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 shutoku - hi izuru tokoro no tenshi.. ... di Lunadicarta
 
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Non rammento: il blogger Luigi de Magistris è stato magistrato?

Loredana Morandi
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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Loredana Morandi (del 04/02/2009 @ 13:06:24, in Osservatorio Famiglia, linkato 1474 volte)
Avevo letto in questi giorni i comunicati di solidarietà alla Bernardini per le minacce e le offese ricevute, ma non avevo letto di questo particolare. Ebbene a mio avviso questi uomini le hanno prese direttamente dagli altri carcerati. C'è da dire che i radicali sono totalmente assenti dalla "piazza" reale dei migranti, ma se la Bernardini avesse partecipato anche ad una sola riunione del tavolo nazionale migranti, quello che organizza le marce di protesta per i permessi di soggiorno, allora non le sarebbe minimamente sfuggito il particolare che la rappresentanza rumena non parla con nessuno e con le persone di pelle "colorata" non si saluta neppure. Il perché è evidente, tutti sanno dello sfruttamento del lavoro nero, dello sfruttamento della prostituzione, delle innumerevoli truffe da internet point e delle minacce reali nei confronti delle altre etnie e/o alla criminalità italiana. Di seguito l'articolo da Repubblica.

Stupro alle porte di Roma, la denuncia dei radicali
Ai domiciliari "segreti" gli amici del branco. La procura ricorre
Guidonia, "romeni picchiati in cella"
Scarcerati i due del favoreggiamento

di MARINO BISSO e PAOLO G. BRERA

ROMA - "Ci hanno picchiati, sì. Prima i carabinieri, nella camera di sicurezza della caserma di Guidonia; poi le guardie, entrando a Rebibbia. Hanno picchiato me e hanno picchiato anche gli altri: sentivo le loro urla". Uno dei romeni accusati dello stupro di Guidonia lo ha detto ieri a Rita Bernardini, la parlamentare radicale che ha visitato i detenuti insieme al segretario dell'associazione "Nessuno tocchi Caino", Sergio D'Elia, e che sta preparando un'interrogazione parlamentare sulla vicenda.

"Li abbiamo visitati tutti e sei - racconta - e per tre di loro abbiamo riscontrato evidenti segni di violenza. Uno dice di essere caduto, un altro di essersi picchiato da solo per la disperazione. Ma due hanno ammesso di essere stati pestati a più riprese dai carabinieri. Schiaffi, pugni e calci sono stati dati ai sei romeni in caserma, anche se non so se per rabbia o per farli confessare. Di sicuro oggi erano molto impauriti. Uno stato civile non si può mettere a livello dei peggiori criminali".

Accuse pesantissime sulle quali la procura di Tivoli, territorialmente competente, sta raccogliendo materiale per aprire un'inchiesta. "Non ho alcuna dichiarazione da fare in merito alle affermazioni della parlamentare. Rinnovo i miei complimenti a tutti i militari che hanno operato - replica il generale Vittorio Tomasone, comandante provinciale dei carabinieri di Roma - così come rinnovo gli auguri di pronta guarigione ai due graduati che hanno riportato contusioni agli arti superiori e inferiori durante la cattura dei primi quattro romeni al casello di Tivoli; e all'ufficiale che ha guidato l'irruzione nell'abitazione dove sono stati arrestati gli altri due ricercati, e che è stato medicato per una distorsione alla mano".

"Il ragazzo conciato nel modo peggiore - racconta Bernardini - zoppicava vistosamente e aveva un occhio pesto. Gli abbiamo chiesto di farci vedere se aveva altri segni delle violenze e ce li ha mostrati: ne aveva sulle gambe e a un'anca. Altri due avevano un occhio nero. Un quarto ci ha lasciato intendere di essere stato picchiato, senza voler aggiungere altro".

Ai due giovani accusati di favoreggiamento il gip ha già concesso i domiciliari, una decisione contro cui la procura ricorrerà. Per la paura di aggressioni, ieri sono stati accompagnati in una residenza segreta e protetta nel Nord Italia. In serata la Bernardini ha comunicato di avere ricevuto numerose mail piene di insulti per le sue affermazioni. Critiche da Walter Veltroni che rinnova l'apprezzamento per i carabinieri. No comment del sindaco Gianni Alemanno.

(31 gennaio 2009)
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Di Loredana Morandi (del 04/02/2009 @ 12:41:57, in Politica, linkato 3751 volte)
La modifica è stata approvata a larghissima maggioranza
L'inasprimento del carcere duro previsto nel 41-bis
(Ddl Senato 733 4.2.2009)
Via libera all'inasprimento delle norme previste dall'articolo 41-bis sul regime di carcere duro per i reati di mafia e di criminalità organizzata, terroristica o eversiva. L'Aula del Senato, con un voto bipartisan a larghissima maggioranza, ha infatti approvato l'articolo 34 del ddl sulla sicurezza che aumenta la durata del regime e introduce norme ancora più restrittive. La durata del regime di carcere duro è stabilita in quattro anni rinnovabili di altri due in caso di necessità, ossia quando risulta che la capacità di mantenere collegamenti con l’associazione criminale, terroristica o eversiva non è venuta meno, tenuto conto anche del profilo criminale e della posizione rivestita dal soggetto in seno all’associazione. I detenuti sottoposti a questo regime speciale dovranno essere ospitati in istituti loro esclusivamente dedicati, preferibilmente nelle isole. I colloqui tra i detenuti e le loro famiglie dovranno sempre essere ascoltati e registrati. Inoltre, i colloqui con i difensori non potranno essere più di tre a settimana. La permanenza all'aperto continuerà a essere consentita ma con maggiori restrizioni: non potrà superare le due ore e non ne potranno godere più di quattro detenuti alla volta. Saranno poi introdotti alcuni accorgimenti per evitare che si comunichi tra detenuti e si scambino oggetti.
La modifica, come tutto il provvedimento, deve ora passare all'esame della Camera.(04 febbraio 2009)
 
Ddl Senato 733 - Disposizioni in materia di sicurezza pubblica

[...]

Art. 34.

(Modifiche all’articolo 41-bis della legge 26 luglio 1975, n. 354)

1. All’articolo 41-bis della legge 26 luglio 1975, n. 354, sono apportate le seguenti modificazioni:

a) comma 1, le parole: «il Ministro di grazia e giustizia» sono sostituite dalle seguenti: «il Ministro della giustizia»;

b) al comma 2, primo periodo, dopo la parola: «4-bis» sono inserite le seguenti: «o comunque per un delitto che sia stato commesso avvalendosi delle condizioni o al fine di agevolare l’associazione di tipo mafioso»;

c) al comma 2, dopo il primo periodo, è aggiunto il seguente: «In caso di unificazione di pene concorrenti o di concorrenza di più titoli di custodia cautelare, la sospensione può essere disposta anche quando sia stata espiata la parte di pena o di misura cautelare relativa ai delitti indicati nell’articolo 4-bis.»;

d) il comma 2-bis è sostituito dal seguente:

«2-bis. Il provvedimento emesso ai sensi del comma 2 è adottato con decreto motivato del Ministro della giustizia, anche su richiesta del Ministro dell’interno, sentito l’ufficio del pubblico ministero che procede alle indagini preliminari ovvero quello presso il giudice procedente e acquisita ogni altra necessaria informazione presso la Direzione nazionale antimafia, gli organi di polizia centrali e quelli specializzati nell’azione di contrasto alla criminalità organizzata, terroristica o eversiva, nell’ambito delle rispettive competenze. Il provvedimento medesimo ha durata pari a quattro anni ed è prorogabile nelle stesse forme per successivi periodi, ciascuno pari a due anni. La proroga è disposta quando risulta che la capacità di mantenere collegamenti con l’associazione criminale, terroristica o eversiva non è venuta meno, tenuto conto anche del profilo criminale e della posizione rivestita dal soggetto in seno all’associazione, della perdurante operatività del sodalizio criminale, della sopravvenienza di nuove incriminazioni non precedentemente valutate, degli esiti del trattamento penitenziario e del tenore di vita dei familiari del sottoposto. Il mero decorso del tempo non costituisce, di per sé, elemento sufficiente per escludere la capacità di mantenere i collegamenti con l’associazione o dimostrare il venir meno dell’operatività della stessa.»;

e) il comma 2-ter è abrogato;

f) al comma 2-quater:

1) all’alinea, al primo periodo è premesso il seguente: «I detenuti sottoposti al regime speciale di detenzione devono essere ristretti all’interno di istituti a loro esclusivamente dedicati, collocati preferibilmente in aree insulari, ovvero comunque all’interno di sezioni speciali e logisticamente separate dal resto dell’istituto e custoditi da reparti specializzati della polizia penitenziaria» e nel primo periodo le parole: «può comportare» sono sostituite dalla seguente: «prevede»;

2) alla lettera b):

2.1) nel primo periodo, le parole: «in un numero non inferiore a uno e non superiore a due» sono sostituite dalle seguenti: «nel numero di uno»;

2.2) nel terzo periodo le parole: «I colloqui possono essere» sono sostituite dalle seguenti: «I colloqui vengono» e alle parole: «può essere autorizzato» sono premesse le seguenti: «solo per coloro che non effettuano colloqui»;

2.3) dopo il terzo periodo è inserito il seguente: «I colloqui sono comunque videoregistrati»;

2.4) all’ultimo periodo, dopo le parole: «non si applicano ai colloqui con i difensori» sono aggiunte le seguenti: «con i quali potrà effettuarsi, fino ad un massimo di tre volte alla settimana, una telefonata o un colloquio della stessa durata di quelli previsti con i familiari»;

3) nella lettera f), le parole: «cinque persone» sono sostituite dalle seguenti: «quattro persone», le parole: «quattro ore» sono sostituite dalle seguenti: «due ore» ed è aggiunto, in fine, il seguente periodo: «Saranno inoltre adottate tutte le necessarie misure di sicurezza anche attraverso accorgimenti di natura logistica sui locali di detenzione, volte a garantire che sia assicurata la assoluta impossibilità di comunicare tra detenuti appartenenti a diversi gruppi di socialità, scambiare oggetti e cuocere cibi»;

g) il comma 2-quinquies è sostituito dal seguente:

«2-quinquies. Il detenuto o l’internato nei confronti del quale è stata disposta o prorogata l’applicazione del regime di cui al comma 2, ovvero il difensore, possono proporre reclamo avverso il procedimento applicativo. Il reclamo è presentato nel termine di venti giorni dalla comunicazione del provvedimento e su di esso è competente a decidere il tribunale di sorveglianza di Roma. Il reclamo non sospende l’esecuzione del provvedimento»;

h) il comma 2-sexies è sostituito dal seguente:

«2-sexies. Il tribunale, entro dieci giorni dal ricevimento del reclamo di cui al comma 2-quinquies, decide in camera di consiglio, nelle forme previste dagli articoli 666 e 678 del codice di procedura penale, sulla sussistenza dei presupposti per l’adozione del provvedimento. All’udienza le funzioni di pubblico ministero possono essere altresì svolte da un rappresentante dell’ufficio del procuratore della Repubblica di cui al comma 2-bis o del Procuratore nazionale antimafia. Il procuratore nazionale antimafia, il procuratore di cui al comma 2-bis, il procuratore generale presso la corte d’appello, il detenuto, l’internato o il difensore possono proporre, entro dieci giorni dalla sua comunicazione, ricorso per cassazione avverso l’ordinanza del tribunale per violazione di legge. Il ricorso non sospende l’esecuzione del provvedimento ed è trasmesso senza ritardo alla Corte di cassazione. Se il reclamo viene accolto, il Ministro della giustizia, ove intenda disporre un nuovo provvedimento ai sensi del comma 2, deve, tenendo conto della decisione del tribunale di sorveglianza, evidenziare elementi nuovi o non valutati in sede di reclamo»;

i) dopo il comma 2-sexies è aggiunto il seguente:

«2-septies. Per la partecipazione del detenuto o dell’internato all’udienza si applicano le disposizioni di cui all’articolo 146-bis delle norme di attuazione, di cordinamento e transitorie del codice di procedura penale, di cui al decreto legislativo 28 luglio 1989, n. 271».

CittadinoLex

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Di Loredana Morandi (del 04/02/2009 @ 12:24:20, in Politica, linkato 1139 volte)
Che la formazione socio culturale della velina stia finalmente subendo il giusto declino?

Chirurgia plastica: Martini, presto stop ritocchi seno per minorenni

Roma, 4 feb. (Adnkronos Salute) - Addio al sogno di un seno esplosivo prima dei 18 anni. Presto le ragazzine che puntano al ritocco come regalo di Natale dovranno attendere. "Sempre più spesso le adolescenti, più fragili e sensibili ai messaggi dei media, chiedono un seno nuovo. Ma considerati i rischi per la salute di interventi eseguiti quando la ghiandola mammaria non è ancora formata, siamo pensando di escludere i ritocchi sulle minori non motivati da problemi medici". Ad annunciare un prossimo stop della chirurgia al seno sulle under 18 è il sottosegretario alla Salute Francesca Martini, intervenuta oggi a Roma a un incontro sui rischi della medicina estetica.

"Non sono contraria alla chirurgia estetica, ma chi vuole sottoporsi a questi interventi deve contare su garanzie e sicurezze. Nel caso dei ritocchi al seno sulle minorenni il tavolo tecnico al lavoro al ministero, di cui fanno parte specialisti e società scientifiche, sta lavorando per arrivare a delle linee guida chiare. Che tutelino la salute delle giovanissime". E non è tutto: la Martini ha annunciato che a breve si arriverà a un Registro nazionale delle protesi al seno, che ne garantisca la tracciabilità. "Il Registro, su base regionale, sarà collegato con una banca dati nazionale - spiega - per fornire un quadro epidemiologico preciso, tutelando la privacy delle pazienti".

L'obiettivo del sottosegretario è quello di "colmare un buco nero: ancora oggi non conosciamo il numero e la tipologia delle protesi impiantate, l'età delle pazienti, e altri elementi importanti. La tracciabilità completa delle protesi mammarie è fondamentale, occorre una banca dati con le schede tecniche. E ci rendiamo conto che troppo spesso gli aspetti legati alla sicurezza sono sottovalutati dalle stesse pazienti".

E non è tutto. La Martini ha stigmatizzato "l'esplosione della chirurgia estetica last minute e dei pacchetti comprati su Internet, con forti sconti sui prezzi ma anche minor sicurezza". E se per il Registro delle protesi il sottosegretario prevede "tempi brevi", ribadisce anche il suo no a interventi e specialisti "scelti in base al passaparola e alla simpatia. Dobbiamo stanare gli abusi e creare percorsi che indirizzino verso i canali giusti, contrastando ogni possibile fonte di rischio".
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Di Loredana Morandi (del 04/02/2009 @ 12:00:50, in Magistratura, linkato 1222 volte)
Associazione Nazionale Magistrati


L'ANM SUGLI EMENDAMENTI DEL GOVERNO SULLE INTERCETTAZIONI TELEFONICHE


L'Associazione Nazionale Magistrati esprime netta contrarietà alle proposte di modifica presentate dal Governo in materia di intercettazioni e ribadisce le osservazioni formulate nei suoi precedenti documenti sul disegno di legge.

Le radicali modifiche proposte vanificano di fatto, per la quasi totalità dei reati, la possibilità di utilizzare un fondamentale e insostituibile strumento di indagine.

Il requisito dei 'gravi indizi di colpevolezza', che presuppone un quadro probatorio identico a quello necessario per le misure cautelari personali, snatura l'istituto e lo trasforma da mezzo di ricerca della prova a strumento praticamente inutile. In sostanza  non sarà più possibile utilizzare le intercettazioni per la ricerca e la individuazione dei colpevoli di gravi reati, ma solo per acquisire elementi di conferma di una responsabilità già individuata con un grado di probabilità che potrebbe giustificare, addirittura, la custodia cautelare.

Nei procedimenti contro ignoti, quelli nei quali lo strumento delle investigazioni tecniche si è spesso rivelato decisivo, l'unica intercettazione possibile sarà quella dell’utenza della persona offesa e solo con il consenso di quest'ultima.

La durata massima delle intercettazioni fissata in soli 45 giorni, eccezionalmente prorogabili fino a 60, è irragionevole. La inderogabile interruzione delle intercettazioni alla scadenza di un termine così ridotto, anche  quando in ipotesi l'attività criminale sia ancora in corso di esecuzione, non ha alcuna giustificazione logica.

Del tutto irrazionale è anche la completa equiparazione, sul piano dei requisiti, tra le intercettazioni telefoniche e la acquisizione dei tabulati delle comunicazioni o l'effettuazione delle riprese visive in luoghi pubblici.

Si tratta, come è noto, di strumenti di indagine di grande utilità investigativa, ma che non possono essere parificati alle intercettazioni, in quanto la loro invasività nella sfera privata delle persone è decisamente inferiore. E' paradossale che un privato possa effettuare, in ogni caso e senza limiti, riprese visive in locali pubblici, come banche, uffici postali o esercizi commerciali, mentre le forze dell'ordine e la magistratura potranno farlo solo quando l'autore del fatto è già stato individuato e per soli sessanta giorni.

Tali disposizioni varrebbero anche per le indagini di criminalità organizzata e terrorismo, con il paradossale effetto di prevedere, per questi reati, requisiti più stringenti per l'acquisizione di un tabulato di quelli richiesti per un'intercettazione.

L'Associazione Nazionale Magistrati ribadisce che la limitazione delle intercettazioni ambientali ai luoghi nei quali 'vi è fondato motivo di ritenere' che 'si stia svolgendo l'attività criminosa', per tutti i reati e persino per i delitti di criminalità organizzata e terrorismo, rischia di arrecare un danno irreparabile  all'attività di contrasto alle organizzazioni criminali da parte delle forze dell'ordine e della magistratura.

Infine, attribuire al tribunale con sede nel capoluogo del distretto e in composizione collegiale, non soltanto la competenza per autorizzare le attività di intercettazione, ma anche quella per la convalida dei provvedimenti di urgenza, le proroghe, l'autorizzazione ad acquisire i tabulati, rischia di creare insuperabili problemi organizzativi, in assenza di qualsiasi intervento sulla geografia giudiziaria, pure sollecitato più volte dalla ANM.

Roma, 4 febbraio 2009
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Di Loredana Morandi (del 04/02/2009 @ 11:49:19, in Politica, linkato 1124 volte)

Il Presidente della Commissione di Vigilanza RAI, senatore Sergio Zavoli, dopo aver ringraziato per la sua elezione, interpretandola come la volontà della politica di colmare risolutamente il vuoto che la Commissione stessa si lascia alle spalle, ha subito presieduto una riunione dell'Ufficio di Presidenza, integrato dai rappresentanti dei Gruppi parlamentari, con i quali ha approvato la normativa che dovrà regolare la fase finale della campagna elettorale in corso in Sardegna.

   
 L'ufficio di Presidenza ha sottolineato la necessità di procedere in tempi brevi al rinnovo del Consiglio di Amministrazione della RAI, considerato da tutti come punto prioritario da sottoporre alla Commissione nella sua prossima riunione.


Roma, 4 febbraio 2009
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Di Loredana Morandi (del 04/02/2009 @ 11:45:52, in Politica, linkato 1033 volte)
VIGILANZA RAI. ZAVOLI: VITA, "OGGI GIORNO DELLA SVOLTA".

"Oggi è il giorno della svolta. L'elezione pressochè unanime di Sergio Zavoli alla Presidenza della Commissione di Vigilanza Rai significa, anche simbolicamente, che la RAI rientra nel solco della sua grande storia. Si tratta, infatti, del più grande servizio pubblico del mondo insieme alla BBC. Nessun'altro nome di Presidente poteva esprimere di per sé la straordinaria novità. Ora dovremo lavorare assiduamente per dare alla Rai una missione e un futuro, facendone coraggiosamente la protagonista dell'era multimediale". Così il senatore Vincenzo Vita commenta l'elezione di Sergio Zavoli alla Presidenza della Commissione di Vigilanza Rai. Roma, 4 febbraio 2009

RAI: FINOCCHIARO, " ZAVOLI GARANZIA DI COMPETENZA E SERIETA' ".

"Salutiamo con orgoglio e felicità l'elezione di Sergio Zavoli a Presidente della Commissione di Vigilanza Rai. La sua elezione è garanzia di competenza e serietà. Autorevolissima figura del giornalismo  italiano e profondo conoscitore dell'Azienda Rai saprà guidare la Commissione con quel grande equilibrio che tutti gli riconoscono. La sua elezione rappresenta davvero un'ottima notizia per il Parlamento e per il nostro Paese". Lo afferma Anna Finocchiaro, Presidente del gruppo Pd a Palazzo Madama. Roma, 4 febbraio 2009

Vigilanza Rai: Soro, con Zavoli torna fiducia nelle istituzioni

Dichiarazione on. Antonello Soro, presidente deputati Pd. “L’elezione di Sergio Zavoli chiude una brutta pagina nella vita di questa legislatura e nell’esperienza della Commissione di Vigilanza Rai. Sono certo che l’autorevolezza e la specchiata competenza del presidente Zavoli sapranno riguadagnare la fiducia che le istituzioni di garanzia meritano.” Roma, 4 febbraio 2009
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Di Loredana Morandi (del 04/02/2009 @ 11:41:23, in Sindacato, linkato 1004 volte)
Federazione Nazionale della Stampa Italiana

Roma, 4 febbraio 2009
Prot. n. 21

La Federazione Nazionale della Stampa Italiana comunica:

“L'elezione di Sergio Zavoli alla presidenza della commissione di Vigilanza sblocca una situazione ormai insostenibile. A parte ogni altra possibile considerazione sulla sostenibilita' di tanti organismi di natura politica che hanno, per legge, in cura il servizio radiotelevisivo, ora si puo' procedere a ridare un minimo di sicurezze e di orizzonte in primo luogo alla Rai. Deve essere garantita una gestione autorevole, qualificata dotata di autonoma responsabilita' sulla base di una missione che assicuri valore e qualita' competitiva al servizio pubblico. L'alto profilo del neo presidente della commissione di vigilanza, Sergio Zavoli, e' un riferimento che deve diventare la cifra caratterizzante di una nuova stagione che segni il passaggio verso un allentamento dell'invadenza della politica e delle sue fazioni. Per la Fnsi sono più che mai attuali le richieste di riforma nel senso dell'indirizzo dell'autonomia e del rispetto del pluralismo politico e culturale del Paese, che e' ben più vasto e significativo di quanto sia espresso dal dibattito che circola tra i gruppi politici”.
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Di Loredana Morandi (del 04/02/2009 @ 11:36:49, in Politica, linkato 1086 volte)
Ddl Brunetta: Pd, è un attacco ad indipendenza Corte dei Conti

Ferranti: non sia anticamera per riforma Csm

"Il gruppo del Pd della commissione Giustizia della Camera ha rimarcato la gravità della metodologia utilizzata dalla maggioranza a proposito dell'inserimento nella ddl Brunetta di riforme delle funzioni della Corte dei conti". Lo dichiarano in una nota la capogruppo del Pd in commissione, Donatella Ferranti, il ministro Ombra della Giustizia, Lanfranco Tenaglia, e i deputati Capano, Cavallaro, Ciriello, Concia, Cuperlo, Farina, Mantini, Melis, Rossomando, Samperi, Tidei e Vaccaro.

"L'articolo 9 del provvedimento - proseguono i democratici -, di cui abbiamo chiesto la soppressione, stravolge la coerenza del sistema costituzionale
dei controlli e le funzioni della Corte dei conti quale organo di controllo esterno (con la previsione di controlli 'a richiesta del consiglio dei Ministri), incidendo pesantemente sulle funzioni di controllo e svilendone la funzione magistratuale, che deve essere caratterizzata da indipendenza ed autonomia dal potere politico. Il potenziamento dei poteri del presidente della Corte - primus inter pares - mina il principio costituzionale che governa i rapporti tra magistrati, distinti solo per  diversità di funzioni e rappresenta una lesione del principio costituzionale di indipendenza (interna) della magistratura".

"Non vorremmo - concludono - che questo modo di procedere rappresentasse l'anticamera per riformare anche l'organo di autogoverno della  magistratura, il Csm". Roma, 4 febbraio 2009


Intercettazioni, Pd: voteremo contro ddl 'ammazza indagini'

Ferranti: dal Pd 20 subemendamenti per modificare radicalmente l' impianto del governo

"Il Partito democratico è fortemente contrario al ddl intercettazioni che giudica un provvedimento 'ammazza indagini' ed un vero e proprio attacco alla sicurezza dei cittadini". Così la capogruppo del Pd nella commissione Giustizia della Camera, Donatella Ferranti, spiega la posizione del partito sul testo governativo di riforma della legislazione in materia di intercettazioni. "Oggi - prosegue Ferranti - abbiamo presentato una ventina di subemendamenti per modificare radicalmente l'impianto del testo governo e ridare dignità ad uno strumento fondamentale per le indagini e per la ricerca della prova".

"Nel merito - spiega - i nostri emendamenti prevedono: l'eliminazione del presupposto dei 'gravi indizi di colpevolezza' e la reintroduzione dei 'gravi indizi di reato' per l'autorizzazione delle intercettazioni; il ritorno al  giudice competente per le autorizzazioni e l'eliminazione dell'organo collegiale; l' eliminazione del termine complessivo di 60 giorni e la rimozione  del limite massimo di proroghe all'intercettazione; il ripristino della disciplina delle intercettazioni ambientali prevista dal codice di procedura penale; una disciplina delle videoriprese rispettosa dei diritti fondamentali; l'eliminazione della necessità della richiesta della persona offesa per poter effettuare intercettazioni nei procedimenti contro ignoti; l'estensione della sfera di operatività delle regole speciali destinate alla criminalità organizzata ai cosiddetti 'reati satelliti' (omicidio, sequestro, estorsione, violenza sessuale, usura, corruzione e concussione) che sono la prima dimostrazione della presenza nel territorio di reti criminali organizzate".

"Domani in commissione vedremo quale sarà la linea prevalente della maggioranza, che, come dimostrano gli ulteriori emendamenti presentanti, è ancora molto divisa al suo interno, ma se non vi sarà una drastica e radicale modifica del testo voteremo contro". Roma, 4 febbraio 2009
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Di Loredana Morandi (del 04/02/2009 @ 07:02:34, in Politica, linkato 1034 volte)
GOVERNO: FINOCCHIARO, "BERLUSCONI E' IN CAMPAGNA ELETTORALE".

"Ma tace sui reali problemi del Paese".

"Anche oggi il Premier si è lasciato andare alle sue scorribande propagandistiche. Con toni da campagna elettorale ha annunciato per l'ennesima volta misure sulla giustizia che non portano alcun vantaggio alla macchina giudiziaria, ha attaccato la Sinistra usando termini offensivi, ha promesso misure mirabolanti. Sui problemi reali del Paese, però, solo silenzio. Io credo che il Presidente del Consiglio di un paese in difficoltà e dentro la crisi come il nostro dovrebbe ben altro profilo e spessore". Lo afferma in una nota Anna Finocchiaro, Presidente del gruppo Pd a Palazzo Madama. Roma, 4 febbraio 2009

SICUREZZA: FINOCCHIARO, "ANCHE GRAZIE A NOSTRI EMENDAMENTI INASPRITO 41BIS".

"All'interno di un ddl che riteniamo sbagliato e al quale daremo il nostro voto contrario, come Pd abbiamo contribuito a migliorare l'articolo 34 che inasprisce il carcere duro per i mafiosi". Lo dichiara Anna Finocchiaro, Presidente del gruppo Pd al Senato.
"E' anche grazie ai nostri emendamenti, discussi proficuamente con la maggioranza, che il Parlamento ha affrontato il tema del 41bis in modo efficace e puntuale. L'efficienza della lotta alla criminalità organizzata - conclude Anna Finocchiaro - deve rimanere sempre una nostra priorità". Roma, 4 febbraio 2009

SICUREZZA. ZANDA: IL PD DIRA' NO A DDL IDEOLOGICO
MANCANZA NUMERO LEGALE? MAGGIORANZA E' SCIATTA

Dichiarazione del vicepresidente dei senatori del Pd, Luigi Zanda

"Il Partito democratico voterà contro il Ddl sicurezza. E' un provvedimento che non condividiamo, non stanzia le risorse necessarie ed e' molto ideologico come dimostrano le norme sull'immigrazione che non prevengono il fenomeno, ma aggravano soltanto le pene. Cosa che non serve a colpire le degenerazioni del fenomeno". Lo dice il vicepresidente dei senatori del Pd, Luigi Zanda, in  merito al ddl sicurezza all'esame dell'aula del Senato.
Sulla mancanza del numero legale che si è registrata due volte questa mattina, Zanda spiega: "La maggioranza, a volte, ha forme di sciatteria politica che non dovrebbe avere".  Roma, 4 febbraio 2009
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Ddl Sicurezza. Casson: inesistente copertura finanziaria ed è contro i più deboli
Bene approvazione proposte Pd si 41 bis, lotta a mafia e a terrorismo


Dichiarazione del senatore del Pd, Felice Casson

"Il Pd voterà contro questo Ddl perché ci sono delle norme assolutamente non accettabili soprattutto nei confronti delle persone più deboli, di coloro che dovrebbero essere protetti e invece vengono abbandonati. In questo provvedimento c'è una previsione di aggravamento generalizzato delle pene e non misure a tutela generalizzata della sicurezza". Lo dichiara il senatore del Pd Felice Casson, capogruppo in commissione giustizia, in merito al Ddl sulla sicurezza in discussione al Senato. "Soprattutto - aggiunge Casson - per quel che riguarda la copertura finanziaria il governo Berlusconi e la sua maggioranza non danno alcun riscontro. Tante sono le parole, tanti gli slogan della destra ma, concretamente, fa ben poco: la fondamentale copertura finanziaria non esiste".
"Dobbiamo ricordare che, fra le norme che il Senato sta approvando, ci sono delle proposte del Pd, dei nostri emendamenti che sono stati accolti. In particolare - ricorda Casson - quelli che riguardano la lotta alla grande criminalità organizzata, quelli in materia di articolo 41 bis e quelli sulla lotta al terrorismo. Su queste importanti questioni di sicurezza non possono esserci fraintendimenti".
"Per quel che riguarda il fenomeno dell'immigrazione - conclude Casson - è evidente che esso va governato in maniera diversa. La strada imboccata da questo governo per le politiche sull'immigrazione, come dimostrato dai dati, è evidentemente fallimentare".
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