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 Atalanta Fugiens, emblema 24 della Natura...... di Loredana Morandi
 
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Sul manifestarsi della pedofilia: Il soggiacere alle esigenze di donne volgari e violente, siano esse inoltre nane, malformate o mastodontiche, e la contestuale persecuzione e vessazione di una madre normale con figli normali, in un uomo che nell'infanzia abbia subito abusi a carattere sessuale, rappresenta una latenza grave ed un segnale dell'avanzare della parafilia comunemente nota come Pedofilia.

Loredana Morandi
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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Loredana Morandi (del 15/01/2009 @ 03:38:29, in Magistratura, linkato 1216 volte)
Il mio collega Giuseppe D'Avanzo si interroga se stiamo messi bene. Direi proprio di no, perché non basterebbero tutte le polizie del pianeta, per fermare il ragazzino capace di accedere al database del Pentagono (quello del film e magari lo acchiappano, sì ma dopo il misfatto). E nessun Ministero o Procura potrebbe mai salvarsi dal lavoro di un craker prezzolato dalla Mafia. Lo dico per l'esperienza di aver visto il server di Università di Napoli usato per il file sharing illegale via "Rete IRC", installata abusivamente sul server UniNA, nascosto agli occhi dei professori e del Rettorato per 4 anni consecutivi.


IL CASO. Protocollo d'intesa tra Brunetta e Alfano, il progetto partirà nei prossimi giorni
Sarà creata una centrale al ministero per indagini e processi, al momento senza regolamenti

Gli occhi del governo su polizia e pm

di GIUSEPPE D'AVANZO

Ci sono molti modi per dare avvio a una riforma della giustizia. La si può discutere in pubblico come accade ancora in questi giorni o inaugurare in silenzio nuovi, possibili controlli del governo sull'ordine giudiziario a dispetto di ogni autonomia e indipendenza togata. Si manipola qualche inciso nei codici, si sposta una virgola di un articolo di legge e il pubblico ministero può perdere la direzione delle indagini e della polizia giudiziaria (lo si è già visto). O - nome di una necessaria rivoluzione tecnologica - si possono sottrarre addirittura la "proprietà" e le informazioni dei fascicoli processuali al pubblico ministero e al giudice delle indagini preliminari.

Č quel che può avvenire, nei prossimi giorni, quando entrerà nella sua fase di sperimentazione (nel primo trimestre a Napoli, nel secondo a Nola e Torre Annunziata, entro il quarto a Milano e Monza) il protocollo d'intesa firmato il 26 novembre 2008 tra il ministro per l'innovazione (Renato Brunetta) e della giustizia (Angelino Alfano). L'articolo 7 del protocollo prevede la "trasmissione telematica delle notizie di reato tra le forze di polizia e procure della Repubblica".

"Il progetto - si legge nel documento - prevede che le forze di polizia giudiziaria redigano le notizie di reato, le digitalizzino, le trasmettano alle procure, firmate digitalmente e crittografate nell'ambito della rete privata delle forze di polizia con specifiche estensioni di rete che potranno avere anche ulteriori utilizzazioni sinergiche".

Si può così "automatizzare l'alimentazione del registro delle notizie di reato e la costituzione del fascicolo del pubblico ministero e del giudice delle indagini preliminari". I dati così raccolti potranno essere condivisi dall'intera rete delle forze di polizia che avranno accesso ai "dati di sintesi delle notizie di reato". Come? "Predisponendo una porta di dominio attestata presso il ministero della giustizia". La "porta di dominio" è una formula che appare misteriosa ai non addetti, ma non indica altro che il luogo e l'identità di chi assicura lo scambio elettronico delle informazioni.

Ricapitoliamo. Tutte le notizie di reato del paese, i fascicoli dei pubblici ministeri, le comunicazioni tra polizia giudiziaria e pubblico ministero, tra pubblico ministero e giudice delle indagini preliminari di ogni tribunale italiano e quindi le denunce, le querele, le istanze e i verbali degli interrogatori, delle perquisizioni, dei sequestri, delle sommarie informazioni assunte, degli accertamenti tecnici, delle intercettazioni saranno (a regime) interconnesse attraverso un "gestore centrale" organizzato e controllato dal ministero di giustizia che - prevede il protocollo - può concederlo a un fornitore esterno, in outsourcing. Nascerà, dunque, come spiega un addetto al progetto, "una cancelleria virtuale nazionale" al momento priva di ogni norma, disposizione o regolamento. Questa è la notizia.

Vediamone le conseguenze probabili e gli effetti possibili. Sono indubbi i benefici a vantaggio dell'efficienza del processo. La rivoluzione tecnologica consente al pubblico ministero, al giudice, alla cancelleria di formare, di comunicare e notificare gli atti con documenti informatici che viaggiano tra gli attori del processo attraverso canali telematici, come avverrà presto per il processo civile. Via archivi cartacei e i "muri" di faldoni. Azzerati gli errori di notifica che annientano i processi. Abbattuti i costi. Recuperato personale. Ridotti i tempi. L'efficienza e quindi la credibilità del processo penale non potrà che avvantaggiarsene. E' la rivoluzione necessaria che gli addetti, tutti, dagli avvocati ai magistrati, chiedono da anni. Saranno soddisfatti. Meno lo sarà - o dovrà esserlo - chi si pone questa domanda: come e chi proteggerà quella miniera di informazioni? Quanto sarà inviolabile il sistema? E' legittimo che l'intera "base dati" della giustizia italiana sia gestita non dall'amministrazione giudiziaria, cioè dalla magistratura, ma da funzionari e società private dipendenti dal governo o dalle sue decisioni?

Un addetto al progetto, nato con il governo Berlusconi 2001/2006, è disposto ad ammettere che qualche problema c'è. "I responsabili degli uffici giudiziari, i procuratori della repubblica, dovrebbero essere in grado di esercitare un controllo agevole delle misure di sicurezza, ma se le base dati sono in una farm lontana, non si può avere la possibilità di effettuare monitoraggi continui. Quale responsabile della segretezza di quelle informazioni può escludere che, lontano dal suo ufficio, venga allestito un terminale del programma per l'accesso alla lettura dei dati? La sola risposta responsabile e ragionevole è: nessuno. La sicurezza è data da misure preventive e controlli costanti. Senza controllo, non c'è misura preventiva che possa tenere. E quale controllo puoi avere se sei a centinaia di chilometri di distanza?". Per alcuni autorevoli magistrati del pubblico ministero, quest'idea di una "cancelleria virtuale nazionale", prima di essere pericolosa, è soprattutto contra legem, illegale. "Il codice di procedura penale - dice un autorevole magistrato - prevede esplicitamente e senza deroghe che ogni "notizia di reato e la documentazione relativa alle indagini siano conservati in un apposito fascicolo presso l'ufficio del pubblico ministero con gli atti trasmessi dalla polizia giudiziaria". Se dovesse nascere una cancelleria nazionale, anche se virtuale, si scipperebbe la proprietà esclusiva del fascicolo al pubblico ministero: è contro al legge". Si dice d'accordo l'addetto al progetto ministeriale: "E' vero che ogni notizia trasmessa e raccolta sarà criptata con la chiave pubblica del procuratore, ma le informazioni sono archiviate in un luogo non alle dipendenze del procuratore, ma della forza di polizia e quindi nessun efficace e reale controllo può esercitarsi sulla protezione della segretezza dell'archivio".

E' la questione cruciale, pare. Con una qualche coerenza, Berlusconi e il suo ministro non tacciono di voler trasferire l'avvio, lo sviluppo e l'esito dell'investigazione penale dalle mani del pubblico ministero alle polizie. La rivoluzione tecnologica potrebbe consentire di assicurare alle polizie, e quindi all'esecutivo, anche il controllo di tutte le informazioni, delle notizie di reato, di tutta la documentazione di ogni indagine avviata nei ventinove distretti giudiziari del paese. Un Grande Fratello della giustizia italiana, si può dire, che dovrebbe essere sconfitto o tenuto lontano soltanto dalla "chiave" con cui i procuratori della repubblica dovranno crittografare i documenti. Se si chiede ad Alberto Berretti, matematico, professore di sicurezza informatica a Tor Vergata - dunque con una familiarità con il mondo e i metodi dell'hackeraggio - se una "chiave" per crittografare i documenti può essere una protezione definitiva, si raccoglie un sorriso ironico. "Nessun sistema è sicuro.
Questo progetto del ministero di giustizia, per come me lo racconta, mi pare che faccia acqua. Innanzi tutto è pericoloso avere un solo server in un solo luogo. Se scoppia un incendio e tutto va in fumo, che succede? Si liquefa la giustizia italiana? Sono sicuro che abbiano tenuto conto di quest'eventualità e previsto due server e in due luoghi diversi, con il botto di danaro che costa, perché sicurezza significa prevedere che le cose possono anche andare male per caso. Poi il diavolo ci può mettere la coda e anche questo bisogna immaginare e la "chiave" non è la soluzione che risolve tutti i problemi. La crittografia rischia di essere una porta blindata sistemata su pareti di cartone. E' vero, è difficile rompere la porta, ma è facile aggirarla passando dalle pareti. Oggi i dvd sono cifrati, ma in rete ci sono a tonnellate di dvd craccati, per dire. E poi oggi ci sono programmi di keylogging che copiano in silenzio quanto viene scritto sulla tastiera del computer. Il procuratore magari chiude la porta dell'ufficio e digita la sua "chiave" di accesso crittografato. Pensa di essere solo e sicuro, invece c'è chi gli sta rubando in quel momento la chiave per consegnarla a cyber- criminali che la venderanno al maggior offerente. E se a vincere l'asta dovesse essere Cosa Nostra? Può stare certo che, se questa cancelleria virtuale dovesse davvero farsi, sarà un boccone ghiottissimo per ogni hacker del pianeta".

Dunque, lo stato dell'arte è questo. Tutti i documenti d'indagine della giustizia italiana finiranno presto in un unico canestro. I procuratori, responsabili delle indagini, non saranno in grado di garantire la sicurezza delle informazioni raccolte. L'archivio della "cancelleria virtuale" sarà nella disponibilità delle forze di polizia, e quindi del governo che gestirà il sistema attraverso una società privata (altra minaccia, se si ricordano i traffici spionistici della Telecom di Marco Tronchetti Provera). Quel che è peggio, anche Cosa Nostra potrà ficcarci il naso, pagando il dovuto. Voi dite che stiamo messi bene?

(12 gennaio 2009)
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Ieri le prime avvisaglie, oggi ko. Uffici scollegati. Impossibile
accedere ai registri degli indagati e stampare certificati penali

Giustizia, in tilt sistema informatico
Polemiche sulla "Cancelleria Nazionale"

I togati del Csm chiedono chiarimenti su "raccolta, gestione e conservazione"

MILANO - Il sistema informatico che collega tutti gli uffici dei tribunali italiani è rimasto bloccato da questa mattina fino alle 17,30. Il Rug (rete unica della giustizia) ha sede a Napoli.

Paralizzata l'attività dell'amministrazione giudiziaria sulla rete informatica. Uffici scollegati, impossibilitati a dialogare fra loro. Impossibile accedere ai registri degli indagati e stampare certificati penali. Indisponibili, quindi, gli accessi a internet e il servizio di posta elettronica degli uffici. Bloccato anche il collegamento con il casellario giudiziale e il Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria.

Già nella giornata di ieri si erano avute le prime avvisaglie, poi da questa mattina il blocco totale e da qualche minuto è ripreso un funzionamento a singhiozzo. Dal ministero della Giustizia fanno sapere di aver risentito delle disfunzioni della rete, ma di non sapere ancora quali siano le cause del problema "ancora da accertare".

In questi giorni Repubblica ha rivelato il progetto del governo, che vuole creare una "cancelleria nazionale virtuale". Sul progetto, hanno preso posizione i membri togati del Csm in rappresentanza di tutte le correnti: ""Notizie di stampa e le dichiarazioni di alcuni colleghi - rilevano - evidenziano la necessità di acquisire chiarimenti sulle modalità di raccolta, gestione e conservazione informatica dei dati processuali delle procure della Repubblica e la salvaguardia delle esigenze di riservatezza dell'attività istruttoria e del loro esclusivo controllo da parte autorità giudiziaria procedente".

Dunque, "al fine di garantire al tempo stesso efficienza al sistema e la tutela principio dell'autonomia e indipendenza della giurisdizione - concludono - si chiede l'apertura pratica presso la Sesta Commissione per gli opportuni approfondimenti".

(13 gennaio 2009)
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Di Loredana Morandi (del 15/01/2009 @ 03:07:54, in Magistratura, linkato 1384 volte)
Pubblico a grande richiesta una splendida intervista al dott. Spataro e mi permetto un "aggiunta" all'articolo in gergo "giornalaio", che posto in fondo per far meglio comprendere all'esimio onorevole signor Ministro Brunetta gli effetti devastanti cui si potrebbe andare incontro, con l'eliminazione del cartaceo nel mondo della Giustizia. Però temo, che al ministro non interessi lo spazio e la polvere degli uffici giudiziari, ma di disfarsi in qualche modo degli "stipendi" ai dipendenti...

Intervista al procuratore aggiunto di Milano Armando Spataro
"E' giusto migliorare la giustizia ma con regole precise"

"A rischio la libertà dei cittadini
il segreto sia tutelato dai pm"


di GIUSEPPE D'AVANZO

ROMA - Nasce una "cancelleria nazionale virtuale" che inquieta. Il protocollo d'intesa, firmato dai ministri Brunetta (Innovazione) e Alfano (Giustizia), prevede la "trasmissione telematica delle notizie di reato tra le forze di polizia e procure della Repubblica". Si può così "automatizzare l'alimentazione del registro delle notizie di reato e la costituzione del fascicolo del pubblico ministero e del giudice delle indagini preliminari". I dati raccolti, "predisponendo una porta di dominio attestata presso il ministero della giustizia", saranno condivisi dall'intera rete delle forze di polizia che avranno accesso ai "dati di sintesi delle notizie di reato". Mettiamola così, allora, tutti i documenti d'indagine della giustizia italiana finiranno in un unico canestro. I procuratori, responsabili delle indagini, non saranno in grado di garantire la sicurezza delle informazioni raccolte ancora protette dal segreto istruttorio. L'archivio della "cancelleria virtuale" sarà nella disponibilità delle forze di polizia, e quindi del governo che gestirà il sistema attraverso una società privata.

Abbiamo chiesto al procuratore aggiunto di Milano Armando Spataro se non ci sono sufficienti ragioni per preoccuparsi.
"Voglio essere chiaro. Va apprezzato lo sforzo del governo di modernizzare, con l'innovazione tecnologica, l'organizzazione e il funzionamento della giustizia italiana. Non si può che apprezzare lo sforzo di informatizzazione di tutte le procedure. Non dubito che questo programma sia il frutto delle sollecitazioni - vecchie di anni - di magistrati e avvocati e una testimonianza delle migliori intenzioni e di una buona volontà. E tuttavia credo che non si debbano accantonare alcune perplessità che giudico pertinenti e rilevanti".

Vediamo. Quali sono?
"Ripeto, ben venga lo sforzo di automatizzazione del sistema, ma non credo che vada sottovalutato il rischio di un conflitto tra la tecnologia e alcuni principi irrinunciabili del codice di procedura penale. Non possiamo ignorare l'esistenza di una soglia invalicabile tra ciò che non è coperto da segreto - e può essere messo a disposizione delle forze di polizia e degli attori del processo - e ciò che è segreto e deve rimanere nella disponibilità esclusiva del magistrato del pubblico ministero, come impone la legge".

Il ministro Brunetta sostiene, con buone ragioni, che il protocollo consente di "superare le scartoffie, i faldoni, le cancellerie polverose".
"Ma mica stiamo discutendo di questo. Non è in discussione l'informatizzazione. Discutiamo di altro: dove raccogliere quei dati; come; chi ne deve essere il responsabile; chi ha diritto ad accedervi. A questa regolamentazione di una materia molto sensibile occorre porre attenzione. La trasmissione telematica delle notizie di reato è un segmento di un ampio progetto, chiamato Re. Ge. Web, che informatizzerà il registro generale delle notizie di reato. Ora tutte le procure, per i loro archivi informatici, devono preparare ogni anno un documento programmatico per la sicurezza, indicando i nomi degli amministratori di sistema, la policy delle società private deputate al trattamento dei dati giudiziari e le soluzioni di sicurezza dalle stesse adottate. In tale ottica, la procura di Milano ha chiesto da tempo al ministero i requisiti del consorzio di imprese che si occuperà del Re. Ge. Web e, nonostante le promesse, siamo ancora in attesa dei documenti. Voglio dire che una razionalizzazione tecnologica, indispensabile, non può farci dimenticare che anche l'innovazione ha bisogno di regole, responsabilità chiare, certezze, rigore, attendibilità. La lotta al terrorismo ci ha insegnato che è certo possibile raccogliere dati come se fossero gocce di pioggia su ognuno e ogni cosa, ma ci ha posto di fronte al dilemma di come la sicurezza debba sapersi conciliare con la libertà e la privacy dei cittadini".

In questo caso, mi pare, c'è anche dell'altro. Le chiedo: consentire "all'intera rete delle forze di polizia" l'accesso ai "dati di sintesi delle notizie di reato" non espone l'ordine giudiziario al controllo dell'esecutivo?
"E' un problema che esiste. E' una tendenza che già ha fatto capolino nella legislazione".

A che cosa si riferisce?
"Alla legge (3 agosto 2007, n. 124) che ha riformato i servizi segreti. La riforma prevede oggi che, autorizzata dal procuratore della repubblica, l'intelligence abbia 'l'accesso diretto al registro delle notizie di reato anche se tenuto in forma automatizzata'. Francamente non se ne vedo l'utilità. Gli scopi perseguiti dai servizi di informazione non legittimano, a mio avviso, l'adozione di procedure diverse da quella previste dal codice di procedura penale: ho difficoltà a immaginare le ragioni per cui un procuratore dovrebbe concedere l'autorizzazione a quell'accesso. Per gli stessi motivi non comprendo perché le forze di polizie dovrebbero avere accesso e condividere, attraverso una cancelleria nazionale addirittura, le notizie di reato di tutti i distretti giudiziari. La notizia di reato e la relativa documentazione sono custodite - impone la legge - presso l'ufficio del pubblico ministero. Anche nell'interesse dell'indagato e della sua privacy e non solo delle indagini Non vedo l'utilità di manomettere quel principio".

Le si potrebbe opporre: per rendere più efficiente il coordinamento e l'efficacia delle investigazioni.
"Il coordinamento delle indagini ha già oggi le sue procedure. E, dove sono rispettate, danno buoni frutti. Non è una buona obiezione. Vuole sapere qual è la verità?".

Qual è?
"Non c'è alcun motivo per 'centralizzare' queste informazioni. Il sistema bilaterale di oggi - pubblico ministero, polizia giudiziaria - è il più adeguato a proteggere tutti i "beni" in gioco: la riservatezza della privacy dell'indagato; l'efficacia dell'investigazione; il segreto dell'indagine. Si informatizzi, allora, con firme certificate e crittografia questo rapporto bilaterale, almeno finché il segreto non venga meno".

L'esclusivo rapporto a due - pubblico ministero, polizia giudiziaria - non ha impedito, rimprovera il ministro Brunetta, che "manine e manone" si siano tuffate in carte segrete.
"A maggior ragione, non si capisce perché una 'centralizzazione' ovvierebbe al problema. E' vero, che la fuga di notizie, come l'intrusione telematica, è sempre possibile, ma nel sistema bilaterale di oggi i possibili responsabili della violazione del segreto sono di numero circoscritto. Nell'altro caso, no. Nessun sistema informatico è sicuro, nonostante password e altre tecniche, mentre può esserlo l'organizzazione degli uomini che lo gestiscono".

L'accuseranno di essere arcaico, lo sa?
"Lo so, ma invito tutti a riflettere al di là della facile e ineludibile passione per l'innovazione tecnologica. Ripeto, non penso che dietro questo progetto di 'cancelleria nazionale virtuale' ci sia un'intenzione maligna, ma di certo c'è un pericolo: scindere la titolarità e la responsabilità di un'informazione sensibile come la notizia di reato dagli uomini che gestiscono il sistema telematico. Non è soltanto in ballo la possibilità di accertare che cosa è accaduto e per la responsabilità di chi, ma il diritto alla privacy dei cittadini. Di questo parliamo, non di modernità e arcaicità. A meno che non mi si dica che, in nome della modernità, dovremmo essere disposti a svendere la nostra libertà".

(13 gennaio 2009)

Attenzione lo scritto che segue è un falso, ma futuribile

ULTIM'ORA: Roma 17 gen. (AnSIA) Centinaia di migliaia di Avvisi di Garanzia ed altrettanti Avvisi di Chiusura Indagini Preliminari hanno raggiunto nella notte le email di Don Fortunato Di Noto, Massimiliano Frassi e Loredana Morandi. Le email, falsificate dagli originali emessi dalla Cancelleria Generale "virtuale" del Ministero della Giustizia e comprensive di bolli e certificazioni fasulle, sono una ritorsione dei pedofili di tutto il mondo, che hanno utilizzato questo mezzo per sbarazzarsi dei 3 operatori dell'antipedofilia sperando che una o più Procure italiane abbocchino al brutto tiro. Alte le proteste degli operatori del volontariato a contrasto della pedopornografia online rivolte al Ministro.

- Liberi di ridere della mia trovata, ma sono già in circolazione le spam email di "notifica" del Ministero della Giustizia del Messico
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Di Loredana Morandi (del 14/01/2009 @ 11:22:39, in Osservatorio Famiglia, linkato 1159 volte)

Per tre maestre e un autore tv potrebbe scattare il rinvio a giudizio
Disposta l'archiviazione per le altre tre persone coinvolte nell'inchiesta

Rignano, quattro rischiano il processo
Il pm: "Sevizie e minacce, anche ai genitori"

L'accusa: "Narcotici e violenze per costringerli a giochi erotici".

I difensori: "Fatti già smentiti da Riesame e Cassazione"

ROMA - Si va verso il processo per la vicenda degli abusi sessuali ai danni di 21 bambini della scuola materna Olga Rovere di Rignano Flaminio. Oggi la Procura di Tivoli ha notificato la chiusura delle indagini, e si profila una richiesta di rinvio a giudizio per quattro persone coinvolte nelle indagini mentre per altre tre è stata disposta l'archiviazione. E dalla deposizione del pm emergono particolari agghiaccianti.

A rischiare di finire in aula sono le tre maestre, Patrizia Del Meglio, Silvana Magalotti e Marisa Pucci, e l'autore tv Gianfranco Scancarello, marito di Del Meglio, ai cui avvocati è giunta la notifica. Archiviata invece ogni ipotesi di reato per la maestra Assunta Pisani, la bidella Cristina Lunerti e il benzinaio cingalese Kelum Weramuni Da Silva. La decisione spetta comunque al giudice, che dovrà esprimersi nelle prossime ore. Pesanti i reati contestati dal pm Marco Mansi ai quattro indagati: atti osceni, maltrattamenti verso minori, sottrazione di persona incapace, sequestro di persona, violenza sessuale aggravata dalla minore età delle vittime, corruzione di minori, atti contrari alla pubblica decenza.

Le sevizie. I bambini erano sottoposti "ad atti di sevizie e crudeltà", scrive il pm. Anche con l'uso di siringhe, prelievi di sangue o inoculazione di sostanze come narcotici, stupefacenti e altre contenenti Benzodiazepine. Sempre secondo l'accusa "li terrorizzavano o li traumatizzavano, vestendosi da diavolo o coniglio nero o altro ancora con uso di cappucci e mostrandosi ai medesimi completamente o parzialmente nudi".

Le minacce, anche ai genitori. Gli indagati, assieme ai quali erano presenti "soggetti non identificati in numero di cinque o più", minacciavano gli alunni "con l'uso della violenza o minacce di morte rivolte anche ai rispettivi genitori", sostiene il pm, per indurli "a praticare atti di esplicita natura sessuale anche con l'uso di strumenti (vibratore, penna, pezzi di vetro, e altro non precisato) con l'inserimento di questi strumenti nei genitali femminili delle bambine e con uso lesivo degli stessi strumenti in danno dei minori di sesso maschile". I minori inoltre venivano sottoposti, si legge nell'accusa, a giochi a sfondo sessuale, quali 'il gioco della puntura' e 'il gioco del pisello'.

Un'inchiesta lunga e controversa. L'inchiesta giudiziaria, partita sulla base di alcune denunce dei genitori di bambini, prende in esame fatti cominciati nel 2001, per una bambina, e proseguiti per gli altri 20 alunni tra il 2005 ed il 2006. Con un iter a dir poco frastagliato, si chiudono così una delle indagini tra le più controverse degli ultimi tempi. Dopo una fase di stallo, l'inchiesta ha ripreso una nuova spinta con il ritrovamento, a giudizio del pm, del casale dove sarebbero stati perpetrati gli abusi.

La difesa: "Proposti fatti già smentiti". Gli indagati hanno sempre respinto le accuse e i loro difensori, che hanno ora 20 giorni di tempo per chiedere l'audizione dei loro assistiti o per depositare note e memorie, sostengono che i fatti proposti dall'accusa sono già stati smentiti. "Si tratta di fatti - ha affermato Roberto Borgogno, difensore di Patrizia Del Meglio e di Gianfranco Scancarello - che sono stati già ritenuti infondati dal tribunale del Riesame di Roma, dalla Cassazione e che non hanno trovato riscontro neanche nelle dichiarazioni fatte dai bambini". "E' un'ostinata difesa dell'errore iniziale fatto dalla procura - ha detto l'avvocato Giosuè Bruno Naso, legale di Silvana Magalotti. "Un'inchiesta - ha aggiunto - fatta con grande dispiego di mezzi e nella quale non si è tenuto conto ad esempio dell'esito delle analisi del Ris che non hanno trovato nulla sia nelle macchine, sia nelle abitazioni".

(13 gennaio 2009)

Noticina: l'avvocato è un fanfarone perché il riesame al massimo esprime pareri, ma non è competente in giudizio sugli elementi di indagine. La Cassazione giunge come terza ed ultima sede di giudizio. Peccato che le redazioni mandino ragazzini di vent'anni a fare il servizio su questi temi, perché la giustizia che pure ha avuto i suoi "Pm ragazzini" avrebbe bisogno di voci giornalistiche adulte.
Su questo caso io sto con il pubblico ministero. Perché questa faccenda è stata fin troppo monopolizzata e strumentalizzata politicamente. Una vergogna le fiaccolate per le maestre. Ed a mio avviso non depone a favore dell'innocenza il fatto, che ci sia tra gli indagati un regista Rai. Perché in Rai (si vedano le indagini del pm di Potenza) ci entrano solo corrotti e/o raccomandati.

A buon intenditor poche parole politicamente bastano. E mi riferisco proprio ai troppi Ugo, giustiziere, maxfassi e altro genere di vergogna propagandistica pro pedo via weblog. La vergogna di questo caso, infatti, e le buffonate associazionistiche per la difesa di 4 probabili corrotti ha sporcato il web in modo inaudito, rendendosi subito punto di raccolta per pedofili di ogni razza e ubicazione. Ed il rampantismo di certi studi legali, che guadagnano con questo target di clienti, è da frenare, non da stimolare.
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Di Loredana Morandi (del 14/01/2009 @ 09:05:33, in Estero, linkato 1145 volte)
Avviso per i lettori di Giustizia Quotidiana

Tutti i testi di appello delle organizzazioni e dei gruppi pacifisti, gli articoli in inglese, francese ed in lingua araba e gli aggiornamenti dalla Spirit of Humanity, la nave salpata per Gaza, sono su

www.bloggersperlapace.org


Rammento, a tutti coloro che fossero interessati, i principali appuntamenti romani:

oggi 14 gennaio ore 18.00 piazza Barberini
Fiaccolata per la Palestina - organizzata da CGIL Roma

domani 15 gennaio ore 11.00 p.zza San Marco (p.zza Venezia)
Sit In davanti alla Sede delle Nazioni Unite a Roma - organizza Federazione Verdi

sabato 17 gennaio ore 15,30 piazza Vittorio
Manifestazione Nazionale per la Palestina

Altri appuntamenti, regione per regione, su

www.forumpalestina.org

Loredana Morandi
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Di Loredana Morandi (del 14/01/2009 @ 02:00:50, in Giuristi, linkato 1135 volte)

L'ASSOCIAZIONE INTERNAZIONALE DEI GIURISTI DEMOCRATICI
CONDANNA L'INVASIONE ISRAELIANA DI GAZA


L'Associazione internazionale dei giuristi democratici, che rappresenta avvocati e giuristi di oltre 100 Paesi e gode di status consultivo presso le Nazioni Unite e l'UNICEF ha condannato l'aggressione israeliana contro il popolo della Striscia di Gaza il 29 dicembre 2008 e il 2 gennaio 2009 ed ha chiesto alla comunità internazionale di fermare l'aggressione e di far valere la responsabilità israeliana per i crimini di guerra.

L'Associazione internazionale dei giuristi democratici. denuncia ora l'invasione di Gaza da parte di Israele. Questa invasione si è aggiunta all'aggressione illegale del bombardamento aereo. L'invasione con la continuazione del bombardamento hanno causato la morte di centinaia di civili e il ferimento di migliaia. L'azione israeliana viola il diritto internazionale e specialmente la Quarta Convenzione di Ginevra mediante la punizione collettiva dell'intera popolazione di Gaza e il venir meno al suo obbligo di proteggere i cittadini del territorio occupato. C'è stata una distruzione massiccia delle infrastrutture di Gaza e la crisi umanitaria sta raggiungendo livelli catastrofici. Risultano molto inquietanti i rapporti secondo i quali Israele ha fatto uso di fosforo bianco e altre armi di discutibile legalità.

L'Associazione internazionale dei giuristi democratici condanna il rifiuto di Israele e degli Stati Uniti di un cessate il fuoco immediato. L'Associazione internazionale dei giuristi democratici condanna il rifiuto israeliano di osservare la risoluzione del Consiglio di sicurezza dell'8 gennaio 2009, che richiedeva un cessate il fuoco immediato. L'astensione degli Stati Uniti non ne fa venir meno il carattere vincolante, qualunque cosa affermi Israele per giustificare il suo disprezzo dell'opinione della comunità internazionale.

L'Associazione internazionale dei giuristi democratici chiede a tutti i suoi membri di sollecitare i governi dei rispettivi Paesi a unirsi per por fine al conflitto. L'Associazione internazionale dei giuristi democratici ribadisce l'appello alle Nazioni Unite, compresa l'Assemblea generale, a fare tutto il necessario per por fine all'ostilità e ad avviare le procedure volte a far valere la responsabilità di Israele per i suoi crimini.

8 Gennaio 2009
Jitendra Sharma, President
Jeanne Mirer, Secretary General
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Di Loredana Morandi (del 13/01/2009 @ 04:58:12, in Osservatorio Famiglia, linkato 3636 volte)
L'articolo che segue è facilmente reperibile in Rete, l'autore è un ebreo convertito al cristianesimo, ed i suoi contenuti non esprimono la mia opinione, ma saranno certamente per me spunti di riflessione ed approfondimento. Mi sono più volte domandata il perché della terribile involuzione culturale della popolazione civile che abita Israele. Una involuzione culturale e di integralismo religioso, che consente di fotografare nella Israele di oggi, personaggi come questo rabbino israeliano, durante l'abbandono di Gaza, oggi detta "la martire".

Quella che vedete infatti NON è una fotografia tratta da un film biblico, ma una foto scattata dalla Agenzia France Press in una sinagoga di Gaza nel 2005.

rabbino_medioevale


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Il Talmud

uno sguardo alle tradizioni religiose del giudaismo

L'autore del seguente articolo è Irv Spielberg, ebreo, un tempo seguace
del giudaismo, oggi cristiano. Egli scrive:


Questa religione [il giudaismo] ha avuto origine con la comparsa stessa dell'uomo, con Adamo ed Eva. È la religione nata prima di ogni altra forma di culto -- prima dell'Islam (apparso 14 secoli fa), prima dell'Induismo o del Buddismo (apparsi 25 secoli fa), prima dei vari culti pagani della Mesopotamia (60 secoli fa).

In sostanza, i giudei dovevano condursi con giustizia e ubbidienza davanti al loro Dio e Creatore, amandoLo con tutto il loro cuore.
A un certo punto, Dio rivolse ai giudei questo comandamento: "Amate il vostro prossimo - anche lo straniero che abita tra di voi - tanto quanto amate voi stessi". Non passò molto tempo che i giudei cominciarono a ribellarsi contro Dio e a fare di testa loro.
La loro ribellione durò secoli, prima che Dio permettesse la loro sconfitta e deportazione nell'antica Babilonia.

In quel tempo, i capi religiosi cominciarono a formulare delle nuove leggi e idee religiose che, secondo loro, servivano a spiegare e a completare i comandamenti che Dio aveva dato nell'Antico Testamento. Eppure, i loro insegnamenti annullavano quelli che Dio aveva dato loro!

Le nuove leggi inventate da quei rabbini sono conosciute come "il Talmud".
Sebbene i rabbini siano esperti del Talmud, probabilmente neppure un ebreo su mille sa esattamente cos'è il Talmud. Ecco allora alcuni insegnamenti del Talmud (con le relative fonti).

1) IL TALMUD INSEGNA DELLE FALSITÀ SCIENTIFICHE:

  • Le iene si tramutano in pipistrelli dopo sette anni, per poi trasformarsi in spine e demoni (Baba Kamma, 16a).
  • Stare nudi davanti a una lampada causa l'epilessia (Pesahim, 112b).
  • La terra che si trova all'ombra di una stalla ha valore medicinale, come pure gli escrementi di un cane bianco (Gittin, 69a,b).

2) IL TALMUD ODIA LE DONNE:

  • La nascita di una bambina è un evento infelice (Baba Bathra, 16b).
  • Non è mai una buona cosa parlare troppo a lungo con le donne, inclusa la propria moglie (Aboth, 1.5).
  • È giusto divorziare dalla propria moglie se rovina il cibo, o se si trova una donna più bella (Gittin, 91a).

3) IL TALMUD ODIA I BAMBINI:

  • È giusto per una bambina di tre anni avere rapporti sessuali (Abodah Zarah, 37a; Kethuboth, 11b,39a; Sanhedrin, 55b,69a,b; Yebamoth, 12a,57b,58a,60b).
  • Quando un uomo ha rapporti omosessuali con un bambino al di sotto dei 9 anni d'età, non è da condannare (Sanhedrin, 54b,55a).
  • I rapporti sessuali con un bambino al di sotto degli 8 anni d'età sono leciti (Sanhedrin, 69b).

4) IL TALMUD ODIA TUTTI I NON EBREI:

  • Tutti i Gentili (cioè i non ebrei) sono solo degli animali, quindi tutti i loro bambini sono bastardi (Yebamoth, 98a).
  • Quando un non ebreo deruba un ebreo, deve restituirgli tutto, ma se avviene il contrario, l'ebreo non deve restituire nulla. Inoltre, se un non ebreo uccide un ebreo, dev'essere ucciso anche lui, ma non il contrario (Sanhedrin, 57a).
  • È lecito "usare dei sotterfugi" davanti a un tribunale per raggirare un non ebreo (Baba Kamma, 113a).

5) IL TALMUD ODIA GESU' CRISTO E I CRISTIANI:

  • Gesù nacque bastardo (Yebamoth, 49b; Jewish Encyclopedia).
  • Maria era una prostituta (Sanhedrin, 106a,b).
  • Gesù "praticò la stregoneria e portò Israele all'apostasia" (Sanhedrin, 43a).
  • Gesù fu punito e mandato all'inferno dove fu gettato in "escrementi ribollenti" (Gittin, 56b,57a).
  • I cristiani andranno all'inferno e "saranno puniti lì per tutte le generazioni" (Rosh Hashanah, 17a).
  • Quelli che leggono "le opere dei giudeo-cristiani" (cioè il Nuovo Testamento) finiranno all'inferno (Sanhedrin, 90a).
  • I libri dei cristiani "non possono essere salvati da un incendio, ma devono essere bruciati al loro posto, loro e i nomi sacri scritti in essi" (Shabbath, 116a).

Verso il 500 d.C. circa, gli scribi ebrei avevano completato il voluminoso Talmud, la versione scritta di quella che era stata a lungo la tradizione religiosa orale degli ebrei - quella stessa tradizione che Gesù condanna duramente come è scritto in diverse parti del Nuovo Testamento (si leggano Matteo 15:3-9, Matteo 23:13-36, Marco 7:8-13; cfr. Colossesi 2:8).

La Sacra Scrittura ci avverte:

"...non dando retta a favole giudaiche né a comandamenti d'uomini che voltano le spalle alla verità..." (Tito 1:14)

"...giacché questo popolo s'avvicina a me con la bocca e mi onora con le labbra, mentre il suo cuore è lontano da me e il timore che ha di me non è altro che un comandamento imparato dagli uomini..." (Isaia 29:13)

Diversi ebrei affermano che sono dovuti ricorrere al Talmud scritto per difendersi dall'"anti-giudaismo" del Nuovo Testamento.
In realtà, il Nuovo Testamento, come un giornale, si limita a raccontare le vere condizioni del giudaismo al tempo degli eventi narrati. Già prima della redazione del Nuovo Testamento, per molti secoli prima di Gesù e del cristianesimo, gli ebrei dicevano e facevano quelle stesse cose che sono citate dal Nuovo Testamento.
Se dunque un resoconto scritto delle loro parole ed opere è considerato antisemita, il resoconto delle loro ribellioni offerto dall'Antico Testamento non è anch'esso antisemita?

Qualche tempo fa incontrai un giovane a Los Angeles, che si stava preparando per diventare rabbino. Gli chiesi del Talmud, e mi sembrò scioccato nel constatare che conoscevo quell'argomento. Alla fine disse: "Beh, non credo che sia più così importante come lo era un tempo". Quando gli dissi che un film d'odio come "L'Ultima Tentazione di Cristo" rispecchia in maniera incredibilmente accurata il Talmud - e che altri film d'odio del genere sono in produzione, grazie al fatto che il mondo di Hollywood prende il Talmud molto seriamente - il giovane rimase senza una spiegazione.

Sapete una cosa? Ho constatato che alcuni dei passati capi del mio popolo hanno mentito riguardo alla scienza, alle donne, ai bambini, ai non-ebrei, e al cristianesimo e a Gesù Cristo. Ho potuto scoprire che Gesù è il solo Messia e Salvatore per ogni essere umano sulla terra, è il Cristo che Dio aveva promesso. Ho scoperto molte cose quando ho pregato Gesù e gli ho detto: "Se sei davvero quello che dici di essere nel Nuovo Testamento, allora rivelati a me e ti seguirò e avrò fiducia in te per sempre".
Egli lo ha fatto, e io ho mantenuto la mia promessa. Certo ci sono tanti che sbandierano il nome di Cristo a sproposito, esistono tante imitazioni religiose (ogni cosa di valore viene contraffatta), ma quando conoscerai Gesù nella tua vita, saprai tutto ciò di cui hai bisogno sulla salvezza - la tua salvezza!
Non solo Egli ti offre gratuitamente la salvezza, ma ti darà la sua pace e ti farà libero.

http://camcris.altervista.org/talmud.html
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Di Loredana Morandi (del 13/01/2009 @ 04:14:57, in Indagini, linkato 1212 volte)
La Rete Artisti di fronte ha gente che calibra il proprio lavoro e la propria pubblicistica da web da ben 8 oltre anni. E' logico, quindi, che io scopra la peculiare pubblicistica dell'acronimo PVF con successive "illuminazioni".

Chi è P? Nel nostro caso è un certo Princo-src, dalla nota marca dei CD e DVD masterizzabili.

Ma esiste un signor "P" la cui fama è planetaria, proprio come i significati non occulti dell'acronimo alla vanilla, che superficialmente "sembra" un prodotto di largo consumo "il gay effeminato", ma che dal portale del boy love day letto solo su Google identifica il fruitore di pornografia pedofila omosessuale.

Dopo l'articolo serissimo di Criminologia.IT, sarà un articolo di Luca Volontè a ribadire: "chi sia "P".

*****

Denuncia di un europarlamentare: pedofilia dialaga nell'Ue

L’Ue latita sulla pedofilia.
Il Professore batta un colpo


di Luca Volontè* *Capogruppo Udc alla Camera dei deputati

Il Giornale n. 282 del 29-11-06 pagina 10

In una recente intervista a un noto settimanale femminile, l'europarlamentare di An Cristiana Muscardini tuona contro l'ascesa del partito dei pedofili in Europa. Con una coraggiosa presa di posizione, la deputata Ue spiega che la realtà è inquietante non solo per il fatto in sé, ma perché si tratta di una pratica in uso anche da alcuni colleghi a Bruxelles. Nomi non ne fa. Ma un paio di accuse, ben precise, sì: le troppe omissioni da parte dei componenti del Parlamento europeo, l'assenza di impegno dei partiti.
Il Pnvd del signor Ad van den Berg, sigla del movimento politico che sta per «Amore per il prossimo, libertà e diversità», non si è presentato alle elezioni olandesi di novembre. Bene. Ma il problema non è risolto. Anzi. Con la sua denuncia, Moscardini aggiunge un elemento nuovo: quello che vede la pedofilia europea talmente «ben» radicata e infiltrata da aver ormai raggiunto le più alte sfere dell'intellighenzia Ue. Altrimenti, come si spiega l'inerzia di fronte a un'emergenza che al solo pensiero ti fa venire la pelle d'oca?
Il partito pedofilo vuole abbassare l'età legale per consumare rapporti sessuali a dodici anni, legalizzare quelli tra adulti e bambini, depenalizzare il possesso di materiale pedopornografico, la liberalizzazione delle fasce orarie per la messa in onda di film vietati ai minori di 18 anni.
Chissà quanti visi sgomenti, dopo aver letto queste poche righe. Eppure è così. Possibile si tratti solo di ignoranza del problema? O, peggio, di una valutazione superficiale, della serie «Bah, in fin dei conti, non ci vedo niente di così scandaloso...»?
Marcinelle è già dimenticata? Dal 1996, i siti pro-pedofilia nel mondo, sia individuali che collettivi, sono aumentati del 300 per cento: basti considerare che il suo portale contiene 1.413 siti (rilevazione del 31 maggio 2006). Anche l'organizzazione Save the children ha denunciato l'iniziativa dei pedofili olandesi come in totale contrasto coi princìpi sanciti dalla Convenzione Onu sui diritti dell'infanzia e dell'adolescenza.
In piena estate il governo Prodi, rispondendo a un'interpellanza urgente in cui chiedevo se, quali e quanti fossero i collegamenti tra gruppi pedofili italiani e il Pnvd, mi garantiva l'assenza di collegamenti tra l'Italia e il partito pedofilo olandese.
«Tranquillo - mi assicurava in pratica il ministro Amato -. Non abbiamo condotto alcuna indagine straordinaria su questo famigerato partito pedofilo, ma non c'è pericolo in Italia...».
Sarà. Ma intanto, pochi giorni prima, a chi conduce da anni la battaglia contro la pedofilia insieme a Don Di Noto, si è gelato il sangue quando ha assistito al ritorno del pedofilo cibernetico più ricercato dalla polizia, il signor «P.». «Il forum italiano continua a trovare difficoltà ad avere uno spazio definitivo - ha scritto -. Per questo motivo mi rivolgo a tutti gli interessati: per promuovere una richiesta da parte di tutta la comunità pedofila italiana affinché venga al più presto aperto su Boylover.net un forum per noi. In alto i calici, il mitico P. è tornato!».

Caro Governo, almeno su questo fronte, possiamo davvero dormire sonni tranquilli?

http://vandeano2005.splinder.com/post/10122145
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Di Loredana Morandi (del 13/01/2009 @ 04:07:07, in Osservatorio Famiglia, linkato 5257 volte)
Copio e incollo un articolo trovato sul blog dell'Uaar e da loro copiato su un blog, La Torre ti Guarda, suicidatosi il 17 ottobre del 2008 a seguito dell'aver letto i "kommenti" molto farciti di "k" dei fan "emo" dei Tokio Hotel. Così, val la pena di spendere una preghiera per la resurrezione del blog defunto, e tramandarne ai posteri alcuni contenuti, che per i lettori di Giustizia Quotidiana, spiegano ancora una volta e se ce ne fosse ancora bisogno:

Chi sia l'Agnello di un certo blog "piedofilo"

*****

sabato, 02 giugno 2007



scritto da Fankey alle 12:16 in argomenti seri | Permalink ¦ commenti (37)(popup)

SILENTLAMBS

Qualche giorno fa vi ho passato i link per i video di varie emittenti internazionali che trattavano il problema della pedofilia tra i testimoni di Geova. L’argomento è di stretta attualità, visto anche il clamore suscitato dal filmato della BBC trasmesso da poco da “Annozero” e che riguarda l’atteggiamento della Chiesa Cattolica riguardo le azioni disciplinari da intraprendere nei confronti dei sacerdoti accusati o riconosciuti colpevoli di pedofilia.

Meno clamore suscita qua in Italia il caso dei Testimoni di Geova. Inspiegabilmente, però: la congregazione, infatti, è solita giudicare attraverso i famosi tribunali interni non solo  i crimini perpetrati  dagli “Anziani” (l’equivalente approssimativo dei sacerdoti cattolici), ma anche quelli perpetrati dai comuni “Proclamatori” (gli adepti che stanno alla base del movimento, assimilabili ai “laici” cattolici). La politica di protezione di cui beneficiano i pedofili appartenenti all’organizzazione, deriva come al solito da una interpretazione letterale di un passo biblico,  quello di Deuteronomio 19:15, che prevede la necessità di almeno due testimoni per inoltrare una denuncia. (Deuteronomio 19:15 : “Nessun testimone singolo deve levarsi contro un uomo rispetto a qualunque errore o a qualunque peccato, nel caso di qualunque peccato che egli commetta. La questione dev’essere stabilita per bocca di due testimoni o per bocca di tre testimoni”)

Poiché nella stragrande maggioranza dei casi, il bambino affronta la violenza o la molestia da solo, i due testimoni di cui parla la bibbia non ci sono e il pedofilo la fa franca, dato che il “comitato giudiziario” non può proseguire in quel caso la propria azione. Qualora i familiari della vittima decidessero di rivolgersi alla polizia (come sarebbe bene che facessero DA SUBITO), essi vengono nella quasi totalità dei casi processati a loro volta dal “comitato giudiziario” per non aver seguito le disposizioni DELLA BIBBIA ( della Bibbia, non del “Crimen Sollecitationis”: la Torre di Guardia è infinitamente più furba del Vaticano, non c’è che dire), per non aver mostrato LEALTA’ all’organizzazione visibile di Geova sulla Terra, o per aver “recato biasimo” al nome di Geova stesso. Il risultato di questo atteggiamento?

Notizie come queste:

Negli articoli sopra linkati, viene riportata la recente notizia delle prime 16 vittime che hanno rinunciato alla causa penale contro la Watch Tower Society in cambio di risarcimenti in denaro. L’associazione americana Silent Lambs (Agnelli Silenziosi), sta dando assistenza e aiuto a migliaia di vittime minorenni di abusi sessuali all’interno dell’Organizzazione di Brooklin, e secondo stime della stessa “Silent Lambs”, gli archivi segreti dei “casi giudiziari interni” della Watch Tower conterrebbero più di 23.000 casi di pedofilia nascosti negli archivi segreti di Brooklin.

Watch Tower (circa 7.000.000 di fedeli) > 23.000  Chiesa Cattolica (circa 900.000.000 di fedeli) > 5.000.

L’associazione Silent Lambs porta avanti una battaglia fondamentale affinché la Watch Tower Bible and Tract Society of Pennsylvania abbandoni l’attuale politica di copertura dei casi di rilevanza penale interni all’Organizzazione, in particolar modo quelli inerenti i crimini di pedofilia e violenza sessuale. Fornisce inoltre assistenza psicologica e legale alle vittime degli abusi.

Ai piani alti dell’organizzazione religiosa, comunque, non temono di certo ulteriori esborsi monetari: in questi giorni infatti, la WTS ha messo in vendita alcune delle numerose proprietà immobiliari sparse a Manhattan, realizzando “la più grande riconversione immobiliare della storia in appartamenti a Brooklin” secondo http://www.brooklyneagle.com/categories/category.php?category_id=5&id=12902

Verranno ricavati 449 appartamenti di lusso da questo solo immobile, e il prezzo minimo per ognuno di essi ( evidentemente per gli appartamenti al primo piano senza vista su Manhattan) partirà da 500.000 $. (Il che significa un flusso monetario minimo di 224.500.000 $)

Verranno inoltre vendute altre 6 proprietà immobiliari nella stessa area, (delle 30 che la WTS possiede) per un introito netto di $ 60 milioni, secondo quanto riportato daL SITO DEL NEW YORK POST

Se volessimo fare i conti in tasca alla WTS, potremo presentare un elenco sterminato di proprietà immobiliari sparse in tutto il mondo, capacità reddituali pressoché illimitate (da cui deriva un Cash Flow che Newsday.com ha posizionato nel 2003 nell'ordine dei 900 milioni di dollari annui, al 34 posto della classifica delle "Private companies" new yorkesi) derivanti dalla stampa a bassissimo costo di decine di milioni di pubblicazioni ogni mese, con piazzamento del prodotto prossimo al 100%, partecipazioni azionarie e a fondi di investimento per centinaia di milioni di dollari, disponibilità di manodopera gratuita, efficiente ed entusiasta per qualsiasi tipo di attività imprenditoriale la società decidesse di intraprendere…

Insomma, che Silent Lambs e le vittime facciano pure il chiasso che pare loro, i soldi e le risorse per impedire i processi penali e per garantire l'insabbiamento dei casi ci sono. Meglio invece che se ne parli.

Messaggio Promozionale: il sito dell'associazione Prometeo di Massimiliano Frassi:

prometeo

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Di Loredana Morandi (del 13/01/2009 @ 02:33:37, in Varie, linkato 1059 volte)
Ricevo e trasmetto, non avendo potuto verificare la fonte:

Sabato 17 mattina, ore 9, davanti al CSM a ROMA, Piazza indipendenza 8,

Manifestazione per De magistris e Apicella,

in occasione del procedimento disciplinare nei confronti di Apicella che avverrà quella mattina stessa.

HO CHIESTO PERSONALMENTE L'AUTORIZZAZIONE ALLA QUESTURA DI ZONA.

FACCIAMO IN MODO CHE SIA UNA MATTINATA IMPORTANTE
IN CUI LA SOCIETA' CIVILE FACCIA SENTIRE LA SUA VOCE.


NON RISPONDERE "PARTECIPERO'" TANTO PER FARE,
MA SOLO SE SI E' SICURI DI PRESENZIARE.


LA FAREMO ANCHE IN 10. ANCHE IN 5.

MA SPERIAMO DI ESSERE IN TANTI, L'OCCASIONE E' PROPIZIA

Vi preghiamo di aderire con striscioni, macchine fotografiche,
megafono...senza bandiere di appartenenza

http://www.facebook.com/event.php?eid=112980220385
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