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 Kaito ad otto mesi..... di Lunadicarta
 
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La verità attraversa sempre tre fasi. Dapprima viene ridicolizzata. Poi violentemente contestata. Infine accettata come una cosa ovvia.

Arthur Schopenhauer
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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
DIRITTO DI ASSEMBLEA E BUONI PASTO


La UIL PA coordinamento territoriale di Napoli, con atto del 28 aprile 2010, ha diffidato l'Amministrazione Giudiziaria a restituire i buoni pasto, illegittimamente sottratti, ai lavoratori assenti per partecipare alle assemblee sindacali di novembre 2009.

L'iniziativa del coordinamento territoriale Uil Pa di Napoli si è resa necessaria, dopo ripetuti e vani tentativi di far valere le ragioni dei lavoratori nei confronti dei responsabili degli Uffici Giudiziari, per affermare il principio che la partecipazione alle Assemblee Sindacali non può essere considerato assenza dal servizio.

Tale comportamento, oltre a ledere i diritti soggettivi del lavoratori, viola in modo palese le prerogative sindacali, rilevandosi strumento di pressione e limitazione della libertà di Assemblea.


 Atto Stragiudiziale buoni pasto
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Di Loredana Morandi (del 12/05/2010 @ 12:32:39, in Sindacati Giustizia, linkato 1229 volte)
COLLEGATO LAVORO:
la RdB avvia la raccolta firme



Roma – mercoledì, 12 maggio 2010

L'attacco ai lavoratori pubblici non conosce sosta: dopo la campagna sui fannulloni, cui ha fatto seguito la legge Brunetta 133/08 e il decreto legislativo 150/09 in attuazione della legge 15/09, arriva il COLLEGATO LAVORO che contiene pesanti ricadute sui lavoratori pubblici.

Il tutto con la complicità dei sindacati confederali. Invito tutti i colleghi a leggere attentamente il volantino allegato e a far sottoscrivere l'appello da inviare ai presidenti di Camera e Senato.

Siamo stanchi di essere oggetto di continui attacchi da parte dei governanti di turno che fanno pagare pesantemente la crisi ai pubblici dipendenti. I fatti di questi giorni avvenuti in Grecia ci dicono che anche lì la crisi la si fa pagare ai pubblici dipendenti che si sono visti falcidiare in un sol colpo: tredicesima, quattordicesima, liquidazione e pensioni.

Non vorremmo essere i prossimi: fermiamoli fintanto che siamo in tempo. Firma e fai firmare la petizione allegata e falla pervenire alla RdB P.I.

Il volantino in immagine



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ASSOCIAZIONE NAZIONALE MAGISTRATI
Commissione Pari Opportunità

= CONVEGNO NAZIONALE =

Le pari opportunità negli organismi istituzionali e associativi
della magistratura italiana






La delibera del C.S.M. che ha istituito i Comitati Pari Opportunità presso i vari Consigli Giudiziari sul territorio consente di monitorare la concreta attuazione sul territorio delle pari opportunità in magistratura.
I C.P.O. si sono finalmente insediati ed hanno cominciato a lavorare in sinergia con i Consigli Giudiziari, affrontando la concreta applicazione delle pari opportunità nei singoli distretti.
Lo stato dei  rapporti con i C.G. e con i dirigenti degli uffici è la cartina di tornasole, non sempre trasparente e brillante, delle pratiche della non-discriminazione di genere, nei progetti tabellari, nella organizzazione concreta del lavoro degli uffici, nella formazione professionale nonché, aspetto certamente rilevante, nella diffusione tra gli operatori del diritto della cultura della parità di genere.
La riforma dell’ordinamento giudiziario, con i limiti di mobilità che impone, rischia di fare tornare ad una magistratura al maschile.
L’accesso agli incarichi direttivi, ai quali si può oggi accedere ad età decisamente meno avanzate, comporta d’altra parte la necessità del singolo magistrato di “costruire” nel tempo la carriera, con ulteriore penalizzazione delle donne, sia in partenza dopo la modifica dell’ordinamento giudiziario, sia in prospettiva, per la scontata minore mobilità femminile.
Al C.S.M. ed ai vertici della Associazione Nazionale Magistrati le componenti-donna sono tuttora netta minoranza, nonostante alcuni gruppi associativi siano da tempo impegnati a garantire quote tendenzialmente paritarie nelle liste degli eleggibili.
La questione delle pari opportunità in magistratura, nonostante le riflessioni degli anni scorsi e taluni risultati raggiunti, resta quindi più che mai aperta.
Con la strategica collaborazione del Comitato P.O. del Consiglio Superiore e quella logistica di tutto il Consiglio, la Commissione Pari Opportunità dell’A.N.M. ritiene opportuno proporre una rinnovata considerazione delle questioni di genere all’interno della magistratura italiana, chiamando a discuterne esperti del settore e soprattutto coloro che a vari livelli sono impegnati sul campo, tra cui appare indispensabile l’apporto dei nuovi C.P.O. dei Consigli Giudiziari dei 26 distretti italiani e del Consiglio Direttivo istituito presso la Suprema Corte.


ROMA, 28 maggio 2010
Sala delle Conferenze del Consiglio Superiore della Magistratura

 - piazza Indipendenza -

I sessione: ore 9,30 – 13,30

ore 9,30 - Saluti - Luca Palamara
(Presidente dell’Associazione Nazionale Magistrati)

ore 9,45 – Introduzione - Evelina Canale
(coordinatrice Commissione Pari Opportunità A.N.M.)

A che punto siamo?
ore 9,50 - Ezia Maccora (Presidente Comitato P.O. del Consiglio Superiore della Magistratura)

Le ricadute di genere delle recenti riforme dell'Ordinamento giudiziario: il punto sulla presenza femminile negli incarichi direttivi e semidirettivi
ore 10,20 - Luisa Napolitano (C.P.O. C.S.M.)

Il ruolo della “rete”dei Comitati di Pari Opportunità delle professioni legali
ore 10,40 - Irene Tricomi (C.P.O. A.N.M.)

Rapporti tra Consiglio Giudiziario e Comitato P.O. distrettuale: sinergie e punti di criticità
ore 11,00 - Antonietta Carestia (Consiglio Direttivo Corte di Cassazione)

La Suprema Corte e la parità di genere
ore 11,15 - Elisabetta Pierazzi (C.P.O. A.N.M.)

La condizione dei magistrati distrettuali nella prospettiva di genere
ore 11,30 - Antonella Ciriello (comitato scientifico C.S.M.)

L’accesso alla formazione professionale
Quali strumenti per conciliare il lavoro di cura?
ore 11,45 - Caterina Interlandi (coordinatrice C.P.O. A.N.M.)

Art. 45 della Circolare tabelle e flessibilità degli orari
Ore 12,00 - Celestina Tinelli (C.S.M.)

Una “azione positiva”: gli asili-nido nei Palazzi di Giustizia

ore 12,30 - Interventi programmati e Dibattito

ore 13,30/14,30 Pausa pranzo – Buffet

II sessione: ore 14,30 – 17,30
Presiede Ezia Maccora

La condizione della donna magistrato nella UE
ore 14,30 - Maria Grazia Giammarinaro (magistrato distaccato c/o Commissione UE)

….. e in Francia
ore 14,55 – Françoise Travaillot (magistrato di collegamento della Francia in Italia)

Il “genere” nell’associazionismo giudiziario
ore 15,10 - Anna Canepa (G.E.C. A.N.M.)

L’eterno dilemma: la questione delle “quote”
ore 15,35 - Laura Curcio (C.P.O. Consiglio Giudiziario di Milano)

ore 16,00 Dibattito

Qualche conclusione propositiva
ore 17,00 - Fabrizio Amato (C.P.O. A.N.M.)

Hanno assicurato il loro intervento Giuseppe Battista, Giuseppe Cascini, Ulrike Ceresara, Fernanda Cervetti, Giuliana Civinini, Paola Del Giudice, Camilla Gattiboni, Silvia Governatori, Isabella Mariani, Maria Rosaria Sangiorgio.
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Di Loredana Morandi (del 12/05/2010 @ 08:18:33, in Associazioni Giustizia, linkato 1247 volte)
Camorra: Libera, scorta sociale per magistrati minacciati


(11 Maggio) Prodotti agricoli biologici sono stati donati da studenti dell'istituto 'Lener' e della scuola media 'Aldo Moro' di Marcianise, nel giorno del suo compleanno, al giudice del Tribunale di S. Maria Capua Vetere, Raffaello Magi, estensore della sentenza del processo Spartacus, e minacciato di recente dalla criminalità organizzata. Un magistrato per il quale l'associazione Libera chiede una "scorta sociale".

Al magistrato, che da anni è impegnato in processi contro le cosche camorristiche casertane, ed in particolare quella dei Casalesi, sono state donate, "come segno di vicinanza ed affetto", alcune ceste contenenti verdure prodotte negli orti coltivati da persone diversamente abili.

La consegna è avvenuta anche alla presenza di esponenti di 'Libera Caserta' e del Comitato don Peppe Diana, Valerio Taglione, Mauro Baldascino e Gianni Solino. Questi ultimi, da quando il magistrato ha subito pesanti intimidazioni da parte della camorra hanno lanciato la proposta di sostenere le persone più esposte nella lotta contro la criminalità, con la 'scorta sociale'. Si tratta, ha spiegato Valerio Taglione, referente di Libera, di "azioni pubbliche di sostegno, per tenere sempre accesi i riflettori su chi è costretto a vivere una vita blindata".

Lunaset
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Di Loredana Morandi (del 12/05/2010 @ 08:14:58, in Magistratura, linkato 1489 volte)
CARCERI: ANM, BENE EMENDAMENTO A DDL SU AUTOMATISMO

(AGI) - Roma, 11 mag. - "Prendiamo atto con favore che gli emendamenti recepiscono le osservazioni formulate dall'Associazione Magistrati in sede di audizione davanti alla commissione Giustizia della Camera". Cosi' il presidente dell'Anm, Luca Palamara, commenta le modifiche al Ddl 'svuota-carceri' al vaglio della Commissione Giustizia di Montecitorio. In particolare, il sindacato delle toghe approva l'emendamento che elimina l'automatismo per quanto concerne la concessione dei domiciliari a chi deve scontare l'ultimo anno di pena. .

La Rassegna

hanno votato contro solo i radicali

Ddl svuota carceri, deciderà il magistrato
se scontare l'ultimo anno di detenzione ai domiciliari

Riscritto il ddl voluto da Alfano, accolte le richieste della Lega

Ddl Alfano sulle carceri riscritto dal governo. Accolte le istanze della Lega, tra le modifiche: lo stop all'automatismo per cui l'ultimo anno viene scontato ai domiciliari. L'eventuale trasferimento a casa verrà deciso dal magistrato di sorveglianza che dovrà anche valutare “l'idoneità” del domicilio. Il governo ha poi presentato altri due emendamenti: il primo inserisce tra le circostanze aggravanti l'aver commesso un delitto durante il periodo di detenzione alternativa; il secondo adegua il corpo della Polizia penitenziaria per affrontare l'emergenza carceri. Tutti i gruppi hanno votato a favore ad eccezione dei Radicali.

Tre emendamenti per mediare con la Lega. Il governo modifica nella sostanza il ddl Alfano che intende ridurre la popolazione carceraria. Il guardasigilli avrebbe voluto dare la possibilità ai detenuti di scontare l'ultimo anno di reclusione ai domiciliari. Ipotesi questa fermamente respinta dal carroccio. La Lega aveva spiegato che un provvedimento simile sarebbe stato interpretato come una sorta di amnistia. Così che Alfano ha sentito l'esigenza di rimettere mano al provvedimento e di concordarlo sulle esigenze espresse dal Carroccio. Il governo ha quindi presentato tre emendamenti in commissione giustizia alla Camera che ha di fatto revocato l'automatismo per cui ai detenuti a cui resta un anno di pena è data la possibilità di scontarlo ai domiciliari. Toccherà al magistrato di sorveglianza decidere caso per caso considerando anche "l'idoneità" del domicilio. Stralciato in commissione anche l'articolo che prevede la sospensione della detenzione con l'affidamento ai servizi sociali.

Accolte le posizioni della Lega
«Sono state accolte alcune istanze che avevamo posto sin dall'inizio come la cessazione dell'automatismo dell'ultimo anno a casa, l'accertamento della pericolosità da parte del magistrato e il potenziamento delle forze dell'ordine», ha detto Nicola Molteni, componente leghista in commissione Giustizia alla Camera. «Finalmente - dice anche Matteo Brigandì - non si parla più sic et simpliciter di prendere i detenuti e portarli a casa. Ora bisognerà fare i conti con l'oste e l'oste in questo caso sono i magistrati». Per l'esponente del carroccio «è evidente che non ci può scoppiare in mano una situazione insostenibile ma non si può trovare un escamotage all'ultimo minuto per risolvere il problema».

Per il Pd un passo avanti
Positivo il giudizio del Partito Democratico, «per noi è un passo in avanti in termini di chiarezza»ha spiegato il capogruppo del Pd in commissione Giustizia alla Camera, Donatella Ferranti. «Si tratta di un testo diverso che tiene conto delle osservazioni che sono emerse durante il dibattito. Il governo ha fatto uno sforzo e non si è irrigidito ma ha tenuto conto di quello che è stato detto in Parlamento».

(ami)2010-05-11 16:28:59

Articoli Collegati

* Piano Carceri, Cgil: Non convince che ci si affidi solo alla costruzione di nuove strutture
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Di Loredana Morandi (del 11/05/2010 @ 19:01:00, in Sindacato, linkato 1328 volte)
Voglio bene a D'Alema ma sono assolutamente d'accordo con l'Ordine.
Non sono d'accordo su Minzolini perché:
a)
non potete crocifiggere il mio vicino di casa Di Giannantonio,
b)
perché bastano Santoro e Travaglio ad aver aizzato centinaia di persone che sputano su tutti i giornalisti professionisti del Tg 1 via Facebook.

E in questi tempi di oscura criminalità non mi pare il caso di ascoltare la folla che preferisce "Barabba" a Gesù Cristo o si rischia di ripetere il gesto di Pilato.

Loredana Morandi


Procedimenti anche per Maglie e Piperno


D'Alema e Minzolini,
si muove l'Ordine dei giornalisti


Roma, 11-05-2010

Il Consiglio dell'Ordine dei giornalisti del Lazio ha deciso l'apertura del procedimento disciplinare nei confronti di Massimo D'Alema per "le frasi offensive espresse durante la trasmissione Ballarò del 4 maggio scorso". In quell'occasione l'ex premier disse "Vada a farsi fottere" al vicedirettore de Il Giornale, Alessandro Sallusti.

La procedura, discussa lo scorso 7 maggio, è stata aperta d'ufficio.

"Mills Assolto"
Nei confronti del direttore del Tg1, Augusto Minzolini, è stato invece comminato un avvertimento del presidente "per il titolo incompleto letto nella edizione delle 13.30 del Tg1 del 26 febbraio". In quel caso si parlò di assoluzione per l'avvocato inglese, David Mills, e non di assoluzione per prescrizione.

Troppo fuoco sulla Busi
Decisa inoltre l'apertura del procedimento disciplinare a Maria Giovanna Maglie e Antonella Piperno per gli articoli riguardanti la collega del Tg1 Maria Luisa Busi. Su esposto di quest'ultima, è stato contestato alla Maglie l'articolo su Libero del 2 aprile scorso e alla Piperno quello su Panorama del 22 aprile. Nei due articoli incriminati si criticava l'intervista alla Busi su Repubblica nella quale la conduttrice del Tg1 prendeva le distanze dalla direzione e, più in generale, la carriera di inviata della stessa Busi.

RaiNews24
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Di Loredana Morandi (del 11/05/2010 @ 18:51:04, in Sindacati Giustizia, linkato 1203 volte)
Speriamo nelle "istruzioni" ...

Giustizia - Informatizzazione:

il Ministro Alfano continua con la "vuota" propaganda


Comunicato stampa di Antonio Crispi, Segretario Nazionale Fp Cgil


In perfetta linea con il suo stile popolar-mediatico, il Ministro Alfano continua a pubblicizzare provvedimenti relativi all'informatizzazione.

Questa volta si tratta del sistema del Giudice di Pace, che renderebbe possibile per i cittadini inserire on-line i dati del proprio ricorso.

Peccato che il Ministro ometta di dire che una volta compilato il ricorso sarà "necessario spedirlo tramite raccomandata A/R o presentarlo personalmente all'ufficio del giudice di pace competente", come si legge sul sito www.giustizia.it: tutto ciò in barba alla posta certificata tanto pubblicizzata dal degno collega Brunetta.

Chiediamo al Ministro Alfano di farla finita con la propaganda e di convocarci per discutere una volta per tutte di una vera modernizzazione della giustizia.

Roma, 11 Maggio 2010
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Di Loredana Morandi (del 11/05/2010 @ 18:41:16, in Sindacati Giustizia, linkato 1288 volte)


http://www.giustiziaquotidiana.it/public/COISPlogo.jpg


Coordinamento per l'Indipendenza Sindacale delle Forze di Polizia


COMUNICATO STAMPA
DEL 11 MAGGIO 2010

Dopo i “fatti” di Roma il COISP interviene non per coprire le eventuali responsabilità, ma per chiedere prese di posizioni forti da parte delle politica.


“Non siamo quì per giustificare nessuno, nè per sollevare chi avrà delle responsabilità accertate, dalle sue colpe”. E’ quanto dice Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp - il Sindacato Indipendente di Polizia - a proposito dei fatti del dopo gara tra Roma e Inter, nei quali sono rimasti coinvolti alcuni Poliziotti che, secondo le prime ricostruzioni effettuate a seguito di una denuncia, avrebbero malmenato un giovane estraneo al tifo scambiandolo per un altro ragazzo che poco prima aveva insultato ed aggredito le Forze di Polizia. “E’ interesse dell'intera categoria accertare la verità - continua Franco Maccari - perché l'eventuale errore di pochi non può compromettere il lavoro che quotidianamente svolgono migliaia di Rappresentanti delle Forze dell’Ordine”. “Però - dice il Segretario Generale del Coisp - se di verità deve trattarsi vogliamo che verità sia. Non ci piacciono i proclami, soprattutto politici, di chi guarda passare per giorni e giorni sotto i propri occhi le immagini dei frequenti scontri dentro e fuori gli stadi, durante i quali i bilanci sono quasi sempre a sfavore delle Forze di Polizia, e non prende delle posizioni dure nei confronti delle società che, come è noto, molte volte foraggiano e fiancheggiano anche le frange più estreme dei tifo organizzato”. “Non vogliamo fare demagogia - conclude Maccari - ricordando per l'ennesima volta l'estremo sacrificio del collega Filippo Raciti, morto durante gli scontri del Massimino di Catania, non vogliamo coprire eventuali responsabilità dei colleghi, ma non accettiamo di passare per i carnefici di turno ogni volta che accadono questi fatti. Il problema sta a monte. E’ inconcepibile che in una società che si definisce civile, una partita di calcio diventi l'occasione per innescare una guerriglia urbana. E questo non è un problema di Polizia, ma un fatto politico e di regole da stabilire a priori e non dopo.”
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Di Loredana Morandi (del 11/05/2010 @ 16:56:08, in Osservatorio Famiglia, linkato 1704 volte)
Sono trasecolata perché è vero che le genti provenienti dal Bangladesh sono "miti". Sono anni che non frequento il tavolo migranti, anche se ricevo i comunicati ufficiali tramite le associazioni corrispondenti degli Artisti su Milano. Il tavolo migranti non ha mai affrontato il tema criminalità,  era impossibile farlo, anche se rammento bene come indistintamente tutte le genti di colore si tenessero a distanza dai Rumeni e dagli Albanesi. Un crimine di queste proporzioni si concretizza con lo sfruttamento di situazioni di povertà estrema, mentre a naso direi che gli acquirenti sono italiani e captati dai circuiti "mafiosi" dell'ingresso/alloggio e del "collocamento lavoro". Indagate gli internet point e non necessariamente quelli dei connazionali, perché non è ragionevole escludere i rumeni, anche dopo l'ingresso in Italia delle baby prostitute, in quanto la pedopornografia è un prodotto del mercato degli schiavi del sesso e vende.
Ritengo utile, inoltre, a livello organizzativo centrale una più attenta valutazione delle competenze su questi casi ed il protocollo del modus operandi. Il video trasmesso da La Repubblica è da definirsi preoccupante. Di seguito una foto tratta dal video della perquisizione a minuti 0:52 circa. (info data telefonicamente ad uffici stampa PS e Municipale).



Ottimo l'appello della Associazione Dhuumcatu, che riporto da un altro articolo.  L.M.


L'appello della Associazione
Dhuumcatu «Dinanzi alla gravità del reato imputato l'associazione Dhuumcatu lancia un appello alla comunità affinché coloro che sono informati dei fatti forniscano immediatamente agli inquirenti ogni elemento utile alle indagini. Rispetto alla gravità dei fatti vogliamo che la magistratura possa svolgere celermente le indagini e non siamo in alcun modo disposti a tollerare omertà e connivenza con gli indagati da parte di settori residuali della comunità».

Leggi anche L'associazione bengalese: chi sa parli (11 mag'10)

NELLA ZONA TRA CENTOCELLE E GARBATELLA

A Roma centrale della pedopornografia
Arrestato autore video choc

Tra il materiale per pedofili molte foto. Indagate 40 persone della comunità bengalese


ROMA - Scoperti e sequestrati video dell'orrore e dell'infamia. E anche molte foto. Tutto materiale destinato alla pornografia ma con protagonisti i bambini. Quasi cinquanta video che coinvolgono quaranta persone della comunità bengalese di Roma sono stati sequestrati martedì dagli agenti della polizia municipale dell'VIII Gruppo dopo le perquisizioni nella zona di Centocelle e Garbatella dall'alba di martedì. Un video denominato «Il prostituto», girato nell'agosto scorso, serviva come «promo» per offrire prestazioni. Un altro coinvolgeva un bambino di 5 anni. Il presunto autore di quest'ultimo filmato è stato fermato intorno alle 13 a Roma. L'uomo, anche lui cittadino bengalese, è stato prelevato dalla sua abitazione, nella zona della Garbatella.

ARRESTATO L'AUTORE - Nel video choc compare protagonista un bambino di non più di 5 anni obbligato da una donna adulta a consumare un rapporto sessuale. Il presunto autore del video, finito in manette martedì, sarebbe stato indicato da un connazionale già arrestato il 20 aprile scorso per detenzione di video con immagini pedo-pornografiche e per rapina.
Nei casi di abusi potrebbero essere coinvolti anche altri bambini fra i 3 e i 4 anni.
Le indagini sono scaturite dopo gli arresti, nell'aprile scorso, di due bengalesi, uno di 34 e l'altro di 22 anni, accusati rispettivamente di violenza sessuale e di rapina. Il video era stato scaricato su un telefonino di proprietà del secondo arrestato, che ha però negato di averlo realizzato personalmente ed ha indicato in un altro connazionale il responsabile.

LE REAZIONI - La notizia del sequestro dei video choc ha provocato dure reazioni. «Il carcere non è sufficiente per coloro i quali hanno disturbi del desiderio sessuale, detengono, producono e distribuiscono materiale pedopornografico. La castrazione chimica, pratica purtroppo non invasiva e irreversibile, appare attualmente la strada migliore da intraprendere per i reati a sfondo sessuale, ancor più contro i bambini, esseri innocenti ed indifesi troppe volte preda di persone disturbate e depravate, a causa delle quali rimangono segnati tutta la vita», dichiarano, in una nota, Fabrizio Santori, presidente della commissione Sicurezza del Comune di Roma e Fernando Vendetti, presidente della commissione Sicurezza dell'VIII municipio.

BENGALESI PERSONE MITI - Polemiche anche sull'ambiente in cui sono maturati gli abusi e la produzione dei video. «Questo fa pensare che la comunità bengalese nella città di Roma abbia al suo interno elementi pericolosi», ha detto il comandante dell'VIII Gruppo, Antonio Di Maggio. «Per ora - ha aggiunto - riteniamo che i video fossero destinati a un giro interno alla comunità. Ma è da accertare se fossero rivolti anche all'esterno. Una vicenda che sorprende, perché i bengalesi sono persone miti».

Redazione online
Corriere Sera 11 maggio 2010
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Di Loredana Morandi (del 11/05/2010 @ 16:47:36, in Osservatorio Famiglia, linkato 1385 volte)
Dalle dichiarazioni questo è anche l'orientamento della Questura di Roma. L.M.

Caso Gugliotta, Pm procederà

contro agenti per lesioni


Roma, 11 mag. (Apcom) - Sarebbero già stati identificati gli agenti di polizia che dopo la partita tra Roma e Inter, del 5 maggio scorso, avrebbero malmenato e poi arrestato Stefano Gugliotta. Il rapporto con i nomi dei poliziotti, a breve, sarà all'attenzione di chi indaga. Il pm Francesco Polino, responsabile dell'inchiesta sui disordini avvenuti nei pressi dell'Olimpico in occasione della finale di coppa Italia, è in attesa di visionare ulteriori filmati riguardanti l'episodio che riguarda Gugliotta.

Il giovane è indagato di resistenza, violenza e oltraggio a pubblico ufficiale. Gli inquirenti sottolineano che il video diffuso su internet mostrerebbe solo una parte di quanto è accaduto nei pressi dell'abitazione di Gugliotta, in viale Pinturicchio.

Al momento - si spiega a piazzale Clodio - gli accertamenti rispetto all'intervento di polizia si svolgono nell'ambito del fascicolo che riguarda l'arresto del 25enne. Quando, però, sarà chiarita la dinamica di quanto avvenuto il magistrato potrebbe avviare una inchiesta per quanto subito da Gugliotta, in cui verrebbero accusati i poliziotti per il reato di lesioni volontarie.

Nel corso dei controlli dopo la partita sono stati fermati 8 giovani. I difensori hanno presentato istanza al riesame per l'annullamento della misura cautelare emessa nei confronti dei loro assistiti. L'avvocato Andrea Cerrone che assiste Emanuele De Gregorio, ha spiegato: "Lui ha 19 anni. E' uno studente di farmacia alla Sapienza. Era andato a vedere la partita con un suo amico e compaesano. Vengono entrambe dalla provincia di Chieti. Lui è un ragazzo mingherlino, piccolo, che non farebbe male ad una mosca.

E' stato fermato nei pressi di piazza Mancini dopo che aveva raccolto da terra una asta telescopica, utile per tenere le bandiere. L'avrebbe voluta usare per i prossimi mondiali. E' detenuto a Regina Coeli e vive una situazione di fortissimo disagio". L'avvocato Lorenzo Contucci, che difende tre giovani, ha detto: "Dopo la partita i poliziotti hanno cercato un giovane con un indumento rosso che li aveva insultati. Non è un caso che 3 degli otto arrestati avevano un giacchetto od una maglietta di quel colore. E' stata scatenata una caccia all'uomo senza alcun motivo".  11 maggio 2010
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