie mai, in nessun passaggio del libro e, supponiamo, della sua vita. E dei magistrati, non soltanto di lui, l'autore ci rivela ansie comuni e debolezze condivise. Quella, ad esempio, di sperare che un processo enorme come questo resti dove era in un primo momento, a Napoli. Il quinto tribunale d'Italia, Santa Maria Capua Vetere (ai colleghi «forestieri» Magi deve spesso precisare che non lavora in una congrega, ma proprio in un tribunale) al momento della paventata assegnazione di Spartacus ha il seguente carico di lavoro e di organico: quattro processi per camorra con seicentootto imputati, altri duemila in ruolo più cinquemila in giacenza e soltanto quattordici giudici. «Non ce la faranno, è un ufficio troppo piccolo, con troppi problemi», questa la frase, ripetuta più volte nel libro, e ad un tratto fatta propria dall'autore, che circola negli ambienti giudiziari di santa Maria e non solo.

L'avventura, dunque, ha inizio e Magi viene reclutato come giudice supplente sin dalla prima udienza, una «ciucciuvettola», si definisce lui stesso, una civetta, cioè, uccello del malaugurio, che può intervenire soltanto se uno dei titolari ha un impedimento, di qualunque natura. Cosa che puntualmente accade e da panchinaro, Magi entra in campo e comincia a raccogliere migliaia di appunti e, come dice lui stesso manzonianamente, «risciacqua i panni nel Volturno», ovvero si immerge testa e corpo nelle logiche, nei luoghi, nelle menti criminali di chi sarà poi oggetto del suo giudizio. Sempre con attenzione maniacale per la prova, per gli elementi di sostegno alla stessa, espressione che preferisce a quella di riscontri e un rispetto sacrale dell'imputato, anche del più terribile che, per lui, resta innocente fino a quando quella presunzione stabilita dalla nostra Costituzione non si trasforma in certezza contraria.

Un ricercatore della verità dei fatti, non di quella delle proprie opinioni, del proprio convincimento: per Magi il giudice sa da dove parte, ma non può e non deve sapere dove arriva « i fatti, se li cerchi, decidono per te», annota efficace il giudice. Garantismo? Ma no, è il diritto, è la giustizia, bellezza! Almeno quelli che erano tali ai tempi del papà di Magi, compagno di lavoro e non solo del povero Nicola Giacumbi, prima vittima illustre delle Br napoletane. Un papà, quello di Magi, che pretore a Eboli intima alla moglie ventenne di non frequentare nessuno, un «sacerdote» assai diverso da alcuni suoi presenzialisti colleghi di oggi, per fortuna minoranza fastidiosa, seppur insidiosa, dei salotti televisivi e non. Da quel padre Magi deve aver ereditato molto, visto che di lui, salvo eccezioni, nessuno si era accorto fino alla pubblicazione di «Gomorra». Anche nel libro, lo ribadiamo, Magi resta «di quinta», manda avanti storie, spiegazioni di diritto, riflessioni processuali. Fornisce retroscena interessanti, come quello di un Francesco Schiavone, «Sandokan», che per smontare le accuse a suo carico tira fuori il complotto dei comunisti, ovvero di Luciano Violante che aveva lanciato un appello a «fare presto» la sentenza Spartacus dopo l'uccisione di don Peppe Diana.

Senza l'alone dell'epica criminale, gli imputati, che poi sono i capi del clan più temibile d'Europa, vengono descritti per quello che sono: scaltri, ignoranti, pericolosi, senza scrupoli, ma anche deboli, prevedibili, a tratti patetici. Non dissimili, questo Magi non lo dice, ma lo aggiungiamo noi, dai cosiddetti cittadini perbene di quelle zone e non soltanto di quelle, da molti di quei professionisti che sono in quell'aula o fuori. Di quella «fu» borghesia che all'inizio del libro Magi descrive affetta da un senso effimero di diversità che nasce solo dalla «dispercezione» di luoghi, uomini e cose. Semplificando: c'è un po' o tanto di camorrista in molti di noi, e viceversa, dunque quelle garanzie spesso invocate dai «rei» perbene vanno riconosciute anche a quelli che tali non sono e, senza reticenze, Magi stigmatizza le ispezioni corporali invasive dei detenuti al regime di massima sicurezza, anche perché rischiano di mettere in forse la partecipazione all'udienza del detenuto stesso.

Una defezione che il manipolo di determinati incoscienti del tribunale sammaritano non può permettersi. Alla fine, dopo peripezie di ogni genere, si arriverà alla sentenza, dopo quasi due anni trascorsi tra requisitoria e arringhe, tra migliaia di deposizioni, atti letti, dati per letti, imprevisti, morti «pesanti» come quella di don Peppe Diana, appunto, o sull'altro versante di Dante Passarelli, riciclatore tra i più importanti del clan di Casale. Ci fermiamo qui e non soltanto per ragioni di spazio, ma per non togliere a chi legge il gusto di immergersi, da una posizione privilegiata, nel processo più importante della storia giudiziaria napoletana. Nel quale, nel rispetto di tutti, si è arrivati a una condanna, confermata in Cassazione, nel nome di tutti noi. Lontano dai riflettori e dai giornali, come è stato più volte detto. Il che, visti i risultati, non depone proprio a nostro favore. Che la pensi così anche Magi, nonostante che la donna che ringrazia due volte e che lo ha reso padre, sia una nostra collega?

Geo Nocchetti - 14 novembre 2011
http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/napoli/notizie/cronaca/2011/14-novembre-2011/giudice-che-condanno-sandokan-1902157888838.shtml#
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Di Loredana Morandi (del 14/11/2011 @ 19:21:20, in Politica, linkato 2221 volte)

Ecco le misure della legge di stabilità

 

Dalla stretta sugli statali in mobilità alla 'certificazione' che dal 2026 l'età per la pensione salirà a 67 anni e a 70 anni nel 2050. Sono alcune delle misure contenute nella Legge di Stabilità che ha ricevuto il via libera definitivo della Camera. Il pacchetto è un misto tra le misure già note, come ad esempio la vendita dei terreni agricoli o il Fondo per gli immobili pubblici, e alcune novità dell'ultima ora inserite in Senato

ROMA. Dalla stretta sugli statali in  mobilità alla 'certificazione' che dal 2026 l'età per la  pensione salirà a 67 anni e a 70 anni nel 2050. Sono alcune  delle misure contenute nella Legge di Stabilità che ha ricevuto  il via libera definitivo della Camera. Il pacchetto è un misto  tra le misure già note, come ad esempio la vendita dei terreni  agricoli o il Fondo per gli immobili pubblici, e alcune novità  dell'ultima ora inserite in Senato. E tra queste i fondi per la  Legge mancia o della cosiddetta 'mini-naja'. Ecco alcune delle  misure:     

PENSIONI: Dal 2026 si andrà in pensione a 67 anni. Nel  2050 a 70 anni.     -

AGEVOLAZIONI LAVORO DONNE-GIOVANI: Dal 2012 gli  imprenditori che assumeranno giovani apprendisti potranno  contare su uno sgravio contributivo del 100% (per 3 anni). E  incentivi economici sono in arrivo anche per le donne.   

PRESTITI D'ONORE: integrazione di 150 mln per il 2012.   

TAGLIO MINISTERI E 'AUTO-TAGLI': E' il 'piatto' forte della  manovra. Tagli alle spese per 9,8 miliardi. E 'auto-tagli' per  Inps, Inpdap e Inail. E anche per i Monopoli.    -

INTERNO E DIA: Tra i tagli incappano il Fondo per le vittime  di reati mafiosi, estorsioni e usura, il trattamento accessorio  del personale Dia. Su questo interviene in 'corner' il Senato.   

MENO DIRIGENTI A SCUOLA: Passa da 500 a 600 il numero di  alunni al di sotto del quale non possono essere assegnati agli  istituti dirigenti con incarico a tempo indeterminato.   

MENO CONGEDI PER RICERCA: Si riduce il congedo per  attività di studio e di ricerca per professori universitari.     

SCUOLE PARITARIE E UNIVERSITA': Finanziamento per oltre 200  mln per le prime, e di 20 mln per il sostegno alle università  non statali.   

OSPEDALI: Meno stanziamenti per l'ammortamento dei mutui  delle regioni per l'edilizia sanitaria.   

700 MLN A MISSIONI: 700 milioni per le missioni di pace.   

ASTA FREQUENZE: L'incasso extra (1,5 mld) dell'asta verrà  ripartito per interventi vari (meno tagli a ministeri). La metà  al fondo ammortamento dei titoli di Stato.     - T

RAVET IN ESUBERO, STIPENDIO RIDOTTO: I dipendenti pubblici  considerati in soprannumero potranno essere posti 'in  disponibilita' con l'80% dello stipendio per due anni.    

FONDO NUOVI NATI: è prorogato sino al 2014.    

150 MLN PER LEGGE MANCIA: Rifinanziata come sempre la  cosiddetta 'legge mancia'. 150 milioni.    

CARO PROCESSI: Raddoppio del contributo unificato  per i ricorsi in Cassazione.     -

AUMENTO BENZINA: Aumentano le accise: 1 millesimo al litro  per la verde e gasolio dal 2012 e di mezzo millesimo dal 2013.     

SCONTO FISCO PER ABRUZZO: Si riprende a pagare nel gennaio  2012 (a rate e senza multe) con uno 'sconto' del 60%.     

LE DISMISSIONI: Gli immobili pubblici potranno andare ad  uno o più fondi di investimento immobiliare o a società di  nuova costituzione. L'incasso andrà a ridurre il debito.     

TERRENI IN VENDITA: Dismissione in arrivo per i terreni  agricoli di proprietà dello Stato.     

MENO TAGLI EDITORIA: Ridotti i tagli di 19,55 mln nel  2012, di 16,25 milioni nel 2013 e di 12,90 nel 2014.     

MENO FISCO PER AUTOSTRADE: Defiscalizzazione per  realizzare nuove autostrade Si agirà su Irap e Iva.    

TORINO-LIONE, RISCHIO ARRESTO: le aree interessate alla  realizzazione della Torino-Lione sono di "interesse strategico  nazionale". Chi si introduce sarà punito con l'arresto.    

TAGLI PIU' SOFT PER REGIONI: Si riducono i tagli agli enti  territoriali, grazie agli introiti della cosiddetta Robin Tax a  carico dei produttori di energia.     

SERVIZI PUBBLICI LOCALI: Se gli enti locali non  procederanno alle liberalizzazioni dei servizi il Governo potrà  esercitare un potere sostitutivo.     

ENTI LOCALI, RISCHIO COMMISSARIO: Gli enti locali che  hanno dei debiti, dovranno su istanza del creditore, certificare  che i loro debiti sono "certi, liquidi ed esigibili".  Viceversa il Tesoro nomina un commissario ad acta.    

DEBITO PUBBLICO ED ENTI LOCALI:  Dal 2013, gli enti  territoriali riducono l'entità del debito pubblico. Se gli enti  non ottemperano potranno trasferire immobili ai fondi o alle  società costituiti dallo Stato per la dismissione.    

PROFESSIONI: Via le tariffe minime per i professionisti. Si  procederà anche all'utilizzo di società di capitale.    

BUROCRAZIA ZERO: Fino al 31 dicembre 2013 si applicherà la  disciplina delle zone a burocrazia zero su tutto il territorio.    

MINI-NAJA: Si rifinanzia e si stabilizza la cosiddetta  'mini-naja'. 7,5 mln nel 2012.   

http://www.gds.it/gds/sezioni/economia/dettaglio/articolo/gdsid/178316/
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Di Loredana Morandi (del 14/11/2011 @ 18:56:50, in Osservatorio Famiglia, linkato 1321 volte)

Minori: in aumento vittime violenza

http://www.giustiziaquotidiana.it/public/child-abuse.jpg
Dati 2010, Terre des Hommes, tutela sia priorita'


14 novembre, 16:41

(ANSA) - ROMA, 14 NOV - Aumentano le denunce per reati ai danni di minori: per gli ultimi dati della Polizia, resi noti dall'ong Terre des hommes, si è passati dai 4.178 del 2009 ai 4.293 del 2010.

Forte l'incremento del numero dei reati sulla prostituzione minorile: 55 in più del 2009. I minori vittime di abusi sessuali nel 2010 sono stati 763 (contro gli 859 dell' anno precedente), a cui si aggiungono 349 (301) vittime di violenza sessuale aggravata.

Le persone denunciate o arrestate sono state 2.886 (2.871).
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Di Loredana Morandi (del 14/11/2011 @ 18:55:09, in Osservatorio Famiglia, linkato 1380 volte)

Abusi su minori, processo per don Seppia

Con ex parroco Sestri Ponente a giudizio anche ex seminarista


14 novembre, 16:10

(ANSA) - GENOVA, 14 NOVE - E' stato rinviato a giudizio don Riccardo Seppia, l'ex parroco di Sestri Ponente arrestato lo scorso maggio nell'ambito dell'inchiesta su presunti abusi sessuali su minori, tentata induzione alla prostituzione e cessione di stupefacenti. Rinviato a giudizio anche Emanuele Alfano, l'ex seminarista arrestato nella stessa indagine.

L'udienza è stata fissata per il prossimo 12 gennaio davanti alla prima sezione del Tribunale in composizione collegiale.
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Di Loredana Morandi (del 14/11/2011 @ 18:47:51, in Giuristi, linkato 2350 volte)
GIUSTIZIA. SCIOPERO PENALISTI,
L'ADESIONE E' MASSICCIA




"Massiccia" e pressoché totale l'adesione allo sciopero "in difesa della difesa" da parte dei penalisti, con il rinvio di importanti processi in tutta Italia, come Why Not e Fastweb. Lo rende noto l'Unione delle camere penali, ricordando che l'astensione dalle udienze durerà l'intera settimana, fino a venerdì 18 novembre. I penalisti protestano da un lato contro "il pesante attacco" alla funzione difensiva, dall'altro per sollecitare al prossimo governo l'approvazione di "una riforma forense rispettosa del fondamentale principio di indipendenza dell'avvocatura e la ripresa del dibattito sulla riforma costituzionale della giustizia".
A Verona ha avuto "grande successo" la prima delle due manifestazioni nazionali in programma (la prossima si terrà a Roma il 17 novembre), con la denuncia dei "casi più clamorosi" di violazione del diritto di difesa. Ma nell'occasione è emersa anche "grande preoccupazione" per il futuro della riforma forense alla luce del percorso di delegificazione imposto dalla legge di stabilità. Al riguardo, è stata annunciata per venerdì prossimo presso il Cnf la prima riunione dell''Officina dell'avvocatura' per un confronto sulla nuova situazione e mettere a punto proposte unitarie.
 
Roma, 14 novembre 2011
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