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Tieni sveglie le leggi, perché il sonno le uccide. Dà vita ai buoni esempi: sarai esentato dallo scrivere delle buone regole.

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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Loredana Morandi (del 12/01/2009 @ 09:42:26, in Magistratura, linkato 1193 volte)
La cosa impressionante è che il procuratore Apicella sta subendo lo stesso trattamento di De Magistris, solo che questo accade praticamente nel parziale silenzio della stampa e "per via direttissima". La cosa non è bella, perché inoltre il dott. Apicella è un uomo maturo, che ha certamente una vita privata. Copio e incollo ...

lunedì 12 gennaio 2009

Alcuni documenti sulla vicenda di Catanzaro

Quanto sta accadendo in danno dei magistrati della Procura di Salerno è di estrema gravità.

Le indagini da essi condotte subiscono un gravissima e forse esiziale interferenza con modalità che riteniamo non legittime e non rispettose delle leggi e dei principi costituzionali.

Riportiamo qui i link ad alcuni documenti sulla base dei quali si può ricostruire la vicenda.


1. Cosiddetto “controsequestro” fatto dalla Procura Generale di Catanzaro per impedire l’esecuzione del sequestro disposto dai colleghi di Salerno (si tratta di un atto adottato da magistrati che versavano in condizione di incompetenza funzionale - la Procura generale non può promuovere nuovi procedimenti e la prospettata connessione con quello avocato appare indifendibile -, di incompetenza territoriale - competente essendo ex art. 11 la Procura di Napoli - e obbligo di astensione - essendo essi indagati per di più per reati assai gravi: gli indagati hanno impedito l’esecuzione di un atto giudiziario al quale erano soggetti).

E’ opportuno sottolineare che il Tribunale del riesame di Salerno ha confermato il decreto di perquisizione e sequestro contestato illegittimamente dai magistrati della Procura generale di Catanzaro.

Il “controsequestro”, oltre a essere illegittimo per le motivazioni di cui sopra, ha anche una motivazione che impressiona non poco.

Il “controsequestro” si può leggere a questo link.


2. Comunicazione dell'apertura del procedimento ex art. 2 al dr Apicella.

Si può leggere a questo link.


3. Contestazione disciplinare e richiesta di trasferimento cautelare urgente in danno del dr Apicella da parte del Procuratore Generale della Cassazione.

Si può leggere a questo link.


4. Ricusazione di alcuni componenti del C.S.M. da parte del dr Apicella.

Si può leggere a questo link.


5. Rigetto della ricusazione del dr Apicella.

Si può leggere a questo link.

L’originale del provvedimento è come riportato nel link: mancano l'intestazione dell’ufficio e i nomi dei Consiglieri che hanno adottato il provvedimento.

La cosa è ancor più paradossale, dato che si discute proprio della ricusazione di alcuni componenti dell’ufficio che provvede e non è possibile sapere chi abbia partecipato e chi no alla decisione.

Fermo restando che Presidente e Relatore che hanno firmato il provvedimento di rigetto della ricusazione erano ... fra i ricusati.


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Di Loredana Morandi (del 11/01/2009 @ 21:29:20, in Magistratura, linkato 1174 volte)
In attesa di ripresentarvi i feed, che Giustizia Quotidiana Forum pubblica con l'autorizzazione della Casa Editrice.

Il sindaco è stato arrestato, l’onorevole è stato iscritto nel registro degli indagati, il ministro è stato intercettato.
Ci vuole una riforma della giustizia. Subito.
Il tribunale della libertà ha deciso che il sindaco (che ha dato le dimissioni) non potrà commettere altri reati di corruzione, motivo per il quale il GIP lo aveva arrestato; e quindi lo scarcera. Dunque il sindaco è innocente, il PM (e il GIP) un persecutore.
Ci vuole una riforma della giustizia. Subito.
Il tribunale ha condannato l’onorevole per favoreggiamento semplice mentre il PM aveva chiesto la condanna per favoreggiamento di mafiosi. Il PM ha commesso un grave errore e l’onorevole è stato ingiustamente perseguitato.
Ci vuole un riforma della giustizia. Subito.
La corte d’appello ha deciso che onorevoli e ministri sono responsabili di corruzione, turbativa d’asta, concussione e favoreggiamento; però ha escluso l’associazione a delinquere. Non avevano progettato di dedicarsi in pianta stabile al malaffare, vi si dedicavano quando capitava. Sono stati perseguitati da una magistratura politicizzata.
Ci vuole una riforma. Subito.

A leggere i giornali e guardare le televisioni sembra che i giudici non facciano altro che processare i politici. Purtroppo non è vero. Sarebbe bello che il malaffare politico venisse effettivamente scoperto, tutto, e sanzionato. Ma più che la punta dell’iceberg non si riesce a trovare. Per il resto del tempo, per il 99 % del tempo, i giudici si occupano di un altro tipo di delinquenti, quelli comuni, i ladri, i rapinatori, gli spacciatori di droga, gli assassini. Si occuperebbero anche di delinquenti border line, gli evasori fiscali, i falsificatori di bilancio, i bancarottieri; ma questi spesso appartengono all’altra categoria di delinquenti, quella dei politici, e allora la legge è congegnata in modo che questi processi non si riescano a fare.

Sicché i giudici si occupano prevalentemente di delinquenti comuni. Li perquisiscono, li pedinano, li intercettano, li arrestano, li processano. Talvolta li condannano, talaltra no. Talvolta il PM chiede al GIP di arrestare quel rapinatore che è stato riconosciuto da tre testimoni mentre un quarto ha avuto dei dubbi; e il GIP non lo arresta perché, dice, le prove della sua colpevolezza non sono poi così sicure. Talvolta dalle intercettazioni si scopre che ci sono altri delinquenti che prima non si conoscevano; e quindi il PM chiede al GIP di arrestarli e il GIP emette il suo bravo provvedimento di cattura. Talvolta il PM chiede al tribunale una condanna a 10 anni per associazione a delinquere e una quindicina di episodi di spaccio; e il tribunale condanna a 5 anni per 10 episodi di spaccio e assolve per l’associazione a delinquere. Talvolta addirittura il PM chiede l’assoluzione: non ci sono prove sufficienti signor giudice; e il giudice assolve.

Tutto questo succede centinaia di volte al giorno in centinaia di tribunali, di corti d’appello, di procure: si chiama amministrazione della giustizia; funziona così. I giudici studiano le carte, interrogano i testimoni, fanno perizie, ascoltano telefoni, insomma fanno il loro lavoro. E poi decidono. E speriamo che decidano bene, come in genere fanno. Qualche volta decidono male, si sbagliano; e il sistema (l’appello, la cassazione, il tribunale della libertà) prova a controllare gli errori. Magari poi il primo giudice non aveva sbagliato, anzi aveva proprio ragione, e sbaglia il secondo. Ma va bene così, quella che conta è l’ultima sentenza. E se è sbagliata? Beh, intanto non lo sappiamo se è sbagliata; e poi è l’ultima, questa è la legge, è questa quella che conta.

Qualcuno ha mai sentito i politici preoccuparsi della necessità delle riforme quando un assassino è stato assolto, un spacciatore scarcerato, un ladro acchiappato e messo in prigione su due piedi? Anzi, quale lassismo, quante pene miti! E la certezza della pena? Con tutti questi condannati e subito scarcerati? E le intercettazioni che hanno permesso di scoprire un intero clan dedito allo sfruttamento di tante povere ragazze violentate e buttate sulla strada? E la retata delle forze dell’ordine che ha arrestato 83 mafiosi e sequestrato un intero arsenale (esibito in bella fila sul tavolo della caserma)? Qui sì che lo Stato ha dato la sua risposta ai poteri criminali: una capillare indagine condotta da … coordinata da… ha permesso di smantellare etc. etc. Naturalmente a seguito di perquisizioni, sequestri, catture e … e intercettazioni.

Allora. Possibile che nessuno si chieda come mai la “riforma subito” sembra necessaria solo quando i delinquenti su cui si indaga o che si processa sono politici?
Voglio dire: magari una riforma è necessaria; per la verità io, che un poco me ne intendo, potrei indicare varie centinaia di riforme legislative, parecchie decine di assetti organizzativi da adottare domani, anzi oggi. Ma, prima di occuparsi di queste riforme (che ovviamente non hanno nulla a che fare con quelle che i politici illustrano con una sicurezza pari alla loro ignoranza), dovremmo chiederci perché l’idea della “riforma subito” gli viene sempre quando si tratta di un sindaco arrestato, di un onorevole iscritto nel registro degli indagati, di un ministro intercettato.

Il tormentone delle intercettazioni è un buon test che raccomando alla riflessione di tutti.
Allora: le intercettazioni si debbono fare per i reati di corruzione, peculato, concussione e in genere per i reati contro la pubblica amministrazione? Oppure no?.
Ma che razza di domanda è?
Il problema, semmai, dovrebbe essere: le intercettazioni servono per scoprire i reati e incastrare i colpevoli? Se si, allora si tratta di uno strumento di indagine che deve essere utilizzato sempre; se no, si tratta di un’attività inutile e costosa che dobbiamo abbandonare.
Una volta deciso che le intercettazioni sono uno strumento di indagine utile (non solo nemmeno Berlusconi ha mai detto che si tratta di uno strumento di indagine inutile; ma proprio il fatto che le vuole riservare ai reati di terrorismo e mafia dimostra che anche lui lo sa, che si tratta di strumenti di indagine necessari), porsi il problema dei reati per cui consentire le intercettazioni e di quelli per cui non consentirle significa solo decidere che alcuni reati li vogliamo scoprire e altri no.
Quindi, secondo i nostri politici, va bene scoprire terrorismo e mafia e mettere in prigione terroristi e mafiosi; ma scoprire corruttori, corrotti, falsificatori di bilanci, turbatori d’asta e metterli in prigione, questo no.

Mi pare di sentirli (come ci si abitua a tutto!): “Il punto è che le intercettazioni sono uno strumento invasivo della privacy e dunque solo in casi gravissimi si deve accettare che la vita privata delle persone venga violata. Quindi accettiamo malvolentieri questa aggressione all’intimità dei cittadini per reprimere reati gravissimi; ma non siamo disposti a pagare questo prezzo per reati come la corruzione e le sue sorelline”.

E già; quindi va bene intercettare le comunicazioni dei cittadini per il furto pluriaggravato (3 giovanotti che vanno a rubare le macchine parcheggiate sulla pubblica via – reato di cui agli artt. 110, 624, 625 n. 2 e 7 codice penale); va anche bene intercettare per il reato (una contravvenzione) di molestie (art. 660 codice penale); e poi va bene intercettare per una rapinetta alle poste o per lo spaccio di un centinaio di dosi di coca.

Però, ma che volete che sia una tangente, un finanziamento al partito, un appalto fatto vincere a un amico, un dirigente o un amministratore messo in qualche ente pubblico o sbattuto via da qualche ente pubblico. Robetta, non si può violare la privacy di tanti cittadini che hanno diritto alla tutela della loro vita privata etc. etc..

Ecco, se, prima di pensare alla “riforma della giustizia subito” si cominciasse a pensare “ma perché questi vogliono la “riforma della giustizia subito” solo in certi casi?”, si farebbe qualche passo avanti sulla strada, tanto per cominciare, del voto consapevole. Alle prossime elezioni...
Mah, mi sto spaventando da solo.

http://chiarelettere.ilcannocchiale.it/?id_blogdoc=2133902

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Di Loredana Morandi (del 10/01/2009 @ 14:32:50, in Magistratura, linkato 1173 volte)
Berlusconi ha dichiarato che in tema Giustizia si viaggerà a ritmo serrato..

Il presidente della Camera: nuove regole ma con un ampio confronto in Parlamento
Fini: giustizia, sei punti per cambiare
Intercettazioni sui reati amministrativi
«Consiglio superiore, bisogna modificare i criteri di nomina»

Caro Direttore, ci sono fin troppe polemiche ma ben pochi dubbi sulla necessità di «riformare la giustizia». Qualche riflessione in materia, senza alcuna pretesa di organicità, può forse essere utile al dibattito.

1) Č auspicabile che le modifiche normative scaturiscano da un ampio confronto parlamentare tra le forze politiche e tutti gli operatori del settore Soprattutto è necessario che queste modifiche derivino da lucide valutazioni delle patologie strutturali del sistema giudiziario e non siano frutto di situazioni contingenti. In altri termini, sarebbe sbagliato prendere le mosse dalle ultime controverse vicende giudiziarie e individuare in esse le ragioni della necessità di una riforma.

2) C'è una realtà non più tollerabile da cui occorre muovere. I cittadini tendono a rinunciare alla tutela legale dei propri diritti perché frenati dalle lungaggini e dalle disfunzioni che scoraggiano il ricorso alle vie giudiziarie; c'è un crescente sentimento di sfiducia nei confronti della giustizia che rischia di minare, specie per la giustizia civile, le fondamenta della nostra democrazia. La stella polare di una riforma "per il cittadino" dev'essere quella di restituire efficienza al sistema. In questo senso, lo stanziamento di risorse finanziarie adeguate assume un valore determinante quanto l'impegno dei magistrati.

3) In un sistema giudiziario efficiente, il principio costituzionale dell'obbligatorietà dell'azione penale garantisce l'uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge, assicurando l'obiettività nell'instaurazione del processo e, di conseguenza, certezza su quel che è lecito fare e su quel che invece non lo è. Di fatto, tale principio risulta però svuotato della sua effettività: dal momento che per l'autorità giudiziaria non è più possibile perseguire tutti i reati, molto (troppo) dipende dalla discrezionalità dei Pm. Ciò mina agli occhi dei cittadini il principio della legge uguale per tutti. Accanto ad una valutazione sui reati che è utile depenalizzare, può quindi essere opportuno che sia il Parlamento, sentita la Procura generale della Cassazione a fissare i criteri per individuare i reati ai quali dare priorità di trattazione (proposta Mancino). C'è semmai da chiedersi se tale metodo deve diventare la regola (ipotesi cui non credo) o piuttosto trovare attuazione per un periodo limitato, durante il quale prendere le misure necessarie per restituire al sistema la sua efficienza.

4) La riforma dovrà interessare anche il Csm per assicurare che la composizione dell'organismo sia all'altezza delle importantissime funzioni che gli sono proprie. Vanno superate in modo definitivo quelle nefaste logiche correntizie che lo hanno finora penalizzato e screditato.

5) Se è vero - come è vero - che la separazione delle carriere dei magistrati è ipotizzata per garantire l'imprescindibile terzietà del giudice, è comunque evidente che ciò non può avvenire a discapito dell'autonomia e indipendenza del Pm. Č necessario pertanto scindere i ruoli, ma senza che ciò comporti la subordinazione del magistrato requirente ad altro potere che non sia quello giudiziario. Fino a oggi il dibattito non ha toccato un tema rilevante: i criteri di selezione dei magistrati sono inadeguati alle loro funzioni. Perché non prevedere per l'aspirante magistrato un periodo di tirocinio sotto la guida di un magistrato esperto, come attualmente avviene per chi si prepara a superare l'esame da avvocato? Mi sembra ipotesi maggiormente in sintonia con la nostra tradizione rispetto alla elezione dei magistrati.

6) Infine sul tema intercettazioni. Sono e devono restare uno strumento indispensabile di ricerca della prova dei reati. Sarebbe insensato privare la magistratura della possibilità di avvalersene nel contrasto alle mafie, al terrorismo ma anche ai reati contro la Pubblica amministrazione. Escludere la corruzione getterebbe un discredito sulla politica devastante per la credibilità della democrazia parlamentare, a esclusivo vantaggio del populismo più demagogico e giustizialista. Non è però più tollerabile che le intercettazioni siano lo strumento per «fare giustizia» attraverso la gogna mediatica. Ciò che accade oggi è indegno di un Paese civile. Per porvi rimedio non è sufficiente trovare un punto di equilibrio tra esigenze investigative degli inquirenti e diritto di riservatezza del cittadino se poi i divieti di pubblicazione delle intercettazioni e i presupposti che le giustificano vengono ignorati. L'obiettivo prioritario dovrà dunque essere quello di rendere effettivi i divieti già esistenti, creando un sistema di sanzioni pecuniarie effettive a carico di quanti le violano e di misure disciplinare specifiche per i magistrati che abusano sistematicamente delle intercettazioni. Non è un bavaglio alla libertà di informazione o una limitazione del potere inquirente, ma una garanzia di rispetto della dignità della persona.

Corriere Sera

GIUSTIZIA: ANM, APPREZZAMENTO PER PROPOSTE FINI

AGI) - Roma, 10 gen. - L'Associazione Nazionale Magistrati esprime "apprezzamento" per le proposte del presidente della Camera, Gianfranco Fini, in materia di giustizia, in particolare sulla durata dei processi, l'efficienza del sistema e le intercettazioni. Il presidente e il segretario del sindacato delle toghe, Luca Palamara e Giuseppe Cascini, parlano di "riforme nell'interesse dei cittadini", e per questo si dicono pronti "a dare il nostro contributo". Cio', aggiungono, "dimostra che tutto siamo tranne che arroccati".

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L'unica cosa sulla quale non c'è più alcun dubbio è che quelle indagini dovevano abbattere l'ultima "repubblica" fondata sulla criminalità, ma non lo hanno fatto per l'opposizione continua e determinata di certe forze politicamente trasversali.

2009-01-09 16:36
De Magistris: ricusazione Apicella su iniziativa Alfano
Circa trasferimento sede e funzione al vaglio del Csm
(ANSA) - ROMA, 9 GEN - Il procuratore di Salerno Luigi Apicella ha presentato istanza di ricusazione nei confronti della sezione disciplinare del Csm. Il Csm dovra' decidere sulle richieste del ministro Alfano (trasferimento cautelare, gia' chiesto il pg generale della Cassazione),oltre alla sospensione delle funzioni e stipendio.Per Apicella non e' possibile essere giudicato dal Csm, in quanto tra gli addebiti ci sono 'accuse allusive'su decisioni assunte tra l'altro anche dalla stessa sezione del Csm.

2009-01-09 16:46
De Magistris: Alfano, abusi dai pm di Salerno
Come sequestro fascicolo Why not e perquisizioni Catanzaro
(ANSA) - ROMA, 9 GEN - I pm di Salerno hanno compiuto atti abnormi, come il sequestro del fascicolo Why not e le perquisizioni ai colleghi di Catanzaro. E' quanto scrive il ministro della Giustizia Alfano nell'atto di incolpazione a carico dei magistrati di Salerno.Intanto a Salerno,dove si sta svolgendo il processo delle cosiddette toghe lucane,e' stata presentata una richiesta di rimessione agli atti dal difensore del magistrato Licia Genovese davanti al gup del Tribunale di Salerno, Maria Teresa Belmonte.

2009-01-09 10:09
De Magistris: Alfano, via 7 toghe da Catanzaro e Salerno
Ministro chiede provvedimenti severi per giudice Apicella
(ANSA) - ROMA, 9 GEN -Angelino Alfano ha chiesto per sei magistrati di Salerno e Catanzaro il trasferimento di sede e funzione dopo lo scontro tra procure. Ancora, ha chiesto la sospensione del procuratore di Salerno Luigi Apicella di cui il pg della Cassazione aveva gia' chiesto trasferimento cautelare, sospensione dalle funzioni e stipendio.Il ministro della Giustizia inviera' le richieste domani in via d'urgenza alla sezione disciplinare del Csm.
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Di Loredana Morandi (del 09/01/2009 @ 05:24:19, in Estero, linkato 1095 volte)

Segnalo su Roma l'iniziativa di domenica 11 gennaio a piazza Venezia ore 10:30 promossa dalla Associazione Antigone.

 

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“DIAMO UNA MANO ALLA PACE IN MEDIO ORIENTE”

 

La pace è un diritto fondamentale, irrinunciabile, inalienabile. La pace non è solo assenza di guerra. La pace è una condizione di vita. Noi vogliamo che nella terra di Palestina e nella terra di Israele ci sia la pace. Una pace che duri. Per ottenere questo risultato è necessaria una tregua immediata. E’ necessario che tornino il dialogo e la diplomazia, quella ufficiale e quella popolare. Il terroristico lancio di missili da parte di Hamas e la sproporzionata brutale risposta del governo di Israele sono inaccettabili per la comunità internazionale. Chiediamo che si fermi subito la violenza, che ai bambini sia dato il diritto a non avere paura, che le donne e gli uomini abbiano il diritto a vivere in pace. Chiediamo alle Nazioni Unite e all’Unione Europea di assumere un ruolo forte, senza esitazioni ulteriori. Ogni esitazione costa delle vite innocenti. Chiediamo che sia garantita subito l’assistenza umanitaria nella striscia di Gaza e che si costringano le parti ad accettare l’interposizione della comunità internazionale.

Nel nome della pace e dei diritti umani invitiamo a Roma tutte le cittadine e i cittadini domenica 11 gennaio alle ore 10.30 per formare una catena umana che partirà da Piazza di San Marco (piazza Venezia) e terminerà in piazza di Porta Capena. Un percorso che parte dalla sede delle Nazioni Unite, a cui affidiamo le nostre speranze di pace, passando per i luoghi cari alla comunità ebraica e per la sede della delegazione palestinese. E’ un percorso da fare insieme, mano nella mano, per dire sì alla pace, nel segno del dialogo e dei diritti umani.

Primi firmatari:
Fabio Alberti (Un Ponte per), Stefano Anastasia (Antigone), Andrea Baranes (Campagna Riforma Banca Mondiale), Augusto Battaglia (consigliere regionale Pd),Alberto Castagnola (Rete Lilliput), Luca Colombo (Fondazione Diritti Genetici), Cecilia D’Elia (assessore provincia di Roma), Marina del Monte (rete Ebrei contro l’occupazione), Don Tonio Dell'Olio (Libera - associazioni nomi e numeri contro le mafie), Enrico Fontana (consigliere regionale Sinistra), Sergio Giovagnoli (Arci), Patrizio Gonnella (Antigone), Carlo Federico Grosso (giurista), Enrico Luciani (consigliere regionale Prc), Giulio Marcon (Lunaria), Luigi Manconi (sociologo, A Buon Diritto), Gianni Mattioli (professore universitario), Luigi Nieri (assessore regione Lazio), Antonio Onorati (Centro Internazionale Crocevia), Ivano Peduzzi (consigliere regionale Prc), Anna Pizzo (Carta), Alì Rashid (ex parlamentare), Eligio Resta (filosofo), Giulia Rodano (assessore regione Lazio), Patrizia Sentinelli (ex vice Ministro degli Esteri), Massimiliano Smeriglio (assessore provincia di Roma), Don Sandro Spriano (Vic Caritas), Alessandra Tibaldi (assessore regione Lazio), Vincenzo Vita (deputato Pd), Filiberto Zaratti (assessore regione Lazio), 100, Loredana Morandi (Rete Artisti contro le guerre)
 
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Di Loredana Morandi (del 08/01/2009 @ 04:21:14, in Estero, linkato 1145 volte)

stopmassacre

Artists Against War

Palestine!

Stop Massacre


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Di Loredana Morandi (del 07/01/2009 @ 09:03:17, in Osservatorio Famiglia, linkato 1555 volte)
L'inganno che gli hentai siano a posto con la legge è divulgato e propugnato solo da coloro, che fanno propaganda pro pedofili su web. Ma la cosa grave è che ci sono interi fansub e forum su forum, che producono materiale sottotitolato e tradotto in lingua italiana fornendo così addirittura uno strumento di adescamento per i pedofili.

Di seguito incollo il testo della legge (aggiornato al 2006) e vi prego di fare attenzione:

La pedopornografia è ciò che acquistano i pedofili, durante i 365 giorni successivi al turismo sessuale delle ferie. Mentre l'hentai rientra a pieno titolo nell'art. 600 quater 1. Altri famosi personaggi si giocano dai 6 ai 12 anni. Chissà come mai certa gente scrive tentata censura anche alla Vigilia di Natale? Quali gli interessi personali sotto?

Codice penale
CAPO III
Dei delitti contro la libertà individuale


SEZIONE I
Dei delitti contro la personalità individuale


Art. 600-ter
Pornografia minorile

1 Chiunque, utilizzando minori degli anni diciotto, realizza esibizioni pornografiche o produce materiale pornografico ovvero induce minori di anni diciotto a partecipare ad esibizioni pornografiche è punito con la reclusione da sei a dodici anni e con la multa da euro 25.822 a euro 258.228. (Comma sostituito dall'art. 2, comma c. 1, lett. a), L. 6 febbraio 2006, n. 38)

2 Alla stessa pena soggiace chi fa commercio del materiale pornografico di cui al primo comma.

3 Chiunque, al di fuori delle ipotesi di cui al primo e al secondo comma, con qualsiasi mezzo, anche per via telematica, distribuisce, divulga, diffonde o pubblicizza il materiale pornografico di cui al primo comma, ovvero distribuisce o divulga, diffonde notizie o informazioni finalizzate all'adescamento o allo sfruttamento sessuale di minori degli anni diciotto, è punito con la reclusione da uno a cinque anni e con la multa da euro 2.582 (lire cinque milioni) a euro 51.645 (lire cento milioni).(Comma modificato dall'art. 2, comma c. 1, lett. b), L. 6 febbraio 2006, n. 38)

4 Chiunque, al di fuori delle ipotesi di cui ai commi primo, secondo e terzo, offre o cede ad altri, anche a titolo gratuito, il materiale pornografico di cui al primo comma, è punito con la reclusione fino a tre anni e con la multa da euro 1.549 a euro 5.164. (Comma sostituito dall'art. 2, comma c. 1, lett. c), L. 6 febbraio 2006, n. 38)

5 Nei casi previsti dal terzo e dal quarto comma la pena è aumentata in misura non eccedente i due terzi ove il materiale sia di ingente quantità. (Comma aggiunto dall'art. 2, comma c. 1, lett. d), L. 6 febbraio 2006, n. 38)

Note:

L'articolo è stato aggiunto dall'art. 3, comma c. 1, L. 3 agosto 1998, n. 269.

Art. 600-quater
Detenzione di materiale pornografico


1 Chiunque, al di fuori delle ipotesi previste dall'articolo 600-ter, consapevolmente si procura o detiene materiale pornografico realizzato utilizzando minori degli anni diciotto, è punito con la reclusione fino a tre anni e con la multa non inferiore a euro 1.549.

2 La pena è aumentata in misura non eccedente i due terzi ove il materiale detenuto sia di ingente quantità.


Note:

L'articolo è stato aggiunto dall'art. 4, comma c. 1, L. 3 agosto 1998, n. 269 e, successivamente, sostituito dall'art. 3, comma c. 1, L. 6 febbraio 2006, n. 38.


Art. 600-quater.1
Pornografia virtuale

1 Le disposizioni di cui agli articoli 600-ter e 600-quater si applicano anche quando il materiale pornografico rappresenta immagini virtuali realizzate utilizzando immagini di minori degli anni diciotto o parti di esse, ma la pena è diminuita di un terzo.

2 Per immagini virtuali si intendono immagini realizzate con tecniche di elaborazione grafica non associate in tutto o in parte a situazioni reali, la cui qualità di rappresentazione fa apparire come vere situazioni non reali.

Note:

L'articolo è stato inserito dall'art. 4, comma c. 1, L. 6 febbraio 2006, n. 38.


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Di Loredana Morandi (del 07/01/2009 @ 07:16:15, in Magistratura, linkato 1326 volte)
Associazione Nazionale Magistrati



L’ANM SULLA INTERVISTA DEL VICE-PRESIDENTE DEL CSM


La Associazione Nazionale Magistrati  esprime stupore e preoccupazione per le dichiarazioni rese dal Vice-Presidente del Consiglio Superiore della Magistratura in una ampia intervista pubblicata oggi su un quotidiano nazionale.


Accanto a valutazioni condivisibili in tema di indipendenza e collocazione ordinamentale del pubblico ministero, di efficienza del sistema giudiziario e di revisione delle circoscrizioni giudiziarie, il Vice-Presidente del CSM da un lato formula una valutazione nettamente negativa su procedimenti penali in corso e, dall’altro, propone un intervento di modifica costituzionale della composizione del CSM con una riduzione della componente eletta dai magistrati, con l’effetto di renderla minoritaria.

Il diritto di critica dei provvedimenti giudiziari è connotato fondamentale e imprescindibile del sistema democratico, ma il delicato ruolo istituzionale di Vice-Presidente del CSM e di Presidente della Sezione disciplinare impone particolare prudenza  e moderazione nella comunicazione all’esterno di valutazioni sul merito di procedimenti penali in corso.

Il Vice-Presidente del CSM, inoltre, riveste un ruolo di garanzia e di rappresentanza all’esterno, che rende inopportune le valutazioni negative espresse sul ruolo della rappresentanza eletta dai magistrati, valutazioni che determinano una oggettiva delegittimazione dell’organo di autogoverno come disegnato dal costituente.

L’Associazione Nazionale Magistrati esprime la netta contrarietà a interventi di modifica dell’assetto costituzionale della magistratura. In particolare ribadisce che il principio del governo autonomo appartiene al nucleo dei principi fondamentali della Costituzione, che caratterizzano l’equilibrio dei poteri dello Stato.

Il vero problema della giustizia rimane la insopportabile durata dei processi e l’efficienza del sistema giudiziario. E su questo chiediamo alla politica di intervenire con urgenza, anche alla luce del silenzio che ha contrassegnato questi ultimi mesi.

Roma, 07 gennaio 2009

La Giunta Esecutiva Centrale
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Di Loredana Morandi (del 06/01/2009 @ 14:37:51, in Estero, linkato 1271 volte)
E speriamo che tutti gli sporcaccioni si vergognino una buona volta!
L'esercito israeliano, girando di casa in casa a Gaza - Palestina, sta sterminando intere famiglie....

B'Tselem: Evacuate wounded trapped in buildings shelled by Israeli army


In the last few hours, B'Tselem has received a report of a Palestinian extended family trapped since Saturday night in the ruins of their house, in southern Gaza City, together with some thirty bodies of family members killed in IDF shelling. Family members contacted the International Commission of the Red Cross who told them they could not send an ambulance as the army would not enable coordination of its arrival.

According to the report, 31 members of the a-Samuni family, living in the Zeitoun neighborhood in southern Gaza City, were killed in a series of incidents Saturday night (January 3), including IDF gunfire and a shell that landed on the house. Fifteen additional members of the family are still in the family's compound. Five of them are wounded and it is unclear what their condition is.

The family still had one cell phone. However, the family member in contact with B'Tselem said that the phone was taken by soldiers this afternoon, as one of the girls in the family was talking on it.

In a separate incident, thirteen members of the extended a-Daya family, also from the Zeitoun neighborhood were killed today when their building collapsed due to an aerial bombardment. Eight additional family members are still missing and there is a fear that they are buried under the ruins.

B'Tselem provided all the information it has on these incidents to the ICRC and the military.

B'Tselem demands that the military immediately enable ambulances to reach the area in order to evacuate the wounded and the dead. It must also allow the remaining members of the a-Samuni family to leave their compound.

Ma certo, ai pedofili di tutto questo interessa solo il materiale fotografico per necrofili...
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Di Loredana Morandi (del 06/01/2009 @ 10:03:40, in Indagini, linkato 1813 volte)
Il governo cinese lancia campagna contro la pornografia online

Google e altri motori ricerca rischiano la chiusura

PECHINO Le autorità cinesi hanno lanciato una campagna morale contro i contenuti volgari e pornografici che si trovano su internet. Pechino ha già pubblicato una lista con i nomi di 19 siti, tra cui motori di ricerca famosi come Google, Baidu, Sohu e Sina, che avendo finora ignorato i richiami - la pornografia è vietata in Cina - rischiano di essere chiusi se non cancelleranno tutto il materiale disdicevole.

La Cctv, emittente televisiva che ha dato la notizia, ha spiegato che il ministero della Pubblica sicurezza e altri sei «uffici governativi» si sono riuniti per mettere a punto la campagna. Nella riunione si è deciso di «lanciare una campagna in tutto il Paese per eliminare da internet le tendenze volgari». Inoltre, ha aggiunto l’ emittente, sono stati «fatti i nomi» di siti che hanno «violato la legge, minando così la salute mentale della gioventù» cinese.

Non è chiaro cosa il governo intenda fare contro questi siti e se intenda in qualche modo intervenire sui motori di ricerca. Nessuno dei siti chiamati in causa ha finora commentato la notizia. Baidu è il motore di ricerca più usato dagli utenti cinesi e si ritiene che controlli due terzi del mercato della pubblicità online. Cai Mingzhao, vicedirettore dell’Ufficio per l’informazione del governo, ha detto che «alcuni siti web hanno sfruttato le imprecisioni delle leggi e dei regolamenti» per diffondere sulla rete «materiale di bassa lega, rozzo e anche volgare, danneggiando gravemente la moralità su internet».

Nelle scorse settimane, una serie di siti di informazione che erano stati sbloccati nel corso delle Olimpiadi di Pechino sono stati nuovamente resi inaccessibili dai poliziotti addetti a controllare la rete. I frequenti interventi dei censori, che in genere usano un sistema di parole-chiave che spesso colpiscono dei siti innocenti, rendono spesso lenta e macchinosa la navigazione su internet ai circa 300 milioni di utenti registrati nel Paese.

La Stampa

***
Nota del 6 gennaio 2009

Questa è una buona notizia. Infatti, dopo Londra, anche la Cina intraprende una campagna per moderare il rampantismo del mercato pornografico. Si tratta di una battaglia per la civiltà, perché se fosse per le donnette simili a quella che clona il mio nome Tutte Noi Donne ci ritroveremmo a far da scendiletto ad uomini, che ci insulterebbero chiamandoci "Puttane". Povera figlia (la mia mitomane da passeggio) in fondo la capisco. Perché lei un uomo, così brutta, non lo trova.

La poveretta si affanna, ma lo fa a suo stesso discapito. Sto infatti scrivendo al forum della Nintendo per chiedere la rimozione della mia foto, perché contenente insulti a me rivolti, nonostante l'utenza si sia addirittura dichiarata d'accordo e cauta sugli argomenti trattati dalla mia posizione verso Azzurra. Gli admin di Newsboard io non li ho mai contattati, ma hanno assunto autonomamente l'iniziativa di cancellare la mia fotografia. Ovviamente questi forum, istigati da gente adulta interessata a "soldi", hanno male interpretato il mio pensiero: su Azzurra.org hanno fatto una propaganda ipocrita ai miei danni ben sapendo di avere le mani sporche di un reato di peculato ai danni dello Stato Italiano.

Prendere una cosa che non ti appartiene: vuol dire rubare.
PVF invece è un organizzazione che vende materiale pedopornografico.

Segnalerò alla Polizia Postale il sito dove si maneggiano gli
Hentai. Perché? Perché tutti coloro che si occupano di contrastare il fenomeno della pedofilia sanno che su questi siti sono sempre parecchi i pedofili e coloro che fanno scambio di materiale pedopornografico. E se lo utilizzano e lo frequentano personcine come la barese Nina e i suoi amichetti del porno, allora i pedofili ci sono già approdati.

Si tratta di veri e propri bacini di utenza giovanile, dedita alla militanza onalistica. Gente criminale come quelli del sito di Selargius, con annesso pedofilo clone del presidente della Prometeo Onlus (l'autoreferenzialissimo pedofilo ideologo) e con il clone femminile della portavoce nazionale di Artists Against War (cioè io), sono sempre pronti a fagocitare interi gruppi e forum come hanno fatto con Yumeshima (sito che militava di suo all'adescamento) nel corso dell'estate.

Quanto alla mailing list del Linux Club, che ha ospitato una edizione di Artists Against War, e con i quali io non ho nessun problema, se fossi in "loro" non la citerei neppure. L'unica cosa che si vede bene infatti è la voluta ipocrisia e la deriva morale assunta da almeno 1 persona in diretta relazione (e/o associazione) con l'attuale reggenza dei Giuristi Telematici. E questo non depone affatto a loro favore, perché pur di scrivere gratuità e vere falsità "sono scoperti nei loro difetti".

E' mia opinione consolidata da anni, opinione confermata anche dai più recenti fatti, che al mondo del file sharing e dell'open source si accosti fin troppa gente attirata dal "soldo subito". Tra questi, purtroppo, ci sono schiere di avvocatucci di periferia scaltri e delinquenti a tal punto, ad esempio, da attaccare Giustizia Quotidiana, la storia della Magistratura Italiana degli ultimi anni, pur di accreditarsi presso la malavita o, contestualmente alla difesa del colosso Pirate Bay, capaci di torturare a sangue comunità del file sharing su Torrent gestite da persone oneste, procacciandosi lavoro presso le Major.

Il livello della decadenza morale, deontologica e professionale ha così raggiunto l'orlo dell'abisso. Grazie alle nuove leggi ed al pacchetto sicurezza in tema pedopornografia, finalmente, potremo vedere sequestri e perquisizioni anche presso gli studi legali, che favoriscono i pedofili o che censurano gli operatori dell'anti pedofilia a suon di pesanti e volgari minacce. Qualcuno arriva a compiere veri reati di inquinamento probatorio.
Io ne conosco uno ...


Loredana Morandi
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