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 .. bald ...... di Lunadicarta
 
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Essere innocenti è pericoloso perché non si hanno alibi.

Boris Makaresko
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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Loredana Morandi (del 19/04/2011 @ 08:17:07, in Magistratura, linkato 1611 volte)
L'inutilità di indignarsi, senza conseguentemente agire.

Hessel: “Cittadini indignatevi e agite” 


http://www.giustiziaquotidiana.it/public/St%C3%A9phane-Hessel.jpg

Il 93enne ex partigiano e diplomatico, autore del caso letterario dell'anno, è intervenuto alla Biennale della democrazia

A. Sp. per  Il Fatto Quotidiano
(intervista del 17 aprile 2011)

“L’educazione non deve essere solo trasmissione di sapere, ma anche di valori, deve stimolare lo spirito critico. E non solo: deve far sviluppare il senso di responsabilità per le azioni concrete”. Sembra una risposta a quanto detto sabato da Silvio Berlusconi sulla scuola pubblica quella data ai giovani della Biennale della Democrazia da Stéphane Hessel, l’autore di Indignatevi (Add editore, 2011), un “libricino” che in Francia ha venduto 1.900.000 copie (“Ah, non ancora due milioni, c’est malheureux”, dice con ironia).

Tedesco naturalizzato francese, ex partigiano, membro della commissione che creò la Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo ed ex diplomatico, Hessel ha 93 anni e una grande vivacità mentale. Domenica mattina in tanti sono accorsi per assistere al dibattito sull’obbedienza e le disobbedienza dei cittadini. Alle ragazze e ai ragazzi, a cui si rivolge il suo messaggio di indignazione e attivismo sociale, consiglia di “entrare a far parte di gruppi che si impegnano su una questione concreta, su un problema specifico da sbloccare”. Insomma, “engagez-vous”, come il nuovo libro uscito da poco in Francia. Ilfattoquotidiano.it ha incontrato Hessel prima del suo intervento.

http://www.giustiziaquotidiana.it/public/indignez-vous-stephane-hessel.jpg

In Italia motivi per indignarsi ce ne sono ma solo una parte minoritaria della società lo fa.
Le resistenze sono sempre minoritarie quando sono all’inizio. In Francia, la Resistenza ha dovuto aspettare il 1942 per diventare più importante, ma alla fine è diventata una forza. Nei regimi democratici bisogna provare a migliorare il sistema sbarazzandosi delle lobby, che secondo me sono il vero problema. Bisogna obbligarli a condividere i loro benefici col popolo.

In pratica la situazione deve esasperarsi ulteriormente?
In Nord Africa il problema era relativamente semplice. C’erano più dittatori, Mubarak, Ben Alì ed era normale che i giovani manifestassero. Ma quello che stupisce è che sono riusciti a sbarazzarsi dei dittatori. All’improvviso ci siamo chiesti se anche noi fossimo capaci a sbarazzarsi dei nostri dirigenti, ma non è così facile, perché non sono dei dittatori. Possiamo non amarli, batterci contro loro, ma non è come se fossero Hitler o Mussolini, e quindi bisogna essere più circospetti. E qui la non-violenza diventa importante.

Nel suo libro ricorda che dopo la Dichiarazione dei diritti dell’uomo, a cui lei ha contribuito, molti Stati colonizzati impugnarono il documento per la loro lotta di liberazione. Indignatevi è uscito nei mesi delle rivolte. Si sente un ideologo delle ribellioni?
(sorride) Io e Sylvie Crossman (l’editrice che ha “scoperto” Hessel e pubblicato il libro per le éditions Indigènes, ndr) abbiamo avuto la tentazione di dire “Vedete, abbiamo avuto ragione a pubblicare questo libro perché subito dopo sono cominciate le rivoluzioni”, ma non esageriamo. Il mio libricino è una cosetta. Ma quello che è interessante è la coincidenza: c’è un sentimento di pericolo che si espande ovunque, in Africa, Medio Oriente e anche in Europa, e dunque il libro si appella ai cittadini dicendo loro che possono indignarsi e agire, perché come cittadini hanno delle responsabilità. Ogni cittadino dev’essere cosciente della sua capacità d’intervenire e bisogna che agisca con coraggio e determinazione.

In quanto non-violento, cosa pensa dell’intervento militare francese in Libia voluto da Nicolas Sarkozy?
Non amo Sarkozy, ma per quanto riguarda l’intervento militare la vedo così: la Libia ha subìto il contagio molto serio di Egitto e Tunisia. Le persone si sono dette: “Siamo sotto un dittatore insopportabile. Gli altri sono partiti e Gheddafi deve partire”. Ma non avevano gli stessi mezzi per farlo. Bisognava aiutarli affinché non fossero massacrati.

Ma il problema è la violenza, a cui lei si oppone.
C’è una contraddizione, sì. Possiamo risolverla aspettando che anche a Tripoli sorga la rivolta e possiamo contribuire rendendo più difficile la situazione di Gheddafi, distruggendo le sue basi e facendo un’azione diplomatica in cui siano coinvolti gli Stati arabi e africani, evitando di colpire i civili. È molto difficile.

Le espulsioni degli extracomunitari sono uno dei motivi per indignarsi di cui lei tratta. Cosa pensa del comportamento di Francia e Italia sulla questione degli immigrati?
Dovrebbero accordarsi per accogliere quelli che vengono dall’Africa del Nord, insieme e con intelligenza. La questione si risolve anche coinvolgendo i paesi d’origine, cosa che non è stata fatta a sufficienza.

Lei scrive anche che non apprezza gli indifferenti. Si è ispirato ad Antonio Gramsci?
Sono gramsciano e considero che la sua maniera di porre il problema dell’impegno mi si addica. Il pensiero italiano ha contribuito molto. Anche Giuseppe Mazzini diceva che bisogna impegnarsi e uscire dall’indifferenza.

Pierluigi Battista del Corriere della Sera definisce il vostro libro pieno di concetti banali, in cui il solo scopo è l’indignazione. Come risponde?
Accetto la critica, ma se leggiamo bene il libro non c’è solo l’indignazione, ma anche l’elenco dei problemi a cui bisogna trovare delle risposte. È l’inizio dell’affermazione delle lotte ecologiste, per la giustizia.

Ha ricevuto anche delle critiche sulla questione palestinese?
Il governo israeliano mi ha criticato perché m’impegno politicamente per il riconoscimento dello Stato palestinese. Mi hanno chiesto perché non lo faccio anche per il Congo, la Cecenia o altri, ma io ci sono stato più volte (nel 2007 e mi sento responsabile. Altri sono stati in Cecenia, parleranno loro della Cecenia.

Una curiosità. In Francia vi chiamano “papy” (nonno, ndr)?
No.

Lo sa che “papi” è il nome con cui le giovani ragazze di Silvio Berlusconi lo chiamano. Non la indigna questa cosa?
Sinceramente sì. Trovo che sia cattivo e scandaloso. Abbiamo bisogno di avere un po’ di ammirazione per le persone che ci dirigono, ma non è possibile né in Francia, né in Italia.

In Italia diciamo che c’è una gerontocrazia. Però forse i giovani hanno ancora bisogno di persone come voi?
Sì, ma non troppe (ride). Abbiamo soprattutto bisogno di giovani impegnati e coraggiosi, ma gli anziani che ci sono possono essere degli utili testimoni. I giovani possano ricevere delle buone informazioni su quello che i loro nonni hanno fatto. Ce n’è bisogno, sì, ma non troppi

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Di Loredana Morandi (del 18/04/2011 @ 14:31:45, in Magistratura, linkato 1300 volte)
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Di Loredana Morandi (del 18/04/2011 @ 13:54:54, in Economia, linkato 2402 volte)

Nessuna responsabilità anche per i funzionari di Morgan Stanley, Bank of America, Citygroup e Deutsche Bank.  I giudici della seconda sezione penale del tribunale di Milano hanno assolto le banche Morgan Stanley, Bank of America, Citi e Deutsche Bank, accusate di aggiotaggio informativo nell'ambito di un processo sul ruolo che avrebbero avuto nel crac della Parmalat.

Il tribunale ha assolto anche cinque manager bancari, per cui la procura di Milano aveva chiesto condanne tra un anno e un anno e quattro mesi.

***

Morti alla Saras: il pm

Corriere della Sera - ‎29 minuti fa‎
CAGLIARI - La condanna di tutti e cinque gli imputati, accusati di omicidio colposo plurimo, e una multa di 800 mila euro per la Saras: queste le richieste del pubblico ministero Emanuele Secci al processo per la morte di tre operai nella raffineria di ...
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Di Loredana Morandi (del 18/04/2011 @ 13:45:28, in Magistratura, linkato 1639 volte)
Pm Scelsi: io promosso
dall'Antimafia alla Procura generale


di Giovanni Longo

Bari - C’è chi parla di «lettere infuocate» e «attriti insanabili» tra il sostituto e il capo dell’ufficio inquirente. C’è chi dice che l’impostazione data ad alcune delicate inchieste sarebbe stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso. C’è chi sostiene che il capo non fosse affatto contento di come il sostituto lavorasse all’antimafia (alcune sentenze che hanno ridimensionato l’accusa andrebbero in questa direzione). Il diretto interessato prova a smorzare i toni, sostenendo che si sia trattato di una «normale dialettica».

Parlare di «giallo» è forse eccessivo. In ogni caso, la promozione del pm antimafia Giuseppe Scelsi alla procura generale fa rumore. Nei giorni scorsi due commissioni del Csm hanno proposto al Plenum due soluzioni diverse: nominarlo come sostituto procuratore generale a Bari l’una, come procuratore aggiunto in procura l’altra ma, in questo secondo caso, insieme ad altri due candidati.

Che tra Scelsi e Antonio Laudati, procuratore capo dal settembre 2009 non ci fosse mai stato un grande feeling è noto non solo nel palazzo di Giustizia di Bari. Diversità di vedute che risalirebbero a quando il primo era pm antimafia a Bari e il secondo era alla Dna (direzione nazionale antimafia). A quando (dicembre 2000) la Dia arrestò Francesco Prudentino, «re» del contrabbando» di sigarette a Salonicco.

Diversità di vedute che sarebbero proseguite anche dopo. «Non mi sono dimesso dalla magistratura ma, su mia richiesta, e con delibera unanime del Plenum del Csm, sono stato promosso presso la procura generale presso la corte d’appello di Bari», spiega Scelsi in un comunicato. «Quanto alle presunte “lettere infuocate” – aggiunge l’esperto magistrato - smentisco categoricamente che i miei rapporti con il procuratore Antonio Laudati siano stati improntati a toni diversi dalla fisiologica e civile dialettica richiesta dall’Ordinamento giudiziario».

Tra il procuratore e il pm vi sarebbe stato un vivace scambio di vedute, sia su provvedimenti restrittivi che Scelsi proponeva al visto di Laudati (come prevede la legge), sia sull'impostazione da dare alle indagini sul caso D’Addario, ferme da tempo. Troppo tempo. Le prime intercettazioni sono infatti partite a fine 2008 e vi è la confessione dell’indagato Gianpaolo Tarantini, accusato di favoreggiamento della prostituzione. Questi ha riferito ai magistrati baresi di aver fornito «ragazze» ed escort sia a Berlusconi, ignaro del fatto che venissero pagate da Tarantini, sia all’allora vicepresidente Pd della Regione Puglia, Sandro Frisullo, dimessosi nel luglio 2009, dopo che venne fuori il suo nome, e poi arrestato per questioni di appalti nella sanità.

Ma una confessione, da sola, è sufficiente? Più volte Laudati aveva dichiarato che era difficile qualificare giuridicamente le condotte ipotizzate da Scelsi. Questi i dubbi: davvero le ragazze sono state indotte? Davvero c’è qualcuno che ha sfruttato delle prostitute?

Sulla vicenda D’Addario, Scelsi, cui Laudati aveva affiancato i sostituti Eugenia Pontassuglia e Ciro Angelillis, è ancora in attesa dell’informativa conclusiva della Guardia di Finanza.

Scelsi è da oltre vent'anni sostituto procuratore a Bari e ha curato indagini che hanno decimato agguerriti clan mafiosi-camorristici baresi e la cupola internazionale del contrabbando di sigarette. Quest’ultima indagine portò all’iscrizione nel registro degli indagati per associazione mafiosa dell’allora premier del Montenegro Milo Djukanovic, la posizione del quale è stata poi archiviata perché il politico godeva di immunità diplomatica. Ma più sentenze hanno ridimensionato l’impostazione accusatoria, che aveva ipotizzato l’esistenza di un’associazione mafiosa basata su «tre gambe» (istituzioni del Montenegro, brokers internazionali, criminali pugliesi e campani).

http://lagazzettadelmezzogiorno.it/notizia.php?IDNotizia=420266&IDCategoria=11
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"Riforma della giustizia,
ecco le mie tesi eretiche"



Manfredi, consigliere della Corte d'appello dell'Aquila: "Nuovo Csm e carriere separate: non sono contrario"

In questa pagina pubblichiamo una riflessione sulle proposte di riforma in materia di giustizia inviata al Centro dal magistrato Aldo Manfredi. Marchigiano di San Benedetto del Tronto, 56 anni, Manfredi è attualmente consigliere di Corte di appello all'Aquila, dove è addetto alla sezione penale. In magistratura dal 1982, Manfredi è stato, per dieci anni dal 1989, gip (giudice delle indagini preliminari) presso il tribunale di Teramo, poi coordinatore della sezione distaccata di Giulianova del tribunale di Teramo, e applicato come gip presso il tribunale di Milano. Come gip si è occupato dei primi processi relativi alla Tangentopoli teramana. Le sue sentenze in materia di colpe mediche hanno spesso fatto giurisprudenza.

di Aldo Manfredi *

Non posso negare di essere considerato dai colleghi un po' eretico, rispetto alle posizioni conservatrici della mia associazione, quando dico di essere assolutamente convinto della fondatezza, sul piano della coerenza sistematica e della conformità al sistema processuale, delle tesi di chi sostiene la necessità di addivenire alla separazione delle carriere (cosa diversa è poi come in concreto realizzarla), così come sono convinto che il potere enorme del pubblico ministero vada in qualche modo controbilanciato da qualche forma di controllo e responsabilità, così come è in quasi tutte le democrazie avanzate, come ben evidenziato dal collega Nordio in un suo recente intervento sul Corriere della Sera.

Altrettanto sono convinto che sia doveroso pensare ad una rivisitazione della struttura del Csm, che sarebbe da ipocriti negare si sia trasformato in una cinghia di trasmissione delle correnti, con un metodo di azione spartitorio, informato ad un rigoroso manuale Cencelli che da poche speranze anche al migliore dei magistrati che non abbia una sponda correntizia.

Leggi l'articolo su Il Centro di Pescara 

Due obiettivi della annunciata riforma costituzionale su cui si dovrebbe avere il coraggio di dirsi disponibili ad un leale confronto onde verificare il modo migliore di attuazione di obiettivi, ripeto, condivisibili, in modo da salvaguardare comunque il valore della indipendenza della magistratura, sia giudicante che requirente, che penso debba stare a cuore a tutti.

Non nego vi sia poi il problema della effettività del principio della obbligatorietà dell'azione penale, che va però a mio avviso salvaguardato, perché strettamente connesso a quello di uguaglianza, che è baluardo del sistema democratico, probabilmente introducendo non già interventi esterni di determinazione delle priorità, ma meccanismi che rendano verificabili le scelte operative e di priorità che inevitabilmente gli uffici del p.m. sono costrette a compiere.

Penso, ad esempio, alla previsione della indicazione da parte del procuratore generale della Cassazione e dei procuratori generali delle singole Corti di appello delle priorità che si intendono seguire, eventualmente tenendo conto delle indicazioni che potrebbero pervenire a livello nazionale dal Parlamento e a livello locale, in relazione alla specificità territoriali, dai consigli regionali.

Fermo restando che il miglior metodo per garantire la obbligatorietà e la sua effettività, immune da scelte discrezionali non controllabili, è incidere sui flussi attraverso una decisa depenalizzazione e la generalizzazione dell'istituto della irrilevanza o scarsa offensività del fatto, legittimante la inazione penale attraverso un percorso giurisdizionale di controllo, che riporti l'intervento penale a quelle estrema ratio che dovrebbe essere la sua ragion d'essere.

Così come i tempi del processo non si garantiscono prevedendo illogiche previsioni di azzeramento nel caso in cui non rispetti un data tempistica, ma ugualmente incidendo sui flussi, sull'assetto organizzativo, sulla struttura del processo in modo da velocizzarlo garantendo al contempo i diritti di difesa.

Quanto alla responsabilità civile è fuori di dubbio che non sia pensabile una indiscriminata possibilità di azione risarcitoria diretta, per le ragioni magistralmente rappresentate dall'insigne professor Trimarchi nel suo recente intervento sul Corriere.

La impossibilità dell'azione diretta ed indiscriminata è una guarentigia connessa alla funzione giudiziaria e non un privilegio, come invece in effetti può essere ritenuto il limite all'azione di rivalsa oggi previsto dalla legge, che certo potrebbe essere rivisto, o la mancanza, in caso di accertati casi di colpa professionale grave del magistrato, di sicure ricadute disciplinari o sulla carriera.

Come si vede, sono tutt'altro che prevenuto rispetto alle proposte di riforma che provengono dalla attuale maggioranza, con cui penso sia doveroso dialogare senza prevenzioni e retro pensieri.

Ciò spero mi possa accreditare meglio se di contro sostengo, quanto al più immediato intervento sui termini di prescrizione, che esso è del tutto illogico e irragionevole.

Ciò dico perché solo tre anni orsono, nel 2008, il legislatore intervenne (debbo dire opportunamente) modificando l'articolo 62 bis del codice penale, che riguarda le attenuanti generiche.

Ovvero quelle attenuanti che il giudice può concedere, al fine di dosare e diminuire la pena, tenendo conto di tutti gli aspetti che riguardano la personalità dell' imputato, e quindi indipendentemente dalla sussistenza di attenuanti specifiche (ad esempio risarcimento del danno, provocazione ecc.).

Ciò introducendo un nuovo comma in forza del quale la incensuratezza di per sé non può essere ritenuta motivo per la concessione delle attenuanti generiche.

In pratica il legislatore, registrando una certa automaticità, ritenuta lassista, nella concessione della attenuante in questione per il solo fatto della incesuratezza, ha eliminato, nel quadro di un intervento più generale di rigore, tale possibilità.

La incensuratezza è stata resa un dato neutro, come è giusto che sia, visto che può essere legata a fattori del tutto occasionali.

Si può essere ladri provetti già prima di essere beccati e sottoposti a processo per la prima volta, si può essere ancora incensurati ed avere pendenti vari processi, nei quali potrebbero essere state già pronunciate sentenze di condanna in primo e secondo grado non ancora definitive perché pende il più infondato dei ricorsi in Cassazione.

Tutto giusto.

Ma allora come si concilia tutto ciò con la previsione di una generale efficacia di favore sui termini di prescrizione della incensuratezza, ovvero di quello stesso dato reso irrilevante ai fini sanzionatori?

Inoltre l'intervento sull'articolo 62 bis del codice penale fu coerente con quello riguardante la revisione del sistema della prescrizione cui si addivenne con la legge numero 251 del 2005, che ebbe ad escludere ogni incidenza delle attenuanti e del possibile giudizio di valenza sui relativi termini, rafforzando la natura prettamente oggettiva di detto istituto, su cui non possono incidere valutazioni di tipo soggettivo, tra cui anche quella relativa alla incesuratezza.

La irragionevolezza della riforma in via di approvazione (e la ragionevolezza è il primo parametro di costituzionalità di una norma) mi sembra eclatante.

A meno che detto intervento non sia ispirato a finalità diverse, che peraltro i suoi sostenitori, a cominciare dal proponente, negano, riconducendolo a ragioni ed esigenze generali.

A tale prospettazione è doveroso credere, ma altrettanto doveroso è confrontarsi allora con i rilievi logici e sistematici che mi sono permesso di formulare e che, francamente mi sembrano difficilmente contestabili.

* Consigliere della sezione penale della Corte appello dell'Aquila
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Di Loredana Morandi (del 18/04/2011 @ 13:20:41, in Magistratura, linkato 1647 volte)

B. ci crede di sicuro... L.M.

Scherza Palamara: «Abbiamo siglato il patto scellerato...»

Fini: «Magistratura, pilastro
per la salvaguardia istituzionale»

L'incontro con l'Associazione nazionale magistrati dopo le dichiarazioni di Berlusconi

MILANO - «Abbiamo siglato il patto». Il presidente dell'Associazione nazionale magistrati, Luca Palamara, scherza con i giornalisti al termine dell'incontro con Gianfranco Fini, alludendo alle dichiarazioni di Silvio Berlusconi, che domenica aveva detto che era venuto a conoscenza di «un patto scellerato» tra l'Anm e il presidente della Camera.

«MAGISTRATURA PILASTRO» - «Nell'architettura costituzionale voluta dai padri costituenti, la magistratura, non solo quella ordinaria, rappresenta il vero pilastro a salvaguardia del principio di legalità e a difesa di tutti i cittadini», ha detto Fini incontrando a Montecitorio i vertici dell'Anm. «Con riferimento alle polemiche politico-istituzionali di queste ultime settimane, esprimo vivo apprezzamento per la posizione istituzionale assunta dall'Anm. Il rispetto reciproco tra le istituzioni è la premessa indispensabile per la salvaguardia dello stato di diritto e per la leale collaborazione tra poteri dello Stato».

ALLARME PER FIBRILLAZIONE ISTITUZIONI - «Quanto sta accadendo non è un problema di rapporto tra Berlusconi e i magistrati, ma di fibrillazione delle istituzioni», ha aggiunto Palamara esprimendo forte preoccupazione. «È un problema del Paese, dei cittadini, delle istituzioni a partire dal ministro della Giustizia. Ci sono situazioni che rischiano di aumentare le nostre preoccupazioni: le elezioni amministrative, le vicende giudiziarie in corso che riguardano il premier. Le riforme in corso, per questi motivi, rischiano di essere disomogenee e rischiano di affossare il sistema giustizia. È un momento di assoluta gravità che genera forte stato di preoccupazione dentro la magistratura, che non vuole essere trascinata su un terreno di scontro: non siamo un soggetto politico». L'incontro con Fini si inquadra negli incontri istituzionali che l'Anm ha aperto con la visita al capo dello Stato e proseguito con il presidente del Senato Schifani proprio per sottolineare «la gravità del momento» e la «forte preoccupazione della magistratura anche per le riforme», ha chiarito il segretario dell'Anm, Giuseppe Cascini, che ha aggiunto che gli incontri proseguiranno con i rappresentanti dei gruppi parlamentari.

Redazione online

Corriere Sera - 18 aprile 2011


La Rassegna


Fini incontra l'Anm e si schiera: "Magistrati pilastro della legalità"

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Continua il tour istituzionale del presidente dell'Anm per bloccare la riforma costituzionale della giustizia. Il sindacato delle toghe dice "no" alla responsabilità civile dei magistrati e alla prescrizione breve. Fini si allinea subito e avverte: "La ...

Fini: "Serve rispetto tra istituzioni"

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"è la premessa per salvaguardare lo Stato di diritto". I magistrati "pilastri per la difesa dei cittadini" «Il rispetto reciproco tra le Istituzioni è la premessa indispensabile per la salvaguardia dello Stato di diritto e per la leale collaborazione ...

Fini: «Magistratura, pilastro

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Fini sta coi pm: "Prevalga rispetto tra istituzioni"

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Rispetto tra le istituzioni indispensabile

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FINI AD ANM: CARTA SANCISCE MAGISTRATURA PILASTRO LEGALITA'

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GIUSTIZIA: FINI AD ANM, INDISPENSABILE RISPETTO ISTITUZIONI

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15:21 - "Quando Berlusconi dice che l'Anm avrebbe firmato un accordo con Fini dice una bugia, una grave calunnia. Inviterei il presidente del Consiglio a fare nomi ea farci vedere il documento di cui parla". Lo ha detto il segretario dell'Anm, ...

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Roma, 17 apr. (TMNews) - Dopo aver dipinto la classe dirigente del Pdl come intenta solo a "sgomitare", afflitta da una "inevitabile patologia", ormai logora a differenza delle forze fresche rappresentate dalla nuova associazione di Maria Vittoria ...

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Giustizia/ L'Anm oggi da Fini: Diremo la nostra sulla riforma

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Roma, 18 apr. (TMNews) - Il presidente e il segretario dell'Anm, Luca Palamara e Giuseppe Cascini, saranno ricevuti oggi dal presidente della Camera, Gianfranco Fini. Lo ha annunciato lo stesso Cascini nel corso della trasmissione 'In mezz'ora', ...

Berlusconi/ Anm: Accordo pm-Fini è una bugia e grave calunnia

TM News - ‎22 ore fa‎
Roma, 17 apr. (TMNews) - Il patto tra i magistrati e il presidente della Camera, Gianfranco Fini, di cui ha parlato il premier Silvio Berlusconi è "una bugia e una grave calunnia". Lo ha detto il segretario dell'Anm, Giuseppe Cascini, ospite di 'In ...

Giustizia, Anm da Fini: allarme per fibrillazione istituzioni

Blitz quotidiano - ‎52 minuti fa‎
ROMA – ”Quanto sta accadendo non e' un problema di rapporto tra Berlusconi ei magistrati ma di fibrillazione delle istituzioni”. Lo ha detto il presidente dell'Anm, Luca Palamara, conversando con i giornalisti al termine dell'incontro con il presidente ...

Giustizia, Palamara scherza dopo incontro Fini: siglato patto

Blitz quotidiano - ‎52 minuti fa‎
ROMA – ''Abbiamo siglato il patto…''. Il presidente dell'Anm, Luca Palamara, si concede con i giornalisti una battuta al termine dell'incontro con il presidente della Camera, Gianfranco Fini. E allude cosi' alle dichiarazioni fatte ieri dal presidente ...

Giustizia, Anm risponde a Berlusconi: “Attacchi intollerabili”

Politica 24 - ‎3 ore fa‎
Il presidente dell'Associazione nazionale dei magistrati, Luca Palamara risponde alle provocazioni del presidente del consiglio Silvio Berlusconi in merito ad un presunto patto tra Gianfranco Fini e la magistratura per incastrare il Cavalliere: “c'e' ...

Berlusconi attacca scuola pubblica e le toghe Bindi: «Suona come ...

L'Unità - ‎16/apr/2011‎
Silvio Berlusconi difende la legge sul processo breve appena incassata alla Camera e chiama alla crociata contro le toghe e la sinistra. «Sono 17 anni che la magistratura tenta di farmi fuori considerandomi un ostacolo, ma io sono ancora qui e ...

BERLUSCONI: ANM, INTESA FINI-MAGISTRATI? GRAVE CALUNNIA

AGI - Agenzia Giornalistica Italia - ‎22 ore fa‎
(AGI) - Roma, 17 apr. - Giuseppe Cascini, segretario dell'Associazione nazionale magistrati, ha respinto l'accusa del premier Silvio Berlusconi di un accordo segreto tra Gianfranco Fini ei magistrati che dovevano giudicarlo. ...

GIUSTIZIA: PALAMARA (ANM), PREMIER DIA PROVE O E' CALUNNIA

AGI - Agenzia Giornalistica Italia - ‎17 ore fa‎
(AGI) Roma - "Ora basta, e' arrivato il momento di dire che i magistrati fanno un patto solo con la legge, a cui sono subordinati". Cosi' il presidente dell'Associazione nazionale magistrati, Luca Palamara, al Tg3 replica alle dichiarazioni di Silvio ...

Giustizia, Anm risponde a Berlusconi: “Attacchi intollerabili”

Politica 24 - ‎3 ore fa‎
Il presidente dell'Associazione nazionale dei magistrati, Luca Palamara risponde alle provocazioni del presidente del consiglio Silvio Berlusconi in merito ad un presunto patto tra Gianfranco Fini e la magistratura per incastrare il Cavalliere: “c'e' ...

Berlusconi/ Anm: Sciopero?Magistrati cominciano a non farcerla piu'

Virgilio - ‎20 ore fa‎
Roma, 17 apr. (TMNews) - "Sono molto preoccupato per lo stato d'animo dei magistrati italiani che stanno subendo da 10 anni una martellante campagna di insulti e aggressioni: cominciano a non farcela più". Lo ha detto il segretario dell'Anm, ...

IL PREMIER ATTACCA LE TOGHE: NON MI FARANNO FUORI. ANM E DI PIETRO ...

Clandestinoweb - ‎4 ore fa‎
"La riforma della giustizia la faremo anche se faranno fuori Berlusconi, perchè avremo sempre la maggioranza nel Paese. Ma anche questa volta ci scommetto non ce la faranno a farmi fuori". Cosi' Berlusconi, che ha poi aggiunto che la riforma della ...

Anm: Berlusconi, attacchi intollerabili

Il giornale di Pachino - ‎15 ore fa‎
“C'è un escalation di attacchi che sta diventando intollerabile”.Così Palamara presidente dell'Associazione nazionale magistrati,al Tg3, replica alle dichiarazioni del premier Berlusconi, in merito ad un presunto patto tra Fini ed i magistrati. ...

GIUSTIZIA: CASCINI (ANM), ACCORDO CON FINI-MAGISTRATI E' UNA BUGIA ...

IRIS Press - Agenzia stampa nazionale - ‎21 ore fa‎
(IRIS) - ROMA, 17 APR - L'accordo tra magistrati e Fini è "una grave calunnia" di Berlusconi. Il segretario dell'Anm, Giuseppe Cascini, intervistato a 'In mezz'ora' su Raitre, replica con queste parole alle accuse del premier. ...

Berlusconi/ Anm: Sconcerto e sdegno di fronte a sue affermazioni ...

DailyBlog.it (Blog) - ‎16/apr/2011‎
Roma, 16 apr. (TMNews) – “Non esistono parole e aggettivi nuovi per esprimere lo sconcerto e lo sdegno di fronte a queste affermazioni”. Così il presidente dell'Anm, Luca Palamara, commenta in una nota il nuovo attacco di Silvio Berlusconi ai ...
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Gli effetti della follia delle maestre dell'asilo nido dell'orrore... L.M.

Asilo Pistoia: perizia,

bimbi con sintomi post-trauma stress

Analizzati in 18, per 15 lesioni psichiche gravi


(ANSA) - GENOVA, 18 APR - Tutti i bimbi dell'asilo Cip e Ciop di Pistoia sottoposti a perizia psichiatrica hanno riportato sintomi post-traumatici da stress. Questo l'esito della perizia depositata oggi al tribunale di Genova dove e' in corso, davanti al gup, il processo alle due operatrici dell'asilo, Anna Laura Scuderi ed Elena Pesce, accusate di maltrattamenti su minori.

In tutto sottoposti a perizia 18 bambini: per 15 riscontrate lesioni psichiche gravi con esito superiore ai 40 giorni, altri 3 hanno subito maltrattamenti psicologici indotti da quanto hanno visto, ma non lesioni psichiche gravi.(ANSA).
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Di Loredana Morandi (del 17/04/2011 @ 07:48:30, in Magistratura, linkato 1342 volte)
Evviva! Tutto è bene, quel che finisce bene! Complimenti alla Digos. L.M.

Giustizia: perquisizioni Digos Milano,
sequestrati manifesti anti-magistrati




http://www.giustiziaquotidiana.it/public/manifesti_fotogramma_maniefsti_br_procure_2.jpg

Milano, 16 apr. (Adnkronos) - I poliziotti della Digos di Milano, nel corso di indagini coordinate dalla Procura di Milano, hanno sequestrato alcuni manifesti con la scritta 'Via le Br dalle procure', a firma della 'Associazione dalla parte della Democrazia'.

Inoltre gli uomini guidati da Bruno Megale hanno ascoltato diverse persone al fine di risalire ai committenti dei manifesti anti-magistrati.
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Di Loredana Morandi (del 17/04/2011 @ 07:45:32, in Magistratura, linkato 1990 volte)
Anm: indicibile sdegno e sconcerto

Finocchiaro: delirio irresponsabile, Berlusconi vero eversivo

http://www.giustiziaquotidiana.it/public/luca-palamara-anm.jpg

Roma, 16 apr. (Adnkronos) - Gli attacchi di Silvio Berlusconi contro pm ''eversivi'' e Consulta definita ''organo politico'', fa infuriare magistratura e opposizione.

''Non esistono parole e aggettivi nuovi per esprimere lo sconcerto e lo sdegno di fronte a queste affermazioni''. E' il lapidario commento del presidente dell'Anm, Luca Palamara.

Mentre dal Pd la capogruppo al Senato Anna Finocchiaro sottolinea come ''a dispetto del buon senso e delle raccomandazioni del Presidente della Repubblica che non più tardi di alcuni giorni fa ha invitato al Quirinale tutti i gruppi parlamentari proprio per richiamare a un confronto improntato a maggiore serietà e sobrietà tutte le forze politiche, Berlusconi continua con il suo delirio irresponsabile, oggi contro la magistratura, la Consulta, la scuola pubblica. A questo punto - attacca Finocchiaro - mi pare che l'unico vero eversivo sia lui''.

Durissimo anche l'ex compagno di partito e attuale vicepresidente di Futuro e Libertà, Italo Bocchino che parla di ''deriva pericolosa per la tenuta del sistema politico e delle istituzioni''. Per il numero due di Fli ''parlare della magistratura come di un'associazione a delinquere è folle e dire che i processi sono azioni eversive è pericoloso per la democrazia. Adesso è chiaro che il vero eversore è Berlusconi, che vorrebbe cancellare il ruolo costituzionale della magistratura, colpendo a morte la difesa della legalità".

''A questo punto - auspica dal canto suo il leader di Idv Antonio Di Pietro - mi auguro che intervenga il presidente della Repubblica prima che si passi dalla farsa berlusconiana alla tragedia mussoliniana''.

Secondo l'ex pm di mani pulite infatti ''le accuse mosse da Berlusconi alla magistratura sul caso Mills sono gravissime e sono la prova provata che è lui il mandante morale e politico dei manifesti apparsi ieri a Milano in cui i giudici venivano accostati alle Br. Un presidente del Consiglio che, nell'esercizio delle sue funzioni, paragona la magistratura ad un'associazione a delinquere eversiva, non ha piu' titolo di rimanere al suo posto''.
 
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Di Loredana Morandi (del 17/04/2011 @ 07:38:27, in Magistratura, linkato 1358 volte)
Sottoscrivo l'eccezionale esternazione del presidente De Siervo, precisa e puntuale. Però, in tutta onestà, mi iscrivo agli ignoranti, perché non ho apprezzato che la legge sullo stalking sia stata privata del suo solo deterrente: "l'arresto in flagranza di reato". Purtroppo le Questure, non sentendosi investite di alcuna autorità, non fanno neppure gli Ammonimenti e donne e bambini restano sempre le prime vittime. L.M.

Ha tenuto una lezione ai ragazzi delle scuole di Vicchio (Firenze)

Il presidente della Consulta:

''Ignorante chi contesta le nostre sentenze''

http://www.giustiziaquotidiana.it/public/de_siervo_consulta.jpg 
Vicchio (Firenze) - (Adnkronos/Ign) - Ugo De Siervo: ''La maggioranza non può fare quello che vuole. Si può cambiare la Costituzione, ma per perfezionarla: altra cosa è farla a pezzi''. Poi il monito: ''Chi esercita funzioni pubbliche deve essere persona onorevole''.

Vicchio (Firenze), 16 apr. (Adnkronos/Ign) - "Alcuni parlamentari hanno detto: 'Chi sono questi quindici signori che hanno osato togliere di mezzo quello che è stato voluto da centinaia di parlamentari?'. Questa è una obiezione da ignorante". Lo ha detto il presidente della Corte Costituzionale, Ugo De Siervo, tenendo una lezione agli studenti al teatro di Vicchio (Firenze), in occasione dell'inaugurazione del sentiero della Costituzione a Barbiana, per iniziativa della fondazione Don Milani. "Questi parlamentari dovrebbero invece chiedersi - ha osservato De Siervo - come mai le loro leggi vengono bocciate dalla Corte, perché fanno leggi incostituzionali".

Dal presidente della Consulta è arrivato anche un monito sulle modifiche alla Carta. "Non può, chi è momentaneamente in maggioranza, fare quello che vuole - ha avvertito - Si può cambiare la Costituzione, ma per perfezionarla: altra cosa è farla a pezzi". "La Costituzione è già stata cambiata quattro volte, ed è falso dire che passa il tempo e bisogna rinnovarla - ha proseguito De Siervo - l'ultimo cambiamento, lo voglio ricordare, è stato respinto da un referendum nel 2006. Ciò vuol dire 'andiamoci piano'".

"La classe politica a volte sembra mordere un po' il freno, sembrano cavalli imbizzarriti - ha poi aggiunto - Questo in parte è inevitabile, perché se si è fatta una legge e la Corte Costituzionale la respinge, questo dà fastidio. Ma provare fastidio e dire che bisogna togliere di mezzo la Corte Costituzionale, sono due cose molto diverse". Quindi l'esortazione a tornare ''a dare spazio agli organi di garanzia e a fare cultura, perché la Costituzione viene svuotata anche dai cattivi costumi''.

De Siervo ha parlato anche di chi esercita funzioni pubbliche. ''Deve essere una persona onorevole'' ha detto. ''C'è un articolo che è stato riscoperto ultimamente - ha spiegato citando l'articolo 54 della Costituzione - Io ho insegnato Costituzione per tanti anni e non era così considerato. Quell'articolo dice che 'i cittadini a cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina e onore'".

Le reazioni del centrodestra non si sono fatte attendere, a partire dal capogruppo del Pdl al Senato, Maurizio Gasparri. ''Evidenzio anche alle massime autorità dello Stato il comportamento incredibile di De Siervo - dichiara Gasparri - che ha usato la sua breve presidenza della Corte Costituzionale, conseguita per la assurda prassi 'todos caballeros' - cioè tutti presidenti alla Consulta anche per poco pur di moltiplicare i fruitori di costosi benefici a vita - per svolgere un ruolo da militante e polemista politico. Forse vuole aggiungere un seggio parlamentare agli altri suoi copiosi proventi". "Comunque - aggiunge - i giusti richiami alla classe politica saranno più significativi se riguarderanno chi dovrebbe essere il custode della legalità e non il campione della faziosità''.

A stretto giro la replica del portavoce dell'Italia dei Valori, Leoluca Orlando. ''Il senatore Gasparri conferma la propria allergia alla legalità costituzionale e considera come il suo dante causa i garanti della Carta, dal Capo dello Stato al presidente della Consulta, una presenza fastidiosa - afferma Orlando - Gasparri si rassegni: esiste, per fortuna, un'Italia che fa il proprio dovere con coerenza e che svolge le pubbliche funzioni con disciplina e onore, come prevede l'articolo 54 della Costituzione. Quella stessa Costituzione che l'attuale maggioranza raccogliticcia vorrebbe stravolgere''.

La controreplica è arrivata da Francesco Casoli, vicecapogruppo del Pdl al Senato: "Dimmi chi ti difende e ti dirò chi sei. La pronta difesa di De Siervo da parte dell'onorevole Orlando conferma pienamente le parole del capogruppo Gasparri. Il ruolo di presidente della Consulta imporrebbe un atteggiamento più istituzionale e senza militanza". ''Quando poi Orlando ci vuole dare lezioni di legalità e rispetto della Costituzione - aggiunge - francamente si sfiora il ridicolo. Anche l'articolo 68 è un articolo della Carta. Ma di quello guarda caso a Orlando, De Siervo e compagni, così come ai vertici della Procura di Milano, sembra non interessare nulla''.

''Francamente non è da oggi che De Siervo esagera - dichiara il presidente dei deputati del Pdl, Fabrizio Cicchitto - Sembra non un presidente della Corte Costituzionale ma un dirigente politico in servizio permanente effettivo''.

A intervenire è anche Gaetano Quagliariello, vicecapogruppo vicario del Pdl al Senato: "Siamo certi - dice - che al presidente De Siervo non sfuggirà la sostanziale differenza tra una maggioranza che talvolta ha criticato qualche sentenza della Corte Costituzionale ma rigorosamente l'ha sempre rispettata, e alcuni pm che si ergono a paladini della legalità ma poi calpestano i pronunciamenti di uno dei massimi organi di garanzia del nostro Paese".

Al presidente della Consulta risponde inoltre il ministro per la Pubblica amministrazione, Renato Brunetta: ''E' ignorante, certo, chi si chiede chi sono e da dove vengono i 15 membri della Corte, come sottolinea De Siervo, ma non è da meno chi intima ai parlamentari di fare leggi diverse affinché la Corte non le bocci".
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