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 Sex Server in Facoltà di Loredana Morandi... di Lunadicarta
 
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Stop Pedofilia. Questa frase è stata pronunciata a rischio della propria vita e sotto minaccia di morte, contro il liberticidio dell'uso smodato delle leggi a tutela del commercio elettronico di pornografia.

Loredana Morandi
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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
03/06/2010 -

Picchia la moglie, ma non regolarmente:
il reato è “solo” di lesioni e non di maltrattamenti


Va condannato per il reato di lesioni e non per quello di maltrattamenti in famiglia il marito violento e irascibile che picchia la moglie di tanto in tanto.
Se la violenza e le percosse non hanno le caratteristiche dell’abitualità e della continuatività, ma sono legate a eventi sporadici, non ricorrono gli estremi del reato di maltrattamenti.

Il caso - Lo ha sancito Piazza Cavour, con la sentenza 20494 del 28 maggio 2010, precisando che “il carattere irascibile del marito, connesso ad episodi di violenza sporadica, non configura il reato di cui all’art. 572 c.p.”.
Nel corso del processo, i giudici di merito, sia in primo che in secondo grado, avevano ritenuto responsabile l’uomo dei reati di maltrattamenti (art. 572 c.p.).

Su ricorso proposto dal marito i giudici di legittimità hanno stabilito che per la configurazione del reato è necessario che “la condotta si manifesti in più atti” e che tali atti siano “collegati dal nesso dell’abitualità”, negano che dal carattere irascibile e instabile dell’uomo si possa desumere un valido elemento di prova circa l’abitualità dei suoi comportamenti violenti.

Giuffrè Editore per La Stampa
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Di Loredana Morandi (del 03/06/2010 @ 20:12:20, in Magistratura, linkato 1204 volte)
Associazione Nazionale Magistrati

 

Le ragioni della protesta contro la manovra economica

 

I magistrati italiani sono consapevoli della crisi economica in cui versa il Paese e non intendono sottrarsi al loro dovere di cittadini e di contribuenti, ma devono denunciare che le misure approvate dal Governo sono ingiustamente punitive nei loro confronti e di tutto il settore pubblico.

E’ inaccettabile essere considerati non una risorsa, ma un costo o addirittura uno spreco per la giustizia.

 
QUESTA MANOVRA:

 
- incide unicamente sul pubblico impiego, senza colpire gli evasori fiscali (già beneficiati da numerosi condoni), i patrimoni illeciti, le grandi rendite e  le ricchezze del settore privato;

- paralizza l’intero sistema giudiziario, scredita e mortifica il personale amministrativo;

- svilisce la dignità della funzione giudiziaria e mina l’indipendenza e l’autonomia della magistratura;

- incide in misura rilevante sulle retribuzioni dei magistrati nella prima fase della carriera, e soprattutto dei più giovani, che subiscono una riduzione di stipendio fino al 30 per cento. Questo significherà allontanare i giovani dalla magistratura ed avere, per il futuro, magistrati meno qualificati e professionalmente adeguati;

- colpisce in maniera iniqua, indiscriminata e casuale. Ad esempio, un pubblico dipendente (magistrato o altro funzionario) con uno stipendio lordo di 150.000 euro subirà un taglio di stipendio di 3.000 euro lordi l’anno (cioè il 2% dello stipendio), mentre un magistrato di prima nomina con uno stipendio lordo di circa 40.000 euro subirà tagli complessivi per circa 10.000 euro lordi l’anno (circa il 25% dello stipendio).  
 

CHIEDIAMO
 

al Governo interventi strutturali che consentirebbero di ridurre le spese nel settore giustizia e di recuperare risorse per lo Stato, secondo le proposte più volte avanzate dalla magistratura associata:

- la soppressione dei piccoli Tribunali, delle sezioni distaccate di Tribunale e della metà degli Uffici del Giudice di pace, misure che consentirebbero di risparmiare, a regime, decine di milioni di euro;

- il recupero delle pene pecuniarie e delle spese di giustizia, circa 1 miliardo di euro l’anno;

- la sospensione dei processi con imputati irreperibili (che costano decine di milioni di euro solo per il pagamento delle spese di patrocinio);
 

I magistrati intendono denunciare all’opinione pubblica e al Paese le gravi disfunzioni del sistema giudiziario, rappresentando le attività di supplenza di cui si fanno carico quotidianamente nell’interesse dei cittadini.

La Giunta Esecutiva Centrale dell’ANM in esecuzione della deliberazione del Cdc del 29 maggio 2010,


PROCLAMA


unitamente alle altre magistrature, l’astensione dall’attività giudiziaria e delibera l’organizzazione di giornate di mobilitazione e di protesta con sospensione delle attività di supplenza, con le modalità e i tempi che verranno proposti al Comitato Direttivo Centrale.


Roma, 3 giugno 2010

 

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Di Loredana Morandi (del 03/06/2010 @ 20:10:01, in Magistratura, linkato 1297 volte)
COMITATO DI COORDINAMENTO FRA
LE MAGISTRATURE E
L’AVVOCATURA DELLO STATO

 

Il Comitato Intermagistrature delibera una comune iniziativa di astensione dal lavoro di tutte le magistrature contro gli effetti della manovra economica varata dal Governo.

L’iniziativa sarà effettuata secondo le modalità e i tempi previsti dai rispettivi codici di autoregolamentazione, ma con il costante coordinamento tra le diverse associazioni. 

Il Comitato ribadisce assoluta contrarietà alle misure eccessivamente penalizzanti per i magistrati contenute nel decreto legge n. 75/2010 che, invece, non incide su alcuna delle fonti di spreco delle risorse del settore più volte segnalate.

Partecipare consapevolmente allo sforzo di risanamento richiesto al Paese non significa accettare tagli iniqui alle retribuzioni e un’ulteriore destrutturazione del servizio giustizia.

 
Roma, 3 giugno 2010
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Di Loredana Morandi (del 03/06/2010 @ 15:27:27, in Sindacati Giustizia, linkato 1311 volte)


MANOVRA ECONOMICA

LE RAGIONI DELLO SCIOPERO


Nel testo definitivo del decreto legge 31 maggio 2010, n. 78 pubblicato sulla gazzetta ufficiale vi e’ la conferma alle dure misure previste in materia di pubblico impiego che brevemente riassumiamo:

 - blocco delle retribuzioni individuali, comprensive del trattamento accessorio fino a tutto il 2013 (per l'intero triennio contrattuale 2010-2012 e per un anno del successivo triennio) per tutte le amministrazioni inserite nel conto economico;
 - blocco della contrattazione 2010-2012 in tutti i comparti, fatta salva l'indennita' di vacanza contrattuale;
 - bocco del turn-over fino al 2014;
 - soppressione e accorpamento di enti pubblici con conseguente mobilita' di personale;
 - interventi in materia previdenziale con finestre di uscita per le pensioni di anzianita' e di vecchiaia posticipate di un anno;
 - differimento del pagamento della liquidazione per somme superiori a 90.000 euro;
 - applicazione delle regole sul tfr vigenti nel settore privato;
 - tagli lineari alle risorse delle pubbliche amministrazioni.

Il complesso di queste e delle altre numerose norme di dettaglio contenute nel decreto legge dimostrano come il peso maggiore dei sacrifici ricada sui dipendenti pubblici che pagheranno circa il 50%  dell'intera manovra economica.
I dati forniti dal governo per giustificare il blocco delle retribuzioni, secondo cui nel pubblico impiego ci sarebbero stati aumenti superiori di quasi il doppio rispetto a quelli registrati tra i privati sono sbagliati e scorretti poiche' non prendono in considerazione:

- i periodi dal 1991 al 1995 in cui si e' registrato il blocco delle retribuzioni per una intera tornata contrattuale;
- la diversa composizione della platea di destinatari e la maggiore incidenza di personale impiegatizio e dirigenziale nel settore pubblico;
- la presenza di categorie non contrattualizzate che hanno retribuzioni notevolmente piu' elevate (magistrati, diplomatici, professori universitari, dipendenti organi costituzionali, carriera prefettizia ecc..)

Le cose non stanno propriamente come ce le stanno raccontando in questi giorni e come i mass media le presentano all’opinione pubblica.
Invitiamo quindi il governo a consultare gli studi e le analisi fornite dall'istat e seguire i consigli dello stesso istituto quando afferma che "occorre eliminare dalle analisi stesse  i motivi di eterogeneita'  dei valori confrontati". Cosi' facendo avrebbe scoperto che lo stesso differenziale retributivo e' presente nel settore privato tra impiegati/dirigenti ed operai!

Ci troviamo dunque di fronte ad un attacco strumentale senza precedenti, basato su dati veri ma male utilizzati, che richiede risposte forti da parte della categoria. Dobbiamo spiegare ai lavoratori ed all'opinione pubblica che la nostra non e' una protesta corporativa ma si fonda su motivi seri che hanno alla base la difesa del potere d'acquisto delle retribuzioni, tra le piu' basse in europa, e della dignita’ di una intera categoria di lavoratori.

Con queste misure il differenziale e' destinato ad accrescersi in un momento di crisi economica in cui servirebbe invece incentivare i consumi e combattere seriamente i veri mali della nostra economia, primo tra tutti il vergognoso livello raggiunto dall'evasione fiscale.
Per questo abbiamo programmato a livello regionale attivi di quadri ed eletti nelle rsu in preparazione dello sciopero proclamato per il 28 giugno 2010.
Cone le prossime comunicazioni forniremo un’analisi completa della manovra e le considerazioni sull’impatto della stessa all’interno dei nostri comparti.

Fraterni saluti  

il segretario generale
Salvatore Bosco

Allegato:

- il testo della manovra economica: le ragioni dello sciopero del 28 giugno
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HANNO PASSATO IL SEGNO!
SABATO 5 GIUGNO TUTTI IN PIAZZA
CONTRO LA CRISI,
LA FINANZIARIA,
L’ATTACCO AL LAVORO
 

Con la firma del Presidente della Repubblica la manovra correttiva dei conti pubblici è divenuta ufficialmente legge dello stato e comincerà ad operare immediatamente.

I contenuti sono ormai noti a tutti, [Scarica il testo completo] anche se le varie lobby di potere sono state all’opera fino all’ultimo secondo per far modificare i pezzi che a questi signori non piacevano.

· attacco al welfare attraverso la riduzione dei trasferimenti economici agli Enti locali con conseguente aumento, fino al raddoppio, delle tasse locali e la riduzione della sanità, riduzione delle disponibilità di bilancio delle Amministrazioni che inevitabilmente produrrà meno servizi e minore qualità

· attacco al pubblico impiego, con il congelamento dei contratti e degli adeguamenti salariali per tre anni dal 2011, il blocco del turn over che comporterà la perdita di 400.000 posti di lavoro e conseguente ulteriore aumento dei carichi di lavoro, il dimezzamento dei precari nella pubblica amministrazione e nessuna prospettiva di stabilizzazione.

· attacco alle pensioni, con la chiusura delle finestre d’uscita che comporterà l’allungamento della permanenza al lavoro per tutti, la modifica della liquidazione per il pubblico impiego, che saranno pesantemente decurtate, l’accelerazione dell’aumento dell’età pensionabile per le donne nel pubblico impiego e con la stessa prospettiva anche per chi opera nel privato, aumento della percentuale di invalidità dal 74% all’ 85% per avere diritto all’accompagno

NESSUN SERIO PROVVEDIMENTO PER COLPIRE I VERI PRIVILEGI, L’EVASIONE FISCALE E CONTRIBUTIVA, LE BANCHE, LA SPECULAZIONE FINANZIARIA ED EDILIZIA!

Ma intanto il Governo va avanti spedito nella sua volontà di portare in profondità l’attacco al lavoro e ai diritti dei lavoratori, infatti mentre è imminente il varo del collegato lavoro, quello che liberalizza i licenziamenti e abroga il diritto a difendersi davanti al magistrato nelle questioni di lavoro, Sacconi prepara, con la complicità dei sindacati concertativi lo stravolgimento dello Statuto dei lavoratori e la scomparsa definitiva del diritto di sciopero a partire dal settore Trasporti.

LA CRISI VA PAGATA DA CHI L’HA PROVOCATA!

SABATO 5 GIUGNO ORE 14,30 P.zza della Repubblica - ROMA

 

Saluto tutti
Pina Todisco
 

Rappresentanze di Base - Pubblico Impiego

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Avviso sulla porta del gip Campoli contro le misure nel settore pubblico

Il giudice contro i tagli in Finanziaria:
«Oggi per protesta non ricevo»



Tribunale di Napoli, iniziativa isolata del magistrato: niente incontri con avvocati e amministratori giudiziari

NAPOLI— Il gip Enrico Campoli ha scelto una maniera di protestare contro i tagli della Finanziaria che farà discutere: non riceve gli avvocati, gli amministratori giudiziari, i consulenti e quanti altri avessero necessità di parlare con lui per vicende legate a inchieste e processi. Ha comunicato la decisione ai diretti interessati con un avviso affisso sulla sua porta, al 14˚ piano della torre B di palazzo di giustizia: «Come prima forma di protesta contro la manovra finanziaria, che non si limita a chiedere ai magistrati — come sarebbe condivisibile— un loro contributo alla crisi economica, ma intacca con palese volontà punitiva la stessa struttura della retribuzione, ed in attesa di più ampie forme di protesta collettiva, questo giudice non riceve difensori, amministrazioni giudiziari eccetera».

L’avviso è stato affisso ieri, suscitando malumori e mugugni tra gli avvocati. Stimato da colleghi e avvocati come un giudice equilibrato, Campoli, 45 anni, ha l’hobby della scherma (e fa il giudice nelle gare) e nonè nuovo a comunicare attraverso gli avvisi sulla sua porta. In occasione delle ultime elezioni del consiglio giudiziario, affisse un cartello in cui chiedeva ai colleghi di non disturbarlo per chiedere voti.

L'articolo prosegue sul Corriere del Mezzogiorno



È noto ai non addetti ai lavori soprattutto perché, al termine del processo con rito abbreviato, il 19 marzo scorso ha assolto quasi tutti gli imputati del processo Romeo: ha condannato solo l’imprenditore e l’ex provveditore alle Opere pubbliche, Mario Mautone, per un unico episodio di corruzione: la promessa di assunzione, da parte dell’immobiliarista, di due persone segnalate da Mautone in cambio di un parere favorevole di quest’ultimo sulla congruità dei prezzi per la manutenzione stradale. Nel dicembre del 2002, sempre come gup, assolse, «perché il fatto non sussiste», venti amministratori comunali e provinciali (Antonio Bassolino e Amato Lamberti, in qualità di sindaco e presidente della Provincia, e i loro assessori) accusati di abuso d’ufficio perla vendita del 70% della quote Gesac alla Baa. I pm fecero ricorso in Appello, ma la sentenza fu confermata. Più di recente, ha condannato.

In passato il gip è stato protagonista di una accesa polemica con l’ufficio inquirente partenopeo: nell’agosto del 2008, non convalidò la custodia cautelare nei confronti del presunto affiliato agli scissionisti (e nipote omonimo del famigerato boss di Secondigliano) Raffaele Amato e del giovane che si trovava in sua compagnia quando violarono un posto di blocco dei carabinieri. In quell’occasione un intero rione scese in strada a difesa dei due malviventi e in rivolta contro imilitari. Campoli convalidò l’arresto, ma decise che non fosse necessaria la custodia in carcere, ritenendo che fosse assente l’aggravante di aver agito per agevolare un’associazione mafiosa. Criticato dalla Procura, scrisse a «Repubblica» per difendere la sua posizione.

Titti Beneduce
02 giugno 2010
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Di Loredana Morandi (del 03/06/2010 @ 14:42:01, in Magistratura, linkato 1644 volte)
La rivolta dei magistrati
"Così vince la camorra"


Allarme su intercettazioni e tagli agli stipendi. "L'unico aspetto che andrebbe meglio regolato è la pubblicazione delle conversazioni". "Basta che un delinquente denunci il pm e quello deve cedere il fascicolo"

di CONCHITA SANNINO

Da un lato, "privati dello strumento delle intercettazioni, con tutte le carenze che già pesano su un distretto giudiziario impegnato nella lotta contro le più potenti cosche criminali". Dall'altro, "colpiti in maniera iniqua dai tagli di una manovra che chiede sacrifici sempre ai soliti". Magistrati napoletani contro i tagli e i bavagli. Parte infatti da qui la richiesta di uno sciopero delle toghe, "una risposta forte", contro le misure della finanziaria.
Parlano il procuratore generale Vincenzo Galgano, il procuratore capo Giandomenico Lepore, il presidente aggiunto dell'ufficio Gip Bruno D'Urso, il pm antimafia, già impegnato con gli altri colleghi nell'azione di contrasto al gotha dei casalesi, Marco Del Gaudio. Voci emblematiche di un clima, ma sono tanti i magistrati in trincea. Doppia. Contro le "gravi conseguenze" del ddl intercettazioni sull'anticamorra; e contro le decurtazioni imposte dalla finanziaria agli stipendi della categoria. Una mobilitazione nutrita, per ora, di mail e diffuso malessere. Ma che potrebbe portare allo "sciopero bianco". O all'astensione tout court: proposta che sarà sostenuta dopodomani, a Roma, all'assemblea dei magistrati, dal pm Sergio Amato, del direttivo dell'Anm nazionale ed esponente di Magistratura indipendente, corrente moderata delle toghe. "Uno sciopero come unica risposta a quello che stiamo subendo".

L'articolo prosegue su Napoli La Repubblica


Con altri toni, Vincenzo Galgano, l'alto magistrato che ha sempre praticato il coraggio della denuncia, firma la sua severa analisi. Si parte dalle norme-bavaglio. "Abbiamo un dato di fatto dal quale partire: - ragiona - è il momento in cui è iniziata questa ipersensibilità per le indagini mediante intercettazioni e per la privacy che, fino ad allora, mai erano state così protette. Su questo dato di fatto, chi è in grado di ricordare, lo faccia: e vedrà qual è la vera causa che ha determinato tale prevenzione. Ma ormai, contro ogni resistenza, la normativa è quasi pronta e produrrà notevolissimi vantaggi a coloro che intendono compiere reati di ogni fattispecie, viste anche le oggettive difficoltà che incontra il pm a raggiungere la verità per altre strade, in particolare al sud, dove mancano i testimoni. Di qui - aggiunge Galgano - deriva l'estrema difficoltà che c'è nel reprimere condotte gravissime: dall'associazione per delinquere alla bancarotta, ai reati contro la pubblica amministrazione o la salute pubblica". Un disegno di legge che va, quindi, contro l'interesse della giustizia? "Esistono solo gli interessi dei cittadini", scandisce Galgano. "E l'unico mezzo che hanno i cittadini per potersi difendere dal crimine è la giustizia. Parlo di quelli onesti, gli altri si difendono commettendo delitti".

Quanto al blocco degli stipendi, Galgano non è meno affilato: "I magistrati, pur meritevoli di critiche in alcuni casi, esprimono un concetto che non può essere contraddetto: il vero peso della manovra lo subisce l'esercito dei dipendenti dello Stato, molti dei quali contano su retribuzioni di fame; ed i più importanti dei quali ha un reddito forse inferiore a quello delle migliaia di portaborse che infestano i vari Palazzi del potere".

Dal vertice della Procura, Giandomenico Lepore condivide la perentorietà dei toni. "Ho sempre sostenuto necessità e validità delle intercettazioni - chiarisce il procuratore capo - Che non sono solo mezzi di acquisizione di prova. Nei nostri territori così inquinati, diventano mezzi del controllo del territorio, che in tempo reale ci "raccontano" geografie, alleanze". Lepore è tranciante, sui danni che l'attuale disegno di legge arrecherebbe all'anticamorra. "Avremmo una grave limitazione del controllo di legalità. L'unico aspetto che, invece, andrebbe meglio regolato è la pubblicazione delle conversazioni". Lepore non fa sconti neanche alla manovra. "I sacrifici li debbono fare davvero tutti, non soltanto le categorie che assicurano le entrate allo Stato. I giovani magistrati sono demotivati. Diamo uno sguardo ai concorsi, o ai posti rimasti vuoti negli uffici giudiziari come Nola o Torre Annunziata".

Assai critico, ma con qualche distinguo, anche il presidente aggiunto del Gip, Bruno D'Urso. Che, sul tema intercettazioni, tiene a far chiarezza. "Come ufficio del giudice per le indagini preliminari valutiamo di continuo le richieste di intercettazioni avanzate dai pm. E non di rado capita che si dica no - sottolinea D'Urso - . Questo vuol dire che il sistema è già dotato di contrappesi, regolato da una dialettica che funziona. Comprendo che in passato ci siano state fughe di notizie, e pubblicazioni integrali di intercettazioni: inaccettabili, salvo che per i giornalisti che esercitano il loro mestiere. Ma anche qui va ribadito che le norme ci sono: auspicherei solo che le inchieste per rivelazione di segreto d'ufficio, a carico di magistrati o polizia giudiziaria, giungessero più spesso a buon fine. Purtroppo è il cattivo uso che, talvolta, si fa di mezzi importanti a prestare il fianco a iniziative legislative che hanno altri obiettivi".

Esprime invece "profonda preoccupazione" il pm Marco Del Gaudio, al lavoro in quel "pool casalesi" con cui, spesso, i ministri Maroni ed Alfano si sono congratulati. "Chi dice "questo disegno di legge non tocca i reati mafiosi" mente. Le norme che danneggiano l'antimafia? Non è sufficiente la dichiarazione di un pentito per avviare un "ascolto" ma occorre un riscontro; se cambia la qualificazione giuridica di un reato, ex post, si perde tutto ciò che hai raccolto prima; non basta un giudice, ma ci vuole un collegio, per dare l'ok a "registrare". Senza contare che, per motivare un'intercettazione, dovremmo inviare non solo gli atti necessari, ma l'intero fascicolo. Nel caso della lotta ai clan, significa inviare migliaia di pagine; esporsi al rischio di intralci, ritardi, fughe di notizie". Per Del Gaudio, insomma, "sono norme anche logicamente non sostenibili". Il sostituto, infine, giudica "gravissima la norma che offre una micidiale arma ai clan: basta che un delinquente denunci il pm e quello deve cedere il fascicolo. Ecco come si vanifica l'impianto stesso della lotta antimafia basata sulle competenze dei magistrati e sulla memoria storica in grado di sconfiggere le "metamorfosi" delle cosche".

(Napoli Repubblica 03 giugno 2010)
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Di Loredana Morandi (del 03/06/2010 @ 14:37:31, in Magistratura, linkato 1508 volte)
Aggiornamento... L.


Giustizia: delegazione Ucraina visita Tribunale Roma

Roma, 3 giu. - (Adnkronos) - Una delegazione di magistrati e avvocati ucraini componenti del 'Centro culturale di scambi professionali', e' in visita a Roma ed in altre citta' per conoscere qual e' il sistema giudiziario italiano soprattutto con riferimento ai processi di natura societaria, amministrativa e civile. Le conoscenze acquisite dai magistrati, che in patria operano a vari livelli consentiranno loro di fare proposte per migliorare il sistema giudiziario ucraino e renderlo piu' moderno.

Nella visita la delegazione si e' incontrata con magistrati della capitale ed e' stata accompagnata da Marianna Solonevica, direttrice del periodico 'Gazeta Ukkrainska' che mensilmente viene pubblica in Italia. Cronaca | 03/06/2010 | ore 12.54 »

***

Giustizia: a Gela 8 giudici su 12 andranno via
Presidente tribunale rassicura: attivita' non si fermera'

(ANSA) - PALERMO, 3 GIU - Al tribunale di Gela i giudici in partenza sono otto su dodici. A rischio mille processi penali e 800 cause da lavoro.

''L'attivita' giudiziaria non si fermera''', ha assicurato il presidente del tribunale, Alberto Leone, che sta cercando di correre ai ripari per impedire la paralisi degli uffici con l'arrivo massiccio, a ottobre, dei ''giudici-ragazzini'', i magistrati di prima nomina che completeranno l'organico ma non potranno essere utilizzati in ruoli giudicanti autonomi fino a quando non compiranno i 4 anni di anzianita' previsti.(ANSA).
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Di Loredana Morandi (del 03/06/2010 @ 14:31:41, in Estero, linkato 1518 volte)
Questo mondo si sta avviando, irrimediabilmente, alla pazzia... L.

Belgio, spari in tribunale: 2 morti
Uccisi un giudice e un cancelliere


Un giudice di pace e un cancelliere sono stati uccisi a fucilate all'interno del palazzo di Giustizia di Bruxelles, in Belgio. L'omicida, subito dopo aver assassinato i due uomini, si è dato alla fuga, mentre sul posto è arrivato il ministro della Giustizia belga, Stefaan De Clerck, che ha raccontato quanto accaduto alla tv pubblica. La notizia era stata data inizialmente dall'Agenzia Belga.

Tutto sarebbe avvenuto, secondo una primissima ricostruzione dei fatti, a fine mattinata quando "dei colpi di fuoco hanno risuonato al Palazzo di giustizia di Bruxelles". Tuttavia, il portavoce della polizia di Bruxelles si è rifiutato di confermare o commentare la circostanza.

A confermare l'uccisione del giudice e del cancelliere è stato, ai microfoni della televisione pubblica Rtbf, il ministro della Giustizia belga Stefaan De Clerck, che è arrivato sul posto. "E' la prima volta che accade una cosa del genere ed è assolutamente drammatica", ha aggiunto il ministro.

Secondo una prima sommaria ricostruzione dell'accaduto fatta dai testimoni, la sparatoria è avvenuta nell'aula allestita in un annesso del Palazzo di Giustizia. E dopo aver sparato e ucciso, l'omicida si è poi dato alla fuga dirigendosi verso il quartiere popolare di Marolles, poco distante dal tribunale.

Con il ministro, sono arrivati sul luogo della sparatoria anche il capo della polizia di Bruxelles, Guido Van Wymersch, e il presidente della Corte d'Appello, Antoon Boyen.

Le autorità non hanno ancora diffuso il nome del cancelliere che, scrive l'agenzia di stampa Belga, era ormai vicino alla pensione. La sparatoria sarebbe avvenuta alle 11,15 della mattina. Sul posto sono arrivate due ambulanze e un'auto del servizio medico, mentre la strada dove si trova il Palazzo, la rue Ernest Allard, è stata chiusa.

http://www.tgcom.mediaset.it/mondo/articoli/articolo483182.shtml
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Ritengo utile, per coloro che vogliano documentarsi sul caso internazionale dell'attacco israeliano alla Flotilla pacifista, dare corso alla pubblicazione di alcune fonti davvero interessanti (largo ai giovani).

La pirateria ed il terrorismo marittimo (la convenzione di Roma cap. 3.2)
tesi di laurea di Alessio Miovich - Pisa

I poteri di intervento dello stato costiero nel mare libero
tesi di laurea di Eufrasia Longo - Bari

Terrorismo e trasporto marittimo di persone: profili di responsabilità e assicurativi nella Convenzione di Atene
tesi di laurea di Eleonora Pittaluga - Genova

E' inoltre di grande interesse visitare il sito del Tribunale internazionale del Diritto del Mare, l' ITLOS, fondato nel dicembre del 1982 e che ha sede ad Amburgo, in Germania. Il dott. Tullio Treves è il giudice delegato per l'Italia presso il tribunale del Diritto del Mare fino al 30 settembre 2011.

Il tribunale, composto di tre sezioni e da 21 giudici, lavora anche in virtù del requisito giuridico del "Forum prorogatum", cosicché se la parte offesa cita la controparte di uno Stato che non ha ratificato la convenzione che istituisce il tribunale internazionale, la "giurisdizione" viene consolidata.


Tale requisito giuridico è esteso anche alla Corte penale internazionale, l'organismo deputato alla trattazione dei crimini mentre l'Itlos segue soprattutto temi ambientali, ma è purtroppo prassi mediatica una certa arrendevolezza sulle citazioni giudiziarie contro Israele, solo perché quello stato non firmò il Trattato di Roma. In buona sostanza il requisito giuridico del forum prorogatum dovrebbe impedire ai "pirati somali o israeliani", quando militari regolari di uno Stato, di dichiararsi superiori allo stato di diritto internazionale cui fanno riferimento le Comunità Sovranazionali e gli altri Stati Sovrani.

L.M.
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