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 Atalanta Fugiens, emblema 24 della Natura...... di Loredana Morandi
 
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Sul manifestarsi della pedofilia: Il soggiacere alle esigenze di donne volgari e violente, siano esse inoltre nane, malformate o mastodontiche, e la contestuale persecuzione e vessazione di una madre normale con figli normali, in un uomo che nell'infanzia abbia subito abusi a carattere sessuale, rappresenta una latenza grave ed un segnale dell'avanzare della parafilia comunemente nota come Pedofilia.

Loredana Morandi
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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Loredana Morandi (del 31/05/2010 @ 06:55:52, in Magistratura, linkato 1437 volte)
L'incontro è oggi...

Manovra/ Domani toghe da Letta per tagli,

su scudi anche cultura

Per i finiani "illogici e sbagliati i tagli alle eccellenze"


Roma, 30 mag. (Apcom) - Da un lato il mondo della Giustizia, dall'altro quello della cultura. Due emisferi che raramente si toccano ma che in questi giorni sono uniti da un comune denomitare: i 'tagli' contenuti nella manovra economica del governo e le proteste contro le decurtazioni di fondi. Sul fronte giustizia, i 'destini' di magistrati e personale generico sono appesi all'incontro di domani mattina tra i vertici dell'Anm e del Comitato Intermagistrature e il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta. Per quanto riguarda invece la cultura, a prendere parola è Farefuturo, la fondazione presieduta da Gianfranco Fini, che dà voce al malcontento per i tagli subiti dal settore. Sostanzialmente simili le rivendicazioni delle due categorie.

Per il segretario dell'Anm, Giuseppe Cascini, la manovra economica del governo, che vede "inaccettabili penalizzazioni. E' assurdo che un magistrato che guadagna 150.000 se ne veda decurtati dalla manovra soltanto 2.000 e uno che ne guadagna 70.000 debba contribuire alla soluzione della crisi economica con 20.000", secondo Cascini in funzione del blocco dei primi aumenti automatici di stipendio, "che sono i più consistenti e avvengono nei primi 15 anni di carriera".

Dall'altro lato, Il ministro dei Beni culturali Sandro Bondi è "rammaricato" per non aver potuto dire la sua su quali interventi fare per tagliare le spese nel settore della cultura in occasione del varo del decreto sulla manovra economica. "Sono convinto da tempo della necessità di ridurre gli sprechi e riorganizzare interamente la cultura italiana. Perciò mi sono trovato in totale sintonia con la decisione del ministro Tremonti e dell'intero Governo di procedere ad un taglio dei fondi anche della cultura. Avrei voluto tuttavia poter concertare dove intervenire e in che modo farlo per ridurre le spese. Mi rammarico che ciò non sia avvenuto".

Solidale con il ministro, ma molto più critico con il governo, il periodico online di Farefuturo. "Non è possibile, non è giusto, che sul mondo del sapere e della ricerca, un comparto che per il nostro paese riveste un'importanza del tutto particolare, si abbatta la scure dei tagli così, indiscriminatamente e senza alcun tipo di discussione preliminare. Senza spazi di riflessione, di confronto, anche all'interno dello stesso ministero". "Che sia tempo di sacrifici - si legge su Ffwebmagazine, periodico online della Fondazione Farefuturo - nessuno lo mette in dubbio. E condividiamo tutti l'esigenza di profonde riforme della cultura come quella delle fondazioni liriche ora in Parlamento, e condividiamo tutti l'esigenza di una manovra che impone sacrifici a tutti. Ma attenzione ai tagli indiscriminati alla cultura. Soprattutto se nella lista dei 232 istituti "tagliati", ci sono anche alcune vere e proprie punte di eccellenza italiana riconosciute da tutto il mondo".
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Accade a Tivoli...

Processo-lumaca dura 40 anni:

il querelante muore prima, novantacinquenne


Dopo una lunga malattia, si è spenta G. I, quasi 95 anni. L'anziana di Tivoli non ha avuto la possibilità di vedere la fine di una causa civile intrapresa contro i parenti per una consistente eredità materna. Una causa iniziata quando aveva appena 50 anni, negli anni '70

Avrebbe compiuto tra poco 95 anni G. I., di San Gregorio da Sassola alle porte di Tivoli, ma si è spenta per una lunga ed invalidante malattia: si è spenta senza avere la possibilità di vedere la fine di una lunga causa civile intrapresa contro i parenti per una consistente eredità materna. Una causa intrapresa quando aveva appena 50 anni, negli anni '70: dopo decenni passati tra carte bollate, udienze rinviate, giudici sostituiti, avvocati cambiati o deceduti, codici e leggi che si susseguono, diversi anni fa, l'anziana donna, stufa di attendere, aveva deciso di fare causa allo Stato italiano invocando l'applicazione dell'articolo 6 della convenzione europea dei diritti dell'uomo che «punisce» pecuniariamente lo Stato per l'eccessiva durata di un processo.

Esemplare e veloce la decisione della Corte di Appello di Perugia, che accogliendo il ricorso della donna, aveva condannato il ministero della Giustizia a pagare alla donna 8mila euro oltre agli interessi legali: era il 10 aprile del 2006. Il ministero della Giustizia avrebbe dovuto immediatamente onorare il debito nei confronti della vecchietta, pronta a godersi «da viva» la meritata vittoria, ma purtroppo così non è stato e a poco sono serviti i numerosi atti di precetto contro l'amministrazione, che si è vista pure pignorare le fotocopiatrici. Ora saranno gli eredi a chiedere giustizia.

Il Giornale
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Io, magistrato della Corte di cassazione
e la manovra economica
      

Sono un consigliere della Terza Sezione Civile della Corte di cassazione e sto per compiere 54 anni. Sono entrato in carriera nel marzo del 1983. Questa settimana, a causa delle notizie sul trattamento che la manovra fiscale vorrebbe riservare ai magistrati, ho lavorato con profonda amarezza.

Io, come quelli del mio concorso, mi troverei nella seguente condizione: il prossimo 19 marzo 2011 maturerei 28 anni di anzianità e, pertanto, dovrei essere valutato dal C.S.M; se dovessi ricevere una valutazione positiva, avrei diritto ad una progressione economica, funzionale anche a ragguagliare il mio trattamento a quello dei magistrati amministrativi con equivalenti condizioni di servizio. Invece, sento dire che, in forza di questa manovra (a parte il previsto prelievo del 5% o del 10% sullo stipendio e l'esclusione dell'adeguamento stipendiale agli aumenti già dati al pubblico impiego nel triennio precedente), se sarò valutato positivamente, mi sarà sì conferito il relativo titolo, ma non l'aumento di stipendio.

Nella stessa condizione si troveranno i colleghi che, a far tempo dal 2011, dovranno subire valutazioni di professionalità, a cominciare da quelli più giovani. Anche a loro sarà conferito il titolo se valutati positivamente e, per la valutazione, dovranno prima presentare una domanda, un'autorelazione, i titoli. Tutto questo, però, senza corrispettivo. Io, come gli altri colleghi che si vedranno riconosciuta la progressione solo "per la gloria", mi troverò a lavorare con quei colleghi che hanno conseguito entro il 2010 la stessa valutazione, ma sarò pagato di meno.

Sono entrato in magistratura, provenendo da una famiglia di modesta condizione economica, perché credevo nel valore sociale del mestiere di magistrato. Sono arrivato giovane in Corte di cassazione (nel 2004), per concorso, e sono sempre stato soddisfatto ed entusiasta del mio lavoro (non altrettanto delle condizioni in cui si svolge, ma questo richiederebbe un discorso a parte).

Nella mia carriera ho sempre dato tanto al "mestiere", lavorando sempre anche di sabato e, spessissimo, di domenica, senza limiti d'orario (e qualcuno voleva metterci pure i "tornelli"!). Lo stimolo di lavorare in cassazione (la Suprema Corte!), così come la forte motivazione di far fronte all'arretrato (ad esempio, in civile la Corte riceve 30.000 ricorsi all'anno) per rispondere alle esigenze dei cittadini, ha spinto me e i miei colleghi a lavorare a ritmi ormai difficilmente sostenibili. Tanto che quelli più anziani hanno preferito collocarsi in pensione, lasciando la Corte scoperta di oltre cento unità, ossia di circa un terzo del suo organico.

Ora sono inquieto. Ho moglie e figli a carico e la mia è una famiglia monoreddito. Certo, non sono un impiegato, né un operaio. Sono consapevole che essi avranno preoccupazioni maggiori delle mie.

Non so, però, se sarà giusto continuare a lavorare ai ritmi attuali. Non so se sarà giusto sacrificare – come ho sempre trovato "naturale" per il "mestiere" di magistrato, perché così insegnatomi dai colleghi più anziani con cui ho lavorato e lavoro – due terzi, e talvolta più, delle mie ferie, senza esservi tenuto per dovere di ufficio.

Credo oggi di interpretare i sentimenti dei miei colleghi; per questo ho vinto il mio naturale riserbo di magistrato, spinto anche dalla notizia che un mio validissimo e noto collega di sezione, di dieci anni più anziano di me e con quaranta anni di servizio, proprio oggi si è dimesso dalla Magistratura.

Raffaele Frasca
Consigliere della Corte di cassazione

(Il Messaggero 29 maggio 2010)


Il magistrato e la manovra
        

Ho letto con interesse la lettera del Consigliere di Cassazione Dott. Raffaele Frasca perchè ho sempre apprezzato il lavoro della magistratura e spero che solo lo sfogo amaro di un momento gli faccia dire:"non so se sia il caso di continuare ad impegnarmi come ho fatto fin'ora".

Le osservazioni del Consigliere sono ovviamente determinate dalla finanziaria di cui tanto si parla e che colpisce e preoccupa anche categorie molto più fragili dei Magistrati. Ognuno è ovvio cura il suo orticello e piange sui colpi di scure che incidono sul proprio reddito, ma c'è chi ha dimenticato il significato di tale termine, chi per motivi di crisi aziendale non percepisce da mesi lo stipendio, chi dovrebbe, dopo una vita di sacrifici e di lavoro pesante, avere una meritata pensione ed invece si trova a dover aspettare ancora un anno per ottenere una misera pensione di vecchiaia.

Ma quanto incasserà lo Stato penalizzando categorie già palesemente martoriate? Ci sono categorie(caste?) che hanno privilegi e stipendi che sono oltraggiosi e vergognosi rispetto a chi davvero non arriva a metà mese con il proprio salario, ma quelle categorie non si toccano, meglio dissanguare(ma è rimasta qualche goccia di sangue?) i futuri pensionati e chi vive con stipendi di fame(io appartengo a queste categorie).

Caro Consigliere condivido le sue proccupazioni e quando parlo di categorie privilegiate, non mi riferisco ai magistrati ma voglio solo ricordarle che ci sono persone che hanno avuto una vita meno fortunata di quanto avrebbero meritato e che ora pagano il prezzo di una cecità legislativa che non sa(non vuole?)vedere ed intraprendere la via che porterebbe a quella giustizia sociale che sembra non essere più neanche la bandiera dei sindacati. Un cordiale saluto

Antonio Manca

(Il Messaggero 30 maggio 2010)
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Di Loredana Morandi (del 30/05/2010 @ 11:14:48, in Osservatorio Famiglia, linkato 1382 volte)
Su questo caso non ho critiche, ma solo consigli, anche alla luce di questi "titoli" che non recano onore a nessuno. Quale contesa? La procura di Salerno, ad oggi e con 17 anni di ritardo,"dovrebbe" indagare su quegli apparati dello Stato, che per corruzione o connivenza hanno consentito la libertà di uccidere ancora ad un omicida seriale. Poi, visto che Restivo è in carcere, con comodo potrà occuparsi dell'assassino. E' la miglior giustizia che Elisa potrebbe chiedere... L.M.

Claps: Restivo 'conteso',

procura Salerno studia strategie

Gli inquirenti due giorni fa gli hanno fatto notificare un mandato di arresto europeo


SALERNO - Come e quando ottenere il rientro di Danilo Restivo in Italia, perche' sia giudicato per l'omicidio di Elisa Claps: e' questo il problema, se non l'ossessione, degli inquirenti della Procura di Salerno, che due giorni fa gli hanno fatto notificare un mandato di arresto europeo. Il timore dei magistrati salernitani e' di non riuscire ad ottenere la consegna temporanea entro un anno, termine di scadenza della misura di custodia cautelare notificata, appunto, due giorni fa. In procura ci sono bocche cucite, ma e' trapelato che si starebbe studiando una giurisprudenza di Cassazione che permetterebbe di recuperare tempo prezioso. Secondo la Cassazione, infatti, la custodia cautelare all'estero decorre, nel caso di un indagato detenuto in un altro Paese, a partire dal momento della cessazione del titolo di detenzione estero. Questa strada, tracciata dalla giurisprudenza italiana, consentirebbe, in definitiva, di far scattare l'anno di decorrenza della custodia cautelare non appena Restivo non fosse piu' in stato di arresto in Inghilterra.

INCIDENTE PROBATORIO POTREBBE FAR EMERGERE COMPLICITA' - Gli accertamenti in corso in sede di incidente probatorio sul caso Claps potrebbero portare ad aprire nuove indagini e magari coinvolgere altri soggetti per quel che riguarda l'occultamento del cadavere di Elisa e le presunte coperture che hanno aiutato Danilo Restivo a farla franca per 17 anni. Proprio la presenza di tracce di Dna estranee al corpo, e allo stesso Restivo, potrebbero per gli inquirenti indurre a procedere a nuove verifiche per delineare l'eventuale contesto di complicità sul quale Restivo avrebbe potuto contare.

"Danilo Restivo uccise Elisa Claps il 12 settembre 1993 colpendola 13 volte al torace con un'arma da punta e taglio, dopo un approccio sessuale rifiutato dalla ragazza": lo ha detto ieri ai giornalisti il Procuratore generale di Salerno, Lucio Di Pietro. Il magistrato ha aggiunto che nei confronti di Restivo "ci sono gravi, precisi e concordanti indizi di colpevolezza in ordine all'omicidio di Elisa Claps". Dopo aver colpito al torace Elisa Claps, provocandone la morte, Restivo - ha spiegato Di Pietro - "l'ha trascinata in un angolo del sottotetto della chiesa della Santissima Trinità, coprendo il cadavere con materiale di vario tipo, fra cui tegole e materiale di risulta". Restivo "ha commesso il fatto - ha aggiunto il Procuratore generale di Salerno - per motivi abbietti e ha agito con crudeltà". Dal 12 settembre 1993, giorno dell'omicidio, "il corpo di Elisa è sempre rimasto nel sottotetto della chiesa della Santissima Trinità di Potenza, dove poi è stato trovato": lo ha detto il Procuratore generale di Salerno, Lucio Di Pietro. "Dall'esame autoptico del professor Introna, di altissimo livello scientifico - ha aggiunto il magistrato - è emerso che Elisa Claps è stata uccisa proprio la mattina del 12 settembre 1993, esattamente negli stessi luoghi in cui aveva incontrato Danilo Restivo".

FURONO TAGLIATI I CAPELLI DI ELISA - Furono tagliati i capelli di Elisa Claps: è questo uno degli elementi che avrebbero condotto la Procura generale a chiudere il cerchio su Danilo Restivo, per il quale è stato disposto l'arresto per l'omicidio della ragazza, avvenuto 17 anni fa.  In conferenza stampa oggi a Salerno, il pg Lucio Di Pietro non ha voluto rispondere a una domanda sui capelli: `'Ritengo doveroso - ha detto - mantenere il riserbo su elementi sui quali si stanno svolgendo degli accertamenti". Da fonti giudiziarie però risulta che effettivamente i capelli di Elisa risultassero tagliati: elemento che potrebbe essere emerso anche durante l'esame autoptico.

PG, RICHIESTA ARRESTO A GIP L'11/5, ACCOLTA IL 22/5  - La Procura generale di Salerno ha chiesto l'arresto di Danilo Restivo, con l'accusa di aver ucciso Elisa Claps, l'11 maggio scorso e il gip ha accolto la richiesta il 22 maggio: lo ha detto ai giornalisti il Pg di Salerno, Lucio Di Pietro. "L'11 maggio - ha spiegato Di Pietro - la Procura generale ha depositato alla cancelleria del gip anche la richiesta di emissione di un mandato di arresto europeo e il gip ha accolto totalmente la richiesta cautelare dell'ufficio della Procura generale".

PM, POSSIBILE ESTRADIZIONE TEMPORANEA RESTIVO - Per Danilo Restivo, "che in Italia è in stato di arresto, è possibile un provvedimento di estradizione temporanea dall'Inghilterra": lo ha detto ai giornalisti Rosa Volpe, il pm di Salerno che, insieme ad altri due magistrati, coordina l'inchiesta sull'assassinio di Elisa Claps. "In questa fase - ha aggiunto Volpe - abbiamo un anno per eseguire effettivamente l'arresto".

L'estradizione provvisoria in Italia di Danilo Restivo "consentirebbe alla Procura di Salerno di celebrare le fasi del procedimento fino al momento di restituire l'indagato alla giustizia inglese, fino poi ad arrivare ad un accordo finale": lo hanno detto i magistrati. E' stato inoltre precisato che "saranno presi contatti prima del 24 settembre" - data in cui Restivo comparirà davanti al Tribunale inglese - e saranno stabiliti tempi e modi di gestione dei due procedimenti. La magistratura di Salerno ha un anno di tempo per completare la fase delle indagini preliminari senza che Restivo venga rimesso in libertà, prima della richiesta di rinvio a giudizio e dell'avvio del dibattimento processuale.

GILDO, RITROVAMENTO 17 MARZO FU MESSINSCENA - "Siamo convinti, ma non solo noi, che il ritrovamento del cadavere di Elisa, il 17 marzo, è stata una messa in scena": lo ha detto stamani, in un'intervista con Radionorba Notizie, Gildo Claps, fratello della ragazza scomparsa il 12 settembre 1993, il cui cadavere è stato trovato il 17 marzo scorso nel sottotetto della canonica della chiesa della Santissima Trinità, a Potenza. "Non sono chiare - ha aggiunto Gildo Claps - le circostanze del ritrovamento del 17 marzo. E' evidente che il ritrovamento é avvenuto in precedenza e che quindi ci sono ombre, dubbi e sospetti che gravano su quanto è accaduto nella chiesa della Trinità. L'invito che abbiamo fatto al clero, e al vescovo in particolare, è quello di dire finalmente la verità su quanto accaduto".

Gildo Claps ha detto che la famiglia di Elisa ha accolto "con soddisfazione" la notizia dell'arresto disposto dalla magistratura salernitana per Danilo Restivo, ieri pomeriggio. "Abbiamo atteso, anzi abbiamo elemosinato per 17 anni - ha detto nell'intervista con Radionorba Notizie - questo atto, l'atto di arresto. Fin dall'inizio avevamo indicato Danilo come il responsabile della scomparsa di Elisa. Quindi oggi si compie un percorso che è una battaglia che è durata 17 anni. E' evidente che per noi è solo il primo tassello di una verità ancora difficile da raggiungere perché è evidente che ci sono complicità e connivenze che ancora devono venir fuori e quindi necessariamente - ha concluso Claps - ci auguriamo che le autorità inquirenti facciano piena chiarezza e piena luce su quanto accaduto quel 12 settembre 1993".

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Di Loredana Morandi (del 30/05/2010 @ 10:55:25, in Economia, linkato 1348 volte)
Idee di riforme a costo a zero,
si parte della giustizia civile

di Giuseppe Chiellino
27 maggio 2010

«Riforme a costo zero». Può sembrare uno slogan, in tempi di nuova austerity, quando bisogna tagliare la spesa pubblica per sanare i conti senza strozzare la timida ripresa dell'economia e del sistema paese. Le possibilità non sono molte, ma qualche strada c'è.

«La prima riforma da fare è rendere efficiente la giustizia civile che oggi è sommersa da 6 milioni di cause che intasano i tribunali. Come? È molto semplice e non costa nulla: bisogna superare il sistema del 'contributo unificato' che rende irrisori i costi per avviare una causa ed è forse il motivo principale dell'enorme numero di cause civili pendenti» afferma Gabriel Cuonzo, partner e socio fondatore dello studio legale Trevisan & Cuonzo, esperto di diritto commerciale e proprietà intellettuale.

Specializzato in materia di diritto dei marchi e dei brevetti, della concorrenza sleale, lotta alla contraffazione e pirateria video-musicale, come molti suoi colleghi si scontra ogni giorno con i tempi lunghissimi della giustizia italiana. «È la prima cosa di cui tengono conto le aziende e le multinazionali quando decidono se vale la pena investire in un determinato paese. E per l'Italia - spiega - è la prima causa che le spinge a rinunciare. Le imprese anno bisogno di certezze e non avere una ragionevole stima sulla durata di eventuali contenziosi scoraggia chiunque, soprattutto che deve investire».

Il contributo unificato va da un minimo di 30 euro ad un massimo di 1.110 euro, con una suddivisione per fasce a seconda del valore della causa. «In pratica accade che, versato questo tributo all'inizio, nulla più è dovuto a prescindere dalla durata della causa» spiega Cuonzo. Inoltre esistono numerose esenzioni per tipologie di causa, dall'assegno per il mantenimento dei figli alle cause di divorzio, dall'interdizione alle esecuzioni forzate. «Non solo: per le grandi cause societarie - spiega Cuonzo - o di diritto industriale, il cui valore è indeterminabile - è previsto un contributo risibile di appena 340 euro».

Due sono le modifiche «a costo zero» che propone Cuonzo: «Raddoppiare o triplicare la soglia minima per le piccole controversie e aumentare anche di 10 volte il contributo unificato per le cause tra società che hanno valori di milioni di euro». Gli effetti positivi sarebbero almeno tre: «più risorse per la giustizia, meno cause per i giudici e un vantaggio competitivo per le imprese che renderebbe l'Italia più attraente per gli investitori esteri».

L'articolo prosegue su Il Sole 24 ore


«L'unico vero ostacolo è l'eccessivo numero di avvocati in Italia, circa 200mila» ammette Cuonzo. «Ma alzare i costi del contenzioso - ritene - dopo un doloroso assestamento, porterebbe alla riduzione del numero degli avvocati e all'aumento del livello professionale e del loro reddito medio che oggi è uno dei più bassi della Ue».


Il decalogo dell'innovazione. Per Cuonzo, che ha tra i clienti molte multinazionali ma anche piccole realtà che registrano nuovi brevetti, «è fondamentale, anche per la crescita economica, creare le condizioni perchè chi ha buone idee innovative sia messo in grado di realizzarle e farle diventare occasione di business». Perciò in una sorta di «decalogo» per l'innovazione, Cuonzo indica anche altre idee, e insieme al Sole24ore.com, prova a lanciare il confronto con professionisti, imprese e lettori.

«L'esperienza sul fronte della proprietà intellettuale - spiega l'avvocato - mi porta a pensare che una mappatura della ricerca che si fa in Italia, può essere molto importante per portare alla luce gioielli nascosti e attrarre investitori e capitali. Parlo di ricerca orientata al business e non di ricerca pura. I costi sarebbero limitati e non sarebbe difficile trovare gli sponsor. Le banche d'investimento sono molto interessate».

Altra iniziativa possibile è quella di costituire un soggetto di consulenza centralizzato, con tutte le competenze necessarie, dal legale al venture capitalist e all'università, per offrire un punto di riferimento a tutte quelle realtà di cui il paese è ricco, che però non riescono a trasformare una buona idea in un'attività imprenditoriale. «Da questo punto di vista - teme cuonzo - il federalismo rischia di portarci nella direzione opposta, credo non sia compatibile con l'innovazione tecnologica».

Lo strumento fiscale. Una fiscalità favorevole per i 'portafogli intellettuali', infine, servirebbe incentivare la registrazione dei brevetti in Italia invece che all'estero, come avviene oggi. «In Gran Bretagna - spiega Cuonzo - per esempio c'è l'esenzione sul trasferimento dei brevetti da un soggetto all'altro». Ma questa misura avrebbe un costo! «È vero, ma va valutato alla luce della fuga delle royalties di registrazione».
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Di Loredana Morandi (del 30/05/2010 @ 10:48:07, in Economia, linkato 1480 volte)

Caso Scaglia, rinnovare
i quadri della magistratura

Sabato 29.05.2010 09:17
Dall'associazione Imprenditori d'Italia

 

A molti sembra che la tortura sia un insieme di atroci e dolorose tecniche relegate a un lontano passato, creando anche un'immagine del genere umano che nulla ha di edificante.

Al giorno d'oggi sembra che il mondo civilizzato non abbia più bisogno di metodi così crudeli. La scienza è un fondamentale supporto per le indagini: abbiamo satelliti in grado di spiare le mosse del colpevole, analisi chimiche che ci forniscono l'esatta identità del criminale, tecniche sofisticate per le intercettazioni al fine di ottenere una verità dei fatti.

Ma se satelliti, analisi, intercettazioni e perquisizioni non sono sufficienti a sostenere un quadro ideale che un PM, malato di egocentrismo e protagonismo, si è imposto di dimostrare per usare il personaggio pubblico, famoso e ricco al suo tornaconto personale, cosa s'inventa?

La tortura della custodia cautelare in carcere!

 Tanti, troppi imprenditori sono stati sottoposti a questa restrizione di libertà al solo scopo di essere costretti a dire, non la verità, che hanno sempre proclamato, ma quello che vogliono sentirsi dire i magistrati opportunisti.

Uno dei tanti casi balzati alla cronaca giudiziaria di questi ultimi tempi è Silvio Scaglia: 80 giorni di carcere e ora agli arresti domiciliari.

Gli arresti preventivi sono ammessi dal nostro ordinamento in caso di gravissimi indizi di colpevolezza e solo in caso di ragionevole pericolo di fuga e reiterazione del reato; Scaglia, che vive in Inghilterra e che al momento dell'emissione del provvedimento era in America Latina, dice subito: "Ho chiesto agli avvocati di concordare immediatamente il modo più opportuno per essere interrogato dai magistrati", riaffermando comunque la sua estraneità a qualunque reato.

Il 26 febbraio, poco dopo mezzanotte, Scaglia atterra a Ciampino e si consegna alla Guardia di Finanza, che lo porta al carcere di Rebibbia. Il 2 marzo 2010 Scaglia viene portato a Regina Coeli per l'interrogatorio. Il 17 maggio 2010 il GIP Aldo Morgigni ha firmato la disposizione per gli arresti domiciliari di Scaglia, ponendo fine agli 80 giorni di detenzione nel carcere di Rebibbia.

Ma nonostante il "rapimento" imposto dai magistrati, la "tortura" del carcere preventivo e la richiesta di una confessione come "riscatto", Silvio Scaglia, chiaro esempio imprenditoriale di capacità e impegno, riconosciutogli a livello internazionale, non ha altro da dire che la Verità già detta varie volte in precedenti audizioni; ma i magistrati non si fanno convincere e per la sola accusa che: "non poteva non sapere", se proprio la tortura del carcere non ha avuto effetto paghi il suo riscatto con gli arresti domiciliari e con una fidejussione di 10 milioni di Euro! Certo avete capito bene Scaglia ha dovuto rilasciare una fidejussione di 10 milioni di Euro per uscire dal carcere, insomma si sono pure inventati la libertà su cauzione!

Poi ci sono anche quelli meno facoltosi che in carcere rimangono come il Dott. Rossetti ex-direttore finanziario. Rossetti ha sotto sequestro tutti i conti correnti e beni personali e la famiglia è costretta a vivere dell'elemosina degli amici e parenti. Il Gip dice che non lo scarcera perché non ha fornito elementi utili all'inchiesta, non è tortura questa?

Ormai gli imprenditori e dirigenti di imprese non devono più temere i rapimenti da parte di bande malavitose ma solo quelli di discutibili magistrati che vogliono farsi gratuita pubblicità (pagata dal popolo) per il solo gusto egocentrico o per mettersi poi in politica andando a ingrossare le fila del partito di Di Pietro.

Imprenditori d'Italia, come indica nel suo programma continua a sostenere che: “I quadri della Magistratura vanno completamente rinnovati, partendo dai massimi vertici, per ridare il senso di integrità che oggi pare irrimediabilmente perso.”

Affari Italiani

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Di Loredana Morandi (del 30/05/2010 @ 10:46:10, in Magistratura, linkato 1343 volte)
Un migliaio di processi a rischio: 8 giudici su 12 trasferiti non sostituiti

A Gela la paralisi della giustizia


Gela, Il Tribunale di Gela e' al collasso. Un migliaio di processi di competenza del tribunale in composizione monocratica, rischiano di rimanere congelati. A lanciare l'allarme, il presidente della sezione penale Paolo Fiore. Su un organico di dodici giudici, ben otto sono stati trasferiti ad altra sede.

Due hanno gia' lasciato il Tribunale di Gela mentre i rimanenti sei lo faranno entro settembre. Dei quattro magistrati rimasti - fra penale e civile - facenti la funzione di giudice monocratico, tre matureranno l'anzianita' prevista solo nel dicembre del 2011. Rimane quindi un solo magistrato con un migliaio di processi pendenti e altrettanti ne giungono in media ogni anno.

Solo nell'aprile del 2011 il Tribunale di Gela avra' l'organico al completo, ma i giudici che arriveranno saranno di prima nomina e quindi non potranno svolgere nessuna mansione al monocratico. "Molti processi - ha spiegato il presidente Fiore - rischiano di cadere in prescrizione. Da settembre potremmo garantire solo i processi con detenuti o per reati particolarmente gravi. Negli ultimi venti anni il Tribunale di Gela ha vissuto grazie a magistrati di prima nomina.

I magistrati che hanno maturato anni di anzianita' non chiedono di venire a Gela perche' non e' considerata una sede appetibile, malgrado gli incentivi economici e di carriera". Anche la procura e' in ginocchio. Da settembre sui cinque magistrati previsti in pianta organica, rimarra' in servizio solo il procuratore capo, Lucia Lotti. L'organico sara' al completo solo fra un anno.

Rainews 24
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Di Loredana Morandi (del 30/05/2010 @ 10:40:43, in Sindacati Giustizia, linkato 1335 volte)
Uffici giudiziari in emergenza:
in aiuto arrivano i cassintegrati


Dare una mano ai lavoratori in difficoltà e allo stesso tempo cercare di mettere una pezza alla cronica carenza di personale (con conseguente giacenza di arretrati) degli uffici giudiziari. Entro metà giugno 40 cassaintegrati bergamaschi verranno inseriti tra la Procura e il Tribunale di Bergamo, a sostegno delle attività di cancelleria, come già sperimentato, ad esempio, a Sondrio, Milano e Monza. Il collocamento è frutto di un accordo tra Regione, Provincia (dove è già passato in Giunta), Palagiustizia e Procura.

I destinatari - a cui non è chiesto alcun requisito di età o nazionalità, ma l'idoneità a incarichi «paraimpiegatizi», oltre alla conoscenza del computer - possono essere per ora i cassaintegrati in deroga ai quali è stata assegnata una dote ammortizzatori sociali. I percorsi avranno una durata di quattro mesi prorogabili per altri quattro (fino a fine anno).

Via Tasso (sul capitolo «Programmi di reimpiego» del Bilancio di previsione 2010) ha già stanziato 73.600 euro (pari a circa 460 euro lordi al mese per addetto, che si aggiungeranno all'assegno di cassaintegrazione), per coprire i costi dell'operazione. «La Provincia – spiegano da via Tasso (la pratica è stata seguita, in particolare, dal segretario generale Benedetto Passerello e dall'assessorato all'Istruzione, formazione e lavoro di Enrico Zucchi) –, nel contesto di grave crisi che sta colpendo l'economia del territorio provinciale, ritiene necessario collegare alle politiche passive percorsi di politica attiva rivolti ai lavoratori destinatari di ammortizzatori sociali. Proprio con la doppia finalità di collaborare alla soluzione della difficile situazione degli arretrati giacenti negli uffici giudiziari, e di motivare nuove esperienze per i lavoratori colpiti dalla crisi».

Leggi di più su L'Eco di Bergamo del 29 maggio
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Di Loredana Morandi (del 29/05/2010 @ 16:14:43, in Politica, linkato 1287 volte)

Intercettazioni, Gasparri: ''Accantonare i pregiudizi''.

Il 'no' di giornalisti e poliziotti


Roma - (Adnkronos/Ign) - Il capogruppo Pdl al Senato: ''Spazi più ampi per il diritto di cronaca''. Fnsi: verso il ricorso alla Corte europea dei diritti. Associazione dei funzionari di Polizia: ''Duro colpo alla sicurezza''. Le modifiche del Pdl. Il testo all'esame di Palazzo Madama da lunedì. Alfano: ''Non vedo ragioni per la fiducia'' (FOTO)

Roma, 29 mag. (Adnkronos/Ign) - "Gli emendamenti che abbiamo presentato al disegno di legge sulle intercettazioni in vista dell'esame dell'Aula garantiscono spazi più ampi per il diritto di cronaca, evitando comunque la gogna mediatica e la pubblicazione indiscriminata di intercettazioni". E' quanto afferma il presidente del gruppo Pdl al Senato Maurizio Gasparri, tra i firmatari degli 11 emendamenti presentati ieri dalla maggioranza.

"Abbiamo valutato le proposte giunte dal mondo della stampa e abbiamo quindi - sottolinea - garantito ai giornalisti l'attività più ampia. Abbiamo anche ridotto in maniera significativa le sanzioni per gli editori. Riteniamo quindi di aver dato un contributo positivo al prosieguo dell'esame di questo provvedimento. Chi resta contrario vuole continuare in un uso indiscriminato delle intercettazioni e in una pubblicazione di materiali che non hanno il più delle volte nessuna rilevanza penale". "Ribadiamo che per quanto riguarda terrorismo e mafia nulla è cambiato e quindi le attività investigative potranno proseguire con grande intensità. Speriamo che vengano accantonati i pretesti e i pregiudizi e si guardi alla sostanze delle cose", conclude.

L'opposizione al testo resta però forte. Lunedì prossimo, il gruppo dei legali della Fnsi, il sindacato unitario dei giornalisti, insieme all'Usigrai, il sindacato dei giornalisti Rai, e all'associazione Articolo21, si riuniranno in audioconferenza con la Federazione nazionale della Stampa per fare il punto sulla stesura del ricorso alla Corte Europea dei diritti dell'uomo di Strasburgo nel caso in cui il Parlamento decidesse di trasformare in legge il ddl Alfano.

No anche dall'Anfp, l'Associazione dei funzionari di Polizia. "Il ddl intercettazioni è un duro colpo per la sicurezza, infatti, mentre l'indice di delittuosità risulta costantemente oltre i 4mila crimini ogni 100mila abitanti nell'ultimo decennio, al Senato ci si ostina a proporre un sistema che riduce severamente la possibilità di intercettare", dichiara in una nota il segretario nazionale dell'Anfp Enzo Marco Letizia. "Si insiste, poi, a prevedere che le microspie vadano messe nei luoghi ove vi è fondato motivo di ritenere che si stia commettendo un reato - aggiunge - e non si vuol capire che se l'investigatore ha questa convinzione deve intervenire per arrestare gli autori del crimine nella flagranza di reato".

Cancellata la parte relativa alle riprese visive

Intercettazioni, ecco le modifiche del Pdl:

sì alla pubblicazione del riassunto degli atti

Roma - (Adnkronos) - Tra le altre modifiche presentate, l'estensione della norma transitoria, con l'ampliamento della possibilità di applicarne di nuove ai procedimenti in corso. Il testo all'esame dell'Aula del Senato da lunedì. Alfano: ''Non vedo ragioni per la fiducia''. Maroni, legge non limiterà lotta alla mafia. (FOTO) 'Metti meno cemento e più sabbia', ecco le telefonate dei boss dell'ecomafia
 
Roma, 28 mag. (Adnkronos) - Si' alla pubblicazione per riassunto degli atti relativi ad indagini in corso. E' la principale modifica al disegno di legge sulle intercettazioni, all'esame dell'Aula del Senato da lunedi' prossimo, contenuta negli undici emendamenti presentati dal Pdl, firmati dal capogruppo Maurizio Gasparri, dal vice Gaetano Quagliariello, dal presidente della commissione Giustizia Filippo Berselli e dal relatore Roberto Centaro.

Tra le altre modifiche presentate, l'estensione della norma transitoria, con l'ampliamento della possibilita' di applicare le nuove norme ai procedimenti in corso.

Viene poi cancellata la parte relativa alle riprese visive, che verra' inserita in un altro provvedimento, e si parlera' di "intercettazioni di immagini mediante riprese visive". Possibile pubblicare l'ordinanza di custodia cautelare fatta eccezione per le intercettazioni telefoniche e i giornalisti iscritti all'Ordine, sia professionisti che pubblicisti, potranno compiere registrazioni non autorizzate o riprese con telecamere nascoste.

Infine diminuiscono le sanzioni per gli editori che pubblicheranno gli atti giudiziari prima dell'udienza preliminare.
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Di Loredana Morandi (del 29/05/2010 @ 16:11:13, in Magistratura, linkato 1326 volte)
MANOVRA: ANM, ORA NO SCIOPERO
MA NON ESCLUSO IN FUTURO



(AGI) - Roma, 29 mag. - L'Associazione Nazionale Magistrati non ha intenzione di proclamare oggi uno sciopero contro le misure previste nella manovra finanziaria, ma non e' escluso che si possa arrivare ad una forma di protesta cosi' dura se "le misure nei confronti dei magistrati fossero caratterizzate da iniquita' e ingiustizia sia nei confronti di altre categorie sia all'interno della stessa magistratura, con un danno soprattutto per i magistrati piu' giovani". Questa la posizione espressa dal segretario del sindacato delle toghe, Giuseppe Cascini, nel corso della riunione del 'parlamentino' convocato in via straordinaria proprio per discutere della manovra, per questa mattina.
  "Non rinunciamo alla possibilita' di proclamare uno sciopero - spiega Cascini - ma oggi sarebbe inopportuno farlo, data l'incertezza che vi e' ancora sui testi. L'Anm dovra' protestare con fermezza e con ogni mezzo, anche con il ricorso allo sciopero, se ci saranno misure inique. I magistrati non intendono sottrasi al proprio dovere di cittadini per contribuire a risolvere la grave crisi del Paese, ma cio' deve avvenire in termini di equita' e di giustizia".
  Cascini si e' detto contrario, al momento, ad uno sciopero bianco che, a suo parere, "verrebbe bloccato dal Garante.
  Bisogna intraprendere iniziative nei limiti della responsabilita' e dobbiamo evitare l'isolamento". La sua proposta quindi, e' quella di organizzare nei vari distretti assemblee comuni con il personale amministrativo "per protestare insieme sullo sfascio della giustzia. Il segretario dell'Anm ha voluto sottolineare poi come sia mancata "un'interlocuzione con il guardasigilli che e' stato totalmente assente in questa vicenda".
  Il presidente dell'Associazione Nazionale dei Magistrati, Luca Palamara, assente oggi alla riunione per problemi di salute, ha voluto inviare un messaggio ai colleghi sottolineando che la manovra economica del Governo "contiene misure inique e irragionevoli che colpiscono pesantemente i magistrati e, piu' in generale, l'intero sistema giudiziario. Saremo fermi nella protesta per garantire i principi costituzionali di indipednenza e autonomia della magistratura. Essere considerati non una risorsa, ma addirittura un costo per la giustizia, e' francamente in accettabile".

La Rassegna

Manovra/ Anm: Per ora niente sciopero, ma norme devono cambiare

Lunedì toghe da Letta. Cascini: "si penalizzano troppo i giovani"

Roma, 29 mag. (Apcom) - Il Comitato direttivo centrale dell'Anm ha deciso: per ora no a scioperi, tradizionali o bianchi che siano, per protestare contro la manovra economica del governo, che vede "inaccettabili penalizzazioni", secondo il segretario Giuseppe Cascini, "soprattutto dei magistrati più giovani". Per Cascini, come del resto per tutta la magistratura, "è assurdo che un magistrato che guadagna 150.000 se ne veda decurtati dalla manovra soltanto 2.000 e uno che ne guadagna 70.000 debba contribuire alla soluzione della crisi economica con 20.000", secondo Cascini in funzione del blocco dei primi aumenti automatici di stipendio, "che sono i più consistenti e avvengono nei primi 15 anni di carriera". Qui il vulnus che ha aperto il contenzioso tra toghe e ministero dell'Economia, da sempre avverso, secondo l'Anm, "alla progressione automatica delle retribuzioni dei magistrati", che invece è "garanzia dell'indipendenza della magistratura", visto che le toghe "non dovendo andare a contrattazione ogni quattro anni" non partecipano al gioco del 'do ut des' che caratterizza i confronti sindacali. Di questo i magistrati andranno a discutere lunedì mattina con il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta, il quale "non potrà non vedere la palese contraddizione interinseca alla norma", che penalizza "soprattutto i giovani". Ma se la preoccupazioni vanno soprattutto verso il futuro degli ultimi entrati nei ranghi della magistratura, anche gli 'anziani' mettono in scena proteste e azioni di autotutela. E' il caso del presidente dell'Anm Cassazione Alfonso Amatucci, consigliere alla Suprema Corte, che ha chiesto il collocamento in pensione per anzianità prima che le nuove norme entrino in vigore, così da evitare la dilazione della liquidazione e il congelamento e decurtazione dello stipendio. "Queste norme - ha detto il magistrato - sanno di truffa", perchè non esiste che "un debitore dica 'oggi non ti pago perchè non ho i soldi' e 'non ti pagherò neanche quando li avrò". Ancora peggio, ha concluso, che "a farlo sia uno stato". Eppure, per ora ancora niente sciopero: il Cdc, con 15 voti a favore e l'astensione dei 5 di Magistratura indipendente, ha votato un documento nel quale si ribadisce la volontà "di mantenere viva ogni forma di protesta che si renderà necessaria" per tutelare le retribuzioni e l'indipendenza dei magistrati. Rimane ancora confermato, inoltre, lo stato di agitazione dei magistrati contro "comportamenti iniqui e irrazionali" nei confronti delle toghe e il mandato alla Giunta dell'Anm di studiare forme di protesta in tutti idistretti, coinvolgendo anche le altre categorie del sistema.

21:19 - POLITICA- 29 MAG 2010

Manovra/ Anm: Per ora niente sciopero, ma norme devono cambiare

APCOM - ‎8 ore fa‎
Roma, 29 mag. (Apcom) - Il Comitato direttivo centrale dell'Anm ha deciso: per ora no a scioperi, tradizionali o bianchi che siano, per protestare contro la manovra economica del governo, che vede "inaccettabili penalizzazioni", secondo il segretario ...

MANOVRA: ANM PRONTA ANCHE A SCIOPERO, "E' INCOSTITUZIONALE"

AGI - Agenzia Giornalistica Italia - ‎12 ore fa‎
(AGI) - Roma, 29 mag. - Una manovra "iniqua, sperequata e incostituzionale", contro la quale la magistratura avvia le prime iniziative di protesta e non esclude di ricorrere anche allo sciopero. Cosi' il 'parlamentino' dell'Associazione Nazionale ...

Magistrati contro la Manovra, ma l'Anm congela lo sciopero

SKY.it - ‎8 ore fa‎
Niente sciopero, almeno per ora. I magistrati restano sulle barricate della protesta contro il Ddl intercettazioni e la manovra economica del governo che giudicano "iniqua, sperequata e incostituzionale", ma decidono di congelare qualsiasi ipotizzata ...

Scure sui magistrati, anche l'Anm veneta pronta allo sciopero

Corriere della Sera - ‎28/mag/2010‎
VENEZIA— La manovra Tremonti tocca anche gli stipendi dei magistrati, che attraverso l'Anm dichiarano lo stato di agitazione e si preparano, dopo la riunione dell'esecutivo nazionale fissata per domani, allo sciopero. ...

Manovra, Anm conferma agitazione toghe: pronti a sciopero

Reuters Italia - ‎13 ore fa‎
ROMA (Reuters) - L'Associazione nazionale magistrati (Anm) ha confermato oggi lo stato di agitazione contro la manovra economica del governo e ha fatto capire di non escludere per le prossime settimane anche uno sciopero delle toghe. ...

MANOVRA: ANM CONFERMA STATO AGITAZIONE, NON ESCLUDE SCIOPERO

Agenzia di Stampa Asca - ‎11 ore fa‎
(ASCA) - Roma, 29 mag - L'Associazione nazionale magistrati (Anm) ha confermato lo stato di agitazione gia' proclamato contro la manovra varata dal governo e ''non esclude eventuali iniziative di protesta, nessuna esclusa, che tengano conto, ...

Anm: «Manovra incostituzionale, pronti allo sciopero»

Il Messaggero - ‎13 ore fa‎
ROMA (29 maggio) - Una manovra «iniqua, sperequata e incostituzionale» rispetto alla quale i magistrati, all'esito dell'incontro programmato per lunedì prossimo con il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta, non escludono qualsiasi ...

Manovra: Anm, e' incostituzionale

ANSA - ‎13 ore fa‎
(ANSA) - ROMA, 29 MAG - Una manovra 'iniqua, sperequata e incostituzionale' rispetto alla quale i magistrati non escludono iniziative di protesta, sciopero incluso. E' quanto si legge nel documento del 'Parlamentino' dell'Anm con cui e' stato ...

Manovra, l'Anm rinuncia allo sciopero

Il Velino - ‎13 ore fa‎
Roma, 29 mag (Il Velino) - Per ora niente sciopero dei magistrati contro la manovra finanziaria varata dal governo. Questo l'orientamento del “parlamentino” dell'Anm, convocato d'urgenza per valutare le misure contenute nel provvedimento, che contempla ...

Manovra: Anm, per ora niente sciopero

ANSA - ‎15 ore fa‎
(ANSA) - ROMA, 29 MAG - Per ora niente sciopero dei magistrati, misura alla quale tuttavia l'Anm non esclude di ricorrere,in caso di 'misure inique e irragionevoli'. Questo l'orientamento del 'parlamentino' dell'Anm, in corso di svolgimento in ...

MANOVRA: ANM, ORA NO SCIOPERO MA NON ESCLUSO IN FUTURO

AGI - Agenzia Giornalistica Italia - ‎16 ore fa‎
(AGI) - Roma, 29 mag. - L'Associazione Nazionale Magistrati non ha intenzione di proclamare oggi uno sciopero contro le misure previste nella manovra finanziaria, ma non e' escluso che si possa arrivare ad una forma di protesta cosi' dura se "le misure ...

Ecco gli stipendi d'oro che le toghe non mollano

il Giornale - ‎28/mag/2010‎
RomaSacrifici per tutti, ma le toghe non ci stanno. Appena il governo ha parlato di toccare i loro stipendi si sono ricompattate all'istante, superando ogni solco di corrente. E l'Anm è tornata ad essere il faro di tutti i magistrati, ...

Manovra: Anm, e' incostituzionale

euronews - ‎12 ore fa‎
(ANSA) – ROMA, 29 MAG – Una manovra 'iniqua, sperequata eincostituzionale' rispetto alla quale i magistrati non escludonoiniziative di protesta, sciopero incluso. E' quanto si legge neldocumento del 'Parlamentino' dell'Anm con cui e' statoconfermato lo ...

Manovra, misure restrittive per i giudici: i magistrati pensano ...

Blitz quotidiano - ‎15 ore fa‎
I giudici italiani per ora non sciopereranno, ma in futuro potrebbero decidere di protestare contro le misure previste nella manovra presentata dal governo. Lo ha detto l'Associazione Nazionale Magistrati. Il sindacato delle “toghe” ha detto che se il ..
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