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 Africa ... di Piero Taddei... di Lunadicarta
 
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Articolo 11 - Libertà di espressione e d'informazione - 1) Ogni individuo ha diritto alla libertà di espressione. Tale diritto include la libertà di opinione e la libertà di ricevere o di comunicare informazioni o idee senza che vi possa essere ingerenza da parte delle autorità pubbliche e senza limiti di frontiera.

Carta Diritti Fondamentali Unione Europea
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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Magistratura Democratica


 

Una Giustizia per i cittadini:

crisi e opportunita’

(analisi e proposte per “riforme” possibili)

 

La giustizia di ogni giorno è sempre meno all’altezza dei bisogni di un Paese moderno e dei suoi cittadini.

La mancanza di interventi coordinati non può essere considerata solo conseguenza della crisi economica di questi anni, ma è figlia delle priorità che la politica si è data e non includono l’investimento sugli  uffici giudiziari.

Noi riteniamo che oggi occorra spostare l’attenzione dal conflitto fra politica e giustizia, che interessa pochi privilegiati, per concentrala sui bisogni dei cittadini perché non solo i ritardi ma la qualità stessa della risposta giudiziaria costituiscono un freno alla crescita del Paese e, nello stesso tempo, rischiano di vanificare i diritti di coloro che possono contare solo su una giustizia indipendente ed efficace.

Per questo vogliamo parlare di cose concrete, discutere di dati di fatto e chiedere impegni che vadano nella direzione di:
 

-- Intervenire sull’eccesso di domanda.

-- Ridurre il numero degli uffici giudiziari.

-- Adottare soluzioni legislative che favoriscano l’efficienza.

-- Migliorare la quantità di investimento operativo sulle strutture e le risorse degli uffici.

-- Ancor più migliorare la qualità dell’investimento, tagliando gli sprechi, puntando sull’innovazione, favorendo e diffondendo le migliori pratiche.

-- Investire nelle tecnologie e nel loro utilizzo democratico.

-- Avvicinare la giustizia ai cittadini.

-- Potenziare ed efficacemente distribuire magistrati e personale amministrativo, investendo sulla loro professionalità.
 

Ne discuteremo a


Roma, Residence di Ripetta – il 30 Giugno 2010, dalle ore 15

insieme ad esponenti e rappresentanti delle istituzioni, delle associazioni culturali, dei sindacati e ad esperti del settore.
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ASSOCIAZIONE NAZIONALE MAGISTRATI

sezione del distretto di Roma

Assemblea Generale Congiunta "Patto Giustizia"
 

Nel quadro delle azioni di protesta  deliberate dal Comitato Direttivo Centrale  dell'Anm contro la manovra finanziaria apporvata dal Governo,  comunico che in data  17 giugno 2010 alle ore 12,00 presso la sala  Europa della Corte di Appello di Roma, edificio penale via Romeo Romei, si  terrà l'assemblea   generale congiunta  dei sottoscrittori del PATTO PER LA GIUSTIZIA che comprende  le rappresentanze dei magistrati, ordinari, amministrativi e contabili, l'Organizzazione Unitaria dell'Avvocatura,  e i sindacati del personale amministrativo.
 
Il CDC ha deliberato che alle ore 12,00,   vengano sospese le udienze  e le altre attività per partecipare all'assemblea.

La delicatezza del momento e  gli effetti dirompenti che la manovra finanziaria   avrebbe non solo sul nostro trattamento retributivo,  ma sul sistema complessivo della giustizia (basti pensare, a titolo di esempio,  all' esodo dei colleghi che saranno costretti ad andare in pensione, fenomeno probabilmente sottovalutato),   impone la più larga partecipazione di noi tutti.
              
Per la Giunta Anm  Roma
Marco Mancinetti
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“AREA”

Magistratura democratica
Movimento per la Giustizia Articolo 3

Sezioni distrettuali Roma e Lazio
 

QUALE FUTURO PER LA GIUSTIZIA?

Indipendenza
– trattamento economico dei magistrati –
Autogoverno.

 
La politica recente in materia di giustizia è contrassegnata dall'obiettivo dichiarato di realizzare un pesante ridimensionamento del ruolo e della funzione della magistratura nel delicato equilibrio tra i poteri pensato dai nostri costituenti.
Ormai è chiaro che non vi è alcun reale interesse per la funzionalità e l’efficienza del sistema giudiziario, in stato sempre più “comatoso”, e che viene messa in discussione la possibilità stessa di svolgere indagini e celebrare i processi.
La recente manovra economica con le ulteriori riduzioni delle risorse (è prevista una ulteriore riduzione del 10% dei fondi del Ministero della Giustizia ed il prolungamento del blocco del turn over fino al 2014) ed i pesanti tagli alle retribuzioni si inserisce in questo disegno.

L'intervento sulle retribuzioni è particolarmente grave perchè, come più volte affermato anche dalla Corte Costituzionale,  l'indipendenza dei magistrati "va salvaguardata anche sotto il profilo economico evitando tra l'altro che essi siano soggetti a periodiche rivendicazioni nei confronti di altri poteri" e, a tal fine, "il legislatore ha predisposto un meccanismo di adeguamento automatico delle retribuzioni dei magistrati" (Corte Cost. sent. N 238 del 1990).

La manovra economica prospettata dal governo ha, in generale, pesanti caratteri di iniquità: non si tratta di sottrarsi al sacrificio imposto dalla grave congiuntura economica, ma di rilevare che è del tutto ingiustificato un prelievo che riguarda solo le retribuzioni del pubblico impiego. Gli stessi risultati avrebbero potuto raggiungersi con un irrisorio prelievo fiscale una tantum generalizzato.

Abbiamo più volte ribadito, in molte sedi, come sarebbe possibile ridurre gli sprechi nella giustizia, (ad esempio, con la revisione delle circoscrizioni giudiziarie e la soppressione dei Tribunali inutili), senza mettere “in ginocchio” gli uffici giudiziari e come siano possibili interventi sulla organizzazione (un progetto efficiente di informatizzazione degli uffici, la realizzazione dell'ufficio per il processo, sull'esempio di ciò che esiste negli altri paesi europei) e sulla semplificazione dei processi.

Le nostre proposte sono sempre rimaste inascoltate a conferma che il reale scopo di questa manovra e delle altre riforme approvate e prospettate è solo quello di ridurre l'autonomia e l'indipendenza della magistratura e di andare verso una graduale dismissione del servizio giustizia.

Contro questo progetto devono mobilitarsi i magistrati e tutti coloro che hanno a cuore il futuro della giustizia nel nostro paese.

Il 16 GIUGNO 2010, alle ore 16,30, presso l’Aula Collegiale della  7^ Sezione Penale, Palazzo A, piano Terra, Piazzale Clodio, su questi temi, e sul ruolo dell’autogoverno, si terrà una Tavola rotonda coordinata da:


CORRADINO MINEO, giornalista, direttore di Rai News 24,

alla quale parteciperanno:
 

VITTORIO BORRACCETTI, Procuratore della Repubblica di Venezia, candidato per il collegio PM alle prossime elezioni per il CSM

GIANRICO CAROFIGLIO, magistrato, scrittore, componente della commissione giustizia del Senato

NELLO NAPPI, Consigliere della Corte di Cassazione, candidato per la Cassazione alle prossime elezioni per il CSM

SALVATORE SENESE, Presidente di sezione della Corte di Cassazione, già segretario nazionale dell’ANM nel 1981, che condusse la trattativa per l’introduzione della legge sull’adeguamento automatico degli stipendi dei magistrati

FRANCESCO VIGORITO, Presidente di sezione del tribunale di Roma, candidato per il merito alle prossime elezioni per il CSM
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Associazione Nazionale Magistrati




Manifestazioni congiunte di magistrature, avvocatura e personale amministrativo

Manovra, il 17 giugno assemblee in tutta Italia


Il 17 giugno si svolgeranno presso tutti i tribunali d’Italia (sedi di corte d’appello) assemblee congiunte alle quali parteciperanno tutte le componenti del Patto per la giustizia (rappresentanti delle associazioni dei magistrati, dell’Organismo unitario dell’avvocatura, dei sindacati del personale amministrativo).

Nel corso delle manifestazioni, che avranno inizio alle 12, con sospensione delle udienze e delle altre attività,  verrà evidenziato il grave stato di crisi della giustizia, con tutte le relative disfunzioni ulteriormente aggravate dai tagli o-perati dalla manovra economica, e sarà sottolineata l’urgente necessità di vere riforme.

I sottoscrittori del Patto per la giustizia denunciano le gravissime conseguenze sul funzionamento del sistema giudiziario che deriveranno dalla ma-novra approvata dal Governo.

Si tratta di una manovra ingiusta, in quanto incide gravemente sul pubblico impiego, senza colpire gli evasori fiscali (già beneficiati da numerosi condoni), i patrimoni illeciti, le grandi rendite e le ricchezze del settore privato; paralizza l’intero sistema giudiziario, screditando e mortificando il personale amministrativo; svilisce la dignità della funzione giudiziaria e mina l’indipendenza e l’autonomia della magistratura.

Si tratta di una manovra sbagliata, in quanto colpisce in maniera indiscriminata e casuale, senza realizzare quegli interventi strutturali che consentirebbero di ridurre le spese nel settore giustizia e di recuperare risorse per lo Stato, secondo le proposte già avanzate dai sottoscrittori del Patto, e senza incidere sugli sprechi e sui privilegi che aggravano il bilancio pubblico.

I sottoscrittori del Patto condividono le ragioni della protesta delle magistrature e del personale ed esprimono solidarietà per le gravi iniquità derivanti dalla manovra.

Ribadiscono, inoltre, la richiesta avanzata al Governo e al Parlamento di riforme che realmente consentano il funzionamento del sistema giustizia nell’interesse dei cittadini.

Roma, 09 giugno 2010
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Di Loredana Morandi (del 13/06/2010 @ 08:23:50, in Magistratura, linkato 1425 volte)
Questa è la posizione espressa da numerosissime lettere di magistrati impegnati con l'avvocatura in convegni e corsi di formazione in tutta Italia, simili o più incisive di quella del presidente Palamara che si può leggere di seguito. Nello stesso identico modo le giunte distrettuali della ANM hanno deliberato di scrivere alla locale Camera Penale le proprie rimostranze da tutte le Regioni. La causa scatenante i contenuti ed il linguaggio del primo comunicato UCPI (vedi il testo in "Giuristi o leggi sotto).
La delegittimazione della magistratura ha raggiunto livelli inaccettabili,  che nelle parole della UCPI tra l'altro non corrisponde esattamente al real dell'addebito formulato contro l'ANM nella foga di opporsi al diritto di sciopero della magistratura. Tra le colpe ministeriali vi è certamente quella dei ritardi e delle lungaggini per la retribuzione dei gratuiti patrocini, ma questo non giustifica quegli avvocati che chiedono denaro in nero a non abbienti. Vedere Facebook sul tema ingiustizie e le numerosissime richieste di aiuto "economico" su casi diversissimi ...

Di seguito i lanci di agenzia dal comunicato della GEC. L.M.


GIUSTIZIA: ASSOCIAZIONE MAGISTRATI
DIALOGO IMPOSSIBILE
CON UNIONE CAMERE PENALI
 

(ASCA) - Roma, 12 giu - ''Con un'iniziativa senza precedenti l'Ucpi, che negli ultimi anni si e' distinta anche per i numerosi scioperi che hanno paralizzato la giustizia italiana, stigmatizza lo sciopero indetto dall'Anm muovendo ai magistrati l'incredibile e grottesca accusa di coltivare l'inconfessabile sogno di annientare il diritto di difesa in Italia''. E' quanto afferma, in una nota l'Associazione nazionale magistrati rispondendo alla presa di posizione dell'Unione camere penali italiane.

''Si tratta di un insulto gratuito e intollerabile rivolto all'intera magistratura italiana, che da sempre si riconosce nella Costituzione e nei suoi valori fondamentali, tra i quali il diritto di difesa ha un ruolo primario. - affermano i magistrati - La cultura delle garanzie del processo e dei diritti della difesa dei magistrati italiani e' per fortuna tanto nota da non richiedere smentite a queste offensive affermazioni.

Appare evidente che i toni e le risposte dei vertici dell'Ucpi, - si conclude - distanti dalle regole fondamentali del confronto democratico, rendono impossibile ogni forma di dialogo''. gc/did/ss

La Rassegna

MANOVRA: ANM, DA PENALISTI INSULTI GRATUITI, DIALOGO IMPOSSIBILE

(AGI) - Roma, 12 giu. - "Con un'iniziativa senza precedenti l'Unione della camere penali italiane, che negli ultimi anni si e' distinta anche per i numerosi scioperi che hanno paralizzato la giustizia italiana, stigmatizza lo sciopero indetto dall'Anm muovendo ai magistrati l'incredibile e grottesca accusa di coltivare l'inconfessabile sogno di annientare il diritto di difesa in Italia". Ad affermarlo e' l'Associazione nazionale magistrati. "Si tratta - spiega una nota - di un insulto gratuito e intollerabile rivolto all'intera magistratura italiana, che da sempre si riconosce nella Costituzione e nei suoi valori fondamentali, tra i quali il diritto di difesa ha un ruolo primario. La cultura delle garanzie del processo e dei diritti della difesa dei magistrati italiani e' per fortuna tanto nota da non richiedere smentite a queste offensive affermazioni. Appare evidente che i toni e le risposte dei vertici dell'Ucpi, distanti dalle regole fondamentali del confronto democratico, rendono impossibile ogni forma di dialogo". (AGI)

GIUSTIZIA: ANM, DIALOGO IMPOSSIBILE CON I PENALISTI

(ANSA) - ROMA, 12 GIU - ''Con i penalisti il dialogo e' impossibile''. Lo afferma l' Associazione Nazionale Magistrati Anm. ''Con un'iniziativa senza precedenti - dice il sindacato delle toghe - l'Unione delle Camere Penali, che negli ultimi anni si e' distinta anche per i numerosi scioperi che hanno paralizzato la giustizia italiana, stigmatizza lo sciopero indetto dall'Anm muovendo ai magistrati l'incredibile e grottesca accusa di coltivare l'inconfessabile sogno di annientare il diritto di difesa in Italia''. Per l' Anm 'si tratta di un insulto gratuito e intollerabile rivolto all'intera magistratura italiana, che da sempre si riconosce nella Costituzione e nei suoi valori fondamentali, tra i quali il diritto di difesa ha un ruolo primario. La cultura delle garanzie del processo e dei diritti della difesa dei magistrati italiani e' per fortuna tanto nota da non richiedere smentite a queste offensive affermazioni. Appare evidente che i toni e le risposte dei vertici dell'Ucpi, distanti dalle regole fondamentali del confronto democratico, rendono impossibile ogni forma di dialogo''. (ANSA).

GIUSTIZIA: ANM, DA CAMERE PENALI INSULTO GRATUITO E INTOLLERABILE

Roma, 12 giu. (Adnkronos) - Un insulto gratuito e intollerabile rivolto all'intera magistratura italiana. Cosi' l'Associazione nazionale magistrati definisce la presa di posizione dell'Unione camere penali italiane contro lo sciopero indetto dall'Anm. "Con un'iniziativa senza precedenti l'Ucpi, che negli ultimi anni si e' distinta anche per i numerosi scioperi che hanno paralizzato la giustizia italiana -si legge in una nota- stigmatizza lo sciopero indetto dall'Anm muovendo ai magistrati l'incredibile e grottesca accusa di coltivare l'inconfessabile sogno di annientare il diritto di difesa in Italia". "Si tratta di un insulto gratuito e intollerabile rivolto all'intera magistratura italiana -sostine l'Anm- che da sempre si riconosce nella Costituzione e nei suoi valori fondamentali, tra i quali il diritto di difesa ha un ruolo primario. "La cultura delle garanzie del processo e dei diritti della difesa dei magistrati italiani e' per fortuna tanto nota da non richiedere smentite a queste offensive affermazioni" aggiunge l'Anm, concludendo che, "appare evidente che i toni e le risposte dei vertici dell'Ucpi, distanti dalle regole fondamentali del confronto democratico, rendono impossibile ogni forma di dialogo".
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Di Loredana Morandi (del 13/06/2010 @ 08:20:15, in Magistratura, linkato 1295 volte)
Al Presidente della Unione delle Camere Penali


Gentile Presidente,


desidero esprimerLe la mia profonda delusione e indignazione per alcune delle espressioni utilizzate nel comunicato stampa della UCPI in merito allo sciopero indetto dalla ANM.

Per la magistratura italiana il diritto di difesa è un valore sacro e irrinunciabile e l’ANM è da sempre impegnata in questa direzione.

Tutti sanno che è proprio grazie all'opera incessante della giurisprudenza dei magistrati italiani che il diritto di difesa, nel vigore del codice del 1930, ha trovato sempre maggiore e effettivo riconoscimento sul piano costituzionale.

E gli avvocati  penalisti italiani possono testimoniare della sensibilità e dell'attenzione al ruolo e alle garanzie della difesa nella giurisprudenza e nelle prassi dei magistrati italiani.

Leggere nel vostro comunicato che la nostra protesta sarebbe  un pretesto per mettere finalmente a segno l'obiettivo e realizzare il sogno inconfessabile: farla da padrone negli uffici giudiziari ed annientare il diritto di difesa dei cittadini ci ferisce, ci offende e ci indigna.

Spesso negli ultimi anni abbiamo avuto con l'UCPI occasioni di divergenze e di contrasti, ma mai sono  venute meno, sia a livello nazionale sia soprattutto nelle singole realtà territoriali,  la voglia e la disponibilità al confronto, al dialogo e alla discussione. E mai, soprattutto, è venuto meno il rispetto reciproco e  il reciproco riconoscimento della dignità e della serietà delle pur diverse posizioni.

In un momento così difficile per la magistratura italiana, fatta oggetto quotidianamente di attacchi violenti e di insulti volgari,  e oggi colpita anche in maniera iniqua e indiscriminata sul piano del trattamento retributivo, ci aspettavamo che le ragioni della nostra protesta fossero comprese, e in parte anche condivise, dagli altri operatori del diritto, i quali ben conoscono la realtà degli uffici giudiziari italiani e lo sforzo immane che la magistratura e il personale amministrativo profondono per consentire al sistema di andare comunque avanti. 

Ed, infatti, hanno espresso solidarietà e sostegno alla nostra protesta associazioni di avvocati, di magistrati onorari, del personale amministrativo.

Francamente, non ci saremmo mai aspettati che gli avvocati che si riconoscono nelle Camere penali arrivassero a dipingerci come una casta desiderosa di annientare il diritto di difesa.

La saluto cordialmente

Luca Palamara
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Di Loredana Morandi (del 13/06/2010 @ 07:54:23, in Giuristi, linkato 1496 volte)
Manovra economica, l’Oua solidarizza con i magistrati




 e il personale degli uffici giudiziari. L’avvocatura ribadisce anche la sua ferma opposizione all’intervento sulle Casse professionali

“La crisi economica non può essere il pretesto per tagliare ulteriormente le risorse alla Giustizia. Si cerchino altre strade, questo settore ha invece bisogno di maggiori investimenti, perché cruciale per il buon funzionamento della democrazia. Infine, giù le mani dall’autonomia e dai patrimoni delle Casse professionali!”. Con questa dichiarazione Maurizio de Tilla, presidente Oua, critica apertamente alcuni aspetti della manovra economica e ne chiede la modifica.

«L'Oua – spiega - esprime adesione all'astensione dei magistrati per le decurtazioni delle remunerazioni e ai dipendenti degli uffici giudiziari.

La giustizia è già in una situazione di crisi, ha bisogno di grande impegno e di risorse da incrementare e non da diminuire. Bisogna rispettare la dignità e l'indipendenza dei magistrati e di tutti gli operatori del settore giustizia».

«L'Oua – conclude de Tilla- critica anche la manovra economica nella parte che aggredisce l'autonomia e il patrimonio delle casse professionali e, in particolare, della Cassa Forense. Ci rivolgiamo al Parlamento affinché ci sia una correzione di rotta e si prevedano adeguate modifiche».

Roma, 11 giugno 2010



MANOVRA: AVVOCATI OUA SOLIDARIZZANO CON MAGISTRATI
 
(ANSA) - ROMA, 11 GIU - L'Oua (organismo unitario dell'avvocatura italiana) critica alcuni aspetti della manovra economica solidarizzando con i magistrati e il personale degli uffici giudiziari. Ribadisce anche la sua ferma opposizione all'intervento sulle Casse professionali. ''La crisi economica non puo' essere il pretesto per tagliare ulteriormente le risorse alla Giustizia. Si cerchino - afferma il presidente Maurizio de Tilla - altre strade, questo settore ha invece bisogno di maggiori investimenti, perche' cruciale per il buon funzionamento della democrazia. Infine, giu' le mani dall'autonomia e dai patrimoni delle Casse professionali!''. '' L'Oua - spiega de Tilla - - esprime adesione all'astensione dei magistrati per le decurtazioni delle remunerazioni e ai dipendenti degli uffici giudiziari. La giustizia e' gia' in una situazione di crisi, ha bisogno di grande impegno e di risorse da incrementare e non da diminuire. Bisogna rispettare la dignita' e l'indipendenza dei magistrati e di tutti gli operatori del settore giustizia. L'Oua - conclude - critica anche la manovra economica nella parte che aggredisce l'autonomia e il patrimonio delle casse professionali e, in particolare, della Cassa Forense. Ci rivolgiamo al Parlamento affinche' ci sia una correzione di rotta e si prevedano adeguate modifiche''. (ANSA).
 
Manovra/ Avvocati: No tagli su giustizia, ok sciopero magistrati
Oua: Settore è in crisi, ha bisogno di maggiori risorse

Roma, 11 giu. (Apcom) - "La crisi economica non può essere il pretesto per tagliare ulteriormente le risorse alla Giustizia. Si cerchino altre strade, questo settore ha invece bisogno di maggiori investimenti, perché cruciale per il buon funzionamento della democrazia. Infine, giù le mani dall`autonomia e dai patrimoni delle Casse professionali!". Lo afferma Maurizio de Tilla, presidente dell'Organismo unitario dell'avvocatura, criticando apertamente alcuni aspetti della manovra economica e chiedendone la modifica. "L'Oua - spiega - esprime adesione all'astensione dei magistrati per le decurtazioni delle remunerazioni e ai dipendenti degli uffici giudiziari. La giustizia è già in una situazione di crisi, ha bisogno di grande impegno e di risorse da incrementare e non da diminuire. Bisogna rispettare la dignità e l'indipendenza dei magistrati e di tutti gli operatori del settore giustizia". L'Organismo unitario dell'avvocatura critica anche la manovra economica nella parte che "aggredisce l'autonomia e il patrimonio delle casse professionali e, in particolare, della Cassa Forense. Ci rivolgiamo al Parlamento affinché ci sia una correzione di rotta e si prevedano adeguate modifiche". 

MANOVRA: AVVOCATURA, SOLIDARIETA' A MAGISTRATI E PERSONALE UFFICI

(AGI) - Roma, 11 giu. "La crisi economica non puo' essere il pretesto per tagliare ulteriormente le risorse alla Giustizia. Si cerchino altre strade, questo settore ha invece bisogno di maggiori investimenti, perche' cruciale per il buon funzionamento della democrazia. Infine, giu' le mani dall'autonomia e dai patrimoni delle Casse professionali". Con questa dichiarazione Maurizio de Tilla, presidente dell'Organismo unitario dell'Avvocatura, critica apertamente alcuni aspetti della manovra economica e ne chiede la modifica. "L'Oua - spiega - esprime adesione all'astensione dei magistrati per le decurtazioni delle remunerazioni e ai dipendenti degli uffici giudiziari. La giustizia e' gia' in una situazione di crisi, ha bisogno di grande impegno e di risorse da incrementare e non da diminuire. Bisogna rispettare la dignita' e l'indipendenza dei magistrati e di tutti gli operatori del settore giustizia". L'Oua, conclude de Tilla, "critica anche la manovra economica nella parte che aggredisce l'autonomia e il patrimonio delle casse professionali e, in particolare, della Cassa Forense. Ci rivolgiamo al Parlamento affinche' ci sia una correzione di rotta e si prevedano adeguate modifiche". (AGI)

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Di Loredana Morandi (del 13/06/2010 @ 07:52:02, in Giuristi, linkato 1485 volte)
LO SCIOPERO DELL’ANM CONTRO IL GOVERNO
NON DEVE INTACCARE IL DIRITTO DI DIFESA.
NON VA TRAVISATA LA POSIZIONE DELL’UCPI


Dopo il comunicato stampa dell’Unione delle Camere Penali Italiane sulle modalità dello sciopero bianco dell’ANM, in molte sedi locali, evidentemente sulla base di una decisione concordata, è stata chiesta da esponenti locali dell’ANM alle camere penali territoriali una “dissociazione” dalla presa di posizione dell’UCPI.

Tale richiesta si accompagna al “ritiro” della partecipazione dei magistrati a iniziative o lezioni delle camere penali territoriali in caso di “mancata dissociazione” e ad una presentazione fuorviante della questione.

Oltre alle prime puntuali prese di posizione come quelle assunte dalle Camere Penali di Pisa e Milano, è bene precisare quanto segue:


1)   La Giunta non ha affatto  posto in discussione la legittimità dello sciopero dell’ANM. Siamo i primi che abbiamo sempre praticato le astensioni dalle udienze e abbiamo rivendicato la loro natura di diritto costituzionale anche quando la giurisprudenza della Cassazione ha considerato e continua a considerare le nostre astensioni alla stregua di una sindrome influenzale, inquadrandole nel “legittimo impedimento” ed anche quando prese di posizione dell’ANM hanno duramente messo in discussione la legittimità delle proteste dell’UCPI qualificando le astensioni dei penalisti come causa di ulteriore dissesto della giustizia.

2)   La Giunta ha posto e pone in radicale discussione le modalità dello sciopero bianco che accompagnano l’astensione del 1 luglio.

Lo sciopero “bianco” è una forma di protesta che consiste nell’applicare alla lettera leggi e regolamenti, pretendendo l’osservanza pedissequa della norma e provocando così disagi ai cittadini.

Si tratta di una forma di protesta legittima poiché fa riferimento al rifiuto di prestare attività che non spettano ai magistrati.

Il problema è che nel “vademecum” dell’ANM fra le modalità mediante le quali attuare lo sciopero “bianco” si prevede che “nei giorni della protesta devono essere sospesi i colloqui diretti fra PM e difensore” e che “i contatti fra i difensori e il giudice al di fuori dell’udienza devono essere effettuati solo attraverso la presentazione di istanze” come se i colloqui fra avvocati e magistrati non fossero previsti da norme positive e fossero dunque –di regola- soltanto l’oggetto di una benevola concessione e, appunto, come si dice nel “vademecum” elaborato dall’ANM, una “supplenza” non dovuta.

E’ appena il caso di ricordare –a tacere delle circolari del CSM che fanno riferimento agli incontri fra magistrati e avvocati- che in un processo di parti la dialettica tra le stesse è addirittura rinvenibile in valori di carattere costituzionale che attengono ai principi della difesa e del contraddittorio.

Ciò, in conclusione, significa che il rifiuto dei colloqui previsto dallo “sciopero bianco” non attiene ad una modalità legittima di astensione ma va invece collocato nell’ambito di una concezione paternalistica del processo secondo la quale gli avvocati sono solo dei postulanti con cui i magistrati, pur se a tanto non tenuti, si presterebbero per condiscendenza o per “supplenza” (supplenza di chi, viene da chiedersi?).


3)   Di qui l’evidenza di uno sciopero “bianco” che compromette incomprensibilmente il diritto di difesa e altrettanto incomprensibilmente colpisce il ruolo dell’avvocatura in una protesta che l’ANM dirige al Governo;

4)   Quanto alla pretesa “dissociazione” delle camere penali territoriali come condizione per partecipare ad iniziative culturali (definite in una lettera alla camera penale di Pisa “di collaborazione” –sic!- con l’avvocatura), è da ricordare come l’Unione delle Camere Penali Italiane non si sia mai sottratta al dialogo e al confronto anche polemico e duro con la magistratura anche quando, ancora pochi mesi fa, il segretario di ANM ha definito spregiativamente l’UCPI, una “minoranza vociante” della avvocatura.

Mai, però, l’UCPI ha condizionato il confronto alla richiesta di assumere determinate posizioni;


5)   L’UCPI non può non recriminare fermamente di fronte a tali interferenze di esponenti dell’ANM nella vita interna della nostra associazione;

6)   Resta il fatto che l’ANM pone in dubbio la legittimità di una polemica aspra e dura dell’Unione delle Camere Penali su determinate modalità di attuazione dello sciopero, addirittura accusando di “collateralismo” l’UCPI stravolgendo a tal punto la verità da dimenticare le astensioni e le durissime polemiche contro il Governo e le sue derive autoritarie da parte dell’UCPI (a partire dalle questioni sulla sicurezza), allorchè l’ANM o era silente o si limitare a minacciare quegli scioperi che oggi, per ragioni economiche, legittimamente pratica;

7)   Crediamo, dunque, che sia in ogni sede auspicabile il dibattito e il confronto anche polemico tra magistrati e avvocati: ma il dialogo, per essere davvero tale, non tollera interferenze esterne nella vita associativa, precondizioni, imposizioni.

Roma, 11 giugno 2010

L’Ufficio di Presidenza della Giunta UCPI

Il precedente


06/06/2010

SCIOPERO DEI MAGISTRATI:
LA CASTA SCENDE IN CAMPO
ED APPROFITTA PER DEVASTARE LA DIFESA


ANM delibera un giorno di sciopero e una settimana di c.d. "sciopero bianco". La corporazione esce allo scoperto: si protesta per il sacrificio imposto dalla manovra e si coglie la ghiotta occasione per devastare il diritto di difesa. La Giunta denuncia e strigmatizza questa aberrante strumentalizzazione di un diritto costituzionale.

Sciopero dei magistrati: la casta scende in campo e devasta anche il diritto di difesa

La casta della magistratura associata negli ultimi anni ha sempre minacciato scioperi - mai messi in atto - agitando questioni di principio ed erigendosi a baluardo di pretesi diritti collettivi. Oggi scende in campo per uno sciopero, gia' fissato per il primo luglio,  tutto diretto a mantenere privilegi economici e di corporazione rendendo chiare le ragioni per cui si muove la magistratura associata. Cosi come dietro quelle minacce si nascondevano mere ragioni di conservazione del potere e del privilegio, oggi quelle ragioni sono manifeste, ma nulla cambia.
Ma quel che e' più grave, e va pubblicamente denunciato, e' il preannuncio di scioperi "bianchi", ulteriori rispetto alla giornata di astensione, evidentemente diretti a sabotare il diritto di difesa.  Anm annuncia infatti di voler porre in essere vere e proprie attivita' ostruzionistiche dirette contro l' avvocatura, impedendo nella quotidianita' l' esercizio della difesa, ostacolandolo fino ad azzerarlo (accesso agli uffici; copie degli atti etc). Persino i colloqui fra pubblici ministeri e difensori in quei giorni sarebbero interdetti. L'occasione della protesta si trasforma in un pretesto per mettere finalmente a segno l'obiettivo e realizzare il sogno inconfessabile: farla da padrone negli uffici giudiziari ed annientare il diritto di difesa dei cittadini.
L' unione delle camere penali italiane, nel denunciare e stigmatizzare questa arrogante distorsione di un sacrosanto diritto costituzionale denuncia alla pubblica opinione la natura corporativa dello sciopero e l'inammissibile sabotaggio del diritto di difesa che esso intende realizzare, chiedendo immediatamente che si assumano provvedimenti che evitino il compimento di un simile scempio e garantiscano ai cittadini la pienezza dei propri diritti.

La Giunta U.C.P.I.
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Di Loredana Morandi (del 13/06/2010 @ 06:45:03, in Osservatorio Famiglia, linkato 1543 volte)
I miei più vivi complimenti alla pubblico ministero Maria Pantani, con la quale ho avuto alcuni contatti via Arma dei Carabinieri per il mio caso di stalking in associazione per delinquere, che nell'espressione più deleteria di una operazione di neuromarketing fin dall'inizio dato dalla denuncia dello sfruttamento di Unina (il server di Università di Napoli) ha radunato i pedofili del circuito Falsi Abusi, ma soprattutto i loro consulenti (denunciati quando identificati senza ombra di dubbio con il nome e il cognome) e gli strani fan del circuito Falsi Abusi via web e su Facebook. Chi sono Maxi Fasso (clone del presidente della Prometeo Onlus fuoriuscito dal bacino di utenza cagliaritano Sessochannel) e Simone Sissimo Neuro, gli amiconi di "ilgiustiziere-lafabbricadeimostri", il blog pro pedofili e contro la magistratura, e dei pornoattori dell'asse Cagliari / Viareggio sui quali si iscrive la potenza di banda di 2 internet point? Adesso per me è arrivato il momento degli atti dovuti, ed ho più tempo per adempierli. 22 mesi di stalking si fanno anche con l'incuria o con la corruzione, ma non è la mia. L.M.


'Abusò di nove ragazzine'


venerdì, 11 giugno 2010

Pesante condanna in primo grado per Pino La Monica: 9 anni e 9 mesi di carcere. Decisa anche la sospensione delle attività educative.

I giudici del tribunale di Reggio hanno condannato a nove anni e nove mesi di carcere Pino La Monica, l'educatore di 35 anni di Codemondo. L'accusa era quella di aver molestato sessualmente nove ragazzine, sue ex allieve. Per lui il pubblico ministero Maria Rita Pantani aveva chiesto 12 anni di carcere.

La sentenza è arrivata oggi, alle 17.30, dopo due ore di camera di consiglio. Decise anche la sospensione dalle attività educative con ragazzi minorenni e il pagamento di 120mila euro per le tre famiglie che si erano costituite parte civile.

Una vicenda cominciata più di due anni fa con l'arresto da parte dei carabinieri dell'educatore-attore. Pino La Monica è molto conosciuto a Reggio; ha lavorato per diverso tempo nelle scuole reggiane.

Oggi, dunque, dopo dodici udienze, nei suoi confronti è stata emessa la sentenza. I giudici hanno ritenuto credibili le testimonianze delle ragazzine e hanno condannato Pino La Monica a nove anni e nove mesi di carcere. Il legale difensore Tulio Virgili ha annunciato che ricorrerà in appello. Pino La Monica ora è in libertà e comunque non varcherà la soglia del carcere fino a quando la sentenza non diventerà definitiva. Soddisfatto il legale di parte civile Marco Scarpati.

di MANUELA CATELLANI
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Di Loredana Morandi (del 11/06/2010 @ 17:37:17, in Politica, linkato 1530 volte)
Corriere Sera

Intercettazioni, il Pd a Fini: «Niente forzature, in Aula a settembre»

Intercettazioni, il Pd a Fini: «Niente forzature, in Aula a settembre»

17:34  POLITICA Lettera di Franceschini al presidente della Camera e a Giulia Bongiorno: «Non accetteremo un'accelerazione su tempi e regolamenti»

Scontro tra Pd e Pdl
Tensione Napolitano-Di Pietro
Vendola, schermo nero e tricoloreFede: nessun bavaglio

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La Repubblica

Legge-bavaglio, il Pd a Fini "No a forzature, voto a settembre"

Legge-bavaglio, il Pd a Fini
"No a forzature, voto a settembre"

In tutto il mondo la nostra prima pagina

Prodi a Repubblica Tv: "La democrazia soffre" (video). I democratici: no ad accelerazioni. Black-out dell'informazione il 9 luglio. Veglia del Popolo viola sotto Palazzo Grazioli di ARTURO DI CORINTO

SPECIALE Come firmare: video Gli audio che non sentirete più

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L'Unità

Rivolta contro il bavaglio Blackout stampa 9 luglio Letta: «Sarà un Vietnam»

Rivolta contro il bavaglio
Blackout stampa 9 luglio
Letta: «Sarà un Vietnam»

Prodi: «Sono preoccupato». Enrico Letta: «Alla Camera sarà un Vietnam». Bindi: «No a testo blindato (VIDEO) | Bocchino «Non volevamo votarla» (VIDEO) | Veglia a Palazzo Grazioli, la polizia identifica 50 manifestanti (VIDEO - FOTO). Fnsi: 8 e 9 luglio sciopero dell'informazione (VIDEO). Fieg: intimidazione. Ecco come dare le notizie col bavaglio di G.M. Bellu | «No al silenzio di Stato», scarica il logo della Fnsi | La Costituzione avrà più sostenitori di Berlusconi: 12mila adesioni al nostro appello su Facebook

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Ansa

Intercettazioni: passa fiducia, è bagarre

-- Politica --

Alfano: realizzato un punto del programma di governo. Botta e risposta Di Pietro-Colle, Napolitano: non firmare? Parlano a vanvera. Anm: in ginocchio le indagini di pm e polizia. Fnsi: il 9 luglio giornata 'blackout', giornali listati a lutto. Fieg: ddl ha effetto intimidatorio. 
La direzione e la redazione dell'ANSA condividono preoccupazione e critiche del mondo dell'informazione per il provvedimento approvato dal Senato. 


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Il Messaggero

Intercettazioni, cresce la protesta
Prodi: la democrazia respira male

Editori e giornalisti in trincea: sciopero e disobbedienza civile
Il Pd: criminalità brinda, il governo lo ritiri. La Ue: siamo vigili

Manifestazone contro la legge bavaglio a Montecitorio (foto Guido Montani - Ansa)


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Il Secolo XIX

la “legge-bavaglio”

Primo sì al Ddl Intercettazioni
Firma, Napolitano polemico

Con il 34esimo voto di fiducia in due anni, il governo ha fatto passare al Senato la contestatissima riforma delle intercettazioni. Polemica a distanza Di Pietro-Napolitano sulla firma, annunciate proteste da editori e giornalisti

14:37 | 11 giugno 2010 | italia
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AdnKronos

Intercettazioni, Bruxelles: "Vigiliamo". Letta (Pd): "Alla Camera sarà un Vietnam"
Bruxelles - (Adnkronos) - Un portavoce della Commissione europea commenta il ddl approvato al Senato: "Seguiamo molto la situazione ma non possiamo reagire a leggi che non sono state ancora interamente approvate dai Parlamenti nazionali". Il Pd a Fini: "Rispettare i tempi, il provvedimento non puo' arrivare in aula prima di settembre". Orlando (Idv): "Avanti con la battaglia alla Camera". Quotidiani a lutto, prima pagina bianca per Repubblica

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