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 photo ...... di Lunadicarta
 
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Quanti reati si compiono in nome del commercio elettronico!

Loredana Morandi
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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Loredana Morandi (del 25/03/2005 @ 17:49:27, in Estero, linkato 1379 volte)

..noi cattolici, per meritarci tanta fede? Ora il mio amico filippino, papà di Stefano e che conosco da quasi un decennio è cattolico ed è un ottima persona. Con lui mi fermo sempre a dire due parole. Tanto che forse è uno dei pochi privilegiati con i quali io converso nel mio quartiere troppo snob e di destra. Tutto questo per dire dell'assurdo e che, nelle Filippine, forse ci saranno ferventi credenti cristiani e gente che nel conflitto locale con gli islamici finirà certamente martire. Ma a tutto c'è un limite e la Chiesa cattolica non dovrebbe permettere questo genere di manifestazioni, che sono esclusivamente riesumazioni di altri riti a carattere tribale.  L.M.

Pasqua: 17 crocifissioni nelle Filippine 
Fedeli mettono in scena Passione di Cristo 
(ANSA) - CUTUD, 25 MAR - Diciassette persone sono state crocifisse nel cattolicissimo arcipelago delle Filippine durante le cerimonie del venerdi' santo. I fedeli della regione del Cutud, come da tradizione, mettono in scena la Passione di Cristo.Sotto lo sguardo di molti turisti Ruben Enaje, 45 anni, e' stato inchiodato sulla croce con dei pioli di una quindicina di centimetri. L'uomo che impersonava Cristo e' rimasto sulla croce per una decina di minuti prima di essere trasferito nell'ospedale piu' vicino.

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Di Loredana Morandi (del 25/03/2005 @ 11:09:01, in Estero, linkato 1358 volte)

At the finish the human soul and sacred love are seated, resting their arm of the bible ...

Otho Vaenius, Amorum Emblemata, 60
Antwerp, Martinus Nutus & Ioannis Meursus, a.D. 1615

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Di Loredana Morandi (del 24/03/2005 @ 12:37:59, in Politica, linkato 1460 volte)

francamente, viene da piangere ...

Cosa prevede la Costituzione berlusconiana
22.03.2005 di red

Camera dei Deputati Sarà l'organo politico, costituito da 518 deputati (oggi sono 630), di cui 18 eletti all’estero. I deputati a vita, nominati dal Capo dello Stato, possono essere 3; di diritto sono deputati gli ex Presidenti della Repubblica. L'età minima per essere eletti scende a 21 anni (adesso è di 25). La Camera è eletta per cinque anni. Le Commissioni d'inchiesta avranno gli stessi poteri dell'autorità giudiziaria; la loro presidenza sarà assegnata all'opposizione.

Senato Federale I senatori saranno 252 (oggi sono 315), eletti in ciascuna Regione contestualmente ai consigli regionali. A loro si sommeranno i 42 delegati delle Regioni, che partecipano ai lavori del Senato federale senza diritto di voto: due rappresentanti per ogni regione più due per le Province autonome di Trento e Bolzano. Sarà eleggibile chi ha 25 anni (oggi la soglia è di 40 anni). Con la proroga dei Consigli regionali e delle province autonome sono prorogati anche i senatori in carica.

Capo dello Stato Il presidente della Repubblica non è più il rappresentante dell'unità nazionale, ma è «garante della Costituzione e dell'unità federale della Repubblica». Sarà eletto dall'Assemblea della Repubblica, presieduta dal Presidente della Camera dei deputati e composta da tutti i parlamentari, i governatori e i delegati regionali. Può diventare presidente della Repubblica chi ha compiuto 40 anni (oggi il requisito anagrafico è di 50). Il Capo dello Stato è eletto a scrutinio segreto con la maggioranza dei due terzi. Non ha più il potere di sciogliere le Camere, potere che passa al primo ministro. In sostanza il presidente viene ridotto a notaio, esecutore della volontà del premier o della maggioranza. Decreta lo scioglimento della Camera su richiesta del primo ministro che se ne assume la responsabilità. Ha l’obbligo di sciogliere la Camera nel caso in cui la maggioranza uscita dalle urne approvi una mozione di sfiducia. Non è più il rappresentante dell’unità nazionale ma dell’«unità federale». Il Capo dello Stato indice le elezioni della Camera e quelle dei senatori. Nomina i presidenti delle Autorità indipendenti, il presidente del Cnel e il vicepresidente del Csm nell'ambito dei componenti eletti dalle Camere.

Premierato Nella nuova costituzione non c'è più il presidente del Consiglio, ma il Primo ministro. Nominerà e revocherà i ministri (cosa che adesso spetta al Presidente della Repubblica), «determinerà» la politica generale del governo (anche il lessico ha il suo peso) e dirigerà l’attività dei ministri. Non dovrà più ottenere la fiducia della Camera ma solo illustrare il suo programma sul quale la Camera esprimerà un voto. Potrà chiedere alla Camera di esprimersi «con priorità su ogni altra proposta, con voto conforme alle proposte del governo». In soldoni può chiedere alla Camera di votare «con priorità» la fiducia su una proposta che gli sta particolarmente a cuore e se la sua maggioranza non è d’accordo a concedergliela subentra il ricatto dello scioglimento. Viene eletto mediante collegamento con i candidati ovvero con una o più liste di candidati, norma che consente l’adattamento a un sistema elettorale proporzionale e che è stata voluta fortemente dall’Udc.

Norma anti-ribaltone e sfiducia costruttiva La Camera potrà costringere il premier alle dimissioni dopo la presentazione e l’approvazione di una mozione di sfiducia firmata da almeno un quinto dei componenti. I deputati appartenenti alla maggioranza uscita dalle urne possono presentare una mozione di sfiducia costruttiva con la designazione di un nuovo primo ministro. Cioè si delinea un sistema che si basa sui ricatti e sul conflitto istituzionale.

Devolution Le Regioni avranno potestà legislativa esclusiva su alcune materie come assistenza e organizzazione sanitaria, organizzazione scolastica, gestione degli istituti scolastici e di formazione, definizione della parte dei programmi scolastici e formativi di interesse specifico della regione, polizia amministrativa e regionale. Un esempio: la competenza in materia di salute è dello Stato, l’organizzazione sanitaria spetta invece alle Regioni. Ma l’organizzazione sanitaria è parte fondamentale della salute. Per quanto riguarda la scuola, una parte di competenze va allo Stato, un’altra alle Regioni, un’altra alla competenza concorrente di Stato e regioni. Tutto dipenderà dai rapporti di forza.

Interesse nazionale e clausola supremazia È la bandierina di An. L’introduzione di questa clausola consente al governo - quando ritenga che una legge regionale pregiudichi l’interesse nazionale - di impugnare tutte le leggi regionali sottoponendole al vaglio del Parlamento che può annullarle. D’altra parte lo Stato può sostituirsi agli enti locali nel caso di mancato rispetto di norme internazionali o di pericolo grave. Da una parte la messa in discussione dell’universalità dei diritti con la devolution, dall’altra l’accentramento a seconda dell’orientamento dei governi.

Corte Costituzionale Aumentano i giudici di nomina parlamentare. Dei 15 giudici 4 saranno nominati dal Quirinale, 4 dalle supreme magistrature, 3 dalla Camera, 4 dal Senato. Non si potranno candidare o essere nominati a cariche pubbliche nei tre anni successivi al mandato.

http://www.unita.it/index.asp?topic_tipo=&topic_id=41634

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Di Loredana Morandi (del 24/03/2005 @ 12:31:56, in Politica, linkato 1421 volte)

Gli ispettori: sentenza regolare
23.03.2005 di red

Clementina Forleo, giudice milanese per le udienze preliminari, è stata di parola. Aveva promesso querele agli esponenti della maggioranza che l’avevano attaccata per il proscioglimento per di tre islamici accusati di terrorismo internazionale. E le querele sono arrivate. Destinatari i ministri Roberto Calderoli e Maurizio Gasparri, il coordinatore di Forza Italia Fabrizio Cicchitto e il Presidente della Commissione esteri della Camera Gustavo Selva. A difendere la Forleo è Giulia Bongiorno, avvocato di Andreotti.

Meno di due mesi fa Clementina Forleo aveva assolto tre islamici, accusati di terrorismo internazionale, sostenendo che «le attività violente o di guerriglia», in un contesto bellico, «non possono essere perseguite neppure sul piano del diritto internazionale» e non sono incasellabili in quelle di terrorismo.

Dura la reazione della maggioranza. Parole e fatti, quasi intimidatori. Il Guardasigilli Roberto Castelli aveva disposto, attraverso l' Ispettorato generale del ministero , «i necessari accertamenti preliminari finalizzati a verificare se via sia stata da parte della dottoressa Forleo una condotta negligente sotto il profilo della omessa valutazione di atti normativi rilevanti ai fini della decisione da assumere». A difesa del Gup di Milano si era schierato il Consiglio Superiore della Magistratura, aprendo una pratica a sua tutela. Lo stesso vicepresidente del Csm Virginio Rognoni era sceso in campo per ribadire che i provvedimenti giudiziari possono essere criticati ma che la critica non può trascendere nella delegittimazione dei magistrati.

Le prime conclusioni degli ispettori ministeriali arrivano proprio nel giorno in cui partono le querele. E danno ragione al magistrato milanese. Si parla di una sentenza basata su «un'interpretazione discutibile della norma» ma assolutamente priva di «abnormità censurabili sotto il profilo disciplinare».

http://www.unita.it/index.asp?SEZIONE_COD=HP&TOPIC_TIPO=&TOPIC_ID=41648

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Di Loredana Morandi (del 24/03/2005 @ 12:27:31, in Estero, linkato 1491 volte)

Una legge speciale per restituire il libro a Benevento Londra, il codice rubato torna in Italia E' la prima volta che un'istituzione britannica accetta di riconsegnare al Paese d'origine un'opera trafugata  
DAL NOSTRO CORRISPONDENTE
LONDRA

Per la prima volta in tempi moderni il Regno Unito renderà a un’istituzione estera un’opera d’arte trafugata: la British Library dovrà restituire all’Italia un manoscritto di grandissimo valore, non solo scientifico, rubato durante la seconda guerra mondiale. Una commissione istituita dal governo Blair ha stabilito che un messale del dodicesimo secolo comprato nel dopoguerra dal British Museum fu rubato da un seminario di Benevento durante l’occupazione alleata del 1943. Il messale, un manoscritto riccamente miniato, sarà dapprima riportato a Benevento come prestito. Ci vorrà poi una legge apposita per trasferirne anche la proprietà.
Vista la sensibilità che accompagna ogni rivendicazione del genere (a cominciare dai fregi del Partenone al British Museum, anche se il contesto storico è diverso), il caso del messale metterà in allarme vari musei europei. Ma ripara un’evidente ingiustizia. La vicenda del messale in scrittura beneventana, un corsivo dell’alto medioevo che si diffuse nella Longobardia Minore, di cui Benevento fu capitale, è avventurosa quanto indicativa dei limiti che ancora proteggono i trafugatori d’arte. Per anni a Londra s’è discusso di questo manoscritto, che passava di mano pubblicamente, in case d’asta, mentre a Benevento, dove uno spazio vuoto in uno scaffale indicava la mancanza del messale, nulla si sapeva.
Se ora si giunge a conclusione è grazie alla pervicacia dell’arcivescovo di Benevento, Serafino Sprovieri, che ha sempre chiesto la restituzione come «gesto simbolico di riconciliazione», a una campagna di The Art Newspaper, la rivista d’arte di Umberto Allemandi, all’insistenza dei governi italiani e, infine, alla decisione del ministro della Cultura britannico di fare propria la raccomandazione dello Spoliation Advisory Panel, istituito per far luce su opere trafugate dai nazisti o durante la guerra: un caso esemplare. A Benevento, nella Biblioteca Capitolare della cattedrale, da secoli si conservavano testi di scrittura beneventana, noti e studiati dai paleografi. I più importanti, tre messali identificati dai numeri 29, 30 e 33, furono elencati nel 1940 dal bibliotecario, Salvatore De Lucia. Il Messale 29, copiato otto secoli fa nel convento di San Pietro, contava 290 pagine, molte delle quali illuminate con capolettera miniati, ornati di fogliame e zoomorfici. E ancora c’era nel 1943, quando il Sannio divenne fronte di guerra:
il 21 agosto iniziarono i bombardamenti americani, che dopo l’armistizio di Cassibile divennero a tappeto. Il 12 settembre la cattedrale romanica fu distrutta e l’arcivescovo messo in fuga, ma nemmeno un mese dopo, quando i tedeschi si ritirarono, il bibliotecario scoprì che, «per grazia di Dio, la Biblioteca Capitolare era salva». Per non correre rischi, avvolti in una coperta e impacchettati in cassette da frutta, i messali furono portati dal segretario dell’arcivescovo fuori città, al Pontificio Seminario Pio IX, bersaglio meno probabile di bombardamenti. Finché le truppe britanniche, avanzando da sud, non requisirono l’edificio: i manoscritti erano finalmente in mani sicure. Invece no.
Nel 1946, a Londra, un soldato britannico che ha servito in Italia, il capitano Douglas George Ash, si rivolge al British Museum per chiedere se è interessato a un messale che ha comprato, dice, da un libraio napoletano nel 1944. Il museo l’avverte che l’opera è di dubbia origine, sicché non può rilevarla, ma quando Ash la mette all’asta da Sotheby’s come proveniente «dall’abbazia benedettina di San Pietro (non più esistente) nell’Italia del Sud», resta vigile: il 12 luglio 1947 l’acquista per 441 sterline dall’antiquario Quaritch, che se l’era aggiudicata per 420. Il caso resta a tacere, benché nel 1961 uno studioso francese sollevi dubbi. Invano: solo nel 1976 la notizia che il Messale 29 è al British Museum arriva a Benevento. E cominciano le pratiche per rioccupare lo spazio vuoto della Biblioteca Capitolare. Ma ci vorranno ancora tre decenni.
Perché c’è un doppio problema: il furto del messale è caduto in prescrizione per la legge britannica e la British Library, nel frattempo nata dal British Museum, per statuto non può alienare i suoi beni. Così lo Spoliation Advisory Panel, creato da Tony Blair, suggerisce due vie d’uscita: il governo può cambiare lo statuto della British Library o, più ragionevolmente, può varare una legge speciale per il messale di Benevento. Comunque vada a finire, il manoscritto tornerà a casa, perché due giorni fa la British Library ha accettato il suggerimento provvisorio: rimandare il messale in Italia come prestito, in attesa della riconsegna formale. Se va tutto bene, il Messale 29 finirà tra pochi mesi sessant’anni d’esilio: «È la soluzione migliore», dice Estelle Morris, ministro per le Arti. Ma ora, stabilito il principio, quanti musei cominceranno a temere per le proprie opere d’origine dubbia?
Alessio Altichieri
24 marzo 2005

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Di Loredana Morandi (del 22/03/2005 @ 15:57:07, in Magistratura, linkato 1629 volte)

Associazione Nazionale Magistrati


 
La presenza equilibrata di uomini e donne magistrati negli organismi rappresentativi dell’ANM

Il Comitato Direttivo Centrale dell’Associazione Nazionale Magistrati,  in attuazione dell’art. 51 della Costituzione ed alla luce dell’art. 83-II della Costituzione Europea che invita ad adottare azioni positive utile ad ottenere una partecipazione equilibrata di donne ed uomini nella rappresentanza politica, in occasione del 40° anniversario dell’ingresso delle donne in magistratura,  ha dato incarico al Comitato pari opportunità di elaborare e proporre in tempi brevi iniziative e modifiche statutarie che agevolino e facilitino la partecipazione delle donne magistrato all’attività associativa e, in particolare, l’elettorato passivo al C.D.C. dell’Associazione.

Roma, 21 marzo 2005

Il Presidente

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Di Loredana Morandi (del 22/03/2005 @ 15:48:26, in Magistratura, linkato 1381 volte)

Associazione Nazionale Magistrati
Il Comitato Direttivo Centrale

GLI INTERVENTI DEL MINISTRO CASTELLI SUI PROVVEDIMENTI GIUDIZIARI

L’Associazione Nazionale Magistrati è stata più volte costretta a deplorare attacchi ai magistrati, giunti spesso al livello della denigrazione e dell’insulto. Nelle ultime settimane si è aggiunto un ulteriore motivo di gravissima preoccupazione. Il Ministro della Giustizia, che all’inizio del suo  mandato aveva dichiarato di volersi attenere alla regola di non commentare le decisioni dei giudici, è intervenuto ripetutamente e pesantemente sul merito di decisioni giudiziarie con la pretesa di farsi interprete  del “sentimento popolare”.

In un ordinamento democratico, tutti hanno il diritto di commentare, in senso positivo o negativo, le decisioni dei magistrati e quando il dibattito si sviluppa nei limiti dell’esercizio della critica esso costituisce un arricchimento per la società e per la giustizia.

Peraltro nel difficile compito di applicazione della legge nel caso concreto, il magistrato deve poter decidere in piena indipendenza e serenità senza la preoccupazione di adeguarsi alla cultura ed ai desideri del Ministro.

L’ANM sottolinea e ribadisce che al Ministro della giustizia la Costituzione attribuisce l’iniziativa disciplinare e proprio in ragione di ciò ogni intervento sul merito dei provvedimenti giudiziari è del tutto inappropriato e sconveniente.

Roma, 20 marzo 2005

Approvato all’unanimità

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Di Loredana Morandi (del 12/03/2005 @ 18:28:35, in Indagini, linkato 1544 volte)

a me questi che manifestano con al seguito la tv nazionale, continuano a non convincermi. Quando poi incontri i leader di questo movimento, di solito, è possibile notare che sono dotati di cellulari e notebook come se fossero consulenti finanziari. Da questo al sito pergiuliana.org, dove il proprietario del dominio ha trascritto un numero 199 per essere chiamato, il passo è breve. Datemi anche della ex pciista, ma, è il neo liberismo capitalista "non garantista", che cavalca...

Tribunale di Roma in stato d'assedio per il sit-in dei disobbedienti

12.03.2005 di red

Forze dell'ordine in assetto antisommossa sabato mattina a Piazzale Clodio a Roma, un presidio di controllo dell’ingresso principale della città giudiziaria dove sono schierati una decina di blindati di polizia e carabinieri oltre a cordoni di vigili urbani. Le forze dell’ordine presidiano la manifestazione, «un sit-in pacifico» secondo le intenzioni dichiarate, dei disobbedienti, a sostegno della posizione di 58 loro compagni che, denunciati alla magistratura dopo “l'esproprio proletario” compiuto il 6 novembre scorso in un ipermercato della capitale, il “Panorama” di via Pietralata e alla libreria Feltrinelli di Largo Argentina. Il supermercato e la libreria vennero "assaltati" come, simboli, per i manifestanti, delle “cattedrali del consumo e delle molteplici forme della precarietà che milioni di persone vivono quotidianamente”. Al sit-in sono arrivate alcune centinaia di persone, tra cui Guido Lutrario, uno dei volti più noti dell'area dei centri sociali romani. E mentre dal furgone che li accompagnava, gli altoparlanti diffondevano musica a volume molto alto, i disobbedienti parafrasavano uno slogan sulla patria dei manifesti di An, dicendo: «prima eravamo pochi a non arrivare a fine mese, oggi invece siamo la maggioranza».

Il presidio è stato convocato perché in mattinata si riunisce il Tribunale della Libertà per vagliare il ricorso del pm Vitello sulle richieste di misure cautelari per gli inquisiti in seguito alle azioni contro il carovita del 6 novembre scorso, in occasione della giornata nazionale per un reddito garantito dedicata a “San Precario”. Tra questi, anche il consigliere comunale Nunzio D'Erme. Carabinieri e polizia stanno piantonando, in particolare, l'ingresso di via Golametto, dove sono ubicati, tra l'altro, un punto "Mc'Donalds" e una banca.

Il pm Vitello ha accusato i disobbedienti arrestati per rapina pluriaggravata, chiedendo per via preventiva 13 domiciliari e 48 obblighi di firma per lla “spesa proletaria” compiuta nel novembre scorso al supermercato di Pietralata e alla libreria Feltrinelli. Le misure erano state respinte dal Gip e quindi la pubblica accusa ha impugnato il provvedimento del gip di fronte al tribunale della libertà.

Secondo i disobbedienti che sabato sono scesi in piazza davanti al tribunale della libertà l’esproprio avvenuto il 6 novembre nel supermercato è da considerare solo come una forma di lotta, e quindi un’espressione di democrazia. Anzi, parlano di questi espropri – nelgli stessi giorni ce ne fu anche uno a Milano – come di «pratiche di contrattazione sociale dal basso» che hanno per obiettivo chiedere «pubblicamente a tutte le catene commerciali di attuare in quella giornata sconti del 70% per tutti i clienti attraverso una trattativa con la direzione del supermercato».

Per risalire a manifestazioni così dure contro il carovita come quelle intitolate a San Precario, patrono fantapolitico della popolazione dei lavoratori "parasubordinati", bisogna arrivare agli anni Settanta, alla stagione dei "mercatini rossi" e delle proteste contro l'aumento del prezzo del pane organizzate da Lotta Continua e dalle altre organizzazioni dell'estrema sinistra, quando le impennate inflazionistiche e la crisi petrolifera cozzavano contro il potere d'acquisto dei salari da una parte e la nascente società dei consumi dall'altra. Quella stagione portò poi allo strumento della "scala mobile", per il recupero automatico del reddito reale e della capacità di spesa delle famiglie, uno strumento che fu cancellato definitivamente a metà degli anni Ottanta dopo il referendum perduto nel 1985 sul cosiddetto "accordo di San Valentino", firmato solo da Cisl, Uil e componente socialista della Cgil con cui si riducevano a quattro i "punti" o scatti di scala mobile. Da allora la politica dei redditi è stata poi contrattata in quella che veniva chiamata "concertazione" tra le parti sociali, una stagione anche quella terminata definitivamente con il fallimento del "patto per l'Italia" firmato solo da Uil e Cisl con il governo Berlusconi.

http://www.unita.it/index.asp?SEZIONE_COD=HP&TOPIC_TIPO=&TOPIC_ID=41406

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Di Loredana Morandi (del 09/03/2005 @ 19:04:59, in Magistratura, linkato 1455 volte)

Associazione Nazionale Magistrati

LA CANDIDATURA DI MAGISTRATI ALLE ELEZIONI

La candidatura di un magistrato alla carica di sindaco ha riproposto il dibattito sul tema dell’ingresso in politica di magistrati. Sulla questione, nel corso di questa legislatura sono state presentate alla Camera diverse proposte di legge. Pochi giorni addietro il relatore ha predisposto un testo unificato (Ddl C 1949 e collegati) nel quale si fissa il principio della ineleggibilità dei magistrati, nelle circoscrizioni comprese nel distretto di corte di appello dove hanno esercitato le loro funzioni nei due anni precedenti. L’anno passato nel corso di una audizione presso la Commissione affari costituzionali, l’ANM aveva espresso piena adesione a questo indirizzo, sollecitando una rapida approvazione del testo legislativo.

L’Associazione Nazionale Magistrati auspica che a questo principio ci si attenga, anche in mancanza di una disposizione legislativa, in particolare con riferimento alle cariche amministrative.

Roma, 9 marzo 2005
La Giunta Esecutiva Centrale

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Di Loredana Morandi (del 08/03/2005 @ 08:37:27, in Varie, linkato 1423 volte)

accade in Italia ...

L'Unità - 8 marzo 2005

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