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Siate sempre capaci di sentire nel profondo qualsiasi ingiustizia commessa contro chiunque, in qualsiasi parte del mondo. E' la qualità più bella di un rivoluzionario.

Ernesto Che Guevara
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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Loredana Morandi (del 19/01/2005 @ 09:44:54, in Magistratura, linkato 1315 volte)

UNITA’ PER LA COSTITUZIONE

IL PROSSIMO ANNO GIUDIZIARIO

Dopo le manifestazioni per le inaugurazioni dell’anno giudiziario, che hanno visto come dato unificante di tutta la magistratura la contrarietà alla riforma dell’ordinamento giudiziario e la forte richiesta di investimenti nel settore per poter offrire un servizio garantito ed efficiente, occorre riprendere il percorso della forte difesa dei valori costituzionali che, fino ad oggi, ha visto il tentativo di soffocare l’autonomia e l’indipendenza della magistratura arginato dalla tenuta del sistema delle garanzie costituzionali.
La risposta del Capo dello Stato è stata peraltro favorita da una azione associativa unitaria, forte –caratterizzata dalla proclamazione di una pluralità di scioperi mai adottata nella storia dell’ANM- , non negoziata su alcun principio fondamentale ma opportunamente contenuta nella manifestazione del dissenso.    
In un quadro politico dove alle ragioni della Costituzione –sostenute da tutta la magistratura (non solo da quella definita ancora oggi “militante” per cercare una fittizia differenziazione in una unità dei sentimenti dei magistrati mai riscontrata nel recente passato), dalla dottrina costituzionalista e dal Capo dello Stato- si risponde ancora con superficialità ed arroganza istituzionale (invitando i magistrati ad andare a lavorare secondo alcune dichiarazioni rilasciate da esponenti della maggioranza parlamentare) occorre replicare con una opposizione della ragione che ribadisca i motivi di un malessere ormai non più sopportabile ma che non trascenda in atteggiamenti estremi alla fine controproducenti e di possibile rottura interna.
La ragione è sempre più forte della piazza anche perché propone un’educazione istituzionale che in molti sembrano avere smarrito.
Per risanare la giustizia occorre uno spirito costituente che oggi non è riscontrabile ma che abbiamo il dovere di interpretare e di proporre.
La magistratura deve adottare comportamenti virtuosi per il ruolo che svolge, anche quando la Politica dominante sembra avere smarrito senso del confronto e rispetto per lo Stato di diritto.
L’unità associativa comporta necessariamente una sintesi delle diverse sensibilità.
Ma se è fondata, come in questa stagione, su un sincero comune sentire, costituisce anch’essa un valore da perseguire. Ecco perché le diverse connotazioni comportamentali registrate nei diversi distretti non rappresentano una frattura all’unità ma soltanto l’esplosione del malessere e della libertà del singolo che non può essere mai ingabbiata ma che deve essere percepita e coordinata da chi ha ruoli dirigenziali.
Qualunque sia il cammino della riforma –che sarà prevedibilmente approvata in tempi brevi quantomeno per un effetto propaganda- la magistratura avrà il compito di difendere sempre i valori costituzionali in nome dei quali viene chiamata all’attuazione della giurisdizione.
La riforma è già costituzionalmente morta prima ancora di vivere. E ciò perché, qualora non venisse riveduta nella sua filosofia, il Capo dello Stato potrebbe sollevare conflitto di attribuzioni, il CSM potrebbe parimenti investire la Corte Costituzionale e, comunque, si aprirebbe un fortissimo contenzioso giudiziario amministrativo e costituzionale su molti profili dell’impianto normativo.
Questa legislatura ha invece perso un’occasione importante per occuparsi dei veri problemi della giustizia effettuando una sessione di analisi, di proposte possibilmente condivise da tutti gli operatori e quindi di interventi sui sistemi processuali e sostanziali.
In una eutanasia che non porta alla fine solo per la particolare abnegazione dei magistrati e dei loro collaboratori –come ha riconosciuto il Ministro della Giustizia commentando il lieve decremento del debito giudiziario- occorre a questo punto chiedersi chi sia veramente interessato ad avere nel Paese una giustizia efficiente, garantita e, in modo particolare, dove  tutti siano uguali.

Milano 16 gennaio 2005

Fabio Roia
Segretario Generale 

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Di Loredana Morandi (del 16/01/2005 @ 08:12:22, in Ambiente, linkato 1553 volte)

1500 termometri scoppiano in una farmacia di Monte Mario, un fenomeno davvero preoccupante nel quartiere dove vivo. Leggo la notizia da La Repubblica e, considerando la riprovata idiozia se non addirittura l'ignoranza congenita di Legambiente in Roma, di cui l'articolo reca il commento, opto per un fenomeno di poltergaist o per la partita fallata. I romani di legambiente sono infatti coloro che volevano lanciare una nuvola di palloncini colorati durante il passaggio degli aerei delle frecce tricolori sul cielo di Roma, con il rischio di provocare un incidente con dimenzioni catastrofiche in città il 2 giugno. Dopo aver attentato alla mia città l'intervistato poi si è conquistato il titolo permanente de "il belloccio" quando, proprio in occasione del 2 di giugno e la parata militare, io, organizzatrice dell'evento del lancio dei fiori e ufficio stampa dell'organizzazione di 4 ponti per la pace ho dovuto ricorrere ai sensi della legge sulla stampa sul suo comunicato di auto attribuzione dell'evento più fotografato del giorno. Gentaccia.

http://www.repubblica.it/news/ired/ultimora/rep_nazionale_n_938883.html

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Di Loredana Morandi (del 16/01/2005 @ 08:07:11, in Magistratura, linkato 1662 volte)

La protesta delle toghe

12:09  Davigo: "Parlo da libero cittadino"
Prendendo la parola nel corso dell'inaugurazione dell'anno giudiziario a Milano l'ex pm di mani pulite Pier Camillo Davigo si è tolto la toga " per poter parlare da libero cittadino e per rimarcare un principio che dovrebbe essere ovvio, che ogni magistrato deve applicare la legge durante lo svolgimento del suo lavoro ma che fuori dall'esercizio delle sue funzioni ha il diritto di criticare liberamente atti e leggi".

12:09  Scotti: "Viva la Costituzione"
"Evviva la Costituzione, evviva la magistratura". Così il presidente del Tribunale di Roma, Luigi Scotti, ha concluso il suo intervento, salutato dai magistrati in toga che sventolavano la Costituzione e che hanno applaudito per alcuni minuti, alla cerimonia di inaugurazione dell'anno giudiziario alla Corte d'Appello di Roma.

12:02  Catanzaro, "imposte leggi ad personam"
"Il problema della revisione delle circoscrizioni giudiziarie non è stato mai preso in considerazione da Governo e Parlamento per evidenti ragioni elettoralistiche. Ad altro però Governo e Parlamento hanno accordato priorità. Vengono ancora imposte ai cittadini le cosiddette leggi fotografia o ad personam perchè emanate a beneficio esclusivo di determinate persone". E' questo uno dei passaggi della relazione del procuratore generale presso la orte d' appello di Catanzaro, Domenico Pudia, in occasione dell' inaugurazione dell' anno giudiziario.

12:01  Castelli: "Pensiamo positivo"
"Per una volta proviamo a pensare positivo. Sono convinto che faremo un grande servizio a noi stessi, ma sopratutto al Paese". Con questo auspicio il Guardasigilli Roberto Castelli ha concluso la sua relazione per l'inaugurazione dell' anno giudiziario, a Palermo.

11:53  Prestigiacomo: "Serve collaborazione"
"Per migliorare il sistema giustizia è indispensabile una collaborazione tra tutti gli organismi che lo compongono". Lo ha detto il ministro per le Pari opportunità, Stefania Prestigiacomo, a margine dell' inaugurazione dell' anno giudiziario a Catania

11:43  Napoli, magistrati contro ex pm
Prima espressioni di disappunto, poi si sono alzati in piedi e hanno abbandonato la sala dei Busti di Castelcapuano dove è in corso l'apertura dell'anno giudiziario. Così le toghe napoletane hanno reagito all'annuncio dell'intervento del senatore di An Luigi Bobbio, ex pm napoletano. Qualcuno ha anche urlato verso di lui: "Vergogna, vergogna".

11:42  Calderoli: "I magistrati? A lavorare"
"I pm potranno diseratare l'inaugurazione dell'anno giudiziario, potranno mettersi a lutto a Roma, oppure lanciare strali contro il ministro della giustizia, ma farebbero bene, invece, a farsi un esame di coscienza, visto che Castelli ha solo cercato di migliorare una giustizia che non funziona da decenni, sicuramente ben da prima che lui arrivasse al dicastero di via arenula". Lo afferma il ministro per le riforme Roberto Calderoli.

11:41  Palermo, volantino cita Pericle
"Ci è stato insegnato a rispettare i magistrati e ci è stato insegnato a rispettare le leggi". Sono parole di Pericle, il grande statista ateniese, contenute nel "discorso agli ateniesi", scritto nel 461 avanti Cristo. Un breve frammento di questo celebre discorso, stampato in un centinaio di fotocopie, ha fatto il giro della manifestazione dei magistrati palermitani, passando di mano in mano tra i partecipanti. "Un cittadino ateniese - ammonisce Pericle, rivolto agli ateniesi - non trascura i pubblici affari quando attende alle sue faccende private. Ma in nessun caso si avvale delle pubbliche cariche per risolvere le sue questioni private".

11:35  Castelli: "Ogni anno prescritti 200mila reati"
Ogni anno si prescrivono oltre 200 mila reati all'anno "numero destinato ad aumentare". Lo ha detto il ministro della Giustizia, Roberto Castelli, intervenuto all'inaugurazione dell'anno giudiziario a Palermo. "E' del tutto evidente - ha afferma il ministro - che la strada per assicurare la giustizia ai cittadini - non è quella di lasciar pendere i processi sine die, ma di far sì che si possano assicurare processi più rapidi".

11:33  Castelli: "Riforma necessaria e doversa"
"La riforma non solo è necessaria ma doverosa, in quanto prevista dal capo VII delle disposizioni transitorie e finali della Costituzione. Essa è richiamata in ben tre articoli della Costituzione: 105, 106 e 108". Lo ha detto il ministro Roberto Castelli, in occasione dell'inaugurazione dell'anno giudiziario, sottolineando che "nessun governo, nessun Parlamento della Repubblica è mai riuscito a vararla".

11:26  Vecchione: "Intervenire sulla prescrizione"
"E' certo che sussiste un danno sociale assai elevato nella indiscriminata impunità da prescrizione". E', questo, uno dei passi più significativi della relazione del procuratore generale di Roma Salvatore Vecchione all' inaugurazione dell' anno giudiziario nella capitale.

11:25  Castelli cita il fanciullo di Andersen
Il ministro della Giustizia Roberto Castelli come il bambino della favola 'I vestiti nuovi dell'imperatorè di Hans Christian Andersen, "un fanciullo che rappresenta non solo l'innocenza ma anche la capacità di guardare la realtà senza le lenti deformanti dell'ideologia, mascherando lì'inganno del pensiero unico e della mistificazione". E' lo stesso Guardasigilli a paragonarsi al fanciullo di Andersen nel corso del suoi intervento all'inaugurazione dell'anno giudiziario di Palermo.

11:25  Castelli: "Insopportabile la spesa per le intercettazioni"
La spesa prevista nel 2004 per le intercettazioni si stima in 300 milioni di euro: "Un aumento esplosivo e non sopportabile". Lo ha sottolineato il Guardasigilli Roberto Castelli, nella sua relazione per l'apertura dell'anno giudiziario, affrontando il "nodo" delle spese di giustizia.

11:05  Castelli: "Nessun taglio alle risorse"
Nel suo intervento per l'apertura dell'anno giudiziario a Palermo, il ministro della Giustizia Roberto Castelli prova a contestare alcune delle accuse sulle cause dei ritardi della giustizia italiana. Innanzitutto, non ci sta a far passare il messaggio che ci sia stata una riduzione di risorse: la spesa della giustizia - spiega Castelli - in rapporto al bilancio dello Stato è raddoppiata dal 1983 a oggi, essendo passata dallo 0,78 per cento del 1983 all'1,58 per cento del 2005.

10:59  napoli, toghe lasciano l'aula
Così come avevano preannunciato le toghe napoletane si sono alzate e sono uscita dalla Sala dei Busti di Castelcapuano, dove è in corso la cerimonia di apertura dell'anno giudiziario quando ha preso la parola Alfonso Pepe, in rappresentanza del ministero della Giustizia.

10:54  Castelli: "Prova di forza contro opera del governo"
"Gli iniziali tentativi di dialogo sulla riforma dell'ordinamento giudiziario sono state spazzati via da chi ha preferito la prova di forza contro l'opera riformatrice del governo e del Parlamento". E' quanto dice il ministro della Giustizia, Roberto Castelli, intervenendo a Palermo all'inaugurazione dell'anno giudiziario. Secondo il Guardasigilli, che sta parlando ad una platea di autorità e pochi magistrati della requirente, fatta eccezione per il procuratore capo di Palermo Pietro Grasso e due Pm, "è prevalsa in alcuni l'idea che dialogo significasse diritto di veto, oppure il tentativo di discutere sine die in attesa della fine della legislatura".

10:53  Castelli: "E' tempo di bilanci"
"In tutta la storia della Repubblica pochissimi altri Guardasigilli hanno avuto l'onore e l'onere di inaugurare per la quarta volta consecutiva l'anno giudiziario ed è doveroso dire che è tempo non più di affermazioni e di previsioni, ma anche e soprattutto di bilanci". L'ha detto il ministro della Giustizia Roberto Castelli, nel suo discorso per l'inaugurazione dell'anno giudiziario a Palermo.

10:48  Caselli: "Riforma occasione sprecata"
La riforma dell'ordinamento giudiziario, è stata, e c'è il timore che possa continuare ad essere "una grande occasione sprecata". A sostenerlo il procuratore capo di Torino Giancarlo Caselli,

10:41  Catania, assenti giudici di pace e penalisti
Alla manifestazione di inaugurazione dell' anno giudiziario a Catania non sono presenti i giudici di pace dell' Unagipa che contestano la "carenze di aule per le udienze" e gli avvocati della Camera penale che chiedono "la riforma che fissi la separazione delle carriere tra settore inquirente e quello giudicante".

10:27  Manifestazione a Milano
Mentre è in corso la cerimonia di inaugurazione dell'anno giudiziario a Milano, fuori da Palazzo di Giustizia, in corso di Porta Vittoria, manifestano alcune decine di persone. Si tratta di esponenti del movimento Italia dei Valori che hanno con loro uno striscione con scritto: "Viva la Costituzione". Ci sono anche esponenti di Rifondazione Comunista, delle rappresentanze sindacali di base e manifestanti di una associazione dei padri separati.

10:24  Galgano: "Napoli resiste"
Napoli, "sopravvissuta nei millenni a vicissitudini che avrebbero desertificato ogni altra realtà urbana", "non sprofonda, resiste, come è sempre avvenuto, ai mali". Lo ha affermato il Procuratore generale presso la Corte di Appello di Napoli, Vincenzo Galgano, che, nell'inaugurare l'anno giudiziario,

10:08  Biondi: "La Costituzione va applicata"
"La Costituzione più che stilarla, bisogna applicarla". Ha commentato così, il vicepresidente della Camera Alfredo Biondi, la protesta dei magistrati genovesi in occasione dell' apertura dell' Anno Giudiziario.

10:03  Milano, "riforma ferisce Costituzione"
"La riforma dell'ordinamento giudiziario sta ferendo la costituzione come ha opportunamente rilevato il Capo dello Stato. Così il pm Fabio Roia, segretario nazionale del movimento dei magistrati Unicost, ha spiegato perchè anche quest'anno i magistrati si siano presentati all'inaugurazione dell'anno giudiziario tenendo in mano la Costituzione italiana.

09:59  Caselli: "Mancano i fondi"
La giustizia italiana soffre di un problema di stanziamenti e "si potrebbe persino temere, con paradossale ironia, che alle tradizionali formule di proscioglimento per mancanza di prove se ne possa aggiungere una nuova: assolto per mancanza di fondi". Dopo i rituali saluti e ringraziamenti e il ricordo delle persone scomparse quest'anno, fra cui Umberto Agnelli "che tanta parte ha avuto nella storia della città di Torino", il procuratore generale di Torino Giancarlo Caselli ha aperto la sua relazione per l'inaugurazione dell'anno giudiziario con una vena polemica per "l'insufficienza di fondi", a cominciare da quelli per le spese d'ufficio che ha avuto "come diretta conseguenza l'impossibilità di stampare la mia relazione" e il fatto che "il libretto distribuito, oltretutto in un numero assai limitato di copie, contiene soltanto le statistiche elaborate dal Ministero".

09:57  Bologna, i magistrati con la Costituzione
All'apertura della cerimonia di inaugurazione dell'Anno giudiziario a Bologna, una cinquantina di magistrati sono entrati in aula tenendo tra le mani una copia della Costituzione della Repubblica Italiana, aderendo così alla protesta promossa dall'Associazione nazionale magistrati.

09:56  Bruti Liberati: "Castelli responsabile del disastro"
"La giustizia oggi è al disastro e il responsabile di questo disastro è il ministro Castelli". La denuncia viene dal presidente dell'Anm Edmondo Bruti Liberati in occasione dell'inaugurazione dell'anno giudiziario a Milano.
Presentatosi in aula magna, dove è in corso la cerimonia, con una parte della Costituzione della Repubblica in mano, e precisamente quella relativa al Titolo IV, Bruti Liberati ha sottolineato come i magistrati "tengano al dialogo con tutti".

09:52  Vecchione: "Accuse creano sfiducia"
"Il nostro è e rimane uno Stato di diritto, tuttavia oggi vilipeso in una sua componente da insulti e soprattutto da insinuazioni di parzialità. Tutto ciò che si definisce crisi della giustizia va al di là del solo momento tecnico: è crisi di rapporti nelle istituzioni che compongono l' ordinamento dello stato". Lo afferma, senza nascondere un sentimento di "forte disagio", il procuratore generale di Roma Salvatore Vecchione nella relazione sull' amministrazione della giustizia nella capitale.

09:49  Russo: "Basta delegittimazioni"
"Vogliamo dire basta alla delegittimazione che, a certe latitudini, rischia di riaccendere l'arroganza e lo strapotere mafioso. I prezzi si pagano nei cimiteri". Lo ha detto il presidente della Giunta distrettuale dell'Anm di Palermo Massimo Russo, tra gli organizzatori della contromanifestazione dei magistrati palermitani che si svolge contemporaneamente alla cerimonia ufficiale di apertura dell' anno giudiziario, a cui partecipa il ministro della giustizia Roberto Castelli.

09:37  Palermo, "politici a sostegno dei boss"
I fiancheggiatori della mafia sono annidati "nei più svariati settori delle professioni, della politica, della pubblica amministrazione". Si apre con questa denuncia sulla "zona grigia" che offre a Cosa nostra sostegni e coperture la relazione del procuratore generale di Palermo, Salvatore Celesti, che ha aperto l'anno giudiziario alla presenza del ministro Roberto Castelli.

09:36  Il ministro Castelli arriva a Palermo
Il ministro della Giustizia Roberto Castelli è arrivato al palazzo di giustizia di Palermo, dove parteciperà all'apertura dell'anno giudiziario. Il Guardasigilli, accolto dai giudici della Corte d'appello, non ha rilasciato alcuna dichiarazione. Intanto, un centinaio di magistrati è rimasto all'esterno dell'edificio per protesta. Castelli si è subito recato nell'aula magna del palazzo, dove ha incontrato i rappresentati delle istituzioni del distretto. Il parlamentare Giuseppe Ayala, ex magistrato del pool antimafia, gli ha stretto la mano e ha detto al ministro: "Non te l'aspettavi di trovarmi qui". Presente alla cerimonia anche il procuratore della Repubblica Pietro Grasso, che siede in terza fila.

09:35  "Riforma non sviluppa ordinamento"
"Nessuno può ragionevolmente affermare che la riforma dell'ordinamento giudiziario possa agire da volano per un processo di rinnovamento nell'esercizio della giurisdizione, nei suoi tempi e nei suoi modi". E' questo un altro dei passi della relazione del pg di Milano, Mario Blandini, scritta per l'inaugurazione dell'anno giudiziario.

09:35  Castelli a Palermo, le toghe protestano
Alle 9 la piazza della Memoria, a Palermo, è già gremita di magistrati, avvocati, personale giudiziario ed esponenti politici e della società civile che stanno partecipando alla contromanifestazione organizzata dalla giunta distrettuale della Anm, di Palermo per protestare contro la riforma dell'ordinamento giudiziario.

09:32  Milano, pg critica funzionamento giustizia
"Non posso fare a meno di offrire un giudizio critico globalmente negativo sul funzionamento della giustizia nel Paese e nel distretto". E' uno dei passi del discorso inaugurale del procuratore della Repubblica di Milano Mario Blandini all' inaugurazione dell'anno giudiziario a Milano.

09:32  Vecchione: "Leggi inadeguate"
"La giustizia naviga ancora in violazione dell'art.111 della Costituzione. La produzione legislativa di quest'anno non presenta nessuna connessione con il principio della ragionevole durata del processi". E' uno dei passi della relazione del procuratore generale di Roma, Salvatore Vecchione, per l'inaugurazione dell'anno giudiziario nella capitale.

09:31  Roma, magistrati in toga nera: "Siamo in lutto"
Hanno deciso di partecipare all'inaugurazione dell'anno giudiziario esibendo non solo una copia del Titolo IV della Costituzione contenente le disposizioni che riguardano la magistratura e il libro bianco dell'ANM sui disservizi sulla giustizia. Giudici e pm del distretto di Roma e Lazio stanno prendendo posto nella nuova aula magna della Corte d'Appello indossando la toga nera. A spiegarne il motivo è il presidente del tribunale Luigi Scotti: "La toga nera rappresenta un segno di lutto. Tutti noi siamo qui presenti alla cerimonia di inaugurazione dell'anno giudiziario da un lato per rappresentare il nostro sforzo quotidiano e dall'altro per manifestare la profonda tristezza per come versa la giustizia".

http://www.repubblica.it/2005/a/dirette/sezioni/politica/toghenere/toghenere/index.html

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Di Loredana Morandi (del 14/01/2005 @ 19:04:27, in Magistratura, linkato 1386 volte)

Associazione Nazionale Magistrati

L'ORDINAMENTO GIUDIZIARIO AL RIESAME DEL PARLAMENTO

Introduce e presiede Luigi Scotti

Comunicazioni

prof. Francesco P. Casavola,
prof. Leopoldo Elia,
prof. Gaetano Silvestri

Interventi

Giuseppe M. Berruti, Claudio Castelli,
Antonino Condorelli, Antonio Patrono

Tavola rotonda conclusiva

on. Anna Finocchiaro, on. Giuseppe Gargani,
on. Michele Vietti, on. Roberto Zaccaria
presiede Edmondo Bruti Liberati

Roma - Hotel Nazionale - Piazza Montecitorio, 131
18 gennaio 2005 - ore 15.30 - 19.30

 

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Di Loredana Morandi (del 14/01/2005 @ 18:47:11, in Magistratura, linkato 1344 volte)

Associazione Nazionale Magistrati

LIBRO BIANCO SUL DISSERVIZIO GIUSTIZIA

NO  alle leggi contrarie
ai principi costituzionali

SI  ai provvedimenti e alle riforme
per una giustizia più efficace e rapida

“Io non ho più una lira perché i fondi che avevo li ho riservati tutti all’ordinamento giudiziario”

Ministro Roberto Castelli, dichiarazione del  22 settembre 2004 a proposito della riforma dell’ordinamento giudiziario

15 GENNAIO 2005

INAUGURAZIONE ANNO GIUDIZIARIO

LIBRO BIANCO SUL DISSERVIZIO GIUSTIZIA  2005

Il testo costituisce una sintesi redatta sulla base delle relazioni che sono pervenute dalle sezioni e sottosezioni dell’Anm; siamo grati ai colleghi per i loro preziosi contributi.

BARI, BOLOGNA, Ferrara, Modena, BRESCIA, Bergamo, Mantova, CAGLIARI, Sassari, CALTANISSETTA, CATANIA, FIRENZE, Grosseto, Siena, GENOVA, L´AQUILA, LECCE, MESSINA, MILANO, NAPOLI, Avellino, Nola, Santa Maria Capua Vetere, Sant´angelo Dei Lombardi, Torre Annunziata, PALERMO, ROMA, SALERNO, Sala Consilina, VENEZIA

LEGGI IL LIBRO BIANCO 2005

 

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Di Loredana Morandi (del 14/01/2005 @ 18:44:20, in Magistratura, linkato 1507 volte)

Associazione Nazionale Magistrati
Sezione Distretturale di Caltanissetta

"L'assemblea della sezione distrettuale dell'A.N.M. di Caltanissetta  ha deliberato di disertare la cerimonia di inaugurazione dell'anno giudiziario, per esprimere, pur nel doveroso rispetto delle prerogative del Parlamento, il proprio fermo dissenso dal progetto di riforma dell?ordinamento giudiziario in ordine al quale, nel corso dell'ampio dibattito sviluppatosi negli ultimi mesi, si è registrata una significativa convergenza in seno alla magistratura associata sulle valutazioni dei contenuti, della portata e dei possibili effetti negativi della riforma.
Intendiamo, innanzitutto, respingere con fermezza gli attacchi delegittimanti di una campagna mediatica che ha finito per distorcere il significato profondo del nostro dissenso, facendoci apparire come una sorta di contropotere, magari etero-diretto, che si contrappone a quello politico ufficiale, che osteggia ogni progetto di riforma, spinti esclusivamente dalla preoccupazione che i propri interessi corporativi ed i propri privilegi di casta  possano essere messi in discussione.
Vogliamo ancora una volta ribadire, con fermezza e chiarezza, che il nostro unico, doveroso, obiettivo è la tutela della legalità e dei principi costituzionali, e che i progetti di riforma proposti anziché essere ispirati al perseguimento di una reale efficienza della amministrazione della giustizia sembrano tradire l'unica preoccupazione di limitare la nostra autonomia, e tale disegno, nella originaria versione del provvedimento legislativo, era fin troppo evidente perfino sul terreno più squisitamente giurisdizionale quale è quello
della interpretazione delle norme giuridiche.  
La riprova più clamorosa del mistificante tentativo di accreditare quella distorta immagine della magistratura risulta costituita dall'autorevole opinione espressa da insigni giuristi sui molteplici profili di incostituzionalità del progetto di riforma e, da ultimo, dalla decisione del Capo dello Stato che ha rinviato alle Camere la legge di riforma dell'ordinamento giudiziario per alcuni motivi di palese incostituzionalità su punti particolarmente significativi, a dispetto delle riduttive valutazioni politiche della maggioranza, che di seguito si riportano:

1. la previsione di Comunicazioni del Ministro della Giustizia alle Camere sulle linee di politica giudiziaria per l'anno in corso, che configura un potere di indirizzo che si pone in contrasto con gli artt. 101, 104 e 110 della Costituzione, nonché con il principio di obbligatorietà dell?azione penale (art. 112 Cost.);
2. la previsione di una forma di monitoraggio dell'esito dei procedimenti al fine di verificare l'eventuale sussistenza di rilevanti livelli di infondatezza giudiziariamente accertata della pretesa punitiva mani-festata con l'esercizio dell'azione penale, che, avendo ad oggetto il contenuto di provvedimenti giudiziari, è stata ritenuta fonte di possibile grave condizionamento dei magistrati nell'esercizio delle loro funzioni;
3. la previsione della legittimazione del Ministro della giustizia a ricorrere in sede di giustizia amministrativa contro le delibere del C.S.M. in materia di conferimento di incarichi direttivi adottati in contrasto con il concerto o con il parere del Ministro, previsione ritenuta in palese contrasto con l'art. 134 della Costituzione;
4. Menomazione dei poteri del Consiglio Superiore della Magistratura risultante da diverse disposizioni della legge delega. 
           
Questa riforma, inoltre, è assolutamente inidonea a rendere la giustizia più sollecita ed efficiente, mentre una carriera fondata su un ingestibile sistema di concorsi non servirà a migliorare la professionalità dei magistrati, vera garanzia per i cittadini, la quale si misura ogni giorno attraverso il quotidiano impegno nel lavoro e con ben altri criteri di valutazione.
Siamo fermamente convinti che questa legge non è una modernizzazione e non è una vera riforma; è un progetto di controllo e di riduzione dell'indipendenza della magistratura e di ogni singolo magistrato che si tradurrà in meno diritti per tutti.
La sistematica mortificazione del ruolo della magistratura italiana, anche attraverso manifestazioni di disprezzo provenienti da esponenti delle istituzioni, e la scarsa considerazione delle reali esigenze dell'organizzazione giudiziaria hanno determinato in noi una amarezza tale da costringersi a disertare la pur importante cerimonia di apertura dell'anno giudiziario.

Caltanissetta, 14 gennaio 2005
La Giunta Distrettuale dell'A.N.M.

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Di Loredana Morandi (del 14/01/2005 @ 18:40:59, in Magistratura, linkato 1458 volte)

Associazione Nazionale Magistrati
Sezione Distrettuale di Palermo

SIAMO INTERESSATI AD UN DIBATTITO VERO SU
COME MIGLIORARE IL SERVIZIO GIUSTIZIA
NON SIAMO INTERESSATI A CONTRAPPOSIZIONI STERILI

Come magistrati siamo abituati a guardare i fatti: ed i fatti dicono che in questi anni non c'è stato alcuna volontà di prendere atto delle obbiettive disfunzioni e carenze dell'amministrazione della Giustizia ripetutamente e puntualmente denunciate dalla Magistratura.

Abbiamo fortemente ricercato, sollecitato ed infine sperato in un vero ed autentico dialogo sui contenuti delle riforme: ma abbiamo assistito ad un ripetitivo monologo, il monologo di chi pensa che la forza dei numeri debba prevalere sulla forza del confronto, delle idee e financo dei valori costituzionali.

Non ci spaventano i cambiamenti, ci allarmano e ci inquietano, anche come cittadini, i loro contenuti e le loro direzioni, oramai chiaramente esplicitati.

Tutto quello che c?era da dire lo abbiamo già detto ed anche scritto: un solco ampio ci divide dalla politica giudiziaria impersonata dal Ministro e dalla maggioranza che lo sostiene.

Questa grave distanza, che purtroppo esiste nei fatti, vogliamo pubblicamente denunciare non presenziando alla cerimonia di inaugurazione dell'anno giudiziario.

Ecco perché non ci saremo.

PERCHE?

§       la giustizia ha bisogno di riforme condivise, realizzate attraverso il dialogo ed il confronto o non mediante una prassi fatta di testi blindati, contingentamento dei tempi di discussione e reiterate mozioni di fiducia che svilisce la stessa funzione del Parlamento e lacera profondamente i valori della Costituzione fondativi del patto di convivenza civile;

§       la Costituzione vuole "la magistratura soggetta soltanto alla legge" e non espressione della maggioranza di governo e, soprattutto, sensibile agli interessi di chi la compone;

§       difendere la Costituzione significa garantire l'autonomia e l'indipendenza della magistratura che costituisce il presupposto imprescindibile per dare concretezza al principio che la legge è uguale per tutti;

§       il potere giudiziario è il potere dei cittadini senza potere che proprio per questo la Costituzione ha voluto garantire dalle interferenze delle contingenti maggioranze politiche;

§       la magistratura non è un "cancro della democrazia da estirpare" ma uno dei  fondamenti stessi della democrazia, una risorsa istituzionale da difendere e migliorare;

§       sono necessarie riforme di sistema che riducano l'intollerabile durata dei processi civili e penali e non riforme dei giudici mirate a mortificarne l'indipendenza, ad alimentare un deteriore carrierismo, ad esaltare il potere dei capi, a depotenziare il CSM con un ritorno a concezioni burocratiche e precostituzionali;

§       la delegittimazione della Magistratura si risolve in una delegittimazione agli occhi dei cittadini dell'Autorità e della credibilità dello stesso Stato, alimentando quella sfiducia che da sempre costituisce la principale difficoltà a contrastare il potere mafioso;

§       la lotta alla mafia - così come la lotta a tutti i poteri criminali postula invece la serenità e la concordia istituzionale e la fiducia nella magistratura;

§       vogliamo, consapevoli della necessità di vere riforme, avviare un autentico confronto sui temi delle inefficienze dell'amministrazione della Giustizia con coloro che siano davvero disponibili a confrontarsi sui problemi reali, nella comune condivisione dei valori costituzionali.

Per riflettere su questi temi abbiamo indetto una pubblica manifestazione che si terrà sabato 15 gennaio alle ore 9 alla Palazzina M del nuovo palazzo di Giustizia, auspicando che proprio da Palermo possa ripartire un autentico confronto.

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Di Loredana Morandi (del 13/01/2005 @ 07:08:11, in Magistratura, linkato 1470 volte)

Associazione Nazionale Magistrati

INIZIATIVE ANM PER LA INAUGURAZIONI DELL’ANNO GIUDIZIARIO 2005
 
Le iniziative dell’Anm in occasione della inaugurazione dell’anno giudiziario si muovono su due piani: il RICHIAMO AI PRINCIPI COSTITUZIONALI e la DENUNCIA DELLA INEFFICIENZA DEL SERVIZIO.

Da oggi viene diffuso in tutti i Palazzi di Giustizia un manifesto nel quale, in calce ad un disegno di Alfredo Chiappori, che l’Anm ringrazia vivamente per la sua disponibilità, sta scritto:

NO alle leggi contrarie ai principi costituzionali

SI ai provvedimenti e alle riforme per una giustizia più efficace e rapida.

La Giunta Esecutiva Centrale dell’Anm invita tutti colleghi a partecipare alle cerimonie inaugurali che si terranno sabato 15 gennaio nelle sedi di Corte di appello portando con sé in modo visibile La Costituzione, con un estratto con le norme del titolo IV “La magistratura”.

Riproponiamo deliberatamente il gesto simbolico di due anni addietro, non come protesta ma come forte richiamo ai principi. Nel gennaio 2003 sottolineavamo l’esigenze che della Costituzione si rispettasse la lettera e lo spirito; oggi che il Parlamento deve riesaminare la riforma dell’ordinamento giudiziario il richiamo ai principi della Costituzione è più che mai attuale.

La seconda edizione del LIBRO BIANCO sul DISSERVIZIO GIUSTIZIA, che sarà presentato in tutte le sedi nel corso della inaugurazione di sabato 15 gennaio, sarà resa nota venerdì 14 gennaio. E’ una iniziativa di denuncia, ma anche la forte sollecitazione al Ministro affinché si attivi nel quadro della sua specifica responsabilità per la “organizzazione ed il funzionamento dei servizi relativi alla giustizia” (art. 110 Cost.).

In relazione alla ripresa dei lavori parlamentari sull’ordinamento giudiziario, l’Anm riproporrà alle forze politiche la esigenza che il Parlamento prenda in considerazione quegli ulteriori aspetti di incostituzionalità, che sono stati sottolineati dai più illustri costituzionalisti e che non sono stati oggetto del messaggio presidenziale di rinvio perché non attingevano il livello della “palese incostituzionalità”. L’Anm sollecita altresì il Parlamento a farsi carico di ulteriori aspetti di impraticabilità relativi al sistema dei concorsi e a raccogliere l’auspicio, avanzato nella sua relazione dal PG Favara, di riesaminare gli aspetti procedimentali del sistema disciplinare.

Al riguardo l’Anm ha richiesto di incontrare i responsabili giustizia delle forze politiche: i primi incontri già fissati sono nel pomeriggio di domani giovedì 13 gennaio 2005 con Forza Italia e D.S. e nel pomeriggio di mercoledì 19 gennaio 2005 con A.N. e La Margherita.

L’Anm organizza altresì un incontro dibattito il 18 gennaio 2005, h. 15.30-19.30, presso la Sala Capranichetta - Piazza Montecitorio- sul tema: L’ORDINAMENTO GIUDIZIARIO AL RIESAME DEL PARLAMENTO. Nella prima parte, introdotta e presieduta da  Luigi Scotti, Presidente del Tribunale di Roma, vi saranno le comunicazioni dei professori Francesco P. Casavola,  Leopoldo Elia, Gaetano Silvestri. Concluderà una tavola rotonda tra responsabili giustizia Anna Finocchiaro, Giuseppe Gargani, Michele Vietti, Roberto Zaccaria, presieduta da Edmondo Bruti Liberati, presidente dell’ANM.

Roma, 12 gennaio 2005
La Giunta Esecutiva Centrale dell’Anm

Leggi l'estratto della Costituzione

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Di Loredana Morandi (del 10/01/2005 @ 22:17:21, in Magistratura, linkato 1540 volte)

ROMA - Il procuratore generale presso la Corte di Cassazione ha avviato l'azione disciplinare contro i sostituti procuratori di Milano Ilda Boccassini e Gherardo Colombo. La richiesta avanzata dalla procura generale presso il Csm fa riferimento alla vicenda del fascicolo 9520, il fascicolo-contenitore da cui presero origine i processi Imi-Sir/Lodo e Sme. In particolare, secondo l'accusa, i due magistrati dovrebbero essere giudicati per aver opposto il segreto istruttorio sul fascicolo agli ispettori del ministro della Giustizia Castelli. (10 gennaio 2005)

Questa notizia puzza di imbroglio, naturalmente ...

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Di Loredana Morandi (del 09/01/2005 @ 03:44:19, in Magistratura, linkato 1453 volte)
Città del Vaticano - In apertura dell'anno giudiziario la relazione del prof. Nicola Picardi il Promotore di Giustizia, ruolo simile a quello di Procuratore Generale di Cassazione, relaziona un quadro preoccupante in merito ai numerosi borseggiatori, che esercitano anche all'interno della Basilica di San Pietro, e ai truffatori che adescano le proprie vittime anche nei famosissimi Musei. Il 90% dei responsabili dei reati patrimoniali commessi nello Stato Vaticano resta ignoto. Il restante 10% riesce egualmente a farla franca a cagione della complessità delle procedure internazionali, le cd "rogatorie", cui è soggetto il Vaticano. Infatti il 98% di coloro che commettono reati presso lo stato pontificio sono "stranieri", che operano ai danni di altri stranieri. E' utile rammentare che anche gli italiani sono di fatto stranieri presso lo Stato pontificio. Sono 522 i processi penali pendenti nei giudizi in Vaticano, un numero iperbolico rispetto alla polazione del piccolo stato, addirittura con una incidenza del 106% equivalente al 20% in più di quanto non accada in Italia. Fronte il numero eccezionale di processi penali corrisponde un dato preciso: i residenti vaticani coinvolti nei processi incidono per soli due punti percentuali. Il Prof Picardi ha lamentato la lunghezza di tali processi, in cui la durata media è di 466 giorni, contro i 381 dei tribunali italiani per il penale; nonchè di 1033 giorni per le cause civili in numero totale di 424. Occorre dire che, anche qui, causa della lungagine burocratica sono proprio i rapporti con l'estero,  che ostacolano anche le semplici notifiche, sia civili, che penali. Nella relazione annuale il Promotore di Giustizia suggerisce lo snellimento di talune procedure, anche con l'adesione al Trattato di  Schengen, che consentirebbe passaggi burocratici più celeri. Anche i passaporti vaticani sono oggetto di attento vaglio, sembra infatti che siano facilmente falsificabili, dato questo preoccupante e legato alla prevenzione terroristica. Presenti all'evento giudiziario annuale il Cardinal Angelo Sodano, segretario di Stato della Santa Sede, nonchè molte altre autorità ecclesiastiche. Alla cerimonia hanno partecipato anche autorità laiche e giudiziarie italiane.
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