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Per tutte le violenze consumate su di lei, per tutte le umiliazioni che ha subito, per il suo corpo che avete sfruttato, per la sua intelligenza che avete calpestato, per l’ignoranza in cui l’avete lasciata, per la libertà che le avete negato, per la bocca che le avete tappato, per le sue ali che avete tarpato, per tutto questo: ...in piedi, signori, davanti ad una Donna!

William Shakespeare
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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Loredana Morandi (del 27/08/2009 @ 01:02:37, in Magistratura, linkato 1309 volte)
Fuori programma
Contestatore anti-magistrati
al meeting di Cl

In azione un uomo coinvolto nell'inchiesta Why Not. «Ce l'avevo con Mancino»

RIMINI - «Non ce l'avevo con Alfano, ma con Mancino»: è quanto puntualizza Sabatino Savaglio, che stamani al Meeting di Rimini ha esposto uno striscione (con la scritta «Basta carriere dei P.m. sulle spalle degli inncenti») durante il confronto tra il ministro della Giustizia ed il vicepresidente del Csm Nicola Mancino. Savaglio, calabrese di Cosenza e ciellino, è un dirigente di una cooperativa per cui è stato chiesto il rinvio a giudizio nell'ambito dell'inchiesta «Why not».

IL MOTIVO - «Un gruppo di magistrati - spiega ai cronisti - mi usa come carne da macello. Hanno chiesto il mio rinvio a giudizio senza che mi sia stato contestato alcun caso specifico. Mi hanno indagato in quanto ero sindaco supplente di una società, sapendo benissimo che con quell'incarico non avevo alcun potere. La verità e che mi indagano solo perché sono amico di Saladino. Il Csm non blocca il progetto di pm che fa carriera anche politica rovinando le persone e le proprie famiglie».


Corriere Sera 26 agosto 2009
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FaceBook, storie comuni
di criminalità diffusa

il blog Informare per Resistere

Face Book è un piccolo mondo virtuale, dove un gruppetto di bloggers può darsi il cambio h24 nel postare articoli tratti dai quotidiani su un qualsiasi blog di Blogger.com, ed aprire un profilo con un "nome importante" ed ottenere un discreto successo con l'utenza pigra del social network.

Così è per lo staff di Informare per Resistere, una piccola piaga editoriale perché hanno addirittura l'abitudine di postare senza linkare gli articoli, che attualmente cavalca la tigre del social network sull'onda della stupidità, dell'antiberlusconismo e di quegli articoli che "attizzano" il flame del commento violento.

Oggi, leggendo i commenti dati alla bravata di Saverio, l'artista fiorentino delle penose denunce contro una Legge dello Stato, ho notato la piega presa dai commenti e l'istigazione a terzi nel compiere una analoga bravata.

ATTENZIONE ! Le LEGGI dello Stato NON si denunciano in Procura, soprattutto quando sono state votate dal Parlamento e quando il Presidente della Repubblica le ha promulgate. +

Cosa questa che di per se giudica l'incultura del comico toscano, perché per contrastare il pacchetto sicurezza ci sono strumenti differenti, anche normativi, mentre l'atto di denuncia creerà solo noie giudiziarie all'artista, per aver mosso lo strumento della Giustizia e senza aver scritto un solo rigo utile alla magistratura per appellarsi alle Istituzioni del Diritto superiori alla Procura in quel di Firenze.

Che ben sappia l'ambiziosissimo Peppe Sini, del Centro per la pace finta di Viterbo: proporre due foglietti sgrammaticati alla Procura di Firenze è stato un atto inutile, perché se se ne fosse occupato un vero giurista e non un praticone, allora la Procura avrebbe potuto sollevare il dubbio dell'incostituzionalità dell'azione imposta dalla Legge.

STATE TRANQUILLI: Non sto difendendo l'indifendibile razzismo del pacchetto sicurezza, perché sono sicura che dozzine o centinaia di pubblici ministeri solleveranno il dubbio costituzionale NEI CASI DI APPLICAZIONE delle nuove leggi razziali. E lo faranno a tutela delle Madri, dei Minori a rischio di cadere preda dello sfruttamento e in tutti quei casi che richiederanno realmente un serio appellarsi alle tematiche del Diritto Umanitario.

Ma lo faranno senza esporre i cittadini al fuoco amico di una salva d'ufficio ai sensi dell'Art. 50 del Codice di Procedura Penale, che prevede la denuncia del cittadino che spende i soldi dello Stato, soprattutto in quei casi in cui si vede l'uso pro pubblicità personale.

Torno sul blog dei copia incollatori "Informare per resistere" e chiudo: Oggi, in 3 secondi e 2 decimi, la blogger Helene Benedetti, autrice di Informare per Resistere, pur di mettermi a tacere si sarebbe appropriata di una mia foto dal mio clone personale (il blog la ragazza ora guarita, che un anno fa fu circuita dal sito del porno commerciale di Selargius, il cartello filo pedofili omosessuali) e ha utilizzato materiale tratto da quel blog per minacciarmi attraverso il servizio postale di FaceBook.

Qui l'immagine cliccabile.

20090826142547heleneben.jpg

Belle storie, sì. Per carità: pur di mettere a tacere un dissidente, tutta una certa sinistra è disposta a minacciare, sputare, insultare, mobbizzare e simili atti di criminalità diffusa. Ma i peggiori sono sempre quelli che cercano il successo personale, anche a costo di impossessarsi di materiale filo pedofilo e usarlo per minacciare le persone per bene.

Io ho perdonato, ma il blog da cui viene il link alla mia fotografia rivendicò le minacce di morte ai miei danni e pubblica ancor oggi la foto di MIO FIGLIO.

Vergogna: questo è il clima di criminalità diffusa promosso dal mondo dell'Informazione italiano.

Così, mi sento di assicurarvi, che resisteremo tutti molto meglio senza trombettieri.

Infatti, solo l'Informazione Vera è Resistenza, da non scambiarsi mai con i copia incollatori di comodo, con i cavalcatori della tigre o con coloro che sono alla ricerca di facili successi.

Concludo per Peppe Sini, con il quale ho parlato al telefono: chi si prenderà cura di Saverio Tommasi? Una stupidella, che pur di far tacere una persona onesta impasta le mani nella pornografia per pedofili? Il suo è un errore madornale e non aspiri mai al perdono di chi ha ancora una coscienza e una morale.

Update: Saverio, consultandosi con Sini, ha pensato bene di proseguire con l'istigazione a commettere reati contro il buon funzionamento dell'Amministrazione Giudiziaria. Invito entrambi a cessare ogni ostilità e ogni forma di sfruttamento ai miei danni.

Scrivere una denuncia con i loro articoli già pubblicati è davvero una sciocchezza, perché è sporco quando stanno ponendo in essere e della notorietà di qualcuno a me non interessa affatto, soprattutto se in ballo ci sono le libertà personali di tante persone contattate tramite social network.

Loredana Morandi
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Di Loredana Morandi (del 26/08/2009 @ 08:22:26, in Magistratura, linkato 1492 volte)
Giustizia, prove di dialogo
fra Governo e Csm sulla riforma


mercoledì 26 agosto 2009 14:10
 

RIMINI (Reuters) - Prove di dialogo fra governo e Consiglio superiore della magistratura in vista del dibattito sulla riforma del processo penale e quella sulle intercettazioni che l'esecutivo vuole rilanciare con la ripresa autunnale, ma ancora si resta piuttosto vaghi sui contenuti.

L'occasione è stata un dibattito al Meeting dell'amicizia in corso a Rimini al quale hanno partecipato il ministro della Giustizia Angelino Alfano ed il vicepresidente del Csm Nicola Mancino. I due si sono detti entrambi pronti al dialogo, ma sono rimasti lontani dai possibili contenuti della riforma, evitando di scoprire le carte di un confronto che in passato è stato particolarmente aspro.

"Avvieremo la stagione autunnale con una grande disponibilità al confronto sulla giustizia e una grande buona volontà. Vogliamo provare davvero a fare una riforma della giustizia che abbia il consenso più largo possibile", ha detto Alfano sottolinenando contestualmente che, comunque, il ruolo del legislatore spetta al Parlamento e che deve essere "rispettato" anche se, "prima di andare in Parlamento proporrò un confronto a tutto campo sui temi della riforma".

Mancino, con riferimento alle polemiche dei mesi scorsi su autonomia della magistratura e rapporto con il potere politico, ha detto che "di tanto in tanto si affaccia una minaccia, ma ad una minaccia non si risponde con un'altra minaccia ma con osservazioni critiche, pazienza e grande disponibilità" ed ha aggiunto che le posizioni diverse "devono convivere facendo riforme che servano anche per i tempi lunghi".

Alfano ha detto di avere avuto l'impressione che "il Csm sia un Parlamento bonsai", con evidente riferimento alla sua politicizzazione.

"In questo primo anno di legislatura abbiamo varato due importantissimi provvedimenti -- il pacchetto antimafia e la riforma del processo civile -- su cui è stato possibile procedere senza grandi scontri né lacerazioni. Proveremo a fare altrettanto anche nell'ambito del processo penale e delle riforme costituzionali in materia di giustizia. E' chiaro che chiediamo altrettanta disponibilità al confronto anche all'opposizione: il dialogo non è un infinito bla-bla che si conclude nel nulla. Il confronto per noi è un metodo attraverso cui arrivare ad una decisione confortata da una maggioranza maggiore di quella uscita dalle urne. Noi non vogliamo fare marce indietro, non vogliamo abdicare alle tesi del nostro programma; e su di esso vogliamo confrontarci serenamente in Parlamento".

Reuters

La Rassegna sul Meeting di Rimini in tema Giustizia

POL - Carceri, Alfano: Sovraffollate da stranieri, Ue intervenga

Il Velino - ‎2 ore fa‎
Roma, 26 ago (Velino) - Nelle carceri italiane “ci sono oltre 63mila detenuti. Oltre 20mila sono stranieri, il che vuol dire che le carceri italiane sono idonee a ospitare i detenuti italiani. Con l'aggiungersi degli stranieri agli italiani si supera ...

Alfano: niente nuovi indulti

ANSA - ‎2 ore fa‎
(ANSA) - RIMINI, 26 AGO - 'Non ci saranno nuovi indulti: lo dico chiaramente da un anno', ribadisce al Meeting di Cl il ministro della Giustizia, Angelino Alfano. 'Noi -spiega- non procederemo sulla via seguita per 60 anni:si fanno uscire ogni 2 anni ...

L'allarme di Alfano: "Carceri sovraffollate da stranieri, serve l ...

Adnkronos/IGN - ‎54 minuti fa‎
Rimini - (Adnkronos/Ign) - Il ministro della Giustizia ribadisce il no a all'ipotesi di indulto e lancia un appello alla Ue. "Bruxelles dia risorse economiche per costruire nuove carceri". Protesta dei detenuti a Pisa: in 400 in una struttura che può ...

MEETING. Nuove carceri e lavoro la ricetta di Alfano

Vita - ‎57 minuti fa‎
Non solo carceri nell'intervento del ministro della Giustizia Angelino Alfano, ospite oggi al Meeting di Rimini, con il vice presidente del Csm Nicola Mancino, dell'incontro Si può dialogare sulla giustizia. A coordinare un affollato in contro Paolo ...

Carceri, Alfano: Troppo detenuti stranieri, intervenga l'Europa

(ami) Agenzia Multimediale Italiana - ‎13 minuti fa‎
Intervenendo al meeting di Cl a Rimini, il Guardasigilli Angelino Alfano ha affrontato il nodo del sovraffollamento delle carceri italiane. La causa per il ministro della Giustizia sta tutta nella presenza di detenuti stranieri che hanno fatto ...

Giustizia, Alfano apre a confronto

TGCOM - ‎4 ore fa‎
Sulla riforma della giustizia il governo è "pronto al dialogo" con l'opposizione, ma questo non dev'essere "un infinito bla bla che si conclude nel nulla". A sostenerlo è il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, il quale assicura una discussione ...

Alfano: "Carceri piene di immigrati"

La Stampa - ‎4 ore fa‎
Le carceri italiane sono «idonee» ad ospitare soltanto «i detenuti italiani», altrimenti «si supera la capienza regolamentare e quella tollerabile». Per questo il ministro della Giustizia si appella all'Unione europea: «Deve farsi promotrice di ...

Contestatore anti-magistrati al meeting di Cl

Corriere della Sera - ‎4 ore fa‎
RIMINI - «Non ce l'avevo con Alfano, ma con Mancino»: è quanto puntualizza Sabatino Savaglio, che stamani al Meeting di Rimini ha esposto uno striscione (con la scritta «Basta carriere dei Pm sulle spalle degli inncenti») durante il confronto tra il ...

Alfano: 'Le carceri italiane piene a causa degli stranieri'

La Voce d'Italia - ‎2 ore fa‎
Le carceri italiane sono "idonee" solo ad ospitare i detenuti italiani, con l'arrivo degli stranieri si "supera la capienza regolamentare ma anche quella tollerabile". Il minstro della Giustizia Angelino Alfano ha spiegato così le condizioni delle ...

ALFANO: CARCERI PIENE, L'UE CI AIUTI

AGI - Agenzia Giornalistica Italia - ‎3 ore fa‎
(AGI) - Rimini, 26 ago. - "Non ci saranno nuovi indulti, lo dico chiaramente da un anno". L'emergenza affollamento carceri e' tornata alla ribalta nelle ultime settimane, ma il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, blocca l'ipotesi di un nuovo ...

GIUSTIZIA: ALFANO, NON CI SARANNO NUOVI INDULTI

ANSA - ‎3 ore fa‎
RIMINI - "Non ci saranno nuovo indulti: lo dico chiaramente da un anno". E' quanto ribadisce al Meeting di Cl il ministro della Giustizia Angelino Alfano. "In Italia - spiega Alfano - ci sono oltre 63mila detenuti, di cui oltre 20mila sono stranieri. ...

Giustizia, Alfano: non ci saranno nuovi indulti

Reuters Italia - ‎5 ore fa‎
RIMINI (Reuters) - Il governo non pensa a proporre nuovi indulti, dopo le polemiche degli anni scorsi successive all'indulto votato dal Parlamento nel 2006 e che era stato richiesto dal Papa Giovanni Paolo II nel corso della sua storica visita a ...

Carceri sovraffollate, Alfano chiama l'Ue: «Abbiamo troppi ...

Avvenire.it - ‎4 minuti fa‎
Le carceri italiane sono adeguate per i detenuti italiani ma contando gli oltre 20 mila stranieri "si supera la capienza regolamentare ma anche quella tollerabile" e il problema deve essere risolto in sede europea. Lo afferma il ministro della ...

GIUSTIZIA: ALFANO, CSM MI E' SEMBRATO PARLAMENTO BONSAI

Agenzia di Stampa Asca - ‎3 ore fa‎
(ASCA) - Rimini, 26 ago - Il Csm, nel primo incontro avuto dopo la nomina a ministro della Giustizia, e' apparso come un ''Parlamento bonsai'' al Guardasigilli Angelino Alfano che assicura di voler tutelare l'''indipendenza esterna'' dei magistrati ma ...

RIFORME: ALFANO, SULLA GIUSTIZIA PD SI SGANCI DA DI PIETRO

Stato-oggi - ‎3 ore fa‎
(AGI) - Rimini, 26 ago. - Il ministro della Giustizia, Angelo alfano invita il Partito democratico ad “avere il coraggio di sganciarsi da Di Pietro e dire che al centro della sistema giustizia deve esserci l'uomo e il cittadino”. ...

GIUSTIZIA: ALFANO, PD ABBIA CORAGGIO DI SGANCIARSI DA DI PIETRO

Agenzia di Stampa Asca - ‎3 ore fa‎
(ASCA) - Rimini, 26 ago - ''Le nostre tesi sulla giustizia sono chiare e visibili, il Pd abbia il coraggio e la forza di sganciarsi da Di Pietro''. L'appello e' stato lanciato dal ministro della Giustizia Angelino Alfano, nel corso di un intervento ...

GIUSTIZIA: MANCINO, DOVERE MAGGIORANZA FARE RIFORME MA NO ARROGANZA

Agenzia di Stampa Asca - ‎3 ore fa‎
(ASCA) - Rimini, 26 ago - ''Le riforme si devono fare, si deve creare l'ambiente idoneo per farle, che e' il Parlamento, e la maggioranza ha il diritto-dovere di farle, ma l'importante e' non farle con arroganza''. Lo ha detto il vicepresidente del Csm ...

GIUSTIZIA/ Alfano: non ci saranno nuovi indulti

Il Sussidiario.net - ‎3 ore fa‎
Dal Meeting di Rimini, il ministro della Giustizia Angelino Alfano ha toccato diversi punti riguardanti la giustizia. Alfano ha dichiarato che «non ci saranno nuovi indulti», il problema del sovraffollamento delle carceri verrà risolto con nuovi ...

GIUSTIZIA: ALFANO, AUTONOMIA MAGISTRATI SACRA MA DEVONO APPLICARE ...

Adnkronos/IGN - ‎5 ore fa‎
Rimini, 26 ago. - (Adnkronos) - I Principi di autonomia e indipendenza della magistratura sono sacri e verranno rispettato, ma il parlamento e' sovrano ei magistrati devono applicare le leggi. Lo sottolinea il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, ...

GIUSTIZIA: ALFANO, SI' A DIALOGO CON OPPOSIZIONE MA NO BLA BLA ...

Agenzia di Stampa Asca - ‎5 ore fa‎
(ASCA) - Rimini, 26 ago - Sulla riforma della giustizia il governo e' pronto al ''dialogo'' con l'opposizione ma questo non deve essere ''un infinito bla bla che si conclude nel nulla''. Lo ha detto il ministro della Giustizia Angelino Alfano, ...

GIUSTIZIA: ALFANO, NO SCONTRO CON GIUDICI MA MAGISTRATI APPLICHINO ...

Agenzia di Stampa Asca - ‎5 ore fa‎
(ASCA) - Rimini, 26 ago - Il governo non vuole ''interferire rispetto ai principi sacri di autonomia ed indipendenza della magistratura'' ma ''il Parlamento e' sovrano e puo' approvare delle leggi e quelle leggi i magistrati le devono applicare''. ...

Meeting di Rimini, tentativo di contestazione al ministro Alfano

RomagnaOggi.it - ‎4 ore fa‎
RIMINI - Tentativo di contestazione al ministro della Giustizia Angelino Alfano, mercoledì mattina al Meeting di Rimini. Alfano era ospite di un incontro sul tema della giustizia, assieme al vice-presidente del Csm Nicola Mancino. ...

Carceri: Alfano "UE promuova trattati o dia risorse"

Corrispondenti.net - ‎1 ora fa‎
“Non procederemo sulla via seguita per 60 anni:si fanno uscire ogni due anni 30mila detenuti ma il problema non si risolve mai. Noi puntiamo su nuove carceri e sul lavoro in carcere per abbassare la recidiva”, lo ha affermato oggi il Ministro della ...

GIUSTIZIA: MANCINO, DIALOGO E NON SCONTRO ANCHE SE NON SI E' D'ACCORDO

Adnkronos/IGN - ‎4 ore fa‎
Rimini, 26 ago. (Adnkronos) - "Sono venuto qui con l'intenzione di dialogare e di confrontarci. Certo non su tutti i punti si puo' essere d'accordo, ma su quelli sui quali non si e' d'accordo non si puo' aprire uno scontro". A spiegare la ragione della ...

GIUSTIZIA: MANCINO, A MINACCE NON RISPONDERE CON ALTRE MINACCE

Agenzia di Stampa Asca - ‎5 ore fa‎
(ASCA) - Rimini, 26 ago - Nei confronti della magistratura ''di tanto in tanto si affaccia una minaccia ma alla minaccia si risponde non con un'altra minaccia ma con osservazioni, critiche, pazienza, grande disponibilita'''. ...

GIUSTIZIA: A MEETING CL CONTESTAZIONE ISOLATA A NICOLA MANCINO

Agenzia di Stampa Asca - ‎5 ore fa‎
(ASCA) - Rimini, 26 ago - Contestazione isolata al vicepresidente del Csm Nicola Mancino oggi al Meeting di Rimini. Mentre sul palco per un confronto sulla giustizia erano presenti il ministro Angiolino Alfano e lo stesso Mancino, un uomo in giacca e ...

ALFANO: 'CARCERI IDONEE, MA SOLO PER GLI ITALIANI'

CNR Media - ‎2 ore fa‎
Espellendo i 20mila detenuti stranieri, i 'bravi ragazzi' italiani potrebbero finalmente tirare una boccata d'aria fresca. Una proposta inusuale, quella del ministro Alfano, ma che sembra coniugare praticità e nazionalismo schietto. ...

GIUSTIZIA: DOMANI DIBATTITO CON ALFANO E MANCINO A MEETING RIMINI

Libero-News.it - ‎25/ago/2009‎
Roma, 25 ago. (Adnkronos) - Un dibattito sulla giustizia verra' tenuto domani al Meeting di Rimini, alla presenza del ministro della Giustizia Angelino Alfano e del vicepresidente del Csm Nicola Mancino. Il tema dell'incontro, che si terra' presso la ...

GOVERNO: ALFANO, ATTACCO OPPOSIZIONE A BERLUSCONI E' FALLITO

Libero-News.it - ‎20 ore fa‎
Rimini, 25 ago. - (Adnkronos) - L'opposizione "ha riprovato con la solita tecnica: ha cominciato ad aggredire un leader che la gente ha votato solo per governare bene. A 4 mesi dall'aggressione, possiamo dire che l'attacco e' fallito". ...

GIUSTIZIA: MANCINO, NO A MINACCE RECIPROCHE

IRIS Press - Agenzia stampa nazionale - ‎4 ore fa‎
(IRIS) - ROMA, 26 AGO - "Sono venuto qui con l'intenzione di dialogare e di confrontarci. Certo non su tutti i punti si può essere d'accordo, ma su quelli sui quali non si è d'accordo non si può aprire uno scontro" il vicepresidente del Csm, ...

Sul Meeting l'ombra del lodo Alfano

Europaquotidiano.it - ‎20 ore fa‎
Certo per Berlusconi è la questione delle questioni. La sentenza della Consulta sulla costituzionalità del lodo Alfano si avvicina e il premier non ha ancora deciso cosa fare. Il rovello che gli trapana il cervello è: procedere come un panzer alla ...

Tenta di contestare Alfano al Meeting di Rimini ma viene bloccato

L'Occidentale - ‎4 ore fa‎
Una persona ha cercato di contestare il ministro della Giustizia Angelino Alfano, presente al meeting di Cl a Rimini per un dibattito sui temi della giustizia con il vice presidente del Csm, Nicola Mancino. Di mezza età, in giacca e cravatta, ...

Meeting di Rimini, Alfano: "Ue intervenga per carceri affollati"

RomagnaOggi.it - ‎1 ora fa‎
RIMINI - Risorse economiche da parte dell'Unione Europea per costruire nuovi carceri più capienti: è la ricetta del ministro della Giustizia Angelino Alfano per fronteggiare la grave crisi del sovraffollamento delle prigioni italiane. ...

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Di Loredana Morandi (del 26/08/2009 @ 08:16:25, in Magistratura, linkato 1333 volte)
Se anche questo uccide ancora, rammentate di indagare i periti psicologi.

ad aprile 2008 il Tribunale di sorveglianza gli aveva concesso i domiciliari

Torna libero uno dei mostri del Circeo

Gianni Guido seviziò e uccise Rosaria Lopez e ridusse in fin di vita Donatella Colasanti insieme a Izzo e Ghira

ROMA - «Fine pena 25 agosto 2009»: da poche ore Gianni Guido è un uomo libero: uno dei tre responsabili della strage del Circeo ha dunque chiuso i conti con la giustizia italiana. Il 53enne ex ragazzo della borghesia romana, insieme ad Angelo Izzo e Andrea Ghira, seviziò e uccise Rosaria Lopez e ridusse in fin di vita Donatella Colasanti in una villa del Circeo la notte del 30 settembre 1975. Ora non ha più l'obbligo di dimora nella casa dei genitori così come previsto dall'affidamento ai servizi sociali che il Tribunale di sorveglianza gli aveva concesso l'11 aprile 2008.

EVASO DUE VOLTE - Figlio di un alto dirigente di banca, Guido è l'unico dei tre massacratori del Circeo ad avere scontato la pena e ad essere tornato in libertà senza più alcun obbligo di comunicazione dei propri spostamenti in Questura e con la possibilità di fare domanda per riavere il passaporto. Condannato all'ergastolo in primo grado il 29 luglio 1976, la pena di Guido fu ridotta in appello a 30 anni dopo una dichiarazione di pentimento e dopo un risarcimento di cento milioni di lire alla famiglia Lopez (che rinunciò a costituirsi parte civile). In carcere, di fatto, Guido ha trascorso una ventina d'anni, anche se in passato le provò tutte pur di non restare in cella: nel 1981 fuggì dal penitenziario di San Gimignano per rifugiarsi in Argentina, dove fu arrestato due anni dopo; nel 1985 evase anche dal carcere di Buenos Aires e riparò a Panama, con un nome falso (Daniel Ibrahim Laurian) e un passaporto libanese. La sua latitanza finisce nel 1994.

«SILENZIOSO PENTIMENTO» - Considerate le evasioni, avrebbe dovuto scontare ben più di 30 anni che gli erano stati inflitti per la strage del Circeo, ma tra indulti, benefici penitenziari previsti dalla legge Gozzini, regime di semilibertà e infine affidamento in prova ai servizi sociali, la pena di Gianni Guido è arrivata al termine. I giudici del Tribunale di sorveglianza di Roma che nel 2008 lo hanno affidato in prova ai servizi sociali hanno scritto che Guido ha fatto un percorso di «silenzioso pentimento». Per gli altri responsabili della strage del Circeo è andata diversamente: Andrea Ghira, subito fuggito all'estero, è morto in Marocco (le sue spoglie sono a Melilla, nel cimitero dei legionari spagnoli). Angelo Izzo è di nuovo in carcere, deve scontare un altro ergastolo dopo che, nell'aprile del 2005, rimesso in semilibertà, tornò a seviziare e uccidere una donna, Maria Carmela Linciano, e sua figlia Valentina di 14 anni. L'unica sopravvissuta alla strage del Circeo, Donatella Colasanti, è morta a 47 anni il 30 dicembre 2005, per un tumore al seno.


Corriere Sera - 26 agosto 2009

 
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Di Loredana Morandi (del 26/08/2009 @ 04:17:56, in Osservatorio Famiglia, linkato 1245 volte)
Come volevasi dimostrare ... Adesso attenzione, perché se la magistratura svedese è rapida potrebbe chiudere dall'oggi al domani anche una delle dominazioni europee di Pirate Bay: DDUniverse, la vecchia board italiana  di link eDonkey per eMule, Drunken Donkey ...

Pirate Bay beffa i giudici e riapre in poche ore


di Umberto Rapetto
Mercoledí 26 Agosto 2009

Le autorità svedesi erano convinte di aver decapitato i bucanieri della rete, quando il fantasma di Pirate Bay è riapparso all'orizzonte vivo e vegeto. La sentenza della corte distrettuale di Stoccolma che nei giorni scorsi aveva intimato l'alt al sito della filibusta online, non ha scalfito l'organizzazione che maggiormente fa penare le major di musica e cinema.

Il provider Black Internet ha provveduto a rispettare quanto intimato nel provvedimento giudiziario e, per evitare la sanzione di 500mila corone (49.400 euro) per ogni giorno di ritardo, lunedì ha staccato la spina all'insediamento telematico fuorilegge. Ma la solerzia dei tecnici è valsa a nulla: il nomadismo classico degli avventurieri del bit ha immediatamente consentito la ricollocazione - su un altro server - dei contenuti messi al bando. Il blocco del sito non ha sortito l'effetto desiderato, perché nel giro di qualche ora la "resurrezione" è avvenuta su un nuovo computer di un differente operatore di servizi di connessione. I pirati sono salpati verso lontane e irraggiungibili destinazioni? Niente affatto. La nuova "macchina" che offre i soliti servizi è targata 194.71.107.15 e, a guardar bene quello che potrebbe essere il Pubblico registro automobilistico di internet, è intestata alla DCP Networks del signor Fredrik Neij, uno dei fondatori di Pirate Bay, che ha sede a Stoccolma.

Davvero il diritto non riesce ad attecchire lungo le autostrade dell'informazione i cui itinerari sembrano destinati a portare a grande velocità verso terre di nessuno? La lentezza dell'ordinamento e dei relativi strumenti purtroppo consente, a chi non si vuole attenere a quanto prescritto, sorpassi azzardati che mandano su tutte le furie chi tenta di applicare articoli e commi tagliati per la dimensione concreta e naturalmente obsoleti per l'universo www.

Sul pennone del vascello virtuale ora non sventola il vessillo con teschio e tibie incrociate, ma una t-shirt su cui spicca uno slogan che rimbomba come il peggior sberleffo a regole e leggi: «Ho speso mesi di tempo e milioni di dollari per far chiudere la Baia dei Pirati e tutto quel che ho ottenuto è solo questa splendida maglietta».

La contrastata insenatura, che inneggia al download sfrenato e offre assistenza a chi voglia scaricare file multimediali in barba al diritto d'autore vanta una "ciurma" di 3.830.377 utenti registrati, sembrava destinata a ben diversa destinazione. L'azienda svedese Global gaming factory X AB il 27 agosto aveva infatti dimostrato interesse all'acquisto del sito, ma l'operazione commerciale è stata sospesa per il sospetto che si trattasse di semplice manovra speculativa che - per il solo annuncio - aveva subito fatto balzare in borsa le quotazioni azionarie di GGF.

Sul sito si legge una vera e propria dichiarazione di guerra: i corsari di Pirate Bay sul riemerso blog spiegano che la palesata inaffondabilità dimostra che non ci sarà alcuna resa, che il combattimento continuerà...Quell' "always when needed", in chiusura del messaggio «uscire dalla tempesta», dice che loro ci saranno sempre se qualcuno ne avrà bisogno e lascia intendere che si dovrà trovare una rotta diversa per trarre in salvo la legalità.

umberto rapetto
Mercoledí 26 Agosto 2009
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Di Loredana Morandi (del 26/08/2009 @ 04:02:29, in Magistratura, linkato 1362 volte)
L'eterna solitudine dei magistrati


di Marco Bellinazzo


«I l giudice non dovrebbe essere giovane; dovrebbe aver imparato a conoscere il male non dalla sua anima, ma da una lunga osservazione della natura del male negli altri; sua guida dovrebbe essere la conoscenza, non l'esperienza personale» (Platone, Repubblica).
«Forse non è tanto un problema di esperienza e di conoscenza del male, quanto di solitudine», osserva Paola Biondolillo, 35 anni, milanese, in magistratura dal 2002. «Mi riferisco al peso della responsabilità di dover decidere ogni giorno sulla libertà di altre persone. È un peso che avverti molto, soprattutto all'inizio».
«Solitudine» con la quale si riesce a convivere meglio con il passare degli anni, maturando scelte sofferte e sbagli, magari. «Anche perché – spiega Luigi Domenico Cerqua, maceratese, 65 anni, alle spalle una carriera quarantennale dedicata alla giustizia penale – quotidianamente ci si deve poi confrontare con problemi meno metafisici». Dai fondi che scarseggiano alle carenze d'organico che affliggono tribunali e procure, surclassati da una domanda di diritto e legalità e da una conflittualità sociale che non accennano a placarsi.
«Eppure, nel '68, quando ho vinto io il concorso – sottolinea Cerqua – l'Italia stava per precipitare nella stagione del terrorismo. Ma in magistratura si respirava un clima abbastanza tranquillo». Le divisioni fra correnti, le tensioni con il mondo politico, le pressioni dell'opinione pubblica erano, per certi versi, meno intense o forse solo meno vistose. «Non dico che non ci fossero rischi di interferenza o di commistioni», spiega l'attuale presidente della quinta sezione penale della Corte d'appello di Milano. «Il fatto è che la magistratura era più compatta. E, in generale, era più rispettato il principio dell'indipendenza dei poteri». Stagioni che riemergono nella storia d'Italia e nella carriera di Cerqua, al quale a giugno è toccato il compito di leggere la sentenza di condanna delle nuove Br.

Una professione, quella del magistrato, che è anche una vocazione? «Non so se sia il caso di chiamarla vocazione», dice Cerqua. «Però è vero che deve esserci una motivazione forte, un convincimento fuori dal comune».
«Io ho sempre voluto fare questo "mestiere"», conferma Biondolillo, laurea a Pavia, tirocinio a Milano e prima assegnazione alla procura di Trapani. «Sono convinta che la legalità sia la linfa della democrazia. Quando si perde il senso della legalità la democrazia è in pericolo, perché i deboli soccombono e i forti vincono sempre. Perciò ho scelto di fare il magistrato investigativo e ho chiesto subito di andare a Trapani». Una scelta che oggi, dopo la riforma dell'ordinamento giudiziario, non sarebbe stata possibile. Per svolgere le funzioni investigative o per fare il giudice nei processi più delicati è indispensabile infatti un congruo periodo di apprendistato in affiancamento a un magistrato più anziano.
«Ma certe cautele – afferma Cerqua – possono rivelarsi eccessive, specie alla luce del più marcato ruolo direttivo che la riforma assegna al Capo della procura». E, aggiunge Biancolillo, ci sono altre considerazioni da fare: «Svolgere le funzioni di magistrato inquirente richiede tantissime energie, un grande entusiasmo e sacrifici anche sul piano personale. Tutti requisiti che sono presenti in particolar modo in chi ha preso servizio da poco. Inoltre, storicamente sono stati gli uditori a colmare le lacune delle procure più esposte nel Mezzogiorno. Quando io ho vinto il concorso, siamo arrivati qui a Trapani in cinque. Insomma, il pericolo è che vadano disperse risorse fondamentali».

Biondolillo non lo dice esplicitamente, ma è intuitivo pensare al coraggio dei cosiddetti giudici "ragazzini" – come Rosario Livatino ucciso dalla mafia agrigentina a 38 anni – che hanno pagato anche con la vita la ferrea volontà di portare a galla la verità dei fatti.
Nonostante gli incentivi economici e di carriera messi sul piatto dal Governo, le carenze di organico, come da mesi denunciano gli organismi associativi della magistratura e lo stesso Csm, restano però preoccupanti. In particolare nelle procure delle sedi disagiate. A Trapani, che pure non è considerato fra gli uffici messi peggio, su 11 pm in pianta organica gli effettivi sono cinque.
Problemi che non si ponevano quarant'anni fa. «Semmai per rendere operative tutte le strutture giudiziarie che si andavano articolando sul territorio si bandivano anche due concorsi all'anno. Peraltro, vincere era relativamente più semplice. C'erano meno candidati, poche centinaia per volta, essendo anche più basso il numero di laureati. Le prove invece erano uguali a quelle di oggi. Salvo per l'obbligo di fare riferimenti a citazioni di diritto romano nel tema di civile. Un omaggio all'eredità del nostro ordinamento».
Anche la scelta di Cerqua, quanto alla prima destinazione, è stata "di confine". «Solo che io ho optato per il Nord. Ho esordito come pm a Bolzano. All'epoca non serviva il patentino di bilinguismo». I primi incarichi riguardavano reati tornati oggi di grande attualità. «Mi occupavo di diritto penale valutario. Oltre al contrabbando di sigarette e di quelli che si definivano "tabacchi lavorati esteri", c'erano già organizzazioni molto ramificate dedite all'esportazione di capitali, titoli e valuta. Si usavano gli spalloni, ma anche i tir che passavano dal Brennero. Inoltre, era molto diffuso tra artigiani e professionisti il malcostume di costituirsi disponibilità finanziarie oltre confine, facendosi pagare le fatture metà in Italia e metà all'estero».

Un'Italia che non cambia mai, un'Italia della provincia più profonda, d'altri tempi, quella nella quale Cerqua si trovò a indagare poco dopo il suo arrivo in Alto Adige, all'inizio degli anni 70. «L'assassinio di una perpetua in una sperduta canonica di montagna, a Santa Gertrude, estremo avamposto della Val d'Ultimo. Mi ero convinto, per le prove raccolte, che ad ammazzarla fosse stato il parroco. La vicenda giudiziaria durò diversi anni tra sentenze di condanne e revisioni in Cassazione. Alla fine, il processo arrivò a Brescia e il parroco fu assolto per insufficienza di prove».
Nell'87, alla vigilia della riforma del processo penale con la conversione del rito inquisitorio in accusatorio, Cerqua si è trasferito a Milano, abbandonando il ruolo di pm per diventare il giudice. Un passaggio "conforme" alle nuove regole dell'ordinamento giudiziario, che oggi per il passaggio da una funzione all'altra impongono al magistrato di cambiare ufficio e regione.
«È una questione di opportunità. Ma ci sono alcuni aspetti che andrebbero sempre tenuti presenti», dice Cerqua. «Da una parte è indispensabile che il giudice sia e appaia terzo e che non subisca sudditanze». I penalisti però sostengono che questa terzietà non sarebbe garantita dalla "convivenza" di giudici e pm all'interno degli stessi edifici. «Io ho amici tra i pubblici ministeri, ma anche tra gli avvocati. Con molti ci diamo del tu e fuori dall'aula abbiamo rapporti assolutamente cordiali. Mi si deve piuttosto dimostrare che in qualche mia decisione ho compiaciuto gli uni o gli altri. La verità è che tutto dipende dall'etica personale». Dall'onestà intellettuale dei singoli, più che dalle prescrizioni deontologiche. «D'altra parte – continua Cerqua – per quella che è stata la mia esperienza, ritengo che la facoltà di passare da una funzione all'altra rappresenti un'occasione di crescita. Per un giudice, sapere cosa vuole e come pensa un pm può rivelarsi un metro di valutazione tutt'altro che secondario. Quindi vanno bene le incompatibilità, ma le barriere o l'imposizione di scelte premature alla lunga potrebbe rivelarsi controproducente».

Terzietà e indipendenza, prima di tutto. Vale, o dovrebbe valere anche per quei giudici che si candidano e che poi fallito il bersaglio, tornano nei ranghi? «Non voglio esprimere giudizi su colleghi che hanno compiuto queste scelte. Io non ho mai avuto la tentazione. Nessuno in 22 anni ha potuto inserirmi in una casella o nell'altra di una corrente», risponde Cerqua.
«Non credo potrei candidarmi – concorda Biondolillo – ma se un giorno dovessi decidere di farlo, certamente per prima cosa mi dimetterei. Anche per non pregiudicare la credibilità di tutto il lavoro svolto in precedenza. La demarcazione tra la sfera professionale e quella personale del magistrato è fatalmente meno netta che per altre professioni: questo non vuol dire restare fuori dalla vita pubblica del Paese, ma contribuire all'interesse comune attraverso un esercizio coscienzioso della propria funzione. Infatti, sono convinta che il magistrato lo si faccia in silenzio, dietro le quinte, con passione e dedizione».
Nessuno intende ritirarsi in una torre d'avorio. «In tutti questi anni – chiarisce Cerqua – ho sempre cercato di dare il mio contributo. Scrivendo, oppure nell'ambito dei convegni, non ho mai perso l'occasione per dire la mia. Fossero norme da criticare come quelle sui reati societari e il falso in bilancio, norme da salutare positivamente, come quelle sullo stalking che hanno colmato un vuoto legislativo, o ancora norme al centro del ciclone come quelle sulle intercettazioni».

Ecco, appunto, che cosa pensa delle intercettazioni? «Penso che le intercettazioni siano uno strumento pericoloso per la privacy dei cittadini. Ma che sono addirittura indispensabili per punire gli autori dei delitti più gravi. Detto questo, sta a un legislatore saggio contemperare le due opposte esigenze».
Cortocircuito politica-magistratura. È questo il filo rosso che lega il burrascoso tramonto della Prima Repubblica con il quindicennio che ne è seguito. In che maniera potrà essere risolto, se mai lo potrà essere?
Cerqua – che a metà degli anni 90, consigliere in corte d'appello - ha scritto la sentenza (poi confermata in Cassazione) che ha messo la parola fine alla vicenda del crack del Banco Ambrosiano, non ha dubbi: «Ognuno deve tornare a fare il proprio lavoro. Lavorando di più e meglio. Il Parlamento deve fare le leggi e i giudici devono applicarle. Possono criticarle, come detto. Ma altro è l'interpretazione politica delle norme».
A metà degli anni 90 le vicende di Mani pulite e l'indignazione suscitata dagli assassini di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino hanno spinto migliaia di giovani a tentare la strada per la magistratura. C'è stato un ricambio generazionale. Ma com'è cambiata la professione? Intanto, si è assistito in questi anni a un mutamento "morfologico": la figura dell'austero giudice che si staglia dal suo scranno per sentenziare dell'innocenza o della colpevolezza è sempre più arcaica, come le parrucche nelle corti del Regno Unito. Sempre più frequentemente alla ribalta della cronaca balzano oggi pm e giudici donna: non a caso tra gli ultimi 13 uditori che attendono di prendere servizio c'è solo un uomo. «È vero, anche se i ruoli di vertice restano maschili», puntualizza Biondolillo.

«Quanto ai contenuti – osserva Cerqua – oggi è più difficile fare il magistrato rispetto a venti, trent'anni fa. È cambiata la società, che è più conflittuale. E le leggi, che ne sono lo specchio, riflettono questa complessità. Penso al decreto approvato a fine luglio che ha corretto, a un anno di distanza, le norme sulla sicurezza nei luoghi di lavoro. Ecco, nella disciplina per la salute dei lavoratori è stato inserito anche un richiamo alla responsabilità amministrativa delle società, il famoso decreto 231 del 2001. Per i giudici ora si porrà la questione di capire in che modo le due normative potranno e dovranno interagire».
Biondolillo si occupa soprattutto di reati ambientali e contro la pubblica amministrazione, laddove si addensano le zone d'ombra tra criminalità, affari e politica. «In aree come queste – spiega Biondolillo – il confine fra gli illeciti non è mai nitido. Così può capitare che da un incendio si finisca per indagare su estorsioni realizzate nell'ambito del calcestruzzo, settore cruciale nell'economia dell'isola, per il controllo che assicura su appalti e opere pubbliche. Quindi particolarmente a rischio d'infiltrazioni mafiose».
Indagini che le sono costate minacce e intimidazioni per le quali è stata messa sotto protezione. «Sì, mi è capitato di subire delle minacce. Ma è un pericolo che, in qualche modo, chi fa il mio mestiere mette in conto. E comunque ci sono colleghi che vivono situazioni più difficili della mia. Io vado avanti per la mia strada. E poi, da quaggiù si vede un mare così bello».

Il Sole 24 ore - 25 agosto 2009
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Ottimo sprint della magistratura svedese contro i soldi facili dei tre di Pirate Bay... perché adesso si vedono.. I pirati riaprono a tempo di record, ma !? Garantito: la prossima notizia è che il contratto di vendita sarà rescisso per inadempienza dei venditori...


INTERNET: GIUSTIZIA SVEDESE CHIUDE PIRATE BAY


(ASCA-AFP) - Stoccolma, 25 ago - Il sito di file sharing piu' famoso e piu' utilizzato al mondo, Pirate Bay, e' stato bloccato a seguito di una decisione della giustizia svedese.

Il server che gestisce il sito, Black Internet, ha cessato di funzionare a seguito della decisione del Tribunale distrettuale di Stoccolma, che ieri ha condannato la compagnia ad una multa di 500.000 corone (circa 50.000 euro).

''Abbiamo saputo della multa poco dopo l'ora di pranzo ed il sito e' stato bloccato alle 15:00. Ci sono leggi e regole della societa' che devono essere rispettate'', ha detto il direttore generale di Black Internet, Victor Moller, intervistato dal quotidiano Dagens Nyheter.

Da luglio, sono diversi i grandi studi hollywoodiani che hanno depositato le loro denunce al tribunale di Stoccolma per far cessare l'attivita' del sito.

Pirate Bay e' uno dei principali siti, utilizzato da piu' di 25 milioni di utenti in tutto il mondo, che permette di scaricare film, musica e giochi attraverso un motore di ricerca, in modo del tutto indisturbato.

red/cam/rob 25-08-09

***

INTERNET: PIRATE BAY TORNA ONLINE DOPO STOP DEL GIUDICE
 

(ASCA-CORRIERE COM.) - Roma, 26 ago - Continua la saga del popolare sito di file-sharing Pirate Bay. Ieri una sentenza di una corte svedese era riuscita a mettere offline il sito, minacciando il provider che lo ospitava fisicamente sui suoi server con una sostanziosa multa. Pirate Bay e' tornato pero' offline nella serata di martedi' su altri server.

''Abbiamo ricevuto la richiesta della Corte verso ora di pranzo e alle 15 il sito non era piu' raggiungibile'', ha comunicato laconico il provider Black Internet.

Salvo poi vederlo rispuntare altrove, assieme a un comunicato in cui i gestori del sito hanno scritto che ''Siamo confidenti che se tutti faranno il loro dovere, nulla sara' impossibile. Proveremo a noi stessi una volta di piu' che siamo capaci di difendere il nostro Internet, di cavalcare le tempeste della guerra e di sopravvivere alla minaccia della tirannia'', riecheggiando il discorso di Wiston Churchill durante la Seconda Guerra mondiale.

Dai gestori di Pirate Bay e' arrivato poi l'invito agli utenti affinche' donino dei soldi all'ex provider per aiutarlo ad affrontare le spese legali.

red/cam/rob  26-08-09

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Di Loredana Morandi (del 26/08/2009 @ 03:05:40, in Indagini, linkato 1542 volte)
Un raggiro ai danni dell'Artista Saverio Tommasi

è opera di ex appartenenti a rifondazione comunista



Nessuno si sveglia la mattina e decide di "denunciare" il Governo e le sue Leggi, ma potrebbe farlo colui che è oggetto del raggiro di un avvocato o di un giurista al quale affida erroneamente la propria fiducia.

Così intitola il suo scritto l'artista Saverio Tommasi: "domani mattina denuncio il Governo" recando nell'articolo gli esposti a lui suggeriti con intento criminoso dal legale del Centro per la Pace di Viterbo. Oggi l'artista dichiara sul suo blog di aver "denunciato il Governo", ma dal racconto sembra essere oggetto di un vero colpo di "caldo".

Nella vicenda che attanaglia oggi l'ottimo Artista fiorentino Saverio Tommasi a monte c'è un delinquente avvocato, perché un atto di denuncia NON si scrive contro LEGGI che hanno generato addirittura il Regolamento in sede Ministeriale, come nel caso delle Ronde.

Tanto meno lo ringrazieranno gli extracomunitari se, come d'uso, sarà indagato per aver "scritto" una Notizia Criminis contro una Legge dello Stato.

L'unico contento sarà il solo avvocato del Centro per la pace (p minuscola) di Viterbo, che con cattiveria ha mandato una persona per bene al macello negli uffici giudiziari di Firenze per esclusivo e proprio tornaconto.

Io non lo vedo di persona l'avvocato e Saverio non lo cita, ma si tratta certamente di un delinquente di Rifondazione Comunista. Perché Il Manifesto continua pur a far scrivere il fior fiore della Magistratura sulle proprie pagine, ma un berluVendola qualsiasi, solo per questo, si sente in diritto di insultare e minacciare un magistrato donna di Magistratura Democratica e un avvocatucolo di quint'ultima categoria espone una persona per bene, pur di crescere nelle attenzioni dei media e dei partiti.

Alla luce dell'effetto DEVASTANTE e delle centinaia di fascicoli di REATO, che generarono gli esposti di denuncia a sostegno degli indagati per i processi del "SUD Ribelle", l'iniziativa del Centro per la pace di Viterbo appare in tutta la sua luce: si tratta di una TRUFFA.

Se Saverio, l'artista fiorentino, avesse letto o udito i lamenti sinceri della Magistratura di TUTTE le correnti (oltre ogni logica di correntismo) e dopo averli sentiti piangere per aver dovuto indagare d'ufficio anche 150 giovani e universitari per volta, allora oggi non avrebbe scritto e firmato nessun atto scritto e promosso da un avvocatucolo rifondarolo e truffatore.

Un documento a carattere giudiziario NON è un atto di opinione e non ha titolo per appellarsi all'Articolo 21 della Costituzione, che sancisce la libertà di espressione. Così, nonostante io conti sulla squisita saggezza giuridica della Procura di Firenze, che probabilmente archivierà quei due pezzi di carta pieni di sciocchezze, il mio amico Saverio Tommasi rischia di essere indagato d'ufficio.

La Notizia Criminis è la comunicazione dell'avvenuto reato, ma la legge e gli articoli che sanciscono l'obbligatorietà della azione penale del cittadino nei confronti dello Stato e/o delle istituzioni non prevedono la stesura di un testo in forma di "esposto". E' infatti duplice responsabilità del cittadino sia la denuncia, che l'omissione/reato. I due pezzi di carta sono infatti e nell'esattezza due denunce, mentre l'esposto è un tentativo di riconciliazione tra le parti e non sussiste alcuna possibilità che il Tommasi possa riconciliarsi con il Ministro dell'Interno, che ha scritto il regolamento sulle Ronde, come da mandato legiferato dal testo del governo.

Ogni denuncia è una notizia criminis, ma per farvi ben comprendere l'efficacia delle parole Vi informo che io son ricorsa a questa formula di rito soltanto quando sono stata minacciata di morte da una società del porno commerciale, da me sorpresa in flagranza di peculato d'uso ai danni dello Stato, e con la pubblicazione via blog di un video di 9 secondi in cui una donna veniva uccisa a colpi di pistola.

Rifondazione con la strage degli innocenti per il Sud Ribelle voleva far cassetta, oggi è lo stesso per l'avvocatucolo rifondarolo che scrive per l'artista Saverio Tommasi. La logica politica con la quale nascono queste azioni è quella del voler giustificare a tutti i costi assassini, ladri, terroristi o trafficanti di armi come Anna Cotone, l'assassina brigatista che dopo pochi anni di carcere è stata premiata con lo stipendio da porta borse europarlamentare. Solo se anche le persone per bene avranno la fedina penale sporcata da azioni inconsulte i veri criminali potranno passare per uomini e donne comuni, anche nel caso in cui questi ultimi siano stati membri attivi degli anni di piombo italiani.

Disobbedire non è peccato, perché stante il millantato laicismo di rifondazione la Chiesa e tutte le altre assolvono il singolo dalla collettività e dal raggiro politico, ma proprio trattandosi di un raggiro la Disobbedienza è Reato. Soprattutto quando si fregia di ignoranza. E a Viterbo in quel del centro per la pace lo sono, senza ombra di dubbio.

I tre gradi di giudizio e la magistratura, che ne esercita la giurisdizione, possono essere aiutati anche dal cittadino e anche contro una legiferazione razzista e contraria alle norme universali del diritto umanitario, come quella attuale. Ma cum grano salis...

Invece di un foglietto di carta straccia, se l'amico Saverio Tommasi si fosse informato e consigliato con altri invece che con un avvocatuccio arranfone, la Procura di Firenze avrebbe potuto ricevere un atto dettagliato e documentato, con il quale aprire una finestra di dialogo con le Istituzioni superiori del Diritto.

Così, invece, si è trattato di una bravata di nessun conto.

Ma se il Centro per la finzione della pace di Viterbo intende promulgare l'azione ed indurre altri nell'errore, allora la denuncia la scrivo io e lo farò molto meglio della brutta carta straccia fatta firmare a Tommasi, perché il reato di Truffa è più facile da descrivere in un atto giudiziario anche senza mai scrivere il nome del reato e senza citare l'articolo del codice.

Loredana Morandi


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Di Loredana Morandi (del 25/08/2009 @ 02:46:40, in Magistratura, linkato 1408 volte)
Caro De Cataldo, sono con lei! E' una sofferenza indicibile ascoltare e leggere la manipolazione dell'informazione, soprattutto quando vengono attaccati i Monumenti Umani all'impegno dell'Antimafia. Anche io nel mio piccolo protesto, perché gli uomini di sinistra non credono che il mostro stupratore di Roma sia un ex segretario di circolo del Pd. Noi donne, invece, ci crediamo tutte. La credibilità però è anche linearità e concretezza nell'azione. Per questo non è giusto che Don Diana sia difeso dall'ambivalente personalità di Saviano, o che questi ne faccia uso e consumo pubblicistico.
Formulo una domanda: Lui, lo scrittore, sarà di sinistra? Io sì sicuramente e, pur non pronunciandomi sulla appartenenza politica di Saviano, Le e Vi assicuro che io non avrei mai messo piede in Israele per una visita ufficiale a neppure 30 giorni dalla fine falsa e "ufficiale" del bombardamento di Gaza, come invece ha fatto Saviano. Solo perché lustro e onori sono immeritati a chi omertoso finge di non vedere, che la Napoli mediorientale è afflitta da mille e più piaghe inflitte in 22 giorni di bombardamento.
E se non bastasse, ogni volta che ci si reca ad un convegno presso la Corte di Cassazione, si passa in via Crescenzio ove il giornalista Wael Zuaiter fu barbaramente ucciso da un commando del Mossad israeliano. Roma, inoltre, ricorda il rapimento in perfetto stile mafioso dello scienziato Vanunu, compiuto ancora dalla lunga mano dei servizi israeliani. Ma Saviano, che ha lo stomaco di ferro e non so cosa scriva mai sulle mafie, non è romano. Così, tutti i blog del cogito ergo sum hanno il solo merito di rammentare alcuni frammenti di verità attuali e storiche, che troppo spesso restano oscurate dalla carta straccia della notorietà cerchiobottista da cassetta. Ciò perché è il mondo dell'informazione ad essere troppo corrotto, e non è sempre oro tutto quel che "luccica". L.M.


La vera storia d'Italia


di Giancarlo De Cataldo

Ho fatto un giro su blog e siti di gente che non la pensa come me. Riporto ciò che ho letto: Don Giuseppe Diana non fu ucciso per il suo impegno contro i clan, ma perché custodiva armi. O, forse, per questioni di corna. Lo scrittore Saviano, che ne difende la memoria, di queste cose ne mastica poco: d’altronde, che cosa ci si può aspettare da uno come lui che per vendere qualche copia in più si è finto minacciato di morte dai Casalesi? 

Questa gente appartiene alla stessa genia dei Falcone - il giudice che si mise le bombe da solo all’Addaura e poi diede a un pentito suo protetto licenza di uccidere - dei Borsellino - che fece carte false per diventare Procuratore di Marsala e lucrare tutti gli indiscussi vantaggi dei Professionisti dell’Antimafia - e degli Impastato - quel terrorista capellone che saltò in aria mentre cercava di sabotare un treno. 

Sono anni che un manipolo di sedicenti “intellettuali” di sinistra e qualche prete che farebbe meglio a sostituire alla toga il Libretto Rosso di Mao continuano a spacciare frottole per verità. Per fortuna, da un po’ il vento è cambiato. Sempre più persone «non la bevono», hanno finalmente capito di essere state ingannate da un’ossessiva e ridicola propaganda.

E si vanno convincendo della necessità di riscrivere la storia d’Italia. Ora sanno che a Portella della Ginestra i contadini rossi esagerarono con i mortaretti. Sanno che il bandito Pisciotta e il banchiere Sindona soffrivano entrambi di una malattia alquanto diffusa nella Sicilia occidentale: l’allergia alla caffeina. Sanno che l’anarchico Valpreda fece saltare la BNA di Piazza Fontana e che il 2 agosto ’80 a Bologna - capitale dell’Emilia Rossa - non si vedeva in giro un camerata che è uno. Sanno che mafia, camorra e ’ndrangheta sono invenzioni di spregiudicati sceneggiatori e registi di Hollywood.

Interessante, non vi pare?

L'Unità - 24 agosto 2009
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Di Loredana Morandi (del 25/08/2009 @ 01:10:44, in Politica, linkato 2367 volte)
Conferenza internazionale
sulla violenza contro le donne:
Farnesina, 9 e il 10 settembre



Si terrà tra il 9 e il 10 settembre alla Farnesina la Conferenza Internazionale sulla Violenza contro le Donne, nell’ambito delle iniziative della Presidenza italiana del G8.

Secondo quanto rende noto il dipartimento delle Pari Opportunità in collaborazione con il Ministero degli Affari Esteri, la conferenza sarà incentrata sul tema della violenza sulle donne, problema “incredibilmente diversificato, pervasivo e protetto spesso dall’accondiscendenza e dall’omertà sociale nei confronti di crimini che vengono considerati cultura corrente, spesso dalle donne stesse, inconsapevolmente condizionate dal contesto in cui vivono”, come si legga dalla nota diffusa dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri.

La conferenza ha come obiettivo principale quello di dare voce e speranza alle vittime di questo fenomeno diffuso in ogni continente con caratteristiche peculiari a seconda del paese in cui si manifesta. Obiettivo della Conferenza è infatti quello di definire una “geopolitica della violenza, differenziata a seconda degli usi e costumi sociali, culturali, politici, e religiosi”.

Per informazioni: www.pariopportunita.gov.it

(Data: 25/08/2009 9.00.00 - Autore: Luisa Foti)
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