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 foto di Piero Taddei, elaborazione di Lunadicarta... di Loredana Morandi
 
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Non esiste delitto, inganno, trucco, imbroglio e vizio che non vivano della loro segretezza. Portate alla luce del giorno questi segreti, descriveteli, rendeteli ridicoli agli occhi di tutti e prima o poi la pubblica opinione li getterà via. La sola divulgazione di per sé non è forse sufficiente, ma è l'unico mezzo senza il quale falliscono tutti gli altri.

Joseph Pulitzer
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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Loredana Morandi (del 05/07/2007 @ 18:58:05, in Magistratura, linkato 1533 volte)

 

Il Movimento per la giustizia esprime solidarietà e consenso convinto al CSM sulla vicenda dei controlli di personale del SISMI su singoli magistrati.
L'unanimità della delibera manifesta un apprezzamento valutativo istituzionale, condiviso al di là delle diverse aree di provenienza.
Ciò, da un lato ci conforta, dall'altro ci allerta sull'estrema gravità della vicenda.
La sua sottovalutazione, o peggio l'irrisione cui qualche personalità di Governo si è già incredibilmente abbandonato, non sarebbe accettabile.

A noi preme evidenziare questo passaggio della delibera: <>.

La palese contrarietà di condotte siffatte agli elementari doveri di indipendenza ed autonomia dei magistrati, anche se svolgenti incarichi extra giudiziari, ci pare meriti la dovuta attenzione anche da parte dell'ANM, in un complessivo contesto di valorizzazione del richiamo all'osservanza dei principi posti dal nostro codice etico, e di sanzione della loro palese violazione.

Carlo Citterio
segr. gen. mov. per la giustizia

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Di Loredana Morandi (del 05/07/2007 @ 17:23:14, in Politica, linkato 1951 volte)


La Stampa
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Il Foglio - il Giornale - Corriere della Sera - L'Unione Sarda
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Csm: Sismi spiava magistrati
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ROMA - Era proprio il Sismi a spiare i magistrati, e non "settori deviati" del servizio. Lo ha detto il Plenum del Csm in una risoluzione approvata ...
Toghe 'spiate', il Csm contro il Sismi
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Roma, 4 lug. (Adnkronos/Ign) - Il plenum del Csm ha approvato all'unanimità la risoluzione redatta dalla prima Commissione a tutela dei magistrati che ...
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Una risoluzione approvata all'unanimità dal Plenum del Csm afferma che fu il Sismi e non i settori deviati a svolgere l'attivita di spionaggio nei confronti ...
DOSSIER ILLEGALI/ CSM: SISMI SPIAVA TOGHE NON SETTORI
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Roma, 4 lug. (Apcom) - I magistrati, molti dei quali appartenenti alla corrente di Magistratura democratica e in servizio alla Procura di Milano, ...
DOSSIER ILLEGALI/ CSM: SISMI SPIAVA TOGHE NON SETTORI DEVIATI -3-
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Roma, 4 lug. (Apcom) - Nella delibera del Csm viene citata anche una scheda rinvenuta nell'archivio di via Nazionale: far riferimento alle elezioni per il ...
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Di Loredana Morandi (del 05/07/2007 @ 16:59:58, in Magistratura, linkato 1392 volte)

 

Quale Presidente di MEDEL – Magistrats européens pour la démocratie et les libertés – nel periodo che è stato illecitamente “attenzionato” dal Sismi, ricordo che si tratta di una libera Associazione europea di magistrati alla quale partecipano Magistratura democratica e il Movimento per la giustizia con numerose altre Associazioni di giudici e PM di Paesi membri dell’Unione.

MEDEL prende parte da tempo alle attività del Consiglio d’Europa e dell’Unione europea: tra le altre alla Commissione Europea per l’efficienza della giustizia, al Consiglio consultivo dei giudici europei, alla Conferenza europea dei Procuratori; ha partecipato a consultazioni su Libri Verdi della Commissione Europea e intrattenuto proficui contatti con OLAF e Eurojust; ha un rapporto di collaborazione con analoghe Associazioni di magistrati dell’America Latina e dell’Africa; ha organizzato iniziative e convegni con Associazioni europee di Avvocati; ha avuto rapporti con la Commissione dell’ONU per i diritti umani di Ginevra; da ultimo ha promosso la costituzione di un Osservatorio sui diritti fondamentali in Europa.

Tutte attività che si sono sempre svolte in modo pubblico e trasparente.

Indigna perciò apprendere che un Servizio informativo dello Stato italiano, che dovrebbe attendere alla sicurezza della Repubblica, si sarebbe illegittimamente insinuato nella lista interna di comunicazione di MEDEL, della quale fanno parte solo magistrati professionisti aderenti alle Associazioni nazionali per discutere di tematiche di interesse comune, e che sarebbe stato preparato un dossier contenente affermazioni e commenti falsi, fantasiosi e diffamatori: fango a buon mercato, destinato a un uso che oggi ancora non appare chiaro.

MEDEL, gelosa della propria autonomia da qualsiasi potere, saprà agire a propria tutela nelle sedi opportune.

A chi l’ha rappresentata nel recente passato rimane l’orgoglio di un lavoro svolto nell’esclusivo interesse dell’indipendenza del potere giudiziario e per la tutela dei diritti dei più deboli e sfavoriti.

Ignazio Juan Patrone, ex Presidente di MEDEL

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Di Loredana Morandi (del 05/07/2007 @ 16:57:53, in Magistratura, linkato 1471 volte)


Magistrati  “portatori di pensieri……”


La delibera del CSM - che espone dati e fornisce informazioni sull’attività di intelligence svolta nei confronti di molti magistrati a partire dall’inizio dell’estate 2001 - è un documento di straordinario interesse che merita di essere letto con attenzione e meditato a lungo.

In termini oggettivi, argomentati, pacati (e proprio per questo più severi) l’organo di governo autonomo della magistratura  rappresenta come nei confronti dei magistrati “osservati” siano stati non solo raccolti e schedati materiali noti e comunque pubblici ma sia stato anche svolto un capillare monitoraggio delle attività, dei movimenti e della corrispondenza informatica.

Dunque, è stata sotto osservazione per anni l’attività di uffici giudiziari, di libere associazioni italiane ed europee, di singoli giudici e pubblici ministeri.

Che tutto ciò sia potuto avvenire nell’Italia del 2000, e per di più a spese dei contribuenti, è inquietante e stupefacente.

Ma ancor più stupefacenti sono le motivazioni dell’impropria attività di intelligence svolta: la necessità di seguire l’azione di interi uffici giudiziari, di libere associazioni nonché le attività professionali e private di soggetti individuati come potenziali “portatori di pensieri …..destabilizzanti”.

Nonostante queste notizie, i magistrati italiani continueranno a svolgere il loro lavoro professionale con l’equilibrio, la serenità e la trasparenza di sempre e saranno ancora “portatori di pensieri ….” pensati ed espressi alla luce del sole e proprio per questo utili alla giurisdizione ed alla democrazia di questo paese.

Roma, 5 luglio 2007

Nello Rossi

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Di Loredana Morandi (del 04/07/2007 @ 21:08:10, in Magistratura, linkato 1685 volte)

 

461/RR/2006 - Delibera del Comitato di Presidenza in data 7 novembre 2006 con la quale è stata autorizzata l'apertura presso la Prima Commissione di una pratica a tutela dei magistrati che, come riferiscono notizie di stampa, sarebbero stati oggetto di informative e di osservazione ad opera di appartenenti o collaboratori del servizio di informazione militare.

(relatore Dott. ROIA)

La Prima Commissione propone all’unanimità l’adozione della seguente delibera:

“1. Il 7 novembre 2006 il Comitato di presidenza del Consiglio superiore - su richiesta dei consiglieri Pepino, Riviezzo, Berruti, Siniscalchi e Patrono – ha autorizzato l'apertura presso la Prima Commissione di una pratica "a tutela" in conseguenza di notizie di stampa secondo cui «nel corso di una perquisizione effettuata su ordine dell'autorità giudiziaria nei locali in disponibilità del Sismi situati in via Nazionale a Roma, è stata rinvenuta documentazione da cui risulta che numerosi magistrati sono stati oggetto di informative e di osservazione ad opera di appartenenti o collaboratori del Servizio di informazione militare (...) anche al fine di condizionare od ostacolare l'attività giurisdizionale di tali magistrati, di impedirne la partecipazione a organismi sopranazionali, di delegittimarli attraverso il discredito personale, ledendo con ciò, insieme alla loro dignità personale, l'esercizio autonomo e indipendente della giurisdizione e incidendo (o tentando di incidere) sulle consapevoli determinazioni dell'organo di autogoverno e finanche sulla composizione dello stesso».

Nell'ambito di detta pratica, con nota 22 novembre 2006, sono stati richiesti alla Procura della Repubblica di Milano, ove consentito dalle esigenze investigative, informazioni e atti relativi alla perquisizione di cui sopra e ai suoi seguiti.

Il 18 dicembre la Procura di Milano ha trasmesso alla Prima Commissione del Consiglio ampia documentazione comprensiva:

a1) degli atti salienti del procedimento pendente nei confronti di Pignero Gustavo ed altri, con indagini concluse e richiesta di rinvio a giudizio (nonché di archiviazione per alcune posizioni) depositata il precedente 5 dicembre, nell'ambito del quale, il 5 luglio 2006, è stata effettuata perquisizione nell'appartamento in uso al Sismi, sito in Roma, via Nazionale 230;

a2) di numerosi documenti sequestrati in detta perquisizione (in cartaceo ovvero tratti da computer o floppy disk) contenenti riferimenti a magistrati, italiani ed europei, alla loro attività, ad istituzioni (anche internazionali) in cui operano (od operavano) tali magistrati, ad associazioni di magistrati (italiane ed europee);

a3) della memoria in data 7.7.2006 indirizzata ai pubblici ministeri di Milano nel contesto dell’interrogatorio reso da Pompa Pio il quale, definendosi “dirigente del Sismi con compiti di analista OSINT” rappresentava, in merito alla documentazione sequestrata presso il suo ufficio riservato,: “nella mia missione sono obbligato ad acquisire classificare custodire, tutte le informazioni che ottengo, senza distinzione di genuinità affidabilità attendibilità. Un servizio di sicurezza svolge i propri compiti istituzionali acquisendo il maggior numero di informazioni possibili ed analizzandole tutte, utilizzando solo quelle ritenute utili per la sicurezza nazionale”.

a4) della missiva in data 18 dicembre 2006 di trasmissione alla Procura della Repubblica di Roma per competenza territoriale del proc. n. 50160/06 mod. 21, aperto a carico di Pollari Nicolò e Pompa Pio per i reati di cui agli artt. 314 e 616 codice penale nonché per altre possibili ipotesi di reato (in particolare, abuso ex art. 323 codice penale e , art. 167 decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, codice privacy) connesse ad attività del Sismi non riconducibili alle finalità di competenza di tale servizio emergenti dalla acquisizione e dalla elaborazione del materiale acquisito nella perquisizione del 5 luglio 2006.

In data 26.6.2007 sono stati sentiti dalla Prima Commissione il Procuratore della Repubblica di Roma dott. Ferrara ed il Sostituto Procuratore dott. Saviotti titolare del procedimento n. 56467/06/RG i quali hanno prodotto l’invito a presentarsi per rendere interrogatorio emesso in data 25.6.07 nei confronti di Pompa Pio per i reati di cui agli artt. 314, 81 cp.v. 61 n. 2, 110 c.p., 110, 81 c.p.v., 616, 61 n. 9 c.p., confermando le iscrizioni al registro notizie di reato quali unici indagati dello stesso Pompa Pio e di Pollari Nicolò, mentre non risultano allo stato coinvolti altri soggetti o organi.

2. Tra i documenti acquisti, particolare rilievo presentano, ai fini che qui interessano:

b1) alcuni appunti, predisposti nella primavera-estate del 2001, esplicativi del progetto di osservazione e intervento del Sismi su settori della magistratura definiti «portatori di pensieri e strategie destabilizzanti (...) e vicini ai partiti della passata maggioranza» (cfr. reperto B.9). Tale progetto è così sintetizzato: «neutralizzazione di iniziative, politico-giudiziarie, riferite direttamente a esponenti della attuale maggioranza di Governo e/o di loro familiari (anche attraverso l'adozione di provvedimenti traumatici su singoli soggetti), sedi: Milano, Torino, Roma e Palermo; neutralizzazione o, al più, ridimensionamento di attività aggressive, politico-giudiziarie, provenienti dall'estero, ma svolte in sinergia con ambiti e soggetti di cui ai precedenti punti, paesi di interesse: Spagna, Inghilterra; (...) concettualizzare un team di soggetti di riferimento che prendano come missione prioritaria la valutazione e la diagnosi precoce di ogni iniziativa aggressiva e di studiarne e attuarne misure di neutralizzazione o di deterrenza. Al contempo, il citato team potrebbe (in parallelo) svolgere attività di dissuasione mediante l'adozione di adeguate contromisure in Italia e all'estero» (reperto B.9);

b2) il report sulla designazione di magistrati italiani in «organismi investigativi dell'Unione europea» e, in particolare presso l'Olaf (Organismo per il contrasto alle frodi e alla corruzione), finalizzata – secondo detto documento - «ad enfatizzare iniziative aggressive già in corso od a promuoverne altre nei confronti di alte personalità di Governo e/o del Governo stesso, con riferimento all'attuazione di momenti significativi del suo programma (realizzazione di opere, ecc.)» (reperto B.9). Si legge, tra l'altro, in detto report: «Tale strategia (di infiltrazione nell'Olaf, ndr) è volta sia a stimolare vere e proprie iniziative giudiziarie e/o di delegittimazione di soggetti specifici sia a creare le condizioni per impedire che finanziamenti e/o provvidenze previsti per l'attuazione di taluni programmi vengano congelati sine die se non addirittura revocati. La prospettiva (...) richiede, perché possa essere avviata e portata avanti con successo, che taluni incarichi messi a concorso vengano affidati a precise persone legate ideologicamente e intellettualmente a chi opera la regia dell'iniziativa in questione. La prospettiva, come detto, era già stata scoperta anche in virtù delle persone fisiche che erano state già designate, della storia di queste ultime e di concomitanti elementi di conoscenza già acquisiti. La relativa insidiosità era stata più volte rappresentata e sottolineata. Nelle ultime ore persona di sicura affidabilità avente medesima estrazione professionale dei soggetti prima indicati come potenzialmente pericolosi e rivestente oggi qualificato incarico di supporto governativo ha ritenuto di dover rappresentare ulteriori allarmanti elementi di pericolosità dei quali ha contezza diretta anche in ragione del suo Ufficio. Ci si intende riferire sia ad elementi di conoscenza fattuale disponibili nell'esercizio della sua funzione sia a prove documentali, anche olografe (delle quali talune reperite fortunosamente nell'ambito della struttura presso la quale il soggetto opera). (...) Si tratta in particolare e tra l'altro di scongiurare l'eventualità che taluni soggetti, deputati ad operare negativamente nel senso illustrato, vengano ad essere addirittura designati dalla stessa compagine governativa che potrebbe risultare, poi, vittima della loro iniziativa. La fonte ha riferito di aver già fornito indicazioni in tal senso a taluni esponenti del Governo in carica. Ha tenuto, peraltro, a sottolineare viva preoccupazione e grande allarme per l'ipotesi di una possibile sottovalutazione del problema da parte di chi dovrebbe darsene carico»;

b3) elenchi e schede di magistrati qualificati come «aree di sensibilità» da sottoporre a osservazione e interventi di contrasto e/o dissuasione. Nella individuazione dei magistrati italiani è fatto esplicito riferimento alla appartenenza a Magistratura democratica ma anche a un «dispositivo approntato in sede politico-giudiziaria da noto esponente, già appartenente all'Ordine Giudiziario, che si è proposto quale ideologo e, poi, catalizzatore e garante occulto di un gruppo di appartenenti a quell'Ordine (...) con la costituzione di un movimento trasversale che ha reso nella sostanza obsolete le tradizionali "correnti" di quell'Ordine» (cfr. reperto B.9). I magistrati ritenuti appartenenti a tale movimento sono indicati in apposito elenco (cfr, reperto B.1), integrato da autonome indicazioni. Nell'elenco ad hoc (comprensivo anche di estranei all'ordine giudiziario, che qui si omettono) sono inclusi, sotto la voce «aree di sensibilità», i magistrati Colombo, D'Ambrosio, Caselli, Bruti Liberati, Almerighi, Natoli, Ingroia, Principato, Sabella, Mancuso (Dap/Na), Mancuso (Bo), Melillo, Monetti, Salvi, Cesqui, Lembo, Paraggio, De Pasquale, Napoleoni, Casson e Perduca e, sotto la voce «supporters e/o braccio armato», i magistrati Borrelli, Davigo, Boccassini, Greco, Taddei, Ichino, Carnevali (nonché, ripetuti, D'Ambrosio e Colombo). A tale elenco sono aggiunti, in via autonoma, numerosi altri magistrati: in particolare, con l'indicazione di partecipi del «movimento dei "giuristi" democratici militanti», oltre ai già ricordati Edmondo Bruti Liberati e Giovanni Salvi, «il presidente di Magistratura democratica e membro di MEDEL, Livio Pepino e il presidente di MEDEL e membro di Md, Ignazio Patrone» (cfr. allegato 4 allla nota 16 dicembre 2006 Digos Milano). Specifiche schede biografiche o indicative dei rapporti intrattenuti dagli interessati con personalità politiche, italiane e non, sono dedicate ad Armando Spataro (reperto C.24 e C.27), Stefano Dambruoso (reperto C.28), Domenico Gallo (reperto D.26.12);

b4) un dossier sull'associazione europea Magistrats européens pour la democratie et les libertés (MEDEL) (reperto D.26.6) comprensivo: α) di alcuni elenchi, l'ultimo dei quali aggiornato al 12 marzo 2002, delle organizzazioni aderenti a MEDEL (con relativi responsabili, indirizzi e.mail e numeri telefonici) e dei singoli magistrati che ne fanno parte, come singoli o come delegati di associazioni nazionali. L'elenco aggiornato al 12 marzo 2002 comprende 203 magistrati (con relativi indirizzi di posta elettronica) di 12 paesi europei; di essi 46 sono italiani; β) di uno «studio preliminare delle ultime attività di MEDEL e soprattutto del suo principale sostegno italiano (Magistratura Democratica», redatto il 3 agosto 2002; γ) di un monitoraggio capillare delle attività, dei contatti, delle riunioni e dei documenti di MEDEL, predisposto anche attraverso l'analisi dettagliata dei messaggi di posta elettronica diffusi nella lista (di carattere interno) dell'associazione tra il 2 ottobre 2001 e il 6 luglio 2002. Il dossier si conclude con il seguente rilievo: «Dal lontano 1985 ad oggi, MEDEL ha compiuto passi da gigante nel conseguimento dei suo disegno politico, sociale e corporativo sviluppando, contestualmente, un assetto organizzativo che, dal centro e fino alle periferie mondiali, si è mostrato all'altezza di corrrispondere ai nuovi scenari determinati dal processo di globalizzazione. Ne consegue che sarebbe assai riduttivo considerare MEDEL un'associazione diluita tra altri organismi similari. Di fatto essa rappresenta il deus ex machina di quel movimento internazionale dei magistrati militanti che, avvalendosi delle prerogative connesse alle funzioni svolte all'interno del proprio Paese, ha finito con il costituire una rete la cui capillarità gli consente di esercitare il proprio peso sia a livello nazionale che sovranazionale. In tale modo ne è scaturito un processo osmotico, dal centro alla periferia e viceversa, la cui dinamica viene scandita nel contesto di quell'asse internazionale, di contrapposizione all'Impero occidentale capitalistico, che non rifugge dall'avvalersi, strumentalmente e non, di alleanze anche con il mondo dell'integralismo islamico»;

b5) un "promemoria" (corredato di schema grafico) circa la «rete informativa utilizzata dal magistrato francese di collegamento presso il Ministero di Grazia e Giustizia, Emmanuel Barbe, nel suo "particolare" modus operandi» (reperti D.26.6). Si legge in detto promemoria: «Secondo talune indicazioni il magistrato di collegamento, presso il Ministero di Grazie e Giustizia, Emmanuel Barbe (addetto dell'Ambasciata di Francia a Roma), risulterebbe da tempo in stretti rapporti con diversi esponenti del cosiddetto movimento dei "giuristi militanti" rappresentato, a livello internazionale, dalla ONG Magistrats européens pour la Democratie et les Libertés (MEDEL) presieduta dal giudice italiano Ignazio Patrone. In particolare egli avrebbe provveduto ad ampliare e perfezionare la maggior parte dei menzionati rapporti durante il suo precedente incarico, presso la UE, come Consigliere nella Delegazione permanente francese per la cooperazione giudiziaria. Sembrerebbe infatti che Barbe, nel corso della sua permanenza a Bruxelles, abbia avuto modo di divenire un profondo "conoscitore" delle vicende politiche e giudiziarie, riguardanti il nostro Paese, anche sulla scorta delle frequentazioni e dei legami, tra l'altro agevolati dalla stessa MEDEL (caratterizzata già all'epoca da una forte presenza di Magistratura democratica), con diversi magistrati e personalità politiche italiane tra cui: Luciano Violante (...); Antonio Di Pietro (con il quale avrebbe in comune, tra l'altro, la "passione" per l'informatica); Giancarlo Caselli, verso cui egli continuerebbe a nutrire, sulla base della passata ottima collaborazione posta in essere con l'allora Procuratore di Eurojust, stima ed amicizia incondizionate: Ignazio Patrone (attuale Presidente di MEDEL), con il quale Barbe avrebbe assidui scambi di vedute, specie sullo scontro in atto tra Governo e Magistratura, ricavandone altresì, per quanto è dato sapere, ulteriori e significative "anticipazioni", anche su aspetti di carattere riservato, spesso riguardanti l'operato della Corte Costituzionale, come sarebbe recentemente avvenuto in occasione del pronunciamento sul lodo Schifani; Edmondo Bruti Liberati (ex Presidente di MEDEL), che verrebbe, dal nostro, soventemente "consultato" (a volte direttamente altre in via mediata) sia come Presidente dell'ANM che come membro del Comitato di vigilanza dell'OLAF; Alessandro Perduca (ritenuto contiguo a MEDEL), dal quale attingerebbe, considerata la sua posizione al vertice della Direzione Investigazioni e Operazioni dell'OLAF, "opinioni" e "suggerimenti", soprattutto sulla "interpretazione" di diverse questioni, attinenti "determinate" aziende italiane, che potrebbero avere importanti risvolti giudiziari e politici; Livio Pepino (membro di MEDEL), presidente di Md; Claudio Castelli (membro di MEDEL), segretario nazionale di Md, Maria Giuliana Civinini (membro di MEDEL), consigliere del CSM; Giovanni Salvi (membro di MEDEL), consigliere del CSM; Luigi Marini (membro di MEDEL), consigliere del CSM. Tuttavia gli elementi di maggiore delicatezza, circa il ruolo ed il modus operandi adottati da Emmanuel Barbe nello svolgimento dei suoi vari incarichi, segnatamente presso la UE, prime, e l'Ambasciata di Francia a Roma, poi, riguarderebbero non tanto la sua organicità o meno al menzionato movimento dei "giuristi militanti" ma, quanto, l'asserita propensione e predisporre ed usufruire di una propria efficace rete "informativa" in grado di interagire sul duplice versante politico e giudiziario»;

b6) monitoraggio di iniziative, dibattiti e manifestazioni a carattere "antigovernativo" con la partecipazione di magistrati: cfr., in particolare: α) le schede sulla asserita costituzione nell'agosto 2001, su iniziativa del dr. Spataro, di un team per ottenere dal CSM un «parere di merito» contrario alla riforma del diritto societario (in via di approvazione parlamentare) e per effettuare «la riconversione dei capi d'accusa che coinvolgono un personaggio politico di primissimo piano» (cfr. reperti B.2 e B.9); β) la scheda sulla strategia di contrasto della istituzione della Commissione d'inchiesta su Tangentopoli (cfr. allegato 4 alla nota 16 dicembre 2006 Digos Milano) nonché gli ulteriori appunti allegati a detta nota e quelli inseriti nel reperto D.26. In questo filone si inserisce anche la scheda relativa alle elezioni per il rinnovo del Comitato direttivo centrale dell'Associazione nazionale magistrati dell'11-13 maggio 2003 dove si riporta “ Fonti ben informate hanno fornito indicazioni secondo cui gli ultimi episodi, che hanno caratterizzato lo scontro istituzionale tra Governo e Magistratura, avrebbero di fatto determinato un processo di ricompattamento, tra le varie componenti dell’ANM, rafforzando notevolmente la possibilità che l’esito delle elezioni (…11-12-13 maggio 2003), possa tradursi nel rinnovo di un Comitato direttivo centrale ancora più attestato su posizioni radicali e, soprattutto, antigovernative. In particolare, negli ultimi giorni, si sarebbe diffusa tra i Magistrati la percezione di essere in presenza di uno scontro istituzionale che sarebbe arrivato ad un livello tale …da imporre una scelta di campo “obbligata” a difesa delle proprie prerogative di ordine politico e, specialmente corporativo. Emblematiche, al riguardo, risulterebbero sia il comunicato stampa dell’ANM (7 maggio 2003) “sulle dichiarazioni del Ministro Castelli e del Presidente Berlusconi” che i contenuti dei Programmi elettorali delle varie “correnti” rappresentate all’interno dell’organismo sindacale dei magistrati. Un ulteriore “delicatissimo” aspetto atterrebbe una operaione, verosimilmente facente capo a specifici settori della Magistratura e non solo, di chiamata a raccolta di quegli elementi, appartenenti agli organi di Polizia Giudiziaria, ritenuti “vicini” professionalmente (operando presso Procure e Tribunali) e politicamente al fine di orientarne, in questo frangente, le “azioni” e le prese di posizione. Tale presunta iniziativa avrebbe contribuito non poco a far crescere, in parte del personale di certi Corpi di Polizia, un forte sentimento di avversione contro l’Esecutivo in carica che si starebbe manifestando….in diverse realtà territoriali”;

b7) relazioni relative a controlli sull'operato di magistrato effettuati da persone non indicate (cfr., per esempio, scheda relativa a movimenti e incontri, nella giornata dell'11 agosto 2001 dei pubblici ministeri milanesi Bruti Liberati, Colombo e Greco: cfr. reperto B.2 e B.6) ovvero a colloqui esplorativi con altri magistrati (cfr. intervista ai dr. Spataro e Pomarici in data 22 maggio 2006 del giornalista Farina, alias agente "Betulla", nonché ricevute di pagamento di quest'ultimo: cfr. reperti C.26 e D.34);

b8) raccolta di documentazione relativa a contatti "compromettenti" o dimostrativi della strategia antigovernativa di alcuni magistrati (cfr., in particolare, il reperto D.26.12 in cui è inserito l'articolo pubblicato su Il Giornale del 14 dicembre 2001 con il titolo "A Lugano summit a quattro per il pool antiBerlusconi", relativo a un asserito incontro, in un albergo di Lugano tra Ilda Boccassini, Elena Paciotti, Carla Del Ponte e Carlos Castresana).

3. Tirando le somme di quanto sin qui esposto:

c1) la documentazione acquisita evidenzia che, a partire dall'inizio dell'estate del 2001 (e cioè da epoca immediatamente successiva alle elezioni del maggio dello stesso anno) ebbe inizio, nei confronti di alcuni magistrati italiani ed europei e delle associazioni di riferimento degli stessi (in particolare Magistratura democratica e MEDEL), una attività di intelligence da parte del SISMI protrattasi, in modo capillare e continuativo, sino al settembre 2003 e, in modo saltuario, sino al maggio 2006. Tale attività fu oggetto di ripetute informazioni al direttore del Servizio e sembra, quindi, riferibile, al SISMI in quanto tale e non a suoi "settori deviati", come conferma, del resto, nella memoria depositata alla Procura della Repubblica di Milano il 7 luglio 2006, il coordinatore di detta attività, Pio Pompa;

c2) a carico dei magistrati in questione non viene indicato, a motivazione dell'opera di intelligence svolta, alcun fatto specifico (e men che meno alcun fatto illecito), essendo detta attività stata disposta esclusivamente – secondo quanto precisato nella documentazione in sequestro – sul presupposto che i magistrati oggetto di attenzione siano «portatori di pensieri e strategie destabilizzanti (...) e vicini ai partiti della passata maggioranza (di centro-sinistra, ndr)» in ragione dell'attività giudiziaria svolta o delle posizioni assunte nel dibattito politico-culturale;

c3) l'opera di intelligence si è concretizzata non solo nella raccolta e nella schedatura di materiali noti o comunque pubblici ma anche in un capillare monitoraggio delle attività, dei movimenti e della corrispondenza informatica di magistrati, mediate forme di osservazione diretta o ad opera di terzi non individuati (cfr. reperto B.2, nel quale, con riferimento al controllo degli incontri del dr. Bruti Liberati in data 11 agosto 2001, si precisa che lo stesso è avvenuto dopo che «era stata puntualmente definita una tempistica che prevedeva la necessità dell'immediato avvio delle operazioni in grado di contrapporsi a iniziative e azioni aggressive le cui fasi preparatorie sarebbero state svolte durante il periodo delle ferie»), di contatto con fonti riservate e di inserimento (non è dato, allo stato, sapere con quali modalità) in mailing list con accesso limitato agli aderenti;

c4) a fianco della osservazione sono stati posti in essere dal SISMI specifici interventi tesi a ostacolare o contrastare l'attività professionale o politico-culturale dei magistrati e delle associazioni in questione. Ciò è espressamente teorizzato e previsto nelle linee programmatiche all'uopo predisposte, nelle quali si prevedono interventi tesi a «neutralizzare iniziative politico-giudiziarie (italiane, ndr) (...) e ridimensionare attività (...) politico-giudiziarie provenienti dall'estero» nonché «attività di dissuasione mediante l'adozione di adeguate contromisure in Italia e all'estero» (cfr. reperto B.3 nonché reperto B.6 in cui si fa esplicito riferimento alla necessità di contrastare una attività squisitamente tecnico-processuale come la riformulazione di capi di imputazione a seguito di una intervenuta – o prevista – modifica legislativa). Né si è trattato di semplici progetti non seguiti da fatti concreti, come dimostra la circostanza che alle informazioni e sollecitazioni del SISMI hanno fatto seguito, per limitarsi agli esempi più noti: α) una campagna mediatica di delegittimazione dei magistrati già destinati all'OLAF (Perduca, Vaudano e Piacente) e l'interdizione politica nei loro confronti (cfr. agenzie di stampa in data 23 novembre 2001: B.8.; β) la campagna di stampa di alcuni organi di informazione, ripresa in sede politica, su una presunta congiura ai danni del Governo organizzata a livello europeo da MEDEL.;

4. Alla stregua di quanto precede, il Consiglio ritiene di dover segnalare, anche a tutela dell'indipendente esercizio della giurisdizione, dei magistrati attinti dalla attività del SISMI e dell’intero ordine giudiziario, quanto segue:

d1) l'attività sin qui descritta, oltre che non fondata su fatti specifici, è estranea alle attribuzioni e competenze del SISMI, preposto, ai sensi dell'art. 4 legge 24 ottobre 1977, n. 801 a «tutti i compiti informativi e di sicurezza per la difesa sul piano militare dell'indipendenza e della integrità dello Stato da ogni pericolo, minaccia o aggressione» nonché ai «compiti di controspionaggio» connessi con i fini suddetti. Č chiaro, infatti, che le iniziative giudiziarie (soggette a tutti i controlli giurisdizionali previsti dall'ordinamento) e le attività di partecipazione al dibattito politico-culturale sono componenti essenziali della democrazia e nulla hanno a che vedere con aggressioni o minacce richiedenti azioni di «difesa sul piano militare»; inoltre, il compito dei Servizi è quello di vigilare sulla «indipendenza e integrità dello Stato» e non sulla stabilità del Governo contingente qualunque ne sia il segno politico;

d2) tale attività si proponeva di conseguire effetti di intimidazione nei confronti di alcuni magistrati e di cagionare perdita di credibilità nei confronti di altri preposti a indagini e processi particolarmente delicati, così aumentando le difficoltà nella collaborazione giudiziaria sopranazionale ed ostacolando, in maniera significativa, l'esercizio indipendente ed efficace della giurisdizione (e ciò anche a prescindere dai danni, professionali e di immagine, per i singoli magistrati interessati);

d3) l'opera di intelligence sin qui descritta si è talora svolta – secondo i documenti acquisiti – con la partecipazione o l'ausilio di appartenenti all'ordine giudiziario. L'indicazione programmatica in tal senso (tesa a «individuare soggetti in grado di intervenire in termini "non convenzionali" nelle scelte, nelle decisioni da assumere e/o per l'ostruzionismo delle stesse» da affiancare al «background di ben individuati uomini "di buona volontà"» su cui già è possibile contare: cfr. reperto B.9) trova esplicita e puntuale applicazione nella vicenda relativa a OLAF [«Nelle ultime ore persona di sicura affidabilità avente medesima estrazione professionale dei soggetti prima indicati come potenzialmente pericolosi e rivestente oggi qualificato incarico di supporto governativo ha ritenuto di dover rappresentare ulteriori allarmanti elementi di pericolosità dei quali ha contezza diretta anche in ragione del suo Ufficio. Ci si intende riferire sia ad elementi di conoscenza fattuale disponibili nell'esercizio della sua funzione sia a prove documentali, anche olografe (delle quali talune reperite fortunosamente nell'ambito della struttura presso la quale il soggetto opera). (...) La fonte ha riferito di aver già fornito indicazioni in tal senso a taluni esponenti del Governo in carica. Ha tenuto, peraltro, a sottolineare viva preoccupazione e grande allarme per l'ipotesi di una possibile sottovalutazione del problema da parte di chi dovrebbe darsene carico»: cfr. reperto B.9]. Meritevoli di approfondimento sono inoltre le già ricordate vicende del controllo sull'operato e gli incontri, all'interno dell'ufficio, di magistrati della Procura di Milano (cfr. reperto B.2) e dell'accesso alla mailng list riservata di MEDEL (cfr. reperto 26.6) nonché quella relativa all'asserito tentativo del sostituto procuratore della Repubblica di Venezia, Casson, di attribuire all'eversione di destra la «tentata strage» realizzata a Venezia nell'agosto 2001 (cfr. reperto B.2). Superfluo dire che ogni tipo di collaborazione di magistrati con Servizi segreti, oltre che espressamente vietata dalla legge (art. 7 legge 24 ottobre 1977, n. 801 secondo cui: «In nessun caso i Servizi possono avere alle loro dipendenze, in modo organico o saltuario, membri del Parlamento, consiglieri regionali, provinciali, comunali, magistrati, ministri di culto e giornalisti professionisti»), è estranea al modello costituzionale dell'ordine giudiziario e ai suoi connotati di terzietà e indipendenza.”

Roma, 4 luglio 2007.

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Di Loredana Morandi (del 04/07/2007 @ 19:55:32, in Magistratura, linkato 1590 volte)

Associazione Nazionale Magistrati

Scongiurare l’entrata in vigore della Legge Castelli.
Ricercare soluzioni positive sui nodi ancora in discussione

Come è stato mille volte ripetuto la legge di riforma dell’ordinamento Giudiziario, che porta il nome dell’ex Ministro Castelli, significa paralisi della giustizia e deliberata mortificazione della magistratura.

I magistrati italiani hanno dunque, a mio avviso, un vitale interesse a che la legge Castelli non rientri in vigore e che sia approvata, entro il 31 luglio 2007, una nuova legge di riforma.

Il disegno di legge Mastella aveva dalla sua il merito di essere un progetto organico, condivisibile nell’impostazione di fondo, anche se non privo di “criticità” che l’Associazione dei magistrati aveva puntualmente rappresentato ai parlamentari di tutte le forze politiche.

Ci attendevamo che nella Commissione giustizia del Senato le ragioni da noi esposte venissero ascoltate e discusse e che il progetto di legge fosse migliorato nei punti indicati come “critici”.

Il disegno di legge è stato invece peggiorato su questioni decisive (nonostante che il Ministro della giustizia abbia coerentemente riproposto in Commissione su punti cruciali alcune scelte positive del suo disegno di legge).

Così è avvenuto, ad esempio, nella disciplina del passaggio di funzioni da giudice a pubblico ministero (e viceversa), laddove, nei lavori della Commissione giustizia del Senato si è sostituito all’obbligo di cambiare distretto all’atto del passaggio di funzioni, il ben più gravoso obbligo di cambiare addirittura regione (senza neppure distinguere il caso dei passaggi all’esercizio di funzioni giudicanti civili).

Su questo e su altri aspetti si è dunque concentrata la nostra critica argomentata e la nostra protesta.

Il rispetto che nutriamo verso il Parlamento non ci impedisce di indicare, con chiarezza e ragionatamente, impostazioni e soluzioni che riteniamo errate e dannose.

Il nostro augurio è quindi che i lavori parlamentari d’aula possano modificare alcune scelte della Commissione giustizia e fornire risposte positive alle questioni che abbiamo posto.

Di questo discuterà il Comitato direttivo centrale dell’Associazione convocato per martedì 10 luglio p.v.

Roma, 4 luglio 2007

Nello Rossi

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Di Loredana Morandi (del 03/07/2007 @ 19:09:15, in Magistratura, linkato 1583 volte)

UNITA' PER LA COSTITUZIONE
Sezione di Milano


 
Sull'astensione  indetta dalle Camere Penali Italiane

La proclamazione dei tre giorni di astensione dalle udienze prevista per il 3,4 e  5 luglio dalle Camere Penali Italiane in relazione al  disegno di legge sull'ordinamento giudiziario induce alcune riflessioni.

Le motivazioni espresse nel comunicato denotano un intendimento di contrapposizione nei confronti della magistratura associata e tralasciano il merito delle problematiche emerse nel dibattito, doveroso nei confronti dei rappresentanti dell'Associazione Nazionale Magistrati, su una riforma epocale, che intacca l'essenza funzionale della magistratura e mette a rischio i precetti costituzionali di terzietà e indipendenza, l'unica guida corretta per l'esercizio del potere giurisdizionale in un sistema democratico. In questo contesto, la voce della magistratura associata non costituisce l'esercizio di una pratica corporativa, ma la necessaria rappresentazione del punto di vista di un interlocutore qualificato alla concretizzazione del valore istituzionale comune- che riteniamo condiviso dalle Camere Penali -di una magistratura autonoma e non assoggettata al potere politico. 

Unità per la Costituzione continua a respingere ogni ipotesi di limitazione delle prerogative del Consiglio Superiore della Magistratura in materia di formazione professionale e di introduzione di condizionamenti della libertà della decisione del giudice in vista delle valutazioni di professionalità, con il rischio di generare ipotesi di scelte giurisprudenziali di mera omologazione.

L'assetto degli Uffici di Procura e l'unicità della carriera costituiscono valori fondanti i principi costituzionali, mentre le proposte sull'ampiezza dell'incompatibilità territoriale costituiscono solo un meccanismo burocratico che, nello sforzo di introdurre una separazione surrettizia, condiziona l'efficienza del sistema. Nel contempo, non vengono neppure affrontati i gravissimi problemi inerenti la carenza di strumenti organizzativi e gestionali di un sistema giustizia affetto dalla cronicizzazione di situazioni emergenziali e dalla mancanza di strumenti anche minimi, il che è sotto gli occhi di tutti, avvocati compresi, i quali, nel quotidiano, ben sanno come ciò sia vero.

Auspichiamo che coloro cui i valori costituzionali citati sono cari condividano queste riflessioni, dettate nel senso del rispetto istituzionale.

Milano, 2 luglio 2007

LA SEGRETERIA

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Di Loredana Morandi (del 03/07/2007 @ 18:49:30, in Magistratura, linkato 1766 volte)

Riforma della Giustizia
La giunta Anm si dimette

ROMA - La Giunta esecutiva dell'Associazione nazionale magistrati si è dimessa per protestare contro il disegno di legge della riforma della giustizia. Le dimissioni sono state accettate con voto unanime da parte del consiglio direttivo centrale della stessa Anm.

Allo stesso tempo, il parlamentino dell'Anm ha deciso di non scioperare ed ha convocato una seconda seduta per martedì 10 luglio. In quella data verrà quindi riesaminata la situazione e verranno discusse tutte le iniziative da prendere, compresa quella dello sciopero.

Proprio il tema dello sciopero è stato al centro del dibattito che si è svolto oggi al consiglio direttivo; e contro, si sono espressi esponenti di Magistratura democratica e di Movimento per la giustizia mentre a favore i rappresentanti di Magistratura indipendente.

(3 luglio 2007)

http://www.repubblica.it/2007/06/sezioni/politica/giustizia-riforma/anm-si-dimette/anm-si-dimette.html

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Di Loredana Morandi (del 03/07/2007 @ 18:47:17, in Magistratura, linkato 1497 volte)

Associazione Nazionale Magistrati

Il Comitato Direttivo Centrale


Prende atto delle dimissioni della Giunta Esecutiva Centrale;

condivide le motivazioni delle dimissioni e la valutazione severamente critica al testo licenziato dalla Commissione Giustizia del Senato sull’Ordinamento giudiziario;

ribadisce l’indicazione di punti irrinunciabili contenuti nel documento approvato il 16 giugno 2007;

INVITA

la Giunta Esecutiva Centrale, pur dimissionaria, a seguire con attenzione l’andamento dei lavori parlamentari.

DELIBERA

di convocarsi nuovamente per il giorno 10 luglio 2007 per la valutazione delle iniziative da intraprendere ivi compresa la eventuale proclamazione di uno sciopero.

Roma, 03 luglio 2007

Il Comitato Direttivo Centrale dell’ANM

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