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L'avvocato cavilloso, che finge di non vedere un reato, ha appena commesso un reato.

Loredana Morandi
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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Loredana Morandi (del 02/07/2009 @ 23:47:45, in Politica, linkato 1396 volte)
2/7/2009 (16:50)  - IL CASO

Giudici a cena con Berlusconi
Il Quirinale: "Non interferiamo"

Il Colle: «Un nostro intervento lederebbe autonomia della Corte»
Napolitano, collega di Mazzella: «Contro di noi intimidazione»

ROMA - Giudici a cena con Silvio Berlusconi. Negli ambienti del Quirinale si rileva che non ha alcun fondamento istituzionale la richiesta, relativa alla questione sollevata anche in sede parlamentare, di un intervento del presidente della Repubblica che interferirebbe nella sfera di insindacabile autonomia della Corte Costituzionale.

Immediata la reazione di Antonio Di Pietro: «Da ambienti del Quirinale si apprende che il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, sosterrebbe di non poter interferire "nella sfera di insindacabile autonomia della Corte". Ma così viene ribaltata la verità, che è un’altra: sono stati i due giudici della Consulta, Luigi Mazzella e Paolo Maria Napolitano, a ledere l’autonomia della Corte Costituzionale, rivendicando l’intima amicizia e invitando a cena, ripromettendosi di farlo ancora, l’imputato Silvio Berlusconi, sotto processo per gravi reati, le cui sorti giudiziarie dipendono anche dalle loro decisioni. Al presidente Napolitano chiediamo, dunque, non di interferire nelle decisioni della Consulta, ma l’esatto contrario, ossia di ripristinare la credibilità e la sacralità di questo organo costituzionale, compito che spetta solo a lui in quanto garante della Costituzione».

Come il suo collega Luigi Mazzella anche il giudice costituzionale Paolo Maria Napolitano non ha intenzione di astenersi dalla seduta della Corte che il 6 ottobre deciderà sul lodo Alfano. Anzi, Napolitano dice di ritenere che la richiesta di dimissioni, avanzata dall’Idv nei confronti dei due giudici che hanno partecipato alla cena con il premier Berlusconi e con il ministro della Giustizia Alfano, «possa essere interpretata come un tentativo di intimidazione». E giudica una «reazione spropositata» quella suscitata dalla notizia della cena col premier. Se gli si chiede a quale genere di intimidazione si riferisca, Napolitano spiega: «Non sono un dietrologo. Sto ai fatti, e cioè che c’è stata una reazione violenta e sproporzionata rispetto al tipo di contestazione. E la contestazione quale era? Quella di essere andato a cena col presidente del consiglio in carica?»

La Stampa
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Di Loredana Morandi (del 02/07/2009 @ 21:57:26, in Osservatorio Famiglia, linkato 1431 volte)
Di cosa vi sorprendete popolo della rete? Traditori? Perché non avevate ancora capito che il p2p nel mondo economico si caratterizza come antimercato ed è l'Anti Mercato, ovvero un mercato di opposizione ma con stessi identici requisiti? Si, effettivamente 7.8 milioni di dollari sono tanti e tali da impressionare gli animi nerdici del web. La cosa interessante sarà vedere cosa accadrà dell'egemonia stabilita da Pirate Bay in Europa, visto che negli ultimi 2 anni ha acquistato Drunken Donkey (dduniverse, tanto per esser chiari) e chissà quante altre centinaia di board.

Si rallegrassero gli Svedesi: perché a questi inqualificabili malfattori hanno dato anche un posto al parlamento Europeo, per quello che vale, naturalmente. Però attenzione: in Italia si sono candidati al fianco di Vendola e altri ex di Rifondazione (comunista non ce lo metto perché non ne conosco) con Sinistra e Libertà. Lo scrivo per ribadire i principi umanitari e anticapitalistici di questo gruppo politico, che predica e razzola male.

Io invece non posso essere ingannata, mi basta vedere la firma dell'avvocato del porno a far da supporter al candidato, perché significa esclusivamente soldi sporchi subito. S.S.S. le tre esse alle quali se ne aggiunge una quarta, quella dello Schifo...

30/6/2009


La baia venduta:
Global Gaming Factory acquisisce The Pirate Bay


L'azienda annuncia l'acquisizione. I responsabili di The Pirate Bay confermano. E iniziano le discussioni: upgrade o tradimento? La notizia è fresca fresca, le informazioni sono poche, le interpretazioni parecchie: The Pirate Bay, il sito BitTorrent diventato simbolo del P2P, protagonista di uno dei processi mediatici più seguiti del 2009 e in qualche modo responsabile del movimento giovanile che ha portato un rappresentante del Partito dei Pirati svedese fin sugli scranni del parlamento europeo, è stato venduto per una cifra che dovrebbe essere intorno ai 7,8 milioni di dollari alla Global Gaming Factory X AB, una agenzia pubblicitaria - quotata in Borsa - con interessi nel mondo del software, degli Internet cafè e dei videogiochi.

La notizia viene annunciata in pompa magna dalla società sul suo sito ufficiale ed è stata confermata (seppur, stranamente, in forma anonima) sul blog di The Pirate Bay. Quello stesso blog dove in genere venivano pubblicate le ironiche prese di posizione del sito nei confronti delle multinazionali dell'intrattenimento e sul quale ora stanno convergendo i commenti degli utenti. Commenti che vanno dal preoccupato ("è la fine"), all'incazzato ("vi siete venduti"), al filosofico ("prima o poi doveva accadere, avanti il prossimo"). Come accennato, la notizia è fresca ed è ancora impossibile avere un'idea concreta del futuro del sito. Si possono però iniziare a fare un po' di ragionamenti:

1. La Global Gaming Factory, nel dare la notizia, scrive che "dopo aver completato l'acquisizione, GGF intende lanciare un nuovo modello di business che comprenda un compenso per i produttori dei contenuti e i detentori dei diritti" del materiale condiviso sul sito. Non può essere altrimenti, almeno a parole. Essendo quotata in Borsa, la nuova società proprietaria di The Pirate Bay non può comportarsi con la stessa disinvoltura dei tre ragazzi che fino a oggi si occupavano di gestire il sito (e che, seppur al termine di un processo controverso e in attesa di appello, sono stati condannati per concorso in violazione di copyright dal tribunale svedese... che siano stati costretti a vendere proprio per far fronte alle spese legali?).

2. Sembra di rivedere lo stesso film che, da dieci anni a questa parte, va in scena sul grande schermo di Internet: da Napster a Kazaa, da Audiogalaxy a The Pirate Bay. Un servizio P2P attira milioni di utenti, cresce a dismisura, diventando sempre più difficile da essere gestito senza un'adeguata struttura economica, finchè - in un modo o nell'altro - viene normalizzato. E gli utenti si spostano da qualche altra parte. Finora è sempre stato così.

3. L'anonimo autore del messaggio sul blog di The Pirate Bay spiega che gli utenti dovrebbero stare tranquilli, perchè il futuro del sito è garantito: "se i nuovi proprietari rovineranno tutto, nessuno continuerà a usarlo. E' la più grande assicurazione che si possa avere sul fatto che il sito venga gestito nel modo in cui tutti vogliamo". La prima frase è fondata, la seconda non necessariamente.

4. Da qui alla fine di agosto, quando l'operazione dovrebbe essere portata a compimento, è prevedibile un'esplosione esponenziale della condivisione dei file sul sito. Il meccanismo psicologico è lo stesso che spinge a fare incetta di provviste nei supermercati prima dell'arrivo di un tornado (ok, in Italia non abbiamo molti tornadi, ma scene del genere le abbiamo viste spesso in film e serie tv).

5. Global Gaming Factory ha acquisito anche una società di software P2P chiamata Peerialism. L'intenzione sembrerebbe quindi davvero quella di puntare forte su una tecnologia peer-to-peer. La sua competenza in campo pubblicitario lascerebbe pensare a qualcosa di simile al modello di Spotify, un (ottimo) servizio di streaming P2P legale che - seppur ancora soffrendo molto dal punto di vista dei profitti - sta guadagnando una notevole popolarità soprattutto nel Nord Europa (anche Spotify, come The Pirate Bay e Global Gaming Factory, è svedese). Staremo a vedere nelle prossime settimane, con un certo interesse, come si evolverà la situazione.

La stampa
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Di Loredana Morandi (del 02/07/2009 @ 10:53:09, in Varie, linkato 1540 volte)


Giustizia Quotidiana esprime tutta la propria solidarietà alla popolazione di Viareggio colpita dall'incidente ferroviario, con un pensiero particolare alle persone ferite e a coloro che hanno perduto i propri cari.

Il gravissimo incidente, che ha colpito la deliziosa cittadina del confine marittimo tra la Toscana e la Liguria, è avvenuto proprio nella nottata precedente al convegno per la Giustizia tenutosi a Napoli.

Solo pochi minuti fa ho potuto sentire al telefono i miei pochi conoscenti che, fortunatamente, stanno tutti bene. Resta in me un pensiero di apprensione per le tante persone incontrate e conosciute almeno un po'. Come ad esempio i due gentilissimi signori pakistani dell'internet point, presso il quale mi servo quando sono a Viareggio, due personcine di una cortesia squisita in stile inglese, che mi accolgono sempre con un sincero "bentornata" anche dopo mesi di assenza.

A mia discolpa, per non averne parlato prima in pubblico, dichiaro di averlo già fatto, ma in forma privata sul mio blog del portale degli Artisti. Fin dalla notte dell'incidente. Quando dal mio pc ho visto i primi video su YouTube, ed ascoltato in apprensione i collegamenti di Rai News 24 e le dichiarazioni del corrispondente Ansa Roy Lepore. Una sincera preoccupazione data dalla consapevolezza, che la brava gente di quella città sarebbe scesa in strada per cercare di dare una mano, ma anche senza sapere del gravissimo rischio corso.

Nella foto il binario dal quale arriva e parte il treno da e per Roma.

Loredana Morandi
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Di Loredana Morandi (del 02/07/2009 @ 04:30:33, in Politica, linkato 1302 volte)
Respinta invece l'istanza relativa alle intercettazioni sulle utenze dei servizi segreti

Archivio Genchi, ecco perché la Cassazione dice 'no' al dissequestro

ultimo aggiornamento: 02 luglio, ore 10:03

Roma - (Adnkronos) - Il ricorso della Procura di Roma è stato accolto poiché il poliziotto sapeva che determinate utenze telefoniche erano in uso a parlamentari ma senza chiedere autorizzazione "ha acquisito illecitamente" i tabulati telefonici arrecando "intenzionalmente" un danno ingiusto. Da qui l'ipotesi di reato di abuso d'ufficio

Ecco perché, lo scorso 26 giugno, la Sesta sezione penale ha annullato senza rinvio la decisione del Riesame, accogliendo il ricorso della Procura di Roma che, come segnala la Cassazione, "ipotizza che il consulente tecnico Genchi, disponendo di archivi formati nel corso dell'esecuzione di altri suoi incarichi e d'informazioni conseguite in altre diverse attività d'indagine, era nella concreta e autonoma possibilità di conoscere che determinate utenze telefoniche erano in uso a parlamentari e che, senza dare tali informazioni al pubblico ministero per l'eventuale richiesta della necessaria autorizzazione, abbia acquisito, elaborato e trattato illecitamente tabulati telefonici relativi a tali utenze, intenzionalmente arrecando ai parlamentari che le usavano un danno ingiusto, consistente nella conoscibilità di dati esterni di traffico relativi alle loro comunicazioni telefoniche".

Tesi condivisa dagli 'ermellini' che hanno appunto fatto presente che "se il Tribunale avesse preso in considerazione, come avrebbe dovuto, tutti gli elementi fattuali come rappresentati dal pm, non avrebbe pouto fare a meno di affermare che nel fatto descritto nel decreto di perquisizione e sequestro, a carico del consulente Genchi, con riferimento all'acquisizione di tabulati di membri del Parlamento, sussiste il fumus commissi delicti previsto e delineato dall'art. 323 c.p.". Bocciato invece il ricorso della Procura della capitale sull'ipotesi di abuso d'ufficio relativa ai tabulati delle utenze in uso ai servizi di sicurezza "per la mancanza di concreti e specifici elementi idonei a consentire di individuare concretamente le vicende in cui era stato opposto il segreto di Stato".
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Di Loredana Morandi (del 02/07/2009 @ 04:25:35, in Politica, linkato 1317 volte)
Tre gli astenuti

Dal reato di immigrazione clandestina
alle ronde in città,

diventa legge il ddl sicurezza

ultimo aggiornamento: 02 luglio, ore 13:11

Roma - (Adnkronos) - Il Senato approva il ddl del governo, i voti favorevoli sono stati 157, i contrari 124. I clandestini non rischiano l'arresto ma un'ammenda dai 5mila ai 10mila euro. L'extracomunitario che arriva in Italia senza permesso di soggiorno potrà essere trattenuto nei Cie fino a 180 giorni. Carcere fino a tre anni per chi affitta casa a stranieri irregolari. Fra le nuove norme anche l'inasprimento del 41 bis per i mafiosi e il 'registro dei clochard'. Ritorna il reato di oltraggio a pubblico ufficiale.

Fra le norme più significative del ddl al vaglio di palazzo Madama, l'introduzione del reato di immigrazione clandestina; prolungamento fino a 180 giorni della permanenza nei Cie, i Centri di identificazione ed espulsione, degli extracomunitari che entrano in Italia senza permesso di soggiorni; istituzione delle ronde, che dovranno essere formate da ex agenti; inasprimento del 41 bis per i reati di mafia; obbligo di denuncia del 'pizzo' per i costruttori.

L'immigrazione clandestina ('ingresso e soggiorno illegale nel territorio dello Stato') diventa quindi un reato. I clandestini non rischiano l'arresto ma un'ammenda dai 5mila ai 10mila euro. La norma renderà possibile denunciare i clandestini all'autorità giudiziaria tranne che per i medici e i presidi per i quali e' stata prevista un'apposita deroga. L'extracomunitario che arriva in Italia senza permesso di soggiorno potrà essere trattenuto nei Cie fino a 180 giorni. Ora il periodo e' di due mesi, a fronte dei due mesi attualmente previsti dalla legge.

Le nuove norme, inoltre, prevedono che per avere la cittadinanza si dovranno pagare 200 euro. Per il permesso di soggiorno invece il contributo sarà fissato dai ministeri dell' Interno e dell'Economia e potrà oscillare tra gli 80 e i 200 euro. Il coniuge straniero di un cittadino italiano può acquisire la cittadinanza quando, dopo il matrimonio, risieda legalmente da almeno due anni nel territorio della Repubblica, oppure dopo tre anni dalla data del matrimonio se risiede all'estero.

Nel provvedimento trovano posto le ronde, fortemente volute dalla Lega: associazioni di cittadini potranno segnalare alle forze dell'ordine situazioni di disagio sociale o di pericolo. Saranno iscritte in elenchi, non potranno essere armate e prioritariamente dovranno essere formate da ex agenti. In arrivo anche il 'registro dei clochard': coloro che sono senza fissa dimora saranno schedati in apposito registro istituito presso il Viminale

Inoltre, lo straniero che, raggiunto da provvedimento di espulsione, continua a rimanere illegalmente in Italia nonostante il provvedimento del questore, va incontro ad una pena detentiva da sei mesi a un anno se l'espulsione e' stata disposta perché il permesso di soggiorno e' scaduto da più di 60 giorni e non ne e' stato chiesto il rinnovo o se la domanda di titolo di soggiorno e' stata rifiutata.

La pena va da uno a quattro anni se lo straniero e' raggiunto da un provvedimento di espulsione perché e' entrato in Italia illegalmente o non ha chiesto il permesso di soggiorno nel termine prescritto, in assenza di cause di forza maggiore. la pena aumenta da uno a cinque anni se lo straniero destinatario dell'ordine di espulsione e di un nuovo ordine di allontanamento continua a rimanere illegalmente in Italia.

Rischia il carcere fino a tre anni chi da' in alloggio o si affitta anche una stanza a stranieri che risultino irregolari al momento della stipula o del rinnovo del contratto di locazione. Ma ci deve essere un ingiusto profitto. Le nuove norme prevedono tra l'altro l'istituzione presso il ministero dell'Interno di un fondo rimpatri per finanziare le spese per il rimpatrio degli stranieri verso i paesi di origine.

Ritorna il reato di oltraggio a pubblico ufficiale: chi insulta un pubblico ufficiale rischia fino a 3 anni di carcere. Ma se si risarciscono agente ed ente a cui questo appartiene, il reato si estingue. Nessuna condanna, invece, se e' il pubblico ufficiale ad aver commesso atti arbitrari.

Il provvedimento del governo affronta anche questioni legate ai reati di mafia: vengono inasprite le norme del 41 bis, che ora prevede una detenzione più lunga di 4 anni. Inoltre, per impedire che dalle carceri i boss mafiosi possano esercitare il loro potere sul territorio, i detenuti sottoposti al 41-bis saranno destinati all'interno di istituti a loro esclusivamente dedicati, preferibilmente in aree insulari, o comunque all'interno di sezioni speciali e logisticamente separate dal resto dell'istituto e custoditi da reparti specializzati della polizia penitenziaria.

Rimarranno intatti i poteri del Procuratore antimafia, che in un primo momento si era pensato di modificare. Nel provvedimento, poi, e' stata reintrodotta la norma che esclude da appalti pubblici gli imprenditori, se non denunciano le estorsioni nei loro confronti. Per partecipare alle gare d'appalto, quindi, i costruttori dovranno denunciare ogni tentativo di estorsione ai propri danni.

Saranno intensificati i controlli sul trasferimento di valuta per contrastare il riciclaggio anche ai fini di finanziamento al terrorismo. Gli agenti di attività che si occupano dell'incasso e del trasferimento dei fondi dovranno conservare per 10 anni una copia del titolo di soggiorno se chi ordina l'operazione e' cittadino extracomunitario. La cancellazione dall'elenco degli agenti e' la sanzione per chi non ottempera a tale obbligo.

In arrivo anche l'albo dei 'buttafuori', di guardia fuori da pub e discoteche. Per svolgere questa attivita' saranno necessari precisi requisiti che saranno stabiliti dal ministero dell'Interno. Anche gli amministratori giusiziari avranno il loro albo professionale.
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Di Loredana Morandi (del 02/07/2009 @ 04:18:45, in Magistratura, linkato 1372 volte)
La giustizia protegga i suoi dati
Cosi' garante privacy, alla P. A. non violare diritti lavoratori

(ANSA) -ROMA, 2 LUG -E' inaccettabile che chi deve far rispettare le leggi possa trascurare le cautele per proteggere dati e informazioni di cui viene a conoscenza. Cosi' il Garante per la protezione dei dati personali Pizzetti. Non possiamo non sottolineare la pericolosita' della diffusione in rete, senza protezione, dei milioni di dati personali trattato dalla P.A. Sulle foto di Villa Certosa il Garante ha ribadito 'che non e' lecito riprendere, senza il loro consenso, persone all'interno di una privata dimora'.

GIUSTIZIA: GARANTE PRIVACY, INACCETTABILE TRASCURATEZZA IN PROTEZIONE DATI

ultimo aggiornamento: 02 luglio, ore 11:25

Roma, 2 lug. - (Adnkronos) - E' "inaccettabile che chi deve far rispettare la legge e i diritti possa trascurare le cautele necessarie per proteggere dati e informazioni di cui viene a conoscenza per il suo ufficio". Lo sostiene il presidente dell'Autorita' garante per la privacy Francesco Pizzetti nella sua relazione annuale in corso di esposizione nella Sala Zuccari del Senato. Il Garante considera "di particolare rilievo" la decisione "relativa al ruolo, ai poteri e ai doveri dei periti e degli ausiliari dei giudici rispetto ai dati da loro trattati".
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Comitato Informatici ATU

Giornata della Giustizia a Napoli

intervento del dott. Carlo Sarzana di S.Ippolito







Clicca sulla foto per ascoltare l'intervento di
Carlo Sarzana di S. Ippolito
Presidente Aggiunto Onorario Corte di Cassazione

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Consiglio Superiore della Magistratura



CONFERENZA STAMPA SULL’AMMINISTRAZIONE
DELLA GIUSTIZIA NELLE REGIONI DEL SUD




Roma – In preparazione della relazione al Parlamento sui “Problemi della amministrazione della giustizia nelle regioni del Sud”, la VI Commissione del Consiglio Superiore della Magistratura ha organizzato per venerdì 3 luglio 2009 un incontro con il Procuratore Nazionale Antimafia e i coordinatori di undici Direzioni Distrettuali Antimafia delle regioni meridionali e della Sicilia.

Una conferenza stampa per illustrare i risultati dell’incontro si terrà venerdì 3 luglio alle ore 13,00 presso la Sala stampa del Consiglio Superiore della Magistratura, Piazza dell’Indipendenza, 6.
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Comitato Informatici ATU:

dalla Giornata per la Giustizia di Napoli

Intervista a Tullio Morello (ANM) e Franco D'Antonio (Fp Cgil)



Ieri si è tenuto a Napoli il convegno dedicato alla Giornata della Giustizia, un progetto di lavoro comune tra magistratura e forze sindacali, iniziato a Roma presso il Centro Congressi Frentani a maggio, che ha percorso molti chilometri in Italia raggiungendo i luoghi nevralgici della giurisdizione creando un vero tavolo di confronto tra tutte le professioni e i riti della Magistratura, i sindacati e tutti i lavoratori del comparto Giustizia. Ne nascerà il "patto per la Giustizia", ovvero un documento da presentare al Ministro sullo stato generale della Giustizia in Italia.

A Napoli il Comitato Informatici ATU, rappresentato in massa dagli informatici e con la presenza del Di Spirito e della sottoscritta, nonché del proprio massimo esperto e relatore in tema giuridico, il dott. Carlo Sarzana di S. Ippolito, ringrazia per l'ospitalità data alla vertenza dei lavoratori il dott. Tullio Morello, presidente della Giunta Distrettuale della ANM, e la d.ssa Silvana Sica, membro della Giunta Nazionale della Associazione Magistrati.

Il dottor Morello, con la moderazione del giornalista Geo Nocchetti di Rai 3, ha aperto il convegno e la tavola rotonda con un intervento chiaro ed incisivo sul tema della Giustizia e di quanto essa sia fondamento della vita civile, traendo spunto dalle sole prime 10 notizie della prima pagina di un quotidiano. E' la camorra che affligge Napoli dichiara Morello e la criminalità organizzata purtroppo, come dichiara Carlo Sarzana, è già da molti anni alla ricerca di tecnici informatici.

Il dottor Morello, nella intervista rilasciata al Comitato Informatici ATU, ha ribadito una volta di più la solidarietà della magistratura napoletana alla vertenza degli informatici dell'Assistenza tecnica unificata degli uffici giudiziari.

Per la funzione pubblica della Cgil il Comitato ATU ha intervistato il delegato napoletano Franco D'Antonio.


-clicca per ascoltare Tullio Morello

Clicca sull'immagine e ascolta l'intervista
a Tullio Morello, presidente della Giunta ANM di Napoli



clicca per ascoltare Franco D'Antonio

Clicca sulla immagine e ascolta l'intervista
a Franco D'Antonio, FP Ggil Napoli
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Di Loredana Morandi (del 01/07/2009 @ 01:01:49, in Magistratura, linkato 1374 volte)
Dal convegno napoletano di ANM e FP Cgil

GIUSTIZIA: OPERATORI SETTORE,
RISORSE PER EFFICIENZA STRUTTURE

(AGI) - Napoli, 30 giu. - "L'economia campana e' ancora in mano alla camorra, nonostante le carceri siano pienissime e ci siano tante condanne ai capi della criminalita' organizzata". Lo sottolinea il presidente della giunta dell'Anm di Napoli Tullio Morello, inaugurando la tavola rotonda per la 'Giornata della giustizia' moderata dal giornalista Geo Nocchetti.

L'incontro conclude un percorso di confronto tra operatori del diritto, magistrati, avvocati e societa' civile sulle problematiche della giustizia, iniziato lo scorso 5 maggio con un dibattito a Roma. Al centro dei lavori, la riforma della macchina della giustizia e la questione-intercettazioni.

"E' inutile aumentare il numero dei magistrati, ci vogliono strutture e piu' personale assistente - dice il procuratore di Napoli Giandomenico Lepore - hanno dimezzato i fondi per la giustizia, ma a costo zero non si fa niente. Occorrono nuove assunzioni".

Alla tavola rotonda ha partecipato anche l'assessore alla Legalita' del Comune di Napoli Luigi Scotti, che ha confrontato lo stato attuale della giustizia con quello di quasi ottant'anni fa. "Nel 1930 - spiega - c'erano 5.500 magistrati ordinari, 850 onorari, il rapporto tra magistrati e funzionari era di 1 a 4, e c'erano 60mila leggi. Oggi ci sono 8.000 magistrati piu' 2500 onorari, il rapporto magistrati/funzionari e' sceso fino a 1 a 2 e ci sono 6,5 milioni di procedimenti civili e penali". Una situazione che rischia, a suo giudizio, di allontanare troppo la giustizia dai reali bisogni dei cittadini perche' "senza strutture operative, informatica, personale amministrativo non c'e' efficacia".

Efficienza e' un tema che affronta anche Raffaele Cantone, magistrato presso il Massimario della Cassazione. "Negli ultimi 15 anni e' rimasto solo sulla carta - dice - e valutato sulla base delle emergenze". Sul fronte delle intercettazioni, Cantone rileva che il ddl in discussione attualmente segna "la fine definitiva del processo penale, non da un punto di vista ideologico, ma in termini di efficienza.

Come sara' possibile tenere in vita un sistema che imporra', ad esempio, a tutte le procure del distretto di Napoli di mandare gli atti delle intercettazioni al tribunale? Avra' sul processo penale un'incidenza davvero spaventosa".

Nel corso dei lavori si e' parlato anche della questione sicurezza dei dati informatici, messi a rischio, secondo il presidente onorario aggiunto della Corte di Cassazione Carlo Sarzana, dall'assistenza via 'remoto' e non piu' grazie al lavoro dei tecnici Atu (assistenza tecnica unificata). "Sarebbe bastato acquisire con concorso le professionalita' gia' esistenti - stigmatizza - invece si e' ricorsi alle gare d'appalto. In questo modo si consentira' a operatori invisibili di entrare nei pc della magistratura a distanza". (AGI) Cli/Na/Lil
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