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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Loredana Morandi (del 16/02/2010 @ 14:19:32, in Magistratura, linkato 1485 volte)
La Federmot ha una presidenza davvero "ispirata" !

TOGHE ONORARIE 5 GIORNI IN SCIOPERO DALL'1 MARZO


E A TURNO LAVORERANNO DI NOTTE,
CON RIFORMA INDIETRO DI SECOLI

(ANSA) - ROMA, 14 FEB - Cinque giorni di sciopero a partire dal primo marzo e a turno al lavoro nelle ore notturne per simboleggiare che si è arrivati alla "notte della giustizia": così i magistrati onorari aderenti alla Federmot protesteranno contro la riforma che li riguarda e che secondo l'organizzazione sindacale "fa indietreggiare la storia di secoli" e "rende il servizio giustizia meno efficiente". Il blocco delle udienze civili e penali è stato proclamato dopo che "il Ministro Alfano non ha dato alcun riscontro alla richiesta di convocare i rappresentanti della magistratura onoraria ad un tavolo di trattative per emendare il disegno di legge governativo di riordino della categoria".

La riforma "non muta l'assetto attuale della magistratura onoraria rinnovando la disciplina solo in senso ancora più afflittivo": infatti "continua ad affidare la tutela di diritti fondamentali dei cittadini ad una giurisdizione precaria", ed "é anacronistica nel mantenere un sistema di pagamento a cottimo e nell'omettere di riconoscere copertura in caso di malattia, maternità, previdenza proprio a coloro che devono, tra l'altro, sanzionare i datori di lavoro in caso di mancato versamento dei contributi previdenziali". Ma c'é di più: così si "rinuncia a perseguire l'obiettivo della ragionevole durata dei processi, quando una valorizzazione della professionalità dei magistrati onorari in servizio varrebbe in concreto a rimediare alle carenze del sistema e perciò a celebrare processi brevi senza fare prescrivere i reati e a fare risparmiare alle casse dello Stato le spese di risarcimento dei danni da durata irragionevole del processo".

Primi ad essere impegnati a lavorare la notte negli uffici, saranno il 25 febbraio prossimo i magistrati onorari in servizio presso il Tribunale di Torino. (ANSA).
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Di Loredana Morandi (del 16/02/2010 @ 08:27:06, in Magistratura, linkato 1468 volte)
Personalmente sposo in pieno le parole del Presidente Palamara. Se potessi sconsigliare il pm Nicastro, lo farei. Perché se il suo orizzonte politico è rappresentato dalle figure di Di Pietro e de Magistris, ebbene egli non ha una visione di insieme del partito al quale affida la propria candidatura e la propria persona. Italia dei Valori è un non partito in perenne transito tra sinistra e destra, a cagione del riciclaggio costante di personaggi fuoriusciti dalle due differenti correnti politiche - tutti i partiti. Egli  così si reca da solo ad affrontare una base, che è costituita esclusivamente da bocche aperte e mani tese. Io non sono mai stata a Bari, ma dalla certezza di una campagna elettorale piena di microfoni e platee tese all'ascolto egli sarà destinato ad accorgersi di buon'ora che Vendola, per la tolleranza oggettiva, era il solo che potesse sopravvivere alla precedente amministrazione non guardando nel separé accanto dello stesso locale. L'Italia ha sì bisogno di politici onesti, ma altrettanto di una magistratura tenace. Vi sembrerò tradizionalista, ma non avremmo mai visto Previti condannato se la magistratura avesse scelto la politica. Lasciare la toga in certi casi può essere come "gettare la spugna". LM.

Conoscenza


L'Idv candida il giudice Nicastro in Puglia

di Vincenzo Del Giudice

BARI - Lorenzo Nicastro, barese, 54 anni, magistrato, è il capolista dell'Idv alle elezioni per il rinnovo del consiglio regionale pugliese a marzo. L'annuncio è stato dato oggi a Bari dal presidente del partito Antonio Di Pietro. Nicastro da pm della procura di Bari ha indagato per nove anni l'attuale ministro per i rapporti con le Regioni Raffaele Fitto, chiedendo e ottenendo anche il rinvio a giudizio del ministro con l'accusa di corruzione e illecito finanziamento dei partiti. Nicastro aveva anche chiesto l'accusa di associazione per delinquere ma questa ipotesi di reato è stata derubricata dal Gup Rosa Calia di Pinto. Immediata la replica del ministro Fitto che ha definito "vergognosa" la candidatura. "Il pm Lorenzo Nicastro - dice in una nota - ha indagato su di me per nove anni e sostenuto le accuse nei miei confronti fino a qualche attimo fa. Ora si candida con l'Italia dei Valori. Questo rende evidente una barbara commistione tra politica e giustizia". "Quella stessa barbarie - osserva Fitto - che hanno praticato i Di Pietro e i De Magistris che significativamente erano presenti alla conferenza stampa dello stesso Nicastro.

E' abnorme e scandaloso che il sospetto di un uso direttamente politico dell'azione giudiziaria divenga oggi assoluta certezza. E' una vergogna". "Se verifichiamo quanti magistrati si sono candidati prima del 1994 e quanti dopo il 1994, portando ex magistrati a legiferare e a governare le Regioni e le Province, magari fugheremo in via definitiva il sospetto che le candidature dei magistrati partano massicce dal 1994 in poi perchè finalizzate ad altro. Così non è», è stata la replica del neo candidato, che ha anche aggiunto : "mi confronterò tutti i giorni con i cittadini. Lavorerò con le regole e per le regole, che aiutano i cittadini a vivere meglio". Critico Rocco Palese, candidato del Pdl alla regione, che ha bollato l'annuncio di Di Pietro come "indecente", mentre Adriana Poli Bortone, candidata per il movimento "Io sud" e appoggiata dall'Udc ha parlato di "cittadini meno sereni con i magistrati in politica".

«Il diritto all'elettorato passivo – ha commentato il presidente nazionale dell'Associazione magistrati, Luca Palamara - non può essere negato ai magistrati. Tuttavia non sono opportune candidature nei luoghi in cui il magistrato ha esercitato la giurisdizione o è stato titolare di delicate indagini». «Deve, inoltre, costituire serio momento di riflessione all'interno della magistratura - aggiunge il leader del sindacato delle toghe - il rientro in servizio del magistrato che ha svolto un mandato elettorale; tema sul quale l'Anm intende impegnarsi anche attraverso la revisione del proprio codice deontologico».

Il Sole 24 ore
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Di Loredana Morandi (del 15/02/2010 @ 19:00:05, in Varie, linkato 1311 volte)
Passo parola...

DICIAMO NO A CACCIA SELVAGGIA!

Signor Presidente del Consiglio,

giovedì 28 gennaio 2010 il Senato della Repubblica ha approvato un ingannevole articolo della legge Comunitaria (il n. 38) che, tra le altre cose, cancella i limiti della stagione di caccia attualmente previsti dalla legge (1° settembre – 31 gennaio).
Se nei prossimi giorni la Camera dei Deputati dovesse confermarlo e trasformarlo in legge, la stagione venatoria potrebbe svolgersi anche oltre i già lunghi 5 mesi attuali, estendendosi al mese di agosto –con i piccoli uccelli ancora in dipendenza dei genitori e migliaia di persone in vacanza- e al delicato mese di febbraio, quando i migratori affrontano il difficile viaggio verso il nord Europa, dove si riprodurranno.
Il paradosso, signor Presidente, è che la legge Comunitaria dovrebbe servire al nostro Paese per sanare le tante infrazioni europee commesse sulla caccia e la mancata tutela della natura.
L’Europa ci accusa di cacciare troppo, di abusare delle deroghe alla normativa, di proteggere poco i migratori e gli habitat naturali.
L’Italia, al contrario, risponde aumentando le concessioni alla caccia, con grave danno alla natura ma anche ai cittadini, costretti, per via di un articolo del Codice Civile (il n. 842), a tollerare i cacciatori nei propri terreni senza potersi opporre.
Ma l’articolo 38 della legge Comunitaria non è l’unico pericolo in atto.
C’è il Disegno di legge Orsi, ci sono continui blitz in Parlamento, ci sono le proposte della caccia a 16 anni, dell’utilizzo dei piccoli uccelli come richiami vivi o zimbello, della caccia alle oche e ai fringuelli e altro ancora.
In atto, signor Presidente, c’è un vero e proprio tentativo di caccia selvaggia.
La nettissima maggioranza degli italiani non lo vuole! Non vuole caccia, piombo, fucili.
Nell’anno internazionale della Biodiversità, noi desideriamo più rispetto per gli animali, più tutela per la natura, più sicurezza e serenità per le persone.
Le chiediamo, signor Presidente, di impedire tutto questo.
Di impegnarsi in prima persona per cancellare l’articolo 38 della legge Comunitaria e fermare, definitivamente, ogni tentativo di “caccia selvaggia”.

La natura è la nostra vita! Le chiediamo di difenderla.

Per firmare la petizione clicca il link

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Di Loredana Morandi (del 15/02/2010 @ 18:40:54, in Magistratura, linkato 1461 volte)

Tangenti, Pennisi resta in carcere.

Il gip: "Determinato nel commettere il delitto"

 
ultimo aggiornamento: 15 febbraio, ore 14:51
Milano (Adnkronos) - Per l'ex presidente della Commissione urbanistica di Palazzo Marino, finito in manette per concussione in flagranza, c'è il pericolo di inquinamento delle prove. Sussistono inoltre i requisiti dell'abuso di potere. Bossi: "E' anche un pirla"

Milano, 15 feb. - (Adnkronos) - Il gip di Milano Simone Luerti ha convalidato il fermo e disposto l'arresto in carcere per Milko Pennisi(nella foto), l'ex presidente della Commissione urbanistica di Palazzo Marino finito in manette per concussione in flagranza. Il giudice, in particolare, ha sottolineato a carico del politico il pericolo di inquinamento delle prove.

Per il gip non possono essere concesse altre misure meno afflittive "dovendosi tenere conto del fatto che le condotte tenute dall'indagato sia prima che dopo dell'arresto in flagranza appaiono tutte orientate ad assicurare a sé profitto ed impunità attraverso stratagemmi e cautele che rivelano lucida determinazione soggettiva a commettere il delitto...e una certa dose di persistente furbizia che rende inaffidabile l'indagato al rispetto volontario delle prescrizioni connesse ad una misura meno afflittiva".

Nell'ordinanza di convalida del fermo dell'ex presidente della Commissione Urbanistica di Palazzo Marino, il gip Luerti esclude poi che l'episodio contestato possa essere il frutto di una corruzione, come invece ha sostenuto l'indagato, ieri, a San Vittore. "Non si comprende perché mai, dopo avere deliberatamente intrapreso una iniziativa illecita" l'imprendiotre Mario Basso "avrebbe dovuto così callidamente incastrare il politico da cui aveva ottenuto un importante favore a buon prezzo, rischiando personalmente in modo inutile. Come ben si comprende - scrive il giudice - anche l'illegalità più manifesta deve rispondere ad elementari criteri di logica che invece difettano significativamente nella tesi del pennisi".

Con la denuncia dell'imprenditore Mario Basso, scrive ancora il magistrato, "si è spezzato il laccio che stringeva Pennisi tra la debolezza umana e la fascinazione del potere: certamente un bene per la collettività e, forse, una fortuna per il diretto interessato".

Nei confronti di Milko Pennisi "sussistono inoltre i requisiti dell'abuso di potere integrati dalla ventilata rappresentazione di possibili 'ostacoli' che fantomatiche terze persone potrebbero frapporre ad una pratica già pendente da molti anni, prospettata ad un imprenditore (Mauro Basso, ndr) che ha già subito evidenti danni economici da una pratica avviata cinque anni prima e che, al momento in cui sembrava vedere la fine, si incaglia ancora una volta".

E' stato un dipendente della libreria Hoepli a trovare il fascio di banconote che Pennisi ha nascosto giovedì scorso dietro il calorifero del bagno seminterrato del negozio. La scoperta è avvenuta venerdì quando il dipendente, dopo avere recuperato il denaro ed avere informato il titolare della libreria, ha consegnato la somma alla guardia di finanza. Ma su dove avesse nascosto i soldi, Pennisi, interogato ieri in carcere, ha cercato di 'confondere le acque'. Anche per questo il gip di Milano annota nella sua ordinanza di convalida del fermo che ''l'indagato ha fornito progressivamente diverse versioni adottandole via via alle contestazioni obiettive che gli venivano sollevate, dimostrando fino all'ultimo, con la vicenda del denaro, di volere nascondere almeno parte dei fatti''.
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Di Loredana Morandi (del 15/02/2010 @ 18:34:22, in Magistratura, linkato 1284 volte)
Il ministro: ''Smentisco, inoltre, un mio eventuale coinvolgimento in rapporti poco trasparenti tesi a favorire questa o quella impresa'' 

Appalti G8, Matteoli: ''Non c'entro con l'inchiesta''. 

Procuratore capo di Firenze: "Non faccio i nomi''

ultimo aggiornamento: 15 febbraio, ore 18:28
Firenze - (Adnkronos/Ign) - Il titolare delle Infrastrutture: ''Sono estraneo all'inchiesta''. Il procuratore Quattrocchi: "Da questo ufficio non esce una virgola''. Il gip Lupo sulla richiesta di scarcerazione dei 4 arrestati: "Non ho ancora deciso, c'è tempo fino a mercoledì. Devo riflettere''. Bossi: "La Protezione civile non deve diventare una Spa". Letta: "Resta pubblica". Di Pietro: "Se non vedo non credo"

Roma, 15 feb. (Adnkronos/Ign) - ''Sono estraneo all'inchiesta che riguarda la Protezione civile e altri soggetti incaricati di pubbliche funzioni". Lo chiarisce il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Altero Matteoli. "Le intercettazioni pubblicate oggi, peraltro in modo confuso, da un organo di stampa sono riferite all'annosa vicenda della costruzione della Scuola dei Marescialli e dei Brigadieri dei Carabinieri di Firenze risalente al 1997, che non ha attinenza alcuna con l'inchiesta sulla Protezione civile", puntualizza il ministro.

"In quella vicenda ereditata dai precedenti esecutivi, che vede aperto un contenzioso complesso e complicato, la mia azione è tesa a evitare un danno economico di circa 34 milioni di euro alle casse dello Stato e al completamento di una struttura attesa da oltre tredici anni", prosegue Matteoli.

"Smentisco recisamente, inoltre, un mio eventuale coinvolgimento in rapporti poco trasparenti tesi a favorire questa o quella impresa. La mia azione politica è finalizzata a indicare scelte e obiettivi programmatici che poi gli uffici competenti traducono in fatti e concrete realizzazioni", conclude il ministro.

Intanto, ai giornalisti che gli chiedevano se ci siano politici indagati nell'ambito dell'inchiesta condotta dalla Procura fiorentina sugli appalti per i grandi eventi, il procuratore capo di Firenze, Giuseppe Quattrocchi ha risposto: ''Non intendo fare i nomi di chi è iscritto nel registro degli indagati, di nessuno''. Nell'ambito dell'inchiesta sono state arrestate 4 persone, mentre gli indagati, come confermato nei giorni scorsi dallo stesso Quattrocchi, sarebbero 28.

E a chi gli chiedeva notizie sulle intercettazioni apparse oggi su alcuni giornali, il procuratore Quattrocchi ha detto categorico: ''Da questo ufficio non esce una virgola, non esce un foglio di carta''. ''Tutto quello che esce, non esce da questa Procura - ha tenuto a rimarcare Quattrocchi - ma dai destinatari degli atti, che sono tenuti ad averli, e che ne fanno un uso che io non discuto''.

Dal canto suo il gip di Firenze, Rosario Lupo non ha ancora deciso in merito alla richiesta di scarcerazione presentata dagli avvocati di Angelo Balducci, Diego Anemone, Fabio De Santis e Mauro Della Giovampaola. ''C'è tempo fino a mercoledì, devo riflettere'', ha detto Lupo rispondendo a una domanda dei giornalisti. Proprio Lupo venerdì scorso ha sentito tre degli indagati nel carcere Regina Coeli di Roma, mentre De Santis è stato sentito per rogatoria a Milano.
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Di Loredana Morandi (del 15/02/2010 @ 18:19:16, in Politica, linkato 1365 volte)
Sulla candidatura del pm Lorenzo Nicastro

Magistrati in politica.
Poli Bortone: tolgono serenita’ ai cittadini


«Sacrosanto che scelgano di candidarsi ma devono dimettersi: a tutela dei cittadini e della magistratura stessa»

"È lecito che un magistrato si candidi ma, a tutela della magistratura e dei tanti che svolgono questa professione in maniera onesta e seria, occorrerebbe richiedere che si dimetta almeno un anno prima delle elezioni". Lo sostiene Adriana Poli Bortone, candidata alla presidenza della Regione Puglia, in merito alla notizia che il Pm barese Lorenzo Nicastro sarà capolista dell'Italia dei valori per le regionali.

"Quello della commisione tra politica e giustizia – spiega Poli Bortone – è un problema serio che meriterebbe di essere affrontato una volta per tutte avendo presenti i cittadini e la tutela stessa dell'ordine giudiziario". "Ai cittadini – dice la senatrice – va garantita la serenità di poter pensare ai magistrati come a persone che svolgono una funzione delicatissima essendo e anche apparendo imparziali. Per questo ai magistrati, che pure hanno tutto il diritto di partecipare alla amministrazione della cosa pubblica, chiedo di farsi parte attiva nella promozione di regole per le quali sia fugato il dubbio che qualcuno di loro abbia esercitato la funzione giudiziaria facendosi pubblicità con inchieste eclatanti". In questo senso, secondo la leader nazionale del movimento Io sud, "merita apprezzamento chi scegliendo di fare politica ha lasciato definitivamente la toga".

"Finché la magistratura – conclude Poli Bortone – sarà una porta girevole e si potrà alternare l'attività di giudice o inquirente a quella di politico o amministratore pubblico nessun cittadino potrà sentirsi garantito dal modo in cui si le toghe esercitano la propria funzione"

Bari, 15/02/2010 16.06.00
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Di Loredana Morandi (del 13/02/2010 @ 17:48:23, in Magistratura, linkato 1386 volte)

Reati su Facebook

E' stato clonato il magistrato Giovanni Battista Tona.

In corso un vero sfruttamento del nome e della persona del magistrato.

Al più presto i particolari.



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Di Loredana Morandi (del 13/02/2010 @ 14:00:23, in Politica, linkato 1368 volte)
Mani pulite la memoria è finita
   
MARIO CALABRESI
per La Stampa ed 13/02/2010

Per cancellare il ricordo, ogni prudenza e la paura, per ricostruire la spavalderia, il senso di impunità e l’arroganza sono serviti 18 anni. Una generazione. Un giro completo di giostra che sembra riportarci alla casella di partenza: 17 febbraio 1992.

Diciotto anni fa, l’anniversario esatto cade mercoledì prossimo, veniva arrestato il presidente socialista del Pio Albergo Trivulzio - ospizio per anziani milanese - mentre riceveva una tangente di sette milioni di lire. Si chiamava Mario Chiesa e con quelle manette prendeva il via la stagione di Mani Pulite. In quei giorni si affacciavano sulla scena politica di Milano facce nuove, pulite, che promettevano di parlare una lingua diversa: tra queste quella del leghista Pier Gianni Prosperini e di un gruppo di ragazzi della Gioventù liberale. Il primo è finito in carcere prima di Natale con l’accusa di aver incassato una tangente da 230 mila euro, mentre per uno dei giovani liberali - Camillo Pennisi detto Milko - le manette dei carabinieri sono scattate giovedì, mentre si faceva dare da un imprenditore cinquemila euro in contanti nascosti in un pacchetto di sigarette.

Se li era fatti portare nella piazzetta alle spalle di Palazzo Marino, durante la seduta del Consiglio comunale, con la naturalezza di chi esce dall’Aula un momento per fumare.

Nelle stesse ore è stato arrestato il presidente della Provincia di Vercelli e l’Italia ha cominciato a interrogarsi su quale sia la vera faccia di Guido Bertolaso e dei miracoli della Protezione civile.

Il presidente del Consiglio sostiene che i pubblici ministeri dovrebbero vergognarsi e si potrebbe essere tentati di leggere tutto questo come l’offensiva pre-elettorale di una magistratura politicizzata contro la maggioranza di governo a cui appartengono tutti questi personaggi. Ma i conti non tornano: sono in corso inchieste in otto delle tredici regioni che andranno al voto questa primavera, peccato però che i politici coinvolti in ben sei di queste appartengano al centrosinistra. Dal sindaco di Bologna allo scandalo della sanità pugliese, dagli avvisi di garanzia al candidato del Pd in Campania alla bufera sull’ex presidente del Lazio, fino alle inchieste in Calabria e all’indagine sugli appalti a Firenze. La magistratura ha colpito a destra - nel mirino la sanità lombarda - e a sinistra e i carabinieri sono intervenuti a Milano, come a Vercelli o a Roma perché c’erano imprenditori che hanno fatto denuncia, stanchi di pagare.

Ogni giorno emergono storie che ci raccontano come la sanità italiana e i suoi appalti siano diventati fonte privilegiata di approvvigionamento per gli appetiti della politica di ogni colore e schieramento. Si ha la sensazione che si sia davvero tornati al punto di partenza, con la differenza che non si agisce più per conto dei partiti, che nel frattempo non esistono più nella forma che conoscevamo vent’anni fa, ma prevalgano gli individui, le loro carriere e la voglia di avere vite private esagerate.

Ad essere tornata identica è la facilità con cui si chiedono tangenti, contributi, viaggi, automobili, prostitute, orologi, gioielli e carte di credito agli imprenditori che vogliono fare il salto di qualità. È la naturalezza con cui tutto ciò avviene e con cui si arraffa a fare impressione.

Lo spavento di un’intera classe politica, il senso di vergogna, i tabù e la prudenza che sembravano essere entrati nel dna della classe politica dopo Tangentopoli sono completamente svaniti. La rievocazione di Bettino Craxi a dieci anni dalla sua morte, che si è tenuta poche settimane fa, con quell’insistenza sui meriti storico politici dell’azione di governo dell’ex segretario socialista e la rimozione della corruzione e delle tangenti sono segno dei tempi. Segno che la memoria è svanita. Tanto che l’ex sindaco di Milano Carlo Tognoli può permettersi di dire serenamente che le tangenti erano «solo» del tre per cento, come se questo le rendesse accettabili.

In questi giorni diventa maggiorenne la generazione nata in quel 1992, una parte di questi ragazzi andrà al voto per la prima volta tra poche settimane, siamo andati a cercarli e abbiamo avuto la conferma che Mani Pulite non è materia di ricordo. C’è smarrimento in chi andrà alle urne e dovrà sostenere la Maturità, davanti alla storia recente e ai comportamenti della politica di oggi. E aumenta la sfiducia.

Il moltiplicarsi delle inchieste porta con sé anche una sensazione di stanchezza, di assuefazione dell’opinione pubblica; certa spettacolarizzazione della giustizia - un discutibile protagonismo di magistrati che parlano prima dei loro atti - crea disagio e contribuisce allo sfarinamento del vivere civile. Penso a questa divulgazione continua di particolari - meglio se sessuali o pruriginosi - dati in pasto ai mezzi di comunicazione per far salire il livello di attenzione. Una strategia pericolosa e dubbia: si finisce per giudicare un politico per la sua moralità sessuale e si perde di vista la sostanza. Certo è evidente che il sesso sta diventando parte integrante del sistema della corruzione, ma concentrarsi sugli aspetti «pecorecci» finisce per far passare in secondo piano ruberie e spoliazioni della cosa pubblica. Sono convinto che sia poco importante passare giornate a discutere se Bertolaso curasse o no il mal di schiena in un centro sportivo romano, quanto è invece fondamentale capire come funzionava la macchina degli appalti della Protezione civile.

I cittadini avvertono un senso di nausea e la politica dovrebbe farsene carico con urgenza, riscoprendo lei il senso della misura e quello della vergogna.
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Di Loredana Morandi (del 13/02/2010 @ 07:22:24, in Osservatorio Famiglia, linkato 1665 volte)
Dovranno rispondere di accuse pesantissime

Abusi nell'asilo di Rignano Flaminio,

processo per tutti e cinque gli imputati


ultimo aggiornamento: 12 febbraio, ore 17:42
Tivoli, 12 feb. - (Adnkronos) - La decisione del Gup Balestrieri, nell'inchiesta sulle presunte violenze subite dai bambini della scuola materna 'Olga Rovere' di Rignano Flaminio. Il processo il 27 maggio a Tivoli. Sul banco degli imputati tre maestre, la bidella e il marito di una delle insegnanti''. Il 28 luglio scorso il pm di Mansi aveva chiesto il rinvio a giudizio

Tivoli, 12 feb. - (Adnkronos) - Tutti a giudizio per il Caso Rignano. Lo ha deciso il giudice dell'udienza preliminare di Tivoli, Pierluigi Balestrieri. Il processo che si svolgerà il 27 maggio prossimo davanti al tribunale di Tivoli vedrà sul banco degli imputati per le presunte violenze subite dai bambini della scuola materna 'Olga Rovere' di Rignano Flaminio le maestre Patrizia Del Meglio, Marisa Pucci e Silvana Candida Magalotti, la bidella Cristina Lunerti, e il marito della Del Meglio, Gianfranco Scancarello.

I cinque imputati dovranno rispondere di accuse pesantissime: da atti osceni a maltrattamenti, sottrazione di persone incapaci, sequestro di persona, violenza sessuale aggravata, corruzione di minorenni, violenza sessuale di gruppo, fino a turpiloquio e atti contrari alla pubblica decenza.

Dopo il rinvio a giudizio, si chiude nel silenzio Marisa Pucci, una delle tre maestre imputate per le presunte violenze. "Non ho parole" si limita a dire all'ADNKRONOS con un filo di voce. "Parlate con il mio avvocato", aggiunge la maestra che oggi non era presente in aula.

Il provvedimento adottato dal Gup Balestrieri trova ovviamente d'accordo gli avvocati di parte civile. In una dichiarazione i penalisti Antonio Cardamone e Franco Merlino e Pietro Nicotera, che assistono alcuni dei familiari hanno espresso la loro soddisfazione.

In particolare Cardamone e Merlino hanno detto: "Con buona pace di chi si è stracciato le vesti per ridicolizzare questa indagine, oggi un ulteriore vaglio giudiziario ha dimostrato che le accuse hanno un valido fondamento. Affronteremo questo processo certi della sussistenza degli abusi visto che anche oggi i bambini stanno male e che il dibattimento è un passaggio fondamentale per impedire che queste cose si ripetano".

Quanto all'avvocato Pietro Nicotera, ha sottolineato: ''I familiari aspettavano con ansia questo giudizio. La soddisfazione è piena e appaga le loro attese e ora si confida che il Tribunale appronfodisca le situazioni e stabilisca le responsabilità".

Hanno accolto invece ''con sconcerto'' le decisioni del Giudice dell'Udienza Preliminare di Tivoli i legali degli imputati, il professore Franco Coppi e gli avvocati Giosuè e Ippolita Naso. Quella pronuciata oggi "è un'ordinanza che la difesa considera sconcertante alla luce degli atti processuali", ha sottolineato Coppi. "Ora - ha detto il penalista - dovremo affrontare questa vicenda nel dibattimento e subito cominceremo a prepararci. Non avremo altro rimedio per sostenere l'innocenza dei nostri assistiti".

Più duro il commento dell'avvocato Giosuè Naso: "Non sono certamente sorpreso dall'esisto di questa udienza perché non conferivo al giudice il coraggio di prendere una decisione che smentisse l'operato della Procura di Tivoli e dei suoi colleghi di ufficio. Nonostante un atto di coraggio simile avrebbe riposato sulle inequivocabili decisioni del Tribunale del Riesame e della Cassazione che in sostanza avevano censurato le iniziative della Procura". Infine anche l'avvocato Ippolita Naso ha sottolineato: "Quello di oggi è un rinvio che era scontato. Ce lo aspettavamo. Il dibattimento sarà inutile, una perdita di tempo al cui termine tutti gli imputati saranno assolti".

LA VASTISSIMA RASSEGNA

Pedofilia, processo alle porte

Il Tempo - ‎1 ora fa‎
Antonio Sbraga Dai banchi dell'asilo al banco degli imputati: sono state rinviate a giudizio le maestre Marisa Pucci, Silvana Magalotti e Patrizia Del Meglio (insieme con il marito, Gianfranco Scancarello) e la bidella Cristina Lunerti. ...

Rignano/ Cinque a giudizio per i presunti abusi dell'asilo

Il Riformista - ‎1 ora fa‎
Tivoli (Roma), 13 feb. (Apcom) - E' finita come quasi tutti se l'aspettavano l'ultima udienza preliminare per il procedimento sui presunti abusi e violenze sessuali che sarebbero avvenuti a Rignano Flaminio, "almeno tra il 2005 ed il 2006". ...

Rignano, Cinque a giudizio per i presunti abusi dell'asilo

Tiscali Notizie - ‎1 ora fa‎
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Tendenze Online.Info - ‎1 ora fa‎
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Diario del Web - ‎1 ora fa‎
Tivoli (Roma), 13 feb - E' finita come quasi tutti se l'aspettavano l'ultima udienza preliminare per il procedimento sui presunti abusi e violenze sessuali che sarebbero avvenuti a Rignano Flaminio, "almeno tra il 2005 ed il 2006". ...

Cinque a giudizio per i presunti abusi dell'asilo di Rignano

Virgilio - ‎1 ora fa‎
E' finita come quasi tutti se l'aspettavano l'ultima udienza preliminare per il procedimento sui presunti abusi e violenze sessuali che sarebbero avvenuti a Rignano Flaminio, "almeno tra il 2005 ed il 2006". Il rinvio a giudizio dei 5 imputati non è ...

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APCOM - ‎1 ora fa‎
Tivoli (Roma), 13 feb. (Apcom) - E' finita come quasi tutti se l'aspettavano l'ultima udienza preliminare per il procedimento sui presunti abusi e violenze sessuali che sarebbero avvenuti a Rignano Flaminio, "almeno tra il 2005 ed il 2006". ...

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Il Giornale di Vicenza - ‎1 ora fa‎
Tivoli (Roma), 13 feb. (Apcom) - E' finita come quasi tutti se l'aspettavano l'ultima udienza preliminare per il procedimento sui presunti abusi e violenze sessuali che sarebbero avvenuti a Rignano Flaminio, "almeno tra il 2005 ed il 2006". ...

Rignano/ Cinque a giudizio per i presunti abusi dell'asilo

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Tivoli (Roma), 13 feb. (Apcom) - E' finita come quasi tutti se l'aspettavano l'ultima udienza preliminare per il procedimento sui presunti abusi e violenze sessuali che sarebbero avvenuti a Rignano Flaminio, "almeno tra il 2005 ed il 2006". ...

Rignano/ Cinque a giudizio per i presunti abusi dell'asilo

Brescia Oggi - ‎1 ora fa‎
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L'Arena - ‎1 ora fa‎
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Abusi sui bambini di Rignano, 5 rinvii a giudizio

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Rignano/ Parte civile: Con processo si fara' accertamento profondo

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"Con il rinvio a giudizio si avrà un processo. Non possiamo essere soddisfatti perché stiamo parlando di violenze e abusi sessuali su dei bambini". Così hanno detto gli avvocati di parte civile, Antonio Cardamone e Franco Merlino, dopo la decisione del ...

Rignano/ Una mamma: Con processo primo passo verso verita'

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"Oggi è solo il primo passo per l'accertamento della verità. Sono commossa". Così una mamma di uno dei 21 bimbi di Rignano Flaminio che sarebbero stati oggetto di abuso e violenze sessuali ha detto dopo la decisione del gup di Tivoli di disporre il ...

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Tutti rinviati a giudizio i cinque imputati di Rignano Flaminio, per le presunte violenze su 21 bambini di un asilo nido della piccola città in provincia di Roma. Ha deciso così il gip del tribunale di Tivoli. Subiranno così il processo le maestre ...

Rinviati a giudizio i cinque accusati

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RIGNANO: RINVIATI A GIUDIZIO I 5 IMPUTATI

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Rignano Flaminio: a giudizio i 5 imputati per gli abusi sui bimbi

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Rignano Flaminio, cinque rinviati a giudizio per presunti abusi su ...

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Di Loredana Morandi (del 12/02/2010 @ 18:25:07, in Osservatorio Famiglia, linkato 1449 volte)
Rignano: per Giovanardi e' un
"esempio di giustizia malata"


12 Febbraio 2010 17:30 POLITICA

ROMA - Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Carlo Giovanardi parla di "esempio di una giustizia malata, impermeabile alle ragioni del buon senso" riferendosi al rinvio a giudizio dei cinque indagati nell'inchiesta sui presunti abusi ai danni di bambini della scuola materna di Rignano Flaminio. Giovanardi ha criticato il processo definendolo "infinito con imputati con accuse inverosimili sulle quali non e' stato portato uno straccio di prova". (RCD)

*****

La decisione è stata presa oggi dal Gup del tribunale di Tivoli

Rignano, tutti a giudizio i 5 imputati
Genitori in lacrime: «E' un primo passo»


Sono accusati di violenze e abusi su 21 bambini che frequentavano l'asilo nido del paese
 
ROMA - Sono stati tutti rinviati a giudizio i cinque imputati nella vicenda delle violenze e degli abusi sui 21 bambini di un asilo nido a Rignano Flaminio, in provincia di Roma. Lo ha stabilito oggi il giudice per l'udienza preliminare del tribunale di Tivoli. E' stata accolta, dunque, la richiesta del pm Marco Mansi.

GENITORI IN LACRIME - Alcuni genitori, presenti in aula, sono scoppiati a piangere quando il giudice Balestrieri ha letto il provvedimento. In primis Antonio Cardamone e Franco Merlino secondo cui «con buona pace di chi si è stracciato le vesti per ridicolizzare questa indagine, oggi un ulteriore vaglio giudiziario ha dimostrato che le accuse hanno un valido fondamento. Affronteremo questo processo - hanno spiegato - certi della sussistenza degli abusi visto che ancora oggi i bambini stanno male e che il dibattimento è un passaggio fondamentale per impedire che queste cose si ripetano». E un'altra mamma: «Oggi è solo il primo passo per l’accertamento della verità». Dello stesso tenore l'analisi dell'avvocato Pietro Nicotera: «I familiari aspettavano con ansia questo giudizio. Per il momento sono soddisfatti di questa soluzione e confidano che il tribunale possa approfondire le responsabilità degli imputati».

GLI IMPUTATI - Il processo si celebrerà il 27 maggio a Tivoli. Le ipotesi di reato a carico degli indagati sono atti osceni, maltrattamenti, sottrazione di persone incapaci, sequestro di persona, violenza sessuale aggravata, corruzione di minorenni, violenza di gruppo e atti contrari alla pubblica decenza. Alla sbarra finiranno dunque le maestre Silvana Magalotti, Patrizia del Meglio e Marisa Pucci, Gianfranco Scancarello - marito della Del Meglio - e la bidella Cristina Lunerti. Erano già state archiviate, invece, le posizioni di un'altra maestra, Assunta Pisani, e del benzinaio Kelum Weramuni Da Silva. Gli indagati respingono le accuse e lamentano che mancano riscontri a cominciare dalla mancanza di tracce del loro Dna e delle loro impronte digitali su peluche e altri oggetti sequestrati.

LE TAPPE DELLA VICENDA - La vicende fece scalpore: secondo il mandato d’arresto, i bimbi tra il 2005 e il 2006, tutti alunni della scuola materna ’Olga Rovere’ di Rignano Flaminio, sarebbero stati prima narcotizzati e in seguito abusati sessualmente in una villa alla presenza di un uomo che filmava questi abusi.Dopo il carcere, che era stato disposto il 24 aprile del 2007, passati appena pochi giorni dai fatti, il 10 maggio 2007 il tribunale del riesame annullò gli ordini di custodia cautelare con un provvedimento che demolì le ipotesi dell’accusa. «Indizi insufficienti e anche contraddittori», scrissero i magistrati. Un giudizio duro, poi confermato in Cassazione. E la Suprema corte aggiunse che i bimbi potrebbero essere stati manipolati dai propri genitori. «Interrogati con domande inducenti» osservarono gli ermellini, i piccoli «tendono a conformarsi alle aspettative dell’interlocutore». Dopo le scarcerazioni la Procura inizia a cercare nuovi indizi attraverso l’incidente probatorio disposto dal gip Elvira Tamburelli.

I RACCONTI DEI BAMBINI - Nelle udienze, che si protraggono per mesi, oltre venti bimbi, tra i 4 e i 6 anni, raccontano del «gioco della patatina»; della «bua ai bambini», delle «cose brutte» che avvenivano in un «castello cattivissimo». Insomma «c’era una strega che si chiamava Patrizia, stava in un castello. Il castello era nero e ci andavamo con la macchina. La macchina era di Marisa, un’altra strega». Un maschietto: «Le bidelle Cristina e Patrizia facevano i giochi brutti, bruttissimi; mi picchiavano, mi facevano le punture sul pisellino e sul sedere, facevano il gioco della sedia». Le accuse sono di fatto basate sugli elementi emersi da questi racconti. Gli unici su cui gli inquirenti possono contare, perché le analisi del dna effettuate sugli oggetti sequestrati nelle case delle maestre hanno dato esito negativo. La individuazione di un casale e la descrizione di una stanza dove si sarebbero svolti alcuni incontri, sono un ulteriore tassello del quadro.

LE ACCUSE - Le accuse, per gli indagati, vanno dagli atti osceni, ai maltrattamenti, alla violenza sessuale, al sequestro, alla corruzione, allo stupro di gruppo, agli atti contrari alla pubblica decenza. Il 30 ottobre del 2009 il Gup di Tivoli nell’udienza preliminare ha accolto la costituzione di parte civile di 19 famiglie di Rignano Flaminio.

Redazione online
12 febbraio 2010
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