Immagine
 .. solar eclipse ..... di Lunadicarta
 
"
Non è grave il clamore chiassoso dei violenti, quanto il silenzio spaventoso delle persone oneste.

Martin Luther King
"
 
Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Loredana Morandi (del 22/04/2009 @ 08:32:18, in Politica, linkato 1230 volte)
La procura di Roma non restituisce l'archivio.

Genchi si appella a Napolitano



21 aprile 2009 - di Antimafia 2000


Apprendiamo proprio ora che nonostante l’ordinanza del Tribunale del Riesame la procura di Roma ha deciso deliberatamente che non restituirà l’archivio sottratto lo scorso 13 marzo a Gioacchino Genchi.

Il consulente delle procure ha invocato l’immediato intervento del capo della Stato, della Pg di Roma e della procura di Perugia. “Siamo in presenza – ha detto - di un atto di eversione giudiziaria di una gravità inaudita. Negli atti del sequestro vi sono infatti acquisizioni importantissime riguardanti gli stessi magistrati della procura di Roma che hanno eseguito il sequestro”.

E’ roba da matti. E da criminali. La procura di Roma, nonostante l’ordinanza del Tribunale del Riesame che scagiona Gioacchino Genchi da tutte le accuse mosse contro di lui non vuole restituire l’archivio sottratto al consulente delle procure lo scorso 13 marzo. Nell’ambito di un’operazione di sequestro disposta dai procuratori Toro e Rossi ed eseguita dagli uomini del reparto tecnico del Ros di Roma, guidati  dal colonnello Pasquale Angelosanto.
Gioacchino Genchi, si legge in quelle carte firmate dal presidente estensore Francesco Taurisano – che proponiamo in forma integrale (SCARICA IN PDF 1 - 2) – ha agito correttamente, non ha violato la legge quando, nella veste di collaboratore dell’ex pm di Catanzaro Luigi De Magistris, ha acquisito ed elaborato i tabulati telefonici relativi a utenze in uso a parlamentari ed esponenti dei servizi di sicurezza, né ha violato la privacy quando ha effettuato 2600 interrogazioni all’Anagrafe Tributaria utilizzando l’abilitazione del Comune di Mazara del Vallo. Non arrecando “nocumento” ad alcuno.
Ancora, scrive il riesame, “le attività di acquisizione, di elaborazione e di trattamento dei dati storicizzati nei tabulati attestanti il traffico telefonico non possono definirsi illecite”. Perché Genchi “non violò le guarentigie a tutela dei parlamentari interessati dalle acquisizioni dei tabulati di traffico telefonico”, agendo, “di volta in volta, in forza del decreto autorizzatorio emesso dal pm, comunicandogli ogni emergenza di conoscenza storica circa il coinvolgimento di membri del Parlamento come soggetti intestatari ovvero usuari di utenze di telefonia”.
In quanto al contestato profilo di illiceità nella condotta acquisitiva si legge che anche questo è inconsistente, così come non è rinvenibile illiceità “nell’esercizio delle funzioni di elaborazione e trattamento dei dati, legittimamente e lecitamente raccolti in forza dei provvedimenti del pm, funzioni legalmente dovute nella qualità di consulente tecnico”.
Stesso discorso per l’analisi delle utenze telefoniche intestate alla Presidenza del Consiglio, al ministero della Difesa, a quello dell’Interno e a una persona. Mentre la procura di Roma, secondo il tribunale del riesame, “non ha definito la specificità e la concretezza della violazione addebitabile al consulente tecnico, strutturante ‘il factum’ costituente il reato di abuso d’ufficio”.
In parole povere, Gioacchino Genchi, ha sempre agito “nell’esercizio delle sue funzioni di ausiliare del pm De Magistris” anche per quanto concerne i tabulati di uomini dei servizi segreti. Per i quali non è “dato comprendere il nocumento per la sicurezza dello Stato”. Ma soprattutto “il tribunale non rinviene la norma di legge, ovvero di regolamento” che vieterebbe l’acquisizione di tabulati di uno 007.

La redazione di AntimafiaDuemila aderisce con piena convinzione alla richiesta di intervento di Gioacchino Genchi e se ne rende promotrice nella speranza che possa trionfare la Giustizia.


L'avvocato di Genchi: ''Nell'archivio del consulente le indagini sulla procura di Roma''

di Redazione - 21 aprile 2009
“Siamo oltre il porto delle nebbie”. 

Lo ha dichiarato Fabio Repici, avvocato di Gioacchino Genchi, in seguito alla decisione della procura di Roma di non restituire l’archivio del consulente nonostante l’ordinanza del Tribunale del Riesame. “Oggi – ha spiegato il legale, la procura capitolina – ha fatto ammutinamento rispetto ai provvedimenti dei giudici che hanno decretato l’illegittimità totale dell’operato della stessa Procura. I reperti che la Procura di Roma sta mantenendo abusivamente in sequestro sono tutti di proprietà del dr. Gioacchino Genchi”. Per tale motivi oggi i pm romani “si sono resi responsabili, tra l’altro, dei reati di rifiuto di atti d’ufficio e di appropriazione indebita”. Tanto più che “nei supporti informatici trattenuti ci sono atti relativi a delicate indagini per le quali il dr. Genchi aveva ricevuto incarichi dall’Autorità giudiziaria. E ci sono perfino atti e intercettazioni che riguardano il procuratore aggiunto Toro: tra l’altro sue conversazioni nelle quali nel maggio 2006 concordava con altra persona, con insospettabili capacità profetiche, gli incarichi al ministero della giustizia presso l’appena nominato ministro Mastella e presso altri ministeri, riferendo anche gli incarichi graditi da altri magistrati romani, ivi compreso il dr. Nello Rossi. I magistrati della Procura di Salerno sono stati cacciati su due piedi dal Csm per aver emesso un provvedimento dichiarato legittimo dal competente Tribunale del riesame. Mi chiedo: cosa assicura ai magistrati romani l’impunità davanti al Csm ed al ministro della giustizia? Mi auguro – ha concluso - che la risposta non sia da rintracciare nel contenuto di quelle conversazioni”.


ARTICOLI CORRELATI:

- Doc. Tribunale del Riesame di Roma (formato word)

- Firma la petizione al Presidente della Repubblica Italiana Giorgio Napolitano

- Genchi lancia un appello a Napolitano: ''Intervenga, rivoglio il mio archivio''

Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Loredana Morandi (del 22/04/2009 @ 08:20:59, in Politica, linkato 1250 volte)
SICUREZZA: CASSON, VIA NORME MANIFESTO, RESTANO QUELLE SCOPIAZZATE

"Via le norme manifesto ma governo e maggioranza potevano fare di più, a parte scopiazzare qua e là le proposte del Pd". Lo ha detto il sen. Felice Casson per il gruppo del Pd in dichiarazione di voto sul disegno di legge sicurezza.
"Il provvedimento nel suo iter si è trasformato, ha cambiato pelle - ha aggiunto - Era stato presentato con molta enfasi dal Governo e da questa maggioranza come risolutivo nella lotta contro la criminalità e l'immigrazione clandestina con due norme manifesto, poi cassate, sulle cosiddette ronde e sui centri di identificazione ed espulsione, norme propagandistiche, inutili in concreto e per di più, almeno la norma sui centri di identificazione ed espulsione, in aperto contrasto con la normativa europea".
"Il Partito Democratico - ha proseguito - ha votato a favore delle norme del decreto-legge perché formulate in ordine a gravi e delicati fatti di criminalità che, ripetutamente, con pesante costanza colpiscono donne, bambini e persone deboli. Nessuno può nascondere che le violenze sessuali sulle donne e sui minori, così come gli atti persecutori, siano diventate una piaga insopportabile ed inaccettabile per il nostro Paese, come per ogni Paese civile. Il Partito Democratico si era già fatto carico di tali esigenze predisponendo e presentando, anche in Senato, specifici disegni di legge sulla violenza sessuale di gruppo e monosoggettiva, sui maltrattamenti in famiglia, sulla violenza ai danni di minori e sul cosiddetto stalking".
"Da parte del governo, invece, abbiamo assistito ad un'opera un po' arlecchinesca - ha spiegato il senatore del Pd - con l'inserimento di norme diverse tra loro con finalità molto diverse e con beni giuridici da tutelare e strutture di reato un po' raffazzonate. Un testo che, se accettabile nelle sue linee generali, lo è molto meno nei particolari e in quella necessaria determinatezza e precisione delle fattispecie degli istituti che sarebbero richiesti. Per questo la Lega deve tener presente che se prossimamente usciranno un migliaio di clandestini la colpa non è dell'opposizione ma del fallimento della politica sull'immigrazione di questo governo".
"Come Pd - ha concluso Casson - abbiamo già detto di ritenere fondamentale che il Parlamento lanci al Paese un segnale chiaro e netto di contrasto e di lotta alla criminalità di stampo sessuale, particolarmente contro quella perpetuata ai danni di minori e delle persone più deboli. Ma il Parlamento deve compiere ulteriori passi in avanti perché non può certo ritenere che l'opera sia stata completata solo perché il Governo ha deciso di intervenire in materia scopiazzando qua e là, peraltro malamente, il testo dei disegni di legge da noi presentati.

22 aprile 2009

SICUREZZA: DELLA MONICA, BENE SU STALKING MA 33 MORTI POTEVA ESSERE EVITATE

Governo e maggioranza rifiutarono di approvare il provvedimento lo scorso luglio

"Finalmente il Parlamento ha approvato una normativa, seppur incompleta e imperfetta, sullo stalking. Un provvedimento che abbiamo votato, ma che per troppo tempo abbiamo sollecitato. E' un provvedimento che purtroppo arriva tardi". Lo sostiene la senatrice del Pd Silvia Della Monica nel ricordare i ritardi che sono intervenuti nell'approvazione della legge.
"Lo scorso luglio - ricorda - il governo e la maggioranza hanno infatti rifiutato di inserire queste norme nel primo decreto legge sulla sicurezza, nonostante da maggio giacesse al Senato un disegno di legge del Partito democratico. Soltanto da allora ad oggi sono morte 33 persone per violenze ad opera di coniugi, ex coniugi o fidanzati. Soltanto dopo tre giorni che erano stati respinti gli emendamenti in materia, Barbara Brandolini, 27 anni, venne trovata soffocata dal suo ex fidanzato a Bergamo e il 30 luglio, a Napoli, una lite per una piega dei pantaloni stirata male finisce con la morte di Raffaellina Casella, 73 anni. Morti che potevano essere evitate se il 24 luglio fosse stato approvato il dl sicurezza con queste norme come chiedeva il Pd".
"Restano alcuni aspetti tecnici - conclude Della Monica - che rendono il provvedimento migliorabile, in particolare la revocabilità della querela e il fatto che, per anticipare la soglia dell'intervento penale rispetto a condotte che sono potenzialmente anticipatorie di atti più gravi, la norma finisce con l'incriminare comportamenti che scontano una certa indeterminatezza. Nonostante questi difetti non poteva però mancare il nostro voto favorevole a un provvedimento che introduce finalmente nel nostro ordinamento norme importanti a tutela soprattutto delle donne che sono le vittime principali dello stalking".

22 aprile 2009

Sicurezza: Pd, sia rispettato voto parlamento, Governo ritiri ronde e norme Cie da ddl

"La presidenza della commissione Giustizia si faccia garante del voto espresso dall'Aula di Montecitorio che ha bocciato le ronde e il prolungamento della permanenza nei Cie per gli immigrati". Così la capogruppo del Pd nella commissione Giustizia della Camera, Donatella Ferranti si appella al presidente Giulia Bongiorno per chiedere 'lo stralcio delle ronde e del prolungamento della permanenza degli immigrati nei Cie.
Non è possibile - sottolinea - che per i pasticci del governo, che duplica confusamente i propri interventi legislativi tra decreti e disegni di legge, venga svilito il voto parlamentare. Si tratterebbe di una ferita molto grave all'indipendenza dei deputati che, tra l'altro, su queste norme si sono espressi con voto segreto, nella più alta autonomia e libertà di coscienza.
Il Pd è fortemente contrario al ddl sicurezza che introduce norme razziste come quelle sui medici spia e sul prolungamento della permanenza degli immigrati nei Cie, che rappresentano una ingiustificata e immotivata limitazione delle libertà personali; ma che introduce nel nostro ordinamento anche norme obbrobriose come le  ronde, che sono un pericoloso passo in dietro dello stato nel campo della sicurezza,. Faremo opposizione dura a tutte queste norme e chiediamo alla presidenza della commissione giustizia di farsi garante del voto dell'Aula e, pertanto, di attivarsi per stralciare dal ddl quelle norme su cui il parlamento si è già espresso con voto negativo".

Roma, 22 aprile 2009

Dl sicurezza: Rosato, Lega strilla ma responso del Parlamento va rispettato

Dichiarazione on. Ettore Rosato, deputato Pd, già sottosegretario all’Interno. “La Lega, anzichè strillare perché le hanno tolto l’osso di bocca, farebbe bene a rispettare il responso del parlamento che ha sonoramente bocciato l’uso delle ronde e “la detenzione preventiva” nei Cie. Per combattere l’immigrazione clandestina non occorrono norme razziste, ma applicare quelle che ci sono e far funzionare i tribunali invece di togliere i finanziamenti al comparto della giustizia. Manca, e questo sì che è preoccupante, una attenzione forte nei confronti della criminalità finanziaria, capace di colpire al cuore il nostro sistema economico. Questo governo brilla, purtroppo, per la durezza verso i deboli e mancanza di fermezza verso la delinquenza organizzata.”

Roma, 22 aprile 2009
Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Loredana Morandi (del 21/04/2009 @ 11:29:50, in Magistratura, linkato 1353 volte)
Associazione Nazionale Magistrati



AUDIZIONE DAVANTI ALLE COMMISSIONI RIUNITE GIUSTIZIA E AFFARI COSTITUZIONALI DELLA CAMERA DEI DEPUTATI SUL “PACCHETTO SICUREZZA”

- 21 APRILE 2009 -


Una delegazione della Giunta Esecutiva Centrale della Associazione Nazionale Magistrati, composta da Luca Palamara, Giuseppe Cascini e Antonio Balsamo, è stata oggi ascoltata dalle Commissioni riunite Giustizia e Affari Costituzionali sul disegno di legge A.C. 2180 denominato “pacchetto sicurezza”.

I rappresentanti della GEC, rispondendo alle domande dei commissari, hanno offerto al Parlamento elementi di riflessione critica su alcuni punti del disegno di legge.

In via generale l’ANM ha rappresentato perplessità per il massiccio ricorso da parte del disegno di legge alla sanzione penale per comportamenti di scarsa o nulla offensività. Si tratta di una scelta legislativa che oltre a rendere di fatto del tutto inefficace lo strumento del diritto penale, contrasta con il principio costituzionale che impone il ricorso alla sanzione penale come extrema ratio e solo per comportamenti realmente offensivi di beni di rilievo.

In particolare l’ANM ha espresso dubbi in merito alla reintroduzione del delitto di oltraggio a pubblico ufficiale, alla introduzione del reato di ingresso illegale nel territorio dello Stato (anche se sanzionato solo con la pena della ammenda e attribuito alla competenza del giudice di pace), alla introduzione di nuove fattispecie penali a tutela del decoro urbano. Analoghe perplessità sono state evidenziate con riferimento alla introduzione di nuove aggravanti di carattere astratto e prive di effettiva offensività.

L’ANM ha poi espresso seri dubbi di compatibilità costituzionale delle disposizioni in materia di iscrizione alla anagrafe dei figli di immigrati clandestini e in materia di segnalazione di immigrati clandestini da parte delle strutture sanitarie pubbliche. Sul punto l’ANM ha anche consegnato alle Commissioni riunite un documento predisposto dalla Associazione Italiana dei Magistrati per i minorenni e per la famiglia, nel quale si segnala la contrarietà di tali disposizioni con la Convenzione sui diritti del fanciullo sottoscritta a New York il 20.11.1989.

Dubbi, sia di legittimità costituzione che di opportunità, sono stati sollevati anche con riferimento alla previsione di un concorso di associazioni di volontariato nella tutela dell’ordine pubblico.

L’ANM ha inoltre consegnato alle Commissioni riunite un documento predisposto dai magistrati di sorveglianza del Tribunale di Roma nel quale si sollevano seri dubbi e perplessità sia in punto di opportunità che di legittimità delle disposizioni che accentrano sul Tribunale di Sorveglianza di Roma la competenza in materia di controllo di legittimità dei provvedimenti del Ministro della giustizia ai sensi dell’art. 41bis dell’ordinamento penitenziario.

Al riguardo l’Anm, nel condividere tali perplessità, ha sottolineato l’esigenza di un intervento, che senza rinunciare al fondamentale valore del carattere diffuso della giurisdizione, rafforzi la garanzia del giudice naturale per tali procedimenti.

Con riferimento alle disposizioni in materia di misure di prevenzione patrimoniale la Anm ha segnalato l’assoluta necessità di un intervento legislativo che ne valorizzi l’autonomia rispetto alle misure personali, risolvendo i dubbi interpretativi scaturenti dal mancato coordinamento tra il “decreto sicurezza” e la normativa preesistente.

Ha altresì evidenziato l’indifferibilità dell’adeguamento della disciplina italiana in materia di riciclaggio alle tendenze internazionali e alle direttive europee con la eliminazione della clausola di non punibilità del cd. “autoriciclaggio”. Una disposizione che era stata introdotta nel corso dell’esame in Senato e purtroppo abbandonata. Ha, infine, sottolineato la necessità di rendere effettivo l’accesso da parte dell’Autorità Giudiziaria all’anagrafe dei rapporti bancari.

Roma, 21 aprile 2009

Il presidente, Luca Palamara
Il Segretario Generale, Giuseppe Cascini
Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Loredana Morandi (del 21/04/2009 @ 10:12:50, in Politica, linkato 1217 volte)
Dimissioni Procuratore Capo di Reggio Emilia

Sonia Alfano IdV: La credibilità di Italo Materia è stata danneggiata solo dalle sue stesse parole.


"Ho appreso in giornata, da fonti di stampa, delle dimissioni rassegnate da Italo Materia, Procuratore Capo di Reggio Emilia, il quale, imbattendosi in considerazioni di carattere pseudo complottistico, addebiterebbe a me la causa di tale scelta". Cosi in una nota Sonia Alfano che, nei mesi scorsi, in qualità di Presidente dell' Associazione Nazionale Familiari Vittime di Mafia, aveva denunciato le infiltrazioni mafiose sul territorio reggiano, poi confermate dal settimanale "L'Espresso", e dato lettura, nel corso di alcuni convegni organizzati dagli "Amici di Beppe Grillo di Reggio Emilia", di una deposizione testimoniale resa dal Procuratore Capo Italo Materia. "Le dimissioni di Italo Materia - ha proseguito Sonia Alfano - suscitano più di qualche perplessità poichè se il Procuratore ritiene di non avere nulla da rimproverarsi, come specifica nella lettera inviata alla stampa, avrebbe potuto e dovuto ricorrere alla giustizia ordinaria, chiedere il parere del CSM, ma continuare nella sua attività.
Se un magistrato - ha spiegato Sonia Alfano - ha svolto il proprio operato attenendosi a chiari criteri di etica e correttezza non esiste alcun motivo per il quale dovrebbe dimettersi.
Il Procuratore dimissionario avrebbe dovuto prendere spunto da una sua illustre collega, Clementina Forleo, la quale, essendo stata, a differenza di Materia, destinataria di attacchi ingiusti e strumentali, ha doverosamente mantenuto il suo incarico forte di un operato svolto in maniera lineare ed impeccabile.
Leggo nella lettera - prosegue la Alfano nella nota - che Materia definisce come "accuse" la lettura pubblica della deposizione testamentaria rilasciata da lui stesso presso il tribunale di Catania. Il lamentato danno alla sua credibilità deriverebbe dunque dalla lettura delle sue stesse parole. Evidentemente Materia si sente accusato dal suo passato, a mio parere ed a giudizio di molti assai imbarazzante, e pertanto, a rigor di logica, dovrebbe additare, quale responsabile del danno arrecato alla sua credibilità, solo se stesso ed i suoi pranzi in compagnia di falsi pentiti.
Ritengo che Materia, qualora fosse stato vittima di una "campagna persecutoria" da me orchestrata, avrebbe potuto intraprendere la via delle pubbliche spiegazioni e mantenere il suo incarico. Ma il Procuratore ha preferito gridare alla lesa maestà, senza mai entrare nel merito della vicenda, e dimettersi. Ne prendo atto.
Ad ogni modo, tralasciando le considerazioni sull'assurdità di indicare me quale responsabile delle sue dimissioni, è verosimilmente ipotizzabile che il Procuratore Capo di Reggio sia voluto uscire di scena, giocando la carta della "vittima di una campagna persecutoria", a causa della mancanza del numero sufficiente di voti per porlo a capo della Procura di Bologna e stia ora tentando di trovare un capro espiatorio per i suoi insuccessi professionali.
  

--
www.soniaalfano.it
Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Loredana Morandi (del 21/04/2009 @ 09:58:44, in Politica, linkato 1080 volte)
Sicurezza, Pd: Governo si fermi su ddl, contiene obbrobriose norme razziste
Ferranti (Pd): ronde sono vergogna giuridica ed umiliazione forze dell'ordine


"Con le ronde il governo introduce una pericolosa giustizia 'fai da te' ed insinua nell'ordinamento norme obbrobriose che segnano un grave passo indietro dello Stato nella politiche della sicurezza ed una umiliazione delle forze dell'ordine". Così la capogruppo del Pd nella commissione Giustizia della Camera, Donatella Ferranti commenta il contenuto dell'Odg presentato dalla Lega al Senato che impegna il Governo a confermare la normativa sulle ronde in sede di approvazione del ddl sicurezza alla Camera.

"Siamo fortemente contrari alle ronde e utilizzeremo tutti gli strumenti parlamentari per evitare che vengano approvate alla Camera in sede di conversione del Ddl sicurezza. Così come siamo contrari alla criminalizzazione dell'immigrazione attraverso l'introduzione del reato di immigrazione, i medici spia e la lesione dei diritti di cittadinanza. Oggi - sottolinea la deputata democratica - nel corso delle audizioni sul Ddl sicurezza abbiamo assistito ad un coro di critiche sull'intero pacchetto sicurezza del Governo che - come sostenuto all'unanimità da tutti i soggetti ascoltati: avvocati, magistrati, rappresentanti di Unicef, Save the Children ed altre organizzazioni - favorisce il sommerso e, di fatto, spinge i clandestini nelle braccia della criminalità organizzata che potrà così avvalersi di 'braccia, invisibili'.
Per tutte queste ragioni - conclude - chiediamo al Governo e alla maggioranza di fermarsi sul ddl sicurezza, di
non proseguire il dibattito in Parlamento e di mettere da parte norme discriminatorie e razziste".

Roma, 21 aprile 2009

*****

Stalking e decreto sicurezza: aggravanti solo per gli ex mariti ed ex fidanzati, e quelli attuali?

Dichiarazione  dei senatori DonatellaPoretti e Marco Perduca, Radicali-Pd

Il Senato sta esaminando il disegno di legge di conversione dell'ennesimo decreto sicurezza e ennesima misura di inasprimento di pena, restrizione di diritti per detenuti e creazione di una nuova fattispecie di reato, gli atti persecutori, o stalking.
E' questa la misura mediaticamente più accattivante su cui, nonostante il Senato avesse gia' votato un provvedimento ora al vaglio della Camera, il Governo e il ministro Mara Carfagna hanno deciso di mettere il cappello.
Il reato prevede che chiunque compia atti persecutori e' punibile da 6 mesi a 5 anni. Viene prevista come aggravante il fatto che chi compie tale reato sia un coniuge legalmente separato (e chi e' separato di fatto?) o divorziato o persona che "sia stata" legata da una relazione affettiva. L'aggravante e' per gli ex, mariti o fidanzati.
Se statisticamente le denunce di questi atti persecutori possono vedere gli ex come i più denunciati, la situazione che più andrebbe tutelata e salvaguardata e' quella delle violenze psicologiche e fisiche che si commettono in famiglia, anche con la previsione dell'aggravante come misura disincentivante.
A meno che il nostro legislatore non abbia come riferimento quello afgano, in cui il marito ha diritto di abusare della moglie, il provvedimento in esame al Senato e' incomprensibile. Se aveva un senso prevedere una aggravante, era proprio per il coniuge, che spesso sotto ricatto impone al coniuge più debole (per lo più la donna) atti e comportamenti con minacce, cagionando quell'ansia e quella paura per la propria incolumita', come prevede l'art. 612-bis.

Decreto sicurezza. Provvedimento inaccettabile. Pregiudiziali di costituzionalita' ed emendamenti.

Intervento di Donatella Poretti e Marco Perduca, senatori radicali eletti nelle liste del PD


Il decreto legge in discussione oggi al Senato ripropone una concezione della penalità di stampo illiberale, paternalistico e populista: le restrizioni di libertà e garanzie individuali che vi sono contenute, non sono motivate da indispensabilità per contenere alcuni fenomeni criminali, bensì da esigenze di mera rassicurazione sociale, funzionali ad una comunicazione demagogica tra potere politico e società.
Perciò riteniamo inaccettabile l'impianto complessivo di questo decreto-legge, nonostante la Camera abbia stralciato le norme sulle ronde e abbia cancellato la permanenza fino a sei mesi nei Centri di Identificazione ed Espulsione (Cie). In particolare siamo contrari alla obbligatorietà della custodia cautelare in carcere e  all'eliminazione dell'accesso alle misure alternative alla detenzione, così come previste dalla legge Gozzini.
Abbiamo pertanto depositato due pregiudiziali di costituzionalità e 16 emendamenti.
Ci auguriamo che nel dibattito oggi in Aula tutta l'opposizione contrasti, con noi, l'approvazione di norme   inopportune ed incostituzionali.

Qui il testo degli emendamenti: http://blog.donatellaporetti.it/?p=593

Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Loredana Morandi (del 21/04/2009 @ 09:55:01, in Politica, linkato 1050 volte)
MAFIA: LUMIA, GRAVE LIMITARE POTERI PROCURATORE GRASSO

S'intervenga subito alla Camera per modificare testo
 
"E' un fatto grave tentare di limitare i poteri del Procuratore nazionale antimafia, così come denunciato da Pietro Grasso nel corso della sua audizione in merito alle norme contenute nel ddl sicurezza". Lo dice il senatore del Pd Giuseppe Lumia della commissione Antimafia.
"La lotta alle mafie richiede impulso e coordinamento - prosegue - e così fu pensata da Falcone questa struttura moderna della magistratura. Ci sono aspetti che da anni segnaliamo, anche in commissione Antimafia che richiedono un ruolo maggiore della Procura nazionale Antimafia, mi riferisco alle indagini su riciclaggio, traffico di droga, colletti bianchi, rapporto mafia-politica".
"E' necessario - conclude - intervenire ora alla Camera per modificare il testo e trovare quindi una convergenza in questo senso". 


21 aprile 2009
Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Loredana Morandi (del 21/04/2009 @ 09:38:37, in Politica, linkato 1410 volte)

Revocata la scorta a Clementina Forleo.

Sonia Alfano Italia dei Valori:
Scandaloso il meccanismo di assegnazione e revoca delle scorte.



"Clementina Forleo, il giudice che per anni è stata al centro degli attacchi della maggioranza per aver intaccato gli interessi di politici e banchieri e per non aver assecondato la propaganda di regime, è da oggi senza scorta e senza alcuna misura di protezione". A darne l'annuncio è stata Sonia Alfano, candidata indipendente alle elezioni europee nelle liste di Italia dei Valori che in una nota afferma che "è evidente che la decisione di revocare la scorta ad un giudice destinatario di gravi e numerose minacce sia motivata da pura rappresaglia politica. Mi chiedo - ha aggiunto Sonia Alfano - come sia possibile che mentre alla Dott. Forleo, la cui incolumità è palesemente a rischio, viene revocata la scorta ad altri, che non rischiano nulla perchè parte integrante di quel sistema che il Giudice Forleo ha sempre combattuto, viene concesso ogni tipo di protezione e di tutela.
Esistono centinaia di giornalai, conduttori di pseudo telegiornali, codazzi di burocrati e servi di parito che mai hanno ricevuto alcun tipo di intimidazione e che non svolgono attività a rischio ai quali, inspiegabilmente, vengono assegnate scorte di protezione che appaiono come, e certamente lo sono, una ricompensa per la loro totale sudditanza nei confronti del governo.
Io mi rifiuto - ha chiosato Sonia Alfano - di pensare che gli agenti delle nostre forze dell'ordine debbano essere usati come camerieri e maggiordomi dei politici e dei loro servi mentre le persone che davvero rischiano la propria vita per servire la Nazione vengano abbandonate al proprio destino ed esposte ad ogni tipo di rischio.
Io pretendo, per il bene di tutti i cittadini italiani ed i servitori dello Stato, di sapere quali sono i criteri di assegnazione e di revoca delle scorte.
Vorrei inoltre invitare i molti familiari di vittime illustri della mafia - ha affermato in conclusione di nota la candidata -, che mai hanno ricevuto minacce da parte della criminalità organizzata, ad offrire la propria scorta alla Dottoressa Forleo dimostrando in questo modo di avere a cuore l'incolumità di chi rischia la vita per servire il proprio Stato ed adempiere al proprio dovere".

--
www.soniaalfano.it

Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Loredana Morandi (del 21/04/2009 @ 03:14:53, in Magistratura, linkato 1302 volte)
Attendiamo di conoscere la situazione degli ATU ...

Boss liberi, due gip per quattrocento fascicoli

di Gabriella De Matteis

I dati dei fascicoli pendenti all´ufficio gip gup del Tribunale di Bari diventeranno materia di discussione nell´ispezione, disposta dal ministero della Giustizia e nelle audizioni avviate dal Csm, all´indomani delle polemiche sul caso delle 21 scarcerazioni.

Nella difesa del giudice Rosa Anna De Palo che non ha depositato le motivazioni della sentenza "Eclissi", con ogni probabilità, peseranno le cifre sul numero dei procedimenti, assegnati nel 2008. La De Palo, l´anno scorso, si è occupata di almeno duecento fascicoli, casi che sono approdati in udienza preliminare o in un processo.

Un numero eguagliato dal giudice Marco Guida. L´ufficio gip gup, da anni, oramai, è alle prese con il problema della carenza di organico, aggravato da altri fatti contingenti. I gup in servizio sono sette. Una, sino a pochi mesi fa, era la De Palo, passata al Tribunale per i Minorenni e sostituita da Savina Toscani. Poi c´è Marco Guida.

Entrambi, negli ultimi anni, hanno istruito i processi contro la criminalità organizzata. Giovanni Leonardi che guida l´ufficio e il suo vice Antonio Lovecchio, proprio per le loro funzioni, sono esonerati dai maxiprocessi contro la mafia, che sino ad un anno fa, di fatto, non hanno potuto presiedere neanche due altri gup, Giuseppe De Benedictis e Anna Rosa Nettis.

Il primo, per anni, ha ricoperto l´incarico di gip. Sue le ordinanze, ad esempio, contro il clan degli Strisciuglio. Da giudice dell´udienza preliminare non si può pronunciare sugli stessi indagati per i quali ha disposto il carcere. E´ incompatibile. Come lo è il gup Anna Rosa Nettis che, invece, all´ufficio gip, è arrivata dal Riesame: così non può essere assegnataria di fascicoli in cui compaiono le stesse persone che ha, precedentemente, giudicato. C´è poi il gup Rosa Calia Di Pinto che fa parte del consiglio giudiziario e che ha un esonero del 30 per cento e alla quale sono stati assegnati già due maxiprocessi oltre che il procedimento la Fiorita (con più di novanta imputati).

Il caso dei maxiprocessi è anche al centro della relazione del capo dell´ufficio Giovanni Leonardi. Alla sezione gip gup di Bari fanno capo tutti i procedimenti, istruiti dalla Dda che ha competenza anche sulla provincia di Foggia. Un carico di lavoro, fanno sapere dal Palazzo di Giustizia di via Nazariantz, a fronte di un potenziamento dell´organico mai avvenuto.

(21 aprile 2009)

Link correlati
L'ACCUSA

L'attacco di Mantovano

LEGGI


Il giudice si difende
Boss liberi, guerra tra toghe  
Bufera sui giudici
 Il tribunale chiede spiegazioni
Liberati i boss, Maroni: "Fatto sconcertante"
Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Loredana Morandi (del 19/04/2009 @ 10:12:11, in Magistratura, linkato 1213 volte)
Il blog Giustizia Quotidiana

augura con sincera stima

un Buon Lavoro





al dott.
Claudio Castelli,
nuovo presidente di Magistratura Democratica


e alla sua collega, d.ssa Rita Sanlorenzo,
segretario generale della corrente associativa nell'ANM.



***


La notizia:


GIUSTIZIA: CASTELLI PRESIDENTE DI MAGISTRATURA DEMOCRATICA

(AGI) - Roma, 19 apr. - E’ Claudio Castelli il nuovo presidente di Magistratura Democratica. La decisione e’ arrivata oggi dopo la due giorni di assemblea romana della corrente delle toghe. Attualmente presidente aggiunto Gip a Milano, Castelli e’ stato componente del Consiglio Superiore della Magistratura dal 1994 al 1998 e segretario di MD dal 2000 al 2005. Nella passata legislatura e’ stato chiamato a ricoprire il ruolo di capo del dipartimento dell’organizzazione giudiziaria del Ministero della Giustizia.

Magistratura Democratica ha confermato Rita Sanlorenzo come segretaria di MD. (AGI)

Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Associazione Nazionale Magistrati



La scelta della dirigenza, la sfida del rinnovamento

Il 23 aprile dibattito dell’Associazione magistrati a Catanzaro


Il dibattito sul ruolo e l’attività dei dirigenti degli uffici giudiziari, in corso ormai da mesi anche all’interno della magistratura, avrà un passaggio importante giovedì 23 aprile a Catanzaro, per iniziativa della giunta dell’Anm in collaborazione con la locale sezione distrettuale.

Con i magistrati del distretto, e con quanti vorranno partecipare all’incontro, ne discuteranno il presidente dell’Anm, Luca Palamara, i componenti togati del Csm Giuseppe Maria Berruti e Vincenza Maccora, il presidente del tribunale di Reggio Calabria, Luciano Gerardis, il procuratore della Repubblica di Gela, Lucia Lotti, il procuratore della Repubblica di Palmi, Giuseppe Creazzo. I lavori saranno aperti dal presidente della sezione distrettuale Anm, Alberto Filardo, presidente di sezione del tribunale di Catanzaro; e saranno condotti dal giornalista Pietro Melia, inviato della sede regionale Rai di Cosenza.

All’origine del dibattito sono state proprio le vicende che, in dicembre, hanno coinvolto gli uffici giudiziari di Catanzaro e Salerno, determinando situazioni a suo tempo definite «di eccezionale gravità» dall’Anm, che tuttavia non si è mai pronunciata sul merito delle specifiche vicende, delle quali si sono ovviamente occupati altri organi giudiziari e il Consiglio superiore della magistratura.

Resta di assoluta attualità la questione di ordine generale, sulla quale l’Anm ha voluto e vuole dare il suo contributo di riflessione e di dibattito, riassumibile nello slogan La scelta della dirigenza, la sfida del rinnovamento: per migliorare il sistema giustizia è indispensabile la capacità organizzativa dei dirigenti degli uffici. Ma non basta. Per rompere situazioni di incrostazione, di inefficienza e di scarsa trasparenza che pure hanno caratterizzato alcune realtà,
in particolare del Meridione, occorre valorizzare la professionalità specifica, l’indipendenza, la cultura delle regole. Senza un salto di qualità nella selezione dei nuovi dirigenti e nella verifica del loro operato nessuna prospettiva di rinnovamento è destinata al successo.

Per questo l’Anm sostiene l’impegno del Csm nel dare attuazione alle nuove norme dell’Ordinamento giudiziario sulla selezione e la scelta dei dirigenti, abbandonando il criterio della “anzianità senza demerito”. Un sostegno di principio, ovviamente non acritico, nel rispetto del ruolo istituzionale e dell’autonomia del Consiglio superiore.

Al dirigente dell’ufficio, infatti, non basta l’attitudine manageriale: deve possedere qualità che rappresentino una garanzia di trasparenza per tutti i colleghi, e sappiano valorizzare la partecipazione e le attitudini dei singoli. Perciò i parametri del merito e dell’attitudine organizzativa, sulla base dei quali il Consiglio opera le sue valutazioni, debbono essere riempiti di contenuto trasparente e verificabile. E, una volta attribuito l’ufficio, il modo in cui le funzioni direttive vengono svolte in concreto dovrà essere valutato con attenzione dal Consiglio al fine del rinnovo o meno del primo incarico quadriennale, senza dover mai pensare che il ritorno a funzioni non direttive possa essere inteso come una retrocessione di carriera.

Roma, 18 aprile 2009


Catanzaro, giovedì 23 aprile, ore 15,30

Sala del Consiglio dell’Ordine degli avvocati presso la Corte d’appello
- piazza Falcone e Borsellino -

Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Pagine: 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 32 33 34 35 36 37 38 39 40 41 42 43 44 45 46 47 48 49 50 51 52 53 54 55 56 57 58 59 60 61 62 63 64 65 66 67 68 69 70 71 72 73 74 75 76 77 78 79 80 81 82 83 84 85 86 87 88 89 90 91 92 93 94 95 96 97 98 99 100 101 102 103 104 105 106 107 108 109 110 111 112 113 114 115 116 117 118 119 120 121 122 123 124 125 126 127 128 129 130 131 132 133 134 135 136 137 138 139 140 141 142 143 144 145 146 147 148 149 150 151 152 153 154 155 156 157 158 159 160 161 162 163 164 165 166 167 168 169 170 171 172 173 174 175 176 177 178 179 180 181 182 183 184 185 186 187 188 189 190 191 192 193 194 195 196 197 198 199 200 201 202 203 204 205 206 207 208 209 210 211 212 213 214 215 216 217 218 219 220 221 222 223 224 225 226 227 228 229 230 231 232 233 234 235 236 237 238 239 240 241 242 243 244 245 246 247 248 249 250 251 252 253 254 255 256 257 258 259 260 261 262 263 264 265 266 267 268 269 270 271 272 273 274 275 276 277 278 279 280 281 282 283 284 285 286 287 288 289 290 291 292 293 294 295 296 297 298 299 300 301 302 303 304 305 306 307 308 309 310 311 312 313 314 315 316 317 318 319 320 321 322 323 324 325 326 327 328 329 330 331 332 333 334 335 336 337 338 339 340 341 342 343 344 345 346 347 348 349 350 351 352 353 354 355 356 357 358 359 360 361 362 363 364 365 366 367 368 369 370 371 372 373 374 375 376 377 378 379 380 381 382 383 384 385 386 387 388 389 390 391 392 393 394 395 396 397 398 399 400 401 402 403 404 405 406 407 408 409 410 411 412 413 414 415 416 417 418 419 420 421 422 423 424 425 426 427 428 429 430 431 432 433 434 435 436 437 438 439 440 441 442 443 444 445 446 447 448 449 450 451 452 453 454 455 456 457 458 459 460 461 462 463 464 465 466 467 468 469 470 471 472 473 474 475 476 477 478 479 480 481 482 483 484 485 486 487 488 489 490 491 492 493 494 495 496 497 498 499 500 501 502 503
Ci sono  persone collegate

< agosto 2019 >
L
M
M
G
V
S
D
   
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
12
13
14
15
16
17
18
19
20
21
22
23
24
25
26
27
28
29
30
31
 
             






Cerca per parola chiave
 

Titolo
Ambiente (38)
Associazioni Giustizia (52)
Economia (86)
Estero (187)
Giuristi (134)
Gruppo Cellule Staminali (1)
Indagini (210)
Lavoratori Giustizia (1)
Magistratura (2170)
Osservatorio (1)
Osservatorio Famiglia (512)
Politica (926)
Redazionale (68)
Sindacati Giustizia (326)
Sindacato (221)
Telestreet (7)
Varie (82)

Catalogati per mese:
Novembre 2005
Dicembre 2005
Gennaio 2006
Febbraio 2006
Marzo 2006
Aprile 2006
Maggio 2006
Giugno 2006
Luglio 2006
Agosto 2006
Settembre 2006
Ottobre 2006
Novembre 2006
Dicembre 2006
Gennaio 2007
Febbraio 2007
Marzo 2007
Aprile 2007
Maggio 2007
Giugno 2007
Luglio 2007
Agosto 2007
Settembre 2007
Ottobre 2007
Novembre 2007
Dicembre 2007
Gennaio 2008
Febbraio 2008
Marzo 2008
Aprile 2008
Maggio 2008
Giugno 2008
Luglio 2008
Agosto 2008
Settembre 2008
Ottobre 2008
Novembre 2008
Dicembre 2008
Gennaio 2009
Febbraio 2009
Marzo 2009
Aprile 2009
Maggio 2009
Giugno 2009
Luglio 2009
Agosto 2009
Settembre 2009
Ottobre 2009
Novembre 2009
Dicembre 2009
Gennaio 2010
Febbraio 2010
Marzo 2010
Aprile 2010
Maggio 2010
Giugno 2010
Luglio 2010
Agosto 2010
Settembre 2010
Ottobre 2010
Novembre 2010
Dicembre 2010
Gennaio 2011
Febbraio 2011
Marzo 2011
Aprile 2011
Maggio 2011
Giugno 2011
Luglio 2011
Agosto 2011
Settembre 2011
Ottobre 2011
Novembre 2011
Dicembre 2011
Gennaio 2012
Febbraio 2012
Marzo 2012
Aprile 2012
Maggio 2012
Giugno 2012
Luglio 2012
Agosto 2012
Settembre 2012
Ottobre 2012
Novembre 2012
Dicembre 2012
Gennaio 2013
Febbraio 2013
Marzo 2013
Aprile 2013
Maggio 2013
Giugno 2013
Luglio 2013
Agosto 2013
Settembre 2013
Ottobre 2013
Novembre 2013
Dicembre 2013
Gennaio 2014
Febbraio 2014
Marzo 2014
Aprile 2014
Maggio 2014
Giugno 2014
Luglio 2014
Agosto 2014
Settembre 2014
Ottobre 2014
Novembre 2014
Dicembre 2014
Gennaio 2015
Febbraio 2015
Marzo 2015
Aprile 2015
Maggio 2015
Giugno 2015
Luglio 2015
Agosto 2015
Settembre 2015
Ottobre 2015
Novembre 2015
Dicembre 2015
Gennaio 2016
Febbraio 2016
Marzo 2016
Aprile 2016
Maggio 2016
Giugno 2016
Luglio 2016
Agosto 2016
Settembre 2016
Ottobre 2016
Novembre 2016
Dicembre 2016
Gennaio 2017
Febbraio 2017
Marzo 2017
Aprile 2017
Maggio 2017
Giugno 2017
Luglio 2017
Agosto 2017
Settembre 2017
Ottobre 2017
Novembre 2017
Dicembre 2017
Gennaio 2018
Febbraio 2018
Marzo 2018
Aprile 2018
Maggio 2018
Giugno 2018
Luglio 2018
Agosto 2018
Settembre 2018
Ottobre 2018
Novembre 2018
Dicembre 2018
Gennaio 2019
Febbraio 2019
Marzo 2019
Aprile 2019
Maggio 2019
Giugno 2019
Luglio 2019
Agosto 2019

Gli interventi piů cliccati

Titolo
Bianco e nero (236)
I gatti di G.Q. (25)

Le fotografie piů cliccate

Titolo
G.Q. Non ha mai pubblicato pubblicità in otto anni e se iniziasse ora?

 Si, a me non disturba
 No, non mi piace



Titolo






A.N.M.
A.N.M. new
A.D.M.I.
Argon News
A.I.M.M.F.
Argon News Redazione
Artists Against War
Articolo 3
BloggersPerLaPace
Comitato Sfruttatori ATU
Commissariato PS Online
dBlog.it Open Source
Erga Omnes
Eugius
Filo Diritto
Intesaconsumatori
Geopolitica
Giuristi Democratici
Giuristi Democratici Roma
Magistratura Democratica
M.D. Toscana
Medel
Medicina Democratica
Magistratura Indipendente
Movimento per la Giustizia
Nazionale Magistrati
Non Solo Giustizia
Osservatorio Bresciano
Osservatorio Romano
Sorgente D'Amore
Studio Cataldi
Studio Celentano
Studio Tidona
Toghe Lucane
Uguale per Tutti
Unitŕ per la Costituzione
Unicost Milano
Unione Internazionale Magistrati
Morandi Senato
About me







http://www.wikio.it
Wikio
Iscriviti a GQ su FriendFeed
Blogstreet - dove il blog č di casa
Iscriviti a GQ su Twitter
Powered by FeedBurner


Blog Link










24/08/2019 @ 4.41.03
script eseguito in 359 ms