Immagine
 G. Q. ... una insolita versione manga ... ... di Lunadicarta
 
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Non ci sono dubbi che la deprivazione prolungata di cure subita da un bambino può avere effetti gravi e prolungati sul suo carattere e in tal modo su tutta la vita futura. I bambini deprivati delle cure sopratutto materne, specialmente se cresciuti in istituzioni da un’età inferiore ai sette anni, possono essere colpiti nel loro sviluppo fisico, intellettuale, emozionale e sociale; inoltre un bambino emotivamente deprivato genera un circolo vizioso che si autoperpetua generando un genitore trascurante di domani.

John Bowlby, psicoanalista inglese
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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Loredana Morandi (del 06/05/2005 @ 16:13:02, in Magistratura, linkato 1237 volte)

Associazione Nazionale Magistrati

TAVOLA  ROTONDA

la giustizia nel decreto sulla competitività?

In Senato, mentre erano da tempo in stato di avanzato esame le riforme della procedura civile e di quelle concorsuali, in sede di conversione del decreto legge sulla competitività, con un procedimento di dubbia costituzionalità, è stata inserita una delega al Governo che riguarda le stesse materie, nonché i reati di bancarotta ed altre norme disomogenee tra loro e di difficile lettura.

L’alto monito del Capo dello Stato, formulato anche di recente, di evitare “un modo di legiferare, invalso da tempo, che non appare coerente con la ratio delle norme costituzionali che disciplinano il procedimento legislativo e, segnatamente, con l'articolo 72 della Costituzione, secondo cui ogni legge deve essere approvata “articolo per articolo e con votazione finale”, è stato ancora una volta ignorato.

Le disposizioni sul giudizio di cassazione, la riduzione delle pene per la bancarotta, alcune norme sul processo civile, appaiono frutto di approssimazione e avulse da un contesto di razionalità progettuale.

Coordina
Ciro Riviezzo, Presidente A.N.M.

Introduce
Carlo Fucci, Vice Presidente A.N.M.

Intervengono

Sen. Massimo Brutti, Responsabile Giustizia dei DS
Sen. Antonino Caruso, Presidente Commissione Giustizia Senato
Prof. Sergio Chiarloni, Università di Torino
Prof. Giorgio Costantino, Università di Bari
Nello Rossi, Vice Segretario A.N.M.
Modestino Villani, Componente G.E.C.  A.N.M.
 
Conclude
Antonio Patrono, Segretario Generale A.N.M.

Roma 10 maggio 2005, ore 17,00
Hotel Nazionale - Sala Cristallo - Piazza Montecitorio, 131

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Di Loredana Morandi (del 04/05/2005 @ 20:17:50, in Indagini, linkato 1399 volte)

Il fotomontaggio era apparso su un forum. Deciso il sequestro di una parte del sito. "Vilipendio della religione cattolica"

Papa "nazista" su internet
magistrati contro Indymedia

ROMA - Il gip Marco Patarnello ha disposto il sequestro preventivo di una parte del sito di Indymedia per vilipendio della religione cattolica e della figura del Papa. A sollecitare il provvedimento era stato il pm Salvatore Vitello, in quanto dagli accertamenti della Digos era emerso che sul sito vi erano fotomontaggi di Papa Benedetto XVI in uniforme militare nazista.

Nel sito di riferimento della sinistra antagonista, il Papa viene appellato come "nazista" e ingiuriato con offese in lingua spagnola. La società a cui fa riferimento Indymedia è la Imc, con sede in Brasile, pertanto il pm ha provveduto che venga fatta la rogatoria internazionale per la notifica dell'atto. E questa procedura rischia di andare per le lunghe.

Per il reato di vilipendio della figura del Papa è necessaria l'autorizzazione del ministro della Giustizia, atto che il pm ha già sollecitato. Il gip, nel disporre il sequestro preventivo ha avvalorato la tesi del pm ritenendo che il contenuto del sito internet ostenti disprezzo sia del sentimento religioso che della persona del Pontefice. L'offesa a Benedetto XVI sarebbe quindi evidente, così come quella recata alla religione cattolica che è tutelata dalla norma del codice penale che prevede il reato di vilipendio.

(La Repubblica 4 maggio 2005)
http://www.repubblica.it/2005/e/sezioni/politica/indyseq/indyseq/indyseq.html
Le foto del Papa in abito da nazista pubblicate sul sito de La Repubblica
http://www.repubblica.it/2003/e/gallerie/esteri/indymedia1/1.html

note a latere: continuo a dissentire.

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Di Loredana Morandi (del 04/05/2005 @ 17:49:49, in Magistratura, linkato 1564 volte)

Associazione Nazionale Magistrati  
Unione Nazionale delle Camere Civili

DEI MAGISTRATI E DEGLI AVVOCATI DEL GRUPPO DI LAVORO “ALLARGATO” SUL PROCESSO CIVILE

Ancora una volta si inseriscono in modo disorganico singole norme che richiederanno anni di aggiustamenti giurisprudenziali senza risolvere il vero problema della organica riforma del processo civile.

Giudici, avvocati, personale amministrativo, utenti, cittadini aspettano da anni misure che valgano a restituire una qualche speranza ai diritti, mortificati dalla durata interminabile dei processi il cui scopo dovrebbe essere  quello di assicurarne la tutela.

I fondi destinati alla giustizia subiscono tagli e riduzioni; nulla si fa per rimettere ordine alla irrazionale distribuzione delle risorse, ancora in gran parte legata ad una geografia giudiziaria ottocentesca; non si pone rimedio alle gravi carenze di organico del personale amministrativo ed all’impossibilità, che ne deriva, di assicurare una minima assistenza per la quasi totalità dei giudici istruttori civili; il processo civile telematico e altri programmi destinati a rendere più moderna e funzionale la macchina giudiziaria restano al palo di partenza.

Delle leggi che cadono a pioggia ben poche mirano alla cura dell’interesse collettivo. Si susseguono riforme che, anziché rendere più incisiva la tutela giurisdizionale, vanno spesso nella opposta direzione con restrizione delle garanzie specie in danno dei soggetti più deboli e che, proprio per questo, sono state ripetutamente censurate dalla Corte costituzionale.

Con un decreto legge assai poco conforme al canone costituzionale della straordinaria necessità ed urgenza di cui all’art. 77 della Cost. e con un disegno di conversione che – ignaro dei moniti formulati dal Capo dello Stato anche in specifici messaggi di rinvio alle Camere - stravolge in gran parte l’oggetto del decreto, si introducono disposizioni che, oltre ad incidere profondamente sulle procedure fallimentari e a vanificare il lavoro per i processi per bancarotta ancora pendenti, incidendo così su quella certezza del diritto sempre auspicata tra i cittadini, fanno scomparire tutte le misure che in testi precedenti si intendeva introdurre al fine di contrastare gli abusi e le dilazioni ingiustificate del processo civile; viene approvata una delega che comporterebbe un colpo di piccone alla possibilità di funzionamento della Corte di cassazione, già fortemente compromessa dalla immane congerie dei ricorsi; si rende possibile, con l’accordo dell’attore e del convenuto o dei convenuti (dimenticando che nel processo possono esservi altre parti, anche successive), l’applicazione a tutte le controversie civili del d. lgs. n. 5/2003, che ha già dato negative prove di funzionalità nei processi coinvolgenti più soggetti. Mediante la previsione, del tutto eccentrica rispetto al sistema processuale e costituzionale (art. 25 Cost.), di rimettere alle parti la scelta non solo del rito applicabile ma anche – come il testo letterale della norma potrebbe suggerire - dell’organo, monocratico o collegiale, che dovrà decidere la causa, e con una serie innumerevole di complicazioni che ne deriverebbero sul piano interpretativo, un altro rito viene ad aggiungersi ai tanti che già affollano il campo, con conseguenze gravi per l’organizzazione della già disastrata macchina giudiziaria e con disagi ancora più acuti per il lavoro quotidiano di giudici, avvocati, cancellieri nonché, prima di tutto, per gli utenti.

Vi è davvero qualcosa di agghiacciante in questa degenerazione delle modalità di formazione delle leggi, avulse ormai da un contesto di razionalità progettuale e così distanti dalla realtà e dai suoi problemi.

Magistrati ed avvocati non possono non sentirsi preoccupati e chiedono con forza che le Commissioni Giustizia dei due rami del Parlamento ascoltino il naturale moto di protesta che – portato dai soggetti che la giustizia quotidianamente applicano –  deriva dalla prospettiva di riforme squassanti e prive di ragionevolezza. Auspicano, quindi, che sia aperto un confronto con le associazioni degli operatori della giurisdizione, oggi, prima del definitivo varo di una nuova disciplina processuale non sufficientemente meditata e, per il futuro, per i comunque opportuni interventi di riforma nell’ambito della giurisdizione.

Roma, 4 maggio 2005

Mario Fresa (coordinatore del gruppo civile ANM)
Avv. Salvatore Grimaudo (presidente Unione Nazionale Camere Civili)
Avv. Paolo Alvigini (vice presidente U.N.C.C.)
Avv. Fabrizio Fusco (componente direttivo nazionale U.N.C.C.)
Eduardo Campese, Antonio Didone, Pasquale D’Ascola, Alfonso Pappalardo, Patrizia Pompei, Francesco Ranieri
(componenti del gruppo civile ANM)

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Di Loredana Morandi (del 04/05/2005 @ 17:48:16, in Magistratura, linkato 1355 volte)

Associazione Nazionale Magistrati

La fiducia sul ddl competitività

Il Senato ha votato la fiducia al Governo, approvando sostanzialmente senza discussione la conversione con modifiche del decreto legge n. 35 del 2005. Il disegno di legge di conversione contiene modifiche delle procedure concorsuali e del processo civile, anche dinanzi la Corte di Cassazione, che, in parte compromettono le esigenze di celerità ed efficienza della giustizia civile, ed in parte pongono a rischio la possibilità di concludere utilmente procedimenti penali derivanti da procedure fallimentari anche di grande impatto sociale.

L’A.N.M. prende atto con estremo rammarico che è rimasta del tutto inascoltata la richiesta di stralcio dal ddl di conversione di tutte le norme in materia di giustizia, che avrebbero meritato ben altro approfondimento.

L’A.N.M. auspica altresì che alla situazione si possa ancora porre riparo in sede di esame da parte della Camera dei deputati.

Roma, 4 maggio 2005
Il Presidente
Ciro Riviezzo

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Di Loredana Morandi (del 04/05/2005 @ 17:06:44, in Indagini, linkato 1440 volte)

... o dell'Omissisgate all'italiana.
 

Saltati gli omissis al rapporto sull'omicidio di Calipari, io la mia l'ho detta ieri: abbiamo preso il ceffone dell'emigrazione (vedi www.bloggersperlapace.org). Una notizia che conoscevamo, già data in tutte le salse sulla quale è innegabile la rabbia per la perdita di un uomo per bene (che non ci sarà restituito dalle chiacchiere), ma è da ieri i giornali e le testate italiane glorificano gli ex Providers del blog delle turpitudini, quello di sua eminenza il Buco, la SS del gossip e della bieca vipperia degli ignoti bloggaroli. Leggete meglio: è uno che non teme di molestare minori per ottenere i suoi risultati di audience, o di porre in essere qualunque tipo di irriverenza o di illecita liberalità per il numero di ingressi al suo blogghino bello. E' lo sfruttamento dell'idiozia altrui come sistema di comunicazione personale, uno che aspetta di risalire una china che si è dato in anni di simili trattamenti all'utenza.
Cari colleghi, quale pigrizia può indurVi a ciò? Quale l'assenza di contenuti negli scritti di tanti "anche bravi" colleghi, così miseramente caduti nella trappola della rete da pesci?
Avvertenza: ogni riferimento a quelli "quotati" della combriccola o pseudo-veri-giornalisti è casuale, ma non troppo. Infatti io non li leggo, ma soprattutto non li stimo ed a qualcuno, per giustizia, ho anche fatto fare la figura che merita (vedi la mia lettera a Il Punto Informatico su GQ). Altri, con ampio riferimento alle donne, hanno avuto cura di dichiararsi da se con la frase *è un film porno, ne abbiamo già parlato*, che è tutto un programma tentando poi il crucifigge ai miei danni ed ottenendo la risposta dolosa dai partner di conversazione con la crackatura del vecchio sito dei bloggers. Oggi noi siamo una associazione.
Confesso: non desideravo scrivere alcun altro articolo sul sequestro Sgrena, ma mi ha stimolata la proclamazione data al "blog", come nuova fonte di informazione nella newsletters dello Lsdi, iniziali di Libertà Stampa Diritto Informazione (sito
http://www.lsdi.it/) dove, come scopro ora, scrivono anche personaggi come Mantellini (più noto per il gossip che per i suoi articoli) e Granieri (inventore del blog vip destrorso) articolo in merito al quale, dopo un improvviso moto di sorpresa per lo scritto un po' troppo acqua e sapone per i miei gusti, registro ad una più attenta disamina dei contenuti del testo e dei luoghi ove è stato scritto, che si trattava di un pour parler privo di alcun significato. 
Pigrizia colleghi, ripeto, perchè il web della combriccola va letto sempre un po' oltre i titoli e le vignette firmate, ma soprattutto guardato come un guazzetto di gente senza idee proprie e fauci grandi come voragini aperte in attesa di colmare l'orrendo vuoto con una onda della rete. Trovo grave il non considerare, che più di un terzo delle pecore zelanti, che si affollano belando alle pagine delle turpitudini sono sostanzialmente clienti in hosting. Il taglio medio è il non vedere più lontano del loro naso.
Pigrizia colleghi miei. Il peccato c'è ed è una grave mancanza di senso di responsabilità.
E poi ancora la pigrizia, anche considerando che oggi il 99% di tutte le notizie è di fonte d'Agenzia. Il 90% delle testate televisive lavorano con questo metodo, idem i quotidiani. Educativa, sotto questo profilo, è la pubblicità di La7 con la bellissima giornalista iraniana quando ella, dialogando al clone di se stessa, si chiede informazioni sul Consiglio di stato iracheno e si risponde di aver stampato un'agenzia. Evviva Iddio per uno che stampa ci sono eserciti di copiaincollatori! Sappiamo bene come qualcuno fra di noi  non stampi e i testi delle breaking new, copia-incollandoseli su di un bel foglio di world per costruirci sopra e tutto intorno l'articolo a mo' di cornice. Qualcuno, fra i free lunch e gli associati vari, fa così con le traduzioni di interi articoli dalle testate straniere.
Perchè mai, quindi, dare risalto ad un blog quando tutti noi sappiamo di fare i copiaincollatori di mestiere?
E il bug di Adobe e dei formati testo Pdf non è forse a tutti noto? Responsabilità ...
Anche nella breve del mio appello di ieri pomeriggio (vedi l'update all'articolo "Povero Nicola ucciso da Mario") mi raccomandavo di leggere i bloggers internazionali e non i loro banali traduttori.
Le ragioni sono molteplici: la prima certamente è quella di non mettere nel mirino delle autorità cittadini comuni, come lo sono i bloggers italiani. Ben conosciamo dall'estero gli effetti devastanti della censura e della repressione sulla vita di un privato cittadino: i giornalisti italiani sono quanto meno tutelati da una legge, che ne delinea il "diritto di cronaca" sul dettato dell'articolo 21 della Costituzione. I bloggers non altrettanto. Allora leggere gli originali e non i traduttori, alcune volte vuol dire anche premiare il dolore e il rischio di qualcuno, che vive anche a centinaia di migliaia di chilometri da noi.
La gravità della mancanza di responsabilità dei giornalisti ha ben più gravi effetti quando, come appena accaduto in occasione della elezione di Papa Benedetto XVI, una redazione di giornalisti attempati e sotto gli occhi della stampa planetaria come lo sono i colleghi de Il Manifesto istigano alla verbosità violenta gli emuli idioti, con le loro pesanti battute anticlericali, gettando in Procura i giovanissimi del network Indymedia e mettendo a repentaglio una delle poche fonti libere di informazione.
Cos'era un attentato dell'ufficio stampa dell'Arci per spezzare le ossa al movimento dei movimenti? Roba da pazzi! Non so chi di loro in redazione, con una becera cultura da "mi faccio un giro sul motore di ricerca", addirittura rinveniva un improbabile Papa Benedetto IV dei conti Tuscolo, salito al soglio pontificio ed espulso dal medesimo seggio tre volte in vita sua. Lo stesso collega, nella totale e cieca ignoranza di chi realmente non conosce, dimenticava il santo Patrono d'Europa, Benedetto da Norcia, a quattro giorni dal 25 aprile della Resistenza e in sprezzo alle memorie storiche della seconda guerra mondiale, dimenticato completamente il luogo ove il monaco italiano morì, fu sepolto e bombardato: il monastero di Montecassino.
Pura, irresponsabile, fatiscente follia!
Noi cattolici comunisti, dopo quanto dato anche di impegno e sforzo ecumenico in occasione del sequestro di Giuliana, non ce lo meritavamo. Non fosse altro che per il rispetto alla nostra cultura storica italiana. Le due Ahishe sono moralmente innocenti.
Non ti curar di loro, ma guarda e passa ... già, ma il monito è che il rispetto si da e si riceve. Se non si riceve par che si debba richiedere ai comintern.
Proseguo. Solo pochi giorni fa, sotto gli occhi di tutti, un webmaster, ore ed ore appiccicato al suo computer e senza molto altro da fare evidentemente, ha scritto la "truffa" dell'anno e messo in ginocchio tutta la stampa nazionale, televisioni comprese, con il blog ratzingerpapa. Come? Semplicemente dando sfogo a tutte le proprie psicotiche attitudini xenofobe e razziste nei suoi beceri scritti. Demenziale!
Ah, se solo i colleghi di Mamma Rai avessero letto almeno un rigo solo di quelli scritti da questo tizio sotto la parola Ratzinger, avrebbero capito immediatamente la natura della scienza e di cosa si trattasse. In molti di quei post è infatti possibile leggere veri e propri appelli contro gli islamici o contro gli "sporchi" extracomunitari. Da demenziale, qui si finisce sulla delinquenza abituale e all'istigazione subdola alla violenza. Tant'è che tutta la stampa c'è caduta e che, stando alle sue stesse dichiarazioni, anche gli errori ortografici erano cosa costruita. Questo si, un tipo da indagare. Non dico altro, ma qui il consiglio deve andare alle Testate giornalistiche nazionali che hanno i loro blog-giornalisti, ovvero professionisti a stipendio incaricati del "lancio" di una facezia pro lettori sul sito istituto-personale, affinchè chiedano contrattualmente ai propri collaboratori un maggior impegno intellettuale e di ricerca "vera" nel pianeta delle webcomunicazioni.
La Libertà di informazione deve andare a pari passo con la Qualità, altrimenti certe volte parlar di libertà potrebbe essere un credito millantato. Purtroppo sono talmente tante le notizie importanti non date alla popolazione, da far pesare come piombo sulla nostra moralità e professionalità la costruzione materiale in redazione delle notizie false. L.M.

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Di Loredana Morandi (del 03/05/2005 @ 18:56:33, in Magistratura, linkato 1447 volte)

*Françoise

ROME
Vendredi 20 mai 2005

20ème anniversaire de MEDEL
Magistrats Européens pour la Démocratie et les Libertés

La justice, force de la démocratie

Salle des conférences du Conseil Supérieur de la Magistrature (CSM)
Piazza Indipendenza, n° 6

9 h 30’ Présidence : représentant de Movimento per la giustizia

Accueil-salutations :

M. Virginio Rognoni, Vice-président  du « Consiglio Superiore della Magistratura »

Cristoph Strecher, membre fondateur de Medel : Medel, hier, aujourd’hui et demain.
      
M. Luigi Berlinguer, Président du Réseau européen des Conseils de Justice :
l’autogouvernement de la justice et le rôle des associations de magistrats   

Pause café    

11.30 h   Présidence : représentant de Magistratura Democratica

I.  Pour un véritable espace de liberté, de sécurité et de justice.
Coopération judiciaire et respect des droits humains :

Enrique Bacigalupo, Juge au Tribunal suprême de Madrid, co-auteur du « Corpus Juris » portant dispositions pénales pour la protection des intérêts financiers de l’Union européenne

Gisèle Vernimmen, Chef d’unité, DG Liberté, Sécurité et Justice de la Commission européenne

Alberto Perduca et Isabel Vicente Carbajosa, magistrats - OLAF

Marie-Anne Swartenbroekx : secrétaire générale de MEDEL
les droits fondamentaux à la croisée des chemins 
 
Réactions

13 h 30’  Repas - buffet

Après-midi : 14 h 30’ Présidence : Teresa Romer et Ludmila Krislova

Pier Virgilio D’Astoli, Représentant de la Commission Européenne en Italie

II. Menaces et inquiétudes

M. Leandro Despouy, Rapporteur spécial de la Commission des droits de l’homme des Nations Unies sur l’indépendance des juges et des avocats

Luca De Matteis et Jean-Christian Vaulot-Pfister
Dérives sécuritaires et menaces contre l’indépendance des juges en Europe.

Raffaele Sabato, Orlando Afonso, Vice Président et membre du CCJE

Geronimo Sansò, Presidente de la Federación de Asociaciones de Jueces para la Democracia de Latinoamérica y el Caribe 

III. Le service public de la justice, attentes des citoyens, besoins et moyens

Jean-Paul Jean, Président du Group de travail de la Commission Européenne pour l’efficacité de la Justice : Améliorer la qualité de la justice en Europe, demande légitime des citoyens-usagers.

Miguel Carmona et Antonio Cluny
Principes directeurs pour la formation des magistrats en Europe. Mieux faire et mieux être. Un modèle de magistrat «constitutionnel » européen.

Réactions

Conclusions: Ignazio Juan Patrone, Président de MEDEL

*English

Rome
Friday, May 20th, 2005

20TH ANNIVERSARY OF MEDEL
MAGISTRATS EUROPEENS POUR LA DEMOCRATIE ET LES LIBERTES

Justice, Strength of Democracy

Conference Room of the Superior Council of the Judiciary
6, Piazza Indipendenza

9:30 – Chair: representative of Movimento per la giustizia

Welcome – salutations: Virginio Rognoni, Vice-President of the Italian High Council of the Judiciary 

Christoph Strecker, founding member of Medel:
Medel, yesterday, today, tomorrow

Luigi Berlinguer, President of the European Network of Judiciary Councils:
Self-government of Justice and Role of Judiciary Associations

Coffee Break

11:30 – Chair: representative of Magistratura Democratica

I. For an Authentic Space of Liberty, Security, and Justice. Judicial Cooperation and Respect of Human Rights

Enrique Bacigalupo, Judge at the Supreme Court of Madrid, coauthor of “Corpus Juris” concerning criminal provisions for the protection of financial interests of the European Union

Gisèle Verminnen, Head of unit, GD Liberty, Security, and Justice of the European Commission

Alberto Perduca and Isabel Vicente Carbajosa – OLAF

Marie-Anne Swartenbroekx: Fundamental Rights at a Crossroad

Debate

13:30 – Lunch – Buffet

14:30 – Chair: Teresa Romer and Ludmila Krislova

Pier Virgilio D’Astoli, Representative of the European Commission in Italy

II. Threats and misgivings

Leandro Despouy, Special Rapporteur of the United Nations Human Rights Commission on Independence of Judges and Prosecutors

Luca De Matteis and Jean Christian Vaulot-Pfister: Securitarian Drifts and Threats to Independence of Judges in Europe

Raffaele Sabato and Orlando Afonso, Vice-Presidente and Member of CCEJ

Geronimo Sansò, Presidente de la Federación de Asociaciones de Jueces para la Democracia de Latinoamérica y el Caribe

III. Justice as Public Service, Expectations of Citizens, Needs and Means

Jean-Paul Jean, To Improve Quality of Justice in Europe, Legitimate Request of Citizens-Users

Miguel Carmona and Antonio Cluny,
Guiding Principles for Training of Magistrates in Europe.  To Do Better and To Be Better.  A Model of “Constitutional” European Magistrate 

Debate

Ignazio Patrone, President of MEDEL: Conclusions
 
*Espagnol

Roma
Viernes 20 de Mayo 2005

VIGÉSIMO ANIVERSARIO DE MEDEL
Magistrats Européens pour la Démocratie et les Libertés

LA JUSTICIA, FUERZA DE LA DEMOCRACIA

Sala de conferencias del Consejo Superior de la Magistradura (CSM)
Piazza Indipedenza 6

9:30   Presidencia: representante del Movimento per la giustizia

Recepciòn – saludo: Virginio Rognoni, Vice Presidente del “Consiglio Superiore della Magistratura”

Christoph Strecker, miembro fundador de Medel: Medel ayer, hoydìa, mañana

Luigi Berlinguer, Presidente de la Red Europea de Consejos de Justicia: El autogobierno de la Justicia y el papel de las asociaciones de magistrados

Pausa café

11:30 – Presidencia: representante de Magistratura democratica

I. Para un verdadero espacio de libertad, seguridad y justicia. Cooperaciòn y respeto de los derechos humanos:

Enrique Bacigalupo, Juez del Tribunal Supremo de Madrid, co-autor del “Corpus Iuris”, llevante normas penales para la protecciòn de los intereses financiarios de la Uniòn Europea

Gisèle Vernimmen, Jefe de unidad, DG Libertad, Seguridad y Justicia de la Comisiòn Europea

Alberto Perduca e Isabel Vicente Carbajosa – OLAF

Marie-Anne Swartenbroekx: Los derechos fundamentales a un cruce

Reacciones

13:30 Almuerzo

14:30 Presidencia: Teresa Romer y Ludmila Krislova

Pier Virgilio D’Astoli, Representante de la Comisiòn Europea en Italia (10’)

II. Amenazas e inquietudes

Leandro Despouy, Relator especial de la Comision de los derechos humanos de las Naciones Unidas sobra la independencia de jueces y abogados 

Luca De Matteis y Jean-Christian Vaulot-Pfister
Derivas seguridarias y amenazas contra la independencia de los jueces en Europa

Raffaele Sabato y Orlando Afonso, de la CCJE

Geronimo Sansò,  Presidente de la Federación de Asociaciones de Jueces para la Democracia de Latinoamérica y el Caribe

III. El servicio pùblico de la justicia, expectaciones de los ciudadanos, necesidades y mèdios

Jean-Paul Jean, CEPEJ, Amejorar la calidad de la justicia en Europa, instancia legìtima de los ciudadanos-usuarios

Miguel Carmona y Antonio Cluny
Principios directivos para la formaciòn de los magistrados en Europa.
Hacer mejor y ser mejor.  Un modelo de magistrado “constitucional” europeo

Reacciones

Ignazio Patrone: Conclusiones

Note a cura del redattore del blog GQ:

Sono membri per l'Italia le Associazioni: Magistratura Democratica e Movimento per la Giustizia

Sintesi delle attività svolte e dei progetti in corso negli anni 2002 - 2004
a cura del presidente per l'Italia Ignazio Juan Patrone
http://www.magistraturademocratica.it/md.php/8/590

Lo statuto di Medel
http://www.movimentoperlagiustizia.it/modules.php?name=News&file=article&sid=262

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Di Loredana Morandi (del 03/05/2005 @ 18:03:43, in Magistratura, linkato 1528 volte)

MAGISTRATURA  DEMOCRATICA


 
Il Segretario Nazionale
 
Magistratura Democratica terrà il suo XV Congresso nazionale a Mondello (Palermo), al Mondello Palace Hotel dal 5 all' 8 maggio 2005 sul tema “Uguaglianza, diritti, giustizia”.
I lavori cominceranno giovedì 5 maggio, alle ore 17,30, con la relazione del Segretario nazionale Claudio Castelli e proseguiranno nelle giornate di venerdì e sabato con un dibattito aperto a tutti.
Venerdì sera è prevista la discussione e la votazione di modifiche statutarie che introducono un nuovo articolo sulla democrazia associativa e la differenza di genere e che prevedono una quota di partecipazione del 40 % per ciascun genere nelle liste per le elezioni del CDC dell'Associazione e l'elezione paritaria di uomini e donne (10 per ciascun sesso) tra i componenti stabili del Consiglio nazionale di MD.
Domenica mattina è riservata alla discussione ed approvazione delle mozioni finali e all'elezione dei componenti stabili del Consiglio nazionale di M.D.
Venerdì mattina è previsto l'intervento di Oscar Luigi Scalfaro, e nella stessa giornata interverrà il Vice Presidente del Consiglio Superiore della Magistratura Virginio Rognoni.
Venerdì alle ore 19,00 è stata programmata la presentazione del dossier statistico sull'immigrazione di Caritas/Migrantes e del rapporto sui Centri di permanenza temporanea di Medici senza frontiere.
Sono inoltre già programmati interventi di esponenti politici (on.li  Fassino, Brutti, Fanfani, Di Lello, Forgione. Balducci), rappresentanti dell'avvocatura (avv.ti Grillo, Papa, Randazzo, Rosa), della magistratura onoraria (avv. Longo), dell'associazionismo (esponenti di CGIL, Cittadinanza Attiva, Psichiatria Democratica, ARCI, ACLI, Altroconsumo, Federconsumatori, Federazione Nazionale della Stampa), dell'università (prof.ri Costantino, Dogliani, Pizzorusso, Pulitanò, Fiandaca, Smuraglia), delle istituzioni (prof.ri Rodotà e Berlinguer), oltre che ovviamente di magistrati italiani e stranieri.
Sono stati invitati tutti i segretari politici e i responsabili del settore giustizia dell'attuale opposizione. Non sono stati invece invitati né il Ministro della Giustizia, né esponenti politici dell'area governativa. Non si tratta di rifiuto del confronto, ma della presa d'atto di una politica che cerca di distruggere la giurisdizione e violentemente ostile alla magistratura, che è stata portata avanti dal Ministro e dalle forze politiche attualmente al Governo. Un invito sarebbe stata una scelta solo ipocrita. Si tratta evidentemente di una scelta sofferta e che speriamo che non si ponga più per il futuro, ma che ci è stata imposta dai fatti.
La relazione introduttiva è disponibile sul sito di Magistratura Democratica (
www.magistraturademocratica.it).
I temi partono da una valutazione della stagione che stiamo vivendo per proseguire con la crisi del principio di eguaglianza e l'indebolimento dei diritti, per analizzare i tentativi oggi in atto di distruggere la giurisdizione e di stravolgere la Costituzione per poi proporre i pilastri di un progetto per una giustizia davvero innovativa e moderna, contrastando i veleni diffusi dalla controriforma dell'ordinamento giudiziario e costruendo alleanze con l'avvocatura, gli altri operatori dei diritto e la società civile.
In particolare credo opportuno sottolineare e sottoporre alla Vostra attenzione il paragrafo 5 “Latitanza e responsabilità della politica e criminalità organizzata” e la riaffermazione di una linea di rifiuto del corporativismo e del conservatorismo.
“Da sempre consideriamo perdente e inadeguata una posizione di conservazione acritica dell'attuale assetto organizzativo della giurisdizione. Tanto più ne siamo convinti oggi quando i disegni di legge governativi guardano al passato e sono ossessionati dalla priorità di riassestare i rapporti tra magistratura e politica in favore della seconda. Un progetto di vera innovazione deve muovere anzitutto dalle potenzialità delle nuove tecnologie e forme di comunicazione. Non si tratta semplicemente di inserire qualche iniezione di informatica nella struttura esistente, ma di ripensare tutta l'organizzazione, le procedure, gli assetti territoriali della giustizia alla luce delle possibilità fornite da queste tecnologie.”
 
Claudio Castelli
Milano, 3 maggio 2005

 

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Di Loredana Morandi (del 03/05/2005 @ 18:01:59, in Magistratura, linkato 1416 volte)

ASSOCIAZIONE NAZIONALE MAGISTRATI

Per lo stralcio delle norme sulla giustizia dal d.d.l. sulla competitività

L’A.N.M. manifesta la sua assoluta contrarietà al metodo con il quale, in sede di conversione del decreto legge n. 35 del 2005, nella Commissione Bilancio del Senato è stata approvata, con un maxi-emendamento, una delega al governo a legiferare in materie delicatissime, quali le procedure concorsuali, il processo civile ed il giudizio civile dinanzi la Corte di Cassazione. Inoltre, viene preannunciato che sarà posta sul punto la questione di fiducia, con ulteriore compressione del dibattito.

Nel merito, preoccupano, in particolare, le norme sul giudizio di cassazione, che provocheranno un ulteriore incremento del contenzioso e la conseguente dilatazione dei tempi dei processi, compromettendo così l’attuazione del principio della ragionevole durata sancito dalla Costituzione.

Le modifiche alla disciplina del codice di procedura civile riproducono solo in parte le previsioni elaborate dal Comitato ristretto in seno alla Commissione Giustizia del Senato, testo sul quale l’ANM, con precedenti documenti, aveva già formulato articolate osservazioni, manifestando consenso su alcune proposte,  critiche e perplessità riguardo ad altre. Tra l’altro, la possibile estensione a tutte le controversie civili del rito societario provocherà la dilatazione delle questioni di costituzionalità già pendenti, con il pericolo di bloccare l’intero settore.

Problemi nascono anche per le norme in materia di bancarotta, a causa della riduzione delle pene e, di conseguenza, dei termini di prescrizione, che comporteranno il rischio che rimangano impuniti anche fatti di estrema gravità con danni per le persone offese.

Sui temi della riforma della procedura civile serve un confronto ampio, per quanto rapido, che possa portare in breve tempo all’approvazione delle modifiche necessarie, su cui era già in corso un dibattito approfondito nella competente sede della Commissione Giustizia del Senato.

Poiché questo dibattito sembra compromesso dal metodo adottato, che, tra l’altro, impedisce la valutazione dei riflessi organizzativi delle nuove norme attraverso il parere del C.S.M., e , se verrà posta la fiducia, lo stesso approfondimento in sede parlamentare, l’A.N.M. rappresenta con forza l’esigenza che in Parlamento vengano stralciate dal d.d.l. di conversione del decreto legge sulla competitività tutte le norme in materia di giustizia.

Chiede altresì di poter urgentemente incontrare i gruppi parlamentari, per poter meglio esporre le perplessità sopra evidenziate.

Roma, 3 maggio 2005
La Giunta Esecutiva Centrale

 

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Di Loredana Morandi (del 03/05/2005 @ 17:57:21, in Magistratura, linkato 1422 volte)

MAGISTRATURA  DEMOCRATICA


 
LA CONVERSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE SULLA COMPETITIVITA' : OCCASIONE PER AMINISTIE MASCHERATE E  PER LO STRAVOLGIMENTO DEL PROCESSO CIVILE

 
In sede di esame per la conversione del decreto legge sulla “competitività” è stato presentato,  davanti alla Commissione Bilancio del Senato, un maxi - emendamento contenente la delega al Governo sia per la riforma organica della disciplina delle procedure concorsuali, sia per estendere a tutte le controversie civili il nuovo rito societario ed i principi contenuti – con riferimento al giudizio di cassazione ed all’arbitrato -  nel disegno di legge delega per la riforma del c.p.c. approvato dal Consiglio dei Ministri il 24 ottobre 2003 e ad oggi, per quanto risulta,  non ancora assegnato all’esame delle Commissioni Giustizia del Parlamento.
 
In particolare viene ridotta la pena massima per alcune fattispecie di bancarotta fraudolenta da 10 a 4 anni di reclusione con la conseguenza che il termine massimo di prescrizione scenderebbe da 22 anni e mezzo e 7 anni e mezzo. Un vero e proprio colpo di spugna che travolge larga parte dei processi penali per bancarotta fraudolenta. Ed un segno emblematico del rapporto esistente per molti tra “competitività” e bancarotta
 
Le scelte operate non sono condivisibili in alcun modo né sul piano del metodo, né su quello del merito.
 
Il presente intervento legislativo  supera e butta nel cestino, ignorando elaborazioni e discussioni, disegni di legge precedenti a volte già ampiamente discussi dentro e fuori dal Parlamento. Viene posto nel nulla il testo sulla riforma urgente del processo civile presentato il 21 dicembre 2001 al Consiglio dei Ministri e, dopo l’unificazione con altre proposte, approvato all'unanimità dalla Commissione Giustizia della Camera il 16 luglio 2003. Viene depotenziato in punti significativi il testo della “miniriforma” rielaborato dalla Commissione Giustizia del Senato. Viene attuata – con una singolare scelta del rito rimessa alle parti, e con gravi effetti sul piano organizzato – l’estensione ad ogni controversia civile del nuovo processo societario. Il Governo viene delegato ad introdurre rilevanti e inaccettabili modofiche sul giudizio di cassazione e sull’arbitrato, mentre l’esame del disegno di legge delega per la riforma del c.p.c. approvato dal Consiglio dei Ministri il 24 ottobre 2003 e da cui quelle modifiche sono tratte, non risulta neppure iniziato dalle componenti commissioni parlamentari.
 
Siamo ai colpi di mano e al caos normativo che espropriano il parlamento di una reale discussione e ignorano e rendono inutile il contributo già più volte fornito dalla dottrina, dall'avvocatura, dall'università e dalla magistratura.
 
Con un decreto legge convertito si pretende di modificare radicalmente il processo civile, estendendo un modello come quello del diritto societario, non solo ancora poco sperimentato, ma che rischia di reintrodurre il processo scritto di vecchia memoria, fondato sullo scambio di memorie, che rischia di inaridire la dialettica tra giudice e parti e di allungare ulteriormente i tempi del processo.
 
A fronte dell'incertezza e dell'instabilità data dal sovrapporsi di interventi normativi attuati o semplicemente annunciati, continua a mancare ogni intervento diretto ad incidere su quelle carenze  strutturali e materiali che la magistratura tutta e non da sola, continua inutilmente a denunciare.
 
Non possiamo quindi che esprimere la nostra più ampia preoccupazione e la nostra più radicale opposizione al metodo seguito e al merito dei provvedimenti proposti.
 
Milano, 2 maggio 2005
 
Claudio Castelli
Segretario Nazionale di Magistratura Democratica

 

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Di Loredana Morandi (del 03/05/2005 @ 17:53:41, in Magistratura, linkato 1533 volte)

Associazione Nazionale Magistrati

Il decreto legge sulla “competitività” e le modifiche al processo civile

Una delega al governo a legiferare in materie delicatissime, quali le procedure concorsuali, il processo civile ed il giudizio dinanzi la Corte di Cassazione, con previsione di estensione a tutte le controversie civili del nuovo rito societario, è stata attribuita con un maxiemendamento in sede di conversione del decreto legge sulla “competitività”.

Nonostante il richiamo del Presidente della Repubblica a redigere leggi chiare e a non varare confuse leggi omnibus, le nuove norme in materia di giustizia sono inserite tra disposizioni che riguardano materie diverse, essenzialmente economiche.

Si profila un’approvazione senza effettiva discussione in ambito parlamentare e tra gli operatori della giustizia di una rilevante riforma del processo civile e delle procedure concorsuali, tanto più se dovesse farsi ricorso al preannunciato voto di fiducia.

L’ANM esprime vivo dissenso per questo metodo di intervento legislativo su questioni di giustizia e manifesta preoccupazione per il moltiplicarsi di riti e di modelli processuali che denota la mancanza di una impostazione coerente ed attenta agli interessi della collettività, degli utenti e di tutti gli “operatori” professionali.

Quanto alla materia fallimentare, l’intervento potrebbe portare ad una sostanziale deregolazione che avrebbe solo l’effetto di privilegiare gli interessi dei soggetti più forti e meglio organizzati.

In particolare, in tema di revocatoria è stato fortemente ampliato l’elenco degli atti esenti ed è stato notevolmente ridotto il “periodo sospetto”.

E’ stata inoltre prevista la riduzione delle pene per i reati di bancarotta e, di conseguenza, dei termini di prescrizione, con il rischio che rimangano impuniti anche fatti di estrema gravità con danni per le persone offese.

Riguardo al giudizio di Cassazione, alcune delle previsioni che si vorrebbero introdurre, pur nello scopo dichiarato di “disciplinare il processo di cassazione in funzione nomofilattica”, rischiano di dilatare i tempi del giudizio di cassazione e di aumentare ulteriormente i carichi di lavoro della Corte, già gravata di 93.533 processi civili pendenti, come segnalato dalla sezione ANM presso la Corte Suprema in un suo approfondito documento.

Infine, le modifiche alla disciplina del c.p.c. riproducono solo in parte le previsioni elaborate dal Comitato ristretto in seno alla Commissione Giustizia del Senato, testo sul quale l’ANM, con precedenti documenti, aveva già formulato articolate osservazioni, manifestando consenso su alcune proposte,  critiche e perplessità riguardo ad altre.

Nel richiamare le osservazioni e le proposte di ulteriori misure contenute in tali documenti, l’ANM ritiene opportuno ribadire il più fermo dissenso per quelle modifiche processuali che, tradendo lo spirito che aveva originariamente improntato il progetto noto come la “miniriforma del c.p.c.”, non giovano alla celerità e qualità del processo e rendono più difficoltoso il percorso diretto alla piena attuazione dei diritti dei cittadini, aggravando peraltro le carenze materiali e strutturali della giustizia civile.

Roma, 30 aprile 2005
La Giunta Esecutiva Centrale

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