Immagine
 double ... by Parkes... di Lunadicarta
 
"
"Devi concentrarti interamente a ciascuna giornata, come se un fuoco infuriasse fra i tuoi capelli."

Deshimaru
"
 
Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
DDL INTERCETTAZIONI

Microfoni e telecamere fuori dalle aule
la tv-realtà dei processi chiude i battenti

La protesta di "Un giorno in pretura": vogliono narcotizzare il paese.
Cancellate anche le dirette di Radio Radicale. Ostacoli per "Chi l'ha visto?" e "Report"

di SILVIA FUMAROLA

Con la legge bavaglio non leggerete più questo articolo ROMA - Via le telecamere dalle aule dei tribunali. Niente riprese durante i processi senza il consenso di tutte le parti: il disegno di legge sulle intercettazioni che approda oggi in Senato mette il bavaglio ai giornalisti e rischia di cancellare le trasmissioni che seguono casi di cronaca e i processi in tv. RaiTre, la rete della "tv realtà" inventata da Angelo Guglielmi con le sue trasmissioni di punta, "Un giorno in pretura", "Chi l'ha visto?" e "Report", è di fatto la più colpita. Milena Gabanelli è durissima: "Ho fatto un appello in testa alla trasmissione la scorsa settimana per spiegare come la penso: sono convinta che la questione intercettazioni vada regolamentata, ma credo che questo governo non sia legittimato a fare niente perché è troppo coinvolto. E poi lo vogliamo dire? Per come è messo il Paese in questo momento è possibile che il Parlamento sia bloccato a discutere solo di questo?".

L'articolo prosegue su La Repubblica


Il disegno di legge che colpisce duramente la libertà di stampa colpisce anche i cittadini che vogliono essere informati e seguire l'andamento dei processi: basterà infatti il no di un perito o di un consulente chiamato a deporre perché l'aula diventi off limits per le telecamere. Attualmente il giudice poteva autorizzare le riprese, anche senza il consenso delle parti, quando sussiste "un interesse sociale rilevante alla conoscenza del dibattimento". Invece col nuovo regime questa disposizione è soppressa e resta solo la possibilità per il giudice di autorizzare le riprese "se le parti consentono". Il divieto non sarà limitato solo alla ripresa del volto dell'imputato o del testimone che chiederà la tutela della privacy, ma saranno rese impossibili perfino le immagini dell'aula di giustizia, o dell'avvocato e del pubblico ministero che porranno le domande. Si oscurano così le aule dei tribunali: "Un giorno in pretura", storica trasmissione che ha seguito Tangentopoli, il caso Izzo, il processo Priebke e quello al mostro di Firenze - e che si sta occupando del clan dei Casalesi - sparirebbe. "C'è la volontà di distruggere, vogliono una nazione che sia narcotizzata e viva solo di buone notizie", commenta Roberta Petrelluzzi, da vent'anni alla guida di "Un giorno in pretura" "Non si capisce che bisogno ci sia di cambiare una norma in vigore che era perfetta: teneva conto del diritto alla privacy degli imputati e della necessità di informare. Un processo è un'azione pubblica, solo i regimi totalitari hanno processi segreti. È il momento più alto di una democrazia e infatti le sentenze sono emesse nel "nome del popolo italiano". La telecamera tutela giudici e imputati: questa voglia di coprire, di nascondere, va a scapito di tutti". Cita due casi emblematici: "Amanda Knox non ha voluto essere ripresa: si è opposta lei e il giudice non ha voluto le telecamere. Ci siamo adeguati. Nel caso della clinica Santa Rita i responsabili non volevano le riprese, si sono battuti fino all'ultimo ma la sanità non è un fatto privato, riguarda tutti noi che dobbiamo essere informati. In questo caso le facce degli imputati non si vedranno ma si sentirà quello che avviene".


Massimo Bordin, direttore di Radio Radicale, che da oltre trent'anni documenta con il suo "Speciale Giustizia" le udienze (trasmesse in versione integrale) dei processi più significativi - dal delitto Moro alla strage di Ustica al caso Tortora, ai processi di mafia e camorra - è sceso sul piede di guerra. "In questi anni abbiamo difeso il diritto dei cittadini di giudicare l'operato della magistratura, e il diritto degli imputati a difendersi. Sono valori importanti che con l'approvazione della nuova norma rischiano di scomparire. L'iniziativa sulle registrazioni dei processi è la riprova del carattere censorio di tutto il provvedimento: qui non si tratta di intercettazioni ma di rendere pubblico come si muovono accusa e difesa. Radio Radicale ha sempre trasmesso integralmente i processi: la nuova regola segna la volontà di chiudere le aule dei tribunali. È gravissimo. Ci batteremo e speriamo di trovare una sensibilità anche nei senatori e nei deputati della maggioranza: vogliamo capire da dove parta questa voglia di censura".

"Ci vogliono impedire di fare il nostro lavoro" osserva Federica Sciarelli che con "Chi l'ha visto?" ha seguito il caso della banda della Magliana, della scomparsa di Emanuela Orlandi e ha mostrato le immagini della prima testimonianza in aula di Danilo Restivo quando fu fermato per la scomparsa di Elisa Claps. "Questo disegno di legge ferma il lavoro d'inchiesta: le intercettazioni servono, le telecamere documentano. Abbiamo seguito il caso della scomparsa Denise Pipitone dal 2004, il caso è arrivato in aula l'altro ieri. Durante il processo Izzo raccontò di aver ucciso due donne; Donatella Papi è andata in tv a dire che è innocente. Con Tangentopoli sfilò in aula la classe politica che non fece una gran figura. Spegnere le telecamere significa togliere agli italiani il diritto di capire cosa succede nel Paese".

(31 maggio 2010)
Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Loredana Morandi (del 31/05/2010 @ 13:16:53, in Magistratura, linkato 2396 volte)
Non è andato bene l'incontro con Letta...


Manovra/ Anm verso protesta:
C'è volontà di punire i magistrati


Roma, 31 mag. (Apcom) - "A pensare male si fa peccato, ma forse c'è da leggere nella manovra una particolare volontà di punire i magistrati italiani". Lo dice Giuseppe Cascini, segretario dell'Anm, al termine dell'incontro a palazzo Chigi in cui il sottosegretario Gianni Letta ha riconfermato ai vertici del sindacato dei magistrati i tagli al settore e in particolare alle retribuzioni.

La risposta sarà "sicuramente" uno sciopero, che sarà deciso dal direttivo convocato "d'urgenza" per domani o al massimo per sabato, ma anche una sorta di "sciopero bianco": "Abbiamo preso atto - spiega il presidente Luca Palamara al termine dell'incontro - della conferma dei tagli che erano stati annunciati. Fino a questo momento per senso di responsabilità avevamo congelato ogni iniziativa ma ora convocheremo il comitato direttivo e siamo pronti allo sciopero e anche ad altre forme di protesta alternative allo sciopero". I magistrati "vogliono fare la loro parte in un momento così difficile per il Paese ma è grave che si preveda che chi guadagna di più paghi di meno. E' inaccettabile essere considerati un costo e non una risorsa. Ora basta, faremo sciopero ed altre forme di lotta". Aggiunge Cascini: "I magistrati svolgono funzioni non dovute per supplire alle carenze: rappresenteremo plasticamente cosa succederebbe se i magistrati smettessero di sacrificarsi per far funzionare la macchina". In programma anche "manifestazioni di protesta per spiegare lo stato di crisi e sofferenza della giustizia italiana, lo sfascio degli uffici giudiziari, le inadempienze e le inerzie del Governo e del ministero".

Cascini fa presente che nell'incontro con Letta "i tagli sono stati confermati nella versione peggiore: non solo il blocco degli scatti, ma anche dei passaggi di qualifica, che sono una particolarità del trattamento retributivo dei magistrati che riguarda soprattutto i più giovani". Dunque "il paradosso di questa manovra è che colpisce di più i magistrati che guadagnano di meno. La categoria è disposta a sacrifici necessari per far fronte alla grave situazione economica, ma chiediamo che siano equi rispetto alle altre categorie e all'interno della nostra categoria. Invece chi guadagna di meno, i più giovani, è chiamato a pagare 3-4 volte di più di chi guadagna di più. E' un'ingiustizia evidente".

Quanto ai margini di manovra per modificare il decreto, Cascini osserva: "Il testo è stato firmato, per ora sembra non ci siano spazi di mediazione. E' chiaro che utilizzeremo i 60 giorni della conversione in legge del decreto per convincere il Parlamento della necessità di modifiche".


MANOVRA: PALAMARA,
MAGISTRATI VERSO LO SCIOPERO

12:19 31 MAG 2010

(AGI) - Roma, 31 mag. - Magistrati verso lo sciopero. Contro la manovra economica del governo. Lo ha confermato il presidente della ANM Luca Palamara dopo un incontro a Palazzo Chigi tra l'Associazione nazionale magistrati e il sottosegretario alla Presidenza Gianni Letta. "Abbiamo preso atto - ha detto Palamara al termine dell'incontro - della conferma dei tagli che erano stati annunciati. Fino a questo momento per senso di responsabilita', avevamo congelato ogni iniziativa ma ora convocheremo il nuovo Consiglio direttivo e siamo pronti allo sciopero e anche ad altre forme di protesta alternative allo sciopero". "I magistrati - ha aggiunto Palamara - vogliono fare la loro parte in un momento cosi' difficile per il Paese ma e' grave che si preveda che chi guadagna di piu' paghi di meno. E' inaccettabile essere considerati un costo e non una risorsa.
  Ora basta, faremo sciopero ed altre forme di lotta".


Politica | 31/05/2010 | ore 12.33 »
Manovra: Anm, pronti a sciopero

Roma, 31 mag. (Adnkronos) - "Siamo pronti allo sciopero". Lo ha annunciato il presidente dell'Associazione Nazionale Magistrati, Luca Palamara dopo l'incontro con il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Gianni Letta, sulle misure della manovra economica.

Palamara ha poi spiegato che convochera' d'urgenza il proprio 'parlamentino' per mettere in campo "le piu' gravi forme di protesta: lo sciopero e anche forme alternative". La decisione e' stata presa dopo che Letta ha confermato i tagli alle retribuzioni delle toghe. (segue)

Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Loredana Morandi (del 31/05/2010 @ 12:38:20, in Estero, linkato 2180 volte)
Quello che accade è pazzesco! Di seguito alcuni dei primissimi comunicati stampa a me pervenuti.

In Italia sono previste proteste a Roma, piazza San Marco ore 17.00, a Torino zona Palazzo Nuovo ore 12:30 a Milano alle 18:00 in Piazza San Babila.

ATTENZIONE: il presidio a Torino è stato anticipato alle ore 12:30

All'estero sono previsti presidi di protesta a Parigi, a Manchester, a Londra, ad Annecy, a Montpellier, a Bordeaux, ecc..


Terrorismo di Stato!
La Marina israeliana attacca la Freedom Flotilla:
19 morti e vari feriti tra i partecipanti

All'alba di quest'oggi, 31 maggio, nelle acqua internazionali Israele ha aggredito con navi da guerra della Marina militare appoggiata da elicotteri la Freedom Flotilla, che trasporta tonnellate di aiuti per la popolazione della Striscia di Gaza, sotto embargo da circa quattro anni.

Vi sarebbero almeno 19 morti e vari feriti soprattutto sulla nave turca della Flotilla contro cui si sono accanite le truppe speciali israeliane.

L'aggressione - che è ancora in corso - è avvenuta in acque internazionali, pertanto si tratta a tutti gli effetti di pirateria.

I partecipanti alla Freedom Flotilla sono attivisti pacifisti internazionli e disarmati, il cui unico scopo dichiarata è quello di portare gli aiuti alla popolazione di Gaza.

Forum Palestina

***

Intervenga l’ONU sulla 
strage dei volontari sulle navi umanitarie


In merito all’uccisione e al ferimento di esponenti di ONG che recavano aiuti umanitari per le popolazioni  di Gaza il Responsabile dell’Osservatorio per la Tutela dei Diritti dell’Associazione “Giuseppe Dossetti: i Valori – Sviluppo e Tutela dei Diritti” (www.dossetti.it), Corrado Stillo, ha dichiarato:
<
Riteniamo  che scagliare le forze militari di uno dei più potenti eserciti del mondo verso attivisti pacifisti che recavano cibo, case prefabbricate, medicinali a donne e bambini  palestinesi, sia un atto di barbarie  inaudita  che, oltre ad una condanna morale, merita una  riprovazione da parte dell’ONU.
Israele, da poco entrato nell’OCSE, deve uniformarsi alle leggi internazionali e alle regole umanitarie  condivise dalla comunità umana. L’esempio di macelleria offerto dai soldati israeliani non  aiuta di certo la causa della pace nella zona, né aiuta il mondo arabo ad una visione di Israele come Stato con cui costruire il futuro.
Auspichiamo che l’UE, l’ONU e gli Enti Internazionali levino alta la voce di condanna e l’esortazione ad Israele a moderare l’uso delle armi e a far ricorso all’uso  del dialogo e della trattativa>>.

Associazione Giuseppe Dossetti

***

PALESTINA: ATTACCO A NAVI PACIFISTE E’ ATTO DI PIRATERIA.
MILANO, ORE 18.00, PIAZZA S. BABILA, PRESIDIO DI RIPUDIO

dichiarazione di Luciano Muhlbauer - Coordinatore Cittadino Prc Milano

Il violento intervento delle forze armate israeliane, per giunta in acque internazionali, contro le navi della Freedom Flotilla, è un atto di pirateria, che non può trovare giustificazione alcuna, né giuridica, né morale.
Esprimiamo la nostra solidarietà con gli attivisti delle Ong che hanno tentato di forzare pacificamente il blocco israeliano della striscia di Gaza, “armati” soltanto di aiuti umanitari, e che per questo hanno pagato un prezzo altissimo in termini di vite umane.
L’uso deliberato e ingiustificato della violenza da parte delle forze armate israeliane è la conseguenza diretta della politica dei due pesi e delle due misure che pratica la cosiddetta comunità internazionale, compreso il Governo italiano, e che provoca nel governo israeliano quel senso di impunità, che ha portato al massacro di oggi.
Invitiamo tutti i cittadini e le cittadine milanesi che hanno a cuore la causa della pace e dei diritti del popolo palestinese, a mobilitarsi per ripudiare l’azione criminale da parte delle forze di sicurezza di Israele, partecipando al presidio in piazza San Babila, alle ore 18.00 di oggi.
 
Milano, 31 maggio 2010

***

Flottille de la liberté : la France doit agir !
Rassemblements partout en France !!!


AFPS

Le gouvernement Netanyahou a commis l’irréparable : ses commandos ont donné l’assaut contre la fltotille de la liberté, faisant plusieurs morts.

Cet acte de guerre est une véritable provocation contre la communauté internationale : il s’est déroulé dans les eaux internationales et visait des bateaux civils transportant plusieurs centaines de personnes, dont des députés européens et français, venus tenter de briser pacifiquement un blocus dont les Nations unies exigent la levée.

Jamais les dirigeants israéliens n’auraient déployé cette violence s’ils n’avaient bénéficié, depuis des mois, de la complaisance de nombreux responsables occidentaux, à commencer par Nicolas Sarkozy et Bernard Kouchner. Après la tragédie, cette complaisance doit cesser. Le ministre des Affaires étrangères doit immédiatement :

 convoquer l’ambassadeur d’Israël et le menacer de mesures de rétorsion ;

 exiger la levée sans délai du blocus de Gaza ;

 agir, à Bruxelles, pour la suspension de l’accord d’association Union européenne-Israël ;

 intervenir, à New York, pour une réunion rapide du Conseil de sécurité destinée à condamner l’action israélienne et à prendre des mesures pour la sanctionner.

Voilà les exigences que l’Association France-Palestine Solidarité (AFPS) appelle ses militants à faire entendre dans toute la France, et notamment

à Paris, ce lundi 31 mai, à 18h30, aux abords de l’ambassade d’Israël. Métro Franklin-Roosevelt

Paris, le 31 mai 2010.

à Annecy : Rassemblement ce lundi soir à 18h DEVANT LA PREFECTURE A ANNECY

à Montpellier : LUNDI 31 MAI 18H PLACE DE LA COMEDIE

à Lille : Rassemblement ce soir partir de 18 h 30 Grand’Place

à Bordeaux : Ce lundi 31 mai, 18h30 rassemblement Place de la Victoire

A Lyon, Marseille, Poitiers...


Consultez notre site pour les dernières infos :
http://www.france-palestine.org/article14794.html

--
Association France-Palestine Solidarité (AFPS)
21 ter Rue Voltaire
75011 Paris
 
***

Protest Israel's Gaza Aid Ship Murders

- 5pm BBC Manchester -

In Manchester there is a protest at 5pm today, Bank Holiday Monday, at the BBC on Oxford Road called by Manchester Palestine Solidarity Campaign (PSC) and backed by Greater Manchester Stop the War Coalition

Deaths as Israeli forces storm Gaza aid ship

http://gazafreedommarch.org/cms/en/news/View/10-05-31

More than 10 people have been killed after Israeli commandos stormed a convoy of ships carrying aid to the Gaza Strip, the Israeli army says.

(There is also a protest today at 2pm at Downing Street)

updates on our website

http://www.manchesterstopwar.org/


Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Loredana Morandi (del 31/05/2010 @ 08:29:44, in Estero, linkato 2179 volte)

Intollerabile ad una società umana che voglia dirsi civile! Altre fonti parlano di 18 morti...

Sono previsti presidi in Roma, piazza S.Marco alle 17 e a Torino alle 16.30 in zona Palazzo Nuovo.

Israele assalta navi pacifiste
"Almeno 15 morti", proteste

L'azione della marina israeliana nella notte contro il convoglio Freedom Flotilla che si stava dirigendo verso la Striscia per forzare il blocco e portare aiuti umanitari. I militari hanno sparato, le vittime sono almeno 15 secondo i volontari a bordo ma il bilancio potrebbe salire. I militari: "Dalla nave hanno sparato sui commando che stavano salendo a bordo". La denuncia delle ong: "Assalto illegale in acque internazionali". Protesta ufficiale di Ankara, che convoca l'ambasciatore. Attaccata l'ambasciata di Israele a Istanbul, Hamas chiama all'Intifada "contro le ambasciate"

L'esercito israeliano ha confermato in un comunicato che ci sono morti e feriti tra i passeggeri a bordo della nave assaltata dai commando della marina militare israeliana

Fonti della Difesa israeliana hanno dichiarato che dalla nave sono partiti spari contro i commando che stavano salendo a bordo

Il movimento islamico Hamas esorta arabi e musulmani di tutto il mondo a sollevarsi in un'intifada dinanzi alle ambasciate israeliane del globo, dopo il sanguinoso attacco israeliano alla flotta umanitaria in rotta verso Gaza.

Secondo l'emittente del Qatar Al Jazeera, è probabile che sia confermata la denuncia degli attivisti a bordo della Freedom flotilla, secondo cui l'assalto sarebbe avvenuto in acque internazionali. Il corrispondente da Gerusalemme ha ricordato che mai, nelle passate missioni pacifiste condotte con navi, era stato possibile per i pacifisti entrare nelle acque territoriali di Gaza - controllate dalla marina israeliana, che li aveva sempre bloccati prima.

La polizia israeliana ha elevato lo stato di allerta nelle zona del Wadi Ara (60 chilometri a nord di Tel Aviv), dopo che nella città di Um el-Fahem si è sparsa la voce - finora non confermata - che nell'attacco della marina israeliana alla flotta di attivisti filo-palestinesi diretti a Gaza sia stato ferito dai militari lo sceicco Raed Sallah, leader del Movimento islamico nel Nord di Israele, che vive a Um el-Fahem. La radio militare aggiunge che i vertici della polizia israeliana hanno condotto stamane una seduta di emergenza e che continuano a seguire da vicino l'evolversi della situazione nella popolazione araba

Il ministero degli Esteri turco ha espresso la propria vibrata protesta all'ambasciatore israeliano in Turchia per il grave attacco - definito "inaccettabile" e ha messo in guardia da "conseguenze irreparabili"

Un ministro israeliano ha espresso il proprio "rammarico per tutte le vittime" dell'assalto della marina alla flotta di attivisti pro-palestinesi diretti a Gaza.

"Nel cuore della notte, commandos israeliani hanno abbordato la nave passeggeri turca "Mavi Marmara" sparandole contro (...) Israele ha dichiarato che sta entrando in possesso delle imbarcazioni. Lo streaming video mostra i soldati israeliani che sparano a civili, e il nostro ultimo messaggio spot diceva: 'aiutateci, siamo stati abbordati dagli israelian', continua la nota. "La coalizione formata dal Free Gaza Movement (fg), European Campaign to end the siege of Gaza (Ecesg), Insani Yardim vakfi (ihh), Perdana global peace organisation , Ship to Gaza Greece, Ship to Gaza Sweden, e International committee to lift the siege on Gaza lancia un appello alla comunità internazionale per chiedere a Israele di fermare questo brutale attacco contro civili che stavano tentando di portare aiuti di vitale importanza ai palestinesi imprigionati a Gaza e di consentire alle navi di continuare il loro cammino. L'attacco è avvenuto in acque internazionali, a 75 miglia al largo della costa di Israele, in violazione del diritto internazionale", aggiunge il comunicato.

La Turchia ha convocato l'ambasciatore israeliano ad Ankara dopo l'assalto militare DI Tsahal a una nave turca, che partecipava al convoglio umanitario filo-palestinese in rotta verso Gaza. Lo ha reso noto un diplomatico turco. "L'ambasciatore Gabby Levy è stato convocato al ministero degli Esteri. Faremo presente la nostra reazione nei termini più perentori", ha detto il diplomatico, che ha voluto rimanere anonimo. Intanto il vice-premier Bulent Airnc ha convocato una riunione di emergenza ad Ankara a cui partecipano tra l'altro il ministro dell'Interno, il comandante della Marina e il capo delle operazioni dell'esercito

Secondo la tv del Qatar Al Jazeera, le vittime dell'attacco sono salite almeno a 15

La censura dell'esercitoisraeliano ha bloccato la pubblicazione di qualsiasi notizia di vittime, feriti o ricoverati in ospedali israeliani, dopo l'assalto alla flotta umanitaria in rotta verso Gaza.

Hamas ha denunciato stamane a Gaza l'arrembaggio della flottiglia di aiuti umanitari e di attivisti filopalestinesi da parte della marina israeliana, affermando che si tratta di "terrorismo organizzato di Stato".

Almeno dieci passeggeri della flotta internazionale di attivisti pro-palestinesi che si dirigeva verso Gaza sono rimasti uccisi durante l'assalto di un commando israeliano. Lo ha annunciato la catena televisiva privata israeliana "10". La Cnn turca, invece, parla di due morti e di 30 feriti

Le forze di sicurezza israeliane hanno intercettato almeno una delle sei imbarcazioni della flotta internazionale di attivisti pro palestinesi che si dirigevano verso Gaza. Lo ha annunciato la tv di Hamas, mostrando immagini dei feriti, mentre la radio israeliana ha riportato la testimonianza di un giornalista arabo a bordo di una delle imbarcazioni che per primo ha parlato di vittime a bordo

La marina militare ha assaltato nella notte una nave del convoglio Freedom Flotilla, organizzato dalle ong internazionali e diretto verso Gaza

http://www.repubblica.it/esteri/2010/05/31/dirette/israele_assalta_navi_pacifiste_almeno_10_morti_proteste-4453375/
Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Loredana Morandi (del 31/05/2010 @ 06:55:52, in Magistratura, linkato 1418 volte)
L'incontro è oggi...

Manovra/ Domani toghe da Letta per tagli,

su scudi anche cultura

Per i finiani "illogici e sbagliati i tagli alle eccellenze"


Roma, 30 mag. (Apcom) - Da un lato il mondo della Giustizia, dall'altro quello della cultura. Due emisferi che raramente si toccano ma che in questi giorni sono uniti da un comune denomitare: i 'tagli' contenuti nella manovra economica del governo e le proteste contro le decurtazioni di fondi. Sul fronte giustizia, i 'destini' di magistrati e personale generico sono appesi all'incontro di domani mattina tra i vertici dell'Anm e del Comitato Intermagistrature e il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta. Per quanto riguarda invece la cultura, a prendere parola è Farefuturo, la fondazione presieduta da Gianfranco Fini, che dà voce al malcontento per i tagli subiti dal settore. Sostanzialmente simili le rivendicazioni delle due categorie.

Per il segretario dell'Anm, Giuseppe Cascini, la manovra economica del governo, che vede "inaccettabili penalizzazioni. E' assurdo che un magistrato che guadagna 150.000 se ne veda decurtati dalla manovra soltanto 2.000 e uno che ne guadagna 70.000 debba contribuire alla soluzione della crisi economica con 20.000", secondo Cascini in funzione del blocco dei primi aumenti automatici di stipendio, "che sono i più consistenti e avvengono nei primi 15 anni di carriera".

Dall'altro lato, Il ministro dei Beni culturali Sandro Bondi è "rammaricato" per non aver potuto dire la sua su quali interventi fare per tagliare le spese nel settore della cultura in occasione del varo del decreto sulla manovra economica. "Sono convinto da tempo della necessità di ridurre gli sprechi e riorganizzare interamente la cultura italiana. Perciò mi sono trovato in totale sintonia con la decisione del ministro Tremonti e dell'intero Governo di procedere ad un taglio dei fondi anche della cultura. Avrei voluto tuttavia poter concertare dove intervenire e in che modo farlo per ridurre le spese. Mi rammarico che ciò non sia avvenuto".

Solidale con il ministro, ma molto più critico con il governo, il periodico online di Farefuturo. "Non è possibile, non è giusto, che sul mondo del sapere e della ricerca, un comparto che per il nostro paese riveste un'importanza del tutto particolare, si abbatta la scure dei tagli così, indiscriminatamente e senza alcun tipo di discussione preliminare. Senza spazi di riflessione, di confronto, anche all'interno dello stesso ministero". "Che sia tempo di sacrifici - si legge su Ffwebmagazine, periodico online della Fondazione Farefuturo - nessuno lo mette in dubbio. E condividiamo tutti l'esigenza di profonde riforme della cultura come quella delle fondazioni liriche ora in Parlamento, e condividiamo tutti l'esigenza di una manovra che impone sacrifici a tutti. Ma attenzione ai tagli indiscriminati alla cultura. Soprattutto se nella lista dei 232 istituti "tagliati", ci sono anche alcune vere e proprie punte di eccellenza italiana riconosciute da tutto il mondo".
Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Accade a Tivoli...

Processo-lumaca dura 40 anni:

il querelante muore prima, novantacinquenne


Dopo una lunga malattia, si è spenta G. I, quasi 95 anni. L'anziana di Tivoli non ha avuto la possibilità di vedere la fine di una causa civile intrapresa contro i parenti per una consistente eredità materna. Una causa iniziata quando aveva appena 50 anni, negli anni '70

Avrebbe compiuto tra poco 95 anni G. I., di San Gregorio da Sassola alle porte di Tivoli, ma si è spenta per una lunga ed invalidante malattia: si è spenta senza avere la possibilità di vedere la fine di una lunga causa civile intrapresa contro i parenti per una consistente eredità materna. Una causa intrapresa quando aveva appena 50 anni, negli anni '70: dopo decenni passati tra carte bollate, udienze rinviate, giudici sostituiti, avvocati cambiati o deceduti, codici e leggi che si susseguono, diversi anni fa, l'anziana donna, stufa di attendere, aveva deciso di fare causa allo Stato italiano invocando l'applicazione dell'articolo 6 della convenzione europea dei diritti dell'uomo che «punisce» pecuniariamente lo Stato per l'eccessiva durata di un processo.

Esemplare e veloce la decisione della Corte di Appello di Perugia, che accogliendo il ricorso della donna, aveva condannato il ministero della Giustizia a pagare alla donna 8mila euro oltre agli interessi legali: era il 10 aprile del 2006. Il ministero della Giustizia avrebbe dovuto immediatamente onorare il debito nei confronti della vecchietta, pronta a godersi «da viva» la meritata vittoria, ma purtroppo così non è stato e a poco sono serviti i numerosi atti di precetto contro l'amministrazione, che si è vista pure pignorare le fotocopiatrici. Ora saranno gli eredi a chiedere giustizia.

Il Giornale
Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Io, magistrato della Corte di cassazione
e la manovra economica
      

Sono un consigliere della Terza Sezione Civile della Corte di cassazione e sto per compiere 54 anni. Sono entrato in carriera nel marzo del 1983. Questa settimana, a causa delle notizie sul trattamento che la manovra fiscale vorrebbe riservare ai magistrati, ho lavorato con profonda amarezza.

Io, come quelli del mio concorso, mi troverei nella seguente condizione: il prossimo 19 marzo 2011 maturerei 28 anni di anzianità e, pertanto, dovrei essere valutato dal C.S.M; se dovessi ricevere una valutazione positiva, avrei diritto ad una progressione economica, funzionale anche a ragguagliare il mio trattamento a quello dei magistrati amministrativi con equivalenti condizioni di servizio. Invece, sento dire che, in forza di questa manovra (a parte il previsto prelievo del 5% o del 10% sullo stipendio e l'esclusione dell'adeguamento stipendiale agli aumenti già dati al pubblico impiego nel triennio precedente), se sarò valutato positivamente, mi sarà sì conferito il relativo titolo, ma non l'aumento di stipendio.

Nella stessa condizione si troveranno i colleghi che, a far tempo dal 2011, dovranno subire valutazioni di professionalità, a cominciare da quelli più giovani. Anche a loro sarà conferito il titolo se valutati positivamente e, per la valutazione, dovranno prima presentare una domanda, un'autorelazione, i titoli. Tutto questo, però, senza corrispettivo. Io, come gli altri colleghi che si vedranno riconosciuta la progressione solo "per la gloria", mi troverò a lavorare con quei colleghi che hanno conseguito entro il 2010 la stessa valutazione, ma sarò pagato di meno.

Sono entrato in magistratura, provenendo da una famiglia di modesta condizione economica, perché credevo nel valore sociale del mestiere di magistrato. Sono arrivato giovane in Corte di cassazione (nel 2004), per concorso, e sono sempre stato soddisfatto ed entusiasta del mio lavoro (non altrettanto delle condizioni in cui si svolge, ma questo richiederebbe un discorso a parte).

Nella mia carriera ho sempre dato tanto al "mestiere", lavorando sempre anche di sabato e, spessissimo, di domenica, senza limiti d'orario (e qualcuno voleva metterci pure i "tornelli"!). Lo stimolo di lavorare in cassazione (la Suprema Corte!), così come la forte motivazione di far fronte all'arretrato (ad esempio, in civile la Corte riceve 30.000 ricorsi all'anno) per rispondere alle esigenze dei cittadini, ha spinto me e i miei colleghi a lavorare a ritmi ormai difficilmente sostenibili. Tanto che quelli più anziani hanno preferito collocarsi in pensione, lasciando la Corte scoperta di oltre cento unità, ossia di circa un terzo del suo organico.

Ora sono inquieto. Ho moglie e figli a carico e la mia è una famiglia monoreddito. Certo, non sono un impiegato, né un operaio. Sono consapevole che essi avranno preoccupazioni maggiori delle mie.

Non so, però, se sarà giusto continuare a lavorare ai ritmi attuali. Non so se sarà giusto sacrificare – come ho sempre trovato "naturale" per il "mestiere" di magistrato, perché così insegnatomi dai colleghi più anziani con cui ho lavorato e lavoro – due terzi, e talvolta più, delle mie ferie, senza esservi tenuto per dovere di ufficio.

Credo oggi di interpretare i sentimenti dei miei colleghi; per questo ho vinto il mio naturale riserbo di magistrato, spinto anche dalla notizia che un mio validissimo e noto collega di sezione, di dieci anni più anziano di me e con quaranta anni di servizio, proprio oggi si è dimesso dalla Magistratura.

Raffaele Frasca
Consigliere della Corte di cassazione

(Il Messaggero 29 maggio 2010)


Il magistrato e la manovra
        

Ho letto con interesse la lettera del Consigliere di Cassazione Dott. Raffaele Frasca perchè ho sempre apprezzato il lavoro della magistratura e spero che solo lo sfogo amaro di un momento gli faccia dire:"non so se sia il caso di continuare ad impegnarmi come ho fatto fin'ora".

Le osservazioni del Consigliere sono ovviamente determinate dalla finanziaria di cui tanto si parla e che colpisce e preoccupa anche categorie molto più fragili dei Magistrati. Ognuno è ovvio cura il suo orticello e piange sui colpi di scure che incidono sul proprio reddito, ma c'è chi ha dimenticato il significato di tale termine, chi per motivi di crisi aziendale non percepisce da mesi lo stipendio, chi dovrebbe, dopo una vita di sacrifici e di lavoro pesante, avere una meritata pensione ed invece si trova a dover aspettare ancora un anno per ottenere una misera pensione di vecchiaia.

Ma quanto incasserà lo Stato penalizzando categorie già palesemente martoriate? Ci sono categorie(caste?) che hanno privilegi e stipendi che sono oltraggiosi e vergognosi rispetto a chi davvero non arriva a metà mese con il proprio salario, ma quelle categorie non si toccano, meglio dissanguare(ma è rimasta qualche goccia di sangue?) i futuri pensionati e chi vive con stipendi di fame(io appartengo a queste categorie).

Caro Consigliere condivido le sue proccupazioni e quando parlo di categorie privilegiate, non mi riferisco ai magistrati ma voglio solo ricordarle che ci sono persone che hanno avuto una vita meno fortunata di quanto avrebbero meritato e che ora pagano il prezzo di una cecità legislativa che non sa(non vuole?)vedere ed intraprendere la via che porterebbe a quella giustizia sociale che sembra non essere più neanche la bandiera dei sindacati. Un cordiale saluto

Antonio Manca

(Il Messaggero 30 maggio 2010)
Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Loredana Morandi (del 30/05/2010 @ 11:14:48, in Osservatorio Famiglia, linkato 1376 volte)
Su questo caso non ho critiche, ma solo consigli, anche alla luce di questi "titoli" che non recano onore a nessuno. Quale contesa? La procura di Salerno, ad oggi e con 17 anni di ritardo,"dovrebbe" indagare su quegli apparati dello Stato, che per corruzione o connivenza hanno consentito la libertà di uccidere ancora ad un omicida seriale. Poi, visto che Restivo è in carcere, con comodo potrà occuparsi dell'assassino. E' la miglior giustizia che Elisa potrebbe chiedere... L.M.

Claps: Restivo 'conteso',

procura Salerno studia strategie

Gli inquirenti due giorni fa gli hanno fatto notificare un mandato di arresto europeo


SALERNO - Come e quando ottenere il rientro di Danilo Restivo in Italia, perche' sia giudicato per l'omicidio di Elisa Claps: e' questo il problema, se non l'ossessione, degli inquirenti della Procura di Salerno, che due giorni fa gli hanno fatto notificare un mandato di arresto europeo. Il timore dei magistrati salernitani e' di non riuscire ad ottenere la consegna temporanea entro un anno, termine di scadenza della misura di custodia cautelare notificata, appunto, due giorni fa. In procura ci sono bocche cucite, ma e' trapelato che si starebbe studiando una giurisprudenza di Cassazione che permetterebbe di recuperare tempo prezioso. Secondo la Cassazione, infatti, la custodia cautelare all'estero decorre, nel caso di un indagato detenuto in un altro Paese, a partire dal momento della cessazione del titolo di detenzione estero. Questa strada, tracciata dalla giurisprudenza italiana, consentirebbe, in definitiva, di far scattare l'anno di decorrenza della custodia cautelare non appena Restivo non fosse piu' in stato di arresto in Inghilterra.

INCIDENTE PROBATORIO POTREBBE FAR EMERGERE COMPLICITA' - Gli accertamenti in corso in sede di incidente probatorio sul caso Claps potrebbero portare ad aprire nuove indagini e magari coinvolgere altri soggetti per quel che riguarda l'occultamento del cadavere di Elisa e le presunte coperture che hanno aiutato Danilo Restivo a farla franca per 17 anni. Proprio la presenza di tracce di Dna estranee al corpo, e allo stesso Restivo, potrebbero per gli inquirenti indurre a procedere a nuove verifiche per delineare l'eventuale contesto di complicità sul quale Restivo avrebbe potuto contare.

"Danilo Restivo uccise Elisa Claps il 12 settembre 1993 colpendola 13 volte al torace con un'arma da punta e taglio, dopo un approccio sessuale rifiutato dalla ragazza": lo ha detto ieri ai giornalisti il Procuratore generale di Salerno, Lucio Di Pietro. Il magistrato ha aggiunto che nei confronti di Restivo "ci sono gravi, precisi e concordanti indizi di colpevolezza in ordine all'omicidio di Elisa Claps". Dopo aver colpito al torace Elisa Claps, provocandone la morte, Restivo - ha spiegato Di Pietro - "l'ha trascinata in un angolo del sottotetto della chiesa della Santissima Trinità, coprendo il cadavere con materiale di vario tipo, fra cui tegole e materiale di risulta". Restivo "ha commesso il fatto - ha aggiunto il Procuratore generale di Salerno - per motivi abbietti e ha agito con crudeltà". Dal 12 settembre 1993, giorno dell'omicidio, "il corpo di Elisa è sempre rimasto nel sottotetto della chiesa della Santissima Trinità di Potenza, dove poi è stato trovato": lo ha detto il Procuratore generale di Salerno, Lucio Di Pietro. "Dall'esame autoptico del professor Introna, di altissimo livello scientifico - ha aggiunto il magistrato - è emerso che Elisa Claps è stata uccisa proprio la mattina del 12 settembre 1993, esattamente negli stessi luoghi in cui aveva incontrato Danilo Restivo".

FURONO TAGLIATI I CAPELLI DI ELISA - Furono tagliati i capelli di Elisa Claps: è questo uno degli elementi che avrebbero condotto la Procura generale a chiudere il cerchio su Danilo Restivo, per il quale è stato disposto l'arresto per l'omicidio della ragazza, avvenuto 17 anni fa.  In conferenza stampa oggi a Salerno, il pg Lucio Di Pietro non ha voluto rispondere a una domanda sui capelli: `'Ritengo doveroso - ha detto - mantenere il riserbo su elementi sui quali si stanno svolgendo degli accertamenti". Da fonti giudiziarie però risulta che effettivamente i capelli di Elisa risultassero tagliati: elemento che potrebbe essere emerso anche durante l'esame autoptico.

PG, RICHIESTA ARRESTO A GIP L'11/5, ACCOLTA IL 22/5  - La Procura generale di Salerno ha chiesto l'arresto di Danilo Restivo, con l'accusa di aver ucciso Elisa Claps, l'11 maggio scorso e il gip ha accolto la richiesta il 22 maggio: lo ha detto ai giornalisti il Pg di Salerno, Lucio Di Pietro. "L'11 maggio - ha spiegato Di Pietro - la Procura generale ha depositato alla cancelleria del gip anche la richiesta di emissione di un mandato di arresto europeo e il gip ha accolto totalmente la richiesta cautelare dell'ufficio della Procura generale".

PM, POSSIBILE ESTRADIZIONE TEMPORANEA RESTIVO - Per Danilo Restivo, "che in Italia è in stato di arresto, è possibile un provvedimento di estradizione temporanea dall'Inghilterra": lo ha detto ai giornalisti Rosa Volpe, il pm di Salerno che, insieme ad altri due magistrati, coordina l'inchiesta sull'assassinio di Elisa Claps. "In questa fase - ha aggiunto Volpe - abbiamo un anno per eseguire effettivamente l'arresto".

L'estradizione provvisoria in Italia di Danilo Restivo "consentirebbe alla Procura di Salerno di celebrare le fasi del procedimento fino al momento di restituire l'indagato alla giustizia inglese, fino poi ad arrivare ad un accordo finale": lo hanno detto i magistrati. E' stato inoltre precisato che "saranno presi contatti prima del 24 settembre" - data in cui Restivo comparirà davanti al Tribunale inglese - e saranno stabiliti tempi e modi di gestione dei due procedimenti. La magistratura di Salerno ha un anno di tempo per completare la fase delle indagini preliminari senza che Restivo venga rimesso in libertà, prima della richiesta di rinvio a giudizio e dell'avvio del dibattimento processuale.

GILDO, RITROVAMENTO 17 MARZO FU MESSINSCENA - "Siamo convinti, ma non solo noi, che il ritrovamento del cadavere di Elisa, il 17 marzo, è stata una messa in scena": lo ha detto stamani, in un'intervista con Radionorba Notizie, Gildo Claps, fratello della ragazza scomparsa il 12 settembre 1993, il cui cadavere è stato trovato il 17 marzo scorso nel sottotetto della canonica della chiesa della Santissima Trinità, a Potenza. "Non sono chiare - ha aggiunto Gildo Claps - le circostanze del ritrovamento del 17 marzo. E' evidente che il ritrovamento é avvenuto in precedenza e che quindi ci sono ombre, dubbi e sospetti che gravano su quanto è accaduto nella chiesa della Trinità. L'invito che abbiamo fatto al clero, e al vescovo in particolare, è quello di dire finalmente la verità su quanto accaduto".

Gildo Claps ha detto che la famiglia di Elisa ha accolto "con soddisfazione" la notizia dell'arresto disposto dalla magistratura salernitana per Danilo Restivo, ieri pomeriggio. "Abbiamo atteso, anzi abbiamo elemosinato per 17 anni - ha detto nell'intervista con Radionorba Notizie - questo atto, l'atto di arresto. Fin dall'inizio avevamo indicato Danilo come il responsabile della scomparsa di Elisa. Quindi oggi si compie un percorso che è una battaglia che è durata 17 anni. E' evidente che per noi è solo il primo tassello di una verità ancora difficile da raggiungere perché è evidente che ci sono complicità e connivenze che ancora devono venir fuori e quindi necessariamente - ha concluso Claps - ci auguriamo che le autorità inquirenti facciano piena chiarezza e piena luce su quanto accaduto quel 12 settembre 1993".

Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Loredana Morandi (del 30/05/2010 @ 10:55:25, in Economia, linkato 1343 volte)
Idee di riforme a costo a zero,
si parte della giustizia civile

di Giuseppe Chiellino
27 maggio 2010

«Riforme a costo zero». Può sembrare uno slogan, in tempi di nuova austerity, quando bisogna tagliare la spesa pubblica per sanare i conti senza strozzare la timida ripresa dell'economia e del sistema paese. Le possibilità non sono molte, ma qualche strada c'è.

«La prima riforma da fare è rendere efficiente la giustizia civile che oggi è sommersa da 6 milioni di cause che intasano i tribunali. Come? È molto semplice e non costa nulla: bisogna superare il sistema del 'contributo unificato' che rende irrisori i costi per avviare una causa ed è forse il motivo principale dell'enorme numero di cause civili pendenti» afferma Gabriel Cuonzo, partner e socio fondatore dello studio legale Trevisan & Cuonzo, esperto di diritto commerciale e proprietà intellettuale.

Specializzato in materia di diritto dei marchi e dei brevetti, della concorrenza sleale, lotta alla contraffazione e pirateria video-musicale, come molti suoi colleghi si scontra ogni giorno con i tempi lunghissimi della giustizia italiana. «È la prima cosa di cui tengono conto le aziende e le multinazionali quando decidono se vale la pena investire in un determinato paese. E per l'Italia - spiega - è la prima causa che le spinge a rinunciare. Le imprese anno bisogno di certezze e non avere una ragionevole stima sulla durata di eventuali contenziosi scoraggia chiunque, soprattutto che deve investire».

Il contributo unificato va da un minimo di 30 euro ad un massimo di 1.110 euro, con una suddivisione per fasce a seconda del valore della causa. «In pratica accade che, versato questo tributo all'inizio, nulla più è dovuto a prescindere dalla durata della causa» spiega Cuonzo. Inoltre esistono numerose esenzioni per tipologie di causa, dall'assegno per il mantenimento dei figli alle cause di divorzio, dall'interdizione alle esecuzioni forzate. «Non solo: per le grandi cause societarie - spiega Cuonzo - o di diritto industriale, il cui valore è indeterminabile - è previsto un contributo risibile di appena 340 euro».

Due sono le modifiche «a costo zero» che propone Cuonzo: «Raddoppiare o triplicare la soglia minima per le piccole controversie e aumentare anche di 10 volte il contributo unificato per le cause tra società che hanno valori di milioni di euro». Gli effetti positivi sarebbero almeno tre: «più risorse per la giustizia, meno cause per i giudici e un vantaggio competitivo per le imprese che renderebbe l'Italia più attraente per gli investitori esteri».

L'articolo prosegue su Il Sole 24 ore


«L'unico vero ostacolo è l'eccessivo numero di avvocati in Italia, circa 200mila» ammette Cuonzo. «Ma alzare i costi del contenzioso - ritene - dopo un doloroso assestamento, porterebbe alla riduzione del numero degli avvocati e all'aumento del livello professionale e del loro reddito medio che oggi è uno dei più bassi della Ue».


Il decalogo dell'innovazione. Per Cuonzo, che ha tra i clienti molte multinazionali ma anche piccole realtà che registrano nuovi brevetti, «è fondamentale, anche per la crescita economica, creare le condizioni perchè chi ha buone idee innovative sia messo in grado di realizzarle e farle diventare occasione di business». Perciò in una sorta di «decalogo» per l'innovazione, Cuonzo indica anche altre idee, e insieme al Sole24ore.com, prova a lanciare il confronto con professionisti, imprese e lettori.

«L'esperienza sul fronte della proprietà intellettuale - spiega l'avvocato - mi porta a pensare che una mappatura della ricerca che si fa in Italia, può essere molto importante per portare alla luce gioielli nascosti e attrarre investitori e capitali. Parlo di ricerca orientata al business e non di ricerca pura. I costi sarebbero limitati e non sarebbe difficile trovare gli sponsor. Le banche d'investimento sono molto interessate».

Altra iniziativa possibile è quella di costituire un soggetto di consulenza centralizzato, con tutte le competenze necessarie, dal legale al venture capitalist e all'università, per offrire un punto di riferimento a tutte quelle realtà di cui il paese è ricco, che però non riescono a trasformare una buona idea in un'attività imprenditoriale. «Da questo punto di vista - teme cuonzo - il federalismo rischia di portarci nella direzione opposta, credo non sia compatibile con l'innovazione tecnologica».

Lo strumento fiscale. Una fiscalità favorevole per i 'portafogli intellettuali', infine, servirebbe incentivare la registrazione dei brevetti in Italia invece che all'estero, come avviene oggi. «In Gran Bretagna - spiega Cuonzo - per esempio c'è l'esenzione sul trasferimento dei brevetti da un soggetto all'altro». Ma questa misura avrebbe un costo! «È vero, ma va valutato alla luce della fuga delle royalties di registrazione».
Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Loredana Morandi (del 30/05/2010 @ 10:48:07, in Economia, linkato 1468 volte)

Caso Scaglia, rinnovare
i quadri della magistratura

Sabato 29.05.2010 09:17
Dall'associazione Imprenditori d'Italia

 

A molti sembra che la tortura sia un insieme di atroci e dolorose tecniche relegate a un lontano passato, creando anche un'immagine del genere umano che nulla ha di edificante.

Al giorno d'oggi sembra che il mondo civilizzato non abbia più bisogno di metodi così crudeli. La scienza è un fondamentale supporto per le indagini: abbiamo satelliti in grado di spiare le mosse del colpevole, analisi chimiche che ci forniscono l'esatta identità del criminale, tecniche sofisticate per le intercettazioni al fine di ottenere una verità dei fatti.

Ma se satelliti, analisi, intercettazioni e perquisizioni non sono sufficienti a sostenere un quadro ideale che un PM, malato di egocentrismo e protagonismo, si è imposto di dimostrare per usare il personaggio pubblico, famoso e ricco al suo tornaconto personale, cosa s'inventa?

La tortura della custodia cautelare in carcere!

 Tanti, troppi imprenditori sono stati sottoposti a questa restrizione di libertà al solo scopo di essere costretti a dire, non la verità, che hanno sempre proclamato, ma quello che vogliono sentirsi dire i magistrati opportunisti.

Uno dei tanti casi balzati alla cronaca giudiziaria di questi ultimi tempi è Silvio Scaglia: 80 giorni di carcere e ora agli arresti domiciliari.

Gli arresti preventivi sono ammessi dal nostro ordinamento in caso di gravissimi indizi di colpevolezza e solo in caso di ragionevole pericolo di fuga e reiterazione del reato; Scaglia, che vive in Inghilterra e che al momento dell'emissione del provvedimento era in America Latina, dice subito: "Ho chiesto agli avvocati di concordare immediatamente il modo più opportuno per essere interrogato dai magistrati", riaffermando comunque la sua estraneità a qualunque reato.

Il 26 febbraio, poco dopo mezzanotte, Scaglia atterra a Ciampino e si consegna alla Guardia di Finanza, che lo porta al carcere di Rebibbia. Il 2 marzo 2010 Scaglia viene portato a Regina Coeli per l'interrogatorio. Il 17 maggio 2010 il GIP Aldo Morgigni ha firmato la disposizione per gli arresti domiciliari di Scaglia, ponendo fine agli 80 giorni di detenzione nel carcere di Rebibbia.

Ma nonostante il "rapimento" imposto dai magistrati, la "tortura" del carcere preventivo e la richiesta di una confessione come "riscatto", Silvio Scaglia, chiaro esempio imprenditoriale di capacità e impegno, riconosciutogli a livello internazionale, non ha altro da dire che la Verità già detta varie volte in precedenti audizioni; ma i magistrati non si fanno convincere e per la sola accusa che: "non poteva non sapere", se proprio la tortura del carcere non ha avuto effetto paghi il suo riscatto con gli arresti domiciliari e con una fidejussione di 10 milioni di Euro! Certo avete capito bene Scaglia ha dovuto rilasciare una fidejussione di 10 milioni di Euro per uscire dal carcere, insomma si sono pure inventati la libertà su cauzione!

Poi ci sono anche quelli meno facoltosi che in carcere rimangono come il Dott. Rossetti ex-direttore finanziario. Rossetti ha sotto sequestro tutti i conti correnti e beni personali e la famiglia è costretta a vivere dell'elemosina degli amici e parenti. Il Gip dice che non lo scarcera perché non ha fornito elementi utili all'inchiesta, non è tortura questa?

Ormai gli imprenditori e dirigenti di imprese non devono più temere i rapimenti da parte di bande malavitose ma solo quelli di discutibili magistrati che vogliono farsi gratuita pubblicità (pagata dal popolo) per il solo gusto egocentrico o per mettersi poi in politica andando a ingrossare le fila del partito di Di Pietro.

Imprenditori d'Italia, come indica nel suo programma continua a sostenere che: “I quadri della Magistratura vanno completamente rinnovati, partendo dai massimi vertici, per ridare il senso di integrità che oggi pare irrimediabilmente perso.”

Affari Italiani

Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Pagine: 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 32 33 34 35 36 37 38 39 40 41 42 43 44 45 46 47 48 49 50 51 52 53 54 55 56 57 58 59 60 61 62 63 64 65 66 67 68 69 70 71 72 73 74 75 76 77 78 79 80 81 82 83 84 85 86 87 88 89 90 91 92 93 94 95 96 97 98 99 100 101 102 103 104 105 106 107 108 109 110 111 112 113 114 115 116 117 118 119 120 121 122 123 124 125 126 127 128 129 130 131 132 133 134 135 136 137 138 139 140 141 142 143 144 145 146 147 148 149 150 151 152 153 154 155 156 157 158 159 160 161 162 163 164 165 166 167 168 169 170 171 172 173 174 175 176 177 178 179 180 181 182 183 184 185 186 187 188 189 190 191 192 193 194 195 196 197 198 199 200 201 202 203 204 205 206 207 208 209 210 211 212 213 214 215 216 217 218 219 220 221 222 223 224 225 226 227 228 229 230 231 232 233 234 235 236 237 238 239 240 241 242 243 244 245 246 247 248 249 250 251 252 253 254 255 256 257 258 259 260 261 262 263 264 265 266 267 268 269 270 271 272 273 274 275 276 277 278 279 280 281 282 283 284 285 286 287 288 289 290 291 292 293 294 295 296 297 298 299 300 301 302 303 304 305 306 307 308 309 310 311 312 313 314 315 316 317 318 319 320 321 322 323 324 325 326 327 328 329 330 331 332 333 334 335 336 337 338 339 340 341 342 343 344 345 346 347 348 349 350 351 352 353 354 355 356 357 358 359 360 361 362 363 364 365 366 367 368 369 370 371 372 373 374 375 376 377 378 379 380 381 382 383 384 385 386 387 388 389 390 391 392 393 394 395 396 397 398 399 400 401 402 403 404 405 406 407 408 409 410 411 412 413 414 415 416 417 418 419 420 421 422 423 424 425 426 427 428 429 430 431 432 433 434 435 436 437 438 439 440 441 442 443 444 445 446 447 448 449 450 451 452 453 454 455 456 457 458 459 460 461 462 463 464 465 466 467 468 469 470 471 472 473 474 475 476 477 478 479 480 481 482 483 484 485 486 487 488 489 490 491 492 493 494 495 496 497 498 499 500 501 502 503
Ci sono  persone collegate

< agosto 2019 >
L
M
M
G
V
S
D
   
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
12
13
14
15
16
17
18
19
20
21
22
23
24
25
26
27
28
29
30
31
 
             






Cerca per parola chiave
 

Titolo
Ambiente (38)
Associazioni Giustizia (52)
Economia (86)
Estero (187)
Giuristi (134)
Gruppo Cellule Staminali (1)
Indagini (210)
Lavoratori Giustizia (1)
Magistratura (2170)
Osservatorio (1)
Osservatorio Famiglia (512)
Politica (926)
Redazionale (68)
Sindacati Giustizia (326)
Sindacato (221)
Telestreet (7)
Varie (82)

Catalogati per mese:
Novembre 2005
Dicembre 2005
Gennaio 2006
Febbraio 2006
Marzo 2006
Aprile 2006
Maggio 2006
Giugno 2006
Luglio 2006
Agosto 2006
Settembre 2006
Ottobre 2006
Novembre 2006
Dicembre 2006
Gennaio 2007
Febbraio 2007
Marzo 2007
Aprile 2007
Maggio 2007
Giugno 2007
Luglio 2007
Agosto 2007
Settembre 2007
Ottobre 2007
Novembre 2007
Dicembre 2007
Gennaio 2008
Febbraio 2008
Marzo 2008
Aprile 2008
Maggio 2008
Giugno 2008
Luglio 2008
Agosto 2008
Settembre 2008
Ottobre 2008
Novembre 2008
Dicembre 2008
Gennaio 2009
Febbraio 2009
Marzo 2009
Aprile 2009
Maggio 2009
Giugno 2009
Luglio 2009
Agosto 2009
Settembre 2009
Ottobre 2009
Novembre 2009
Dicembre 2009
Gennaio 2010
Febbraio 2010
Marzo 2010
Aprile 2010
Maggio 2010
Giugno 2010
Luglio 2010
Agosto 2010
Settembre 2010
Ottobre 2010
Novembre 2010
Dicembre 2010
Gennaio 2011
Febbraio 2011
Marzo 2011
Aprile 2011
Maggio 2011
Giugno 2011
Luglio 2011
Agosto 2011
Settembre 2011
Ottobre 2011
Novembre 2011
Dicembre 2011
Gennaio 2012
Febbraio 2012
Marzo 2012
Aprile 2012
Maggio 2012
Giugno 2012
Luglio 2012
Agosto 2012
Settembre 2012
Ottobre 2012
Novembre 2012
Dicembre 2012
Gennaio 2013
Febbraio 2013
Marzo 2013
Aprile 2013
Maggio 2013
Giugno 2013
Luglio 2013
Agosto 2013
Settembre 2013
Ottobre 2013
Novembre 2013
Dicembre 2013
Gennaio 2014
Febbraio 2014
Marzo 2014
Aprile 2014
Maggio 2014
Giugno 2014
Luglio 2014
Agosto 2014
Settembre 2014
Ottobre 2014
Novembre 2014
Dicembre 2014
Gennaio 2015
Febbraio 2015
Marzo 2015
Aprile 2015
Maggio 2015
Giugno 2015
Luglio 2015
Agosto 2015
Settembre 2015
Ottobre 2015
Novembre 2015
Dicembre 2015
Gennaio 2016
Febbraio 2016
Marzo 2016
Aprile 2016
Maggio 2016
Giugno 2016
Luglio 2016
Agosto 2016
Settembre 2016
Ottobre 2016
Novembre 2016
Dicembre 2016
Gennaio 2017
Febbraio 2017
Marzo 2017
Aprile 2017
Maggio 2017
Giugno 2017
Luglio 2017
Agosto 2017
Settembre 2017
Ottobre 2017
Novembre 2017
Dicembre 2017
Gennaio 2018
Febbraio 2018
Marzo 2018
Aprile 2018
Maggio 2018
Giugno 2018
Luglio 2018
Agosto 2018
Settembre 2018
Ottobre 2018
Novembre 2018
Dicembre 2018
Gennaio 2019
Febbraio 2019
Marzo 2019
Aprile 2019
Maggio 2019
Giugno 2019
Luglio 2019
Agosto 2019

Gli interventi piů cliccati

Titolo
Bianco e nero (236)
I gatti di G.Q. (25)

Le fotografie piů cliccate

Titolo
G.Q. Non ha mai pubblicato pubblicità in otto anni e se iniziasse ora?

 Si, a me non disturba
 No, non mi piace



Titolo






A.N.M.
A.N.M. new
A.D.M.I.
Argon News
A.I.M.M.F.
Argon News Redazione
Artists Against War
Articolo 3
BloggersPerLaPace
Comitato Sfruttatori ATU
Commissariato PS Online
dBlog.it Open Source
Erga Omnes
Eugius
Filo Diritto
Intesaconsumatori
Geopolitica
Giuristi Democratici
Giuristi Democratici Roma
Magistratura Democratica
M.D. Toscana
Medel
Medicina Democratica
Magistratura Indipendente
Movimento per la Giustizia
Nazionale Magistrati
Non Solo Giustizia
Osservatorio Bresciano
Osservatorio Romano
Sorgente D'Amore
Studio Cataldi
Studio Celentano
Studio Tidona
Toghe Lucane
Uguale per Tutti
Unitŕ per la Costituzione
Unicost Milano
Unione Internazionale Magistrati
Morandi Senato
About me







http://www.wikio.it
Wikio
Iscriviti a GQ su FriendFeed
Blogstreet - dove il blog č di casa
Iscriviti a GQ su Twitter
Powered by FeedBurner


Blog Link










17/08/2019 @ 22.35.57
script eseguito in 484 ms