Immagine
 silk for doll ...... di Lunadicarta
 
"
E chi accoglie anche uno solo di questi bambini in nome mio, accoglie me. Chi invece scandalizza anche uno solo di questi piccoli che credono in me, sarebbe meglio per lui che gli fosse appesa al collo una macina girata da asino, e fosse gettato negli abissi del mare.Guai al mondo per gli scandali!

Gesù Cristo
"
 
Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Loredana Morandi (del 22/04/2010 @ 18:19:31, in Magistratura, linkato 1360 volte)
Berlusconi: gup Milano
dispone perizia su Tartaglia


Milano, 22 apr. (Adnkronos) - Il gup di Milano Luisa Savoia ha disposto una perizia medico-psichiatrica nei confronti di Massimo Tartaglia, l'uomo che nel dicembre scorso, aggredi' Silvio Berlusconi al termine di un comizio in Piazza Duomo a Milano.

Tartaglia e' accusato di lesioni volontarie gravi con l'aggravante della premeditazione e del fatto che Berlusconi e' un pubblico ufficiale.

Il gup ha fissato per lunedi' prossimo l'udienza per il conferimento dell'incarico ai due periti, Fiorella Gazzale e Antonio Marigliano. Nel procedimento con rito abbreviato Silvio Berlusconi non si e' costituito parte civile.
Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
IL PROCESSO

Rignano, trovata la cucina rossa

Trovata dai carabinieri in una cascina vicino al paese.
I bambini coinvolti nell'inchiesta l'avevano descritta spesso

ROMA - Una cucina bianca e rossa. I bambini di Rignano Flaminio l’avevano descritta spesso, raccontando gli abusi subiti dagli orchi. E i carabinieri l’avevano a lungo cercata nel corso di oltre due anni d’inchiesta: nelle case delle maestre, nelle villette, nei casolari sparsi in campagna. I «castelli cattivissimi» indicati di piccoli alunni della Olga Rovere come i luoghi delle violenze sessuali. Ora, con il processo alle porte, emerge che la cucina bianca e rossa non è stata un’invenzione dei bimbi. Esiste davvero, si trova in una cascina vicino al paese. Lì dentro sono state individuate impronte digitali che in questi giorni vengono confrontate con quelle dei piccoli.

I bimbi coinvolti in questa seconda fase dell’inchiesta sono sette: alcuni hanno già testimoniato nella prima tranche, altri no, perchè i genitori hanno presentato le denunce più tardi. Il casolare che hanno riconosciuto è disabitato e non è intestato a nessuno degli imputati. Perciò manca la prova che sia stato usato dalle maestre rinviate a giudizio. Tuttavia per la procura di Tivoli è un riscontro decisivo, la cui importanza crescerà se emergerà che le impronte digitali corrispondono a quelle dei piccoli. «Almeno - fa notare una fonte - si avrà la prova che gli abusi ci sono stati». Perchè, in questa storia avvelenata, non solo si discute della responsabilità degli imputati, ma anche del fatto che le violenze e i maltrattamenti siano avvenuti davvero.

Oltre al casolare, quattro bimbi della Olga Rovere hanno riconosciuto come luogo degli abusi anche una villetta della frazione Montelarco: per anni ci ha abitato in affitto una bosniaca, che poi è tornata nel suo Paese. In quest’altro «castello cattivissimo» i carabinieri hanno sequestrato dei giocattoli, per confrontare eventuali tracce di dna con il codice genetico dei piccoli. L’inquilina è finita sul registro degli indagati per violenza sessuale e sequestro di persona. Oggi l’avvocato Pietro Nicotera chiederà al tribunale l’autorizzazione a citare come responsabili civili il Comune di Rignano e il ministero dell’Istruzione. Se l’istanza sarà accolta, rischieranno di dover pagare gli eventuali risarcimenti dei danni al temine del processo, che inizierà il 27 maggio contro le maestre Marisa Pucci, Silvana Magalotti e Patrizia Del Meglio, il marito di quest’ultima, Giancarlo Scancarello e la bidella Cristina Lunerti.

Lavinia Di Gianvito
«Corriere della sera», edizione romana, pagina 1
22 aprile 2010


La Rassegna - in aggiornamento

Rignano, bimbi riconoscono il "castello della paura"

Libero-News.it - ‎1 ora fa‎
Individuato il casolare in cui sarebbero state compiute le violenze. Maestre sul banco degli imputati i riapre il caso di Rignano Flaminio, con un'ennesima rivelazione dei bambini che avrebbero subito abusi dalle maestre d'asilo del paese. ...

Rignano/ Bimbi riconoscono 'cucina rossa' e 'castello paura'

Virgilio - ‎1 ora fa‎
Sono quattro bambini che hanno riconosciuto la "cucina bianca e rossa" e il "castello della paura". I piccoli, parti lese nell'inchiesta sugli abusi sessuali che sarebbero avvenuti a Rignano Flaminio, hanno testimoniato davanti al gip nelle scorse ...

riconoscono 'il castello della paura

La Repubblica - ‎57 minuti fa‎
Nelle testimonianze i piccoli hanno parlato anche della "cucina bianca e rossa". Nelle risposte i piccoli avrebbero bimbi avrebbero risposto tirando in ballo i cinque imputati: tre maestre, il marito di una di loro e una bidella Quattro bambini, ...

RIGNANO FLAMINIO: BAMBINI RICONOSCONO CASTELLO DELLA PAURA

AGI - Agenzia Giornalistica Italia - ‎1 ora fa‎
(AGI) - Roma, 22 apr. - Quattro bambini della scuola primaria "Olga Rovere" di Rignano Flaminio hanno riconosciuto quello che nel corso delle audizioni avevano sempre definito "castello della paura". Si tratta di un casolare situato alle porte di ...

ROMA - Una cucina bianca e rossa. I bambini di Rignano Flaminio l ...

Corriere della Sera - ‎4 ore fa‎
ROMA - Una cucina bianca e rossa. I bambini di Rignano Flaminio l'avevano descritta spesso, raccontando gli abusi subiti dagli orchi. E i carabinieri l'avevano a lungo cercata nel corso di oltre due anni d'inchiesta: nelle case delle maestre, ...

Asilo di Rignano: quattro bambini riconoscono la "cucina" e il ...

Sabato Sera Online - ‎1 ora fa‎
Roma. Quattro bambini hanno riconosciuto nei giorni scorsi la "cucina bianca e rossa" e il "castello della paura" dove sarebbero avvenute le violenze compiute su di loro da cinque persone coinvolte nell'indagine sugli abusi sessuali nell'asilo di ...
Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Loredana Morandi (del 22/04/2010 @ 18:05:38, in Magistratura, linkato 1492 volte)
Grande iniziativa della Procura di Roma! Disapprovo invece una eventuale azione di Emergency contro gli italiani, a mio avviso non è questo il loro ruolo. L.M.

Emergency, Procura di Roma:
operatori italiani calunniati


ROMA (22 aprile) - La Procura della Repubblica di Roma ha disposto di procedere nei confronti di ignoti per il reato di calunnia aggravata e continuata in danno dei tre operatori di Emergency arrestati il 10 aprile, e poi rilasciati, in Afghanistan. «Questo ufficio a seguito di notizie fornite dalle autorità afgane preposte alla sicurezza al rappresentante diplomatico italiano a Kabul e qui riversate dal Ministero degli Esteri tramite il reparto anticrimine del Ros di Roma, ha disposto procedersi nei confronti di ignoti per il reato di calunnia aggravata e continuata in danno di Garatti Marco, Dell'Aria Matteo e Pagani Matteo».

Così il procuratore della Repubblica Giovanni Ferrara in una nota relativa alla vicenda dei tre operatori di Emergency arrestati a Kabul il 10 aprile scorso dalle forze di sicurezza afgane perché accusati di avere legami con i talebani e di partecipare a un complotto per compiere un attentato terroristico contro il governatore della regione di Helmand, Gulab Mangal. I cooperanti, sono poi stati liberati domenica, dopo che le accuse nei loro confronti si sono rivelate infondate. Di qui la decisione della Procura capitolina di aprire un'inchiesta per calunnia.

Emergency sta valutando se agire legalmente nei confronti di quelli che definisce «calunniatori italiani». «Emergency - ha detto all'Ansa Gino Strada - sta valutando se agire contro i calunniatori italiani che, a differenza di quelli afghani, sono noti».

http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=98994
Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Loredana Morandi (del 22/04/2010 @ 17:46:37, in Politica, linkato 1355 volte)
Previsione delle 17.48: atteso il comunicato delle Camere penali che, con zelo, insisteranno sulla divisione delle carriere. L.M.

Giustizia/ Alfano: Non mi farò dettare la riforma dall'Anm


Difendono lo status quo. Modifiche anche a maggioranza

Roma, 22 apr. (Apcom) - Non mi farò dettare la riforma della giustizia dall'Associazione nazionale dei magistrati. Lo ha detto il ministro della Giustizia, Anghelino Alfano, parlando ala direzione nazionale del Pdl.

Il Guardasigilli si è detto disposto a fare la riforma anche a maggioranza perché, è convinto, "al referendum vinciamo". Quindi "qualora, come io prevedo, il cosiddetto confronto e dialogo con la sinistra a nulla porta in materia di giustizia, è preferibile procedere senza la condivisione dell'opposizione o arrivare tra tre anni e dire 'non abbiamo fatto la riforma della giustizia ma abbiamo dialogato alla grande'?". Secondo Alfano, la riforma va fatta anche a maggioranza: "Sul referendum non c'è nessun problema perché sulla piattaforma della giustizia abbiamo sempre vinto".

"Io vi do una sola indisponibilità - ha sottolineato Alfano - quella a farmi dettare la riforma costituzionale dall'Anm. Questo non intendo farlo perché loro lascerebbero me e Berlusconi con il foglio di carta bianco perché sono estremi difensori dello status quo, non si arrabbiano con noi se non facciamo niente, vogliono questo".

***

Giustizia/ Alfano: Patologia i giudici che aggrediscono Berlusconi

Succede da 15 anni

Roma, 22 apr. (Apcom) - In Italia c'è "la situazione patologica di alcuni giudici politicizzati che hanno compiuto un'aggressione giudiziaria al presidente del Consiglio negli ultimi 15 anni: questa è la patologia". Lo ha detto il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, parlando alla Direzione nazionale del Pdl.

***

Intercettazioni/ Alfano: Difendiamo diritto inalienabile privacy

Non c'è Costituzione seria A e B

 Roma, 22 apr. (Apcom) - Con la legge sulle intercettazioni, il governo sta difendendo l'articolo 15 della Costituzione che stabilisce il diritto "inalienabile" alla privacy. Lo ha detto il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, nel suo intervento alla direzione del Pdl.

"Noi stiamo intervenendo a difesa dell'articolo 15, il diritto alla privacy, affermando che non c'è un pezzo di Costituzione di serie A e un pezzo di Costituzione di serie B", ha detto riferendosi al fatto che la magistratura si appella agli articoli che la riguardano mentre i giornalisti all'articolo 21.
Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 


MANIFESTAZIONE NAZIONALE
"PER LA GIUSTIZIA E PER I DIRITTI DI CHI CI LAVORA"


ROMA, 24 APRILE 2010

ore 10.30 piazza Bocca della Verità, corteo sino a Piazza Navona


Comunicato stampa di
Lina Lamonica Coordinatore nazionale penitenziari
e Gianfranco Macigno Coordinatore nazionale Giustizia minorile


Sabato 24 aprile i lavoratori penitenziari e della Giustizia minorile scenderanno in piazza a fianco dei colleghi degli altri dipartimenti della Giustizia contro la politica demagogica e securitaria del governo, per difendere il diritto alla giustizia nel nostro paese e l'art. 27 della costituzione.

Il Governo annuncia grandi ed epocali riforme al sistema giustizia oramai alla paralisi.

Il Ministro Alfano annuncia interventi strutturali e legislativi per risolvere la drammatica condizione di vita nelle carceri italiane determinata da un eccessivo ed inarrestabile sovraffollamento;

Il Ministro Alfano annuncia imminente l'approvazione del disegno di legge, in discussione in commissione giustizia alla camera, che prevede la messa alla prova per chi deve scontare tre anni e la detenzione domiciliare per chi deve scontare un anno: una strana panacea alle problematiche.

Annunci propagandistici i cui contenuti ravvisano scarsa conoscenza del contesto e delle sue complesse problematiche, e la ricaduta di tali provvedimenti sulla operatività e sul servizio degli operatori rischia di essere devastante:

* mancano le necessarie risorse umane e ed economiche, pregiudiziali all'effettivo raggiungimento dell'obiettivo;

* manca una seria attenzione verso i lavoratori che con l'accordo integrativo siglato da solo due OO.SS. risultano dequalificati e mortificati professionalmente;

* manca una visione globale delle problematiche e la capacità di un progetto che prevede un intervento a tutto campo.

Il problema carceri riteniamo che non trova soluzione se non abrogando principalmente le leggi Bossi-Fini, Fini-Giovanardi ed ex Cirielli; leggi che determinano l'incessante ingresso nelle carceri di microcriminalità e di disagio ed emarginazione sociale. Esso non trova soluzioni se gli interventi non sono condivisi e partecipati con le professionalità che quotidianamente nel contesto svolgono il proprio compito istituzionale demandato dalla carta costituzionale.

Ad oggi il Ministro Alfano ed il suo Governo hanno dimostrato totale disinteresse al reale funzionamento del sistema giustizia e di tutte le sue articolazioni; hanno dimostrato pressapochismo ed improvvisazione nelle "non soluzioni": una politica iniqua che ha determinato per il pianeta carcere una involuzione culturale e sociale, un punto di non ritorno.

Per questi motivi ci appelliamo a tutte le forze democratiche del paese, all'associazionismo e alla società civile tutta, perché aderiscano e partecipino il 24 aprile alla manifestazione nazionale "per la giustizia e per i diritti di chi ci lavora", per rafforzare il dissenso ai tagli e all'accordo siglato dalla minoranza delle OO.SS. contravvenendo alle normali regole democratiche.

La civiltà giuridica e democratica di un paese si riscontra e non può prescindere dalla condizione del suo sistema giustizia e dalla condizione delle sue carceri.

Roma, 22 aprile 2010

Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Loredana Morandi (del 22/04/2010 @ 16:38:57, in Sindacato, linkato 1495 volte)
Federazione Nazionale della Stampa Italiana

Roma, 22 aprile 2010
Pro.t. n. 94


L’arma impropria del risarcimento civile

Al Festival del Giornalismo di Perugia
sabato 24 aprile, dalle ore 10
presso il Centro G. Alessi, (c.so Vannucci)
confronto pubblico promosso dalla Fnsi
in collaborazione con Articolo 21 e Libera Informazione



Ci sono molti modi per colpire la libertà di stampa, che non piace al potere perché ne mette a nudo l’illegalità e l’arroganza. In un’Italia che è oramai al 49° posto nella graduatoria della libertà dell’informazione,  come attesta  Reporter sans Frontières, ci sono modi visibili e devastanti per svuotare di contenuto  l’informazione, quali il ddl governativo sulle intercettazioni  all’esame del Parlamento. Ce ne sono però altri, altrettanto devastanti e più infidi, perché non visibili: parliamo dell’indennizzo civile, cioè delle somme richieste per il risarcimento del danno di una presunta diffamazione, legato alla discrezionalità della persona che si ritiene offesa e al giudizio insindacabile  di un giudice monocratico. Richieste milionarie, che insieme alla minaccia di sanzione penale tendono a dissuadere giornalisti ed editori che si cimentano con inchieste scomode. Una normativa che va in senso opposto alle legislazioni dei paesi più evoluti come l’Inghilterra che, allineandosi con gli Stati Uniti,  ha depenalizzato la diffamazione, sanzionabile soltanto quando sia provata una volontà criminale.
 La normativa italiana deve cambiare profondamente, restituendo alla stampa le funzioni di controllo sociale e garantendo ai cittadini il diritto a conoscere la realtà sancito dall’articolo 21 della Costituzione.
Per dibattere questo tema e formulare nuove proposte legislative che modifichino alla radice le attuali norme, trasformate oramai in un’arma impropria,  sabato 24 aprile, al Festival del  Giornalismo in corso a Perugia, presso il Centro G. Alessi (corso Vannucci) alle ore 10 avrà luogo un pubblico confronto.

Parteciperanno:


Gaetano Pecorella, avvocato, deputato del PDL
Roberto Zaccaria, giurista, deputato del PD
Domenico D’Amati, avvocato, Articolo 21
Oreste Flamminii Minuto, avvocato
Roberto Morrione, Presidente Libera Informazione
Roberto Natale, Presidente FNSI

***

FEDERAZIONE NAZIONALE DELLA STAMPA ITALIANA
Unione Nazionale Cronisti Italiani


Roma, 22/4/2010

CERIMONIA IL  3 MAGGIO NELLA SEDE DELLA REGIONE LOMBARDIA

A Milano la Giornata della Memoria dei cronisti uccisi


Sarà Milano quest’anno la città sede della celebrazione della terza Giornata della Memoria dei giornalisti uccisi da mafie e terrorismo, voluta dall’Unione Nazionale Cronisti Italiani, in concomitanza, il 3 di maggio, con la Giornata della Libertà dell'informazione decretata dall'Assemblea Generale dell'Onu nel 1993 e organizzata dall'Unesco.
La cerimonia, che si svolgerà nella sede della Regione Lombardia, al Pirellone, nell’Auditorium Giorgio Gaber,  assume un particolare significato per  il giornalismo milanese, in quanto il prossimo 28 maggio ricorrerà il trentesimo anniversario dell’assassinio di Walter Tobagi, il giornalista del Corriere della Sera e dirigente sindacale falciato sotto casa da un commando delle Brigate XXVIII Marzo, guidata da Marco Barbone. Tobagi, insieme con gli altri dieci giornalisti italiani uccisi e i molti altri feriti da commando terroristici o della criminalità organizzata, sarà ricordato oltre che dalla figlia Benedetta, dal collega e amico Giuseppe Baiocchi.
Ma l’Unci e il Gruppo Cronisti Lombardi, che in collaborazione con l’Associazione Lombarda dei Giornalisti e l’Ordine Regionale, con la Fnsi e l’Ordine nazionale dei giornalisti hanno curato l’organizzazione della Giornata, vogliono che quella di Milano sia anche l’occasione per una riflessione sulla situazione di tutti quei colleghi che, lavorando in zone ad alta densità mafiosa, sono quotidianamente sotto la minaccia della criminalità organizzata. E’ in questa prospettiva che saranno presenti a Milano anche Rosaria Capacchione e Lirio Abbate, a testimoniare quanto sia ancora difficile e pericoloso per la propria incolumità personale esercitare in vaste aree del nostro Paese il diritto-dovere di cronaca.
Alla cerimonia saranno presenti, oltre al Governatore della Lombardia Roberto Formigoni, le maggiori autorità civili e militari milanesi, e il presidente della Federazione Nazionale della Stampa Roberto Natale.
La manifestazione sarà il segno tangibile che il ricordo di quanti si sono sacrificati non sbiadisce con il passare degli anni e che tutti gli organismi della categoria sono impegnati nel mantenere aperti i canali – come dimostra la  contestazione del ddl legge Alfano -  attraverso i quali la libertà di stampa fornisce ai cittadini in modo corretto, completo e tempestivo le informazioni indispensabili perché conoscano quanto avviene nel Paese e possano, quindi, assumere in modo consapevole le loro scelte.
Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Federazione Nazionale della Stampa Italiana

Roma, 21 aprile 2010
 
Intercettazioni: giornalisti e opinione pubblica
il 28 aprile a Piazza Navona davanti al Senato

Il potere non vuole controlli, nuovo pesante bavaglio all’informazione


Continua senza sosta la mobilitazione contro chi vuole mettere il bavaglio all’informazione. Dopo la manifestazione di 300mila persone del 3 ottobre a piazza del Popolo e le iniziative contro la decisione di sospendere in campagna elettorale le trasmissioni di approfondimento, un nuovo appuntamento per i giornalisti e per chi nell’opinione pubblica vuole essere correttamente informata.
Giornalisti in piazza dalle ore 10 alle 14 il 28 aprile, davanti al Senato (piazza Navona Corsia Agonale) contro le nuove norme bavaglio che il Governo intende introdurre nel disegno di legge sulle intercettazioni. La decisione è stata assunta dalla Giunta esecutiva della Fnsi, non appena appresa notizia degli emendamenti al disegno di legge già approvato dalla Camera che inaspriscono sanzioni civili e penali a carico dei giornalisti, al fine di impedire qualsiasi notizia su inchieste giudiziarie.
La Federazione Nazionale della Stampa ha deciso di convocare in seduta straordinaria il Consiglio nazionale e di invitare i Comitati di redazione alla mobilitazione immediata. Fa inoltre appello alla società civile e a tutti i soggetti che hanno già manifestato in più circostanze per il diritto dei cittadini all’informazione a far sentire la loro voce e a sostenere le iniziative contro ogni proposta liberticida.

***

FEDERAZIONE NAZIONALE DELLA STAMPA ITALIANA
Unione Nazionale Cronisti Italiani
   
Il Presidente 
Roma, 21/04/2010

IL 28 ALLA MANIFESTAZIONE INDETTA DALLA  FNSI DAVANTI AL SENATO

Intercettazioni: cronisti in prima fila contro i bavagli

I cronisti italiani saranno in prima fila, mercoledì 28 aprile, alla manifestazione indetta dalla Federazione della Stampa davanti al Senato per contrastare i nuovi bavagli introdotti dagli emendamenti della maggioranza al ddl Alfano sulle intercettazioni.

Già nei giorni scorsi l’Unci, che parteciperà alla manifestazione con il proprio Consiglio nazionale, aveva sollecitato a Fnsi e Ordine la mobilitazione urgente dell’intera categoria poichè aveva avvertito che l’orientamento nella Commissione Giustizia di Palazzo Madama era quello di inasprire tutte le norme che riguardano la stampa.

I cronisti ribadiscono che il diritto di informare dei giornalisti coincide con il diritto di sapere dei cittadini. Pertanto è inaccettabile la   volontà di impedire la pubblicazione del contenuto delle intercettazioni nel periodo che intercorre tra la misura cautelare e lo svolgimento del dibattimento, creando così un vuoto temporale incomprensibile e arbitrario. Del tutto inaccettabile è, anche, la fantasiosa previsione di condannare al carcere chi registra le proprie conversazioni.

Gli emendamenti presentati confermano che il disegno del governo e della maggioranza è quello di espropriare i cittadini del diritto a loro riconosciuto dalla Costituzione ad avere una informazione corretta, completa e tempestiva; il disegno, cioè, di tenere l’opinione pubblica all’oscuro di quanto avviene.
Se il ddl Alfano diventasse legge, infatti, i cittadini non potrebbero più venire a conoscenza di fatti delittuosi gravissimi,  come ad esempio, le risate di due imprenditori alla notizia del terremoto dell'Aquila, il bacio in fronte del banchiere Fiorani a Fazio, la concussione di un giudice tributario e di un suo consulente per aggiustare una sentenza su controversie fiscali, le tangenti sulla Sanità in Puglia, le torbide vicende del campionato di calcio.
Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Facebook esulta, complimenti al pm Varone! L.M.

Farindola, corruzione e concussione
arrestato il sindaco e altri 4 politici


PESCARA. Corruzione, concussione, peculato, falsità ideologica, estorsione e millantato credito. Questi i reati di cui devono rispondere il sindaco del comune di Farindola e coordinatore dell'Udc, Antonello De Vico, l'assessore Rocco Petrucci, due consiglieri ed ex assessori Alberto Giancaterino e Femio Di Norscia, tutti espressione di una maggioranza di centrosinistra, e Daniele Marzetti della Coop Agorà. Quindici le persone indagate.

A tutti sono stati concessi gli arresti domiciliari, e tra le 15 perquisizioni effettuate nei confronti degli indagati c'è anche quella nei confronti del sindaco di Penne Donato Di Marcoberardino.

L'operazione conclude una complessa indagine che ha consentito ai carabinieri di scoprire, nei comuni di Penne e Farindola e nei rapporti tra pubblici amministratori e privati imprenditori della provincia, meccanismi di illegalità diffusa nella gestione di appalti, assunzioni, costruzione di abitazioni private, gestione delle politiche sociali ed assistenziali e dei servizi di smaltimento rifiuti. Le indagini sono coordinate dal pm Gennaro Varone.

(Il Centro, 22 aprile 2010)
Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Loredana Morandi (del 22/04/2010 @ 09:34:20, in Magistratura, linkato 1784 volte)
Associazione Nazionale Magistrati



Intercettazioni, molti i nodi irrisolti

Gli emendamenti non modificano gli aspetti di criticità dell’impianto complessivo della riforma
 

L’Associazione nazionale magistrati ribadisce la più netta contrarietà al testo di riforma in materia di intercettazioni in discussione in Senato, che rischia di vanificare, soprattutto per i reati di mafia e di criminalità organizzata, la possibilità di utilizzare un fondamentale e insostituibile strumento d’indagine.

Gli emendamenti da ultimo proposti, pur accogliendo in parte alcune osservazioni formulate dall’Anm, non modificano gli insuperabili aspetti di criticità dell’impianto complessivo della riforma.

Gravi indizi di reato

L’introduzione del requisito dei “gravi indizi di reato” rappresenta un apprezzabile miglioramento rispetto all’originaria previsione degli “evidenti indizi di colpevolezza”. Tuttavia, appare del tutto contraddittorio con tale innovazione il richiamo alla disciplina dell’art.192 c.p.p., trattandosi di norma che regola la valutazione della prova ai fini della colpevolezza e, dunque, difficilmente riferibile alla sussistenza di indizi di reato.

E’ poi assolutamente irragionevole il divieto di disporre nuovi ascolti sulla base dei contenuti di intercettazioni lecitamente acquisite. Ad esempio, se nel corso di una conversazione intercettata in un’indagine per traffico di stupefacenti l’interlocutore riferisce dell’imminente programmazione di un omicidio, sarebbe impossibile disporre nuove intercettazioni per impedire l’omicidio e individuarne i responsabili.

Intercettazione utenze soggetti estranei

Analogamente è apprezzabile il tentativo di riempire di contenuto il requisito della indispensabilità a fini investigativi nell’ipotesi di intercettazione di utenze di soggetti estranei al reato. La formulazione della norma, però, è poco precisa sul piano tecnico e rischia di generare equivoci in merito ai presupposti necessari. Sarebbe, pertanto, preferibile utilizzare una formulazione più chiara come, ad esempio, l’indicazione della necessità che sussista fondato motivo di ritenere che le relative comunicazioni o conversazioni siano direttamente attinenti ai fatti oggetto di indagine.

Riprese visive

Condivisibile, infine, è la scelta di differenziare la disciplina delle intercettazioni di comunicazioni da quella delle riprese visive in luogo pubblico, attività quest’ultima di grande utilità investigativa che non incide sulla sfera della riservatezza delle persone coinvolte.

Acquisizione tabulati

Inspiegabile, invece, perché  si voglia mantenere la stessa disciplina delle intercettazioni anche per l’acquisizione dei c.d. tabulati, che per pacifica giurisprudenza costituzionale rappresenta un’interfenza nella libertà di comunicazione di gran lunga inferiore rispetto a quella delle intercettazioni. Peraltro per le indagini di criminalità organizzata e terrorismo si prevedono, paradossalmente,  requisiti più rigorosi per l’acquisizione di un tabulato di quelli richiesti per un’intercettazione.

Sul testo complessivo permangono ancora numerosi nodi irrisolti.


Limiti di tempo


In particolare, la previsione di un termine di durata massima delle intercettazioni è assolutamente irragionevole e rischia di rendere del tutto inutilizzabile lo strumento. L’attività criminosa non rispetta certo gli stretti margini temporali fissati dalla legge  per lo svolgimento delle intercettazioni. Basti pensare a un sequestro di persona, a un’operazione di importazione di stupefacenti o di armi, alla tratta di persone, a un’attività di corruzione nella pubblica amministrazione per capire quanto sia del tutto inadeguato e irrisorio il termine di soli due mesi di ascolti. La possibilità di proroga di soli ulteriori 15 giorni che si vorrebbe introdurre non modifica in alcun modo l’irrazionalità della limitazione temporale prevista.

Intercettazioni ambientali

La limitazione delle intercettazioni ambientali ai luoghi nei quali “vi è fondato motivo di ritenere” che “si stia svolgendo l’attività criminosa”, per tutti i reati e persino per i delitti di criminalità organizzata e terrorismo, rischia di arrecare un danno irreparabile all’attività di contrasto alle organizzazioni criminali da parte delle forze dell’ordine e della magistratura.

Divieto di pubblicazione

Il divieto di pubblicazione, anche parziale o per riassunto o nel contenuto, di tutti gli atti di indagine, anche se non più coperti da segreto, fino alla chiusura delle indagini rappresenta  un’inaccettabile limitazione al diritto/dovere di informazione e di cronaca garantito dall’articolo 21 della Costituzione.

Registrazioni senza consenso

Del tutto incomprensibile è poi l’introduzione di un reato per la registrazione di comunicazioni da parte di uno degli interlocutori senza il consenso degli altri; una previsione in netto contrasto con la pacifica giurisprudenza della Corte Costituzionale e della Corte di Cassazione. Tale disposizione rischia, infatti, da un lato di esporre le vittime di reato a incriminazione (non essendo sempre possibile stabilire a priori che dal contenuto di una conversazione emerga una notizia di reato) e dall’altro di pregiudicare irrimediabilmente ogni forma di giornalismo d’inchiesta.

Competenza 

Infine, attribuire al tribunale con sede nel capoluogo del distretto e in composizione collegiale, non soltanto la competenza per autorizzare le attività d’intercettazione, ma anche quella per la convalida dei provvedimenti di urgenza, le proroghe, l’autorizzazione ad acquisire i tabulati, rischia di creare insuperabili problemi organizzativi, in assenza di qualsiasi intervento sulla geografia giudiziaria, pure sollecitato più volte dalla Anm.

Roma, 21 aprile 2010

Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Loredana Morandi (del 22/04/2010 @ 09:21:54, in Sindacati Giustizia, linkato 1331 volte)
Convegno

CGIL - Magistratura Democratica
Rivista Giuridica del Lavoro e della Previdenza sociale





Crisi e riforma della giustizia del lavoro


Biblioteca del CNEL il 23 aprile 2010



Il giorno 23 aprile 2010, dalle ore 9,30 alle 17,00, si svolgerà a Roma presso la Biblioteca del CNEL, Viale Lubin, 2, un convegno dal titolo “Crisi e riforma della giustizia del lavoro“, promosso dalla Consulta Giuridica della CGIL, da Magistratura Democratica e dalla Rivista Giuridica del Lavoro e della Previdenza Sociale.

Il convegno ha per oggetto la disamina delle norme lavoristiche contenute nel disegno di legge governativo n. 1441-quater-D, con particolare riguardo alla clausola compromissoria, all’arbitrato secondo equità, ai termini di decadenza per il deposito del ricorso giudiziale, al condizionamento dei poteri del magistrato del lavoro in materia di clausole generali, giusta causa e giustificato motivo di licenziamento, sanzioni disciplinari ed altro.

Tali norme in larga misura sono state rimesse dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano al Parlamento per una nuova e più approfondita disamina, tenuto conto della possibile collisione con le norme costituzionali che tutelano il lavoratore quale contraente debole.

La nota presidenziale auspica inoltre che la flessibilizzazione della disciplina del rapporto di lavoro venga realizzata con riforme del diritto sostanziale specifiche, evidenti e generalmente condivise, anziché con norme processuali surrettizie e di portata indeterminata. Il convegno intende approfondire le tematiche alla luce delle considerazioni presidenziali.

Il convegno si articolerà in due sessioni. Quella mattutina - dedicata alle relazioni introduttive, agli interventi programmati e al dibattito - sarà introdotta dal Presidente dell’Associazione Nazionale Magistrati Luca Palamara. Nel pomeriggio è prevista una tavola rotonda dal titolo “Per una tutela effettiva dei diritti dei lavoratori”, come da invito elettronico allegato. Concluderà i lavori il segretario confederale CGIL Fulvio Fammoni.

Data l’importanza del momento che richiede il contributo di tutti/e al fine di modificare il testo di d.d.l., auspichiamo la più ampia partecipazione delle strutture sindacali, degli studiosi e degli operatori del diritto.

Scarica il programma

La notizia e una sintesi degli interventi da Rassegna.it


Roma, venerdì convegno su riforma giustizia lavoro


Un'iniziativa promossa dalla Consulta Giuridica della Cgil, da Magistratura Democratica e dalla Rivista Giuridica del Lavoro e della Previdenza Sociale

Un convegno per riflettere sul disegno di legge governativo n. 1167-B, quello che riforma la giustizia del lavoro. Un disegno di legge che pone una serie di interrogativi, primi tra tutti quelli relativi alla clausola compromissoria allegata al contratto di lavoro ed all’arbitrato secondo equità; e ancora: il problema dei termini di decadenza per il deposito del ricorso giudiziale, quello del condizionamento dei poteri del magistrato del lavoro in materia di clausole generali, giusta causa e giustificato motivo di licenziamento, sanzioni disciplinari e altro.

Norme che in larga misura il Presidente della Repubblica ha deciso di rimettere al Parlamento, per una nuova e più approfondita disamina, tenuto conto della possibile collisione con le norme costituzionali che tutelano il lavoratore quale contraente debole. La nota presidenziale auspica inoltre che la flessibilizzazione della disciplina del rapporto di lavoro venga realizzata con riforme del diritto sostanziale specifiche, evidenti e generalmente condivise, anziché con norme processuali surrettizie e di portata indeterminata.

Il convegno si articolerà in due sessioni. Quella mattutina, presieduta da Sergio Mattone (Presidente onorario della Corte di Cassazione), sarà introdotta dal Presidente dell’Associazione Nazionale Magistrati Luca Palamara. Seguiranno le relazioni di Luigi Mariucci (Università di Venezia) sul declino dei diritti individuali e collettivi nel processo di lavoro; di Valerio Speziale (Università di Pescara) sui limiti alla giustiziabilità dei diritti nella riforma del lavoro; e di Massimo Roccella (Università di Torino) sul regime delle impugnazioni.

Il convegno proseguirà con alcuni interventi programmati: Raffaele Foglia (Magistrato di Cassazione presso la Corte Costituzionale) parlerà degli aspetti problematici della nuova normativa; Amos Andreoni (La Sapienza Università di Roma) tratterà il tema del processo previdenziale; Giovanni Cannella (Magistrato) discuterà dell’organizzazione del lavoro negli uffici giudiziari; infine l’Avv. Sergio Vacirca tratterà delle funzioni dell’avvocatura nel nuovo processo di lavoro.

Nel pomeriggio è prevista una tavola rotonda dal titolo “Per una tutela effettiva dei diritti dei lavoratori”, presieduta da Rita Sanlorenzo (Magistrato, segretario nazionale di Magistratura democratica) ed alla quale sono stati invitati: Piergiovanni Alleva (Università Politecnica delle Marche), Maurizio Cinelli (Università di Macerata), Giuseppe Ferraro (Università di Napoli “Federico II”), Tiziano Treu (Vice Presidente della Commissione Lavoro del Senato) e Antonio Vallebona (Università di Roma Tor Vergata). Concluderà i lavori il segretario confederale CGIL Fulvio Fammoni.

Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Pagine: 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 32 33 34 35 36 37 38 39 40 41 42 43 44 45 46 47 48 49 50 51 52 53 54 55 56 57 58 59 60 61 62 63 64 65 66 67 68 69 70 71 72 73 74 75 76 77 78 79 80 81 82 83 84 85 86 87 88 89 90 91 92 93 94 95 96 97 98 99 100 101 102 103 104 105 106 107 108 109 110 111 112 113 114 115 116 117 118 119 120 121 122 123 124 125 126 127 128 129 130 131 132 133 134 135 136 137 138 139 140 141 142 143 144 145 146 147 148 149 150 151 152 153 154 155 156 157 158 159 160 161 162 163 164 165 166 167 168 169 170 171 172 173 174 175 176 177 178 179 180 181 182 183 184 185 186 187 188 189 190 191 192 193 194 195 196 197 198 199 200 201 202 203 204 205 206 207 208 209 210 211 212 213 214 215 216 217 218 219 220 221 222 223 224 225 226 227 228 229 230 231 232 233 234 235 236 237 238 239 240 241 242 243 244 245 246 247 248 249 250 251 252 253 254 255 256 257 258 259 260 261 262 263 264 265 266 267 268 269 270 271 272 273 274 275 276 277 278 279 280 281 282 283 284 285 286 287 288 289 290 291 292 293 294 295 296 297 298 299 300 301 302 303 304 305 306 307 308 309 310 311 312 313 314 315 316 317 318 319 320 321 322 323 324 325 326 327 328 329 330 331 332 333 334 335 336 337 338 339 340 341 342 343 344 345 346 347 348 349 350 351 352 353 354 355 356 357 358 359 360 361 362 363 364 365 366 367 368 369 370 371 372 373 374 375 376 377 378 379 380 381 382 383 384 385 386 387 388 389 390 391 392 393 394 395 396 397 398 399 400 401 402 403 404 405 406 407 408 409 410 411 412 413 414 415 416 417 418 419 420 421 422 423 424 425 426 427 428 429 430 431 432 433 434 435 436 437 438 439 440 441 442 443 444 445 446 447 448 449 450 451 452 453 454 455 456 457 458 459 460 461 462 463 464 465 466 467 468 469 470 471 472 473 474 475 476 477 478 479 480 481 482 483 484 485 486 487 488 489 490 491 492 493 494 495 496 497 498 499 500 501 502 503
Ci sono  persone collegate

< agosto 2019 >
L
M
M
G
V
S
D
   
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
12
13
14
15
16
17
18
19
20
21
22
23
24
25
26
27
28
29
30
31
 
             






Cerca per parola chiave
 

Titolo
Ambiente (38)
Associazioni Giustizia (52)
Economia (86)
Estero (187)
Giuristi (134)
Gruppo Cellule Staminali (1)
Indagini (210)
Lavoratori Giustizia (1)
Magistratura (2170)
Osservatorio (1)
Osservatorio Famiglia (512)
Politica (926)
Redazionale (68)
Sindacati Giustizia (326)
Sindacato (221)
Telestreet (7)
Varie (82)

Catalogati per mese:
Novembre 2005
Dicembre 2005
Gennaio 2006
Febbraio 2006
Marzo 2006
Aprile 2006
Maggio 2006
Giugno 2006
Luglio 2006
Agosto 2006
Settembre 2006
Ottobre 2006
Novembre 2006
Dicembre 2006
Gennaio 2007
Febbraio 2007
Marzo 2007
Aprile 2007
Maggio 2007
Giugno 2007
Luglio 2007
Agosto 2007
Settembre 2007
Ottobre 2007
Novembre 2007
Dicembre 2007
Gennaio 2008
Febbraio 2008
Marzo 2008
Aprile 2008
Maggio 2008
Giugno 2008
Luglio 2008
Agosto 2008
Settembre 2008
Ottobre 2008
Novembre 2008
Dicembre 2008
Gennaio 2009
Febbraio 2009
Marzo 2009
Aprile 2009
Maggio 2009
Giugno 2009
Luglio 2009
Agosto 2009
Settembre 2009
Ottobre 2009
Novembre 2009
Dicembre 2009
Gennaio 2010
Febbraio 2010
Marzo 2010
Aprile 2010
Maggio 2010
Giugno 2010
Luglio 2010
Agosto 2010
Settembre 2010
Ottobre 2010
Novembre 2010
Dicembre 2010
Gennaio 2011
Febbraio 2011
Marzo 2011
Aprile 2011
Maggio 2011
Giugno 2011
Luglio 2011
Agosto 2011
Settembre 2011
Ottobre 2011
Novembre 2011
Dicembre 2011
Gennaio 2012
Febbraio 2012
Marzo 2012
Aprile 2012
Maggio 2012
Giugno 2012
Luglio 2012
Agosto 2012
Settembre 2012
Ottobre 2012
Novembre 2012
Dicembre 2012
Gennaio 2013
Febbraio 2013
Marzo 2013
Aprile 2013
Maggio 2013
Giugno 2013
Luglio 2013
Agosto 2013
Settembre 2013
Ottobre 2013
Novembre 2013
Dicembre 2013
Gennaio 2014
Febbraio 2014
Marzo 2014
Aprile 2014
Maggio 2014
Giugno 2014
Luglio 2014
Agosto 2014
Settembre 2014
Ottobre 2014
Novembre 2014
Dicembre 2014
Gennaio 2015
Febbraio 2015
Marzo 2015
Aprile 2015
Maggio 2015
Giugno 2015
Luglio 2015
Agosto 2015
Settembre 2015
Ottobre 2015
Novembre 2015
Dicembre 2015
Gennaio 2016
Febbraio 2016
Marzo 2016
Aprile 2016
Maggio 2016
Giugno 2016
Luglio 2016
Agosto 2016
Settembre 2016
Ottobre 2016
Novembre 2016
Dicembre 2016
Gennaio 2017
Febbraio 2017
Marzo 2017
Aprile 2017
Maggio 2017
Giugno 2017
Luglio 2017
Agosto 2017
Settembre 2017
Ottobre 2017
Novembre 2017
Dicembre 2017
Gennaio 2018
Febbraio 2018
Marzo 2018
Aprile 2018
Maggio 2018
Giugno 2018
Luglio 2018
Agosto 2018
Settembre 2018
Ottobre 2018
Novembre 2018
Dicembre 2018
Gennaio 2019
Febbraio 2019
Marzo 2019
Aprile 2019
Maggio 2019
Giugno 2019
Luglio 2019
Agosto 2019

Gli interventi più cliccati

Titolo
Bianco e nero (236)
I gatti di G.Q. (25)

Le fotografie più cliccate

Titolo
G.Q. Non ha mai pubblicato pubblicità in otto anni e se iniziasse ora?

 Si, a me non disturba
 No, non mi piace



Titolo






A.N.M.
A.N.M. new
A.D.M.I.
Argon News
A.I.M.M.F.
Argon News Redazione
Artists Against War
Articolo 3
BloggersPerLaPace
Comitato Sfruttatori ATU
Commissariato PS Online
dBlog.it Open Source
Erga Omnes
Eugius
Filo Diritto
Intesaconsumatori
Geopolitica
Giuristi Democratici
Giuristi Democratici Roma
Magistratura Democratica
M.D. Toscana
Medel
Medicina Democratica
Magistratura Indipendente
Movimento per la Giustizia
Nazionale Magistrati
Non Solo Giustizia
Osservatorio Bresciano
Osservatorio Romano
Sorgente D'Amore
Studio Cataldi
Studio Celentano
Studio Tidona
Toghe Lucane
Uguale per Tutti
Unità per la Costituzione
Unicost Milano
Unione Internazionale Magistrati
Morandi Senato
About me







http://www.wikio.it
Wikio
Iscriviti a GQ su FriendFeed
Blogstreet - dove il blog è di casa
Iscriviti a GQ su Twitter
Powered by FeedBurner


Blog Link










21/08/2019 @ 1.00.48
script eseguito in 547 ms