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 Akiko ... di Lunadicarta
 
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Giustizia! Santa parola, prostituita, derisa dai potenti della terra!

Giuseppe Garibaldi
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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Loredana Morandi (del 24/01/2009 @ 13:26:47, in Associazioni Giustizia, linkato 1090 volte)
Ass.Naz.Familiari Vittime di Mafia

Offesa la memoria di Impastato,
il Prefetto di Trapani assegni i funzionari ad altri incarichi.


"Se non fosse che questa è l'ennesima prova della poca considerazione da parte delle Istituzioni verso chi ha sacrificato la propria vita in nome della legalità, verrebbe da sorridere nel sentire che qualcuno in Sicilia non è ancora a conoscenza della storia e della figura di Peppino Impastato. Se a non conoscerla poi sono dei funzionari di una Prefettura siciliana, quella di Trapani, che più di chiunque altro dovrebbero tenere in somma considerazione l'esempio di chi ha servito lo Stato scagliandosi persino contro una parte dei propri affetti familiari pur di difendere i valori su cui questa nazione si fonda, la vicenda assume le caratteristiche di una burla grottesca". Ad affermarlo è Sonia Alfano, presidente dell' Associazione Nazionale Familiari Vittime di Mafia, in merito alla richiesta avanzata al Comune di Marsala dalla Prefettura di Trapani di ottenere il curriculum di Peppino Impastato per poter dare il via libera all'intitolazione di una piazza al giornalista ucciso da Cosa Nostra il 9 maggio del 1978.
"Davanti all' ingoranza dei suoi funzionari - ha proseguito la presidente nella nota - il Prefetto di Trapani dovrebbe immediatamente assegnare questi signori ad altre funzioni poichè con il proprio operato hanno arrecato un danno alle Istituzioni dello Stato ed inferto un nuovo doloroso colpo alla famiglia Impastato ed alla figura di Peppino. Gli italiani si aspettano che le Istituzioni preposte alla difesa del territorio anche dalle organizzazioni criminali lo facciano sopratutto in nome e nella memoria delle tante persone uccise dalla mafia e per farlo, il primo e banale requisito, è di conoscerne la storia. Assegnare i funzionari che si sono fatti autori di una cosi odiosa beffa alla figura di Peppino, ad altre funzioni, è un atto dovuto per rimediare all'offesa perpetrata nei confronti della Sicilia e dell' Italia tutta".

Associazione Nazionale Familiari Vittime di Mafia
www.familiarivittimedimafia.com
L'Ufficio Stampa
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Di Loredana Morandi (del 24/01/2009 @ 13:23:18, in Magistratura, linkato 1253 volte)
Associazione Nazionale Magistrati


 

DOCUMENTO CONCLUSIVO DEL COMITATO DIRETTIVO CENTRALE
DEL 24 GENNAIO 2009
 

1. Il Comitato Direttivo Centrale dell’Associazione Nazionale Magistrati valuta positivamente le posizioni assunte dalla Giunta Esecutiva Centrale sulla difficile vicenda che ha coinvolto gli uffici giudiziari di Salerno e di Catanzaro e che ha  determinato un serio pericolo per la credibilità dell’istituzione giudiziaria.

Garantire una elevata professionalità dei magistrati italiani e il rigoroso rispetto delle regole del processo e deontologiche in uno con la tutela della credibilità della magistratura sul piano dell’etica e della responsabilità costituisce obiettivo prioritario dell’azione della Associazione Nazionale Magistrati.

I magistrati italiani considerano l’autonomia e l’indipendenza della magistratura come valori posti a presidio dei diritti fondamentali dei cittadini e non come privilegi corporativi

Per questo sono i primi a chiedere interventi rigorosi  e tempestivi nelle ipotesi di forte caduta di professionalità, ma anche e soprattutto nelle situazioni che denotano neghittosità, collusioni, opacità.

Si tratta di casi numericamente molto limitati, ma che rischiano di inficiare la credibilità dell’intero ordine giudiziario.


2. Invita la GEC a proseguire nell’impegno per un rinnovamento della magistratura sia con riferimento all’attività e al ruolo dell’associazione e delle sue componenti che con riferimento al funzionamento del sistema di autogoverno.

A tal fine l’Associazione Nazionale Magistrati dichiara la propria disponibilità ad un confronto all’interno della magistratura e con le forze politiche su possibili interventi di riforma che senza incidere sull’attuale assetto costituzionale possano contribuire a rendere più efficiente e credibile il funzionamento del Consiglio Superiore della Magistratura.


3.   L’Associazione Nazionale Magistrati ribadisce l’assoluta necessità ed urgenza di interventi di riforma che restituiscano efficacia e funzionalità alla giurisdizione sia di carattere processuale che organizzativo. In particolare l’Associazione insiste nell’indicare come prioritario un intervento di revisione delle circoscrizioni giudiziarie, con l’accorpamento degli uffici giudiziari minori, ivi comprese le sezioni distaccate dei tribunali.

 
Roma, 24 gennaio 2009
 
Approvato a maggioranza
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Di Loredana Morandi (del 24/01/2009 @ 00:20:23, in Politica, linkato 997 volte)

In Piazza Farnese per difendere la democrazia e la legalità costituzionale

L' Associazione Nazionale Familiari Vittime di Mafia, membro del comitato promotore della manifestazione "Difendiamo la democrazia e la legalità costituzionale" che si svolgerà a Roma, in Piazza Farnese, alle ore 9, annuncia la partecipazione di una propria delegazione che prenderà la parola nel corso della manifestazione. "Punire dei magistrati per aver tentato di fare rispettare la legge a politici, magistrati ed imprenditori corrotti, rientra in una logica dittatoriale alla quale noi, come familiari degli uomini e delle donne morti in difesa della democrazia e della legalità costituzionale, abbiamo il dovere di ribellarci". Ad affermarlo è Sonia Alfano, presidente dell' associazione che riunisce oltre ottanta familiari di vittime innocenti della mafia, che ha aggiunto: "L' aver rimosso dai propri incarichi e dalla procura di appartenenza dei magistrati il cui operato era già stato ritenuto legittimo dal Tribunale del Riesame è il segno che la democrazia di questo paese è fortemente danneggiata e quasi inesistente e senza una reazione forte e decisa da parte della società civile l'oligarchia dalla quale è di fatto retta l' Italia continuerà a perpretare i propri abomini in spregio al sangue degli eroi morti a difesa della nostra democrazia" Infine il presidente ha rivolto un sincero ringraziamento a "Antonio Di Pietro, Giuseppe Lumia, Beppe Grillo, Marco Travaglio, Carlo Vulpio, Gianni Vattimo, Pancio Pardi ed a tutte le persone libera che con coraggio ed impegno hanno aderito alla nostra manifestazione e saranno presenti il 28 gennaio in Piazza Farnese. Ma l'appello più accorato - ha aggiunto il presidente - oggi deve essere rivolto ai tanti magistrati liberi che, voglio credere, non possono assecondare la complicità di sistema assunta in modo bieco e protervo dall' ANM. Da quella ANM devono oggi distanziarsi, pena la perdita di ogni credibilità".

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Di Loredana Morandi (del 23/01/2009 @ 23:50:20, in Sindacati Giustizia, linkato 1078 volte)
L'edilizia è sempre edilizia e io sono d'accordo con l'opinione espressa da Antigone ...

Iter più veloci per l'edilizia carceraria, Ionta commissario straordinario
Ricorso al finanziamento privato, circuiti differenziati a seconda della pericolosità

Cdm, via libera al piano carceri
Nuovi istituti, no indulti e amnistie

Il ministro Alfano ricorre al Milleproroghe per accorciare l'iter di approvazione

ROMA - Il Consiglio dei ministri ha dato il via libera al piano carceri. Tra i punti centrali, i poteri straordinari per il capo del Dap, Franco Ionta, e iter più veloci per l'edilizia carceraria. Il ministro della Giustizia Angelino Alfano oggi ha spiegato che il problema del sovraffollamento non sarà affrontato come in passato, ricorrendo a indulti e amnistie, ma con la costruzione di nuovi istituti. I tempi indicati sono ridotti, il piano deve essere presentato entro 60 giorni, gli edifici dovranno essere "ecocompatibili" e per la loro costruzione il governo ha previsto anche il ricorso ai privati. Il provvedimento, ha spiegato poi il Guardasigilli, sarà inserito come emendamento nel decreto "milleproroghe".

L'edilizia. "Fino ad ora l'emergenza carceraria è stata affrontata solo con le amnistie e gli indulti. Con la realizzazione di nuove carceri abbiamo scelto di seguire un'altra strada", ha detto il ministro. L'obiettivo segnalato dal Guardasigilli è quello di accogliere in modo regolare oltre 60mila detenuti, mentre attualmente i posti regolari sono 43mila ( il limite tollerabile invece è di 63mila). "I criminali - ha argomentato Alfano - non possono smettere di andare in galera, perché non ci sono galere che possano ospitarli. Noi dobbiamo costruirne di nuove facendo sì che chi ci finisce sia trattato da uomo con piena dignità e con la possibilità di scontare la pena sperando nella rieducazione del detenuto".

Circuiti differenziati. La maggior parte dei penitenziari italiani, è stato ricordato, "sono stati realizzati tra il 1400 e il 1800" e dal 1944 al 2006 ci sono stati oltre quaranta provvedimenti di indulto e amnistia. Il titolare della Giustizia ha specificato che l'obiettivo è anche di creare "circuiti differenziati". "Non c'è motivo - ha detto Alfano - che i detenuti a bassa pericolosità siano ristretti come quelli ad alta pericolosità. Con le attuali strutture tutto ciò non è possibile".

Forme di finanziamento. Secondo quanto indicato dal piano, i nuovi edifici dovranno essere "eco-compatibili e ad emissioni zero". Le risorse per l'edilizia potranno seguire tre canali: "La cassa delle ammende, la corsia preferenziale che consente l'accesso ai fondi previsti dal decreto anticrisi e il ricorso a finanziamenti privati come accade in tanti paesi occidentali". In quest'ultimo caso Alfano ha garantito la "massima trasparenza" e spiegato che i privati potranno concorrere alla realizzazione dei nuovi penitenziari "con strumenti contrattuali innovativi come per esempio il project financing, oppure altri che possono essere immaginati". "Il Cdm - ha aggiunto - potrà dimezzare i termini relativi alle autorizzazioni proprio per rendere più corto l'iter di edificazione di nuove carceri".

L'iter del piano. Il governo ha scelto la strada del Milleproroghe e non del decreto per dimezzare di trenta giorni i tempi di conversione delle norme. Il dl Milleproroghe deve infatti essere convertito entro il primo marzo, mentre per un decreto specifico sulle carceri ci sarebbero voluti 60 giorni.

Il commissario straordinario. Secondo quanto spiegato dal Guardasigilli, Ionta avrà poteri speciali per accelerare la costruzione di nuovi istituti di pena e dovrà presentare il piano entro 60 giorni. Il suo compito è di prevedere l'allocazione delle nuove strutture e contemplare il fabbisogno finanziario. Il neocommissario, ha spiegato il ministro, potrà sostituirsi alle "amministrazioni inadempienti e ci sarà una riduzione dei tempi per i ricorsi amministrativi: le gare non verranno bloccate in fase di contenzioso".

Pd: "Non basta costruire nuove carceri". Secondo Donatella Ferranti, capogruppo del Pd nella commissione giustizia della Camera, è infatti necessario "ripensare il modello edilizio penitenziario". Due le principali richieste: tenere conto delle esigenze di elevata sicurezza per chi è sottoposto al regime del 41bis e dare maggiori spazi comuni e possibilità di lavoro ai detenuti normali. Quanto al finanziamento dei privati, Ferranti sottolinea l'importanza della "trasparenza del procedimento, l'affidabilità delle imprese e l'assoluta assenza di qualsiasi legame diretto e indiretto con le imprese criminali". Ma, aggiunge, "questo non può rappresentare un primo passo per la privatizzazione della gestione delle carceri, alla quale siamo fermamente contrari".

"Piano inutile". L'associazione Antigone, che si batte per i diritti nelle carceri, critica l'insieme dei provvedimenti varati oggi dal governo: "E' un piano inutile e dannoso", sostiene il presidente Patrizio Gonnella: "Inutile perché non si è mai visto in Italia che in sei mesi si costruisca un carcere. A Gela ci sono voluti cinquant'anni. Dannoso perché alimenterà nuove ondate di affollamento penitenziario". Gonnella si dice contrario "a ogni forma di presenza di privati nel management penitenziario" (in passato, sottolinea, ci sono stati solo "tentativi falliti") e indignato per l'utilizzo dei soldi della cassa delle ammende per la costruzione di nuove carceri: "E' indecente - afferma - spendere il denaro destinato alla risocializzazione dei detenuti".

(La repubblica 23 gennaio 2009)
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Di Loredana Morandi (del 23/01/2009 @ 23:42:23, in Magistratura, linkato 1455 volte)
Mi riprometto di trovare una recensione più approfondita, in attesa di leggere il libro di Paride Leporace per la Newton Compton editore...

Non è un paese per giudici

Agostino Pianta, Brescia, 17 marzo 1969. Ucciso da un detenuto vittima di errore giudiziario.
Pietro Scaglione, Palermo, 5 maggio 1971. Mafia.
Francesco Ferlaino, Lamezia Terme, 3 luglio 1975. ‘Ndrangheta.
Francesco Coco, Genova, 8 giugno 1976. Brigate rosse.
Vittorio Occorsio, 10 luglio 1976. Ordine nuovo.
Riccardo Palma, Roma, 14 febbraio 1978. Brigate rosse.
Girolamo Tartaglione, Roma, 10 ottobre 1978. Brigate rosse
Fedele Calvosa, Frosinone, 8 novembre 1978. Unità combattenti comuniste.
Emilio Alessandrini, Milano, 29 gennaio 1979. Prima linea.
Cesare Terranova, Palermo, 25 settembre 1979. Mafia.
Nicola Giacumbi, Salerno, 16 marzo 1980. Brigate rosse.
Girolamo Minervini, Roma, 18 marzo 1980. Brigate rosse.
Guido Galli, Milano, 19 marzo 1980. Prima linea.
Mario Amato, Roma, 23 giugno 1980. Nar.
Gaetano Costa, Palermo, 6 agosto 1980. Mafia.
Gian Giacomo Ciaccio Montalto, Trapani, 25 gennaio 1983. Mafia.
Bruna Caccia, Torino, 26 giugno 1983. ‘Ndrangheta.
Rocco Chinnici, Palermo, 29 luglio 1983. Mafia.
Alberto Giacomelli, Trapani, 14 settembre 1988. Mafia.
Antonino Saetta, Canicattì, 25 settembre 1988. Mafia.
Rosario Angelo Livatino, Agrigento, 21 settembre 1990. Mafia.
Antonino Scopelliti, Campo Calabro, 9 agosto 1991. ‘Ndrangheta e mafia.
Giovanni Falcone e Francesca Morvillo, Capaci, 23 maggio 1992. Mafia.
Paolo Borsellino, Palermo, 19 luglio 1992. Mafia.
Luigi Daga, il Cairo, 26 ottobre 1993. Terrorismo islamico.
Paolo Adinolfi, Roma, 2 luglio 1994. Scomparso.

Ventisei. Il primo quasi per errore, l’ultimo inghiottito nel nulla. In mezzo, la storia criminale italiana: mafie e anni di piombo e ancora mafie. In mezzo, la storia sociale italiana: i primi morivano su Fiat 1300, gli ultimi sulle Croma. Omicidi diversi, esecutori diversi, per tutti lo stesso movente: servivano lo Stato.

Il libro è Toghe rosso sangue. Sottotitolo: la vita e la morte dei magistrati italiani assassinati nel nome della giustizia di Paride Leporace (Newton Compton, 314 pagine, 12,90 euro).

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Di Loredana Morandi (del 23/01/2009 @ 23:22:26, in Osservatorio Famiglia, linkato 1188 volte)
Appoggio in  pieno la richiesta della Mussolini. Gino Paoli è interessato solo ai soldi, ed ha calibrato con la canzone filo pedofila il target del suo prossimo cliente.  Una vergogna! E attenzione: il brano è dedicato anche e soprattutto agli omosessuali, quel braccio romantico che ascolta "Mina". Ribadisco: andrebbe denunciato Paoli ed anche il suo sporco editore. Tra l'altro la meccanica pietistica narrata dal brano è falsa! Perché l'unico pensiero possibile della vittima è sempre, inizialmente, la fuga. Caro Paoli, quando toccherà a te di morire, vecchio come sei, probabilmente dovremo sputare sulla tua tomba e ad imperitura memoria delle tue opere.

Nel nuovo album dell'artista c'è un brano, dal titolo "Il pettirosso" che parla di una bambina di 11 anni che perdona il suo anziano violentatore

Gino Paoli e la canzone-scandalo
convocato in commissione Infanzia

La commissione bicamerale: "Nessuna censura per l'artista ma attenzione ai messaggi fuorvianti sulla pedofilia"

ROMA - Alla vigilia dell'uscita del suo nuovo album, Gino Paoli anima una polemica. Pietra dello scandalo è Il pettirosso, uno dei brani contenuti nell'ultimo lavoro dell'artista che festeggia cinquant'anni anni di carriera, intitolato Storie. Una canzone che narra di una bambina di 11 anni, violentata da un uomo più anziano. Lui, alla fine, muore, e lei ne prova pietà.

La commissione bicamerale per l'Infanzia ha oggi deciso di ascoltare il cantautore nell'ambito di un'indagine conoscitiva che la commissione stessa, presieduta da Alessandra Mussolini, sta svolgendo sulla pedopornografia. "Nessuna censura all'artista", dice la Mussolini, ma attenzione ai "messaggi fuorvianti" sulla pedofilia, anche di un testo di una canzone, che possono "essere molto devastanti. Per il pedofilo non c'è perdono".

In realtà, né la parola né il concetto di "perdono" appaiono nel testo, tantomeno Paoli ne ha parlato nelle interviste rilasciate a Roma due giorni fa, prima del concerto che ha tenuto all'Auditorium. L'artista al momento non risponde all'invito della commissione. Ma fa sapere che il testo è chiaro e non ha bisogno di ulteriori approfondimenti.

Ai giornalisti aveva spiegato che la canzone parla di "umanità, una parola importante da capire, la scopre solo il bambino, che non ha sovrastrutture". In un'intervista al quotidiano Avvenire è entrato ancor più nel merito: la bambina, ha spiegato, "davanti al vecchio pazzo che dopo la violenza le muore sotto gli occhi, esercita quella pietas cristiana di cui invece la società nella sua spasmodica ricerca del mostro ha perso traccia".

"Aveva gli occhi come un pettirosso / era una donna di undici anni e mezzo - recita il testo - si alzò la gonna per saltare il fosso / aveva addosso un vestitino rosso. Mentre passava in mezzo a quel giardino / di settant'anni incontrò un bambino / voleva ancora afferrare tutto / e non sapeva cos'è bello e cos'è brutto / e l'afferrò con cattiveria / lei si trovò le gambe in aria / lui che cercava cosa fare / c'era paura e c'era male".

Il testo prosegue: "E il male lo afferrò proprio nel cuore / come succede con il primo amore / e lei allora lo prese tra le braccia / con le manine gli accarezzò la faccia / così per sempre si addormentò per riposare / come un bambino stanco di giocare".

Antonio Marziale, presidente dell'Osservatorio sui diritti dei minori e consulente della commissione, ritiene "singolare che in poche righe ci si possa inoltrare in percorsi talmente intimi e soggettivi, come la pietas cristiana, prefigurando un'indulgenza tutt'al più spettante alle professioni religiose". Il Moige, Movimento italiano genitori, giudica "positiva e dovuta" la richiesta della commissione e dice che la canzone "tratta la piaga delle pedofilia in maniera ambigua: un testo del genere non può essere diffuso senza pensare alle eventuali conseguenze".

(La Repubblica 23 gennaio 2009)
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Giustizia; Di Pietro: Il 28 nuova piazza Navona, no pseudoriforma

Roma, 22 gen. (Apcom) - L'Idv scenderà in piazza il 28 gennaio contro la "pseudo riforma" della giustizia. Antonio Di Pietro annuncia ai cronisti a Montecitorio "una nuova Piazza Navona", a fine mese, per protestare contro "una giustizia e una informazione di regime". L'appuntamento è per il 28 gennaio a Piazza della Repubblica, a Roma. Al centro della manifestazione il pacchetto giustizia, con un occhio particolare al tema delle intercettazioni.

"A oggi - spiega l'ex pm - il Governo non ha ancora presentato un testo sulla giustizia e già chiede il preventivo assenso delle forze politiche. A un governo che fino ad ora ha curato i suoi affari, rispondiamo che prima vogliamo leggere le carte e poi decidere. Anche se da quello che sembra, contrasteremo il pacchetto giustizia dentro e fuori le aule parlamentari".

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Di Loredana Morandi (del 22/01/2009 @ 08:58:27, in Estero, linkato 1015 volte)

serventi_longhi

FNSI Serventi Longhi a Gaza con l'IFJ

 

Federazione Nazionale della Stampa Italiana

 
Roma, 22 gennaio 2009

Prot. n. 010

La Federazione Nazionale della Stampa Italiana comunica:

 logofnsi“Una delegazione della Federazione Internazionale dei giornalisti, della quale fa parte la Fnsi, è partita stamane dal Cairo per Gaza dove verificherà i problemi che la recente tragica guerra ha determinato sia dal punto di vista umanitario sia per quanto riguarda l’informazione, dopo i bombardamenti delle sedi di tv, radio e giornali palestinesi.

La delegazione è guidata dal presidente e dal segretario della Ifj Jim Boumelha e Aidan White e ne fa parte, tra gli altri, Paolo Serventi Longhi, ex segretario della Federazione della Stampa italiana e membro dell’esecutivo Ifj. I giornalisti della Ifj incontreranno i responsabili delle istituzioni civili di Gaza e le rappresentanze dei giornalisti palestinesi e terranno sabato prossimo 24 gennaio al Cairo una conferenza stampa”.

foto FNSI

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Di Loredana Morandi (del 22/01/2009 @ 03:03:50, in Sindacati Giustizia, linkato 1002 volte)
Allo studio anche la trasmissione delle notizie di reato dalla polizia alle procure

Giustizia, Brunetta: ''In arrivo certificati giudiziari on line''

Notificazioni telematiche per comunicazioni e atti processuali. E' una delle principali novità del piano e-government 2012 presentato a palazzo Chigi

ultimo aggiornamento: 22 gennaio, ore 08:14
Roma, 22 gen. (Adnkronos) - Presto i certificati giudiziari arriveranno on line. E' una delle principali novità delll'obiettivo strategico 3, intitolato 'Giustizia', del Piano e-government 2012 presentato a palazzo Chigi dal presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e dal ministro per la P.A. e l'Innovazione Renato Brunetta (nella foto).

Il rilascio telematico di certificati giudiziari sarà possibile anche presso gli sportelli di altre pubbliche amministrazioni sul territorio e all'estero. I certificati interessati, sono quelli del Casellario, rilasciato ogni anno in oltre un milione di copie. Il progetto inoltre consentirà l'accesso diretto in rete ai dati del Casellario giudiziario alle pubbliche amministrazioni e agli enti pubblici.

Allo studio c'è anche la trasmissione telematica delle notizie di reato dalle forze di polizia alle procure. Obiettivi del progetto, si legge nel Piano diffuso alla stampa, sono: "agevolare le attività delle procure nella fase delle indagini e nel predibattimento del processo penale, consentendo la trasmissione telematica alle Procure stesse delle notizie di reato da parte delle forze di polizia giudiziaria con l'alimentazione automatica del registro delle notizie di reato e la costituzione del fascicolo elettronico del pm e del gip''.

http://www.adnkronos.com/IGN/Politica/?id=3.0.2936593010
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Di Loredana Morandi (del 22/01/2009 @ 02:40:04, in Sindacati Giustizia, linkato 1463 volte)
Comitato Informatici ATU

- comunicato stampa -

In risposta alla notizia di agenzia sotto riportata:
-------------
ultimo aggiornamento: 21 gennaio, ore 19:05
Roma, 21 gen. - (Adnkronos) - Il casellario giudiziario on line, una delle principali novita' del piano e-gov 2012 "non e' il 'Grande fratello': niente di piu' inventato". Lo ha affermato il ministro della Pubblica amministrazione e l'innovazione Renato Brunetta commentando, nel corso della conferenza stampa, gli attacchi dei giorni scorsi del giornalista di Repubblica Giuseppe D'Avanzo che a proposito di questa iniziativa aveva parlato di una possibile intrusione nella privacy dei cittadini.
--------------

Il Comitato Informatici ATU dichiara:
In relazione alle notizie di stampa circolate negli ultimi giorni, in particolare su "La Repubblica", relativamente ai probabili pericoli dei progetti di centralizzazione dei software del Ministero della Giustizia e letta anche l'ultima dichiarazione del Ministro Brunetta che afferma che "Il Casellario on-line non è il Grande Fratello", banalizzando una tematica molto complessa, i tecnici informatici in appalto degli Uffici Giudiziari, detti ATU (Assistenza Tecnica Unificata) che da 15 anni rappresentano la spina dorsale dell'informatizzazione dell'Amministrazione Giudiziaria vogliono invece comunicare ai media che vi sono senza alcuna ombra di dubbio dei fortissimi pericoli già oggi per il modo superficiale con il quale viene gestito il comparto informatico, essendo lo stesso quasi in totale outsourcing, senza che vi siano adeguati controlli sul personale impiegato nella gestione dei dati sensibili nè sulle società appaltatrici che possono utilizzare tranquillamente lavoratori precari assunti e licenziati alla bisogna, provocando dispersione di conoscenze e numerose "falle" che nessun "sistema di sicurezza" per quanto avanzato è capace di impedire.

Non è possibile considerare sicuro un sistema informatico quando l'amministratore dello stesso ovvero un individuo che abbia accesso completo al sistema non è una persona sicuramente affidabile.

Vi invitiamo alla lettura dell'articolo sul portale www.diritto.it
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