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 .. giustizia black ...... di Lunadicarta
 
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La pena che i buoni devono scontare per l'indifferenza alla cosa pubblica è quella di essere governati da uomini malvagi.

Platone
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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Admin (del 09/11/2008 @ 12:51:28, in Osservatorio Famiglia, linkato 1257 volte)
07 maggio 2008 —   pagina 10 —   sezione: CRONACA

  • mafia è caccia aperta ai patrimoni dei boss violenza sessuale Allarme pedofilia boom di denunce mafia è caccia aperta ai patrimoni dei boss violenza sessuale Allarme pedofilia boom di denunce

    ...preservandoli da ogni conseguenza penale». I casi di pedofilia e pedopornografia del distretto sono stati 33. I risultati conseguiti in materia...preservandoli da ogni conseguenza penale». I casi di pedofilia e pedopornografia del distretto sono stati 33.

  • L' atto di accusa a Marcelletti

    ...quei soldi per fini privati. Più complessa la questione delle forniture, oggetto di un esposto anonimo. Infine il ritrovamento di 5 Mms sul cellulare del professionista che hanno fatto scattare l' accusa di pedopornografia.

  • Si rompe il fronte della solidarietà una class action contro il chirurgo

    ...responsabile di avere leso il loro diritto all' assistenza sanitaria». «Al di là delle contestazioni sulla pedopornografia - dice Longobardi, presidente dell' associazione tutela e salvaguardia del malato - è scandaloso che decine di...

  • Il manager dell' ospedale Civico 'Da noi il via all' inchiesta'

    ...duro su Marcelletti, centrando tutto sull' accusa di pedopornografia il rivale di sempre, Ignazio Marino, ex Ismett, oggi senatore...avviato le procedure per la sospensione. «Per il reato di pedopornografia - dice Marino - credo che il provvedimento di sospensione...

  • Elton John chiude la mostra di foto

    ...che la scorsa settimana una delle immagini era stata rimossa dalla polizia nell' ambito di un' inchiesta sulla pedopornografia. Il museo ha dichiarato di appoggiare la decisione del musicista: «È impossibile per noi esibire la collezione...

  • il caso

    ...chiesto, e ottenuto, di partecipare a pieno titolo alle elezioni. Nel suo programma la liberalizzazione della pedopornografia e sesso libero dai 12 anno le immagini attraverso i cellulari. «Nel gruppo di...

  • Partì da Firenze e Pistoia la grande inchiesta europea

    ...Icebreaker, la prima grande indagine europea contro la pedopornografia, che ha portato alla individuazione di 150 persone di 13...ai carabinieri del Nas di Firenze, che indagavano sulla pedopornografia con il pm di Pistoia Jacqueline Monica Magi.

  • Indagato il padre di Tommaso

    PARMA - Paolo Onofri, il padre del piccolo Tommaso rapito nove giorni fa a Casalbaroncolo, vicino a Parma, è indagato per possesso di materiale pedopornografico. Nel suo computer sono state scoperte centinaia di foto e brevi filmini di amatoriali scaricati dalla Rete.

  • Nuovi guai per l' ex catechista accusato di violenze su minori

    ...custodia che gli contesta due reati: violenza sessuale nei confronti di un minore di 14 anni e vari altri episodi di pedopornografia per via telematica. Una decina di casi per un periodo di quasi dieci anni di cui è rimasta traccia nel personal... LUIGI SPEZIA

  • Forno: 'Le intercettazioni un' arma contro i pedofili'

    ...e diventerebbe impossibile scoprire anche i reati di pedopornografia che vengono individuati proprio grazie alle intercettazioni informatiche...Pietro Forno - ma quello che preoccupa sono i reati di pedopornografia che diventano impossibili da scoprire senza intercettazioni... SARAH MARTINENGHI

  • Italia, un bambino su 4 a rischio povertà

    ...abbandonano gli studi, altri sono usati come manodopera, finiscono nel giro della prostituzione o sono sfruttati per la pedopornografia online. Nei confronti degli stranieri poi si registra la tendenza a usare il carcere preventivo. Alla vigilia...

  • Mussolini contro la Carfagna La sua delega è da barzelletta

    ...trovo inutile, e istituirei quello per l' infanzia con portafoglio. Invece, il ministero della Carfagna sulla pedopornografia ha la delega solo per quella infantile, mentre sull' infanzia la delega è solo per quella femminile: una barzelletta...

  • Genova, via le lucciole dal centro

    ...fenomeno. E non è nelle intenzioni del governo». E sulla prostituzione in Internet, ha assicurato: «Ce ne occuperemo contestualmente con il tema della pedofilia e della pedopornografia online». STEFANO ORIGONE

  • La tribù dei senza fili

    ...legge è uno scalino semplice e stupido che non crea nessun tipo di difficoltà, tenuto conto della pericolosità di fenomeni come quello della pedopornografia». RAFFAELE R. RIVERSO

  • Un delitto che cresce nel disagio sociale

    «La migliore difesa dalla pedopornografia è la conoscenza. Bisogna formare...è una relazione diretta tra pedopornografia e disagio sociale. Quanto più un...della prostituzione e della pedopornografia». E diventano un business per...

  • chi vuole bloccare la lotta alla mafia

    ...intercettare ci sono, comunque, quelli riguardanti il terrorismo, l' associazione mafiosa, il sequestro, la pedopornografia, l' usura e tutti i delitti contro la pubblica amministrazione, ma le modalità per procedure sono più complesse... NINO ALONGI

  • Pedofilia, il prof via dalla scuola

    ...mattina M.F., di 45 anni, coniugato, padre di due figli, il professore valdostano di musica condannato per pedopornografia, non sarà più in classe a spiegare note e pentagrammi agli alunni delle medie, ma si occuperà di collocamento...

  • se il medico non rispetta il codice dell' etica

    ...truffa alla concussione al peculato, ma per il reato di pedopornografia ho chiesto con forza e senza alcun dubbio che il provvedimento...persona accusata di un reato ignobile e orribile come la pedopornografia non fosse più nelle condizioni di entrare in contatto...

  • Orchi online, la rete di Milano

    ...effettuata dalla polizia postale sulla pedopornografia on line. La scoperta risale all' anno scorso...orchi", gli agenti della sezione pedopornografia del compartimento "Lombardia" della polizia...pedofilia pura. Per quanto riguarda la pedopornografia la nostra azione di contrasto è capillare... PAOLO BERIZZI

  • Marcelletti, donazioni sotto accusa La difesa: 'I frutti sono in reparto'

    ...è anche presidente dell' associazione tutela e salvaguardia del malato: «Al di là delle contestazioni sulla pedopornografia - dice - è scandaloso che decine di pazienti siano stati indotti a versare soldi per poter ottenere presunte corsie...

  • 'Troppi compiti per la polizia'

    ...prosegue il Siulp. La polizia postale, che partecipa a indagini delicatissime (terrorismo, sette sataniche, pedopornografia, truffe telematiche), non ha uomini. La squadra mobile ha perso il 15% dell' organico e non ha mezzi sufficienti... FRANCA SELVATICI

  • Molestie a scuola all' allievo i compagni testimoniano 'Forse il prof era innamorato'

    ...immagini a sfondo omosessuale trovate durante la perquisizione la tesi del docente è che stesse combattendo contro la pedopornografia: «le aveva in casa per lavoro», così come la videocassetta, «vecchia di molti anni e requisita durante... SARAH MARTINENGHI

  • La Polizia rinnova il sito antipedofili

    ...concretizza il Centro nazionale per il contrasto alla pedopornografia su Internet previsto dalla legge 38 del febbraio...organo volto a contrastare la diffusione della pedopornografia sulle reti multimediali. Il direttore della Polizia...

  • Un casellario europeo contro i pedofili

    ...sarà istituito un Casellario europeo contro la pedopornografia. A questo scopo l' Unione europea stanzierà nel corso...tedesca. Due i temi centrali: il contrasto alla pedopornografia e ai videogiochi violenti.

  • Foto pedofile, confermata la condanna a Martelli

    ...di queste immagini «è altrettanto pregiudizievole di quello dei produttori». Per i giudici la produzione di pedopornografia infatti «esiste solo perché vi è, a monte, un pubblico di consumatori che intende acquistarle e detenerle...

  • I parenti dei piccoli da operare 'Siamo qui per lui, aspetteremo'

    ...allacciata solo a metà, abbozza un commento: «Siamo tutti sconvolti - dice - e ci sembra assurdo. L' accusa di pedopornografia poi è incredibile, il dottore Marcelletti non sa neanche accendere un computer». Dentro si continua a lavorare... TIZIANA LENZO SONIA PAPUZZA

  • Truffa, arrestato Marcelletti il cardiochirurgo dei bambini

    ...Marcelletti è finito agli arresti domiciliari con una sfilza di accuse: peculato, truffa, concussione, ma anche pedopornografia, per cinque mms con un giovanissimo nudo di donna, secondo gli inquirenti minorenne, trovati sul suo telefonino... ALESSANDRA ZINITI

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    Di Admin (del 08/11/2008 @ 04:11:56, in Magistratura, linkato 1408 volte)
    Mafia: minacce di morte al pm Laura Vaccaro


    8 novembre 2008
    Palermo
    . Gli investigatori stanno indagando su una serie di telefonate anonime con minacce di morte ricevute dal pubblico ministero di Palermo, Laura Vaccaro, da anni impegnata in delicate inchieste sui reati contro la pubblica amministrazione e sulle cosche del palermitano.

    Gli inquirenti reputano le intimidazioni assai inquietanti. E' il quarto giudice minacciato nelle ultime settimane a Palermo, come ricostruisce oggi l'edizione locale de La Repubblica. Le telefonate alla Vaccaro sono state fatte tutte da cabine telefoniche e senza l'uso di schede: circostanza che ha reso impossibile l'individuazione degli autori. Gli episodi sono stati preceduti da altre minacce che risalgono al luglio scorso, quando una lettera anonima venne lasciata nell'abitazione dei famigliari del magistrato. Inspiegabilmente, però, nonostante la rilevanza delle minacce il pm, che è stato sottoposto a misura di protezione per circa 10 anni, è senza scorta. In passato - è il motivo per il quale le venne assegnata la tutela - Vaccaro ha rappresentato la pubblica accusa contro le cosche gelesi chiedendo e ottenendo decine di ergastoli.

    ANSA su Antimafia 2000
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    Di Admin (del 08/11/2008 @ 04:08:17, in Magistratura, linkato 1075 volte)

    Sezione Distrettuale di Roma - Lazio

    Le riforme che servono

    Contributo ad una modernizzazione del sistema penale


    PRESENTANO L’INIZIATIVA

    Giorgio Santacroce, Presidente della Corte di Appello di Roma,

    Paolo De Fiore, Presidente del Tribunale di Roma.


    Coordina:

    Paolo Auriemma, Presidente della Associazione Nazionale Magistrati di Roma


    Introducono il tema :

    Franco Coppi, Professore Ordinario di Diritto Penale presso l’Università “Sapienza” di Roma,

    Vittorio Grevi, Professore Ordinario di Procedura Penale, presso l’Università di Pavia,


    Ne discutono:

    Antonello Mura, Sostituto Procuratore generale presso la Corte di Cassazione,

    Nello Rossi, Procuratore Aggiunto presso la Procura del Tribunale di Roma

    Carlo Sabatini, Giudice presso il Tribunale di Roma

    Alessandro Cassiani Presidente del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Roma


    Intervengono:

    Luca Palamara, Presidente dell’Associazione Nazionale Magistrati

    Giuseppe Cascini, Segretario Generale dell’Associazione Nazionale Magistrati

    e tutti coloro che intenderanno fornire il proprio contributo.


    Sono stati invitati a partecipare

    il Ministro della Giustizia On.Angelino Alfano,

    Il Presidente della Commissione Giustizia del Senato Sen.Filippo Berselli

    il Presidente della Commissione Giustizia della Camera On. Giulia Buongiorno

    Il convegno si svolgerà giovedì 20 Novembre 2008, dalle ore 15,00, presso l’Aula magna della Corte d’Appello di Roma via Romeo Romei .


    La Giunta della Associazione Nazionale Magistrati di Roma


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    Di Admin (del 07/11/2008 @ 01:29:24, in Sindacato, linkato 1284 volte)
    CONSEGNATO IN TUTTA ITALIA IN VISTA DELLA MANIFESTAZIONE DEL 5  
     
    Ai Prefetti un documento
    sulla libertà di informazione
     

    Parola d'ordine: Liberi di informare, liberi di sapere  

     
    3 novembre 2008 - In tutta Italia i cronisti hanno consegnato oggi ai Prefetti un documento (riportato in coda al comunicato) in difesa della libertà d'informazione e del diritto costituzionale dei cittadini ad essere informati in modo corretto, compiuto e tempestivo chiedendo loro di trasmetterlo al Governo.  

    È un'altra delle iniziative realizzate dall'Unci per protestare contro il ddl sulle intercettazioni e per 'lanciare' la manifestazione di mercoledì 5 novembre a Roma, dalle 10 al Teatro Capranichetta e dalle 13 in piazza Monte Citorio, di tutto il giornalismo italiano "contro i palesi tentativi - come scrive la Fnsi nella sua presentazione - di ridurre lo spazio costituzionalmente riconosciuto dell'attività giornalistica".  

    Nel documento consegnato ai Prefetti l'Unci ribadisce che il ddl Alfano nei fatti impedirebbe qualsiasi informazione giudiziaria fino all'udienza preliminare del processo attuando un "segreto tombale di tipo staliniano", come l'ha definito il Procuratore Generale di Venezia. Per tutelare la privacy delle persone estranee alle indagini l'Unci sostiene che la strada giusta è quella di disporre che il Gip non inserisca più le trascrizioni delle loro intercettazioni telefoniche nell'ordinanza di applicazione della custodia cautelare.  

    Per sostenere il diritto dei cittadini ad essere informati, l'Unci ha realizzato anche il Giro d'Italia della libertà d'informazione che ha toccato 26 piazze in tutta Italia (fra le quali: Venezia, Roma, Viareggio, Trento, Bolzano, Milano, Napoli, Latina, Senigallia (An), Sciacca (Ag), Forlì, Palermo, Siracusa, Firenze, Bari, Torino, Cagliari, Genova, Ferrara) e l'11 novembre sarà a Trieste. I cronisti hanno anche avviato una raccolta di firme per via telematica per i Capigruppo e i componenti la Commissione Giustizia della Camera.  

    Mercoledì a Roma i cronisti porteranno striscioni e cartelloni con la parola d'ordine: "Liberi di informare, liberi di sapere - Sostieni la libertà di stampa" e cappellini bianchi con la scritta "Stampa Libera" e il logo dell'Unci.  

     
    Questo il testo della lettera inviata ai Prefetti:  

    "Signor Prefetto,
    mercoledì 5 novembre, si celebra in tutta Europa "Stand up for Journalism", manifestazione, promossa dalle Federazioni Europea e Internazionale dei giornalisti, che si svolge annualmente per affermare la dignità del giornalismo e la libertà di informazione. Libertà che in Italia si sta mettendo seriamente a rischio.  

    I cronisti, come tutti i giornalisti italiani, sono contrari al disegno di legge sulle intercettazioni del Governo in discussione alla Camera e proprio in questa giornata vogliono ribadire la necessità di modificarne il testo. A Roma tutti gli organismi rappresentativi del giornalismo italiano - Federazione Nazionale della Stampa, Associazioni Regionali, Unione Cronisti, Usigrai, Ordine nazionale e Ordini regionali dei Giornalisti, Inpgi, Casagit - assieme a centinaia di colleghi ed esponenti del mondo sindacale e delle forze sociali, si riuniscono in Piazza Monte Citorio, davanti alla Camera dei Deputati, per riaffermare il valore fondamentale della libertà di stampa e del diritto-dovere di cronaca dei giornalisti di informare i cittadini secondo verità e coscienza su ciò che accade nel Paese.  

    In particolare la proposta di disegno di legge del governo si configura come una forte limitazione della libertà di stampa e in pratica cancella ogni possibilità di cronaca giudiziaria. Sui 18 articoli solo 3 riguardano le intercettazioni mentre per gli altri 15 si dettano norme per impedire la pubblicazione di atti giudiziari non vincolati da segreto.  

    L'attuale testo del ddl si richiama strumentalmente all'esigenza di difendere la privacy delle persone non coinvolte nelle indagini. In realtà impedisce qualsiasi informazione giudiziaria fino all'udienza preliminare del processo. Il che significa l'impossibilità di informare sulle inchieste giudiziarie per diversi anni. Una situazione che lederebbe irreparabilmente il diritto-dovere di cronaca.  

    Quanto alla privacy i cronisti conoscono perfettamente i criteri di tutela delle persone - tra l'altro contenuti nelle Carte e nel Codice deontologico che i giornalisti italiani si sono dati - in particolare di chi è al centro di fatti di cronaca come vittima, o come minore, o comunque come soggetto che ha diritto alla protezione dei suoi dati sensibili.  

    Nella sostanza tutto questo si configura come una violazione del diritto costituzionale dei cittadini ad essere informati oltre che una violazione della libertà di stampa.  

    Per questo i cronisti italiani chiedono modifiche sostanziali al ddl e continueranno a mobilitarsi contro ogni proposta che limiti la libertà di stampa.  

    L'Unci ha inviato alla Presidente della Commissione Giustizia della Camera un parere scritto, contenente le proposte di modifica all'articolato, secondo noi indispensabili per garantire il rispetto del diritto costituzionale dei cittadini ad essere informati in modo completo, compiuto e tempestivo.  

    Un parere che tiene conto del fatto che non si può ignorare come la pubblicazione delle grandi inchieste abbia coinvolto episodicamente anche terze persone estranee, e fatti non pertinenti. Così come, va riconosciuto il comportamento anomalo di alcune frange dei media, responsabili, quantomeno di violazioni alla deontologia professionale. In ogni modo per limitare gli abusi senza alterare l'equilibrio delicatissimo tra diritti individuali e diritti costituzionali appare sufficiente intervenire sulla disciplina di produzione degli atti prima del loro deposito al fine di tutelare le persone estranee all'indagine. Pertanto è del tutto condivisibile la prospettata modifica dell'art. 292 cpp, laddove si prevede che il Gip non possa più inserire la trascrizione delle intercettazioni telefoniche nell'ordinanza di applicazione della custodia cautelare.  

    La invitiamo a far presente questa iniziativa alla Presidenza del Consiglio e al sig. Ministro della Giustizia.  

    Ringraziando per l'attenzione, La salutiamo cordialmente". 
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    Di Admin (del 07/11/2008 @ 01:21:35, in Sindacato, linkato 1552 volte)
    LIBRO BIANCO SULLA "MALAGIUSTIZIA" 
     
    Perquisizioni: la cronaca
    non si ferma con le intimidazioni
     

    Clicca sulla copertina per scaricare il Libro bianco  


    ALLARME UNCI SU RAPPORTI BURRASCOSI CON LA MAGISTRATURA  
     
    Presentato il Libro bianco
    su cronaca e "malagiustizia"
     

    Grande interesse da parte dell'Associazione nazionale magistrati  

     
    24 ottobre 2008 - Quaranta perquisizioni compiute dalla magistratura nei confronti di almeno un centinaio di giornalisti tra il 2006 e il 2008, un dato in aumento rispetto agli anni precedenti: è l'allarme lanciato dall'Unione Nazionale Cronisti Italiani che ha compilato un "Libro bianco sui difficili, e a volte burrascosi, rapporti tra magistratura e cronisti sul fronte del diritto di cronaca e della libertà d'informazione". Un'iniziativa alla quale l'Associazione nazionale magistrati guarda con interesse, rilanciando con il segretario Giuseppe Cascini l'opportunità di "abolire del tutto il segreto investigativo", mentre il presidente Luca Palamara sottolinea che i magistrati non possono essere "i censori della stampa".  

    "La magistratura - ha denunciato Guido Columba, presidente dell'Unci, presentando il dossier nella sede della Fnsi - sta tentando di impadronirsi delle prerogative dei giornalisti, talvolta con un comportamento persecutorio e intimidatorio: ne abbiamo raccolto tanti esempi in questa sorta di Bestiario che manderemo al Capo dello Stato, al Consiglio superiore della magistratura e a tutte le procure d'Italia".  

    Nel Libro bianco, oltre alle 40 perquisizioni anche una decina di "Orrori giudiziari": casi di perquisizioni e interrogatori a carico di cronisti, spesso solo persone informate sui fatti (su tutte, spicca la vicenda Abu Omar); sequestri di materiali (si arriva fino al servizio di Studio Aperto sul delitto di Perugia) poi dichiarati illegittimi dalla Cassazione; clonazioni di computer; pedinamenti di cronisti; giornalisti messi alla porta da un'aula di tribunale in un processo pubblico per il rischio di nuocere alla salute dell'imputato "malato di cuore"; l'arresto per 23 giorni di Mario Spezi che non condivideva l'inchiesta sul Mostro di Firenze; il direttore di un sito di Latina incriminato per aver pubblicato una sentenza del Tribunale del Riesame; la sospensione dalla professione per sei mesi inflitta a due cronisti piemontesi non dall'Ordine dei giornalisti (al quale spettano le sanzioni disciplinari), bensì dal gup di Biella.  

    La situazione rischia di peggiorare con il disegno di legge sulle intercettazioni, "che di fatto abolisce la cronaca giudiziaria", ha detto il segretario dell'Unci Romano Bartoloni. Contro quel provvedimento, ricorda il presidente della Federazione nazionale della stampa, Roberto Natale, "il 5 novembre i giornalisti manifesteranno a Roma per sottolineare la centralità del ruolo dell'informazione e la nostra contrarietà a norme che puntano a limitare la libertà. Siamo disponibili a rendere più stringenti i meccanismi di autoregolamentazione della categoria, ma nel rispetto dell'autonomia dei giornalisti".  

    A rappresentare la posizione della magistratura, il segretario dell'Anm Cascini e il presidente Luca Palamara. "È il sistema legislativo attuale che è radicalmente sbagliato - ha detto Cascini - perché il segreto d'indagine, accompagnato al divieto di pubblicazione degli atti, crea un sistema totalmente irrazionale che si presta ad abusi ed errori. I giornalisti, infatti, in un certo senso subiscono le notizie dalla fonte che le fa uscire e questo mortifica il loro ruolo di darle autonomamente". Cascini è convinto che andrebbe "del tutto abolito il segreto investigativo, mantenendolo soltanto quando è necessario tutelare la privacy delle persone coinvolte o nel caso in cui ci sia un'effettiva necessità investigativa. Salvo che in queste occasioni, la regola generale dovrebbe essere il libero accesso agli atti". Secondo Palamara, "è necessario trovare un punto di equilibrio tra gli atti coperti dal segreto e quelli non coperti dal segreto. Nel momento in cui cade la segretezza dell'atto, non c'è motivo per non pubblicarlo. In ogni caso valuteremo con interesse questo Libro bianco: assumersi il ruolo di censore della stampa - conclude - non è la linea dell'Associazione nazionale magistrati". 


    Io lavorerò affinché il prossimo libro bianco sia sul comportamento degli avvocati, che lavorano sull'ignoranza delle società di hosting e finanche sui danni reali apportati dai propri clienti alle medesime società, pur di ottenere il bavaglio di una voce scomoda o coprire reati telematici. Finanche in danno alla Magistratura!

    Purtroppo non viviamo in un bel mondo, ma è giusto dire che per quanto riguarda il web non c'è nessun interesse in un suo reale miglioramento ...

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    Di Loredana Morandi (del 05/11/2008 @ 15:16:08, in Magistratura, linkato 1325 volte)
    Associazione Nazionale Magistrati
     


    Solidarietà ai colleghi Di Matteo e Piscitello


    Mentre il Ministro Brunetta propone di installare i tornelli nei palazzi di giustizia per controllare la presenza dei magistrati in ufficio, mentre il quotidiano “Il Giornale” persevera in una orchestrata campagna di denigrazione dell’intero ordine giudiziario, la mafia continua a minacciare i magistrati impegnati ogni giorno nell’azione di contrasto a Cosa Nostra.

    Nel giro di pochi giorni, ben due magistrati palermitani sono stati destinatari, per l'ennesima volta, di allarmanti gesti intimidatori.

    Si tratta di Nino Di Matteo, che in passato ha seguito a Caltanissetta i processi per le stragi di Capaci e via D'Amelio,  e oggi è titolare di numerose indagini presso la DDA di Palermo, e di Roberto Piscitello, che per anni si è occupato di importanti inchieste sulla mafia trapanese.

    Entrambi i colleghi, insieme a Nico Gozzo, Giacomo Montalbano e altri magistrati, avevano già subito pesanti intimidazioni la scorsa estate.

    La sfida lanciata dai poteri criminali richiede, oggi più che mai, un preciso impegno da parte di tutte le istituzioni per rafforzare (e non depotenziare) gli strumenti di indagine, per far cessare i tentativi di delegittimazione della magistratura, per impedire che gli uffici di Procura in regioni come la Sicilia siano messi nella impossibilità di funzionare a causa di irresponsabili scelte legislative.

    La Associazione Nazionale Magistrati esprime tutta la sua solidarietà ai colleghi Nino Di Matteo e Roberto Piscitello, impegnandosi a vigilare perchè il livello di attenzione da parte delle autorità preposte alla protezione dei magistrati e alla sicurezza dei cittadini rimanga sempre elevato.
     

    La Giunta Esecutiva Centrale
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    Di Loredana Morandi (del 05/11/2008 @ 15:13:29, in Magistratura, linkato 1347 volte)
    Associazione Nazionale Magistrati
    Sezione Distrettuale di Palermo




    Parafrasando una famosa frase latina, ripresa durante una tristemente nota omelia dal compianto Cardinale Pappalardo, ancora una volta la Sezione di Palermo dell'Associazione Nazionale Magistrati deve constatare che mentre a Roma si discute, in Sicilia qualcuno si da fare.

    Cioè, mentre si parla di tornelli, di statistiche irreali e altro, fatti inquietanti accadono intorno alle abitazioni di colleghi da tempo in prima linea nella lotta alla criminalità organizzata. Ciò nonostante a Palermo i "tornelli" ci siano ormai da tempo, sono quelli posti ai vari ingressi del Palazzo di Giustizia, che assicurano l'accesso al corridoio del metal detector; e Palermo, ovviamente, non è la sola sede ad avere questi sistemi di sicurezza imposti da tutto quello che (tristemente) ben conosciamo.

    Oggi, in particolare, la GIUNTA sezionale è costretta a segnalare ancora una volta il pesante clima di tensione nel quale tanti colleghi sono costretti a lavorare, con gravi intimidazione che da ultimo hanno interessato Antonino Di Matteo, Roberto Piscitello; ed anche il collega dell'Ufficio GIP del Tribunale di Palermo Fabio Licata, vittima nei giorni scorsi di grave intrusione nel palazzo ove abita, con scasso ad opera di ignoti della serratura dell'abitazione, e della cassetta della posta.

    Perciò, oltre ad esprimere solidarietà ai colleghi, auspica ancora una volta che il sostegno più volte verbalmente espresso si concretizzi in significative scelte di politica giudiziaria consoni alle concrete esigenze di giustizia della collettività, a cominciare dalle risorse e dalla normativa ordinamentale in materia di uffici requirenti (che oggi rischia di sguarnire sempre maggior numero di sedi della nostra regione).

    Giuseppe De Gregorio (Presidente ANM Palermo)
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    Di Loredana Morandi (del 05/11/2008 @ 15:10:49, in Magistratura, linkato 1312 volte)

    ASSOCIAZIONE NAZIONALE MAGISTRATI

     

     

    Egregio dott. Romano,

    nella Sua rubrica del 30 ottobre 2008, nel rispondere ad una lettera del dott. Zucconi Galli Fonseca, Lei ha giustamente criticato la stravagante idea del Ministro Brunetta di controllare il lavoro dei magistrati mediante la insatallazione di "tornelli" all'ingresso dei palazzi di giustizia. Allo stesso tempo, però, Lei ha invitato la magistratura ad assumersi "la responsabilità di lavorare a una grande riforma della giustizia che non fosse basata principalmente sulla difesa degli interessi corporativi".

    Dispiace che ad un osservatore attento come Lei siano sfuggite le tante iniziative di proposta che da anni la Associazione Nazionale Magistrati sottopone alla attenzione della politica per rendere più rapido ed efficiente il sistema giudiziario.

    Basterebbe, infatti, consultare il sito internet della Associazione Nazionale Magistrati dove sono pubblicate alcune schede  che l'Associazione ha consegnato al Ministro della Giustizia e al Parlamento e nelle quali sono indicate le iniziative di riforma dirette ad assicurare efficacia e funzionalità ai processi penali e civili e che noi riteniamo assolutamente necessarie e urgenti.

    Abbiamo chiesto una revisione delle circoscrizioni giudiziarie con la soppressione degli uffici giudiziari minori; una riforma del processo civile con la unificazione dei tanti riti (circa 16) in atto esistenti e con l'introduzione del processo telematico; una ampia depenalizzazione dei reati minori; l'allargamento dell'area delle pene alternative alla detenzione in carcere; una riforma del processo penale con la eliminazione degli inutili formalismi che, di fatto, oggi impediscono di arrivare ad una sentenza in tempi ragionevoli; abbiamo chiesto la istituzione di un ufficio del processo, diretto al razionalizzare le risorse e a riqualificare il personale amministrativo; abbiamo indicato anche interventi per razionalizzare le spese di giustizia e per recuperare risorse.

    Si tratta di proposte serie, concrete e organiche; e che mirano ad affrontare, in maniera pragmatica, i reali problemi del funzionamento della giustizia. E sono proposte tutt'altro che corporative. E' stata l'ANM a chiedere e a ottenere la introduzione di controlli seri e rigorosi sulla professionalità dei magistrati. Oggi un magistrato è sottoposto ogni quattro anni ad una valutazione di professionalità, sulla quantità e qualità del lavoro giudiziario, e che può concludersi, in caso di valutazione negativa,  con la rimozione del magistrato. Abbiamo chiesto e ottenuto l'abolizione dell'anzianità come criterio per la nomina dei dirigenti; abbiamo chiesto e ottenuto la temporaneità degli incarichi direttivi con un controllo sulle modalità di svolgimento dell'incarico dopo quattro anni. Siamo noi i primi a chiedere professionalità, efficienza, responsabilità e merito.

    Questo è il terreno sul quale vogliamo essere parte attiva di un processo di rinnovamento e di riforma.

    Purtroppo le nostre proposte sono rimaste lettera morta e la politica e l'informazione continuano ad occuparsi e a discutere esclusivamente dell'assetto della magistratura. Su questo punto bisogna essere chiari. La Magistratura difende l'attuale assetto costituzionale di autonomia e di indipendenza non come privilegio di una corporazione, ma come presidio della legalità e dell'uguaglianza nell'interesse dei cittadini.

     

    Luca Palamara - Presidente della Associazione Nazionale Magistrati

     

    Giuseppe Cascini - Segretario della Associazione Nazionale Magistrati

     

    Gioacchino Natoli - Vice-Presidente della Associazione Nazionale Magistrati

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    Di Loredana Morandi (del 05/11/2008 @ 15:07:04, in Magistratura, linkato 1644 volte)
    2008-11-03 14:31

    GIUSTIZIA: ANM,FALSI DATI DEL 'GIORNALE' SU TOGHE FANNULLONE
    CIASCUN MAGISTRATO DEFINISCE 1.400 PROCEDIMENTI ALL'ANNO

    ROMA

    (ANSA) - ROMA, 3 NOV - L'Associazione nazionale magistrati definisce "semplicemente falsi" i dati pubblicati da 'il Giornale' sui "giudici fannulloni". Il sindacato delle 'toghe', con una nota firmata dal presidente Luca Palamara e dal segretario Giuseppe Cascini, confuta le cifre sulla produttività dei magistrati che, secondo il quotidiano, sarebbe scarsa, tanto da arrivare ad appena un'udienza al mese nelle Corti di appello civili. 'Non sappiamo se cio' sia voluto ovvero frutto di ignoranza- ribatte l'Anm - E' grave, però, che la giornalista autrice dell'articolo non sappia nemmeno che in Italia le Corti d'Appello sono composte da tre magistrati" e quindi "questa semplice informazione" avrebbe consentito di ricavare "dati ben diversi rispetto a quelli 'sparati' in prima pagina". "Infatti per calcolare il numero di udienze per ogni magistrato bisognava moltiplicare per tre il numero di udienze per anno (10.899 nel civile e 9.890 nel penale) e poi dividere per il numero di magistrati". E ancora: l'Anm obietta che se si fosse "provato a dividere il numero di procedimenti definiti per il numero dei magistrati in servizio (dati riportati nell'articolo)" allora si sarebbe potuta fornire cittadini "una notizia rassicurante circa la produttività dei magistrati italiani, ognuno dei quali definisce oltre 1.400 procedimenti all'anno".
    Il sindacato delle 'toghe' definisce inoltre "falsa" l'affermazione secondo la quale i magistrati avrebbero una "carriera assicurata dall'età", visto che dal 2007, su richiesta dell'Anm, è stato introdotto "un sistema periodico di valutazione del merito e della professionalità, dal quale dipende anche la progressione economica". L'Anm rivendica anche di aver avanzato proposte e di essersi impegnata sull' organizzazione e sul funzionamento degli uffici giudiziari. "L'abolizione dei tribunali inutili (i cd. 'rami secchi'), il processo telematico, la istituzione dell'ufficio del processo, la riqualificazione del personale: sono proposte puntuali e concrete - prosegue la nota - fatte dall'Anm e alle quali ancora non abbiamo avuto risposta" Quanto poi ai casi di giudici "assenteisti" l'Anm precisa di essere "in prima linea nel richiedere professionalità, impegno e responsabilità nello svolgimento delle funzioni. Se gli episodi indicati dal quotidiano sono veri siamo noi i primi a chiedere ai titolari dell'azione disciplinare di intervenire per verificare profili di responsabilità". (ANSA).

    COM-BAO/S0A QBXB

    2008-11-03 19:11

    GIUSTIZIA: GIORNALE AD ANM, MACCHE' FALSI, SONO DATI CSM
    (V. 'GIUSTIZIA: ANM, FALSI DATI...' DELLE 14:30 CIRCA)

    ROMA

    (ANSA) - ROMA, 3 NOV - I dati del Giornale non sono "falsi", "ma hanno come fonti il ministero della Giustizia e il Csm dal quale sono stati elaborati": è la replica del quotidiano milanese all'Anm che aveva contestato i numeri relativi ai cosiddetti 'magistrati fannulloni' oggetto di una inchiesta della testata "L'Anm - spiega Il Giornale - ne contesta solo due dei molti che abbiamo pubblicato e anche per quelli, comunque, c'é molto da dire. Solo per non entrare troppo in aspetti tecnici abbiamo cercato di semplificare con linguaggio giornalistico e senza alcuna intenzione diffamatoria".
    "Se è vero, infatti - prosegue Il Giornale -, che nelle Corti d'Appello ci sono le udienze collegiali con 3 magistrati in fase decisoria, è anche vero che i fase istruttoria alle udienze di magistrato ce n'é uno solo. Inoltre, come l'Anm sa bene, un'udienza collegiale il più delle volte si esaurisce in mezz'ora-un'ora e per ogni causa c'é un solo relatore, che ha studiato preliminarmente il caso e poi scriverà la sentenza. Anche per questo, ci confermano i tecnici, in termini statistici per misurare la produttività dei magistrati e quindi il carico di lavoro di ognuno, non si moltiplica semplicemente per tre il numero delle udienze, dividendo per quello dei magistrati, come suggerisce l'Anm. E anche se si facesse così - conclude la nota del quotidiano diretto da Mario Giordano - la sostanza non cambierebbe molto e ci sarebbe comunque poco di cui andare fieri". (ANSA).
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    Di Admin (del 03/11/2008 @ 13:44:20, in Redazionale, linkato 1658 volte)


    BENEMERITO

    Giuliano Nistri
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