Immagine
 l'ombrello ...... di Lunadicarta
 
"
Tutte le verità passano tre fasi. Primo: vengono ridicolizzate. Secondo: subiscono una opposizione violenta. Terzo: vengono accettate come ovvie.

Arthur Schopenhauer
"
 
Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Loredana Morandi (del 28/06/2005 @ 09:11:59, in Magistratura, linkato 1301 volte)

Sciopero toghe: Bobbio, li denuncio
Interruzione pubblico servizio, scommetto su archiviazione
(ANSA)-ROMA,27 GIU- Luigi Bobbio (An), relatore al Senato sulla riforma dell'ordinamento giudiziario, si scaglia contro lo sciopero dei magistrati del 14 luglio. E avverte che e' pronto a contrastare una scelta 'demagogica, illegittima e incostituzionale' denunciando gli scioperanti per interruzione di pubblico servizio. Ma si dice altrettanto pronto a scommettere che la denuncia verra' archiviata 'a conferma del fatto che la magistratura e' un ordine autoreferente mai disposto a mettersi in discussione'. 

Nota del redattore: considerato che Bobbio è un ex pm della procura di Napoli, cresciuto sotto l'ala di Cordova, non ci sono parole.

Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Loredana Morandi (del 27/06/2005 @ 12:44:30, in Indagini, linkato 1577 volte)

Qui sotto potete leggere l'articolo originale per il quale sono stata messa in croce, come se fossi una *pornografa*, da Buongiovanni, Neri, Mantellini, il tizio de Il Foglio.it, Pfaal, Vogliaditerra e tanti altri, compreso Caravita che intervenne solo per darmi della pazza mentre mi trovavo nella necessità di denunciare a Poltel il furto degli identificativi personali e delle password, su semplice richiesta di una donna fuggita in Egitto dall'Italia. Dopo vennero le minacce e altri reati contro la libertà di ogni cittadino.

Consiglio a cotanta scienza: cancellate i vostri blog. Sono una inutile perdita di tempo  indegna della professione del giornalista ma, soprattutto, non vi candidate come paladini dei diritti dell'utenza: NON LO SIETE! Io? Io ho già aperto la mia campagna politica contro la delinquenza commerciale del web.

CARCERI DELL'OCCUPAZIONE IRAQ: TUTTE LE FOTo

03.05.2004
by
@ 13:26

da http://bloggersperlapace.splinder.it/

Al servizio di Cbs news si aggiunge, sotto gli occhi di tutti, la denuncia del Daily Mirror sulle violenze agli iracheni ad opera dei militari usa e inglesi. Ai link che seguono trovate gli articoli e le foto di quello, che accade nelle carceri della occupazione e contro la popolazione civile irachena. Da Albasrah l'intera rassegna, ma anche da Memory Hole e sulla violenza alle donne. In questi mesi abbiamo ricevuto notizia di questi fatti tramite alcune lettere fuggite al controllo degli aguzzini. Loro, i potenti, si dicono disgustati. Specialmente Blair. Ma le primissime foto circolate nell'aprile 2003 riprendevano proprio i soldati inglesi per la foto ricordo con l'iracheno prigioniero legato, imbavagliato e sotto gli scarponi del "turista" armato fino ai denti. C'era da aspettarselo, una soldataglia composta in parte di uomini (e donne) esaltati e da facinorosi, lasciata allo stato brado in un paese occupato, sviluppa sempre queste tematiche. Da che mondo è mondo. Una raccomandazione sulle foto: resistete alla speranza che siano false.

Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Loredana Morandi (del 25/06/2005 @ 23:21:59, in Magistratura, linkato 1419 volte)

A Roma si è tenuta una partecipata assemblea dell'ANM (tenuto conto dei tempi ristrettissimi nei quali è stato necessario organizzarla). Di Seguito il documento approvato all'unanimità dall'assemblea.

L'ASSEMBLEA A.N.M. DEL DISTRETTO DI ROMA

riunita il 23.6.05 presso l'aula magna della Corte di appello civile di Roma ha approvato all'unanimità il seguente

DOCUMENTO

- Una normativa minata da palesi illegittimità costituzionali (tanto da essere bocciata dal Capo dello Stato) viene riproposta, sostanzialmente immutata, in Senato.

- Va respinta la filosofia di fondo di chi vuole una Magistratura strutturata per gradi "da scalare", stimolando i magistrati non già a un miglioramento professionale in relazione alle funzioni svolte bensì solo ad un'esasperata progressione di carriera, sottovalutando  l'apporto e l'abnegazione del Giudice di primo grado (pilastro dell'istituzione giudiziaria), costretto a preparare i concorsi anziché rispondere alla domanda di giustizia dei cittadini.

- Va stigmatizzata la mortificazione del ruolo del C.S.M., sostanzialmente esautorato del compito di valutazione dei magistrati.

- Č inaccettabile, inoltre, il perseverare in una procedura di approvazione della legge per maxi articoli che preclude la possibilità di confronto tra le forze politiche su specifici punti della materia trattata, al solo scopo di contingentare i tempi di approvazione, di evitare il dibattito e conseguentemente una seria riflessione da parte dell'opinione pubblica sulle conseguenze delle norme in via di approvazione.

PERTANTO

Preso atto della deprecata mancanza di volontà di dialogo da parte dell'attuale maggioranza parlamentare e dell'uso di metodi che non consentono un'adeguata informazione dell'opinione pubblica, l'Assemblea dei magistrati del distretto di Roma propone agli organismi centrali dell'A.N.M. di adottare tutte le più incisive e visibili forme di protesta possibili, nessuna esclusa, con particolare riferimento all'astensione dalle udienze.
Propone, inoltre, di promuovere iniziative idonee a coinvolgere l'Avvocatura, l'Accademia, il Personale amministrativo del Ministero della giustizia e le aggregazioni della Società civile, iniziative indispensabili per fare comprendere che la magistratura tutta non è estranea ai reali problemi del Paese.

L'ASSEMBLEA DELL'A.N.M. DEL DISTRETTO DI ROMA

SI SOTTOLINEA CHE L'ADESIONE E' RISERVATA ALLE SOLE PERSONALITA' ESTERNE ALLA MAGISTRATURA
  _____ 

Associazione Nazionale Magistrati

Adesioni al manifesto sulla contro-riforma dell'ordinamento giudiziario
 
Gli accademici e gli esponenti della cultura giuridica che intendano aderire al manifesto per la Manifestazione nazionale di Roma del 25 giugno 2005 sull'ordinamento giudiziario, possono farlo mandando un fax, indicando nome e qualifica.
L'adesione potrà pervenire anche dopo la Manifestazione, e l'A.N.M. ne darà notizia nei consueti modi.

Roma, 22 giugno 2005.
La Giunta Esecutiva Centrale

Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Loredana Morandi (del 25/06/2005 @ 23:19:09, in Magistratura, linkato 1355 volte)

Associazione Nazionale Magistrati

IL CDC DELL’ANM PROCLAMA LO SCIOPERO DEI MAGISTRATI ITALIANI PER IL 14 LUGLIO 2005

I lavori parlamentari sull’ordinamento giudiziario stanno proseguendo in questi giorni al Senato di fatto senza discussione alcuna e in mancanza di un adeguato esame di temi  che incidono sull'esercizio della giurisdizione e sulle garanzie per i cittadini.

Sul contenuto della riforma, in quattro anni, non si è mai realmente discusso, essendosi proceduto con blindature, maxi-emendamenti, voti di fiducia e contingentamento dei tempi, come in occasione della discussione in Senato, nella quale è stata operata la scelta di costringere il dibattito parlamentare negli angusti limiti di “otto ore di lavori” .

Non sono stati esaminati gli aspetti di incostituzionalità e di ingestibilità segnalati dall’Associazione e dalla cultura giuridica. 

Non si è tenuto conto dei rilievi formulati dal Presidente della Repubblica nel suo messaggio alle Camere.

E’ stato respinto, oltre a quelli presentati dall’opposizione, anche un emendamento che proveniva da esponenti della stessa maggioranza e che rispondeva ad uno dei rilievi del Capo dello Stato.

L’ANM

Esprime la fortissima preoccupazione per una così grave rottura degli equilibri costituzionali.

Ribadisce la propria ferma contrarietà ad una pessima legge che, al di là degli intenti chiaramente punitivi dei suoi promotori, non risolve uno solo dei problemi che affliggono la giustizia, nessun beneficio porterà ai cittadini ed anzi provocherà gravissime e immediate disfunzioni nell’organizzazione giudiziaria.

IL COMITATO DIRETTIVO CENTRALE

all’esito dell’assemblea nazionale svoltasi oggi 25 giugno con la partecipazione di oltre trecento magistrati  in rappresentanza di tutte le sedi giudiziarie italiane,

PROCLAMA

l’astensione dall’attività giudiziaria per il giorno 14 luglio 2005;

DŔ MANDATO

alla Giunta esecutiva di procedere agli adempimenti formali ed al preavviso tenuto conto dell’evoluzione dell’iter parlamentare in Senato.

Roma, 25 giugno 2005

Approvato all’unanimità

Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Loredana Morandi (del 25/06/2005 @ 23:16:54, in Giuristi, linkato 1552 volte)

la libertà ...
è avere un pensiero che non sia uguale
comunque e sempre
a quello altrui
è lottare per un sogno
che non sia di inutile
e sterile sopravvivenza
è credere in questa vita
e forse anche in un'altra
se così è
nessuna catena
potrà sopprimere la nostra
eterna libertà

 

www.tidona.it

Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Loredana Morandi (del 25/06/2005 @ 18:37:04, in Magistratura, linkato 1712 volte)

La mitica procura di Milano ha emesso ordine di arresto per 13 agenti della Cia operativi in Italia e non solo: gli ha confiscato computer, dischetti e altri documenti.

BRAVI!!!!!!!!!!!!!

THE WORLD
Italy Orders Arrest of 13 CIA Operatives
Prosecutors accuse the Americans of taking part in a kidnapping: the 'extraordinary rendition' of a terrorism suspect to Egypt.
By Tracy Wilkinson
Times Staff Writer

June 25, 2005

MILAN, Italy — An Italian judge has ordered the arrest of a group of CIA operatives who investigators believe kidnapped a radical Egyptian imam from the streets of Milan and bundled him off to Cairo, where he said he was tortured.

As part of the inquiry, Italian police Thursday night raided the Italian home of an American man identified in arrest warrants as the former CIA station chief here and confiscated a computer, disks and documents, judicial sources said.

The warrants name 13 American operatives from a group of 19 men and women who authorities here believe pursued and then snatched Hassan Osama Nasr, a radical cleric better known as Abu Omar, nearly 2 1/2 years ago. Officials, who announced Friday that warrants had been issued, said none of the operatives were in Italy any longer and that no one was taken into custody.

The Abu Omar case appears to be an example of an "extraordinary rendition," a controversial practice employed by U.S. authorities against suspected terrorists with increasing frequency since the Sept. 11 attacks. U.S. counter-terrorism operatives seize and transport a suspect in one foreign country to another without seeking court permission. Human rights organizations say treatment of the suspect in the destination country can be brutal.

Italy is one of three European countries, along with Sweden and Germany, that are examining alleged renditions on their soil. It is rare for a country friendly to the United States to attempt to prosecute its secret agents.

The suspected agents were identified, with names and addresses, through cellular phone records and hotel and rental car receipts amassed from the weeks they were in Milan preparing and executing the operation, three officials said in interviews during the last several days.

"We will be asking for judicial assistance from both Egyptian and … U.S. authorities," Milan's top prosecutor, Manlio Claudio Minale, said in announcing the arrest orders.

Another leading prosecutor, Armando Spataro, opened the Italian investigation this year and sought and secured the arrest warrants. "I think it's nearly impossible to arrest anyone," Spataro said in an interview. "The important thing is to get to the truth."

He said he hoped to be able to ask for the extradition of the operatives and to take depositions from witnesses in the U.S.

It was not clear to what extent the U.S. operation was approved by the government of Prime Minister Silvio Berlusconi, a staunch ally, Italian sources said. But the Italian judiciary frequently acts independently, and government approval of the operation would not necessarily have stopped prosecutors from pursuing the case.

The U.S. Embassy in Rome and the State Department declined to comment on the case Friday. Adam Ereli, a State Department spokesman, said the government would not comment in the future on any aspect of the case. The CIA has defended extraordinary renditions, saying it receives assurances from the destination countries that the suspects will be treated well.

Several U.S. officials said the case was extraordinarily sensitive, given Washington's close working relationship with Italy on many issues. One former U.S. intelligence official said that the prospect of Italy issuing arrest warrants had been discussed privately within the CIA for months, and that agency officials in Italy were told six months ago to clear out in anticipation of possible legal action.

A current U.S. official, who spoke on condition of anonymity, said the Italian warrants would probably be considered valid by Europol, the European Union police agency, meaning that the operatives could be arrested anywhere on the continent.

"We have a very solid case," a senior Italian justice official said.

"I realize this won't change U.S. policy, but it will be embarrassing, at the least," said another Italian law enforcement official familiar with the case.

Details of the Abu Omar case were first reported in the Los Angeles Times on March 3. Spataro requested arrest warrants March 22, and Judge Chiara Nobile issued them late Thursday.

The abduction of Abu Omar forced Italian authorities to abort an extensive case they were building against him. His arrest had been imminent, they said, and formal charges against him are pending.

Italian authorities suspected Abu Omar of helping to build a terrorist network in Europe, of recruiting volunteers to fight in Iraq on the eve of the U.S. invasion and of possibly plotting a bombing. He was a veteran of wars in Bosnia-Herzegovina and Afghanistan and was using his pulpit in Milan to raise money in the name of jihad, or holy war, Italian officials said, citing information from wiretaps, including one at a mosque where he preached.

According to court papers, he was recorded in numerous conversations with other terrorism suspects who have since been prosecuted. In one, he is heard praising a man later accused of recruiting suicide bombers for his success in reaching out to "the youth."

Abu Omar's disappearance angered several officials who thought they had always cooperated fully with U.S. anti-terrorism efforts, only to be trampled on in this operation.

"Kidnapping Abu Omar was not only a crime against the state of Italy, but also it did great damage to the war on terrorism," said Spataro, the prosecutor. "We could have continued the investigation and found evidence on other people. He would be on trial by now instead of missing."

As part of the investigation into the abduction, Italian law enforcement officials put together an extensive dossier on the team of men and women who they said spent several days tracking Abu Omar and then intercepted him as he walked to Milan's Viale Jenner mosque on Feb. 17, 2003. The operatives surrounded and subdued him, then shoved him into a minivan and sped away, witnesses have told investigators.

The group that captured Abu Omar numbered 13, and six other men and women were involved in surveillance and setting up the abduction, law enforcement officials said. All 19 were American, and many if not all were thought to be CIA agents, the officials said.

Although Spataro asked for the arrest of all 19, Nobile only approved warrants for the 13 allegedly involved in the actual abduction. The prosecutor said he might appeal the decision on the other six.

By tracing the operatives' traffic on up to 17 cellular phones and putting together credit card receipts for rental cars, hotels and restaurants, Italian investigators were able to reconstruct the their movements, prosecutors said. They compiled first and last names for the Americans, poor-quality photographs from copies of driver's licenses, and some addresses and U.S. phone numbers.

The officials acknowledged that many of the names and much of the information may be false. But one name was very familiar to them: The then-station chief of the CIA in Milan, an agent with whom senior Italian police officials had frequently worked and socialized. The official had held a consular position at the U.S. mission in Milan.

Police on Thursday raided a home of the American near Turin, seizing papers and a computer. Judicial sources said that the man had left U.S. government service and was outside Italy but that his wife was at home.

The people who spirited Abu Omar away took him to the American side of the joint U.S.-Italian Aviano Air Base, Italian prosecutors said. He was then flown in a CIA-contracted Learjet to the U.S. Ramstein Air Base in Germany, where they transferred him to a Gulfstream executive jet for the last leg of the journey, to Cairo, they said.

Some of the cellphone calls tracked by the Italians were made by the operatives to Aviano, they said.

Once in Cairo, Abu Omar later told associates, he was put in prison, beaten and given electrical shocks on his genitals. Italian investigators said they found those claims credible.

Within a few weeks of the imam's disappearance, Italian police asked U.S. officials for information on his whereabouts and were told he was in a Balkan country, the prosecutor's office said.

The following year, Abu Omar was released and telephoned his wife in Milan. Italian investigators had not stopped their wiretapping of his home and were then able to learn where he was.

They quoted him as saying he had been released because of his deteriorated physical condition.

"He had been detained for a long time and had undergone physical violence to make him respond to his interrogators' questions," the prosecutors' office said.

Egyptian police quickly rearrested him, Italian officials said. His location and condition today are unclear.

Most experts, including former intelligence officers, said it was unlikely that the CIA would mount such an operation without some level of approval from the host nation.

Berlusconi considers himself the most loyal supporter of the Iraq war among leaders in continental Europe.

"It is impossible that they did this without Italian cooperation, but we found no evidence," an Italian law enforcement official said.

Leftist political parties that oppose Berlusconi's right-wing government have been especially vocal in demanding to know more about the case and whether the prime minister approved the abduction. They renewed those calls Friday.

"I repudiate the silence of the Italian government," said Sen. Tana de Zulueta, adding that repeated inquiries to the foreign minister, justice ministry and prime minister's office had gone unanswered.

Berlusconi has not commented on the case.

Ties between Italy and the U.S. were already strained over the killing in Iraq of a senior Italian intelligence officer by American troops who fired on his car as he escorted a freed Italian hostage to safety. U.S. authorities judged the shooting a mistake.

Attempts to prosecute U.S. intelligence agents "will create quite a diplomatic headache," Zulueta said.

Times staff writers Josh Meyer in Washington and Sebastian Rotella in Paris contributed to this report.

http://www.latimes.com/news/nationworld/world/la-fg-cia25jun25,0,6973521.story?track=tottext

Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Loredana Morandi (del 25/06/2005 @ 18:34:21, in Magistratura, linkato 1437 volte)

"No alla riforma della giustizia"
Toghe in sciopero il 14 luglio

ROMA - Sciopero delle toghe il 14 luglio contro la riforma dell'ordinamento giudiziario. La protesta, nell' aria da giorni, è stata decisa dal comitato direttivo centrale dell' Anm riunitasi dopo la manifestazione nazionale nella sede della Cassazione. "La scelta di scioperare è un momento di grande responsabilità e di amarezza - sottolinea il presidente dell'Associazione nazionale magistrati Ciro Riviezzo - lo sciopero è un atto estremo, ma noi non perdiamo mai la speranza che dal Parlamento arrivino parole di buonsenso".
(Repubblica News24h 2005-06-25 17:13:40)

Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Loredana Morandi (del 25/06/2005 @ 09:14:29, in Magistratura, linkato 1476 volte)

ASSOCIAZIONE NAZIONALE MAGISTRATI

La contro-riforma dell’ordinamento giudiziario all’esame del Parlamento è in radicale contrasto con la Costituzione, non è stata neppure adeguata ai rilievi di “palese incostituzionalità” del Capo dello Stato, creerà gravissime disfunzioni nell’organizzazione giudiziaria ed inciderà pesantemente sull’indipendenza di ciascun magistrato e sulla sua quotidiana vita professionale. E inoltre non concorrerà a diminuire di un sol giorno i tempi dei processi.

MANIFESTAZIONE NAZIONALE
DEI MAGISTRATI ITALIANI
SULL’ORDINAMENTO GIUDIZIARIO
 
ROMA - AULA MAGNA DELLA CORTE DI CASSAZIONE

SABATO 25 GIUGNO 2005, ORE 10

Parteciperanno: Francesco Paolo Casavola, Mauro Catenacci, Sergio Chiarloni, Giorgio Costantino, Emilio Dolcini, Leopoldo Elia, Paolo Ferrua, Giovanni Fiandaca, Glauco Giostra, Carlo Federico Grosso, Giulio Illuminati, Giorgio Marinucci, Renzo Orlandi, Alessandro Pace, Vincenzo Scordamaglia,  Delfino Siracusano, Giuseppe Verde.

Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Loredana Morandi (del 25/06/2005 @ 09:10:07, in Magistratura, linkato 1390 volte)

Associazione Nazionale Magistrati
Sezione della Cassazione

L’Assemblea della Sezione Cassazione dell’Associazione Nazionale Magistrati,  riunita in Roma il 23 giugno 2005, ha approvato all’unanimità  dopo ampia discussione e a seguito di alcuni emendamenti il seguente  documento proposto dalla Giunta  della Sezione quale contributo per l’Asseblea generale dell’Associazione del 25 giugno 2005:

1.  Il Senato  sta discutendo il testo della legge delega sulla riforma dell’ordinamento giudiziario.  Si tratta di un atto normativo di grandissimo rilievo costituzionale, poiché la proposta tocca tutti i punti nevralgici dell’ordinamento giurisdizionale.  Appare quindi evidente quale debba essere il livello di attenzione e di partecipazione  che il Parlamento è chiamato a dispiegare per  una simile elaborazione legislativa, data anche l’estrema complessità delle soluzioni normative che vi vengono delineate.   La delicatezza dello scrutinio parlamentare  è  poi drammaticamente accentuata dal fatto che  esso avviene dopo che il testo è stato rinviato alle Camere dal Presidente della Repubblica per una nuova deliberazione, con un messaggio nel quale  Presidente della Repubblica  denunziava  “motivi di palese  incostituzionalità” nel disegno che le Camere avevano già approvato.

E’ quindi motivo di sconcerto e di allarme – allarme per la salvaguardia di quei fondamentali principi di correttezza costituzionale che garantiscono garantisce  il sistema politico istituzionale dal rischio di fenomeni degenerativi  - constatare  che i lavori parlamentari si svolgono in un clima  di concitazione  e di completa chiusura al confronto:  al confronto interno all’istituzione parlamentare, ma anche al confronto con l’esterno ed in particolare con la cultura giuridica,  mentre sembra ormai irremovibile il rifiuto di dare  qualunque ascolto alla voce della magistratura.   Chiamato ad emendare  un testo di riforma di grande rilievo costituzionale e di estrema complessità per espungerne le incostituzionalità gravi e palesi – ma anche, possibilmente,  quelle meno eclatanti -  era legittimo aspettarsi che il Parlamento avrebbe dedicato ad un simile compito tempi e impegno adeguati.   Così non è stato ed il soffocamento della discussione appare ancor più grave se si considera che il testo è rimasto  strutturato  nel modo  assurdo  e incomprensibile  denunziato dal Presidente della Repubblica, tale da porsi già di per sé in contrasto con  “la ratio delle norme costituzionali che disciplinano  il procedimento legislativo  e segnatamente con l’articolo 72 della Costituzione, secondo cui ogni legge deve essere approvata articolo per articolo e con votazione finale”.

2.  Restano ferme, nei confronti del testo emendato del disegno di legge delega sulla riforma dell’ordinamento giudiziario, tutte le critiche  che al testo originario sono state rivolte – sul piano della costituzionalità, sul piano della razionalità ed anche sul piano della semplice ragionevolezza – dalla magistratura associata, dal Consiglio Superiore della Magistratura, dalla parte prevalente della cultura giuridica.

 In particolare resta fermo  - e deve essere  con chiarezza ribadito;  a) che il vero, grande problema del nostro sistema di giustizia è quello dell’efficienza, che si manifesta nell’intollerabile durata dei nostri processi civili e penali; b) che è quindi evidente la necessità di dare priorità assoluta a questo problema, magari con misure drastiche, con cambiamenti anche non graditi a magistrati e avvocati ma tutti chiaramente orientati a soddisfare l’esigenza dei cittadini di avere una giustizia più rapida;  c)  che nel disegno di legge delega non vi è neppure una norma, neppure un singolo comma, che introduca una sia pur modesta misura di efficienza. Dell’interesse pubblico – incontestabile e da tutti condiviso – ad avere processi  meno lenti, meno cavillosi, più chiari e più efficienti – in altre parole, più giusti -  questa riforma non intende occuparsi, quasi che  fossero altri gli obiettivi più importanti ed urgenti da perseguire.

Resta anche fermo – e deve ugualmente essere ribadito con chiarezza – il giudizio di assurdità  e di concreta impraticabilità formulato da tutti i commentatori riguardo  ad un sistema  che  determina una “esasperata frammentazione dei magistrati  in quindici diverse funzioni, dieci livelli di inquadramento di grado, tredici tipi di concorsi e sei diverse composizioni delle commissioni”  e che, nella sua imbarazzante macchinosità,  non solo riuscirà inattuabile, ma, ove mai attuato,   implicherebbe una partecipazione dei singoli magistrati a procedure concorsuali potenzialmente così frequente da determinare  una drastica riduzione del tempo  impiegato nell’esercizio della funzione giudiziaria.  

3.  Gli elementi incostituzionalità  della controriforma non sono stati affatto superati dalle correzioni apportate al testo  rinviato alle Camere.  Alcuni di essi sono stati forse resi meno palesi,  ma questo non basta perché possa ritenersi adempiuto il dovere di rispettare la costituzione e di dare ad essa lealmente attuazione nella misura più ampia e più profonda.

Al di là dell’incostituzionalità di molte delle singole specifiche norme del disegno di legge di riforma dell’ordinamento giudiziario, quella che più si evidenziava in esso era la contrarietà del disegno complessivo delineato dalla controriforma rispetto al disegno  delineato dalla Costituzione.

Il disegno costituzionale è quello di affidare il governo della magistratura  al  Consiglio superiore della magistratura, e cioè ad un organo eletto prevalentemente dagli stessi magistrati, al quale la Costituzione attribuisce la funzione di esprimere  e di attuare l’autonomia dell’ordine giudiziario.

E’ affermazione comune, nella giurisprudenza costituzionale, nella letteratura costituzionalistica e nella convinzione  unanime della magistratura,   che l’esistenza del Consiglio superiore della magistratura  e l’attribuzione a tale organo delle funzioni di governo della magistratura  siano il vero baluardo dell’indipendenza dell’istituzione  giudiziaria e dei singoli magistrati e quindi la garanzia essenziale  dell’imparzialità del sistema di giustizia, sia nel suo insieme, sia  con riferimento a ciascun giudice e a ciascun processo. 

La previsione costituzionale di un organo di tal genere e la funzione cui esso risponde nel disegno costituzionale implica logicamente che  alla sua competenza esclusiva siano attribuite – senza possibilità di interferenze e di condizionamenti dall’esterno – tutte le funzioni che direttamente o indirettamente possano incidere sullo status dei magistrati e quindi condizionare la loro indipendenza e tutte quelle  che parimenti compongono  la funzione di governo dell’amministrazione della giurisdizione.

Ora, il dato significativo del disegno di legge  in esame è costituito dal numero davvero impressionante, dalla sistematica univocità, dalla precisa concordanza delle innovazioni dirette a togliere, ridurre, limitare  o neutralizzare le funzioni del Consiglio superiore della magistratura.  E’ appunto il numero, la gravità e l’univoca concordanza  di questi elementi a far comprendere qual è la complessiva ragione ispiratrice di fondo  - peraltro neppure nascosta ed anzi più volte dichiarata – che questa riforma è diretta ed idonea a realizzare. L’intento complessivo è quello di ridurre e/o neutralizzare o condizionare il ruolo del Consiglio superiore della magistratura  nel governo della magistratura e dei magistrati. Ma è proprio questa funzione della riforma ciò che la pone in radicale contrasto con il dettato costituzionale.   Guardando all’insieme della riforma e non  solo ai suoi singoli segmenti risulta ben chiaro che essa delinea un disegno dell’istituzione giudiziaria confliggente  rispetto al modello che per essa la  costituzione ha imposto al legislatore di seguire , quando gli ha affidato il compito, fino ad ora inadempiuto,  di emanare “una nuova legge sull’ordinamento giudiziario in conformità alla Costituzione”.

Lo stesso può dirsi per il principio  di  uguaglianza dei magistrati stabilito dall’articolo 107 terzo comma della Costituzione  che ha trovato attuazione  nel tempo mediante la tendenziale abolizione della “carriera”.

Lo stesso  vale per la concezione del potere giudiziario come potere diviso e diffuso, che viene  cancellata con il ripristino di un assetto strettamente gerarchico nelle Procure della Repubblica.

Lo stesso vale per la separazione delle carriere attuata tra magistrati giudicanti e magistrati del pubblico ministero in modo surrettizio ma comunque in contrasto con la Costituzione, che  attribuisce  indistintamente la funzione giurisdizionale ai  magistrati – senza differenziare tra giudici e pubblici ministeri  (articolo 102, primo comma);  che considera giudici e pubblici ministeri come componenti di un unico ordine autonomo e indipendente da ogni altro potere (articolo 104);  quali elettori dell’unico Consiglio superiore della magistratura  e quali componenti di esso (articolo 104 commi secondo e seguenti);  che assoggetta giudici e pubblici ministeri esclusivamente ai poteri del Consiglio superiore della magistratura per tutto ciò che riguarda il loro status (articolo 105); che per entrambi stabilisce  la nomina esclusivamente per concorso (articolo 106, primo comma), nonché l’inamovibili e la distinguibilità solo per funzioni (articolo 107).  

Sul piano tecnico-giuridico,  quindi, appare evidente che la progettata riforma dell’ordinamento giudiziario è contraria alle regole o ai principi della costituzione proprio perché è ad essi contrario il risultato  della combinazione dei singoli disposti precettiv,  tale da far risultare che  “gli organi legislativi si sono serviti della legge   per una finalità diversa  da quella che la norma costituzionale addita”, secondo la formulazione  che si legge in Corte cost. sent. 53 del 1974.  Il fatto  è che la  legge deve alla Costituzione non solo un rigoroso rispetto formale, ma anche e soprattutto un rispetto sostanziale e materiale, che va quindi riferito anche al risultato  dei meccanismi e delle combinazioni normative e non solo alle  singole disposizioni di cui la disciplina si compone.

4.  Lo stesso carattere elusivo appare connotare gran parte delle correzioni adottate per “rispondere” ai rilievi del Presidente della Repubblica.

Resta infatti l’illegittima – oltre che del tutto illogica – alterazione del procedimento valutativo del CSM in ordine alle attitudini professionali dei magistrati mediante l’attribuzione ad esso di un compito di mera valutazione del giudizio formulato  dalla Scuola.  Resta il carattere vincolante  per il Consiglio – come tale e per ciò solo assolutamente e palesemente incostituzionale -  del giudizio di non idoneità formulato dalla c.d. commissione di concorso.  Resta la possibilità per il Ministro di ricorrere al TAR contro le deliberazioni del Consiglio Superiore della Magistratura, quasi che  il Ministro, come ha segnalato il Presidente della Repubblica,   possa assumere “il ruolo di titolare di un interesse legittimo contrapposto a quello del Consiglio Superiore della Magistratura  parificabile a quello del controinteressato che si dolga dell’essere stato escluso”.

5. Il nostro Paese attraversa per molti aspetti un periodo molto difficile. Proprio la gravità del momento deve indurre tutti  a recuperare misura ed equilibrio  nei rapporti tra le istituzioni.  L’avversione  nei confronti della magistratura, di cui questo disegno di riforma è espressione, è in sé cosa non degna di uno Stato costituzionale.  Ma soprattutto la prudenza deve  indurre a non compiere passi idonei  a minare il valore  e il ruolo che debbono  essere riconosciuti alle massime e fondamentali istituzioni di garanzia del nostro ordinamento costituzionale. 

L’Assemblea

- da mandato

alla Giunta della Sezione di presentare il documento così approvato all’assemblea dell’ANM del 25 giugno 205;

- invita

tutti i magistrati della cassazione, della Procura Generale e del Massimario a partecipare all’assemblea generale dell’Associazione nazionale magistrati che si terrà nell’Aula Magna della cassazione Cassazione sabato  25 giugno 2005  alle ore 10; 

- propone

all’Assemblea Generale dell’A.N.M. di conferire alla Giunta Esecutiva Centrale  il più ampio mandato  ad individuare e decidere le forme più idonee – compreso lo sciopero – per manifestare  alle istituzioni e all’opinione pubblica la continuità e la fermezza del dissenso della magistratura tutta rispetto al disegno di legge sulla riforma dell’ordinamento giudziario. 

Roma 23 giugno 2005

Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Loredana Morandi (del 25/06/2005 @ 09:07:50, in Magistratura, linkato 1391 volte)

Associazione Nazionale Magistrati

Iniziative del 23 – 25 giugno 2005

Ancora una volta, in tema di ordinamento giudiziario,  i lavori parlamentari stanno procedendo in modo da impedire di fatto una discussione seria e serena e l’approfondimento di temi delicati che incidono sull'esercizio della giurisdizione e sulle garanzie per i cittadini.

Sul contenuto della riforma, in quattro anni, non si è mai realmente discusso, essendosi proceduto con blindature, maxi-emendamenti, voti di fiducia e contingentamento dei tempi, come in occasione della discussione in Senato, nella quale è stata operata la scelta di costringere il dibattito parlamentare negli angusti limiti di “otto ore di lavori” .

Non sono stati esaminati gli aspetti di incostituzionalità e di ingestibilità segnalati dall’Associazione e dalla cultura giuridica; non si è tenuto conto dei rilievi formulati dal Presidente della Repubblica nel suo messaggio alle Camere; è stato respinto, oltre a quelli presentati dall’opposizione, anche un emendamento che proveniva da esponenti della stessa maggioranza e che rispondeva ad uno dei rilievi del Capo dello Stato.

L’A.N.M.

esprime la fortissima preoccupazione per una così grave rottura degli equilibri costituzionali.

Ribadisce la propria ferma contrarietà ad una pessima legge che, al di là degli intenti chiaramente punitivi dei suoi promotori, non risolve uno solo dei problemi che affliggono la giustizia, nessun beneficio porterà ai cittadini ed anzi provocherà gravissime e immediate disfunzioni nell’organizzazione giudiziaria.

Dichiara di essere pronta ad adottare tutte le forme di protesta e di denunzia consentite dall'ordinamento democratico.

La magistratura italiana farà sentire la propria voce e le proprie ragioni nelle assemblee locali del 23 giugno 2005 e nella manifestazione nazionale del 25 giugno 2005 a Roma, nell’Aula Magna della Corte Suprema di Cassazione, alla quale parteciperanno autorevoli esponenti accademici.

Roma, 22 giugno 2005
La Giunta Esecutiva Centrale

Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Pagine: 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 32 33 34 35 36 37 38 39 40 41 42 43 44 45 46 47 48 49 50 51 52 53 54 55 56 57 58 59 60 61 62 63 64 65 66 67 68 69 70 71 72 73 74 75 76 77 78 79 80 81 82 83 84 85 86 87 88 89 90 91 92 93 94 95 96 97 98 99 100 101 102 103 104 105 106 107 108 109 110 111 112 113 114 115 116 117 118 119 120 121 122 123 124 125 126 127 128 129 130 131 132 133 134 135 136 137 138 139 140 141 142 143 144 145 146 147 148 149 150 151 152 153 154 155 156 157 158 159 160 161 162 163 164 165 166 167 168 169 170 171 172 173 174 175 176 177 178 179 180 181 182 183 184 185 186 187 188 189 190 191 192 193 194 195 196 197 198 199 200 201 202 203 204 205 206 207 208 209 210 211 212 213 214 215 216 217 218 219 220 221 222 223 224 225 226 227 228 229 230 231 232 233 234 235 236 237 238 239 240 241 242 243 244 245 246 247 248 249 250 251 252 253 254 255 256 257 258 259 260 261 262 263 264 265 266 267 268 269 270 271 272 273 274 275 276 277 278 279 280 281 282 283 284 285 286 287 288 289 290 291 292 293 294 295 296 297 298 299 300 301 302 303 304 305 306 307 308 309 310 311 312 313 314 315 316 317 318 319 320 321 322 323 324 325 326 327 328 329 330 331 332 333 334 335 336 337 338 339 340 341 342 343 344 345 346 347 348 349 350 351 352 353 354 355 356 357 358 359 360 361 362 363 364 365 366 367 368 369 370 371 372 373 374 375 376 377 378 379 380 381 382 383 384 385 386 387 388 389 390 391 392 393 394 395 396 397 398 399 400 401 402 403 404 405 406 407 408 409 410 411 412 413 414 415 416 417 418 419 420 421 422 423 424 425 426 427 428 429 430 431 432 433 434 435 436 437 438 439 440 441 442 443 444 445 446 447 448 449 450 451 452 453 454 455 456 457 458 459 460 461 462 463 464 465 466 467 468 469 470 471 472 473 474 475 476 477 478 479 480 481 482 483 484 485 486 487 488 489 490 491 492 493 494 495 496 497 498 499 500 501 502 503
Ci sono  persone collegate

< agosto 2019 >
L
M
M
G
V
S
D
   
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
12
13
14
15
16
17
18
19
20
21
22
23
24
25
26
27
28
29
30
31
 
             






Cerca per parola chiave
 

Titolo
Ambiente (38)
Associazioni Giustizia (52)
Economia (86)
Estero (187)
Giuristi (134)
Gruppo Cellule Staminali (1)
Indagini (210)
Lavoratori Giustizia (1)
Magistratura (2170)
Osservatorio (1)
Osservatorio Famiglia (512)
Politica (926)
Redazionale (68)
Sindacati Giustizia (326)
Sindacato (221)
Telestreet (7)
Varie (82)

Catalogati per mese:
Novembre 2005
Dicembre 2005
Gennaio 2006
Febbraio 2006
Marzo 2006
Aprile 2006
Maggio 2006
Giugno 2006
Luglio 2006
Agosto 2006
Settembre 2006
Ottobre 2006
Novembre 2006
Dicembre 2006
Gennaio 2007
Febbraio 2007
Marzo 2007
Aprile 2007
Maggio 2007
Giugno 2007
Luglio 2007
Agosto 2007
Settembre 2007
Ottobre 2007
Novembre 2007
Dicembre 2007
Gennaio 2008
Febbraio 2008
Marzo 2008
Aprile 2008
Maggio 2008
Giugno 2008
Luglio 2008
Agosto 2008
Settembre 2008
Ottobre 2008
Novembre 2008
Dicembre 2008
Gennaio 2009
Febbraio 2009
Marzo 2009
Aprile 2009
Maggio 2009
Giugno 2009
Luglio 2009
Agosto 2009
Settembre 2009
Ottobre 2009
Novembre 2009
Dicembre 2009
Gennaio 2010
Febbraio 2010
Marzo 2010
Aprile 2010
Maggio 2010
Giugno 2010
Luglio 2010
Agosto 2010
Settembre 2010
Ottobre 2010
Novembre 2010
Dicembre 2010
Gennaio 2011
Febbraio 2011
Marzo 2011
Aprile 2011
Maggio 2011
Giugno 2011
Luglio 2011
Agosto 2011
Settembre 2011
Ottobre 2011
Novembre 2011
Dicembre 2011
Gennaio 2012
Febbraio 2012
Marzo 2012
Aprile 2012
Maggio 2012
Giugno 2012
Luglio 2012
Agosto 2012
Settembre 2012
Ottobre 2012
Novembre 2012
Dicembre 2012
Gennaio 2013
Febbraio 2013
Marzo 2013
Aprile 2013
Maggio 2013
Giugno 2013
Luglio 2013
Agosto 2013
Settembre 2013
Ottobre 2013
Novembre 2013
Dicembre 2013
Gennaio 2014
Febbraio 2014
Marzo 2014
Aprile 2014
Maggio 2014
Giugno 2014
Luglio 2014
Agosto 2014
Settembre 2014
Ottobre 2014
Novembre 2014
Dicembre 2014
Gennaio 2015
Febbraio 2015
Marzo 2015
Aprile 2015
Maggio 2015
Giugno 2015
Luglio 2015
Agosto 2015
Settembre 2015
Ottobre 2015
Novembre 2015
Dicembre 2015
Gennaio 2016
Febbraio 2016
Marzo 2016
Aprile 2016
Maggio 2016
Giugno 2016
Luglio 2016
Agosto 2016
Settembre 2016
Ottobre 2016
Novembre 2016
Dicembre 2016
Gennaio 2017
Febbraio 2017
Marzo 2017
Aprile 2017
Maggio 2017
Giugno 2017
Luglio 2017
Agosto 2017
Settembre 2017
Ottobre 2017
Novembre 2017
Dicembre 2017
Gennaio 2018
Febbraio 2018
Marzo 2018
Aprile 2018
Maggio 2018
Giugno 2018
Luglio 2018
Agosto 2018
Settembre 2018
Ottobre 2018
Novembre 2018
Dicembre 2018
Gennaio 2019
Febbraio 2019
Marzo 2019
Aprile 2019
Maggio 2019
Giugno 2019
Luglio 2019
Agosto 2019

Gli interventi piů cliccati

Titolo
Bianco e nero (236)
I gatti di G.Q. (25)

Le fotografie piů cliccate

Titolo
G.Q. Non ha mai pubblicato pubblicità in otto anni e se iniziasse ora?

 Si, a me non disturba
 No, non mi piace



Titolo






A.N.M.
A.N.M. new
A.D.M.I.
Argon News
A.I.M.M.F.
Argon News Redazione
Artists Against War
Articolo 3
BloggersPerLaPace
Comitato Sfruttatori ATU
Commissariato PS Online
dBlog.it Open Source
Erga Omnes
Eugius
Filo Diritto
Intesaconsumatori
Geopolitica
Giuristi Democratici
Giuristi Democratici Roma
Magistratura Democratica
M.D. Toscana
Medel
Medicina Democratica
Magistratura Indipendente
Movimento per la Giustizia
Nazionale Magistrati
Non Solo Giustizia
Osservatorio Bresciano
Osservatorio Romano
Sorgente D'Amore
Studio Cataldi
Studio Celentano
Studio Tidona
Toghe Lucane
Uguale per Tutti
Unitŕ per la Costituzione
Unicost Milano
Unione Internazionale Magistrati
Morandi Senato
About me







http://www.wikio.it
Wikio
Iscriviti a GQ su FriendFeed
Blogstreet - dove il blog č di casa
Iscriviti a GQ su Twitter
Powered by FeedBurner


Blog Link










17/08/2019 @ 23.14.02
script eseguito in 500 ms