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 courage and devotion ... c. young... di Loredana Morandi
 
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La Giustizia brilla nelle capanne annerite dal fumo e onora la vita timorata.

Eschilo
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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Rilancio il post che ne dà notizia da Uguale per Tutti, il blog della Magistratura. Copio incollo tal quale e ringrazio la redazione di Uguale per Tutti per averne dato notizia, i testi sono pubblicati da "Il Resto", testata giornalistica diretta da Nino Grilli, e promotrice della petizione "Toghe Indegne".


venerdì 5 dicembre 2008

Il testo integrale del decreto di perquisizione della Procura di Salerno nella "vicenda De Magistris"


Il testo integrale del decreto di perquisizione emesso nei giorni scorsi dalla Procura di Salerno nell'ambito della “vicenda De Magistris” può essere letto su internet, nel sito de “Il Resto”, a questo link.

E' l'ultimo dei documenti al momento disponibili in quella pagina e si trova in fondo. E' diviso in 27 parti che si possono scaricare cliccando sui relativi link.

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Giornata mondiale dei Diritti Umani

Programma - Invito

Seminario di Studi

su

Diritto e Giustizia

Roma, 10 Dicembre 2008
ore 9,30-17,30

Auditorium di Palazzo Sora
Corso Vittorio Emanuele II, 217 - 00186 Roma.


L' On. Vitaliano Gemelli, Presidente dell'UNLA e dell'Università di Castel Sant'Angelo, la Prof. Lina Lo Giudice Sergi, Rettore dell'Università di Castel Sant'Angelo e la Prof.ssa Anna Paola Tantucci, Presidente E.I.P. Italia hanno l'onore di invitare la S.V. al Seminario di Studi su Diritto e Giustizia che avrà luogo il 10 dicembre 2008, ore 9,30-17,30 presso l'Auditorium di Palazzo Sora, Corso Vittorio Emanuele II, 217 - Roma


Seminario di Studi su Diritto e Giustizia

Programma:


Saluto del Presidente: On. Vitaliano Gemelli

Interventi:

Dr.ssa Clara Albani - Direttore Uff. IT del Parlamento Europeo

Prof. Saverio Avveduto - Presidente Onorario UNLA

Prof. Mohamed Aziza - Dir. Gen. de l'Osservatorio del Mediterraneo

Avv. Oreste Bisazza Terracini - Presidente Lega Italiana Diritti Umani

Dr.ssa Valentina Cinti - Delegata Naz. Giovani EIP Italia

Dr. Andrea Costanzo - Presidente Sezione italiana LIDU

Dr. Antonio De Filippo - Presidente de La Maieutica

Dr. Alberto Maria Felicetti - Presidente Emerito Tribunale dei minori

Dr. Gennaro Francione - Giudice - Scrittore

Prof.ssa Lina Lo Giudice Sergi - Rettore UCSA

Dr. Giovanni Trainito - già Capo Dipartimento MIUR

Prof.ssa Serena Veggetti - Ordinario La Sapienza Università di Roma


Performance teatrale "La cella di Alessio" (La prigione di Dostoevschij)

a cura del Giudice Gennaro Francione

per la regia dello stesso con Vincenzo Sartini e Ilaria Sartini.
Aiuto regia Vincenzo Sartini. Fonico e tecnico luci: Carlo Di Odoardo


ADRAMELEK THEATER:
http://www.antiarte.it/adramelekteatro
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Di Loredana Morandi (del 05/12/2008 @ 13:58:48, in Magistratura, linkato 1289 volte)
##De Magistris/ Domani parte inchiesta Csm,sfilano i protagonisti
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CATANZARO: MANCINO SU CASO DE MAGISTRIS, SALADINO DICE LA VERITA'
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Roma, 5 dic. - (Adnkronos) - ''Saladino dice la verita' sul fatto che noi non abbiamo mai avuto rapporti di alcun genere''. Lo dichiara il vicepresidente ...
De Magistris: i magistrati di Salerno e Catanzaro dal Csm
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La superteste Merante: Saladino mi ha detto di aver incontrato Mancino
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Caso De Magistris, sabato i pg al Csm. Saladino: ''Mai avuto ...
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Sabato i procuratori generali ei presidenti di Corte delle procure di Salerno e Catanzaro protagoniste di un durissimo scontro a colpi di sequestri, ...
De Magistris, Nancino: "Saladino dice la verità"
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"Saladino dice la verità; qualche volta la dice anche chi è sottoposto a indagini". Il vice presidente del Csm Nicola Mancino commenta così le dichiarazioni ...
DE MAGISTRIS: TORNA IL CSM, CONVOCATI PM SALERNO E CATANZARO
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(ASCA) - Roma, 5 dic - La prima Commissione del Consiglio Superiore della Magistratura ha deciso di convocare per domani mattina, dalle 10 in poi, ...
De Magistris/ Siniscalchi: Da Mancino lealta' istituzionale
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Roma, 5 dic. (Apcom) - "Già nella seduta del plenum del Csm di ieri il vicepresidente Nicola Mancino ha registrato un punto a suo favore per la grande ...
La contesa tra procure al Csm, Alfano invia gli ispettori ...
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"Di sicuro non ricordo di avere mai conosciuto o avuto rapporti con l'on. Nicola Mancino". Lo afferma, in una dichiarazione, l'imprenditore Antonio Saladino ...
De Magistris, Cesa: "Intervento Napolitano emblematico di gravità"
Tele Reggio Calabria - 5 ore fa
Su quanto sta avvenendo tra le procure di Salerno e Catanzaro sul caso De Magistris e sul coinvolgimento del vice presidente del Csm, Nicola Mancino, ...
De Magistris/ Saladino: Non ho mai conosciuto Mancino
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Catanzaro, 5 dic. (Apcom) - Antonio Saladino, principale indagato nell'inchiesta Why not, causa scatenante della guerra tra la procura di Catanzaro e di ...
Caso de Magistris, il Csm convoca i vertici giudiziari di Salerno ...
L'Unità - 6 ore fa
Dopo gli atti, le persone. Il Csm, dopo aver richiesto alla Procura di Salerno gli atti dell’indagine sulle presunte illegalità commesse dagli uffici ...
Saladino: "Non conosco Mancino ma ho incontrato Di Pietro"
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"Io ho avuto rapporti con moltissimi rappresentanti delle Istituzioni, ma esclusivamente per fini leciti e collegati alla mia attività lavorativa, ...
DE MAGISTRIS: CSM CONVOCA PM SALERNO E CATANZARO
ANSA - 8 ore fa
ROMA - Il Consiglio superiore della magistratura ha convocato per domani i capi di Corte ei procuratori di Salerno e Catanzaro. La decisione di ascoltare i ...
Caso De Magistris: Saladino, Non ricordo di aver conosciuto Mancino
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CATANZARO - L'imprendiotre Antonio Saladino parla delle sue presunte relazioni con Nicola Mancino, il vicepresidente del Csm. "Di sicuro non ricordo di ...
Why Not, l'imprenditore Saladino "Mai avuto rapporti con Mancino"
L'Espresso - 9 ore fa
ROMA - "Di sicuro non ricordo di avere mai conosciuto o avuto rapporti con l'onorevole Nicola Mancino". Ad affermarlo è l'imprenditore Antonio Saladino, ...
Saladino’s list
Blogonomy - 11 ore fa
Ma anche Nicola La Torre, Francesco Rutelli, “i coniugi Bassolino”, il ministro Renato Brunetta e Marco Minniti. La “Antonio Saladino’s list”, ...
«Pronto a lasciare l'incarico se a rischio la mia autonomia»
Il Tempo - 13 ore fa
«È giusto non avere alcuna ombra di sospetto; se ne sorgesse qualcuno non avrei esitazione a togliere l'incomodo». Amareggiato dopo aver letto sui giornali ...
Saladino, spunta l'agenda con i nomi dei politici
Corriere della Sera - 14 ore fa
ROMA — Stavolta a dirlo sono le carte della procura di Salerno e le agende di Antonio Saladino. Luigi De Magistris aveva puntato le indagini verso un ...
[Roma] Napolitano chiede gli atti sul caso De Magistris
Localport - 21 ore fa
Roma- Nel suo ruolo di presidente del Csm, ieri il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha deciso di interessarsi in prima persona del caso De ...
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Di Loredana Morandi (del 05/12/2008 @ 13:53:29, in Politica, linkato 1114 volte)
De Magistris, Csm: "Affronteremo di petto il Caso"

Il Csm intende "affrontare di petto" e "nel più breve tempo possibile" la guerra tra le procure di Salerno e Catanzaro. Lo assicura il consigliere Dino Petralia (Movimento per la Giustizia) che oggi ha presieduto la riunione della Prima Commissione che ha convocato le audizioni dei magistrati di quegli uffici giudiziari.

"Il Csm interviene con tutta l'immediatezza di cui dispone. Una seduta straordinaria della Prima convocata ad horas ha fissato un calendario di audizioni da un giorno all'altro- dice Petralia- Domani infatti la Commissione affronterà di petto i caso Salerno-Catanzaro con le audizioni dei capi di Corte e dei procuratori interessati".

Lo scopo dichiarato "non è solo fare chiarezza, ma farlo nel più breve tempo possibile, anche a costo del sacrificio di incombenze ordinarie e anche urgenti che nascono dalla stragrande maggioranza dei magistrati".

Tele Reggio Calabria
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Di Loredana Morandi (del 05/12/2008 @ 13:46:53, in Magistratura, linkato 1023 volte)
De Magistris: nessuna documentazione a Napoli

Al momento nessun atto relativo al sequestro della documentazione dell'inchiesta Why Not è stato trasmesso dalla procura di Catanzaro a quella di Napoli, che è l'ufficio competente ad indagare nei confronti dei magistrati del distretto di Salerno. A quanto si è appreso, neppure in via informale fino al tardo pomeriggio tale eventuale iniziativa è stata annunciata al procuratore di Napoli Giovandomenico Lepore.

Fonti della procura partenopea fanno sapere che in ogni caso, dal momento che risulta in questa vicenda come il giudice Luigi De Magistrisparte offesa e denunciante, il procedimento verrebbe immediatamente trasferito a Roma: De Magistris infatti é in servizio al Tribunale del Riesame di Napoli, e l'autorità giudiziaria della capitale è competente per i casi in cui figurano, in qualità di parte lesa o indagati, i magistrati del distretto di Napoli.

Tele Reggio Calabria

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Di Loredana Morandi (del 05/12/2008 @ 13:36:38, in Politica, linkato 1132 volte)

Gli atti - l'inchiesta dei pm di salerno

Saladino, spunta l'agenda
con i nomi dei politici

La testimone: «In almeno tre occasioni Antonio mi parlò di incontri avuti con Mancino»


Il pm Luigi De Magistris (Ansa)
ROMA — Stavolta a dirlo sono le carte della procura di Salerno e le agende di Antonio Saladino. Luigi De Magistris aveva puntato le indagini verso un intreccio potente di interessi. Un grumo di affari, potere, amicizie eccellenti che metteva d'accordo politici di maggioranza e opposizione, magistrati e imprenditori contigui alla mafia, generali e vescovi con l'aiuto di raffinati tessitori. Per questo le sue inchieste «Why Not», «Poseidone » e «Toghe Lucane» dovevano essere sottratte a lui, frantumate e disperse.

Le accuse
L'inchiesta che scuote il mondo politico e istituzionale fino al Colle riparte da lì. Dalle accuse del magistrato, nel frattempo spogliato delle indagini e trasferito a Napoli. Poi ripercorre il filo delle sue inchieste che si incentrano sulla figura di Antonio Saladino, «punto apicale di Cl e della Compagnia delle Opere della Calabria». E tra i vorticosi contatti spunta il nome del vicepresidente del Csm, che ha sempre sostenuto di aver incontrato Saladino una sola volta nell'85, presentatogli da un giovane candidato alle elezioni. C'è la telefonata «di ben 183 secondi » partita dall'utenza di Mancino e giunta a Saladino, che l'ex presidente del Senato ha precisato venne compiuta da un suo collaboratore. Ma di lui parla anche Caterina Merante, socia di Saladino: la testimone dalla quale è scaturita tutta l'indagine. «Nel corso di questi anni in almeno tre occasioni Antonio Saladino ha avuto modo di riferirmi di incontri da lui avuti con Nicola Mancino, anche quando era presidente del Senato».

Le agende di Saladino
Il 26 febbraio 2008 De Magistris ricostruisce la rete di relazioni di Saladino attraverso la consultazione delle agende che lui stesso aveva sequestrato durante una perquisizione all'indagato. Le agende sono poi state trasmesse alla procura di Salerno. Dagli appuntamenti emerge un quadro molto più ramificato di quanto si era pensato ai tempi dell'indagine su Prodi quando spuntarono i nomi del senatore di Forza Italia Pittelli, di Luigi Bisignani, del generale della GdF Poletti. Saladino aveva rapporti bipartisan. Si va da «La Torre, numero progressivo 04, credo esponente ds molto vicino all'on. D'Alema». Interessante per il pm l'incontro La Torre e Valerio Carducci «collegamento del Saladino con gli ambienti politici romani». Al numero 07 «il generale della Guardia di Finanza Adinolfi. Sul quale — riferisce De Magistris — stavamo concentrando l'attenzione proprio quando è intervenuta l'avocazione». Al numero 09 il nominativo «ritengo, dell'onorevole Minniti». Poi vicino a quello di Carducci. Il 12 luglio appuntamento con Mastella. E un «incontro con un vescovo». Il 26 ottobre «riferimento all'ex ministro dell'Interno Pisanu, all'europarlamentare Sandro Gozi (vicino a Prodi). Nelle agende anche i nomi dei «coniugi Bassolino» (n.85). Il fratello dell'ex ministro Antonio Marzano (96). E dell'attuale ministro Renato Brunetta. Al numero 115 si annota: «Carducci da Corrias/ Alemanno; Pisanu Angelo X Ancitel; Poletti».

I politici
Nello svolgimento delle indagini emergono molti altri politici contattati da Saladino. Si va dall'ex segretario ds Nicola Adamo a Francesco Rutelli, ai presidenti della Regione Calabria, Giuseppe Chiaravalloti e Agazio Loiero, ai quali Saladino promette voti. De Magistris parla anche della società Tesi, «riconducibile alla moglie dell'ex segretario Ds» che aveva avuto commesse nell'informatica, nella sanità e nell'ambiente. In essa figurano «rappresentanti di quasi tutti i partiti politici. Dalle sinistre «alla famiglia Abramo, Sergio già sindaco di Forza Italia, Why not, riconducibile all'epoca a Saladino il quale aveva rapporti di affari stretti e intensi con la cosiddetta Loggia di San Marino e gli ambienti molto vicini al presidente del Consiglio Prodi».
A far scalpore sono però soprattutto le accuse di De Magistris ai colleghi. Non ha risparmiato nessuno. Rammaricandosi anche per il mancato intervento del presidente della Repubblica «un intervento che avevo auspicato pubblicamente». Nelle 1800 pagine di decreto di perquisizione e sequestro, le accuse sono tutte nero su bianco.

Contro i colleghi
Il 12 novembre 2007 De Magistris accusa i colleghi: «Togliendomi Poseidone mi hanno voluto lanciare un messaggio per cercare di fermarmi perché ancora non sapevano ancora del livello che avevano raggiunto Toghe Lucane e Why Not».
Per questo «hanno dovuto accelerare la mia richiesta di trasferimento cautelare e qui si innestano poi, evidentemente, anche delle sinergie istituzionali perché è ovviamente inquietante il silenzio istituzionale sulla vicenda, per esempio, del trasferimento cautelare e in qualche modo il coinvolgimento di Prodi e Mastella (indagati da De Magistris ndr)... Io credo che non si sia mai visto che un Ministro della Giustizia chieda il trasferimento cautelare di un magistrato che indaga sul Presidente del Consiglio di cui lui è ministro e che regge in modo determinante la maggioranza che è un po' fragile e soprattutto che chiede il trasferimento di chi sta lavorando in qualche modo su di lui... e il ministro Mastella lo sapeva benissimo, intercettazioni che lo riguardavano direttamente... quindi vuol dire che necessariamente si è disposti anche a mettere sul tappeto il rischio di una rottura istituzionale sui rapporti tra esecutivo e Magistratura o anche una rivolta dell'opinione pubblica o dei magistrati a fronte di un atto così grave...».

I legami d'affari
Il pm De Magistris denuncia anche legami di tipo affaristico che si consolidano attraverso la costituzione dell'Istituto per il turismo del Sud e la nuova Merchant spa con il supporto della Banca Nuova Spa con sede in Palermo. «È questo il caso della Free foundation for research on european economy».

Virginia Piccolillo
Corriere Sera 05 dicembre 2008

RISSA TRA PROCURE

Caso De Magistris

Csm convoca i pm di Salerno e Catanzaro

Saranno ascoltati i magistrati dei due uffici protagonisti dello scontro. Le reazioni politiche

Luigi de Magistris (Ansa)
Luigi de Magistris (Ansa)
ROMA - Il Consiglio superiore della magistratura ha convocato per i capi di Corte e i procuratori di Salerno e Catanzaro. La decisione di ascoltare i magistrati dei due uffici protagonisti dello scontro è stata presa dalla I commissione di Palazzo dei Marescialli riunita in seduta straordinaria.

LE AUDIZIONI - Inizierà già sabato mattina l'istruttoria della prima commissione del Csm sul caso De Magistris. Dalle 10 in poi, infatti, saranno sentiti in audizione davanti alla Prima Commissione i procuratori generali, i presidenti di Corte e i procuratori della Repubblica di Catanzaro e Salerno. La commissione, dunque, ascolterà i pg Lucio Di Pietro ed Enzo Iannelli, nonché i presidenti di corte Matteo Casale (vicario a Salerno) e Pietro Sirena. Nel pomeriggio poi, saranno sentiti i procuratori capo Apicella e Lombardo.

ALFANO MANDA ISPETTORI ANCHE A CATANZARO - «L'unica soluzione - secondo Angelino Alfano - è fare immediatamente delle riforme che pongano una nuova fase per la giustizia italiana. Intanto - ha aggiunto il ministro della Giustizia - ho inviato gli ispettori per accertamenti preliminari a Catanzaro, così come avevo fatto a Salerno».

IL PROCURATORE: «NON È UNA GUERRA» - «Questa non è una guerra» ha detto il procuratore generale di Catanzaro, Enzo Jannelli, sulle ultime vicende relative ai sequestri degli atti delle richieste Why Not e Poseidone. «Le guerre si fanno in Iraq - ha aggiunto - mentre in Italia ci sono regole che vanno rispettate. Questo non significa che c'è un conflitto. Noi abbiamo controbattuto un provvedimento che era destabilizzante delle istituzioni. Se non avessimo agito in tal modo, nel rispetto del diritto, avremmo commesso una sorta di violazione».

BOCCHINO - E sulla vicenda non mancano di certo le reazioni politiche. «L'atto eccezionale del Presidente Napolitano è la spia che una riforma della giustizia condivisa da politici e toghe è ormai ineluttabile e non più rinviabile». Lo afferma Italo Bocchino del Pdl. «Al di là delle responsabilità dei singoli e delle ragioni della procura di Salerno o di quella di Catanzaro - spiega - emerge un clima di diffidenza reciproca all'interno di settori della magistratura e tra il potere giudiziario e quello politico. Tale situazione rende non rinviabile un profondo processo di riforme che non deve assolutamente diventare una resa dei conti della politica con i giudici, ma che deve stabilire in maniera chiara i confini tra potere politico e potere giudiziario, accelerare i processi e garantire la certezza della pena».

D’ALEMA: «SERVE RIFORMA GIUSTIZIA» - La vicenda De Magistris «ci dimostra che il problema della giustizia è arrivato ad un punto allarmante e che il rischio che i cittadini perdano fiducia è altissimo» perciò «servirebbe una riforma delle Istituzioni che comprenda quella della giustizia». Lo ha detto Massimo D’Alema durante il seminario promosso da Red, «Le riforme della speranza», giornata di studio per ricordare tre grandi riforme varate nel 1978. Secondo D’Alema «il tema di una riforma della giustizia non riguarda solo i rapporti con la politica ma il rapporto con i cittadini», questa riforma dovrebbe a suo avviso rientrare «in una grande riforma istituzionale accompagnata da una nuova legge elettorale».

CASINI E DI PIETRO - Per il leader dell'Udc, Pier Ferdinando Casini: «È una guerra di bande nella magistratura. Apprezzo - ha aggiunto Casini - il presidente Napolitano, che ha fatto sentire la voce delle istituzioni. Serve una riforma della giustizia e di questo devono prenderne atto tutti. L'unico che non lo capisce è l'on. Di Pietro perché lui è affezionato ad un'idea della magistratura che sta producendo il caso calabrese». E proprio Antonio Di Pietro precisa sul suo sito: «Con Saladino ci sono stati - sottolinea l'ex pm - solo incontri elettorali, senza alcun altro fine. E allora ribadisco che estremamente necessario ricostruire fatti e rapporti di persone citate nell'inchiesta. Chi, come me, non ha nulla da nascondere non può che auspicare che «why not» vada avanti. Anzi, buon senso vorrebbe che a proseguire le indagini fosse proprio De Magistris, il magistrato che, avendo iniziato l'indagine, conosce a menadito tutte le carte e ogni risvolto processuale».


05 dicembre 2008

Caso De Magistris, si muove il Csm convocati i pm di Salerno e Catanzaro

19:20   CRONACHE Saranno ascoltati i magistrati protagonisti dello scontro che avvelena la magistratura. Il Guardasigilli Alfano dispone altre ispezioni. D'Alema: crisi drammatica, urgente riforma 

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Di Loredana Morandi (del 05/12/2008 @ 13:32:13, in Politica, linkato 1253 volte)
da L'Espresso

La superteste Merante: Saladino mi ha detto di aver incontrato Mancino

di Riccardo Bocca
Caterina Merante, manager della società Why not e superteste dell’inchiesta calabrese Why Not: Saladino mi ha detto almeno in tre occasioni di aver incontrato Mancino 

«Non posso esimermi dal dire che nel corso di questi anni in almeno tre occasioni Antonio Saladino ha avuto modo di riferirmi di incontri da lui avuti con Nicola Mancino, anche quando questi era presidente del Senato».

A parlare come persona informata dei fatti è Caterina Merante, manager della società Why not e superteste dell'inchiesta calabrese Why Not. Frasi che si trovano a pagina 441 del decreto di perquisizione degli uffici dei magistrati di Catanzaro, emesso dalla Procura di Salerno. A firmare l'atto, con il procuratore Luigi Apicella, sono il sostituto procuratore Dionigio Verasani e il sostituto procuratore Gabriella Nuzzi. Il loro obiettivo, nel corso dell'interrogatorio, è approfondire le caratteristiche dei presunti incontri tra l'attuale vicepresidente del Csm Mancino e l'ex presidente della Compagnia delle Opere Antonio Saladino, indagato numero uno nell'indagine del pm Luigi De Magistris. «Le costa», viene chiesto a Caterina Merante, «quali fossero i motivi degli incontri tra il senatore Mancino e il dott. Saladino?». La risposta è dettagliata: «Per quanto dettomi dallo stesso Saladino, i motivi degli incontri erano relativi alla Compagnia delle Opere, in quanto Mancino era considerato nell'ambiente della predetta Compagnia un riferimento istituzionale importante». Non solo: «Preciso», aggiunge Merante, «che di questa circostanza sono a conoscenza anche altre persone della Compagnia delle Opere». A questo punto, i magistrati chiedono a Merante se «può essere più precisa sul punto», e lei risponde direttamente con i nomi e cognomi di coloro che sarebbero al corrente della questione: «Eugenio Conforti (ex direttore della Compagnia delle Opere), mio marito Arturo Zannelli (ex direttore della Compagnia delle Opere), credo Giancarlo Franzé (ex socio della Why not- ex presidente della Compagnia delle Opere)».

La gravità di tali dichiarazioni è evidente. Ancor più al termine di una giornata in cui l'imprenditore Antonio Saladino ha dichiarato di avere avuto «rapporti con moltissimi rappresentanti delle Istituzioni, ma esclusivamente per fini leciti e collegati alla mia attività lavorativa». Aggiungendo: «Di sicuro non ricordo di avere mai conosciuto o avuto rapporti con l'onorevole Mancino». Una dichiarazione che è stata accolta con soddisfazione dal viceprensidente del Csm, il quale ha commentato: «Saladino dice la verità. Qualche volta la dice anche chi è sottoposto a indagini». Quanto a Caterina Merante, Mancino ha dichiarato: «Questa signora non la conosco, non so chi sia e in ogni caso Saladino dice una cosa diversa».
(05 dicembre 2008)
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Di Loredana Morandi (del 05/12/2008 @ 13:29:33, in Politica, linkato 893 volte)
GIUSTIZIA: MASTELLA, SE C'E' COMPLOTTO SU DE MAGISTRIS IO CHE DEVO DIRE?
 
(ASCA) - Roma, 3 dic - ''La mia fiducia nella giustizia e' stata messa a dura prova. Uno che come me viene archiviato da un procuratore che viene dal di fuori, da un gip che non conosco, quando non sono piu' candidato al Parlamento, non sono piu' ministro, non sono piu' nulla. Ebbene, arrivano altri magistrati che dicono che e' irregolare l'archiviazione: mi si e' scossa la mia concezione della giustizia. Io so la mia verita', io so di essere una persona perbene. A questo punto mi chiedo: ma un cittadino a chi deve credere piu'? Leggo sui giornali che ci sarebbe un complotto su De Magistris, ed io cosa dovrei dire allora?''.
E' quanto ha affermato Clemente Mastella, segretario dei Popolari-Udeur nel ''faccia a faccia'' di oggi a Radio3 Rai.
Alla domanda di tornare a fare, per ipotesi un giorno, il ministro della Giustizia, Mastella ha risposto: ''Lo rifarei, ma alle stesse condizioni: nel senso che io ho tentato di mettere d'accordo politica e magistratura, non sull'idea di una strana connivenza, di stabilire che i politici andavano esentati dalle colpe qualora le avessero avute. No, assolutamente no. Pero', che ci sia questo scontro costante tra potere politico e potere giudiziario, francamente questo finisce per creare problemi al cittadino''. min/min

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Di Loredana Morandi (del 05/12/2008 @ 13:27:50, in Politica, linkato 980 volte)
GIUSTIZIA: ALFANO, ACCERTAMENTI PRELIMINARI SU PROCURA SALERNO

 (ASCA) - Roma, 3 dic - Il ministro della Giustizia Angelino Alfano, in data odierna, con riferimento a una nota del Procuratore generale della Repubblica presso la Corte di appello di Catanzaro del 2 dicembre, con la quale si segnalavano le perquisizioni e i sequestri eseguiti dalla Procura della Repubblica di Salerno - in merito ai procedimenti cosiddetti ''Why not'' e ''Poseidone'' - ha disposto, tramite l'Ispettorato Generale, accertamenti preliminari, chiedendo al Procuratore generale di Salerno di acquisire ogni utile dato conoscitivo. Questo al fine di verificare, all'esito, l'eventuale sussistenza di condotte rilevanti sotto il profilo disciplinare. red/mcc/lv


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Di Loredana Morandi (del 05/12/2008 @ 13:24:30, in Magistratura, linkato 984 volte)

De Magistris: i magistrati di Salerno e Catanzaro dal Csm


5 DICEMBRE 2008

Il Consiglio superiore della magistratura ha convocato per domani i responsabili dei due uffici protagonisti dello scontro tra procure sulle inchieste "Why Not" e "Poseidone" condotte in merito a ipotesi di truffe all'Ue e a fondi per l'ambiente in Calabria da De Magistris, il magistrato trasferito e censurato in gennaio dallo stesso Csm.
Saladino, principale indagato dell'inchiesta Why Not, ha detto di non aver mai nemmeno conosciuto Mancino, vicepresidente del consiglio superiore della magistratura.

Le audizioni dei vertici degli uffici giudiziari di Salerno e Catanzaro, convocati domani dal Csm, sono una «decisione autonoma» presa «d'intesa con il Capo dello Stato». Un'attività che «non interferisce» con le inchieste giudiziarie in corso. A precisarlo è il vicepresidente dell'organo di autogoverno della magistratura, Nicola Mancino, che stamattina ha interrotto la seduta della sezione disciplinare a Palazzo dei Marescialli proprio per decidere le iniziative da mettere in campo dopo lo scontro tra le Procure di Salerno e Catanzaro, seguito agli sviluppi dell'inchiesta sul caso dell'ex pm calabrese Luigi De Magistris.
La convocazione dei capi delle Corti d'appello e delle Procure di Salerno e Catanzaro è stata «una decisione autonoma, d'intesa - spiega Mancino - con il Capo dello Stato». «L'indagine deve essere approfondita all'interno della delimitazione delle nostre competenze, che non interferiscono con quelle degli uffici giudiziari». Mancino non si sbilancia sui tempi dell'inchiesta del Csm: «Siamo solo all'inizio», si limita ad osservare.

Il Sole 24 ore
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