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 fatima ...... di Lunadicarta
 
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E chi accoglie anche uno solo di questi bambini in nome mio, accoglie me. Chi invece scandalizza anche uno solo di questi piccoli che credono in me, sarebbe meglio per lui che gli fosse appesa al collo una macina girata da asino, e fosse gettato negli abissi del mare.Guai al mondo per gli scandali!

Gesù Cristo
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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 

Scontro sul ddl allunga processi
Ma slitta la responsabilità dei giudici


L'aula del Senato comincerà l'esame tra stasera e domani mattina. Le norme che la maggioranza vuole far approvare consentono di presentare alla difesa elenchi "infiniti" di testi prolungando i procedimenti fino "alla prescrizione"

ROMA - La giustizia si conferma terreno di scontro tra maggioranza e opposizione. L'aula del Senato comincerà l'esame del ddl sull'inapplicabilità del giudizio abbreviato ai delitti punti con la pena dell'ergastolo, il cosidetto "allunga processi", subito dopo l'approvazione del dl sulle missioni all'estero. Ovvero tra stasera e domattina. Le norme che la maggioranza vuole far approvare consentono di presentare alla difesa elenchi "infiniti" di testi prolungando i procedimenti fino "alla prescrizione".

Una decisione che provoca la levata di scudi dell'opposizione (che parla di una nuova legge a favore del premier) che ha votato contro il calendario approvato dalla capigruppo. Per Anna Finocchiaro del Pd "è inaccettabile e irresponsabile da parte della maggioranza calendarizzare un provvedimento di questo tipo nel momento in cui il paese avrebbe bisogno della maggiore possibile tranquillità e dopo la prova di responsabilità dell'opposizione sulla manovra economica".

Per Felice Belisario dell'Idv il "processo lungo serve solo ad affrancare il premier dall'imputazione per Ruby. E' una vergogna il Parlamento continua ad essere usato per fini personali. L'Idv scenderà in piazza". Secondo Gianpiero D'Alia (Udc) "l'ammazza-processi ha un problema di costituzionalità".

Ma Maurizio Gasparri del Pdl sottolinea che il calendario "era stato già approvato la settimana scorsa dai capigruppo all'unanimità" e che il "testo è quello uscito dalla commissione tre mesi fa". Quindi, conclude, nessun colpo di scena sui tempi nè sulle norme: la maggioranza non ha presentato nuovi emendamenti" e infine "nessun malumore che mi risulti da parte della Lega. Non ci sono questo tipo di problemi politici".

Slitta la responsabilità dei giudici. Sorte diversa per un altra norma controversa, quella sulla responsabilità civile dei giudici. Un emendamento soppressivo la stralcerà dalla legge comunitaria 2010. La maggioranza, però, insiste. "La responsabilità civile dei magistrati - spiega il relatore, Gianluca Pini - viene spostata nella comunitaria 2011", che dovrebbe essere presentata dal governo a settembre. L'emendamento soppressivo, invece, sarà presentato in Aula, dove la legge dovrebbe arrivare già questa sera.
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Di Loredana Morandi (del 29/07/2011 @ 07:56:04, in Magistratura, linkato 1376 volte)

Il nuovo ministro di Giustizia si è già espresso sull'emergenza carceri e sulla depenalizzazione dei reati minori. Intanto, nell'italietta governativa delle corruzioni, i ministeri viaggiano verso altre destinazioni per creare impiego fisso statale in barba alle leggi e per pagare gli elettorati privati, ma questo qui nessuno lo dice. L.M.

Giustizia, fiducia su allunga-processi



Roma - (Adnkronos) - Le dichiarazioni di voto cominceranno domani alle 9 e poi, a partire dalle 10, la prima chiama per il voto. Anm: "Effetti devastanti, c'è rischi paralisi". . Finocchiaro: maggioranza e governo irresponsabili. Il capo dello Stato sulle carceri: realtà disumana che ci umilia in Europa. Nitto Palma è il nuovo Guardasigilli, le Politiche comunitarie alla Bernini. Belcastro nominato sottosegretario all'Ambiente

Roma, 28 lug. (Adnkronos) - Il governo ha deciso di porre la fiducia sul cosiddetto testo di legge allunga-processi in discussione al Senato. Nel corso della seduta il ministro per i Rapporti con il parlamento, Elio Vito, ha chiesto la parola per dare l'annuncio della scelta operata dal governo. Successivamente la presidente di turno Rosi Mauro ha sospeso la seduta per informare il presidente Renato Schifani, che si trovava a un convegno sull'emergenza carceri a Palazzo Giustiniani, convocando nel contempo la conferenza dei capigruppo.

Dichiarazioni di voto domani alle 9 e poi, a partire dalle 10, la prima chiama per il voto sono le modalità di svolgimento della fiducia stabilite dalla conferenza dei capigruppo a Palazzo Madama.

"Le modifiche al codice di procedura penale in materia di ammissione delle prove in dibattimento, sulle quali il Governo ha posto la questione di fiducia, avranno effetti devastanti sul funzionamento dei processi penali, determinando di fatto la paralisi di tutti i dibattimenti attualmente pendenti", si legge in una nota della Giunta esecutiva centrale dell'Associazione nazionale magistrati sul cosiddetto 'processo lungo'.

"Con le nuove disposizioni, infatti - si legge - verrebbe eliminata la possibilità per il giudice di escludere l'ammissione di prove manifestamente superflue o irrilevanti, mentre potranno essere escluse solo quelle 'non pertinenti'. Chiunque comprende che in questo modo il difensore dell'imputato potrebbe chiedere e ottenere l'ammissione di un numero indefinito di testimoni sulla medesima circostanza, purché non manifestamente 'non pertinente'".

"Ad esempio prosegue la nota dell'Anm - l'imputato che volesse dimostrare come prova d'alibi la sua presenza in una città diversa da quella nella quale è avvenuto il fatto potrebbe chiedere e ottenere la citazione come testimoni di tutti gli abitanti di quella città, senza alcuna possibilità per il giudice di escludere uno o più testimoni. O ancora l'imputato in un processo per uxoricidio potrebbe chiedere e ottenere l'ammissione come testimoni di tutti i suoi amici, parenti e conoscenti sull'esistenza del vincolo coniugale tra lui e la vittima, prova certamente pertinente, ma altrettanto certamente manifestamente superflua. E gli esempi potrebbero moltiplicarsi".

"Se il governo si assume la grave responsabilità di mettere la fiducia su un provvedimento di natura parlamentare come quello sul processo lungo, è necessario che il neoministro della Giustizia Nitto Palma venga subito in Senato a spiegare il perché. Una decisione del genere, assolutamente ingiustificata non si spiega se non con la necessità di salvare il presidente del Consiglio da uno dei suoi tanti processi. E' una cosa inaccettabile. E tutto questo avviene nel silenzio più totale e nel totale asservimento della Lega ai bisogni del Presidente del Consiglio, Berlusconi", afferma la presidente dei senatori del Pd Anna Finocchiaro. Che continua: "In una situazione del Paese gravissima, testimoniata anche oggi dalle notizie sulla Borsa in cui servirebbe un clima politico positivo e costruttivo, ci troviamo invece di fronte a un governo e una maggioranza di irresponsabili che, per gli interessi di un premier disperato, ancora una volta umiliano il Parlamento, la Giustizia, il nostro Paese".

''Il giorno dopo che le parti sociali hanno chiesto un cambio di passo per affrontare la crisi il governo ha risposto mettendo la fiducia al Senato sul ddl allunga-processi, che serve solo al presidente del Consiglio. Mi chiedo se questo sia il primo atto da ministro della Giustizia di Nitto Palma...'', dice il capogruppo del Pd Dario Franceschini, in Aula alla Camera.

''Se il buongiorno si vede dal mattino siamo proprio messi male, visto che nel suo primo giorno da ministro Nitto Palma si è reso complice di azioni a tutela della criminalità e non della giustizia", commenta il presidente dell'Italia dei Valori, Antonio Di Pietro, aggiungendo: ''Queste norme permettono a Berlusconi di aggiustare i suoi processi e impediscono alla giustizia italiana di funzionare. Non a caso, viene colpita la norma varata all'indomani della strage di Capaci, con la quale veniva fatta salva l'acquisizione delle sentenze definitive, di modo che, anche nei processi di mafia, si potrà riaprire all'infinito la lista dei testimoni. Di fronte a tale scelleratezza non resta che la mobilitazione di massa: costi quel che costi. E' ormai improcrastinabile salvaguardare la democrazia e lo Stato di diritto''.

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Di Loredana Morandi (del 27/07/2011 @ 17:45:57, in Politica, linkato 1414 volte)
Sciolto il nodo

Arriva il sì di Napolitano:

Palma sostituisce Alfano alla Giustizia

Roma - (Adnkronos) - Il premier da Napolitano per sottoporre una ristretta rosa di nomi per sostituire Angelino Alfano alla Giustizia. Il Guardasigilli ha scritto al Premier: ecco le mie dimissioni, ruolo incompatibile con segreteria del Pdl. E' in arrivo anche il nuovo ministro per le Politiche Comunitarie. La corsa al 'dopo Alfano'. Il presidente della Repubblica: ''Preoccupato per i ministeri al Nord''
Roma, 27 lug. (Adnkronos) - Silvio Berlusconi ha lasciato Palazzo Grazioli per raggiungere il Quirinale. Al Colle il premier sottoporrà al capo dello Stato Giorgio Napolitano il nome del nuovo ministro della Giustizia.

L'incontro non dovrebbe concludersi con la nomina del nuovo Guardasigilli. Il presidente del Consiglio, secondo quanto si è appreso, salirebbe al Colle per portare a Napolitano una ristretta rosa di nomi. Tra i candidati si fa il nome di Francesco Nitto Palma.

Tempi brevissimi, comunque, dopo il colloquio, per sciogliere il nodo. Un secondo appuntamento tra il presidente della Repubblica e Berlusconi potrebbe essere fissato già stasera, dopo i funerali del militare ucciso in Afghanistan oppure domani mattina.

Da parte sua il Guardasigilli uscente, Angelino Alfano, ha inviato al premier Silvio Berlusconi una lettera di dimissioni da ministro in cui spiega che la funzione di Guardasigilli è "incompatibile" con un "così rilevante incarico politico" come il ruolo di segretario del Pdl.

''Carissimo Presidente -si legge nella lettera di Alfano a Berlusconi-, a ragione dell'incarico di Segretario politico del Pdl, di recente conferitomi, rassegno le mie dimissioni dalla carica di Ministro della Giustizia, in considerazione della specificità e dei compiti che allo stesso sono riconosciuti dalla nostra Carta Costituzionale e che mi fanno ritenere tale funzione di Governo incompatibile con un cosi' rilevante incarico politico".

Prima di salire al Colle a palazzo Grazioli è giunto il sottosegretario all'Interno Francesco Nitto Palma, indicato a più riprese come futuro Guardasigilli. Nella residenza romana del premier si trovava anche il suo legale Niccolò Ghedini ed è rimasto anche lo stesso Alfano.

E' in arrivo anche il nuovo ministro per le Politiche Comunitarie. E' "imminentissima", ha assicurato il ministro degli Esteri, Franco Frattini.



SCHEDA Chi è Nitto Francesco Palma

Ex sostituto della procura di Roma, deputato nel 2001, il nuovo ministro della Giustizia ha preso parte in passato ai processi che hanno fatto la storia: dai Nar ad Aldo Moro fino a Gladio


Milano -  La sua nomina era praticamente scontata. E non ci sono state sorprese. Alle 17 il premier, Silvio Berlusconi, è salito al Colle per nominare appunto Nitto Francesco Palma nuovo Guardasigilli, che sostituirà Angelino Alfano, divenuto segretario politico del Pdl. Ma chi è il nuovo Guardasigilli?

L'attività politica Ex sostituto della Procura di Roma, ha intrapreso l'attività politica con l'adesione a Forza Italia. È stato eletto deputato nel 2001, come candidato della Casa delle Libertà nel collegio uninominale di Oderzo, nella circoscrizione Veneto II. Nella XIV Legislatura è stato presidente della Commissione Giurisdizionale per il Personale alla Camera dei deputati, membro della Commissione Affari Costituzionali e di quella sul fenomeno della criminalità organizzata. Nel 2006 è stato eletto al Senato della Repubblica per le liste di Forza Italia in Lombardia: è stato vice-presidente della Commissione Affari Costituzionali. Nel 2002 è stato promotore di un emendamento per dare l'immunità ai parlamentari: secondo la sua proposta, i processi a carico dei parlamentari sarebbero stati sospesi fino al termine del mandato. Nel 2008 è stato rieletto senatore come capolista del Popolo della Libertà in Calabria ed è stato nominato sottosegretario al Ministero dell'Interno nel Governo Berlusconi IV. Attualmente ha la delega al Dipartimento dei Vigili del Fuoco, del Soccorso Pubblico e della Difesa Civile.

La carriera di magistrato Nel 2006 è stato eletto al Senato e ha ricoperto l’incarico di sostituto procuratore nazionale antimafia, ed è stato vicecapo di gabinetto e direttore dell’ufficio Relazioni internazionali del ministero di Grazia e giustizia. Di lui i giornali ricordano la stretta amicizia con Cesare Previti ma anche quella con l’attuale presidente dell’Associazione Nazionale Magistrati Luca Palamara. Ex sostituto procuratore della Repubblica, pubblico ministero di lungo corso, Palma ha preso parte a processi che hanno fatto la storia del Paese, da Aldo Moro ai Nari, dal caso Gladio al "piano Solo" e ai giustizieri di Gheddafi. Ha preso inoltre parte a processi di criminalità organizzata (Pizza connection, Green ice, guerra di mafia a Reggio Calabria).

http://www.ilgiornale.it/interni/scheda_chi_e_nitto_francesco_palma/nitto-palma-giustizia-ministro-quirinale-berlusconi/27-07-2011/articolo-id=537143-page=0-comments=1

 

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Guardasigilli ad personam

Chi è Nitto Palma, il probabile successore di Alfano.

di Fabio Chiusi


La storia politica di Nitto Palma, possibile successore di Angelino Alfano al ministero della Giustizia, è la storia di un monolito berlusconiano. Le agenzie, in oltre 10 anni tra i banchi del Parlamento, non hanno mai registrato una parola contraria a Silvio Berlusconi. Mai, da ex procuratore della Repubblica, si è sognato di prendere le distanze dalle bordate del Cavaliere sulle «toghe rosse» e la magistratura politicizzata, «metastasi» della democrazia.

LA TOGA CONTRO LE «TOGHE ROSSE». Anzi. Strenuo sostenitore dell'innocenza di Cesare Previti nel caso Imi-Sir/Lodo Mondadori, si è spinto fino a chiedere una commissione d'inchiesta sull'uso politico della magistratura e su Tangentopoli, per comprendere se fosse mirata «al perseguimento di obiettivi di natura politica o ideologica». Polemizzando con il «partito» degli Ingroia e degli Scarpinato, toghe politicizzate che vorrebbero poter «sciogliere perfino i governi nazionali» al tintinnare delle manette. O meglio, al «rumor di sciabole».

«VOGLIONO IL CADAVERE DI PREVITI». E con i magistrati di Milano e il loro «grande amore» per Berlusconi, vittima di persecuzione almeno quanto il suo avvocato, Cesare Previti. Per il quale «la sentenza di condanna era già scritta», ha affermato Palma, dopo essere stato trattato come un «omicida» dalla rossa Ilda Boccassini (aveva chiesto 22 anni di reclusione), ed essere divenuto oggetto di una campagna forcaiola da parte della sinistra che, argomenta il possibile Guardasigilli, ne voleva «il cadavere».

Sempre in missione, ma non per le leggi ad personam

Ma non serve scavare nel passato dell'ex magistrato per provarne l'inossidabile fedeltà a Silvio: è sufficiente scorrere i dati sulle sue presenze in Senato nell'attuale legislatura. I numeri parlano chiaro. In Aula Palma ha seduto solamente per il 14,45% delle votazioni. Le assenze, tuttavia, sono state limitatissime: il 7,62%. Il restante 77,93% delle volte il sottosegretario all'Interno è risultato «in missione». E quindi giustificato.

NORME PER SILVIO: LUI C'ERA. Eppure quando si tratta di salvare Berlusconi, per qualche miracolosa coincidenza, Palma era sempre tra i banchi di palazzo Madama a premere il bottone giusto. È successo il 22 luglio 2008 per il lodo Alfano. Ma anche il 20 gennaio 2010 per il processo breve. E due mesi più tardi, il 10 marzo, per il via libera al legittimo impedimento. Con la risibile percentuale dello 0,27% di voti ribelli, cioè in contrasto all'indicazione del partito, il Pdl, non è difficile intuirne l'esito.

Dall'immunità ai «bastioni di Orione»

Lavoratore silenzioso, Palma: 30 dichiarazioni in otto mesi, nel 2011. Nulla rispetto al diluvio di parole dei presenzialisti radio-televisivi mandati allo sbaraglio per difendere il capo. Eppure quando si è trovato alle corde per il ricambio in via Arenula, Silvio si è ricordato proprio del vecchio forzista, che tra le sue battaglie ricorrenti ha quella per la reintroduzione dell'immunità parlamentare.

RITIRATA IN STILE BLADE RUNNER. O meglio, per la sospensione dei procedimenti giudiziari contro i deputati fino al termine del mandato, con contestuale sospensione dei termini di prescrizione. Una sorta di lodo Alfano allargato, che Palma ha difeso contrattaccando: «Voglio capire se gli altri hanno buoni argomenti contro questa tesi. Invece l'unico argomento politico che viene avanzato è che così aiutiamo Berlusconi e Previti». Poco dopo avrebbe affermato esplicitamente che «l'unica soluzione» al conflitto politico-magistratura «in questo momento è sospendere il processo al premier». Ma solo dopo essere stato costretto dalle polemiche a ritirare l'emendamento per la reintroduzione dell'immunità con una frase presa in prestito a Blade Runner. E cioè «prima che le navi da guerra in fiamme arrivino davanti ai bastioni di Orione».

Gli anni da magistrato, tra lotta al terrorismo e Gladio

Sarebbe tuttavia riduttivo inquadrare la carriera di Palma nell'ambito del berlusconismo politico. Le consonanze iniziano ben prima, durante i suoi anni da magistrato. Classe 1950, romano, tra i sogni quello di ascoltare il 'Rigoletto' nel deserto, Palma ha infatti ricoperto il ruolo di sostituto procuratore della Repubblica di Roma fino al 1993 e più volte di sostituto procuratore nazionale Antimafia, tra la fine della prima Repubblica e l'inizio del millennio.

I PROCESSI A TERRORISTI E MAFIOSI. «Nella mia lunga carriera di magistrato», ebbe a dichiarare Palma, «ho svolto il ruolo di pubblico ministero, oltre che in molteplici processi di terrorismo (Nar 1, Moro ter, etc.), in importantissimi processi di criminalità organizzata (Pizza connection, Green ice, Nuova camorra organizzata, guerra di mafia a Reggio Calabria), ottenendo sempre la condanna dei vertici e degli affiliati della camorra, della 'ndrangheta e di cosa nostra».

GHEDDAFI, GLADIO E 'PIANO SOLO'. A completare il quadro il processo contro i «giustizieri» di Muammar Gheddafi, che non gli impedirà tuttavia di accettare gli stretti rapporti di amicizia tra il Colonnello e Berlusconi, e le archiviazioni per il caso Gladio, l'organizzazione paramilitare clandestina della Nato emersa solo nella seconda metà degli anni 80, e il 'piano Solo'. Insomma, l'interprete anche di una corrente conservatrice della magistratura che ben si sposava con il contesto che ha permesso l'ascesa del Cavaliere imprenditore. 

Indulto, amnistia, intercettazioni: Palma e la giustizia

Nel suo passato anche alcuni indizi per comprendere i possibili orientamenti da Guardasigilli. Favorevole a indulto e amnistia, contrario alle intercettazioni indirette se non per reati gravi, Palma ha negli anni della politica manifestato totale appoggio alle leggi ad personam per Berlusconi, tentando di accelerare il corso della ex-Cirielli e fungendo da capo-gabinetto del ministro Alfredo Biondi mentre architettava la cosiddetta «salva-ladri».


RADIARE I GIORNALISTI CHE SBAGLIANO. Tra le proposte, l'idea di radiare dall'albo i giornalisti che abbiano subito tre condanne. E un 'no', nel 2007, all'idea di dimezzare gli stipendi dei parlamentari. Perché «è un grave errore andare incontro alla demagogia dell'antipolitica».
Dal punto di vista giudiziario, invece, non risulta lambito da alcuna inchiesta. A parte la momentanea ipotesi, tra il 2008 e il 2009, di un coinvolgimento in un'inchiesta della procura di Torino riguardo falsi certificati medici per patenti di guida. Ipotesi subito caduta per stessa richiesta della procura di Latina, a cui i documenti erano stati trasferiti. Non è bastato per placare l'ira di Palma: «Si tratta dell'ennesima fuoriuscita di notizie a orologeria», ha attaccato a marzo 2010, «che però nel caso di specie è destinata, essendo un innegabile flop, a far capire agli italiani in quale società malata noi viviamo».

NESSUN TABÙ, TRANNE UNO. Una verve polemica che l'ex magistrato non ha esitato ad adoperare, nel corso degli anni, anche con presidenti della Repubblica come Oscar Luigi Scalfaro e Carlo Azeglio Ciampi. Con quest'ultimo, proprio per difendere una legge cucita addosso al Cavaliere: il lodo Maccanico.
E la costante ritorna. «In politica non esistono tabù», ha detto Palma, qualche tempo fa. Tranne uno. Berlusconi.

Martedì, 26 Luglio 2011

http://www.lettera43.it/politica/21913/ministro-ad-personam.htm
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Di Loredana Morandi (del 24/07/2011 @ 16:33:43, in Indagini, linkato 1592 volte)
Parolisi, Facebook e la Svastica*

http://www.giustiziaquotidiana.it/public/2011-07-25_091840_parolisi.jpg
MELANIA REA VITTIMA DEL FEMMINISMO E NON DEL MARITO OMICIDA...

L'assassino di Melania Rea, nonostante i numerosi depistaggi e ritardi, è stato arrestato. Ho avuto modo di leggere l'ordinanza del Gip, che ho trovato accuratissima e ineccepibili i riscontri tra i tracciati delle celle telefoniche, l'autopsia e le tante testimonianze.

Banale!, intitola il Foglio di Ferrara, ma se pur nell'espressione pubblica della noia  il giornalista non può esimersi dal rilevare l'indizio principe di almeno uno dei depistaggi:  "Facebook".

Perché sì, la vita del Parolisi era piatta e banale, vissuta a livelli sub umani e "cultura zero". Due le donne di quest'uomo senza spina dorsale alla ricerca di sesso e divertimento facile. Nonostante ciò è la vita telematica del "nostro" a non lasciare alcun dubbio su cosa gli abbia ispirato la svastica, tracciata con arma da taglio sul corpo della vittima sgozzata e accoltellata con furia, ma successivamente nelle 24/48 ore seguenti all'omicidio.

"Puoi trovare la verità soltanto con la logica, a meno che tu non sia pervenuto ad essa per caso" diceva un saggio. Ma nelle mie affermazioni a seguire Logica e Occasio convivono affiatate, ed i dati riportati sono stati da me consegnati alla Questura di Roma con il mio esposto del 14 gennaio scorso, in copia ad uffici stampa Polizia di Stato Questura e Nazionale.

Mi riferisco alle politiche istigatorie alla violenza della ex campagna maschilista del fiocco blu, oggi ribattezzata "contro il nazifemminismo", nata per volontà di un pugno di associazioni fondate da soli uomini separati tutte in rete con Adiantum, associazione di associazioni fondata a sua volta anche da organismi a favore dei pedofili. L'organizzazione che per comodità tutti definiscono "Falsi Abusi", dal nome storico del centro di documentazione di Torino, incaricò la società di un proprio  assistito (oggi sotto processo Tribunale di Firenze per maltrattamenti familiari) del dar vita ad una violenta campagna di marketing telematico su temi adultocentrici, maschilisti e fin pro pedofilia. Ne va che la violenza contro le donne sia fin ideologia.

http://www.giustiziaquotidiana.it/public/2011-07-25_083003_Furlanetto_Breivik.jpg
Chi può domandarsi "perché" il terrorista norvegese Breivik è un criminale?

E' così che Facebook in italiano letteralmente "gronda" di svastiche, divise naziste e slogan contro le donne. Il tema dell'odio verso le ex mogli e nei confronti delle poche madri coraggio, che sono riuscite ad arrestare e condannare un partner pedofilo, non può non aver attirato il Parolisi, marito sotto pressione e diviso tra le responsabilità familiari, una figlia appena nata e una amante che aggressivamente gli intimava di prendere una posizione seria o chiudere il rapporto con lei.

Il ritrovarsi tra maschi deve aver attirato come il miele l'egoismo dell'uomo, alleviandone le afflizioni e i sensi di colpa. La mentalità comune l'ho descritta qui su queste pagine dopo il ritrovamento di una discussione tra maschi di genere, solo qualche tempo fa, ove si ribadiva il concetto che ammazzare la moglie è più facile, che portarla in tribunale. Sì, quella frase è sfuggita ad un ottimo giurista, ma l'amplificazione e i significati dati alla frase sono la costruzione sinergica di una vera e propria apologia del reato di uxoricidio.

Il caso Parolisi è la dimostrazione che l'apologia e l'istigazione a commettere reati su Facebook funziona.

Potete trovare qui, a questo link, una buona traccia dell'intero pacchetto, che ha largamente superato le 400 pagine facebook e gli ottanta siti web fasulli, ma vi invito a soffermarvi sul "riassunto" autoprodotto dall'autore materiale della campagna, che reca un numero tutto tondo: 1000 (mille).

Oltre 1000 pagine FB per difenderci/Vi dal Nazifemminismo
http://www.facebook.com/pages/Oltre-1000-pagine-FB-per-difenderciVi-dal-Nazifemminismo/192062590828786

A questo link appaiono numerose pagine create per realizzare la finzione scenica di una popolarità del tutto falsa, nonostante l'elevato numero di utenti. Inoltre, da questa stessa pagina si può accedere addirittura a vere e proprie clonazioni denunciate da associazioni e alla caricatura dell'avvocato generale di una storica associazione delle Donne italiane.

http://www.giustiziaquotidiana.it/public/2011-07-25_082253_Breivik_Lepine.jpg
DA NOTARE NELLA FOTO: L'USO DELLA PAROLA "ELIMINARE"

Personalmente scrivo con una certa libertà. Il signor commerciale dopo essersi fatto le ossa ai miei danni con 3 blog e 4 pagine facebook nel 2009, di cui una affidata per la  persecuzione ai miei danni ad un pedofilo agli arresti domiciliari oggi in carcere, quest'anno ha prodotto sempre ai miei danni ben otto pagine fb, più due blog e alcuni scritti prodotti su siti dal nome dominio registrato. Non è un segreto che io sia stata minacciata di morte più e più volte, ma proprio per questo non è un caso che io abbia salvato magistrati famosi e ottimi tutori dell'ordine da quest'uomo.

Infatti, Sfortuna sua - Fortuna mia vuole che io non sia più sola, visto che il tizio e la sua combriccola sono stati denunciati da un numero sempre maggiore di vittime e che nel tempo ne abbian prodotte di famose, anche in ruoli istituzionali sia tra le forze dell'ordine, che nella magistratura.

Loredana Morandi

 
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Di Loredana Morandi (del 23/07/2011 @ 21:23:43, in Politica, linkato 1125 volte)
NAPOLITANO: IERI CON MAGISTRATI
NON COMMENTAVO SCELTE PARLAMENTO
 

(ASCA) - Roma, 22 lug - Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ieri, nel corso dell'incontro al Quirinale con i magistrati ordinari in tirocinio, non ha fatto alcun riferimento al voto del Parlamento sull'autorizzazione all'arresto del deputato Pdl Alfonso Papa. ''Non commentavo libere decisioni del Parlamento, che sempre rispetto - dice il Capo dello Stato nel corso della cerimonia della consegna del Ventaglio da parte dell'Asp - ho richiamato a comportamenti che non offuschino la credibilita' ed il prestigio dei magistrati e non indeboliscano l'efficacia dei loro interventi a tutela della legalita'''. Anche perche', aggiunge, ''come ha detto il presidente dell'Anm 'tanto piu' ci sono fatti gravi che coinvolgono il Palazzo, tanto piu' i magistrati devono essere inappuntabili e professionali nel perseguire i reati'. Anche cosi' - ne e' certo il Capo dello Stato - si vanificano attacchi inammissibili alla magistratura e si disinnesca un fuorviante conflitto''.

Napolitano ricorda di aver ''parlato proprio ieri della funzione di fondamentale interesse nazionale di cui e' portatrice la magistratura con l'obbligo di intervenire di fronte a ogni singolo, concreto caso in cui si manifestino sindromi di violenza, forme vecchie e nuove di corruzione, abusi di potere e attivita' truffaldine, che oggi dominano la cronaca quotidiana''. Per il Presidente ''come si possa cogliere in un discorso che partiva da quella affermazione il rischio di veder posti 'sullo stesso piano chi commette reati e chi li combatte', lascio a voi giudicarlo''.

fdv
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Solidarietà ai magistrati e ai professori offesi. Ma, come in tutto quel che riguarda Israele c'è sempre un ma... Infatti, l'organismo che si è messo in moto in questo frangente è di destra, nero nell'animo e sionista. Ne ha fatto le spese un estremista di destra, non troppo differente dal suo "nemico", il blogger del Cannocchiale. Ma l'azione del Cdec per oscurare il blog è stata extragiudiziaria, quindi illegale, ed ha pescato bene presso Il Cannocchiale che ha dato prova della consueta smidollatezza dei provider italiani deboli con i prepotenti, forti con il privato cittadino e qualche volta delinquenti come Tiscali che consente ad un suo sito pornografico di diffamarmi da 36 mesi come ritorsione per l'aver io strappato il server della Federico II dalle mani della criminalità, restituendolo alla popolazione studentesca partenopea.

Io con il blogger di Rumors non ho proprio nulla da spartire naturalmente, soprattutto perché è fascista, ma in una sola cosa val la pena di rivalutarlo: l'essere contro la cementificazione di Villa Torlonia con la costruzione di un enorme cubo nero (40 mq) per celebrare la shoa. Ma, con questi chiari di luna nazionali, val davvero la pena di spendere 20 milioni di euro per una bruttura di tal portata da collocare nella città eterna? No. Assolutamente no, i romani non devono pagare per gli affarucci di bottega di due sindaci. L.M.

"Fuori la feccia ebraica da atenei e procure"
sul web liste nere e appelli al boicottaggio

 

Torna in rete l'elenco comparso per la prima volta nel 2008: professori universitari e magistrati da "epurare". Dagoberto Bellucci, fascista convertito all'islam ed ex della pornostar Eva Henger, va oltre e traccia la mappa delle attività controllate da "sionisti"

di MARCO PASQUA

Docenti ebrei accusati di "manipolare le menti degli studenti" e di controllare gli atenei italiani. Una lobby, formata da 162 professori, che dovrebbe essere "allontanata dalle università". Comparsa per la prima volta nel 2008, quando la polizia postale riuscì ad individuarne l'autore, torna in rete la blacklist dei professori ebrei. Ma non è la sola espressione dell'odio antisemita che il web propone su blog e forum dichiaratamente neonazisti e antisemiti. L'ultimo degli elenchi della vergogna, comprende, oltre ad alcuni nominativi di magistrati ebrei (o ritenuti tali), una lista aggiornata di attività commerciali, ristoranti, macellerie, pasticcerie, i cui proprietari sono ebrei. Attività da "boicottare", come scrive Dagoberto Bellucci, italiano convertito all'Islam e residente in Libano, da molti definito nazi-islamico, molto vicino agli ambienti della destra estrema.

La blacklist di docenti ebrei, appartenenti a vari atenei italiani, compare (o meglio compariva perché il sito è stato oscurato nel tardo pomeriggio di oggi) su un blog denominato 'Rumors' e ospitato sulla piattaforma italiana del Cannocchiale. La stessa dove è apparsa la prima volta, nel febbraio del 2008. In quell'occasione, in seguito all'indignazione politica bipartisan e all'oscuramente del sito, le indagini della Polizia Postale permisero di arrivare a individuare il responsabile della pubblicazione
di quell'elenco (Paolo Munzi, residente in provincia di Rieti, figlio di un ex sindaco). Ma il copia e incolla acritico e la diffusione virale dell'odio contro gli ebrei hanno permesso a quell'elenco di continuare a circolare. E di venire riproposto, con slogan e insulti che potrebbero essere puniti sulla base della legge Mancino.

L'elenco in questione, si legge nel blog, "è stato ricavato da un appello contro il boicottaggio attuato nelle università inglesi nei confronti di Israele e dei docenti ebrei. Il 99% dei docenti firmatari la petizione proposta dalla comunità ebraica di Roma  -  spiega il sito 'Rumors' -  appartiene alla Sapienza di Roma, ha un cognome ebraico e sostiene pubblicamente e politicamente Israele". Tra le deliranti affermazioni riportate dall'estensore dell'articolo, quella relativa al potere esercitato dalla lobby ebraica: "Gli studenti sono vittime della manipolazione mentale di professori infeudati alle caste regnanti negli atenei. Questi docenti utilizzano l'istituzione universitaria italiana per sostenere gli interessi politici di uno stato estero". Tra i 162 figurano professori non solo della Sapienza, ma di tutti i principali atenei italiani: Bologna, Torino, Palermo, Chieti, Tor Vergata, Roma Tre, Federico II, Pisa, Lecce, Politecnico di Milano, Bicocca, Perugia e Sassari. "Fuori la feccia sionista dalle Università", il titolo di un post scritto il 14 maggio scorso. Attacchi riservati anche ad alcuni magistrati (sono quattro, con nome e cognome), la cui presenza nelle Procure è un "cancro da estirpare". "Fuori la lobby ebraica dalle Procure", tuona il gestore del blog, che accusa questi pubblici ministeri di "utilizzare la legge per eliminare con il carcere coloro che non condividono queste loro idee". Magistrati che, sempre secondo quanto viene scritto sul blog, sarebbero "aderenti ad un'organizzazione politica finalizzata a proteggere gli interessi politici della lobby sionista transnazionale. Una cricca di pubblici magistrati che strumentalizzano politicamente le Istituzioni giuridiche dello Stato italiano utilizzando la persecuzione giudiziaria contro coloro che vengono ritenuti da questi o indicati loro da esponenti politici di stati esteri residenti in Italia, "nemici" dell'entità sionista comunemente definita, Israele". Accuse gravissime e infondate, risultato di una macchina del fango antisemita il cui fine è solo quello di denigrare la figura dei quattro magistrati citati nel post.  

Il livornese Dagoberto Bellucci, classe 1970, legato all'Msi e al gruppo neofascista di Avanguardia e noto alle cronache per aver avuto una relazione con la pornostar Eva Henger, oltre a riproporre sul suo blog un elenco di cognomi ebraici, rilancia l'idea di un boicottaggio di prodotti degli ebrei. Lo fa partendo da un documento e dalle analisi che risalgono al periodo della Repubblica sociale Italiana e delle leggi razziali. "Stiliamo una nuova lista di prodotti di aziende in mano agli ebrei - scrive in un post datato 7 luglio - Seguiremo una documentazione consegnataci da Maurizio Lattanzio, l'unico fascista in Italia, per dirla con parole sue. Invitiamo i lettori a farne buon 'uso' perché le ditte ed i nomi dei responsabili delle ditte ivi riprodotte sono, con ogni probabilità, ancora presenti e operative nel tessuto commerciale ed economico nazionale". E, infatti, molte delle imprese citate sono a oggi pienamente operative. Un elenco analogo compare anche sulla sezione italiana del forum neonazista Stormfront. In un apposito thread viene riportata la lista delle comunità ebraiche italiane, delle scuole, ma anche di negozi, ristoranti, pasticcerie. In tutti i casi compare anche il numero di telefono e l'indirizzo. "I luoghi si possono ritrovare facilmente su internet con una ricerca", suggerisce l'autore di questo elenco.

Liste che vengono continuamente monitorate e registrate dal Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea Milano (Cdec), grazie all'attività di ricerca sul web condotta dal ricercatore Stefano Gatti, volta a "stanare" i siti antisemiti e negazionisti. In un report presentato alla commissione parlamentare contro l'antisemitismo, Gatti aveva già inserito la figura di Bellucci, "collaboratore del mensile neonazista Avanguardia, autore di un virulento volumetto antisemita, oltre che di vari articoli con la medesima ispirazione". Nel suo ultimo report quadriennale (relativo agli anni 2007-2010), il Cdec aveva anche lanciato un allarme: "In Italia l'antisemitismo cresce e si diffonde online, alimentandosi delle vicende legate al conflitto israelo-palestinese e della scarsa conoscenza che gli italiani hanno degli ebrei. E attraverso internet la propaganda e la diffusione di idee intolleranti diventa più facile".  (21 luglio 2011)

http://www.repubblica.it/cronaca/2011/07/21/news/blacklist_ebrei-19427421/
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Tre parole: E' Una Vergogna! L.M.

Il Pd preme per le dimissioni di Tedesco.

Penati si autosospende dall'incarico: sono estraneo ai fatti

 

Lui ha detto chiaro e tondo che non intende dimettersi. «Non faccio il dimissionario per professione». Ma quel voto, immortalato ieri sul tabellone elettronico del Senato che ha "salvato" l'ex assessore pugliese dagli arresti domiciliari, mette in grande imbarazzo il Pd. Che Alberto Tedesco, in verità, ha lasciato nei mesi scorsi autosospendendosi dal gruppo per migrare nel misto. Ma questo non conta perché il giorno dopo il verdetto, sui suoi (ex) compagni di partito continua a piovere un coro di critiche da parte della maggioranza e l'accusa di doppiopesismo. «Avete punito uno dei nostri e salvato Tedesco», è il refrain che circola nei corridoi di palazzo Madama.

Il Pd in pressing sul senatore per costringerlo a un passo indietro
In casa dei democratici si prova ovviamente a parare il colpo. Scaricando la responsabilità sulla Lega, ma la difficoltà è palpabile. E, anche se ufficialmente nessuno intima all'assessore di dimettersi («vedremo nelle prossime ore le sue riflessioni», aveva detto ieri sera Pierluigi Bersani), la verità è che i vertici del Pd stanno moltiplicando il pressing nei confronti del senatore, uomo forte della Giunta Vendola e del partito in Puglia (leggi il ritratto). «Tedesco non lascerà mai», è il commento dei più quando si prova a capire cosa accadrà.

L'imbarazzo dei democratici
Una scelta che rischia di ingabbiare il Pd facendolo apparire come il partito che ha difeso il suo uomo mandando in carcere invece Alfonso Papa. Difficile dire quanti e dove hanno tradito. Tedesco è convinto che a salvarlo siano stati quelli del centro-destra, ma i conti che si fanno tra i democratici non escludono defaillance rispetto alla linea ufficiale del partito che in aula si era schierato a favore della richiesta avanzata dai magistrati pugliesi: quindici-venti voti che avrebbero disatteso il diktat dei vertici e si sarebbero affiancati a quelli della maggioranza "garantista" su Tedesco. Rispetto ai 132 voti "contro" le manette annunciati in aula, alla fine se ne sono registrati diciannove in più, da ricercare insomma sul fronte dell'opposizione. Dove, a partire proprio dal Pd, era nota da tempo la contrarietà di diversi esponenti all'arresto del senatore.

Penati si autospende dal consiglio regionale lombardo
Insomma, i democratici cercano i "franchi tiratori" e intanto provano a evitare scivoloni anche sull'altra vicenda che in questo momento agita la segreteria: l'inchiesta sull'area Falck di Sesto San Giovanni che vede indagato l'ex presidente della provincia di Milano, Filippo Penati, uomo molto vicino a Bersani che continua a difenderlo. Lui, ex sindaco di Sesto e attuale vicepresidente del Consiglio regionale, ha deciso intanto di autosospendersi dall'incarico con una lettera inviata al governatore lombardo, Roberto Formigoni, e al presidente del Consiglio regionale, Davide Boni, in cui ribadisce la sua totale estraneità. «Per profondo rispetto dell'istituzione nella quale sono stato eletto e per evitare ogni imbarazzo al Consiglio mi autosospendo dall'esercizio e dalle prerogative di vicepresidente, certo che tutto verrà completamente chiarito e confido a breve».

http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2011-07-21/preme-dimissioni-tedesco-penati-162233.shtml?uuid=AaKp12pD

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Di Loredana Morandi (del 21/07/2011 @ 19:30:43, in Magistratura, linkato 1362 volte)

ANM, DIFENDIAMO L'USO,

NON L'ABUSO DELLE INTERCETTAZIONI



(AGI) - Roma, 21 lug. - "Massimo rispetto per le parole del presidente della Repubblica". Lo ha affermato Luca Palamara, presidente dell'Associazione nazionale magistrati, in merito all'intervento del capo dello Stato, Giorgio Napolitano.

"Sono fermamente convinto - ha spiegato Palamara - che la politica e la magistratura debbano agire separatamente e indipendentemente nel pieno rispetto delle regole. La magistratura, da parte sua, deve continuare a impegnarsi nella realizzazione dell'autoriforma, valorizzando la professionalita' e il merito".

"Quanto alla indispensabilita' dei mezzi investigativi - ha concluso il presidente dell'Anm - abbiamo sempre difeso l'uso e non l'abuso delle intercettazioni anche sotto il profilo della indebita pubblicazione di atti irrilevanti". (AGI) .
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Di Loredana Morandi (del 21/07/2011 @ 19:27:56, in Politica, linkato 1308 volte)
NAPOLITANO: MAGISTRATI RISPETTINO LIMITI, INTOLLERABILE SCONTRO POLITICA


(ASCA) - Roma, 21 lug - Il 'sistema giustizia' ha delle evidenti ''strozzature'', il suo funzionamento e' ''gravemente insufficiente'' con serie ''inadeguatezze normative e strutturali''. In questo ambito il magistrato, proprio perche' il sistema accusa colpi a vuoto, deve avere ''il rispetto dei limiti'' e deve assicurare in ogni momento ''l'imparzialita' e l'immagine di imparzialita'''. Questo anche per evitare condotte che creano confusione di ruoli e ''fomentino l'ormai intollerabile, sterile scontro tra politica e magistratura''. Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano coglie l'occasione del suo incontro al Quirinale con i magistrati in tirocinio per rivolgere, anche in qualita' di presidente del Csm, un forte richiamo ai magistrati affinche' la stella polare della loro azione, del loro comportamento sia il rispetto della legge e dei diritti dei cittadini.

Quello che stiamo attraversando, ammonisce il Capo dello Stato, ''e' una fase di difficolta''' per i nostri conti pubblici e per il rilancio della crescita e ''le strozzature'' del sistema giustizia ''pesano sullo sviluppo complessivo del nostro Paese. I tempi e le pesantezze del funzionamento della giustizia sono parte della generale difficolta' del risanamento dei conti pubblici''. I magistrati sono quindi ''portatori di una funzione di fondamentale interesse nazionale'' e, dice Napolitano, debbono comprendere che le ragioni della crisi di fiducia nel sistema, oltre alle ''gravi inadeguatezze normative e strutturali'', e' provocata da ''un offuscamento dell'immagine della magistratura''. Il Capo dello Stato ricorda che e' dal 2007 che invita i magistrati a ''misura e riservatezza'' e a ''non cedere a fuorvianti esposizioni mediatiche''. Ma soprattutto a ''non sentirsi investiti di improprie ed esorbitanti missioni'' e ''a indulgere in atteggiamenti protagonistici e personalistici''. Insomma, il riconoscimento del ruolo del magistrato ''non puo' prescindere dal rispetto dei limiti che il ruolo impone'', aggiunge invitando a condotte che ''comunque creino indebita confusione di ruoli e fomentino l'ormai intollerabile, sterile scontro tra politica e magistratura''. Questo accade ad esempio, continua, quando il magistrato ''si propone per incarichi politici nella sede in cui svolge la sua attivita' oppure quando esercita il diritto di critica pubblica senza tenere in pieno conto che la sua posizione accentua i doveri di correttezza espsitiva, compostezza, riserbo''.

No alla ''spettacolarizzazione'' quindi ma ''silenzioso impegno quotidiano'', in aggiunta a ''costante attenzione culturale, forte tensione morale e umilta''', chiede Napolitano che sottolinea come ''contino molto i comportamenti''. Nell'avvio e nella conduzione delle indagini devono essere ''applicate scrupolosamente le norme'', con la ''piena tutela dei diritti costituzionalmente garantiti'', rileva il Capo dello Stato che tocca il tema intercettazioni.

Per Napolitano devono essere effettuate ''solo nei casi di assoluta indispensabilita''' e comuqnue senza divulgare il contenuto quando esso e' privo di rilievo processuale. Piu' in generale il Presidente ribadisce ai magistrati ''l'invito a evitare l'inserimento nei provvedimenti giudiziari di riferimenti non pertinenti'', cosi' come ''l'invito a usare il massimo scrupolo nella valutazione degli elementi necessari per decidere l'apertura di un procedimento e, a maggior ragione, la richiesta o l'applicazione di misure cautelari''.

fdv
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Di Loredana Morandi (del 21/07/2011 @ 19:25:25, in Politica, linkato 1143 volte)
NAPOLITANO: INTERCETTAZIONI
SOLO SE ASSOLUTAMENTE INDISPENSABILI


(ASCA) - Roma, 21 lug - Le interccettazioni vanno disposte dai magistrati solo in casi di ''assoluta indispensabilita'''. Lo afferma il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano nel suo intervento al Quirinale durante l'incontro con i magistrati in tirocinio.

Nell'avvio e nella conduzione delle indagini, dice Napolitano rivolto ai giovani magistrati, ''sappiate applicare scrupolosamente le norme e far uso sapiente ed equilibrato dei mezzi investigativi, bilanciando le esigenze del procedimento con la piena tutela dei diritti costituzionalmente garantiti''. Questo e' un discorso che vale, aggiunge Napolitano, soprattutto ''per le intercettazioni cui non sempre si fa ricorso - come invece insegna la Corte di Cassazione - solo nei casi di assoluta indispensabilita' per le specifiche indagini e delle quali - dice ancora il capo dello Stato - viene poi spesso divulgato il contenuto pur quando esso e' privo di rilievo processuale''. Un contenuto pero' che ''puo' essere lesivo della privatezza dell'indagato o, ancor di piu', di soggetti estranei al giudizio''.

Il presidente della Repubblica ribadisce ''con forza'' un invito formulato gia' negli scorsi anni ''a evitare l'inserimento nei provvedimenti giudiziari di riferimenti non pertinenti o chiaramente eccedenti rispetto alle finalita' dei provvedimenti stessi, cosi' come l'invito ad usare il massimo scrupolo nella valutazione degli elementi necessari per decidere l'apertura di un procedimento e, a maggior ragione, la richiesta o l'applicazione di misure cautelari''.

Secondo Napolitano il rispetto di questi ''elementari principi'' e ''la capacita' di calare le proprie decisioni nella realta' del Paese'' possono ''impedire o almeno attenuare attriti e polemiche in grado di lasciare strascichi velenosi e di appesantire le contrapposizione tra politica e giustizia''.

fdv/sam/rob
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22/08/2019 @ 13.06.56
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