Immagine
 body art ...... di Admin
 
"
La "domanda stupida" è il primo indizio di uno sviluppo totalmente nuovo.

Alfred North Whitehead
"
 
\\ Home Page : Storico per mese (inverti l'ordine)
Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Loredana Morandi (del 08/10/2009 @ 13:42:14, in Osservatorio Famiglia, linkato 1366 volte)
Un applauso al gip Lorenzo Benini!

Il pedofilo resta in cella

CARPENEDOLO. La decisione del gip è stata depositata ieri: convalidato il fermo della polizia e custodia cautelare. Il suo avvocato, intanto, ha formalizzato la richiesta di perizia psichiatrica

08/10/2009

Il giudice per le indagini preliminari Lorenzo Benini ieri mattina ha depositato una decisione tutt'altro che inaspettata: convalida del fermo per sequestro di persona, atti osceni in luogo pubblico, atti sessuali su minori e resistenza a pubblico ufficiale e continuazione della custodia cautelare in carcere.
Non si era fatto tante illusioni l'avvocato Marino Colosio che assiste d'ufficio F.C., l'uomo di 57 anni di Carpenedolo sorpreso sabato pomeriggio in una stradina del paese in auto con quattro bambine marocchine dai 6 ai 12 anni: si era offerto di dare loro un passaggio fino al centro commerciale da buon vicino di casa. Ma davanti agli agenti di una pattuglia della Polstrada è apparso nudo dalla cintola in giù con quelle bambine intorno che si porteranno addosso a lungo quelle immagini di depravazione.
Circostanze, quelle dell'arresto, che lasciano poco spazio all'interpretazione, all'equivoco, all'autodifesa. Forse proprio per questo l'uomo davanti al giudice ha preferito tacere e per lui hanno parlato le testimonianze delle bambine e il verbale di arresto redatto dagli uomini della Polstrada di Montichiari.
Il cinquantasettenne di Carpenedolo, sposato con una figlia ormai grande, rimarrà per ora in una cella di isolamento della casa circondariale di Canton Mombello (un regime che per lui è una garanzia di incolumità da una legge non scritta che in carcere equipara i pedofili agli infami). Una soluzione che potrebbe anche essere transitoria visto che ritirando il provvedimento di convalida dell'arresto, la difesa ne ha approfittato per depositare la richiesta di perizia psichiatrica. Una decisione maturata sull'esito dei primi incontri tra l'indagato e il suo difensore. «Se la pedofilia è una devianza vorrei che qualcuno ci dicesse - spiega l''avvocato Marino Colosio - se il mio assistito sapeva quello che stava facendo ed è tuttora consapevole della sua condizione e delle sue azioni».
Di quel turpe sabato pomeriggio l'uomo, infatti, non avrebbe fornito alcuna giustificazione, alcuna ricostruzione. Solo mezze parole farfugliate a fatica e senza alcuna logica apparente.

M.TOR.
Brescia Oggi
Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Loredana Morandi (del 08/10/2009 @ 13:35:27, in Osservatorio Famiglia, linkato 1523 volte)
Una versione alla quale io credo, per quello che stanno facendo a me non posso fare a meno di credere. In un altra vita Chiara avrebbe iniziato uno sciopero della fame e/o denunciato Alberto senza nessuna pietà, perché quando si parla di pedofili si tratta sì di malati, ma i pedofili non possono essere curati e soprattutto si organizzano a branco.

Delitto di Garlasco, coincidenza agghiacciante

Chiara dava la caccia ai pedofili
Stasi fanatico dei bimbi stuprati



MILANO 06/10/2009 - Chiara Poggi, tempo prima di essere uccisa, aveva scaricato sulla sua chiavetta Usb alcuni articoli medici che parlano della più torbida devianza sessuale: la pedofilia.
E quella chiavetta, la sera prima di essere uccisa, sarebbe stata consultata dalla stessa ragazza sul computer del fidanzato Alberto Stasi, indagato con l’accusa di averla ammazzata.
Ma c’è di più. Sarebbero state riscontrate alcune anomalie nel sistema d’allarme di casa Poggi. Arrivando a inserirlo e a disinserirlo per ben cinque volte la sera prima di essere uccisa. L’ultima volte sarebbe stato disattivato dopo l’una e trenta. Quando il suo fidanzato, secondo la versione che lui stesso ha fornito ai carabinieri, era già tornato a casa a dormire. Chi ha fatto entrare, dunque, Chiara in casa sua? E' quanto emerge dalle anticipazioni di una parte della perizia informatica che domani arriverà sul tavolo del giudice per le indagini preliminari Stefano Vitelli.

Articoli medici
A destare particolare attenzione sono innanzitutto i file trovati nella chiavetta della ragazza. Articoli che parlano di pedofilia, e che spiegano che cos’è e come si può aiutare chi ha questi disturbi sessuali.

Una coincidenza inquietante se si pensa che proprio sul pc del suo fidanzato Alberto i carabinieri trovarono numerose immagini pedopornografiche scaricati da internet che ritraggono bambini di appena tre anni che fanno sesso con gli adulti. Forse Chiara aveva dei sospetti sul fidanzato e per questo si stava documentando. Gli articoli in questione erano stati salvati come “pedofilia 1,2 e 3”.

Davanti al pc
E poi, ancora, spunta l’ipotesi che la ragazza, la sera precedente al delitto, sia rimasta per almeno dieci minuti da sola davanti al pc di Stasi. Tra i migliaia di file salvati sul suo pc ce ne sono 21 (in formato jpg) e sette video di carattere pedopornografico per i quali il 25enne risulta indagato. Si tratterebbe, secondo le indagini, di documenti scaricati dopo il 22 ottobre 2006 e copiati su un hard disk esterno. E poi ci sono 7.064 immagini pornografiche archiviate e suddivise in 22 sottocartelle. Scaricate e poi salvate secondo criteri precisi, comprendono anche donne violentate, persone anziane sofferenti, caviglie e piedi con o senza scarpe, oggetti fallici stravaganti. Alcune immagini provengono dalla navigazione in vari sexy shop online. Ci sono poi le foto amatoriali. E si sono anche sette racconti hard, di cui uno a sfondo omosessuale con un protagonista africano.

a.g.
Cronaca Qui
Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Loredana Morandi (del 08/10/2009 @ 13:21:01, in Magistratura, linkato 1206 volte)
Lodo Alfano, Mancino:
accuse rozze, no a riforme minatorie


ROMA (Reuters) - Secondo il vicepresidente del Consiglio Superiore della Magistratura Nicola Mancino, c'è della "rozzezza senza limiti" nelle accuse rivolte ieri al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano dal presidente del Consiglio Silvio Berlusconi in seguito alla dichiarazione di incostituzionalità del Lodo Alfano.

Dopo la decisione della Consulta sulla legge che prevedeva l'immunità dai processi penali per le prime quattro cariche dello Stato, il premier ha accusato i giudici costituzionali e la maggior parte degli organi di informazione di essere di sinistra, aggiungendo che "il capo dello stato sapete voi da che parte sta".

"La rozzezza delle accuse questa volta non ha proprio avuto limite", ha detto oggi il numero due di Palazzo Marescialli ai giornalisti prima del plenum del Csm.

Mancino è poi intervenuto in merito alle dichiarazioni del governo sulla messa a punto di riforme in tema di giustizia. "E' una minaccia?", si è domandato. "Le riforme si fanno sapendo che devono durare oltre la legislatura. C'è bisogno di rasserenare il clima e di proposte di riforma che non siano né dispettose né minatorie".

Il numero due del Csm non ha voluto commentare la sentenza con cui i giudici hanno dichiarato incostituzionale il Lodo Alfano, perché non ne ha ancora letto le motivazioni. Ha però osservato che "nella precedente sentenza (la dichiarazione di incostituzionalità del Lodo Schifani) sono stati affrontati aspetti sollevati allora dal giudice del rinvio, mentre questa volta gli argomenti erano diversi perché diverso era il problema sollevato dai magistrati ordinari".

Mancino è infine intervenuto sulle accuse rivolte dal premier ad alcuni giudici della Consulta. "Alla Corte Costituzionale ci sono giudici di sinistra? E che devono essere di destra, o celestiali?", ha detto. "Dire che i giudici politicizzano le questioni al loro esame mi sembra un ritornello che si ripete".

giovedì 8 ottobre 2009 11:59
Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Loredana Morandi (del 08/10/2009 @ 13:14:00, in Estero, linkato 1250 volte)
Notizia del 08/10/2009 - 17:07     

SVIZZERA Inchiesta su Mediaset,
quattro manager nei guai

La Confederazione sta per aprire un'inchiesta per riciclaggio di denaro

BERNA - Quattro manager Mediaset saranno indagati per il reato di riciclaggio di denaro. È quanto si legge sull'edizione online de Il Corriere della Sera, che cita l'agenzia stampa Ap.

Sembra che la magistratura federale stia per aprire un procedimento a carico dei quattro funzionari dell'azienda italiana, in relazione alla sovravalutazione di film e diritti tv.

L'inchiesta elvetica sarebbe dunque un filone di quella aperta dalla procura milanese: Mediaset avrebbe acquistato per sette anni (dal 1992 al 1999) diritti tv di film americani a prezzo gonfiato. Le accuse, in Italia, sono di appropriazione indebita, frode fiscale e falso in bilancio. I fondi in oggetto sono di Mediatrade spa, la società che nel 1999 sostituì Mediaset e la maltese Ims nell'acquisto dei diritti tv. Diritti che venivano convogliati da Los Angeles a Lugano, nel periodo tra il 2000 e il 2002.

La Confederazione ha congelato, nel 2005, conti bancari per oltre 150 milioni di franchi, e ora annuncia l'indagine sui manager Mediaset.

AP Luca Bruno
TicinOnline
Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Loredana Morandi (del 08/10/2009 @ 13:06:13, in Magistratura, linkato 1357 volte)
Movimento per la Giustizia - Art. 3



Il presidente del Consiglio, in ripetuti interventi televisivi, commentando la sentenza della Corte Costituzionale sul lodo "Alfano", sentenza di cui non si conoscono le motivazioni, ha attaccato anche la Corte Costituzionale, accusata di essere composta da giudici di parte, così come la magistratura ordinaria.

Nel corso della trasmissione Porta a Porta, si è anche lamentato del fatto che il presidente della Repubblica non sia intervenuto su alcuni giudici costituzionali per ottenere una decisione diversa da quella che la Corte costituzionale ha adottato sulla questione di costituzionalità del Lodo Alfano.

Se gli attacchi agli organi di garanzia, per decisioni sgradite, qualunque esse siano, ne delegittimano l'autorità ed il ruolo, lamentarsi di un mancato intervento di chi rappresenta l'unità della nazione sull'organo deputato a garantire l'osservanza della Costituzione si pone oggettivamente in contrasto con l’ordine costituzionale di ripartizione dei poteri dello Stato.

E manifesta una concezione di tutta la giurisdizione per cui ciò che conta non è il rispetto dei ruoli e delle regole, ma l'ossequio alla volontà di chi esercita uno dei poteri dello Stato. Come dire: "Non mi interessa quali siano le regole: devi decidere come io desidero, altrimenti sei contro di me e contro chi mi ha eletto ".

E' lo stravolgimento dei principi essenziali della Costituzione. E spiega le reazioni di intolleranza ad ogni decisione giurisdizionale che non sia favorevole ai propri interessi contingenti.

Non è inopportuno ricordare che secondo l'art. 1 della Costituzione la sovranità appartiene al popolo che però la esercita nelle forme e nei limiti previsti dalla Costituzione stessa. e che i poteri di garanzia sono essenziali in ogni democrazia al pari di quelli elettivi.

Siamo sbigottiti.

Ma noi ricordiamo il giuramento di fedeltà alla Costituzione che abbiamo prestato.
E siamo certi che tanti condividano il nostro turbamento.

Movimento per la giustizia-art.3

Patrizia Morabito, presidente
Valerio Fracassi, segretario

***


Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Loredana Morandi (del 08/10/2009 @ 12:56:06, in Estero, linkato 1342 volte)

Ma il titolare della cultura aveva sempre negato di aver avuto rapporti con minori

«Pedofilia»: attacco a Mitterrand

Il Fronte Nazionale ripesca un'autobiografia di 4 anni fa, in cui parlava di incontri con ragazzi thailandesi

MILANO - «Sfruttamento sessuale dei minori». È la durissima accusa che negli ultimi giorni, esponenti dell'estrema destra e della sinistra transalpina, hanno contestato a Frédéric Mitterrand, ministro della Cultura e della Comunicazione in Francia e nipote del defunto presidente socialista François Mitterrand. A inchiodare l'attuale esponente del governo Fillon sarebbe «La Mauvaise Vie» (La cattiva vita), autobiografia del ministro, pubblicata 4 anni fa nelle librerie francesi. In alcuni passaggi del libro dedicato alla propria vita, il sessantaduenne, omosessuale dichiarato, che prima di diventare ministro aveva avuto una brillante carriera di regista e aveva tra l’altro collaborato con l'emittente televisiva gay francese Pink Tv, avrebbe ricordato alcune sue avventure sessuali all'estero e soprattutto in Thailandia dove amava «pagare i ragazzi per fare sesso».

SESSO A PAGAMENTO – Nei passi più controversi dell'autobiografia Mitterrand racconta della sua attrazione per «i giovani che si prostituiscono nelle strade thailandesi» e dichiara di conoscere «gli sporchi dettagli» che regolano il mercato sessuale. «Tutti questi rituali del mercato dei giovani, il mercato degli schiavi mi eccitavano enormemente - scrive Mitterrand nell'autobiografia -. L'abbondanza di ragazzi molto attraenti e immediatamente disponibili mi mettono in uno stato di desiderio». E infine la confessione: «Ho preso l'abitudine di pagare i ragazzi». Quando il libro fu pubblicato, alcuni giornalisti chiesero a Mitterrand cosa intendesse per "ragazzi" e il futuro ministro della Cultura sottolineò di riferirsi con quel termine agli uomini in generale e di non aver avuto alcuna esperienza sessuale con bambini.

LE CRITICHE - Sebbene Mitterrand sia ministro dallo scorso giugno, la storia dello sfruttamento sessuale è stata riesumata solo adesso dai suoi avversari politici. Questi ultimi non hanno apprezzato le severe critiche che il sessantaduenne ha rivolto alla polizia svizzera, colpevole di aver incarcerato Roman Polanski, il regista polacco arrestato per uno stupro commesso su una tredicenne 32 anni fa. Le dure parole di Mitterrand non sono piaciute all'estrema destra di Le Pen che l’ha accusato di non essere adatto al proprio ruolo e ha promosso una petizione online per chiedere le dimissioni del ministro. La figlia di Len Pen, Marine, deputata per il Fronte Nazionale, ha definito Mitterrand «una macchia indelebile per il governo francese». Ma i più duri sono stati alcuni esponenti socialisti, che hanno lanciato un durissimo attacco attraverso il portavoce Benoît Hamon: «Come ministro della Cultura si è fatto notare per aver difeso un regista accusato di stupro su un minore e per aver scritto un libro dove racconta di aver fatto turismo sessuale». Hamon poi ha continuato: «Nel momento in cui la Francia decide di lottare assieme alla Thailandia contro lo sfruttamento sessuale dei minori, ecco un ministro della Repubblica che spiega di essere stato uno sfruttatore. Non si può sempre relativizzare. Mi sembra tutto molto scioccante».

LA DIFESA IN TV – Il governo francese ha fatto quadrato attorno a Mitterrand e attraverso Herni Guaino, consigliere del Presidente della Repubblica Sarkozy, ha espresso la solidarietà al ministro: «È una polemica infima» ha dichiarato Guaino. «Non vi è alcuna prova contro di lui». Neppure la risposta del ministro si è fatta attendere. Dopo aver dichiarato che giovedì alle 20 si farà intervistare da Laurence Ferrari sull'emittente TF1 per spiegare la verità agli elettori francesi, ha così risposto ai denigratori: «Farsi trascinare nel fango dall'estrema destra è un onore» ha sentenziato Mitterrand. «Ma è un peccato che gli esponenti di sinistra appoggino il Fronte Popolare per attaccarmi. Mi cadono davvero le braccia. Ripeto: se il Fronte popolare mi trascina nel fango, è un onore per me. Se un deputato di sinistra fa la stessa cosa, è una vergogna per lui».

Francesco Tortora
Corriere della Sera 8 ottobre 2008
Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Loredana Morandi (del 08/10/2009 @ 12:53:38, in Magistratura, linkato 1255 volte)
Materiale di potenza micidiale nei locali di una azienda di via Grimaldi

Cinquecento fuochi d'artificio
pericolosi a due passi dalla Procura

Scoperti in un deposito nei pressi del Palazzo di giustizia
Il titolare della ditta denunciato per detenzione illegale

NAPOLI - Fuochi d'artificio a due passi dal palazzo della Procura di Napoli. San Silvestro anticipato? Non proprio. Gli oltre 500 colli di materiale pirotecnico ritrovati in un deposito sono micidiali e pericolosissimi. Sarebbe bastato il fuoco di una sigaretta per scatenare una santabarbara. Questo il resoconto degli agenti della sesta sezione attività di controllo della divisione amministrativa e sociale della questura di Napoli che hanno scovato i fuochi sistemati nei locali di una ditta in via Costantino Grimaldi, proprio a ridosso del palazzo della Procura della Repubblica.

Gli scatoloni erano sparsi sul piazzale di carico mentre la legge prevede che il materiale pirotecnico sia stipato in condizioni di sicurezza in un luogo idoneo e protetto. L’azienda napoletana si occupa di recapitare in tutt’Italia fuochi d’artificio di ogni genere per conto di due importatori campani. Nel grosso capannone scoperto ieri sono stati trovati fuochi per oltre 5 tonnellate pronti per la vendita in Veneto, Sicilia, Sardegna e Lazio.

L’amministratore unico della ditta, un uomo di 47 anni, napoletano, è stato denunciato per aver tenuto in deposito e trasportato fuochi artificiali e prodotti affini senza la licenza del prefetto. E ancora, per detenzione illegale di esplosivi, per aver effettuato il trasporto senza i previsti requisiti. Anche i due committenti, due ditte di importazione di materiale pirotecnico, una di Teano (Caserta) e un’altra in provincia di Napoli sono state segnalate alla magistratura.

Corriere del Mezzogiorno - 08 ottobre 2009
Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Loredana Morandi (del 08/10/2009 @ 12:43:21, in Magistratura, linkato 1208 volte)
Potrebbe essere una buona idea...
.
Bari, affari sanità e politica: a tre pm

il compito di indagare su Tarantini


La decisione del procuratore Laudati che ha deciso di affiancare a Scelsi i sostituti Pontassuglia e Angelillis

BARI - Saranno tre magistrati insieme a occuparsi del caso Tarantini. Il procuratore della Repubblica di Bari, infatti, Antonio Laudati, ha assegnato a tre magistrati le indagini sull’imprenditore barese 34enne fermato il 18 settembre scorso per spaccio di cocaina e posto agli arresti domiciliari dopo tre giorni. Il sostituto procuratore inquirente della Direzione distrettuale antimafia, Giuseppe Scelsi, sarà affiancata dalla sua collega della procura distrettuale antimafia, Eugenia Pontassuglia, e dal pm Ciro Angelillis, che da anni si occupa di reati nel settore sanitario.

LE INDAGINI - Le indagini su Tarantini riguardano anche escort inviate dall’imprenditore, a pagamento, nelle residenze del premier Silvio Berlusconi e una presunta rete di corruzione finalizzata ad influenzare decisioni e determinazioni di dirigenti sanitari e di medici per la vendita di protesi commercializzate da società del gruppo Tarantini.

SANITÀ E POLITICA - Per quanto riguarda l’indagine sul presunto intreccio tra affari e politica nella gestione della sanità pubblica sono invece in corso riunioni di coordinamento tra il pm della Dda titolare dell’inchiesta, Desirèe Digeronimo, e il pm del pool per i reati contro la pubblica amministrazione Roberto Rossi. Il coordinamento è finalizzato allo scambio di informazioni e di spunti di indagine visto il lavoro che Rossi e i suoi colleghi hanno avviato nel settore sanitario. Le riunioni mirano a facilitare lo scambio di atti per unificare la strategia investigativa dell’ufficio del pubblico ministero. Non è escluso d'altra parte che la coassegnazione decisa dalla procura e gli incontri di coordinamento possano in qualche modo allungare i tempi delle indagini.

Corriere del Mezzogiorno 08 ottobre 2009
Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Loredana Morandi (del 08/10/2009 @ 01:21:45, in Sindacati Giustizia, linkato 5140 volte)
E' l'ennesimo episodio di violenza e di abuso attribuibile ad un vigile urbano. Come scrissi in precedenza in merito alla trasformazione in "polizia cittadina", si tratta di corpi non adatti ad un vero servizio di polizia perché in primo luogo non ricevono una formazione adatta, ed in secondo luogo subiscono fin troppe sollecitazioni d'ambiente a commettere atti contrari all'esercizio dell'Ordine Pubblico. E con quest'ultimo particolare, purtroppo, siamo nella "leggenda" metropolitana, però è "voce di popolo" e le città non possono divenire Far West a causa di improvvisati pistoleri ... L.M.

Casilina, spara contro auto in fuga:
sequestrata pistola a ufficiale dei vigili

E' il comandante dei vigili dell'VIII gruppo, Antonio Di Maggio
Fermato il conducente, un ventenne che è stato denunciato

ROMA (6 ottobre) - Il comandante dei vigili urbani dell'ottavo gruppo, Antonio Di Maggio, con una sua pattuglia è stato protagonista questa mattina di un inseguimento lungo via Casilina e alcune strade di Tor Bella Monaca, al termine del quale ha esploso alcuni colpi di pistola contro l'auto inseguita. Sia l'auto sia la pistola dell'ufficiale sono state sequestrate per effettuare le perizie balistiche.

Di Maggio, con una pattuglia, si era imbattuto in un'Audi che su via Casilina aveva seminato il panico fra gli automobilisti per l'alta velocità e le manovre spericolate. Ne è nato un lungo inseguimento durante il quale l'auto dei vigili ha affiancato e poi tagliato la strada all'Audi, all'incrocio con via di Tor Bella Monaca. Il conducente dell'auto di fronte all'auto dei vigili urbani che gli impediva di procedere la corsa ha innestato la retromarcia ed è fuggito. A quel punto Di Maggio, responsabile anche dell'ufficio antiabusivismo del comune di Roma, ha sparato alcuni colpi di pistola verso l'Audi ad altezza delle ruote, cercando di fermarla.

Giuliani: sequestro pistola atto dovuto. «Il sequestro dell'arma del comandante Antonio Di Maggio, che stamani ha rischiato di essere investito da una autovettura durante un servizio di polizia giudiziaria, è consuetudine e prassi a tutela dell'agente operante nonchè dei cittadini. In questi casi l'arma viene infatti messa a disposizione dell'autorità giudiziaria, un atto quindi doveroso», precisa il comandante generale dei Vigili urbani, Angelo Giuliani.

Il comando dei Vigili urbani ricostruisce quanto accaduto, spiegando che «Antonio Di Maggio intercettava una autovettura Audi A3 lanciata a forte velocità in via di Tor Bella Monaca. Sottrattosi all'alt della pattuglia della Polizia Municipale lo stesso veicolo veniva inseguito, al fine di evitare che su strade fortemente frequentate, provocasse danni a persone e cose. L'Audi A3, che aveva a bordo due passeggeri, veniva costretta a fermarsi in zona isolata nei pressi di via Casilina». Il conducente «con manovra repentina, per guadagnarsi nuovamente la fuga , tentava di investire il dirigente della Polizia Municipale e lo costringeva ad utilizzare la pistola d'ordinanza indirizzandola verso le ruote del veicolo». Il giovane alla guida è poi risultato «privo di assicurazione e sottoposto a fermo amministrativo».

«Il conducente, figlio della proprietaria del veicolo, si chiama Marco Maruca, 20 anni è stato identificato e riconosciuto da Di Maggio come colui che aveva tentato di investirlo». Maruca «è stato preso in consegna dai Carabinieri che ipotizzano a suo carico il reato di resistenza a pubblico ufficiale e la guida senza patente». Il magistrato che si occupa delle indagini Andrea Mosca ha disposto, come da prassi, la perizia balistica della pistola per la comparazione con il segno rinvenuto sul mozzo della ruota anteriore sinistra dell'Audi sequestrata. Durante una perquisizione nell'abitazione del giovane sono stati rinvenuti un bilancino di precisione elettronica per la misurazione degli stupefacenti e una serie di spadini utilizzati normalmente per forzare le autovetture.

Il Messaggero
Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Loredana Morandi (del 08/10/2009 @ 01:18:31, in Magistratura, linkato 1296 volte)
Nave dei Veleni:
Il ministro Prestigiacomo:
“Governo tempestivo”


7 ottobre 2009


Ci si prepara a studiare il contenuto del relitto.
Giovedì l’interrogatorio del pentito Fonti


ROMA. Una nave della Saipem, società del gruppo Eni “é partita da Cipro” per identificare la cosiddetta “nave dei veleni” a largo di Cetraro e il suo contenuto. Lo ha annunciato il ministro dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo, al Question Time alla Camera. Il ministro ha quindi sottolineato che il “Governo è stato tempestivo” e che “mai in alcun momento è stato sottovalutato il problema”. È partita da Cipro, ha riferito quindi il ministro “una nave della Saipem del gruppo Eni che si è offerta gratuitamente di fare queste verifiche per capire se si tratta del mercantile Cunsky, nave utilizzata per il trasporto di rifiuti radioattivi dalla ‘ndrangheta e affidata nel 1992. Se sarà questa la nave e se ci saranno i fusti, disporremo il recupero dei barili e stiamo già verificando, a livello nazionale o internazionale, per assicurare che il recupero venga fatto in sicurezza”.

Quindi la tempestività dell’intervento. “Immediatamente dopo la scoperta del relitto - ha detto Prestigiacomo - il ministero dell’Ambiente ha costituito una task force con rappresentanti del ministero, dei Carabinieri per la tutela dell’ambiente, dell’Ispra, della Guardia costiera e rappresentanti della Presidenza del Consiglio. La task force ha coordinato le attività in mare e in terra attraverso i mezzi della Capitaneria di Porto e dell’Ispra. Il 17 settembre si è recata direttamente in Calabria e con il procuratore di Paola si è concordata una comune strategia di intervento”. La Procura, ha proseguito il ministro, “per quanto attiene agli accertamenti sulla terraferma ha incaricato il ministero di individuare le diverse fonti di inquinamento nelle quattro aree ricadenti nei comuni di Aiello Calabro e di Serra d’Aiello di programmare e di effettuare interventi urgenti di messa in sicurezza e di fornire valutazioni di eventuali profili di danno ambientale”. “Il governo - ha concluso Prestigiacomo - è stato tempestivo e non possiamo inseguire notizie che vengono da gruppi assicurativi inglesi che fanno presente di aver avuto notizie di affondamenti di 30 navi.

Se questa notizia sarà fondata valuteremo il da farsi insieme con la procura”. Tutto questo mentre la Commissione parlamentare antimafia ha fatto propria la mozione presentata dal senatore Antonio Gentile del Pdl (primo firmatario), dal senatore del Pd Luigi De Sena e dall’on. Angela Napoli (Pdl). L’odg chiede al Governo “di istituire, insieme alla Regione Calabria, un’unità di crisi per affrontare la gravissima vicenda delle navi arenate sul Tirreno, per le quali si parla di probabile presenza di rifiuti radioattivi: La proposta impegna la Commissione parlamentare antimafia a venire nei prossimi giorni in Calabria “per verificare la gravità della vicenda ed agire d’ausilio con le procure impegnate ad identificare i criminali che hanno organizzato questo vergognoso affare” “Riteniamo - ha detto Gentile - di avere conseguito un risultato brillante, coinvolgendo anche il vice presidente della Commissione antimafia, del Pd, in un’ottica di collaborazione nella lotta al malaffare mafioso ed alle cointeressenze che hanno agito da copertura”. “Approfitto dell’occasione per rivolgere una domanda al ministro, dato che l’avrei dovuto incontrare oggi, ma dubito che accada: che cosa vogliono fare delle altre navi di cui ha parlato il futuro pentito?”. Lo ha detto l’assessore all’Ambiente della Regione Calabria, Silvio Greco, ai microfoni di CNRmedia. “Oltre a prendersi subito quella nave, cosa buona e giusta - ha aggiunto Greco - perché non intraprendono anche una campagna per l’individuazione delle altre imbarcazioni che sono state affondate? Per i calabresi ormai questa è una campagna di civiltà”. Intanto è fissato per oggi l’interrogatorio del pentito di ‘ndrangheta Francesco Fonti, che parlò dell’affondamento di alcune navi cariche di rifiuti altamente pericolosi, eseguito dalla malavita su commissione. L’uomo sarà ascoltato nell’ambito delle indagini condotte dalla Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro, con il coordinamento del procuratore aggiunto Giuseppe Borrelli, e relative al ritrovamento della presunta “nave dei veleni”, individuata a largo di Cetraro, agli inizi del mese, grazie alle rivelazioni fatte da una fonte confidenziale agli inquirenti di Paola.

Come aveva annunciato il procuratore nazionale antimafia, Piero Grasso, mercoledì al termine di una riunione fra i rappresentanti di tutte le Procure interessate dal caso, Fonti, che è stato per lungo tempo legato alla criminalità organizzata di San Luca, sarà ascoltato dai magistrati della Dda di Catanzaro e di Reggio Calabria, che approfondiranno se ed in che misura l’uomo può contribuire all’indagine. L’attività della Procura di Catanzaro è finalizzata, come prima cosa, ad accertare se il relitto della nave ritrovata sia o meno quello della nave “Cunsky” che, secondo le ipotesi inizialmente costruite dalla Procura di Paola - che poi ha trasmesso il caso per competenza all’Ufficio del capoluogo calabrese -, sulla scorta delle dichiarazioni di una fonte confidenziale, potrebbe contenere una quantità di fusti che racchiudono scorie radioattive.

È stata la misteriosa fonte, infatti, ad indicare, sia pur in maniera non del tutto precisa, la presenza del relitto a largo di Cetraro. E ciò, inspiegabilmente, a ben tre anni di distanza da quando, nel 2006, lo stesso Fonti parlò dell’affondamento di una nave carica di rifiuti tossici in quella zona, anche se le indagini che seguirono portarono al rinvenimento di un relitto che, però, non risultò quello temuto, ma uno del tutto innocuo. Per quanto riguarda il nuovo relitto ritrovato, molto distante da quello rinvenuto nel 2006, tutto è ancora da chiarire e, in particolare, si attende ora il recupero di un campione di materiale contenuto nella nave, che sarà analizzato per avere risposte certe sull’eventuale pericolo per la salute pubblica. Il recupero sarà effettuato da una task force del Ministero dell’Ambiente, che ha tra i suoi compiti anche quello di prelevare i campioni necessari dal relitto sospetto e dalla flora e fauna circostante. Poi la Procura di Catanzaro deciderà a chi affidare l’incarico di analizzare i campioni.

Il Giornale di Calabria
Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Pagine: 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13
Ci sono  persone collegate

< agosto 2019 >
L
M
M
G
V
S
D
   
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
12
13
14
15
16
17
18
19
20
21
22
23
24
25
26
27
28
29
30
31
 
             






Cerca per parola chiave
 

Titolo
Ambiente (38)
Associazioni Giustizia (52)
Economia (86)
Estero (187)
Giuristi (134)
Gruppo Cellule Staminali (1)
Indagini (210)
Lavoratori Giustizia (1)
Magistratura (2170)
Osservatorio (1)
Osservatorio Famiglia (512)
Politica (926)
Redazionale (68)
Sindacati Giustizia (326)
Sindacato (221)
Telestreet (7)
Varie (82)

Catalogati per mese:
Novembre 2005
Dicembre 2005
Gennaio 2006
Febbraio 2006
Marzo 2006
Aprile 2006
Maggio 2006
Giugno 2006
Luglio 2006
Agosto 2006
Settembre 2006
Ottobre 2006
Novembre 2006
Dicembre 2006
Gennaio 2007
Febbraio 2007
Marzo 2007
Aprile 2007
Maggio 2007
Giugno 2007
Luglio 2007
Agosto 2007
Settembre 2007
Ottobre 2007
Novembre 2007
Dicembre 2007
Gennaio 2008
Febbraio 2008
Marzo 2008
Aprile 2008
Maggio 2008
Giugno 2008
Luglio 2008
Agosto 2008
Settembre 2008
Ottobre 2008
Novembre 2008
Dicembre 2008
Gennaio 2009
Febbraio 2009
Marzo 2009
Aprile 2009
Maggio 2009
Giugno 2009
Luglio 2009
Agosto 2009
Settembre 2009
Ottobre 2009
Novembre 2009
Dicembre 2009
Gennaio 2010
Febbraio 2010
Marzo 2010
Aprile 2010
Maggio 2010
Giugno 2010
Luglio 2010
Agosto 2010
Settembre 2010
Ottobre 2010
Novembre 2010
Dicembre 2010
Gennaio 2011
Febbraio 2011
Marzo 2011
Aprile 2011
Maggio 2011
Giugno 2011
Luglio 2011
Agosto 2011
Settembre 2011
Ottobre 2011
Novembre 2011
Dicembre 2011
Gennaio 2012
Febbraio 2012
Marzo 2012
Aprile 2012
Maggio 2012
Giugno 2012
Luglio 2012
Agosto 2012
Settembre 2012
Ottobre 2012
Novembre 2012
Dicembre 2012
Gennaio 2013
Febbraio 2013
Marzo 2013
Aprile 2013
Maggio 2013
Giugno 2013
Luglio 2013
Agosto 2013
Settembre 2013
Ottobre 2013
Novembre 2013
Dicembre 2013
Gennaio 2014
Febbraio 2014
Marzo 2014
Aprile 2014
Maggio 2014
Giugno 2014
Luglio 2014
Agosto 2014
Settembre 2014
Ottobre 2014
Novembre 2014
Dicembre 2014
Gennaio 2015
Febbraio 2015
Marzo 2015
Aprile 2015
Maggio 2015
Giugno 2015
Luglio 2015
Agosto 2015
Settembre 2015
Ottobre 2015
Novembre 2015
Dicembre 2015
Gennaio 2016
Febbraio 2016
Marzo 2016
Aprile 2016
Maggio 2016
Giugno 2016
Luglio 2016
Agosto 2016
Settembre 2016
Ottobre 2016
Novembre 2016
Dicembre 2016
Gennaio 2017
Febbraio 2017
Marzo 2017
Aprile 2017
Maggio 2017
Giugno 2017
Luglio 2017
Agosto 2017
Settembre 2017
Ottobre 2017
Novembre 2017
Dicembre 2017
Gennaio 2018
Febbraio 2018
Marzo 2018
Aprile 2018
Maggio 2018
Giugno 2018
Luglio 2018
Agosto 2018
Settembre 2018
Ottobre 2018
Novembre 2018
Dicembre 2018
Gennaio 2019
Febbraio 2019
Marzo 2019
Aprile 2019
Maggio 2019
Giugno 2019
Luglio 2019
Agosto 2019

Gli interventi più cliccati

Titolo
Bianco e nero (236)
I gatti di G.Q. (25)

Le fotografie più cliccate

Titolo
G.Q. Non ha mai pubblicato pubblicità in otto anni e se iniziasse ora?

 Si, a me non disturba
 No, non mi piace



Titolo






A.N.M.
A.N.M. new
A.D.M.I.
Argon News
A.I.M.M.F.
Argon News Redazione
Artists Against War
Articolo 3
BloggersPerLaPace
Comitato Sfruttatori ATU
Commissariato PS Online
dBlog.it Open Source
Erga Omnes
Eugius
Filo Diritto
Intesaconsumatori
Geopolitica
Giuristi Democratici
Giuristi Democratici Roma
Magistratura Democratica
M.D. Toscana
Medel
Medicina Democratica
Magistratura Indipendente
Movimento per la Giustizia
Nazionale Magistrati
Non Solo Giustizia
Osservatorio Bresciano
Osservatorio Romano
Sorgente D'Amore
Studio Cataldi
Studio Celentano
Studio Tidona
Toghe Lucane
Uguale per Tutti
Unità per la Costituzione
Unicost Milano
Unione Internazionale Magistrati
Morandi Senato
About me







http://www.wikio.it
Wikio
Iscriviti a GQ su FriendFeed
Blogstreet - dove il blog è di casa
Iscriviti a GQ su Twitter
Powered by FeedBurner


Blog Link










23/08/2019 @ 11.56.33
script eseguito in 391 ms