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 .. rete da giornalisti ..... di Lunadicarta
 
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Con la giustizia si contraccambi il male e con il bene si contraccambi il bene.

Confucio
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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Loredana Morandi (del 09/04/2011 @ 13:42:38, in Politica, linkato 1291 volte)
Buon lavoro alla d.ssa Loreto.


Napoli: Abusi sessuali, chiesti 5 anni
per l'ex assessore Gabriele


E' accusato di abusi sulle due figlie dell'ex compagna. La richiesta del pubblico ministero durante il processo che vede imputato l'attuale consigliere regionale del Pd

Cinque anni e nove mesi di reclusione sono stati chiesti dal pm Giuseppina Loreto per il consigliere regionale del Pd, Corrado Gabriele, già assessore regionale nella giunta Bassolino, accusato di abusi sessuali sulle due figlie dell'ex compagna.

La richiesta è stata avanzata nel corso della requisitoria del processo che è in corso davanti alla settima sezione del Tribunale. Nel corso dell'udienza di oggi ha discusso anche l'avvocato Elena Coccia, che assiste le due ragazzine le quali si sono costituite parte civile. La prossima udienza è fissata per il 28 aprile, quando dovrebbe discutere l'avvocato della difesa, Marinella De Nigris. In quella data potrebbe anche essere emessa la sentenza.

(07 aprile 2011)
http://napoli.repubblica.it/cronaca/2011/04/07/news/abusi_sessuali_chiesti_5_anni_per_l_ex_assessore_gabriele-14620046/

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Di Loredana Morandi (del 09/04/2011 @ 12:57:39, in Politica, linkato 1796 volte)
La d.ssa Maria Cordova è un eccellente magistrato, ed a mio avviso, tutte le presenze politiche sul caso di Rignano Flaminio partecipano ad inquinare la cd "scena del delitto". La pedofilia ha interessi trasversali come tutte le altre lobbies, ma la punta più avanzata è destra, e si rifà ai gruppi pedo-omofili ex Haider, visti anche sui server di Pirate Bay ove hanno alloggiato i siti e i forum dell'orgoglio degli Orchi. La lobby di Rignano è quella abbarbicata in Rai, l'ho detto e ripetuto più volte, ed oggi la stiamo osservando bene con le presenze inquietanti del separato "tirchio" Tiberio Timperi e i sostenitori della P.A.S., la strampalata teoria a-scientifica del pedofilo e psichiatra forense americano Richard Gardner. Ed è come dico, oppure avremmo la parcondicio tra le associazioni e non il tutto completo di una fazione della ex destra sociale, certo più nota per gli ex nar e gli ex picchiatori che per la cultura. (nella foto: l'entusiasmo popolare).  L.M.

Indagato Giovanardi per il
video sull’asilo dell’orrore



di Gian Marco Chiocci

Roma - Carlo Giovanardi è indagato a Roma. A coinvolgere il sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega alle politiche della famiglia, il suo intervento «difensivista» nel caso dei presunti abusi sessuali nell’asilo di Rignano Flaminio, in provincia di Roma. Giovanardi, nell’estate di due anni fa, proiettò i video dei colloqui tra una delle bimbe vittime dei presunti abusi e i genitori della piccola. Lo scopo era dimostrare che i minori erano stati «indotti» ad accusare le maestre dell’asilo dalle insistenze dei genitori, e che dunque la reale esistenza delle violenze era tutta da dimostrare. Giovanardi per quell’episodio, avvenuto in una sala di Palazzo Chigi, è dunque finito a sua volta in procura, e ora la vicenda che lo riguarda rischia di sbarcare in tribunale: è di pochi giorni fa, infatti, l’avviso di chiusura indagini, che solitamente prelude al rinvio a giudizio.

Il pm Maria Anna Cordova accusa Giovanardi di aver «offeso la reputazione» dei genitori della bambina autori del video, alla presenza di altri parlamentari e con l’aggravante della diffusione via web delle contestazioni lanciate dal politico modenese. Che, invece, aveva sposato la causa degli innocentisti, convinto più che mai che gli indagati di Rignano fossero vittime di una sorta di «abbaglio» collettivo. «La vicenda è incredibile - commenta adesso il senatore - ma ancora più incredibile è che arrivi un avviso di garanzia anche al sottoscritto».

E mentre un esponente del governo viene lambito dalla storia del presunto «asilo degli orrori», il processo che dovrebbe stabilire se le violenze ci sono state, e nel caso chi le abbia commesse, avanza spedito. Si sono già tenute una ventina di udienze, e accusa e difesa si sono date battaglia. Ognuna ferma sulle sue posizioni: maestre e loro familiari insistono sull’inconsistenza delle prove, ritenendo che le accuse di abusi siano nate sulla base di una psicosi collettiva. I genitori dei bambini, invece, insistono a sostenere che i piccoli hanno indiscutibilmente subito violenze, in luoghi esterni all’asilo (tra l’altro, in una villa e in un capannone).

Al centro delle polemiche, nell’ultima udienza, è sbarcata una questione legata all’attività commerciale del nonno di una delle vittime. Si tratta di un sexy-shop, intestato alla suocera di uno dei grandi accusatori, un poliziotto, il cui numero di cellulare era presente sulla pagina web del negozio. La difesa sostiene che le dichiarazioni rese alla psicologa dalla bimba, che ha frequentato l’asilo quando i carabinieri vi avevano già nascosto le telecamere, sembrano riferirsi a oggetti che sarebbero in vendita proprio in quel negozio: candele di forma fallica, cappucci, costumi da coniglietta.

Ma l’avvocato delle parti civili, Carlo Taormina, dice d’essersi accertato che la piccola non è mai stata nel negozio dei nonni, anche se ammette che il padre «gestiva» telefonicamente i contatti via web di quell’attività commerciale. Mentre, nel merito delle accuse, per Taormina ormai non ci sarebbero «più margini di dubbio sul fatto che il risultato di questa prima parte dibattimentale ha confermato l’esistenza oggettiva dei fatti». Secondo l’avvocato, «i due terzi degli imputati sono stati individuati dalle testimonianze dei bimbi con precisione, indicando particolari come tatuaggi o anomalie fisiche non visibili se non in situazioni particolari».

La sentenza potrebbe arrivare già nel 2011. Ma le posizioni di accusati e accusatori continuano a riflettersi nella spaccatura del paese, Rignano Flaminio, diviso e lacerato tra colpevolisti e innocentisti.

http://www.ilgiornale.it/interni/indagato_giovanardi_video_sullasilo_dellorrore/09-04-2011/articolo-id=516217-page=0-comments=1
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Di Loredana Morandi (del 07/04/2011 @ 11:02:43, in Magistratura, linkato 1349 volte)
Associazione Nazionale Magistrati
http://www.giustiziaquotidiana.it/public/anm_100_anni.jpg

L’Anm ricevuta dal Presidente del Senato Schifani




L’Associazione nazionale magistrati è stata ricevuta oggi dal Presidente del Senato, Renato Schifani. Nel corso dell’incontro i rappresentanti dell’Anm hanno ribadito la forte preoccupazione della magistratura per il merito e la tempistica delle annunciate proposte di riforma costituzionale e di alcune riforme ordinarie in corso di discussione in Parlamento. Hanno rappresentato, inoltre, il forte disagio della categoria per i quotidiani attacchi e per il conseguente clima di tensione, accompagnato anche dall’organizzazione di manifestazioni di piazza in prossimità dei palazzi di giustizia e persino all’interno degli stessi, con grave rischio di turbamento della serenità dei giudici impegnati nella decisione di delicate controversie. A tal riguardo, l’Anm ha auspicato un abbassamento dei toni sui temi della giustizia.

L’Anm ha offerto la propria disponibilità a partecipare al dibattito pubblico sulle riforme necessarie ad assicurare un migliore funzionamento del servizio giustizia nell’interesse dei cittadini, senza alcuna resistenza corporativa. Nel contempo ha manifestato ferma e netta contrarietà a riforme che incidono sull’autonomia e sull’indipendenza della magistratura, alterando il corretto equilibrio tra poteri dello Stato.

L’Anm ha espresso vivo ringraziamento al Presidente del Senato per la disponibilità e per la sensibilità da sempre dimostrata riguardo ai problemi della giustizia e al ruolo svolto dall’Anm.

Roma, 6 aprile 2011

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Di Loredana Morandi (del 07/04/2011 @ 08:38:08, in Magistratura, linkato 1438 volte)
La Magistratura,
la Propaganda contro
e "Il Bagno di Notte"




La Magistratura in questi anni ha molto lottato e sta lottando anche oggi contro la nuova riforma ad personam.

Questo sito negli ultimi otto anni ha raccolto le testimonianze di uomini e donne impegnati professionalmente al servizio dello Stato come magistrati, persone dalla cultura eccezionale e brillante, fin umili nella loro grandezza e umanità. Persone alle quali io ho avuto l'occasione di stringere la mano.

Ma un attacco subdolo e miserabile, come quello che sto per mostrarvi, non si era mai visto.

E' la pubblicità, che è giunta per sfruttare la vertenza della Magistratura associata.

Una pubblicità ingannevole, come vedrete.

La pagina "Il Bagno di Notte" è una copia di ben

 354 pagine identiche su Facebook.


 
- clicca qui per allargare l'immagine -
http://www.giustiziaquotidiana.it/public/2011-04-06_135732_ILBAGNO_DI_NOTTE_URL.jpg
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Qui sotto la pagina intera evidenziata, sono ben 18 i link che rimandano a scritti autoprodotti e video, distribuiti in violazione del copyright, pubblicati per la costruzione sinergica dello sfruttamento commerciale della vertenza della Magistratura.


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http://www.giustiziaquotidiana.it/public/2011-04-06_141447_IL_BAGNO_DI_NOTTE_INTERA_EVIDENZIATA.jpg
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Tutto è firmato e tutte le associazioni mandatarie nei confronti del pubblicista sono note, così come è nota la società di "affissioni", ma, mi chiederete voi e mi domando io:

"Non si vergognano neppure un po?"

Chissà? Forse è qualcosa ne "Il Mare"?


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http://www.giustiziaquotidiana.it/public/2011-04-06_143103_il_mare_evidenziata.jpg
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Loredana Morandi
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Di Loredana Morandi (del 06/04/2011 @ 17:42:17, in Giuristi, linkato 1274 volte)
GIUSTIZIA. PENALISTI DA FINI:
RIFORMA URGENTE





L'Unione delle camere penali è stata ricevuta oggi dal presidente della Camera Gianfranco Fini. Nel corso dell’incontro i rappresentanti dei penalisti italiani hanno manifestato "forte preoccupazione per il clima aspro e i conservatorismi che da tempo si registrano intorno ai temi della giustizia" e hanno auspicato che sulla riforma costituzionale il confronto possa invece "essere sereno, ampio e senza pregiudiziali".

 Al presidente Fini l'Unione delle camere penali ha espresso l'urgenza di una riforma che attraverso la separazione delle carriere garantisca ed esalti, nell'interesse dei cittadini, la terzietà dei giudici salvaguardando la reale autonomia dei pubblici ministeri.

L'augurio espresso dai penalisti è che l'approdo parlamentare della riforma, con l'inizio dell'esame nelle commissioni Affari costituzionali e Giustizia, possa avvenire in tempi celeri.

Roma, 6 aprile 2011
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Di Loredana Morandi (del 06/04/2011 @ 17:29:01, in Magistratura, linkato 1496 volte)
MAGISTRATURA DEMOCRATICA:

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LAMPEDUSA E L’EMERGENZA UMANITARIA
 


1. Negli ultimi giorni, gli sbarchi di migliaia di persone all’isola di Lampedusa hanno riaperto la questione immigrazione con accenti catastrofici ed emergenziali.

Occorre ribadire con forza che devono essere riconosciute misure di protezione a tutela dei diritti fondamentali a tutte le persone provenienti da zone di guerra, o comunque interessate da situazioni di conflitto che coinvolgono le popolazioni civili, secondo quanto prevedono la costituzione e le carte internazionali. E che è contrario ad elementari principi di civiltà, condivisi dalla comunità internazionale, il ricorso a forme di respingimento, individuale o collettivo.

2. Per i migranti che sfuggono dalla situazione di povertà dei loro paesi di origine, anche a seguito di conflitti o disordini interni (come per la Tunisia), va evidenziata la modesta entità del fenomeno se paragonato a vicende del recente passato (come per l’Albania degli anni ’90). E si ritiene che, al momento gli strumenti utilmente attivabili siano indicati dalle norme comunitarie sulla protezione temporanea, in particolare quelle di cui alla direttiva 2001/55/CE, attuata in Italia col decreto legislativo 7 aprile 2003, n. 85, nonchè dal decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, in base all’art. 20 del T.U. leggi sull’immigrazione.

L’adozione di tali misure consentirebbe di attribuire ai migranti un titolo di soggiorno, di durata non superiore ad un anno e prorogabile per non più di un anno, valido anche per motivi di studio o di lavoro e funzionale anche all’esercizio del diritto all’unità familiare, salva in ogni caso la richiesta di protezione internazionale. Quest’ultima, dal canto suo, consentirebbe ad ogni Stato dell’Unione europea eventualmente disponibile ad accogliere una quota dei migranti, anche dopo il loro ingresso in Italia. Sarebbe quindi opportuno che il nostro Governo, anziché formulare generiche recriminazioni sul disinteresse dell’Europa, avanzasse una richiesta formale alla Commissione europea diretta ad ottenere dal Consiglio europeo l’attivazione delle misure di protezione temporanea.

3. Assolutamente impercorribile è invece la strada dei respingimenti collettivi, vietata dal protocollo IV della Cedu, mentre le norme sulle espulsioni e sui trattenimenti (misure peraltro costosissime) appaiono oggi incompatibili con la previsione della direttiva europea sui rimpatri 2008/115/CE, che l’Italia non ha attuato dopo la scadenza del termine del 24 dicembre scorso e che, secondo la prevalente opinione di dottrina e giurisprudenza, è comunque auto-applicativa.

4. Va infine ribadita la necessità di superare una politica dei flussi ispirata ad una logica economicistica e securitaria, che accreditando l’immagine dei fenomeni migratori come questioni di ordine pubblico ha stabilito forti ostacoli giuridici all’ingresso e al soggiorno dei migranti, favorendone la precarizzazione e addirittura i processi di criminalizzazione (in specie con l’introduzione del reato di immigrazione irregolare).

Va invece affermata, ancora una volta, la necessità di politiche di accoglienza che sappiano restituire ai diritti fondamentali dei migranti quella centralità troppo spesso negata da una legislazione ingiusta ed inefficace.
6 aprile 2011
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Magistratura Indipendente

http://www.giustiziaquotidiana.it/public/magistraturaindipendente.jpg

“processo breve “ e “prescrizione breve”:
riforme contro la giustizia e contro i cittadini



Magistratura Indipendente ha già manifestato grande preoccupazione e ferma contrarietà alla riforma denominata impropriamente “processo breve” e che invece (indipendentemente dalla disciplina transitoria) nello stabilire termini oltre i quali il processo si estingue, realizza una paradossale e inaccettabile negazione del processo, sostituendo a una giustizia che arriva tardi una giustizia che non arriva più; rischiando, in tal modo, di danneggiare le parti processuali che avevano ragione e le vittime dei reati che potrebbero non vedere riconosciuti i propri diritti.

La magistratura auspica riforme che ridiano efficienza al processo, ma non certamente quelle dirette ad estinguerlo. Desidera un processo rapido equo e di qualità, privo di inutili formalismi.

Una seria riforma che voglia davvero accelerare i tempi della giustizia dovrebbe scoraggiare e non incentivare le tecniche dilatorie che mirino ad allungare i tempi del processo a favore di coloro che ne temono l’esito ; e dovrebbe quindi attentamente considerare la possibilità di rimodulare i termini di prescrizione senza abbreviarli o parcellizzarli a seconda delle condizioni soggettive dell’imputato, definendo una disciplina della interruzione e della sospensione della prescrizione che si conformi all’andamento processuale e che tenga presenti le scelte normative europee sul punto.

Si dovrebbe rivedere il sistema delle notifiche e garantire l’effettività della pena, ciò che, tra l’altro, incentiverebbe il ricorso ai riti alternativi.

Introdurre i termini prescrizionali ancora più brevi significa, invece, non consentire al giudice di accertare la verità con il concreto rischio di dare vita ad un sistema processuale che non sia in grado di assicurare la punizione dei colpevoli.

Affiancare alla riforma del c.d. “processo breve” (che più correttamente dovrebbe essere chiamato “processo negato” ) la previsione di una prescrizione più breve per gli incensurati, realizza una sinergia di effetti negativi sulla possibilità di rendere giustizia, compromettendo in modo grave e profondo il funzionamento del processo penale e cioè di quel sistema – costituzionalmente presidiato - che dovrebbe garantire la salvaguardia e la difesa di interessi e beni primari di ciascuno, e costituire l’ossatura di una pacifica coesione sociale; e tutto ciò senza che vi sia un beneficio, nemmeno minimale o marginale per il funzionamento del sistema.

Le esigenze fondamentali di ogni cittadino e della intera società, così come i gravi problemi che affliggono il sistema giustizia nel suo complesso sono del tutto disattese da tali riforme che anzi rischiano seriamente di ampliare i margini di impunità e di mancato accertamento dei fatti. Lo scopo deve essere quello di arrivare ad un processo che si svolga in tempi rapidi e che rispetti le garanzie di tutte le parti e accerti una verità processuale che coincida con quella sostanziale.

Magistratura Indipendente con ferma determinazione intende richiamare l’attenzione di tutti sulle gravi conseguenze di tali riforme per i diritti e per la sicurezza di ogni cittadino e per la credibilità e tenuta del sistema giudiziario.

Stefano Schirò Presidente
Cosimo Maria Ferri Segretario Generale
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Di Loredana Morandi (del 06/04/2011 @ 17:17:55, in Magistratura, linkato 1466 volte)
Associazione Nazionale Magistrati

http://www.giustiziaquotidiana.it/public/anm_100_anni.jpg
 



L’Associazione Nazionale Magistrati è stata oggi ricevuta dal Presidente della Repubblica, on. Giorgio Napolitano.

Nel corso dell’incontro i rappresentanti della ANM hanno manifestato la forte preoccupazione della magistratura per i contenuti delle annunciate proposte di riforma costituzionale e di alcune riforme ordinarie in corso di discussione in Parlamento. Hanno inoltre espresso vivo allarme per il clima di quotidiana aggressione nei confronti della magistratura, accompagnato dalla organizzazione di manifestazioni di piazza in prossimità dei palazzi di giustizia e persino all’interno degli stessi, con grave rischio di turbamento della serenità dei giudici.

La ANM ha rappresentato la propria disponibilità a partecipare al dibattito pubblico sulle riforme necessarie ad assicurare un migliore funzionamento del servizio giustizia nell’interesse dei cittadini, senza alcuna chiusura corporativa né difesa di pretesi privilegi. Allo stesso tempo ha espresso ferma e netta contrarietà a riforme che riducono l’autonomia e l’indipendenza della magistratura, alterando il corretto equilibrio tra poteri dello Stato, anche attraverso la decostituzionalizzazione di principi fondamentali.

L’ANM ha espresso vivo ringraziamento al Presidente della Repubblica per la costante attenzione dimostrata ai problemi della giustizia e al ruolo dell’ANM e per l’alta funzione di garanzia degli equilibri costituzionali sempre svolta.


Roma, 5 aprile 2011
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Di Loredana Morandi (del 06/04/2011 @ 17:10:21, in Magistratura, linkato 1503 volte)
Associazione Nazionale Magistrati

http://www.giustiziaquotidiana.it/public/anm_100_anni.jpg

IL PIANO STRAORDINARIO PER LA
DIGITALIZZAZIONE DELLA GIUSTIZIA


 
Il piano straordinario per la digitalizzazione della giustizia dei Ministeri per la Pubblica Amministrazione e l'Innovazione e della Giustizia è stato proposto a tutti gli uffici giudiziari senza interpellare il Consiglio Superiore Della Magistratura e viene calato negli uffici senza alcun confronto preventivo in sede nazionale e locale.

Ciononostante il piano potrebbe essere comunque una grande occasione per consentire agli uffici giudiziari di compiere un salto di qualità omogeneo, per superare disarmonie e differenti ripartizioni di risorse tecnologiche, per consentire la digitalizzazione degli atti civili e penali, le notifiche ed i pagamenti telematici.

Tuttavia l’importo stanziato, pari a cinquanta milioni,  appare con ogni evidenza insufficiente a raggiungere tali obiettivi in 466 Uffici giudiziari penali e civili così articolati: 29 Corti di Appello (comprese le sezioni di Bolzano, Sassari e Taranto), 29 Procure Generali (comprese le sezioni di Bolzano, Sassari e Taranto), 165 Tribunali, 165 Procure presso i Tribunali, 26 Tribunali di Sorveglianza, 26 Tribunali per i Minorenni e 26 Procure presso i Tribunali dei Minorenni.

Del resto va evidenziato che il processo civile telematico non è ancora stato realizzato nella maggior parte degli uffici giudiziari e che il gestore centrale del Processo Civile Telematico ha registrato numerosi episodi di malfunzionamento. Il rischio è che si ripetano episodi analoghi a quanto accaduto con la chiusura del centro elettronico di documentazione presso la Cassazione con sospensione del servizio di ricerca dei precedenti giudiziari (Italgiureweb).

Quel che più preoccupa i magistrati italiani è la mancanza di una effettiva assistenza sistemistica ed applicativa negli uffici nel momento del passaggio da una giustizia cartacea ad una digitalizzata: occorre la presenza di personale tecnico negli uffici in grado di fronteggiare ogni evenienza.

Inoltre non si può dimenticare che il materiale informatico (hardware) è insufficiente e  non è adeguata per potenza ai nuovi “applicativi”.

Infine il nuovo piano straordinario è stato preceduto dal “Protocollo di intesa per la realizzazione di programmi di innovazione digitale tra Ministero della Giustizia e Ministero per la Pubblica Amministrazione e per l’Innovazione stipulato il 26 novembre 2008  che prevedeva 5 linee di sviluppo:
 

I)       Notifiche telematiche, da realizzarsi entro il giugno 2010;

II)      Rilascio telematico di certificati giudiziari entro il 2010;

III)    Trasmissione telematica notizie di reato, entro la fine del 2010;

IV)   Registrazione telematica atti giudiziari civili, entro giugno 2010;

V)    Accesso pubblico via rete alle sentenze e ai dati dei procedimenti, entro primo semestre 2010.


Va sottolineato che la gran parte degli obiettivi indicati dal protocollo non è stata realizzata nei tempi previsti.

La Settima Commissione del CSM ha chiesto al Ministero di riprendere il corretto dialogo istituzionale sul tema dell’informatica.


L’A. N. M. chiede al Ministero di:

A)     Ripristinare il confronto con il CSM;

B)     Estendere il confronto al Consiglio Nazionale Forense, ai consigli degli ordini degli avvocati e dei commercialisti;

C)      prevedere forme di effettiva e continuativa assistenza sistemistica ed applicativa negli uffici;

D)     procedere alla scelta definitiva del sistema di digitalizzazione degli atti penali fra gli attuali quattro sistemi oggi operativi;

E)      istituire momenti di coordinamento e monitoraggio a livello locale e nazionale.

In definitiva è necessario che si abbandoni la politica degli annunci e si passi alla effettiva realizzazione dei progetti di innovazione informatica.

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Di Loredana Morandi (del 06/04/2011 @ 08:02:07, in Sindacato, linkato 1889 volte)
Femminicidio: Magalli il "Normalizzatore"


"E che je voi dì!?" - Magalli dixit - a quell'uomo che uccide una donna, come se la donna fosse poco più che un oggetto, una bambola da distruggere perché non ci piace più o ci ha fatti arrabbiare. Per chi se lo fosse perso il link è questo, vedere a 1'05 minuti.

Sull'infelice posizione espressa dal "presentatore" Giancarlo Magalli, ospite a "casa di Paola Perego" lunedì 4 aprile scorso, han parlato in molte. Roberta Lerici del sito "Bambini Coraggiosi" -  Movimento Infanzia Lazio, che come me partecipava alla scoperta del forum maschilista violento poche sere fa, e anche Flavia Amabile dal suo blog per La Stampa online.

Perché un titolo così forte per Magalli? Intanto perché se lo merita, visto che la stessa Paola Perego l'ha richiamato su certe affermazioni nel corso della trasmissione in diretta. Poi per il suo target di volto televisivo, il grande pubblico delle famiglie con anziani e bambini molto piccoli, due classi di telespettatori la cui attenzione è attirata dalle "marcette musicali", dai colori e dal ridere. I suoi spettacoli sono dedicati a quella fascia di utenti che rappresentano solo la massa, neppure l'uomo medio. Il form è quello di un comune rotocalco, con musica, ospiti dallo spettacolo e dalle cronache, l'oroscopo, la conduttrice coscia lunga e il piacione  stagionato di turno a fargli da contorno.

Proprio niente di speciale, solo una televisiva rappresentazione a-concettuale dell'ignoranza patria. Non a caso, stante i casi di cronaca, la mia audience nei suoi confronti equivale a circa 3 secondi e 2 decimi /365gg l'anno. Il suo pubblico plaudente in sala è falso. Anche le trasmissioni di Magalli, come in ogni altra trasmissione televisiva che si rispetti,  hanno un pubblico assoldato presso le società di casting e  collocamento controfigure. Queste persone sono pagate poco più di 30 euro al giorno e stanno lì a far da "lume".

Uno come Magalli, che per amicizia con qualche piacione televisivo decidesse di "battagliare" sul fronte del crimine violento a difesa del "maschio di genere", può divenire molto pericoloso.

Uno come Magalli, infatti, è molto pericoloso per la capacità di "normalizzare" l'informazione sul dato dell'uxoricidio, giustificando gli uomini violenti che uccidono le mogli con la "famosa farsa" dell'amore negato, che altro non è se non l'espressione oscena del sentimento del possesso. E così è stato dalla Perego.

Qualcuno le chiama "armi di distrazione di massa" e forse è così all'estero o negli Stati Uniti, qui da noi è peggio perché il livello è televisivamente e gerontocraticamente molto, molto più basso.

Immaginate l'effetto sulla "massaia", già abituata a vedere prostitute biondissime come la Hunziker o nere come la Campbell lungo le vie che la conducono al mercato, senza neppure più domandarsi come mai quelle "donne in strada" rassomiglino tanto alle sue dive preferite. Immaginatela ancora in una discussione con l'ortolano, mentre acquistando un cespo di lattuga e un chilo di spinaci discetta come un criminologo sull'ultimo omicidio in famiglia o dell'omicidio della piccola Sarah, un angioletto biondo non ancora donna ma già pronta per morire della sua rassomiglianza con Noemi Letizia, Michelle Hunziker e le centinaia di bionde televisive. Sulla via del ritorno la nostra massaia, non convinta delle tesi dell'ortolano e gettando un occhio distratto a quelle poverette di cui lei, donna per bene, conosce "il mestiere", prenderà il quotidiano gratuito. Così, tanto per leggere ancora le sfumature dello stesso identico titolo tutti i giorni: "il Primo Ministro è andato a puttane" e sotto "un marito uccide la moglie incinta".

A casa l'aspetta proprio Giancarlo Magalli, che confermerà: "Un uomo ha ucciso la moglie incinta. L'ha uccisa perché era geloso del salumiere, - e tu, massaia qualsiasi - "che je voi dì a uno così!?".  Magalli avrà informato prima sul Premier e le prostitute? Ma non c'è risposta dalla televisione. La massaia, a questo punto, dimenticherà di leggere il quotidiano gratuito, perché tanto non ha tempo. Il mondo è cambiato, le donne sono cambiate, gli uomini sono cambiati, ma tutto è avvenuto senza di lei. Così se la poveretta continuerà a guardare la televisione fatta da gente come Magalli, Timperi e parecchi altri, a breve, dovrà domandare al marito o ai figli "Che faccio? Io voto quest'anno!?".

Tutto ciò lo scrivo nella categoria "sindacato" di questo blog, perché la sbandata presa dalla televisione nostrana è insopportabile. Sulla questione del "maschio di genere" ci stanno abituando a tollerare le peggiori categorie umane rappresentate nella fattispecie da: il bugiardo, il tirchio, il violento e il mentecatto. Poco importa se questi personaggi siano rappresentati da giornalisti famosi o presentatori televisivi: quel che ne resta è  solo lo schifo.

Donne, protestate finché siete in tempo, protestate prima di vedere un Magalli ospitare lo psichiatra che per anni si è pubblicizzato illegalmente sulle 353 pagine Facebook del falso commerciale di una associazione. Oppure lo vedrete parlar di voi come delle criminali, carnefici delle vostre stesse creature, solo affinché  l'orco bruto e violento che potrebbe ghermire i vostri figli sia libero e non in carcere dove merita.

Care donne, risvegliatevi e sorgete! La mia massaia quest'anno ha ancora diritto al voto, ma non mi sento di garantire che questo diritto sarà mantenuto senza fare niente.

Loredana Morandi

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