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 hodie ...... di Loredana Morandi
 
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In generale la giustizia è uguale per tutti, perché è utile nei rapporti sociali; ma in casi particolari, e a seconda dei luoghi e delle condizioni, risulta che la stessa cosa non è giusta per tutti.

Epicuro
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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Loredana Morandi (del 05/10/2009 @ 05:59:25, in Sindacato, linkato 1280 volte)
La libertà di stampa e le querele dei magistrati
 
Roma, 3 ott (Velino) - ”Negli Stati Uniti - ha detto Marco Travaglio introducendo giovedì l’ultima trasmissione di Anno Zero di Michele Santoro - il giornalista deve controllare una sola cosa: che quel che dice sia vero. In Italia invece il mestiere di giornalista è diventato una via crucis tra denunce civili e penali...In Italia puoi essere condannato anche se racconti un fatto vero: basta usare parole troppo aspre, o notizie segrete, o atti pubblici ma non pubblicabili. E non c’è alcuna differenze tra una critica dura e un fatto falso: si rischia la diffamazione in entrambi i casi...In Italia, se dai dello stupido a un politico, rischi il carcere fino a sei anni, o la multa, più il danno morale e la riparazione pecunaria proporzionata alla gravità dell’offesa e alla tiratura o allo share. Le somme le decide il giudice, a discrezione. Anche se il cronista s’è soltanto sbagliato e poi si è scusato subito con una rettifica...Non basta: i danni patrimoniali si possono pure chiedere in sede civile e provocare una condanna al risarcimento per il giornalista e per l’editore...In Italia chi fa causa civile non rischia nulla: chiede decine, centinaia di milioni e, se poi il giudice gli da torto, non deve sborsare una lira. Molti esperti propongono una cauzione. Se vinci incassi il risarcimento. Se perdi, la Giustizia e il denunciato si dividono la cauzione per il tempo e le energie che gli hai fatto perdere. Il che scoraggerebbe le cause infondate e le liti temerarie, quelle attivate dai potenti a scopo intimidatorio...”.

Per una volta tanto, non si può non essere d’accordo con Marco Travaglio. Specialmente se alla parola politico e alla frase querela di un politico o di un potente si aggiunge o si sostituisce la parola magistrato e la frase querela di un magistrato: se parli o scrive di un processo o di un magistrato, in Italia puoi essere condannato anche se racconti un fatto vero o notizie segrete o atti pubblici non pubblicabili, e non c’è nessuna differenza tra una critica dura e un fatto falso: si rischia la diffamazione in entrambi i casi. Se dai dello stupido a un magistrato e scrivi che ha sbagliato o che ha esagerato in disinvoltura nella gestione di un “pentito”, rischi il carcere fino a sei anni, oltre la multa e tutto il resto. Negli ultimi quindici anni, quelli di Mani Pulite e dei professionisti dell’antimafia, non c’è nessuno che ha querelato i giornalisti più dei magistrati, non c’è nessuno che li ha fatti condannare dai loro colleghi magistrati più di loro, non c’è nessuno che ha incassato più risarcimenti milionari dai cronisti, dai direttori dei giornali e dagli editori. Non c’è nessuno più dei magistrati che abbia tentato di intimidire i giornalisti e che spesso ci sia riuscito. Negli ultimi anni non c’è nessuno in Italia più dei magistrati che abbia attentato alla libertà di stampa e che sia riuscito a limitarla e a ferirla gravemente. Ci sarà qualcuno che lo dirà, usando magari le stesse parole di Travaglio che tanto gli piace, nel corso della manifestazione di piazza di oggi? E se non sarà lo stesso Travaglio o Michele Santoro o il segretario ancora in carica del Pd, ci penseranno almeno i dirigenti e i rappresentanti della Federazione della stampa e dei sindacati dei giornalisti e dell’associazione “Articolo 21”?

(Lino Jannuzzi) 3 ott 2009 17:33
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Di Loredana Morandi (del 05/10/2009 @ 05:38:36, in Sindacati Giustizia, linkato 1466 volte)

LA PIATTAFORMA RDB GIUSTIZIA




Crediamo che gli allegati al DPEF non significhino ancora nulla, data l'esperienza fatta nel passato con l'On. Vitali, e con il sottosegretario Ligotti, grazie anche ai sindacati concertativi.

Tocca ai lavoratori e ai sindacati conflittuali far si che le parole divengano fatti.

Invitiamo le RSU e tutti coloro che non si vogliono rassegnare, ad organizzare sui luoghi di lavoro assemblee ed iniziative con la RdB contattandoci


SCIOPERO GENERALE 23 OTTOBRE




Saluto tutti
Pina Todisco

Rappresentanze Sindacali di Base Pubblico Impiego
Confederazione Unitaria di Base
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Di Loredana Morandi (del 05/10/2009 @ 05:18:17, in Magistratura, linkato 1537 volte)
Il lodo Alfano
davanti alla Corte costituzionale


lunedì 5 ottobre 2009 12:37



ROMA, 1 ottobre (Reuters) - Nel 2004 bocciò il lodo Schifani, ora è atteso il suo giudizio sul lodo Alfano. Per la seconda volta in cinque anni la Consulta deve decidere se una legge del Parlamento che assicura al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi la sospensione dai processi penali rispetti la Costituzione.

L'udienza davanti ai 15 giudici della Corte è fissata per il 6 ottobre e la decisione potrebbe arrivare in tempi rapidi. A difendere la legittimità della legge saranno gli avvocati del premier e l'avvocato dello Stato per conto della Presidenza del Consiglio. A chiederne la bocciatura sarà un legale del procuratore della repubblica di Milano, Manlio Minale, che si è costituito come parte.

Dalla decisione dipenderà la ripresa o meno dei processi in cui il premier è imputato a Milano per corruzione dell'avvocato inglese David Mills e per irregolarità nella compravendita dei diritti televisivi Mediaset, e il procedimento presso il gip di Roma dove Berlusconi è indagato per istigazione alla corruzione di alcuni senatori eletti all'estero durante la scorsa legislatura. La legge in questione li ha bloccati.

Ma in gioco, secondo la difesa di Berlusconi, ci sono anche le sorti del governo.

COS'E' IL LODO ALFANO

La legge, che prende il nome dal ministro della Giustizia che l'ha firmata, Angelino Alfano, prevede la sospensione dei processi penali, anche di quelli in corso, nei confronti di presidente della Repubblica, presidente del Senato e della Camera e presidente del Consiglio.

La sospensione non si applica nel caso di reati "funzionali", ossia commessi dalle quattro cariche nell'esercizio delle loro funzioni.

Lo scudo vale per l'intera durata del mandato, ma non si applica in caso di successiva investitura in altra carica protetta. La sospensione riguarda anche la prescrizione e non preclude al giudice l'acquisizione di prove non rinviabili.

L'imputato potrà rinunciare alla tutela, mentre le altre parti coinvolte nel processo sospeso potranno proseguire la loro azione in sede civile, "con termini ridotti alla metà".

A differenza del lodo Schifani -- varato nel 2003 durante il precedente governo Berlusconi e dichiarato incostituzionale l'anno dopo dalla Consulta -- la nuova legge stabilirebbe una durata limitata dello scudo e consente alle parti civili di esser risarcite.

UN LODO SENZA ARBITRI, MA NAPOLITANO HA DETTO SI'

Quando iniziò questa storia, nel 2003, si pensava ad una legge bipartisan per mettere al riparo il presidente del Consiglio Berlusconi da un'incombente sentenza nel caso Sme durante il semestre di presidenza italiano dell'Unione europea. Da qui il nome "lodo", che evoca una decisione arbitrale super partes.

Ma la legge proposta dall'allora capogruppo di Forza Italia al Senato, Renato Schifani, ora presidente del Senato, non mise affatto d'accordo maggioranza di centrodestra e opposizione. L'anno dopo fu bocciata dalla Consulta.

Nel luglio 2008, con il nuovo governo Berlusconi, è arrivata una nuova legge sulla sospensione dai processi -- ribattezzata "lodo" per inerzia, ma ancora una volta con il voto contrario del centrosinistra -- che ha cercato di correggere gli elementi di incostituzionalità rilevati dalla sentenza del 2004.

Il primo a credere che questa operazione sia riuscita è stato il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Attraverso due comunicati del Quirinale, fatto piuttosto inusuale, ha voluto motivare il suo via libera alla legge con il fatto che essa "corrisponde ai rilievi" formulati nella sentenza della Consulta sul lodo Schifani

La Corte costituzionale, ha argomentato il presidente, ha detto che il "sereno svolgimento" delle più alte funzioni pubbliche, come quelle del premier, può essere tutelato in armonia con i principi fondamentali dello Stato di diritto e che non c'è bisogno di una legge costituzionale per creare uno scudo ai processi.

Reuters

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Di Loredana Morandi (del 05/10/2009 @ 04:30:20, in Magistratura, linkato 3062 volte)
Facebook e reati informatici
una sentenza sulla sostituzione di persona


Il reato principe del web è quello della sostituzione di persona, ad uso diffamatorio e/o al fine di arrecare danni a carattere economico o patrimoniale.

Una breve spiegazione per i non addetti ai lavori. Il sistema giudiziario italiano prevede 3 gradi di giudizio, pertanto ogni cittadino condannato in "primo grado" ha diritto a ricorrere in secondo grado, presso la Corte d'Appello, ed in terzo grado presso la Suprema Corte di Cassazione.

Le sentenza che leggerete di seguito è il rigetto della suprema Corte al ricorso di un condannato, in primo e in secondo grado, per il reato di cui all'articolo 494 del codice penale. Ovvero la terza condanna al reo di sostituzione di persona.

Questa pubblicazione è dedicata a tutti coloro che su Facebook sono padroni della lingua italiana, eccezion fatta per le persone che utilizzano la lingua, ma non ne comprendono i fondamenti basilari.

Segnalo per i criminologi, che fossero interessati a vedere in atto due reati di cui alle violazioni dell'Art. 494 del Codice Penale e seguenti, che è possibile prenderne visione utilizzando la funzione "Ricerca" di Facebook con le seguenti chiavi:

Persona: Maxi Fasso

Gruppi: Gruppo informativo - Loredana Morandi

AVVERTENZA in Corso di Denuncia: l'adesione consapevole al gruppo, alla pagina e/o al profilo "personale" costituisce di fatto un reato di cui all'art. 378 c.p.

Loredana Morandi


*****

SUPREMA CORTE DI CASSAZIONE

SEZIONE V PENALE

Sentenza 14 dicembre 2007, n. 46674


Svolgimento del processo


...omissis...


Con l’impugnata sentenza è stata confermata la dichiarazione di colpevolezza di A. M. A. in ordine al reato p. e p. dagli artt. 81, 494 c.p., contestatogli “perché, al fine di procurarsi un vantaggio e di recare un danno ad A. T., creava un account di posta elettronica, ********@libero.it., apparentemente intestato a costei, e successivamente, utilizzandolo, allacciava rapporti con utenti della rete internet al nome della A.T., e così induceva in errore sia il gestore del sito sia gli utenti, attribuendosi il falso nome della A.T.”.

Ricorre per cassazione il difensore deducendo violazione di legge per l’erronea applicazione dell’art. 494 c.p. e per la mancata applicazione dell’art. 129 c.p.p..

Lamenta che non siano state confutate dalla corte fiorentina le critiche rivolte al convincimento di colpevolezza espresso dal primo giudice siccome basato sulla duplice errata considerazione, inerente la prima alla tutela di stampo civilistico al nome e allo pseudonimo, l’altra, più propriamente tecnico-informatica, alla sostenuta necessità di fornire all’ente gestore del servizio telefonico l’esatta indicazione anagrafica al momento della richiesta di fornitura della prestazione telematica.

Tali doglianze non possono essere condivise.

Oggetto della tutela penale, in relazione al delitto preveduto nell’art. 494 c.p.,è l’interesse riguardante la pubblica fede, in quanto questa può essere sorpresa da inganni relativi alla vera essenza di una persona o alla sua identità o ai suoi attributi sociali. E siccome si tratta di inganni che possono superare la ristretta cerchia d’un determinato destinatario, così il legislatore ha ravvisato in essi una costante insidia alla fede pubblica, e non soltanto alla fede privata e alla tutela civilistica del diritto al nome.

In questa prospettiva, è evidente la configurazione, nel caso concreto, di tutti gli elementi costitutivi della contestata fattispecie delittuosa.

Il ricorrente disserta in ordine alla possibilità per chiunque di attivare un “account” di posta elettronica recante un nominativo diverso dal proprio, anche di fantasia. Ciò è vero, pacificamente.

Ma deve ritenersi che il punto del processo che ne occupa sia tutt’altro.

Infatti il ricorso non considera adeguatamente che, consumandosi il reato “de quo” con la produzione dell’evento conseguente all’uso dei mezzi indicati nella disposizione incriminatrice, vale a dire con l’induzione di taluno in errore, nel caso in esame il soggetto indotto in errore non è tanto l’ente fornitore del servizio di posta elettronica, quanto piuttosto gli utenti della rete, i quali, ritenendo di interloquire con una determinata persona (la A.T.), in realtà inconsapevolmente si sono trovati ad avere a che fare con una persona diversa.

E non vale obiettare che “il contatto non avviene sull’intuitus personae, ma con riferimento alle prospettate attitudini dell’inserzionista”, dal momento che non è affatto indifferente, per l’interlocutore, che “il rapporto descritto nel messaggio” sia offerto da un soggetto diverso da quello che appare offrirlo, per di più di sesso diverso.

È appena il caso di aggiungere, per rispondere ad altra, peraltro fugace, contestazione difensiva, che l’imputazione ex art. 494 c.p.p. debitamente menziona pure il fine di recare - con la sostituzione di persona - un danno al soggetto leso: danno poi in effetti, in tutta evidenza concretizzato, nella specie, come il capo B) della rubrica (relativo al reato di diffamazione, peraltro poi estinto per remissione della querela) nitidamente delinea nella subdola inclusione della persona offesa in una corrispondenza idonea a ledere l’immagine o la dignità (sottolinea la sentenza impugnata che la A.T., a seguito dell’iniziativa assunta dall’imputato, “si ricevette telefonate da uomini che le chiedevano incontri a scopo sessuale”).

Il ricorso va pertanto respinto, con le conseguenze di legge.

P.Q.M.

La Corte rigetta il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese del procedimento.

Altalex
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Di Loredana Morandi (del 04/10/2009 @ 03:14:39, in Sindacato, linkato 2039 volte)

Manifestazione per la Libertà di Stampa

- Rassegna -


Io faccio parte della categoria dei duri e puri, quindi se fossi stata la Federazione Nazionale Stampa Italiana avrei organizzato una manifestazione senza alcun logo di partito. Si tratta di un accorgimento della sola buona creanza, perché la "controparte" in presenza di questi loghi lancerà certamente accuse e svelerà la trita e annosa esistenza delle cd "truppe cammellate". Già visto milioni di volte ...

Sono fortemente indignata per le condizioni in cui versa la Libertà di Stampa e d'Opinione nel nostro paese, ma sono anche molto preoccupata per come tutte le azioni di contrasto a ciò vengano gestite. La stampa, rappresentata dalla "politica", perde il suo ruolo di "Quarto Potere" e la credibilità delle azioni di pubblica denuncia. Rammentate la domanda internazionale: Embedded or not embedded ?

Lo scandalo della sanità pugliese e le escort della corruzione hanno già fatto molti danni: ad esempio a 3 ottime giornaliste del Corriere della Sera e del Corriere del Mezzogiorno per la sfuriata della Procura di Bari. Le denunce di Berlusconi invece sono purtroppo legittime, per la pubblicazione di registrazioni certamente abusive, nonché probabilmente agli atti dei processi di Bari e così coperte da "segreto istruttorio". Senza parlare delle foto del paparazzo sardo, vendute dall'Italia sulla Spagna. Al mondo delle politiche economiche appare evidentemente che così la pensi Murdok, che dopo aver giocato e perso la partita italiana per la Rai, ha dichiarato di non voler appoggiare più i Laburisti, probabilmente ritenuti partner politici inaffidabili.

La Repubblica, nonostante i tanti miei amici e stimati giornalisti, non ha bisogno di me, che pure mi son detta preoccupata del fatto che un grande giornalista come D'Avanzo fosse costretto a firmare interviste agli ex fidanzatini pregiudicati di Noemi Letizia. Infatti io compro l'Unità, per dare il mio umile contributo allo stipendio di tanti "amici e altrettanto stimati giornalisti". Così domando a tutti loro: Quale il progetto di questo antiberlusconismo mignottocratico, se poi un Santoro riempie i nostri televisori delle stesso genere di "passeggiatrici" di marciapiedi illustri? Con un esercito di bionde dell'est gettate sui marciapiedi italiani dalle Mafie, quale il progetto di Libertà di Stampa per i "Diritti della Donna" nel propugnare l'esemplarità data da queste donne e far di Tutte Noi delle "Puttane"?

Commissione Pari Opportunità dove eravate con il lenzuolo rosa ???

La libertà di stampa deve assolutamente coincidere al "libero esercizio dell'opinione" e si spera che sia razionale. Io per esempio non avrei mai invitato a quella piazza uno come Saviano, che predica l'antimafia e poi si reca in visita ad Israele a pochi giorni dal bombardamento di Gaza. I palestinesi sono purtroppo un popolo in stato di sottosviluppo e sopravvivono ad un vero genocidio, ma quanto a libertà di stampa durante 22 giorni di bombardamento meritavano forse un "Pagliara", che definiva "granate" le bombe a grappolo al fosforo bianco? Ovvero lui definiva "granate" ordigni due volte pericolosi: durante l'esplosione incendiaria al Fosforo, un materiale vietato dalle convenzioni internazionali "anno 1948", e per l'effetto devastante di mina antiuomo degli ordigni inesplosi. Quindi, Saviano è stato invitato perché? Qual'è la mafia contro la quale si batte Saviano, se egli non vede il genocidio di un bombardamento sulla seconda Napoli del Mediterraneo e visita un paese, che sottopone alla fame e agli stenti uomini, donne, vecchi e bambini con un embargo mortale? Eppure tutto è pubblicato e che si trattasse di bombe a grappolo al Fosforo bianco lo abbiamo scoperto io e Rachele Gonnelli de L'Unità.

Protesta Minzolini dal Tg1 e viene accusato di servilismo a Berlusconi. Forse, dato il target e lo stipendio dell'illustre giornalista. Ma allora perché protesta anche il "rossissimo" Piero Bernocchi per i precari Cobas Scuola, che si è visto soffiare la piazza contro la strage degli innocenti voluta dai tagli agli insegnanti della Gelmini, con la scusa della "libertà di stampa" ?

L.M.

Di seguito i link alla rassegna:

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Contro il bavaglio dell'informazione.

MELITO online - ‎13 ore fa‎
Scritto da Antonio Alliva on ott 3rd, 2009 archiviato in Cronaca, Lazio, Regionale, Roma. Puoi seguire questo articolo con gli RSS 2.0. Puoi lasciare un commento a questo articolo compilando il form in fondo allo stesso Roma 03 ottobre 2009. ...

Libertà di stampa, la manifestazione di Roma. Sarebbe meglio ...

Il Giornale del Friuli Libero - ‎13 ore fa‎
ROMA – «Siamo 300 mila» fanno scandire gli organizzatori dal palco. La manifestazione per la libertà di stampa organizzata dalla Fnsi riempie Piazza del Popolo. In tanti partecipano all'iniziativa (60mila secondo la Questura): semplici cittadini, ...

La libertà di informazione invade Roma: "300 mila in piazza"

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ROMA - Scongiurati i dubbi della vigilia, è riuscita in pieno la manifestazione a Roma per la libertà di informazione voluta dalla Federazione nazionale della stampa italiana (Fnsi), il sindacato unitario dei giornalisti, cui hanno aderito associazioni ...

Roma, in decine di migliaia in piazza chiedono libertà di stampa

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ROMA (Reuters) - A Roma decine di migliaia di persone sono scese in piazza questo pomeriggio per difendere la libertà di stampa, allo slogan di "No all'informazione bavaglio". Gli organizzatori parlano di 300.000 persone alla manifestazione di Piazza ...

Libertà di stampa: 300mila persone in Piazza del Popolo a Roma

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La manifestazione in favore della libertà di stampa ha portato oltre 300mila persone in Piazza del Popolo a Roma. La stima è degli organizzatori, ma il colpo d'occhio è comunque incredibile. "Il cittadino non informato o informato male è meno libero" ...

Libertà di stampa e precarii cortei mandano in tilt il traffico

Corriere della Sera - ‎14 ore fa‎
ROMA – Un sabato di impegno civile e traffico impazzito per la Capitale. Precari e studenti protestano - con un corte in mattinata degli studenti medi, e due nel pomeriggio dei precari contro gli effetti della riforma Gelmini sul funzionamento delle ...

Centinaia di migliaia in piazza "Giù le mani dall'informazione"

La Repubblica - ‎15 ore fa‎
ROMA - "Il cittadino non informato o informato male è meno libero". Basterebbe questa frase, detta dal palco da Valerio Onida, per spiegare il senso della giornata. Questo 3 ottobre che ha visto 300mila persone (secondo la stima degli organizzatori) ...

Tre manifestazioni, traffico in tilt

Il Messaggero - ‎15 ore fa‎
ROMA (3 ottobre) - Traffico in tilt nel centro di Roma per i due cortei dei precari della scuola e per la manifestazione in piazza del Popolo per la libertà di stampa. Nella piazza, nonostante da tempo si sapesse dell'iniziativa della Fnsi, ...

INFORMAZIONE, 300 MILA IN PIAZZA. FNSI, ''NO AL GUINZAGLIO''

Agenzia di Stampa Asca - ‎15 ore fa‎
Cosi' come ha recitato lo slogan della manifestazione: ''No all'informazione al guinzaglio'', gran parte del mondo dell'informazione e' scesa questo pomeriggio in piazza a Roma per ribadire il clima ''pesante'' in cui si trova ad operare, ...

Libertà di stampa: giornalisti in piazza

Giornale Radio Rai - ‎15 ore fa‎
In corso a Roma (ed in altre città) la manifestazione indetta dalla Federazione Nazionale della Stampa, in difesa - secondo gli organizzatori - "della libertà d'informazione". Nella capitale, in piazza del Popolo, striscioni e slogan "di forte critica" ...

Libertà di stampa, Fnsi: ''Piazza strapiena''.

Adnkronos/IGN - ‎16 ore fa‎
Roma - (Adnkronos/Ign) - La manifestazione, promossa dalla Federazione nazionale della stampa, si è aperta con un minuto di silenzio dedicato alle vittime di Messina. Saviano: ''Verità e potere non coincidono mai''. ''Cei: ''Nei media rischio ...

Scintille tra maggioranza e opposizione

Il Messaggero - ‎16 ore fa‎
ROMA (3 ottobre) - Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, «ritiri il ddl Alfano sulle intercettazioni» e «le cause intentate contro i giornalisti». E' una delle richieste con le quali Franco Siddi, segretario della Federazione nazionale della ...

In piazza a Roma per la libertà di stampa: "Siamo più di 150mila"

APCOM - ‎16 ore fa‎
Roma, 3 ott. (Apcom) - Dal palco di piazza del Popolo, dove è in corso la manifestazione per la libertà di informazione promossa dalla Fnsi, lo speaker ha dato un annuncio sulle stime di partecipazione: "Secondo gli organizzatori siamo più di 150mila". ...

Forse 300mila persone in piazza per la libertà di stampa

TicinOnline.ch - ‎16 ore fa‎
ROMA - E' stracolma Piazza del Popolo a Roma, dove si tiene la manifestazione per la libertà di stampa organizzata dalla Federazione nazionale della stampa italiana. La piazza è circondata da una serie di gazebo che ospitano le postazioni di Articolo21 ...

INFORMAZIONE: ORGANIZZATORI, IN PIAZZA 150 MILA PERSONE

Agenzia di Stampa Asca - ‎17 ore fa‎
(ASCA) - Roma, 3 ott - La manifestazione sulla liberta' di informazione promossa dalla Fnsi e da altre sigle della societa' civile ha raccolto in piazza a Roma quasi 150 mila persone. La stima e' stata fornita dal palco di Piazza del Popolo dagli ...

Roma: è in corso la manifestazione sulla “libertà di stampa”

Blogolandia (Blog) - ‎17 ore fa‎
L'appuntamento è a Roma, dalle 15,30 alle 19 in piazza del Popolo, già gremita di gente, per la manifestazione sulla libertà di stampa organizzata dalla Fnsi. Fra gli ospiti anche Roberto Saviano. Ormai è risaputo: il Governo ed il suo Grande Capo ...

150.000 in piazza a Roma per la libertà d'informazione

Il Salvagente - ‎17 ore fa‎
Un grande successo: sono 150,.000 - secondo gli organizzatori - a manifestare in piazza del Popolo a Roma per la libertà. Potete seguire la diretta dell'evento sul sito del quotidiano l'Unità, o su quello di Repubblica, i due quotidiani che sono i ...

In piazza per la liberta' di stampa

ANSA - ‎17 ore fa‎
ROMA - Una piazza gremita e colorata da palloncini rossi e verdi, tante bandiere della Cgil, dell'Italia dei Valori, del Pd, di associazioni e di altre sigle sindacali, numerosi striscioni e grandi cartelli contro Silvio Berlusconi: così si presentava ...

Manifestazione liberta' di stampa, piazza del Popolo gremita

La Voce d'Italia - ‎17 ore fa‎
Roma - È gremita piazza del Popolo, a Roma, dove alle 16 ha preso il via la manifestazione per la libertà di informazione, indetta dalla Federazione nazionale della stampa italiana. Impossibile entrare. Anche le vie di accesso sono bloccate dalla folla ...

INFORMAZIONE: EPIFANI, OGGI GRANDE RISPOSTA DEMOCRATICA

AGI - Agenzia Giornalistica Italia - ‎17 ore fa‎
(AGI) - Roma, 3 ott. - "C'e' un numero di persone straordinario che ricorda la manifestazione per la scuola dell'anno scorso. Si tratta di una grande risposta democratica". Cosi' il segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani, commenta da piazza ...

Manifestazione libertà di stampa 300mila a Piazza del Popolo

Il Sole 24 Ore - ‎18 ore fa‎
Piazza del Popolo gremita, un tripudio di colori, palloncini, bandiere, cappellini, cartelli. Uno per tutti: «La verità vi farà liberi». Tante magliette: «No all'informazione bavaglio». Gli ospiti si alternano su un grande palco tratteggiato di bianco, ...

Libertà di stampa, Fnsi: ''Piazza strapiena''.

Adnkronos/IGN - ‎17 ore fa‎
Roma - (Adnkronos/Ign) - La manifestazione, promossa dalla Federazione nazionale della stampa, si è aperta con un minuto di silenzio dedicato alle vittime di Messina. Saviano: ''Verità e potere non coincidono mai''. ''Cei: ''Nei media rischio ...

Scintille tra maggioranza e opposizione

Il Messaggero - ‎17 ore fa‎
ROMA (3 ottobre) - Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, «ritiri il ddl Alfano sulle intercettazioni» e «le cause intentate contro i giornalisti». E' una delle richieste con le quali Franco Siddi, segretario della Federazione nazionale della ...

LIBERTA' DI STAMPA, 300MILA IN PIAZZA DEL POPOLO A ROMA

CNR Media - ‎17 ore fa‎
E' piena Piazza del Popolo a Roma dove si svolge la manifestazione per la libertà di informazione organizzata dalla Federazione Nazionale della Stampa. Il sindacato dei giornalisti parlava un'ora fa circa di 300mila partecipanti. ...

In piazza a Roma per la libertà di stampa: "Siamo più di 150mila"

APCOM - ‎17 ore fa‎
Roma, 3 ott. (Apcom) - Dal palco di piazza del Popolo, dove è in corso la manifestazione per la libertà di informazione promossa dalla Fnsi, lo speaker ha dato un annuncio sulle stime di partecipazione: "Secondo gli organizzatori siamo più di 150mila". ...

Forse 300mila persone in piazza per la libertà di stampa

TicinOnline.ch - ‎17 ore fa‎
ROMA - E' stracolma Piazza del Popolo a Roma, dove si tiene la manifestazione per la libertà di stampa organizzata dalla Federazione nazionale della stampa italiana. La piazza è circondata da una serie di gazebo che ospitano le postazioni di Articolo21 ...

INFORMAZIONE: ORGANIZZATORI, IN PIAZZA 150 MILA PERSONE

Agenzia di Stampa Asca - ‎17 ore fa‎
(ASCA) - Roma, 3 ott - La manifestazione sulla liberta' di informazione promossa dalla Fnsi e da altre sigle della societa' civile ha raccolto in piazza a Roma quasi 150 mila persone. La stima e' stata fornita dal palco di Piazza del Popolo dagli ...

Libertà di informazione: «Siamo 150 mila»

Il Secolo XIX - ‎18 ore fa‎
Si è conclusa la manifestazione per la libertà di informazione in Italia, indetta dalla Federazione nazionale della Stampa. Con le note dell'Orchestra di piazza Vittorio si è aperta puntualmente alle 15.30 la kermesse. Piazza del popolo è gremita: ...

Roma: è in corso la manifestazione sulla “libertà di stampa”

Blogolandia (Blog) - ‎18 ore fa‎
L'appuntamento è a Roma, dalle 15,30 alle 19 in piazza del Popolo, già gremita di gente, per la manifestazione sulla libertà di stampa organizzata dalla Fnsi. Fra gli ospiti anche Roberto Saviano. Ormai è risaputo: il Governo ed il suo Grande Capo ...

150.000 in piazza a Roma per la libertà d'informazione

Il Salvagente - ‎18 ore fa‎
Un grande successo: sono 150,.000 - secondo gli organizzatori - a manifestare in piazza del Popolo a Roma per la libertà. Potete seguire la diretta dell'evento sul sito del quotidiano l'Unità, o su quello di Repubblica, i due quotidiani che sono i ...

In piazza per la liberta' di stampa

ANSA - ‎18 ore fa‎
ROMA - Una piazza gremita e colorata da palloncini rossi e verdi, tante bandiere della Cgil, dell'Italia dei Valori, del Pd, di associazioni e di altre sigle sindacali, numerosi striscioni e grandi cartelli contro Silvio Berlusconi: così si presentava ...

Manifestazione liberta' di stampa, piazza del Popolo gremita

La Voce d'Italia - ‎18 ore fa‎
Roma - È gremita piazza del Popolo, a Roma, dove alle 16 ha preso il via la manifestazione per la libertà di informazione, indetta dalla Federazione nazionale della stampa italiana. Impossibile entrare. Anche le vie di accesso sono bloccate dalla folla ...

INFORMAZIONE: EPIFANI, OGGI GRANDE RISPOSTA DEMOCRATICA

AGI - Agenzia Giornalistica Italia - ‎18 ore fa‎
(AGI) - Roma, 3 ott. - "C'e' un numero di persone straordinario che ricorda la manifestazione per la scuola dell'anno scorso. Si tratta di una grande risposta democratica". Cosi' il segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani, commenta da piazza ...

Manifestazione libertà di stampa 300mila a Piazza del Popolo

Il Sole 24 Ore - ‎18 ore fa‎
Piazza del Popolo gremita, un tripudio di colori, palloncini, bandiere, cappellini, cartelli. Uno per tutti: «La verità vi farà liberi». Tante magliette: «No all'informazione bavaglio». Gli ospiti si alternano su un grande palco tratteggiato di bianco, ...

I tentacoli della Politica sulla libera informazione: Rivolta

Alguer.it - ‎19 ore fa‎
ROMA - Promossa dalla Federazione nazionale della stampa, si è aperta in Piazza del Popolo a Roma, con un minuto di silenzio dedicato alle vittime di Messina, la manifestazione a difesa della libertà di stampa e informazione. ...

INFORMAZIONE: EPIFANI, PIAZZA PIENA UN FATTO POSITIVO

Agenzia di Stampa Asca - ‎19 ore fa‎
(ASCA) - Roma, 3 ott - ''Una piazza cosi' piena non me la ricordavo dalla manifestazione unitaria che facemmo sui precari della scuola''. Commenta cosi' il leader della Cgil Guglielmo Epifani, la manifestazione, molto partecipata, che si sta tenendo a ...

INFORMAZIONE: PIAZZA DEL POPOLO GIA' PIENA PER MANIFESTAZIONE

Quotidiano Nazionale - ‎19 ore fa‎
Roma, 3 ott. - (Adnkronos) - A una mezz'ora dall'inizio della manifestazione per la liberta' di stampa organizzata dalla Fnsi a Roma, piazza del Popolo e' gia' gremita. Migliaia di partecipanti e tantissimi gli striscioni in difesa della liberta' di ...

Libertà di informazione, "Siamo tutti farabutti"

RassegnaOnline - ‎19 ore fa‎
A Roma una Piazza del Popolo gremita in difesa della libertà di informazione. Siddi (Fnsi): "Berlusconi, ritiri il ddl Alfano sulle intercettazioni e le cause intentate contro i giornalisti". Ovazione per Saviano: “Verità e potere non coincidono mai” ...

"Vogliamo un'informazione libera e imparziale"

Bergamonews - ‎19 ore fa‎
A Roma e a Bergamo si tengono sabato 3 ottobre due manifestazioni per la libertà di stampa. Su questo tema ospitiamo l'opinione di Paolo Perucchini, giornalista de L'Eco di Bergamo, membro della Giunta esecutiva della Fnsi. Nel pomeriggio di sabato 3 ...

''In piazza per la liberta' dell'informazione'', e' il giorno ...

Padova News - ‎20 ore fa‎
Roma, 3 ott. Si aprira' con un minuto di silenzio dedicato alle vittime di Messina la manifestazione per la liberta' d'informazione che si svolgera' oggi pomeriggio a Roma, a Piazza del Popolo, con inizio alle 15.30. Una manifestazione fortemente ...

Roma. Manifestazione per la libertà di stampa

PressWeb.it - ‎20 ore fa‎
Roma - Manifestazione per la libertà di stampa questo pomeriggio a Roma in Piazza del Popolo, ma in contemporanea si è svolta anche in altre città italiane ed europee come Londra, Parigi, Berlino, Barcellona, Monaco. Sarà la più grande manifestazione ...

Manifestazione a Roma per la libertà di stampa

Esperto Seo (Comunicati Stampa) - ‎20 ore fa‎
La Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI) ha indetto per la giornata di oggi uno sciopero per la libertà di stampa. Alla manifestazione interverranno oltre ai vertici di FNSI, anche Roberto Saviano e Valerio Onida, presidente emerito della Corte ...

Libertà d'informazione, oggi in piazza Scintille tra maggioranza e ...

Il Gazzettino - ‎20 ore fa‎
ROMA (3 ottobre) - Non si placano le polemiche tra maggioranza e opposizione sulla manifestazione per la libertà di informazione, indetta dalla Federazione nazionale della stampa italiana, oggi al via alle 16 in piazza del Popolo a Roma con un minuto ...

Manifestazione per la libertà di stampa, dirette TV e via web

Nove da Firenze - ‎20 ore fa‎
“La manifestazione per la libertà di informazione, per una stampa che non vuol farsi mettere il guinzaglio da nessuno, che si tiene oggi a Roma, in Piazza del Popolo, con inizio alle 15:30, si aprirà alle 16 con un minuto di silenzio dedicato alle ...

Manifestazione per la libertà di stampa: io aderisco.

Blogosfere (Blog) - ‎21 ore fa‎
Oggi alle ore 15,00 a Roma, si svolgerà la manifestazione nazionale per la libertà di informazione e di stampa. Una manifestazione alla quale hanno aderito molti importanti esponenti della stampa nazionale, a cominciare dalla FNSI (Federazione ...

Le parole di Roberto Saviano in difesa della libertà di stampa

BooksBlog.it (Blog) - ‎22 ore fa‎
Oggi pomeriggio, a Roma, si svolgerà una manifestazione nazionale indetta dalla FNSI, la Federazione Nazionale della Stampa Italiana, in difesa della libertà di stampa, una delle libertà fondanti del nostro sistema sociale, una delle anime che danno ...

Libertà di stampa, oggi la manifestazione: «No al guinzaglio ...

(ami) Agenzia Multimediale Italiana - ‎22 ore fa‎
Trecento pullman attesi da tutta Italia a Roma a piazza del Popolo per la manifestazione sulla libertà di stampa di sabato 3 ottobre. Alle 16.00 il segretario nazionale dell'Fnsi, Franco Siddi apre gli interventi politici, seguito da Valerio Onida, ...

Libertà di stampa Manifestazione in piazza a Roma

Brescia Oggi - ‎22 ore fa‎
Continuano ad arrivare adesioni alla manifestazione organizzata dalla Federazione nazionale della stampa, che si terrà oggi a Roma a Piazza del Popolo dalle 15.30. Oltre 300 pullman sono attesi da tutta Italia. Ci saranno anche i sindacati, ...

Libertà di informazione, giornalisti in piazza

Giornale Radio Rai - ‎03/ott/2009‎
Alta la polemica politica a poche ore dalla manifestazione per la liberta di informazione, indetta a Roma, in Piazza del Popolo, dalla Federazione Nazionale della Stampa Italiana, il sindacato dei giornalisti. "E' un'iniziativa contro il governo" ...

Ecco la piazza dei farabutti

Il Manifesto (Abbonamento) - ‎03/ott/2009‎
Una manifestazione per il diritto a essere informati e per allargare l'agenda della sinistra. La Fnsi convoca a Roma una giornata contro il «regime mediatico». E intanto la destra propone di modificare l'art. 21 della Costituzione, quello sulla stampa ...

Libertà di stampa, oggi la manifestazione della Fnsi

AudioNews - ‎03/ott/2009‎
10.54: A poche ore dall'inizio della manifestazione per la libertà di stampa oggi alle 15.30 a piazza del Popolo a Roma, continuano le adesioni di gruppi politici, associazioni e cittadini. Organizzati 300 pullman da tutta Italia. ...

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Roma, in decine di migliaia in piazza
chiedono libertà di stampa


sabato 3 ottobre 2009 18:27
 


ROMA (Reuters) - A Roma decine di migliaia di persone sono scese in piazza questo pomeriggio per difendere la libertà di stampa, allo slogan di "No all'informazione bavaglio".

Gli organizzatori parlano di 300.000 persone alla manifestazione di Piazza del Popolo, indetta dopo che il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha fatto causa - oltre che a media stranieri - ai quotidiani la Repubblica e l'Unità chiedendo complessivamente circa 3 milioni di euro, per la copertura mediatica data a vicende legate alla sua vita privata.

Molti dei manifestanti indossano magliette con le scritte "Siamo tutti farabutti" e "Adesso denuncia anche me".

"Anche se ci sono molti giornali, Internet e canali televisivi, non significa che ci sia libertà. La libertà non esiste se un giornalista non può scrivere quello che pensa", ha detto una manifestante, Filomena De Filippo.

La Federazione nazionale della stampa italiana (Fnsi), che ha organizzato la manifestazione, ha fatto sapere di avere distribuito centinaia di magliette con la scritta "No all'informazione imbavagliata" in dodici città italiane ed europee in cui si svolgono eventi paralleli, tra cui Londra, Parigi e Bruxelles.

Tanti gli interventi in programma, fra cui quelli del premio Nobel Dario Fo, dello scrittore Roberto Saviano, del presidente emerito della Corte Costituzionale Valerio Onida e dell'attore Neri Marcorè. Ci sarà anche un omaggio ad Anna Politkovskaja, la giornalista critica nei confronti del Cremlino uccisa a Mosca nel 2006. E poi tanta musica, con l'Orchestra di Piazza Vittorio e Samuele Bersani, Marina Rei, Enrico Capuano e Teresa De Sio.

I DUE CORTEI DEI PRECARI DELLA SCUOLA
Durissimo affondo di Bernocchi - Cobas Scuola

In Piazza del Popolo, durante la manifestazione a favore della libertà di stampa, è confluito anche il corteo dei lavoratori della scuola a cui hanno aderito Flc-Cgil e Gilda, partito alle 14.30 da Piazza della Repubblica.

Come spiega la Federazione Lavoratori della Conoscenza-Cgil, si tratta di "un'altra importante occasione, nel percorso di mobilitazione e di lotta contro la precarietà e contro la politica scolastica di questo governo, per sostenere la piattaforma rivendicativa presentata lo scorso 15 luglio". 

Per le strade della Capitale, però, si è snodato un secondo corteo di precari della scuola, quello dei Cobas, diretto al ministero dell'Istruzione a Trastevere.

"E' una mobilitazione, sviluppatasi in tutta Italia, contro la politica scolastica di Tremonti-Gelmini che, in spregio a qualsiasi progetto didattico e culturale, sta ingigantendo il distruttivo immiserimento della scuola pubblica praticato anche dai governi di centrosinistra, tagliando circa 60mila posti di lavoro, scuole, classi ed espellendo in massa i precari/e in base a sciagurate motivazioni finanziarie", dice in una nota Piero Bernocchi, portavoce nazionale dei Cobas.

"E' grave che, di fronte ad un appuntamento di lotta così importante per la scuola, la 'cattiva politica' dei partiti e sindacati di centrosinistra (che con i governi Prodi hanno sostenuto politiche analoghe a quelle berlusconiane), nell'intento di opporsi a Berlusconi come persona e non come politica, manifestino per 'la libertà di stampa' (mai garantita quando erano al governo) nello stesso giorno, ora e città dei precari; ed ancor più grave che vogliano sottrarre - con il corteo della Cgil e dei partiti di centrosinistra ... - gruppi di precari dalla mobilitazione verso il Ministero per rimpinguare la loro manifestazione", prosegue Bernocchi.
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Di Loredana Morandi (del 04/10/2009 @ 02:04:28, in Sindacato, linkato 1514 volte)
"A Roma piazza incomprensibile"
Bufera sul direttore del Tg1 Minzolini

Duro editoriale contro la protesta. Il Pd: basta, la Vigilanza intervenga

MARIA GRAZIA BRUZZONE

ROMA - Tg1, edizione delle 20. Il direttore Augusto Minzolini, che giovedì era finito sotto gli strali di Santoro e prima ancora di quelli ironici della Dandini, appare in video con un editoriale in cui giudica «incomprensibile» e «assurda» la manifestazione per la libertà di informazione indetta ieri dalla Fnsi. Levata di scudi dall’opposizione. Il responsabile comunicazione del Pd Gentiloni la giudica «una svolta senza precedenti: l’abbandono anche formale, di ogni profilo istituzionale da parte del Tg1». E chiede l’intervento della Vigilanza, perché accerti se il direttore del primo tg pubblico «può darsi alla militanza degna del miglior Fede».

La maggioranza lo difende. Le polemiche impazzano. Il presidente della Vigilanza, Zavoli fa sapere di non averlo visto, ma sicuramente si pronuncerà oggi. Il presidente Rai Garimberti, colpito dall’irritualità del gesto, sta preparando un intervento. Sembra che i «senior» del Tg1 abbiano fatto di tutto per trattenere il direttore da un commento. Il cdr oggi farà un comunicato, ma un suo esponente anticipa: «Non è mai accaduto nella storia del Tg1 che la testata intervenisse contro una manifestazione, tanto più sindacale. Il Tg1 è di tutti». Ma cosa ha detto Minzolini?

«Lo dico senza spirito polemico: la manifestazione di oggi per la libertà di stampa per me è incomprensibile. Manifestare è sempre legittimo e salutare per la democrazia, ma in un Paese dove negli ultimi tre mesi sono finiti nel tritacarne mediatico Berlusconi, l’avvocato Agnelli, l’ingegner De Benedetti, l’ex direttore di Avvenire, il direttore di Repubblica e tanti altri, denunciare che la libertà di stampa è in pericolo è un assurdo. Il rischio è un altro: l’informazione è diventata il teatro di uno scontro di potere», continua Minzolini. «E la manifestazione di oggi fotografa una disparità: è stata convocata contro la decisione del premier di querelare Repubblica e l’Unità. Ma negli ultimi 10 anni ci sono state ben 480 querele di politici contro giornali, il 68% delle quali presentato da esponenti di partiti di sinistra. Mi chiedo: è possibile che la libertà di stampa sia stata messa in pericolo solo dalle querele di Berlusconi?».

«Minzolini ha detto la verità, quello che milioni di italiani pensano: la libertà di stampa non è stata mai minacciata», approva il ministro Rotondi. La polemica è rovente. «Il direttore ha perso un’occasione per riscattare il pessimo esempio di informazione di cui ha dato prova. Se qualcuno aveva dei dubbi sui rischi che corrono il diritto di cronaca in questo paese, li ha trasformati in certezze», osserva Rosy Bindi. E Pancho Pardi, Idv: «Questo direttore specializzato nel non dare notizie sgradite al premier si permette di dare lezioni a tutti, sostenendo che ci sono servi. È paradossale che ad affermarlo sia lui». Non si stupisce il consigliere Rai Rizzo Nervo: «Che il direttore del Tg1 si esibisse in un editoriale contro la libertà di stampa non mi meraviglia, essendo abituato soltanto alla libertà di nascondere le notizie. Il suo è stato un vero e proprio comizio». «Minacce e intimidazioni», le giudica il portavoce del Pdl Daniele Capezzone. «Attacchi indegni», gli fanno eco il senatore Ferrara e Alessio Butti. Il capogruppo al Senato, Gasparri, ribalta le accuse: «Rizzo Nervo, Gentiloni e compagni difendono i giullari stalinisti della Rai ma contestano il diritto del direttore del Tg1 di esprimere le sue opinioni. La libertà di stampa vale per tutti o solo per la sinistra che vuole insultare e ridurre tutti gli altri al silenzio?».

La Stampa


Nota di Loredana Morandi.

Io sono stata alla manifestazione, bellissima e riuscitissima. Anche io sono indignata per le condizioni in cui verte la Libertà di Stampa, ma nonostante questo io continuo a non desiderare che persone come la D'Addario, di professione "escort", ovvero "squillo di alto bordo", vengano magnificate in TV. Purtroppo ormai abbiamo compreso che la funzione dell'antiberlusconismo non è del tutto sana, oppure non avremmo avuto Mastella come Ministro della Giustizia di Prodi.
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Di Loredana Morandi (del 04/10/2009 @ 01:56:44, in Giuristi, linkato 1578 volte)
4/10/2009 (8:18)  - GIUSTIZIA

"Troppi magistrati in politica"
   
La protesta dei penalisti: centinaia di toghe fanno altri mestieri, anche per anni

RAPHAEL ZANOTTI

TORINO - Troppi magistrati cooptati dalla politica. Non ci sono solo quelli che si sono fatti eleggere in Parlamento o negli Enti locali, ma anche quelli «infiltrati» negli uffici e nei dipartimenti dei ministeri. È questo, secondo l’Unione Camere Penali, il corto circuito che impedisce all’Italia di avere una riforma organica della giustizia. «Una contiguità anomala che condiziona la politica e permette ai magistrati di esercitare un enorme potere di interdizione». Dopo le aspre critiche al governo, reo di «non aver fatto nulla» e di aver «abbandonato ogni progetto di riforma legiferando soltanto per affrontare in modo illiberale una presunta emergenza sicurezza», il congresso nazionale dei penalisti italiani si scaglia contro le toghe.

«In Italia ci sono 270 magistrati fuori ruolo chiamati a ricoprire incarichi che nulla hanno a che vedere con la loro funzione giurisdizionale - ha denunciato il presidente Oreste Dominioni - Noi diciamo: facciamo rientrare questi magistrati nelle aule a lavorare».

Capi di Gabinetto, consiglieri, coadiuvanti e collaboratori in svariati ministeri e garanti, magistrati che non entrano in un’aula di giustizia da oltre vent’anni (nonostante il limite quinquennale imposto ai fuori ruolo), giudici che «girano il mondo» da decenni con ruoli curiosi in ambasciate, commissioni, organi internazionali: i penalisti hanno stigmatizzato tutto questo con un duro documento, la mozione di una delle sei commissioni in cui i lavori sono stati divisi, nel quale si torna a chiedere la creazione di due Csm (l’organo di autogoverno dei magistrati) e una riforma elettorale che spazzi via il correntismo al suo interno. Non solo. Pieno appoggio è stato dato alla recente proposta di legge presentata dai Radicali, e sottoscritta anche da alcuni esponenti del Pd e del Pdl, con la quale si prevede una sforbiciata sensibile al dilagare del fenomeno: incarichi solo relativi alle funzioni giudiziarie, ineleggibilità dei magistrati in servizio (a meno di loro dimissioni), divieto di incarichi extragiudiziali, regolazione rigida dei periodi e pubblicità degli elenchi di chi è fuori ruolo. Secondo i promotori questa legge ridurrebbe subito a 50 il loro numero.

Alle frecciate dei penalisti, e del loro presidente, ha risposto il procuratore capo di Torino Giancarlo Caselli: «Non sono i magistrati a ostacolare una riforma per un processo efficiente, che anzi vogliono - ha dichiarato Caselli - Far funzionare la giustizia significa anche evitare attacchi all’indipendenza della magistratura che, in questa situazione, possono passare più facilmente». Il riferimento è anche alla richiesta di separazione delle carriere tra magistrati inquirenti e giudicanti, cavallo di battaglia dei penalisti. «In tutti i Paesi in cui c’è, il pm dipende dal potere esecutivo. Una misura che non può andare bene in Italia dove c’è ancora corruzione e la tendenza a difendersii dal processo piuttosto che nel processo».

Cosimo Ferri, membro del Consiglio Superiore della Magistratura, ha lanciato una provocazione nella tana del lupo: «Abbandonate l’idea della separazione delle carriere, ormai non vi segue più nessuno» ha detto riferendosi alla freddezza mostrata sul tema da maggioranza e opposizione. A dar manforte ai penalisti, però, ci ha pensato Giovanni Conso, presidente emerito della Corte Costituzionale accolto con una standing ovation: «All’inizio ero contrario, ma ormai ritengo sia ineluttabile la separazione delle carriere per garantire la terzietà del giudice».

La Stampa
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Di Loredana Morandi (del 04/10/2009 @ 01:52:34, in Magistratura, linkato 1622 volte)
GIUSTIZIA: CASELLI,
MAGISTRATI NON HANNO PAURA DELLA RIFORMA


AGI) - Torino, 3 ott. - "Sicuramente, non sono i magistrati ad avere paura della riforma". Cosi' Giancarlo Caselli, procuratore capo di Torino, risponde alla domanda guida del congresso straordinario dell'Unione delle Camere penali italiane ("Chi ha paura della riforma?" appunto), al quale e' intervenuto questa mattina.
  "Anzi - prosegue Caselli - i magistrati, una riforma che dia efficienza la chiedono, anche per evitare che, e questo puo' succedere molto presto, passino piu' facilmente altre riforme che non sono della giustizia, ma sono riforme dei giudici e che possono gravemente incidere sull'indipendenza della magistratura e quindi sul controllo di legalita'".
  Specifica poi il magistrato:"Se non funziona la macchina della giustizia, nessuno nell'opinione pubblica si mobilitera' a difesa dell'indipendenza della magistratura. Si dira': 'prima fate funzionare la giustizia, poi parliamo dell'indipendenza dei magistrati'". Sulle polemiche a proposito del ruolo dell'Anm nella 'stasi' dei processi di riforma, denunciati ieri dal presidente dell'Unione Camere penali, Oreste Dominioni, Caselli osserva: "C'era una volta, non molto tempo fa, che gli infortuni sul lavoro erano sempre e soltanto una fatalita'; che si negava l'esistenza della mafia; che alti magistrati partecipavano a cerimonie pubbliche e private con imprenditori e politici chiacchierati; che la procura piu' importante d'Italia veniva definita 'porto delle nebbie' e che un alto magistrato rilasciava 'affidavit' a Sindona. Questa stagione e' finita, tramontata, e' alle spalle, grazie al concorso di molti fattori: trra questi, il contributo dell'Anm, che ha svolto un'opera culturale affinche' i principi costituzionali divenissero quotidianamente operanti. Non significa - aggiunge Caselli - negare difetti e problemi, ma bisogna ricordare anche quest'esperienza storica".


GIUSTIZIA: MADDALENA,
CHI HA PAURA DELLA RIFORMA? FORSE I CITTADINI


Torino, 2 ott. (Adnkronos) - "Non vorrei che quelli che avessero paura fossero i cittadini". Cosi', riferendosi al tema del congresso straordinario dell'Unione camere penali, 'Chi ha paura della riforma?', il procuratore generale di Torino Marcello Maddalena commenta l'intervento del presidente dei penalisti italiani Oreste Dominioni. "Tutte le idee sono rispettabili, ma non tutte sono condivisibile e soprattutto non tutte sono condivise -sottolinea Maddalena- alcune possono esserlo, altre no, in particolare non condividiamo quanto e' stato detto sulla separazione delle carriere". Secondo il procuratore generale torinese "il fatto che il pubblico ministero partecipi dell'ordine giudiziario unitamente ai giudici e' fondamentale per avere una giustizia giusta e imparziale".

Per Maddalena non si puo' fare un discorso generale sulle riforme, ma bisogna scendere nello specifico. "Se per riforma si intende la separazione delle carriere sono soprattutto i cittadini, le vittime a non volerla. Qui -aggiunge Maddalena- di vittime non si e' parlato. Ci si dimentica che l'Italia e' un paese in cui i reati non sono frutto dell'immaginazione dei magistrati ma sono una realta' e che i magistrati siano un unico ordine garantisce l'imparzialita' dell'amministrazione della giustizia".

A proposito di quanto affermato da Dominioni della necessita' di una riforma del Csm, il procuratore generale di Torino osserva che "ci sono aspetti che possono essere oggetto di discussione, altri che sono meno accettabili. Bisogna vedere cosa si vuole riformare -precisa- perche' si possono fare le riforme in meglio o in peggio e se la riforma comporta una maggiore presenza dell'elemento politico allora e' in peggio, se invece si parla di separazione tra lato amministrativo e disciplinare allora e' una riforma in meglio, una riforma possibile che andrebbe attuata".
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Di Loredana Morandi (del 04/10/2009 @ 01:48:52, in Magistratura, linkato 1749 volte)
De Benedetti: giustizia dopo quasi vent'anni


«Dopo quasi vent'anni dalla condotta fraudolenta messa in atto per sottrarre al nostro Gruppo la legittima proprietà della Mondadori, finalmente la Magistratura, dopo la sentenza che ha confermato definitivamente in sede penale la avvenuta corruzione di un giudice, ci rende giustizia anche sul piano civile». Così il presidente onorario di Cir, Carlo De Benedetti, commenta la decisione presa oggi dal Tribunale di Milano sul Lodo Mondadori.

«La sentenza del Tribunale di Milano, depositata oggi, che liquida a favore di Cir la somma di 750 milioni di euro di danno patrimoniale - ricorda ancora De Benedetti - non mi compensa per non aver potuto realizzare il progetto industriale che avrebbe creato il primo gruppo editoriale italiano, ma stabilisce in modo inequivocabile i comportamenti illeciti che l'hanno impedito».

Il Sole 24 ore

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