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Stop Pedofilia. Questa frase è stata pronunciata a rischio della propria vita e sotto minaccia di morte, contro il liberticidio dell'uso smodato delle leggi a tutela del commercio elettronico di pornografia.

Loredana Morandi
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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Loredana Morandi (del 29/06/2010 @ 11:08:44, in Politica, linkato 2122 volte)

Dell'Utri: condannato in appello a 7 anni

La "differita" della sentenza dalla Corte d'Appello di Palermo via Sky tv
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Il collegio, presieduto dal giudice Claudio Dall'Acqua con a latere Salvatore Barresi e Sergio La Commare, ha reso pubblico il verdetto in mattinata dopo una camera di consiglio iniziata giovedì scorso.


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Magistratura Democratica


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UNO SCIOPERO NECESSARIO
UNO SCIOPERO PER LA GIUSTIZIA



Lo sciopero è stato proclamato contro una manovra economica che taglia gli stipendi ai magistrati, che mortifica il personale giudiziario e che penalizza gravemente la giustizia.

I magistrati non si sono mai sottratti né vogliono sottrarsi a fare la loro parte per il risanamento del Paese: non hanno protestato quando hanno pagato la tassa per l'Europa, né protesterebbero oggi in caso di prelievi sopra un certo livello di reddito estesi a tutti.

Quanto viene fatto è ben diverso: non un semplice blocco, ma tagli ciechi, massicci  e casuali che in misura discriminatoria ed iniqua penalizzano chi percepisce di meno, i più giovani.
Abbiamo indicato le misure che potrebbero da un lato evitare sprechi e dall'altro far introitare allo Stato ingenti somme (dalla revisione delle circoscrizioni giudiziarie, ai processi con irreperibili, alla razionalizzazione dei contratti per le intercettazioni, alla gestione dei beni sequestrati e confiscati).
Sino ad ora non abbiamo visto nulla, mentre i continui tagli sul personale e sulle risorse per la giustizia stanno giungendo a quella soglia oltre la quale non sarà più possibile assicurare qualsiasi funzionamento del sistema.


Lo sciopero è lo strumento più forte e simbolico di una protesta.

Lo sciopero è necessario per avere risultati sul fronte della manovra economica.

Lo sciopero è necessario per evitare ulteriori penalizzazioni in futuro.

Lo sciopero è necessario per denunciare la continua delegittimazione di una funzione fondamentale per lo Stato.


Per questo partecipiamo convinti allo sciopero indetto dall'Associazione Nazionale magistrati per il 1 luglio 2010 ed invitiamo tutti a partecipare.
 

Rita Sanlorenzo – segretario nazionale di Magistratura Democratica
Claudio Castelli – presidente di Magistratura Democratica
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Di Loredana Morandi (del 29/06/2010 @ 10:35:29, in Magistratura, linkato 2255 volte)
Associazione Nazionale Magistrati


http://www.giustiziaquotidiana.it/public/anm_100_anni.jpg



Care/i colleghe/i

Nella settimana appena trascorsa numerose e significative sono state le iniziative delle Sezioni locali per denunciare alla opinione pubblica ed al Paese le gravi disfunzioni del sistema giudiziario e la ricaduta in negativo sulla risposta alla sempre più incessante domanda di giustizia da parte della collettività.

I magistrati hanno dimostrato con senso di responsabilità le difficoltà in cui operano e la attività di supplenza che quotidianamente svolgono  a fronte della assoluta inefficienza di chi dovrebbe fornire le risorse.

Il prossimo 1 luglio, in adesione alla delibera, votata all’unanimità,  del 5 giugno 2010 del  Comitato Direttivo Centrale dell’ANM  ci asterremo dal lavoro per protestare contro i tagli alla retribuzioni dei magistrati disposti dal Governo con decreto-lgge.

Il decreto-legge è attualmente all'esame del Senato. Il Comitato Intermagistrature, presieduto dal Presidente della ANM Luca Palamara, ha incontrato più volte il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, on. Gianni Letta. In quella sede sono state fornite rassicurazioni in merito alla possibilità di interventi di modifica del testo licenziato dal Governo. Ma, allo stato, non è stata ancora presentata alcuna proposta di modifica.

Appare quindi di fondamentale importanza, in questa fase, la generalizzata adesione alla astensione  che dovrà svolgersi secondo le disposizioni del Codice di regolamentazione già inviato sulle liste, previa comunicazione all’ufficio di appartenenza.

In allegato il volantino da affiggere e diffondere il giorno della protesta.

Grazie a tutti voi

Luca Palamara
Gioacchino Natoli
Giuseppe Cascini


http://www.giustiziaquotidiana.it/public/Anm_volantino_2010-06-29_103117.png

Associazione Nazionale Magistrati
 
Le ragioni dello sciopero contro la manovra economica


Il 1 luglio 2010 i magistrati italiani si asterranno dal lavoro per protestare contro la manovra economica varata dal Governo


QUESTA MANOVRA:


•  colpisce in maniera iniqua, indiscriminata e casuale.
•  incide unicamente sul pubblico impiego, senza colpire gli evasori fiscali (già beneficiati da numerosi condoni), i patrimoni illeciti, le grandi rendite e  le ricchezze del settore privato;
•  paralizza l’intero sistema giudiziario, scredita e mortifica il personale amministrativo;
•  svilisce la dignità della funzione giudiziaria e mina l’indipendenza e l’autonomia della magistratura;
•  incide in misura rilevante sulle retribuzioni dei magistrati nella prima fase della carriera, e soprattutto dei più giovani, che subiscono una riduzione di stipendio fino al 30 per cento.


CHIEDIAMO


al Governo interventi strutturali che consentirebbero di ridurre le spese nel settore giustizia e di recuperare risorse per lo Stato, secondo le proposte più volte avanzate dalla magistratura associata:

•  la soppressione dei piccoli Tribunali e delle sezioni distaccate di Tribunale misure che consentirebbero di risparmiare, a regime, decine di milioni di euro;
•  il recupero delle pene pecuniarie e delle spese di giustizia, circa 1 miliardo di euro l’anno;
•  la sospensione dei processi con imputati irreperibili (che costano decine di milioni di euro solo per il pagamento delle spese di patrocinio);

I magistrati italiani sono consapevoli della crisi economica in cui versa il Paese e non intendono sottrarsi al loro dovere di cittadini e di contribuenti, ma devono denunciare che le misure approvate dal Governo sono ingiustamente punitive nei confronti loro e di tutto il settore pubblico.

E’ inaccettabile essere considerati non una risorsa, ma un costo o addirittura uno spreco per la giustizia.
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Di Loredana Morandi (del 29/06/2010 @ 10:24:54, in Magistratura, linkato 2145 volte)
Associazione Nazionale Magistrati

http://www.giustiziaquotidiana.it/public/anm_100_anni.jpg

Estratto dal codice di autoregolamentazione



L’astensione prevista per il giorno 1 luglio 2010 avverrà garantendo i servizi essenziali, così come evidenziati nella parte del codice di autoregolamentazione che li riguarda, che ad ogni buon conto è di seguito riportata:

“Costituiscono servizi essenziali, e vanno comunque assicurate, le attività investigative, istruttorie, processuali di qualsiasi natura, relative ai procedimenti indicati nella L. 7 ottobre 1969, n. 742 e successive modificazioni, con le precisazioni e limitazioni seguenti:

a.  In materia civile e del lavoro il divieto di astensione è limitato ai processi relativi ai licenziamenti e ai procedimenti sommari di natura cautelare, inclusi quelli previsti dalle leggi speciali in tema di repressione delle condotte antisindacali e discriminatorie;

b.  In materia penale l’astensione non è consentita nei procedimenti e processi con imputati detenuti; non è altresì consentita in relazione al compimento degli atti urgenti previsti dall’art. 467 c.p.p., o ai procedimenti e processi relativi ai reati per cui è imminente la prescrizione o, se pendenti in Cassazione maturi nei successivi 90 giorni;

c.  In materia di sorveglianza l’astensione è consentita solo relativamente ai procedimenti concernenti i condannati in fase di sospensione dell’esecuzione, e alle attività non aventi carattere processuale;

d.  Hanno natura cautelare ed urgente tutte le controversie, civili o penali, in cui 1’efficacia di un provvedimento decada se non convalidato o confermato entro termini perentori;

e. Debbono altresì essere sempre assicurati gli adempimenti urgenti ed indifferibili dei pubblici ministeri non previsti dalle indicazioni precedenti.”
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Di Loredana Morandi (del 29/06/2010 @ 09:20:30, in Osservatorio Famiglia, linkato 1779 volte)
Dal mondo della politica

Mafia: i pm chiedono 10 anni per Cuffaro

Il Sole 24 Ore - ‎1 ora fa‎
Un patto politico con la mafia che è possibile far risalire al 1991, anno dei primi contatti tra l'oggi senatore dell'Udc Totò Cuffaro e l'oggi collaboratore di giustizia Angelo Siino che allora era il ministro dei Lavori pubblici di Cosa nostra e uomo ...
Dieci anni per Cuffaro CataniaPolitica
Reuters Italia - PUPIA - ANSA.it - Libero-News.it tutte le notizie (142)

Brancher ribadisce: non mi dimetto. Opposizioni pronte a sfiducia

Virgilio - ‎15 ore fa‎
Roma, 28 giu. (Apcom) - Il neoministro per l'Attuazione del federalismo, Aldo Brancher, ha ribadito di non volersi dimettere dalla carica ma di volersi preparare per l'udienza per il processo Antonveneta. "Evidentemente - ha spiegato - se devo fare ...
Il Sole 24 Ore - Il Messaggero - Agenzia di Stampa Asca - Libero-News.it tutte le notizie (115)

Per le deleghe l'attesa è anche di un mese

Il Sole 24 Ore - ‎1 ora fa‎
Aldo Brancher ministro senza portafoglio ma anche senza incarico e senza deleghe. L'ultimo nominato nella squadra di governo può infatti contare al momento su un solo atto formale di quelli previsti dalla legge: si tratta del decreto del presidente ...
La Repubblica - Reuters Italia - il Giornale - Virgilio tutte le notizie (32)

Le mafie

Mafia: arrestati dopo 18 anni assassini ex sindaco di Riesi

ANSA.it - ‎14 minuti fa‎
(ANSA) - RIESI (CALTANISSETTA), 29 GIU - Cinque persone sono state arrestate per l'omicidio dell'ex sindaco democristiano di Riesi, Vincenzo Napolitano, assassinato nel 1992. Gli indagati, tutti gia' detenuti, sono: Pino e Vincenzo Cammarata, ...

Operazione «Shanti», domani gli interrogatori

Il Tempo - ‎2 ore fa‎
CAMPOBASSO Saranno interrogate nella mattinata di domani le sette persone rinchiuse in carcere a Campobasso (tra cui alcuni personaggi molto noto nel capoluogo) arrestate nell'ambito dell'operazione «Shanti» portata a termine dai militari del Ros nelle ...

Mafia cinese, Gdf: 24 arresti, riciclaggio per 2,7 mld

Reuters Italia - ‎13 ore fa‎
MILANO/FIRENZE (Reuters) - La Guardia di finanza ha arrestato oggi 17 cinesi e sette italiani per associazione di stampo mafioso dedita al riciclaggio di denaro -- pari a 2,7 miliardi di euro -- proveniente da evasione fiscale, contraffazione, ...

Ragazzini della «Milano bene» arrestati per furto a Gardaland

il Giornale - ‎3 ore fa‎
Sorpresi con le mani nel sacco, anzi nello zainetto, per la precisione quello dei coetanei impegnati su montagne russe e tunnel dell'orrore di Gardaland, otto minorenni milanesi hanno passato una notte al fresco. Seguendo per altro l'esempio dei ...

Camorra, arrestato boss Onda, tra i 100 latitanti più pericolosi

Reuters Italia - ‎21 ore fa‎
All'uomo -- 38 anni -- i militari dell'Arma hanno notificato 3 provvedimenti restrittivi: una ordinanza di custodia cautelare del 2007 conseguente a una condanna in primo grado a 17 anni di reclusione per associazione mafiosa, omicidio, rapina, ...
StabiaChannel.it - Libero-News.it - Sabato Sera Online - Tg1 - www.tg1.rai.it tutte le notizie (73)


Estero e Servizi Segreti (tutt'altro trattamento... )

«Sulle spie informazioni contraddittorie»

Corriere della Sera - ‎12 minuti fa‎
MOSCA - Il ministero degli esteri russo ha reso noto che sta esaminando le informazioni sullo scandalo spionaggio negli Stati Uniti e che quelle ricevute sono contraddittorie. Lo riferisce l'agenzia Interfax. Il primo canale tv statale ha aperto il suo ...
SPIE RUSSE: MOSCA NON COMMENTA L'ARRESTO AGI - Agenzia Giornalistica Italia
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Di Loredana Morandi (del 29/06/2010 @ 07:09:14, in Politica, linkato 1179 volte)
La dichiarazione dell'on Pagano ricalca quanto predispongono le norme Vaticane in tema di pedofilia, legando la prescrizione del reato ad un timing successivo al compimento della maggiore età dell'abusato. L'idea dell'onorevole è buona, ma che fine ha fatto la sua precedente proposta di legge sull' "apologia e istigazione a commettere reati di pedofilia"? .

Pedofilia - Pagano:
Presenterò Pdl per allungare prescrizione.
Bene Santanchè, perseguire crimine infamante.



“Condivido in pieno le parole del sottosegretario Santanchè sul considerare la pedofilia come un crimine contro l'umanità. La pedofilia, infatti, è il crimine più orrendo e infamante che si possa commettere e che determina la morte psicologica e sociale del bambino che, in alcuni casi, impiega decenni per riprendersi dallo choc”. E' quanto dichiara Alessandro Pagano, deputato del Pdl.

“La legge italiana in materia -aggiunge- ha bisogno di adeguarsi, di considerare i molteplici aspetti derivanti dall'abuso del minore.

Per questi motivi -annuncia Pagano- nelle prossime settimane presenterò una proposta di legge che avrà come obiettivo quello di sospendere la prescrizione per i reati di pedofilia fino al compimento del diciottesimo anno di età della vittima. Infatti è stato più volte dimostrato che il ricordo, nelle vittime di questo atroce reato, dopo esser stato rimosso dalla mente riaffiora solamente dopo anni di tranquillità e terapie. Talvolta, addirittura, non basta nemmeno una vita per superare il trauma”.

“I dieci anni dalla maggiore età, invece -rimarca l'esponente del Pdl- consentirebbero alla giustizia di raggiungere il criminale pedofilo soprattutto grazie alla maggiore consapevolezza dell'abusato che, ormai maggiorenne, affronterebbe un'eventuale processo con coscienza e maturità. Solo così -conclude- potremo fermare i numerosi casi di ingiustizia che hanno visto molto spesso bambini passare da vittime a inventori”.
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Di Loredana Morandi (del 28/06/2010 @ 09:50:25, in Magistratura, linkato 1296 volte)
Associazione Nazionale Magistrati

http://www.giustiziaquotidiana.it/public/anm_100_anni.jpg

Danni gravi anche alle attività di ricerca dei latitanti e alle indagini di pedofilia

Riforma intercettazioni, lotta al crimine più difficile

Con la nuova legge non sarebbero stati individuati gli autori dell'omicidio D'Antona


E’ ormai ampiamente condiviso dagli operatori del settore e dall’opinione pubblica, anche a livello internazionale, che le proposte di riforma in materia di intercettazioni determineranno conseguenze gravissime sull’organizzazione degli uffici giudiziari e nel contrasto alle diverse forme di criminalità.

E’ nostro dovere denunciare nuovamente che con le norme approvate dal Senato sarà molto più difficile la lotta al crimine da parte delle forze dell’ordine e della magistratura inquirente, mentre gli uffici giudiziari verranno travolti da adempimenti burocratici che renderanno oggettivamente impossibile il funzionamento del sistema.

I danni nella lotta al crimine

Con la nuova legge l’efficacia dell’azione delle forze dell’ordine e della magistratura inquirente sarà gravemente indebolita. Di seguito un elenco, solo esemplificativo, delle attività di indagine precluse dalla riforma.

Tabulati del traffico telefonico

Oggi si possono estrarre i dati del traffico telefonico transitato su una cabina pubblica. E' la tecnica utilizzata per individuare gli autori dell'omicidio D'Antona, attraverso l'incrocio dei dati del traffico delle cabine pubbliche e delle schede telefoniche usate. Questo non sarà più possibile. La limitazione vale anche per mafia e terrorismo. Con la nuova legge non sarebbero stati individuati gli autori dell'omicidio D'Antona.

Oggi si possono estrarre i dati del traffico transitato su una cella telefonica per individuare gli autori di un reato. Ad esempio, in un caso di rapimento oggi si possono acquisire i dati della cella per poter individuare le persone presenti sul luogo del sequestro. Questo non sarà più possibile. La limitazione vale anche per i reati di mafia. Dunque, in un caso di attentato mafioso non sarà possibile acquisire i dati del traffico sul luogo dell'attentato per individuare i killer.

Oggi si possono estrarre i dati del traffico per individuare l'utenza in uso all'indagato da sottoporre a intercettazione. Ad esempio, se la polizia giudiziaria segue l'indagato e lo vede usare un telefono oggi può acquisire i dati del traffico transitato sulla cella e individuare l'utenza utilizzata. Questo non sarà più possibile. La limitazione vale anche per mafia e terrorismo.

Oggi si possono estrarre i dati del traffico telefonico per tutti  i reati, mentre con la nuova legge sarà consentito solo per i reati per i quali è ammissibile l'intercettazione. Ad esempio, in un’indagine per truffa non sarà possibile estrarre il tabulato dell'indagato per dimostrare i contatti avuti con la vittima.

Riprese visive

Oggi si possono effettuare, da parte della polizia giudiziaria e senza autorizzazione del magistrato, riprese visive (senza captazione dei suoni) in luoghi pubblici o aperti al pubblico per la ricerca dei latitanti. Questo non sarà più possibile. La limitazione vale anche per i delitti di mafia e terrorismo. Dunque, anche le attività di ricerca dei latitanti di mafia subiranno un grave danno.

Oggi si possono effettuare, da parte della polizia giudiziaria e senza autorizzazione del magistrato,  riprese visive (senza captazione dei suoni) in luoghi pubblici o aperti al pubblico. E' la tecnica utilizzata, ad esempio, per individuare gli autori di delitti di spaccio di stupefacenti in luoghi pubblici. Questo non sarà più possibile. La limitazione vale anche per mafia e terrorismo.

Oggi si possono effettuare, da parte della polizia giudiziaria e senza autorizzazione del magistrato, riprese visive (senza captazione dei suoni) in luoghi pubblici o aperti al pubblico anche per reati diversi da quelli che consentono le intercettazioni. Ad esempio, questo strumento di indagine viene adoperato per individuare i pubblici dipendenti che si assentano illegittimamente dal luogo di lavoro. Questo non sarà più possibile.

Intercettazioni telefoniche o telematiche

Oggi si possono intercettare le utenze della vittima del reato, dei suoi familiari ovvero dei familiari dell'indagato per acquisire elementi di prova, anche se non vi sono elementi per sostenere che costoro siano a conoscenza dei fatti. In un sequestro di persona, ad esempio, le utenze dei familiari della vittima sono estremamente utili perché questi possono ricevere minacce o richieste di denaro. Ciò non vuol dire, però, che siano a conoscenza dei fatti. In un caso di omicidio le utenze delle persone vicine alla vittima, soprattutto in contesti mafiosi, consentono di acquisire importanti elementi di prova, ma non sempre si può sapere prima che gli interessati siano a conoscenza dei fatti. La limitazione vale anche per i delitti di mafia e terrorismo.

Oggi si possono intercettare le conversazioni da telefoni pubblici. Ad esempio, se dalle attività di pedinamento risulta che l'indagato utilizza una postazione di un internet point ovvero una cabina pubblica per comunicare, oggi è possibile sottoporre a intercettazione telematica il computer dell'internet point o l'utenza pubblica (ovviamente acquisendo solo le comunicazioni dell'indagato). Con la nuova legge non sarà più possibile. La limitazione vale anche per mafia e terrorismo.

Intercettazioni ambientali

Oggi si possono effettuare intercettazioni ambientali in luoghi diversi da quelli di privata dimora. Con la riforma non sarà più possibile farle nei luoghi "privati", a meno che non si dimostri che lì stia avvenendo un reato. Quindi, non si potranno fare intercettazioni all'interno di autovetture o negli uffici privati. Ma anche per altri luoghi la norma pone seri problemi interpretativi: ad esempio, il bagno di una scuola è luogo pubblico o privato? E c'è differenza se la scuola è pubblica o privata? Una stanza d'ospedale  è luogo pubblico o privato? E se si tratta di una clinica? Un’interpretazione rigorosa, ma non improbabile, della nozione di luogo "privato" porterebbe a non consentire le attività di intercettazione ambientale in moltissimi luoghi. Ad esempio, nei bagni delle scuole tale strumento investigativo ha spesso  consentito di individuare gli autori di reati di pedofilia.

Tre giudici ogni tre giorni

Nel testo approvato dal Senato l’autorizzazione alle operazioni di intercettazione e all’acquisizione dei tabulati del traffico telefonico è attribuita alla competenza del tribunale del capoluogo del distretto in composizione collegiale.

Per ogni utenza telefonica da sottoporre a intercettazione e per ogni tabulato telefonico da acquisire il pubblico ministero dovrà trasmettere l’intero fascicolo al tribunale del capoluogo del distretto. Per proseguire le attività di intercettazione oltre il 75° giorno e sin dall’inizio per le intercettazioni ambientali la trasmissione degli atti dovrà avvenire di tre giorni in tre giorni.

Chiunque conosca la realtà degli uffici giudiziari italiani, la cronica mancanza di mezzi e risorse e l’enorme carico di lavoro dei magistrati, può facilmente comprendere le conseguenze sul piano gestionale e organizzativo di tali previsioni. Gli uffici giudiziari non hanno autovetture funzionanti, non hanno fondi per pagare il lavoro straordinario, non hanno mezzi per la copia integrale di fascicoli voluminosi. Pensare che ogni tre giorni, anche il sabato e la domenica, centinaia di faldoni debbano viaggiare da e per il capoluogo del distretto è semplicemente assurdo.

 
Roma, 16 giugno 2010
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UNA GIUSTIZIA PER I CITTADINI:
CRISI E OPPORTUNITA’

(analisi e proposte per “riforme” possibili)



"La giustizia di ogni giorno è sempre meno all’altezza dei bisogni di un Paese moderno e dei suoi cittadini. Riteniamo che oggi occorra spostare l’attenzione dal conflitto fra politica e magistratura per concentrala sui bisogni dei cittadini perché non solo i ritardi ma la qualità complessiva della risposta giudiziaria costituiscono un freno alla crescita del Paese e, nello stesso tempo, rischiano di vanificare i diritti di coloro che possono contare solo su una giustizia indipendente ed efficace."


Roma, 30 Giugno 2010 ore 15
Residence di Ripetta
Via di Ripetta, 231


Introducono
Luigi Marini e Maria Eugenia Oggero
magistrati

Coordina
Lionello Mancini
Il Sole 24ore


Partecipano
Nello Nappi, Giuseppe Santalucia, Francesco Vigorito
Candidati di AREA per il rinnovo del Consiglio Superiore della Magistratura


Sono stati invitati i rappresentanti

delle associazioni culturali
Fondazione Astrid, Fondazione Basso, Fondazione CIMA, Fondazione David Hume,
Fondazione Italianieuropei, Fondazione Farefuturo, Fondazione Italia Futura;


delle istituzioni
CSM, Gruppi parlamentari e componenti Commissioni Giustizia di Camera e Senato,
CNF, Istat, Ministero della Giustizia, Ufficio Studi Banca d’Italia;


dei sindacati conferali e dei rappresentati di categoria
Cgil, Cisl, Uil, Rdb, Associazione dei dirigenti della giustizia, Conferesercenti, Confindustria, Federmot, Unione Nazione Giudici di Pace, Unità democratica Giudici di Pace;


di enti ed esperti del settore
Avvocati di strada di Bologna, Censis, Cittadinanzattiva, Coordinamento degli osservatori civili, Federconsumatori, Oua, Unione Camere Civili e Unione Camere Penali.


Leggi gli Allegati:
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Di Loredana Morandi (del 26/06/2010 @ 16:15:52, in Osservatorio Famiglia, linkato 1376 volte)
Quando è troppo, è troppo. LM


Il cardinale Tarcisio Bertone, segretario di Stato vaticano, a margine di un convegno a Roma ha definito un «sequestro» le perquisizioni nell'arcivescovado di Malines-Bruxelles. I vescovi belgi sono stati trattenuti per 9 ore: «Un fatto inaudito e grave, non ci sono precedenti neanche nei regimi comunisti di antica esperienza». Ieri la Segreteria di Stato aveva espresso «vivo stupore» per le modalità della perquisizione.

Il blitz nella cattedrale belga

Oltraggio che nulla ripara e molto svela

Un blitz nella cripta di una cattedrale, come fosse il cuore di una organizzazione criminale. Forzare le tombe di due vescovi, violarne i sepolcri cercando segreti dossier – che però non ci sono. Ha il sapore di un film di Dan Brown quello che è successo a Mechelen, in Belgio. Nell’ambito di una inchiesta su casi di pedofilia nella Chiesa belga un giudice ha ordinato interrogatori di vescovi, e sequestri di dossier, e anche la perquisizione nella cattedrale, capolavoro duecentesco che da secoli è il simbolo della città vicina a Bruxelles.

Non è in discussione la liceità delle indagini, né l’esigenza di arrivare alla verità, se abusi ci sono stati: da mesi il Papa insiste sulla necessità di riparare al male fatto. Fatto anche in Belgio. Da singoli uomini. Ma in questo blitz in cattedrale, nella violazione delle tombe di due arcivescovi della diocesi di Bruxelles, si legge qualcosa che va oltre la legittima esigenza di giustizia. Era davvero necessario arrivare, come ha scritto la stampa belga, con i martelli pneumatici in una cripta mortuaria? E non assume invece, un simile assalto, un valore simbolico, il segno di una voglia di attaccare la Chiesa nella sua totalità?

"Operazione Chiesa", è il nome della inchiesta della magistratura belga, ed è un nome significativo. Un nome che indica il bersaglio. Non i singoli colpevoli, ma "la" Chiesa. E non tanto per le colpe terribili e odiose di alcuni suoi ministri, quanto per ciò che la Chiesa stessa rappresenta, per ciò che "è". C’è l’eco, in quel blitz sulle tombe, di un <+corsivo>redde rationem<+tondo>, di un rendimento di conti con la pretesa originaria della Chiesa: cioè di portare Cristo, e la sua verità. Che fastidiosamente, e più che mai in un Paese secolarizzato come il Belgio, cozza contro la cultura dominante e il suo idolo – l’Io vezzeggiato, libero da ogni legge che non sia la sua.

Non si spiega altrimenti la brutalità e la voluta vistosità di questa incursione. Come se si volesse colpire proprio al cuore. Di chiese aggredite nella storia ce ne sono state tante, e con ben altra distruttività. In rivoluzioni e tragedie imparagonabili a questo piccolo blitz di un giudice, incursione legale, protetta dai timbri di un ordine di perquisizione. E tuttavia, violare tombe di cardinali in una cattedrale, pur con i crismi della legge, è un gesto che sa di violenza. Cogliendo la circostanza tragica degli abusi pedofili, colpire non i colpevoli, ma mirare al cuore.

Al cuore, nelle viscere di una quelle splendenti cattedrali che costellano le nostre città d’Europa. A osservarle dall’alto, appaiono come il centro di una ragnatela di case, di storie, di uomini. Come radici, quei colossi di marmi, della città attorno; e madri, cui comunque anche da lontano, o col ricordo, si ritorna. Segni di pietra delle origini del nostro vivere in comunità.

Per questo il blitz di un giudice sconosciuto in una piccola città lontana addolora. Quella chiesa è un cuore. Alla gente è stato detto, in un metalinguaggio trasparente, che il cuore comune è depositario forse di vergognosi segreti. Lo si è forzato, violato, per cercarli. E anche se niente è stato trovato il senso di una profanazione rimane, insieme agli indimostrati ma angosciosi dubbi seminati; come se proprio la radice di quella città, di quel popolo si volesse incrinare.
Marina Corradi
 
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I legali dell'ex ad: ''Persa occasione per valutare specifiche posizioni''

Riciclaggio, la Cassazione: ''Furono legittimi gli arresti per Scaglia e Mokbel''


Roma - (Adnkronos) - Respinti i ricorsi presentati dai difensori. L'ex fondatore di Fastweb resta ai domiciliari e l'imprenditore in carcere. Confermato ok a 23 misure cautelari, nuovo esame per i tre dirigenti Sparkle

Roma, 26 giu. (Adnkronos) - Sono legittimi gli arresti inflitti dal Tribunale del Riesame di Roma a Silvio Scaglia, ex fondatore e ad di Fastweb e all'imprenditore Gennaro Mokbel nell'ambito dell'inchiesta sul riciclaggio delle compagnie telefoniche.

Lo ha stabilito la terza sezione penale della Cassazione che ha respinto i ricorsi presentati dai difensori di Scaglia e di Mokbel. In questo modo l'ex fondatore di Fastweb resta ai domiciliari e l'imprenditore Mokbel in carcere.

L'inchiesta romana per la quale Scaglia è accusato di associazione a delinquere finalizzata all'evasione fiscale riguarda tra l'altro un riciclaggio di 2 miliardi di euro.

La Cassazione, nell'ambito dell'inchiesta sull'operazione di riciclaggio delle compagnie telefoniche, ha confermato la legittimità di 23 custodie cautelari (26 i ricorsi in totale) mentre ha disposto un nuovo esame "limitatamente alla custodia cautelare" per i tre dirigenti Sparkle indagati. Si tratta di Massimo Comito, Stefano Mazzitelli e Antonio Catanzariti le cui posizioni saranno riviste dal Tribunale del riesame di Roma.

La Terza sezione penale, oltre a confermare la legittimità degli arresti di Scaglia e Mokbel, ha altresì confermato la validità delle misure cautelari degli altri indagati tra i quali Giorgia Ricci, la moglie di Mokbel detenuta in carcere; Antonio Ricci, fratello di Giorgia, ai domiciliari. Misure cautelari confermate anche per il maggiore della Gdf Luca Berriola, e per gli ex dirigenti Fastweb Mario Rossetti e Bruno Zito.

Bocciata, in sostanza, dalla Cassazione la linea difensiva secondo la quale sarebbe stata "molto labile" la supposizione sulla quale si fondano le accuse riconducibili, a detta dei legali, alla formula del "non poteva non sapere".

''Si è persa nuovamente l'occasione di valutare le specifiche posizioni - commentano i legali di Scaglia, Piermaria Corso e Antonio Fiorella -. La sensazione è che si continui nello schema del blocco monolitico senza distinguere posizioni, come quella di Scaglia, ben lontane dall'illecito. Scaglia come pure Fastweb, sono vittime della truffa''.

''La formula 'non poteva non sapere' - rilevano i difensori di Scaglia - contrasta con i principi del nostro ordinamento. Troveremo chi ci saprà ascoltare. Il prossimo appuntamento per noi è il 6 luglio al Tribunale del Riesame per l'appello contro l'ordinanza del Gip che ha concesso gli arresti domiciliari''.

''Sull'esito dell'udienza - continuano Corso e Fiorella - ha pesato il fatto che la Corte Suprema di Cassazione abbia dovuto ancorare il suo giudizio alla situazione probatoria esistente al 17 marzo, situazione ampiamente superata da nuovi fatti quali l'interrogatorio di Silvio Scaglia con i pm del 12 aprile e la relativa produzione documentale depositata per l'occasione. Inoltre, non sono emersi, nel frattempo, nuovi elementi utilizzabili dall'accusa''.
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