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 volto di bambola ... by Lunadicarta... di Lunadicarta
 
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Il mondo di oggi ha bisogno di persone che abbiano amore e lottino per la vita almeno con la stessa intensità con cui altri si battono per la distruzione e la morte.

Mahatma Gandhi
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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Loredana Morandi (del 24/02/2010 @ 18:30:35, in Sindacati Giustizia, linkato 1402 volte)
INFORMAZIONE: FINALMENTE LA RAI PRENDE ATTO DEI PROBLEMI
DEGLI UFFICI GIUDIZIARI E DEI LAVORATORI  DELLA GIUSTIZIA

500 lavoratori giudiziari manifestano davanti alla RAI
contro l’assordante silenzio sulla vertenza giustizia



E’ stata necessaria un’assemblea cittadina di circa 500 lavoratori giudiziari, indetta questa mattina a Roma dalla RdB P.I. ed altre sigle sindacali davanti alla sede Rai di Viale Mazzini, per far rendere conto ai vertici del servizio pubblico che esiste un problema Giustizia legato non solo ai lodi e ai processi brevi, ma anche alla funzionalità degli uffici e alla condizione di lavoro degli operatori.
La protesta davanti alla sede Rai nasce in seguito allo sdegno suscitato fra i lavoratori per il totale silenzio riservato dall’informazione pubblica al recente sciopero nazionale del settore, che lo scorso 5 febbraio ha paralizzato tribunali e uffici giudiziari mentre migliaia di lavoratori hanno manifestato nelle piazze e davanti ai tribunali di tutto il paese.
Nel corso della protesta odierna una delegazione è stata ricevuta dal Direttore Comunicazione, Relazioni Esterne e Istituzionali della RAI, Dott. Guido Paglia, il quale, dopo aver rassicurato che la ragioni dei lavoratori giudiziari saranno ampiamente rappresentate nella prossima puntata del programma “Presadiretta”, che andrà in onda domenica 28 febbraio su RAI 3, si è impegnato a sollecitare i direttori delle testate giornalistiche a seguire con attenzione la vertenza dei lavoratori giudiziari.
“Durante il nostro sciopero del 5 febbraio siamo stati intervistati dalla tv pubblica tedesca, da quella svizzera e persino da una rete indipendente iraniana, ma non dai Tg e dai Gr del servizio pubblico italiano”, rammenta con amarezza Pina Todisco, della Direzione nazionale RdB P.I.. “Presto ci saranno ulteriori forti iniziative a sostegno di una vertenza che non è certo conclusa. Non mancherà dunque occasione per verificare gli impegni assunti oggi dai vertici RAI nei confronti di tutti i lavoratori della Giustizia”, conclude la dirigente RdB P.I.

Roma, 23 febbraio 2010

RdB Cub



GIORNATA DI PROTESTA DEL 23 FEBBRAIO: RASSEGNA STAMPA

23 febbraio 2010 - Ansa
Giustizia:sit-in protesta lavoratori Ancona davanti sede Rai
Stop a tagli indiscriminati e nuove assunzioni
(ANSA) - ANCONA, 23 FEB - ''Giustizia rapida ed efficiente'', ''nuove assunzioni'', ''valorizzazione e riqualificazione del personale'', stop ai ''tagli indiscriminati''. Sono tra le richieste dei lavoratori della giustizia di Ancona che stamani hanno messo in atto un sit-in con bandiere e volantini davanti alla sede Rai. L'iniziativa e' stata promossa dai sindacati per la funzione pubblica Cgil, Uil, Flp e RdB. Al palazzo di giustizia del capoluogo lavorano circa 200 persone tra tribunale, sedi staccate, procura e procura generale.

23 febbraio 2010 - VivereAncona
Protesta dei lavoratori del Tribunale
Ancona - Valorizzazione e riqualificazione del personale, investimenti adeguati, stop ai tagli, sono queste le richieste che alcuni lavoratori del tribunale di Ancona hanno avanzato con un sit-in di protesta martedì mattina.
Le richieste sono state avanzate da una delegazione che ha partecipato all’iniziativa di protesta, promossa dai sindacati per la funzione pubblica Cgil, Uil, Flp e RdB. Il sit-in è avvenuto davanti alla sede Rai del capoluogo.

23 febbraio 2010 - Liguria Oggi
Genova – Presidio lavoratori Giustizia sotto la sede Rai
Genova – Un presidio del personale dell’Amministrazione Giudiziaria sotto la sede rai di corso Europa. Martedì 23 febbraio alle ore 15.00 presso la sede della Rai Regionale in Corso Europa 125, gli operatori giudiziari attueranno un presidio per manifestare contro la riforma del nuovo ordinamento professionale.
Ecco il comunicato di Fp Cgil, Uil PA, Rdb Cub:
"Da tempo gli uffici giudiziari versano in condizioni gravi, mancano le persone che li facciano funzionare, mancano le risorse economiche e non vi sono progetti di modernizzazione. Il nuovo ordinamento professionale siglato dall’Amministrazione e dalla minoranza delle OO.SS minoritarie (CISL ed UNSA- SAG) demansiona e dequalifica i lavoratori, separa le funzioni con il conseguente peggioramento del servizio ed il rallentamento dei tempi dei processi che porterà ad una divisione del lavoro che va contro ogni principio di buona organizzazione.Profondamente demotivato, il personale degli uffici giudiziari, attende da anni il giusto riconoscimento professionale e che l’Amministrazione proceda a 3 mila nuove assunzioni, per sopperire alle gravi carenze di organico e garantire la prosecuzione del servizio".

23 febbraio 2010 - Città di Genova
Alle 15, presidio dei lavoratori degli uffici giudiziari davanti alla Rai
Genova - Maggiore riconoscimento professionale e nuove assunzioni che garantiscano il turn over. Sono solo alcune delle richieste dei lavoratori degli uffici giudiziari che oggi, anche a Genova, davanti alla sede della Rai regionale in Corso Europa, protesteranno contro gli accordi separati del Ministero della Giustizia firmati da alcune sigle sindacali. "Da tempo - fanno sapere in un comunicato - gli uffici giudiziari versano in condizioni gravi, mancano le persone che li facciano funzionare, mancano le risorse economiche e non vi sono progetti di modernizzazione. Il nuovo ordinamento professionale siglato dall’Amministrazione e dalla minoranza delle OO.SS minoritarie (CISL ed UNSA- SAG) demansiona e dequalifica i lavoratori, separa le funzioni con il conseguente peggioramento del servizio ed il rallentamento dei tempi dei processi che porterà ad una divisione del lavoro che va contro ogni principio di buona organizzazione." Il personale degli uffici giudiziari si definisce "profondamente demotivato", e chiede "il giusto riconoscimento professionale" atteso "da anni" valutando in tremila nuove assunzioni il personale necessario per rimediare alle gravi carenze dell'organico, e garantire la prosecuzione del servizio.

23 febbraio 2010 - Corriere Adriatico
"C’è rischio di paralisi per il sistema giustizia"
Ancona - Prosegue la protesta dei lavoratori del settore giustizia di Fp-Cgil, Uil-Pa, RdB e Flp. Oggi i dipendenti degli uffici giudiziari di Ancona manifesteranno dalle ore 10 a mezzogiorno in piazza della Repubblica, davanti alla sede regionale della Rai. "Nel corso della protesta - si legge in un comunicato delle segreterie sindacali regionali - saranno distribuiti volantini per spiegare ai cittadini le ragioni della lotta". Sotto accusa c’è "lo stato della giustizia in Italia e ad Ancona, ormai al collasso per la mancanza di personale e di investimenti per il funzionamento della giustizia stessa". Una situazione che, se non risolta, secondo le quattro sigle sindacali rischia di "portare a una paralisi di tutto il sistema". Non sono soli, in questa protesta, cancellieri e impiegati della giustizia anconetana. Anche l’Ordine degli avvocati si riconosce nel loro grido d’allarme. "Siamo vicinissimi ai dipendenti del settore giustizia perché la loro protesta è la nostra - dice il presidente Maurizio Barbieri -. C’è un depauperamento del personale amministrativo, come anche dei magistrati, veramente inaccettabile. La pianta organica è ferma a 50 anni fa, mentre oggi il numero delle pendenze di cause civili e penali è aumentato di 20 volte. Senza considerare che il personale che se ne va non viene sotituito. La conseguenza è che si rischia di andare allo sfacelo del settore giustizia". Anche nell’anno in corso, per il blocco del turn over, il Tribunale di Ancona perdera sei dipendenti degli uffici giudiziari che andranno in pensione, riducendo l’organico ai minimi storici. L’Ordine degli avvocati, per quanto possibile, ha cercato di contribuire finanziando l’informatizzazione degli uffici.

23 febbraio 2010 - Il Messaggero
Ancona. Nel 2010 il Tribunale di Ancona perderà sei dipendenti...
Ancona - Nel 2010 il Tribunale di Ancona perderà sei dipendenti. Impiegati degli uffici giudiziari che andranno in pensione senza essere sostituiti. Così, l’organico già ridotto all’osso finirà per raggiungere minimi storici. E’ uno dei motivi che questa mattina porterà una rappresentanza dei lavoratori di Palazzo di giustizia, intenzionati a dar vita a due ore di protesta sotto la sede della Rai in piazza della Repubblica. Con il presidio, organizzato da Cgil, Uil, Flp e Rdb, che si terrà dalle 10 alle 12, si dice solidale il presidente del Consiglio dell’ordine degli avvocati Maurizio Barbieri. «La situazione sta diventando insostenibile», commenta il legale, che spiega come il parlamentino delle toghe doriche si sia sostituito, seppur in minima parte allo Stato, sovvenzionando a proprie spese alcune attività di Palazzo di giustizia. «Abbiamo acquistato computer, software, assunto personale - afferma- solo nel 2009 abbiamo stanziato a fondo perduto 40 mila euro per ingaggiare addetti all’informatizzazione degli uffici. Tutte spese che si sono rese necessarie per far funzionare gli sportelli e poter continuare a lavorare». Barbieri spiega come «la carenza di organico incida pesantemente sul lavoro di tutti. Sull’impegno del personale che non riesce a dar conto agli utenti e sul nostro, che continua a incontrare sempre maggiori ostacoli».(L.Lar.)

23 febbraio 2010 - Tempo Stretto
I dipendenti degli uffici giudiziari lasciano i propri uffici per protesta
Si riversano nell'atrio di Palazzo Piacentini per protestare contro lo sfascio della Giustizia
di Diego Indaimo
Messina - Decine di lavoratori del Tribunale stamattina hanno deciso di dire basta e lo fanno nel modo più plateale cioè uscendo dai propri uffici e riversandosi nell'atrio del Tribunale per fare toccare con mano come senza di loro la macchina della Giustizia si ferma. Nel documento distribuito agli utenti, agli avvocati ed ai cittadini che accedono al Tribunale (che trascriviamo in fondo a questo articolo) il motivo della loro protesta: nonostante le sbandierate promesse di rilancio di un settore in crisi l'attuale governo sta, in realtà, portando il settore alla paralisi totale con circa 20.000 posti venuti a mancare in tutta Italia e mai ricoperti. E la colpa non è certo dei cosiddetti "fannulloni" costretti a lavorare in "cancellerie-topaie" sommersi dai fascicoli.
Trascriviamo integralmente il documento:

"GIUSTIZIA: CAPITOLO FINALE" - Lettera aperta dei lavoratori degli uffici giudiziari
I lavoratori del Ministero della Giustizia, di fronte alla situazione insostenibile che si è venuta a creare negli uffici giudiziari italiani, si rivolgono ai cittadini per denunciare lo stato di sfascio e di totale disinteresse per un settore che, nonosatnte le promesse di rilancio ed efficientismo fatte da più parti (in primo luogo dal Governo) si avvia verso la paralisi totale. Basta entrare in questo palazzo per rendersi conto della situazione drammatica che si è venuta a creare a causa del numero esiguo dei magistrati e di personale adibito alle cancellerie civili e penali, decimate dal blocco del turno.over che, a fronte di decine di pensionamenti all'interno del tribunale, della Corte d'Appello, della Procura e di tutti gli altri uffici giudiziari, non ha fatto registrare alcuna assunzione e ha fatto venire a mancare quasi 20.000 unità di impiegati negli ultimi anni. A chi vogliamo dare la colpa di questi sfascio? Ai cosiddetti "fannulloni"? Bene cari cittadini, entrate nelle aule del palazzo, avventuratevi nelle cancellerie-topaie di Palazzo Piacentini, constatate voi stessi cosa fanno e come lavorano i dipendenti. Se si deve parlare di assenteismo, forse questo è un problema che va ricercato nelle stanze dei bottoni a Roma, dove si parla di modernizzazione per la pubblica amministrazione ma si prevedono, di anno in anno, tagli crescenti per il Ministero della Giustizia e per il pubblico impiego in generale; dove si sogna l'informatizzazione del procedimento ma tutto resta ancorato, nei fatti, alla realtà del cartaceo; dove di dibatte della necessità di avere lavoratori più professionali ma nei fatti non si fa nulla per attuare una riqualificazione che i lavoratori aspettano da quasi vent'anni. Oggi, nel corso della "Giornata nazionale di informazione sulla Giustizia", i lavoratori aderenti a CGIL-UIL-RDB ed FLP hanno deciso di uscire dai propri uffici per far sentire la propria voce, per far capire agli utenti come la carenza di risorse penalizzi tutta la società e non solo gli interessi dei dipendenti, per contestare un contratto integrativo-farsa contro cui non si stancheranno di lottare nel caso in cui dovesse diventare vigente con al firma di alcune organizzazioni sindacali minoritarie. In altre parole, per chiedere un minimo di "Giustizia"

Tribunale di Ancona, lavoratori e sindacati manifestano davanti alla sede Rai
RISCHIO PARALISI
Ancona - IL SISTEMA giudiziario rischia la paralisi, pure al tribunale di Ancona. Dopo le assemblee, gli incontri e le iniziative di protesta, i sindacati di categoria scendono sul piede di guerra. Per questa mattina dalle 10 alle 12 è stato fissato un sit-in di protesta dei lavoratori del tribunale anconetano davanti alla sede della Rai, in piazza della Repubblica. Saranno distribuiti volantini per spiegare ai cittadini le ragioni della lotta. Aderiscono Cgil, Uil, Flp e Rdb.

23 febbraio 2010 - La Nuova Sardegna
Tribunali fermi il 5 marzo per la protesta contro Alfano
CAGLIARI - Il 5 marzo gli uffici giudiziari si fermeranno per la manifestazione indetta da Cgil-Fp, Uil-Pa, Flp e RdB-Pi «in difesa della giustizia e di chi ci lavora». Dal 25 febbraio un’ora di assemblea ogni giovedì, dalle 9 alle 10.
Non è finita: dal 15 al 20 marzo il personale - annuncia una nota del sindacato - presterà la propria opera soltanto nel pieno rispetto delle norme e dei regolamenti, come dire che non sarà garantita la completa funzionalità degli uffici giudiziari. Questo - informano i sindacati - dimostrerà quali effetti produrrebbe l’attuazione della proposta del ministero della giustizia.
«I cagliaritani - è scritto nella nota dei sindacati - devono sapere che il ministro Angelino Alfano non dice la verità quando parla di accelerazione dei tempi dei processi e contemporaneamente propone un ordinamento professionale che demansiona e dequalifica i lavoratori, riportandoli indietro di vent’anni, per garantire così - si sostiene nella nota sindacale - un sicuro peggioramento del servizio».
I sindacati - è scritto ancora nel comunicato - non escludono per le prossime settimane nuovi scioperi e manifestazioni pubbliche di protesta.

22 febbraio 2010 - Adnkronos
Giustizia: Domani ad Ancona protesta davanti a sede Rai
Ancona, 22 feb. - (Adnkronos) - Cgil, Uil, Flp, Rdb chiamano i lavoratori della giustizia di Ancona a manifestare domani, dalle 10 alle 12, davanti la sede della Rai del capoluogo. Nel corso della protesta saranno distribuiti volantini per spiegare ai cittadini le ragioni della lotta. Sotto accusa, spiegano i sindacati in una nota, ''sono ancora una volta, lo stato della giustizia in Italia e ad Ancona, ormai al collasso per la mancanza di personale e di investimenti per il funzionamento della giustizia stessa. Qualora non fosse risolta la situazione, il rischio e' quello di una paralisi di tutto il sistema''.

21 febbraio 2010 - Gazzetta del Sud
Giovedì assemblea del personale giudiziario
ROSSANO - È stata indetta da Cgil, Uil, Flp ed Rdb, per il 25 febbraio, l'assemblea del personale giudiziario del circondario del tribunale di Rossano. L'incontro si terrà presso l'aula udienze del Palazzo di Giustizia, alla presenza di Cosimo Arnone, responsabile nazionale giustizia Fp-Cgil. Un incontro promosso e organizzato per esprimere la contrarietà ai tagli indiscriminati e chiedere, invece, investimenti adeguati e un progetto di rilancio che riporti al centro il servizio pubblico; una giustizia rapida ed efficiente; valorizzazione e riqualificazione del personale e nuove assunzioni. Mimmo Regina e Antonio Schiavelli, segretario comprensoriale e di zona della Fp Cgil, fanno presente che lo stato della giustizia nel paese è sotto gli occhi di tutti, «ma vi sono delle cause e delle responsabilità precise per questa situazione che consistono in un costante impoverimento di risorse destinate a questo settore e in una serie di provvedimenti che hanno tagliato gli organici, hanno bloccato la possibilità del turn over e che hanno disegnato una prospettiva di costante peggioramento del servizio». Da qui la convinzione che sia giunto il momento di informare correttamente la cittadinanza attraverso questa assemblea dei lavoratori «per difendere la giustizia e i diritti di chi ci lavora».(a.r.)
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Di Loredana Morandi (del 24/02/2010 @ 10:57:26, in Magistratura, linkato 1760 volte)

Video shock sul disabile vessato,

condannati tre dirigenti di Google

Si apre male la settimana per Google, colpita da ben due vicende di grave entità. La prima ha a che fare con la condanna da parte del tribunale di Milano di tre dirigenti della società: sono accusati di diffamazione e violazione della privacy per non avere impedito nel 2006 la pubblicazione sul motore di ricerca di un video che mostrava un minore affetto da sindrome di Down insultato e picchiato da quattro studenti di un istituto tecnico di Torino. A tre imputati sono state inflitti sei mesi di reclusione. Un quarto dirigente che era imputato è stato assolto. Quello che si è concluso oggi in primo grado, davanti al giudice monocratico della quarta sezione penale Oscar Magi, è il primo procedimento penale anche a livello internazionale che vede imputati responsabili di Google per la pubblicazione di contenuti sul web.
Chi sono le persone condannate - Il giudice ha condannato a sei mesi di reclusione (pena sospesa), David Carl Drummond, ex presidente del cda di Google Italy e ora senior vice presidente, George De Los Reyes, ex membro del cda di Google Italy e ora in pensione, e Peter Fleischer, responsabile delle strategie per la privacy per l'Europa di Google Inc. I tre sono stati condannati per il capo di imputazione di violazione della privacy, mentre sono stati assolti per quello relativo alla diffamazione. E' stato assolto invece Arvind Desikan, responsabile del progetto Google video per l'Europa, a cui veniva contestata la sola diffamazione.
Il giudice ha disposto inoltre la pubblicazione per estratto della sentenza su Corriere della Sera, Repubblica e Stampa. Non hanno ottenuto risarcimenti le due parti civili costituite, ossia il comune di Milano e l'associazione 'Vividown', poiché la loro posizione era legata solo al reato di diffamazione contestato agli imputati. Il video con le vessazioni al disabile venne girato da quattro studenti nel maggio 2006 e poi caricato su Google Video l'8 settembre, dove rimase, cliccatissimo nella sezione 'video piu' divertentì, fino al 7 novembre, prima di essere rimosso. Nelle scorse udienze i familiari del minore disabile avevano ritirato la querela nei confronti dei dirigenti di Google.
Il pm: "Tutelata la dignità della persona" - "Siamo molto soddisfatti perché con questo processo abbiamo posto un problema serio, ossia la tutela della persona umana che deve prevalere sulla logica di impresa". Lo hanno affermato il procuratore aggiunto di Milano Alfredo Robledo e il Pm Francesco Cajani, al termine del processo milanese
E non solo: Google finisce nel mirino della Commissione Ue - L'antitrust europeo ha aperto un'indagine per capire se il leader della ricerca su web utilizzi pratiche anticoncorrenziali per sfavorire i suoi concorrenti, tra cui Microsoft, una delle aziende che ha chiesto a Bruxelles di indagare sul funzionamento del motore di ricerca di Google. Secondo quanto fa sapere Google sul suo blog aziendale, la Commissione ha avviato un'indagine preliminare dopo aver ricevuto gli esposti dei motori di ricerca di Microsoft (Bing) e del francese Ejustice.fr e del sito britannico di comparazione dei prezzi Foundem.
La denuncia: penalizza i concorrenti - Secondo le accuse dei tre concorrenti dell'azienda di Mountain view, l'algoritmo che Google utilizza per la ricerca su web li penalizzerebbe, 'nascondendoli' di fatto in fondo alla lista dei risultati e quindi rendendoli meno visibili agli utenti. Inoltre, grazie alla leadership sul mercato della pubblicità on line, Google manterrebbe i prezzi alti, distorcendo la concorrenza. Google, da parte sua, ha annunciato che collaborerà con l'antitrust Ue fornendo tutte le informazioni che richiede, e si dice convinta di operare nel rispetto delle regole europee della concorrenza.
24 febbraio 2010
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Di Loredana Morandi (del 24/02/2010 @ 07:53:12, in Magistratura, linkato 1403 volte)
Giustizia: Spataro, non indebolire
programma di protezione pentiti



Roma, 23 feb. - (Adnkronos) - "Il programma di protezione dei pentiti non puo' essere indebolito, scelte legislative precipitose in questo campo sarebbero molto gravi". E' quanto affermato da Armando Spataro, procuratore aggiunto di Milano, a margine del la presentazione dello studio dell'Osservatorio socio-economico sulla criminalita' del Cnel sull''Infiltrazione della criminalita' organizzata nell'economia di alcune regioni del Nord Italia'. Spataro ha sottolineato il calo dei collaboratori nel milanese: le richieste di accesso al programma di protezione sono passate da 223 prima del 2001 a solo 12 nel periodo dal 2001 al 2007.

"Non si tratta solo di un fenomeno settentrionale - ha spiegato Spataro - ma della conseguenza di scelte legislative operate con troppa precipitazione e del clima culturale generale che scoraggia chi collabora. E' assurda la possibilita' di utilizzare le dichiarazioni solo entro 6 mesi dall'inizio della collaborazione".

Per quanto riguarda le intercettazioni, invece, "un'eventuale approvazione del ddl in Senato sarebbe un colpo durissimo al contrasto alla mafia e alle altre forme di criminalita' - ha aggiunto Spataro - Ad esempio cambierebbe la possibilita' di fare intercettazioni ambientali: si pensi pero' che le intercettazioni dalle quali si risale alla criminalita' organizzata nascono spesso da quelle su reati comuni". "Spero vi sia un sussulto di razionalita' in chi discute questo ddl - ha concluso il procuratore aggiunto - limitare l'uso di intercettazioni sarebbe di gravita' assoluta".

La Rassegna sul ddl anti pentiti

Maroni boccia la legge antipentiti
Corriere della Sera - ‎03/feb/2010‎
Lo ha detto il ministro dell'interno Roberto Maroni rispondendo a una domanda sul cosiddetto ddl antipentiti, fermo alla commissione giustizia del Senato e ...
MARONI, NON CONDIVIDO il DDL ANTI-PENTITI AGI - Agenzia Giornalistica Italia

Ingroia, con ddl "antipentiti" a rischio l'antimafia

Rainews24 - ‎02/feb/2010‎
... a proposito del disegno di legge "antipentiti" firmato dal senatore Giuseppe Valentino (relatore del processo breve e vice di Ghedini). ...

Intercettazioni, Alfano le "blinda". Pd: sarà battaglia

L'Unità - ‎22/feb/2010‎
E in commissione c'è ancora il ddl anti-pentiti (del senatore Valentino, pur disconosciuto da Alfano), mai accantonato e abbinato alla riforma del processo ...

DDL ANTIPENTITI: BERLUSCONI, PAROLE DEVONO AVERE RISCONTRO REALTA'

Agenzia di Stampa Asca - ‎10/feb/2010‎
Lo ha detto il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, parlando del disegno di legge presentato dal senatore Valentino, denominato 'anti-pentiti'. ...

Ddl antipentiti,Maroni contrario

ANSA - ‎03/feb/2010‎
(ANSA) - ROMA, 3 FEB - Sul cosiddetto ddl antipentiti Maroni e' assolutamente contrario: 'Ovviamente e' una norma che io non condivido'. ...

DDL ANTIPENTITI: VITALI(PDL), BASTA LINCIAGGIO A SEN. VALENTINO

Agenzia di Stampa Asca - ‎04/feb/2010‎
... commentando le critiche rivolte in queste ore al senatore del Pdl Giuseppe Valentino autore del disegno di legge anti-pentiti da lui presentato. ...

DDL ANTIPENTITI: BERSELLI, DAL 'PARTITO-REPUBBLICA ...

Agenzia di Stampa Asca - ‎02/feb/2010‎
(ASCA) - Roma, 2 feb - Il disegno di legge 'antipentiti' cui fa oggi il quotidiano La Repubblica e' una mera strumentalizzazione politico giornalistica da ...

DDL ANTIPENTITI: NANIA (PDL), VERITA' SIA SEMPRE RISCONTRABILE

Agenzia di Stampa Asca - ‎03/feb/2010‎
Lo dichiara il vice Presidente del Senato, Domenico Nania (Pdl) a proposito del Ddl... Valentino. ''Penso inoltre - aggiunge Nania - che le dichiarazioni vere

DDL ANTIPENTITI: BRESSA(PD), UNA VERGOGNA CON EFFETTI IRREPARABILI

Agenzia di Stampa Asca - ‎02/feb/2010‎
Cosi' il capogruppo del Pd nella commissione Affari costituzionali della Camera Gianclaudio Bressa commenta il disegno di legge Valentino, il cosiddetto ...

GIUSTIZIA: VELTRONI, UN DDL ANTI PENTITI? SI VA VERSO IMPUNITA ...

Agenzia di Stampa Asca - ‎02/feb/2010‎
Lo afferma in un comunicato Valter Veltroni, a proposito del cosidetto 'ddl anti pentiti'. ''Leggi come scudo fiscale e la previsione di vendita all'asta ...
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Tlc e 'ndrangheta, riciclaggio da 2 mld
Il gip: «La più colossale frode di sempre»


Chiesto l'arresto per gli ex ad di Fastweb e Telecom Italia Sparkle, Scaglia e Mazzitelli. Indagati Parisi e Ruggiero. La 'ndrangheta avrebbe messo il nome del senatore pdl Di Gerolamo sulle schede bianche

ROMA - Una gigantesca rete di riciclaggio di denaro sporco con ramificazioni internazionali per un ammontare complessivo di circa due miliardi di euro e 400 milioni di Iva evasa. E' questo il quadro dell'operazione Phunchard-Broker, i cui dettagli sono stati resi noti dal procuratore della direzione distrettuale antimafia di Roma, Giancarlo Capaldo, nel corso di una conferenza stampa insieme al procuratore nazionale antimafia Piero Grasso. Quella emersa, stando alle parole usate dal gip nell'ordinanza, è «una delle più colossali frodi poste in essere nella storia nazionale». La vicenda chiama in causa in particolare Fastweb e Telecom Italia Sparkle. Ma secondo il gip, le modalità operative di quest'ultima «pongono con solare evidenza il problema delle responsabilità degli amministratori e dirigenti della società capogruppo alla quale appartiene Tis, ossia Telecom Italia Spa».

ARRESTI E INDAGATI - Nella vicenda sono coinvolti alcuni dei protagonisti nel campo delle telecomunicazioni. Per Silvio Scaglia, ex amministratore delegato e fondatore di Fastweb, è stato emesso mandato di arresto, ma al momento ricercato all'estero. Scaglia ha dato mandato ai suoi difensori di concordare il suo interrogatorio nei tempi più brevi per chiarire tutti i profili della vicenda. Arresto anche per Stefano Mazzitelli, ex amministratore delegato della Telecom Italia Sparkle; per Nicola Di Girolamo, senatore del Pdl eletto nella circoscrizione estera Europa; e per un ufficiale della Guardia di finanza, Luca Berriola, attualmente in servizio al Comando di tutela finanza pubblica. Risultano poi indagati Stefano Parisi, amministratore delegato di Fastweb a partire dal primo novembre 2004 e Riccardo Ruggiero, all'epoca dei fatti presidente di Telecom Italia Sparkle. Complessivamente il gip di Roma ha disposto 56 arresti.

CHIESTA L'INTERDIZIONE - La procura di Roma ha fatto richiesta formale di commissariamento di Fastweb e Telecom Sparkle. Secondo quanto si è appreso la richiesta è motivata dalla «mancata vigilanza» ed è stata fatta sulla base della legge 231 del 2001 che prevede sanzioni per quelle società che non predispongono misure idonee ad evitare danni all'intero assetto societario. Fastweb fa però sapere che nei confronti delle due aziende sarebbe stata avanzata anche una richiesta di misura interdittiva dell’esercizio dell’attività, precisando che la richiesta sarà valutata dal giudice il prossimo 2 marzo. La stessa Fastweb, in un comunicato, dice di ritenersi estranea e parte lesa in relazione alla vicenda e in ogni caso si dice pronta a garantire la continuità dell'attività ai clienti e ai 3.500 dipendenti e alle oltre 8.000 persone che lavorano per la società. Le indagini hanno avuto ripercussioni anche sulla quotazione delle due società in Borsa.

LE ORDINANZE - Sono stati i carabinieri dei Ros e la Guardia di Finanza a condurre l'inchiesta che ha portato alle 56 ordinanze di custodia cautelare. Alcuni indagati sono stati arrestati in Usa, Inghilterra e Lussemburgo. Nelle richieste di arresto ci sono anche altri ex dirigenti di Fastweb in carica tra il 2003 e il 2006 e di Sparkle. Viene loro contestato di non avere adottato le necessarie cautele per evitare che le società fittizie lucrassero crediti d'imposta per operazioni inesistenti relativi all'acquisto di servizi telefonici per grossi importi. Le parole del gip, secondo cui si sarebbe appunto di fronte ad una delle più colossali frodi della storia italiana, sono legate a diversi fattori: «l' eccezionale entità del danno arrecato allo Stato, la sistematicità delle condotte la loro protrazione negli anni e la qualità di primari operatori di borsa e mercato di Fastweb (Fweb) e Telecom Italia Sparkle».

METODI MAFIOSI - Ma non c'è solo l'entità della frode: per il magistrato l'organizzazione smantellata dall'inchiesta è anche «tra le più pericolose mai individuate», proprio a causa dell'abituale collaborazione con appartenenti alla 'ndrangheta, cui venivano intestati beni di lusso e attività economiche degli associati. Il gip tira in ballo veri e propri metodi mafiosi per descrivere l'associazione per delinquere: «Unisce - scrive il gip - all'inusitata disponibilità diretta di enormi capitali e di strutture societarie apparentemente lecite l'eccezionale capacità intimidatoria tipica degli appartenenti ad organizzazioni legate da vincoli omertosi, la cui violazione è notoriamente sanzionata da intimidazioni e violenze che, spesso, giungono a cagionare l'uccisione sia di quanti si oppongano ai progetti delittuosi che degli stessi appartenenti al sodalizio criminale ritenuti non più affidabili».

LE ACCUSE - L'accusa è associazione per delinquere finalizzata al riciclaggio e al reimpiego di capitali illecitamente acquisiti attraverso un articolato sistema di frodi fiscali. Il riciclaggio veniva realizzato attraverso la falsa fatturazione di servizi telefonici e telematici inesistenti, venduti nell'ambito di due successive operazioni commerciali a Fastweb e a Telecom Italia Sparkle rispettivamente dalle compagini italiane Cmc e Web Wizzard nonché da I-Globe e Planetarium che evadevano il pagamento dell'Iva per un ammontare complessivo di circa 400 milioni di euro, trasferendoli poi all'estero. Per realizzare la colossale operazione di riciclaggio, il sodalizio si è avvalso di società di comodo di diritto italiano, inglese, panamense, finlandese, lussemburghese e off-shore. L'Iva lucrata veniva incassata su conti esteri e poi i soldi venivano reinvestiti in appartamenti, gioielli e automobili.

BENI SEQUESTRATI - Ci sono 247 immobili, per un valore dichiarato di 48 milioni di euro, tra quanto è stato sequestrato nell’ambito dell’operazione. Nel decreto eseguito dagli uomini del Ros e della Gdf, ci sono 133 autovetture, 5 imbarcazioni per un valore di 3milioni e 700mila euro; 743 rapporti finanziari; 58 quote societarie per un valore di un milione e 944mila euro. Ma anche "crediti" nei confronti di Fastweb e Telecom Italia Sparkle, per complessivi 340 milioni di euro", due gioiellerie. Inoltre il valore dei beni localizzati all’estero ammonta a circa 15 milioni di euro.

SWISSCOM: «NOI SAPEVAMO» - «Sapevamo delle accuse di riciclaggio e frode fiscale contro Fastweb quando la comprò nel 2007 e sapeva dei rischi a cui andava incontro» ha detto nel pomeriggio all'agenzia Ansa Josef Huber, capo ufficio stampa di Swisscom, la società che ha acquisito il controllo di Fastweb, aggiungendo che le accuse contro la società italiana erano di «dominio pubblico». Nella definizione del prezzo d'acquisto di Fastweb, spiega ancora il portavoce di Swisscom, che ha rilevato la società italiana nel 2007 versando 47 euro ad azione, «si tenne conto dei rischi legati alle accuse» mosse contro la società italiana. Swisscom, ha aggiunto Huber, valuterà con attenzione cosa fare nei prossimi giorni e «se le verrà richiesto, collaborerà con le autorità italiane» come «ha già indicato Silvio Scaglia».

LA 'NDRANGHETA E LE ELEZIONI - Nel corso dell'inchiesta è emerso, come detto, il ruolo della 'ndrangheta. Tramite emissari calabresi in Germania, soprattutto a Stoccarda, l'organizzazione criminale avrebbe messo le mani sulle schede bianche per l'elezione dei candidati al Senato votati dagli italiani residenti all'estero e le avrebbero riempite con il nome di Nicola Di Girolamo. Per il senatore l'accusa è violazione della legge elettorale «con l'aggravante mafiosa». Sponsor di questa operazione di supporto nell'elezione del parlamentare, sarebbe stato l'imprenditore romano Gennaro Mokbel, collegato in passato ad ambienti della destra eversiva, e che più recentemente aveva fondato il movimento Alleanza federalista del Lazio e poi il Partito federalista. Dalle indagini si è scoperto che si sono tenute alcune riunioni a Isola di Capo Rizzuto con esponenti della 'ndrangheta per la raccolta di voti tra gli emigrati calabresi in Germania. Agli incontri avrebbero partecipato esponenti della cosca Arena. Il 7 giugno 2008 venne emesso nei confronti di Di Girolamo una misura cautelare agli arresti domiciliari, con richiesta di autorizzazione all'arresto che venne negata dal Senato (posizione che ora il Pd chiede venga rivista dall'Aula). Il presidente dei senatori del Pdl, Maurizio Gasparri, ha commentato: «Se dalle carte della magistratura emergeranno elementi, deve essere chiaro che nessuno è intoccabile. Non ci saranno impedimenti a nessun tipo di indagine». Di Girolamo ha invece bollato le accuse nei suoi confronti come «roba da fantascienza». Dicendo che «non so per quale motivo amaro mi capita questo», ha rimandato a mercoledì un suo intervento per spiegare la propria posizione.

Corriere Sera - Redazione online
23 febbraio 2010
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Riciclaggio: operazione broker, sequestrati immobili e quote societarie

ROMA (MF-DJ)--Nell'ambito dell'inchiesta della Procura di Roma che vede coinvolti gli ex vertici di Fastweb, sono stati disposti sequestri preventivi di "247 immobili, per un valore dichiarato di 48 milioni di euro".

Nel decreto eseguito dagli uomini del Ros e della Guardia di Finanza, ci sono anche sequestri di 133 autovetture, 5 imbarcazioni per un valore di 3 milioni e 700.000 euro; 743 rapporti finanziari; 58 quote societarie per un valore di un milione e 944.000 euro.

Ma anche "crediti nei confronti di Fastweb e Telecom Italia Sparkle, per complessivi 340 milioni di euro", 2 gioiellerie. Inoltre il valore dei beni localizzati all'estero ammonta a circa 15 milioni di euro. cat (END) Dow Jones Newswires

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Fastweb, Telecom Italia Sparkle, richiesta interdizione attività

MILANO, 23 febbraio (Reuters) - Nell'ambito di inchiesta per riciclaggio è stata avanzata una richiesta di "misura interdittiva dell'esercizio dell'attività" nei confronti delle società coninvolte Fastweb (FWB.MI: Quotazione) e Telecon Italia Sparkle. Lo dice Fastweb in una nota, precisando che la richiesta sarà valutata dal giudice il prossimo 2 marzo. La società, prosegue la nota, "garantisce la continuità dell'attività ai clienti e ai 3.500 dipendenti e alle oltre 8.000 persone che lavorano per Fastweb".

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Riciclaggio, Telecom Italia si dichiara parte lesa - nota

MILANO, 23 febbraio (Reuters) - Telecom Italia (TLIT.MI: Quotazione) ritiene di essere parte lesa nell'inchiesta sul riciclaggio della procura di Roma, che vede coinvolta la controllata Sparkle. Il gruppo guidato da Franco Bernabè ha pubblicato un comunicato su richiesta della Consob. Alla luce dei reati contestati, si legge nella nota, il pm ha chiesto al Gip l'applicazione della misura della nomina del commissario giudiziale, contestando i delitti di associazione per delinquere transnazionale e riciclaggio internazionale.

La decisione sulla richiesta del pm è fissata per il 2 marzo prossimo.

L'inchiesta, ricorda Telecom, fa rifemento a una presunta forde Iva perpetrata da un fornitore operante nel mercato dei servizi di tlc di tipo 'Premium'. All'epoca, Sparkle interruppe i rapporti commerciali con i soggetti indagati.

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Riciclaggio: mandato arresto Di Girolamo
Inchiesta Broker, ricercato Silvio Scaglia ex ad Fastweb

Riciclaggio: mandato arresto Di Girolamo (ANSA) - ROMA, 23 FEB - Emessa un'ordinanza di custodia cautelare per il senatore Nicola Di Girolamo (Pdl), nell'ambito dell'inchiesta sul riciclaggio. L'accusa e' di violazione della legge elettorale 'con l'aggravante mafiosa'. Lo ha reso noto il procuratore della Dda di Roma Giancarlo Capaldo in una conferenza stampa con il procuratore nazionale Antimafia Piero Grasso per illustrare l'operazione 'Broker' di Cc e Gdf. Mandato di arresto anche per l'ex amministratore delegato di Fastweb, Silvio Scaglia.

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Riciclaggio/ Mandato arresto per Scaglia, gip: maxifrode da 2 mld
Chiesto l'arresto anche per senatore Di Girolamo


Roma, 24 feb. (Apcom) - Secondo Aldo Morgigni, gip del tribunale di Roma che ha condotto le indagini, è "tra le più colossali frodi d'Italia". Coinvolge il fondatore di Fastweb Silvio Scaglia, il senatore del Pdl Nicola Di Girolamo, conta un avviso di garanzia per Stefano Parisi, attuale amministratore delegato di Fastweb: nel complesso un'ordinanza di custodia cautelare per 56 persone. Ma coinvolge anche Telecom Italia. Silvio Scaglia è accusato di riciclaggio; l'operazione congiunta Ros-Guardia di Finanza ha portato alla luce un'evasione fiscale di quasi due miliardi di euro, un danno erariale di 400 milioni. Il fondatore di Fastweb, all'estero per lavoro, ha fatto sapere tramite i suoi legali di essere totalmente estraneo agli addebiti. La vicenda relativa all'inchiesta sul maxi riciclaggio chiama in causa direttamente anche Fastweb, quotata a Piazza Affari (oggi ha perso quasi l'8%), e Telecom Italia Sparkle (Tis), controllata al 100% da Telecom Italia.

Per entrambe si potrebbe profilare il commissariamento su cui deciderà il gip il prossimo 2 marzo.

Nell'ordinanza si legge che "Le modalità operative attraverso le quali Tis agiva pongono con solare evidenze il problema delle responsabilità degli amministratori e dirigenti della società capogruppo", Telecom Italia. La complessa frode si sarebbe sviluppata in parte con la realizzazione di ingenti crediti fiscali, ma soprattutto con "ingenti poste passive di bilancio apparentemente spese per pagare l'Iva in favore delle 'cartiere'", che "consentivano a Fastweb e Telecom Italia Sparkle di realizzare 'fondi neri per enormi valori'" su conti estero su estero.

Non solo: la frode era "talmente macroscopica" che era "necessario per i membri del sodalizio associarsi con pubblici ufficiali, ed in particolare ufficiali di polizia giudiziaria" per evitare le indagini. Per il senatore del Pdl Nicola Di Girolamo, l'accusa sarebbe di mafia in relazione alla sua elezione con il voto degli italiani residenti all'estero, "effettuata anche attraverso il contributo determinante di una famiglia della 'Ndrangheta, in particolare la famiglia Arena di Isola di Capo Rizzuto". E proprio "Il clan della 'ndrangheta calabrese degli Arena ha collaborato e protetto il sodalizio criminale".

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Riciclaggio: indagati societa' e manager T.I.Sparkle e Fastweb

ROMA (MF-DJ)--Risultano indagate le societa' Telecom Italia Sparkle e Fastweb, nelle persone dei legali rappresentanti pro tempore, nell'inchiesta della Procura di Roma sulla maxi-rete di riciclaggio internazionale emersa dall'operazione "Broker".

Da quanto emerge dall'ordinanza del Gip di Roma, sono coinvolti Stefano Mazzitelli e Carlo Baldizzone, rispettivamente ex amministratore delegato ed ex Cfo di Telecom Italia Sparkle. Sono indagati, tra gli altri, Silvio Scaglia e Stefano Parisi, rispettivamente ex presidente e attuale amministratore delegato di Fastweb.

Fra le ipotesi di reato su cui indaga la magistratura, figurano "associazione per delinquere transnazionale pluriaggravata, per avere in numero superiore a 10 nelle rispettive qualita' organizzato, promosso e comunque fatto parte di un'associazione per delinquere finalizzata alla commissione di un numero indeterminato di delitti" in materia di evasione fiscale contro la pubblica amministrazione e l'amministrazione della giustizia (corruzioni di pubblici ufficiali, favoreggiamento, rivelazione di segreto d'ufficio), contro la fede pubblica (falsi in atti pubblici), contro il patrimonio (riciclaggio, intestazione fittizia di beni e reinvestimento di proventi illeciti, associazione transnazionale per cooperanti in piu' paesi sia nell'Ue che al di fuori dell'Ue.

In questa operazione, "Telecom Italia Sparkle e Fastweb fungevano consapevolmente da cassa, dalla quale estrarre le somme di denaro oggetto di successivo riciclaggio, in cambio dell'aumento dei crediti Iva verso l'erario, dell'aumento del fatturato e dei margini ottenuti grazie alla riappropriazione di parte dell'Iva pagate alle societa' "cartiere" C.M.C srl, Web Wizard srl, I-Globe srl e Planetarium srl, tutte appositamente costituite da altri partecipanti all'associazione. In tal modo, gli indagati ponevano in essere fittizie operazioni commerciali in circolarita'". fra/ren francesca.chiarano
(END) Dow Jones Newswires
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Di Loredana Morandi (del 24/02/2010 @ 07:25:04, in Politica, linkato 1200 volte)
Palermo, aggredito a bastonate avvocato Pdl è gravissimo

Il legale è consigliere comunale. La seduta è stata sospesa

L'avvocato Enzo Fragalà, uno dei più noti penalisti di Palermo, ex parlamentare di An, consigliere comunale Pdl è stato aggredito a sprangate sotto il suo studio in pieno centro. E' ricoverato al centro di rianimazione dell'ospedale civico, in coma. Le sue condizioni sono disperate a causa del versamento cerebrale subito a seguito delle percosse. Dalle dichiarazioni di due testimoni all'aggressione si è trattato di un vero e proprio agguato, un uomo con giaccone e casco da motociclista lo avrebbe avvicinato alle spalle colpendolo ripetutamente con un bastone.

(questa news è un riassunto)
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Di Loredana Morandi (del 24/02/2010 @ 06:43:13, in Sindacati Giustizia, linkato 1168 volte)
PRESIDIO SOTTO LA RAI DI VIALE MAZZINI




Il Direttore delle Relazioni Esterne della RAI riceve una nostra delegazione

Ottima riuscita della manifestazione che si è svolta ieri a Roma a V.le Mazzini: i lavoratori della giustizia, oscurati dalle reti nazionali durante lo sciopero del 5 febbraio, hanno portato la loro voce direttamente sotto la sede della RAI, distribuendo ai cittadini ed ai giornalisti un opuscolo sul malfunzionamento della giustizia.

Lo stesso opuscolo è stato consegnato ufficialmente dai rappresentanti nazionali delle OO.SS. FPCGIL, RdB, UILPA e FLP al Direttore delle Relazioni Esterne, Dr. Guido Paglia, che ha espresso comprensione per la situazione drammatica in cui versano gli uffici giudiziari di tutta Italia.

Il Dr. Paglia, dopo aver ascoltato le ragioni dei lavoratori, si è anche impegnato a segnalare la notizia della protesta ed il contenuto dell’opuscolo ai direttori delle testate nonché a dar voce alle ragioni dei lavoratori giudiziari in una trasmissione televisiva.

La riuscita delle iniziative in varie città italiane conferma che la nostra protesta è giusta: continueremo pertanto nella lotta fino a che la voce dei lavoratori non verrà ascoltata, per la giustizia e per i diritti di chi ci lavora.


FPCGIL  UILPA  RdB  FLP

Rappresentanze Sindacali di Base Pubblico Impiego
Confederazione Unitaria di Base
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Di Loredana Morandi (del 23/02/2010 @ 16:11:02, in Sindacati Giustizia, linkato 1433 volte)
Giustizia Quotidiana

Presidio alla Rai dei Lavoratori della Giustizia


Roma 23 febbraio 2010


No, non si può mancare a questi appuntamenti importantissimi per il comparto dei Lavoratori Giudiziari alle prese con il "contratto integrativo", che giungono fino alle porte di "Mamma Rai" per fare udire il loro appello.
Non si può mancare neppure se hai la febbre, come la sottoscritta oggi, che egualmente ha voluto portare un proprio contributo.
Mi scuserete se i video non sono perfetti..

Di seguito un primo brevissimo video intervento per la presentazione dell'iniziativa, e subito a seguire  il video dell'intervista a me rilasciata da Giovanni Martullo, del Coordinamento Nazionale RdB Cub Giustizia.





Nota tecnica: ancora non sono riuscita a comprendere il perché il mio pc non legga i video  scaricati dalla telecamera. Non sembra trattarsi di un problema di plugin. Questa stranezza però non mi consente una vera lavorazione del video, che è grezzo e senza tagli.

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http://www.giustiziaquotidiana.it/public/rdbcub_presidiorai.jpg

Presidio alla Rai e presso i Media dell'Informazione

Per una giustizia rapida ed efficiente.
Per la valorizzazione e riqualificazione del personale e per le nuove assunzioni
Contro i tagli indiscriminati
Per investimenti adeguati ed un progetto di rilancio che riporti al centro il servizio pubblico.

Lavoratori Uffici Giudiziari di Milano

Update: negli stessi orari i Lavoratori degli Uffici Giudiziari di Milano svolgeranno la propria protesta presso la sede del Corriere della Sera in via Solferino - Milano.

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Di Loredana Morandi (del 22/02/2010 @ 18:39:49, in Osservatorio Famiglia, linkato 1290 volte)
Le agenzie riportano una ottima operazione di polizia postale del compartimento "Veneto" e questi titoli mi ispirano sempre il cuore alla speranza. Ecco la news.

Pedopornografia, due arresti
Blitz in tutta Italia: 41 indagati


Due persone sono state arrestate e 41 sono indagate in diverse città nell'ambito di una maxi-inchiesta su video e foto dal contenuto pedopornografico. Ad effettuare l'operazione è stata la Polizia postale e delle Comunicazioni del compartimento "Veneto". Le indagini hanno portato alla cattura dei due, accusati di detenere una grande quantità di materiale legato alla pedopornografia.
L'indagine, informa una nota, effettuata con accertamenti tecnico-informatici e operazione "sottocopertura nella Rete", ha permesso dunque di mettere sotto indagine 41 persone, di accertare il funzionamento dei sistemi di vendita online del materiale e di ricostruirne il flusso finanziario, reperendo utilissimi elementi alla cooperazione internazionale di Polizia.
Nella vicenda sono stati impegnati oltre 150 uomini in varie provincie italiane, si sono effettuate numerose perquisizioni e si è sequestrata una gran quantità di materiale informatico. 19/2/2010

Ma ciò che è auspicabile è un severo "cambiamento", lo stesso che avviene già in Germania ed è allo studio in Francia.

Pedopornografia: Berlino cambia misure
Legge blocca-accessi sara' abrogata, si punta a oscuramento siti

(ANSA) - BERLINO, 19 FEB - La Germania avra' da lunedi' una nuova legge anti-pedopornografia sul web ma il governo sta gia' pensando d'introdurne un'altra. La legge firmata mercoledi' dal presidente della Repubblica Koehler mira a bloccare l'accesso ai siti illegali. Ma la Cdu-Csu della Merkel, piu' in linea con gli alleati liberali, e' decisa ad eliminare i siti piuttosto che vietarne l'accesso. Al posto della nuova legge, quindi, ci sara' una serie di regolamenti in linea con il nuovo principio.

Perché, come io ho sempre sostenuto, gran parte della pedopornografia è di produzione giapponese, paese questo che punisce la produzione e non la detenzione di materiale (audio video fotografico) sui minori. Di ciò potete leggere un interessante articolo su Crime Blog.

Pedofilia e pedopornografia in aumento in Giappone

Giorni fa abbiamo fotografato la situazione pedofilia online in Bulgaria, ritenuta un fenomeno in netta crescita rispetto agli anni precedenti. Il motivo, secondo gli esperti, è da attribuire ad una mancanza legislativa sull’uso di internet, indietro rispetto all’Unione Europea e gli Stati Uniti.
Una situazione simile si sta verificando in Giappone, dove i crimini relativi alla produzione e alla distribuzione di materiale pornografico infantile sono esponenzialmente aumentati, stabilendo un record risprtto agli ultimi anni.
Solo qualche cifra: le vittime di violenza sessuale sono salite del 21,6% rispetto al 2008 e anche i reati perpetrati attraverso internet sono aumentati del 50%. Crescita del 38,3% per i reati legali alla pornografia infantile.
Anche in questo caso parte della colpa si può attribuire ad un vuoto legislativo: la pedopornografia non è mai stato considerato un grande tabù in Giappone e solo a partire dal 2000 il governo sta prendendo seriamente la questione. Segue ...

Occorre però una rettifica a quanto sostenni in precedenza, perché la pedopornografia non naviga solo sulle rotte del Fansub italiano, anche se è proprio una parte del fansub, che ne copre la post produzione e diffusione sulle reti del file sharing Torrent ed Emule.

E' di oggi un articolo di Giampaolo Pansa per "Il Riformista", che intitola "L'affarismo è il nuovo terrorismo". Esatto, mai definizione più appropriata sposa il caso pedopornografia in Italia: Infatti è la rampante pornografia commerciale a fare propria questa fetta di mercato. Lo abbiamo ben visto nella vicenda dello scandalo di Università Federico II di Napoli, lo sfruttamento dei server universitari ad opera di un sito del porno e delle sue chat hard in rete IRC, da me scoperto nel corso dell'acquisizione violenta del power share di una antica crew di post produzione illegale dedita all'autoproduzione di pornografia.


Con la più totale semplicità io dichiarai anni fa: "Sposate la campagna per una moralità immediatamente ravvisabile nel vostro comportamento", oggi come allora è in quest'ottica che devono essere inquadrate le iniziative "selvagge" del file sharing spacciato per "sviluppo sostenibile", perché è intollerabile che 1 solo sito pornografico metta in scacco una Procura della Repubblica ed uno dei più grandi Provider italiani.

Questi sono gli interessi di Pirate Bay in Italia, che per i fatti di cui narro è impunita, anche se il suo rampantismo a spese della Procura di Bergamo officiante il sequestro italiano è stato punito con giustizia dalla Suprema Corte di Cassazione. E gli interessi, meno evidenti, del cd "Partito Pirata", che offre una "rete di navigazione "anonimizzata" a tutti i suoi utenti e così raduna schiere di scambisti pedofili.

Facebook: Oggi un collaboratore esterno del Corriere della Sera ha scoperto e fatto oscurare un gruppo di facinorosi "Contro le disabilità dei ragazzi Down".

Io, che seguo da mesi su facebook le prodezze di 8 tra i pedofili più famosi del web (ivi compresi il processo di Reggio Emilia e i sostenitori del "condannati" in Cassazione su Torino) ieri ho scoperto una donna, stalker ai miei danni, che alberga un gruppo facebook abitato da centinaia di ragazzini di etnia euro/asiatica.  Un'altra di cui conosco i precedenti,  amica virtuale della prima, è una vittima - carnefice che torna e ritorna a rischio e pericolo d'altri sul luogo intellettuale dello stesso identico delitto, per il non avere la capacità morale di distaccarsene.


Però ancora non vedo i "nostri" all'orizzonte, mentre attendo di conoscere il pm cui consegnerò tutto il materiale delle indagini cui sono stata costretta da una persecuzione iniziata quasi 24 mesi fa...

Loredana Morandi

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