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 .. 2010 anno della Tigre ..... di Lunadicarta
 
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Il sentimento di giustizia è così universalmente connaturato all'umanità da sembrare indipendente da ogni legge, partito o religione.

François Voltaire
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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Loredana Morandi (del 08/01/2005 @ 16:44:13, in Redazionale, linkato 1492 volte)
SCIOPERO DELLA FAME
ad oltranza 
 
CONTRO LA CORRUZIONE E IL MONOPOLIO SULLA
CASA DELLA PACE DI ROMA
 
presidio al Campidoglio
tutti i giorni orario 10,30 - 12,30
 
- Conferenza Stampa -
 
domenica 9 gennaio 2005 ore 10,30
ai piedi della scalinata.
 
 
Ai Gentili Colleghi e alla Libera Stampa,
 
ricorrendone i tempi tecnici scelgo, nel pieno possesso delle mie facoltà, di dare corso ad uno sciopero della fame ad oltranza con presidio permanente al Campidoglio, onde denunciare pubblicamente lo scempio morale e la deriva autoritaria in corso fra i comitati pseudo pacifisti, che in Roma usufruiscono dei locali concessi dalla Giunta Capitolina, nella persona del Sindaco Veltroni, in viale Trastevere 66.
 
Tale deriva autoritaria determina veri e propri atti di mobbing perpetrati ai danni di singoli o di intere associazioni, che in taluni casi, ed il mio è eclatante, configurano reati penali concernenti la truffa continuata e i danni anche economici, dovendosi eventualmente richiedere in sede di denuncia all'Autorità Giudiziaria addirittura il sequestro di due liste di comunicazione fra associazioni: Romacittapertallapace e Romaperlapace, oggi ipocritamente denominatesi Articolo 11.
 
Liste sulle quali per ben due anni ho appoggiato tutto il lavoro intellettuale e i comunicati stampa, relativi agli eventi organizzati, e indirizzati a tutte le testate giornalistiche con documentabile esborso economico.
 
E' giusto domandarsi, quindi, chi autorizzi tal membro della Rete Lilliput, caso unico in tutta Italia e mai visto prima, a proferire insulti gratuiti in forma scritta e documentabile e/o a lavorare clonando l'impegno associativo di altri. chi sia mandante di quel portavoce di Pax Christi, l'associazione cattolica, quando questi sbraita contro una persona che sta partecipando ad una riunione assembleare. O infine chi legittimi chi, con fondi neri in tasca, usi morosità della durata di mesi su iniziative di autofinanziamento pacifista ai danni di altre associazioni.  
 
La deriva autoritaria ne cela una seconda, di comodo e di stampo "para massonico e mafioso" con tanto di golpe filo associativo, vogliate perdonare l'eufemismo, risalente nello specifico al tentativo pre elettorale di auto attribuzione del lancio delle "Margherite" dai Ponti del Tevere, in data 2 giugno ad opera di persona facente parte di nota associazione ambientalista, ai danni della sottoscritta costretta, pur "ufficio stampa", a richiedere la correzione ai sensi della legge sulla stampa. 
 
Quale orrenda tristezza dover vedere il noto malcostume del trasformismo politico anche nell'associazionismo.
 
Vi è un terzo punto di rilevante entità : la consegna di oltre 650 decreti penali di condanna per atti di disobbedienza, che colpiranno persone in tutti i comitati e nel bel mezzo di ogni singolo gruppo tematico o associazione. Ne giungeranno ovunque, quindi anche a Roma. Non riservo alcun dubbio sull'essere stata messa a tacere anticipatamente per aver maggiore agio di coprire il danno su danno a singoli cittadini e pacifisti. Perchè io non avrei taciuto.
 
E non taccio affatto.
 
I nomi non c'è bisogno che io, ufficio stampa di questi stessi comitati dal "15 febbraio", li citi. Li avete letti tutti, tante volte, in tutti i miei comunicati.
 
Piuttosto mi domando come mai tanta premura nei miei riguardi, dal momento in cui ho concluso felicemente il 2004, con all'attivo umano la costituzione della Associazione nata dal gruppo di lavoro tematico, di cui sono presidente, e la fondazione di un movimento per la Pace vitale e attivo oggi su 10 città italiane.
 
Con il mio sciopero della fame, scelto per rispetto nei confronti del portavoce nazionale di Pax Christi e dopo aver formulato a lui le mie scuse al telefono, chiedo:
 
1) All'Onorevole Walter Veltroni, certamente non informato di questa situazione, un incontro al fine di relazionarlo dettagliatamente.
 
2) La cessazione dell'utilizzo del titolo "Articolo 11", nell'attuale forma di appropriazione ad uso e scopo proprio di privati. L'Articolo 11 della Costituzione Italiana è patrimonio morale di tutti i cittadini e in quanto tale deve essere preservato. (Un presidio notturno e deserto di fronte al Parlamento, ormai vuol solo rappresentare la incessante richiesta economica nei confronti di pochi Parlamentari e lo spreco di risorse dello Stato che potrebbero essere utilizzate in più utili attività.)
 
3) Alle Associazioni chiedo la consegna di un mazzo di chiavi dei locali della Casa della Pace, a titolo di garanzia del diritto di tutti coloro che vi hanno collaborato e per preservare tale istituzione dall'attuale deriva, avendone io stessa costruito le fondamenta con il mio lavoro e potendolo dimostrare in forma documentale.
 
4) Altresì, che dette chiavi, vengano ritirate alle persone che millantano un credito falso.
 
Nel corso del presidio permanente al Campidoglio darò corso alla lettura di fiabe per bambini (festivi e pre festivi), brani o poesie anche autografe.
 
Sono gradite le adesioni.
 
Loredana Morandi
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Di Loredana Morandi (del 08/01/2005 @ 10:53:00, in Magistratura, linkato 1804 volte)

Nel tardo pomeriggio di ieri è stata diffusa agli organi di informazione la seguente lettera-appello, indirizzata al dott. Piero Vigna, Procuratore Nazionale Antimafia:

"Mentre tutti eravamo sgomenti di fronte alla fine, nel Sud Est asiatico, di un pezzo di mondo, il Governo ha prorogato per un pugno di mesi nell'incarico, scadente il 15 gennaio, il Procuratore Nazionale Antimafia.

La proroga è avvenuta quasi di nascosto siccome inserita all'interno di un decreto legge dedicato, per il resto, ai bilanci degli enti locali, alla «liberalizzazione dell'accesso al mercato dell'autotrasporto di merci per conto di terzi» e a «contributi allo spettacolo dal vivo» (in evidente contrasto con il recente monito del capo dello Stato, contenuto nel messaggio di rinvio alle Camere della legge sull'ordinamento giudiziario, circa la necessità che i provvedimenti legislativi siano chiari e controllabili).

Il decreto appare sotto più profili in contrasto con la Costituzione e integra forse il più grave attacco di questi anni all'indipendenza della magistratura.

La Costituzione limita lo strumento del decreto legge, e dunque la competenza (provvisoria) del Governo, ai «casi straordinari di necessità e d'urgenza». Nella vicenda specifica la relazione che accompagna il provvedimento motiva la straordinaria urgenza con la impossibilità di lasciare vacante, anche per pochi mesi, l'incarico di Procuratore nazionale antimafia «date le esigenze di lotta alla criminalità organizzata». È un esempio tipico di «non motivazione»: la necessità di affrontare una agguerrita criminalità organizzata non è, nel nostro Paese, una improvvisa e imprevedibile emergenza ma (purtroppo) un dato costante; se l'impostazione sottesa al decreto fosse fondata, tutti i Procuratori della Repubblica (e perché non anche i sostituti?) di Napoli, Palermo o Reggio Calabria dovrebbero vedersi prorogato senza fine l'incarico (anche oltre i limiti d'età); la procedura per nominare il nuovo procuratore è in pieno svolgimento e in ogni caso, stando alla finalità dichiarata, nessuna proroga sarebbe, anche in astratto, giustificabile oltre i termini necessari per tale nomina.

Ma, soprattutto, la Costituzione affida le «assegnazioni» dei magistrati esclusivamente al Consiglio superiore e non v'è dubbio, alla luce della giurisprudenza della Corte costituzionale, che in tale concetto rientra la proroga di un incarico oltre i limiti temporali per i quali è stato, a suo tempo, assegnato. Non a caso è la prima volta nella storia della Repubblica che un magistrato viene mantenuto nell'incarico mediante un provvedimento emesso dal potere esecutivo. Se fosse l'inizio di una serie, l'effetto sarebbe inevitabilmente la cancellazione dell'indipendenza della magistratura (suscettibile di essere governata dall'esterno con una accorta politica di conservazione nell'incarico dei dirigenti graditi alle contingenti maggioranze politiche).

Evitare che ciò avvenga è necessario, dunque, sia con riferimento al caso specifico sia per impedire che si realizzi un precedente gravissimo.

Confidiamo che il Consiglio Superiore della Magistratura faccia la sua parte per scongiurare questa evenienza ma, insieme, auspichiamo da parte dell'attuale Procuratore antimafia un gesto che elimini in radice il problema. Conosciamo da anni Piero Vigna; ne abbiamo apprezzato e ne apprezziamo, insieme alla ben nota professionalità, la sensibilità istituzionale e il disinteresse personale; abbiamo salutato con soddisfazione e apprezzamento la sua conferma nell'attuale incarico, avvenuta all'unanimità, da parte del Consiglio superiore; gli siamo grati per il modo in cui ha saputo in questi anni dirigere un ufficio delicato e importante come la Direzione nazionale antimafia. Per questo siamo certi che saprà dire di no a un provvedimento che riguarda non solo lui  personalmente ma l'intera magistratura e le sue condizioni di indipendenza".

7 gennaio 2005

Primi firmatari (alle ore 18.30 del 7 gennaio 2005)

1)   Sandro Ausiello (sostituto procuratore Torino)
2)   Salvo Boemi (procuratore aggiunto Reggio Calabria)
3)   Paolo Borgna (sostituto procuratore Torino)
4)   Vittorio Borraccetti (procuratore Repubblica Venezia)
5)   Pietro Calogero (procuratore Repubblica Padova)
6)   Anna Canepa (sostituto procuratore Genova)
7)   Corrado Carnevali (procuratore aggiunto Milano)
8)   Domenico Carcano (magistrato addetto alla Corte cassazione)
9)   Claudio Castelli (giudice Tribunale Milano)
10)  Nino Condorelli (sostituto procuratore generale Brescia)
11)  Piercamillo Davigo (consigliere Corte appello Milano)
12) Enrico Di Nicola (procuratore Repubblica Bologna)
13) Giuseppe Gennaro (procuratore aggiunto Catania)
14) Francesco Gianfrotta (aggiunto ufficio gip Tribunale Torino)
15) Paolo Giovagnoli (sostituto procuratore Bologna)
16) Antonio Ingroia (sostituto procuratore Palermo)
17) Franco Ionta (sostituto procuratore Roma)
18) Giorgio Lattanzi (consigliere Corte cassazione)
19) Guido Lo Forte (procuratore aggiunto Palermo)
20) Paolo Mancuso (procuratore aggiunto Napoli)
21) Gioacchino Natoli (sostituto procuratore Palermo)
22) Guido Papalia (procuratore Repubblica Verona)
23) Ignazio Patrone (magistrato addetto Corte costituzionale)
24) Livio Pepino (consigliere Corte cassazione)
25) Aldo Policastro (giudice Tribunale Napoli)
26) Ferdinando Pomarici (procuratore aggiunto Milano)
27) Franco Roberti (procuratore aggiunto Napoli)
28) Nello Rossi (consigliere Corte cassazione)
29) Massimo Russo (sostituto procuratore Palermo)
30) Luciano Santoro (procuratore aggiunto Salerno)
31) Pietro Saviotti (sostituto procuratore Roma)
32) Roberto Scarpinato (procuratore aggiunto Palermo)
33) Luigi Scotti (presidente Tribunale Roma)
34) Armando Spataro (procuratore aggiunto Milano)
35) Cuno Tarfusser (procuratore della Repubblica Bolzano)
36) Giuliano Turone (procuratore aggiunto Milano)
37) Gianfranco Viglietta (sostituto procuratore generale Cassazione)
38) Claudio Viazzi (presidente sezione Tribunale Genova)
39) Carlo Piana (Proc.Rep. Cagliari)

Altri firmatari giorno 8 gennaio

Mario Fresa (Massimario Cassazione), Alfonso Amatucci (Consigliere di Cassazione), Ciro Riviezzo, Lorenzo Nicastro (Procura Bari), Antonio Didone (Corte di Appello L'Aquila), Roberto Rossi (Procura Bari), Matteo Frasca (Consigliere Corte di Appello Palermo), Alberto  Princiotta, Marco Guida (Giudice Tribunale Bari), Marco Del Gaudio (Procura Napoli), Raffaele Massaro (Procura Belluno), Elio Ramondini (Procura Milano), Daniele Colucci (Tribunale Sant'Angelo dei Lombardi), Pino Scelsi, Alessandro Sutera Sardo (Procura di Gela), Francesca Coccoli (Tribunale di Palermo), Paolo Storari (Procura Trento), Gianrico Carofiglio (Procura di Bari), Marcello Musso (Procura Milano),Marco Imperato (Procura Marsala), Marcello Basilico (Giudice del lavoro Trib. Genova), Raffaele Barela (Procura Cosenza), Alessandro Di Taranto (Procura Palermo), Giovanni Battista Ferro (Procura SV), Ferdinando Lignola (Tribunale Sant'Angelo dei lombardi), Giovanni Nardecchia (Tribunale di Como), Sergio Demontis (Procura Palermo), Linda D'Ancona, Bruno D'Urso (Tribunale di Nola), Giovanni Diotallevi, Concetta Potito (Tribunale Minori Bari),., Raffaele Greco, Adriana Blasco (Procura Palermo), Pierluigi Di Stefano (Tribunale Napoli), Maria Teresa Mondo (Tribunale Napoli), Antonio Manna (Corte d'Appello Potenza), Marco Gianoglio, Mariano Fadda (Procura di Como), Carla Musella (Corte d'Appello Napoli), Marzia Minutillo Turtur (Corte d'Appello Bologna), Antonio Maruccia (f.r.Commissione Parlamentare Antimafia), Luigi Buono (Tribunale Napoli), Maria Longo (Tribunale di Sorveglianza Bologna), Leonardo Grassi (S.P.G. Bologna), Paola Di Nicola (Tribunale di Latina), Renato Rordorf, Marco Pivetti (Corte di Cassazione),

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Di Loredana Morandi (del 07/01/2005 @ 21:15:16, in Redazionale, linkato 1476 volte)
artists against wars a Torino Venaria
rassegna stampa

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Di Loredana Morandi (del 07/01/2005 @ 11:21:19, in Politica, linkato 1378 volte)

L'autodeterminazione delle donne, la laicità dello stato, l'esigibilità universalistica dei diritti, il rispetto per gli spazi della deontologia medica e per l'autonomia della ricerca sono stati messi in forse in Italia dalla approvazione della legge 40, la legge sulla fecondazione assistita ormai tristemente nota sia per essere un concentrato di barbarie giuridica,di sadismo misogino, di ipocrisia e di integralismo, ma anche fonte immediata di ansia, di sofferenza, di ingiustizia e di discriminazione sociale, di esclusione e rifiuto per migliaia di cittadine e cittadini che desiderano figli e che hanno la necessità di ricorrere a queste tecniche biomediche.

Infatti da una indagine eseguita dal Forum delle Associazioni di genetica e riproduzione a Milano, Bologna e Roma risulta che il 25% delle donne che si rivolgono ai centri italiani, venute a conoscenza delle restrizioni imposte dalla legge 40 si rivolge a centri esteri, dove intanto i costi sono lievitati del 30%.

La maggioranza parlamentare, ben più ampia dell'attuale centrodestra, che ha votato questa legge, ha inferto una grave ferita alla democrazia italiana e alla qualità della convivenza civile. Da un lato ha perpetuato la subalternità storica delle classi dirigenti italiane agli indirizzi della politica vaticana, dall'altro si è ricollocata nella cultura politica della globalizzazione, che garantisce l'ordine mondiale con la guerra preventiva e di fatto opprime e discrimina il soggetto che quotidianamente porta l'umanissimo "disordine" della difesa della vita reale, della assunzione di responsabilità, della parola ultima sulla procreazione, cioè la donna.

Contro questa legge grande è stata la critica, l'indignazione, lo scalpore. Un vasto e composito movimento fatto di associazioni e gruppi di donne, di associazioni di coppie, di gay e lesbiche, di ricercatori/trici, giuriste/i, sindacati e partiti, ha immediatamente colto la assoluta inemendabilità di quel testo legislativo e ha individuato l'obiettivo della sua integrale cancellazione. A partire da questo assunto, in una trama di faticose ma feconde relazioni politiche e sociali, è stato pensato e agito lo strumento referendario. L'idea della cancellazione totale ha alimentato un crescente coinvolgimento di soggettività, ha tenuto insieme come elemento sovraordinatore i quesiti parziali.

La raccolta di firme contro la legge 40 è stato l'evento straordinario che ha segnato la stagione politica da giugno a settembre 2004, non solo per la quantità di firme raccolte, che per molti è stata una inaspettata sorpresa (3 milioni e mezzo, con assoluta prevalenza per quello di cancellazione totale), ma per la qualità e la modalità della mobilitazione referendaria, che ha avuto la caratteristica di dare la parola, di allargare la partecipazione, di attivare soggettività, di far affrontare nelle piazze, in un dibattito appassionato, temi complessi, immediatamente recepiti nel loro spessore e nella loro centralità (che i temi suscitassero passione civile e coinvolgimento diretto lo abbiamo capito quando, dopo una trasmissione televisiva che ruppe il silenzio della stampa sui referendum, ai banchetti
ci furono file uomini e di donne desiderosi di firmare contro la legge 40).

Ora viviamo un passaggio cruciale: aspettiamo i giudizi di ammissibilità della Corte Costituzionale e contestualmente assistiamo ai tentativi di evitare i referendum riavviando il dibattito in Parlamento, attraverso la presentazione di vari testi di legge sulla fecondazione assistita. Sappiamo bene che il parlamento gode della facoltà di intervenire in ogni momento dell'iter referendario con una legge che renda inutile il voto popolare; però ci pare che il parlamento abbia inutilmente lavorato su questa materia per anni, dimostrando di trovarsi in un insanabile conflitto

Ciò succede anche perché la materia è del tutto nuova e non esiste su di essa una opinione diffusa e un etica condivisa e forse non è possibile che vi sia; alcune di noi pensano che in una materia così delicata ed intima e personale, legata alla coscienza personale non si debba avere una legge (nemmeno migliorata), ma il compito dello stato sia solo quello di vietare pratiche pericolose per la salute, speculazioni economiche e informazioni non corrette: non si tratta dunque di migliorare una legge, ma di favorire il formarsi di forse inevitabilmente differenti opinioni e la possibilità di un permanente dibattito. Per queste due ragioni il ricorso al referendum abrogativo è una necessità politica. Invitiamo perciò le e i parlamentari, che con noi hanno finora condiviso la proposta di referendum, a continuare questa lotta e ad allargare il consenso intorno a questo percorso.

Pensiamo che i milioni di firme raccolte e la loro valenza politica dicano in modo inequivocabile che o la legge 40 viene totalmente cancellata e si inaugura una modalità diversa di legiferare su questi argomenti, allargando il dibattito democratico e l'interrogazione critica, o la parola definitiva sulla fecondazione assistita deve essere rimessa nelle mani della sovranità popolare diretta, cioè del referendum.

gennaio 2005

Prime firmatarie:

Cristina Alessi, Ritanna Armeni, Patrizia Arnaboldi, Angela Azzaro, Laura Balbo, Marzia Barbera, Adele Cambria, Maria Grazia Campari, Rossana Campo, Giovanna Capelli, Laura Curcio, Maria Rosa Cutrufelli; Elettra Deiana, Elena Del Grosso, Titti De Simone, Erminia Emprin, Maria Paola Fiorensoli, Nora Frontali, Maddalena Gasparini, Rina Gagliardi, Margherita Hack, Bianca La Monica, Lea Melandri, Lidia Menapace, Marina Pivetta, Anna Pizzo, Bianca Pomeranzi, Franca Rame, Lidia Ravera, Anna Rollier, Gabriella Stramaccioni, Lietta Tornabuoni, Valeria Viganò, Adriana Zarri, Flavia Zucco.

Aderiscono:

Luisa Acerbi, Andrea Amadei, Fabrizio Amato, Umberta Angelotti, Imma Barbarossa, Silvana Barbieri, Giuliana Beltrame, Katia Bellillo, Maria Luisa Boccia, Silvia Buzzelli, Paola Capozzi, Nadia Cervoni, Patrizia Consolmagno, Rita Corneli, Maura Cossutta, Gisella De Simone, Gianni Ferrara, Davide Ferrario, Ida Finzi, Teresa Fulco, Marilena Galvani, Nicoletta Gandus, Nera Gavina, Giuliana Gianotti, Federica Giardini, Nella Ginatempo, Simona Goffredo, Maria Inversi, Anna La Cognata, Francesca Limena, Rita Lodi, Alidina Marchettini, Pasquale Marino, Lena Mazzi, Annamaria Medri, Loredana Morandi, Lucia Morini, Marisa Nicchi, Simona Perilli, Giovanna Pons, Patrizia Poselli, Silvia Rossi, Antonia Sani, Linda Santilli, Rosetta Scarparo, Paola Serasini, Ines Valanzuolo, Tiziana Valpiana

Ulteriori adesioni via email possono essere trasmesse all'indirizzo:
referendumemeglio@katamail.com

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Di Loredana Morandi (del 07/01/2005 @ 11:02:58, in Varie, linkato 1338 volte)

Maramotti per L'Unità 8.01.2005

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Di Loredana Morandi (del 07/01/2005 @ 07:03:37, in Varie, linkato 1412 volte)

L'Ottava Piaga: I Cavalletti...

"Ecco, io manderò da domani i Cavalletti sul tuo territorio. Essi copriranno il paese, così da non potersi più vedere il suolo."
(La Bibbia, Libro dell'Esodo, 10: 4,5)

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Di Loredana Morandi (del 06/01/2005 @ 18:32:06, in Magistratura, linkato 1409 volte)

Associazione Nazionale Magistrati

In relazione alle polemiche odierne  su commenti relativi al gesto di  violenza di cui è stato vittima il Presidente del Consiglio, do atto che il pensiero del collega Carlo Fucci, nettamente ed univocamente espresso in una dichiarazione pubblica del 2 gennaio, è  quella della  severa stigmatizzazione  della aggressione. Questo, che il punto essenziale, rispecchia il sentimento dei magistrati italiani, come di tutti i cittadini.

Roma 5 gennaio 2005

Il Presidente
Edmondo Bruti Liberati

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Di Loredana Morandi (del 06/01/2005 @ 18:29:29, in Magistratura, linkato 1384 volte)

Associazione Nazionale Magistrati

COMUNICATO  STAMPA DI CARLO FUCCI

Con riferimento alla polemica relativa al messaggio (sms) in questione preciso:

1. che ho pubblicamente condannato l’aggressione al Presidente del Consiglio dei Ministri con comunicato ansa del 2 gennaio 2005 al quale mi riporto:

2.  che ho ricevuto, come mille altri, non richiesto,  sulla mia utenza privata, il messaggio in argomento.

Non dico altro poiché non intendo alimentare una polemica strumentale e faziosa.

05 gennaio 2005
CARLO FUCCI

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Di Loredana Morandi (del 06/01/2005 @ 18:24:32, in Varie, linkato 1340 volte)

Con osservanza e rispetto nei confronti del Premier Cavalier Silvio Berlusconi, nonchè con rispetto e stima al dottor Carlo Fucci, ai sensi dell'articolo 21 della Costituzione.

E' nata la F.I.L.Tr.O.

Federazione Italiana Lancio Treppiede Olimpico
 
La Federazione Italiana Lancio Treppiede Olimpico ha sede a Roma in via della Scrofa.
 
La F.I.L.Tr.O. ha avuto una prima partita di LANCIO in andata presso lo stadio Navona, Corsia Agonale, in quel del tentativo quinquennale di riconquista della Coppa Costituzione, adiacense Senato, con risultato uno pari.
 
Al Pantheon, via del Seminario in quel della Commissione Antimafia,  sono dislocate le infrastrutture post sportive per consentire agli atleti di rilassarsi con una bella dormita. A Palazzo Chigi si trova la grande vasca associativa della piscina olimpionica e le palestre attrezzate di sauna finlandese, più il calidarium e frigidarium di italica fattura.
 
Gli atleti effettuano abitualmente gli allenamenti a carattere agricolo e campestre  a Bomporto, provincia di Modena, per rilassarsi dallo stress cittadino ...
 
Si cercano nuovi iscritti!

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Di Loredana Morandi (del 06/01/2005 @ 18:19:03, in Magistratura, linkato 1626 volte)

SUO UMORISMO, SE VERO, Č FUORI LUOGO E FUORI TEMPO...

(ANSA) - ROMA, 5 GEN - Il deputato di An Gianfranco Anedda critica il segretario dell'Anm Carlo Fucci per l'sms in difesa dell'aggressore di Berlusconi e parla di «un umorismo che, se vero, è fuori luogo e fuori tempo». «Il segretario dell'Anm - dichiara Anedda - con il suo Sms di sostegno all'aggressore del presidente Berlusconi, è arrivato fuori tempo massimo. Nelle esortazioni ai colleghi affinchè aderiscano ad una colletta per acquistare un treppiede per la macchinetta fotografica sono rimasti l'invito alla violenza, la squallida risposta dell'autorevole esponente dell'Anm ai messaggi del Presidente della Repubblica che invita al dialogo, l'incitamento all'odio, il dispregio per le istituzioni, l'inconsapevolezza del ruolo che riveste». «Eppure - aggiunge l'esponente di An - il segretario dell'Anm sfilerà anche egli, in occasione dell'inaugurazione dell'anno giudiziario, con una copia della Costituzione tra le mani...». «Ancora fuori tempo massimo - conclude Anedda - la tardiva giustificazione che si sarebbe trattato di uno scherzo: un umorismo, se vero, fuori luogo e fuori tempo...».(ANSA). BSA 05-GEN-05 16:48 NNN
 
BERLUSCONI AGGREDITO: BERTOLINI, DA FUCCI GESTO INFAMANTE 

(AGI) - Roma 5 gen. - Il vicepresidente dei deputati di Forza Italia Isabella Bertolini afferma che «il comportamento del segretario dell'Anm Fucci, se confermato, infanga deliberatamente il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, eletto democraticamente dai cittadini italiani, e calpesta la rispettabilità delle toghe». «Č questa - si chiede la Bertolini - l'indipendenza della Magistratura? Č questa la correttezza del magistrato Fucci? Con che coraggio....

BERLUSCONI AGGREDITO: VERDI, SOLO REGIME PERSEGUE UMORISMO

(AGI) - Roma, 5 gen - «Forse bisognerebbe introdurre nel nostro codice un nuovo reato volto a perseguire coloro che inviano barzellette sul Presidente del Consiglio». Č il commento ironico della senatrice dei Verdi Loredana De Petris alle polemiche della Cdl sugli sms inviati dal segretario di Anm, Carlo Fucci. «Solo nei regimi autoritari l'umorismo viene perseguito e questo accanimento contro Fucci fa seriamente riflettere. Comunque, è ancora più grave la palese violazione della privacy che ha investito questo caso».

BERLUSCONI: COLA (AN), UN MAGISTRATO INDIPENDENTE NON PUŇ RAPPRESENTARE UNA FAZIONE

Roma, 5 gen. (Adnkronos) - «Ho avuto questa informazione ieri da dei magistrati destinatari del Sms». Lo dichiara il capogruppo di An in commissione giustizia alla Camera, Sergio Cola, in merito al Sms di presa in giro del premier inviato da più esponenti della
magistratura. «Potrebbe anche essere stata la stessa corrente di Fucci che è Unicost», ammette poi mantenendo il segreto sulle alte fonti del suo messaggio di divulgazione. Il parlamentare cita dunque il testo integrale del messaggio: 'Invia un altro Sms per sostenere una iniziativa di solidarietà: dieci centesimi di euro per un nuovo cavalletto al mantovanò. «Un magistrato -conclude- non deve odiare perchè rappresenta l'indipendenza mentale e politica legata alla legge, non una fazione».  continuerà a ricoprire il suo incarico nell'Anm e a svolgere la sua attività di giudice al di sopra delle parti? Č vergognoso che certi magistrati continuino apertamente a fare politica attaccando chi non la pensa come loro, cioè chi non è schierato a sinistra, ed è grave che un gesto che trasuda odio contro il Presidente del Consiglio giunga da chi dovrebbe essere esempio di correttezza istituzionale. Presenterò - conclude la bertolini - un'interrogazione urgente al Ministro della Giustizia per chiedere quali provvedimenti verranno presi nei confronti di questo magistrato». 

Preghiera a Gesù Bambino del Redattore del blog: Per piacere portami una una bella retata di camorra a San Giuseppe Vesuviano. Grazie. L.M.
 
(ANSA) - ROMA, 5 GEN - «Mi auguro che sia il Procuratore Generale della Cassazione ad avviare prontamente l'azione disciplinare, per dimostrare come la condanna di questi comportamenti parta dalla stessa magistratura». Lo afferma il sottosegretario alla giustizia, Jole Santelli, intervenendo sulla vicenda del sms inviato dal vice presidente dell' Anm, Carlo Fucci. «L'episodio che riguarda il dott. Fucci ha dell' incredibile - dice Santelli -. Cose di questo genere hanno un significato molto brutto e portano discredito alle istituzioni. Mi auguro che nessuno cerchi di sminuire la vicenda come purtroppo già vedo cerca di fare qualche esponente dell' opposizione, ma che venga assunta una dura posizione dall' Anm, dal Consiglio Superiore della Magistratura». (ANSA). FM 05-GEN-05 17:26 NNN
 
(ANSA) - ROMA, 5 GEN - «Non vedo che cosa c'entrino Ciampi o Castelli con l'iniziativa del dottor Fucci di inviare un sms ad altri colleghi per invitarli a donare 10 centesimi a favore del giovane Dal Bosco. Esiste un Csm, al suo interno opera la prima commissione, che ha poteri disciplinari sui magistrati». Č questa l'opinione di Osvaldo Napoli (Forza Italia). «Io - prosegue - sono per la piena autonomia della magistratura: è la magistratura che deve dimostrare, a se stessa e al Paese, di credere pienamente in una prerogativa e di essere in grado di esercitarla non solo extra moenia».  «Il Parlamento ha dimostrato, negli anni terribili di Tangentopoli, di saper agire a tutela dell'istituzione concedendo alcune decine, e forse centinaia di autorizzazioni a procedere. Qualcuno - si chiede Napoli - dal Csm saprebbe ragguagliarci sul numero non dico delle inchieste o delle condanne ma dei 'rabbuffì indirizzati a qualche magistrato che esorbita o non onora il suo ruolo? Oppure non esistono?». (ANSA). CAP 05-GEN-05 17:27 NNN
 
QUESTO Č QUELLO CHE MOLTI SETTORI DELLA MAGISTRATURA AUSPICANO

(ANSA) - ROMA, 5 GEN - «Considerato che a quarant'anni dall'anniversario di Magistratura Democratica hanno organizzato uno spettacolo con cui si auguravano la morte di Berlusconi, probabilmente l'sms del segretario dell'Anm Carlo Fucci rappresentava un sentimento di delusione rispetto all'obiettivo di massima: quello della morte di Berlusconi». Lo afferma in una nota il ministro delle Comunicazioni Maurizio Gasparri.  «Questo - secondo l'esponente di An - è quello che molti settori della magistratura auspicano, come lo stesso Dario Fo che, tra gli applausi, nel suo ultimo spettacolo ha celebrato la morte del presidente del Consiglio». (ANSA). COM-PNZ 05-GEN-05 17:45 NNN

SE PREMIER HA SENSO UMORISMO AVRŔ SORRISO DI MESSAGGINO

(ANSA) - ROMA, 5 GEN - «Il Csm si occupa di cose serie». Francesco Menditto, consigliere togato di Palazzo dei marescialli, replica così a chi dal fronte politico invoca l'intervento del Consiglio sul segretario dell'Anm Carlo Fucci, che secondo il deputato di An Sergio Cola avrebbe mandato un sms a favore del turista mantovano che ha aggredito il presidente del Consiglio. «Si tratta di un messaggino scherzoso che tanti hanno ricevuto e spedito- dice al riguardo Menditto- Lo stesso Berlusconi se ha senso dell'umorismo avrà sorriso». (ANSA). FH 05-GEN-05 17:48 NNN

BERLUSCONI. CASO FUCCI, KESSLER (DS): BASTA, ARCHIVIARE

Roma -(Dire)  «il muratore, il poeta e adesso il magistrato. Credo che la vicenda dell'aggressione al premier, che berlusconi stesso ha voluto chiudere senza sporgere denuncia, debba essere archiviata senza che s'invochino ergastoli, interventi del quirinale e suicidi». A dirlo è il deputato diessino giovanni kessler. «bisogna frenare gli istinti punitivi delle seconde file del centrodestra. sono certo che chi fa politica in italia- conclude kessler- abbia altri temi e altre priorità di cui discutere e sono veramente esterrefatto dal continuare a leggere dichiarazioni sul 'caso treppiedè». (com/dim/ dire) 17:52 05-01-05 sbo nnn

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