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 Miuu piccina... di Lunadicarta
 
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Affinché il nostro desiderio infinito di giustizia possa essere colmato, occorre un giudice che adempia a queste tre condizioni: essere il signore della Storia; conoscere il segreto dei cuori; e operare per la riconciliazione e non per la distruzione.

Fabrice Hadjadj
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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
E' giusto sfrondare un po' di virtuosismi letterari. Chiara sapeva già di Stasi, nessun miracolo o casualità, ed è assolutamente ininfluente che abbia aperto o meno cartelle con materiale per pedofili sul pc di Alberto, la sera prima dell'omicidio. No non può trattarsi di un litigio improvviso, ma di timori coltivati e forse tanti litigi precedenti, nascosti accuratamente alle famiglie.
Alberto che è, a mio avviso, il vero e solo responsabile della morte di Chiara sia che l'abbia uccisa di fatto, sia che non l'abbia uccisa, avrebbe potuto, per la smania delle sue fantasie erotiche, presentare la sua ragazza al caro amichetto pedofilo e violento.
Lo dico per esperienza e per aver visto due trentenni, un uomo e una donna, portare una intera comitiva nelle fauci di un "cartello" pro pedofili omosessuali. Dei due, il trentenne maschio, consente la frequentazione web e via chat della "fidanzata", che ha fratelli piccoli, con un pedofilo. Rapporti questi, che durano da oltre 14 mesi e di cui la famiglia di lei è all'oscuro, pur ospitando in casa lui. Tornando al caso, la serratura della abitazione non è mai stata scassinata, e se c'è una cosa certa nel delitto di Garlasco è che Chiara abbia aperto ingenuamente la porta, a colui che poi l'ha uccisa. Chissà che ad uccidere Chiara non sia stato davvero il Maxi Fasso, Simone Sissimo, Ugo o Ilgiustiziere di turno ? L. Morandi

Perizia informatica da' ragione a Stasi

Chiara Poggi aveva scaricato articoli su omicidi senza colpevole

10 ottobre, 16:52


ANSA - VIGEVANO (PAVIA) - Smonta l'ipotesi dell'accusa e dà ancora ragione ad Alberto Stasi la perizia informatica depositata oggi in tribunale a Vigevano e che è in linea con le altre due, una medico legale e l'altra chimico sperimentale consegnate nelle scorse settimane. Nella loro relazione Roberto Porta e Daniele Occhetti esperti informatici di Torino nominati dal gup Stefano Vitelli nell'ambito del processo con rito abbreviato in cui Stasi è imputato dell'omicidio della sua fidanzata Chiara Poggi hanno confermato l'alibi del giovane. Dal suo pc "irrimediabilmente compromesso" dalle operazioni effettuate dai carabinieri nei giorni successivi il delitto, sono però riusciti insieme ai consulenti delle parti a estrapolare dati rilevanti: hanno dimostrato che Alberto la mattina dell'assassinio, il 13 agosto del 2007, aprì il pc alle 9,35 e, dopo aver visionato foto erotiche, ha lavorato alla sua tesi fino alle 12,20.

Per problemi al sistema di alimentazione e per alcuni virus che non rendevano il computer affidabile, il giovane ha effettuato salvataggi ogni due minuti e poi l'ha spento non in modo tradizionale ma mettendolo in 'stato di sospensione', stato in cui è rimasto fino al giorno dopo quando poco dopo le 8 di mattina l'ha consegnato agli inquirenti i quali hanno fatto una copia della sua tesi per consegnargliela. E' questo dunque il nodo centrale della perizia che ha però messo in evidenza altri particolari: tra questi il fatto che la sera prima Chiara non ha visto foto né pedo-pornografiche né pornografiché (di queste ultime forse solo le icone delle cartelle) e invece ha aperto tre immagini personali ed ha scaricato quelle relative al week-end trascorso a Londra con Alberto. Tra le altre cose nella relazione c'é anche un capitolo dedicato ad un aspetto suggestivo: Chiara come se avesse avuto una premonizione, tra il 17 marzo e il 24 maggio precedenti aveva scaricato sulla sua chiavetta Usb, alcuni articoli di quotidiani e settimanali tra cui uno sugli "omicidi senza colpevole" e tre relativi al profilo psicologico dei pedofili.


OMICIDIO GARLASCO: SUPERPERIZIA,
ALBERTO 'SALVAVA' LA TESI MENTRE CHIARA MORIVA


ultimo aggiornamento: 10 ottobre, ore 14:56

Milano, 10 ott. - (Adnkronos) - Ogni due minuti Alberto Stasi, accusato del delitto della fidanzata Chiara Poggi, salvava la sua tesi di laurea. Quasi un'ossessione, ma proprio quel tasto di 'salvataggio' premuto sulla tastiera del computer portatile rende l'unico imputato dell'omicidio di Garlasco sempre piu' 'destinato' all'assoluzione. L'ultima conferma al suo alibi arriva, nero su bianco, nelle circa 200 pagine depositate oggi in Tribunale a Vigevano dai consulenti Roberto Porta e Daniele Occhetti nominati dal gup, Stefano Vitelli.
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Di Loredana Morandi (del 10/10/2009 @ 09:18:07, in Politica, linkato 1209 volte)
CATANZARO: AMENDOLA (PD),
SCUOLA MAGISTRATURA DEVE TORNARE IN CITTA'


(ASCA) - Catanzaro, 10 ott - Il Consigliere regionale del Pd, Franco Amendola, lamenta che il Ministro della Giustizia Alfano, non rispetta ''le decisioni della magistratura, in quanto ha pubblicamente affermato che sta studiando una soluzione per riconfermare Benevento quale sede della Scuola Superiore di Magistratura per il distretto del sud, infischiandosene bellamente di quanto stabilito dal TAR del Lazio, sezione prima, che aveva annullato, il 28 gennaio scorso il decreto ministeriale con il quale tale istituzione era stata scippata alla provincia di Catanzaro''.

''Il ministro Alfano non e' nuovo - secondo Amendola - a questi atteggiamenti partigiani verso la citta' campana, visto che nel febbraio di quest'anno, a sentenza del TAR gia' emessa, invitava i suoi referenti politici locali del Pdl a fare presto a rendere disponibile la sede della Scuola indicata presso l'ex caserma Guidoni. Evidentemente le carenze di motivazione segnalate dai giudici del TAR riguardo al trasferimento da Catanzaro a Benevento della Scuola per il Ministro di Giustizia non hanno alcun senso e non rappresentano un ostacolo ai piani suoi e dei suoi amici vista l'arroganza manifestata ancora in queste ore''.

''E' evidente - conclude Amendola - che con questo governo di centrodestra bisogna mantenere ancoro piu' alto il livello di attenzione ed invito tutti i parlamentari calabresi, a prescindere dal loro posizionamento politico, a sollevare nelle sedi opportune l'urgenza di provvedere all'istituzione nella provincia di Catanzaro della Scuola di Magistratura per il rispetto che, in primo luogo si deve alla sentenza emessa dal TAR, ma anche ad una Regione intera gia' troppe volte penalizzata da scelte miopi ed interessate''.

red/mcc/ss
10-10-2009 (Asca)
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Di Loredana Morandi (del 10/10/2009 @ 08:58:26, in Magistratura, linkato 1364 volte)
Il magistrato: «Copiano la violenza dei coetanei»

Laura Laera: «È un momento storico
che vede la crisi dei modelli educativi»


MILANO — «Sono cadute le barriere che differenziano nettamente l’identità femminile da quella maschile. Le ragazze copiano i ragazzi anche nell’aggressività». Laura Laera, giudice d’appello e presidente dell’Associazione dei magistrati e la famiglia, interpreta così il «bullismo al femminile».

Dottoressa, dati severi. «Il calo a Milano delle notizie di reato dice che il lavoro di magistrati e servizi sociali sta dando frutti. Preoccupa l’aumento di reati che denotano la difficoltà dei ragazzi a rispettare le regole alle quali andrebbero ricondotti. Non sono fenomeni a sé stanti. Hanno a che fare con le difficoltà dei processi di crescita, particolarmente complessi in questo momento storico che vede la crisi dei modelli educativi».

Cosa fanno i giudici? «Intervengono con il processo minorile che, oltre all’aspetto punitivo e repressivo, si fa carico del recupero del minore e della famiglia in collaborazione con i servizi sociali. Il 13 novembre a Milano parleremo anche di questo al ventiseiesimo convegno dell’associazione sull’infanzia e i diritti».

G. Gua.
10 ottobre 2009

Mi permetto una nota alle dichiarazioni della dottoressa Laera. Una analisi accurata del web dichiara che le tematiche del "branco" vengono stimolate nei soggetti maggiormente recettivi da "adulti", che coltivano i medesimi interessi dei minori, e che per questi minori producono modelli comportamentali e false ideologie. Faccio sempre il solito esempio: Maxi Fasso, ha successo anche con ragazzi e ragazze da poco maggiorenni, nonostante sia un ultra cinquantenne, perché si maschera di modi e comportamenti che definirei "tecnologicamente" bambineschi.  Idem i suoi buoni amici del porno e della crew del file sharing illegale.
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Di Loredana Morandi (del 10/10/2009 @ 08:52:20, in Politica, linkato 1203 volte)
Caro Luigi, battiti a Strasburgo, fallo anche per me, che sono stata scagliata come una lancia contro la CM Sistemi, da uno studio legale di Reggio Calabria e Locri per farsi pubblicità usando la vertenza ATU. Dillo tu a Gioacchino Genchi...

GIUSTIZIA: DE MAGISTRIS, 'GUERRA PROCURE'
OPERAZIONE A TAVOLINO PER FERMARMI



Roma, 10 ott. - (Adnkronos) - (di Vittorio Amato) - ''E' stata un'operazione fatta a tavolino. L'obiettivo era quello di fermarmi, ma non avevano previsto la mia capacita' di reazione''. A parlare e' Luigi De Magistris, protagonista della cosiddetta guerra delle procure nata intorno alle inchieste 'Why Not' e 'Poseidone' avocate all'ex pm, ora eurodeputato dell'Italia dei valori. All'ADNKRONOS, De Magistris rievoca le tappe della sua vicenda giudiziaria iniziata due anni fa, senza fare sconti a nessuno: ''Non ho dubbi, dietro l'avocazione c'e' stata un'unica strategia, perche' le mie inchieste colpivano il cuore del sistema, cioe' i rapporti, attraverso la gestione del denaro pubblico, tra pezzi significativi della politica, delle istituzioni e della criminalita' organizzata. Sono coinvolti tutti, anche grandi imprenditori e professionisti''.

De Magistris e' convinto che ''non c'era una talpa nella sua Procura. C'e' stata una strategia di delegittimazione messa in atto da ambienti istituzionali. Bisognava fermarmi utilizzando anche le propaggini giudiziarie del sistema, come poi ha correttamente ricostruito la magistratura di Salerno, che pure e' stata bloccata. A questo si e' aggiunto, poi, il sistematico annientamento di tutti i miei collaboratori. In tali casi, si tratta, in genere, di strategie tipiche delle massonerie deviate e dei poteri occulti. Non a caso, ho parlato di una nuova P2''.

L'ex magistrato denuncia l'esistenza di ''un governo occulto della cosa pubblica, a livello nazionale e locale'', chiede subito un ''nuovo Csm senza piu' correnti, perche' quello attuale ha scritto pagine troppo buie insieme all'Anm'' e mette in guardia dal governo Berlusconi: ''La giustizia e' in pericolo, perche' questo esecutivo sta conducendo il golpe di autunno, che e' un golpe senza armi, ma con l'arma della carta bollata''. L'esponente dell'Idv assicura: ''Dal '92 ad oggi, il livello di corruzione e' notevolmente aumentato e in tutti questi anni la sinistra ha fallito sulla questione morale e culturale''. (segue)


GIUSTIZIA: DE MAGISTRIS, 'GUERRA PROCURE' OPERAZIONE A TAVOLINO PER FERMARMI (2)

(Adnkronos) - Il governo vuole accelerare sulla riforma della giustizia e il Guardasigilli Angelino Alfano rilancia l'idea di reintrodurre l'immunita' parlamentare. De Magistris non ci sta: ''Sono assolutamente contrario all'introduzione dell'immunita', che va garantita solo per la libera manifestazione del pensiero. Considero una soluzione equilibrata quella trovata nel '93, in piena Tangentopoli. Sono convinto che il rapporto tra politica e giustizia si svelenira' solo quando i politici non commetteranno piu' reati gravi. Ce ne sono tanti, invece, in Parlamento coinvolti in inchieste per truffa, peculato, corruzione, mafia''. L'ex pm promette che dara' battaglia, non solo a Strasburgo: ''Fino a quando avro' fiato, portero' la mia storia e queste vicende in tutte le sedi opportune, istituzionali e non, promuovero' dibattiti e convegni, perche' la verita' dovra' travolgere la menzogna di regime''. Lo 'scontro' tra le procure di Catanzaro e Salerno, sottolinea, ''merita anche l'attenzione del Parlamento italiano, perche' non attiene singole persone, ma lo Stato di diritto e la democrazia nel nostro Paese''.

''In Calabria -afferma- tante persone avevano cominciato ad avere fiducia nello Stato, avevano denunciato, guardavano con apprezzamento alcuni magistrati e le forze dell'ordine. Non ho nessun dubbio che questa 'guerra' sia stata creata ad arte''. Da qui il pieno sostegno allo sfogo dell'ex procuratore capo di Salerno, Luigi Apicella, che ha lasciato la magistratura denunciando il silenzio dell'Anm, del Csm, della stampa e della politica sulla sottrazione di 'Why Not' e 'Poseidone': ''Ad Apicella non solo gli hanno tolto le funzioni di pm, ma addirittura lo hanno sospeso dal lavoro, semplicemente per non aver fermato dei magistrati che stavano facendo il loro dovere. Altro che due 'pesi e due misure'!, sbotta e continua:De Magistris ''A Catanzaro ci sono ancora magistrati indagati di fatti gravi e stanno ancora al loro posto. E' una vicenda di una gravita' inaudita, una pagina nera davvero devastante. Mi auguro che quanto prima si vada a votare e ci sia un nuovo Csm''.

L'eurodeputato dell'Idv riconosce di ''aver sicuramente commesso degli errori mentre conduceva le sue indagini, perche' gli errori stanno sempre dietro l'angolo, soprattutto quando si lavora a ritmi serrati e per tante ore al giorno. Ma questi sbagli non sono certo quelli che mi hanno addebitato sul piano disciplinare: erano artifici messi in atto solo per colpirmi. Mi hanno costretto a proseguire le mie battaglie in politica. La consapevolezza di correre dei pericoli -dice- ce l'ho da tempo e spesso conduco queste battaglie in una situazione di isolamento''. (segue)


GIUSTIZIA: DE MAGISTRIS, 'GUERRA PROCURE' OPERAZIONE A TAVOLINO PER FERMARMI (3)

(Adnkronos) - De Magistris difende il consulente Gioacchino Genchi (''e' un professionista bravo, affidabile e leale'') e ricorda le polemiche sul coinvolgimento nell'inchiestsa 'Why Not' di Romano Prodi e Clemente Mastella, all'epoca, rispettivamente, premier e Guardasigilli: ''Non e' stata violata la loro privacy, le accuse del Csm sono infondate, non c'e' dubbio che andavano indagati''. Quanto alla fuga di notizie di allora, precisa: ''Mi ritengo una vittima, perche' alcune fughe di notizie sono state strumentali al fine di simulare tracce di reato nei miei confronti''.

L'ex pm sostiene che ''la giustizia e' a rischio'' con il governo Berlusconi: ''Penso che stia conducendo il golpe di autunno con l'arma della carta bollata. Nel senso che, con l'uso illegittimo delle norme, si vuole stravolgere la Costituzione e abbattere l'indipendenza della magistratura''. Cita, in particolare, due casi: ''Oltre alla cancellazione delle intercettazioni telefoniche, che e' sotto gli occhi di tutti e mortifica anche il diritto di cronaca dei giornalisti, c'e' la legge che toglie al pm la possibilita' di investigare di propria iniziativa e questo principio fu voluto da Giovanni Falcone. Oggi, invece -avverte- il governo vuol far dipendere l'azione del pm dalle segnalazioni della polizia giudiziaria che come tutti sanno dipende dal potere esecutivo. Quindi, questo e' un governo che vuol portare a compimento il disegno piduista di Licio Gelli che voleva mettere sotto controllo informazione e magistratura''.

Dai tempi di Tangentopoli ad oggi la corruzione si e' accresciuta, insiste l'eurodeputato dell'Idv, che motiva cosi' il suo allarme: ''Non ci sono piu' i Poggiolini che mettevano il denaro sotto il materasso e i Curto' che nascondevano i soldi nella spazzatura.Ci sono le consulenze, i progetti, le poste in bilancio, i conti all'estero, i cda delle societa' miste pubblico-private che gestiscono il denaro pubblico. Forme molto piu' raffinate per fa veicolare il denaro della corruzione. E poi c'e' la corruzione di Stato''.
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Di Loredana Morandi (del 10/10/2009 @ 02:21:53, in Magistratura, linkato 1272 volte)
L'intento è colpire le correnti delle toghe, che ora "pilotano" l'organo di autogoverno
Approvazione in tempi brevi. Rischio di incostituzionalità. La Bongiorno difende la Consulta

Alfano mette sotto tiro il Csm
voto con sorteggio e stop ai pareri

di LIANA MILELLA


ROMA - Due settimane, e la prima pietra della vendetta di Berlusconi contro i giudici sarà lanciata. Artefice il fido Guardasigilli Alfano. Un duro colpo al Csm e alle odiate correnti della magistratura. L'organo di autogoverno delle toghe, che dovrà essere rinnovato a giugno del 2010, non potrà più essere eletto con il sistema attuale, con il voto di tutti i giudici e pm per i loro rappresentanti. Ci sarà prima un sorteggio. Dieci o 50 candidati per ogni componente da eleggere. Una legge ordinaria ovviamente, ma già viziata da incostituzionalità. La Carta è chiara laddove scrive, all'articolo 104, che "tutti i magistrati" votano per scegliere i colleghi. Ma questo è considerato un lusso da abolire. E dunque ci sarà un sorteggio per estrarre prima i nomi su cui, in un secondo tempo, le toghe potranno votare. E il diritto all'elettorato passivo? Cancellato d'un colpo. Non basta. Berlusconi e Alfano vogliono impedire ai consiglieri di esprimere gli odiati pareri sulle leggi che hanno bollato il reato di clandestinità, le norme sul processo penale, le intercettazioni. Il Csm perderebbe il potere di esprimere pareri sulle leggi del governo. Forse gli resterebbe una sola chance, farlo se a chiederlo è espressamente il ministro della Giustizia.

La Consulta boccia il lodo e il governo si tira su le maniche sulla giustizia. Il Guardasigilli rilancia il ripristino dell'immunità parlamentare ("Non fa parte del nostro programma, ma se si aprisse con il Pd un'ampia fase di dibattito pubblico sarebbe nel bene del paese che da 15 anni si trova con la giustizia al centro del dibattito"). Si lavora a irrigidire la prescrizione per liberarsi del processo Mills. È pronta la strada per dare più potere agli avvocati, per trasformare in carta straccia le sentenze passate in giudicato, per ricusare i giudici. Il pacchetto della vendetta sui giudici cammina spedito. La prima tappa in agenda è il Csm: per cui ormai è questione di giorni. Solo per un caso la riforma elettorale non passerà a palazzo Chigi già la prossima settimana. Lo si deve al viaggio in Bulgaria di Berlusconi che fa saltare il solito appuntamento del venerdì. Se ne riparla tra 15 giorni, giusto il tempo di limare il testo.

Repubblica aveva anticipato l'11 luglio il ddl sul sorteggio. Il ministero replicò che "era solo una delle tante proposte". Ora quel sorteggio, più o meno rimaneggiato, è alle viste di palazzo Chigi. L'idea originaria, scritta dal consigliere giuridico di Alfano ed ex membro del Csm Salvatore Mazzamuto, prevedeva anche di ampliare il numero dei togati e portarlo da 16 a 20, ma per mancanza di soldi il Consiglio dovrebbe restare com'è, con l'attuale proporzione tra giudici, pm e laici. Ma il pezzo forte è il sorteggio. Mazzamuto l'aveva definito un sistema "per rompere il circolo vizioso del monopolio correntizio di rappresentanza e carriere". Anm e Csm hanno considerato "una via del tutto incostituzionale". E anche Gaetano Pecorella, deputato Pdl e legale del premier, il 30 luglio sul Sole 24 ore ha definita "l'estrazione a sorte priva di qualsiasi razionalità" e ne ha spiegato anche l'incostituzionalità.

Come per tutte le leggi del centrodestra sulla giustizia anche questa è animata da spirito di revanche anti-toghe. Nel centrodestra ci sono voci, come quella della finiana Giulia Bongiorno che invitano alla saggezza. È di ieri la sua bacchettata contro chi inveisce contro la Consulta: "La Corte è il giudice delle leggi perché ne valuta la conformità alla Costituzione. È importante non perdere fiducia nella giustizia e rispetto in chi l'amministra". Messaggio inascoltato perché anche sul Csm il governo si appresta, come dicono già al Csm, a violare la Costituzione e ad agire sull'onda del dopo lodo. E sarà di nuovo scontro tra Berlusconi e le toghe.

La Repubblica
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Di Loredana Morandi (del 10/10/2009 @ 02:03:37, in Magistratura, linkato 1463 volte)
Di seguito una lunga serie di "lamentazioni" contro la Magistratura. Purtroppo abbiamo una Italia malata, rigorosamente bipartisan...


La sinistra scopre che
i magistrati si possono insultare


di Diego Pistacchi


(...) Innanzitutto le prescrizioni. Molti degli imputati non dovranno più scontare alcunché, non dovranno mai rispondere di quanto hanno fatto a Genova e ai genovesi per la sopravvenuta prescrizione, quell’istituto della giustizia italiana che prevede che un cittadino non possa essere tenuta in balìa della magistratura per sempre. Quell’istituto che però significa colpevolezza certa se fa cadere ad esempio le accuse nei confronti di Berlusconi.

Tutto bene, invece se manda libero Massimiliano Monai, per tutti «l’uomo della trave», colui che insieme a Carlo Giuliani assaltava la camionetta dei carabinieri in piazza Alimonda e che al processo doveva rispondere anche dell’assalto e del conseguente incendio di un furgone carico di carabinieri che in corso Torino hanno rischiato di bruciare vivi. Accuse sostenute anche da fotografie clamorosamente nitide che immortalavano Monai da ogni angolazione. Per lui, come per altri imputati la condanna è arrivata oltre tempo massimo. E viva la giustizia.

Abbasso invece la giustizia che si è ostinata a condannare dieci black bloc. «Questa non è una sentenza è una vendetta», ha sussurrato rispettosa Haidi Giuliani. «Una mostruosità giuridica in cui versa il diritto e la politica nel nostro paese», ha applaudito la magistratura Vittorio Agnoletto. «Sono sanzioni inflitte dagli stati autoritari contro i dissidenti», si adeguano senza reagire quelli del comitato «Piazza Giuliani».

«Condanne abnormi, i giudici hanno usato due pesi e due misure», chiosa con un lessico tutto giuridico l’avvocato Laura Tartarini. Mentre Giuliani padre si accontenta di definire il tutto «una sentenza difficile da digerire, difficilmente comprensibile perché per compensare che alcuni imputati hanno dovuto essere assolti per prescrizione, i giudici hanno elevato le pene per altri a livelli direi incompatibili». «I processi genovesi sono processi politici», sentenzia Rifondazione.

Nessuno ha invece messo in discussione la parte più «curiosa» della sentenza. L’Italia, lo Stato, vale si e no 23mila euro. Anzi, lo vale solo se sommato alla Banca Carige e a un privato cittadino. Tutte le parti civili che si erano costituite in giudizio per i danni subiti durante le devastazioni sono stati risarciti con 23mila euro. Non solo le vetrine delle banche, ma anche i danni al carcere e soprattutto quelli all’immagine internazionale dell’Italia valgono ben poco. Secondo la sentenza, l’immagine dello Stato non sembra conti un granché. E una sentenza si deve accettare. A volte.

Il Giornale

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Di Loredana Morandi (del 10/10/2009 @ 01:59:29, in Magistratura, linkato 1362 volte)
Latina - Accuse dei magistrati:
«Colpevole inerzia della politica»


Documento: Dura presa di posizione per la carenza di personale e strutture


Silvia Colasanti

La grave situazione in cui versa il servizio giustizia nel circondario di Latina è stata al centro di una nuova riunione dell'Associazione nazionale magistrati del distretto del Lazio, rappresentata dal presidente Paolo Auriemma, e dal presidente della sezione locale Lucia Aielli. Il documento che è stato elaborato a termine della riunione si rivolge questa volta ai rappresentanti politici della provincia di Latina:

«È urgente che le istituzioni intervengano e ogni sottovalutazione di questa grave situazione, soprattutto da parte dei rappresentanti politici, comporterà l'assunzione delle gravi responsabilità di cui la colpevole inerzia è causa». «Questi incontri – ha spiegato Lucia Aielli - si susseguono ormai da due anni per evidenziare le carenze e cercare soluzioni. L'ultimo risale a settembre 2008, quando abbiamo sottolineato come la nuova normativa sull'adeguamento delle piante organiche esistenti ha creato, se possibile, ancora più problemi di quelli già esistenti. Da un lato la crisi ha aumentato la domanda di giustizia, dall'altra i tempi non sono adeguati alle esigenze delle imprese, per esempio, ma anche dei lavoratori e delle famiglie. Il problema è stato solo parzialmente risolto grazie alla nomina di due presidenti di sezione, su tre mancanti, e del presidente del Tribunale. Gli effetti di questi incarichi direttivi si vedranno forse tra un anno. Ora, però, l'esigenza più sentita è quella di un aumento del personale amministrativo».


L'Anm chiede quindi una particolare attenzione al pericolo di una ulteriore riduzione degli organici del personale amministrativo e, al contempo, al Ministro della Giustizia, che al Tribunale di Latina sia dato modo di verificare i nuovi prodotti informatici sperimentabili con i cosiddetti sistemi pilota, che in larga parte d'Italia sono già a disposizione degli uffici. Questo potrebbe accelerare di molto il lavoro e permettere finalmente di provvedere ad eliminare gli arretrati. Un'atmosfera di cambiamento si respira invece in Procura, dopo la decisione del Consiglio superiore della magistratura di negare la proroga al procuratore Giuseppe Mancini alla guida degli uffici di via Ezio.

Si attende ancora il pronunciamento del Plenum di Palazzo dei Marescialli, ma con ogni probabilità anche in quel caso non si potrà che prendere atto della decisione presa. Da più parti, inoltre, la vicenda viene considerata come ormai chiusa, anche se a Mancini resta sempre la possibilità del ricorso.

Il Tempo Latina
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Processo Meredith,
giudici: no a nuove perizie


venerdì 9 ottobre 2009 22:30

PERUGIA (Reuters) - La Corte d'Assise di Perugia ha respinto oggi le richieste delle difese di Raffaele Sollecito e Amanda Knox, accusati dell'omicidio della studentessa americana Meredith Kercher, che volevano nuove perizie super partes.

In particolare, i legali dei due ragazzi avevano chiesto di compiere nuovi accertamenti sul coltello che l'accusa considera l'arma del delitto e sul gancetto del reggiseno di Meredith, rinvenuto nella stanza dell'omicidio e repertato dalla scientifica 45 giorni dopo il rinvenimento, oltre che sull'orario preciso della morte della studentessa, trovata morta nel capoluogo umbro nel novembre 2007.

La Corte ha però ritenuto sufficienti i rilevamenti già compiuti.

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Mez, riprende il processo
Chiesta superperizia sul Dna



Riprende il processo per l'omicidio di Meredith Kercher a carico di Raffaele Sollecito e di Amanda Knox. I due giovani, che si proclamano innocenti, sono entrambi presenti in aula. La difesa del giovane pugliese ha contestato l'orario di arrivo della polizia sul luogo del delitto, e richiesto una superperizia sul Dna, confermata anche dai legali di Amanda

Perugia, 9 ottobre 2009 - Uno dei difensori di Raffaele Sollecito, l'avvocato Luca Maori, ha sostenuto che gli agenti della polizia postale giunsero alla casa dove venne uccisa Meredith Kercher alle 13-13.02 e non alle 12.48 del 2 novembre del 2007 come emerso nel corso del processo. Secondo il legale quello che per gli inquirenti è stato ''l'anomalo comportamento'' del giovane la mattina del ritrovamento del cadavere è uno dei cardini dell'accusa.

In particolare a Sollecito è stato contestato di avere chiamato i carabinieri alle 12.51 e alle 12.54 del 2 novembre, dopo l'arrivo della polizia postale. In base alle immagini di una telecamera del parcheggio antistante la villetta del delitto la difesa di Sollecito ha sostenuto che invece gli agenti arrivarono intorno alle 13, anche perchè l'orario indicato nei fotogrammi - secondo i lagali - è anticipato rispetto a quello reale di 10-12 minuti.

La difesa di Sollecito ha quindi chiesto di poter produrre il cd con il filmato già agli atti del fascicolo del pm.
Il pubblico ministero Manuela Comodi ha aderito alla richiesta parlando comunque di ''una descrizione che non corrisponde al vero''. Una perizia super partes sulle tracce di Dna riscontrate sul gancetto di reggiseno di Meredith Kercher e sul coltello indicato come l'arma del delitto è stata chiesta oggi sempre dalla difesa di Raffaele Sollecito alla Corte d'assise di Perugia.

Gli avvocati Giulia Bongiorno e Luca Maori hanno inoltre avanzato la richiesta di nuovi accertamenti medico-legali per stabilire in modo ''preciso'' l'orario della morte della vittima. Sul gancetto di reggiseno la polizia scientifica ha trovato il Dna di Sollecito misto a quello della Kercher. Sulla lama del coltello da cucina sequestrato a casa del giovane sono stati isolati invece i profili genetici di Amanda Knox, vicino al manico, e della vittima, a ridosso della punta.

Riguardo al gancetto di reggiseno l'avvocato Giulia Bongiorno, uno dei difensori di Sollecito, ha chiesto che con la perizia venga verificato se le procedure di repertazione siano state correttamente applicate. ''Vorremmo sapere - ha detto il legale - se si può effettivamente considerare una traccia genuina quella su un gancetto recuperato 45 giorni dopo il ritrovamento e non dove era stato trovato''. La difesa di Sollecito ha inoltre chiesto che la perizia accerti se era sufficiente per l'esame la quantita' di materiale biologico trovata sul coltello.

L'avvocato Bongiorno ha poi sollecitato nuovi approfondimenti sulla compatibilità delle ferite sul collo della Kercher e sulla loro compatibilità con il coltello sequestrato. Ha inoltre chiesto una perizia audiometrica per accertare se dalla casa di Nara Capezzali, uno dei testimoni d'accusa, sia possibile sentire il rumore di passi intorno alla casa del delitto, come sostenuto dalla donna, e accertare di quanti decibel avrebbe dovuto essere il grido della vittima per potere essere udito a quella distanza. Chiesta infine una perizia per accertare le cause del danneggiamento dei pc di Solleicito, Knox e Kercher.

Una perizia sulle tracce di Dna trovate sul coltello indicato come l'arma del delitto è stata chiesta anche dalla difesa di Amanda Knox. In particolare i legali intendono così verificare se ci sia stata una contaminazione accidentale del reperto e se la quantità di materiale biologico fosse sufficiente per l'analisi. L'avvocato Carlo Dalla Vedova, uno dei difensori della Knox, ha inoltre chiesto una perizia sulle impronte di piedi nudi trovate nella casa del delitto e sull'orma di scarpa sulla federa del cuscino trovato sotto al corpo di Mez e attribuita a una donna. Chiesto inoltre un nuovo esame dei pc danneggiati di Sollecito, Knox e Kercher.

La Nazione
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Di Loredana Morandi (del 09/10/2009 @ 11:12:06, in Politica, linkato 1443 volte)
FONDI: ARMATO (PD), "MARONI HA SMENTITO SE STESSO.
DECISIONE SU FONDI PERICOLOSA"


Dichiarazione della senatrice del PD Teresa Armato componente della Commissione antimafia.

"Il mancato scioglimento del comune Fondi è un fatto molto grave". Lo sottolinea la senatrice del Pd Teresa Armato che aggiunge: "Il governo ha rimandato per mesi lo scioglimento del comune di Fondi, pur sapendo delle pesanti infiltrazioni mafiose e oggi ha deciso la procedura di commissariamento ordinario, lanciando un messaggio pericolosissimo, e cioè che la mafia può sconfiggere lo Stato.

Che fine ha fatto l'impegno di Maroni davanti alla Commissione? Ora torni in Antimafia a spiegare perché ha smentito se stesso e il perché di questa assurda decisione"

Roma, 9 ottobre 2009

***

MAFIA: LUMIA (PD), FONDI, COLLUSIONI POLITICO-MAFIOSE HANNO AVUTO LA MEGLIO SULLA LEGALITA'


Roma, 9 ottobre 2009 - "Le collusioni politico-mafiose hanno avuto la meglio sulla legalità". Lo dichiara il senatore del PD Giuseppe Lumia, componente della Commissione parlamentare antimafia, commentando il mancato scioglimento per mafia del comune di Fondi.

"Da più di un anno il Governo tergiversa, prende tempo, malgrado le relazioni prefettizie e la quantità di informazioni e dati in suo possesso che dimostrano l'inquinamento mafioso nel comune di Fondi. Un comportamento tanto ambiguo, quanto scandaloso. Il semplice commissariamento del comune, a seguito delle dimissioni della maggioranza di centrodestra, è l'ultima trovata che consente ai consiglieri di ricandidarsi senza problemi alle prossime elezioni comunali".

"La legalità - conclude Lumia - è un valore assoluto che supera appartenenze e schieramenti politici".

***

Mafia, Pd: Maroni si fa bello a parole
ma non nei fatti, su Fondi governo poco chiaro

Ferranti: non sono vittorie pacchetto sicurezza, ma di positivo connubio magistratura polizia


“Le vittorie sbandierate oggi da Maroni non sono certo frutto del pacchetto sicurezza appena approvato, bensì della proficua sinergia tra le forze di polizia e la magistratura inquirente che nonostante la carenza di mezzi finanziari e di personale continuano a lavorare tenacemente nella lotta contro la mafia. Quello sì che è un connubio che va rafforzato e sostenuto e non certo indebolito e delegittimato come vorrebbe il ministro Alfano. Stupisce inoltre che Maroni si fa bello con i dati ma non con i fatti e lo dimostra che oggi il Governo non ha avuto il coraggio di sciogliere il comune di Fondi per infiltrazioni mafiose nonostante i coraggiosi allarmi del prefetto di Latina. Anche in questo caso il governo smentisce se stesso e lascia soli quei prefetti che hanno la forza e la capacità di svolgere adeguatamente il proprio ruolo di rappresentanti del governo sul territorio”. Così la capogruppo del Pd nella commissione Giustizia della Camera, Donatella Ferranti commenta le dichiarazione del ministro degli Interni, Roberto Maroni.

Roma, 9 ottobre 2009
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MAFIA, DE MAGISTRIS (IDV): SU TRATTATIVA,
TROPPI HANNO MEMORIA TARDIVA E INCOERENTE


 
“Come ho sempre sostenuto l’omicidio di Paolo Borsellino è stato un omicidio politico in cui sono stati coinvolti pezzi deviati delle istituzioni. Quanto emerso ieri sera dalla trasmissione di Annozero e quanto emerge oggi dalle dichiarazioni del vicepresidente del Csm Nicola Mancino, all’epoca dei fatti ministro dell’Interno, porta ad una prima considerazione: gli esponenti istituzionali degli anni ’90 stanno acquistando una memoria tardiva e poco coerente, penso a Martelli, Ferraro, Violante, Ayala e lo stesso Mancino.

Altra considerazione, non nuova per me, è che la trattativa fra Stato e cosa nostra sarebbe iniziata prima della strage di via D’Amelio e che sia stata condotta anche dopo e, probabilmente, anche portata a compimento, vista la fine della stagione stragista e l’inizio del cammino di istituzionalizzazione della mafia, poi realizzatosi completamente. Un’altra valutazione riguarda invece Mancino, che continua a sostenere di non essere stato a conoscenza della trattativa, così come di non ricordare di aver incontrato Borsellino nel giorno del suo insediamento al Viminale: come può non ricordare di averlo visto, smentendo la stessa agenda grigia in cui il giudice aveva preso nota dell’incontro?

E se, come afferma, non era a conoscenza della trattativa fra Stato e mafia, chi era il responsabile –politico e istituzionale- che ha condotto quella trattativa, confermata anche dalle dichiarazioni rilasciate al processo in corso a Palermo, e relativo proprio alla trattativa, dal generale dei carabinieri Mori (imputato) e dall’allora capitano De Donno?

Il fatto che l’allora ministro dell’Interno non ne fosse a conoscenza, sarebbe comunque grave: a chi era in mano infatti la sicurezza del Paese?

Esistevano allora organismi che non rispondevano e sfuggivano al suo controllo, agendo in modo parallelo e occulto allo Stato così come si verificò al tempo della P2, tutt’altro che morta anche oggi?

Sono domande che si pongono anche a fronte della sottrazione dell’agenda rossa di Borsellino da parte di un carabiniere il giorno della strage, come testimoniato da un video che getta ulteriori ombre su una vicenda drammatica”.

Lo afferma in una nota Luigi de Magistris, eurodeputato dell’IdV.

9 ottobre 2009
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