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Di Loredana Morandi (del 10/12/2008 @ 01:18:12, in Sindacato, linkato 1469 volte)

Ai Gentili lettori, ai Colleghi e alle Redazioni,

Loredana Morandi, portavoce della Rete Artisti contro le guerre e libera opinionista impegnata in una battaglia contro la pedopornografia online e la corruzione, comunicherà la decisione di intraprendere un nuovo sciopero della fame oggi stesso, nel corso dell'incontro con il Sindaco di Selargius, Dott. Gianfranco Cappai.

Nella mattinata di oggi la signora Morandi incontrerà il Questore di Cagliari, dott. Salvatore Mulas, per gettare le basi di un protocollo che consenta agli artisti, gravemente offesi dai reati ai danni e inorriditi per quanto accade da Selargius, di collaborare fattivamente con le forze dell'ordine.

Loredana Morandi


Update del 10 dicembre alle ore 23.20 ora italiana:


Allo stato sono in nostro possesso i nomi degli autori dei danni, della diffamazione, delle pubblicazioni di indirizzi, fotografie mie e dei miei figli, nonché delle foto degli artisti e dei magistrati, che la società del porno di Selargius, prov. di Cagliari, intende usare come dimostrazione di criminalità organizzata nel web con il supporto giuridico di una agenzia legale per pedofili.

La registrazione degli IP tramite i commenti è divenuta inutile, pertanto ho disabilitato la funzione dei commenti del blog. Gli indirizzi IP dei due unici commenti a questo post corrispondono:


1) utenza anonymizer proxy server americano

2) utenza telecom italia da Brescia, sede dell'internet point.


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Rete Artisti contro le guerre

Incontro con il Questore di Cagliari
e con il Sindaco di Selargius


Ai gentili Colleghi e alle Redazioni,

nella giornata di mercoledì 10 dicembre 2008 Loredana Morandi, portavoce nazionale della Rete Artisti contro le guerre, incontrerà a Cagliari il Questore Dott. Salvatore Mulas e il Sindaco della cittadina di Selargius, dott. Gianfranco Ceppai.

L'incontro, che nasce a seguito della denuncia e del lungo sciopero della fame (circa 45 giorni) sostenuto tra settembre e ottobre proprio dalla Morandi per ottenere il de-link del server Unina, di proprietà dell'Università di Napoli, utilizzato per chat e per lo scambio p2p di materiali audio video anche vietati dalla legge via rete IRC Azzurra.org, è stato fortemente voluto dalla Rete Artisti per il clima di allarme suscitato dalla popolazione violenta e violentabile, che abita il web italiano.
La Rete Artisti stigmatizza il comportamento coercitivo psicologico ed i canoni di violenza espressi da una società del porno di Selargius, cliente da otto anni per le proprie chat su rete Azzurra.org e prima linea tra gli utilizzatori commerciali del bene pubblico denominato server Unina.

La società del porno su strada è poco più di un negozietto di computer, ma nel web ha espresso tutto il potenziale nefasto e la propria ambizione commerciale, con la clonazione dei Nomi a Dominio di circuiti pubblicitari per il porno famosissimi e di una tra le più grandi community per gli scambi erotici (si veda SessoChannel. com - Passion.com) , dove inoltre ha collocato le proprie animatrici/adescatrici.

La società in nome collettivo del porno di Selargius è amministrata da un laureato in psicologia, che ha messo a frutto le sue conoscenza professionali per lo sfruttamento delle solitudini e dei disagi psicologici altrui.

Dalle nostre rilevazioni ci risultano in stato di "plagio" psicologico parecchi ragazzi e ragazze, mentre sono parti attive: i due titolari e una delle adescatrici della società del porno (_P_, Vanilla e 'F: nota bene i 3 nomi creano l'acronimo PVF Plain Vanilla Faggot, che identifica un pedofilo con gusti sessuali dediti al *BoyLove*), dove 'F è il Francesco della società; il capo storico di una comunità giovanile già dedita ad illeciti e violazioni del copyright nazionale ed internazionale e/o violazioni legge a tutela dei minori in forma di cast di post produzione cinematografico (fansub), Giacomo, toscano già indagato nel sequesto ItaliaZip - The Best Dragon da GdF nel 2004; una donna di Bari apparentemente affetta da una grave forma di protagonismo e mitomania, l'autrice dei 15 blog; Gianluca un trentenne dipendente della società degli autotrasporti di Genova; Elena una ragioniera del novarese e l'albanese dell'internet point, Julian.

Allo stato la società del porno di Selargius ha istigato ad atti contro la legge numerosi membri del gruppo giovanile, coinvolgendoli in una sorta di riedizione delle devianze psicologiche viste in casi come l'omicidio Meredith, e/o per la presenza di materiale pedopornografico nel computer di Alberto Stasi.
Questi giovani ci risulta siano stati irretiti via chat irc e/o via chat hard video dalle animatrici commerciali, oppure con la distribuzione di account (user e password) per altri siti pornografici a pagamento. Buona parte del gruppo pedo-fansub, che ha membri già indagati o attualmente sotto processo per detenzione di materiali audiovideo vietati dalla Legge, è oggi iscritta alla comunity della Società del Porno di Selargius, che evidentemente mira a farne la prima fila del file sharing a proprio uso e consumo (anteprime del porno internazionali - materiale pedo) anche contando sulla potenza di share dell'internet point albanese.

Non ci è possibile stabilire quali siano le relazioni "slave", che la donna trentenne di Bari intrattiene con la società di Selargius, e come ella possa essere stata istigata da questi alla creazione di più di 15 cloni dei nomi degli Artisti e/o dei nomi propri delle Associazioni della Rete Artisti. (clonati Loredana Morandi, Edvino Ugolini e i nomi Artists Against War, Bloggersperlapace, Associazione Argon, ecc..).

(altri 12 blog si trovano su piattaforma WordPress.com)

Inoltre sono stati da essi prodotti ben 13 video diffamatori, contenenti i nomi, le immagini, le voci e parti delle interviste rilasciate da membri della Rete Artisti negli ultimi anni.

Loredana Morandi, portavoce della Rete Artisti, è stata minacciata di morte e così sono stati minacciati tutti i di lei congiunti, i figli e l'anziana madre. La notizia delle gravi minacce è stata pubblicata da Ansa e da Il Giornalista online:
http://www.giornali staonline. it/Pagine/ Notizie_dettagli .aspx?AspXPage= g%5FF25AAD3EB1F9 4E0A8A3ADDA3D373 2CFC:%2540ID% 3D4332

La signora Morandi incontrerà, quindi, il Sindaco dott. Ceppai per promuovere una collaborazione tra Rete Artisti e Comune di Selargius, al fine di sollecitare "artisticamente" la popolazione sui temi della lotta alla Pedopornografia e dello Sfruttamento delle Solitudini umane e psicologiche nella gioventù.

La signora Morandi, a nome della Rete Artisti, incontrerà il Questore di Cagliari, per gettare la base di un protocollo che consenta agli Artisti di cooperare fattivamente con le Forze dell'Ordine nel contrasto di questi fenomeni, trovandosi inoltre molti membri della Rete e la Morandi stessa costretti alla osservazione forzata di reati, anche procedibili d'ufficio, ai propri danni a cura di una vera e propria associazione di persone, con risvolti criminali che travalicano il mero commercio di pornografia e la mercificazione dei corpi, che ciò sottintende.

La Rete Artisti e la signora Morandi ringraziano fin d'ora le Autorità: dott. Salvatore Mulas, Questore di Cagliari, e il dott. Gianfranco Ceppai, Sindaco di Selargius, per la squisita e attenta cortesia fin qui dimostrata a tutti noi.
per la Rete Artisti contro le guerre

Loredana Morandi
Presidente Ass.ne Argon - Bloggersperlapace
http://www.bloggersperlapace.org
Rete Artisti contro le guerre
http://www.artistsagainstwar.eu
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Di Loredana Morandi (del 07/12/2008 @ 13:08:40, in Magistratura, linkato 1233 volte)
Il punto è che questa guerra riaccenderà la consueta Guerra contro i magistrati ...

IL RETROSCENA/ Ecco cosa hanno detto gli esponenti degli uffici giudiziari di Salerno e Catanzaro ascoltati dalla Prima commissione di Palazzo dei marescialli

Le dichiarazioni dei magistrati in guerra
Agli atti anche la castità di un giudice

di ALBERTO CUSTODERO

ROMA - Dottor Apicella, che bisogno c'era di parlare del voto di castità dell'ex presidente dell'Anm, Simone Luerti, nel decreto di perquisizione degli uffici giudiziari di Catanzaro? E che bisogno c'era di perquisire gli zainetti dei bambini che stavano per andare a scuola: i figli del pm Salvatore Curcio? Ed è vero che quel pm è stato perquisito con metodi "invasivi"?". I commissari del Csm hanno sottoposto il procuratore generale di Salerno, Luigi Apicella, a un vero fuoco di fila di domande per sapere cosa l'ha spinto a perquisire i suoi colleghi catanzaresi con modalità che lo stesso vicepresidente del Csm, Nicola Mancino, ha definito "sconcertanti".

I commissari di Palazzo dei Marescialli hanno domandato ad Apicella se fosse vero che - come denunciato dal procuratore di Catanzaro Enzo Jannelli - durante la perquisizione avvenuta nell'abitazione privata del sostituto procuratore Curcio alle sei del mattino la polizia giudiziaria di Salerno avrebbe intimato al magistrato di alzare la maglietta del pigiama. E di abbassare i pantaloni.

Ma il procuratore capo di Salerno, Luigi Apicella, ha detto di non sapere se Curcio sia stato fatto denudare. In compenso, ha spiegato il perché della perquisizione negli zainetti dei suoi figli minorenni. "Fra i libri di scuola di quei bambini - ha detto Apicella - cercavamo i telefonini del padre". "Ma come - ha obiettato un commissario - non vi bastavano i tabulati telefonici e le intercettazioni?". "No - ha replicato il pg - volevamo accertarci che non avessero altri cellulari a noi sconosciuti".

I commissari di Palazzo dei Marescialli hanno sottoposto ad un vero e proprio interrogatorio i due principali protagonisti di questa vicenda: il procuratore di Catanzaro e il pg di Salerno. Dal primo hanno voluto sapere il motivo che l'ha spinto a disporre il ri-sequestro degli atti dell'indagine Why not che erano appena stati sequestrati dall'autorità giudiziaria salernitana innestando in quel mondo la guerra fra le due procure. Con il grottesco risultato che nella procura di Catanzaro gli atti cui sono stati apposti i sigilli sono piantonati da due carabinieri: uno di Catanzaro, l'altro di Salerno. E viceversa.

"Sì, è vero - ha risposto Jannelli - ho ordinato il ri-sequestro di quelle carte perché non volevo che mi impedissero di completare l'indagine Why not che è quasi giunta al termine". La difesa di Jannelli s'è conclusa in breve tempo.

Quella di Apicella, invece, è durata di più. Al procuratore generale di Salerno - titolare di un'indagine nei confronti dei magistrati di Catanzaro scaturita dalle denunce dell'ex pm Luigi De Magistris - le contestazioni dei commissari della Prima commissione sono state incalzanti. "Perché - gli è stato chiesto - nel decreto di perquisizione di 1700 pagine sono stati inseriti voluminosi atti dell'inchiesta Why not, svelando notizie coperte dal segreto istruttorio? Perché sono stati inseriti dati che non c'entrano nulla con l'indagine sui magistrati catanzaresi, come la scheda personale del componente del Csm Anedda e notizie tutelate dalla privacy (l'allusione è alla scelta della castità-ndr) sull'ex presidente dell'Anm Luerti?".

A tutte queste domande, Apicella ha risposto sempre nello stesso modo: "Perché con tutto questo volevo motivare il sequestro degli atti. Se qualcosa non va, si può anche sbagliare". "Ma ha saputo - gli ha contestato un commissario - che le 1700 pagine del decreto di sequestro sono state pubblicate su Internet?". "No - ha risposto Apicella - ma farò qualche accertamento. E, se del caso, aprirò un fascicolo". Apicella è stato comunque invitato a disporre il "ritiro" del documento dal web.

E' stato poi il turno di Jannelli: "La banca dati del consulente Genchi contiene dati su personalità molto importanti. È per questo che non la volevo consegnare ai colleghi di Salerno senza prima sapere a che cosa gli servisse". "Ora capisco - ha aggiunto con un bisticcio di parole - che il procedimento di Salerno è nato per fare il processo al nostro modo di fare il processo Why not".

A questo proposito, il procuratore di Catanzaro s'è abbandonato ad uno sfogo, parlando anche in generale della situazione giudiziaria del suo ufficio: "Da quando lo dirigo, ho dovuto misurarmi con problemi che non esistono in nessuna parte d'Italia, un muro di omertà da Salerno verso la procura di Catanzaro. Nei nostri uffici ho trovato una realtà molto particolare, nella quale ogni magistrato si sentiva solo e isolato".

Jannelli rivela poi al Csm una "scoperta". "Durante la mia permanenza a Catanzaro - ha riferito - sono venuto a conoscenza che la procura di Paola stava svolgendo una indagine parallela alla nostra, quasi un doppione di Why not".

E' stato il procuratore generale di Salerno, Lucio Di Pietro, a chiarire alcuni retroscena della lite fra la sua procura e quella di Catanzaro. "Quando i nostri uffici hanno chiesto gli atti a Catanzaro - ha spiegato il pg Di Pietro - Jannelli ci ha opposto il segreto istruttorio rivendicando la competenza ad indagare. È per questo che è poi stato iscritto nel registro degli indagati".

Quando gli è stato fatto notare che con il sequestro degli atti è stata di fatto bloccata l'indagine in corso a Catanzaro, il pg di Salerno non ha smentito il fatto. Ma ha spiegato di aver saputo della perquisizione martedì. "Mi sono trovato le 1700 pagine del decreto sulla scrivania la mattina stessa delle operazioni - ha spiegato - . Ho iniziato a studiarle allora. Ma non ho ancora finito di leggerle".

(La Repubblica, 7 dicembre 2008)


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Di Loredana Morandi (del 07/12/2008 @ 12:51:08, in Magistratura, linkato 1107 volte)

Il legale di Apicella e dei magistrati campani ribatte alle indiscrezioni
sui metodi inquietanti usati durante le indagini sulla procura calabrese

La smentita dei pm di Salerno
"Perquisizioni regolari"

L'accusa nel fascicolo del pg di Catanzaro: "Giudici trattenuti per costrizione"

ROMA - La procura di Salerno non ha compiuto "nessuna violazione" durante le perquisizioni fatte ai magistrati di Catanzaro, uno dei passaggi dello scontro scaturito dal caso De Magistris. Il giorno dopo la decisione del Csm di avviare il trasferimento d'ufficio per i procuratori di Salerno Luigi Apicella e di Catanzaro Enzo Jannelli e dopo le rivelazioni sugli inquietanti retroscena della guerra tra i due uffici, arriva la smentita dell'avvocato Francesco Saverio D'Ambrosio, difensore di Apicella e dei sei sostituti campani accusati di abuso in atti d'ufficio e interruzione di pubblico servizio.

Il retroscena. Il legale ribatte alle indiscrezioni sulle dichiarazioni dei magistrati rese di fronte alla Prima Commissione del Csm e definite "sconcertanti" dal videpresidente dell'organo di autogoverno della magistratura Nicola Mancino. Il pg Jannelli avrebbe infatti riferito che uno dei pm calabresi, Salvatore Curcio, ha denunciato di essere stato denudato durante la perquisizione alla quale era presente il pm di Salerno Antonio Centore.

La versione dei magistrati campani. "Non mi risulta che le denunce fatte dopo le perquisizioni abbiano fondamento", spiega l'avvocato D'Ambrosio, specificando che "tutte le perquisizioni sono inoltre state fatte dopo le sette del mattino e senza che vi siano state lamentele da parte dei diretti interessati, che sono persone esperte e competenti". D'Ambrosio descrive l'attività della procura di Salerno come "doverosa" e anticipa che martedì prossimo presenterà al gip di Catanzaro opposizione alla convalida del sequestro fatta dalla procura generale del capoluogo calabrese.

L'accusa della procura calabrese. Nel decreto di controsequestro del fascicolo Why Not notificato alla procura di Salerno dal pg di Catanzaro si legge invece che "i magistrati della procura generale di Catanzaro sono stati trattenuti per costrizione fin dalle prime ore del mattino, per tutta la giornata, fino a tarda ora del giorno nelle loro abitazioni, ivi sottoposti taluno anche a perquisizioni personali". Nel decreto il sequestro del fascicolo è definito come "un danno devastante per l'intera magistratura italiana" e le accuse mosse dalla procura di Salerno come "strumentali".

(La Repubblica, 7 dicembre 2008)
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Di Loredana Morandi (del 07/12/2008 @ 12:45:38, in Politica, linkato 1082 volte)

Dopo lo scontro tra le procure la maggioranza attacca: "Situazione fuori controllo"
Ma l'Idv non ci sta: "Berlusconi vuole che la politica controlli la magistratura"

Giustizia, il Pdl preme sulla riforma
Pd: "Disponibili ma niente forzature"

ROMA - La bufera che investe le toghe in questi giorni torna a dare forza a chi invoca il momento di una riforma della giustizia. Lo scontro tra le Procure di Salerno e Catanzaro offre nuovi spunti a chi, maggioranza in testa, da tempo accarezza l'idea di mettere le mani, per riformarlo, sul sistema giudiziario. Un'idea che trova sponda anche in alcuni settori dell'opposizione.

"Bisogna fare qualcosa perché non è possibile venir meno alla fiducia in chi deve ristabilire fiducia verso il mondo esterno" dice il ministro della Funzione pubblica, Roberto Brunetta. Nella maggioranza, così, torna prepotente la voglia di riforma. Una mossa che, in passato, aveva provocato il no secco dell'opposizione e la contrarietà della stessa magistratura. Ma oggi quella volontà torna a farsi sentire: "La magistratura italiana è totalmente fuori controllo. Vedremo se andare avanti da soli, oppure se le aperture che vengono dalla sinistra ci permetteranno una riforma condivisa - dice il parlamentare del Pdl e avvvocato del premier Niccolò Ghedini, alla Stampa - nessun decreto, si procederà per disegni di legge. Uno subito per sveltire il processo e rinforzare le garanzie. L'altro, più complesso, di natura costituzionale, all'inizio dell'anno prossimo".

Un iter che il presidente emerito della Repubblica, Francesco Cossiga, contesta. Segnalando il rischio di un inasprimento dei rapporti tra giustizia e politica e suggerendo, provocatoriamente, di lasciare che "i magistrati continuino ad azzuffarsi e scannarsi tra di loro. Muoversi adesso significherebbe compattare immediatamente tutta la magistratura e tutte le correnti dell'Anm, il Colle e Palazzo dei Marescialli".

Ma il governo va avanti. Anche da solo, se necessario. "Abbiamo i numeri per farlo - dice il presidente del Pdl al Senato, Maurizio Gasparri - stop ai partiti travestiti da correnti di magistrati, certezza della pena, trasparenza dei giudizi, sanzioni rapide contro i magistrati che compiono abusi"

Tirata in ballo, l'opposizione batte un colpo. "Per quello che ci riguarda siamo disponibili a ragionare di riforma della giustizia e non abbiamo problemi a sederci a nessun tavolo ma il problema è il merito - commenta il capogruppo del Pd al Senato, Anna Finocchiaro - ma ho la sensazione che da destra si voglia soffiare sul fuoco per imporre riforme non condivise". Una posizione che trova il plauso pubblico del presidente del Senato Renato Schifani.

L'Udc che, per bocca di Pier Ferdinando Casini, chiede "al Pd di sedersi attorno al tavolo con la maggioranza". Casini prima parla di "guerra di bande inaccettabile", poi sottolinea l'urgenza della riforma. "L'unico in Italia che pensa che il tema della giustizia possa essere omesso dall'ordine del giorno è l'onorevole Di Pietro" conclude il leader centrista.

E' infatti proprio dall'Idv che arrivano le maggiori critiche. "La vera riforma della giustizia di cui il Paese ha bisogno è quella che garantisca innanzitutto certezza e tempestività nella tutela dei diritti dei cittadini - dice il capogruppo dell'Italia dei Valori alla Camera, Massimo Donadi - l'idea di Berlusconi, invece, è sempre quella inaccettabile di mettere la magistratura sotto il controllo della politica".

(La Repubblica 7 dicembre 2008)
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Di Loredana Morandi (del 06/12/2008 @ 13:18:31, in Magistratura, linkato 1083 volte)

La guerra delle Procure tra faldoni e pc sequestrati


ROMA (6 dicembre) - A vigilare sulla inviolabilità di faldoni sequestrati dai pm di Salerno e risequestrati da quelli calabresi e "congelati" in uno stanzone al quarto piano del palazzo di giustizia di Salerno vi sono due carabinieri, uno del capoluogo campano, l'altro di Catanzaro. Una situazione che ha spinto un anziano funzionario della procura a ricordare, in queste giornate che si vivono nel palazzo di via Garibaldi, la crisi di Sigonella dell'ottobre del 1985, quando l'aereo egiziano con a bordo due esponenti di Abu Abbas fu dirottato dai caccia americani e fatto atterrare nella base militare. «Attorno a quell'aereo - spiega il funzionario - si posizionarono tre cerchi concentrici, i militari della Delta Force americana circondarono gli avieri italiani e i carabinieri disposti intorno all'aereo. Subito, altri carabinieri affluiti nella base circondarono a loro volta gli americani. Qui da noi siamo arrivati all'assurdo che non si sa chi ha sequestrato cosa e per conto di chi e perché».

Il risultato di questo imbarazzo, che è emerso in queste ore soprattutto per la polizia giudiziaria che ha dovuto notificare i provvedimenti di sequestro ai sette magistrati salernitani, a cominciare dal procuratore capo Luigi Apicella, è la guardia ai faldoni e ai pc ed ad altro materiale, compiuta per par condicio sia da Salerno che da Catanzaro. «Non mi era mai capitata una situazione del genere» spiega un altro sottufficiale che due giorni fa ha partecipato al recapito delle notifiche nel palazzo di giustizia di Salerno.

A destare sconcerto, inoltre, nella giornata di ieri, era l'imbarazzata andatura di un carabiniere incaricato di notificare ai sette magistrati il provvedimento di sequestro con l'avviso di reato per abuso d'ufficio e interruzione di pubblico servizio. Con garbo e circospezione entrava nelle stanze dei pm indagati con la notifica ma per ore non è riuscito a incrociare nemmeno lo sguardo dei magistrati salernitani.

Una situazione senza precedenti anche dal punto di vista procedurale, ossia sul destino dell'indagine. In quale procura approderà ora l'affaire De Magistris e chi deciderà la competenza? Esclusa la trasmissione degli atti a Napoli, dove il pm De Magistris è ora giudice al Tribunale del Riesame, l'approdo pareva essere la procura di Roma. Ma nella capitale è stato trasferito di recente, al Tribunale, un magistrato calabrese coinvolto nell'indagine, ed è rimbalzata oggi la notizia dei rapporti di Settembrino Nebbioso, capo di gabinetto del guardasigilli Angelino Alfano, con Antonio Saladino, uno dei principali indagati di De Magistris.

Nebbioso - che ha precisato di aver conosciuto Saladino anni fa a un meeting di Cl e di averlo visto un paio di volte senza però aver assolutamente intrecciato "stretti rapporti" con lui - dopo l'esperienza con l'ex ministro Roberto Castelli e prima di quella con Alfano, era tornato a fare il pubblico ministero a Piazzale Clodio. Gli atti dell'inchiesta potrebbero quindi arrivare fino a Perugia.

Il Messaggero
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Di Loredana Morandi (del 06/12/2008 @ 12:30:50, in Magistratura, linkato 1500 volte)
Dopo lo scontro nato tra le due Procure

Caso De Magistris, trasferimento per Apicella e Iannelli

La procedura decisa all'unanimità dalla Prima Commissione del Csm per incompatibilità ambientale e funzionale dei procuratori di Salerno e Catanzaro. Il presidente Ugo Bergamo: ''Tensione palpabile''. Dalle audizioni è emerso che nel corso delle perquisizioni alcuni magistrati catanzaresi sarebbero stati addirittura fatti denudare. Mancino: ''Fatti sconcertanti''

ultimo aggiornamento: 06 dicembre, ore 19:59
Roma, 6 dic. (Adnkronos) - La prima Commissione del Csm ha deciso all'unanimità di aprire la procedura di trasferimento di ufficio per incompatibilità ambientale e funzionale nei confronti del procuratore di Salerno Luigi Apicella e del procuratore generale di Catanzaro Enzo Iannelli. La decisione è stata presa dalla prima Commissione dopo le audizioni di oggi delle toghe catanzaresi e salernitane, sul caso De Magistris.

A dare la notizia è stato in conferenza stampa il presidente della prima Commissione Ugo Bergamo, il quale ha spiegato che l'intervento del Csm è stato "tempestivo". Bergamo ha aggiunto che questo "è un passo importante per restituire al Consiglio autorevolezza e soprattutto credibilità alla magistratura". Prima della decisione Bergamo aveva ammesso: "La tensione è notevole ed è palpabile anche la sofferenza dopo gli episodi vissuti della vicenda di Catanzaro che hanno prevaricato l'aspetto processuale".

Il presidente della prima Commissione ha sottolineato che la conclusione della vicenda è prevista subito dopo Natale. Dunque la delibera in plenum dovrebbe arrivare entro poche settimane perché, ha sottolineato, "non è utile trascinare tali vicende per mesi".

Bergamo ha aggiunto che il Csm si trova di fronte a un "difficile compito, forse senza precedenti, per la delicatezza delle responsabilità". Sui contenuti delle intercettazioni invece, massimo riserbo, visto che la pratica "è secretata - ha spiegato - perché il procedimento 'Why not' è ancora aperto e soggetto al segreto istruttorio".

La procedura di trasferimento nei confronti di Apicella sarebbe dovuta, secondo quanto si apprende, all'organizzazione e alla gestione delle operazioni di perquisizione e sequestro disposti nei confronti delle toghe catanzaresi; circostanze che avrebbero provocato allarme nell'opinione pubblica e un calo nel prestigio nella magistratura. Inoltre, Apicella nell'audizione di oggi non avrebbe specificato le motivazioni di tali modalità. A Iannelli, pg di Catanzaro invece si contesterebbe l'intera operazione e in particolare il fatto di non aver mai risposto alle richieste dei colleghi salernitani, della copia degli atti.

Dalle audizioni dei magistrati, dopo lo scontro nato tra le Procure di Salerno e Catanzaro sul caso De Magistris, è emerso che nel corso delle perquisizioni domiciliari disposte dalla Procura di Salerno, alcuni magistrati di Catanzaro sarebbero stati addirittura fatti denudare. Un particolare che sarebbe stato rivelato dal procuratore generale di Catanzaro, Enzo Iannelli, durante l'audizione davanti alla Prima Commissione del Csm sul caso De Magistris. Inoltre gli stessi magistrati sarebbero stati sottoposti anche ad altre sconcertanti 'situazioni' per verificare l'eventuale occultamento di documentazione. Uno dei sostituti di Catanzaro che sarebbe stato costretto a denudarsi durante la perquisizione nella sua abitazione, è Salvatore Curcio, che nell'ambito dell'indagine avviata dalla Procura della Repubblica di Salerno ha ricevuto un avviso di garanzia, così come altri colleghi.

Iannelli ha sottolineato che in casa Curcio i militari avrebbero anche controllato gli zaini che i figli del magistrato utilizzano per la scuola, ispezionando anche altre cose non direttamente nelle disponibilità del pm. Prima di entrare al Csm per la sua audizione il Procuratore capo di Catanzaro, Antonio Lombardo, ha sottolineato: ''Noi abbiamo la coscienza a posto e speriamo con oggi di spegnere l'incendio''.

Dopo le indiscrezioni emerse dalle audizioni dei magistrati di Salerno e Catanzaro al Csm, il vice presidente di Palazzo dei Marescialli Nicola Mancino ha commentato: "Sono venute fuori cose sconcertanti". La Prima Commissione del Csm ha subito informato Mancino delle decisioni assunte. Bergamo, in conferenza stampa, ha dichiarato: ''Credo che Mancino lo abbia già riferito al capo dello Stato''.

Proseguiranno martedì prossimo, al Csm, le audizioni delle toghe catanzaresi e salernitane. Martedì 9 dicembre toccherà ad altri pm delle due procure. A partire da quella di Catanzaro, dove ad essere ascoltati saranno Salvatore Curcio, Alfredo Garbati e Domenico De Lorenzo, titolari dell'inchiesta 'Why not' e firmatari del sequestro del fascicolo. Nel pomeriggio invece tocchera' ai pm salernitani Gabriella Nuzzi, Dionigio Verasani, Antonio Centore, Patrizia Gambardella, Roberto Penna e Vincenzo Senatore. Tutti magistrati che hanno partecipato al sequestro e alle perquisizioni svolte presso la Procura di Catanzaro e nelle abitazioni di pm calabresi.

AdnKronos

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ROMA (6 dicembre) - A vigilare sulla inviolabilità di faldoni sequestrati dai pm di Salerno e risequestrati da quelli calabresi e "congelati" in uno ...
concluse le audizioni del Csm, si sttende la decisione
L'Unione Sarda - 2 ore fa
Si sono concluse le audizioni alla prima commissione del Consiglio superiore della magistratura sulla nuova vicenda che vede coinvolte la procura di ...
CATANZARO: CASO DE MAGISTRIS, CONCLUSE AUDIZIONI AL CSM SI ...
Il Tempo - 2 ore fa
Roma, 6 dic. - (Adnkronos) - Le audizioni davanti alla prima Commissione del Csm sul caso De Magistris e che ha coinvolto sia la Procura di Catanzaro che ...
DE MAGISTRIS: PRIMA COMMISSIONE CSM RIUNITA PER PROVVEDIMENTI
ASCA - Agenzia Stampa Quotidiana Nazionale - 2 ore fa
(ASCA) - Roma, 6 dic - Con l'audizione del procuratore capo di Catanzaro Antonio Lombardo, la prima Commissione del Consiglio Superiore della Magistratura ...
DE MAGISTRIS: CONCLUSE AUDIZIONI TOGHE CATANZARO E SALERNO
AGI - Agenzia Giornalistica Italia - 2 ore fa
(AGI) - Roma, 6 dic. - Si sono appena concluse le audizioni dei magistrati di Catanzaro e Salerno convocati oggi dalla prima commissione del Csm, ...
DE MAGISTRIS: DI PIETRO CRITICA TONI NAPOLITANO A PM SALERNO
Stato-oggi - 2 ore fa
(AGI) - Bologna, 6 dic. - Di Pietro entrando nel merito dello scontro in atto tra la Procura di Salerno e quella di Catanzaro ha chiarito che “per quanto ...
Scontro pm, Bergamo (Csm): tensione palpabile. Decisione oggi
Reuters Italia - 2 ore fa
NAPOLI/MILANO (Reuters) - E' emersa una "tensione palpabile" dalle audizioni oggi davanti al Consiglio superiore della magistratura dei procuratori di ...
DI PIETRO, PROCURA SALERNO VA LASCIATA LAVORARE
AGI - Agenzia Giornalistica Italia - 2 ore fa
(AGI) - Bologna, 6 dic. - "La Procura della Repubblica di Salerno va lasciata lavorare e non va criminalizzata dicendo che e' una guerra tra bande": ne e' ...
CASO DE MAGISTRIS: DI PIETRO"LA PROCURA VA LASCIATA LAVORARE"
IRIS Press - Agenzia stampa nazionale - 2 ore fa
(IRIS) . ROMA, 6 DIC - "La Procura della Repubblica di Salerno va lasciata lavorare e non va criminalizzando dicendo che e' una guerra tra bande". ...
Scontro tra Procure, Mancino: cose sconcertanti
L'Unità - 2 ore fa
Il Csm vuole arrivare quanto prima alle sue decisioni, probabilmente già sabato sera, perché «ogni minuto di ritardo è pericoloso in un momento in cui è ...
Caso De Magistris, Csm deciderà già oggi. Mancino: ''Fatti ...
Adnkronos/IGN - 2 ore fa
A dare l'annuncio è stato il presidente della Prima Commissione, Ugo Bergamo: ''Tensione palpabile''. Gli sviluppi saranno resi noti al termine delle ...
De Magistris; Di Pietro: Napolitano ha criminalizzato pm Salerno
Tiscali Notizie - 2 ore fa
Bologna, 6 dic. (Apcom) - "Il presidente della Repubblica ha fatto un primo intervento chiedendo atti alla Procura di Salerno, e lo ha fatto con toni già ...
CATANZARO: MANCINO SU CASO DE MAGISTRIS, FATTI SCONCERTANTI
Il Tempo - 3 ore fa
Roma, 6 dic. - (Adnkronos) - "Sono venute fuori cose sconcertanti". E' stata questa, secondo quanto si apprende, la dichiarazione resa, ...
DE MAGISTRIS: TOGHE CATANZARO FURONO DENUDATE
La Repubblica - 3 ore fa
Alcuni magistrati di Catanzaro coinvolti nelle perquisizioni disposte dalla procura di Salerno sarebbero stati addirittura denudati. ...
INGROIA: "FIDUCIA DECISIONE CSM"
AGI - Agenzia Giornalistica Italia - 3 ore fa
(AGI) - Bologna, 6 dic.- "Mi pare che il Csm siaintervenuto tempestivamente, il che dimostra che il sistema funziona e che bisogna avere fiducia nei ...
De Magistris/ Ingroia: No a riforma, fiducia nel sistema
Virgilio Notizie - 3 ore fa
Bologna, 6 dic. (Apcom) - La situazione creatasi con lo scontro tra le Procure di Salerno e Catanzaro è, per il pm antimafia di Palermo Antonio Ingroia, ...
CATANZARO: CASO DE MAGISTRIS, CSM DECIDERA' GIA' OGGI
Il Tempo - 3 ore fa
Roma, 6 dic. (Adnkronos) - La Prima Commissione del Csm gia' oggi pomeriggio, al termine delle audizioni dei magistrati di Salerno e Catanzaro, ...
Caso De Magistris, attesa per la decisione del Csm
RaiNews24 - 3 ore fa
Al Consiglio superiore della magistratura, giornata di audizioni: sfilano i protagonisti dello scontro tra le Procure di Salerno e Catanzaro sul caso De ...
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Di Loredana Morandi (del 06/12/2008 @ 09:12:41, in Magistratura, linkato 1068 volte)
Pazzesco. Ma non era mica un arresto, cmq al cittadino comune è proprio così, che accade. Temo che finiranno indagati anche gli agenti, che hanno eseguito i sequestri e le perquisizioni...

Csm, l'accusa di Jannelli:
"Denudati per perquisirci"

Avrebbero avuto modalità sconcertanti le perquisizioni ordinate dalla Procura di Salerno nelle abitazioni dei pm di Catanzaro. Alcuni di loro sarebbero stati addirittura denudati, secondo quanto avrebbe riferito al Csm il procuratore generale di Catanzaro Enzo Jannelli. Il magistrato che ha ordinato le perquisizioni a Catanzaro: "Non ho violato le norme". Il presidente della prima commissione del Csm, Ugo Bergamo, ha detto che il Csm prenderà una decisione "entro oggi, perchè ogni minuto di ritardo è pericoloso". Il vice presidente del Csm, Nicola Mancino, dopo le audizioni: "Sono emerse cose sconcertanti"

Sono in corso nella sede del Csm le audizioni dei vertici delle procure di Salerno e Catanzaro, protagoniste dello scontro relativo alle indagini dell'ex pm Luigi De Magistris, in merito all'inchiesta "Why Not". In mattinata sono stati ascoltati per circa un'ora e mezza il procuratore generale di Salerno Lucio Di Pietro e poi il pg di Catanzaro Enzo Jannelli. Quest'ultimo ha denunciato il fatto che le perquisizioni ordinate dalla procura di Salerno nelle abitazioni dei pm di Catanzaro hanno avuto modalità sconcertanti e che alcuni di loro sarebbero stati addirittura denudati. Un trattamento, ha spiegato, riservato al pm di Catanzaro Salvatore Curcio. Durante la perquisizione in casa sua, cominciata alle 6 del mattino, sarebbero stati controllati anche gli zainetti dei figli.

DECISIONE IN GIORNATA.
Ugo Bergamo, presidente della prima commissione (competente sui trasferimenti d'ufficio per incompatibilità ambientale e funzionale dei magistrati) ha annunciato che si prenderà una decisione "nel più breve tempo possibile, entro oggi". La conferenza stampa a Palazzo dei marescialli è in programma alle 17. "Ogni minuto di ritardo è pericoloso in un momento in cui è stata inferta alla giustizia una ferita - ha sottolineato -. La tensione è notevole ed è palpabile anche la sofferenza in conseguenza degli episodi vissuti nella vicenda di Catanzaro che hanno prevaricato l'aspetto processuale". Nel pomeriggio vengono ascoltati i presidenti delle Corti di appello di Salerno, Matteo Casale, e Catanzaro, Pietro Sirena, poi è la volta dei due procuratori Luigi Apicella e Antonio Lombardo. Dovrebbe presentarsi anche il pm di Catanzaro Salvatore Curcio.

IL CASO.
Alle audizioni di oggi partecipano numerosi consiglieri, anche quelli che non fanno parte della Prima Commissione. L'iniziativa di convocare i protagonisti dello scontro, come ha spiegato il vicepresidente del Csm Nicola Mancino, "è una decisione autonoma" dell'organo di autogoverno, anche se presa "d'intesa col capo dello Stato". I magistrati convocati dovranno "chiarire nel dettaglio i fatti che hanno portato le due Procure all'aspro scontro.

L'Unione Sarda 06/12/2008 16:05
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DE MAGISTRIS: CSM, SOLUZIONE IN GIORNATA. ALLE 17.30 CONF.STAMPA
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(ASCA) - Roma, 6 dic - Il presidente della Prima Commissione del Consiglio Superiore della Magistratura, Ugo Bergamo (laico Udc), ha interotto brevemente le ...
POL - Scontro tra Procure, il Csm cerca di spegnere l'incendio
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Roma, 6 dic (Velino) - Il Csm sta cercando di spegnere l'incendio determinato dallo scontro tra le Procure di Catanzaro e Salerno sull'inchiesta Why not e ...
Csm, l'accusa di Jannelli: "Denudati per perquisirci"
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De Magistris: pm Catanzaro denudati per perquisizioni
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DE MAGISTRIS: BERGAMO (CSM), TENSIONE PALPABILE
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Una "tensione notevole" e" sofferenza palpabile": e' il clima che emerge dalle audizioni che si stanno svolgendo oggi davanti alla Prima Commissione del Csm ...
DE MAGISTRIS: CSM, DECISIONI IN GIORNATA
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(AGI) - Roma, 6 dic. - La Prima Commissione del Csm assumera' gia' oggi pomeriggio, al termine delle audizioni dei magistrati di Salerno e Catanzaro, ...
De Magistris; Bergamo (Csm): Inutile attendere, decidiamo oggi
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Roma, 6 dic. (Apcom) - Il presidente della Prima commissione del Csm, Ugo Bergamo, ha comunicato che "già oggi verranno prese decisioni" a seguito delle ...
De Magistris, Al Csm giornata di audizioni su scontro tra Procure
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Roma, 6 dic. (Apcom) - Lo scontro tra le Procure di Salerno e Catanzaro sul caso De Magistris approda al Csm. Oggi a Palazzo dei Marescialli è giornata di ...
De Magistris, audizioni al Csm. Il Pm di Salerno: «Sono tranquillo»
Il Sole 24 Ore - 1 ora fa
I Procuratori generali di Salerno e Catanzaro, Lucio Di Pietro ed Enzo Iannelli sono stati sentiti questa mattina dalla prima commissione del Csm sul caso ...
De Magistris/ Procura Salerno: Nessuno scontro con Catanzaro
Virgilio Notizie - 2 ore fa
Roma, 6 dic. (Apcom) - La Procura di Salerno "non ha aperto alcun conflitto nè alcuno scontro con la Procura generale di Catanzaro". ...
DE MAGISTRIS: D'AMBROSIO, SCONCERTANTE LO SCONTRO TRA PROCURE
IRIS Press - Agenzia stampa nazionale - 3 ore fa
(IRIS) - ROMA, 6 DIC - Gerardo D'Ambrosio, ex procuratore generale di Milano e attualmente senatore del Pd, ha dichiarato di avere una 'pessima opinione' ...
Caso De Magistris, cominciate le audizioni delle procure di ...
RaiNews24 - 3 ore fa
Sono cominciate al Csm le audizioni dei vertici delle procure di Salerno e Catanzaro, protagoniste dello scontro nato sulle indagini dell'ex pm Luigi De ...
QUESTA GIUSTIZIA CHE ORMAI ASSEDIA SE STESSA
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Per capirlo basta ripercorrere per sommi capi la stordente storia di quell'indagine: aperta a Catanzaro dal sostituto De Magistris; condotta impetuosamente ...
Scontro tra procure, pm salernitani si difendono. Oggi dal Csm
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NAPOLI (Reuters) - La procura della repubblica di Salerno ha dichiarato oggi di non aver voluto creare "alcuno scontro" con i colleghi di Catanzaro nel ...
Why not: Procuratore Salerno Apicella: coscienza a posto
Italia News - 3 ore fa
Iniziate le audizioni al CSM dei procuratori di Salerno e Catanzaro sulla questione De Magistris e Why Not. Il procuratore capo di Salerno Luigi Apicella ...
De Magistris, iniziate al Csm le audizioni
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Roma, 6 dicembre 2008 - Sono iniziate alle 10.40 le audizioni della prima commissione del Csm sul caso De Magistris. Nell’aula di Palazzo Marescialli viene ...
Roma. Apicella: nessun conflitto tra Procure
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12.43: Non abbiamo violato alcuna norma né aperto alcun conflitto con la procura generale di Catanzaro. Così il procuratore di Salerno Apicella in merito ...
De Magistris: procuratore Salerno, ho coscienza a posto
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(ANSA) - SALERNO, 6 DIC - 'Sono sereno', afferma il procuratore di Salerno in merito al sequestro degli atti sul caso De Magistris alla procura di Catanzaro ...
De Magistris, al Csm l'audizione delle procure
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La I commissione del Csm, con un intervento celerissimo, ha convocato davanti a Palazzo dei Marescialli i procuratori generali di Catanzaro e Salerno, ...
De Magistris: lo scontro tra le procure si trasferisce al Csm
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Why not, pg: "Coscienza a posto"
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"Quando si ha la coscienza tranquilla si è sereni". Lo ha detto il procuratore di Salerno, Luigi Apicella spiegando per la prima volta all'Ansa la decisione ...
DE MAGISTRIS: INIZIATE LE AUDIZIONI AL CSM
La Repubblica - 5 ore fa
E' iniziata da pochi minuti la prima delle audizioni previste per oggi davanti alla prima commissione del Csm, che avvia cosi' l'istruttoria sul caso De ...
Scontro tra Procure, oggi al Csm i magistrati di Salerno e Catanzaro
La Repubblica - 5 ore fa
ROMA - E' un'iniziativa senza precedenti, quella decisa dal Consiglio superiore della magistratura: l'organo di autogoverno dei giudici, di fronte alla ...
La giustizia in agonia
Il Legno Storto - 6 ore fa
1) Se le indagini conducessero alla conclusione che nessuno ha commesso reati, molti penserebbero: sono riusciti ad insabbiare tutto. ...
Negli atti contesi De Magistris accusa "Il mio capo è amico di un ...
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CATANZARO - Alla Procura di Catanzaro dicono che "non è una guerra" e che "di veleni parlano solamente i giornali". Al Palazzo di Giustizia di Salerno ...
DE MAGISTRIS: CSM CONVOCA PM, ALFANO: 'ISPETTORI AL LAVORO'
ANSA - 18 ore fa
La guerra tra i pm di Salerno e Catanzaro finisce davanti al Csm. La Prima Commissione di Palazzo dei marescialli - che è competente sui trasferimenti ...
Caso De Magistris, Csm convoca i pm di Salerno e Catanzaro
SKY.it - 19 ore fa
Il caos generato a tutti i livelli dalle inchieste "Why not" e "Poseidone" tolte all'ex pm Luigi De magistris che denunciò poi complotti contro il suo ...

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Di Loredana Morandi (del 05/12/2008 @ 22:44:53, in Magistratura, linkato 3290 volte)
Dal blog Toghe Lucane, i link alle 1700 pagine del decreto di sequestro. 1700 pagine di Lavoro.

venerdì 5 dicembre 2008

I magistrati di Catanzaro indagati dalla Procura di Salerno


Iniziamo la pubblicazione degli atti e delle emergenze dell’inchiesta condotta dalla Procura di Salerno a carico di alcuni magistrati della Procura di Catanzaro. Le ipotesi di reato, ampiamente sostenute da indizi ed elementi probanti, risultano di rilevante gravità. Come si evince sin dalla enunciazione dei capi d’imputazione; ne pubblichiamo alcuni, rinviando alla pubblicazione integrale del decreto di perquisizione consultabile sui siti internet:
(accedi direttamente al decreto di perquisizione suddiviso in 27 parti per comodità d'accesso)
1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10, 11, 12, 13, 14, 15, 16, 17, 18, 19, 20, 21, 22, 23, 24, 25, 26, 27

…al quale Pittelli era legato da rapporti di ventennale amicizia
Lombardi Mariano, Murone Salvatore, Pittelli Giancarlo:
Delitto di cui agli artt. 81 I cpv. - 110 - 319 ter - 319 - 321 c.p., perché con più azioni in concorso tra loro, con esecutive di un medesimo disegno criminoso ed in tempi diversi, il primo quale Procuratore della Repubblica, il secondo quale Procuratore Aggiunto Vicario, in servizio presso la Procura della Repubblica di Catanzaro, disponevano, la revoca della coassegnazione del procedimento penale c.d. POSEIDONE recante n.1217/05/21 al sostituto procuratore dottor Luigi de Magistris, primo magistrato inquirente, in ordine di tempo, "delegato" alle indagini preliminari e come tale perfettamente addentro al dinamismo investigativo in itinere …al quale Pittelli, il dr. Lombardi era legato da rapporti di ventennale amicizia e frequentazione tali da indurlo ad inoltrare al Procuratore Generale della Repubblica presso la Corte di Appello di Catanzaro espressa dichiarazione di astensione dalla trattazione del procedimento. …in particolare, con procura notarile del 18 maggio 2005 il dottor Lombardi conferiva all'avvocato Pittelli mandato per essere difeso nel giudizio di impugnazione innanzi alle Sezioni Unite Civili della Suprema Corte di Cassazione, giudizio promosso dal Ministero della Giustizia avverso la predetta sentenza.

…in concorso tra loro, per un medesimo disegno criminoso
Lombardi Mariano, Murone Salvatore, Pittelli Giancarlo, Favi Dolcino, Saladino Antonio: Delitto di cui agli artt. 110 - 811 cpv. - 319 ter - 319 - 321 - 479 c.p., perché, in concorso tra loro, con più azioni esecutive di un medesimo disegno criminoso poste in essere in tempi diversi, agendo il primo nella specifica veste di Procuratore Aggiunto Vicario di Catanzaro, il secondo in quella di Avvocato Generale facente funzioni di Procuratore Generale della Repubblica presso la Corte di Appello di Catanzaro, il terzo quale Procuratore della Repubblica di Catanzaro, in violazione delle norme di Legge che regolano l'istituto processuale dell'avocazione e attraverso l'adozione di una serie di provvedimenti formali, sostanzialmente adottati sulla base di preventivi accordi interpersonali, antecedenti e susseguenti alla formalizzazione di tale atto, alcuni dei quali aventi contenuto difforme dalla realtà del substrato storico-fenomenico in essi rappresentato, in definitiva ponendo in essere una serie di atti contrari ai loro specifici doveri di ufficio, si determinavano prima alla predisposizione del decreto n.1/07 R. AV., materialmente redatto e siglato dal Procuratore Generale F.F., con il quale veniva disposta l'avocazione del procedimento penale n.2057/06/21, incardinato presso la Procura della Repubblica di Catanzaro ed assegnato al sostituto dottor L. de Magistris, e poi alla designazione, previa “applicazione”, di due Magistrati in servizio presso le Procure di Crotone e Catanzaro intervenuta a seguito di un duplice interpello, contenutisticamente similare, al primo dei quali, indirizzato alla sola Procura di Catanzaro, aveva risposto positivamente, sulla base di una “decisione” assunta dal Procuratore Aggiunto Vicario prima ancora del contatto con il sostituto da segnalare, l'Ufficio del P.M. del capoluogo ed al secondo dei quali, indirizzato a tutte le restanti Procure del Distretto, era investigativamente “interessata” anche la Procura di Paola, le cui determinazioni in tal senso, tuttavia, venivano anticipate dal provvedimento di “applicazione”.

…sulla base di imprecisati dati documentali, non riscontrati né riscontrabili
Lombardi Mariano, Murone Salvatore, Favi Dolcino:
Delitto di cui agli artt. 110 - 81 cpv. - 323 - 479 - 378 c.p., perché, in concorso tra loro e con più azioni esecutive di un medesimo disegno criminoso poste in essere in tempi diversi, il primo nella veste di Avvocato Generale facente funzioni di Procuratore Generale della Repubblica presso la Corte d'Appello di Catanzaro, il secondo, in quella di Procuratore Aggiunto facente funzioni di Procuratore della Repubblica di Catanzaro, in violazione delle norme di legge disciplinanti l’istituto processuale della avocazione (art. 372 c.p.p.), nonché le attività del Pubblico Ministero in materia di accertamenti tecnici e nomina di consulenti tecnici (artt.359, 225 e SS., 231 c.p.p.), attraverso l’adozione di provvedimenti formali, sostanzialmente adottati sulla base di preventivi accordi interpersonali che coinvolgevano anche la persona del dr. Lombardi, Procuratore della Repubblica in Catanzaro, antecedenti e susseguenti alla formalizzazione dei provvedimenti medesimi, aventi contenuto difforme dalla realtà del substrato storico-fenomenico in essi rappresentato, si determinavano a disporre, in assenza di effettive ragioni fattuali e giuridiche atte a giustificare il provvedimento, sulla base di imprecisati dati documentali, non riscontrati nè riscontrabili, e senza alcuna preventiva audizione dell'interessato, la revoca dell'incarico di consulenza tecnica conferito in data 21 marzo 2007 dal Pubblico Ministero dr. De Magistris, originario titolare del procedimento penale n. 2057/06/21 cd. WHY NOT, al Dr. Gioacchino Genchi e la contestuale acquisizione, delegata al Nucleo Investigativo dei Carabinieri di Catanzaro e al R.O.S. - Reparto Indagini Tecniche di Roma, di tutto materiale documentale, in forma cartacea ed informatica, acquisito al procedimento dal Pubblico Ministero titolare e consegnato al consulente per l’espletamento dell'incarico.

…prospettare falsamente la illegittimità ed illiceità dell'operato del Pubblico Ministero procedente
Iannelli Enzo, Garbati Alfredo, De Lorenzo Domenico, Favi Dolcino:
Delitto di cui agli artt. 41 - 110 - 81 I cpv. - 323 - 479 - 378 c.p., perché, i primi tre in concorso tra loro e con più azioni esecutive di un medesimo disegno criminoso poste in essere in tempi diversi, il quarto con condotte, fenomenicamente autonome, assunte nel periodo di -reggenza" della Procura Generale della Repubblica di Catanzaro sul cui tracciato finalistico/eziologico si andavano ad innestare, a partire dal dicembre del 2007, i successivi comportamenti concorsuali riconducibili agli altri attuali indagati, agenda il primo nella veste di Procuratore Generale presso la Corte d'Appello di Catanzaro, il secondo ed il terzo in qualità di Sostituti Procuratori Generali delegati alla trattazione del provvedimento penale n. 2057/06/21, n. 1/07 R. Avoc, c.d. WHY NOT, in violazione delle norme di legge disciplinanti gli istituti processuali della avocazione (art. 372 c.p.p.), della competenza funzionale per i procedimenti riguardanti i magistrati (art. 11 c.p.p.), della iscrizione nel registro degli indagati (art. 335 c.p.p.), dell'attività di indagine delegata alla P.G. (art.370 c.p.p.) e, in generale, delle garanzie difensive dell'indagato e attraverso l’adozione di una serie di provvedimenti formali aventi contenuto difforme dalla realtà del substrato storico fenomenico in essi rappresentato, si determinavano, nell'ambito dello stesso procedimento penale avocato, in assenza di formali ed autonomi provvedimenti di iscrizione ai sensi dell'art. 335 c.p.p. ed in violazione delle garanzie difensive previste dalla Legge processuale a tutela dei soggetti che rivestono la qualità di persona sottoposta ad indagini preliminari, a conferire deleghe di indagini ai Carabinieri del R.O.S. - Reparto Indagini Tecniche di Roma, per l’espletamento di accertamenti sull'attività di acquisizione dei dati di traffico telefonico di soggetti d'interesse investigativo, attività propria del Pubblico Ministero procedente (in tal modo agendo in violazione dell'art. 11 c.p.p.), nonché sulle attività tecniche di rilevazione, analisi ed elaborazione dei dati medesimi demandate, giusto incarico del 21 marzo 2007, al consulente tecnico del Pubblico Ministero dr. Gioacchino Genchi e da questi espletate nel suo studio di Palermo, allo scopo di prospettare falsamente, sulla base degli esiti degli accertamenti tecnici del R.O.S. compendiati nell'annotazione del 12 gennaio 2008, la illegittimità ed illiceità dell'operato del Pubblico Ministero procedente oltre che la inutilizzabilità processuale dei dati in tal modo acquisiti.

…provvedimenti aventi contenuto difforme dalla realtà del substrato storico-fenomenico in essi rappresentato
Iannelli Enzo, Garbati Alfredo, De Lorenzo Domenico: Delitto di cui agli artt. 110 - 81 I cpv. - 323 - 479 - 378 con più azioni - 368 c.p., perché, in concorso tra loro e esecutive di un medesimo disegno criminoso poste in essere in tempi diversi, agendo il primo nella veste di Procuratore Generale presa> la Corte di Appello di Catanzaro, secondo ed il terzo in quella di Sostituti Procuratori Generali delegati alla trattazione del procedimento penale n. 2057/06/21, n. 1/07 R. Avoc. c.d. WHY NOT, in violazione delle norme di legge disciplinanti gli istituti processuali della avocazione (art. 372 c.p.p.) e della competenza (artt. 9 e ss.), nonché di quelle afferenti le attribuzioni, i compiti ed i doveri del P.M. (artt. 358 e 326 c.p.p.) e attraverso l'adozione di provvedimenti adottati sulla base di preventivi accordi interpersonali, antecedenti e susseguenti alla formalizzazione degli stessi, aventi contenuto difforme dalla realtà del substrato storico-fenomenico in essi rappresentato, si determinavano a disporre, prima, in data 15 gennaio 2008 lo stralcio della posizione dell'indagato Clemente Mastella dal procedimento avocato e la costituzione di autonomo fascicolo processuale recante n. 1/2008 R. Avoc., quindi, a richiedere in data 3-4 marzo 2008 l'archiviazione della posizione del predetto per infondatezza della notizia di reato ai sensi dell'art. 408 c.p.p. - richiesta che veniva recepita nel decreto del G.I.P. di Catanzaro del 1° aprile 2008.
A cura di Bianca Novelli
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