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Il male non sta solo nell'atto di compiere il male, sta nel non prendere posizione contro il male.

Oriana Fallaci
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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Loredana Morandi (del 24/05/2010 @ 07:59:36, in Magistratura, linkato 1741 volte)
Se ne discute oggi al Consiglio Superiore della Magistratura...

Giustizia, taglio del tirocinio contro la fuga dei Pm

23 maggio 2010

Soluzione d'emergenza per l'assenza di pubblici ministeri nelle Procure del Mezzogiorno. Una riunione straordinaria del plenum del Consiglio superiore della magistratura si terrà lunedì per discutere e votare una pratica urgente per contribuire - con il taglio del tirocinio dei magistrati che hanno appena vinto il concorso - alla soluzione della scopertura di organico (pari a 1.202 posti) nelle sedi disagiate. La proposta prevede la riduzione di 2 mesi della durata effettiva del tirocinio, con ciò consentendo una più rapida copertura di parte dei posti scoperti (pari al 12,5%) che non si riusciranno a colmare con i trasferimenti d'ufficio.

Il provvedimento in discussione rientra in un più ampio contesto di interventi che il Csm ha allo studio per risolvere il problema, ma l'ipotesi divide i consiglieri, tant'è che in Commissione la proposta, martedì scorso, è passata con due voti favorevoli (dei consiglieri di Unicost Fabio Roia e Francesco Mannino) e una valanga di astensioni da parte dei consiglieri di sinistra. Questo nonostante la scorsa settimana l'assemblea di Palazzo dei marescialli, a maggioranza, avesse espresso l'orientamento di accorciare il tirocinio, come parte di una strategia complessiva che intende affrontare il problema con i trasferimenti d'ufficio, ma anche con le applicazioni extradistrettuali, vale a dire con prestitì temporanei di sei mesi (e anche "forzosi", se necessario) di toghe da altri uffici giudiziari. Il tutto nella convinzione che i trasferimenti d'ufficio non saranno comunque sufficienti a risolvere il problema visto che in base alla legge si potrà attingere solo da quei non molti uffici giudiziari i cui vuoti di organico sono inferiori al 20%

http://www.ilsole24ore.com/art/norme-e-tributi/2010-05-23/giustizia-taglio-tirocinio-contro-171200.shtml?uuid=AYPRrNsB
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Di Loredana Morandi (del 24/05/2010 @ 07:57:32, in Magistratura, linkato 1879 volte)
Il Caporalato, ieri e oggi


di Nicola Saracino
22 maggio, 2010

Foggia - Il caporalato riemerse in Capitanata intorno agli anni ’70, con l’approdo sempre più massiccio di immigrati, di varia nazionalità, sulle strade della provincia, immigrati che si sono trovati a lavorare spesso per gente senza scrupoli. “Individuare il fenomeno del caporalato nelle nostre terre è diventato sempre più difficile, se si considera che i lavoratori soggiacciono sempre di più alle angherie dei caporali, ed è un fenomeno che interessa soprattutto gli immigrati”,

IL CAPORALATO IERI E OGGI: se n’è parlato ieri, nel corso di un convegno organizzato a Foggia presso la Corte d’Assise di Palazzo di Giustizia da Magistratura Democratica, in collaborazione con l’Ordine degli Avvocati del capoluogo dauno. L’incontro ha rappresentato un’occasione utile per fare il punto e analizzare un fenomeno tutt’altro che scomparso. “Individuare il fenomeno del caporalato nelle nostre terre è diventato sempre più difficile, se si considera che i lavoratori soggiacciono sempre di più alle angherie dei caporali, ed è un fenomeno che interessa soprattutto gli immigrati”, afferma l’Avvocato Marino, presidente dell’Ordine degli Avvocati di Foggia.

Senza dubbio il caporalato colpisce i soggetti più ricattabili, come gli immigrati clandestini. Il fenomeno ha messo in luce un tipologia di lavoro schiavistico, come segnala l’art. 600 del Codice Penale, il quale distingue la schiavitù – ovvero la condizione in cui il datore di lavoro esercita una forma di proprietà sul lavoratore, facendo spesso ricorso alla violenza, dalla servitù – una forma di subordinazione nella quale il soggetto lavoratore si trova in una condizione di inferiorità rispetto al datore di lavoro, che viene esercitata con mezzi fisici e psichici, e implicano l’accettazione della situazione da parte del lavoratore, spesso costretto da precarie condizioni economiche.

LE NORMATIVE – La legislazione individua tra le condizioni dello sfruttamento la riduzione sistematica dello stipendio, la grave compromissione delle condizioni di sicurezza, la mancanza di disciplina del datore di lavoro sui luoghi di lavoro nei confronti del lavoratore. Spesso, però, i migranti – coloro quindi che sono più soggetti a queste forme di violenza – si trovano sotto ricatto, e ciò rende difficile individuare e scoprire il fenomeno, poiché è lo stesso lavoratore che ha interesse e preferisce mantenere la situazione in cui si trova, a causa delle sue condizioni di debolezza. Con l’introduzione del reato di immigrazione clandestina le cose si sono complicate, perché la denuncia del lavoratore immigrato senza regolare permesso di soggiorno non lo invoglia a denunciare il caporale presso cui lavora, ma accentua il silenzio sul fenomeno.

LE CAUSE – Quali possono essere la cause sociologiche del caporalato? Innanzitutto la “svalutazione delle colture agricole” rispetto al passato. Si pensi ad esempio al prezzo dei cereali, che è diminuito di 2,5 volte rispetto agli anni ’70, quando si registrò un boom delle domande. Oggi queste colture non consentono di ottenere un reddito accettabile, e ciò porta il lavoro dei braccianti a seguire vie alternative di guadagno, come è accaduto tempo fa a Rosarno. A ciò va aggiunta una condizione di frustrazione che interessa il territorio della Capitanata e del Mezzogiorno in particolare, circondati sempre più da forme di rancore per la grave crisi economica che li attraversa. Si può individuare una sorta di conflitto tra città e campagna, nel senso che la città, con i suoi problemi, le sue difficoltà, riversa nella campagna tutte le sue negatività, al contrario di quanto avveniva in passato quando la campagna rappresentava una risorsa per l’insediamento urbano. Infine lo scenario economico attuale, investito da una grave recessione, che certo non aiuta a evitare forme di lavoro sommerso. La difficoltà è anche nei numeri: 13 euro a quintale per il prezzo del grano, 5 euro per quello dei pomodori. Dati che inevitabilmente incoraggiano forme di sfruttamento, che spesso sfociano in un degrado del vivere civile.

LE POSSIBILI SOLUZIONI – Quali possono essere le misure per far fronte al caporalato? I tentativi di porre un freno al fenomeno non sono andati sinora a buon fine. L’ art. 18 del TU sull’immigrazion art. 18 del Testo unico sull’immigrazione e, che prevede il rilascio di un permesso di soggiorno per gli immigrati che si trovano in una condizione di “sfruttati”, non è stata quasi mai applicata. Ciò per svariati motivi: i questori spesso ritengono questi strumenti discrezionali e non obbligatori; inoltre ci sono alcuni requisiti della norma che sono stati interpretati come restrittivi: ad esempio l’incolumità del lavoratore sfruttato viene accettata solo se gravemente compromessa, quindi come una reale situazione di pericolo di morte. Difficoltà che rendono quindi difficile la concreta applicazione della norma. Per porre un freno al fenomeno si potrebbe innanzitutto rilasciare il permesso di soggiorno al clandestini che vengono scoperti in una situazione di sfruttamento, ciò potrebbe indurre gli stessi immigrati a denunciare i loro caporali e venire allo scoperto. Inoltre sarebbe opportuno inasprire le sanzioni per i caporali, in modo da colpire duramente i colpevoli.

http://www.statoquotidiano.it/22/05/2010/il-caporalato-ieri-e-oggi/28204/
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Di Loredana Morandi (del 24/05/2010 @ 07:53:59, in Magistratura, linkato 1697 volte)
Intercettazioni/ Md: Ddl dimostra sfiducia in magistratura

Napolitano vigili, c'è attacco a istituzioni

Roma, 20 mag. (Apcom) - Magistratura democratica, corrente di 'sinistra' delle toghe, denuncia ancora una volta la pericolosità del ddl di riforma delle intercettazioni e con la segretaria generale, Rita Sanlorenzo, lamenta che con quelle norme "viene introdotta una limitazione pesantissima nell'uso dello strumento che rivela una sfiducia generalizzata nell'operato della magistratura".

Parlando a un convegno in cui Md ripresenta le proprie proposte per la giustizia, Sanlorenzo sottolinea: "Le intercettazioni sono uno strumento irrinunciabile: non venga posto fuori da una normale usabilità da parte di chi vuole accertare la verità". La leader di Magistratura Democratica chiama anche in causa le "numerose valutazioni critiche espresse da giuristi e osservatori" e, stimolata dalle domande dei cronisti, sottolinea che il capo dello Stato saprà far tesoro di queste valutazioni ed esprimerà un suo parere. Sarebbe però bene - insiste Sanlorenzo - che anche chi fa le leggi prestasse attenzione a questi rilievi, perchè altrimenti si dequalifica la funzione legislativa".

Insomma, con questo ddl, per Sanlorenzo, "c'è di nuovo un attacco alle istituzioni, magari involontario, ma di riflesso c'è". Male anche le recenti modifiche introdotte al testo base: "Si tentano aggiustamenti progressivi, ma l'intento fondamentale è sbagliato". E quindi, conclude la segretaria di Md, "ben venga la reazione della libera stampa e dell'opinione pubblica: democrazia significa sapere e conoscere, pur senza abusi ed indebite intromissioni nella vita privata dei cittadini".
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Di Loredana Morandi (del 23/05/2010 @ 17:51:20, in Varie, linkato 2222 volte)
Inter Campioni al cubo!


 
http://www.giustiziaquotidiana.it/public/inter_campioni_3_2010.jpg

Tanto per la cronaca, Giustizia Quotidiana è una signora...

http://www.giustiziaquotidiana.it/public/2010-03-05_morandi47.jpg

.. di sana e robusta fede "calcistica".


L.M.
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Di Loredana Morandi (del 23/05/2010 @ 12:16:16, in Magistratura, linkato 1315 volte)
18 anni dalla strage di Capaci.


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Di Loredana Morandi (del 23/05/2010 @ 10:34:21, in Osservatorio Famiglia, linkato 1359 volte)
Nonostante il canto del cigno "d'Oro sonante" che ha parlato di pedofilia tra i preti con ospiti famosissimi per le posizioni pro-pedofilia come Nichi Vendola, si, nonostante il giro di Walter con Socci, e viste le condanne in Cassazione di Apolloni e Bellario per gli abusi all'asilo di Torino, nonché gli esiti delle perizie che hanno permesso l'ammissione delle testimonianze dei minori abusati a Rignano Flaminio, è giusto dire che: 

il primato per numeri e violenza sui casi di pedofilia va alla Scuola. La violenza vera dei pedofili si manifesta negli ambienti laici, e tanto più laici sono gli ambienti e il loro background tanto più laida la violenza.

L.M.

ASILO ORRORI: PISTOIA, 24 GENITORI PARTI CIVILI


(AGI) - Genova, 20 mag. - Si e' conclusa con l'ammissione di 24 genitori come parti civili la prima udienza del processo a carico di Anna Laura Scuderi e Elena Pesce, le due maestre imputate di maltrattamenti nei confronti dei bimbi che venivano loro affidati nell'asilo "Cip Ciop" di Pistoia. Il giudice per le udienze preliminari, Roberto Fucigna, si e' riservato sull'ammissione come parti civili del comune di Pistoia e dell'associazione Onlus Sos Angeli che si occupa di diritti di bambini. I legali delle due donne hanno avanzato una proposta di risarcimento formale di 23mila euro complessivi sulla cui ammissibilità dovrà pronunciarsi il pm Silvio Franz.
L'udienza e' stata aggiornata al 15 giugno. Anna Laura Scuderi ed Elena Pesce dovrebbero rientrare oggi nel carcere Solicciano dopo l'erroneo trasferimento del carcere genovese di Pontedecimo dove sono giunte ieri nel primo pomeriggio formalizzando immediatamente la loro rinuncia a prendere parte al processo.

***

Pedofilia/ Bidello arrestato per abusi su bimbi di un asilo

Indagini dei carabinieri di Mercato San Severino

Roma, 22 mag. (Apcom) - Ha abusato di bambini. Per questo è stata emessa nei confronti di un bidello di 45 anni, d'una scuola della provincia di Salerno, una ordinanza di custodia cautelare in carcere. Sui fatti hanno indagato i carabinieri della compagnia di Mercato San Severino, sulla base di una denuncia presentata dai genitori di un bimbo che da mesi appariva nervoso, strano, ogni volta che doveva passare il portone di scuola. Sulle prima padre e madre hanno pensato a problemi di adattamento. Poi dopo aver intuito qualcosa hanno interessato gli investigatori. Dopo alcune audizioni con l'assistenza di psicologi esperti "si è chiarito il quadro", spiegano gli inquirenti. Agli atti di chi indaga ci sono anche numerose immagini pornografiche trovate sul telefonino e sul personal computer del bidello. E' possibile che scattasse le foto al momento dei suoi 'incontri' nel bagno con "almeno tre bambini". Al momento dell'arresto dell'uomo, molti nel paese non hanno voluto credere, ritenendo impossibile che una persona come il bidello, "che tutti conoscevano e stimavano", potesse essere un pedofilo. Nav mag 10

*** e nella famiglia...

Palermo, abusa sessualmente di bimba 10 anni, figlia convivente

Nel quartiere di Ballarò, la madre ha cercato di 'coprirlo'

Roma, 20 mag. (Apcom) - Abusava sessualmente della figlia della convivente, una bimba di 10 anni: lo scenario della brutta vicenda è il quartiere di Ballarò a Palermo, dove la polizia ha arrestato un uomo di 32 anni, con l'accusa di violenza sessuale, in esecuzione di un'ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal Gip Pasqua Seminara su richiesta del pm Carlo Lenzi. A portare alla luce le gravi condizioni di abuso della bimba è stata la scuola che la piccola frequentava, partendo dal ricovero della bimba presso un ospedale cittadino. Nei primi mesi del 2007, infatti, la madre, accorgendosi che la bambina aveva delle tracce di sangue nella biancheria intima e sospettando che la bimba potesse essere rimasta vittima di violenze, l'ha fatta visitare dai medici di un pronto soccorso che l'hanno ricoverata per dei traumi da violenza. Intervenuta, l'autorità giudiziaria ne ha disposto il ricovero presso una comunità alloggio della provincia di Palermo. Le successive indagini hanno portato alla luce un vissuto di violenza cui per tanto tempo era stata soggetta la piccola, sottoposta da tempo ad abusi e maltrattamenti da parte del compagno della madre. La bimba ha raccontato con precisione gli episodi che l'avevano vista vittima di molestie sessuali ed indicato, come autore, il fidanzato della madre. Dopo il racconto della bambina gli agenti sono riusciti ad individuare l'uomo, nonostante la madre cercasse di sviare i sospetti sul suo compagno, che però è stato riconosciuto senza ombra di dubbio dalla bimba che lo chiama "papà". Ieri all'alba i poliziotti lo hanno tratto arrestato nella casa in cui conviveva con la madre della bimba di cui abusava.

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Di Loredana Morandi (del 23/05/2010 @ 09:57:23, in Osservatorio Famiglia, linkato 1330 volte)
Mi dispiace, davvero, per le nuove minacce a Mirabile, ma quest'ultima faccenda solleva altissimo il mio sesto senso per gli imbrogli. Probabilmente è l'effetto della sindrome da iper presenza televisiva della associazione, ma vuole anche dire che troppi media, niente notizia/notizia pilotata.  La lobby dei pedofili in Rai è arcinota e questo Vescovo non aveva poi molto da dire, almeno la figura tracciata dalle dichiarazioni riportate dalla stampa è quella di una persona di poco peso intellettuale. Francamente consiglierei a Mirabile di abbassare il tiro del "crucifige" e  di scendere dalla tigre mediatica per ottenere un processo equo, che non leda i diritti delle parti e della popolazione. Di seguito il comunicato. L.M.

Comunicato stampa del 21 maggio 2010

PEDOFILIA/CASO DON CONTI: MINACCE A LA CARAMELLA BUONA PERCHE’ IN AULA CHIEDE L’INCRIMINAZIONE DEL VESCOVO REALI

Mons Reali: “Non avvisai nessuno dei miei superiori”

“Quel morto che cammina di Mirabile”, riporta così l’ignobile missiva spedita al Presidente del Tribunale Di Fiore e alla Gazzetta di Reggio Emilia dove La Caramella Buona ha sede nazionale. All’interno l’ennesimo proiettile.
La Digos e Carabinieri indagano, il tutto mentre l’udienza a Roma cominciava.
Tensione alle stelle ieri durante l’undicesima udienza del processo a carico di don Ruggero Conti, parroco di Selva Candida a Roma. Duro lo scontro tra l’accusa e la difesa, ancor più duro l’affondo dell’Avv. Nino Marazzita al Vescovo Gino Reali chiamato finalmente a testimoniare:”Voglio capire perché lei non ha agito, perché, nonostante come ha appena ammesso reputasse attendibili i ragazzi venuti da lei, non ha fatto niente!” “Non so”, “Sa,la parrocchia è grande” “Le voci possono essere tante”. Queste le risposte di Mons Reali.
Imbarazzante, scoraggiante ma soprattutto irritante: ieri si è appreso che il Vescovo Reali non solo NON avvisò l’organo competente sulle gravi informazioni di cui era venuto a conoscenza già nel 2006, non solo NON allontanò il parroco, ma nello stesso anno si preoccupò di rinnovare l’incarico a don Conti affinché potesse restare a Selva Candida per altri 9 anni!
“Sono costernato e amareggiato, ma sempre più convinto della nostra posizione” dichiara Roberto Mirabile presidente de La Caramella Buona Onlus. “Per don Ruggero si mette male, sono i fatti a parlare. Insieme all’Avv. Marazzita procederemo contro il Vescovo Reali per favoreggiamento, basta omertà!”
Ancora una volta La Caramella Buona è vittima di deliranti messaggi, ancora una volta i pedofili riescono a prendere parola. I Vescovi non denunciano, i parrocchiani piangono, La Caramella Buona riceve proiettili. Chi da fastidio alla pedofilia? Intanto Istituzioni e politica pare stiano sottovalutando il crimine devastante della pedofilia.

Anna Maria Pilozzi
Resp Ufficio Stampa
http://www.caramellabuona.org 
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Una legge che ferisce la Costituzione


CARLO FEDERICO GROSSO

La commissione Giustizia del Senato ha approvato a maggioranza gli emendamenti del governo al disegno di legge sulle intercettazioni. Sono previste limitazioni inaccettabili ai poteri dell’autorità giudiziaria, una cappa plumbea di silenzio nei confronti delle indagini penali in corso.

Inoltre, sanzioni severe per i giornalisti che contravvengono al nuovo regime e, soprattutto, per gli editori che consentono le pubblicazioni illegittime. Una disciplina che lascia stupefatti e che, se dovesse diventare davvero legge dello Stato, cambierebbe il volto delle indagini penali e di parte dell’informazione nel Paese.

Nonostante le critiche, le osservazioni e le proteste di una porzione consistente dell’opinione pubblica, l'azione non si è fermata. Non sono serviti i problemi economici urgenti, gli scandali della «cricca», il crollo di credibilità della classe politica, la necessità di affrontare finalmente il nodo della corruzione. In altre parole, le vere urgenze. La priorità, per il governo, era, ed è rimasta, tagliare le unghie alla magistratura che indaga e togliere voce e penna ai giornalisti che informano. Ne prendiamo atto con sconcerto, cercando di fare un bilancio di ciò che il Parlamento sta predisponendo.

In materia di indagini è risaputo che le intercettazioni costituiscono mezzo insostituibile di accertamento di molti gravi reati. Circoscrivere i casi nei quali esse possono essere disposte e stabilire che esse non possono durare più di un periodo prestabilito fisso di settantacinque giorni, e poi automaticamente cessare anche se stanno emergendo elementi utili ad individuare i responsabili, significa rinunciare ad uno strumento fondamentale nella lotta al crimine. Uno strano regalo alla criminalità, da parte di chi di tale lotta, dell’ordine pubblico e della difesa dei cittadini fa, almeno a parole, la sua bandiera. Un regalo, addirittura, alla criminalità organizzata, se è vero, che, come hanno spiegato gli esperti della materia, le restrizioni peseranno anche nelle indagini contro mafia, ’ndrangheta e camorra.

In materia d’informazione dovremo abituarci a non conoscere più nulla sulle indagini disposte dall’autorità giudiziaria. Se un ministro si fa pagare una casa a sua insaputa, non lo sapremo, perché i giornalisti non potranno più pubblicarlo. Come non sapremo più se un parlamentare, un presidente o un sindaco hanno peculato, rubato, si sono fatti corrompere o comprare e sono per questo indagati. A ciò conduce, inesorabilmente, l’avere previsto che non sarà più consentito pubblicare nulla, neppure «il contenuto» non più coperto da segreto, delle investigazioni giudiziarie in corso.

Le sanzioni previste per i contravventori sono, d’altronde, molto elevate. Chi dall’interno degli uffici rivela il contenuto di atti coperti da segreto investigativo sarà punito con la reclusione fino a sei anni, e in tale pena incapperà pure il giornalista che pubblicherà la notizia. Chi pubblica atti di un’indagine penale non più coperti da segreto, ma di cui è comunque vietata la pubblicazione, rischierà l'arresto fino a 30 giorni o il pagamento di un’ammenda da 1000 a 5000 euro, che sarà raddoppiata nel caso si tratti di un’intercettazione. Per l’editore del giornale che pubblicherà la notizia vietata è prevista una sanzione pecuniaria che potrà arrivare a 464.000 euro.

A quanto si è appreso, il varo definitivo in commissione del disegno di legge è stato sospeso fino a lunedì prossimo. In materia di sanzioni la novità più devastante è la pesantissima sanzione pecuniaria prevista per gli editori, che rischierà di alterare la relazione d’indipendenza che ha caratterizzato, fino ad oggi, il rapporto fra proprietà e direzione dei giornali. Pensate a che cosa accadrà quando, se si verificherà un’infrazione prevista dalla nuova legge, l’editore saprà di rischiare ben 464.000 euro. Credete davvero che, di fronte al pericolo di fallire e di chiudere l’azienda, si farà scrupolo d’imbavagliare, lui stesso, i direttori e i giornalisti? A quest’ulteriore scempio, a quanto pare, nessuno, nel palazzo, pensa di rimediare. La libertà di stampa è l’ultima delle preoccupazioni.

L’importante è creare un clima d’intimidazione complessiva in grado di bloccare ad ogni costo le notizie.

Si obietterà, a mali estremi, estremi rimedi. Gli abusi della stampa, con la pubblicazione di notizie coperte dalla privacy, con quella, indiscriminata, d’intercettazioni che non c’entrano con le indagini, con la demolizione mediatica di colpevoli ed innocenti, esigeva una reazione adeguata. L’obiezione è del tutto inconferente: a parare gli abusi sarebbe più che sufficiente la rigorosa applicazione della legge vigente sulla privacy, l’originaria previsione del divieto di rendere pubblici gli atti irrilevanti per le indagini e la predisposizione di un archivio riservato nel quale depositare provvisoriamente tali atti in attesa di una loro distruzione.

La realtà è che, con un colpo solo, governo e maggioranza (con l’avallo, magari, anche di qualche oppositore) vogliono indebolire la magistratura, rendere meno incisive le indagini, evitare che politici e potenti finiscano in prima pagina in ragione delle loro malefatte. Un’indebita limitazione del controllo di legalità e del diritto d’informare che, se dovesse passare, cambierebbe inevitabilmente la costituzione materiale. Speriamo che, nel frattempo, qualcuno che ha potere si accorga che è, anche, violazione della Costituzione formale.

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OPINIONI Ferita la Costituzione CARLO FEDERICO GROSSO / >VOTA Favorevoli o contrari?
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Di Loredana Morandi (del 21/05/2010 @ 15:22:45, in Estero, linkato 1282 volte)
Questa notizia vale tutta la giornata ! E c'è lavoro anche per i vignettisti.... ; - ) LM


"Strumento per la lotta alla mafia"

Gli Stati Uniti: le intercettazioni
sono essenziali per le indagini in Italia


"Non vorremmo mai che succedesse qualcosa che impedisse ai magistrati italiani di fare l'ottimo lavoro svolto finora: le intercettazioni sono uno strumento essenziale per le indagini" nella lotta alla mafia.

Lo ha detto in una conferenza stampa all'ambasciata degli Stati Uniti a Roma il sottosegretario al Dipartimento di Giustizia degli Usa con delega alla criminalità organizzata internazionale Lanny A. Brauer.

"La legislazione italiana finora e' stata molto efficace. Non vorremmo che accadesse qualcosa che impedisca" l'ottimo lavoro della magistratura italiana, ha spiegato Brauer, evidenziando "l'eccellente collaborazione" tra Italia e Stati Uniti nella lotta alla criminalita' organizzata.

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Di Loredana Morandi (del 21/05/2010 @ 00:53:40, in Osservatorio Famiglia, linkato 1695 volte)
Solidarietà ai magistrati minacciati. La pedofilia è un business tanto ampio che giustifica anche azioni violente o intimidatorie. Altri magistrati sono stati addirittura denunciati dai pedofili (famoso il cassato dalla Cassazione e il suo esposto alla Procura di Venezia). Viceversa dubito che sia la vecchiettina della santa messa del mattino a spedire proiettili ai magistrati, ed in generale l'intimidazione pur rivolta alla magistratura ha per oggetto il Vescovo di cui si voleva ottenere un "abbandono" del religioso sotto processo. Così occhio all'aspetto mediatico dell'affare "Chiesa" divenuto un business internazionale, perché gli ambienti che producono questo genere di iniziative sono laici, politicizzati e fan parte di coloro che predicano bene e razzolano male. L.M.

IL PRELATO HA DEPOSTO COMUNQUE


«Non fate testimoniare il vescovo
sennò farò saltare tutto in aria»

Lettera anonima con proiettile inviata al presidente del Tribunale di Roma dove è in corso il processo a Don Ruggero Conti, accusato di pedofilia

ROMA - Una lettera con un proiettile e la minaccia di «far saltare il tribunale in aria» se fosse stato permesso a monsignor Gino Reali, vescovo della diocesi di Porto Rufina, di testimoniare nel corso del processo nei confronti di don Ruggero Conti accusato di aver abusato a Roma di alcun giovani parrocchiani.

ANONIMA - La missiva, in base a quanto si apprende, è stata recapitata al presidente del tribunale capitolino Paolo De Fiore e indirizzata anche al pm Francesco Scavo, titolare del procedimento. In relazione a tale lettera anonima, che non è la prima di questo tenore e sempre relativa a questo processo, è stato organizzato un particolare servizio di sicurezza rafforzato nell'aula. La testimonianza del vescovo si è poi regolarmente svolta nel processo. (fonte Ansa)

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Processo Don Conti, il vescovo:
"Dieci denunce, non avvertii nessuno"

22:05   CRONACA In aula monsignor Reali, testimone nel processo per pedofilia all'ex parroco: gli dissi di essere più prudente. I legali dei ragazzi molestati: è favoreggiamento di Paolo Brogi

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Pedofilia: minacce a presidente tribunale Roma

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(ANSA)-ROMA, 20 MAG- Lettera di minacce contro la testimonianza di monsignor Gino Reali al processo nei confronti di don Ruggero Conti accusato di abusi sessuali. La lettera, con un proiettile e la minaccia di far saltare il tribunale, e' arrivata al ...

ROMA - Drammatica udienza giovedì mattina davanti alla VI sezione ...

Corriere della Sera - ‎2 ore fa‎
In aula monsignor Reali, testimone nel processo per pedofilia all'ex parroco: gli dissi di essere più prudente. I legali dei ragazzi molestati: è favoreggiamento ROMA - Drammatica udienza giovedì mattina davanti alla VI sezione del Tribunale di Roma ...

Pedofilia, Roma: lettera di minacce al presidente del Tribunale

Barimia - ‎1 ora fa‎
Una lettera minatoria con un proiettile è stata inviata al presidente del tribunale capitolino Paolo De Fiore e al pm Francesco Scavo, titolare del procedimento sui presunti abusi sessuali di un prete di Selva Candida nei confronti di ragazzini. ...

"Segnalazioni, ma poche prove: non denunciai"

La Repubblica - ‎2 ore fa‎
"Non ritenevo sufficienti gli elementi raccolti e per questo non ho informato il Vaticano e la Congregazione per la dottrina della fede, né ho denunciato i fatti all'autorità giudiziara italiana perché non conoscevo l'iter da seguire". ...

LETTERA CON PROIETTILE A PRESIDENTE TRIBUNALE ROMA

AGI - Agenzia Giornalistica Italia - ‎2 ore fa‎
(AGI) - Roma, 20 mag. - Una lettera con un proiettile e la minaccia di "far saltare il tribunale in aria" se si fosse consentito a monsignor Gino Reali, vescovo della diocesi di Porto Rufina, di testimoniare nel processo a carico di don Ruggero Conti, ...

Pedofilia/ Lettera di minacce a presidente del Tribunale di Roma

Virgilio - ‎4 ore fa‎
Una lettera di manacce accompagnata da un proiettile è stata recapitata al presidente del Tribunale di Roma, Paolo de Fiore, in occasione della deposizione del vescovo di Porto-Santa Rufina, monsignor Gino Reali, al processo per pedofilia a carico del ...

PEDOFILIA: MONS.REALI, NON HO CREDUTO A VITTIME NE' DENUNCIATO ...

Agenzia di Stampa Asca - ‎4 ore fa‎
(ASCA) - Roma, 20 mag - Per la prima volta, almeno in Italia, un vescovo sul banco dei testimoni in un processo per atti di pedofilia commessi da un prete: e' successo oggi pomeriggio a Roma, nell'aula della sesta sezione penale del tribunale, ...

Minacce a presidente tribunale Roma

euronews - ‎1 ora fa‎
(ANSA)-ROMA, 20 MAG- Lettera di minacce contro la testimonianzadi monsignor Gino Reali al processo nei confronti di don RuggeroConti accusato di abusi sessuali. La lettera, con un proiettilee la minaccia di far saltare il tribunale, ...

Pedofilia: processo a sacerdote, lettera con proiettile a ...

Libero-News.it - ‎5 ore fa‎
Roma, 20 mag. (Adnkronos) - Una lettera di minaccia con allegato un proiettile e' pervenuta oggi al presidente del tribunale di Roma Paolo De Fiore e al pubblico ministero Francesco Scavo in margine ad una nuova udienza del processo che vede imputato ...

PEDOFILIA: ASS. CARAMELLA BUONA, CHIEDEREMO INCRIMINAZIONE MONS. REALI

Agenzia di Stampa Asca - ‎4 ore fa‎
(ASCA) - Roma, 20 mag - L'associazione Caramella buona ha annunciato la sua intenzione di chiedere l'incriminazione per favoreggiamento della pedofilia di mons. Gino Reali, vescovo di Porto-Santa Rufina, nell'ambito del processo a carico di don Ruggero ...

PEDOFILIA: LETTERA CON PROIETTILE A PRESIDENTE TRIBUNALE DI ROMA

Agenzia di Stampa Asca - ‎4 ore fa‎
(ASCA) - Roma, 20 mag - Il presidente del Tribunale di Roma, Paolo de Fiore, ha ricevuto una lettera di minacce accompagnata da un proiettile in occasione della deposizione del vescovo di Porto-Santa Rufina, monsignor Gino Reali, al processo per ...

Lettera intimidatoria al Presidente del Tribunale di Roma

InfoOggi (Blog) - ‎1 ora fa‎
ROMA - Una missiva con proiettile e minaccia di far saltare il tribunale se si fosse data la possibilità a monsignor Gino Reali, vescovo della diocesi di Porto Rufina, di testimoniare nel processo a carico di don Ruggero Conti, accusato di abusi ...

Preti pedofili, lettera con proiettile al Tribunale di Roma contro ...

Blitz quotidiano - ‎4 ore fa‎
Ha testimoniato nel processo contro un prete accusato di molestie su minori, ma la sua testimonianza ha provocato una minaccia. Monsignor Gino Reali, vescovo della diocesi di Porto Rufina, si era detto disponibile a testimoniare nel corso del ...

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