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Il mondo è un posto pericoloso, non a causa di quelli che compiono azioni malvagie, ma a causa di quelli che osservano senza dire nulla.

Albert Einstein
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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Loredana Morandi (del 10/02/2009 @ 09:49:14, in Osservatorio Famiglia, linkato 1292 volte)
Non soltanto il bullismo, ma anche tanta micro e macro criminalità in un web in cui neppure i grandi provider rispettano la privacy o le leggi italiane. Tiscali, per esempio...
Inoltre in rete se il più "debole" è il perseguitato, nel web degli adulti possono accadere vicende simili alla mia con Neri, che mi fece hackerare tutti i blog a 12 giorni da un evento nazionale, il primo della Rete Artisti.
O quel che ho subito quest'anno per aver detto la verità, niente altro che la verità, denunciando i reati sul server di Università di Napoli, l'uso fatto dagli sporcaccioni di Selargius e il loro ingresso nella community nichilista. L'articolo ...

In aumento community e blog

Boom di baby navigatori, in chat un under 11 su tre.

Save the children: il bullismo è on line

Telefono Azzurro traccia l'identikit della gioventù digitale, facendo il punto sui social network. Internet è un'opportunità ma attenzione ai rischi. E in rete i più deboli sono oggetto di persecuzioni

ultimo aggiornamento: 10 febbraio, ore 16:53
Roma, 10 feb. - (Adnkronos) - E' boom di baby navigatori, tanto che ormai un bambino su tre al di sotto degli 11 anni chatta regolarmente. A tracciare l'identikit completo della "gioventù digitale", è Telefono Azzurro che, in occasione del 'Safer Internet Day', giornata mondiale della sicurezza su internet, istituita dalla Commissione Europea e Insafe, la rete europea per la sicurezza in internet, fa il punto sui social network, straordinari strumenti di innovazione sociale, presentando una ricerca dedicata realizzata in collaborazione con Eurispes.

Chat, community, blog, sono in incredibile aumento non solo tra gli adolescenti ma anche tra i bambini al di sotto degli 11 anni. Se nel 2005, evidenzia Telefono Azzurro, solo il 37,9% chattava, questa percentuale è salita, nel 2008 al 69,4%.

Similmente, se nel 2005 la percentuale di bambini navigatori che chattavano superava di poco il 13%, nel 2008 il 33,1%, dunque un bambino su tre utilizza internet per chattare. E ancora, se nel 2007 frequentava chat-community per conoscere altre persone il 36,3% degli adolescenti navigatori intervistati, nel 2008 questa percentuale sale al 42,9%, e se sempre nel 2007 il 65,3% dei navigatori adolescenti guardava Youtube, questa percentuale nel 2008 sale al 73,8%.

Formidabile mezzo di comunicazione, fonte inesauribile di informazioni ma soprattuto contenitore per il tempo libero, internet, avverte Telefono Azzurro, offre grandi opportunità rispetto al passato ma come ogni medaglia ha il suo rovescio, così un uso sbagliato della rete rischia di far approdare gli utenti, soprattutto minorenni in situazioni pericolose e piene di insidie.

E' vero, infatti, che nell'indagine del 2008 non aumenta significaticamente il numero di adolescenti che dichiara di diffondere messaggi foto o video minacciosi (5,4%), ma aumentano gli adolescenti che dichiarano di aver diffuso false informazioni su una persona (13,2%) e che ammettono di aver utilizzato la rete per escludere volontariamente una persona da un gruppo on line.

Infine, il fenomeno del millennio, Facebook: i giovanissimi (18-24 anni) sono, al contrario di quello che si poteva pensare, quelli meno suggestionabili da potenzialità vere o presunte di Facebook. Sono infatti coloro che credono, in misura maggiore rispetto agli altri, che Facebook sia uno strumento utile per ritrovare vecchi conoscenti (72,1%) e passare il tempo (49,6%) ma al contrario sono i meno propensi a credere che esso consenta di stringere nuove amicizie (56,6%): fra i più grandi questa percentuale è più bassa e oscilla tra il 46 e il 52%.

Adnkronos

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Save the Children, il bullismo ha traslocato on line

Neri: ''In Internet come nella vita reale il ragazzo più debole è oggetto di una vera e propria persecuzione''. I ragazzi chiedono ai provider un ''tavolo di autoregolamentazione''

ultimo aggiornamento: 10 febbraio, ore 17:22
Roma, 10 feb. – (Ign) – Gli atti di bullismo spopolano on line. A lanciare l’allarme è il direttore generale di Save The Children Italia, Valerio Neri in occasione della presentazione oggi a Roma della ricerca ‘Servizi web 2.0 e tutela dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza’, condotta con Adiconsum, in occasione del Safer Internet Day, giornata mondiale della sicurezza in internet della Commissione Europea. “In internet - spiega Neri – come nella vita reale il ragazzo più debole è oggetto di una vera e propria persecuzione. Dal più semplice squillo ripetuto su messenger fino al furto della password e a casi di ragazzi più grandi che ‘postano’ foto delle loro vittime senza essere autorizzati”.

Diventa quindi sempre più necessario stabilire delle regole. Un’esigenza condivisa sia dai giovani che dal mondo degli adulti. Per il segretario generale dell’Adiconsum, Paolo Landi “navigare in internet è come imboccare un’autostrada”. Per questo serve “un codice della strada con indicazioni chiare”. Regole di comportamento sia per i ragazzi che per i genitori. Il Capo Dipartimento delle Pari Opportunità Isabella Rauti mette l’accento sul “problema del gap generazionale” e, ammette, di “essere una mamma terrorizzata dai pericoli che può incontrare il figlio quattordicenne su internet”.

Una maggiore protezione della privacy, più informazioni su come proteggere la propria password e, soprattutto, la possibilità di visualizzare il profilo prima di accettarlo. Sono le richieste dei ragazzi degli Istituti ‘A.Rosmini’, ‘D.R.Chiodi’ e del Centro di Aggregazione ‘Il muretto’ di Roma. I protagonisti dell’indagine ‘Servizi web 2.0 e tutela dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza’ chiedono ai provider “un tavolo di autoregolamentazione”.

La proposta di riunirsi attorno a un tavolo per creare delle regole piace anche ai gestori. “Siamo favorevoli a riunirci per creare un ambiente di rete sicuro” dice Cristian Perrella, responsabile sicurezza MySpace Italia. Mentre Marco Pancini, European Policy Counsel Google Italia annuncia che hanno messo a disposizione la piattaforma per “fare informazioni sui pericoli della rete” e con il servizio Teach to day si rivolgono direttamente agli insegnanti. Per rendere YouTube più sicuro, spiega Pancini, vogliamo creare un “centro unico”, dove gli utenti potranno segnalare i video sospetti.

Insomma provider e istituzioni si stanno muovendo per colmare il ‘vuoto di regole’. Un problema sempre più sentito da famiglia e scuola. La rete è sempre più diffusa tra i minori italiani con ben l’86% dei ragazzi italiani che navigano su internet. Più della metà, il 51,8%, utilizza i servizi web 2.0 tutti i giorni. Il servizio più utilizzato è la messaggistica istantanea (50,9%), seguito dalla visualizzazione video (48%) e dai social network (32,5%). Percentuale che scende al 9%, per chi accede occasionalmente a servizi rivolti esclusivamente a maggiorenni.

Adnkronos
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Di Loredana Morandi (del 10/02/2009 @ 09:45:44, in Osservatorio Famiglia, linkato 1199 volte)

PEDOFILIA: ABUSI DEL BRANCO SU UNA BIMBA, 6 ARRESTI A PALERMO


ultimo aggiornamento: 10 febbraio, ore 17:18
Palermo, 10 feb. (Adnkronos) - I carabinieri e gli uomini della Guardia di Finanza di Palermo hanno notificato oggi 6 ordinanze di custodia cautelare in carcere a 4 minori e 2 maggiorenni accusati di avere abusato, in branco, di una bambina di appena 9 anni. Le violenze sarebbero avvenute nel capoluogo siciliano tra l'aprile e il giugno 2007.

1 anno e mezzo dopo è davvero tantissimo tempo ... troppo.
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Di Loredana Morandi (del 10/02/2009 @ 05:06:37, in Redazionale, linkato 1142 volte)
Mi attanaglia una domanda:

Quanto sta guadagnando la famiglia Englaro con la cessione delle fotografie della figlia?

Gallerie fotografiche da Repubblica:

La morte sulla Stampa Estera

Il caso Eluana Englaro su Stampa Estera

La storia fotografica di Eluana
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Di Loredana Morandi (del 10/02/2009 @ 04:58:29, in Magistratura, linkato 1300 volte)

09/02/2009

Queste le principali evidenze emerse dal convegno sul secondo Rapporto sulla diffusione della giustizia alternativa in Italia

Riti alternativi al processo triplicati in tre anni ma la diffusione potrebbe essere maggiore

Negli ultimi tre anni il numero globale delle domande inerenti il ricorso agli strumenti di giustizia alternativa (conciliazione, arbitrati amministrati) in Italia è più che triplicato, passando dalle 15.916 del 2005, alle 26.896 del 2006 fino alle 50.808 del 2007. Una crescita importante, che senza dubbio conferma come la domanda di giustizia in Italia non passi solo dai tribunali e come i riti alternativi, assolutamente competitivi sotto il profilo dei tempi e dei costi delle decisioni, abbiano sempre più successo.

Ma questa crescita è sufficiente a soddisfare la domanda di giustizia degli italiani? Quali sono gli ostacoli che ancora frenano un ulteriore diffusione delle forme alternative di giustizia? Che cosa devono fare le autorità per semplificare e incoraggiare l’accesso a queste procedure?

Questi i risultati ed i principali temi trattati nel Secondo rapporto sulla diffusione della giustizia alternativa in Italia presentato stamattina presso la Camera di Commercio di Milano nel corso di un convegno organizzato da ISDACI (istituto per lo studio e la diffusione dell’arbitrato e del diritto commerciale internazionale), che cura il rapporto, con la partecipazione di Unioncamere, Camera di Commercio di Milano, Camera Arbitrale di Milano e il patrocinio della Camera dei Deputati e dell’Ordine degli Avvocati di Milano.

Il Secondo Rapporto sulla diffusione della giustizia alternativa in Italia (unica fonte di documentazione su questo tema in Italia) è stato realizzato da Unioncamere, Camera di Commercio di Milano, Camera Arbitrale di Milano insieme a ISDACI, che ne ha curato il coordinamento. Il Rapporto definisce il numero e la tipologia di tutte le forme di giustizia alternativa rilevabili (gli arbitrati ad hoc non sono rilevabili) relative al 2007.

“I consumatori, così come gli imprenditori, – ha dichiarato Carlo Sangalli, presidente della Camera di commercio di Milano – hanno bisogno di norme in grado di offrire soluzioni veloci e flessibili delle controversie. Una necessità che oggi la giustizia civile fatica a soddisfare e che trova invece una risposta nell’arbitrato e nella conciliazione. Il rapporto che presentiamo oggi conferma l’utilità di questi due strumenti, sempre più diffusi sul nostro territorio perché in grado di raccogliere dal basso e regolare i rapporti nel mercato, a beneficio delle imprese così come dei consumatori”.

“La crisi della giustizia civile” ha dichiarato Francesco Bettoni, Vice Presidente di Unioncamere “ha un costo elevato sulla competitività delle imprese italiane e incide fortemente sull’attrazione degli investimenti. In questa fase delicata dell’economia è ancora più importante rafforzare gli strumenti di giustizia alternativa che possono contribuire a recuperare la certezza del diritto. Questo è lo spirito con cui tutte le Camere di commercio, da oltre 10 anni, hanno investito sullo sviluppo della conciliazione e dell’arbitrato. E’ necessario però un impegno ancora maggiore da parte di tutti. I risultati di un recente sondaggio mostrano infatti che imprese, famiglie e professionisti attribuiscono molta importanza ai servizi di conciliazione, ma l’utilizzano poco perché non sanno a chi rivolgersi e non ne conoscono il funzionamento”.

“Il rapporto che viene oggi presentato e discusso” ha dichiarato Giovanni Deodato, Presidente di ISDACI, “ conferma l’impegno dei promotori di alimentare un vero e proprio processo culturale dando voce alle istanze di giustizia dei cittadini e delle imprese. Il positivo trend di crescita degli strumenti di giustizia alternativa evidenziato dal Rapporto è indubbiamente un risultato lusinghiero ma siamo ancora davanti ad una goccia d’acqua nel mare della conflittualità. In particolare, l’informazione resa possibile dal Rapporto si rivolge innanzitutto al Parlamento e al Governo e poi alle associazioni imprenditoriali, dei consumatori, nonché all’opinione pubblica affinché sia conosciuta l’offerta delle modalità di accesso alla giustizia privata. L’offerta dei servizi di arbitrato, mediazione e conciliazione, infatti, adempie ad un ruolo che forse non dobbiamo più definire soltanto alternativo, bensì anche complementare alla amministrazione della giustizia”.

Le principali evidenze del Rapporto:

• negli ultimi tre anni è più che triplicato il numero globale delle domande inerenti il ricorso agli strumenti di giustizia alternativa, proveniente sia dal mondo delle Camere di commercio, sia da tutti gli altri operatori che non fanno capo ad esse, passando da 15.916 del 2005, a 26.896 del 2006 e 50.808 del 2007;

• durata dei procedimenti: 70 giorni in media per una conciliazione, 138 giorni in media per un arbitrato amministrato;

• costi: quasi tutte le tipologie di conciliazione, nel 2007, sono risultate gratuite. Arbitrato e rassegnazione nomi a dominio sono offerti in base a costi più contenuti di quelli previsti dalle tariffe professionali per gli arbitrati ad hoc (che si svolgono negli studi professionali);

• valore dei procedimenti: per le conciliazioni quello medio è di 17.555 euro (per le conciliazioni presso i Corecom è di 340 euro). Per gli arbitrati è di 132.300 euro (ma per la Camera dei Lavori Pubblici e la Camera Arbitrale di Milano il valore medio supera i tre milioni di euro).

• Nel 2007 le domande di conciliazione rappresentano il 98% di tutte le domande di giustizia alternativa, quelle di arbitrato solo l’1%. In particolare, c’è una preferenza per la conciliazione presso i Corecom (33.167 domande) e presso le Camere di commercio (che dal 2005 al 2007 hanno più che raddoppiato il volume delle conciliazioni gestite, passando da 6.034 a 14.183).

• il maggior numero di domande di conciliazione rilevate nel 2007 riguarda controversie sorte tra un’impresa e un consumatore, generalmente promosse da quest’ultimo;

• nazionalità: la quasi totalità delle conciliazioni avviene fra soggetti di nazionalità italiana. Il 10% degli arbitrati amministrati riguarda un soggetto estero. Oltre il 40% degli arbitrati con un soggetto estero sono stati gestiti dalla Camera Arbitrale di Milano,

• In genere le Camere Arbitrali attive gestiscono in media 8 arbitrati all’anno (ad eccezione della Camera Arbitrale di Milano – 99 domande nel 2007- e la Camera Arbitrale dei Lavori pubblici – 53 domande-). L’86% degli arbitrati ha visto contrapporsi due imprese, al contrario delle conciliazioni, promosse in maggioranza da singoli consumatori. Gli arbitrati di ingente valore economico, tra società di capitali e spesso con elementi di internazionalità, vengono probabilmente gestiti al di fuori delle Camere arbitrali e, quindi, direttamente dai professionisti attraverso le forme dell’arbitrato ad hoc.

• Iniziano anche in Italia a comparire i primi casi conciliazione on line. Questo servizio è offerto anche dalla Camera Arbitrale di Milano che, tra le prime Camere di Commercio, si è attivata per l’offerta di questo servizio. In particolare, nel 2007 le domande di conciliazione online sono quasi quadruplicate e circa la metà di esse sono di natura internazionale.


L'Avvenire

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Di Loredana Morandi (del 10/02/2009 @ 04:54:58, in Sindacati Giustizia, linkato 1330 volte)
Gli interpreti del Tribunale non vedono lo stipendio da 7 mesi e sono pronti a scioperare

Palazzo di Giustizia, la protesta dei traduttori:
«Non ci pagano da mesi»


MILANO 10/02/2009 - A Milano da oltre 7 mesi i traduttori giudiziari non vengono pagati. E gli interpreti, che traducono intercettazioni e dichiarazioni degli stranieri nei numerosi processi ora minacciano di scioperare. C’è chi infatti non riesce più a pagare la rata del mutuo della casa, chi ha problemi con le bollette, chi non riesce più a far fronte alle varie spese. Anche perché i traduttori giudiziari non hanno un contratto sindacale e per ogni servizio prestato devono presentare la fattura, e spesso si trovano a dover pagare l’Iva su somme che non hanno ancora percepito. Tutto questo tenendo conto che i loro compensi sono tutt’altro che lauti: in pratica 4, 70 euro all’ora.

“In questa situazione - hanno spiegato ieri durante una protesta - non possiamo andare avanti e saremo costretti a sospendere la nostra attività col rischio di vedere chiamare altre persone al nostro posto». Di più. “Faremo anche una mani­festazione per richiamare l’attenzione su una cate­goria di lavoratori che hanno una reperibilità di 24 su 24 ore e possono essere chiamati in qualsiasi momento della giornata, soprattutto per le intercet­tazioni”. Sono mesi che i traduttori protestano per i mancati pagamenti, ma nulla finora è cambiato. Ed ora gli interpreti sono pronti a scioperare, con conseguenze che potrebbero paralizzare il Palazzo di giustizia milanese. A Roma la categoria dopo essere stata ricevuta dal ministro guarda sigilli Alfano, ha ottenuto il pagamento degli arretrati. A Milano il ministro non c’è, e i traduttori conti­nuano a lavorare senza stipendio.

Annibale Carenzo per Cronaca Qui
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Di Loredana Morandi (del 10/02/2009 @ 04:49:13, in Sindacato, linkato 1242 volte)



10 Febbraio 2009
Non morta, ma uccisa

Adesso però vogliamo sapere tutto

Eluana è stata uccisa. Davanti alla morte le parole tornano nude. Non consentono menzogne, non tollerano mistificazioni. E se noi – oggi – non le scrivessimo, queste parole nude e vere, se noi – oggi – non chiamassimo le cose con il loro nome, se noi – oggi – non gridassimo questa tristissima verità, non avremmo più titolo morale per parlare ai nostri lettori, ai nostri concittadini, ai nostri figli. Non saremmo cronisti, e non saremmo nemmeno uomini.

Eluana è stata uccisa. Una settimana esatta dopo essere stata strappata all’affetto e alla «competenza di vita» delle sorelle che per 15 anni, a Lecco, si erano pienamente e teneramente occupate di lei. In un momento imprecisato e oscuro del «protocollo», orribile burocratico eufemismo con il quale si è cercato di sterilizzare invano l’idea di una «competenza di morte» messa in campo, a Udine, per porre fine artificialmente ai suoi giorni.

Eluana è stata uccisa. E noi osiamo chiedere perdono a Dio per chi ha voluto e favorito questa tragedia. Per ogni singola persona che ha contribuito a fermare il respiro e il cuore di una giovane donna che per mesi era stata ostinatamente raccontata, anzi <+corsivo>sentenziata<+tondo>, come «già morta» e che morta non era. Chiediamo perdono per ognuno di loro, ma anche per noi stessi. Per non aver saputo parlare e scrivere più forte. Per essere riusciti a scalfire solo quando era troppo tardi il muro omertoso della falsa pietà. Per aver trovato solo quando nessuno ha voluto più ascoltarle le voci per Eluana (le altre voci di Eluana) che erano state nascoste. Sì, chiediamo perdono per ogni singola persona che ha voluto e favorito questa tragedia. E per noi che non abbiamo saputo gridare ancora di più sui tetti della nostra Italia la scandalosa verità sul misfatto che si stava compiendo: senza umanità, senza legge e senza giustizia.

Eluana è stata uccisa. E noi vogliamo chiedere perdono ai nostri figli e alle nostre figlie. Ci perdonino, se possono, per questo Paese che oggi ci sembra pieno di frasi vuote e di un unico gesto terribile, che li scuote e nessuno saprà mai dire quanto. Con che occhi ci guarderanno? Misurando come le loro parole, le esclamazioni? Rinunceranno, forse per paura e per sospetto, a ragionare della vita e della morte con chi gli è padre e madre e maestro e amico e gli potrebbe diventare testimone d’accusa e pubblico ministero e giudice e boia? Chi insegnerà, chi dimostrerà, loro che certe parole, che le benedette, apodittiche certezze dei vent’anni non sono necessariamente e sempre pietre che gli saranno fardello, che forse un giorno potrebbero silenziosamente lapidarli. Ci perdonino, se possono. Perché Eluana è stata uccisa.

Sì, Eluana è stata uccisa. E noi, oggi, abbiamo solo una povera tenace speranza, già assediata – se appena guardiamo nel recinto delle aule parlamentari – dalle solite cautelose sottigliezze, dalle solite sferraglianti polemiche. Eppure questa povera tenace speranza noi la rivendichiamo: che non ci sia più un altro caso così. Che Eluana non sia morta invano, e che non muoia mai più. Ci sia una legge, che la politica ci dia subito una legge. E che nessuno, almeno nel nostro Paese, sia più ucciso così: di fame e di sete.

Ma che si faccia, ora, davvero giustizia. Che s’indaghi fino in fondo, adesso che il «protocollo» è compiuto e il mistero di questa fine mortalmente c’inquieta. Non ci si risparmi nessuna domanda, signori giudici. Ci sia trasparenza finalmente, dopo l’opacità che ci è stata imposta fino a colmare la misura della sopportazione. E si risponda presto, si risponda subito, si risponda totalmente. Come è stata uccisa Eluana?

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Di Loredana Morandi (del 10/02/2009 @ 04:14:23, in Politica, linkato 1287 volte)
Riporto dalla diretta di Repubblica solo le dichiarazioni "giuridiche" sull'evidente anomalia per la morte in 4 giorni di una sanissima 37enne, il titolo accusatore del quotidiano L'Avvenire e le dichiarazioni Cei.

Anche per me si tratta di omicidio, ed il movente è semplice: la "quiete" della clinica.

Nota:
la vita di Eluana è stata spezzata per non far trapelare nulla delle reali condizioni, che l'avrebbero condotta alla morte. Proprio ieri mattina, infatti, era iniziato il processo involutivo della tonicità muscolare. Nei giorni seguenti, tutto il corpo della ragazza si sarebbe letteralmente "rattrappito", a causa degli spasmi muscolari e della contrazione dei tendini, fino ad assumere una anomala posizione fetale. Gli occhi avrebbero assunto grandi occhiaie, le guance si sarebbero incavate e le labbra stese a scoprire i denti, così da dare l'esatta immagine della sofferenza del corpo.

Troppo pericoloso far trapelare foto del genere.

Per questo è stata uccisa dal branco dei vigliacchi.


12.04        Avvocato Campesi: "Protocollo rispettato"

"Il protocollo steso sulla base del decreto della Corte di Appello di Milano è stato seguito alla lettera 'in collaborazione' con i due consulenti nominati dalla Procura": lo ha detto oggi l'avvocato Giuseppe Campeis che ha assistito la famiglia Englaro.

"Eluana non è morta da sola: è stata uccisa da chi l'ha privata del cibo e dell'acqua; la sua non è stata, certo, una morte naturale. Per questo chi ha compiuto o favorito questa fine ha una responsabilità grave davanti a Dio e alla società". Lo scrive il Servizio Informazione Religiosa della Cei. "Tutto questo - sottolinea la nota a firma del teologo Marco Doldi - è avvenuto in nome di una sentenza: occorre che lo Stato prenda posizione per evitare il ripetersi di situazioni analoghe".

"Per ora non abbiamo notizia della commissione di alcun reato": lo ha detto il Procuratore Generale di Trieste, Beniamino Deidda, sugli sviluppi giudiziari della vicenda di Eluana Englaro.

L'autopsia sul corpo di Eluana Englaro potrebbe svolgersi già nel pomeriggio. Lo ha detto l'anatomopatologo Carlo Moreschi incaricato dalla Procura di Udine di effettuare gli esami.

Il Procuratore della Repubblica di Udine, Antonio Biancardi, ha disposto l'autopsia sul cadavere di Eluana Englaro per accertare le cause della morte.

Riguardo alla morte di Eluana Englaro, "siamo nella routine, non c'è una particolare situazione, diversa da altri ricoveri con decesso". Ad affermarlo, il procuratore generale presso la Corte d'Appello di Trieste, Beniamino Deidda, che spiega che nelle prossime ore sarà seguita quella che è una prassi comune.

'Non morta, ma uccisa'': questo il titolo dell'editoriale, firmato da Marco Tarquinio, che Avvenire, il quotidiano della Cei, dedica alla morte ieri sera di Eluana Englaro. Nell'articolo, Tarquinio chiede perdono ''per ogni singola persona che ha contribuito a fermare il respiro e il cuore di una giovane donna che per mesi era stata ostinatamente raccontata, anzi sentenziata, come 'gia' morta' e che morta non era''. Ma, prosegue, chiede perdono ''ai nostri figli e alle nostre figlie'', che da oggi ''rinunceranno, forse per paura e per sospetto, a ragionare della vita e della morte con chi gli e' padre e madre e maestro e amico e gli potrebbe diventare testimone d'accusa e pubblico ministero e giudice e boia'': un'allusione chiara al ruolo di tutore e interprete delle volonta' della figlia svolto dal padre Beppino Englaro.

Questa mattina alle 9 l'incontro tra il procuratore Antonio Biancardi e l'anatomopatolo Carlo Moreschi per decidere l'autopsia sul cadavere di Eluana Englaro, deceduta ieri sera probabilmente a seguito di un arresto cardiocircolatorio intervento dopo un'insufficienza renale.

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Di Loredana Morandi (del 09/02/2009 @ 13:35:38, in Politica, linkato 1158 volte)

LA CRONOLOGIA

Eluana, un calvario lungo 17 anni


DICIASSETTE anni in coma vegetativo. Di seguito, le tappe che hanno segnato la lunga e drammatica vicenda di Eluana Englaro.

18 gennaio 1992
- Dopo un incidente d'auto, Eluana, vent'anni, entra in uno stato vegetativo. E' ricoverata a Lecco.

1993 - A un anno dall'incidente, la regione superiore del cervello di Eluana va incontro a una degenerazione definitiva. I medici non lasciano alcuna speranza di ripresa.

1994 - Eluana entra nella casa di cura di Lecco "Beato L. Talamoni", delle Suore Misericordine. Deve essere alimentata con un sondino nasogastrico e idratata.

1999 - Il padre di Eluana, Beppino Englaro, chiede al tribunale di Lecco di poter rifiutare l'alimentazione artificiale della figlia. Ma i giudici dicono no.

2000 - Englaro si rivolge anche al presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, e dice che Eluana aveva detto che non avrebbe mai accettato di vivere in quelle condizioni.

2003 - Viene ripresentata la richiesta di lasciar morire Eluana, ma tribunale e Corte d'Appello la respingono. E così accadrà ancora nel 2006.

2005 - Il 20 aprile la Corte di Cassazione avalla la decisione dei giudici milanesi presa nel 2003, ma apre uno spiraglio alla richiesta del padre, ritenendo che la stessa non poteva essere accolta perché, tra l'altro, mancavano "specifiche risultanze" sulle reali volontà della ragazza.

2007 - Il 16 ottobre la Cassazione rinvia di nuovo la decisione alla Corte d'Appello di Milano, sostenendo che il giudice può autorizzare l'interruzione in presenza di due circostanze concorrenti: lo stato vegetativo irreversibile del paziente e l'accertamento che questi, se cosciente, non avrebbe prestato il suo consenso alla continuazione del trattamento.

9 luglio 2008 - La Corte d'appello di Milano riesamina la vicenda e autorizza la sospensione dell'alimentazione.

16 luglio 2008 - Camera e Senato sollevano un conflitto di attribuzione contro la Cassazione. Il caso finisce in Corte Costituzionale.

3 settembre 2008 - La famiglia chiede alla Regione Lombardia di indicare una struttura dove eseguire quanto stabilito dalla Corte d'appello, cioè interrompere definitivamente l'alimentazione artificiale e l'idratazione. Ma la Regione dice no.

8 ottobre 2008 - La Corte Costituzionale dà ragione a Cassazione e Corte d'Appello (che avevano stabilito le condizioni per l'interruzione dell'alimentazione).

11 ottobre 2008 - Le condizioni di Eluana si aggravano a causa di un'emorragia interna.

16 dicembre 2008 - Il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, firma un atto di indirizzo per le Regioni al fine di "garantire a qualunque persona diversamente abile il diritto alla nutrizione e idratazione" in tutte le strutture del Servizio sanitario nazionale, precisando che lo stop a tali trattamenti nelle strutture del Ssn è "illegale".

22 dicembre 2008 - La Corte europea per i diritti dell'uomo respinge, giudicandolo "irricevibile", il ricorso presentato da diverse associazione contro la sentenza della Corte d'appello di Milano che autorizza il distacco del sondino per l'alimentazione artificiale ad Eluana.

16 gennaio 2009 - La Clinica "Città di Udine" rinuncia ad accogliere Eluana a causa del "groviglio" di norme amministrative e la possibile sovrapposizione di competenze esistenti tra Stato e Regioni". Secondo la clinica, alla luce soprattutto dell'atto di indirizzo, il ministro potrebbe prendere iniziative che metterebbero a repentaglio l'operatività della struttura, e quindi il posto di lavoro di più di 300 persone.

17 gennaio 2009 - Il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, è indagato dalla Procura di Roma con l'accusa di violenza privata, in merito al caso di Eluana Englaro. Gli atti sono predisposti in seguito a una denuncia dei radicali.

31 gennaio 2009 - L'appello della Procura di Milano all'apertura dell'Anno Giudiziario: "Le sentenze devono essere applicate".

3 febbraio 2009 - In seguito alla richiesta del padre, Eluana viene dimessa dalla clinica di Lecco e trasportata nella struttura "La Quiete" di Udine.

6 febbraio 2009 - Viene attivato il protocollo previsto per la sospensione dell'alimentazione e dell'idratazione forzata. Il Consiglio dei ministri decide di varare un decreto che impedisca lo stop alla nutrizione e alimentazione della donna, ma il presidente della Repubblica non firma l'atto. Si apre uno scontro istituzionale. L'esecutivo sceglie la via parlamentare con un disegno di legge da approvare a tappe forzate.

7 febbraio 2009 - Comincia la corsa contro il tempo del Parlamento per mettere a punto il disegno di legge. Si prefigurano le tappe forzate per arrivare a una votazione il prima possibile. Gli ispettori inviati dal ministro Sacconi visitano la clinica La Quiete.

9 febbraio 2009 - Alle 20.10 Eluana Englaro si spegne nella casa di cura di Udine.

La Repubblica

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Di Loredana Morandi (del 09/02/2009 @ 13:28:32, in Politica, linkato 1345 volte)
coni: "Il ddl non è incostituzionale"

Il disegno di legge ora all'esame del Senato "non è incostituzionale. E' vero il contrario". Così il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, ha risposto alle obiezioni sollevate questa mattina da alcuni esponenti dell'opposizione. Lo ha detto prima di entrare alla Commissione Sanità del Senato.

Nonostante i tempi molto stretti, il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, conta di impedire la morte di Eluana Englaro. "Si deve fare di tutto", ha risposto Sacconi ai giornalisti che, prima della riunione della commissione Sanità del Senato, gli chiedevano se si sia ancora il tempo per salvare la giovane. Sacconi ha rilevato che, oltre al percorso legislativo avviato dal governo, c'è una parallela azione di verifica della correttezza delle procedure che vengono seguite per Eluana Englaro. Sulla clinica di Udine c'è
"un problema formale, a mio avviso evidente, tanto che non potevamo non sollecitare un intervento delle autorità", ha spiegato. Per Sacconi, "c'è una palese situazione illegale".

Il disegno di legge varato dal governo per Eluana Englaro sarà corretto nel passaggio in cui si vieta la sospensione della nutrizione. A denunciarlo è stato il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, prima della riunione della commissione Sanità del Senato dedicata al ddl. Dal momento che il testo è stato scritto quando Eluana Englaro era ancora alimentata con un sondino, "lo correggeremo", ha detto Sacconi. "La norma è stata redatta quando ancora non era stata sospesa la nutrizione", ha ricordato.

Il Pd ha presentato una pregiudiziale di costituzionalità, una richiesta di sospensiva ed ha 19 iscritti a parlare in commissione sanità al Senato. A ciò si aggiungono 1500 emendamenti annunciati dai Radicali. E' quanto rende noto Antonio Tomassini, presidente della commissione, che ritiene in queste condizioni "difficile" che si giunga a completare l'esame e che il ddl, che il Senato si appresta a votare domattina, arrivi in aula "con un relatore".

Sit-in nazionale per Eluana e per la sua volontà ma anche per lo Stato di Diritto sottoposto ora a duri attacchi dai fanatici della sacralità della vita: vogliamo fartadata LOGO_ID 110 "-1" --> Veltroni convoca coordinamento del Pd

Il segretario del Pd Walter Veltroni ha deciso, a quanto si apprende, di riunire in serata il coordinamento del partito dopo la notizia della morte di Eluana Englaro.

"Su questa vicenda peseranno per sempre le firme messe e le firme non messe". Con queste parole il presidente dei senatori Maurizio Gasparri ha commentato la morte di Eluana Englaro. "Questo è un caso di eutanasia che non è previsto dalla legge", ha aggiunto, "bisognerà capire cosa è successo in quel posto che si chiama 'La Quiete' e che dovrebbe chiamarsi 'la morte'"

"Domani sera il Colosseo resterà acceso per tutta la notte. È questo il modo con cui vogliamo testimoniare il nostro profondo lutto per la morte di Eluana Englaro. Al di là di tutte le polemiche politiche non possiamo liberarci da un senso di profonda commozione e di sgomento per una vita che poteva e doveva essere salvata". Lo dichiara in una nota il sindaco di Roma Gianni Alemanno.

"Profondo dolore" e "grande rammarico"grande rammarico perché non si è reso possibile poter salvare la vita di Eluana Englaro. E' quanto afferma il premier Silvio Berlusconi alla notizia della morte di Eluana.

Decine di persone stanno cominciando a radunarsi davanti alla clinica La Quiete di Udine, dove si è spenta Eluana Englaro. Le campane della città hanno accompagnato la notizia della morte. Davanti alla clinica i visi commossi e in lacrime di decine di persone che sostegno cartelli con la scritta "Udine è vicina a Beppino Englaro". La gente sta accendendo delle fiaccole fuori dalla clinica. Alcune persone hanno contestato l'ingresso della polizia giudiziaria chiedendo che venga fatta chiarezza sulla fine di Eluana.

"Sì, ci ha lasciati. Ma non voglio dire niente, voglio soltanto stare solo". Queste le poche parole, pronunciate fra le lacrime, di Beppino Englaro, il papà di Eluana.

"Si continua a fare l'ennesimo atto di sciacallaggio politico sulla morte di Eluana". Così il capogruppo del Pd, Anna Finocchiaro, ha replicato alle parole di Gaetano Quagliariello in aula a palazza Madama.

Dopo le parole di Gaetano Quagliarello, la presidente dei senatori del Pd Anna Finocchiaro ha replicato duramente, tra i boati dell'Aula. Il presidente Schifani ha dovuto sospendere la seduta.

Eluana Englaro è morta alle 20.10 nella clinica 'La Quiete' di Udine, dove era arrivata all'alba del 3 febbraio.

L'onorevole Quagliariello, vicepresidente dei senatori del Pdl, intervenendo in aula ha scagliato il microfono in terra urlando in lacrime: "Eluana non è morta, è stata ammazzata".

"Che il Signore l'accolga e perdoni chi l'ha portata a questo punto": è il primo commento del 'ministro della Salute' del Vaticano, cardinale Javier Lozano Barragan, alla morte di Eluana Englaro.

"Comprendo le scelte del padre di Eluana Englaro anche se non abbiamo condiviso lo scopo". Così il ministro della Sanità Maurizio Sacconi, appresa la notizia della morte di Eluana Englaro. Sacconi ha ricordato il ruolo svolto dalle suore di Lecco che hanno assistito Eluana negli anni scorsi e ha espresso l'auspicio "che l'Aula voglia procedere secondo il calendario affinché questo sacrificio non sia stato inutile del tutto e indichi la strada per il provvedimento".

"E' un momento tragico". Lo ha detto il legale della famiglia Englaro.

Anche la Camera dei Deputati, sotto la Presidenza di Rocco Buttiglione, ha osservato un minuto di silenzio per la morte di Eluana Englaro.

La notizia del decesso di Eluana Englaro è stata confermata a Udine da fonti dell'amministrazione comunale e regionale e delle forze dell'ordine.

Appresa la notizia della morte di Eluana Englaro, il presidente del Senato Renato Schifani ha chiesto all'Aula di osservare un minuto di silenzio.

Eluana è morta: lo riferisce l'agenzia Ansa.

Dagli accertamenti eseguiti oggi su disposizione della Regione Friuli Venezia Giulia non sono emersi elementi tali da indurre a un intervento sulla casa di riposo La Quiete, dove è ricoverata Eluana Englaro. Lo si è appreso al termine della riunione che si è svolta a Udine alla quale hanno partecipato il Presidente dela Regione, Renzo Tondo, gli assessori regionali Vladimir Kosic (Sanità) e Federica Seganti (Autonomie Locali), oltre a dirigenti del settore sanitario.

"Valuterò bene i testi che riceveremo, e sul punto centrale farò pendere il mio voto nella bilancia sul sì". Francesco Rutelli, in un articolo che sarà pubblicato domani sul quotidiano 'Europa', annuncia il suo voto a favore del ddl del governo su Eluana Englaro. L'esponente del Pd spiega: "Io sono per innalzare il livello del rispetto, delle cure e per tenerlo più alto possibile, per non considerare alimentazione e idratazione allo stesso modo delle cure ormai inutili, se non crudeli, su un corpo che si spegne".

L'aula del Senato ha votato contro le pregiudiziali di costituzionalità e le sospensive al ddl sul caso Englaro. Bocciate le pregiudiziali si procede con l'esame del ddl.

E' evidente che quanto stabilisce il cosiddetto 'ddl Englaro' "non è un principio di legge astratto in difesa della vita dei cittadini, ma un intervento contro una sentenza della Cassazione". E' quanto ha detto Ignazio Marino, membro della commissione Sanità del Senato. "In questo modo il Parlamento - ha detto - diventa una Corte più 'alta' di quella di Cassazione. Il Paese invece vorrebbe una legge dove le persone, sulla base delle proprie convinzioni, religione e cultura, possano decidere a quali terapie sottoporsi e quali tecnologie utilizzare. Una scelta da fare all'interno della loro cerchia di affetti".

Dagli accertamenti eseguiti oggi su incarico della Procura di Udine sulla vicenda di Eluana Englaro "non è emerso alcun elemento di novità tale da giustificare un intervento della magistratura": lo ha detto il Procuratore Generale della Repubblica di Trieste, Beniamino Deidda, interpellato dall'Ansa. Si allontana, pertanto, l'ipotesi di un sequestro della stanza in cui si trova la donna nella casa di riposo "La Quiete" di Udine.

"Probabilmente fra due ore uscirà la relazione che mi era stata demandata": lo ha affermato il direttore dell'Asl 4 Medio Friuli, Giorgio Ros, riferendosi agli esiti delle ispezioni effettuate dai carabinieri del Nas e dagli ispettori della Regione nella casa di cura 'La Quiete' dove è ricoverata Eluana Englaro.

E' iniziata in Senato la seduta dell'aula convocata per l'esame del ddl del governo sul caso Englaro. Il presidente della commissione Sanità Antonio Tomassini non ha svolto la relazione perché ha spiegato che il testo non è stato votato dalla sua commissione. L'aula sarà chiamata innanzi tutto a discutere e votare le pregiudiziali di costituzionalità, sulle quali ha iniziato a parlare Emma Bonino. Il voto su tali pregiudiziali dovrebbe avvenire tra le 20 e le 21. Successivamente, ha detto il presidente Renato Schifani, verranno discussi e votati gli emendamenti con un contingentamento dei tempi (complessivamente 5 ore). La dichiarazioni di voto e il voto finale ci saranno domani mattina dalle 8,30 alle 9,30.

"Questo disegno di legge ci imporrebbe, in ambito palliativo, di attuare delle pratiche contrarie al bene dei pazienti. Attenzione all'imposizione di idratazione e alimentazione per tutti i malati: non la si può imporre a chi sta morendo". La Società italiana di cure palliative (Sicp) e la Federazione cure palliative (Fcp) interviene così nel dibattito su idratazione e alimentazione per tutti i malati, scaturito dal Ddl 'salva-Eluana'.

La commissione Affari costituzionali del Senato non è riuscita a formulare un parere sulla costituzionalità del ddl-Englaro. Sarà l'aula di palazzo Madama, riunita a partire dalle 19, ad affrontare la questione.

"Il Parlamento è nelle condizioni per approvare al più presto" il ddl che ha l'obiettivo di ripristinare l'alimentazione e l'idratazione artificiale a Eluana Englaro. Lo ha detto il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, lasciando la Commissione Sanità del Senato. "E' chiaro che è una corsa contro il tempo, perché con questo disegno di legge vogliamo salvare Eluana, ma anche tutti quelli che si trovano nelle sue condizioni", ha affermato il ministro.

Un emendamento al ddl per Eluana Englaro presentato dalla maggioranza in commissione Sanità al Senato limita a 180 giorni la validità della legge. A presentarlo è stato il senatore delPdl Enrico Musso.

''Un Paese dove il governo legifera solo per decreti e il Parlamento è convocato dal governo solo per approvarli non è una democrazia ma una dittatura''. Lo ha detto il ministro ombra dell'Economia del PD, Pier Luigi Bersani. ''Ricordo a Berlusconi - ha aggiunto - che tanti anni fa molte persone hanno dato la vita per garantire la democrazia in questo Paese''.

Saranno 70 gli emendamenti che giungeranno al ddl su Eluana Englaro nell'aula del Senato. Ne erano stati presentati 1485, ma moltissimi sono stati dichiarati inammissibili.

"Non escludo di votare sì ma devo vedere bene il testo in particolare nel passaggio che riguarda l'idratazione e l'alimentazione". Così il senatore Franco Marini spiega la sua posizione sul voto sul ddl Englaro, in discussione in aula al Senato.

"Il gruppo del Pd al Senato voterà no ma condividendo con pari legittimità politica chi vota in un altro modo nella convinzione della critica aspra e durissima verso il profilo istituzionale di questa vicenda e dell'attacco mosso ancora una volta al presidente della repubblica". Così il presidente dei senatori del Pd Anna Finocchiaro annuncia l'orientamento del Pd al Senato, al termine dell'assemblea del gruppo, sul ddl Englaro.

Antonio Di Pietro voterà 'no' al disegno di legge sul caso Englaro e anche se l'IdV lascerà libertà di coscienza, ''la grande maggioranza votera' no''. Lo ha detto il leader dell'Italia dei Valori Antonio Di Pietro. ''Io voterò no, al di là del merito per la strumentalizzazione che è stata fatta'', ha spiegato Di Pietro che si è comunque detto favorevole a una eventuale legge sul testamento biologico.

Anestesisti e rianimatori lanciano oggi un appello online segnalando alcuni errori e incongruenze contenute del disegno di legge all'esame del Senato. L'appello, pubblicato sul sito www.desistenzaterapeutica.it, è rivolto esclusivamente agli specialisti di anestesia e rianimazione. Rileva che il testo del ddl "è in contrasto con l'art. 53 del Codice di deontologia medica", secondo cui "quando una persona rifiuta volontariamente di nutrirsi ... se è consapevole delle possibili conseguenze della propria decisione, il medico non deve assumere iniziative costrittive né collaborare a manovre coattive di nutrizione artificiale nei confronti della medesima, pur continuando ad assisterla".

''E' una panzana quanto è stato detto e scritto in proposito; non ci saranno atroci sofferenze. Ad esempio, per le persone anziane che si disidratano l'effetto è di un progressivo assopimento, così avverrà per Eluana. Il sopore, in questi casi sopravviene dopo 4-5 giorni dalla interruzione dell'idratazione''. Così Alberto Defanti, neurologo di Eluana Englaro. Quanto alle condizioni di Eluana, Defanti ha dichiarato che sono buone. ''Certo dal punto di vista clinico la produzione di urine si contrae ma è una situazione ancora reversibile in caso di ripresa della somministrazione di liquidi''.

Un emendamento al ddl per Eluana Englaro è stato presentato da Pdl e Udc al Senato. Il testo prevede che i trattamenti ai pazienti non autosufficienti non solo non possano essere sospesi, ma nel caso siano già stati sospesi debbano essere "immediatamente ripristinati".

Se dopo un periodo di sospensione la nutrizione di Eluana Englaro venisse ripresa, come potrebbe accadere in questi giorni qualora entrasse in vigore il decreto legge del governo, non ci sarebbero rischi particolari per la salute della donna: "Recupererebbe facilmente, certo non dovrebbero sopraggiungere delle complicanze, come nel caso in cui qualcuno le dia qualcosa per bocca, senza sondino. Ci sarebbe la possibilità che le vada tutto di traverso facendole venire una polmonite, che sarebbe un danno grave", spiega uno degli esperti italiani di nutrizione artificiale via sondino, il chirurgo Gianfranco Cappello.

"Ho evitato a lungo di esternare su questo tema. La mia opinione sarà il mio voto e il mio voto sarà no". Così il senatore del Pd Marco Follini, lasciando l'assemblea dei senatori del Pd, annuncia il suo voto in aula sul ddl Englaro.

"Ti ricordo l'assemblea del Gruppo, domani alle 10. Ma soprattutto, alle 14, alla Camera comincia l'esame della legge sul 'caso Eluana': presenza indispensabile". E' l'sms con il quale Pier Ferdinando Casini, leader dell'Udc, richiama i deputati centristi alla partecipazione compatta ai lavoro di Montecitorio sul ddl del governo.

Un appello al Parlamento, e ai medici presenti in Parlamento, è stato sottoscritto ieri da parte di chi negli ospedali e accanto ai malati trascorre la sua vita professionale. Poche parole e tante firme, per dire la legge che si sta studiando è in contrasto con il codice di deontologia professionale. Cioè, i medici sanno che nutrire a forza o allungare all'infinito la vita sono pratiche che poco hanno a che fare con la salute. Nel frattempo, Eluana è arrivata al terzo giorno e dodici ore di nutrizione zero e, intorno alle sue stanze, continuano le ispezioni, mentre un vertice si svolge in questo momento in procura.

E' scontro anche in commissione Affari Costituzionali al Senato sul 'ddl Englaro'. L'organismo parlamentare guidato da Carlo Vizzini, infatti, è chiamato a esprimere il parere sul provvedimento per l'Aula, ma il centrosinistra è sulle barricate e sta intervenendo con tutti i propri componenti per argomentare una serie di rilievi al testo. L'opposizione, inoltre, contesta il fatto che il governo abbia annunciato modifiche al disegno di legge e che quindi la commissione si debba pronunciare su un testo che verrà comunque modificato. Probabile che il provvedimento vada in Aula non solo senza il relatore ma anche senza il parere di costituzionalità.

''Non c'è nessuna violazione dell'articolo 193 del testo unico delle leggi sanitarie del 1934 da parte de La Quiete. Il protocollo va avanti''. Lo ha assicurato Vittorio Angiolini, uno dei legali della famiglia Englaro, facendo riferimento al testo di legge regio decreto 27 luglio 1934, n. 1265. ''Si dice una sciocchezza grossolana - aggiunge Angiolini -. Cerchiamo di mantenere un barlume di ragione. L'articolo 193 prevede l'apertura senza autorizzazione di nuove strutture sanitarie, non mi sembra il caso''. Quanto all'ispezione dei tecnici dell'Ass 4 e di un'eventuale diffida, Angiolini ha detto: ''In caso di diffida studieremo come rispondere''.

Un lungo applauso ha accolto il sindaco di Udine, sotto la Loggia del Lionello, in pieno centro città, durante la manifestazione 'Pro-Beppino Englaro' organizzata da diverse associazioni politiche e culturali della città. Honsell non ha voluto fare discorsi. "Vi ringrazio - ha solo detto - per il vostro coraggio civile. Non voglio fare altre dichiarazioni - ha concluso - perchè temo siano strumentalizzate". Alla manifestazione hanno partecipato alcune centinaia di persone.

Il ministro della gioventù, Giorgia Meloni, parteciperà alla manifestazione "Per la libertà, per la vita, per Eluana" promossa per domani, alle 18, al Pantheon, dalle riviste "Tempi" e "l'Occidentale". Ne dà notizia lo stesso Ministero.

Il voto finale sul ddl sul caso Englaro avverrà a Montecitorio mercoledì alle ore 14.30. E' quanto ha stabilito la conferenza dei capigruppo che si è appena riunita. Nella capigruppo è stato spiegato che domattina, non appena il provvedimento arriverà dal Senato (dove il voto è previsto intorno alle ore 9.30), verrà esaminato dalla Commissione Sanità, quindi alle ore 17 dovrebbe approdare in Aula e il voto finale è previsto per mercoledì pomeriggio, con tempi contingentati e voto segreto, come prevede il regolamento della Camera per materie di ordine sanitario.

La Commissione Internazionale di Giuristi (Icj) boccia le iniziative del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi sul caso di Eluana Englaro. L' Icj (organizzazione non governativa che ha sede a Ginevra con status consultativo presso l'Onu) parla di "grave conflitto di poteri" riferendosi al decreto legge "prodotto" dal premier. la Commissione, invece, ha accolto "positivamente" il rifiuto del presidente della Repubblica di firmare il Dl.

La vicenda di Eluana Englaro ha "colpito molto" Massimo D'Alema, che vede sostanzialmente nell'interesse da parte del governo una "persecuzione contro una famiglia" con il ricorso a ogni mezzo, dagli ispettori del Nas fino ad una legge ad personam.
L'ex ministro degli Esteri è tornato sull'argomento durante il suo tour elettorale in Sardegna. "E' curioso che lo Stato, che per 17 anni non si è curato di questa vicenda, perché questa famiglia è stata lasciata sola per 17 anni - ha ribadito - ad occuparsi di questa questione, adesso interviene con la forza addirittura della legge per sottrarre un corpo che oramai vive di una vita artificiale e farne un simulacro di una strana cultura della vita".

"Voterò no, convintamente, sia per opporre la ragione e il dubbio a chi con disinvoltura e cinismo incredibili usa una dolorosa vicenda umana, sia per respingere un tentativo gravissimo di stravolgere, in nome di una questione specifica così delicata, qualsiasi regola del gioco democratico". Così il vice capogruppo del Pd alla Camera Marina Sereni spiega la sua posizione sul ddl Englaro.

Una manifestazione per esprimere solidarietà a Beppino Englaro è cominciata nel pomeriggio proprio davanti alla casa di riposo La Quiete. La manifestazione è organizzata dalla Cgil del Friuli Venezia Giulia che ha sottolineato anche "l'atteggiamento cinico e strumentale con il quale - a suo parere - il Presidente del Consiglio sta utilizzando questa vicenda per cercare di piegare la Costituzione ai propri interessi di parte".

L'azienda socio-sanitaria 4 'medio Friuli' starebbe esaminando una pluralità di interventi per fermare il protocollo in atto su Eluana Englaro. Lo si apprende da fonti vicine alla regione che sta vagliando l'ipotesi di una diffida o di un'ordinanza. Regione e azienda sociosanitaria stanno cercando di rilevare la compatibilità tra l'attività che si sta effettuando nella casa di riposo per Eluana e lo statuto de 'La Quiete', ma soprattutto si sta esaminando la presenza della associazione 'Per Eluana' che all'azienda sociosanitaria, sempre da quanto si apprende da fonti vicine alla regione, risulterebbe priva di specifica autorizzazione sanitaria e che pertanto non potrebbe operare a 'La Quiete'.

"Da esperienze internazionali e per questi tipi di malati posso dire che dal momento della sospensione dell'alimentazione alla morte potrebbero passare anche 12-14 giorni". Lo ha detto il neurologo Carlo Alberto Defanti. Il Parlamento quindi avrebbe tutto il tempo? "No, questo no - afferma Defanti - perché danni irreversibili e irreparabili potrebbero accadere ben prima. Del resto loro lo sanno benissimo".

Una messa con rosario e una veglia di preghiera per Eluana, sono stati indetti da varie associazioni cattoliche. L'appuntamento è per domani alle 18 nella chiesa di San Remigio. Tra i promotori dell' iniziativa Scienza e vita, Movimento per la vita e Movimento cristiano lavoratori.

Pierluigi Bersani voterà no al ddl inerente al caso Eluana Englaro. Il ministro ombra dell'Economia, intervenendo al coordinamento del Pd questa mattina con Walter Veltroni, avrebbe argomentato la sua posizione spiegando che si tratta innanzitutto di "capire per cosa si vota: si vota lo stravolgimento della Costituzione e della giurisdizione. E' un dato enorme. C'è un'invadenza dello Stato mai accaduta" su questioni inerenti alla vita, al privato, "alle dimensioni familiari. Questo stravolge secoli di civilità giuridica".

L'"orientamento prevalente" del coordinamento del Pd è per il no al ddl Englaro, che sbarcherà stasera in aula a Palazzo Madama. Al termine di una discussione che ha visto posizioni diverse, il vertice del partito ha deciso, a quanto si apprende, che era meglio affidare ai gruppi parlamentari la ricerca di una posizione di maggioranza e di lasciare comunque libertà di coscienza.

Un commerciante, oggi pomeriggio, ha minacciato di darsi fuoco per protestare contro la sospensione dell'alimentazione a Eluana Englaro, la giovane da 17 anni in stato vegetativo al centro di una controversa vicenda giudiziaria. L'uomo, bloccato dopo alcuni minuti dai carabinieri, è stato portato all'ospedale incolume. E' accaduto alle 15 nel centro di Abbiategrasso (Milano), a due passi dal Comune, quando il commerciante, di 61 anni, e che ha un negozio proprio in città, con una bottiglia d'alcol in una mano e un accendino nell'altro ha minacciato di incendiarsi. Al collo aveva un cartello in cui chiedeva "la sospensione della condanna di Eluana".


15:53 Sac
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Di Loredana Morandi (del 09/02/2009 @ 13:05:47, in Magistratura, linkato 1166 volte)
Si, Eluana è stata soppressa da una mano che ha voluto far divenire sentenza di "morte", ciò che in Italia era stato cancellato molto tempo fa, uccidendo contestualmente la democrazia e il diritto.

Una sentenza di cassazione non può e non deve equivalere ad una sentenza di morte.

Perché neppure in quelle condizioni si muore in 4 giorni.

E la mano che ha colpito ha commesso un omicidio, perché la Cassazione non si può far carico della responsabilità di coprire un delinquente in cerca di popolarità.

Naturalmente occorre una autopsia seria, magari presso una struttura cattolica, e con molti, moltissimi periti di parte in modo che siano molte le bocche da sfamare per quel portafoglio.
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