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Loredana Morandi
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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Loredana Morandi (del 24/02/2009 @ 13:24:55, in Sindacato, linkato 1295 volte)
Intercettazioni: Fnsi-Fieg, battaglia contro norme-bavaglio
L'Unità - 1 ora fa
(ANSA) - ROMA, 24 FEB - Fnsi e Fieg promettono battaglia contro il ddl sulle intercettazioni per impedire che passino le cosiddette norme-bavaglio per i ...
Intercettazioni: giornalisti, editori e magistrati contro il ddl
Il Sole 24 Ore - 2 ore fa
Sarà battaglia contro il disegno di legge sulle intercettazioni per impedire che passino le cosiddette norme-bavaglio per i giornalisti: è quanto promette ...
GIORNALISTI: SIDDI (FNSI), RASSICURANTE CHE GOVERNO ACCENDA FARI ...
ASCA - Agenzia Stampa Quotidiana Nazionale - 1 ora fa
(ASCA) - Roma, 24 feb - ''Trovo rassicurante sapere - ha dichiarato il segretario della Fnsi Franco Siddi in una nota - che il Sottosegretario all'editoria ...
Nessuna mediazione sul ddl Alfano”
Articolo 21 - 4 ore fa
Fronte comune tra giornalisti, editori , magistrati, parlamentari e associazioni: “È pericolo la democrazia”. Gasparri: decidiamo noi, il Carnevale delle ...
Intercettazioni, i giornalisti: “Ddl inaccettabile, con o senza ...
90011.it - 6 ore fa
Il presidente del sindacato Roberto Natale: lo stop alla cronaca giudiziaria è il vero nodo. Il 24 manifestazione nazionale. E si va verso lo sciopero Lo ...
Intercettazioni, giornalisti ed editori contro il ddl Alfano
(ami) Agenzia Multimediale Italiana - 4 ore fa
Le modifiche apportate nei giorni scorsi al ddl Alfano in Commissione Giustizia alla Camera introdurrano forti limitazioni alla cronaca giudiziaria. ...
Intercettazioni/ Domani giornalisti e editori insieme contro ddl
Virgilio Notizie - 23 feb 2009
Roma, 23 feb. (Apcom) - Il presidente della Fieg Carlo Malinconico e il direttore generale Alessandro Brignone porteranno domani la voce degli editori nella ...
Intercettazioni telefoniche, telematiche e ambientali.
Radiobase Popolare Network - 23 feb 2009
La VII Commissione cultura, scienza e istruzione della Camera,il 19 febbraio scorso ha discusso il nuovo testo del disegno di legge C. 1415 Governo “recante ...
DDL INTERCETTAZIONI: GIORNALISTI ED EDITORI IN PIAZZA CONTRO LA ...
L'Agenda News - 23 feb 2009
Si terrà domani, martedì 24 febbraio, l'annunciata manifestazione per difendere il diritto dei cittadini a essere informati dopo l'approvazione, ...
INTERCETTAZIONI: FAVA, SD ADERISCE A PROTESTA GIORNALISTI
Stato-oggi - 23 feb 2009
(AGI) - Roma, 23 feb. - Claudio Fava ha annunciato l’adesione di Sinistra Democratica alla manifestazione contro il disegno di legge sulle intercettazioni ...
INTERCETTAZIONI: IDV, ATTENTATO A MAGISTRATURA, INFORMAZIONE E ...
ASCA - Agenzia Stampa Quotidiana Nazionale - 5 ore fa
(ASCA) - Roma, 24 feb - ''Mai nella storia repubblicana c'e' stato un pericolo cosi' grave per il ruolo della magistratura, dell'informazione e per la ...
Intercettazioni, è una battaglia che possiamo vincere
Articolo 21 - 22 feb 2009
E’ una battaglia che possiamo vincere: perché poche altre volte le ragioni della categoria dei giornalisti hanno avuto la limpida coincidenza che oggi c’è ...
INTERCETTAZIONI: DOMANI FNSI-FIEG-ORDINE GIORNALISTI CONTRO DDL ALFANO
ASCA - Agenzia Stampa Quotidiana Nazionale - 23 feb 2009
(ASCA) - Roma, 23 feb - Fronte compatto giornalisti-editori contro il disegno di legge Alfano sulla intercettazioni. Domani si terra' una manifestazione ...
INTERCETTAZIONI: FAVA (SD), ADERIAMO A MANIFESTAZIONE FNSI DI DOMANI
ASCA - Agenzia Stampa Quotidiana Nazionale - 23 feb 2009
(ASCA) - Roma, 23 feb - Sinistra Democratica aderisce ''con piena convinzione'' alla manifestazione organizzata dalla Fnsi, assieme all'Ordine nazionale dei ...

Intercettazioni, giornalisti in rivolta

L'Unità - ‎10 ore fa‎
Ipotesi numero uno: Giovanni Santini, amministratore di condominio di Roma, viene ucciso da Georgeta Nikita, 30 anni, tre figli e un quarto in arrivo. ...

Intercettazioni, c'è un fronte anti-governo

Aprile Online - ‎2 ore fa‎
Politica Giornalisti, editori, magistrati, più il Partito democratico, l'Italia dei valori e, sebbene con più disponibilità al dialogo, l'Udc. A chiedere la ...

POL - Intercettazioni: dubbi e aperture dal Pdl, opposizione scettica

Il Velino - ‎5 ore fa‎
Roma, 24 feb (Velino) - Nel giorno in cui giornalisti ed editori - spalleggiati da esponenti del Pd, dell’Italia dei valori e dell’Associazione nazionale ...

Lettera al direttore, on. Motta (Pd): "Legge sulle intercettazioni ...

LungoParma.it - ‎7 ore fa‎
"Gentile Direttore, questa settimana segnerà un passaggio decisivo per il diritto di cronaca in Italia. Arriva infatti alla Camera il disegno di legge sulle ...

Intercettazioni, Pecorella: “Dubbi su costituzionalità della legge”

quinews - ‎7 ore fa‎
Il ddl sulle intercettazioni deve rispettare “il valore costituzionale della corretta e buona amministrazione della giustizia”, senza ostacolarne “il corso ...

Intercettazioni/ Pecorella: Dubbi su costituzionalità della legge

Virgilio Notizie - ‎11 ore fa‎
Roma, 24 feb. (Apcom) - Deputato del Pdl ed ex legale di Berlusconi, Gaetano Pecorella si chiede se il ddl sulle intercettazioni rispetti "il valore ...
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Di Loredana Morandi (del 24/02/2009 @ 13:21:52, in Sindacato, linkato 1128 volte)

Intercettazioni: giornalisti, editori e magistrati contro il ddl


24 febbraio 2009

Sarà battaglia contro il disegno di legge sulle intercettazioni per impedire che passino le cosiddette norme-bavaglio per i giornalisti: è quanto promette la Federazione Nazionale della Stampa, oggi affiancata dalla Fieg in un affollato incontro - organizzato insieme all'Ordine dei giornalisti e all'Unci - che ha unito cronisti, politici, associazioni.

Un fronte ampio e agguerrito riunito nella sede del sindacato dove si sono alternati gli interventi con qualche momento di tensione, quando hanno preso la parola Maurizio Gasparri e il sottosegretario alla Giustizia Giacomo Caliendo. Ad aprire i lavori, il presidente della Federazione Roberto Natale: «Vogliamo difendere gli interessi generali. E faremmo di tutto, compresi presidi davanti al Parlamento, per cambiare un testo contro l'opinione pubblica che ha il diritto a essere informata. Il giornalismo è unito in questa battaglia». A spiegare le ragioni degli editori Carlo Malinconico, presidente della Fieg: «In particolare, preoccupano due aspetti del lodo Alfano: uno riguarda la cronaca giudiziaria, l'altro l'organizzazione dell'impresa editoriale. Il diritto di cronaca viene intaccato fortemente quando si vieta la pubblicazione di atti non coperti da segreto. L'altro aspetto riguarda l'organizzazione. Se l'editore diventa persona giuridica finisce con il sovrapporsi alla figura del direttore responsabile, alterando gli equilibri all'interno dell'azienda».

Donatella Ferrante, capogruppo del Pd in commissione Giustizia della Camera, ha parlato di «oscurantismo totale», mentre Beppe Giulietti ha definito la legge «ineffabile e inefficace», bocciandola senza appello. E ha ipotizzato forme di obiezione di coscienza di massa. Concetto ripreso da Marco Travaglio che ha escluso ogni possibilità di mediazione: «Questa legge più lurida la fanno e maggiore è la possibilità che venga fulminata dalla Corte Costituzionale e dalla Corte Europea di Giustizia». Durissima la critica al testo fatta da Giuseppe Cascini, segretario dell'Anm. «Una legge - ha detto - distante da ogni realtà. Mi chiedo quale mondo abbia immaginato chi l'ha scritta. Se passasse, i giornali sarebbero bianchi per il 70-80%. Pensate, non si potrebbe nemmeno scrivere su un necrologio: "barbaramente ucciso" perché sono parole estratte da atti». Cascini ha anche espresso preoccupazione per la riduzione degli spazi investigativi perché, di fatto, verrebbero abolite le intercettazioni. A questo punto è entrato in scena Gasparri secondo il quale sul diritto di cronaca e sul carcere per i giornalisti si può anche discutere ma sulle intercettazioni ha detto: «C'è stata una stagioni di abusi ed eccessi. Basta con questo carnevale».

Per Antonio Di Pietro, la legge è un attentato allo Stato di diritto, mentre il sottosegretario Caliendo ne ha difeso l'impianto. A chiudere il padrone di casa, Franco Siddi: «Questo convegno dimostra che un cambiamento importante c'è con il tavolo Fnsi-Fieg». «Ma - ha spiegato prendendo le distanze da Di Pietro e Travaglio - prima di ricorrere alla Corte Costituzionale si ha il dovere di dire che bisogna fermarsi a un passo prima dall'orrore. Noi chiediamo che sia espunta le parte contestata. Pensiamo che la battaglia si debba fare adesso».

Il Sole 24 ore
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Di Loredana Morandi (del 24/02/2009 @ 13:17:10, in Politica, linkato 999 volte)

Secondo i numeri forniti dal ministero dell'Interno
solo il 7% dei violentatori è romeno, il 6% marocchino

Stupri, i dati del Viminale
"Il 60% opera di italiani"

ROMA - Gli autori delle violenze sessuali sono italiani in più di sei casi su dieci. E' il dato reso noto dal Viminale durante un convegno dedicato alla violenza sulle donne, che si è tenuto oggi a Roma. Il ministero dell'Interno ha detto che gli autori di stupro sono di nazionalità italiana nel 60,9% casi. Solo il 7,8% dei violentatori, invece, è romeno, mentre il 6,3% è marocchino. Il ministero precisa poi che le vittime sono donne nella gran parte dei casi (85,3%) e che nel 68,9% dei casi sono di nazionalità italiana.

I numeri sono nazionali, ma ci sono anche dati relativi alle singole zone e città. "Vicino Roma il dato cambia", ha sottolineato il capo di gabinetto delle Pari opportunità, Simonetta Matone. Rimane la prevalenza degli italiani, ma nei dintorni della capitale la percentuale scende "al 48%", mentre quella dei romeni "sale al 28%".

Dalle informazioni a disposizione del Viminale si evidenzia anche che a Milano, ad esempio, le violenze sessuali sono diminuite nel triennio 2006-2008: si passa dai 526 episodi del 2006 ai 480 del 2008. Anche qui però prevalgono gli italiani tra gli autori del reato: nel 41% dei casi denunciati il responsabile è cittadino italiano, nell'11% romeno, nell'8% egiziano e nel 7% marocchino.

A Bologna il fenomeno ha fatto registrare un netto calo, passando da 179 episodi nel 2006 a 139 nel 2008. Con rifeimento alla nazionalità degli autori, risultano nel 47% dei casi italiani, nell11% dei casi marocchini e nel 10 % romeni.

Matone ha annunciato che il governo si appresta a lanciare il piano nazionale anti-stupri, con una serie di interventi nelle scuole e "corsi di formazione di base per tutti i corpi delle forze dell'ordine, polizia, carabinieri e guardie di finanza, destinati a trattare la violenza sessuale e quella in famiglia".

(24 febbraio 2009)
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Di Loredana Morandi (del 24/02/2009 @ 13:12:51, in Magistratura, linkato 1175 volte)

Scontro procure, plenum Csm conferma trasferimento magistrati


Reuters

Il plenum del Consiglio superiore della magistratura ha confermato oggi i trasferimenti dei magistrati delle procure di Salerno e Catanzaro -- protagonisti di uno scontro senza precedenti tra le due procure sulle inchieste condotte da Luigi De Magistris -- e proposti dalla sezione disciplinare lo scorso gennaio.

Lo ha riferito oggi una fonte del Csm.

Lo scontro tra i due uffici si era aperto a dicembre, dopo che la procura di Salerno aveva disposto il sequestro degli atti dell'inchiesta "Why Not" e iscritto nel registro degli indagati diversi magistrati calabresi, che erano stati anche perquisiti.

Due giorni dopo, la procura di Catanzaro aveva proceduto a un atto di controsequestro e indagato sette pm salernitani per abuso d'ufficio.

L'indagine salernitana è scaturita da una denuncia dello stesso De Magistris su presunti illeciti nella procedura con la quale gli erano state avocate le inchieste "Why Not" e "Poseidone" su politica e affari in Calabria.

In particolare, lo scorso gennaio, la sezione disciplinare del Csm aveva trasferito d'ufficio il pg di Catanzaro Enzo Iannelli -- che andrà ora alla Corte d'Appello di Reggio Calabria come consigliere --, il suo sostituto Alfredo Garbati -- che andrà alla Corte d'Appello di Taranto come consigliere -- e due pm di Salerno, Gabriella Nuzzi -- trasferita come giudice a Latina -- e Dionigio Verasani -- trasferito come giudice a Cassino.

Nella stessa occasione, la sezione disciplinare aveva sospeso dalle funzioni e dallo stipendio il procuratore di Salerno Luigi Apicella.

Sulla vicenda era intervenuto anche il Guardasigilli, Angelino Alfano, che che aveva chiesto il trasferimento di tutti i pm di Salerno e Catanzaro, protagonisti dello scontro.

In base alla procedura, dopo la proposta fatta a gennaio della sezione disciplinare, i trasferimenti erano stati decisi dalla III commissione dell'organo di autogoverno dei magistrati, competente per i trasferimenti, per poi essere confermati dal plenum oggi.

 
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Di Loredana Morandi (del 24/02/2009 @ 08:32:01, in Sindacati Giustizia, linkato 1510 volte)

Dillo al Mattino/ Tribunale di Napoli,
il segreto d'ufficio affidato ai privati


Giuseppe Di Spirito, esperto professionista dei sistemi informatici, negli ultimi 7 anni ha lavorato fianco a fianco alla magistratura del settore Penale del Tribunale di Napoli per la gestione dei computer degli uffici, presso l’Ufficio UDA del Tribunale (Sezione informatica) in ruolo di dipendente a contratto delle società consorziate OIS.COM, ultima la TD-GROUP, ora in subappalto di Telecom Italia del servizio di assistenza informatica SPC.

Improvvisamente ed inspiegabilmente, 2 mesi fa, il Di Spirito ha ricevuto il diktat aziendale di “rimanere a casa” e lasciare il lavoro “di fiducia” presso la magistratura degli uffici. Il suo contratto di lavoro non è stato rinnovato al 31/12/2008, unico caso in Campania. Risultando l’azienda ancora sub appaltatrice al 2 gennaio 2009, circa 70 magistrati della Corte d’Assise, dell’Ufficio del Giudice per le Indagini Preliminari, della sezione Dibattimentale e del Riesame hanno rivolto alle autorità preposte ai sistemi informatici del Tribunale una formale protesta, richiedendo “indietro” il tecnico di “fiducia” allontanato improvvisamente e in modo inquietante.

L’interrogativo dei 70 magistrati, anche famosissimi, è evidente: come mai una azienda privata si permette una tal gestione del “segreto d’ufficio”, e lo fa in seno ad una struttura pubblica essenziale come il Tribunale di Napoli?

Loredana Morandi
(24 febbraio)

Le firme dei 70 magistrati

Nel documento consultabile qui, la raccolta di firme dei magistrati del Tribunale di Napoli.

Il Mattino di Napoli
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NAPOLI: MAGISTRATI IN CAMPO PER DIFENDERE PERITO INFORMATICO ESTERNO LICENZIATO

Napoli, 24 feb. (Adnkronos) - Magistrati in rivolta a Napoli contro il mancato rinnovo del contratto di lavoro di uno dei tecnici informatici del personale esterno. A scatenare la protesta, a cui aderiscono circa 70 togati partenopei, il licenziamento in tronco di un professionista dei sistemi informatici che negli ultimi 7 anni ha lavorato fianco a fianco alla magistratura in settori delicati ma che due mesi fa non ha visto rinnovarsi il contratto dalla Td-Group, la societa' ora in subappalto di Telecom Italia del servizio di assistenza informatica Spc.

''Ho inviato tramite il mio legale una lettera alla Td-Group, la societa' che non mi ha rinnovato il contratto'', spiega all'ADNKRONOS Giuseppe Di Spirito, il tecnico informatico protagonista della vicenda, attivo nel sindacato del Comitato Informatici Atu. ''A fine anno avevo ricevuto una telefonata a casa in cui mi comunicavano che avrebbero licenziato alcune persone perche' si rendevano necessari tagli del personale - prosegue Di Spirito - Di fatto pero' ho scoperto di essere l'unico a cui non hanno rinnovato il contratto''.

''La cosa scandalosa - spiega Di Spirito - e' che un compito cosi' delicato come quello del tecnico informatico venga gestito come merce di scambio da societa' appaltatrici esterne al tribunale, che assumono anche personale precario, che entrera' in contatto con dati sensibili ogni giorno e che magari dopo 6 mesi di lavoro viene mandato a casa". (segue)

Libero News - AdnKronos
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Di Loredana Morandi (del 24/02/2009 @ 08:21:05, in Sindacato, linkato 1057 volte)

INTERCETTAZIONI / In un video otto colleghi vi spiegano la legge

7 ottobre 2008

"Professione Riporter": un video spiega perché siamo contro la legge sulle intercettazioni di Senza Bavaglio

Nato da un’idea di gruppo, realizzato dalla caparbietà di Amelia Beltramini, messo in opera da Stefano De Felici, il video "Professione Riporter" cui hanno partecipato otto colleghi, spiega che cosa – tra l’altro - i cittadini avrebbero perso se la legge sulle intercettazioni fosse già in vigore.

Potete trovare il video QUI

Il breve spot anti-intercettazioni verrà presentato al Parlamento Europeo tra qualche giorno. Vi chiediamo di farlo circolare, diffonderlo a più persone possibile non solo giornalisti, ma anche cittadini comuni, amici parenti. Presentatelo nelle università, nei circoli culturali, nei club più diversi.

Dura 10 minuti e vi partecipano:

Massimo Alberizzi – Corriere della Sera
Guido Besana – Mediaset
Rosi Brandi – La Prealpina
Mimmo Lombezzi – Mediaset
Pino Nicotri – L’Espresso
Marco Travaglio – L’Unità e Repubblica
Laura Verlicchi – Il Giornale
Maxia Zandonai - Rai

Senza Bavaglio




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Comitato Informatici ATU

La vergogna degli informatici esternalizzati precari degli Uffici Giudiziari.

Un pentolone da scoperchiare. Comitato Lavoratori ATU


- comunicato stampa –



Ai gentili Colleghi e alle Redazioni,



NAPOLI: INQUIETANTI LICENZIAMENTI DEL PERSONALE INFORMATICO ESTERNO,


LA PROTESTA DI 70 MAGISTRATI



E’ la vicenda di Giuseppe Di Spirito, esperto professionista dei sistemi informatici, che negli ultimi 7 anni ha lavorato fianco a fianco alla magistratura del settore Penale del Tribunale di Napoli per la gestione dei computer degli uffici, presso l’Ufficio UDA del Tribunale (Sezione informatica) in ruolo di dipendente a contratto delle società consorziate OIS.COM, ultima la TD-GROUP, ora in subappalto di Telecom Italia del servizio di assistenza informatica SPC.

Improvvisamente ed inspiegabilmente, 2 mesi fa, il Di Spirito ha ricevuto il diktat aziendale di “rimanere a casa” e lasciare il lavoro “di fiducia” presso la magistratura degli uffici. Il suo contratto di lavoro NON è stato rinnovato al 31/12/2008, unico caso in Campania.

Risultando l’azienda ancora sub appaltatrice al 2 gennaio 2009, circa 70 magistrati della Corte d’Assise, dell’Ufficio del Giudice per le Indagini Preliminari, della sezione Dibattimentale e del Riesame hanno rivolto alle autorità preposte ai sistemi informatici del Tribunale una formale protesta, richiedendo “indietro” il tecnico di “fiducia” allontanato improvvisamente ed in modo inquietante.

L’interrogativo dei 70 magistrati, anche famosissimi, è evidente: “Come mai una azienda privata si permette una tal gestione del “segreto d’Ufficio”, e lo fa in seno ad una struttura pubblica essenziale come il Tribunale di Napoli ?

L’affidabilità del tecnico informatico è fondamentale, ed è evidente che ogni sostituzione provocherà negli uffici penali del Tribunale di Napoli una ulteriore “paralisi” gestionale, costringendo i magistrati a “vigilare” per mesi (o forse anni) il nuovo personale tecnico impegnato su computer contenenti materiali di indagine su mafia, omicidi, furti e truffe.

“Come mai ?”, si domanda Giuseppe Di Spirito.

“Perché ?”, è la nostra domanda nel silenzio glaciale della Azienda subappaltata e della sua capofila.

Per il Comitato Informatici Atu

Loredana Morandi

Giuseppe Di Spirito


ALLEGATO 1: Le 4 missive firmate dei Magistrati della Corte d’Assise, della sez. GIP, del Dibattimento e del Riesame, per un totale di otto pagine in formato Pdf.

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Di Loredana Morandi (del 24/02/2009 @ 03:16:13, in Osservatorio Famiglia, linkato 1253 volte)
NEWS 23/2/2009

Abusi sui minori possono
provocare danni genetici
   
Modifica i meccanismi molecolari della risposta allo stress

ROMA La violenza perpetrata su bambini piccolissimi, può danneggiare alcune parti del genoma fino ad influire sulla risposta dell’organismo alle situazioni stressanti e determinare, in età adulta, anche disturbi neuropsichiatrici.

Lo afferma una ricerca americana pubblicata su Nature Neuroscience di questa settimana, secondo la quale i fattori genetici hanno un ruolo importante nei disordini neuropsichiatrici in età adulta, soprattutto se questi sono stati determinati da fattori ambientali. Rimangono, però, ancora ignoti i meccanismi attraverso i quali, cause esterne più o meno traumatiche, riescono ad influire sul genoma , contribuendo a determinare la depressione o altre malattie mentali a distanza di tempo.

Tuttavia, lo studio condotto da Michael Meaney e colleghi, Douglas Mental Health University Institute, McGill University, Canada e al quale hanno partecipato anche ricercatori del Harvard Medical School, Cambridge, MA, USA contribuisce a chiarire alcuni dei processi molecolari, che nel bambino abusato in tenera età, si instaurano alterando l’espressione di un gene importante nella risposta dell’organismo allo stress.

Gli scienziati hanno scoperto, nel cervello di persone suicide, con una storia di infanzia abusata, che i livelli di mRNA (Rna messaggero ha la funzione di tradurre le informazioni contenute nel gene per formare proteine) per l’espressione dei recettori dei glucocorticoidi, ormoni della corteccia surrenale importanti per la risposta allo stress, sono più bassi rispetto ai suicidi che non sono stati da piccoli vittime di abusi. Inoltre, hanno scoperto che in questi pazienti il gene che codifica per il recettore dei glucocorticoidi è stato modificato per limitare la quantità di mRNA e perciò la produzione di proteine funzionali.

È la prima volta che viene dimostrato che anche nell’uomo le esperienze traumatiche subite in tenera età causano cambiamenti genetici a lungo termine nella via molecolare addetta alla risposta fisiologica allo stress, che si ripercuotono più tardi nella vita dell’individuo adulto. Precedentemente era stato visto solo su modello animale.

La Stampa
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Di Loredana Morandi (del 24/02/2009 @ 01:02:27, in Politica, linkato 1178 volte)
Ghedini: ne discuteremo domani all'assemblea dei deputati. Oggi la protesta di Fnsi e Fieg

Intercettazioni, fronda nel Pdl
Bongiorno: "Insostibuili nelle indagini"

di LIANA MILELLA

ROMA - Berlusconi la chiede ormai da mesi. La stretta sulle intercettazioni è un suo pallino. Al punto che, appena venerdì, ha pensato di proporre al consiglio dei ministri il voto di fiducia alla Camera sul testo che, da ieri, è arrivato in aula. Per una discussione generale in cui Pd e Idv hanno annunciato una battaglia durissima. Perché è una "legge ad crimen" e una "pietra tombale" sulle indagini, come dice la democratica Donatella Ferranti; perché "apre le porte a uno stato di polizia in cui si potrà arrestare chi si vuole senza che il cittadino lo venga a sapere", come dice il leader dell'Idv Antonio Di Pietro. Perché è una legge che "mette il bavaglio ai giornalisti" e gli fa rischiare l'arresto, come dice la Fnsi che per oggi, con la Fieg, ha organizzato una manifestazione di protesta (alle 10.30 in corso Vittorio Emanuele 349).
Ma il Cavaliere avrebbe voluto che già in questa settimana il ddl sugli ascolti ottenesse l'ok per passare al Senato. "Aspetto dal 3 giugno del 2008, sarebbe ora d'approvare questa legge o no?" ha detto ai suoi. Ma il Guardasigilli Angelino Alfano, che dà il nome al ddl, e il ministro per i Rapporti con il Parlamento Alfredo Vito l'hanno dissuaso. Per una ragione semplice: troppe perplessità e troppi dissensi, anche di peso, nelle file della maggioranza. Meglio riflettere ancora, e aprire spiragli a modifiche. Soprattutto perché inviti alla riflessione arrivano dal Quirinale dove gli esperti giuridici hanno letto il ddl, hanno riflettuto sui drastici giudizi delle toghe, hanno chiosato l'ultimo parere critico del Csm. Un dubbio su tutti: l'obbligo di disporre di "gravi indizi di colpevolezza" per ottenere l'intercettazione. Troppo, tanto quanto si richiede per un arresto.

Dice in Transatlantico il sottosegretario alla Giustizia Giacomo Caliendo, magistrato e per anni toga di Unicost: "Lassù, chi deve decidere non l'ha ancora fatto". Leggasi Berlusconi e il suo consigliere Niccolò Ghedini, e Alfano. Dice il ministro: "Non ci sono novità. Dobbiamo approvare la legge e basta". E Ghedini: "Domani c'è l'assemblea del gruppo. La legge è ottima, equilibrata, ma se emergono dubbi possiamo discuterne". Altro che dubbi, in ballo ci sono perplessità su punti nodali. Come quello dei "gravi indizi" che Ghedini ha definito più volte "qualificante perché tutela i cittadini" e "va lasciato com'è". Continua a dirlo il capogruppo Pdl in commissione Giustizia Enrico Costa, che si fa interprete del Ghedini-pensiero: "Non ci saranno stravolgimenti. Il testo è frutto di articolate consultazioni tra maggioranza, governo e relatore". Ma proprio quest'ultimo, anzi quest'ultima, perché si tratta dell'aennina presidente della commissione Giustizia Giulia Bongiorno, è convinta del contrario. E l'ha ribadito ieri in aula quando ha presentato il provvedimento. "Una legge per evitare un uso distorto ed eccessivo ci vuole, ma le intercettazioni sono uno strumento d'indagine in molti casi insostituibile". La Bongiorno "apre" sugli indizi: "L'assemblea verificherà se possa bastare un minor grado di colpevolezza, prevedendo che gli indizi siano "sufficienti"". E precisa: "È una questione giuridica e non politica". Sul diritto di cronaca promuove l'emendamento Bergamini, quello del carcere fino a tre anni per chi pubblica un ascolto destinato alla distruzione ("Lo prevede già il codice sulla privacy"). Ma sul black out alle indagini fino al dibattimento dichiara: "Una parte deve assolutamente restare segreta, bisogna solo stabilire quanto debba essere estesa questa fase. Le indagini possono essere molto dilatate nel tempo e ciò forse precluderebbe la possibilità di fornire informazioni di interesse per la collettività".
È un'innegabile apertura. Come quella di Ghedini che, ragionando con i suoi, ha detto: "Il carcere? È singolare che la stampa protesti per continuare a violare la legge. Allora dovrebbero anche dire che l'articolo che c'è adesso, il 684, è incostituzionale. Tuttavia il carcere può essere alternativo a una multa". Il capogruppo leghista Roberto Cota non ha dubbi: "Anche Alfano ha detto di essere disponibile a valutare alcune cose... Sarà un dibattito parlamentare interessante". E il centrista Roberto Rao promette l'astensione se il testo non sarà blindato.

(24 febbraio 2009)
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