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Il vero valore di un essere umano è rivelato dalla sua capacità di raggiungere la liberazione da se stesso.

Albert Einstein
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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Quel che fa il Tribunale di Milano è sempre ben fatto, solo una domanda "e l'avvocato?" L.M.

In corso il procedimento per estorsione e tentata estorsione ai danni di vip

Corona condannato per l'uso di
denaro falso e detenzione di pistola


Milano - (Ign) - La sentenza del Tribunale di Milano dopo il rito abbreviato: 4 mesi di reclusione e 300 euro di multa, convertiti in una sanzione da 4.560 euro. Il fotografo dei paparazzi rischia un altro rinvio a giudizio

Milano, 12 ott. (Ign) - Fabrizio Corona condannato per l'uso di denaro falso e per detenzione di pistola. Il Tribunale di Milano ha inflitto al fotografo dei vip una pena pari a quattro mesi di reclusione e 300 euro di multa, poi convertiti complessivamente in una sanzione da 4.560 euro. La sentenza è giunta al termine del processo celebrato con rito abbreviato ed è stata emessa dal giudice per l'udienza preliminare di Milano Mariolina Panasiti.

In corso c'è un altro procedimento che vede coinvolto Corona. Il 28 ottobre il pm Di Maio prenderà la parola per la sua requisitoria nel processo per estorsione e tentata estorsione ai danni di vip. Inoltre, il fotografo dei paparazzi rischia il rinvio a giudizio per aver tentato di corrompere una guardia di San Vittore.

Riguardo a quest'ultimo episodio proprio qualche giorno fa, il pm di Milano Frank Di Maio ha chiesto il processo per un agente fotografico siciliano, per un assistente di polizia penitenziaria e per un avvocato con l'ipotesi di corruzione. Nel 2007, secondo l'accusa, Corona, quando era agli arresti cautelari a San Vittore, diede 4.000 euro alla guardia carceraria, per poter avere una macchina fotografica nel penitenziario. Apparecchio che gli fu poi consegnato dal suo avvocato per realizzare delle foto in carcere.

Il servizio realizzato da Corona fu pubblicato ''su diverse riviste di gossip nazionali'', come si legge nella richiesta di rinvio a giudizio. In particolare, il 13 aprile e il 15 giugno 2007, quando Corona era in carcere, l'avvocato Tommaso Delfino convocò ''telefonicamente presso il suo studio'' la guardia carceraria del sesto raggio Pasquale Costanzo e gli consegnò la macchina fotografica ''tascabile usa e getta''. Ora il gup di Milano dovrà fissare l'udienza preliminare a carico dell'agente dei paparazzi dei vip.

AdnKronos
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Di Loredana Morandi (del 12/10/2009 @ 07:06:51, in Osservatorio Famiglia, linkato 1360 volte)

Una piccola rassegna dei fatti di cronaca più violenti contro la donna.

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Osimo, padre accoltella la figlia perché si fidanza con un albanese

La Repubblica -
OSIMO (ANCONA) - Non sopportava più la relazione della figlia di 23 anni con un albanese. Perciò l'ha colpita alla gola con un punteruolo la scorsa notte. Mario Matarazzo, 44 anni, di Osimo, è ora rinchiuso in carcere con l'accusa di tentato omicidio ...
ACCOLTELLA LA FIGLIA PERCHE' ESCE CON UN ALBANESE AGI - Agenzia Giornalistica Italia
Libero-News.it - Ancona Informa - Corriere della Sera - ADUC Immigrazione
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Di Loredana Morandi (del 12/10/2009 @ 06:59:17, in Magistratura, linkato 1348 volte)
Così il Ministro Alfano in risposta all'intervista al Presidente della ANM pubblicata ieri da Repubblica.

Giustizia: Alfano, no ritorsione

Guardasigilli, riforma va incontro a necessita' del Paese

12 ottobre, 13:22


(ANSA) - PALMI (REGGIO CALABRIA), 12 OTT - Il Guardasigilli Alfano assicura che la riforma della giustizia preparata dal governo 'non e' una reazione o ritorsione'. 'I nostri testi - ha spiegato - sono gia' in Parlamento. Per completare la riforma c'e' la necessita' di porre mano a una Costituzione che non puo' essere sfasata rispetto a cio' di cui il Paese necessita in materia di giustizia, cioe' una perfetta parita' tra accusa e difesa. Con la riforma riteniamo di riuscire a raggiungere questo obiettivo'.

***

Palamara, presidente Anm: incostituzionale il progetto Alfano sul Csm
L'immunità? È una scelta della politica ripristinarla o no. E i giudici ne prenderanno atto

"Niente riforme vendicative
o sarà scontro coi magistrati"

di LIANA MILELLA


ROMA - "Leggi ad orologeria? No grazie". Se le riforme sulla giustizia dovessero avere un intento vendicativo contro le toghe l'Anm "non avrà certo timore di manifestare il suo dissenso". Con Repubblica il presidente dell'Anm Luca Palamara boccia il sorteggio per il Csm e dice: "È incostituzionale".

Il governo riparte all'attacco con le riforme sulla giustizia dopo la bocciatura del lodo Alfano. Lo metteva nel conto?
"Il dibattito e le polemiche di questi giorni sono soprattutto politiche, anche se si è cercato a tutti i costi di trascinarvi dentro pm e giudici schierandoli di peso dalla parte avversa alla propria. A questo gioco noi magistrati non possiamo starci. Alla Consulta portiamo grandissimo rispetto, come pure alle sue decisioni. E vorremmo che come noi si comportassero tutti gli altri. Pochi hanno sottolineato come la Corte non è neppure una magistratura ma un organo di garanzia. E c'è un rischio per la tenuta democratica del Paese quando un'istituzione cerca di delegittimare tutte le altre".

Che c'entra la prescrizione rigida e il sorteggio per il Csm con la bocciatura dello scudo congela-processi?
"Ho sentito parlare di sentenze ad orologeria. Ho troppo rispetto per le istituzioni per pensare a leggi ad orologeria. Bisogna uscire da un clima di contrapposizione e smetterla di fare leggi "contro" qualcuno, ma nell'interesse dei cittadini".

E il ripristino dell'immunità va in questa direzione?
"È un tema che spetta alla politica e del quale la politica deve assumersi la responsabilità. I padri costituenti la vollero nella Costituzione, fu la politica a larghissima maggioranza a volerla togliere".

Questo lo dice Brunetta, ma ha senso ripristinare l'immunità in chiave esasperata contro le vostre indagini?
"Nel '93 venne tolta perché la politica forse si era pentita di aver negato l'autorizzazione a procedere poche settimane prima a un imputato-deputato come Craxi".

Il lodo Alfano ha fermato i processi del premier, ma sarebbe giusto fermare pure le indagini visto che le Camere negherebbero sempre le autorizzazioni?
"In un stato democratico la magistratura non può che assolvere il compito che la Costituzione gli assegna, esercitare il controllo di legalità. Se verranno messi dei limiti sarà una scelta della politica. Di cui i giudici non possono che prendere atto".

Come giudica le riforme della giustizia minacciate dal centrodestra?
"Quando si parla di riforme non può esistere assolutamente uno spirito di vendetta perché esse devono migliorare il sistema e non peggiorarlo".

Sorteggio per eleggere il Csm è un meglio o un peggio?
"Dalle indiscrezioni che leggo sarebbe sicuramente un intervento peggiorativo, ma soprattutto incostituzionale. La Carta, all'articolo 104, non pone limiti a che "tutti" i magistrati possano candidarsi e al contempo votare scegliendo liberamente da chi farsi rappresentare. L'ipotesi di sorteggiare una rosa anche ampia di candidati, oltre a essere un'umiliazione per le toghe, non realizzerebbe l'obiettivo principale del governo di "dare un colpo mortale" alle correnti. Per motivi aritmetico-probabilistici dal sorteggio potrebbe uscire un Csm comunque orientato".

Perché il sorteggio umilierebbe le toghe?
"Come reagirebbero gli altri ordini professionali se i candidati per i loro consigli fossero sorteggiati? Sarebbe quasi come se si stesse giocando al lotto".

Repubblica rivelò il sorteggio a luglio e l'Anm ipotizzò le primarie. Le farete?
"Duole constatare come la politica ignori il rinnovamento della magistratura in proposito. Stiamo discutendo sulle forme di consultazione per individuare dal basso i nostri rappresentanti e coinvolgere l'intera categoria nella selezione delle candidature. Molto presto renderemo pubblica la soluzione".

E se invece il governo vara il sorteggio che farete?
"È presto per dirlo e anche per minacciare forme di protesta perché il nostro obiettivo è ottenere risultati vantaggiosi per la giustizia e quindi per il paese. Ma certamente non avremo alcun timore di manifestare il nostro dissenso se la soluzione dovesse essere proprio questa".

Prescrizione rigida, enormi poteri agli avvocati, ricusazioni più facili, sentenze inutilizzabili in altri processi: che voto dà?
"Molto vicino allo zero, perché sono leggi che affosserebbero ulteriormente il processo allungandone a dismisura i tempi".

La Repubblica 11 ottobre 2009
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Di Loredana Morandi (del 12/10/2009 @ 06:42:38, in Magistratura, linkato 1596 volte)
Catanzaro. Scuola di Magistratura,
Alfano: "Risolverò il problema"


"E' una vicenda complessa alla quale comunque darò soluzione". A dirlo è stato il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, parlando con i giornalisti della vicenda della scuola di magistratura, che un atto del precedente guardasigilli, Clemente Mastella, assegnava a Benevento, e che una sentenza del Tar ha invece stabilito debba essere fatta a Catanzaro.

"Sono al lavoro - ha proseguito - per trovare una soluzione tra il decreto del mio predecessore, che per ovvie ragioni di riguardo non ho voluto cambiare, e quanto previsto dalla sentenza della magistratura. Andrò via dalla Calabria dopo un incontro con il coordinatore regionale del Pdl, Giuseppe Scopelliti, al quale farò presente la mia volontà di incontrare sia i parlamentari calabresi che il sindaco di Catanzaro per individuare una soluzione.

Soluzione che ancora non è stata indicata perché c'é da tenere in considerazione i costi relativi all'ipotizzato sdoppiamento delle sedi di Benevento e Catanzaro e la possibilità di procedere per legge o per atto amministrativo".

Tele Reggio Calabria

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Newz.it - ‎10/ott/2009‎
Catanzaro. Non è una questione di campanile ma semplicemente la volontà di porre rimedio ad un torto operato nei confronti della città di Catanzaro e più in ...

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UsCatanzaro.net - ‎10/ott/2009‎
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BARI: FERRI (CSM), ISTANZA PER PRATICA A TUTELA
PM DIGERONIMO DOPO AFFERMAZIONI VENDOLA



Roma, 9 ott.- (Adnkronos) - Cosimo Maria Ferri, componente togato del Consiglio Superiore della Magistratura ed esponente di Magistratura Indipendente, ha presentato istanza di apertura di una pratica a tutela della dott.ssa Desiree' Digeronimo e della funzione giudiziaria della Procura di Bari, a seguito delle dichiarazioni rese a mezzo stampa dal presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola.

La richiesta ha fatto seguito all'archiviazione deliberata dalla Prima Commissione dell'originaria proposta avanzata in merito dal vicepresidente Nicola Mancino. Cosi' come previsto dall'art. 21 bis Reg. Csm, dopo avere la Commissione depositato la motivazione, Ferri ha formalizzato domanda di discutere la pratica in seduta plenaria, non riuscendo pero' a raccogliere le sottoscrizioni necessarie perche' cio' potesse avvenire (la pratica e' stata infatti sottoscritta soltanto da quattro componenti a fronte dei 13 sottoscrittori di cui vi era bisogno).

Nell'istanza, firmata da altri tre componenti del Consiglio Superiore della Magistratura, i laici Gianfranco Anedda e Michele Saponara e il togato Giulio Romano (Magistratura Indipendente) si sottolinea la necessita' che il Consiglio Superiore della Magistratura intervenga per assicurare, a quell'ufficio giudiziario, la serenita' e l'autorevolezza necessaria per condurre delicate indagini sul malaffare nella gestione sanita' pugliese. Si chiede, di conseguenza, che gli atti siano trasmessi nuovamente alla Prima Commissione per la formulazione della proposta di pratica a tutela. (segue)


BARI: FERRI (CSM), ISTANZA PER PRATICA A TUTELA
PM DIGERONIMO DOPO AFFERMAZIONI VENDOLA (2)



(Adnkronos) - Secondo Ferri e gli altri proponenti, infatti, Vendola, ''seppure con espressioni garbate nella forma, ha accusato la dott.ssa Digeronimo di gravi ed indimostrate scorrettezze processuali, per lo piu' debordanti in altrettanti illeciti disciplinari''. Secondo i sottoscrittori dell'istanza, le dichiarazioni del Presidente della Regione Puglia risultano caratterizzate da tre elementi di notevole significativita':

1) provengono da autorevole personaggio politico, il piu' importante nell'ambito regionale, il quale non ha peraltro alcuna veste processuale nell'inchiesta in corso;

2) hanno ad oggetto specifiche condotte del magistrato, e non gia', come successo in altri casi posti all'attenzione del Consiglio, generiche accuse di politicizzazione o di scarsa professionalita' degli inquirenti;

3) riguardano un singolo magistrato e non l'Ufficio di Procura che svolge le indagini, con la conseguenza di isolare la dott.ssa Digeronimo, additandola all'opinione pubblica come ''terminale'' di una ''rete di amici e parenti le impedisce di svolgere con obiettivita' questa specifica inchiesta'' e come partecipe di una ''ignobile partita'' che avrebbe come ''posta in gioco'' la vita stessa del Presidente della regione Puglia, ponendo, cosi', quel magistrato in una situazione di sovraesposizione mediatica.

Fonte Adnkronos - Libero News
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E' giusto sfrondare un po' di virtuosismi letterari. Chiara sapeva già di Stasi, nessun miracolo o casualità, ed è assolutamente ininfluente che abbia aperto o meno cartelle con materiale per pedofili sul pc di Alberto, la sera prima dell'omicidio. No non può trattarsi di un litigio improvviso, ma di timori coltivati e forse tanti litigi precedenti, nascosti accuratamente alle famiglie.
Alberto che è, a mio avviso, il vero e solo responsabile della morte di Chiara sia che l'abbia uccisa di fatto, sia che non l'abbia uccisa, avrebbe potuto, per la smania delle sue fantasie erotiche, presentare la sua ragazza al caro amichetto pedofilo e violento.
Lo dico per esperienza e per aver visto due trentenni, un uomo e una donna, portare una intera comitiva nelle fauci di un "cartello" pro pedofili omosessuali. Dei due, il trentenne maschio, consente la frequentazione web e via chat della "fidanzata", che ha fratelli piccoli, con un pedofilo. Rapporti questi, che durano da oltre 14 mesi e di cui la famiglia di lei è all'oscuro, pur ospitando in casa lui. Tornando al caso, la serratura della abitazione non è mai stata scassinata, e se c'è una cosa certa nel delitto di Garlasco è che Chiara abbia aperto ingenuamente la porta, a colui che poi l'ha uccisa. Chissà che ad uccidere Chiara non sia stato davvero il Maxi Fasso, Simone Sissimo, Ugo o Ilgiustiziere di turno ? L. Morandi

Perizia informatica da' ragione a Stasi

Chiara Poggi aveva scaricato articoli su omicidi senza colpevole

10 ottobre, 16:52


ANSA - VIGEVANO (PAVIA) - Smonta l'ipotesi dell'accusa e dà ancora ragione ad Alberto Stasi la perizia informatica depositata oggi in tribunale a Vigevano e che è in linea con le altre due, una medico legale e l'altra chimico sperimentale consegnate nelle scorse settimane. Nella loro relazione Roberto Porta e Daniele Occhetti esperti informatici di Torino nominati dal gup Stefano Vitelli nell'ambito del processo con rito abbreviato in cui Stasi è imputato dell'omicidio della sua fidanzata Chiara Poggi hanno confermato l'alibi del giovane. Dal suo pc "irrimediabilmente compromesso" dalle operazioni effettuate dai carabinieri nei giorni successivi il delitto, sono però riusciti insieme ai consulenti delle parti a estrapolare dati rilevanti: hanno dimostrato che Alberto la mattina dell'assassinio, il 13 agosto del 2007, aprì il pc alle 9,35 e, dopo aver visionato foto erotiche, ha lavorato alla sua tesi fino alle 12,20.

Per problemi al sistema di alimentazione e per alcuni virus che non rendevano il computer affidabile, il giovane ha effettuato salvataggi ogni due minuti e poi l'ha spento non in modo tradizionale ma mettendolo in 'stato di sospensione', stato in cui è rimasto fino al giorno dopo quando poco dopo le 8 di mattina l'ha consegnato agli inquirenti i quali hanno fatto una copia della sua tesi per consegnargliela. E' questo dunque il nodo centrale della perizia che ha però messo in evidenza altri particolari: tra questi il fatto che la sera prima Chiara non ha visto foto né pedo-pornografiche né pornografiché (di queste ultime forse solo le icone delle cartelle) e invece ha aperto tre immagini personali ed ha scaricato quelle relative al week-end trascorso a Londra con Alberto. Tra le altre cose nella relazione c'é anche un capitolo dedicato ad un aspetto suggestivo: Chiara come se avesse avuto una premonizione, tra il 17 marzo e il 24 maggio precedenti aveva scaricato sulla sua chiavetta Usb, alcuni articoli di quotidiani e settimanali tra cui uno sugli "omicidi senza colpevole" e tre relativi al profilo psicologico dei pedofili.


OMICIDIO GARLASCO: SUPERPERIZIA,
ALBERTO 'SALVAVA' LA TESI MENTRE CHIARA MORIVA


ultimo aggiornamento: 10 ottobre, ore 14:56

Milano, 10 ott. - (Adnkronos) - Ogni due minuti Alberto Stasi, accusato del delitto della fidanzata Chiara Poggi, salvava la sua tesi di laurea. Quasi un'ossessione, ma proprio quel tasto di 'salvataggio' premuto sulla tastiera del computer portatile rende l'unico imputato dell'omicidio di Garlasco sempre piu' 'destinato' all'assoluzione. L'ultima conferma al suo alibi arriva, nero su bianco, nelle circa 200 pagine depositate oggi in Tribunale a Vigevano dai consulenti Roberto Porta e Daniele Occhetti nominati dal gup, Stefano Vitelli.
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Di Loredana Morandi (del 10/10/2009 @ 09:18:07, in Politica, linkato 1208 volte)
CATANZARO: AMENDOLA (PD),
SCUOLA MAGISTRATURA DEVE TORNARE IN CITTA'


(ASCA) - Catanzaro, 10 ott - Il Consigliere regionale del Pd, Franco Amendola, lamenta che il Ministro della Giustizia Alfano, non rispetta ''le decisioni della magistratura, in quanto ha pubblicamente affermato che sta studiando una soluzione per riconfermare Benevento quale sede della Scuola Superiore di Magistratura per il distretto del sud, infischiandosene bellamente di quanto stabilito dal TAR del Lazio, sezione prima, che aveva annullato, il 28 gennaio scorso il decreto ministeriale con il quale tale istituzione era stata scippata alla provincia di Catanzaro''.

''Il ministro Alfano non e' nuovo - secondo Amendola - a questi atteggiamenti partigiani verso la citta' campana, visto che nel febbraio di quest'anno, a sentenza del TAR gia' emessa, invitava i suoi referenti politici locali del Pdl a fare presto a rendere disponibile la sede della Scuola indicata presso l'ex caserma Guidoni. Evidentemente le carenze di motivazione segnalate dai giudici del TAR riguardo al trasferimento da Catanzaro a Benevento della Scuola per il Ministro di Giustizia non hanno alcun senso e non rappresentano un ostacolo ai piani suoi e dei suoi amici vista l'arroganza manifestata ancora in queste ore''.

''E' evidente - conclude Amendola - che con questo governo di centrodestra bisogna mantenere ancoro piu' alto il livello di attenzione ed invito tutti i parlamentari calabresi, a prescindere dal loro posizionamento politico, a sollevare nelle sedi opportune l'urgenza di provvedere all'istituzione nella provincia di Catanzaro della Scuola di Magistratura per il rispetto che, in primo luogo si deve alla sentenza emessa dal TAR, ma anche ad una Regione intera gia' troppe volte penalizzata da scelte miopi ed interessate''.

red/mcc/ss
10-10-2009 (Asca)
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Di Loredana Morandi (del 10/10/2009 @ 08:58:26, in Magistratura, linkato 1364 volte)
Il magistrato: «Copiano la violenza dei coetanei»

Laura Laera: «È un momento storico
che vede la crisi dei modelli educativi»


MILANO — «Sono cadute le barriere che differenziano nettamente l’identità femminile da quella maschile. Le ragazze copiano i ragazzi anche nell’aggressività». Laura Laera, giudice d’appello e presidente dell’Associazione dei magistrati e la famiglia, interpreta così il «bullismo al femminile».

Dottoressa, dati severi. «Il calo a Milano delle notizie di reato dice che il lavoro di magistrati e servizi sociali sta dando frutti. Preoccupa l’aumento di reati che denotano la difficoltà dei ragazzi a rispettare le regole alle quali andrebbero ricondotti. Non sono fenomeni a sé stanti. Hanno a che fare con le difficoltà dei processi di crescita, particolarmente complessi in questo momento storico che vede la crisi dei modelli educativi».

Cosa fanno i giudici? «Intervengono con il processo minorile che, oltre all’aspetto punitivo e repressivo, si fa carico del recupero del minore e della famiglia in collaborazione con i servizi sociali. Il 13 novembre a Milano parleremo anche di questo al ventiseiesimo convegno dell’associazione sull’infanzia e i diritti».

G. Gua.
10 ottobre 2009

Mi permetto una nota alle dichiarazioni della dottoressa Laera. Una analisi accurata del web dichiara che le tematiche del "branco" vengono stimolate nei soggetti maggiormente recettivi da "adulti", che coltivano i medesimi interessi dei minori, e che per questi minori producono modelli comportamentali e false ideologie. Faccio sempre il solito esempio: Maxi Fasso, ha successo anche con ragazzi e ragazze da poco maggiorenni, nonostante sia un ultra cinquantenne, perché si maschera di modi e comportamenti che definirei "tecnologicamente" bambineschi.  Idem i suoi buoni amici del porno e della crew del file sharing illegale.
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Di Loredana Morandi (del 10/10/2009 @ 08:52:20, in Politica, linkato 1203 volte)
Caro Luigi, battiti a Strasburgo, fallo anche per me, che sono stata scagliata come una lancia contro la CM Sistemi, da uno studio legale di Reggio Calabria e Locri per farsi pubblicità usando la vertenza ATU. Dillo tu a Gioacchino Genchi...

GIUSTIZIA: DE MAGISTRIS, 'GUERRA PROCURE'
OPERAZIONE A TAVOLINO PER FERMARMI



Roma, 10 ott. - (Adnkronos) - (di Vittorio Amato) - ''E' stata un'operazione fatta a tavolino. L'obiettivo era quello di fermarmi, ma non avevano previsto la mia capacita' di reazione''. A parlare e' Luigi De Magistris, protagonista della cosiddetta guerra delle procure nata intorno alle inchieste 'Why Not' e 'Poseidone' avocate all'ex pm, ora eurodeputato dell'Italia dei valori. All'ADNKRONOS, De Magistris rievoca le tappe della sua vicenda giudiziaria iniziata due anni fa, senza fare sconti a nessuno: ''Non ho dubbi, dietro l'avocazione c'e' stata un'unica strategia, perche' le mie inchieste colpivano il cuore del sistema, cioe' i rapporti, attraverso la gestione del denaro pubblico, tra pezzi significativi della politica, delle istituzioni e della criminalita' organizzata. Sono coinvolti tutti, anche grandi imprenditori e professionisti''.

De Magistris e' convinto che ''non c'era una talpa nella sua Procura. C'e' stata una strategia di delegittimazione messa in atto da ambienti istituzionali. Bisognava fermarmi utilizzando anche le propaggini giudiziarie del sistema, come poi ha correttamente ricostruito la magistratura di Salerno, che pure e' stata bloccata. A questo si e' aggiunto, poi, il sistematico annientamento di tutti i miei collaboratori. In tali casi, si tratta, in genere, di strategie tipiche delle massonerie deviate e dei poteri occulti. Non a caso, ho parlato di una nuova P2''.

L'ex magistrato denuncia l'esistenza di ''un governo occulto della cosa pubblica, a livello nazionale e locale'', chiede subito un ''nuovo Csm senza piu' correnti, perche' quello attuale ha scritto pagine troppo buie insieme all'Anm'' e mette in guardia dal governo Berlusconi: ''La giustizia e' in pericolo, perche' questo esecutivo sta conducendo il golpe di autunno, che e' un golpe senza armi, ma con l'arma della carta bollata''. L'esponente dell'Idv assicura: ''Dal '92 ad oggi, il livello di corruzione e' notevolmente aumentato e in tutti questi anni la sinistra ha fallito sulla questione morale e culturale''. (segue)


GIUSTIZIA: DE MAGISTRIS, 'GUERRA PROCURE' OPERAZIONE A TAVOLINO PER FERMARMI (2)

(Adnkronos) - Il governo vuole accelerare sulla riforma della giustizia e il Guardasigilli Angelino Alfano rilancia l'idea di reintrodurre l'immunita' parlamentare. De Magistris non ci sta: ''Sono assolutamente contrario all'introduzione dell'immunita', che va garantita solo per la libera manifestazione del pensiero. Considero una soluzione equilibrata quella trovata nel '93, in piena Tangentopoli. Sono convinto che il rapporto tra politica e giustizia si svelenira' solo quando i politici non commetteranno piu' reati gravi. Ce ne sono tanti, invece, in Parlamento coinvolti in inchieste per truffa, peculato, corruzione, mafia''. L'ex pm promette che dara' battaglia, non solo a Strasburgo: ''Fino a quando avro' fiato, portero' la mia storia e queste vicende in tutte le sedi opportune, istituzionali e non, promuovero' dibattiti e convegni, perche' la verita' dovra' travolgere la menzogna di regime''. Lo 'scontro' tra le procure di Catanzaro e Salerno, sottolinea, ''merita anche l'attenzione del Parlamento italiano, perche' non attiene singole persone, ma lo Stato di diritto e la democrazia nel nostro Paese''.

''In Calabria -afferma- tante persone avevano cominciato ad avere fiducia nello Stato, avevano denunciato, guardavano con apprezzamento alcuni magistrati e le forze dell'ordine. Non ho nessun dubbio che questa 'guerra' sia stata creata ad arte''. Da qui il pieno sostegno allo sfogo dell'ex procuratore capo di Salerno, Luigi Apicella, che ha lasciato la magistratura denunciando il silenzio dell'Anm, del Csm, della stampa e della politica sulla sottrazione di 'Why Not' e 'Poseidone': ''Ad Apicella non solo gli hanno tolto le funzioni di pm, ma addirittura lo hanno sospeso dal lavoro, semplicemente per non aver fermato dei magistrati che stavano facendo il loro dovere. Altro che due 'pesi e due misure'!, sbotta e continua:De Magistris ''A Catanzaro ci sono ancora magistrati indagati di fatti gravi e stanno ancora al loro posto. E' una vicenda di una gravita' inaudita, una pagina nera davvero devastante. Mi auguro che quanto prima si vada a votare e ci sia un nuovo Csm''.

L'eurodeputato dell'Idv riconosce di ''aver sicuramente commesso degli errori mentre conduceva le sue indagini, perche' gli errori stanno sempre dietro l'angolo, soprattutto quando si lavora a ritmi serrati e per tante ore al giorno. Ma questi sbagli non sono certo quelli che mi hanno addebitato sul piano disciplinare: erano artifici messi in atto solo per colpirmi. Mi hanno costretto a proseguire le mie battaglie in politica. La consapevolezza di correre dei pericoli -dice- ce l'ho da tempo e spesso conduco queste battaglie in una situazione di isolamento''. (segue)


GIUSTIZIA: DE MAGISTRIS, 'GUERRA PROCURE' OPERAZIONE A TAVOLINO PER FERMARMI (3)

(Adnkronos) - De Magistris difende il consulente Gioacchino Genchi (''e' un professionista bravo, affidabile e leale'') e ricorda le polemiche sul coinvolgimento nell'inchiestsa 'Why Not' di Romano Prodi e Clemente Mastella, all'epoca, rispettivamente, premier e Guardasigilli: ''Non e' stata violata la loro privacy, le accuse del Csm sono infondate, non c'e' dubbio che andavano indagati''. Quanto alla fuga di notizie di allora, precisa: ''Mi ritengo una vittima, perche' alcune fughe di notizie sono state strumentali al fine di simulare tracce di reato nei miei confronti''.

L'ex pm sostiene che ''la giustizia e' a rischio'' con il governo Berlusconi: ''Penso che stia conducendo il golpe di autunno con l'arma della carta bollata. Nel senso che, con l'uso illegittimo delle norme, si vuole stravolgere la Costituzione e abbattere l'indipendenza della magistratura''. Cita, in particolare, due casi: ''Oltre alla cancellazione delle intercettazioni telefoniche, che e' sotto gli occhi di tutti e mortifica anche il diritto di cronaca dei giornalisti, c'e' la legge che toglie al pm la possibilita' di investigare di propria iniziativa e questo principio fu voluto da Giovanni Falcone. Oggi, invece -avverte- il governo vuol far dipendere l'azione del pm dalle segnalazioni della polizia giudiziaria che come tutti sanno dipende dal potere esecutivo. Quindi, questo e' un governo che vuol portare a compimento il disegno piduista di Licio Gelli che voleva mettere sotto controllo informazione e magistratura''.

Dai tempi di Tangentopoli ad oggi la corruzione si e' accresciuta, insiste l'eurodeputato dell'Idv, che motiva cosi' il suo allarme: ''Non ci sono piu' i Poggiolini che mettevano il denaro sotto il materasso e i Curto' che nascondevano i soldi nella spazzatura.Ci sono le consulenze, i progetti, le poste in bilancio, i conti all'estero, i cda delle societa' miste pubblico-private che gestiscono il denaro pubblico. Forme molto piu' raffinate per fa veicolare il denaro della corruzione. E poi c'e' la corruzione di Stato''.
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Di Loredana Morandi (del 10/10/2009 @ 02:21:53, in Magistratura, linkato 1270 volte)
L'intento è colpire le correnti delle toghe, che ora "pilotano" l'organo di autogoverno
Approvazione in tempi brevi. Rischio di incostituzionalità. La Bongiorno difende la Consulta

Alfano mette sotto tiro il Csm
voto con sorteggio e stop ai pareri

di LIANA MILELLA


ROMA - Due settimane, e la prima pietra della vendetta di Berlusconi contro i giudici sarà lanciata. Artefice il fido Guardasigilli Alfano. Un duro colpo al Csm e alle odiate correnti della magistratura. L'organo di autogoverno delle toghe, che dovrà essere rinnovato a giugno del 2010, non potrà più essere eletto con il sistema attuale, con il voto di tutti i giudici e pm per i loro rappresentanti. Ci sarà prima un sorteggio. Dieci o 50 candidati per ogni componente da eleggere. Una legge ordinaria ovviamente, ma già viziata da incostituzionalità. La Carta è chiara laddove scrive, all'articolo 104, che "tutti i magistrati" votano per scegliere i colleghi. Ma questo è considerato un lusso da abolire. E dunque ci sarà un sorteggio per estrarre prima i nomi su cui, in un secondo tempo, le toghe potranno votare. E il diritto all'elettorato passivo? Cancellato d'un colpo. Non basta. Berlusconi e Alfano vogliono impedire ai consiglieri di esprimere gli odiati pareri sulle leggi che hanno bollato il reato di clandestinità, le norme sul processo penale, le intercettazioni. Il Csm perderebbe il potere di esprimere pareri sulle leggi del governo. Forse gli resterebbe una sola chance, farlo se a chiederlo è espressamente il ministro della Giustizia.

La Consulta boccia il lodo e il governo si tira su le maniche sulla giustizia. Il Guardasigilli rilancia il ripristino dell'immunità parlamentare ("Non fa parte del nostro programma, ma se si aprisse con il Pd un'ampia fase di dibattito pubblico sarebbe nel bene del paese che da 15 anni si trova con la giustizia al centro del dibattito"). Si lavora a irrigidire la prescrizione per liberarsi del processo Mills. È pronta la strada per dare più potere agli avvocati, per trasformare in carta straccia le sentenze passate in giudicato, per ricusare i giudici. Il pacchetto della vendetta sui giudici cammina spedito. La prima tappa in agenda è il Csm: per cui ormai è questione di giorni. Solo per un caso la riforma elettorale non passerà a palazzo Chigi già la prossima settimana. Lo si deve al viaggio in Bulgaria di Berlusconi che fa saltare il solito appuntamento del venerdì. Se ne riparla tra 15 giorni, giusto il tempo di limare il testo.

Repubblica aveva anticipato l'11 luglio il ddl sul sorteggio. Il ministero replicò che "era solo una delle tante proposte". Ora quel sorteggio, più o meno rimaneggiato, è alle viste di palazzo Chigi. L'idea originaria, scritta dal consigliere giuridico di Alfano ed ex membro del Csm Salvatore Mazzamuto, prevedeva anche di ampliare il numero dei togati e portarlo da 16 a 20, ma per mancanza di soldi il Consiglio dovrebbe restare com'è, con l'attuale proporzione tra giudici, pm e laici. Ma il pezzo forte è il sorteggio. Mazzamuto l'aveva definito un sistema "per rompere il circolo vizioso del monopolio correntizio di rappresentanza e carriere". Anm e Csm hanno considerato "una via del tutto incostituzionale". E anche Gaetano Pecorella, deputato Pdl e legale del premier, il 30 luglio sul Sole 24 ore ha definita "l'estrazione a sorte priva di qualsiasi razionalità" e ne ha spiegato anche l'incostituzionalità.

Come per tutte le leggi del centrodestra sulla giustizia anche questa è animata da spirito di revanche anti-toghe. Nel centrodestra ci sono voci, come quella della finiana Giulia Bongiorno che invitano alla saggezza. È di ieri la sua bacchettata contro chi inveisce contro la Consulta: "La Corte è il giudice delle leggi perché ne valuta la conformità alla Costituzione. È importante non perdere fiducia nella giustizia e rispetto in chi l'amministra". Messaggio inascoltato perché anche sul Csm il governo si appresta, come dicono già al Csm, a violare la Costituzione e ad agire sull'onda del dopo lodo. E sarà di nuovo scontro tra Berlusconi e le toghe.

La Repubblica
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