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 .. il silenzio degli innocenti ..... di Loredana Morandi
 
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Giustizia non esiste là dove non vi è libertà.

Luigi Einaudi
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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Admin (del 13/11/2008 @ 12:54:06, in Giuristi, linkato 959 volte)
Giustizia e privacy : varato codice per avvocati e investigatori privati

di osservatoriosullalegalita.org

E' stato varato martedi' il codice deontologico privacy per avvocati e investigatori privati. Le garanzie individuate dalle associazioni di categoria hanno ricevuto l'ok del Garante. Il codice fissa le tutele per il trattamento dei dati personali dei clienti da parte di avvocati e investigatori privati, dalla fase propedeutica l'instaurazione di un giudizio fino alla fase successiva alla sua definizione. Semplificazione degli adempimenti e tutele effettive per i clienti, i cardini del codice.

Le nuove regole di condotta Avvocati e investigatori privati potranno informare la clientela una tantum, anche oralmente in modo semplice e colloquiale sull'uso che verrà fatto dei loro dati personali. L'informativa scritta potrà anche essere affissa nello studio o pubblicata sul sito web. Il codice specifica che sia gli avvocati che gli investigatori privati devono adottare adeguate misure di sicurezza dei sistemi informatici per evitare accessi abusivi o furti di dati e custodire con cura fascicoli e documentazione, in modo da evitare che personale non autorizzato o estranei possano prenderne visione.

Gli avvocati, in particolare, devono fornire anche concrete istruzioni al personale di studio affinché si pongano speciali cautele in caso di utilizzo di registrazioni audio/video, di tabulati telefonici, di perizie ecc. e devono vigilare affinché si eviti l'uso ingiustificato di informazioni che potrebbero comportare gravi rischi per il cliente. Atti e documenti, una volta estinto il procedimento o il mandato, possono essere conservati in originale o in copia, solo se risultino necessari per altre esigenze difensive della parte assistita o dell'avvocato.

Gli investigatori, da parte loro, non possono intraprendere di propria iniziativa investigazioni, ricerche o altre forme di raccolta dei dati. Le investigazioni sono lecite solo se l'incarico è conferito per iscritto da un difensore o da un altro soggetto. L'incarico ricevuto va eseguito personalmente: ci si può avvalere di altri investigatori privati se nominati all'atto del conferimento oppure successivamente purché tale possibilità sia stata prevista.

Conclusa l'attività investigativa, e comunicati i risultati al difensore o a chi ha conferito l'incarico, i dati raccolti devono essere cancellati. L'archivio deve essere periodicamente controllato e contenere solo informazioni pertinenti ed indispensabili. Il rispetto del codice costituisce condizione essenziale per la liceità e correttezza del trattamento dei dati personali.

Il codice di deontologia, che verrà presto pubblicato in Gazzetta Ufficiale, entra in vigore il 1 gennaio 2009 ed è stato sottoscritto dal Consiglio nazionale forense, dall'Unione camere penali, dell'Unione camere civili, dall'Unione avvocati europei, dall'Associazione italiana giovani avvocati, dall'Organismo unitario dell'avvocatura italiana, da Federpol e da Aipros.

Speciale giustizia

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www.osservatoriosullalegalita.org
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DDL Stalking

Concorso di reati se vi è progressione criminosa
verso un reato più grave di quello di stalking

   

Approvato in Commissione Giustizia della Camera, nel corso dell'esame degli emendamenti al disegno di legge "Misure contro gli atti persecutori", un emendamento (1.100) del relatore Giulia Bongiorno, che sopprime all'articolo 1, comma 1 (capoverso Art. 612-bis) le parole "Salvo che il fatto costituisca più grave reato".
La ratio dell'emendamento approvato, ad avviso della proponente, è quella di "consentire la configurazione di un concorso di reati, nel caso in cui vi sia una progressione criminosa verso un reato più grave rispetto a quello dello stalking. In tal modo si potrà evitare che possa essere contestato solamente il reato più grave e non quello di atti persecutori. La questione in concreto relativa all'ipotesi in cui vi sia un concorso di reati o un concorso apparente di norme sarà risolta sulla base di principi generali." (Fonte: resoconto parlamentare, Commissione Giustizia, Camera dei Deputati, 6 novembre 2008)


Riportiamo il testo base sul quale sta lavorando la Commissione

DISEGNO DI LEGGE
Misure contro gli atti persecutori


Art. 1.
(Modifiche al codice penale).
1. Al codice penale sono apportate le seguenti modificazioni:
a) dopo l'articolo 612 è inserito il seguente:
« Art. 612-bis. - (Atti persecutori).

[Salvo che il fatto costituisca più grave reato] (PAROLE SOPPRESSE CON L'EMENDAMENTO 1.100 APPROVATO)
E' punito con la reclusione da sei mesi a quattro anni chiunque, con condotte reiterate, minaccia o molesta taluno in modo da cagionare un perdurante e grave stato di ansia o di paura ovvero da ingenerare un fondato timore per l'incolumità propria o di persona al medesimo legata da relazione affettiva ovvero da costringere lo stesso ad alterare le proprie scelte o abitudini di vita.
La pena è aumentata se il fatto è commesso dal coniuge legalmente separato o divorziato o da persona che sia stata legata da relazione affettiva alla persona offesa.
La pena è aumentata fino alla metà se il fatto è commesso a danno di un minore ovvero se ricorre una delle condizioni previste dall'articolo 339.
Il delitto è punito a querela della persona offesa. Si procede tuttavia d'ufficio nei casi previsti dal secondo e dal terzo comma, nonché quando il fatto è connesso con altro delitto per il quale si deve procedere d'ufficio»;
b) al primo comma dell'articolo 577, dopo il numero 4) è aggiunto il seguente:
«4-bis) da soggetto che abbia in precedenza commesso nei confronti della vittima atti persecutori ai sensi dell'articolo 612-bis».


Art. 2.
(Ammonimento).
1. Fino a quando non è proposta querela per il reato di cui all'articolo 612-bis del codice penale, la persona offesa può esporre i fatti al questore, avanzando richiesta di ammonimento nei confronti dell'autore della condotta.
2. Il questore, assunte se necessario informazioni dagli organi investigativi, se ritiene fondata l'istanza, ammonisce oralmente il soggetto nei cui confronti è stato richiesto il provvedimento, invitandolo a tenere una condotta conforme alla legge e redigendo processo verbale. Il questore valuta l'eventuale adozione di provvedimenti in materia di armi e munizioni.
3. Si procede d'ufficio per il delitto previsto dall'articolo 612-bis del codice penale quando il fatto è commesso da soggetto ammonito ai sensi del presente articolo.


Art. 3.
(Modifiche al codice di procedura penale).
1. Al codice di procedura penale sono apportate le seguenti modificazioni:
a) all'articolo 266, comma 1, lettera f), dopo la parola: «minaccia,» sono inserite le seguenti: «atti persecutori,»;
b) dopo l'articolo 282-bis sono inseriti i seguenti:
«Art. 282-ter. - (Divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa). - 1. Con il provvedimento che dispone il divieto di avvicinamento il giudice prescrive all'imputato di non avvicinarsi a luoghi determinati abitualmente frequentati dalla persona offesa ovvero di mantenere una determinata distanza da tali luoghi o dalla persona offesa.
2. Qualora sussistano ulteriori esigenze di tutela, il giudice può prescrivere all'imputato di non avvicinarsi a luoghi determinati abitualmente frequentati da prossimi congiunti della persona offesa o da persone con questa conviventi o comunque legate da relazione affettiva ovvero di mantenere una determinata distanza da tali luoghi ovvero da tali persone.
3. Il giudice può, inoltre, vietare all'imputato di comunicare, attraverso qualsiasi mezzo, con le persone di cui al comma 2.
4. Quando la frequentazione dei luoghi di cui ai commi 1 e 2 sia necessaria per motivi di lavoro ovvero per esigenze abitative, il giudice prescrive le relative modalità e può imporre limitazioni.

Art. 282-quater. - (Obblighi di comunicazione). - 1. I provvedimenti di cui agli articoli 282-bis e 282-ter sono comunicati all'autorità di pubblica sicurezza competente, ai fini dell'eventuale adozione dei provvedimenti in materia di armi e munizioni. Essi sono altresì comunicati alla parte offesa e ai servizi socio-assistenziali del territorio»;
c) al comma 1-bis dell'articolo 392, le parole: «e 609-octies» sono sostituite dalle seguenti: «, 609-octies e 612-bis»;
d) al comma 5-bis dell'articolo 398:
1) le parole: «e 609-octies» sono sostituite dalle seguenti: «, 609-octies e 612-bis»;
2) le parole: «vi siano minori di anni sedici» sono sostituite dalle seguenti: «vi siano minorenni»;
3) le parole: «quando le esigenze del minore» sono sostituite dalle seguenti: «quando le esigenze di tutela delle persone»;
4) le parole: «l'abitazione dello stesso minore» sono sostituite dalle seguenti: «l'abitazione della persona interessata all'assunzione della prova»;
e) al comma 4-ter dell'articolo 498:
1) le parole: «e 609-octies» sono sostituite dalle seguenti: «, 609-octies e 612-bis»;
2) dopo le parole: «l'esame del minore vittima del reato» sono inserite le seguenti: «ovvero del maggiorenne infermo di mente vittima del reato».


Art. 4.
(Modifica all'articolo 342-ter del codice civile).
1. All'articolo 342-ter, terzo comma, del codice civile, le parole: «sei mesi» sono sostituite dalle seguenti: «un anno».


Art. 5.
(Clausola di invarianza finanziaria).
1. Dall'attuazione della presente legge non derivano nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio dello Stato.


Art. 6.
(Entrata in vigore).
1. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.

Il Sole 24 ore

(questo va bene per me e per la Hunziker)
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Di Admin (del 13/11/2008 @ 12:37:16, in Politica, linkato 1050 volte)
Ddl sulla sicurezza pubblica: gli articoli a tutela dei minori

Reclusione da uno a tre anni per chi impiega i minori nell'accattonaggio: è quanto dispone l'articolo 8 del disegno di legge in materia di sicurezza pubblica, in esame da martedì 11 novembre nell'Aula di Palazzo Madama.
Il provvedimento che interviene in diversi ambiti della sicurezza pubblica (dal reato di danneggiamento al reato di deturpamento, dal fenomeno dell'occupazione abusiva di suolo pubblico all'immigrazione clandestina, dalla confisca dei beni alle organizzazioni mafiose al money transfer, fino ad occuparsi anche dei reati di guida in stato di grave ebbrezza o in stato di alterazione psico-fisica per uso di sostanze), prevede una serie di modifiche alle disposizioni del codice penale a tutela dei minori e in particolare delinea una nuova fattispecie di reato, l'impiego di minori nell'accattonaggio, introducendo nel codice penale l'articolo 600-octies:

Art. 8.
(Contrasto nell'impiego dei minori nell'accattonaggio)

1. Al codice penale sono apportate le seguenti modificazioni:

a) dopo l'articolo 600-septies è inserito il seguente:
«Art. 600-octies. – (Impiego di minori nell'accattonaggio). – Salvo che il fatto costituisca più grave reato, chiunque si avvale per mendicare di una persona minore degli anni quattordici o, comunque, non imputabile, ovvero permette che tale persona, ove sottoposta alla sua autorità o affidata alla sua custodia o vigilanza, mendichi, o che altri se ne avvalga per mendicare, è punito con la reclusione fino a tre anni»;
b) dopo l'articolo 602 è inserito il seguente:
«Art. 602-bis. – (Pene accessorie). – La condanna per i reati di cui agli articoli 600, 601 e 602 comporta, qualora i fatti previsti dai citati articoli siano commessi dal genitore o dal tutore, rispettivamente:
1) la decadenza dall'esercizio della potestà del genitore;
2) l'interdizione perpetua da qualsiasi ufficio attinente all'amministrazione di sostegno, alla tutela e alla cura»;
c) l'articolo 671 è abrogato.


ALTRE MODIFICHE AL CODICE PENALE

Nel corso dell'esame nelle Commissioni riunite Affari Costituzionali e Giustizia, in sede referente, sono stati, inoltre, approvati emendamenti che hanno inserito, dopo l'articolo 8, altre disposizioni che apportano modifiche al codice penale:

In particolare quelle che riguardano i minori:

- circostanze aggravanti comuni: viene aggiunto il n. 11 bis all'art. 61 c.p. prevedendo come circostanza aggravante comune del reato, l'aver commesso il fatto ai danni di soggetti minori all'interno o nelle immediate vicinanze di scuole per l'infanzia e istituti di istruzione e formazione di ogni ordine e grado;

- atti osceni: all'art. 527 c.p. viene inserito un comma, dopo il primo, che prevede che la pena prevista per chi compie atti osceni, da tre mesi a tre anni, è aumentata da un terzo alla metà, se il fatto è commesso all'interno o nelle immediate vicinanze di luoghi abitualmente frequentati da minori e se da ciò deriva il pericolo che essi vi assistano;

- circostanze aggravanti inerenti la violenza sessuale: all'articolo 609-ter c.p., primo comma, viene inserito il numero 5- bis, che prevede l'aggravio di pena da 6 a 12 anni per i fatti di cui all'art. 609-bis (violenza sessuale) se commessi all'interno o nelle immediate vicinanze di istituto d'istruzione o di formazione frequentato dalla persona offesa;

- porto illegale d'armi: pena raddoppiata se le armi sono utilizzate per commettere un reato quando il fatto è commesso da persone travisate o da più persone riunite, quando il fatto è commesso nei luoghi di cui all'articolo 61, numero 11-ter) c.p. (l'aver commesso il fatto ai danni di soggetti minori all'interno o nelle immediate vicinanze di scuole per l'infanzia e istituti di istruzione e formazione di ogni ordine e grado), quando il fatto è commesso di notte in luogo abitato, nelle immediate vicinanze di istituti di credito, uffici postali o sportelli automatici adibiti al prelievo di denaro, parchi e giardini pubblici o aperti al pubblico, stazioni ferroviarie, anche metropolitane, e luoghi destinati alla sosta o alla fermata di mezzi di pubblico trasporto.;

- sequestro di persona e sottrazione di persone incapaci: se il fatto è commesso in danno di un minore, si applica la pena della reclusione da tre a dodici anni. Se il fatto è commesso in presenza di taluna delle circostanze di cui al secondo comma, ovvero in danno di minore di anni 14 o se il minore sequestrato è condotto o trattenuto all'estero, si applica la pena della reclusione da tre a quindici anni. Le pene sono altresì diminuite fino alla metà nei confronti dell'imputato che si adopera concretamente affinchè il minore riacquisti la propria libertà; per evitare che l'attività delittuosa sia portata a conseguenze ulteriori, aiutando concretamente l'autorità di polizia o l'autorità giudiziaria nella raccolta di elementi di prova decisivi per la ricostruzione dei fatti, per l'individuazione o la cattura di uno o più autori di reati; per evitare la commissione di ulteriori fatti di sequestro di minore.;

- sottrazione e trattenimento di minore all'estero: inserito nel c.p. l'art. 574-bis che dispone "Salvo che il fatto costituisca più grave reato, chiunque sottrae un minore al genitore esercente la potestà dei genitori o al tutore, conducendolo o trattenendolo all'estero contro la volontà del medesimo genitore o tutore, impedendo in tutto o in parte allo stesso l'esercizio della potestà genitoriale, è punito con la reclusione da uno a quattro anni.
Se il fatto di cui al primo comma è commesso nei confronti di un minore che abbia compiuto gli anni 14 e con il suo consenso si applica la pena della reclusione da sei mesi a tre anni.
Se i fatti di cui al primo e secondo comma sono commessi da un genitore in danno del figlio minore, la condanna comporta la sospensione dall'esercizio della potestà dei genitori.
Il Sole 24 ore

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Di Admin (del 13/11/2008 @ 09:26:27, in Redazionale, linkato 1009 volte)
Secondo me è l'arteriosclerosi, che ormai di già galoppa, cmq passo parola..

Cossiga denunciato per istigazione a delinquere e apologia di reato

Cinque cittadini si rivolgono alla Procura di Roma per le dichiarazioni rilasciate al Quotidiano Nazionale

*Un prete, un avvocato, una grafologa e due ex insegnanti - cinque semplici cittadini - hanno denunciato stamattina alla Procura della Repubblica di Roma il senatore a vita Francesco Cossiga per istigazione a delinquere e apologia di reato. La denuncia nasce dopo le dichiarazioni rilasciate dall'ex Presidente della Repubblica al Quotidiano Nazionale su come infiltrare e strumentalizzare, con il fine ultimo di liquidare, il vasto movimento popolare nato nelle ultime settimane in difesa della scuola pubblica e del diritto allo studio garantito dalla Costituzione.
Per Cossiga il movimento è da: «Infiltrare con agenti provocatori pronti a tutto, e lasciare che i manifestanti devastino i negozi, diano fuoco alle macchine e mettano a ferro e fuoco le città. Dopo di che, forti del consenso popolare, il suono delle sirene delle ambulanze dovrà sovrastare quello delle auto di polizia e carabinieri [?] Le forze dell'ordine non dovrebbero avere pietà e mandarli tutti in ospedale. Non arrestarli, che tanto poi i magistrati li metterebbero subito in libertà, ma picchiarli e picchiare anche quei docenti che li fomentano».
«Chiediamo pertanto che si proceda penalmente a carico del senatore Francesco Cossiga per i reati suddetti e per tutti quelli che potranno essere ravvisati ? ha dichiarato Piero Leone, ex insegnante che stamane si è recato alla Procura di Roma. Si tratta di dichiarazioni molto gravi in quanto provengono da un personaggio che ha ricoperto i ruoli più elevati nelle istituzioni della Repubblica Italiana. Con questa denuncia vogliamo semplicemente difendere la democrazia e la Costituzione del nostro paese.»
Per Alessandro Santoro, prete fiorentino della Comunità delle Piagge: «E' assurdo che queste dichiarazioni passino sotto silenzio. Sono un invito alla violenza e ricordano, purtroppo, le modalità tipiche della strategia della tensione. Auspichiamo che la Procura proceda speditamente nel suo lavoro, perché è assurdo che un senatore a vita, ex Presidente della Repubblica, e quindi garante dei principi costituzionali si ponga all'attenzione per dichiarazioni che non esitiamo a definire fasciste.»

I reati ravvisati dai denuncianti nell'intervista del 23 ottobre scorso (oggi disponibile sulla rassegna stampa del governo http://rassegna.governo.it/testo.asp?d=32976406 sono: istigazione a delinquere - commessa pubblicamente come richiesto dalla legge per la sua punibilità - rivolta sia al ministro dell'interno Maroni sia agli stessi organi di polizia preposti all'ordine pubblico (art. 414 CP) sia ai militari, i Carabinieri, a disobbedire alle leggi e a violare il giuramento compiuto sulla Costituzione (art. 266 CP). Si ravvisa infine la colpa di apologia di reato (ancora art. 414 CP) in relazione ai reati da lui commessi all'epoca in cui era ministro dell'interno e solo ora confessati.

«Sappiamo che anche altri stanno muovendosi per denunciare Francesco Cossiga - ha concluso Piero Leone.

Chi volesse aderire alla denuncia può contattarci all'indirizzo mail piero.leone@ gmail.com
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Di Admin (del 13/11/2008 @ 09:19:08, in Sindacato, linkato 946 volte)
Federazione Nazionale della Stampa Italiana



Roma, 12 novembre 2008
Prot. n. 209

 La Federazione Nazionale della Stampa Italiana comunica:

 

“L’abbiamo detto e dimostrato dieci giorni fa a Caserta e a Casal di Principe, tutto il giornalismo italiano è stato e sarà sempre al fianco di Rosaria Capacchione  ed a tutti i giornalisti minacciati da camorristi e delinquenti di ogni specie. Le notizie che li riguardano le daremo tutte e le minacce continue della camorra, le ultime di oggi a Rosaria ed al Mattino di Caserta, non potranno mai fermare l’informazione. E’ incredibile che per fare questo lavoro ci debbano essere colleghi, come Rosaria, costretti a vivere sotto scorta. Ogni minaccia contro di lei è una minaccia contro tutto il giornalismo italiano che deve sentirsi sempre più impegnato a non far passare sotto silenzio nessun misfatto ed a esigere che nessuna impunità venga garantita ai criminali”.

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Di Admin (del 12/11/2008 @ 12:51:40, in Indagini, linkato 1297 volte)

Perché

una società della pornografia commerciale

dovrebbe interessarsi

ai cartoni animati?

Interrogativo di approfondimento:

Chi è  che guarda in tv i cartoni animati?

Dixit

Loredana Morandi
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Di Loredana Morandi (del 12/11/2008 @ 00:36:40, in Sindacato, linkato 1065 volte)
LIBERTÀ DI STAMPA: ROMA, UNA GIORNALISTA DEL "BORGHESE" RICEVE MINACCE DI MORTE TRAMITE UNA E-MAIL

28 ottobre 2008
www.ansa.it
Una giornalista del periodico Il Borghese ha ricevuto via e-mail un video di nove secondi che rappresenta una minaccia di morte. A renderlo noto e' il direttore del Borghese, Claudio Tedeschi, il quale ha anche riferito che la giornalista, Loredana Morandi, ha segnalato quanto accaduto alla procura della Repubblica di Tivoli. Secondo quanto reso noto dal direttore del Borghese l'avvertimento alla giornalista e' da mettere in relazione con l'inchiesta di Loredana Morandi pubblicata nel numero in edicola ''sull'uso delinquenziale e a scopi di commercio pedopornografico del Centro elettronico dell'Universita' Federico II di Napoli''. Nel mini-video ricevuto dalla giornalista si vede una porta che si apre e una ragazza che si affaccia, poi il buio e la fiammata ed il suono di uno sparo, quindi la ragazza che si accascia.

Il Giornalista online


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I comunicati stampa di solidarietà

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Di Admin (del 10/11/2008 @ 11:55:17, in Indagini, linkato 1090 volte)
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Di Admin (del 10/11/2008 @ 09:56:10, in Magistratura, linkato 1196 volte)


IL CSM HA 50 ANNI

(realtà, problemi, prospettive)



comunicazioni introduttive
Mario Dogliani - Livio Pepino

dibattito

coordina
Rita Sanlorenzo

hanno assicurato partecipazione e intervento
Umberto Allegretti, Luigi Berlinguer, Edmondo Bruti Liberati, Massimo Brutti, Domenico Carcano, Luigi Ferrajoli,
Vincenzo Ferrari, Carlo Federico Grosso, Massimo Luciani, Andrea Manzella, Alessandro Pace, Luca Palamara,
Eligio Resta, Stefano Rodotà, Nello Rossi, Giuseppe Santalucia

sono stati invitati
il Vicepresidente ed i componenti del Consiglio superiore della magistratura.

Roma, 11 novembre ore 16.00-20.00
Residenza di Ripetta, via di Ripetta 231


Magistratura Democratica

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Inedito!

L'appello per la liberazione di Giuliana Sgrena
divulgato da Loredana Morandi alla comunità dei bloggers internazionali




Di seguito il testo originale e una traccia della conversazione che ne seguì sul tavolo di discussione arabo internazionale. Un dibattito prevalentemente in lingua araba, per il quale io fui supportata da alcuni amici e colleghi palestinesi in Italia.




Il cucchiaio italiano non esiste ...

Loredana Morandi

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