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 lady justice ... ... di Lunadicarta
 
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Articolo 11 - Libertà di espressione e d'informazione - 1) Ogni individuo ha diritto alla libertà di espressione. Tale diritto include la libertà di opinione e la libertà di ricevere o di comunicare informazioni o idee senza che vi possa essere ingerenza da parte delle autorità pubbliche e senza limiti di frontiera.

Carta Diritti Fondamentali Unione Europea
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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Loredana Morandi (del 19/07/2005 @ 12:49:30, in Indagini, linkato 1500 volte)

Il capo della P2 ha ricevuto un avviso di garanzia dai magistrati romani per il delitto del banchiere nel 1982, a Londra
Licio Gelli indagato per l'omicidio Calvi
Interrogato l'ex venerabile: non sono stato io, mandanti in Polonia

ROMA - "Non sono certamente io il mandante. Roberto Calvi è stato "suicidato" e i suoi assassini e i mandanti, secondo me, vanno cercati in Polonia". Si difende l'ex venerabile della loggia massonica P2, Licio Gelli, interrogato il 4 luglio scorso a Roma, in qualità di indagato dai pubblici ministeri, Maria Monteleone e Luca Tescaroli, che conducono l'inchiesta sull'omicidio del banchiere Roberto Calvi, ex presidente del Banco Ambrosiano trovato impiccato sotto il ponte dei Frati neri a Londra il 18 giugno del 1982. Gelli è formalmente accusato di essere uno dei mandanti della morte del banchiere assieme al faccendiere Flavio Carboni, la sua amica Manuelea Kleinsing, il boss mafioso Giuseppe Calò e l'imprenditore Ernesto Dioatallevi che nell'aprile scorso sono stati rinviati a giudizio e saranno processati il 6 ottobre prossimo con l'accusa di omicidio volontario premeditato.

Secondo l'accusa l'ex venerabile e gli altri imputati avrebbero provocato la morte di Roberto Calvi per "punirlo" di essersi impadronito di considerevoli quantità di denaro appartenenti ai boss di Cosa nostra e allo stesso Gelli. Una morte decretata anche per impedire a Roberto Calvi - scrivono i pm romani - "di esercitare potere ricattatorio nei confronti dei referenti politico-isituzionali, della massoneria, di appartenenti alla loggia P2, dello Ior (la banca del Vaticano), con i quali aveva gestito investimenti e finanziamenti di cospicue somme di denaro, anche provenienti da Cosa nostra e da enti pubblici nazionali". Ma Gelli, interrogato dai pm alla presenza del suo avvocato, ha negato tutto ed ha indicato ai magistrati romani altre "piste". Tuttavia l'ex venerabile concorda con i magistrati sul fatto che Roberto Calvi fu ucciso e non si suicidò.

Rispondendo alle domande dei pm Monteleone e Tescaroli, Gelli ha raccontato che conobbe Roberto Calvi negli anni '75-'76. Gli fu presentato dal generale Miceli e da Umbeto Ortolani, appartenenti alla P2. "Per me Calvi fu "suicidato" ha detto Gelli negando di avere avuto rapporti con il Banco Ambrosiano. Ci fu un solo contatto, nel 1981, quando fece un finanziamento al Banco Ambrosiano di Nassau per 10 milioni di dollari che gli furono restituiti un mese dopo.

Nell'interrogatorio Gelli parla anche della vicenda del Corriere della Sera e racconta che Tassan Din e Rizzoli gli chiesero una mano per vendere una quota del giornale. "Io - ha detto - misi solo in contatto loro con Calvi e non ho partecipato alle trattative".

Nei verbali di interrogatorio Gelli ricorda anche la sua fuga dall'Italia nel 1982 quando venne coinvolto nelle inchieste giudiziarie. Si rifugiò in Svizzera dove fu poi arrestato, ma dopo poco tempo evase clamorosamente. Come? "Ero andato in Svizzera per difendermi meglio ed ero fuggito dall'Italia quando ebbi sentore che mi volevano arrestare (Gelli indica in un avvocato la "talpa" che lo avvertì). Ai pm ha dichiarato: dopo essere stato arrestato in Svizzera "sono scappato perché ho trovato tutte le porte aperte". "Ricordo che la sera della mia evasione - ha raccontato l'ex venerabile - il direttore del carcere, accompagnandomi in cella mi disse che in Svizzera non è reato evadere, ed io l'ho preso in parola. La polizia svizzera mi diede una mano per far partire il furgone sul quale ero stato nascosto sotto una coperta".

Gelli ha fatto riferimento alla banca del Vaticano ed al "movente" che avrebbe provocato la morte di Roberto Calvi. "Una sera ero a cena con Calvi, era scuro in volto, mi disse che il giorno successivo doveva andare dal "Santissimo", in Vaticano, per avere 80 milioni di dollari che doveva pagare per fatture relative alla Polonia e che se non li avesse avuti avrebbe fatto saltare tutto". "Il fatto è del '79-'80 - ha dichiarato Gelli - e per questo ho detto che per trovare gli assassini di Calvi bisognava indagare in Polonia".

(19 luglio 2005)
http://www.repubblica.it/2005/g/sezioni/cronaca/gell/gell/gell.html

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Di Loredana Morandi (del 18/07/2005 @ 11:29:07, in Varie, linkato 1642 volte)
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Di Loredana Morandi (del 15/07/2005 @ 18:47:33, in Magistratura, linkato 1262 volte)

Associazione Nazionale Magistrati

LA MANCANZA DI NUMERO LEGALE AL PLENUM DEL CSM

I componenti laici del Csm, nominati su indicazione della casa delle libertà, hanno fatto mancare il numero legale impedendo al plenum del Csm la discussione sull’ordinamento giudiziario inserita nell’ordine del giorno, approvato dal Presidente della Repubblica.

Il CSM ha il dovere istituzionale di esprimere pareri sulle proposte di legge che comunque hanno ricaduta sull’organizzazione della giustizia.

Preoccupa che ogni opinione, parere, manifestazione di pensiero o forma di dissenso venga vissuta come “indebita interferenza” nelle prerogative del legislatore invece che come contributo che arricchisce il dibattito e consente al Parlamento di essere l’effettivo luogo della sintesi politica di diverse idee e sensibilità.

L’Anm non può che esprimere la più netta e preoccupata contrarietà al comportamento tenuto.

Il CSM va preservato da logiche di contrapposizione politica e va posto in grado di esercitare il ruolo che gli viene assegnato dalla Costituzione e dalla legge, esprimendo il proprio parere sulle proposte legislative che incidono sull’ordinamento giudiziario.

Roma, 14 luglio 2005
La Giunta Esecutiva Centrale

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Di Loredana Morandi (del 15/07/2005 @ 18:46:17, in Magistratura, linkato 1315 volte)

Associazione Nazionale Magistrati

FERMATE TUTTE LE UDIENZE IN CASSAZIONE
PER LO SCIOPERO DEI MAGISTRATI

Lo sciopero ha bloccato integralmente le udienze della Cassazione. Sono state sospese e rinviate tutte le udienze civili e tutte quelle penali nelle quali, peraltro, sono stati ugualmente trattati, nonostante lo sciopero, i processi con detenuti.

Roma, 14 luglio 2005
La Giunta Esecutiva Centrale

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Di Loredana Morandi (del 15/07/2005 @ 18:44:11, in Magistratura, linkato 1311 volte)

Associazione  Nazionale Magistrati

DATI PROVVISORI SULL’ADESIONE ALLO SCIOPERO DEI MAGISTRATI

Dai primi dati provvisori pervenuti dai vari uffici giudiziari risulta che anche questa volta l’astensione dei magistrati italiani dalle attività giudiziarie è stata compatta, con una percentuale di circa l’85%. 

I primi distretti pervenuti sono: Palermo con un’adesione dell’83%, Milano dell’85%, Cagliari oltre il 93%, Venezia l’80%, Alessandria l’87% e Modena l’89%. I dati stanno ancora affluendo. In Cassazione sono state sospese tutte le udienze civili e penali ad eccezione di quelle relative ai processi con detenuti o comunque urgenti. A Roma si registra un’adesione altissima. Dappertutto sono stati assicurati i servizi essenziali a tutela dei diritti fondamentali e della sicurezza dei cittadini.

Roma, 14 luglio 2005
La Giunta Esecutiva Centrale

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Di Loredana Morandi (del 15/07/2005 @ 18:40:28, in Politica, linkato 1378 volte)

E Castelli: «Ciampi è troppo saggio, firmerà la riforma»
Sciopero toghe, esposto di Calderoli
Il ministro denuncia la protesta dei giudici: «Viola legge». Replica dell'Anm: «Siamo tranquilli». Durissimo D'Alema
 
ROMA - Mentre molti magistrati in tutta Italia incrociano le braccia per il loro quarto sciopero in tre anni contro la riforma della Giustizia firmata dal Guardasigilli Roberto Castelli che attende il varo alla Camera, il ministro leghista delle Riforme Roberto Calderoli passa dalle parole ai fatti e presenta un esposto al Senato contro la protesta delle toghe. E lo spiega così: «Con questo atto - dice il ministro ai giornalisti - chiedo di accertare la sussistenza e di verificare i presupposti criminosi previsti dall'articolo 503 del codice penale, ossia quello che prevede sanzioni contro chi effettua scioperi o serrate per fini non contrattuali».

CASTELLI: CIAMPI FIRMERA' - Intanto nelle stesse ore, lo stesso Castelli interviene sul tema della giustizia smentendo le indiscrezioni secondo cui Ciampi potrebbe rinviare per la seconda alle Camere la riforma dell'ordinamento giudiziario. «Il Capo dello Stato non firma la riforma dell'ordinamento giudiziario per la seconda volta? Non credo proprio. Ciampi è troppo saggio per pensare a cose di questa natura», chiosa Castelli.

BUFERA SU CALDEROLI - Tornando a Calderoli, il gesto del ministro riaccende il clima di contrapposizione fra il governo e i togati, che ritengono la riforma dell'ordinamento lesiva della propria indipendenza. Subito dopo, l'ex magistrato Antonio Di Pietro, leadel del movimento Italia dei Valori, ha a sua volta annunciato di aver presentato un contro-esposto nei confronti del ministro: «Lo abbiamo denunciato – ha spiegato Di Pietro in una nota - per aver falsamente accusato i magistrati scioperanti di aver commesso un reato, pur sapendo che lo sciopero è un diritto costituzionalmente garantito». Durissimo il commento di Massimo D'Alema: «È sconcertante che un soggetto simile possa far parte del governo di un paese civile». Secondo Francesco Rutelli, leader della Margherita «prenderli sul serio è la peggiore maniera per occuparsi dei problemi dell'Italia».

L'ANM: SIAMO TRANQUILLI - «Noi siamo assolutamente tranquilli e sereni». Così il presidente dell'Associazione nazionale magistrati replica alla denuncia presentata da Calderoli . «Il nostro sciopero - afferma Riviezzo - è perfettamente legittimo ed è stato valutato così anche dall'autorità preposta dalla legge al controllo, ossia dal garante per i servizi pubblici essenziali. Ripeto, quindi, che siamo perfettamente tranquilli. Avremmo preferito che la politica discutesse sul contenuto della riforma e sulle nostre proposte piuttosto che rispondere con le denunce».
Intanto con comunicato l'Anm diffonde i primi dati provvisori pervenuti dai vari uffici giudiziari, dai quali risulta che «l'astensione dei magistrati italiani dalle attività giudiziarie è stata compatta, con una percentuale di circa l'85%».

14 luglio 2005
http://www.corriere.it/Primo_Piano/Politica/2005/07_Luglio/14/calderoli.shtml

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Di Loredana Morandi (del 14/07/2005 @ 01:32:16, in Magistratura, linkato 1313 volte)

Associazione Nazionale Magistrati

I capi degli uffici giudiziari scioperano contro la proposta di riforma dell’ordinamento giudiziario.

Ampia solidarietà all’ANM

Sono già pervenute oltre 170 adesioni di capi degli uffici all’astensione del 14 luglio 2005 come da elenco che segue.

La massiccia adesione dimostra la contrarietà anche dei dirigenti alle forme di gerarchizzazione previste nella proposta di riforma.

Hanno aderito allo sciopero anche diversi magistrati che prestano servizio all’Ispettorato del Ministero della Giustizia.

Stanno pervenendo all’ANM attestati di solidarietà da parte di associazioni di magistrati europei come  A.E.M. e MEDEL, di sindacati e di associazioni della società civile, della Federazione Nazionale della Stampa italiana.

Al manifesto del 25 giugno 2005 contro la proposta di riforma hanno aderito numerosi professori universitari.

In occasione dello sciopero, in vari distretti si terranno manifestazioni con la presenza di costituzionalisti, avvocati, esponenti della società civile.

E’ diffuso il consenso alle preoccupazioni per l’indipendenza e l’autonomia della magistratura manifestate dall’ANM. E’ auspicio dell’Associazione che di tutto ciò si tenga conto nel corso dell’esame parlamentare.

Roma, 13 luglio 2005

Allegato 1: SCIOPERO MAGISTRATI 14 LUGLIO 2005

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Di Loredana Morandi (del 14/07/2005 @ 01:30:36, in Magistratura, linkato 1306 volte)

Associazione Nazionale Magistrati
Sezione Emilia Romagna

La Giunta
In occasione della astensione dalle udienze  deliberata per la giornata del 14.7.2005

Indice una
ASSEMBLEA DISTRETTUALE
presso l'aula delle udienze civili del Tribunale di Bologna ore 11 sul tema:

RIFORMA DELL'ORDINAMENTO GIUDIZIARIO
CRISI DEL SERVIZIO GIUSTIZIA

invita magistrati, avvocati,  tutti gli  operatori degli uffici giudiziari del distretto  a partecipare .

Interverranno:

il Presidente della Corte di Appello, il Procuratore Generale presso la Corte di Appello, il Presidente del Tribunale di Bologna, il Procuratore della Repubblica del Tribunale  di Bologna, il Presidente del Consiglio dell'Ordine degli Avvocati di Bologna , il Presidente della Camera  Penale di Bologna , il rappresentante del Sindacato Avvocati Bologna , il rappresentante delle organizzazioni sindacali della funzione pubblica  e rappresentanti della Università di Bologna

Il Presidente della Giunta Anm Emilia Romagna

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Di Loredana Morandi (del 14/07/2005 @ 01:26:58, in Sindacato, linkato 1428 volte)

SOLIDARIETA' DELLA F.P. C.G.I.L. - F.P.S. C.I.S.L. U.I.L. P.A. E SAG. UNSA
ALLO SCIOPERO DEI MAGISTRATI DEL GIORNO 14 LUGLIO

Lo sciopero indetto dall' Associazione Nazionale Magistrati  per il giorno 14 Luglio 2005 rappresenta l'ennesima manifestazione di dissenso della gestione del sistema giudiziario del nostro Paese.
L'iniziativa di protesta dei magistrati mette in evidenza la sofferenza che si registra nei confronti di chi crede che le problematiche del sistema giudiziario possano essere risolte esclusivamente  con una riforma che è mirata a ledere l'autonomia della magistratura e, peggio ancora, in contrasto con la Costituzione senza affrontare con la dovuta razionalità e consapevolezza le cause che determinano la lungaggine dei procedimenti giudiziari.
A tal fine i lavoratori che operano negli uffici giudiziari della regione Emilia Romagna il giorno 1 luglio hanno effettuato in tutte le città delle manifestazioni di protesta per denunciare la grave carenza di organico alla quale si tenta di far fronte con lavoratori precari che non hanno garanzie per il loro futuro lavorativo, con la continua erosione delle risorse economiche che di fatto non consente neanche di acquistare il materiale di cancelleria,  e con le condizioni degli edifici giudiziari sia per quanto riguarda la posizione logistica, sia per quel che concerne la condizione abitativa, che di fatto non corrispondono ai minimi criteri di decorosa
abitabilità.
In pratica si vuole organizzare  il  sistema  giudiziario senza avere la vera consapevolezza  delle problematiche esistenti.
Per queste ragioni Vincenzo Santoro, Giancarlo Vitelli, Luigi Febbraro e Rosa Maria Fino esprimono - a nome delle segreterie provinciali F.p. C.G.I.L., F.p.S. C.I.S.L., U.I.L. P.A.  e S.A.G. UNSA - la loro solidarietà alla protesta indetta dall'Associazione Nazionale dei Magistrati considerata la comune  certezza che  una riforma vera e seria della giustizia deve avere a riferimento i veri problemi dei cittadini che chiedono un servizio giudiziario migliore da coloro che oggi loro malgrado sono impossibilitati a renderlo.

Modena 13 Luglio 2005

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Di Loredana Morandi (del 13/07/2005 @ 13:32:02, in Sindacato, linkato 1245 volte)

Federazione Nazionale della Stampa Italiana

Roma, 12 luglio 2005
Prot. n. 165/C

Il Segretario Generale della Federazione Nazionale della Stampa Italiana, Paolo Serventi Longhi, ha inviato al Presidente dell’Associazione Nazionale Magistrati, Dott Ciro Riviezzo, la seguente lettera:

“Egregio Presidente,

nell’imminenza dello sciopero nazionale dei magistrati proclamato dalla Sua Associazione per giovedì 14 luglio, Le esprimo la solidarietà alla categoria che Ella guida, il cui ruolo e la cui autonomia rappresentano elementi fondamentali per la certezza del diritto. La stessa Costituzione della Repubblica ne fissa i contorni e ne stabilisce i principi essenziali.
Ritengo pertanto necessario che la riforma dell’ordinamento giudiziario in discussione in Parlamento proceda con un’ampia consultazione e con il consenso della Magistratura. Sarebbe assurda una approvazione del provvedimento che non tenga conto delle preoccupazioni espresse dall’Associazione Nazionale Magistrati circa gli aspetti di incostituzionalità e di ingestibilità . D’altra parte lo stesso Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi è più volte intervenuto per sottolineare le esigenze di autonomia della magistratura.
Proprio in queste settimane anche i giornalisti sono impegnati in una dura battaglia per difendere l’indipendenza e la qualità della loro professione più volte sottoposta ad attacchi dai diversi poteri. Così come i magistrati, anche i giornalisti sono stati costretti ad azioni di sciopero motivate dalla posizione delle imprese pubbliche e private nelle vertenze contrattuali.
Ella ha avuto modo di sottolineare l’amarezza con la quale l’ANM ha deciso di ricorrere allo strumento dello sciopero, che è e resta un atto estremo, sia per i magistrati sia per i giornalisti. Nella consapevolezza, però,  che la responsabilità di entrambe le categorie non consente di evitare questa forma di lotta per difendere diritti e libertà.
I giornalisti, poi, hanno un motivo di ulteriore preoccupazione sulla riforma  per quanto attiene all’esercizio della libertà di informazione e del diritto di cronaca. Non condividiamo infatti la norma, contenuta nel Disegno di legge del Governo, che prevede che le informazioni sulle attività dell’ufficio del pubblico ministero debbano essere attribuite esclusivamente e personalmente al Procuratore della Repubblica. I magistrati in contrasto con questa disposizione sarebbero poi perseguiti disciplinarmente. Riteniamo che ciò determinerebbe un’informazione giudiziaria controllata direttamente dal Procuratore Capo della Repubblica e, per questo, sarebbe limitativa della libertà del cronista giudiziario di avere chiarimenti e notizie direttamente dai singoli magistrati dell’ufficio. Un ‘informazione, quindi, che rischierebbe di essere reticente.
Nella speranza che le preoccupazione dell’ANM e quelle della Fnsi vengano recepite dal legislatore, La ringrazio per l’attenzione e Le auguro i migliori auguri di riuscita dello sciopero dei magistrati”.

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