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Non vi è riparo allo sterminio per l'uomo che, imbaldanzito dalle ricchezze, ha diroccato il grande altare della Giustizia.

Eschilo
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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Associazione Nazionale Magistrati

 


L’ASSOCIAZIONE NAZIONALE MAGISTRATI SULLE IPOTESI DI RIFORMA DELLA LEGGE ELETTORALE DEL CSM


 
Le recenti notizie riportate dalla stampa circa la decisione del Governo di intervenire sulla legge elettorale del Consiglio Superiore della Magistratura stupiscono per la tempistica e per i contenuti espressi.

In particolare suscita notevoli perplessità l’ipotesi di intervenire sulla legge elettorale e di prorogare la durata dell’attuale CSM in un momento in cui le elezioni sono già state indette per il prossimo 4 luglio.

L’ANM da tempo ha posto al centro dell’attenzione il tema dell’autoriforma della magistratura e la necessità che la scelta dei rappresentanti al CSM avvenga sulla base di un’ampia e reale rappresentatività dei colleghi, superando i limiti dell’attuale sistema elettorale.

Più volte l’ANM ha ribadito che il sistema elettorale più idoneo a realizzare il modello di CSM delineato dal costituente e a limitare il peso degli apparati delle correnti è il sistema proporzionale per liste.

E proprio in tale ottica, la Giunta dell’ANM aveva proposto lo svolgimento di consultazioni preliminari tra tutti i magistrati per selezionare i candidati, senza, tuttavia, poter attuare tale proposito per la mancata adesione del gruppo di Magistratura Indipendente.

Modificare in questo momento la legge elettorale vigente, in tempi talmente ristretti da non consentire un adeguato dibattito, rischia di produrre un pessimo risultato, soprattutto se si pensa di introdurre sistemi discutibili e non sperimentati, che sembrano pensati per garantire la prevalenza di lobby organizzate esclusivamente su base personalistica e clientelare.

Inoltre la proroga della durata del CSM in carica, in deroga alla prassi costituzionale ormai consolidata da oltre venti anni, arrecherebbe un grave e non giustificabile pregiudizio al regolare funzionamento dell’organo di autogoverno.

Roma, 19 maggio 2010

La Giunta Esecutiva Centrale
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Di Loredana Morandi (del 20/05/2010 @ 09:01:17, in Magistratura, linkato 1427 volte)
Associazione Nazionale Magistrati

 

L’ASSOCIAZIONE NAZIONALE MAGISTRATI
SULLA SCUOLA DELLA MAGISTRATURA

 

La recente decisione della competente commissione del CSM di proporre la nomina dei componenti del Comitato direttivo della Scuola della magistratura ha riaperto il dibattito sulla formazione e le sue prospettive.

Il modello di Scuola della magistratura delineato dalle riforme del 2006 e del 2007 presenta, come più volte segnalato dall’ANM, limiti e lacune.

L’attuale assetto legislativo, infatti, non consente di cogliere l’effettivo contributo del Consiglio superiore della magistratura nella individuazione delle linee guida della attività di formazione e di fissare i limiti di intervento del Ministero della Giustizia sulla intera attività della Scuola. Preoccupa, poi, la dislocazione della attività di formazione centrale su tre sedi (una al nord, una al centro e una al sud), foriera di una frammentazione delle diverse esperienze professionali e limitativa del confronto interno alla magistratura. Si aggiungano i “pericolosi” profili di “contaminazione” tra formazione e valutazione di professionalità. Infine non si comprende a quale destino vada incontro il circuito della “formazione decentrata”.

La Giunta ritiene che la Scuola della Magistratura debba proporsi nel segno della continuità con una esperienza di formazione maturata faticosamente nel circuito dell’autogoverno negli ultimi quindici anni, in una ottica di miglioramento non solo della professionalità ma anche della consapevolezza del ruolo di ogni magistrato italiano.

Su questi temi, la Giunta manifesta preoccupazione per il silenzio e l’inerzia del Ministero della Giustizia.

In concreto, il modello di Scuola che avremo dipenderà moltissimo dalle persone che andranno a comporre il comitato direttivo. L’auspicio è che il comitato direttivo della Scuola coinvolga professionalità di indiscutibile ed elevata autorevolezza, e che nella scelta il Consiglio superiore sappia valorizzare anche le indicazioni formulate dai colleghi partecipanti ai corsi, rifuggendo da logiche di appartenenza .

Solo in questo modo sarà possibile difendere una formazione pluralistica nei contenuti, nei metodi, nella scelta dei docenti e dei partecipanti alle iniziative, che non “impone” il sapere, ma che coltiva le interpretazioni condivise attraverso il confronto aperto .

Roma 19 maggio 2010

La Giunta Esecutiva Centrale
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Questo è un caso che mi ha spaventata eccezionalmente. Si tratta del segno dei tempi, in cui la donna divenuta per sempre "puttana" grazie ai media e alla pornografia, nonché all'uso e al consumo dei politici è anche oggetto di violenta sopraffazione. L.M.

PROCESSO

Il pm chiede 15 anni per Bianchini
il violentatore seriale dei garage

«E' una persona ossessionata da pensieri sessuali, feticista e con il bisogno di esercitare violenza sulle sue vittime». Prossima udienza il 14 giugno

ROMA - Al processo per violenza sessuale che si tiene alle VII sezione del tribunale di Roma, il pm ha chiesto 15 anni di reclusione per Luca Bianchini, il ragioniere di 33 anni accusato di essere lo stupratore seriale che nei mesi scorsi ha terrorizzato la capitale. L'uomo è stato inchiodato dalla prova del Dna e i pubblici ministeri Maria Cordova e Antonella Nespola il 9 ottobre ne avevano chiesto il processo immediato.

RICONOSCIUTO DALLE DONNE - Nel corso della sua requisitoria il pm ha ripercorso le tappe della vicenda e le indagini svolte. Nessun dubbio per il magistrato, che il responsabile di quelle violenze sia Bianchini: le donne hanno riconosciuto il suo aspetto fisico, le mani, gli occhi, la bocca e la voce. Un riconoscimento avvenuto anche nel corso del dibattimento, soprattutto per quanto riguarda la voce dell'imputato. Contro di lui il dna, le impronte digitali su un frammento di scotch usato per tappare la bocca ad una donna stuprata, il coltello e le fascette usate per legare le vittime trovate nella sua abitazione.

L'articolo prosegue su Corriere Sera

GLI PSICOFARMACI E LA TERAPIA - Il magistrato ha poi ricordato che Bianchini nel 1996 fu accusato di un caso analogo di abusi, vicenda da cui fu prosciolto in quanto dichiarato incapace di intendere e di volere al momento del fatto. «Quella sentenza - ha detto la Nespola - appartiene al passato e in assenza di una dichiarazione di un soggetto in condizioni patologiche dobbiamo ritenere che sia imputabile». Lo stesso medico che l'ha avuto in cura negli anni «ha ritenuto che non fosse più necessaria la somministrazione di farmaci e che fosse sufficiente la psicoterapia benché affetto da un disturbo della personalità. Lo stesso Bianchini e i suoi amici hanno detto che è una persona capace di interagire con gli altri, di avere relazioni sentimentali e rapporti sociali».

PERICOLO CHE RIPETA LE VIOLENZE - L'imputato, ha detto il pm, «è una persona ossessionata da pensieri sessuali, feticista e con il bisogno di esercitare violenza sulle sue vittime, grazie alla quale probabilmente si eccita». Nel ritenere che non si debbano concedere le attuanti generiche a Bianchini, la Nespola ha sostenuto come sia necessario considerare «la gravità dei fatti, compiuti in una crescente escalation di violenza: il primo è stato un tentativo, ma poi è passato anche a picchiare le sue vittime. Siamo di fronte a fatti gravissimi - ha concluso - con gravi conseguenze sulle vittime e vi è il pericolo che l'imputato reiteri fatti identici considerato anche che non ha mai ammesso le sue responsabilità e che il suo movente, di natura sessuale, non si è attenuato nel tempo».

LE AGGRESSIONI IN GARAGE - All'uomo sono contestate dai pm Maria Cordova e Antonella Nespola tre violenze: la prima compiuta all'Ardeatina il 5 aprile 2009, la seconda perpetrata il 2 giugno successivo alla Bufalotta ai danni di una giornalista e la terza avvenuta il 2 luglio nei confronti di una studentessa. L'uomo fu arrestato il 10 luglio scorso (è ancora detenuto a Regina Coeli) anche sulla base dei ricordi delle vittime, ricordi che permisero di realizzare anche un approssimativo identikit: italiano, tra i 30 e i 40 anni, alto un metro e 75, con accento romano. Analogo il modus operandi: coperto con un passamontagna colpiva le vittime di notte mentre posteggiavano nel garage condominiale. Quindi le aggrediva alle spalle, chiudeva loro la bocca con del nastro adesivo, le minacciava, le legava con delle fascette da elettricista e poi ne abusava. Prossima udienza, il 14 giugno.

LE PARTI CIVILI - «È stata violata la loro integrità, la loro libertà, la loro dignità umana». È una delle motivazioni utilizzate dall'avvocato Teresa Manente, legale di due delle ragazze aggredite, per sollecitare la condanna di Bianchini. Per l'avvocato Manente, «non ci sono dubbi» sulla responsabilità di Bianchini. «Una delle ragazze aggredite ha detto che questa persona è come se l'avesse uccisa dentro - ha aggiunto - l'altra ha detto di aver vissuto la violenza come uno sfasciamento, una devastazione. Entrambe hanno cambiato il loro modo di vivere. Per questo, Bianchini va condannato duramente». Centocinquanta mila euro per danni e, in subordine, una provvisionale di 80 mila euro, le richieste di risarcimento fatte dalla parte civile per ciascuna delle tre ragazze aggredite (anche per quella costituita parte civile con l'avvocato Antonino Cascio Gioia). Il comune di Roma, con l'avvocato Nicola Sabato, ha chiesto una condanna al risarcimento per 60 mila euro da destinare al Fondo per le vittime di violenza sessuale istituito dall'amministrazione capitolina.

Redazione online
19 maggio 2010

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le vittime sono il figlio di un anno e la figlia di 5

Spagna: la donna che ha ucciso i suoi due figli
è la compagna di un noto pedofilo

La reo confessa del duplice omicidio è legata a Martin Anthony Smith arrestato per pedofilia

MILANO - La donna inglese arrestata martedì a Lloret del Mar, la località turistica catalana, per avere ucciso, soffocandoli, i suoi due figli di uno e cinque anni è la compagna di un presunto pedofilo ricercato dalla polizia britannica e arrestato la settimana scorsa a Barcellona. Lo riferisce oggi la stampa spagnola.

LA VICENDA - L'uomo, Martin Anthony Smith, è fra l'altro accusato di avere abusato negli anni scorsi di una bimba di cinque anni, figlia di una sua compagna, e di tentata violenza contro un'altra minore. Il bimbo di un anno ucciso martedì era il figlio che la donna aveva avuto da Smith, la bambina era invece la figliastra dell'uomo. Secondo la stampa spagnola la madre dei due piccoli, trovati morti nella stanza di albergo che occupavano con la madre a Lloret, avrebbe scritto una piena confessione, nella quale indicherebbe le ragioni del drammatico gesto. L'inchiesta è per ora coperta dal segreto istruttorio. Non è stata resa nota l'identità della donna e dei due bambini. Una autopsia sulle due piccole vittime è prevista per oggi o giovedì.

Redazione online
Corriere Sera 19 maggio 2010

La Rassegna da El Pais



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Processo a Milano sui derivati,
le banche chiedono la testimonianza della Moratti


Milano - (Adnkronos) - Gli istituti di credito imputati per truffa aggravata Depfa, Ubs, Deutsche Bank e Jp Morgan chiedono di sentire sia l'attuale sindaco che il precedente primo cittadino Gabriele Albertini. Una trentina di associazioni dei consumatori pronte a costituirsi parte civile, il giudice monocratico dovrà decidere il 9 giugno.

L'intervista al pm Robledo (VIDEO)

Milano, 19 mag. (Adnkronos) - Al processo in corso a Milano sui derivati le banche imputate Depfa, Ubs, Deutsche Bank e Jp Morgan chiedono di sentire come testimoni l'attuale sindaco di Milano, Letizia Moratti e l'ex primo cittadino, Gabriele Albertini. Lo dichiarano gli avvocati dei quattro istituti di credito che si apprestano a depositare le loro liste testi composte, essenzialmente, da consulenti, da alcuni testimoni indicati anche dall'accusa oltre, appunto, dai due sindaci.
Il procedimento in corso a Milano riguarda 13 persone fisiche e quattro banche accusate di truffa aggravata per un presunto danno da 100 milioni arrecato all'amministrazione cittadina con la stipula di derivati. Come affermato dall'avvocato Guido Alleva, che nella causa difende Deutsche Bank, questo "non rappresenta un processo pilota", come e' stato detto in piu' sedi. "Ogni processo -dice il legale- ha l'obiettivo di accertare i fatti e la verita'. Se si attribuiscono valenze che il dibattimento non ha si sconfina in un territorio molto pericoloso".

Intanto nel corso dell'udienza che si e' tenuta questa mattina si e' discusso sulla possibile costituzione di parte civile di circa una trentina di associazioni nazionali e locali di difesa dei consumatori. Costituzione che, per le difese degli imputati, e' da bocciare, ma sulle quali il pm Alfredo Robledo si e' rimesso alla valutazione del giudice monocratico Oscar Magi. In particolare l'accusa si e' detta favorevole alla costituzione di parte civile del Comune di Milano ma si e' opposta alla costituzione come responsabile civile sia dell'amministrazione cittadina che delle associazioni perche', ha ricordato il magistrato, "l'orientamento prevalente della giurisprudenza scoraggia l'azione civile nel processo penale per evitare appesantimenti". Su tutte le richieste il giudice Magi si e' riservato una decisione che leggera', il 9 giugno prossimo, in aula quando riprendera' il procedimento.

A margine del processo, il procuratore aggiunto di Milano Alfredo Robledo ha affermato come in Italia non ci sia "un problema nazionale come la Grecia, ma c'e' un pericolo enorme e concreto: nel nostro paese ci sono tantissime bolle che stanno in capo a Comuni, Regioni e Province che prima o poi scoppieranno - ha detto - ma nessuno sa cosa succedera' in quel momento".

La Rassegna

processo derivati, sindaco Moratti chiamato testimone a difesa

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Derivati, le banche citano come testi Albertini e la Moratti

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Derivati: Pm Robledo, no a citazione banche come responsabili civili

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Derivati: difese banche citano L.Moratti e G.Albertini come testi

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PUNTO2- Derivati, banche chiedono di sentire sindaci di Milano

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"Italia più a rischio della Grecia"

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Derivati/ Pm Robledo: Italia ha problemi unici in Europa

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Derivati: pm Robledo, Italia piu' a rischio della Grecia

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Derivati: domani nuova udienza al Tribunale di Milano

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Derivati, banche citano come testimoni Albertini e Moratti

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Nel processo sono imputate quattro banche, undici funzionari o ex funzionari e l'ex direttore generale del Comune di Milano. La prossima udienza è stata ...

Derivati a Milano, le banche citano come testi Moratti e Albertini

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Derivati/ Processo aggiornato al 9 giugno

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Milano, 19 mag. (Apcom) - E' stato aggiornato al prossimo 9 giugno il processo in cui Depfa, Ubs, Deutsche Bank e Jp Morgan insieme ad altri 13 imputati ...

Derivati. Per il pm Robledo "Italia più esposta della Grecia"

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Il magistrato si è espresso a margine di un'udienza del processo di Milano che riguarda quattro diversi istituti di credito. "Il pericolo è concreto ma non ...

DERIVATI, ROBLEDO: ITALIA PIU' A RISCHIO DELLA GRECIA

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L'Italia è più a rischio della Grecia per quanto riguarda il problema dei contratti derivati perché "è l'unico Paese dell'Unione europea in cui gli enti ..
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Federazione Nazionale della Stampa Italiana

Roma, 19 maggio ’10
Prot. n. 115


Il Segretario della Federazione Nazionale della Stampa Italiana, Franco Siddi, ha dichiarato:


“Il voto della maggioranza della Commissione giustizia del Senato sul ddl intercettazioni questo pomeriggio è una brutta pagina. Faremo di tutto perché sia cancellata ricorrendo a tutti i mezzi possibili. Le norme che vietano il diritto di cronaca, persino su atti non più coperti da segreto, che impediscono ai cittadini di sapere come procedono le inchieste giudiziarie, di avere notizia dei misfatti di corrotti e corruttori sono di una gravità inaudita. Inaccettabili. Il Sindacato dei giornalisti farà una resistenza ed un’opposizione incessante.

E’ un disegno imposto dalla politica di comando alla maggioranza parlamentare che non ha eguali in nessun Paese di democrazia avanzata.

Questa legge rende le notizie di cronaca un crimine e punta a nascondere, vietandone ogni notizia, le malefatte dei corrotti e i crimini più odiosi contro le persone. Manda invece in galera i giornalisti, strangola, con le multe, gli editori, chiude in camera blindata le informazioni. 

Non è in gioco un privilegio dei giornalisti ma la disponibilità dell’informazione come bene pubblico dei cittadini. Adesso è caduto anche l’ultimo velo, quello della privacy  che - avevamo sempre denunciato – era ed è una scusa paravento, un inganno. Ed è evidentissimo come si voglia punire chiunque possa disturbare il manovratore solo perché dispone – e lealmente le offre ai cittadini – delle informazioni di interesse pubblico.

La Fnsi chiama i giornalisti alla mobilitazione permanente; invita i comitati di redazione a segnalare ogni giorno, usando anche gli strumenti del contratto, tutti i casi di notizie che d’ora in poi saranno interdette, se la legge avrà il varo definitivo, a fare ancora più informazione sulle vicende che si vogliono oscurare e a chiedere ai Direttori di listare a lutto le loro testate finché non ci sarà un ravvedimento nel corso dell’ulteriore processo parlamentare.
Alle Associazioni di stampa è chiesto di verificare, insieme con i Cdr, l’organizzazione di manifestazioni regionali da collegare ad un’iniziativa diffusa nel Paese che culminerà nello sciopero nazionale.

Agli editori il sindacato dei giornalisti chiede di ribadire l’iniziativa comune per bloccare comunque gli effetti di un disegno scellerato.

Ai cittadini, ai gruppi della società civile, al mondo della cultura e del lavoro, la Fnsi propone un’iniziativa civica di larga portata e di carattere permanente, definendo insieme, in tempi brevi, le azioni pubbliche più opportune per far rientrare questa operazione illiberale e incivile.

La Fnsi crede nelle istituzioni parlamentari -  verso le quali la fiducia oggi è inevitabilmente incrinata - e in quelle di Giustizia. Un minuto dopo l’eventuale varo finale della legge sulle intercettazioni secondo i criteri con cui sta emergendo dalla Commissione Giustizia del Senato,  sarà presentato ricorso alla Corte Europea di Giustizia per i diritti dell’uomo, insieme con la Federazione Internazionale dei Giornalisti.”
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Di Loredana Morandi (del 19/05/2010 @ 19:07:10, in Sindacato, linkato 1303 volte)
La commissione Giustizia al Senato ha approvato l'emendamento per le pene ai giornalisti. Posto la notizia alla voce "Sindacato" per "bussare al cielo" e rivolgere ancora una volta la domanda: "Siamo sicuri che una puntata della trasmissione di Santoro o l'avventura sessuale al viagra di certa gente valeva la pena di aver provocato un tale sfacelo ed aver contestualmente perso lo strumento di sostegno ad un pubblico ministero minacciato dalla mafia?" L.M.

Intercettazioni, sì commissione Senato

a pene per giornalisti


mercoledì 19 maggio 2010 16:10


ROMA (Reuters) - La commissione Giustizia del Senato ha approvato oggi l'emendamento del governo al disegno di legge sulle intercettazioni che prevede pene più severe per i giornalisti e ha confermato le forti sanzioni pecuniarie per gli editori. Lo ha detto il senatore dell'Idv Luigi Li Gotti, uscendo dall'aula della commissione.

Chi all'interno degli uffici giudiziari rivela il contenuto degli atti coperti dal segreto istruttorio, anche intercettazioni, viene punito fino a sei anni di reclusione e anche il giornalista che li pubblica rischia di rispondere in correo dello stesso reato.

Quanto alla pubblicazione degli altri atti giudiziari, ma sui quali il ddl prevede il blackout informativo, questa rimane un reato di natura contravvenzionale, cioè meno grave dei delitti, ed è punito con l'arresto fino a 2 mesi oppure con l'ammenda da 2.000 a 10.000 euro.

Ma se la pubblicazione riguarda il contenuto di intercettazioni -- non coperte dal segreto d'inchiesta ma non più divulgabili -- la pena è l'arresto fino a 2 mesi e l'ammenda da 4.000 a 20.000 euro. La condanna comporta anche la sospensione temporanea dall'esercizio della professione.

Più grave il caso in cui si pubblichino intercettazioni destinate al macero o giudicate non rilevanti per l'inchiesta: qui scatta la reclusione da sei mesi a tre anni.

Ma la deterrenza si estende agli editori che rischiano di pagare per il fatto del loro giornalista fino a 460.000 euro di sanzione pecuniaria.

Concluso l'esame della commissione, il provvedimento passerà poi all'aula del Senato per l'approvazione finale, che dovrebbe avvenire ai primi di giugno, ma i tempi saranno definiti dalla conferenza dei capigruppo della prossima settimana. Chiusa la partita a Palazzo Madama, il ddl tornerà comunque alla Camera per l'ok definitivo.

Nonostante l'opposizione di Pd e Italia dei Valori, la maggioranza di centrodestra è apparsa finora compatta a favore del provvedimento e delle modifiche suggerite dal governo.

"Il ddl sulle intercettazioni è una riforma necessaria in un contesto in cui ogni giorno assistiamo a processi pubblici a mezzo stampa, senza contraddittorio", ha detto ieri Italo Bocchino, il deputato della corrente finiana del Pdl, che si è distinta finora per le critiche alla linea del governo su diversi temi.
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Clementina Forleo con la linea del Governo
sulla separazione delle carriere dei magistrati


Una puntata di Klauscondicio certamente da vedere in cui l'intervistata è la gip milanese Clementina Forleo, ma che dalle dichiarazioni riportate negli articoli ci lascia trasecolati più o meno come la rivendicazione storica della linea di governo sul CSM di Bruno Tinti, specialmente quando attacca altri suoi colleghi. Non a caso alcune testate già pubblicano alla "Sorpresa".

In breve la forte posizione critica della magistrato verte sulle posizioni del governo in merito al correntismo nel CSM ed auspica la separazione delle carriere tra requirente e giudicante nella magistratura, più o meno in linea con la posizione sempre espressa dalle Camere Penali.

Effetti del martellamento mediatico o delle politiche del divismo alla Travaglio, che puntualmente dividono i magistrati buoni da quelli cattivi senza nessun garantismo giornalistico per la libertà di giurisdizione dei singoli? Non saprei dire. Sicuro è che una certa cattiva politica delle redazioni deve aver prodotto il commento sui giornalisti in galera se pubblicano le intercettazioni, oppure la pensa come me: l'ordinamento giudiziario non è il Messia e non risorgerà dopo tre giorni dalla morte di Croce. Però fa male al cuore leggerla tramite le agenzie, sapendola stimata da schiere di giornalisti, soprattutto quando attacca i colleghi.

Loredana Morandi


La Rassegna

MAGISTRATURA FORLEO:
INGROIA, SCARPINATO E CASELLI
COLPEVOLI DI OMERTOSO SILENZIO

 

(IRIS) - ROMA, 19 MAG - Atto d’accusa del magistrato Clementina Forleo, ospite di KlausCondicio, a Ingroia, Scarpinato e Caselli, colpevoli di non aver sostenuto le sue battaglie. “Mi spaventa il silenzio degli “onesti”, di chi come Caselli, Ingroia, Scarpinato, che fanno parte delle cosiddette correnti e che si sono sempre esposti per la pulizia all’interno della magistratura ma che poi, quando si è trattato di assistere a degli scandali nella stessa magistratura, sono rimasti silenti”.

Forleo ha poi aggiunto: “Si finisce per assistere ad una sorta di “doppiopesismo”, per cui ci sono magistrati che vanno difesi e magistrati che non vanno difesi. Sono convinta, pur stimando molto la persona dal punto di vista professionale, che se quello che fosse successo a me, sarebbe successo alla Dottoressa Boccassini, ad esempio, tutti si sarebbero scatenati e sarebbero andati certamente a fare una protesta sotto il CSM”.

"Anche Bruti Liberati fa parte di quella schiera di persone che sono rimaste silenti.

Inoltre, è stato uno dei due magistrati che dopo il mio intervento alla Camera Penale sulla separazione delle carriere ha detto:  ‘è una donna dai facili applausi’" conclude Forleo.

Riforma giustizia, Forleo: "C'è strapotere dei pm, sì a carriere ...

il Giornale - ‎1 ora fa‎
"Esiste uno strapotere del Pm che è necessario riequilibrare". Il gip Clementina Forleo è d'accordo col Guardasigilli Alfano di separare le carriere e ...

MAGISTRATURA: FORLEO, INGROIA, SCARPINATO E CASELLI COLPEVOLI DI ...

IRIS Press - Agenzia stampa nazionale - ‎41 minuti fa‎
(IRIS) - ROMA, 19 MAG - Atto d'accusa del magistrato Clementina Forleo, ospite di KlausCondicio, a Ingroia, Scarpinato e Caselli, colpevoli di non aver ...

Sorpresa, Clementina Forleo è d'accordo con il Governo

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Clementina Forleo, già idolo delle fazioni considerate più “giustizialiste” della politica italiana, dice la sua sulle politiche del Governo: “Sono ...

GIUSTIZIA: FORLEO, ALFANO LIBERI IL CSM DALLE CORRENTI

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(IRIS) - ROMA, 19 MAG - “Trovo positivo che anche politici finiani come Bocchino, Granata, Bongiorno abbiano sottolineato, come avevo già fatto io nel corso ...

INTERCETTAZIONI: FORLEO, GIUSTO CHE GIORNALISTI VADANO IN PRIGIONE ...

IRIS Press - Agenzia stampa nazionale - ‎3 ore fa‎
(IRIS) - ROMA, 19 MAG - “Considero ottima l'idea di prevedere nella riforma delle intercettazioni la possibilità per il pm di rivolgersi non più al solo gip ...

GIUSTIZIA: FORLEO, BENE RIFORMA ALFANO SU STRAPOTERE PM

IRIS Press - Agenzia stampa nazionale - ‎3 ore fa‎
(IRIS) - ROMA, 19 MAG - Il magistrato Clementina Forleo, ospite del programma di approfondimento politico KlausCondicio, condotto da Klaus Davi e in onda su ..
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Di Loredana Morandi (del 19/05/2010 @ 18:42:26, in Magistratura, linkato 1367 volte)
GIUSTIZIA: ANM, NO A MODIFICA LEGGE ELETTORALE CSM A ELEZIONI INDETTE
 

(ASCA) - Roma, 19 mag 2010 - ''Le recenti notizie riportate dalla stampa circa la decisione del Governo di intervenire sulla legge elettorale del Consiglio superiore della magistratura stupiscono per la tempistica e per i contenuti espressi. In particolare, suscita notevoli perplessita' l'ipotesi di intervenire sulla legge elettorale e di prorogare la durata dell'attuale Csm in un momento in cui le elezioni sono gia' state indette per il prossimo 4 luglio''.

Ad affermarlo e' un comunicato dell'Anm (Associazione nazionale magistrati).

''L'Anm -prosegue il comunicato- ha posto da tempo al centro dell'attenzione il tema dell'autoriforma della magistratura e la necessita' che la scelta dei rappresentanti al Csm avvenga sulla base di un'ampia e reale rappresentativita' dei colleghi, superando i limiti dell'attuale sistema elettorale.

L'Anm ha ribadito piu' volte che il sistema elettorale piu' idoneo a realizzare il modello di Csm delineato dal costituente e a limitare il peso degli apparati delle correnti e' il sistema proporzionale per liste. E proprio in tale ottica, la Giunta dell'Anm aveva proposto lo svolgimento di consultazioni preliminari tra tutti i magistrati per selezionare i candidati, senza, tuttavia, poter attuare tale proposito per la mancata adesione del gruppo di Magistratura Indipendente.

Modificare in questo momento la legge elettorale vigente, in tempi talmente ristretti da non consentire un adeguato dibattito, rischia di produrre un pessimo risultato, soprattutto se si pensa di introdurre sistemi discutibili e non sperimentati, che sembrano pensati per garantire la prevalenza di lobby organizzate esclusivamente su base personalistica e clientelare''.

''La proroga della durata del Csm in carica, in deroga alla prassi costituzionale ormai consolidata da oltre venti anni -conclude il comunicato-, arrecherebbe, inoltre, un grave e non giustificabile pregiudizio al regolare funzionamento dell'organo di autogoverno''.

min/mcc/ss
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Di Loredana Morandi (del 19/05/2010 @ 18:32:20, in Politica, linkato 1273 volte)
Csm/ Camere in seduta comune
il 1 luglio per eleggere gli 8 laici


Votazioni a Montecitorio dalle 9

Roma, 18 mag. (Apcom) - Il Parlamento è stato convocato in ottava seduta comune il primo luglio prossimo per l'elezione degli otto componenti laici del Consiglio superiore della magistratura.

Le votazioni si terranno alla Camera dei deputati a partire dalle 9. L'avviso verrà pubblicato nella Gazzetta Ufficiale di domani. Una nota congiunta della Camera e del Senato ufficializza la decisione presa ieri in conferenza dei capigruppo.
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