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 The long adieux ... di ann von holt... di Admin
 
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L'avvocato cavilloso, che finge di non vedere un reato, ha appena commesso un reato.

Loredana Morandi
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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Loredana Morandi (del 15/12/2010 @ 13:56:37, in Redazionale, linkato 2061 volte)
Roma guerriglia urbana


Il punto di quanto accaduto a Roma secondo la mia modesta opinione, ovvero l'opinione di chi ha lavorato ai 3 milioni di manifestanti per la Pace a Roma e negli anni ha vissuto in diretta cortei, cariche della polizia, svolto il servizio legale sul campo, visitato gli arrestati e organizzato eventi perfetti, sempre nel pieno accordo con le autorità di pubblica sicurezza.

http://www.giustiziaquotidiana.it/public/2010-12-14_scontri_roma_2.jpg

Gli errori. La Questura ha perso un occasione per dire NO ad una manifestazione organizzata. Prevedibilmente si sono rivelati l'ennesima tragica trappola pro danni tutti i blocchi delle forze dell'ordine, che non avendo funzionato a piazza Venezia non hanno funzionato altrove. Più logico concentrare tutta la difesa alle sole Istituzioni, lasciando sciamare la folla senza provocarne la violenza. Gli arresti di piazza non servono a molto, certamente non servono ad arginare la capacità organizzativa delle distruzioni. Così sono stati fermati alcuni esagitati, una quarantina circa, di cui circa 26 tradotti in carcere o ai domiciliari e/o con l'obbligo di firma, ma potrei giurare che gli organizzatori sono a piede libero e sconosciuti alla A.G..

Il finanziere e l'arma: sono con la Guardia di Finanza. L'uomo ha estratto il revolver solo per timore di essere derubato, mentre ancora lo picchiavano ha coperto la canna dell'arma con la mano sinistra per precazione.

Questione infiltrati. Si, ce ne sono sempre ed è così per le ovvie ragioni dell'ordine pubblico. Questi però non sono i tempi di Kossiga e Marroni, il più contestato dei ministri degli ultimi 50 anni, non ha la sua stessa influenza sui dipendenti del Ministero dell'Interno. Infatti, nonostante le molte illazioni, come vedrete, questi infiltrati non hanno istigato proprio nulla perché la formula della piazza era già abbastanza esplosiva. Inoltre, come visibile, la Questura non era affatto preparata alle violenze. Vi dirò, probabilmente perché l'ufficio di gabinetto ha peccato di fiducia nei confronti degli organizzatori.

http://www.giustiziaquotidiana.it/public/2010-12-14_scontri_roma.jpg

Le RESPONSABILITA':  La più grande responsabilità la portano gli organizzatori della FIOM, che non hanno contribuito agli eventi con un efficace servizio d'ordine, pur proponendosi alla piazza con un corredo di veri facinorosi al seguito e anche qualche delinquente di professione. Delinquenti sui quali, purtroppo, i delegati sindacali non hanno mai avuto alcun controllo. Specie se Fiom ha deputato i soliti sindacalisti a stipendio.

Perché? E' semplice: NON si mischiano gli studenti medi e gli universitari con personaggi come i cittadini di Terzigno, che hanno circa cinquantanni di esperienza negli incendi dolosi di automezzi pubblici e/o delle forze dell'ordine.

I petardi, le bombe carta e i fumogeni sono certamente giunti a Roma insieme ai tersignesi, la cui cittadina alle pendici del Vesuvio conserva tanto esplosivo da far saltare in aria tutto il centro di Napoli. Terzigno infatti è famosa per la mondezza, il suo milione di schiavi cinesi da sartoria residenti senza permesso di soggiorno (i veri produttori della mondezza) e per le sue fabbriche di fuochi d'artificio, che esprimono tutto il proprio potenziale nel giorno della patrona Santa Brigida. Inutile per gli inquirenti cercare la benzina quando è palese che il corteo sia stato dotato di esplosivo e polvere da sparo, materiali altamente infiammabili molto più facili da trasportare che non una tanica di carburante.

Qui, qualche penna nostalgica del giornalismo, ha lanciato il paragone con il '77. Invece no, i suoni non possono aver confuso nessuno così tanto. Infatti dall'ascolto delle "cannonate", si può dire che ieri era l'8 settembre del '45 con la Questura a trattenere l'esercito nazista che saliva a Roma via Cassino.

Così, a tal fatta polveriera a conduzione di professionisti dell'incendio doloso hanno attinto a piene mani i giovani e gli adulti dei centri sociali, romani e giunti da tutta Italia. Solo poi vi hanno attinto gli studenti, resi esagitati dall'esempio e aizzati dagli slogan violentissimi e dalle scritte degli scudi dei disobbedienti.

Il dramma nel dramma: le bandiere dei Carc, distribuite senza criterio anche a studenti e altri manifestanti, sono state i primi oggetti utilizzati come armi improprie, fin dai primi attacchi alle camionette dei carabinieri a piazza Venezia. La realtà è che i Carc, che pur hanno anche alcune frange di esagitati tra le proprie fila, probabilmente non immaginavano neppure di poter essere così strumentalizzati e si sarebbero certamente risparmiati la spesa e lo spreco.

La verità vera sui fatti di violenza a Roma non la leggerete sulle pagine dei giornali e non l'ascolterete dalle parole dei politici. Perché la verità è che quello che era l'antico Movimento dei movimenti oggi è nelle mani di un certo numero di facinorosi intenzionati con la violenza a riproporre i propri inutili leader. Gli stessi inutili violenti che hanno falcidiato le forze sane del pacifismo, stravolto l'esistenza ad un paio di generazioni di universitari e che ora tentano di fare la stessa cosa abbassando il tiro sull'età dei manovrati, con lo scegliere gli studenti medi e superiori.

Fuori i giovani dalla violenza: Ieri nel corso degli scontri è stato divulgato un comunicato congiunto della Rete Studenti Universitari e dei Giovani Democratici, che si sono tirati fuori idealmente da tutta la violenza. Evidentemente loro non sapevano a cosa andavano incontro, mentre fu saggio il procuratore Caselli da Torino che firmò gli arresti in anticipo sulle violenze.

Nessun ribaltone di governo, nessun falso moto antiberlusconiano vale la vita, la salute e la serenità di un ragazzo o una ragazza che studia alle medie, alle superiori o all'università in Italia. Senza se e senza ma.

Coloro che accolgono le politiche di questi beceri esponenti di quel che resta del vecchio movimento, appare stupido e ignorante agli occhi di chi sa. E se non ha dubbi la Morandi, sappiate che ciò è anche sapere condiviso da decine, forse centinaia di persone. Una miriade di piccole associazioni strangolate o lottizzate dai partiti.

Stupidità politica "sempre" plateale. Esattamente come per Enzo Jacopino, il presidente dell'Ordine dei Giornalisti, quando afferma: "Non siamo gli armatori di Hamas." riferendosi alla Freedom Flotilla italiena. Verissimo, infatti noi italiani viaggeremo per mare verso Gaza come "armati" con i soldi dei Servizi di un qualche paese arabo, a buon conto proprio quelli siriani; nonché capitanati da quelle stesse grette persone che "perdevano" il direttore della tv iraniana in Italia e mio conoscente da anni, dottor Masoumi Nejad. Una vittima del giornalismo, negletta al politically correct del giornalismo italiota stupido, vuoto e fazioso.

Loredana Morandi
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Di Loredana Morandi (del 14/12/2010 @ 19:00:00, in Politica, linkato 1297 volte)

A mio personalissimo avviso l'uomo della GdF la pistola l'ha impugnata per non farsela "togliere", infatti nelle foto successive ne copre la canna con la mano sinistra. L.M.

Roma sconvolta dagli scontri / tutti i video
In fiamme blindati, 90 feriti, fermi - Foto 1 - 2 - 3

Condanna e polemiche - Piazze piene di studenti
La sequenza: finanziere aggredito impugna la pistola

http://www.giustiziaquotidiana.it/public/gdf_pistola_14.12.2010.jpg


DIRETTA. Come nel '77: dopo il sì al governo, assediato il centro, blindato fin dalla mattinata. Black bloc attaccano la polizia per cercare di arrivare vicino al Parlamento, poi devastano la zona di via del Corso. In mattinata la protesta pacifica di universitari, studenti medi, Fiom, comitati dell'Aquila. Manifestazioni in molte città: occupato l'aeroporto di Palermo (video). A Milano irruzione alla Borsa (foto). Cittadini contestano Alemanno per parentopoli di PAOLO GALLORI  /  SPECIALE Le proteste città per città

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Di Loredana Morandi (del 14/12/2010 @ 18:54:48, in Politica, linkato 1352 volte)
Decisamente le proteste studentesche e le altre proteste di piazza a Roma sono finite in appalto ai centri sociali e agli ex rifondazione. Ma... dove sono i sindacati? I compagni dei Cobas e di RdB dove sono? May Day !!!



Battaglia in piazza a Roma: 40 feriti
Barricate e incendi, isolato il Tridente

Bomba carta contro Del Turco. Incidenti davanti a Camera e Senato. Assalto alla sede della Protezione civile. A fuoco cassonetti e moto. Un finanziere impugna la pistola

ROMA (14 dicembre) - Studenti in piazza, scontri, cortei e manifestazioni in tutta Italia nel giorno della fiducia al governo. A Roma scontri fra forze dell'ordine e manifestanti con feriti e momenti di grave tensione in centro. Oltre agli studenti, partecipa alla manifestazione il coordinamento Uniti contro la crisi, di cui fanno parte gli operai della Fiom, gli aquilani, gli esponenti dei centri sociali e i cittadini di Terzigno che protestano contro il termovalorizzatore.

Venti feriti. Il bilancio è di 20 feriti fra manifestanti e forze dell'ordine. Durante la manifestazione sono stati dati alle fiamme mezzi dell'Ama, distrutti bancomat e vetrine, bruciata una Mercedes su Lungotevere, divelti sanpietrini. Feriti anche tre carabinieri.

Assalto ai finanzieri. In via del Corso Guardia di Finanza assaltata con fumogeni, pietre, bastoni. Un gruppo di manifestanti si è scagliato contro i blindati con dentro i finanzieri che sono stati picchiati con mazze. Le camionette della Guardia di finanza sono riuscite a sfuggire all'assalto e sono state oggetto del lancio di pietre e bastoni. Contro i mezzi i teppisti hanno scagliato anche cassonetti. In aiuto dei finanzieri sono arrivati polizia e carabinieri che hanno lanciato lacrimogeni. Il gruppo è stato caricato dalla polizia. I teppisti, alcune centinaia, sono arretrati verso piazza del Popolo, lanciando pietre, bottiglie e fumogeni contro gli agenti, dopo aver tentato di costruire una barricata con qualunque cosa alla loro portata, anche panchine e cassonetti di ghisa. Lungo il percorso molti atti di vandalismo, danneggiati anche alcuni motorini. Un teppista mostra anche lo scudo di un poliziotto come un trofeo. Uno dei finanzieri, aggredito, ha impugnato la pistola (nella foto gallery).

Petardi e lanci di vernice al Senato. Le esplosioni sono state almeno sei. Cariche della polizia nei pressi di Palazzo Madama quando i manifestanti hanno tentato di assaltare alcuni blindati armati di pale e mattonelle, prese da un camioncino. Il furgoncino pieno di picconi, martelli e mattoni è parcheggiato a corso Rinascimento. Il bilancio è di quattro feriti in modo lieve: uno studente e 3 carabinieri.

Scontri anche alla Camera. Scontri anche vicino alla Camera dove alcuni manifestanti hanno esploso tre bombe carta in via degli Uffici del Vicario. Le forze dell'ordine hanno tentato di respingere un gruppo di manifestanti che avevano lanciato vernice ed uova.

Bomba carta contro Del Turco. Una bomba carta è stata lanciata contro Ottaviano Del Turco, che lasciava il Senato da alcuni manifestanti.

Assalto alla Protezione Civile. Un gruppo di manifestanti staccatisi dal corteo in corso per le vie di Roma ha assaltato la sede del dipartimento della Protezione Civile, in via Ulpiano. I manifestanti hanno rotto alcune vetrate e lanciato all'interno uova, fumogeni e bombe carta. Nell'assalto nessuno sarebbe rimasto ferito.

Piazza Augusto Imperatore. Scenario da guerriglia urbana in Piazza Augusto Imperatore a Roma. Mentre carabinieri e polizia sono schierati, con tanto di scudi e manganelli, per bloccare l'ingresso della piazza verso via del Corso, alcuni manifestanti hanno dato fuoco a insegne, cassonetti dei rifiuti e pancali di legno, bloccando così a metà la piazza. Hanno divelto anche alcuni sanpietrini che ora sono in mezzo alla strada, mentre al lato della piazza i vigili del fuoco continuano a lavorare per spegnere l'incendio provocato dai manifestanti ad un mezzo della raccolta differenziata dell'Ama.

I manifestanti sono stati respinti a piazzale Flaminio dalle forze dell'ordine che hanno posizionato dei blindati per chiudere la storica porta d'accesso a piazza del Popolo. Da piazzale Flaminio continua il lancio di oggetti verso le forze dell'ordine mentre i vigili del fuoco stanno spegnendo i due incendi, quello in via del Corso e in via del Babuino dove erano andati in fiamme rispettivamente vari oggetti e un blindato: intanto un'altra colonna di fumo nero si alza da via Maria di Savoia, dove i manifestanti hanno incendiato tre cassonetti e svariati motorini.

I blindati delle forze dell'ordine hanno chiuso con i blindati Porta del Popolo, ovvero la porta che accede su piazza del Popolo, per impedire ai black bloc di muoversi verso via del Corso. I teppisti si trovano ora dalle parte di Piazzale Flaminio dove hanno dato alle fiamme cassonetti e sacchetti della spazzatura. Il Tridente, ovvero via del Corso, via del Babuino e via di Ripetta, risulta ora isolato: via del Babuino è bloccata dall' incendio di un blindato e di alcune auto, via di Ripetta chiusa da agenti e blindati e via del Corso 'chiusà dalla barricata in fiamme creata dai teppisti. Inoltre alcuni black bloc sono asserragliati sul Pincio.

Agenti della polizia, dei carabinieri e della guardia di finanza caricano i manifestanti in piazzale Flaminio. Un agente della polizia in assetto antisommossa preparandosi a caricare ha esclamato: «annamo che mo se divertimo».

Sono 40 circa i manifestanti medicati finora dagli operatori dell'Ares 118 in seguito agli scontri avvenuti su via del Corso e nelle strade limitrofe. A quanto si apprende, al momento nessuno è stato trasportato in ospedale. Numerose le ambulanze che hanno raggiunto il centro storico della città per soccorrere i feriti.

Traffico in tilt nel centro di Roma, a causa della protesta degli studenti, insegnanti e precari contro il governo nel giorno di voto di fiducia e per i numerosi atti di vandalismo da parte di teppisti. In particolare la circolazione è paralizzata Lungotevere e sul Muro Torto, ma si registrano rallentamenti in molte strade a ridosso del centro storico.

«Erano anni che Roma non subiva una violenza simile, gratuita, vergognosa e senza giustificazioni». Č quanto ha detto il sindaco di Roma Gianni Alemanno arrivando in Piazza del Popolo. Il sindaco di Roma Gianni Alemanno è arrivato in piazza del Popolo per verificare la situazione dopo gli scontri dei manifestanti con le forze dell'ordine. Al suo arrivo è stato contestato da alcuni manifestanti ancora presenti sul luogo. Qualcuno gli ha gridato fascista e gli ha chiesto conto della giornata di oggi e degli scontri e atti vandalici che si sono verificati in molte zone del centro della Capitale.

Milano. Una cinquantina di studenti ha fatto irruzione in piazza Affari, all'interno della sede della borsa, dove hanno esposto uno striscione con scritto: «Siete un'accozzaglia di affaristi razzisti, dovete darci il denaro». Ricacciati fuori dall'edificio, gli studenti sono rimasti in piazza lanciando numerosi petardi contro gli ingressi della borsa e scandendo slogan.

Torino. Gli studenti che da questa mattina in corteo stanno sfilando per le vie del centro città per protestare contro il governo e la riforma della scuola hanno raggiunto poco fa la sede del Pdl piemontese. I manifestanti hanno lanciato uova e fumogeni contro il palazzo che è presidiato dalle forze dell'ordine.

Palermo. Un gruppo di studenti ha bloccato l'aeroporto di Palermo, un altro lunghissimo corteo, formato da circa diecimila ragazzi, il traffico nel sottopassaggio che congiunge la zona della Cala con il porto di Palermo. Gli studenti sembrano intenzionati ad entrare anche al porto, dove sono stati chiusi i cancelli d'accesso. Tantissimi gli striscioni e i cori contro il governo Berlusconi e il ministro Gelmini.

Genova. Un corteo di circa 500 studenti ha occupato il varco portuale di Ponte Etiopia al porto di Sampierdarena e viale Canepa. Gli studenti hanno steso lo striscione studenti e lavoratori uniti verso lo sciopero generale e hanno letto al megafono l'articolo 9 della Costituzione e la dichiarazione universale dei diritti dell'uomo.
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Sconto della pena? Hanno ucciso come una bestia non avrebbe potuto mai, abbiano ora la giusta condanna. Frassi è impegnato a Bergamo con Scottland Yard e la sua tre giorni sul contrasto alla pedofilia, sono convinta che scriverà poi le sue impressioni sulla sentenza di Cassazione. Anzi, io me lo perdo perché sono impegnata, ma il suo clone può sentirle domattina a Mattino 5.  L.M.

Omicidio Tommy, conferma per Alessi
nuovo processo per Conserva


La Corte di Cassazione ha deciso: è definitiva la condanna a vita per l'assassino del piccolo Tommaso Onofri. Annullamento con rinvio, invece, per la condanna a 30 anni della sua ex compagna, che, dunque, subirà un nuovo processo d'appello

di MARIA CHIARA PERRI e BENEDETTA PINTUS

Per l'omicidio di Tommaso Onofri la Cassazione ha annullato la condanna a 30 anni inflitta in appello ad Antonella Conserva. Confermato invece il carcere a vita per Mario Alessi, l'esecutore materiale dell'omicidio. In particolare, la quinta sezione penale ha dichiarato "inammissibile" il ricorso presentato dai difensori di Alessi che, già condannato dalla Corte d'Assise d'Appello di Bologna il 5 novembre 2009, in questo modo sconterà la pena definitiva. Il suo avvocato, Laura Ferraboschi, sperava in uno sconto di pena per l'esclusione dell'aggravante di "aver agito con crudeltà". Diversa, invece la posizione della ex compagna Antonella Conserva, condannata in appello per il sequestro e l'omicidio del piccolo, per la quale piazza Cavour ha disposto un appello bis.


Questa mattina, durante la sua requisitoria, il pg Galati aveva sollecitato la conferma delle condanne per i due imputati, richiesta alla quale si era associato l'avvocato della famgilia Onofri, costituitasi parte civile nel processo.

LA DIFESA DI CONSERVA
- Con questa decisione la Cassazione non mette definitivamente la parola fine all'omicidio di Tommaso, rapito e ucciso a soli 18 mesi la sera del 2 marzo 2006 a Casalbaroncolo in provincia di Parma. Toccherà infatti alla Corte d'Assise d'Appello rivedere nuovamente la posizione di Antonella Conserva. "E' una grande vittoria" è il primo commento a caldo dell'avvocato Eduardo Rotondi, suo difensore insieme ai legali Luigi Vincenzo e Pierluigi Anastasio, affiancati dal criminologo Carmelo Lavorino, che ha aggiunto attraverso un comunicato stampa: "Una vittoria della logica, della scienza dell'investigazione criminale, del diritto e del collegio di difesa".

Il consulente è sempre stato un fermo sostenitore dell'innocenza della donna, che - si legge nella sua nota - sarebbe stata "la scientifica vittima sacrificale dello strapotere psicologico e investigativo degli inquirenti, della caccia alla "strega", della "colonna infame" e del "dalli all'untore". Il collegio difensivo della Conserva - commenta il criminologo - ha dimostrato che non vi era nulla contro l'imputata che poteva essere considerata prova o indizio, ha dimostrato che non vi era nemmeno un indizio "grave" o "preciso". Ha dimostrato che contro la Conserva vi erano solo suggestioni, illazioni, sospetti, dicerie ed equivoci.

L'accusa ha attribuito alla donna il ruolo di carceriera: avrebbe dovuto occuparsi del bimbo di 18 mesi dopo il rapimento, in attesa del riscatto. Riscatto che purtroppo non è mai stato chiesto. Tommy è morto pochi minuti dopo essere stato tolto dal seggiolone davanti ai genitori atterriti, nella casa di Casalbaroncolo. Ad ucciderlo, secondo la ricostruzione dell'accusa, sarebbe stato Mario Alessi. Il collegio difensivo di Antonella Conserva ha smontato l'ipotesi del coinvolgimento della donna, fornendo una diversa ricostruzione cronologica di quanto avvenuto la sera del sequestro.

"E' stato un procedimento davvero tormentato sotto i profilo del diritto - spiega Rotondi - tutta l'accusa in primo grado era basata sulla chiamata in correità della nostra assistita da parte di Alessi e Raimondi. La sentenza d'appello ha dato ragione a noi su questo punto, ma ha ammesso come prova diretta la telefonata delle 20.17, quando la Conserva rispose a Raimondi sul cellulare di Alessi".  L'accusa ha spiegato quella chiamata come prova dell'appuntamento della donna con il compagno: sarebbe andata a prenderlo in auto a Casaltone alle 20.30, dopo il sequestro e il delitto, e sarebbe stata al corrente del piano. "Noi abbiamo dato tutt'altra spiegazione a quella telefonata - prosegue il legale - Alessi aveva dimenticato il cellulare sull'auto, Raimondi l'ha chiamato e la Conserva ha risposto, senza neppure capire bene quello che l'uomo stesse dicendo. Aveva un appuntamento col marito ma pensava di andarlo a prendere per motivi di lavoro, era del tutto all'oscuro del crimine. Con questa pronuncia dei giudici ci stiamo avvicinando alla ricostruzione corretta".

"Il collegio difensivo ha sostenuto che Raimondi ha accusato Antonella Conserva per coprire la propria presenza mentre veniva attuato l'omicidio di Tommaso sull'epicentro della scena dell'omicidio, il bosco dei Bissi in località Traglione -  scrive Lavorino - Il collegio difensivo ha dimostrato che gli orari su cui l'impianto accusatorio contro la Conserva ha stretto le sbarre del carcere è intimamente fallace, perché detti orari devono essere tutti retrodati di ben 17 minuti. Le accuse basate sulle celle telefoniche sono in realtà basate sull'incertezza assoluta  -  conclude - quello che è certo è favorevole solo all'imputata".

Nelle scorse settimane la Conserva aveva lanciato un appello dal carcere (LEGGI), ribadendo la sua assoluta innocenza: "Sono stata condannata perché i due rapitori del bambino, Mario Alessi e Salvatore Raimondi, per salvarsi e per ottenere benefici mi hanno calunniata e messa in mezzo. Vi chiedo di dare voce al mio urlo di dolore: sono in carcere innocente da quattro anni e voglio ancora credere alla giustizia”.

LE ALTRE CONDANNE - Oltre ad Alessi, è già stato condannato in via definitiva a vent'anni di reclusione Salvatore Raimondi, giudicato con rito abbreviato. Quest'ultimo sta scontando al sua pena nel penitenziario di Ferrara, Alessi è recluso nel carcere di Viterbo e la Conserva in quello di Verona.

La Repubblica,13 dicembre 2010

La Rassegna

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Tommy: ergastolo confermato per Alessi, processo da rifare per la ...

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LA SENTENZA - Confermata dalla Cassazione la condanna all'ergastolo nei confronti di Mario Alessi, il manovale pregiudicato accusato dell'omicidio e del rapimento del piccolo Tommaso Onofri, avvenuto la sera del 2 marzo 2006 a Casal Baroncolo (Parma). ...

''Alessi e Raimondi entrambi colpevoli''

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Pg Cassazione 'Non si sa chi dei due uccise Tommy'. Chiesta conferma ergastolo per Alessi, 30 anni a Conserva, 20 a Raimondi ROMA, 13 DIC - ''Non si sa chi dei due, tra Alessi e Raimondi, uccise il piccolo Tommy la sera stessa del suo sequestro, ...

Processo Tommy in Cassazione l'ultima sentenza per Alessi e Conserva

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A poche ore dalla sentenza della Cassazione sul ruolo di Antonella Conserva nel rapimento e l'omicidio di Tommaso Onofri, la donna continua a professarsi innocente e punta il dito contro Mario Alessi. "Sono vittima della sua gelosia, colpevole solo di ...

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(ANSA) - ROMA, 13 DIC - 'Il sostituto procuratore generale della Cassazione, Galati, ha chiesto ai giudici della Suprema Corte di confermare la condanna all'ergastolo nei confronti di Mario Alessi, il manovale che sequestro' il piccolo Tommaso Onofri, ...

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Nel 2006 veniva sequestrato ed ucciso Tommaso Onofri. Uno degli assassini, Salvatore Raimondi, è già in carcere, condannato definitivamente a vent'anni, mentre a Roma la Corte di Cassazione deve decidere sulle condanne all'altro assassino materiale del ...

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(ANSA) – ROMA, 13 DIC – 'Il sostituto procuratore generale dellaCassazione, Galati, ha chiesto ai giudici della Suprema Corte diconfermare la condanna all'ergastolo nei confronti di MarioAlessi, il manovale che sequestro' il piccolo Tommaso Onofri, ...

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oma, 13 dic. - (Adnkronos) - Per l'omicidio del piccolo Tommaso Onofri devono essere confermate le condanne all'ergastolo nei confronti di Mario Alessi ei 30 anni di reclusione per Antonella Conserva. Lo ha chiesto il sostituto procuratore generale ...

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Di Loredana Morandi (del 13/12/2010 @ 15:31:23, in Sindacati Giustizia, linkato 1379 volte)
Lettera del Coisp al Ministro dell'Interno

http://www.giustiziaquotidiana.it/public/Lettera_Natale_Coisp.jpg

Caro Ministro Maroni,


sono il simbolo della protesta dei Poliziotti contro questo Governo che profondamente li ha umiliati e traditi.

Sono il tuo regalo di Natale e con me porto in dono i sentimenti di tutti i Poliziotti, quelli che solo questo Governo, che rimarrà nella storia della Repubblica per la gravità e la profondità del tradimento compiuto verso noi servitori dello Stato, è riuscito a generare.

Sono sentimenti di rabbia, delusione, sdegno …

Caro Ministro, è Natale e noi, con l’onestà che ci contraddistingue, ti doniamo la verità dei nostri pensieri, auspicando che tu, che oggi sei per concezione istituzionale il nostro tutore, ci ricambi con altrettanta onestà, riscattando te stesso e noialtri.

Fino a questo momento non hai potuto importi e difenderci come avresti dovuto. Adesso, in queste Feste, un regalo lo pretendiamo e questa volta non puoi privarci del dono più giusto per noi e per gli italiani.
Dimettiti ministro! Perché è l’unico mezzo che ti resta per salvare la tua credibilità.

Dimettiti e manda a casa chi ha costretto te e noi in una situazione così disastrosa e critica. Dai anche tu una mano a fare pulizia!

Con questo Governo che non è all’altezza di preservare, motivare, aiutare e rinforzare i suoi Servitori più fedeli c’è una sola cosa che puoi fare… vota la sfiducia!

Un sincero Buon Natale …lontano dal nostro ministero!

Coisp - Coordinamento per l'indipendenza sindacale delle Forze di Polizia

Leggi il comunicato precedente


Lunedì il COISP andrà al Viminale da Maroni per fargli il suo regalo più sincero, ed un accompagnatore d’eccezione leggerà al Ministro la sua letterina di Natale.

“Ormai il Natale è alle porte. E’ il momento dell’anno in cui, si sa, il pensiero corre a coloro i quali ci legano i sentimenti più forti. Ed il nostro pensiero, allora, non può che correre al ‘nostro’ Ministro.          E’ il momento in cui ci si parla con franchezza, ci si scambia desideri e auguri e aneliti. Ed allora, una volta di più, dove potremmo andare se non dal ‘nostro’ Ministro? Il desiderio insopprimibile di manifestargli tutto quanto abbiamo nella testa e nel cuore e di chiedergli con semplicità quale regalo aspettiamo noi da lui, ci porterà dritti dritti al Viminale, da Robarto Maroni, per recapitargli il simbolo dei nostri sentimenti per lui”. Così Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp, anticipa l’iniziativa natalizia che il Sindacato Indipendente di Polizia intende riservare al ministro dell’Interno e che, lunedì, porterà lui ed il Segretario Generale Aggiunto Domenico Pianese ad incontrare il numero uno del Viminale.
“In realtà – spiega Maccari - dal Ministro ci andremo anche con qualcun altro, con qualcuno che più di tutti, in queste settimane, si è imposto all’attenzione del Paese per la capacità di esprimere l’esatto rapporto che si è creato tra gli Operatori della Sicurezza ed i rappresentanti istituzionali che dovrebbero tutelarli.    Il nostro Poliziotto pugnalato alle spalle, la famosa sagoma pugnalata – divenuto col tempo il simbolo di tutti quelli che lavorano per la sicurezza del Paese - intende donare se stesso, nell’abito della festa, con tanto di fiocco al collo, perché il nostro messaggio giunga forte e chiaro, per l’ennesima volta, al ‘nostro’ ministro distratto. E se fino ad oggi Maroni ha tentato invano di ignorarlo, potrà avere il cuore di frustrare ancora così crudelmente un fedele servitore talmente deluso?”.
“Crediamo fermamente che questa volta – aggiunge il leader del Coisp –, quando il Poliziotto pugnalato busserà alla sua porta, Maroni dovrà farlo entrare, e con lui tutta la rabbia e lo sconforto delle migliaia di Operatori che rappresenta, e che saprà ascoltare a cuore aperto la sua letterina di Natale: ‘caro Ministro – reciterà la sagoma ormai nota in tutta la Penisola – ecco cosa ti portiamo in dono, i nostri veri sentimenti, quelli che solo questo Governo, che rimarrà nella storia della Repubblica per la gravità e la profondità del tradimento compiuto verso noi servitori dello Stato, è riuscito a generare. Caro Ministro, è Natale e noi ti doniamo la verità, con l’onestà che ci contraddistingue, e tu, che resti per concezione istituzionale il nostro tutore, ricambiaci con altrettanta onestà, e se fino ad oggi non hai potuto importi e difenderci come avresti dovuto, adesso riscatta te stesso e noialtri. Un solo regalo aspettiamo da te in queste Feste. Sai qual è.     Ed allora non privarci del dono più giusto per noi e per gli italiani. Dimettiti ministro! Perché è l’unico mezzo che ti resta per salvare la tua credibilità. Dimettiti e manda a casa chi ha costretto te e noi in una situazione così disastrosa e critica. Dai anche tu una mano a fare pulizia! Con questo Governo che non è all’altezza di preservare, motivare, aiutare e rinforzare i suoi Servitori più fedeli c’è una sola cosa che puoi fare… vota la sfiducia!’. Così sia e buon Natale!”.    
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Oggi i sindacati di polizia protestano in Piazza Montecitorio

Dichiarazione Stampa di Eugenio SARNO, Segretario Generale UIL PA Penitenziari

“Protestiamo per la presa presa in giro del Governo”


“Oggi, per l’intera giornata, le nostre bandiere torneranno in Piazza Montecitorio ad accompagnare la nostra protesta contro un Governo che non ha mantenuto fede ai patti ed agli impegni assunti con i rappresentanti delle forze di polizia. Il premier ed il Governo hanno tradito, quindi, la fiducia e le aspettative degli operatori della sicurezza. Di fronte a tale vergognosa presa in giro auspichiamo che gli onorevoli - poliziotti eletti nelle fila del PDL possano avere un sussulto di orgoglio e dignità, negando la fiducia ad un Governo che ha certificatamente disatteso promesse, impegni e patti ! “

Eugenio SARNO , Segretario Generale della UIL PA Penitenziari , ritorna a spiegare il perché quest’oggi quasi tutte le organizzazioni sindacali delle forze di polizia e dei vigili del fuoco sono in piazza a protestare

“ A Settembre – ricorda SARNO - abbiamo chiuso l’accordo economico del biennio 2008-2009 per il Comparto Sicurezza e Difesa solo per senso di responsabilità ed anche perché abbiamo voluto dare credito al Governo, che si era formalmente impegnato a salvaguardare la specificità del Comparto attraverso l’esclusione dal blocco triennale le indennità stipendiali per poliziotti e militari. Invece, inopinatamente, in sede di conversione del pacchetto sicurezza, è stato ritirato un emendamento della maggioranza che rendeva concreti gli impegni assunti dallo stesso Governo. Per i prossimi tre, se non si modificano le attuali norme, gli appartenenti al Comparto Sicurezza e Difesa saranno i lavoratori che pagheranno il più alto prezzo della politica economica del Governo Berlusconi. Ci saranno poliziotti e militari che nel prossimo triennio potrebbero pagare, per l’articolazione degli stipendi e per gli avanzamenti di carriera, un tributo sino a tremilaciquecento euro annui. Altro che attenzione e specificità. Questo governo non solo vampirizza i nostri stipendi quanto rende concreto il rischio che nel prossimo triennio anni si debbano prestare servizi straordinari e missioni gratuitamente, in ragione dei tetti contributivi previsti da Tremonti.

Oggi – chiude SARNO – portiamo in piazza la delusione, la rabbia e la frustrazione di uomini e donne che sacrificano la propria vita per assicurare giustizia, sicurezza e legalità e che debbono subire l’oltraggiosa indifferenza di un Governo sempre pronto ad appropriarsi indebitamente di successi, che non gli appartengono, nel mentre nega alle forze di polizia i mezzi, le risorse e gli uomini necessari per garantire la lotta al crimine organizzato e all’evasione fiscale nonché una rigorosa, puntuale e civile custodia dei criminali detenuti”
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http://www.giustiziaquotidiana.it/public/murolo_cc_ospitaletto_brescia_cens.jpg

Sergio Murolo e i Carabinieri di Ospitaletto di Brescia


Contrariamente a quanto scrivono e affermano certi inquietanti personaggi del web, non si può e non si deve essere amici di un pregiudicato con due condanne per gli atti brutali delle sevizie ai propri figli di 4, 10 e 13 anni, neppure via Facebook.

L'unico interesse manifesto nel pedofilo Sergio Murolo, oggi detenuto presso la casa circondariale di Santa Maria Capua Vetere con Ordinanza della Suprema Corte di Cassazione numero 39133 del 4 novembre 2010, è stato il palesare tutto il proprio odio verso le istituzioni dello Stato e la magistratura. Io stessa, in qualità di sostenitrice dei magistrati, sono stata il più puro riflesso di tale odio.

Il mio è un atto dovuto, anche in ragione del patrimonio storico familiare che mi lega all'Arma dei Carabinieri.

E' giusto però proseguire con il divulgare l'allarme per l'operato dell'uomo che, coperto da coloro che hanno sempre saputo e che lo hanno spalleggiato, circuiva centinaia di persone anche facendosi contattare al telefono.

Non vi è più alcun dubbio che io fossi tra gli interessi più spregiudicati del pedofilo e dei suoi partners in affari.

Posso essere contattata al mio indirizzo email da tutti coloro che, in stato di vittime del pedofilo Sergio Murolo, hanno necessità di informazioni e chiarimenti.


loredana . morandi @ artists against war . it

Avverto che risponderò solo ad email nominative contenenti efficaci  e verificabili contatti telefonici.


Loredana Morandi
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Di Loredana Morandi (del 13/12/2010 @ 12:52:27, in Osservatorio Famiglia, linkato 2045 volte)

Yara ripresa da una foto satellite


Viviamo nell'epoca del grande fratello e gli investigatori non escludono nessuna pista. A quanto riportano alcune note di agenzia è opinione degli inquirenti che l'occhio di satelliti civili o militari possa aver inquadrato Yara nei minuti precedenti il sequestro.
Una misura eccezionale, ma che nasce dall'esperienza italiana della pm Stefania Cugge per il caso Cogne e delle indagini sui luoghi dell'omicidio di Chiara Poggi a Garlasco.

Una delle principali ipotesi di indagine è legata ad una possibile ritorsione nei confronti di Fulvio Gambirasio, padre di Yara, che testimoniò al processo contro Pasquale Locatelli, un narcotrafficante di Brembate di Sopra con il quale egli aveva avuto solo alcuni rapporti professionali nel settore dell'edilizia. Maura, la mamma di Yara, si dice però scettica. In effetti una ritorsione giunge come forma di minaccia attuata, ed i due genitori saprebbero di averla subita per "punizione".

L'ipotesi del sequestro di persona è quella che lascia più ampio spazio ai teoremi degli inquirenti e della stampa. Nessuna ipotesi può essere esclusa, ma la scelta è terribile perché va dal rapimento ad opera del "pedofilo" invaghitosi della bimba, alla setta satanica.

Ragionevolmente, per quelle zone dove per prime si insediarono le mafie albanesi e rumene, a mio avviso, non si può neppure escludere il traffico d'organi (visto che di Yara, diversamente da altre bambine della sua età, è acquisibile anche una scheda medico sportiva, probabilmente detenuta proprio presso il centro polisportivo e presso il medico abilitato) e/o la tratta delle bianche.

Ieri sera alle 21 si è tenuta l'ennesima "veglia di preghiera" via Facebook. Anche io vi ho partecipato idealmente.

http://www.giustiziaquotidiana.it/public/2010-12-13_133306_gruppo_yara.jpg

clicca per allargare l'immagine

Molto meno idealmente, dato che tutti i gruppi nati per Yara ospitano centinaia di minorenni e coetanei della piccola scomparsa, l'altro ieri ho scritto agli admin di uno dei gruppi più numerosi per consigliare loro di salvare l'intero database degli iscritti (html e image) e di consegnarlo alla Postale.

Un consiglio che potrebbe essere interpretato nella cattiva luce di una violazione della privacy, ma che proviene dall'esperienza diretta di aver visto il "gradimento" di personaggi come Sergio Murolo, Sissimo Neuro e Maxi Fasso presenti anche sui profili personali di arrampicatori sociali interessati alla vendita del proprio prodotto, piuttosto che alla sicurezza dei bambini o alla loro salute.
Aver seguito il mio consiglio potrebbe rivelarsi utile per altri adescamenti di minori via Facebook, anche a costo di immaginare il tutto in giacenza presso i polverosi cassetti della Polpost. Non farlo invece può voler indicare un certo interesse nell'operazione commerciale. Ed è noto, a me Facebook e la nuova popolazione di arrampicatori telematici non piace.

A meno che in quei gruppi non ci sia nascosto il solito autore della Aliberti editrice i cui libri campeggiavano in bella mostra su tutti i gruppi e su tutte le pagine contro Morandi, anche insieme a pedofili in violazione degli obblighi degli arresti domiciliari.

Loredana Morandi
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Di Loredana Morandi (del 13/12/2010 @ 12:27:48, in Osservatorio Famiglia, linkato 1346 volte)
Tre casi drammatici, di cui due all'estero. Arrestati un pedofilo seriale in Olanda di 27 anni ed un padre bruto a La Spezia. In corso: Francia, diciassettenne prende in ostaggio i bimbi di una materna a Besançon. L.M.

Pedofilia, abusi su 30-50 bambini:
arrestato 27enne in Olanda

L'uomo lavorava in asili nido e faceva il babysitter

Ansa, 13 dicembre, 07:34 - AMSTERDAM - La polizia olandese ha reso noto ieri di aver arrestato un uomo di 27 anni sospettato di aver abusato sessualmente di una cinquantina di bambini in asili nido di Amsterdam, e di aver distribuito materiale pedopornografico.
L'uomo, arrestato il 7 dicembre scorso, lavorava come supplente negli asili nido di Amsterdam dal febbraio 2007, e si faceva anche pubblicita' su internet come babysitter. In una conferenza stampa in nottata, il capo della polizia di Amsterdam, Bernard Welten, ha detto che l'uomo e' sospettato di aver abusato fra i 30 e i 50 bambini, aggiungendo che le indagini sono ancora in corso. Parlando in un caso ''vasto e complicato'', il procuratore capo della citta', Herman Bolhaar, ha dichiarato che l'uomo e' sospettato di aver abusato bambini fino a quattro anni di eta' e ha reso pubblica una sua fotografia per mettere in guardia i genitori di eventuali vittime. ''Al momento - ha affermato - non sappiamo con esattezza quanti bambini siano stati vittime di questo 27 enne''. L'indagine era cominciata dopo che negli Stati Uniti era stato trovato materiale pedopornografico che si riteneva provenisse dall'Olanda. E' stato arrestato anche il compagno dell'accusato, un uomo di 37 anni anch'egli trovato in possesso di materiale pedopornografico, ma che non e' sospettato di aver compiuto abusi sessuali. Il caso giunge solo alcuni mesi dopo che un istruttore di nuoto di 60 anni, Benno Larue, e' stato condannato lo scorso luglio a sette anni di carcere per aver abusato di 40 ragazze nel corso di diversi anni.


Pedofilia: genitore condannato a 9 anni
di carcere per abusi sui propri figli

GENITORE ARRESTATO PER PEDOFILIA – Aveva compiuto atti sessuali sui suoi stessi figli: i carabinieri della compagnia di Sarzana hanno arrestato uno spezzino di 50 anni, sulla base di un’ordinanza di carcerazione del tribunale della Spezia, per una condanna a nove anni per atti sessuali su minori. A quanto si è appreso, l’uomo – V.A.L., residente nella vallata del Magra – aveva compiuto molestie sui suoi stessi figli. Gli episodi per i quali dovrà scontare la detenzione si riferiscono al 1996 e sarebbero stati consumati in famiglia.
All’epoca delle morbose attenzioni l’uomo aveva 36 anni. La vicenda fu denunciata dalla moglie nel 2000: nel frattempo, sono passati 14 anni, e lo spezzino si è riaccompagnato, ed ha attualmente altri due figli da un’altra donna. L’arresto è avvenuto a Montignoso (Ms). L’arrestato è stato trasferito in carcere a Massa. Al momento dell’arresto l’uomo è svenuto. Quando si è ripreso, ha dichiarato di essere innocente, e di non aver mai fatto quello di cui è stato accusato. La sentenza è passata in giudicato. Sono state rese note solo le iniziali dell’uomo, a tutela dei minori coinvolti nella scabrosa vicenda.
http://www.direttanews.it/2010/12/13/pedofilia-genitore-condannato-a-9-anni-di-carcere-per-abusi-sui-propri-figli/


Francia, 17enne squilibrato e armato
Ha in ostaggio 5 bimbi alla materna

Ha preso 20 bambini minacciando di ucciderli con due sciabole in una scuola di Besançon. Rilasciati 15 alunni

PARIGI Un uomo stamane ha preso in ostaggio 20 bambini di una scuola materna di Besançon, nell’est della Francia. Luc Chatel - ministro dell’Istruzione - si sta recando sul posto, dove sono arrivate intorno alle 11 le teste di cuoio. Una quindicina di bimbi è stata liberata dal folle, altri 5-6 restano nelle sue mani. Intorno alle 12 si è diffusa la notizia che le teste di cuoio della polizia francese hanno fatto irruzione nell’asilo di Besancon, ma non è chiaro a questo punto che cosa sia accaduto. Secondo la Prefettura, l’uomo avrebbe chiesto un’arma per suicidarsi.
Il sequestratore sarebbe un ragazzo di 17 anni armato di due coltelli (due sciabole secondo altre fonti). Il ragazzo ha fatto incursione in una classe dell’istituto "Charles-Fourier" di Besançon alle 8,30 di stamattina, sequestrando 20 bambini, un’insegnante e la sua assistente. Successivamente - secondo la ricostruzione di radio Europe 1 - sono stati liberati prima cinque bambini,e poi altri dieci. Stando all’agenzia Ap, 5-6 piccoli si trovano ancora in ostaggio all’interno dell’edificio. Tutte le altre classi sono state evacuate e una cellula di sostegno psicologico è stata allestita per i familiari dei bambini coinvolti. La polizia di Strasburgo ha già inviato rinforzi, e il prefetto è presente sul luogo del sequestro.
La radio France Info riferisce che il sequestratore è un giovane «squilibrato». Stando ad alcune fonti della polizia giudiziaria sarebbe soggetto a frequenti depressioni. E' in cura psichiatrica ma avrebbe «sospeso i farmaci»: lo ha detto il sindaco di Besancon, Jean-Louis Fousseret, intervistato per telefono dalla tv France 24. Il sindaco ha confermato che il sequestratore tiene ancora in ostaggio cinque o sei bambini. Il giovane, ha spiegato il sindaco, «è entrato verso le 8:30 affermando di voler qualcosa, delle informazioni. Aveva in mano due sciabole. «Una delle nostre assistenti era con il gruppo dei sequestrati. E' uscita con un bambino, quindi con altri cinque, poi è stata richiamata dal sequestratore e ne ha portati fuori altri otto».
Restano «cinque o sei bambini» in mano al sequestratore - ha confermato il sindaco - mentre intorno alla scuola hanno preso posizione le teste di cuoio delle GIPN. Ma, ha aggiunto Fousseret, «speriamo non ci sia bisogno dell’intervento. La polizia è in contatto telefonico con l’uomo all’interno».

http://www3.lastampa.it/esteri/sezioni/articolo/lstp/379784/
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Di Loredana Morandi (del 13/12/2010 @ 11:51:55, in Magistratura, linkato 2547 volte)
Solidarietà piena al sostituto procuratore Filippo Santangelo. L.M.

Sapro, pallottola per il pm

che indaga sul 'maxi crac'


Lettera al piombo recapitata al magistrato Filippo Santangelo, ora sottoposto a protezione speciale. Dentro la busta, oltre al proiettile, un torvo foglietto minatorio: "Te la faremo pagare"

Forlì, 11 dicembre 2010 - Lettere al piombo ai magistrati, a Forlì, non le avevano mai spedite. E dire che la città con gli anni di piombo ci ha avuto a che fare. Eccome. L’ultimo omicidio della lotta armata targata Prima Repubblica, le Br l’hanno lasciato in eredità alla storia proprio in Romagna, nell’appartamento del senatore Roberto Ruffilli, braccio destro di De Mita, ammazzato il 16 aprile dell’88. Ci fu poi il processo — blindatissimo — agli assassini. Ma nessuno aveva spedito una pallottola ai magistrati. È successo adesso. L’obiettivo è Filippo Santangelo. Che è il pm che indaga sul grande crac di Sapro, la società pubblica (i suoi soci di maggioranza erano i comuni di Forlì e Cesena e la Provincia) dichiarata fallita dal tribunale, travolta da un deficit di 137 milioni di euro.

C’è un nesso tra il proiettile e l’inchiesta su Sapro? La domanda è cruciale. E proprio per questo non trova risposta tra gli investigatori. L’indagine è nelle mani della Digos di Ancona: essendo un magistrato l’oggetto dell’inchiesta — in questo caso come vittima — la giurisprudenza elegge come titolare la procura della Corte d’Appello della regione più vicina. Tutti però hanno le bocche cucite. Da Forlì ad Ancona, nessuno parla di quella busta piena di piombo spedita a Santangelo (che ora nell’inchiesta di Sapro è affiancato da Fabio Di Vizio). Di certo il primo effetto della minaccia è stato il giro di vite alla scorta di Santangelo. Che già usufruiva di un servizio di accompagnamento. Adesso invece è scorta rigida, sotto la regia degli uomini della Digos.

Nulla (nemmeno i vulnerabili controlli all’ingresso del palazzo di giustizia, sprovvisto di metal detector) ha fermato la mano degli insoliti ignoti che hanno infilato la pallottola — carica, probabilmente di calibro 9 — in una busta sigillata finita poi sul tavolo di Santangelo. La busta, partita da Forlì, sarebbe arrivata qualche giorno fa.

Un’intimidazione violenta corredata da un torvo foglietto minatorio: "Te la faremo pagare". Stando ai primi riscontri, sembra che nel plico ci fosse anche una foto di Santangelo. Forse un ritaglio di giornale.

È Santangelo ad azionare le macchine investigative su Sapro: dopo una serie di segnalazioni giunte in procura, il pm nel 2009 mette in moto una perizia sui dati di bilancio della società nata nel ’95 per calmierare i prezzi degli immobili ad uso industriale attraverso una capillare e costosissima compravendita di lotti. La prognosi partorita dalla valutazione dei contabili messi in campo da Santangelo è devastante.

Sapro boccheggia. È un titanic che da anni è in posizione di affondamento; non cola a picco "solo grazie alle benevolenze delle pubbliche amministrazioni" è il giudizio dei periti di Santangelo. Che a questo punto si decide a fare un passo che non ha precedenti storici: chiedere il fallimento di una società pubblica. Fallimento ora diventato ufficiale. È possibile che la pallottola nella busta e il supercrac Sapro siano collegati?

di MAURIZIO BURNACCI per Il Resto del Carlino
http://www.ilrestodelcarlino.it/forli/cronaca/2010/12/11/427615-sapro_pallottola.shtml
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